VIIISOTTO IL FUOCO
I FALSARI DELLA VOLONTÀLa loro schiera cresce e crescerà lungamente finchè una più alta inspirazione nell'arte non disperda con un soffio di vento fecondo i loro pensieri e le loro opere così penosamente vane e raffinate.Oggi è un romanziere francese, Remy de Gourmont, che nelSogno di una donna, ci offre una idea nietzschiana, una donna che pretende dominare la vita, nel concetto e nel fine, superando le barriere della morale, i confini della propria epoca, per solennizzare in sè stessa il trionfo di una volontà inutilmente insaziabile.Amare non è più che godere, e vivere è solamente volere al disopra di tutti, come se tutti non formassero che lo sfondo di una sola vita, la cornice di una sola figura.Questa teorica superba usci quasi inavvertita con Max Stirner dalla sinistra hegeliana, che il pubblico tedesco di allora credeva smarrita per sempre nei paradossi atei e rivoluzionari di Feuerback.Il fondatore dell'anarchia intellettuale era un giovane cupo e solitario, quasi senza amici, assortonell'idolatria del proprio orgoglio, con un ingegno lucido e tagliente quanto il vetro, che invece di riflettere la vita, vi ardeva nel mezzo fra le fiamme fredde dei propri riverberi.Della sua opera capitale,L'unico e la sua proprietà , nessuno si accorse; in un altro scritto più breve.La mia potenza, bandì un vangelo stupefacente e negatore di tutta l'umanità nella sua essenza e nella storia per deificare l'individuo solitario e perfetto come un atomo, senza forza di attrazione su altri, senza virtù di condensare la vita e la forma di un corpo.Most, il nemico di Marx, fu il successore politico di Stirner e il fondatore a Londra del partito anarchico, che doveva a lunga distanza di anni trovare in tre italiani un sognatore, un sonnambulo e un maniaco: Angiolillo, Caserio, Lucheni, tre omicidi, tre vendicatori, enigmatici nell'opera, paurosi al pensiero.Nietzsche fu il poeta di Stirner, ma, come Chateaubriand, un poeta della prosa. Profondo ed oscuro, nuvoloso e lampeggiante, egli apparve per rispondere alla nuova tirannide del socialismo, che annulla l'individuo nella massa e non gli lascia altra speranza di felicità che la partecipazione ad un materiale benessere mediocre e collettivo: un refettorio e un dormitorio, un lavoro anonimo e comune, la libertà sacrificata all'eguaglianza, la personalità dispersa nel numero.Allora nell'ingegno di Nietzsche tornarono giganti le più micidiali figure di eroi, che per compiere la propria missione erano passati sull'umanità come un elefante sopra un formicaio; ma egli dimenticava quella missione per non amare che la loro mortiferasovranità . Carlyle era sopraffatto e svisato dal suo continuatore: la teorica degli eroi continuatori della storia diventava la lirica apologetica dei tiranni, che la violano nei loro capricci.Ma pochi artisti in questo secolo furono più ammaliatori ed originali di Nietzsche. Attraverso le inevitabili e spesso disgustose falsificazioni del suo spirito una meravigliante visione della realtà esplodeva, come le improvvise illuminazioni boreali, che poi sorpresero Nansen nell'eroico viaggio polare: un incendio lucido e colorato, quasi di fiamme diluite, di gemme evaporanti. Nietzsche ha criticato frammentariamente ma insuperabilmente tutti i vizi e le manchevolezze della nostra epoca: ha dissipato per sempre il fantasma della verità popolare, schernite e distrutte le misere velleità delle mezze ribellioni e delle mezze autorità liberali.Il suo sogno del superuomo è il suo sogno di malato, l'invettiva finale che esagera e falsa il ragionamento, un ritorno della forza pagana su la molle decadenza cristiana, la suprema vanità di comando in una aristocrazia rimasta fuori della vita e che tenta indarno innalzarsi arrampicandosi sulla propria vanità .Gabriele d'Annunzio tradusse il sogno di Nietzsche in qualche figura, sforzandosi a darle sembianza di vita coll'imitazione di antichi disegni, intendendo a rovescio Leonardo da Vinci, ingannandosi ed ingannando colla malia di una bellezza letteraria formata cogli echi e coi riflessi di ogni bellezza passata. La figura abbagliò il pubblico, una torma di scolari applaudì, delirando, il maestro, che valeva meglio dell'opera e si avviava nel teatro verso la più rude e salutare smentita.Adesso Remy de Gourmont, minore nell'ingegno, più destro nella maniera, ritenta la prova.Il suoSogno di una donnanon vorrebbe essere che la confessione ingenua e convincente di una superdonna, la quale ha concepito la propria esistenza nell'illimitato impero della volontà e nella conquista del piacere. Così ella trionfai per aver saputo volere; e si sente felice perchè limita ogni attività del corpo e dello spirito al piacere. Sciaguratamente tutto si riduce a un fantasma di donna, a una forma polemica, a un mostro elegante ed impossibile, che l'abilità dell'artista trasse dalla ganga di una tesi filosofica. Ella non vive davvero, perchè la vita imprigiona tutti gl'individui nelle proprie maglie e non consente ad alcuno di romperle salvandosi in una libertà estranea alla morale, superiore al pensiero. Il dramma si svolge invece dentro questo sforzo, quindi la tragedia si compie uguagliando vincitori e vinti.Che cosa è il piacere nell'amore?L'agguato teso, secondo Schopenhauer, a noi dalla natura per suaderci la perpetuazione della razza, o, secondo l'idea cristiana, il primo pietoso compenso messo da Dio nella nostra dura vita di sacrificio e di ascensione?Comunque lo si intenda, nè il piacere è l'amore, nè la voluttà sessuale il suo massimo piacere. L'amore ha bisogno di idealità e di olocausto nella sua prima ora fra gli amanti, come nella sua lunga giornata coi figli: si comincia dall'amare come tali, poi l'amore degl'innamorati preannunzia la devozione dei genitori. È questa la legge, la verità e la vita. Non è permesso, non è possibile isolare la propria esistenza circoscrivendola entro i giorni felici edinconsci dell'amore primaverile: è falso che l'amore galante, composto di sensualità bruta e di grazia artificiosa, possa dare il trionfo sulla vita, l'impero sopra sè stessi e su le folle. Superuomini e superdonne non sono che superfetazioni, alle quali l'ingegno può aggiungere qualunque più ricca decorazione, ma non inspirare il soffio della vita.E l'arte è creazione.Potete leggere questoSogno di una donna: vi parrà più vero dei sogni d'annunziani perchè più prosaico, forse meglio composto come romanzo, meno esotico come stile, più moderno come parola. Ma non riconoscerete nella sua eroina il carattere di altra donna da voi conosciuta, mentre nella turba dei personaggi, che la circondano per darle modo di svolgersi, vi sentirete a disagio come fra maschere fuori della stagione carnevalesca.Non vi è che un modo per essere un superuomo e diventare un grand'uomo: pensare, amare, soffrire, creare per tutti coloro, che la vita umilia fatalmente nelle feconde bassure del lavoro anonimo e quotidiano.22 dicembre 1899.
La loro schiera cresce e crescerà lungamente finchè una più alta inspirazione nell'arte non disperda con un soffio di vento fecondo i loro pensieri e le loro opere così penosamente vane e raffinate.
Oggi è un romanziere francese, Remy de Gourmont, che nelSogno di una donna, ci offre una idea nietzschiana, una donna che pretende dominare la vita, nel concetto e nel fine, superando le barriere della morale, i confini della propria epoca, per solennizzare in sè stessa il trionfo di una volontà inutilmente insaziabile.
Amare non è più che godere, e vivere è solamente volere al disopra di tutti, come se tutti non formassero che lo sfondo di una sola vita, la cornice di una sola figura.
Questa teorica superba usci quasi inavvertita con Max Stirner dalla sinistra hegeliana, che il pubblico tedesco di allora credeva smarrita per sempre nei paradossi atei e rivoluzionari di Feuerback.
Il fondatore dell'anarchia intellettuale era un giovane cupo e solitario, quasi senza amici, assortonell'idolatria del proprio orgoglio, con un ingegno lucido e tagliente quanto il vetro, che invece di riflettere la vita, vi ardeva nel mezzo fra le fiamme fredde dei propri riverberi.
Della sua opera capitale,L'unico e la sua proprietà , nessuno si accorse; in un altro scritto più breve.La mia potenza, bandì un vangelo stupefacente e negatore di tutta l'umanità nella sua essenza e nella storia per deificare l'individuo solitario e perfetto come un atomo, senza forza di attrazione su altri, senza virtù di condensare la vita e la forma di un corpo.
Most, il nemico di Marx, fu il successore politico di Stirner e il fondatore a Londra del partito anarchico, che doveva a lunga distanza di anni trovare in tre italiani un sognatore, un sonnambulo e un maniaco: Angiolillo, Caserio, Lucheni, tre omicidi, tre vendicatori, enigmatici nell'opera, paurosi al pensiero.
Nietzsche fu il poeta di Stirner, ma, come Chateaubriand, un poeta della prosa. Profondo ed oscuro, nuvoloso e lampeggiante, egli apparve per rispondere alla nuova tirannide del socialismo, che annulla l'individuo nella massa e non gli lascia altra speranza di felicità che la partecipazione ad un materiale benessere mediocre e collettivo: un refettorio e un dormitorio, un lavoro anonimo e comune, la libertà sacrificata all'eguaglianza, la personalità dispersa nel numero.
Allora nell'ingegno di Nietzsche tornarono giganti le più micidiali figure di eroi, che per compiere la propria missione erano passati sull'umanità come un elefante sopra un formicaio; ma egli dimenticava quella missione per non amare che la loro mortiferasovranità . Carlyle era sopraffatto e svisato dal suo continuatore: la teorica degli eroi continuatori della storia diventava la lirica apologetica dei tiranni, che la violano nei loro capricci.
Ma pochi artisti in questo secolo furono più ammaliatori ed originali di Nietzsche. Attraverso le inevitabili e spesso disgustose falsificazioni del suo spirito una meravigliante visione della realtà esplodeva, come le improvvise illuminazioni boreali, che poi sorpresero Nansen nell'eroico viaggio polare: un incendio lucido e colorato, quasi di fiamme diluite, di gemme evaporanti. Nietzsche ha criticato frammentariamente ma insuperabilmente tutti i vizi e le manchevolezze della nostra epoca: ha dissipato per sempre il fantasma della verità popolare, schernite e distrutte le misere velleità delle mezze ribellioni e delle mezze autorità liberali.
Il suo sogno del superuomo è il suo sogno di malato, l'invettiva finale che esagera e falsa il ragionamento, un ritorno della forza pagana su la molle decadenza cristiana, la suprema vanità di comando in una aristocrazia rimasta fuori della vita e che tenta indarno innalzarsi arrampicandosi sulla propria vanità .
Gabriele d'Annunzio tradusse il sogno di Nietzsche in qualche figura, sforzandosi a darle sembianza di vita coll'imitazione di antichi disegni, intendendo a rovescio Leonardo da Vinci, ingannandosi ed ingannando colla malia di una bellezza letteraria formata cogli echi e coi riflessi di ogni bellezza passata. La figura abbagliò il pubblico, una torma di scolari applaudì, delirando, il maestro, che valeva meglio dell'opera e si avviava nel teatro verso la più rude e salutare smentita.
Adesso Remy de Gourmont, minore nell'ingegno, più destro nella maniera, ritenta la prova.
Il suoSogno di una donnanon vorrebbe essere che la confessione ingenua e convincente di una superdonna, la quale ha concepito la propria esistenza nell'illimitato impero della volontà e nella conquista del piacere. Così ella trionfai per aver saputo volere; e si sente felice perchè limita ogni attività del corpo e dello spirito al piacere. Sciaguratamente tutto si riduce a un fantasma di donna, a una forma polemica, a un mostro elegante ed impossibile, che l'abilità dell'artista trasse dalla ganga di una tesi filosofica. Ella non vive davvero, perchè la vita imprigiona tutti gl'individui nelle proprie maglie e non consente ad alcuno di romperle salvandosi in una libertà estranea alla morale, superiore al pensiero. Il dramma si svolge invece dentro questo sforzo, quindi la tragedia si compie uguagliando vincitori e vinti.
Che cosa è il piacere nell'amore?
L'agguato teso, secondo Schopenhauer, a noi dalla natura per suaderci la perpetuazione della razza, o, secondo l'idea cristiana, il primo pietoso compenso messo da Dio nella nostra dura vita di sacrificio e di ascensione?
Comunque lo si intenda, nè il piacere è l'amore, nè la voluttà sessuale il suo massimo piacere. L'amore ha bisogno di idealità e di olocausto nella sua prima ora fra gli amanti, come nella sua lunga giornata coi figli: si comincia dall'amare come tali, poi l'amore degl'innamorati preannunzia la devozione dei genitori. È questa la legge, la verità e la vita. Non è permesso, non è possibile isolare la propria esistenza circoscrivendola entro i giorni felici edinconsci dell'amore primaverile: è falso che l'amore galante, composto di sensualità bruta e di grazia artificiosa, possa dare il trionfo sulla vita, l'impero sopra sè stessi e su le folle. Superuomini e superdonne non sono che superfetazioni, alle quali l'ingegno può aggiungere qualunque più ricca decorazione, ma non inspirare il soffio della vita.
E l'arte è creazione.
Potete leggere questoSogno di una donna: vi parrà più vero dei sogni d'annunziani perchè più prosaico, forse meglio composto come romanzo, meno esotico come stile, più moderno come parola. Ma non riconoscerete nella sua eroina il carattere di altra donna da voi conosciuta, mentre nella turba dei personaggi, che la circondano per darle modo di svolgersi, vi sentirete a disagio come fra maschere fuori della stagione carnevalesca.
Non vi è che un modo per essere un superuomo e diventare un grand'uomo: pensare, amare, soffrire, creare per tutti coloro, che la vita umilia fatalmente nelle feconde bassure del lavoro anonimo e quotidiano.
22 dicembre 1899.