La fiera dei morti

La fiera dei morti

I poeti cantanomalinconicamentequesta fiera;tutti alla stessa maniera,questa giornata grigia o nera.(Ma si può benissimo cantareanche in un'altra maniera).Dice che sempre pioveun'acquerugiola trita,che tutto fiorisce nel fangoin una primavera di pillacchere.Le solite antiche foledella solita antica gente!Oggi invece non piove,splende un magnifico sole;il tempo ci porta le sue cose nuove.Avete dei pensieri neri?Veniteli a svagaredentro i cimiteri.Potete entrare, avanti,fatevi tutti avanti,sono spalancate le porte,anche per chi non c'à persone morte!Tutti possono andare,girare a proprio piacimento;anche un poeta ci si può benissimo intruffolareper suo divertimento.Le solite baracche dei saltimbanchifuori dei cancelli;quella classe sociale che à per miradi far conoscere agli uomini,meglio assai degli astronomi,che il mondo gira.Scimmie vestite da ballerina,oppure alla militare;una se ne va di braccettocon un sergentino,un'altra cerca di trascinareun caporale dietro in una stanza;una vestita da servaè tutta affaccendata per spazzare,un capitano dà uno schiaffoa un'ordinanza pietrificata.Donne che gridano a squarciagoladi alcuni miracoli scientifici,l'ultima portata della scienzaalla portata di qualunque sapienza,strane fisiche psicologiche deformità!E i buoni festaiolise ne stanno davanti in perplessità.Trombe tamburi piatti,tutti gridan come matti:è la fiera dei morti!I dolci fatti lì, immancabili dolci,che tutti stanno ad aspettare,le calde arrosteche non riparano a castrare.Nelle osterie si suonano chitarre,si cantano canzonette paesane,gli ultimi stornelli popolari,romanze napolitane.Dai beccai pendono sanguinanti,fenomenali, i primi ottimi porci,quelli d'ognissanti,che àn già sentito il primo freddo dei morti.E sui banchi, ammassata,oppure tortuosamente attaccata,chilometri di salsiccia,che sembra l'ammasso degli intestini malatidi tutti i morti.I salumai anno appesii salamini nuovi, cotechini,zamponi, mortadelle;e viene fino sulla stradaun odore stuzzicantedi lepre e di pappardelle.Tutti si riversano a mangiarea crepapelle.I carabinieri a cavallocoi loro pennacchioni rossi,si fanno posto trionfantinella calca stordita dei festanti.Ai cimiteri ci si può andarecoi fiori, e senza i fiori,ma anche il più insopportabile,lontanissimo parente,si può aspettare quel giorno un fioredalla sua antica gente.I morti non sono uguali,come credono tutti,e sopratutto, non sono muti;quelli almeno dei cimiterisono indecentemente ciarlieri.Sulla pelle della loro faccia marmifica,meglio assai che sui vivi,si qualifica la fisionomiacaratteristica.«Qui riposa«l'uomo dalle rare virtù:«Telemaco Pessuto«d'anni cinquantatre,«padre e marito esemplare.»Se t'avessimo incontrato vivo,chi l'avrebbe saputo?Tutti gironzan leggendopiù meno speditamente,alcuni sillabando.Ma non sapete che quelle paroleche voi leggete con indifferenza,sono la faccia dei morti?Tutte quelle espressioni di dolcezze,sono l'espressione delle loro fattezze?Oh! Curiosa combinazione!«Celestina Verità«d'anni novantasettee accanto:«Peppino«d'anni tre«dei coniugi Del Re.»Strana combinazione!Quale fu, di voi due, la vostra mèta?Dovevate ognuno campare cent'anni,oppure, Peppino Del Re,Celestina Verità,faceste involontariamentedella vostra vitauna così parziale società?Fu Peppino che ti giunse, o Celestina,e ti trasse inaspettatamentetre anni dalla vita?O tu, Peppino, nascendo,trovasti i tuoi anniquasi tutti consumatidalla Celestina?Uno di voi fu il parassitadell'altro.Che poco posto occupano i morti,meno assai del naturale.E qualcuno di voi fu padroneda solo d'un podere,che sempre gli sembrò tanto piccino!Quelle alte pareticon tutte quelle teste fitte fitte,nell'immobilità,sembrano quelle di un loggioneper una straordinaria rappresentazione.E tutti gironzano indifferenti,sgusciando calde arroste,succiando confetti, o i duri di menta,leggiucchiando senza fedele ciarle di quei poveretti.Gli uomini accorti,che passeggiano sempre fra i vivi,non vedono il momentodi passeggiare fra i morti.I vivi àn delle facce,che per quanto espressive, sono mute,e una faccia per benela possono avere anche i mascalzoni,invece le facce dei mortisono piene d'ottime informazioni.Se incontrate per via un giovine pensoso,come potete sapere se sia virtuoso?In cima al camposanto,sopra un grande palconeimprovvisato per l'occasione,si mettono i teschî all'incanto.Lo circondano pigiatecentinaia di persone,fissano l'atletico allottatoreche grida fiocamente a squarciagola.Intorno è pieno di carabinieri.— Quattro!— Cinque!— Otto!— Dieci!— Quindici soldi!I primi vanno a ruba!— Si delibera signori!I più frettolosi pagano i teschianche più d'una lira.Molti aspettano che la gara cessie il prezzo ribassi.— Quattro!— Sei!— Otto!Una giovine sposasi stringe al braccio del suo sposotutta piagnucolosa:— Comprami quel teschio.— Stai zitta! — Le dice il giovinotto.— Comprami quel teschio,— Stai zitta grulla,verso sera gli daran via per nulla.— Dieci!— Undici!— Dodici!— Si delibera signori!— Comprami quel teschio.— Stai zitta t'ò detto,non vedi ch'è un teschiaccio vecchio?— Comprami quel teschio.— Se non stai zitta ti porto via.— Potrebbe essere il teschio della mamma mia.— Ma che mamma mia!— Cosa c'è stato laggiù, lontano?— Corrono i carabinieri!— Dove corre tutta quella gente?— Ànno arrestato quel nanoche vendeva i teschi di seconda mano.E per le vie polverose,per le serpeggianti vie campagnole,in un bel tramonto pieno di vaporidi fiamme e di viole,la gente se ne tornadai camposanti allegramente.E ogni buon diavolacciose ne viene col suo teschio sotto il braccio.

I poeti cantanomalinconicamentequesta fiera;tutti alla stessa maniera,questa giornata grigia o nera.(Ma si può benissimo cantareanche in un'altra maniera).Dice che sempre pioveun'acquerugiola trita,che tutto fiorisce nel fangoin una primavera di pillacchere.Le solite antiche foledella solita antica gente!Oggi invece non piove,splende un magnifico sole;il tempo ci porta le sue cose nuove.Avete dei pensieri neri?Veniteli a svagaredentro i cimiteri.

I poeti cantano

malinconicamente

questa fiera;

tutti alla stessa maniera,

questa giornata grigia o nera.

(Ma si può benissimo cantare

anche in un'altra maniera).

Dice che sempre piove

un'acquerugiola trita,

che tutto fiorisce nel fango

in una primavera di pillacchere.

Le solite antiche fole

della solita antica gente!

Oggi invece non piove,

splende un magnifico sole;

il tempo ci porta le sue cose nuove.

Avete dei pensieri neri?

Veniteli a svagare

dentro i cimiteri.

Potete entrare, avanti,fatevi tutti avanti,sono spalancate le porte,anche per chi non c'à persone morte!Tutti possono andare,girare a proprio piacimento;anche un poeta ci si può benissimo intruffolareper suo divertimento.Le solite baracche dei saltimbanchifuori dei cancelli;quella classe sociale che à per miradi far conoscere agli uomini,meglio assai degli astronomi,che il mondo gira.Scimmie vestite da ballerina,oppure alla militare;una se ne va di braccettocon un sergentino,un'altra cerca di trascinareun caporale dietro in una stanza;una vestita da servaè tutta affaccendata per spazzare,un capitano dà uno schiaffoa un'ordinanza pietrificata.Donne che gridano a squarciagoladi alcuni miracoli scientifici,l'ultima portata della scienzaalla portata di qualunque sapienza,strane fisiche psicologiche deformità!E i buoni festaiolise ne stanno davanti in perplessità.Trombe tamburi piatti,tutti gridan come matti:è la fiera dei morti!I dolci fatti lì, immancabili dolci,che tutti stanno ad aspettare,le calde arrosteche non riparano a castrare.

Potete entrare, avanti,

fatevi tutti avanti,

sono spalancate le porte,

anche per chi non c'à persone morte!

Tutti possono andare,

girare a proprio piacimento;

anche un poeta ci si può benissimo intruffolare

per suo divertimento.

Le solite baracche dei saltimbanchi

fuori dei cancelli;

quella classe sociale che à per mira

di far conoscere agli uomini,

meglio assai degli astronomi,

che il mondo gira.

Scimmie vestite da ballerina,

oppure alla militare;

una se ne va di braccetto

con un sergentino,

un'altra cerca di trascinare

un caporale dietro in una stanza;

una vestita da serva

è tutta affaccendata per spazzare,

un capitano dà uno schiaffo

a un'ordinanza pietrificata.

Donne che gridano a squarciagola

di alcuni miracoli scientifici,

l'ultima portata della scienza

alla portata di qualunque sapienza,

strane fisiche psicologiche deformità!

E i buoni festaioli

se ne stanno davanti in perplessità.

Trombe tamburi piatti,

tutti gridan come matti:

è la fiera dei morti!

I dolci fatti lì, immancabili dolci,

che tutti stanno ad aspettare,

le calde arroste

che non riparano a castrare.

Nelle osterie si suonano chitarre,si cantano canzonette paesane,gli ultimi stornelli popolari,romanze napolitane.

Nelle osterie si suonano chitarre,

si cantano canzonette paesane,

gli ultimi stornelli popolari,

romanze napolitane.

Dai beccai pendono sanguinanti,fenomenali, i primi ottimi porci,quelli d'ognissanti,che àn già sentito il primo freddo dei morti.E sui banchi, ammassata,oppure tortuosamente attaccata,chilometri di salsiccia,che sembra l'ammasso degli intestini malatidi tutti i morti.I salumai anno appesii salamini nuovi, cotechini,zamponi, mortadelle;e viene fino sulla stradaun odore stuzzicantedi lepre e di pappardelle.Tutti si riversano a mangiarea crepapelle.I carabinieri a cavallocoi loro pennacchioni rossi,si fanno posto trionfantinella calca stordita dei festanti.

Dai beccai pendono sanguinanti,

fenomenali, i primi ottimi porci,

quelli d'ognissanti,

che àn già sentito il primo freddo dei morti.

E sui banchi, ammassata,

oppure tortuosamente attaccata,

chilometri di salsiccia,

che sembra l'ammasso degli intestini malati

di tutti i morti.

I salumai anno appesi

i salamini nuovi, cotechini,

zamponi, mortadelle;

e viene fino sulla strada

un odore stuzzicante

di lepre e di pappardelle.

Tutti si riversano a mangiare

a crepapelle.

I carabinieri a cavallo

coi loro pennacchioni rossi,

si fanno posto trionfanti

nella calca stordita dei festanti.

Ai cimiteri ci si può andarecoi fiori, e senza i fiori,ma anche il più insopportabile,lontanissimo parente,si può aspettare quel giorno un fioredalla sua antica gente.

Ai cimiteri ci si può andare

coi fiori, e senza i fiori,

ma anche il più insopportabile,

lontanissimo parente,

si può aspettare quel giorno un fiore

dalla sua antica gente.

I morti non sono uguali,come credono tutti,e sopratutto, non sono muti;quelli almeno dei cimiterisono indecentemente ciarlieri.Sulla pelle della loro faccia marmifica,meglio assai che sui vivi,si qualifica la fisionomiacaratteristica.«Qui riposa«l'uomo dalle rare virtù:«Telemaco Pessuto«d'anni cinquantatre,«padre e marito esemplare.»Se t'avessimo incontrato vivo,chi l'avrebbe saputo?

I morti non sono uguali,

come credono tutti,

e sopratutto, non sono muti;

quelli almeno dei cimiteri

sono indecentemente ciarlieri.

Sulla pelle della loro faccia marmifica,

meglio assai che sui vivi,

si qualifica la fisionomia

caratteristica.

«Qui riposa

«l'uomo dalle rare virtù:

«Telemaco Pessuto

«d'anni cinquantatre,

«padre e marito esemplare.»

Se t'avessimo incontrato vivo,

chi l'avrebbe saputo?

Tutti gironzan leggendopiù meno speditamente,alcuni sillabando.Ma non sapete che quelle paroleche voi leggete con indifferenza,sono la faccia dei morti?Tutte quelle espressioni di dolcezze,sono l'espressione delle loro fattezze?

Tutti gironzan leggendo

più meno speditamente,

alcuni sillabando.

Ma non sapete che quelle parole

che voi leggete con indifferenza,

sono la faccia dei morti?

Tutte quelle espressioni di dolcezze,

sono l'espressione delle loro fattezze?

Oh! Curiosa combinazione!«Celestina Verità«d'anni novantasettee accanto:«Peppino«d'anni tre«dei coniugi Del Re.»Strana combinazione!Quale fu, di voi due, la vostra mèta?Dovevate ognuno campare cent'anni,oppure, Peppino Del Re,Celestina Verità,faceste involontariamentedella vostra vitauna così parziale società?Fu Peppino che ti giunse, o Celestina,e ti trasse inaspettatamentetre anni dalla vita?O tu, Peppino, nascendo,trovasti i tuoi anniquasi tutti consumatidalla Celestina?Uno di voi fu il parassitadell'altro.

Oh! Curiosa combinazione!

«Celestina Verità

«d'anni novantasette

e accanto:

«Peppino

«d'anni tre

«dei coniugi Del Re.»

Strana combinazione!

Quale fu, di voi due, la vostra mèta?

Dovevate ognuno campare cent'anni,

oppure, Peppino Del Re,

Celestina Verità,

faceste involontariamente

della vostra vita

una così parziale società?

Fu Peppino che ti giunse, o Celestina,

e ti trasse inaspettatamente

tre anni dalla vita?

O tu, Peppino, nascendo,

trovasti i tuoi anni

quasi tutti consumati

dalla Celestina?

Uno di voi fu il parassita

dell'altro.

Che poco posto occupano i morti,meno assai del naturale.E qualcuno di voi fu padroneda solo d'un podere,che sempre gli sembrò tanto piccino!Quelle alte pareticon tutte quelle teste fitte fitte,nell'immobilità,sembrano quelle di un loggioneper una straordinaria rappresentazione.E tutti gironzano indifferenti,sgusciando calde arroste,succiando confetti, o i duri di menta,leggiucchiando senza fedele ciarle di quei poveretti.Gli uomini accorti,che passeggiano sempre fra i vivi,non vedono il momentodi passeggiare fra i morti.I vivi àn delle facce,che per quanto espressive, sono mute,e una faccia per benela possono avere anche i mascalzoni,invece le facce dei mortisono piene d'ottime informazioni.Se incontrate per via un giovine pensoso,come potete sapere se sia virtuoso?

Che poco posto occupano i morti,

meno assai del naturale.

E qualcuno di voi fu padrone

da solo d'un podere,

che sempre gli sembrò tanto piccino!

Quelle alte pareti

con tutte quelle teste fitte fitte,

nell'immobilità,

sembrano quelle di un loggione

per una straordinaria rappresentazione.

E tutti gironzano indifferenti,

sgusciando calde arroste,

succiando confetti, o i duri di menta,

leggiucchiando senza fede

le ciarle di quei poveretti.

Gli uomini accorti,

che passeggiano sempre fra i vivi,

non vedono il momento

di passeggiare fra i morti.

I vivi àn delle facce,

che per quanto espressive, sono mute,

e una faccia per bene

la possono avere anche i mascalzoni,

invece le facce dei morti

sono piene d'ottime informazioni.

Se incontrate per via un giovine pensoso,

come potete sapere se sia virtuoso?

In cima al camposanto,sopra un grande palconeimprovvisato per l'occasione,si mettono i teschî all'incanto.Lo circondano pigiatecentinaia di persone,fissano l'atletico allottatoreche grida fiocamente a squarciagola.Intorno è pieno di carabinieri.— Quattro!— Cinque!— Otto!— Dieci!— Quindici soldi!I primi vanno a ruba!— Si delibera signori!I più frettolosi pagano i teschianche più d'una lira.Molti aspettano che la gara cessie il prezzo ribassi.— Quattro!— Sei!— Otto!Una giovine sposasi stringe al braccio del suo sposotutta piagnucolosa:— Comprami quel teschio.— Stai zitta! — Le dice il giovinotto.— Comprami quel teschio,— Stai zitta grulla,verso sera gli daran via per nulla.— Dieci!— Undici!— Dodici!— Si delibera signori!— Comprami quel teschio.— Stai zitta t'ò detto,non vedi ch'è un teschiaccio vecchio?— Comprami quel teschio.— Se non stai zitta ti porto via.— Potrebbe essere il teschio della mamma mia.— Ma che mamma mia!— Cosa c'è stato laggiù, lontano?— Corrono i carabinieri!— Dove corre tutta quella gente?— Ànno arrestato quel nanoche vendeva i teschi di seconda mano.E per le vie polverose,per le serpeggianti vie campagnole,in un bel tramonto pieno di vaporidi fiamme e di viole,la gente se ne tornadai camposanti allegramente.E ogni buon diavolacciose ne viene col suo teschio sotto il braccio.

In cima al camposanto,

sopra un grande palcone

improvvisato per l'occasione,

si mettono i teschî all'incanto.

Lo circondano pigiate

centinaia di persone,

fissano l'atletico allottatore

che grida fiocamente a squarciagola.

Intorno è pieno di carabinieri.

— Quattro!

— Cinque!

— Otto!

— Dieci!

— Quindici soldi!

I primi vanno a ruba!

— Si delibera signori!

I più frettolosi pagano i teschi

anche più d'una lira.

Molti aspettano che la gara cessi

e il prezzo ribassi.

— Quattro!

— Sei!

— Otto!

Una giovine sposa

si stringe al braccio del suo sposo

tutta piagnucolosa:

— Comprami quel teschio.

— Stai zitta! — Le dice il giovinotto.

— Comprami quel teschio,

— Stai zitta grulla,

verso sera gli daran via per nulla.

— Dieci!

— Undici!

— Dodici!

— Si delibera signori!

— Comprami quel teschio.

— Stai zitta t'ò detto,

non vedi ch'è un teschiaccio vecchio?

— Comprami quel teschio.

— Se non stai zitta ti porto via.

— Potrebbe essere il teschio della mamma mia.

— Ma che mamma mia!

— Cosa c'è stato laggiù, lontano?

— Corrono i carabinieri!

— Dove corre tutta quella gente?

— Ànno arrestato quel nano

che vendeva i teschi di seconda mano.

E per le vie polverose,

per le serpeggianti vie campagnole,

in un bel tramonto pieno di vapori

di fiamme e di viole,

la gente se ne torna

dai camposanti allegramente.

E ogni buon diavolaccio

se ne viene col suo teschio sotto il braccio.


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