XXVI.Camilla a Riccardo.
«Desistete da questo frasario insensato. Se anche potessi dar fede all'amore che voi dite di nutrire per me, dovrei piangerne come d'una sciagura.
«Rientrate in voi stesso, scandagliate il vostro cuore, esaminate con sincerità il passato, e dite se è possibile che le nostre anime possano riavvicinarsi mai. Non possono, non devono. In quella età della vita in cui è così facile amarsiper amarsi, noi abbiamo esaurito rapidamente ciò che ne pareva inesauribile — il tesoro dei nostro affetto. Potevamo avverare i sogni, e ci siamo contentati di sognare. Era destino che non dovessimo andare più in là.
«Ed è mai possibile ritentare le stesse vie oggi che tutto è mutato in noi ed intorno noi? Oggi che nuovi doveri, nuovi diritti, nuovi affetti ci hanno trasformato il cuore?
«Cessate dall'illudervi. Io rifuggo atterrita dalle immagini che le vostre parole mi schierano dinanzi.
«Nutro fiducia che una sola parola basterà a togliervi da questo delirio; questa parola io la scrivo francamente, io la innalzo come una barriera fra voi e me:sono felice!
«Sì, io sono felice; la mia vita è piena, il mio cuore è pago, sereno; la famiglia, l'affetto d'un uomo che amo mi rendono soddisfatta del mio stato. Quell'uomo vi ha pure stretto cordialmente la mano, vi ha accolto da ospite cortese, da amico; io so che egli vi stima e vi ama.
«Non aggiungo altro.
«Risparmiate la mia pace; non oscurate il cielo della mia vita modesta; non cercate di portare nel mio cuore le battaglie d'un affetto colpevole. Sarebbe vano e fatale.
«Pensate a Bice, a quella creatura ingenua e dolce a cui avete domandato e promesso l'amore; oggi essa soffre per cagion vostra. Sì, essa, l'angelo che potrebbe formare la pace del vostro avvenire, soffre e piange in silenzio, perchè indovina l'abbandono che le minacciate.
«Siate uomo; cacciate le larve d'un tempo che non deve più rivivere; gettatevi nell'avvenire con confidenza.
«Dimenticate.»