E.

E.Entrar' in giostra come Martano.Esser' in pensiero, & in disegno.Egli ha studiato sul Buetio.Egli bestemmia con le mani.Egli ua alla Burchia.E sempre mai l'inuidia se stessa macera.Egli ha troppo buon vino a si cattiua botte.Egli ha fatto la robba di ruffola raffola.Egli ha posto il tetto.Egli è vna bella cosa trouar la casa fatta.E' non si tira l'arco tanto ch'e spezzi.E bello il bello, ma piu bello quel che piace.E pur dolce cosa beccarsi il ceruello.E meglio un mestier, ch'un sparauier.E fumo & ombra questa vita nostra.Esser ben fornito di panni lini.E piu vicin' il dente, che nissun parente.E costume del'Affrica partorir serpenti.Esser non puote, che non sia quel ch'è stato.Esser sauio doppo il fatto.E meglio morire, che languire.Estinguer' il fuoco con l'olio.Esser' il figlio della matrigna.E male stuzzicare i formiconi.Esser signore del suo viso.Esser carico d'altro, che di legne verde.E mal boccone, quello che affoga.Entrar' in casa con l'vscio posticcio.Esser' viuo in inferno.Esser sacco d'ogni formento.Essendo la bacchetta torta, l'ombra non può esser dritta.E meglio esser capo di lucerta, che coda di Lione.E difficil cosa veder macinare, senza s'imbiancare.E cortesia sciocca, per darlo altrui leuarselo di bocca.Esser messo allo scacco.Esser tonello senza capo.Esser' in lauanda.E meglio piegare, che rompere.E meglio donar la lana, che la pecora.E meglio inuidia, che pietà.E più facil rinuersar' un pozzo, che riformar' un vecchio.E meglio esser tristo e consolato, che buono e disperato.E vitio il non amar le cose honeste.E miseria il temer sperando nulla.Essempij, e beneficij fanno gli amici.E dolce il pianto, più ch'altri non crede.E dolce a l'huomo, ciò ch'egli ha in vso.E bello morir' in patria, e per la patria.E graue il giogo, d'un gouerno ingiusto.E mal'amico, chi a se è nimico.E breuissimo il tempo, e l'hora incerta.E meglio esser confessore, che martire.E buono viuer' a l'ombra del campanile.E meglio brusciar' vna città, che metter' vna cattiua vsanza.E meglio esser' vccello di campagna, che di gabbia.E meglio sdrusciolar co' piedi, che colla lingua.E buon macinare, mentre l'acqua serue.E meglio pascer febbre, che debolezza.Esser un meco teco.Esperto, credi Roberto.E meglio viuer piccolo, che morir grande.E meglio esser solo, che male accompagnato.Esser dee chi regge, e saggio e forte.Egli guarda le prune.Esser giunto al verde.Esser come il Cipresso, dar parole e non fatti.Esser come il gallo, cantar bene e ruspar male.E asino di natura, chi non sà legger sua scrittura.E facil cosa al sano, consigliar l'amalato.Esser sotto il rasoio.E il diauolo quello toccar su il vino.E più facil far' il Momo, che il Mimo.E salute talhor', in chi si sprezza.Egli è ben sordo, chi vdir non vuole.Esser più tristo, che tre assi.Esser guarito del braccio.Esser faua in bocca di Lione.Esser huomo da bosco, da confino, o da riuiera.Esser sauio per scrittura, e matto per natura.Esser' il fanciullo di mona Cibella.E bèllo morir, mentre la vita è destra.E mala cosa esser cattiuo, ma peggio l'esser conosciuto.E meglio hauer' la paura, che l'angoscia.Esser di quegli che tolgono il bene da monte.Esser segnato con buona mano.E meglio in pace goder' il poco, che con trauaglio bramar' il molto.Empiastro grosso, vnguento sottile.E due, disse il merlo, quando fù colto nel ceruello.E fatto il becco a l'oca.Esser spada a due fili.E meglio volto, che strauolto.E sempre buono, hauer due corde per un'arco.E bella cosa pigliar due colombi con vna faua.E meglio fare e pentirsi, che stare e pentirsi.Esser brauo huomo, hauer buon occhio, e gambe leggieri.E l'amico fedele vna protezzion forte.Entrare nella valle di Giusafà.E graue croce, non hauer croce.E sauiezza, sparagnar per la vecchiezza.E meglio seruitù in pace, che signoria in guerra.E meglio esser cortese morto, che villan' viuo.E meglio molto sapere, che molto hauere.E meglio sudare, che tremare.E meglio esser mendicante, ch'ignorante.E segno di tempesta, quand'i dolphini vanno a torno.E più la raspolata, che la racolta.Entrar nel pettine di serte.Esser dietro ad alcuno, con le canne aguzze.E meglio vna penna in mano, ch'un'vccello in aria.E più tosto muccia, che gatta.Esser come il caual da l'onghia bianca, venir meno al bisogno.Esser sempre il piglia il peggio.Empir la dogana fino alla volta.E meglio hoggi un'vuouo, che domani vna gallina.Esser fatto come il cotal d'un frate.Esser tra ostro, e tramontana.Esser bestia con mille lancie.Esser tenuto sù la gruccia.Ella gli vola, memoria.Ella gli monta, collera.Ella gli passa, tosto pacifico.E talhor bene, non hauer' un quatrino.E meglio un gran d'vua per me, che duo graspi per tè.E meglio viuer' virtuosamente, che nascer nobilmente.E meglio un prossimo vicino, ch'un lontano cugino.E meglio di man battuto, che di lingua ferito.E meglio ricusar' e fare, che prometter e non fare.E meglio dir, vuotu del mio? che dammi del tuo.E meglio esser felice, che sauio.E meglio non nato, che non insegnato.E meglio star fermo, che leuarsi e cadere.E buon dormire, con la pelle intiera.Entro per vna, e fuor per l'altra orecchia.Esser come i polli di mercato.Egli ha fatto il pane.Esser figura a caso.Egli ha tocco l'herba del Tribolo a luna scema, è morto.Egli ha tocco l'herba del Tribolo a Luna piena, è sano.Egli è il diauolo a piatir co' cimitieri.E sono vna coppia & un paio.Entrar nel peccoreccio.Esser' vso a pigliar gazzuole.Egli si piglia i fastidij per bocca.Egli ha dato del naso nella poluere.Ella è donna d'assaj.Egli suda mangiando, e trema lauorando.Egli ha rese l'arme al tempo.Egli si tira la calcia.Egli s'è messa la giornea.Egli ha paura che la terra gli manchi.Egli sputa perle.Ella è piu pesta che la strada Romea.Egli va come la matta al fuso.Egli è peggio ch'vna cimice.Esser piu poltrone che Lippotopo.Ei fa buono il buono.Ei pare caduto dal nibbio.Egli è più presto che la moglie di Gian Bresciano.Egli mangia le lenti col pirone.Ei vuole la gatta.Egli vorrebbe cauarmi celegati di bocca.Egli ha tolto su i mazzi.Egli n'ha cauato il Marcio.Egli m'ha mandato frate.Egli è al cane.Egli sta a cauallo del fosso.Egli lo ha hauuto da riuelo.Ei toglie in gola.Egli si fa da la villa.E forza che al'vltimo s'imbianchi, chi ha nera veste, & nel molin' s'intrica.E troppo tardi di consiglio prendere, quando in battaglia bisogna scendere.E cosa vile & non lodata mai, pianger' i morti, e per loro darsi guai.E meglio esser' humile e corretto nel'auuersità, che superbo e maluagio nella prosperità.E più intollerabile hauer' il cuore pieno di pensieri, che i piedi, & il collo cinto di ferro.E ben ragione che Berto beua, se la botte è sua.E meglio pagare, e poco hauere, che molto hauere, e sempre douere.

E.Entrar' in giostra come Martano.Esser' in pensiero, & in disegno.Egli ha studiato sul Buetio.Egli bestemmia con le mani.Egli ua alla Burchia.E sempre mai l'inuidia se stessa macera.Egli ha troppo buon vino a si cattiua botte.Egli ha fatto la robba di ruffola raffola.Egli ha posto il tetto.Egli è vna bella cosa trouar la casa fatta.E' non si tira l'arco tanto ch'e spezzi.E bello il bello, ma piu bello quel che piace.E pur dolce cosa beccarsi il ceruello.E meglio un mestier, ch'un sparauier.E fumo & ombra questa vita nostra.Esser ben fornito di panni lini.E piu vicin' il dente, che nissun parente.E costume del'Affrica partorir serpenti.Esser non puote, che non sia quel ch'è stato.Esser sauio doppo il fatto.E meglio morire, che languire.Estinguer' il fuoco con l'olio.Esser' il figlio della matrigna.E male stuzzicare i formiconi.Esser signore del suo viso.Esser carico d'altro, che di legne verde.E mal boccone, quello che affoga.Entrar' in casa con l'vscio posticcio.Esser' viuo in inferno.Esser sacco d'ogni formento.Essendo la bacchetta torta, l'ombra non può esser dritta.E meglio esser capo di lucerta, che coda di Lione.E difficil cosa veder macinare, senza s'imbiancare.E cortesia sciocca, per darlo altrui leuarselo di bocca.Esser messo allo scacco.Esser tonello senza capo.Esser' in lauanda.E meglio piegare, che rompere.E meglio donar la lana, che la pecora.E meglio inuidia, che pietà.E più facil rinuersar' un pozzo, che riformar' un vecchio.E meglio esser tristo e consolato, che buono e disperato.E vitio il non amar le cose honeste.E miseria il temer sperando nulla.Essempij, e beneficij fanno gli amici.E dolce il pianto, più ch'altri non crede.E dolce a l'huomo, ciò ch'egli ha in vso.E bello morir' in patria, e per la patria.E graue il giogo, d'un gouerno ingiusto.E mal'amico, chi a se è nimico.E breuissimo il tempo, e l'hora incerta.E meglio esser confessore, che martire.E buono viuer' a l'ombra del campanile.E meglio brusciar' vna città, che metter' vna cattiua vsanza.E meglio esser' vccello di campagna, che di gabbia.E meglio sdrusciolar co' piedi, che colla lingua.E buon macinare, mentre l'acqua serue.E meglio pascer febbre, che debolezza.Esser un meco teco.Esperto, credi Roberto.E meglio viuer piccolo, che morir grande.E meglio esser solo, che male accompagnato.Esser dee chi regge, e saggio e forte.Egli guarda le prune.Esser giunto al verde.Esser come il Cipresso, dar parole e non fatti.Esser come il gallo, cantar bene e ruspar male.E asino di natura, chi non sà legger sua scrittura.E facil cosa al sano, consigliar l'amalato.Esser sotto il rasoio.E il diauolo quello toccar su il vino.E più facil far' il Momo, che il Mimo.E salute talhor', in chi si sprezza.Egli è ben sordo, chi vdir non vuole.Esser più tristo, che tre assi.Esser guarito del braccio.Esser faua in bocca di Lione.Esser huomo da bosco, da confino, o da riuiera.Esser sauio per scrittura, e matto per natura.Esser' il fanciullo di mona Cibella.E bèllo morir, mentre la vita è destra.E mala cosa esser cattiuo, ma peggio l'esser conosciuto.E meglio hauer' la paura, che l'angoscia.Esser di quegli che tolgono il bene da monte.Esser segnato con buona mano.E meglio in pace goder' il poco, che con trauaglio bramar' il molto.Empiastro grosso, vnguento sottile.E due, disse il merlo, quando fù colto nel ceruello.E fatto il becco a l'oca.Esser spada a due fili.E meglio volto, che strauolto.E sempre buono, hauer due corde per un'arco.E bella cosa pigliar due colombi con vna faua.E meglio fare e pentirsi, che stare e pentirsi.Esser brauo huomo, hauer buon occhio, e gambe leggieri.E l'amico fedele vna protezzion forte.Entrare nella valle di Giusafà.E graue croce, non hauer croce.E sauiezza, sparagnar per la vecchiezza.E meglio seruitù in pace, che signoria in guerra.E meglio esser cortese morto, che villan' viuo.E meglio molto sapere, che molto hauere.E meglio sudare, che tremare.E meglio esser mendicante, ch'ignorante.E segno di tempesta, quand'i dolphini vanno a torno.E più la raspolata, che la racolta.Entrar nel pettine di serte.Esser dietro ad alcuno, con le canne aguzze.E meglio vna penna in mano, ch'un'vccello in aria.E più tosto muccia, che gatta.Esser come il caual da l'onghia bianca, venir meno al bisogno.Esser sempre il piglia il peggio.Empir la dogana fino alla volta.E meglio hoggi un'vuouo, che domani vna gallina.Esser fatto come il cotal d'un frate.Esser tra ostro, e tramontana.Esser bestia con mille lancie.Esser tenuto sù la gruccia.Ella gli vola, memoria.Ella gli monta, collera.Ella gli passa, tosto pacifico.E talhor bene, non hauer' un quatrino.E meglio un gran d'vua per me, che duo graspi per tè.E meglio viuer' virtuosamente, che nascer nobilmente.E meglio un prossimo vicino, ch'un lontano cugino.E meglio di man battuto, che di lingua ferito.E meglio ricusar' e fare, che prometter e non fare.E meglio dir, vuotu del mio? che dammi del tuo.E meglio esser felice, che sauio.E meglio non nato, che non insegnato.E meglio star fermo, che leuarsi e cadere.E buon dormire, con la pelle intiera.Entro per vna, e fuor per l'altra orecchia.Esser come i polli di mercato.Egli ha fatto il pane.Esser figura a caso.Egli ha tocco l'herba del Tribolo a luna scema, è morto.Egli ha tocco l'herba del Tribolo a Luna piena, è sano.Egli è il diauolo a piatir co' cimitieri.E sono vna coppia & un paio.Entrar nel peccoreccio.Esser' vso a pigliar gazzuole.Egli si piglia i fastidij per bocca.Egli ha dato del naso nella poluere.Ella è donna d'assaj.Egli suda mangiando, e trema lauorando.Egli ha rese l'arme al tempo.Egli si tira la calcia.Egli s'è messa la giornea.Egli ha paura che la terra gli manchi.Egli sputa perle.Ella è piu pesta che la strada Romea.Egli va come la matta al fuso.Egli è peggio ch'vna cimice.Esser piu poltrone che Lippotopo.Ei fa buono il buono.Ei pare caduto dal nibbio.Egli è più presto che la moglie di Gian Bresciano.Egli mangia le lenti col pirone.Ei vuole la gatta.Egli vorrebbe cauarmi celegati di bocca.Egli ha tolto su i mazzi.Egli n'ha cauato il Marcio.Egli m'ha mandato frate.Egli è al cane.Egli sta a cauallo del fosso.Egli lo ha hauuto da riuelo.Ei toglie in gola.Egli si fa da la villa.E forza che al'vltimo s'imbianchi, chi ha nera veste, & nel molin' s'intrica.E troppo tardi di consiglio prendere, quando in battaglia bisogna scendere.E cosa vile & non lodata mai, pianger' i morti, e per loro darsi guai.E meglio esser' humile e corretto nel'auuersità, che superbo e maluagio nella prosperità.E più intollerabile hauer' il cuore pieno di pensieri, che i piedi, & il collo cinto di ferro.E ben ragione che Berto beua, se la botte è sua.E meglio pagare, e poco hauere, che molto hauere, e sempre douere.

Entrar' in giostra come Martano.

Esser' in pensiero, & in disegno.

Egli ha studiato sul Buetio.

Egli bestemmia con le mani.

Egli ua alla Burchia.

E sempre mai l'inuidia se stessa macera.

Egli ha troppo buon vino a si cattiua botte.

Egli ha fatto la robba di ruffola raffola.

Egli ha posto il tetto.

Egli è vna bella cosa trouar la casa fatta.

E' non si tira l'arco tanto ch'e spezzi.

E bello il bello, ma piu bello quel che piace.

E pur dolce cosa beccarsi il ceruello.

E meglio un mestier, ch'un sparauier.

E fumo & ombra questa vita nostra.

Esser ben fornito di panni lini.

E piu vicin' il dente, che nissun parente.

E costume del'Affrica partorir serpenti.

Esser non puote, che non sia quel ch'è stato.

Esser sauio doppo il fatto.

E meglio morire, che languire.

Estinguer' il fuoco con l'olio.

Esser' il figlio della matrigna.

E male stuzzicare i formiconi.

Esser signore del suo viso.

Esser carico d'altro, che di legne verde.

E mal boccone, quello che affoga.

Entrar' in casa con l'vscio posticcio.

Esser' viuo in inferno.

Esser sacco d'ogni formento.

Essendo la bacchetta torta, l'ombra non può esser dritta.

E meglio esser capo di lucerta, che coda di Lione.

E difficil cosa veder macinare, senza s'imbiancare.

E cortesia sciocca, per darlo altrui leuarselo di bocca.

Esser messo allo scacco.

Esser tonello senza capo.

Esser' in lauanda.

E meglio piegare, che rompere.

E meglio donar la lana, che la pecora.

E meglio inuidia, che pietà.

E più facil rinuersar' un pozzo, che riformar' un vecchio.

E meglio esser tristo e consolato, che buono e disperato.

E vitio il non amar le cose honeste.

E miseria il temer sperando nulla.

Essempij, e beneficij fanno gli amici.

E dolce il pianto, più ch'altri non crede.

E dolce a l'huomo, ciò ch'egli ha in vso.

E bello morir' in patria, e per la patria.

E graue il giogo, d'un gouerno ingiusto.

E mal'amico, chi a se è nimico.

E breuissimo il tempo, e l'hora incerta.

E meglio esser confessore, che martire.

E buono viuer' a l'ombra del campanile.

E meglio brusciar' vna città, che metter' vna cattiua vsanza.

E meglio esser' vccello di campagna, che di gabbia.

E meglio sdrusciolar co' piedi, che colla lingua.

E buon macinare, mentre l'acqua serue.

E meglio pascer febbre, che debolezza.

Esser un meco teco.

Esperto, credi Roberto.

E meglio viuer piccolo, che morir grande.

E meglio esser solo, che male accompagnato.

Esser dee chi regge, e saggio e forte.

Egli guarda le prune.

Esser giunto al verde.

Esser come il Cipresso, dar parole e non fatti.

Esser come il gallo, cantar bene e ruspar male.

E asino di natura, chi non sà legger sua scrittura.

E facil cosa al sano, consigliar l'amalato.

Esser sotto il rasoio.

E il diauolo quello toccar su il vino.

E più facil far' il Momo, che il Mimo.

E salute talhor', in chi si sprezza.

Egli è ben sordo, chi vdir non vuole.

Esser più tristo, che tre assi.

Esser guarito del braccio.

Esser faua in bocca di Lione.

Esser huomo da bosco, da confino, o da riuiera.

Esser sauio per scrittura, e matto per natura.

Esser' il fanciullo di mona Cibella.

E bèllo morir, mentre la vita è destra.

E mala cosa esser cattiuo, ma peggio l'esser conosciuto.

E meglio hauer' la paura, che l'angoscia.

Esser di quegli che tolgono il bene da monte.

Esser segnato con buona mano.

E meglio in pace goder' il poco, che con trauaglio bramar' il molto.

Empiastro grosso, vnguento sottile.

E due, disse il merlo, quando fù colto nel ceruello.

E fatto il becco a l'oca.

Esser spada a due fili.

E meglio volto, che strauolto.

E sempre buono, hauer due corde per un'arco.

E bella cosa pigliar due colombi con vna faua.

E meglio fare e pentirsi, che stare e pentirsi.

Esser brauo huomo, hauer buon occhio, e gambe leggieri.

E l'amico fedele vna protezzion forte.

Entrare nella valle di Giusafà.

E graue croce, non hauer croce.

E sauiezza, sparagnar per la vecchiezza.

E meglio seruitù in pace, che signoria in guerra.

E meglio esser cortese morto, che villan' viuo.

E meglio molto sapere, che molto hauere.

E meglio sudare, che tremare.

E meglio esser mendicante, ch'ignorante.

E segno di tempesta, quand'i dolphini vanno a torno.

E più la raspolata, che la racolta.

Entrar nel pettine di serte.

Esser dietro ad alcuno, con le canne aguzze.

E meglio vna penna in mano, ch'un'vccello in aria.

E più tosto muccia, che gatta.

Esser come il caual da l'onghia bianca, venir meno al bisogno.

Esser sempre il piglia il peggio.

Empir la dogana fino alla volta.

E meglio hoggi un'vuouo, che domani vna gallina.

Esser fatto come il cotal d'un frate.

Esser tra ostro, e tramontana.

Esser bestia con mille lancie.

Esser tenuto sù la gruccia.

Ella gli vola, memoria.

Ella gli monta, collera.

Ella gli passa, tosto pacifico.

E talhor bene, non hauer' un quatrino.

E meglio un gran d'vua per me, che duo graspi per tè.

E meglio viuer' virtuosamente, che nascer nobilmente.

E meglio un prossimo vicino, ch'un lontano cugino.

E meglio di man battuto, che di lingua ferito.

E meglio ricusar' e fare, che prometter e non fare.

E meglio dir, vuotu del mio? che dammi del tuo.

E meglio esser felice, che sauio.

E meglio non nato, che non insegnato.

E meglio star fermo, che leuarsi e cadere.

E buon dormire, con la pelle intiera.

Entro per vna, e fuor per l'altra orecchia.

Esser come i polli di mercato.

Egli ha fatto il pane.

Esser figura a caso.

Egli ha tocco l'herba del Tribolo a luna scema, è morto.

Egli ha tocco l'herba del Tribolo a Luna piena, è sano.

Egli è il diauolo a piatir co' cimitieri.

E sono vna coppia & un paio.

Entrar nel peccoreccio.

Esser' vso a pigliar gazzuole.

Egli si piglia i fastidij per bocca.

Egli ha dato del naso nella poluere.

Ella è donna d'assaj.

Egli suda mangiando, e trema lauorando.

Egli ha rese l'arme al tempo.

Egli si tira la calcia.

Egli s'è messa la giornea.

Egli ha paura che la terra gli manchi.

Egli sputa perle.

Ella è piu pesta che la strada Romea.

Egli va come la matta al fuso.

Egli è peggio ch'vna cimice.

Esser piu poltrone che Lippotopo.

Ei fa buono il buono.

Ei pare caduto dal nibbio.

Egli è più presto che la moglie di Gian Bresciano.

Egli mangia le lenti col pirone.

Ei vuole la gatta.

Egli vorrebbe cauarmi celegati di bocca.

Egli ha tolto su i mazzi.

Egli n'ha cauato il Marcio.

Egli m'ha mandato frate.

Egli è al cane.

Egli sta a cauallo del fosso.

Egli lo ha hauuto da riuelo.

Ei toglie in gola.

Egli si fa da la villa.

E forza che al'vltimo s'imbianchi, chi ha nera veste, & nel molin' s'intrica.

E troppo tardi di consiglio prendere, quando in battaglia bisogna scendere.

E cosa vile & non lodata mai, pianger' i morti, e per loro darsi guai.

E meglio esser' humile e corretto nel'auuersità, che superbo e maluagio nella prosperità.

E più intollerabile hauer' il cuore pieno di pensieri, che i piedi, & il collo cinto di ferro.

E ben ragione che Berto beua, se la botte è sua.

E meglio pagare, e poco hauere, che molto hauere, e sempre douere.


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