Capo Sesto
I disastri del generale Rivera fruttarono un cangiamento di governo, o meglio una reazione contro il di lui sistema. Il ministero si organizzò definitivamente, come è al dì d'oggi. Gli uomini che lo compongono, seguaci delle idee di riforma del generale Pacheco y Obes, amministrarono rettamente la pubblica cosa; e può dirsi a ragione che su di essi pesò più grave l'incarico della difesa, poichè, esausti gli elementi di vita della Repubblica, e costretti ad una cieca dipendenza dal governo francese, piegarono alle promesse della Francia di Luigi Filippo, che mai tenne fede.
Così, dopo sett'anni di resistenza, la miseria di questo popolo infelice è venuta all'estremo. Non v'ha famiglia che non viva nelle maggiori strettezze, avendo anche i più ricchi venduto a vil prezzo ogni loro fortuna; talchè tutti indistintamente gli abitanti traggono l'esistenza dalla pubblica annona.
Il vecchio presidente Suarez ha dato ogni suo avere; i due suoi ministri vivono, come l'ultimo cittadino, del pane del soldato. Essi vivono, in mezzo a tantamiseria, col dolore di non poterla alleviare, vedendo esauriti i mezzi della difesa, e vicino il trionfo dell'inimico. Essi soffrono come gli altri, primi a darne l'esempio, consolati da una sola speranza, che nel giorno in cui cadrà Montevideo, la vendetta di Rosas pesando terribile sul loro capo, risparmierà quello de' proprii concittadini.
Il sussidio mensile di 180,000 franchi che il governo francese paga a Montevideo, anzichè un sollievo alle pubbliche gravezze, si è fatto un dolore, una vergogna; poichè gli agenti di Luigi Filippo a ciò incaricati lo rendono amaro ai bisognosi con ogni maniera di dileggio e di scherno. Onde può dirsi, che presso costoro soltanto, le illustri imprese, i nobili sacrifizi, l'eroico patriottismo degno dell'antichità, per cui si immortalarono i difensori di Montevideo, non abbiano valore di sorta.
Montevideo, avanti l'assedio, contava 60,000 abitanti; ora son ridotti a meno di 24,000. La maggior parte della popolazione, meno i Francesi, abbandonò la città, e i pochi rimasti, ebbero a provare la fame, la peste e la miseria. Questi tre flagelli, e i quotidiani combattimenti diradarono il numero degli abitanti. Ma giammai popolo alcuno durò con maggiore costanza e virtù nell'impresa, per quanto sia il danno che ne venga ad ogni classe di cittadini. Già da gran tempo il suo commercio è cessato. I possidenti videro a poco a poco ogni loro proprietà dileguarsi; il proletario cerca invano da lunga pezza il lavoro. Ogni uomo è soldato od uffiziale: ora nè all'uno nè all'altrovien retribuito stipendio di sorta. Le donne poi hanno in cura i feriti, e rattoppano gli abiti della truppa, mentre i vecchi vegliano alla sicurezza interna della città, e i ragazzi, quando tuona il cannone, lasciate le scuole, provvedono di cartucce i combattenti. Un giorno nel 1844, una donna si presentava al ministro della guerra, e mostrando un garzone che traea per mano, gli disse: «Oggi mio figlio compie i quattordici anni dalla legge richiesti; io ve lo presento, affinchè egli serva la patria come i suoi quattro fratelli son morti per essa».
Tutti conobbero a Montevideo questa madre spartana, la signora Carrea, che perduti tre figli nello istesso combattimento, dicea quasi morta dal dolore:Perchè non ho altro figlio da offerire alla patria?
Noi abbiamo, tra mille, accennati soltanto questi due fatti, poichè, se gli uomini in que' tristissimi giorni diedero prova di coraggio e di abnegazione, le donne furono sublimi per virtù e per sacrifizi. Non vi fu tra esse chi nell'ora del pericolo abbia distolto il padre, il marito, il figlio o l'amante dal prendervi parte; tanto più che da ogni punto della città si faceano sentire i colpi di quei combattimenti d'ogni giorno, in cui tutte le famiglie contavano un congiunto. Allora lo straniero che si trovava a Montevideo potea credersi all'assedio di Sparta. Ogni donna, madre o sposa, era una Lacedemone. Tu le vedevi salir sui terrazzi, fissi gli occhi con ansia sul campo di battaglia, pallide, ma tranquille e rassegnate attendere le novelle, che spesso erano una terribile sciagura.
Cessata la pugna, i messi spediti dai superstiti percorrendo la città distribuivano ad ogni famiglia la sua parte di dolore. Talvolta a vece d'un messo giungeva a casa una lettiga, su cui morto o morente tornava insanguinato colui che ne era il sostegno.
Non v'è quasi famiglia a Montevideo, che nel lungo assedio non abbia vestito il lutto; ma non vi fu sventura, per grande che fosse, che abbia fatto venir meno il patriottismo della donna. Coloro che erano prime per fortuna e posizione sociale, lo furono pure per coraggio e per sacrifizi.
Questa donna, all'incesso regale, pallida e vestita a nero, che muore all'ospedale delle Signore-Orientali, è Cypriana Munnoz; è la moglie di Francisco Joaquin Munnoz, uno dei fondatori della nazionalità orientale; è la madre di Francisco Munnoz, luogotenente-colonnello, morto per la patria; è la madre di Josè Maria Munnoz, uno dei più distinti colonnelli dell'armata; è la madre ancora di due altri difensori di Montevideo.
All'ospedale tu la vedrai curare i feriti del battaglione di suo figlio; entrare poi nella casa della vedova e dell'orfano per rendergli un istante la madre perduta; parlare calde parole al soldato per infiammarne il coraggio, all'uomo di Stato consigliandolo a forti propositi; e se in questo affaticarsi in opere di carità e di sacrifizio, il cannone tuona, la madre non tremerà per il figlio, ma la cittadina per le sorti della patria.
Quando una nazione ha nel suo seno simili donne, gli uomini che combattono sotto i lor occhi diventano eroi.
Ma a queste scene di dolore e di patriottismo che noi esponiamo all'Europa il governo di Luigi Filippo risponderà: ma la Francia protegge Montevideo! Sì, a Montevideo agonizzante la Francia recita le preghiere dei morti. L'intervento della Francia nella Plata portò frutti maggiori di questi inutili soccorsi ai feriti a morte?
Sovra il magnifico fiume che bagna ad un tempo Buenos-Ayres e Montevideo sventola il vessillo della Francia. Ma alla vista di questo vessillo, che l'Italia, che Napoli, Milano e Venezia hanno abituato a tale orrendo spettacolo, i prigionieri della città sono sgozzati; gli stessi Francesi che dividono la sventura di Montevideo, mutilati, martoriati gettano nell'ultima agonia un grido di maledizione a questa bandiera infedele. Infine alla vista del vessillo francese, i nemici di Montevideo col dileggio e lo scherno sulle labbra appongono a delitto alle vittime che essi immolano, lo aver creduto alle promesse della Francia.
Il governo di Luigi Filippo chiese a Rosas ben quattro volte la pace, ed ottenne un insultante rifiuto che la Francia allora ingoiava d'accordo coll'Inghilterra, e questa pativa tranquillamente una tale vergogna perchè nelle sue mire politiche segnava il decadimento dell'influenza francese nell'America del Sud.
Invano allora i difensori di Montevideo domandavano alle due potenze di sciogliere la contesa ad ogni partito; poichè non avendo nè la pace, nè la guerra, la città legata a questo bugiardo intervento, vedea a poco a poco sfumare gli elementi della difesa, senzala speranza di cercare salute in una battaglia ultima, disperata.
A colorire un tale procedere il governo di Luigi Filippo metteva in campo gli accordi fatti coll'Inghilterra; ma questa cessò dall'intervento per la rivoluzione del 1848, e la Francia repubblicana fè sola sventolare la sua bandiera sulle rive della Plata.
A questa grande novella ripresero animo i difensori di Montevideo.
E di vero come supporre che la giovane Repubblica non si mostrasse a loro riguardo forte e leale? Qual dubbio sugli uomini arrivati al potere, che dal 1830 accusavano sui giornali e colle proteste Luigi Filippo di prostituire l'onore della Francia?
Montevideo era dunque risorta alle speranze dell'avvenire, quando sullo scorcio del 1848 la città fu scossa da una lieta novella. L'ammiraglio Le Prédour, comandante le forze navali della Francia nella Plata, erasi presentato al governo dichiarando, aver ricevuto ordine di rendersi a Buenos-Ayres onde proporre a Rosas la pace; non essere, diceva, trattative diplomatiche, ma un ultimatum delle volontà della Francia.
La partenza dell'ammiraglio teneva dietro a tale dichiarazione, e ad ogni istante si aspettava il ritorno. Ma si attese per quattro mesi il ritorno dell'ammiraglio Le Prédour!
Seppesi alfine che questo ultimatum avea preso sembianza di trattativa. Il governo di Montevideo protestò altamente, ma non cessarono per ciò i negoziati con Rosas. Intanto si pose in opera ogni modo onde lapopolazione francese abbandonasse l'assediata città: si diceva pubblicamente che la Francia proteggerebbe Montevideo, mentre si gettava sordamente lo scoramento nel popolo, la diffidenza verso i ministri, la defezione nell'armata.
Ma, come sempre, Montevideo non rispose alle speranze de' suoi nemici. Eppure la città non avea, sino allora, versato in maggior pericoli: la divisione avea messo radici nelle file de' suoi difensori. Pacheco y Obes volea si protestasse contro la piega che le trattative avean preso; volea, che malgrado la presenza dell'ammiraglio Le Prédour a Buenos-Ayres, si rompesse la guerra con tutti i mezzi di cui potea disporre il paese.
Herrera y Obes, ministro degli affari esteri, credea opportuno attendere il risultato delle trattative e a lui accedeva il presidente e i negozianti della città. Del parere di Pacheco y Obes erano l'armata ed il popolo.
Il colonnello Battle, che seguia le parti del generale Pacheco y Obes, diè la sua dimissione da ministro della guerra; e forte era il timore di tristissimi fatti, quando ad un tratto ricomparve a Montevideo l'ammiraglio Le Prédour portatore del suddetto trattato.
Questo trattato, in cui Montevideo viene sacrificata, e che assicura il trionfo di Rosas, ebbe potere di riunire nella comune sventura i difensori di Montevideo.
L'ammiraglio tentò imporlo alla città, minacciando di ritirarle l'appoggio della Francia, ove trovasse ostacolo la sua volontà. Ma il governo rispondea energicamentee degnamente, essere piuttosto deciso a seppellire la città sotto le proprie rovine.
Per tale rifiuto, il trattato fu rimesso alla Francia, e il generale Pacheco y Obes fu incaricato di tutelare a Parigi gli interessi della Repubblica Orientale, e di ottenere uno scioglimento qualunque all'interminabile questione della Plata.
Giunto in Francia, il generale parlò forti, e, qual di soldato, severe parole. Egli disse alla Francia: Montevideo è il centro della vostra prosperità commerciale nell'America del Sud. Se lo chieggono i vostri interessi, soccorrete a Montevideo; nel caso contrario, lasciatela in balìa dei proprio destino: poichè val meglio morire d'un colpo che soffrire la crudele agonia, cui da cinque anni ci condanna il vostro impotente intervento.
Il generale mostrò ciò che toccherebbe alla Francia, cadendo Montevideo. Provò i delitti di Rosas, provò l'incompatibilità di questi colla civilizzazione e colla vita futura dell'America. Ad onta di tutto ciò si ripresero nuove trattative appoggiate da una mano di soldati impotenti a sostenere la dignità della Francia, e che saranno, per la loro impotenza, testimoni dolorosamente impassibili dei nuovi soprusi di Rosas.
Un tal partito, noi lo ripetiamo, della Francia repubblicana, che nulla parve togliere alla politica della Francia monarchica, deve ferire al cuore Montevideo, la cui fioca voce in faccia ad una grande nazione come la Francia, non fu da sett'anni, ancora tanto potente da metter fine a' suoi lunghi dolori. Forse verrà ungiorno, e certo è vicino, in cui la disperazione porrà un termine a questa eroica difesa, e allora Montevideo scomparirà dalla faccia della terra; allora, alla fama di questa caduta, che giungerà sino in Europa, e farà battere di simpatia più d'un cuore, si dirà:
Non è nulla; continuate il vostro buon sonno, è una città che è caduta.
E s'inganneranno a partito. Montevideo non è soltanto una città, è un simbolo; non è solo un popolo, è una speranza; è il simbolo dell'ordine, è la speranza della civiltà. Caduta Montevideo, ultimo asilo dell'umanità nell'America meridionale, un potere antisociale stenderà la sua ombra dalla vetta delle Ande alle rive dell'Amazzoni, distruggendo per lungo tempo, se non eternamente, l'opera di Colombo fecondata per quattro secoli dall'incubazione europea. Gli uomini che, sotto Rosas, seminano sui loro passi la distruzione, e apportano la barbarie, sono il simbolo di quegli Indiani, che, impugnata la lancia, respingevano dalle sponde dell'America coloro che dal vecchio mondo portavano loro la luce dell'Oriente; coloro che dietro le smantellate mura di Montevideo pugnano contro Rosas, sono invece i rappresentanti delle idee di umanità e civilizzazione che il soffio europeo fè germogliare nel Nuovo-Mondo.
FINE
NOTE1.Miguelete. — Ruscello che scorre due leghe distante da Montevideo le cui rive sono sparse di amene case di campagna.2.Aguada. — Spiaggia di mare ove poco distante sorgono alcuni casolari che ad una certa lontananza sembrano un piccolo paese.3.Charruas. — Sono una razza d'indiani che vivevano anticamente nella campagna orientale.4.Gauchossi chiamano i nati alla campagna, cui solo mestiere è l'aver cura degli animali sparsi pei campi. Talvolta si appropria anche questo nome ad una persona rozza ed incolta.5.Il lazo, di cui si serve ilgauchoper prendere gli animali, è formato di lunghe liste di cuoio intortigliate a modo di fune. IIgauchomontato sul suo cavallo prende di mira una bestia qualunque, sia toro, sia cavallo, la insegue colla maggior velocità, slancia così correndo il suo laccio e fa cadere a terra l'animale, che resta preso o per le gambe o per la testa. Tale è la destrezza che ha ilgauchonel gettare il laccio, che raro è non colga nel segno. Talvolta poi si serve d'un altro ordigno chiamatoBolas, formalo questo d'una lunga corda di cuoio che sulla cima si divide poi in tre capi, della lunghezza ciascuno di circa tre palmi. All'estremità d'ogni capo vi è attaccata unabola, ossia pallottola di legno, fasciata di cuoio. Lebolascolpiscono anche a maggiore distanza dellazoed in mano deigauchossono un'arma potentissima. Il famoso general Paz, di cui si parla nel presente libro, con lebolasvenne rovesciato da cavallo da ungauchoe fatto quindi prigioniero.6.Igauchosportano per calzoni una specie di mutande di tela, che si chiamanocalzoncillos.7.Chíripaè quel fazzoletto che igauchossi legano alla cintura a mo' di grembiale.8.Quel cordone per lo più di seta nera, che serve ad assicurare il cappello sotto il mento, si chiamabarbijo.9.Estanciasi dice quell'area di terreno in cui i proprietarii tengono i loro bestiami. Alcune di queste stanze contengono più di centomila animali.10.Pampassi chiamano quei popoli ancora oggigiorno incolti, che abitano la campagna di Buenos-Ayres.11.Fray Bigiia,Fray Chajà ecc. — Questi sono nomi proprii di volatili di America; quelli diLechusaeBiscachacorrispondono ai nostri di Civetta e Becaccia.12.Le donne argentine sono obbligate dal dittatore Rosas a portare in testa un nastro di color rosso dettoMonoper distintivo federale, e guai a quella che tralasciasse di metterselo, essa verrebbe bastonata in pubblica strada. Agli uomini poi è prescritto un nastro pure di color rosso con il ritratto di Rosas, col motto:vivan los federales; mueran los selvages unitarios—Rosas o Muerte. Tale nastro lo portano all'occhiello dellachaqueta(giacchetta), foggia di vestito prescritto dal dittatore indistintamente per tutte le classi di persone.13.Ecco a questo proposito che cosa dice diGARIBALDIil generale Pacheco:Le géneralGARIBALDIplacé a Montevideo à la tête d'une legionQUI N'A JAMAIS REÇU UN SOU DU PAYS QU'ELLE DEFENDAIT,a été le soldat le plus subordonné, l'ami le plus prononcé de l'ordre et le defenseur le plus ardent de la liberté; car c'est pour la liberté et la civilisation que l'on combat à Montevideo.14.Tutti gli stranieri fanno giustizia alla rigidezza dei principii diGARIBALDI, Lord Howden, ministro inglese, inviato per la pacificazione delle Repubbliche della Plata, nella tornata dei Pari in Londra del mese di luglio 1849 pronunciava queste solenni parole: «Il presidio di Montevideo era quasi per intero composto di Francesi e d'Italiani, ed era comandato da un uomo cui son felice di poter rendere testimonianza chesolo era disinteressato fra una folla d'individui che non cercavano che il loro personale ingrandimento. Intendo parlare d'un uomo dotato di gran coraggio e di alto ingegno militare, che ha il diritto alle nostre simpatie per gli avvenimenti straordinarii accaduti in Italia, del generaleGARIBALDI.15.Diario de la tarde. — Giornale della sera.16.Maldonadoè una delle città che si trovano nel territorio della Repubblica Orientale, ed ha porto di mare come Montevideo che ne è la capitale.
1.Miguelete. — Ruscello che scorre due leghe distante da Montevideo le cui rive sono sparse di amene case di campagna.
1.Miguelete. — Ruscello che scorre due leghe distante da Montevideo le cui rive sono sparse di amene case di campagna.
2.Aguada. — Spiaggia di mare ove poco distante sorgono alcuni casolari che ad una certa lontananza sembrano un piccolo paese.
2.Aguada. — Spiaggia di mare ove poco distante sorgono alcuni casolari che ad una certa lontananza sembrano un piccolo paese.
3.Charruas. — Sono una razza d'indiani che vivevano anticamente nella campagna orientale.
3.Charruas. — Sono una razza d'indiani che vivevano anticamente nella campagna orientale.
4.Gauchossi chiamano i nati alla campagna, cui solo mestiere è l'aver cura degli animali sparsi pei campi. Talvolta si appropria anche questo nome ad una persona rozza ed incolta.
4.Gauchossi chiamano i nati alla campagna, cui solo mestiere è l'aver cura degli animali sparsi pei campi. Talvolta si appropria anche questo nome ad una persona rozza ed incolta.
5.Il lazo, di cui si serve ilgauchoper prendere gli animali, è formato di lunghe liste di cuoio intortigliate a modo di fune. IIgauchomontato sul suo cavallo prende di mira una bestia qualunque, sia toro, sia cavallo, la insegue colla maggior velocità, slancia così correndo il suo laccio e fa cadere a terra l'animale, che resta preso o per le gambe o per la testa. Tale è la destrezza che ha ilgauchonel gettare il laccio, che raro è non colga nel segno. Talvolta poi si serve d'un altro ordigno chiamatoBolas, formalo questo d'una lunga corda di cuoio che sulla cima si divide poi in tre capi, della lunghezza ciascuno di circa tre palmi. All'estremità d'ogni capo vi è attaccata unabola, ossia pallottola di legno, fasciata di cuoio. Lebolascolpiscono anche a maggiore distanza dellazoed in mano deigauchossono un'arma potentissima. Il famoso general Paz, di cui si parla nel presente libro, con lebolasvenne rovesciato da cavallo da ungauchoe fatto quindi prigioniero.
5.Il lazo, di cui si serve ilgauchoper prendere gli animali, è formato di lunghe liste di cuoio intortigliate a modo di fune. IIgauchomontato sul suo cavallo prende di mira una bestia qualunque, sia toro, sia cavallo, la insegue colla maggior velocità, slancia così correndo il suo laccio e fa cadere a terra l'animale, che resta preso o per le gambe o per la testa. Tale è la destrezza che ha ilgauchonel gettare il laccio, che raro è non colga nel segno. Talvolta poi si serve d'un altro ordigno chiamatoBolas, formalo questo d'una lunga corda di cuoio che sulla cima si divide poi in tre capi, della lunghezza ciascuno di circa tre palmi. All'estremità d'ogni capo vi è attaccata unabola, ossia pallottola di legno, fasciata di cuoio. Lebolascolpiscono anche a maggiore distanza dellazoed in mano deigauchossono un'arma potentissima. Il famoso general Paz, di cui si parla nel presente libro, con lebolasvenne rovesciato da cavallo da ungauchoe fatto quindi prigioniero.
6.Igauchosportano per calzoni una specie di mutande di tela, che si chiamanocalzoncillos.
6.Igauchosportano per calzoni una specie di mutande di tela, che si chiamanocalzoncillos.
7.Chíripaè quel fazzoletto che igauchossi legano alla cintura a mo' di grembiale.
7.Chíripaè quel fazzoletto che igauchossi legano alla cintura a mo' di grembiale.
8.Quel cordone per lo più di seta nera, che serve ad assicurare il cappello sotto il mento, si chiamabarbijo.
8.Quel cordone per lo più di seta nera, che serve ad assicurare il cappello sotto il mento, si chiamabarbijo.
9.Estanciasi dice quell'area di terreno in cui i proprietarii tengono i loro bestiami. Alcune di queste stanze contengono più di centomila animali.
9.Estanciasi dice quell'area di terreno in cui i proprietarii tengono i loro bestiami. Alcune di queste stanze contengono più di centomila animali.
10.Pampassi chiamano quei popoli ancora oggigiorno incolti, che abitano la campagna di Buenos-Ayres.
10.Pampassi chiamano quei popoli ancora oggigiorno incolti, che abitano la campagna di Buenos-Ayres.
11.Fray Bigiia,Fray Chajà ecc. — Questi sono nomi proprii di volatili di America; quelli diLechusaeBiscachacorrispondono ai nostri di Civetta e Becaccia.
11.Fray Bigiia,Fray Chajà ecc. — Questi sono nomi proprii di volatili di America; quelli diLechusaeBiscachacorrispondono ai nostri di Civetta e Becaccia.
12.Le donne argentine sono obbligate dal dittatore Rosas a portare in testa un nastro di color rosso dettoMonoper distintivo federale, e guai a quella che tralasciasse di metterselo, essa verrebbe bastonata in pubblica strada. Agli uomini poi è prescritto un nastro pure di color rosso con il ritratto di Rosas, col motto:vivan los federales; mueran los selvages unitarios—Rosas o Muerte. Tale nastro lo portano all'occhiello dellachaqueta(giacchetta), foggia di vestito prescritto dal dittatore indistintamente per tutte le classi di persone.
12.Le donne argentine sono obbligate dal dittatore Rosas a portare in testa un nastro di color rosso dettoMonoper distintivo federale, e guai a quella che tralasciasse di metterselo, essa verrebbe bastonata in pubblica strada. Agli uomini poi è prescritto un nastro pure di color rosso con il ritratto di Rosas, col motto:vivan los federales; mueran los selvages unitarios—Rosas o Muerte. Tale nastro lo portano all'occhiello dellachaqueta(giacchetta), foggia di vestito prescritto dal dittatore indistintamente per tutte le classi di persone.
13.Ecco a questo proposito che cosa dice diGARIBALDIil generale Pacheco:Le géneralGARIBALDIplacé a Montevideo à la tête d'une legionQUI N'A JAMAIS REÇU UN SOU DU PAYS QU'ELLE DEFENDAIT,a été le soldat le plus subordonné, l'ami le plus prononcé de l'ordre et le defenseur le plus ardent de la liberté; car c'est pour la liberté et la civilisation que l'on combat à Montevideo.
13.Ecco a questo proposito che cosa dice diGARIBALDIil generale Pacheco:Le géneralGARIBALDIplacé a Montevideo à la tête d'une legionQUI N'A JAMAIS REÇU UN SOU DU PAYS QU'ELLE DEFENDAIT,a été le soldat le plus subordonné, l'ami le plus prononcé de l'ordre et le defenseur le plus ardent de la liberté; car c'est pour la liberté et la civilisation que l'on combat à Montevideo.
14.Tutti gli stranieri fanno giustizia alla rigidezza dei principii diGARIBALDI, Lord Howden, ministro inglese, inviato per la pacificazione delle Repubbliche della Plata, nella tornata dei Pari in Londra del mese di luglio 1849 pronunciava queste solenni parole: «Il presidio di Montevideo era quasi per intero composto di Francesi e d'Italiani, ed era comandato da un uomo cui son felice di poter rendere testimonianza chesolo era disinteressato fra una folla d'individui che non cercavano che il loro personale ingrandimento. Intendo parlare d'un uomo dotato di gran coraggio e di alto ingegno militare, che ha il diritto alle nostre simpatie per gli avvenimenti straordinarii accaduti in Italia, del generaleGARIBALDI.
14.Tutti gli stranieri fanno giustizia alla rigidezza dei principii diGARIBALDI, Lord Howden, ministro inglese, inviato per la pacificazione delle Repubbliche della Plata, nella tornata dei Pari in Londra del mese di luglio 1849 pronunciava queste solenni parole: «Il presidio di Montevideo era quasi per intero composto di Francesi e d'Italiani, ed era comandato da un uomo cui son felice di poter rendere testimonianza chesolo era disinteressato fra una folla d'individui che non cercavano che il loro personale ingrandimento. Intendo parlare d'un uomo dotato di gran coraggio e di alto ingegno militare, che ha il diritto alle nostre simpatie per gli avvenimenti straordinarii accaduti in Italia, del generaleGARIBALDI.
15.Diario de la tarde. — Giornale della sera.
15.Diario de la tarde. — Giornale della sera.
16.Maldonadoè una delle città che si trovano nel territorio della Repubblica Orientale, ed ha porto di mare come Montevideo che ne è la capitale.
16.Maldonadoè una delle città che si trovano nel territorio della Repubblica Orientale, ed ha porto di mare come Montevideo che ne è la capitale.
Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.