XXX.Un rimedio.
Una sera fratel Biagio venne incontro alla moglie col volto accigliato.
Camilla si sentì correre un brivido per le membra. Da qualche tempo essa non poteva incontrare l'occhio sereno del marito senza provare quella specie di turbamento vago, che è meno paura d'altrui che di sè medesimo.
La confidenza tranquilla e carezzevole, concui ella soleva venire innanzi al compagno affettuoso della sua vita, non le rischiarava più la fronte bianca. Dissimulava male; ogni lieve nube, ogni sguardo, ogni gesto le parevano una minaccia.
— Che hai? — domandò vincendo la ripugnanza.
— Lo sai bene — disse Biagio tentennando il capo in aria afflitta. — La povera Bice....
— Bice!...
— Soffre.
— Soffre... — ripetè Camilla con voce fioca.
Entrambi parvero raccogliersi in questa immagine.
Ma Camilla pensava ad altro; guardando sott'occhi il marito, spiava lo scopo di quel colloquio.
Fratel Biagio aveva preso fra il pollice e l'indice uno dei bottoni d'acciaio della sua giacchetta di tela, e lo stropicciava con calore.
— Che te ne pare? — domandò all'improvviso, fissando Camilla in volto; e siccome costei a evitare lo sguardo e a risparmiarsi l'imbarazzo d'una risposta, chinò il capo in attitudine di pensiero, l'ottimo marito lasciò la sua compagna e si diede a misurare la camera a gran passi. Camilla ne seguì di nascosto ogni movimento finchè qualche istante dopo fratel Biagio s'arrestò.
— Bisogna allontanarla.
— Allontanarla.... Chi?
— Bice. Andrà in campagna.
— Sola? —
A questa domanda sfuggitale involontariamente Camilla si arrestò turbata.
Fratel Biagio sembrò non badarvi, e rispose con indifferenza che «questo appunto era il suo imbarazzo.»
— Andiamo tutti, — propose Camilla con disinvoltura.
— Non è possibile; le mie faccende mi trattengono. —
Dicendo queste parole fratel Biagio aveva gettato alla sfuggita uno sguardo sulla moglie, la quale se ne avvide, e attribuì cento significati paurosi a quello sguardo. Nondimeno si affrettò a soggiungere:
— Vi andremo noi... e la zia Angelica.
— Tu! esclamò Biagio con meraviglia; e stette un istante a meditare. — Non ti duole d'andarvi?
— Dolermi! Ti pare? Se potessi venire tu pure! Ma già, le tue faccende!... —
Questa volta gli sguardi dei coniugi van Leven si ricercarono e s'incontrarono francamente.
Fratel Biagio porse la mano alla moglie e le disse con dolcezza:
— Perdonami, ho dubitato del tuo cuore; temevo che l'andare in campagna in questa stagione, per dividere con una creatura addolorata le melanconie della solitudine e le noie dell'inverno, potesse sembrarti un sagrificio troppo grave... perdonami! —