NOTE:1.(Gli avvenimenti di Sicilia.R. Sandron. Palermo 1894, pag. 505 a 808).2.La riforma tributaria fu iniziata nel 1842. Fece un passo gigantesco, mercè l’efficacissima cooperazione di Gladstone, nel 1845-46. Fu, si può dire, condotta a termine dal solo Gladstone nel 1853 e nel 1860. Sulla riforma tributaria inglese sono da leggere vari eccellenti articoli pubblicati dal Prof. Ricca Salerno nellaNuova Antologiaed uno del Conigliani (Gladstone e la finanza inglese) nellaRiforma Socialedel 15 Luglio 1898. Sul movimentocartista, coloro che vogliono averne piena conoscenza, potranno leggere le opere di Henriet Martineau, di Molesworth, di Justin M’Carthy. Un’idea chiara l’avranno dallo scritto vivace, quasi drammatico, di Paolo Valera:L’insurrezione Chartista in Inghilterra, con Proemio di Filippo Turati. (Milano 1895, presso laCritica Sociale). Paolo Valera, nella cella del reclusorio di Finalborgo, potrà meditare sulla differenza tra l’Italia e l’Inghilterra, ch’egli aveva studiata ed esposta senza sospettare, che doveva poco tempo dopo averne la dolorosa prova personale.3.SulPicketingsi riscontrino gli accenni del mio opuscolo:La grande battaglia del lavoro. Per più ampie notizie sulla importanza delle leggi del 1870 e 1875 e sulla riconosciuta consuetudine delPicketingche ne risultò, si leggano: Howell:Le passé et l’avenir des Trades Unions; Coniugi Webb:Histoire du Trade Unionisme; K. Lavolléc:Les classes ouvrières d’Europe, Vol. III,Angleterre.4.Mi sia permesso ricordare che queste idee svolsi sommariamente nel 1879 in un opuscolo:La questione sociale e la libertà.(Milano; Tipografia Gattinoni) Lo ricordo non per vanità, ma per convincere il lettore che non per comodità polemica suggeritami dagli altri avvenimenti ricorro a certi confronti; sibbene perchè gl’insegnamenti che ne scaturiscono formano parte integrale del mio patrimonio intellettuale senza alcuna subordinazione od opportunismo politico di sorta.5.La diversità di queste manifestazioni ho illustrato in:Mouvements sociaux en Italie.Parigi 1898. Presso laRivista Popolare.L. 1.6.Ho raccolto molte date e molte cifre da vari giornali d’Italia e con particolarità dalSecolodi Milano e dallaTribunadi Roma che ebbero il più largo servizio telegrafico ed epistolare dalle provincie.7.IlCorriere della Seraannunziò che ciò che stampavanaturalmenteera sottoposto alla revisione del Regio Commissario Straordinario.I Tribunali, Giornale di cronaca e di critica giudiziaria, non poche volte negli appositisupplementiha degli spazi bianchi, che rappresentavano i brani soppressi del resoconto stenografico. C’è una soppressione nel dodicesimo processo pei fatti di Sesto S. Giovanni; ma sono quattro nel tredicesimo per le barricate di Porta Venezia. In questo processo venne soppresso anche un brano della requisitoria dell’avvocato fiscale.... Per la narrazione mi sono servito dei giornali locali — con particolarità delCorriere della Sera— e di memorie fattemi pervenire da testimoni oculari.8.Un caso identico a quello del 6 Maggio si ripetè a Milano nella stessa via Napo Torriani quattro mesi dopo; ma non si venne alle fucilate perchè la polizia fu più prudente.9.La figura del Questore Minozzi si avrà intera da questa risposta data da lui nell’Udienza del 28 Luglio innanzi al Tribunale militare.Presidente:È vero che disse al Turati «quando c’è lei non succedono disordini»?Questore Minozzi:Sì, perchè egli sa contenersi molto bene nei discorsi, è padrone delle parole, ha molta influenza sulle masse operaie equando vuole non succede niente; ma se non vuole sa incitare, per il che, se avvengono tumulti,è perchè egli li ha voluti.Superflui i commenti alla insinuazione loiolesca.10.Ho l’elenco nominativo di questi casi. Non lo pubblico per motivi facili ad immaginare.11.Il sig. Stillman — l’uomo nefasto che per venti anni ha falsato l’opinione pubblica d’Inghilterra sulle cose d’Italia, per mezzo delle sue corrispondenze alTimes— ritiratosi in America ha avuto il coraggio di scrivere alTranscriptdi Boston che i moti d’Italia non furono determinati dalla fame, ma da una cospirazione repubblicana, i cui capi erano al servizio del Papa e della Francia.... La buona e gentile vedova di Dario Papa, Fidelia Dinsmore, ha smascherato l’indegno calunniatore.12.LaPerseveranzaed altri giornali reazionari sperano di poter giustificare le eccessive misure repressive e la reazione bestiale colle relazioni, che ha promesso di pubblicare il governo. È bene si sappia che tali documenti, come tutti i documenti ufficiali, saranno compilatiad usum delphini: conterranno tutto, meno la verità e lo ha confessato coll’abituale franchezza il generale Pelloux. Egli in Senato, rispondendo al senatore Cannizzaro, dichiarò che pubblicherà una relazione sugli ultimi fatti, ma soggiunse chenon si può tutto dire al pubblico perchè certe cose è bene che il pubblico non le sappia. Il soldato così prometteva lealmente... di non dire la verità... Per la Storia è bene aggiungere che in questa condotta venne incoraggiato dall’onor. Saracco con le seguenti dichiarazioni che gli fruttarono la Presidenza del Senato:«Il ministero dell’Interno vedrà quello che si può dire e quello che non si può dire sui moti di Milano e di altri paesi dove fu mestieri ricorrere alla repressione.«Egli farà, probabilmente, come fanno i ministri degli affari esteri, preparerà cioè il suo libro verde, giallo o nero, ma dirà solo quanto conviene si dica, e nulla più.«Se domani il ministro degli interni, d’accordo coi suoi colleghi, presentasse una relazione dalla quale risultasse che i moti dello scorso maggio si spiegano in molta parte col disagio economico, pare a me che farebbe opera non solamente vana, ma insana, se non sapesse di poter presentare contemporaneamente i provvedimenti più acconci per migliorare questa disgraziata situazione che fu cagione o pretesto delle sommosse».Se abbia accettati i consigli e come li abbia messi in esecuzione, vedrassi, dal rapporto del Generale Bava di cui si farà parola più innanzi.13.Per completare le notizie sulla natura dei fatti che determinarono la proclamazione dello Stato di assedio in Toscana, aggiungo che laGioventù monarchicaportò una vivace protesta contro il contegno provocante della questura di Firenze il giorno 7 maggio alFieramosca. Questo — giornale monarchico e temperato — scrisse chesarebbe bastata una buona annaffiata per spazzar via la ragazzaglia che si abbandonò ai tumulti.14.LaPerseveranza, del giorno 9 Maggio, ad esempio, denunzia formalmenteLa Brianza lavoratrice; dice cosa iniqua il non sequestrarla. Dopo avere dato precise indicazioni al Procuratore del Re, si compiacque in un numero successivo che fossero stati esauditi i suoi desideri. Dei singoli privati la stessaPerseveranzascrisse in guisa che laLega Lombardaebbe a parlare didelazioni. Il giornale milanese prese gusto al mestiere e denunziò pel sequestroL’Italia Nuovadi Lugano, ilDoveree laRivista popolaredi Roma. Un trafiletto della cronaca delCorriere della Serasul linguaggio dell’Italia del Popolodel giorno 6 Maggio, parve una denunzia per la soppressione avvenuta immediatamente dopo. Parecchi giornali accolsero e commentarono quel trafiletto come vera denuncia. Quando il commento venne riprodotto nellaRivista popolare, ilCorriere della Seraprotestò energicamente. In quella protesta sta la più severa condanna dell’atto in sè e dellaPerseveranzache l’ha ripetuto. Sento il dovere altresì di scindere le responsabilità nel parlare dei conservatori lombardi. Una parte di essi inflisse il biasimo più severo alla condotta dei reazionari. La lettera aperta di Torelli-Viollier a Luigi Roux (Stampadi Torino 1898, N. 163) rimane un documento schiacciante contro gli ubbriachi reazionari di Milano. La parte giovane e sinceramente conservatrice della Lombardia fece sentire più volte la sua voce anche durante lo stato di assedio, per mezzo dell’Idea liberaledi Milano. Ma tutta l’amarezza dell’animo per lo strazio dello Statuto, della legge e della libertà, detta rivista la manifestò appena potè sentirsi liberata dalla cappa di piombo del generale Bava Beccaris, con una lettera aperta del direttore G. Borelli indirizzata a me (N. del 15 Settembre 1897). Anche tale lettera suona condanna severissima dello stato di assedio e dell’opera compiuta dai reazionari. La voce del Torelli-Viollier e del Borelli hanno eccezionale importanza perchè è quella di due monarchici e per soprassello moderati, che conoscono gli uomini e gli avvenimenti del loro paese. Il Borelli e l’Idea liberalesi possono considerare come la espressione dei sentimenti delCircolo Popolaredi cui il profugo, che citerò più innanzi, scrive che è un gruppoquasi repubblicano per la monarchia e troppo monarchico ancora per la repubblicae che perciò non potè fare molta strada.15.Per la verità. Appunti sullo stato di assedio a Firenze del Comm. *** — Firenze, Settembre 1898. pag. 6 e 7.16.La sommossa di Milano— Note di un profugo — Ginevra 1898, pag. 13 a 29.17.Note di un profugo, pag. 29. Ilprofugoè il Professore Ettore Ciocotti.18.Lo stato romano dall’anno 1815 al 1850— Firenze — Le Monnier, 1853 — Vol. I, pag. 11.19.L’ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Milano su proposta del Senatore Negri venne votato per alzata e seduta. Tutti si alzarono ad eccezione dei consiglieri Majno, Angiolini e Carabelli.20.Discorso pronunciato alla Camera dai Deputati sul Disegno di legge per l’ordinamento dell’esercito nella tornata del 5 maggio 1897. A proposito di onorificenze si ricordi la polemica sollevata da Massuero — convintissimo monarchico — colla notizia pubblicata sulla punizione grave — la messa in disponibilità — inflitta al colonnello Crotti per avere rifiutato qualsiasi onorificenza agli ufficiali del proprio reggimento. La motivazione del rifiuto era elevata: da soldato che ama il proprio paese. L’Esercitosmentì fiaccamente; ma seguitando la polemica potè anche sapersi che chi propose la punizione sia stato il Generale Pallavicini, forse quello che diresse il fuoco ad Aspromonte contro Garibaldi. Se è lui, si vede che invecchiando non ha mutato natura.21.Molti monarchici protestarono contro le pazzesche manifestazioni di riconoscenza all’esercito; nobilmente il prof. Nitti nellaRiforma Sociale.L’aberrazione dei civili fa comprendere perchè, ubriacatisi di lodi, abbiano perduto la testa i militari. Un capitano Ranzi, nei servizi resi dall’esercito nel 1898 trovò la giustificazione del militarismo e l’occasione per attaccare aspramente Guglielmo Ferrero per le sue brillanti conferenze contro la guerra e contro il militarismo — riunite in volume e pubblicate da Treves — alle quali, quasi, si attribuivano i tumulti. Ferrero rispose con un magistrale articolo nellaVita Internazionaledi Milano (Novembre 1898) mettendo in evidenza la poca consistenza delle virtù dei nostri ufficiali.22.Nella seduta del Consiglio Comunale di Milano del 22 agosto 1898, venuta in discussione la trasformazione dello Statuto dell’Umanitaria, il consigliere De Herra adoperò frasi scottanti contro il colpo di mano dei moderati, che trassero profitto dello stato di assedio per impadronirsene. L’amministrazione, anche sotto lo stato di assedio, impose la nuova cinta daziaria. Ci fu chi volle assicurare ilmaximumdella impopolarità alla setta, proponendo il collocamento sulla piazza all’uopo destinata della statua di Napoleone III, nascosta da tanti anni nell’atrio del palazzo del Senato dove la confinò la volontà dei cittadini.23.Basta leggere l’ultimo numero delSecolo(7-8 maggio) pubblicatosi sotto il regime della sciabola per convincersi della brutalità della misura presa dal Regio Commissario in odio non dei repubblicani e dei socialisti, ma dei semplici democratici. In quel numero, in prima pagina, si parla, è vero, con parole severe del cinquantenario dello Statuto, che doveva celebrarsi l’indomani in Torino; ma le sue parole erano più moderate di quelle di molti altri giornali che non furono neppure sequestrati. In terza pagina poi, a proposito dei tumulti del giorno precedente, c’era un appello che incitava i cittadini alla calma che avrebbe potuto scrivere e sottoscrivere qualunque uomo d’ordine. Nè si dica che la paura od il senso dell’opportunità abbiano suggerito tale linguaggio: in parecchie altre occasioni — e particolarmente nel 1886 all’epoca dei tumulti provocati dai moderati pel dazio municipale sul pane — ilSecolonon usò termini diversi.24.Sino a pochi giorni dopo i tumulti di Milano, faceva pena ad ascoltare i discorsi reazionari fierissimi che tenevano nei corridoi di Montecitorio alcuni deputati ritenuti veramente liberali. La verità sui pericoli corsi dalleistituzionie dallaciviltànon era ancora conosciuta. Uno studio particolare meriterebbe l’attitudine dei vari giornali liberali, in generale disenzienti dai deputati delle rispettive regioni, dal quale risulterebbe la poca influenza esercitata dalla stampa nel creare le correnti della opinione pubblica. I giornali più ferocemente reazionari si sono affermati in Lombardia, nell’Emilia, nel Veneto, ecc., mentre si può dire che mancano in Sicilia e nel mezzogiorno: ivi manca il pericolo democratico.25.Un giornale pubblicò una notizia degna di fare la compagnia, se vera, con questo sequestro: alla Biblioteca Marucelliana non si danno più in lettura per ordine superiore i libri socialisti; ad un prete fu negato ilCapitaledi Marx.26.In fatto di sequestri va rilevata la vera anarchia nei criteri dei magistrati. Si sequestra in una città ciò che venne liberamente pubblicato altrove. Si sequestra a Varese un articolo diVambanon sequestrato in Roma. Più tipico il caso mio e dellaRivista popolare. Si sequestròla Valtellinadi Sondrio perchè aveva riprodotto un articolo mio non sequestrato in Roma quando comparve sullaRivista popolare. Si fa il processo; vengo regolarmente interrogato dal giudice istruttore come autore dell’articolo; ma all’ultima ora si lascia in pace me e si condanna dal Tribunale di Sondrio il povero gerente dellaValtellina.... Nell’articolo si faceva l’apologia.... della monarchia inglese! Quegli ottimi magistrati nel parallelo che ogni lettore poteva fare videro una offesa alla monarchia italiana.27.La liberté economiques et les evenements d’Italie.Lausanne 1898. p. 5. Il Pareto narra questo edificante episodio accaduto a Sulmona. Un meccanico ferroviere va dal barbiere e si fa radere quando viene il suo turno. Aveva dimenticato che in forza della militarizzazione dei ferrovieri egli non era che un sergente. Un capitano di fanteria arrivato dopo di lui lo mise agli arresti perchè non aveva ceduto il posto al superiore. Numerosi altri casi consimili si sono verificati in ogni parte del regno.28.Pareto, pag. 8. NellaGrande battaglia del lavoro(Roma 1898) ha stigmatizzato questa sleale concorrenza che il governo fa fare dai soldati ai lavoratori a vantaggio dei proprietari. In Lombardia i soldati furono anche adibiti per mungere le vacche.29.Il reato massimo che somministrò il pretesto per la destituzione del Prof. Gottardi fu il suo opuscolo:La boiescritto in dialetto e nel quale così riassume il catechismo socialista: «Amé i vostri bambini, le vostre done, i vostri veci. Per esser socialisti bisogna esser boni. Bisogna sentirse capaci de amar tuti, de no odiar nessuno, altro che el mal». I tre maestri di Milano puniti avevano rispettivamente 19, 23 e 29 anni di servizio. Lina Malnati, una delle punite, mandò al Secolo questa nobile lettera.«Agli onesti giornali che han difesa la causa dei maestri socialisti, il mio ringraziamento speciale.«Ventitrè anni e mezzo di onorato servizio — la scrupolosa cura di non portare le mie idee politico-sociali nel sereno ambiente della scuola, non valsero a salvarmi dalla condanna pel delitto di pensare a modo mio, fuori di scuola. Chino la testa innanzi all’ingiusto provvedimento, ma rialzo l’anima nella quale mi riposa tanta altarezza e tanta dignità, da soffocarvi ogni sentimento di rancore o di rivolta. Mi vien tal luce dalla coscienza, che basta essa sola a confortarmi nell’immenso dolore di dover dare un addio alla mia scuola.Dev.Linda Malnati.30.Ho esaminato la questione della legalità dello Stato d’assedio e dei Tribunali militari altrove (Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause. Palermo, Remo Sandron 1895, Cap. XXI). La grave controversia più volte si è dibattuta in Parlamento e venne esaminata con rara perspicuità dalla Commissione per l’Esame delle questioni legali riguardanti la difesa davanti ai Tribunali di Guerra (Agrati, Alberti, Ferrari, Majno e Valdata) nominata dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti(Milano Tipografia Nazionale di V. Romperti 1898). L’onor. Avv. Carlo Altobelli riassunse brillantemente le ragioni giuridiche costituzionali, che stanno contro lo Stato di Assedio e contro i Tribunali di Guerra iniziando la difesa dei giornalisti e dei deputati condannati in Milano davanti alla Suprema Corte di Cassazione del Regno. L’indole di questo lavoro non si presta a svolgere questo argomento, ripetendo del resto scuse e difese notissime. Qui mi limito ad esporre qual’è stata l’opera dei Tribunali militari in occasione dei tumulti di Aprile e Maggio 1898.31.Don Chisciotte(15 Luglio 1898) infatti ironicamente denunziò il colonnello Siacci come unnuovo pericolosopel discorsosovversivopronunziato in Senato. A quando l’ammonizione?32.Resoconto ufficiale della Seduta del Senato del 13 Luglio 1898.33.Essendo passati alla storia il documentofirmatissimoe iltrattato di Bisacquino, non si può sottrarre alla storia il documentoSperanza 333che fu spedito da Firenze a Turati il 7 Maggio coll’ambulante Firenze-Milano. Eccolo nella sua integrità:V. V. è stato impossibile spedire. = (per 000) si è tentato farlo Rifredi, Sesto inutilmente. Bicchi non ricevendo 000 combinato Romussi (=|=) tornossene a Livorno dove aveva trattato V per 000 poco fino Genova dove Zandrino avrebbe provveduto per Alessandria dove di qui partito per Villavecchia avrebbe condotto Milano aggiungendo racimolato locale. Avverto che 17 sono stati consegnati solo 270 non essendo pronti gli altri 329. Però Bicchi assicurami che entro domani radunerà 000 manderà li Ciotti Blasi i quali hanno precise istruzioni farmi recapitare non per = ma per (= =). Appena effettuata ||| da Genova Zandrino spediravvi bolletta dichiarata 10 sottosuolo rimanenti 17 complemento. Bicchi operato miracoli. Sesto, Figline, Prato hanno corrisposto ultimo momento Δ messi sospetto non mandarono più rinforzi, modo Firenze rimasero molti 17. Però non dubitate 237-471 alacremente provvedete 000 anche da Pavia. Doveva andare Bicchi = senza spesa; stima però prudente non muoversi aspettando notizie. Blasi non corrisponde....34.In diritto romano si scusa l’ignorantia jurisai minorenni, alle donne, ai rustici.... ed ai soldati. Ah, quei romani!....35.Non raccolgo la voce corsa di ufficiali puniti per avere fatto delle difese troppo buone, sebbene la trovi riprodotta da vari giornali. Mi sembra inverosimile la cosa. Tale voce corse pure pei processi di Palermo nel 1894; ed era insussistente.36.Walter Mocchi:La cosa giudicata. NellaRivista popolare. Anno IV, N. 8. Francesco Giarelli nel Caffaro di Genova ha confermato la narrazione di Mocchi. L’uno e l’altro assistettero alle udienze del Tribunale di Napoli.37.Il caso della Marone ha sollevato un grido d’indignazione nella stampa di ogni colore, anche devota alle istituzioni (Tribuna, Don Chisciotte, Mattino, Roma, Corriere de Napoli,ecc.). Ma quanti altri più enormi non ve ne sono?38.IlCorriere della Sera(N. 127 del 1898) con profetica incoscienza scriveva, prima che incominciassero i processi:«Alessandro Manzoni, dall’alto del suo piedestallo a San Fedele, pareva guardasse tutto quel tramestìo con aria mesta e dicesse: È in questo modo che i Milanesi hanno pensato di commemorare il venticinquesimo anniversario della mia morte?»E chi guardava il Manzoni, pensava che il mondo più cambia e più è la stessa cosa; perchè i subbugli di questi giorni egli li aveva già descritti nel suo romanzo, sino nelle più minute circostanze; perchè di ogni arrestato un po’ conosciuto dice quello che il mercante bergamasco diceva di Renzo: «Si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c’è descritta tutta la cabala; e si dice che vi anderà di mezzo molta gente».Oh! se c’è andata di mezzomolta gente!I tempi di Renzo Tramaglino impallidiscono rispetto a quelli nostri.39.Per la verità.Appunti sullo Stato di assedio a Firenze del Comm. *** Firenze — Settembre 1898, pag. 75.40.Va rilevato con particolarità il linguaggio dellaPerseveranza, perchè esso rispecchia il pensiero della frazione del partito conservatore lombardo, che ha in mano il Municipio di Milano ed altre importanti istituzioni locali e che, pur troppo! esercitò poderosa influenza sulle dissennate misure del governo centrale.41.È bene che si abbia un’idea dei reati attribuiti dalla questura nei suoi rapporti e nelle deposizioni dei suoi rappresentanti e delle prove addotte contro i repubblicani e contro i socialisti. Nel rapporto della Questura si ascrive a colpa del partito repubblicano lachiesta abolizione del dazio sulle farine e la diminuzione delle spese militari... (Povero Czar se capiti tra le unghie del Questore Minozzi!) Sempre secondo la Questura il partito socialista commise queste scelleratezze:fece propaganda, ricevette aiuto dallo straniero... negli scioperi organizzò associazioni... di arti e mestieri e leghe di resistenza, portò suoi candidati anche nei collegi nei quali non avevano probabilità di riuscire.... Alla Koulicioff — questa iniqua che volle sfuggire la galera russa per assaporare le delizie della reclusione italiana — si rimproverarono le conferenze sul miglioramento igienico ed economico delle donne. Tutti questi reati e queste prove furono trasportati di sana pianta negli atti di accusa e nelle requisitorie dell’avvocato fiscale che il 21 Giugno affermavaavere raggiunta la prova di una organizzazione solida e completa. Nell’atto di accusa contro i giornalisti, il Bacci, che non trovò modo di far condannare il Barattieri, affermò che Milano era stata scelta come centro della rivoluzione poichè per la suaposizione geograficapoteva più facilmente isolarsi dal rimanente del regno onde impedire l’arrivo di altra truppa.... perchè quivi più sollecito sarebbe stato il soccorso giàpreparato ed organizzatodei fuorusciti italiani residenti in Isvizzera. Disse che i tumulti furono fatti sorgere nei piccoli centri allo scopo di attrarvi le truppe, sguarnire le città e tentarvi un colpo di mano. Concludeva chetuttii moti d’Italia non furono che la conseguenza di una lunga preparazione diretta all’unico scopo di mutare gli ordini politico-sociali.... Queste temerarie affermazioni che fruttarono secoli di galera, non meritano l’onore della discussione. Fanno fede della ignoranza fenomenale degli avvocati fiscali. Oh! se aveva ragione il senatore Siacci ad invocare la riforma dei Tribunali militari! Ciò s’impone nell’interesse dello stesso esercito.42.Carlo Romussi, dal cellulare di Milano, il 22 Agosto 1898 diresse una nobile lettera all’Associazione fra i giornalisti lombardie ponevale questi tre quesiti:1. — Se si può chiamare responsabile un giornale ed il suo direttore di fatti che accadono nella città dove il giornale si stampa e che il giornale stesso sconsiglia e biasima.2. — Se giuridicamente si possa prendere il complesso di una serie di articoli rappresentanti l’opera giornalistica di un uomo, e portarlo contro di lui come titolo di accusa, dato l’ordinamento nostro per il quale funziona un procuratore generale, incaricato di controllare volta per volta ogni singola pubblicazione.3. — Se non sia da chiedere al Parlamento che le accuse di reati commessi per mezzo della stampa siano in ogni tempo sottratte ai tribunali militari e sottoposte al giurì.L’Associazione lombardae tutti i giornalisti onesti hanno risposto conformemente ai dettami dello Statuto e della giustizia, delle leggi e del buon senso; ma le Sentenze restano e le vittime nei reclusori d’Italia!43.IlSecoloindodicianni ebbe in tutto dodici sequestri; e furono gli anni della reazione.44.Gli Italiani immemori leggano i discorsi di Zanardelli in risposta alla interpellanza Nicotera in maggio 1878 sul permesso congresso repubblicano riunito al Teatro Argentina.45.Discorso letto la sera del 7 Maggio 1880 nella sala dell’Associazione costituzionale di Bergamo.46.Sulla interpretazione ed applicazione dell’art. 122 dell’ordinamento giudiziario, che contiene le parole su riportate, si discusse in occasione delle sentenze dei Tribunali militari di Sicilia e di Lunigiana nel 1894. Gli avvocati Marcora e Majno ripresero splendidamente la discussione nel ricorso presentato alla Corte di Cassazione di Roma in difesa di Chiesi, Romussi, Valera, Koulichoff, ecc. La ripresero per dimostrare — e vi riuscirono luminosamente — che la Cassazione aveva il diritto o meglio il dovere d’interloquire sulla legalità dello Stato di assedio e dei Tribunali militari; su questa questione e sulle altre innumerevoli mostruosità e contraddizioni delle sentenze di cui qui si discute si possono leggere con grande profitto oltre la cennata memoria a firma Marcora e Majno, le altre d’Impallomeni, Escobedo, Orzi, Sacchi in difesa di molti condannati dai Tribunali militari del 1898.47.La stampa liberale a suo tempo (Settembre 1898) si scandalizzò della promozione accordata al consigliere Nazzari che era stato relatore in Cassazione contro i condannati di Milano. La stampa ebbe torto; c’erano i buoni precedenti nella brillante carriera del Tondi, uno dei giudici che condannarono Lobbia.48.L’indole e la mole di questo scritto non mi permettono di entrare in considerazioni giuridiche sulla sentenza della Cassazione che respinse i ricorsi dei condannati dai Tribunali militari. Ne fece una critica dotta, seria, elevata il Prof. Luigi Majno (Rivista popolare, Anno IV, N. 7). Rilevo qui soltanto che la Cassazione di Roma ha osato completarein fattole sentenze del Tribunale di guerra, dicendo essa ciò che il Tribunale di guerra ebbe la onestà di non dire — e cioè che Chiesi, Romussi e gli altrivollero i tumulti. Il Tribunale disse esplicitamente chenon li vollero!I commenti su questa enormità sarebbero superflui.49.Leggo nelDon Chisciottedel 5 ottobre e riproduco integralmente:«Trascrivo dalMessaggerola notizia seguente mandata da Livorno:«Ieri il sostituto procuratore del re cav. Bertoli, il giudice d’istruzione avv. Sighieri e alcuni agenti di pubblica sicurezza si recarono alla sede dell’Associazione liberale monarchica e fecero una perquisizione che durò più di tre ore.«Nessun documento fu sequestrato.«Notate bene che da tre giorni il Consiglio della Monarchica era stato avvisato dalla autorità che i locali della società dovevano essere perquisiti.«Per conto mio non aggiungo nulla, neppure la conferma della notizia, che non posso dare. Ma è certo che così essa si presta a curiose osservazioni. E prima, anzi principale di tutte: — È vero che una perquisizione si è compiuta previo avviso di tre giorni?«Poi non posso a meno di notare: quell’associazione così stranamente perquisita era la fucina del crispismo per la provincia livornese».50.Questi due fatti di cronaca vengono riferiti daVambanelDon Chisciotte(1898 N. 248). Casi simili e più dolorosi sono a mia conoscenza personale. Della decadenza e corruzione della Magistratura italiana mi sono occupato in:Corruzione politica. Catania 1888;Banche e Parlamento. Milano 1898;Gli avvenimenti di SiciliaPalermo 1895. Ho riportato fatti numerosi e giudizi autorevoli di uomini appartenenti alle classi più elevate e più colte, che vivono al difuori della politica. I giudizî degli ex ministri Eula e Santa Maria Nicolini, gli articoli di Daneo e del prof. Mortara eliminarono il sospetto che il mio pessimismo, possa essere suggerito da passione di parte. Se qualche dubbio rimanesse ancora, si legga la relazione dell’ex ministro Costa sul processo Tanlongo e leingenuedichiarazioni dell’ex ministro Calenda dei Tavani nella Camera dei Deputati a proposito del processo Giolitti: suscitarono tale indignazione, che Villa, Presidente della Camera, gli tolse la parola e sospese la seduta.51.Mario Rapisardi:Giustizia. Versi. Catania 1892. N. Giannetti p. 5.52.Rivista penale, Settembre 1898, p. 300.53.Questa giustificazione della legittima difesa fu accampata in Parlamento — pare impossibile! — da un giurista: dall’on. Villa. Ora l’omnes leges omniaque jura permittunt vim vi repellere, non può invocarsi che contro la aggressione presente, per respingere laviolenza attuale, così com’è detto nella parte generale del Codice penale. Ma con qual diritto la scusa della legittima difesa si può invocarla quando giudici militari e ministri hanno riconosciuto, che s’intendevano punire i pretesi colpevoli di violenze passate? Lalegittima difesapuò sinanco giustificare le cannonate; giammai i Tribunali di guerra!54.Giulio Fioretti:Pane, governo e tasse in Italia. Napoli, L. Pierro, 1898. L. 2,50, pag. 67. Il Fioretti è uno dei più colti e battaglieri conservatori del mezzogiorno. Mi riferirò spesso al suo pregevole libro limitandomi ad indicare l’autore.55.Rose:Rise of democracy. London 1898, p. 129.56.Feci questa osservazione sin dal 1892 attenendomi agli studi ed ai dati del Bodio, del Pantaleoni, del Delivet. Vedi:La difesa nazionale e le economie nelle spese militari, Catania, N. Giannotta, 1892, p. 10 e 11.57.Giornale degli Economisti, Ottobre 1797.58.Discorso sull’Ordinamento dell’esercitodel 4 maggio 1897. Da parte mia ripetute volte, sino alla noia, ripetei prima e dopo di Giustino Fortunato le stesse cose nel Parlamento e fuori; più esplicitamente — ed era facilissimo farlo — in Die Zeit del 12 Febbraio 1898 e nellaRevue Socialistedell’Aprile 1898. Era tanto facile fare da profeta, che i tumulti predissero — pare impossibile! — i prefetti del regno d’Italia. Così almeno telegrafava alCorriere della Serail deputato Torraca nel Gennaio del 1898.59.Il diritto del Principe in uno Stato libero. Nuova Antologia, 15 Dicembre 1893.60.Nuova Antologia,30 Novembre 1897.61.Nuova Antologia, 15 Gennaio 1898. Il corsivo nel brano riportato ce l’ha messo lo stesso onor. Saracco.62.Questa corrispondenza viene bellamente illustrata dalle condizioni del bilancio e della prosperità economica dell’Inghilterra.63.Queste cifreIl Commercio italianodi Roma (14 Agosto 1898) le ha tolte dall’ultimoAnnuario statistico.64.La finanza e la questione sociale. Torino, Fratelli Bocca 1897, p. 93, Nota 1. Pel Delivet il reddito annuo sarebbe maggiore di L. 223,11 per ogni abitante dedotte le spese militari, mentre sarebbe di L. 802 per un inglese. Calcolando che pel mantenimento normale occorre la metà del reddito dell’Inglese, l’Italiano per avere un mantenimento normale si trova con undeficitdi L. 97,75:deficitsuperato soltanto da quello dello Spagnuolo e del Russo.65.Cifre e confronti sono tolti dal libro di Fioretti:Pane, ecc.; dall’altro pregievolissimo di C. A. Conigliani:La riforma delle leggi sui tributi locali. Modena 1898; dalla prolusione al corso di Scienza della finanza sulNostro sistema tributarioletta nell’Università di Genova il 6 Dicembre 1897 e dall’articolo del De Viti De Marco:Le recenti sommosse in Italia — Cause e riforme(NelGiornale degli Economisti, Giugno 1898).66.De Viti De Marco:Cronaca del Giornale degli Economisti. Maggio 1898.Conigliani: Op. cit., p. 7 e 72.67.G. Colombo:Le industrie meccaniche italiane all’Esposizione di Torino, Nuova Antologia; 1.º Ottobre 1898. I fasti nefasti del fiscalismo italiano sono noti e superano quelli della decadenza dell’Impero Romano. Il deputato Farinet — un conservatore di quattro cotte — ne ha narrato alcuni edificanti nellaStampadi Torino. Come deputato ho avuto conoscenza di molti altri inauditi, e devo aggiungere che spesso una correzione totale o parziale di certe enormità la trovai nell’amministrazione centrale, che s’inspira ad una certa equità. La correzione non si ha, però, che coll’intervento di qualche deputato; ma si sa che i più miseri e i più sacrificati non sempre riescono ad ottenere l’appoggio di un deputato.68.I dati su queste espropriazioni fanno lagrimare in Sardegna. Quelli sopra Fonni, Bolotana, Lei, Orani, Oniferi, Orotelli, Ottana, Sarulea (provincia di Sassari) fanno spavento. Si leggano nellaNuova Sardegnadi Sassari del 2 Luglio e 17 Agosto. NegliAvvenimenti di Siciliadimostrai che dove era stato minore il numero delle espropriazioni era stato mantenuto l’ordine nel 1893.69.Larivista popolare(30 ottobre 1897) nell’articolo:Le proteste dei contribuentia proposito dei precedenti fatti di Piazza Navona in Roma, rilevò pure che i piccoli centri erano più gravati della ricchezza mobile che le grandi città; aggiunse che i piccoli centri non contano nella vita politica e subiscono le conseguenze delle follie deipoliticiansdelle grandi città.70.Il Fioretti afferma che il sistema tributario italiano s’inspira alle teorie di George; e tra queste e quelle di Sella trova molta analogia anche dal punto di vista teorico.71.Le espropriazioni per cause d’imposta nel periodo 1884-1895 furono: 48, 47 per 100,000 abitanti nel mezzogiorno; 11,78 nell’Italia centrale; 6,90 nella settentrionale. Inversamente e logicamente al 31 Dicembre 1893 nell’Italia settentrionale con 13.630,904 abitanti c’era oraun miliardo quattrocento novantotto milioni di risparmio; nella meridionale con 11,668,273 abit. non arrivava che a L. 284,172,606! La Sicilia con 3,444,394 abitanti aveva risparmi per Lire 62,752,241; la Lombardia con 4,007,561 abitanti ne aveva persettecento settantuno milioni.72.L’on. Colombo, nel citato articolo, riconosce questa maggiore prosperità del settentrione. Come non si avvede dunque, ch’è ingiusta la legge sulla perequazione fondiaria, che aggraverà ancora la mano sulle provincie del mezzogiorno?73.In pochi anni nella sola Basilicata dove i socialisti e i repubblicani si contano sulla punta delle dita vi furono cinque gravi sommosse con morti e feriti numerosi, con assalti in regola alla Caserma dei Carabinieri e alle case Municipali: a Bernalda nel 1888, a Forenza nel 1890, a Palazzo nel 1892, a Montescaglioso nel 1897 e a Picerno in Novembre 1898. Altre sommosse avvennero in giugno e luglio 1898 in alcuni comuni del Napoletano, non ostante la recentissima sanguinosa repressione generale.74.Una buona osservazione del Fioretti: L’antico mottodividi ed imperadalla fiscalità italiana si è tradotto nel principio:dividi e tassa. Si fanno approvare le tasse aristocratiche (le dirette) col concorso dei democratici; e si grava la mano sui poveri (imposte indirette) colla influenza degli aristocratici. Il Fisco accetta con uguale compiacimento le imposte aristocratiche e le democratiche e infin dei conti socialisti e conservatori restano ugualmente beffati.... e tassati (op. cit. p. 18). Il libro di Conigliani è tutta una tremenda requisitoria contro il nostro sistema tributario dal punto di vista economico, politico e morale.75.Osservatore Cattolicodel 6-7 Maggio 1898.76.IlCorriere della Seradi Milano nel Numero del 19 Maggio 1898 commentando i discorsi e i voti cennati così li riassume: «In complesso gli oratori dellaCostituzionalehanno riconosciuto che i partiti dominanti, le classi dirigenti, hanno molta responsabilità ne’ disordini avvenuti in tante parti d’Italia. Nè fucili, nè cannoni, per quanto numerosi e pronti a sparare, potrebbero garantire l’ordine in avvenire, se quei partiti o quelle classi non avessero la coscienza di questa verità».77.Loria:Les bases economiques de la costitution social. Paris; Lombroso e Laschi:Il delitto politico e le rivoluzioni. Torino. Fratelli Bocca 1890. Questi ultimi considerano le sommosse, le rivolte, ecc., come fenomeni patologici; la rivoluzione sarebbe una esplosione fisiologica. Ma siccome le prime prepararono sempre le rivoluzioni con queste analogie tra la storia e la biologia — si riesce a questa strana conclusione: le condizioni patologiche preparano la condizione fisiologica!78.Un busto è stato inaugurato testè in Genova alla memoria dei fratelli Ruffini; lapidi e busti ricordano Vochieri ed altre vittime delle insurrezioni contro la dinastia dei Savoia. È tutta un’apoteosi della lotta contro Casa Savoja, la storia dettagliata e documentata che Giovanni Faldella, oggi senatore del Regno, ha consacrato allaGiovine Italiae ai fratelli Ruffini.79.La sommossa di Milano, pag. 26 e 27. L’apologia della rivoluzione fatta da Crispi tante volte, fu rifatta in modo più solenne il 12 Gennaio 1898 in Palermo. L’on. Rosano, ex sottosegretario agli interni, glorificò nello stesso anno l’insurrezione del 15 Maggio 1848 in Napoli.80.Un temperato e coltissimo scrittore, il Nitti, accennando alle lodi prodigate all’esercito in occasione delle ultime repressioni, esce in questa sanguinosa ed amara considerazione a proposito della circolare diramata dal Generale Afan de Rivera assumendo il portafoglio della guerra: «Adottare leggi di eccezione può essere una necessità che s’imponga a noi tutti in momenti dolorosi; ma non mai causa di allegrezza; nè i provvedimenti di rigore chiameremo mai atti di genialità. In altri tempi, quando l’onor. Afan de Rivera imparava nell’esercito borbonico i principî che ora esplica, un generale italiano, glorioso per battaglie vere, Enrico Cialdini, all’indomani di una vittoria contro le truppe del Borbone, invitava gli ufficiali ad una messa solenne: non già per rallegrarsi, egli diceva, poichè la vittoria era stata ottenuta contro altri italiani, ma per commemorare insieme i defunti d’ambo le parti». (Le sommosse dell’ieri e le repressioni dell’oggi. NellaRiforma Socialedi Torino. Giugno 1898).81.Sin dal 1883 nel libro sulleIstituzioni municipalidimostrai il grande marcio e i pericoli che si annidarono nei Comuni e nella Provincia; da allora ad oggi chi sa dire di quanto si siano aggravati i mali?82.Per la parte che in Sicilia nel 1893-94 rappresentarono i partiti locali —apoliticibenchè mascherantisi da socialisti o altro — si legga il mio libro:Gli avvenimenti di Sicilia, ecc., e gli scritti del Deputato Di San Giuliano e del Senatore Pasquale Villari.83.Anche ilCorriere della Serain una corrispondenza da Foggia (1898 — N. 121) lascia intendere chi furono i responsabili dei tumulti di Bari e di Foggia. Dettagli più sinistri, anche sulla complicità della autorità politica, pei gravissimi fatti di Minervino Murge si possono leggere in un opuscolo di A. Panarelli:Il primo Maggio 1898 a Minervino Murge. Canosa di Puglia 1898.84.Il citato corrispondente da Foggia alCorriere della Serascriveva: «Un tumulto, quando è solo un tumulto, è cosa dolorosa, ma passeggera; la gravità di quanto è avvenuto sta più che altro nel contegno delle autorità:il quale dimostra qual misera cosa sia presso di noi l’organizzazione governativa».85.Enrico Panzacchi, che ci tiene ad essere considerato conservatore, scrisse sulla politica ecclesiastica queste parole:«Dall’ambigua formula cavouriana abbiamo stillato tutto il succo deleterio che poteva contenere e ce ne siamo fatto un sonnifero. Davanti al problema — così singolarmente grave per il nuovo regno che ha Roma capitale — noi abbiamo riposta tutta la nostra gloria nell’essere astensionisti, reticenti, evadenti; ossia nell’essere nulla.«Non uno Stato confessionale — co’ suoi doveri, ma anche co’ suoi diritti; non uno Stato laico — nel senso veramente logico e moderno della parola. Con un po’ di buon volere avremmo potuto avere amico e pacifico il basso clero cattolico; e con la incuria, le tirchierie, i mali garbi e le ingiustizie palesi, ce lo siamo inimicato per modo che il meglio che possiamo aspettarci da lui è d’averlo neutrale. La storia racconterà poi, a edificazione dei posteri, le incertezze, le incongruenze d’ogni genere, le provocazioni e le remissioni infelici nelle quali cademmo, abbozzando trattative emodus vivendiche l’alta gerarchia ecclesiastica non volle accettare.«Intanto tutte le nostre leggi sono riuscite a vuoto. Abolimmo i conventi e l’Italia è piena di frati; incamerammo l’asse ecclesiastico e lo vedemmo sfumare, non si sa bene il come e il dove, tranne l’arricchimento dei pubblicani benemeriti; volemmo comprimere con la libertà il clericalismo, ed esso, con l’aiuto della libertà, risorse d’ogni lato e minaccia di montarci sul capo, ricco, prospero, provocante». —Corriere della Sera, 1898, N. 133.86.Un tempo passavano per nemici della patria coloro che colla cifra in mano ciò affermavano. L’indignazione sollevata in Europa dall’assassinio dell’Imperatrice d’Europa costrinse anche ipatriotia confessare la verità. Si legga, ad esempio, l’articolo di Scarfoglio:Il nostro primato!—Mattinodi Napoli, 1898, N. 177.87.Per tutto ciò che riguarda molte manifestazioni della nostra degenerazione morale si leggano i due miei scritti:Corruzione politica— Catania 1888, II ediz. — eBanche e Parlamento— Milano 1893. — La documentazione di ciò che ho scritto esige non una breve pagina, ma qualche volume in folio. Tutte le riviste e tutti i giornali negli ultimi tempi ne hanno dato saggi edificanti. I fenomeni morbosi sono stati anche ufficialmente constatati nelle associazioni costituzionali del regno. Tipica la dichiarazione del Senatore Negri. Questi, nella riunione della Costituzionale di Milano, tra le cose erronee, dimostrate tali dai processi, disse questa preziosa verità:I tumulti avvennero perchè in tutta l’azione del governo e del paese, mancò la coscienza del dovere.... Ciò che avvenne si deve al difettodi una politica morale. E cercano i sobillatori! Un altro tratto: Giulio Prinetti, nel Parlamento e nel paese vi godeva di grandissime antipatie — che per parte mia non divisi mai. Bastò che egli mostrasse alquanta energia — non tutta quella ch’era necessaria — verso alcuni grandi ladri, perchè le antipatie si tramutassero in una corrente di calda simpatia e di sincera ammirazione. Tanto sentito è il bisogno di moralità, e tanto eccezionale è il caso di un ministro che se ne faccia paladino!88.XX Settembre— Nuova Antologia. 15 Settembre 1895.89.Sono due articoli pubblicati ad un anno di distanza nellaNuova Antologiadel 15 Gennaio e del 15 Dicem. 1893.90.Discorso nelCircolo popolaredi Milano nella seduta del 20 Maggio 1898.91.Sulla denegata giustizia abituale in Italia e sulle disastrose conseguenze sue, ha parole roventi la scrittrice ingleseOuida(An impeachement of modern Italy.NellaReview of Reviews— 15 Settembre).92.Avevo intenzione di riprodurre i più caratteristici giudizi sintetici emessi da uomini politici, da riviste e da giornali di parte monarchica in occasione degli ultimi tumulti. Vi sono confessioni preziosissime sulle cause vere di detti tumulti e sulla enorme, se non esclusiva, responsabilità degli uomini succedentisi al governo da quarant’anni e sulle classi dirigenti italiane. Ho dovuto rinunziare a questa riproduzione perchè sarebbe stato necessario ad essa sola consacrare un lunghissimo capitolo. Se qualche lettore volesse prendere il lavoro separatamente, farebbe opera utilissima. Io gli vengo sin da ora in aiuto con una lista — incompletissima, badiamo — di riviste e di giornali che enumero senza rispettare nè l’ordine cronologico, nè quello della loro importanza. Eccola qua.Perseveranza, Corriere della Sera, Lombardia, ecc., di Milano coi discorsi dei membri della Costituzionale e del Circolo popolare dei giorni 17 e 20 Maggio, e 7 Giugno 1898;Mattinodi Napoli;Corriere della Sera, con articolo di Panzacchi (N. 133), dei giorni 25, 26 e 27, 28 Luglio con articoli di Torraca e della Direzione;La Lombardiacon articoli del Prof. Ercole Vidari;Rivista penaledel Giugno colla cronaca del Deputato Lucchini, Consigliere della Cassazione;Corriere di Napolidel 4 e 8 Maggio; intera collezione del settimanaleEconomistadi Firenze da Maggio 1898 in poi;Don Chisciottedel 4, 5 e 6 Maggio;Don Marziodel 5 Maggio;Tribunacon articolo diRastignacdel 7 Maggio;Nuova Antologiadel 1 Maggio, del 15 Giugno, del 15 Agosto con articolo di Maggiorino Ferraris, di Ugo Pisa, di Ercole Vidari;Giornale degli Economistidi Maggio, Giugno, Luglio e Agosto con articoli di De Viti De Marco; di Racioppi, ecc.;Riforma Socialedi Maggio e Giugno con articoli di Nitti;Idea liberaledel 15 e 30 Giugno e del 15 Settembre con articoli di Borelli, Massuero, Vidari;Vita internazionaledel 20 Giugno con articolo di Massara;Rivista politica e letterariadi Luglio con articolo di Beroaldo. Tutto il libro del Fioretti è anche da leggere per la parte politica.93.XX Settembre.In Nuova Antologia del 15 Settembre 1895. I bigotti dell’unità e della monarchia quando affermai alla Camera che il sentimento unitario era in ribasso urlarono. Ora il fatto è riconosciuto da tutti coloro cui la passione e l’ignoranza non fa velo alla mente. Coloro che vogliono saperne di più leggano: Colajanni e Ciccotti:Settentrionali e Meridionali, Biblioteca dellaRivista popolareRoma. Remo Sandron. Palermo-Milano 1898.94.G. Saracco:Siamo poveri o non siamo?Il Borelli sotto il muso del Regio Commissario Bava Beccaris, nell’Idea liberaledel 15 Giugno, constatava che «nella massa che mormora sottovoce e pare prostrata mentre osserva ed aspettanon c’è quasi più un barlume di fede;ove fede è, non rassomiglia più certamente alla nostra....»95.«Le istituzioni sono sovvertite e coloro che le sovvertono sono precisamente coloro che governano e amministrano; cioè, per dir meglio, che dovrebbero governare e amministrare». Ho raccolto questa gemma preziosa nel Corriere della Sera del 25-26 Luglio 1898.96.D. Napoleone Colajanni:Settentrionali e meridionali. Agli italiani del mezzogiorno.Prof. Ettore Ciccotti:Mezzogiorno e settentrione.Roma-Palermo-Milano, 1898, Prezzo L. 1. Presso laRivista Popolaree presso Remo Sandron.97.I capisala hanno L. 4,20 al giorno; i garzoni L. 1; gli operai dalle L. 2 alle 3. Per operai intellettuali e che aspirano ad un elevato tenore di vita sono abbastanza meschini.98.Vale la pena di riferire testualmente le sue parole togliendole dal N. 127:«Abbiamo stamani interpellato i principali stabilimenti sulla ripresa del lavoro ed ecco le risposte che ne abbiamo avute:Banfi: amido e ciprie. Quasi tutti gli operai, meno alcune donne dimoranti fuor di Milano.Bassolini: vernici. Tutti.Fratelli Branca; liquori. Quasi tutti.Binda: bottoni. Su quattrocento operai ne mancano ottanta, per lo più del contado.Binda: carta. Tutti.Bertarelli Giov. P. G.: arredi sacri. Tutti.Besana: stabilimento meccanico. Tutti.Buselli: candele. Tutti.Bertelli: medicinali. Tutti.Breda ing. Ernesto: stabilimento meccanico. Su 1200 mancavano 200.Union des Gaz. Tutti.Fonderia milanese acciaio. Tutti.Carlo Erba: medicinali. Tutti.Blumenthal: conceria. Tutti.Brunt: apparecchi a gas. Tutti.Stabilimento De Angeli: Quasi tutti: mancano alcuni operai del contado.Manifattura dei tabacchi: Tutti.Stabilimento Pirelli: Tutti.Camona e C. Quasi tutti.Richard-Ginori: Tutti.Tutti gli stabilimenti ci assicurano che regna perfetta calma nel ceto operaio. Alcuni stabilimenti, quali il Centenari e Zinelli e altri che impiegano specialmente donne, hanno rimandata l’apertura a domattina. Altri come il Suffert e lo Stigler, non aprirono perchè ignoravano l’ordine del Comando generale. Gli operai però si presentarono ugualmente al lavoro, ma dovettero esser rimandati.99.Per l’aumentato desiderio di miglioramenti già conseguiti vedi lo Spencer:Problèmes de morale et de sociologie.Guillaumin et C. Paris 1894De la liberté à la servitude(pagina 80 a 82). Lombroso scultoriamente sempre: «È stato osservato che, perchè un popolo si sollevi, è necessario che si trovi in uno stato relativo di benessere, perchè nell’eccesso di prostrazione, il popolo come l’uomo non ha abbastanza energia per reagire; sicchè il massimo della sventura umana, almeno quanto alle rivolte, ha quasi un’influenza inibitrice che non il massimo della felicità. È perciò che nel medio evo scoppiarono sommosse in numero maggiore nelle città rette a comuni che nei paesi dove vigeva il sistema feudale, nei quali la plebe era stretta dalla più dura miseria..... Quando le forze del popolo sono consunte dalla fame, esso è men disposto ad usare dell’energia che gli rimane in tumulti sanguinosi, che d’altronde non farebbero che aggravare il suo stato, diminuendogli ancora il lavoro e quindi le fonti della sussistenza. Noi ne abbiamo un esempio sott’occhio in Italia in cui le condizioni del contadino, miserabilissime, non diedero luogo a nessuna sommossa neppure in Lombardia, dove migliaia vivono di una sostanza putrefatta, che li avvelena.» (Il delitto politico, ecc., p. 84 e 85). Forse il Lombroso generalizza troppo la rassegnazione sotto il regime feudale. Il Puviani questi principi di psicologia collettiva li ha applicati al limite di tolleranza delle imposte (Illusione finanziaria mediante associazione delle pene delle imposte fra loro e con altre pene.NelGiornale degli EconomistiAgosto 1898).100.Avverto il lettore che ho sostenuto e documentato l’influenza del passaggio rapido dal benessere al malessere economico nella manifestazione individuale nellaSociologia Criminale. Catania, 1889. Volumi due, L. 13.101.Il frumento nostrano ebbe un prezzo massimo di L. 23.75 dal 29 Aprile al 1 Maggio 1897, raggiunse quello di 34,25 dal 28 al 30 Aprile 1898. Il prezzo della farina e del frumento risentirono meno l’aumento. Ringrazio vivamente la Camera di Commercio e il Dott. Clerici segretario del Comune di Milano, che pregati mi fornirono tutte le notizie, che furono in condizione di darmi.102.Qualche confronto tra Napoli e Milano feci nelSecolonel luglio 1897. Li ampliai in due articoli —Paralleli igienici e sociali— nelMedico delle famigliedi Boston. (Gennaio e Febbraio 1898).103.Il Consolato operaio fa fondato dai moderati nel 1860 per avere il monopolio delle dimostrazioni patriottiche. A poco a poco si trasformò in senso radicale per opera di Romussi, Prada e Valera. Vi fu un tempo in cui era il centro di tutto il lavoro utile per la redenzione politica e sociale delle classi lavoratrici. Le elezioni del 1882 e del 1886 segnarono il suo apogeo. Penetratavi la corrente socialista, nacquero nel suo seno vivaci discussioni che lo indebolirono. Il 21 Ottobre 1892 il Consolato — 16 Società contro 11 — decretò la fusione col partito dei lavoratori e accettò la lotta di classe. Le altre 11 società fondarono ilTribunato.104.Per conoscere meglio la formazione dell’ambiente politico di Milano mi sembra opportunissimo questo brano della relazione del Senatore Piolti de’ Bianchi sul tentativo insurrezionale del 6 Febbraio 1853 che si riferisce per lo appunto all’assassinio del Vandoni: «Milano, città pacifica e umana fra tutte, Milano che il suo poeta sferzava perchè troppo tollerante e troppo molle, Milano che aveva tenuto per mesi fra l’ugne l’aborrito Bolza senza torcergli un capello, Milano in quel dì, ad un ignaro, sarebbe parsa una città di cannibali, tanto gongolava di gioia per un assassinio. Ma il bastone e la verga e la forca avevano trovato degna risposta nel pugnale; ma la ferocia del tiranno muta la natura dei popoli più miti, quando sentono la dignità di sè stessi».105.In queste dimostrazioni per Lobbia la polizia agì, come sempre, austriacamente; suscitarono indignazione i maltrattamenti fatti subire al maggiore garibaldino Liborio Chiesa, mutilato di una gamba.106.In occasione della commemorazione delle cinque giornate, la polizia, per sequestrare la bandiera dellaFratellanza repubblicana, eseguì una vera feroce agressione contro la popolazione inerme, che venne paragonata a quella dell’8 Settembre 1847 ed organizzata dal Bolza all’arrivo dell’arcivescovo Romelli. Nel processo, il Generale Fumel — quello del brigantaggio — ebbe parole asprissime contro le autorità politiche e militari, che la prepararono ed eseguirono. Era prefetto il Gravina, questore Amour, comandante dei soldati il Maggiore Chiala.107.L’influenza della tendenza federalista constatata dalDaily Chroniclee da altri giornali viene esplicitamente ammessa da un conservatore lombardo, il Siliprandi ex deputato. Questi, da avversario leale, fa buona testimonianza delle qualità della parte repubblicana e scrive:«Una parte notevolissima della borghesia lombarda è repubblicana e, mi affretto a dirlo, e con piacere lo affermo, trattandosi dei nostri immediati avversari politici, essa è tanto moralmente rispettabile, intellettualmente colta, e socialmente elevata quanto la borghesia monarchica. Essa vanta tradizioni patriottiche indiscutibili, tenacia di opinioni, attività costante di propaganda, abilità grandissima di procedimenti. La utopia mazziniana è quasi spenta nelle nostre provincie, ma il positivo pensiero di Carlo Cattaneo vive robusto e spontaneo tanto che molti lo nutrono inconsciamente. Esso è magnifica pianta che facilmente obliqua e cresce rigogliosa sul campo lombardo». — «Tradizione monarchica razionale in queste provincie non vi fu mai; sede recente di una repubblica rivoluzionaria e guerriera; vissuta poi per cinquant’anni in ribellione perenne; fornitrici di presocchè intieri i repubblicaneggianti eserciti volontari, durante la guerra del risorgimento italiano, lo spirito di resistenza è cosa facilissima a destarsi in esse». Dott.Siliprandi:Capitoli Teorico-Pratici di politica sperimentale.Mantova 1898. Vol. III, p. 224, nota e seg.108.Si sa che le epidemie vengono favorite dalle tristi condizioni igieniche e biologiche di una popolazione; ma, una volta sviluppate, non risparmiano gli organismi sani e vigorosi che vivono anche nelle migliori condizioni. Ciò che si dice delle malattie trova riscontro esatto nelle epidemie psichiche.109.I malviventi nella sommossa di Milano ebbero parte molto minore di quella che in casi analoghi sogliono avere come risulta dalla lettura degli stessi processi. Mancarono i reati comuni caratteristici, che sogliono accompagnare tutti gli sconvolgimenti politici. Con più ragione potrebbe darsi che le dimostrazioni di Napoli furono suscitate dallacamorra: ivi l’obbiettivo principale dei dimostranti per molte ore fu la liberazione dei delinquenti comuni rinchiusi nelle carceri di S. Francesco. Tra i pochissimi giornali d’Italia che hanno visto giusto nei movimenti di Milano, va segnalato ilDon Chisciotte.«Che cosa era quello strano, inaudito fenomeno, il quale certo non poteva chiamarsi nè una rivoluzione, nè una sommossa? Adesso si dice: era un movimento teppistico. Ed è una sciocchezza: perchè i teppisti non sfidano le fucilate senza una ragione qualsiasi e una città intera non tollera che per colpa loro, essa sia trasformata in uno spettacolo sanguinoso». Così Luigi Lodi nell’articolo sullaLiberazione di Milano,(1893 — N. 244)110.Intervista con un redattore dellaGazzetta del Popolodi Torino.111.Il Ciccotti fa eccellenti considerazioni sull’azione della propaganda antirivoluzionaria socialista, e dimostra, che non poteva essere completa. Si contraddice, però, manifestando il proprio rammarico per la dimostrataimpotenza ed inettitudinedel partito repubblicano (pag. 23). Non è chiaro che l’impotenza e la inettitudinesono dovute per lo appunto alla efficace propaganda socialista? Con leggerezza poi afferma che i socialisti non ebbero parte nei tumulti. Tutti i processi lo smentiscono. Nè questo torna a loro disdoro; anzi!112.Quel miserabile Stillman, ex corrispondente delTimes, che fu sempre agliordinise non aglistipendidi Crispi, così scrisse in una lettera al direttore delBoston Evening Transcriptdel 13 Ottobre 1898. Gli rispose onestamente e fieramente Fidelia Dinsmore, la buona e gentile compagna di Dario Papa.113.In risposta alla conferenza antianarchica promossa dall’Italia, laFrankfurter Zeitungfece tale formale proposta ch’era venuta già da alcuni giornali della Svizzera. IlJournal de Généve, l’Independence Belgee altri autorevoli giornali francesi, svizzeri e tedeschi furono di accordo collaFrankfurter Zeitung. Sulla produzione anarchica poi, l’Economistdi Londra (22 Ottobre 1898) scrisse a nostra vergogna:«Abbiamo detto che l’anarchico è, a nostro giudizio, ordinariamente un criminale o un pazzo, ma nella produzione sia del criminale che del pazzo non devesi ignorare la parte esercitata dallo Stato e dalla società. Lo Stato è, senza dubbio, oggi responsabile di usare mezzi immorali emacchiavellici, educando così i proprii cittadini in idee immorali. Esso è responsabile, in tutti i grandi Stati continentali, di impedire quella libertà di parlare, di scrivere e di associarsi che forma una valvola di sicurezza nel malcontento popolare.«Il paese, nel quale la politica è nelle mani di.... e le prigioni sono piene di..... è un paese che merita di avere degli anarchici, perchè fa del suo meglio per produrli. Il paese, che sperpera il suo danaro in armamenti oltre i suoi mezzi, nel mentre lascia i suoi poveri morire di fame e porta il peso di una imposta schiacciante, soffrirà dell’anarchismo, e nessuna misura di polizia, per perfetta che sia, ne lo potrà liberare.«La società, la quale cerca di far moneta in qualsiasi modo, senza riguardo alle leggi della moralità, coltiverà gli anarchici così sicuramente, come lo stagno coltiva i bacilli.«Non vi è scampo da questa legge, ed è bene per la società umana che nessun scampo vi sia. Se, adunque, le Potenze continentali pensano che riuscirà loro di abbattere l’anarchismo e di eliminarlo con qualche provvedimento di polizia, esse si illudono.«Si faccia energicamente giustizia contro i criminali, con tutti i mezzi, ma non si dimentichi che l’ingiustizia sociale ed il sistema vizioso di spese pubbliche aiutano a creare l’anarchismo, e che è di gran lunga meglio prendersi un po’ di pena per colpire alle sue cause, che usare tutti i nostri sforzi nell’agire contro i suoi sciagurati effetti».114.Si sa che nella Norvegia il partito radicale discute e propone in parlamento il distacco della Svezia; la necessità di una separazione completa della Norvegia dalla Svezia venne affermata testè dal Congresso dei socialisti norvegesi. Björnson ha messo sulle sceneIl Re, di cui Ferdinando Fontana fece una bellissima traduzione edita dallaSocietà Editrice Lombardadi Milano, per dimostrarne il danno o l’inutilità. In uno dei tanti processi svolti innanzi al Tribunale militare di Firenze, il Presidente Colonnello Roggero apostrofò l’ufficiale difensore, che ricordò ilcaso Dreyfusper dimostrare ch’era possibile un errore da parte dei giudici militari, e gli ricordò con burlesco orgoglio che in Italia ilcaso Dreyfusnon era possibile! Ciò che non è possibile in Italia è che si trovi una Cassazione, che al pari della francese faccia giustizia, come neicasi Dreyfus e Picquart, e non renda servizi....115.A questi chiari di luna, in Italia oggi nessuno ripete che il nostro paese ha poco da invidiare all’Inghilterra. Queste sciocchezze, però, si ha il coraggio di affermarle ancora da qualche italiano che vive al di là della Manica. Un signor Dalla Vecchia, rispondendo ad un articolo onesto e coraggioso diOuida, ha osato scrivere che l’Italia è ancora il paese che viene immediatamente dopo dell’Inghilterra in quanto alla influenza della pubblica opinione, (It is not to describe Italy as a land where liberty is banished and tiranny rules. All adverse criticism notwithstanding, Italy, as a nation where public opinion rules supreme, comes next only to England). Review of Reviews. Ottobre 1898. pag. 362.116.Ferdinando Lassalle, in uno dei suoi più argutipamphlets — Uber Verfassungwesena— a dimostrare che tutti gli articoli delle costituzioni liberali sono una lustra inutile quando c’è un forte esercito permanente agli ordini del capo dello Stato, domandava: se nel vostro giardino avete un melo e vi appendete una tavoletta sulla quale scrivete ch’esso è un fico, per questo l’albero è divenuto davvero un fico? No; e quando voi assicurerete a tutti che quello è un fico, l’albero resterà quello che era e pel prossimo anno produrrà mele e non fichi.117.Citato dall’onor. Mirabelli in un magnifico discorso parlamentare sulla libertà della stampa.118.Proemio di F. Turati all’Insurrezione cartista in Inghilterradi Paolo Valera. Milano 1895, p. 5. Ne raccomandiamo la lettura a tutti gl’Italiani fiacchi e smemorati.119.La longanimità notissima della polizia e il rarissimo intervento delle truppe sono la precipua ragione per cui oggi le dimostrazioni non terminano più in massacri nella Gran Brettagna, nemmeno in Irlanda, che per tanti anni fa trattata da vero paese di conquista e sottoposta spesso alle leggi eccezionali. Ultimamente, in Belfast, in un conflitto colla popolazione, la polizia ebbe 106 feriti. In Italia, per punire i rivoltosi armati, si sarebbe proclamato lo stato di assedio e mobilizzato un corpo di esercito; niente di tutto ciò oltre la Manica!120.La Belgique en 1886, Bruxelles, Vol. 1.121.Vedi inRivista popolare(Anno 3, N. 3) l’articolo:Le roi s’amuse. È bene avvertire che di questa estrema libertà possono godere i cittadini belgi. Si è severi contro gli stranieri. Così fu soppresso il giornaleLe nationalper un articolo intitolatoSaligand IIin cui si parlava di certi fatti scandalosi avvenuti in Londra. Il direttore del giornale era francese e venne espulso.122.L. Bertrand:La Belgique en 1886; I. Destrèe et E. Vandervelde:Le socialisque en Belgique. Paris. Giard et Briere 1893.123.Don Chisciotte. N. 239 del 1898.124.Lo ha compreso benissimo chi dirige lo stessoDon Chisciotte, che col suo fine intuito politico ha ricordato in numeri immediatamente successivi l’umiliazione che dovremmo provare nel vedere ricordato ed applicato in Inghilterra al governo italiano il giudizio dato da Gladstone sul governo borbonico. (Dal tempo di Gladstone. N. 240Pei condannati politici. N. 246). Ai bigotti sabaudi che si scandalizzano di questi confronti, Giustino Fortunato — onore del mezzogiorno e della Camera italiana, di sentimenti, purtroppo! fanaticamente unitari e monarchici — inaugurando il 20 Settembre 1898 in Potenza una lapide alle vittime del governo borbonico, ha risposto in questi termini:«Abbiamo tanto patito, atteso, sperato, e dover poi confessare alle nuove generazioni, che valeva meglio non farne nulla! Abbiamo tanto magnificata l’opera nostra, e date assicurazioni al mondo di costanza e di virtù, perchè poi il mondo meravigliasse nell’udire da noi stessi, che lo scopo è fallito, che le aspettative sono deluse! Abbiamo, insomma, offerto per tanti anni tanta decima di sangue e di danaro, ed essere costretti a conchiudere, che ci siamo solennemente ingannati, perchè la patria è una astrazione e la libertà una menzogna! E questa l’Italia che apparve già meritevole della aspettazione della storia?»Più tardi lo stesso Fortunato, parlando ai suoi elettori di Palazzo San Gervasio, completava il proprio pensiero con quest’altro periodo, che si raccomanda ai suddetti bigotti sabaudi:«Il cinquantesimo anniversario dello Statuto non ha significato, in sostanza, se non una cosa: un immenso lutto, l’ora più tragica, il maggior pericolo che l’Italia abbia corso dacchè è surta a dignità di nazione. L’unità, l’indipendenza, il regime libero, il passaggio, insomma da una semplice espressione geografica ad una grande potenza, tutto non era stato se non un miracolo di un pugno di uomini e della buona fortuna. La immane opera affannatamente, affrettatamente compiuta, poteva aver chiesto un dispendio eccessivo, forse anche deprimente, di energie economiche. Nel fatto, la misura era colma e traboccò. La scuola del dolore dovrebbe quindi ammonirci, che un qualsiasi altro disperdimento di forze sarebbe, ormai, criminoso, perchè l’incendio, che cova sotto le ceneri, potrebbe, nuovamente, divampare. E invece...»125.Gliatti di accusae laGazzetta Ufficialedel tempo sono preziosi. Si riscontrino il:Ferdinando IIdi Mariano D’Ayala;Gli ultimi trentasei anni del Regime di Napolidi Nisco; e sopratutto per lo insieme laStoria critica del risorgimento italianodi Carlo Tivaroni, opera di lunga lena, di grande pregio e molto imparziale. Editori Roux di Torino.126.Ho dato la cifra dei fucilati e la versione su quel fatto, che corre tra i nemici più fieri del governo borbonico.Molti negano che il Conte d’Aquila ordinasse la fucilazione; altri affermano che si trovasse soltanto presente. Ciò che il Conte d’Aquila smentì sempre. Gli storici borbonici assicurano che i fucilati in Castelnuovo nel primo furono soltanto 5 o 6 e che le fucilazioni cessarono appena sopraggiunse il generale Luigi Cosenz.127.Il Generale Pelloux, rispondendo all’on. Bissolati nella Camera dei Deputati in Dicembre 1898, smentì recisamente sul suo onore che il Colonnello Crotti di Costigliole fosse stato punito per aver rifiutato la medaglia al valore militare per la repressione di Milano. Benchè questa circostanza venga riconfermata dalla monarchicaProvincia di Como, che per la prima la dette, sono disposto a credere al Generale Pelloux. Sarebbe doloroso, però, il constatare che nell’esercito italiano non ci siano stati ufficiali, che abbiano imitato De Sanget e Bellelli.128.Sotto il Papa, nel processo innanzi ad un Tribunale militare, l’avv. Palomba difese gli accusati.129.Benedetto Croce, nipote a Silvio Spaventa, di cui ha cominciato ad illustrare l’opera, così scrive a Vilfredo Pareto: «Lasciando ai competenti il confronto fra i sistemi penitenziarii applicati ora ai condannati politici con quello dei Borboni, e lasciando agli incompetenti che hanno un po’ di cuore e di sentimento giudicare il triste spettacolo che offre ora l’Italia libera, a me pare che il punto sul quale il confronto s’impone irresistibile è sull’indole e sul modo con cui sono stati condotti i processi politici. Perchè si sono spese tante parole e tanti colori rettorici per proclamareiniquoil processo, per esempio, fatto dopo il 1848 a Silvio Spaventa? Cito questo che ho avuto occasione di studiare da vicino. Non certo perchè lo Spaventa non fosse liberale, nazionalista, anzi unitario: in ciò i giudici borbonici non sbagliavano, come non sbagliano quelli di Milano nel giudicare socialisti il Turati e compagni. Ma fu un processo iniquo, perchè, mancando la prova di reati determinati, si volle tuttavia condannare nello Spaventa il liberale e l’unitario, ossia le convinzioni e le opinioni che apparivano certe e non sconfessate. È vero — si potrebbe dire — che i Borboni provvidero a fornire delle prove di reato, stipendiando dei falsi testimoni. Ma ciò prova che il senso giuridico non si era del tutto smarrito! Si riconosceva almeno la necessità delle prove di fatto e dei reati di azione. I giudici di Milano non hanno sentito questo bisogno.... — Vilfredo Pareto —La Liberté Économique— pag. 99-100.RastignacnelMattinodi Napoli ha esplicitamente riconosciuto che in Italia,come sotto i borboni, i processi si fanno alle idee.130.Gladstone, nelle famose lettere a lord Aberdeen nel 1851, affermò che i detenuti politici erano nelle provincie napoletane da15a30 mila. Il governo borbonico, in risposta, fece pubblicare una statistica dalla quale risulterebbe che nel 1851 gl’imputati politici, in giudizio, in carcere e in custodia erano in tutto2024.131.L’associazione Lombarda dei Giornalistiha pubblicato un’eloquente memoria nella quale è esposto il trattamento cui sono sottopostiGiornalisti e condannati politici in Italia e all’estero. Il paragone riesce, come sempre, disonorevole per l’Italia! Non parliamo dei modi civili adoperati dal governo del Granduca di Toscana, che permetteva a La Cecilia, ed a Guerrazzi di scrivere leMemorieeL’Asinonelle sue prigioni di Stato. Ma è caratteristica la lettera che il dott. Giuseppe Canella indirizzò al giornaleIl Secolosul trattamento dei detenuti politici inAustria. Eccola:«Italiano e non altro che italiano, dal 1848 in poi il mio pensiero e la mia opera furono sempre per l’Italia. Ho provato le prigioni politiche dell’Austria, dalla Torre Wanga di Trento a quelle d’Innsbruck, al Castello di Kufstein, a Rattemberg, Capodistria, Gradisca, Lubiana e Gratz.«Non appartenni, nè voglio appartenere a niun altro partito se non a quello che tende a «fare l’Italia». Qui soffersi molti disinganni ed amarezze, e non ultima quella di vedere, sotto molti riguardi, fatti paragoni tutt’altro che lusinghieri per l’Italia in confronto dell’Austria.«Leggendo ora sui giornali come sono trattati i prigionieri, severamente condannati dai tribunali militari, ad onta della mia ripugnanza, devo convenire che l’Austria, più avveduta nel reprimere e nel prevenire, si è fatta più ragionevole e più umana nel castigare».Il podestà di Riva di Trento riassume poscia il regolamento 28 ottobre 1849, firmato dal ministro della Giustizia, Schmerling, che disciplina, anche attualmente, il trattamento dei condannati politici.Risulta da esso che, per i crimini politici, i condannati sonocustoditiin un riparto particolare della prigione, e devesi avere riguardo tantoal loro grado di colturaquanto alla loro età ed alloro anteriore metodo di vita.Ai condannati è concesso l’uso del proprio letto; possono leggere, scrivere e ricevere visite di parenti, previo il permesso del preposto dello stabilimento.La spesa per il vitto, che lo Stato sopporta per ogni condannato politico è di 28 soldi al giorno, compresa la razione di pane. Ma i detenuti politici possono però provvedersi una maggior quantità di vitto, spendendo del proprio sino ad un fiorino al giorno, e quindi complessivamente hanno alimenti giornalieri per una somma corrispondente a circa due lire e mezza italiane.L’onor. Ettore Sacchi, infine, in una importante lettera allo stessoSecolo(N. 11643), dimostra che nè dal punto di vista giuridico nè da quello militare, si possono trattare come delinquenti comuni i condannati italiani dei Tribunali di guerra. Ma il governo italiano, in questo come in tutto il resto, continua nellanobilemissione di riabilitare il Papa, l’Austria e i Borboni. Tutte le premure, tutte le gentilezze il governo italiano le riserba pei delinquenti comuni, si chiamino Tanlongo o Costella.132.Georg Brandes, che ama e conosce l’Italia e che è uno dei più illustri scrittori scandinavi, visitando nella primavera del 1898 il nostro paese, rimase scandalizzato dalla cieca e furiosa reazione cui si abbandonavano i nostri governanti.
1.(Gli avvenimenti di Sicilia.R. Sandron. Palermo 1894, pag. 505 a 808).
1.(Gli avvenimenti di Sicilia.R. Sandron. Palermo 1894, pag. 505 a 808).
2.La riforma tributaria fu iniziata nel 1842. Fece un passo gigantesco, mercè l’efficacissima cooperazione di Gladstone, nel 1845-46. Fu, si può dire, condotta a termine dal solo Gladstone nel 1853 e nel 1860. Sulla riforma tributaria inglese sono da leggere vari eccellenti articoli pubblicati dal Prof. Ricca Salerno nellaNuova Antologiaed uno del Conigliani (Gladstone e la finanza inglese) nellaRiforma Socialedel 15 Luglio 1898. Sul movimentocartista, coloro che vogliono averne piena conoscenza, potranno leggere le opere di Henriet Martineau, di Molesworth, di Justin M’Carthy. Un’idea chiara l’avranno dallo scritto vivace, quasi drammatico, di Paolo Valera:L’insurrezione Chartista in Inghilterra, con Proemio di Filippo Turati. (Milano 1895, presso laCritica Sociale). Paolo Valera, nella cella del reclusorio di Finalborgo, potrà meditare sulla differenza tra l’Italia e l’Inghilterra, ch’egli aveva studiata ed esposta senza sospettare, che doveva poco tempo dopo averne la dolorosa prova personale.
2.La riforma tributaria fu iniziata nel 1842. Fece un passo gigantesco, mercè l’efficacissima cooperazione di Gladstone, nel 1845-46. Fu, si può dire, condotta a termine dal solo Gladstone nel 1853 e nel 1860. Sulla riforma tributaria inglese sono da leggere vari eccellenti articoli pubblicati dal Prof. Ricca Salerno nellaNuova Antologiaed uno del Conigliani (Gladstone e la finanza inglese) nellaRiforma Socialedel 15 Luglio 1898. Sul movimentocartista, coloro che vogliono averne piena conoscenza, potranno leggere le opere di Henriet Martineau, di Molesworth, di Justin M’Carthy. Un’idea chiara l’avranno dallo scritto vivace, quasi drammatico, di Paolo Valera:L’insurrezione Chartista in Inghilterra, con Proemio di Filippo Turati. (Milano 1895, presso laCritica Sociale). Paolo Valera, nella cella del reclusorio di Finalborgo, potrà meditare sulla differenza tra l’Italia e l’Inghilterra, ch’egli aveva studiata ed esposta senza sospettare, che doveva poco tempo dopo averne la dolorosa prova personale.
3.SulPicketingsi riscontrino gli accenni del mio opuscolo:La grande battaglia del lavoro. Per più ampie notizie sulla importanza delle leggi del 1870 e 1875 e sulla riconosciuta consuetudine delPicketingche ne risultò, si leggano: Howell:Le passé et l’avenir des Trades Unions; Coniugi Webb:Histoire du Trade Unionisme; K. Lavolléc:Les classes ouvrières d’Europe, Vol. III,Angleterre.
3.SulPicketingsi riscontrino gli accenni del mio opuscolo:La grande battaglia del lavoro. Per più ampie notizie sulla importanza delle leggi del 1870 e 1875 e sulla riconosciuta consuetudine delPicketingche ne risultò, si leggano: Howell:Le passé et l’avenir des Trades Unions; Coniugi Webb:Histoire du Trade Unionisme; K. Lavolléc:Les classes ouvrières d’Europe, Vol. III,Angleterre.
4.Mi sia permesso ricordare che queste idee svolsi sommariamente nel 1879 in un opuscolo:La questione sociale e la libertà.(Milano; Tipografia Gattinoni) Lo ricordo non per vanità, ma per convincere il lettore che non per comodità polemica suggeritami dagli altri avvenimenti ricorro a certi confronti; sibbene perchè gl’insegnamenti che ne scaturiscono formano parte integrale del mio patrimonio intellettuale senza alcuna subordinazione od opportunismo politico di sorta.
4.Mi sia permesso ricordare che queste idee svolsi sommariamente nel 1879 in un opuscolo:La questione sociale e la libertà.(Milano; Tipografia Gattinoni) Lo ricordo non per vanità, ma per convincere il lettore che non per comodità polemica suggeritami dagli altri avvenimenti ricorro a certi confronti; sibbene perchè gl’insegnamenti che ne scaturiscono formano parte integrale del mio patrimonio intellettuale senza alcuna subordinazione od opportunismo politico di sorta.
5.La diversità di queste manifestazioni ho illustrato in:Mouvements sociaux en Italie.Parigi 1898. Presso laRivista Popolare.L. 1.
5.La diversità di queste manifestazioni ho illustrato in:Mouvements sociaux en Italie.Parigi 1898. Presso laRivista Popolare.L. 1.
6.Ho raccolto molte date e molte cifre da vari giornali d’Italia e con particolarità dalSecolodi Milano e dallaTribunadi Roma che ebbero il più largo servizio telegrafico ed epistolare dalle provincie.
6.Ho raccolto molte date e molte cifre da vari giornali d’Italia e con particolarità dalSecolodi Milano e dallaTribunadi Roma che ebbero il più largo servizio telegrafico ed epistolare dalle provincie.
7.IlCorriere della Seraannunziò che ciò che stampavanaturalmenteera sottoposto alla revisione del Regio Commissario Straordinario.I Tribunali, Giornale di cronaca e di critica giudiziaria, non poche volte negli appositisupplementiha degli spazi bianchi, che rappresentavano i brani soppressi del resoconto stenografico. C’è una soppressione nel dodicesimo processo pei fatti di Sesto S. Giovanni; ma sono quattro nel tredicesimo per le barricate di Porta Venezia. In questo processo venne soppresso anche un brano della requisitoria dell’avvocato fiscale.... Per la narrazione mi sono servito dei giornali locali — con particolarità delCorriere della Sera— e di memorie fattemi pervenire da testimoni oculari.
7.IlCorriere della Seraannunziò che ciò che stampavanaturalmenteera sottoposto alla revisione del Regio Commissario Straordinario.I Tribunali, Giornale di cronaca e di critica giudiziaria, non poche volte negli appositisupplementiha degli spazi bianchi, che rappresentavano i brani soppressi del resoconto stenografico. C’è una soppressione nel dodicesimo processo pei fatti di Sesto S. Giovanni; ma sono quattro nel tredicesimo per le barricate di Porta Venezia. In questo processo venne soppresso anche un brano della requisitoria dell’avvocato fiscale.... Per la narrazione mi sono servito dei giornali locali — con particolarità delCorriere della Sera— e di memorie fattemi pervenire da testimoni oculari.
8.Un caso identico a quello del 6 Maggio si ripetè a Milano nella stessa via Napo Torriani quattro mesi dopo; ma non si venne alle fucilate perchè la polizia fu più prudente.
8.Un caso identico a quello del 6 Maggio si ripetè a Milano nella stessa via Napo Torriani quattro mesi dopo; ma non si venne alle fucilate perchè la polizia fu più prudente.
9.La figura del Questore Minozzi si avrà intera da questa risposta data da lui nell’Udienza del 28 Luglio innanzi al Tribunale militare.Presidente:È vero che disse al Turati «quando c’è lei non succedono disordini»?Questore Minozzi:Sì, perchè egli sa contenersi molto bene nei discorsi, è padrone delle parole, ha molta influenza sulle masse operaie equando vuole non succede niente; ma se non vuole sa incitare, per il che, se avvengono tumulti,è perchè egli li ha voluti.Superflui i commenti alla insinuazione loiolesca.
9.La figura del Questore Minozzi si avrà intera da questa risposta data da lui nell’Udienza del 28 Luglio innanzi al Tribunale militare.Presidente:È vero che disse al Turati «quando c’è lei non succedono disordini»?
Questore Minozzi:Sì, perchè egli sa contenersi molto bene nei discorsi, è padrone delle parole, ha molta influenza sulle masse operaie equando vuole non succede niente; ma se non vuole sa incitare, per il che, se avvengono tumulti,è perchè egli li ha voluti.
Superflui i commenti alla insinuazione loiolesca.
10.Ho l’elenco nominativo di questi casi. Non lo pubblico per motivi facili ad immaginare.
10.Ho l’elenco nominativo di questi casi. Non lo pubblico per motivi facili ad immaginare.
11.Il sig. Stillman — l’uomo nefasto che per venti anni ha falsato l’opinione pubblica d’Inghilterra sulle cose d’Italia, per mezzo delle sue corrispondenze alTimes— ritiratosi in America ha avuto il coraggio di scrivere alTranscriptdi Boston che i moti d’Italia non furono determinati dalla fame, ma da una cospirazione repubblicana, i cui capi erano al servizio del Papa e della Francia.... La buona e gentile vedova di Dario Papa, Fidelia Dinsmore, ha smascherato l’indegno calunniatore.
11.Il sig. Stillman — l’uomo nefasto che per venti anni ha falsato l’opinione pubblica d’Inghilterra sulle cose d’Italia, per mezzo delle sue corrispondenze alTimes— ritiratosi in America ha avuto il coraggio di scrivere alTranscriptdi Boston che i moti d’Italia non furono determinati dalla fame, ma da una cospirazione repubblicana, i cui capi erano al servizio del Papa e della Francia.... La buona e gentile vedova di Dario Papa, Fidelia Dinsmore, ha smascherato l’indegno calunniatore.
12.LaPerseveranzaed altri giornali reazionari sperano di poter giustificare le eccessive misure repressive e la reazione bestiale colle relazioni, che ha promesso di pubblicare il governo. È bene si sappia che tali documenti, come tutti i documenti ufficiali, saranno compilatiad usum delphini: conterranno tutto, meno la verità e lo ha confessato coll’abituale franchezza il generale Pelloux. Egli in Senato, rispondendo al senatore Cannizzaro, dichiarò che pubblicherà una relazione sugli ultimi fatti, ma soggiunse chenon si può tutto dire al pubblico perchè certe cose è bene che il pubblico non le sappia. Il soldato così prometteva lealmente... di non dire la verità... Per la Storia è bene aggiungere che in questa condotta venne incoraggiato dall’onor. Saracco con le seguenti dichiarazioni che gli fruttarono la Presidenza del Senato:«Il ministero dell’Interno vedrà quello che si può dire e quello che non si può dire sui moti di Milano e di altri paesi dove fu mestieri ricorrere alla repressione.«Egli farà, probabilmente, come fanno i ministri degli affari esteri, preparerà cioè il suo libro verde, giallo o nero, ma dirà solo quanto conviene si dica, e nulla più.«Se domani il ministro degli interni, d’accordo coi suoi colleghi, presentasse una relazione dalla quale risultasse che i moti dello scorso maggio si spiegano in molta parte col disagio economico, pare a me che farebbe opera non solamente vana, ma insana, se non sapesse di poter presentare contemporaneamente i provvedimenti più acconci per migliorare questa disgraziata situazione che fu cagione o pretesto delle sommosse».Se abbia accettati i consigli e come li abbia messi in esecuzione, vedrassi, dal rapporto del Generale Bava di cui si farà parola più innanzi.
12.LaPerseveranzaed altri giornali reazionari sperano di poter giustificare le eccessive misure repressive e la reazione bestiale colle relazioni, che ha promesso di pubblicare il governo. È bene si sappia che tali documenti, come tutti i documenti ufficiali, saranno compilatiad usum delphini: conterranno tutto, meno la verità e lo ha confessato coll’abituale franchezza il generale Pelloux. Egli in Senato, rispondendo al senatore Cannizzaro, dichiarò che pubblicherà una relazione sugli ultimi fatti, ma soggiunse chenon si può tutto dire al pubblico perchè certe cose è bene che il pubblico non le sappia. Il soldato così prometteva lealmente... di non dire la verità... Per la Storia è bene aggiungere che in questa condotta venne incoraggiato dall’onor. Saracco con le seguenti dichiarazioni che gli fruttarono la Presidenza del Senato:
«Il ministero dell’Interno vedrà quello che si può dire e quello che non si può dire sui moti di Milano e di altri paesi dove fu mestieri ricorrere alla repressione.
«Egli farà, probabilmente, come fanno i ministri degli affari esteri, preparerà cioè il suo libro verde, giallo o nero, ma dirà solo quanto conviene si dica, e nulla più.
«Se domani il ministro degli interni, d’accordo coi suoi colleghi, presentasse una relazione dalla quale risultasse che i moti dello scorso maggio si spiegano in molta parte col disagio economico, pare a me che farebbe opera non solamente vana, ma insana, se non sapesse di poter presentare contemporaneamente i provvedimenti più acconci per migliorare questa disgraziata situazione che fu cagione o pretesto delle sommosse».
Se abbia accettati i consigli e come li abbia messi in esecuzione, vedrassi, dal rapporto del Generale Bava di cui si farà parola più innanzi.
13.Per completare le notizie sulla natura dei fatti che determinarono la proclamazione dello Stato di assedio in Toscana, aggiungo che laGioventù monarchicaportò una vivace protesta contro il contegno provocante della questura di Firenze il giorno 7 maggio alFieramosca. Questo — giornale monarchico e temperato — scrisse chesarebbe bastata una buona annaffiata per spazzar via la ragazzaglia che si abbandonò ai tumulti.
13.Per completare le notizie sulla natura dei fatti che determinarono la proclamazione dello Stato di assedio in Toscana, aggiungo che laGioventù monarchicaportò una vivace protesta contro il contegno provocante della questura di Firenze il giorno 7 maggio alFieramosca. Questo — giornale monarchico e temperato — scrisse chesarebbe bastata una buona annaffiata per spazzar via la ragazzaglia che si abbandonò ai tumulti.
14.LaPerseveranza, del giorno 9 Maggio, ad esempio, denunzia formalmenteLa Brianza lavoratrice; dice cosa iniqua il non sequestrarla. Dopo avere dato precise indicazioni al Procuratore del Re, si compiacque in un numero successivo che fossero stati esauditi i suoi desideri. Dei singoli privati la stessaPerseveranzascrisse in guisa che laLega Lombardaebbe a parlare didelazioni. Il giornale milanese prese gusto al mestiere e denunziò pel sequestroL’Italia Nuovadi Lugano, ilDoveree laRivista popolaredi Roma. Un trafiletto della cronaca delCorriere della Serasul linguaggio dell’Italia del Popolodel giorno 6 Maggio, parve una denunzia per la soppressione avvenuta immediatamente dopo. Parecchi giornali accolsero e commentarono quel trafiletto come vera denuncia. Quando il commento venne riprodotto nellaRivista popolare, ilCorriere della Seraprotestò energicamente. In quella protesta sta la più severa condanna dell’atto in sè e dellaPerseveranzache l’ha ripetuto. Sento il dovere altresì di scindere le responsabilità nel parlare dei conservatori lombardi. Una parte di essi inflisse il biasimo più severo alla condotta dei reazionari. La lettera aperta di Torelli-Viollier a Luigi Roux (Stampadi Torino 1898, N. 163) rimane un documento schiacciante contro gli ubbriachi reazionari di Milano. La parte giovane e sinceramente conservatrice della Lombardia fece sentire più volte la sua voce anche durante lo stato di assedio, per mezzo dell’Idea liberaledi Milano. Ma tutta l’amarezza dell’animo per lo strazio dello Statuto, della legge e della libertà, detta rivista la manifestò appena potè sentirsi liberata dalla cappa di piombo del generale Bava Beccaris, con una lettera aperta del direttore G. Borelli indirizzata a me (N. del 15 Settembre 1897). Anche tale lettera suona condanna severissima dello stato di assedio e dell’opera compiuta dai reazionari. La voce del Torelli-Viollier e del Borelli hanno eccezionale importanza perchè è quella di due monarchici e per soprassello moderati, che conoscono gli uomini e gli avvenimenti del loro paese. Il Borelli e l’Idea liberalesi possono considerare come la espressione dei sentimenti delCircolo Popolaredi cui il profugo, che citerò più innanzi, scrive che è un gruppoquasi repubblicano per la monarchia e troppo monarchico ancora per la repubblicae che perciò non potè fare molta strada.
14.LaPerseveranza, del giorno 9 Maggio, ad esempio, denunzia formalmenteLa Brianza lavoratrice; dice cosa iniqua il non sequestrarla. Dopo avere dato precise indicazioni al Procuratore del Re, si compiacque in un numero successivo che fossero stati esauditi i suoi desideri. Dei singoli privati la stessaPerseveranzascrisse in guisa che laLega Lombardaebbe a parlare didelazioni. Il giornale milanese prese gusto al mestiere e denunziò pel sequestroL’Italia Nuovadi Lugano, ilDoveree laRivista popolaredi Roma. Un trafiletto della cronaca delCorriere della Serasul linguaggio dell’Italia del Popolodel giorno 6 Maggio, parve una denunzia per la soppressione avvenuta immediatamente dopo. Parecchi giornali accolsero e commentarono quel trafiletto come vera denuncia. Quando il commento venne riprodotto nellaRivista popolare, ilCorriere della Seraprotestò energicamente. In quella protesta sta la più severa condanna dell’atto in sè e dellaPerseveranzache l’ha ripetuto. Sento il dovere altresì di scindere le responsabilità nel parlare dei conservatori lombardi. Una parte di essi inflisse il biasimo più severo alla condotta dei reazionari. La lettera aperta di Torelli-Viollier a Luigi Roux (Stampadi Torino 1898, N. 163) rimane un documento schiacciante contro gli ubbriachi reazionari di Milano. La parte giovane e sinceramente conservatrice della Lombardia fece sentire più volte la sua voce anche durante lo stato di assedio, per mezzo dell’Idea liberaledi Milano. Ma tutta l’amarezza dell’animo per lo strazio dello Statuto, della legge e della libertà, detta rivista la manifestò appena potè sentirsi liberata dalla cappa di piombo del generale Bava Beccaris, con una lettera aperta del direttore G. Borelli indirizzata a me (N. del 15 Settembre 1897). Anche tale lettera suona condanna severissima dello stato di assedio e dell’opera compiuta dai reazionari. La voce del Torelli-Viollier e del Borelli hanno eccezionale importanza perchè è quella di due monarchici e per soprassello moderati, che conoscono gli uomini e gli avvenimenti del loro paese. Il Borelli e l’Idea liberalesi possono considerare come la espressione dei sentimenti delCircolo Popolaredi cui il profugo, che citerò più innanzi, scrive che è un gruppoquasi repubblicano per la monarchia e troppo monarchico ancora per la repubblicae che perciò non potè fare molta strada.
15.Per la verità. Appunti sullo stato di assedio a Firenze del Comm. *** — Firenze, Settembre 1898. pag. 6 e 7.
15.Per la verità. Appunti sullo stato di assedio a Firenze del Comm. *** — Firenze, Settembre 1898. pag. 6 e 7.
16.La sommossa di Milano— Note di un profugo — Ginevra 1898, pag. 13 a 29.
16.La sommossa di Milano— Note di un profugo — Ginevra 1898, pag. 13 a 29.
17.Note di un profugo, pag. 29. Ilprofugoè il Professore Ettore Ciocotti.
17.Note di un profugo, pag. 29. Ilprofugoè il Professore Ettore Ciocotti.
18.Lo stato romano dall’anno 1815 al 1850— Firenze — Le Monnier, 1853 — Vol. I, pag. 11.
18.Lo stato romano dall’anno 1815 al 1850— Firenze — Le Monnier, 1853 — Vol. I, pag. 11.
19.L’ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Milano su proposta del Senatore Negri venne votato per alzata e seduta. Tutti si alzarono ad eccezione dei consiglieri Majno, Angiolini e Carabelli.
19.L’ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Milano su proposta del Senatore Negri venne votato per alzata e seduta. Tutti si alzarono ad eccezione dei consiglieri Majno, Angiolini e Carabelli.
20.Discorso pronunciato alla Camera dai Deputati sul Disegno di legge per l’ordinamento dell’esercito nella tornata del 5 maggio 1897. A proposito di onorificenze si ricordi la polemica sollevata da Massuero — convintissimo monarchico — colla notizia pubblicata sulla punizione grave — la messa in disponibilità — inflitta al colonnello Crotti per avere rifiutato qualsiasi onorificenza agli ufficiali del proprio reggimento. La motivazione del rifiuto era elevata: da soldato che ama il proprio paese. L’Esercitosmentì fiaccamente; ma seguitando la polemica potè anche sapersi che chi propose la punizione sia stato il Generale Pallavicini, forse quello che diresse il fuoco ad Aspromonte contro Garibaldi. Se è lui, si vede che invecchiando non ha mutato natura.
20.Discorso pronunciato alla Camera dai Deputati sul Disegno di legge per l’ordinamento dell’esercito nella tornata del 5 maggio 1897. A proposito di onorificenze si ricordi la polemica sollevata da Massuero — convintissimo monarchico — colla notizia pubblicata sulla punizione grave — la messa in disponibilità — inflitta al colonnello Crotti per avere rifiutato qualsiasi onorificenza agli ufficiali del proprio reggimento. La motivazione del rifiuto era elevata: da soldato che ama il proprio paese. L’Esercitosmentì fiaccamente; ma seguitando la polemica potè anche sapersi che chi propose la punizione sia stato il Generale Pallavicini, forse quello che diresse il fuoco ad Aspromonte contro Garibaldi. Se è lui, si vede che invecchiando non ha mutato natura.
21.Molti monarchici protestarono contro le pazzesche manifestazioni di riconoscenza all’esercito; nobilmente il prof. Nitti nellaRiforma Sociale.L’aberrazione dei civili fa comprendere perchè, ubriacatisi di lodi, abbiano perduto la testa i militari. Un capitano Ranzi, nei servizi resi dall’esercito nel 1898 trovò la giustificazione del militarismo e l’occasione per attaccare aspramente Guglielmo Ferrero per le sue brillanti conferenze contro la guerra e contro il militarismo — riunite in volume e pubblicate da Treves — alle quali, quasi, si attribuivano i tumulti. Ferrero rispose con un magistrale articolo nellaVita Internazionaledi Milano (Novembre 1898) mettendo in evidenza la poca consistenza delle virtù dei nostri ufficiali.
21.Molti monarchici protestarono contro le pazzesche manifestazioni di riconoscenza all’esercito; nobilmente il prof. Nitti nellaRiforma Sociale.L’aberrazione dei civili fa comprendere perchè, ubriacatisi di lodi, abbiano perduto la testa i militari. Un capitano Ranzi, nei servizi resi dall’esercito nel 1898 trovò la giustificazione del militarismo e l’occasione per attaccare aspramente Guglielmo Ferrero per le sue brillanti conferenze contro la guerra e contro il militarismo — riunite in volume e pubblicate da Treves — alle quali, quasi, si attribuivano i tumulti. Ferrero rispose con un magistrale articolo nellaVita Internazionaledi Milano (Novembre 1898) mettendo in evidenza la poca consistenza delle virtù dei nostri ufficiali.
22.Nella seduta del Consiglio Comunale di Milano del 22 agosto 1898, venuta in discussione la trasformazione dello Statuto dell’Umanitaria, il consigliere De Herra adoperò frasi scottanti contro il colpo di mano dei moderati, che trassero profitto dello stato di assedio per impadronirsene. L’amministrazione, anche sotto lo stato di assedio, impose la nuova cinta daziaria. Ci fu chi volle assicurare ilmaximumdella impopolarità alla setta, proponendo il collocamento sulla piazza all’uopo destinata della statua di Napoleone III, nascosta da tanti anni nell’atrio del palazzo del Senato dove la confinò la volontà dei cittadini.
22.Nella seduta del Consiglio Comunale di Milano del 22 agosto 1898, venuta in discussione la trasformazione dello Statuto dell’Umanitaria, il consigliere De Herra adoperò frasi scottanti contro il colpo di mano dei moderati, che trassero profitto dello stato di assedio per impadronirsene. L’amministrazione, anche sotto lo stato di assedio, impose la nuova cinta daziaria. Ci fu chi volle assicurare ilmaximumdella impopolarità alla setta, proponendo il collocamento sulla piazza all’uopo destinata della statua di Napoleone III, nascosta da tanti anni nell’atrio del palazzo del Senato dove la confinò la volontà dei cittadini.
23.Basta leggere l’ultimo numero delSecolo(7-8 maggio) pubblicatosi sotto il regime della sciabola per convincersi della brutalità della misura presa dal Regio Commissario in odio non dei repubblicani e dei socialisti, ma dei semplici democratici. In quel numero, in prima pagina, si parla, è vero, con parole severe del cinquantenario dello Statuto, che doveva celebrarsi l’indomani in Torino; ma le sue parole erano più moderate di quelle di molti altri giornali che non furono neppure sequestrati. In terza pagina poi, a proposito dei tumulti del giorno precedente, c’era un appello che incitava i cittadini alla calma che avrebbe potuto scrivere e sottoscrivere qualunque uomo d’ordine. Nè si dica che la paura od il senso dell’opportunità abbiano suggerito tale linguaggio: in parecchie altre occasioni — e particolarmente nel 1886 all’epoca dei tumulti provocati dai moderati pel dazio municipale sul pane — ilSecolonon usò termini diversi.
23.Basta leggere l’ultimo numero delSecolo(7-8 maggio) pubblicatosi sotto il regime della sciabola per convincersi della brutalità della misura presa dal Regio Commissario in odio non dei repubblicani e dei socialisti, ma dei semplici democratici. In quel numero, in prima pagina, si parla, è vero, con parole severe del cinquantenario dello Statuto, che doveva celebrarsi l’indomani in Torino; ma le sue parole erano più moderate di quelle di molti altri giornali che non furono neppure sequestrati. In terza pagina poi, a proposito dei tumulti del giorno precedente, c’era un appello che incitava i cittadini alla calma che avrebbe potuto scrivere e sottoscrivere qualunque uomo d’ordine. Nè si dica che la paura od il senso dell’opportunità abbiano suggerito tale linguaggio: in parecchie altre occasioni — e particolarmente nel 1886 all’epoca dei tumulti provocati dai moderati pel dazio municipale sul pane — ilSecolonon usò termini diversi.
24.Sino a pochi giorni dopo i tumulti di Milano, faceva pena ad ascoltare i discorsi reazionari fierissimi che tenevano nei corridoi di Montecitorio alcuni deputati ritenuti veramente liberali. La verità sui pericoli corsi dalleistituzionie dallaciviltànon era ancora conosciuta. Uno studio particolare meriterebbe l’attitudine dei vari giornali liberali, in generale disenzienti dai deputati delle rispettive regioni, dal quale risulterebbe la poca influenza esercitata dalla stampa nel creare le correnti della opinione pubblica. I giornali più ferocemente reazionari si sono affermati in Lombardia, nell’Emilia, nel Veneto, ecc., mentre si può dire che mancano in Sicilia e nel mezzogiorno: ivi manca il pericolo democratico.
24.Sino a pochi giorni dopo i tumulti di Milano, faceva pena ad ascoltare i discorsi reazionari fierissimi che tenevano nei corridoi di Montecitorio alcuni deputati ritenuti veramente liberali. La verità sui pericoli corsi dalleistituzionie dallaciviltànon era ancora conosciuta. Uno studio particolare meriterebbe l’attitudine dei vari giornali liberali, in generale disenzienti dai deputati delle rispettive regioni, dal quale risulterebbe la poca influenza esercitata dalla stampa nel creare le correnti della opinione pubblica. I giornali più ferocemente reazionari si sono affermati in Lombardia, nell’Emilia, nel Veneto, ecc., mentre si può dire che mancano in Sicilia e nel mezzogiorno: ivi manca il pericolo democratico.
25.Un giornale pubblicò una notizia degna di fare la compagnia, se vera, con questo sequestro: alla Biblioteca Marucelliana non si danno più in lettura per ordine superiore i libri socialisti; ad un prete fu negato ilCapitaledi Marx.
25.Un giornale pubblicò una notizia degna di fare la compagnia, se vera, con questo sequestro: alla Biblioteca Marucelliana non si danno più in lettura per ordine superiore i libri socialisti; ad un prete fu negato ilCapitaledi Marx.
26.In fatto di sequestri va rilevata la vera anarchia nei criteri dei magistrati. Si sequestra in una città ciò che venne liberamente pubblicato altrove. Si sequestra a Varese un articolo diVambanon sequestrato in Roma. Più tipico il caso mio e dellaRivista popolare. Si sequestròla Valtellinadi Sondrio perchè aveva riprodotto un articolo mio non sequestrato in Roma quando comparve sullaRivista popolare. Si fa il processo; vengo regolarmente interrogato dal giudice istruttore come autore dell’articolo; ma all’ultima ora si lascia in pace me e si condanna dal Tribunale di Sondrio il povero gerente dellaValtellina.... Nell’articolo si faceva l’apologia.... della monarchia inglese! Quegli ottimi magistrati nel parallelo che ogni lettore poteva fare videro una offesa alla monarchia italiana.
26.In fatto di sequestri va rilevata la vera anarchia nei criteri dei magistrati. Si sequestra in una città ciò che venne liberamente pubblicato altrove. Si sequestra a Varese un articolo diVambanon sequestrato in Roma. Più tipico il caso mio e dellaRivista popolare. Si sequestròla Valtellinadi Sondrio perchè aveva riprodotto un articolo mio non sequestrato in Roma quando comparve sullaRivista popolare. Si fa il processo; vengo regolarmente interrogato dal giudice istruttore come autore dell’articolo; ma all’ultima ora si lascia in pace me e si condanna dal Tribunale di Sondrio il povero gerente dellaValtellina.... Nell’articolo si faceva l’apologia.... della monarchia inglese! Quegli ottimi magistrati nel parallelo che ogni lettore poteva fare videro una offesa alla monarchia italiana.
27.La liberté economiques et les evenements d’Italie.Lausanne 1898. p. 5. Il Pareto narra questo edificante episodio accaduto a Sulmona. Un meccanico ferroviere va dal barbiere e si fa radere quando viene il suo turno. Aveva dimenticato che in forza della militarizzazione dei ferrovieri egli non era che un sergente. Un capitano di fanteria arrivato dopo di lui lo mise agli arresti perchè non aveva ceduto il posto al superiore. Numerosi altri casi consimili si sono verificati in ogni parte del regno.
27.La liberté economiques et les evenements d’Italie.Lausanne 1898. p. 5. Il Pareto narra questo edificante episodio accaduto a Sulmona. Un meccanico ferroviere va dal barbiere e si fa radere quando viene il suo turno. Aveva dimenticato che in forza della militarizzazione dei ferrovieri egli non era che un sergente. Un capitano di fanteria arrivato dopo di lui lo mise agli arresti perchè non aveva ceduto il posto al superiore. Numerosi altri casi consimili si sono verificati in ogni parte del regno.
28.Pareto, pag. 8. NellaGrande battaglia del lavoro(Roma 1898) ha stigmatizzato questa sleale concorrenza che il governo fa fare dai soldati ai lavoratori a vantaggio dei proprietari. In Lombardia i soldati furono anche adibiti per mungere le vacche.
28.Pareto, pag. 8. NellaGrande battaglia del lavoro(Roma 1898) ha stigmatizzato questa sleale concorrenza che il governo fa fare dai soldati ai lavoratori a vantaggio dei proprietari. In Lombardia i soldati furono anche adibiti per mungere le vacche.
29.Il reato massimo che somministrò il pretesto per la destituzione del Prof. Gottardi fu il suo opuscolo:La boiescritto in dialetto e nel quale così riassume il catechismo socialista: «Amé i vostri bambini, le vostre done, i vostri veci. Per esser socialisti bisogna esser boni. Bisogna sentirse capaci de amar tuti, de no odiar nessuno, altro che el mal». I tre maestri di Milano puniti avevano rispettivamente 19, 23 e 29 anni di servizio. Lina Malnati, una delle punite, mandò al Secolo questa nobile lettera.«Agli onesti giornali che han difesa la causa dei maestri socialisti, il mio ringraziamento speciale.«Ventitrè anni e mezzo di onorato servizio — la scrupolosa cura di non portare le mie idee politico-sociali nel sereno ambiente della scuola, non valsero a salvarmi dalla condanna pel delitto di pensare a modo mio, fuori di scuola. Chino la testa innanzi all’ingiusto provvedimento, ma rialzo l’anima nella quale mi riposa tanta altarezza e tanta dignità, da soffocarvi ogni sentimento di rancore o di rivolta. Mi vien tal luce dalla coscienza, che basta essa sola a confortarmi nell’immenso dolore di dover dare un addio alla mia scuola.Dev.Linda Malnati.
29.Il reato massimo che somministrò il pretesto per la destituzione del Prof. Gottardi fu il suo opuscolo:La boiescritto in dialetto e nel quale così riassume il catechismo socialista: «Amé i vostri bambini, le vostre done, i vostri veci. Per esser socialisti bisogna esser boni. Bisogna sentirse capaci de amar tuti, de no odiar nessuno, altro che el mal». I tre maestri di Milano puniti avevano rispettivamente 19, 23 e 29 anni di servizio. Lina Malnati, una delle punite, mandò al Secolo questa nobile lettera.
«Agli onesti giornali che han difesa la causa dei maestri socialisti, il mio ringraziamento speciale.«Ventitrè anni e mezzo di onorato servizio — la scrupolosa cura di non portare le mie idee politico-sociali nel sereno ambiente della scuola, non valsero a salvarmi dalla condanna pel delitto di pensare a modo mio, fuori di scuola. Chino la testa innanzi all’ingiusto provvedimento, ma rialzo l’anima nella quale mi riposa tanta altarezza e tanta dignità, da soffocarvi ogni sentimento di rancore o di rivolta. Mi vien tal luce dalla coscienza, che basta essa sola a confortarmi nell’immenso dolore di dover dare un addio alla mia scuola.Dev.Linda Malnati.
«Agli onesti giornali che han difesa la causa dei maestri socialisti, il mio ringraziamento speciale.
«Ventitrè anni e mezzo di onorato servizio — la scrupolosa cura di non portare le mie idee politico-sociali nel sereno ambiente della scuola, non valsero a salvarmi dalla condanna pel delitto di pensare a modo mio, fuori di scuola. Chino la testa innanzi all’ingiusto provvedimento, ma rialzo l’anima nella quale mi riposa tanta altarezza e tanta dignità, da soffocarvi ogni sentimento di rancore o di rivolta. Mi vien tal luce dalla coscienza, che basta essa sola a confortarmi nell’immenso dolore di dover dare un addio alla mia scuola.
Dev.Linda Malnati.
30.Ho esaminato la questione della legalità dello Stato d’assedio e dei Tribunali militari altrove (Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause. Palermo, Remo Sandron 1895, Cap. XXI). La grave controversia più volte si è dibattuta in Parlamento e venne esaminata con rara perspicuità dalla Commissione per l’Esame delle questioni legali riguardanti la difesa davanti ai Tribunali di Guerra (Agrati, Alberti, Ferrari, Majno e Valdata) nominata dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti(Milano Tipografia Nazionale di V. Romperti 1898). L’onor. Avv. Carlo Altobelli riassunse brillantemente le ragioni giuridiche costituzionali, che stanno contro lo Stato di Assedio e contro i Tribunali di Guerra iniziando la difesa dei giornalisti e dei deputati condannati in Milano davanti alla Suprema Corte di Cassazione del Regno. L’indole di questo lavoro non si presta a svolgere questo argomento, ripetendo del resto scuse e difese notissime. Qui mi limito ad esporre qual’è stata l’opera dei Tribunali militari in occasione dei tumulti di Aprile e Maggio 1898.
30.Ho esaminato la questione della legalità dello Stato d’assedio e dei Tribunali militari altrove (Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause. Palermo, Remo Sandron 1895, Cap. XXI). La grave controversia più volte si è dibattuta in Parlamento e venne esaminata con rara perspicuità dalla Commissione per l’Esame delle questioni legali riguardanti la difesa davanti ai Tribunali di Guerra (Agrati, Alberti, Ferrari, Majno e Valdata) nominata dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti(Milano Tipografia Nazionale di V. Romperti 1898). L’onor. Avv. Carlo Altobelli riassunse brillantemente le ragioni giuridiche costituzionali, che stanno contro lo Stato di Assedio e contro i Tribunali di Guerra iniziando la difesa dei giornalisti e dei deputati condannati in Milano davanti alla Suprema Corte di Cassazione del Regno. L’indole di questo lavoro non si presta a svolgere questo argomento, ripetendo del resto scuse e difese notissime. Qui mi limito ad esporre qual’è stata l’opera dei Tribunali militari in occasione dei tumulti di Aprile e Maggio 1898.
31.Don Chisciotte(15 Luglio 1898) infatti ironicamente denunziò il colonnello Siacci come unnuovo pericolosopel discorsosovversivopronunziato in Senato. A quando l’ammonizione?
31.Don Chisciotte(15 Luglio 1898) infatti ironicamente denunziò il colonnello Siacci come unnuovo pericolosopel discorsosovversivopronunziato in Senato. A quando l’ammonizione?
32.Resoconto ufficiale della Seduta del Senato del 13 Luglio 1898.
32.Resoconto ufficiale della Seduta del Senato del 13 Luglio 1898.
33.Essendo passati alla storia il documentofirmatissimoe iltrattato di Bisacquino, non si può sottrarre alla storia il documentoSperanza 333che fu spedito da Firenze a Turati il 7 Maggio coll’ambulante Firenze-Milano. Eccolo nella sua integrità:V. V. è stato impossibile spedire. = (per 000) si è tentato farlo Rifredi, Sesto inutilmente. Bicchi non ricevendo 000 combinato Romussi (=|=) tornossene a Livorno dove aveva trattato V per 000 poco fino Genova dove Zandrino avrebbe provveduto per Alessandria dove di qui partito per Villavecchia avrebbe condotto Milano aggiungendo racimolato locale. Avverto che 17 sono stati consegnati solo 270 non essendo pronti gli altri 329. Però Bicchi assicurami che entro domani radunerà 000 manderà li Ciotti Blasi i quali hanno precise istruzioni farmi recapitare non per = ma per (= =). Appena effettuata ||| da Genova Zandrino spediravvi bolletta dichiarata 10 sottosuolo rimanenti 17 complemento. Bicchi operato miracoli. Sesto, Figline, Prato hanno corrisposto ultimo momento Δ messi sospetto non mandarono più rinforzi, modo Firenze rimasero molti 17. Però non dubitate 237-471 alacremente provvedete 000 anche da Pavia. Doveva andare Bicchi = senza spesa; stima però prudente non muoversi aspettando notizie. Blasi non corrisponde....
33.Essendo passati alla storia il documentofirmatissimoe iltrattato di Bisacquino, non si può sottrarre alla storia il documentoSperanza 333che fu spedito da Firenze a Turati il 7 Maggio coll’ambulante Firenze-Milano. Eccolo nella sua integrità:
V. V. è stato impossibile spedire. = (per 000) si è tentato farlo Rifredi, Sesto inutilmente. Bicchi non ricevendo 000 combinato Romussi (=|=) tornossene a Livorno dove aveva trattato V per 000 poco fino Genova dove Zandrino avrebbe provveduto per Alessandria dove di qui partito per Villavecchia avrebbe condotto Milano aggiungendo racimolato locale. Avverto che 17 sono stati consegnati solo 270 non essendo pronti gli altri 329. Però Bicchi assicurami che entro domani radunerà 000 manderà li Ciotti Blasi i quali hanno precise istruzioni farmi recapitare non per = ma per (= =). Appena effettuata ||| da Genova Zandrino spediravvi bolletta dichiarata 10 sottosuolo rimanenti 17 complemento. Bicchi operato miracoli. Sesto, Figline, Prato hanno corrisposto ultimo momento Δ messi sospetto non mandarono più rinforzi, modo Firenze rimasero molti 17. Però non dubitate 237-471 alacremente provvedete 000 anche da Pavia. Doveva andare Bicchi = senza spesa; stima però prudente non muoversi aspettando notizie. Blasi non corrisponde....
34.In diritto romano si scusa l’ignorantia jurisai minorenni, alle donne, ai rustici.... ed ai soldati. Ah, quei romani!....
34.In diritto romano si scusa l’ignorantia jurisai minorenni, alle donne, ai rustici.... ed ai soldati. Ah, quei romani!....
35.Non raccolgo la voce corsa di ufficiali puniti per avere fatto delle difese troppo buone, sebbene la trovi riprodotta da vari giornali. Mi sembra inverosimile la cosa. Tale voce corse pure pei processi di Palermo nel 1894; ed era insussistente.
35.Non raccolgo la voce corsa di ufficiali puniti per avere fatto delle difese troppo buone, sebbene la trovi riprodotta da vari giornali. Mi sembra inverosimile la cosa. Tale voce corse pure pei processi di Palermo nel 1894; ed era insussistente.
36.Walter Mocchi:La cosa giudicata. NellaRivista popolare. Anno IV, N. 8. Francesco Giarelli nel Caffaro di Genova ha confermato la narrazione di Mocchi. L’uno e l’altro assistettero alle udienze del Tribunale di Napoli.
36.Walter Mocchi:La cosa giudicata. NellaRivista popolare. Anno IV, N. 8. Francesco Giarelli nel Caffaro di Genova ha confermato la narrazione di Mocchi. L’uno e l’altro assistettero alle udienze del Tribunale di Napoli.
37.Il caso della Marone ha sollevato un grido d’indignazione nella stampa di ogni colore, anche devota alle istituzioni (Tribuna, Don Chisciotte, Mattino, Roma, Corriere de Napoli,ecc.). Ma quanti altri più enormi non ve ne sono?
37.Il caso della Marone ha sollevato un grido d’indignazione nella stampa di ogni colore, anche devota alle istituzioni (Tribuna, Don Chisciotte, Mattino, Roma, Corriere de Napoli,ecc.). Ma quanti altri più enormi non ve ne sono?
38.IlCorriere della Sera(N. 127 del 1898) con profetica incoscienza scriveva, prima che incominciassero i processi:«Alessandro Manzoni, dall’alto del suo piedestallo a San Fedele, pareva guardasse tutto quel tramestìo con aria mesta e dicesse: È in questo modo che i Milanesi hanno pensato di commemorare il venticinquesimo anniversario della mia morte?»E chi guardava il Manzoni, pensava che il mondo più cambia e più è la stessa cosa; perchè i subbugli di questi giorni egli li aveva già descritti nel suo romanzo, sino nelle più minute circostanze; perchè di ogni arrestato un po’ conosciuto dice quello che il mercante bergamasco diceva di Renzo: «Si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c’è descritta tutta la cabala; e si dice che vi anderà di mezzo molta gente».Oh! se c’è andata di mezzomolta gente!I tempi di Renzo Tramaglino impallidiscono rispetto a quelli nostri.
38.IlCorriere della Sera(N. 127 del 1898) con profetica incoscienza scriveva, prima che incominciassero i processi:
«Alessandro Manzoni, dall’alto del suo piedestallo a San Fedele, pareva guardasse tutto quel tramestìo con aria mesta e dicesse: È in questo modo che i Milanesi hanno pensato di commemorare il venticinquesimo anniversario della mia morte?»
E chi guardava il Manzoni, pensava che il mondo più cambia e più è la stessa cosa; perchè i subbugli di questi giorni egli li aveva già descritti nel suo romanzo, sino nelle più minute circostanze; perchè di ogni arrestato un po’ conosciuto dice quello che il mercante bergamasco diceva di Renzo: «Si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c’è descritta tutta la cabala; e si dice che vi anderà di mezzo molta gente».
Oh! se c’è andata di mezzomolta gente!I tempi di Renzo Tramaglino impallidiscono rispetto a quelli nostri.
39.Per la verità.Appunti sullo Stato di assedio a Firenze del Comm. *** Firenze — Settembre 1898, pag. 75.
39.Per la verità.Appunti sullo Stato di assedio a Firenze del Comm. *** Firenze — Settembre 1898, pag. 75.
40.Va rilevato con particolarità il linguaggio dellaPerseveranza, perchè esso rispecchia il pensiero della frazione del partito conservatore lombardo, che ha in mano il Municipio di Milano ed altre importanti istituzioni locali e che, pur troppo! esercitò poderosa influenza sulle dissennate misure del governo centrale.
40.Va rilevato con particolarità il linguaggio dellaPerseveranza, perchè esso rispecchia il pensiero della frazione del partito conservatore lombardo, che ha in mano il Municipio di Milano ed altre importanti istituzioni locali e che, pur troppo! esercitò poderosa influenza sulle dissennate misure del governo centrale.
41.È bene che si abbia un’idea dei reati attribuiti dalla questura nei suoi rapporti e nelle deposizioni dei suoi rappresentanti e delle prove addotte contro i repubblicani e contro i socialisti. Nel rapporto della Questura si ascrive a colpa del partito repubblicano lachiesta abolizione del dazio sulle farine e la diminuzione delle spese militari... (Povero Czar se capiti tra le unghie del Questore Minozzi!) Sempre secondo la Questura il partito socialista commise queste scelleratezze:fece propaganda, ricevette aiuto dallo straniero... negli scioperi organizzò associazioni... di arti e mestieri e leghe di resistenza, portò suoi candidati anche nei collegi nei quali non avevano probabilità di riuscire.... Alla Koulicioff — questa iniqua che volle sfuggire la galera russa per assaporare le delizie della reclusione italiana — si rimproverarono le conferenze sul miglioramento igienico ed economico delle donne. Tutti questi reati e queste prove furono trasportati di sana pianta negli atti di accusa e nelle requisitorie dell’avvocato fiscale che il 21 Giugno affermavaavere raggiunta la prova di una organizzazione solida e completa. Nell’atto di accusa contro i giornalisti, il Bacci, che non trovò modo di far condannare il Barattieri, affermò che Milano era stata scelta come centro della rivoluzione poichè per la suaposizione geograficapoteva più facilmente isolarsi dal rimanente del regno onde impedire l’arrivo di altra truppa.... perchè quivi più sollecito sarebbe stato il soccorso giàpreparato ed organizzatodei fuorusciti italiani residenti in Isvizzera. Disse che i tumulti furono fatti sorgere nei piccoli centri allo scopo di attrarvi le truppe, sguarnire le città e tentarvi un colpo di mano. Concludeva chetuttii moti d’Italia non furono che la conseguenza di una lunga preparazione diretta all’unico scopo di mutare gli ordini politico-sociali.... Queste temerarie affermazioni che fruttarono secoli di galera, non meritano l’onore della discussione. Fanno fede della ignoranza fenomenale degli avvocati fiscali. Oh! se aveva ragione il senatore Siacci ad invocare la riforma dei Tribunali militari! Ciò s’impone nell’interesse dello stesso esercito.
41.È bene che si abbia un’idea dei reati attribuiti dalla questura nei suoi rapporti e nelle deposizioni dei suoi rappresentanti e delle prove addotte contro i repubblicani e contro i socialisti. Nel rapporto della Questura si ascrive a colpa del partito repubblicano lachiesta abolizione del dazio sulle farine e la diminuzione delle spese militari... (Povero Czar se capiti tra le unghie del Questore Minozzi!) Sempre secondo la Questura il partito socialista commise queste scelleratezze:fece propaganda, ricevette aiuto dallo straniero... negli scioperi organizzò associazioni... di arti e mestieri e leghe di resistenza, portò suoi candidati anche nei collegi nei quali non avevano probabilità di riuscire.... Alla Koulicioff — questa iniqua che volle sfuggire la galera russa per assaporare le delizie della reclusione italiana — si rimproverarono le conferenze sul miglioramento igienico ed economico delle donne. Tutti questi reati e queste prove furono trasportati di sana pianta negli atti di accusa e nelle requisitorie dell’avvocato fiscale che il 21 Giugno affermavaavere raggiunta la prova di una organizzazione solida e completa. Nell’atto di accusa contro i giornalisti, il Bacci, che non trovò modo di far condannare il Barattieri, affermò che Milano era stata scelta come centro della rivoluzione poichè per la suaposizione geograficapoteva più facilmente isolarsi dal rimanente del regno onde impedire l’arrivo di altra truppa.... perchè quivi più sollecito sarebbe stato il soccorso giàpreparato ed organizzatodei fuorusciti italiani residenti in Isvizzera. Disse che i tumulti furono fatti sorgere nei piccoli centri allo scopo di attrarvi le truppe, sguarnire le città e tentarvi un colpo di mano. Concludeva chetuttii moti d’Italia non furono che la conseguenza di una lunga preparazione diretta all’unico scopo di mutare gli ordini politico-sociali.... Queste temerarie affermazioni che fruttarono secoli di galera, non meritano l’onore della discussione. Fanno fede della ignoranza fenomenale degli avvocati fiscali. Oh! se aveva ragione il senatore Siacci ad invocare la riforma dei Tribunali militari! Ciò s’impone nell’interesse dello stesso esercito.
42.Carlo Romussi, dal cellulare di Milano, il 22 Agosto 1898 diresse una nobile lettera all’Associazione fra i giornalisti lombardie ponevale questi tre quesiti:1. — Se si può chiamare responsabile un giornale ed il suo direttore di fatti che accadono nella città dove il giornale si stampa e che il giornale stesso sconsiglia e biasima.2. — Se giuridicamente si possa prendere il complesso di una serie di articoli rappresentanti l’opera giornalistica di un uomo, e portarlo contro di lui come titolo di accusa, dato l’ordinamento nostro per il quale funziona un procuratore generale, incaricato di controllare volta per volta ogni singola pubblicazione.3. — Se non sia da chiedere al Parlamento che le accuse di reati commessi per mezzo della stampa siano in ogni tempo sottratte ai tribunali militari e sottoposte al giurì.L’Associazione lombardae tutti i giornalisti onesti hanno risposto conformemente ai dettami dello Statuto e della giustizia, delle leggi e del buon senso; ma le Sentenze restano e le vittime nei reclusori d’Italia!
42.Carlo Romussi, dal cellulare di Milano, il 22 Agosto 1898 diresse una nobile lettera all’Associazione fra i giornalisti lombardie ponevale questi tre quesiti:
1. — Se si può chiamare responsabile un giornale ed il suo direttore di fatti che accadono nella città dove il giornale si stampa e che il giornale stesso sconsiglia e biasima.
2. — Se giuridicamente si possa prendere il complesso di una serie di articoli rappresentanti l’opera giornalistica di un uomo, e portarlo contro di lui come titolo di accusa, dato l’ordinamento nostro per il quale funziona un procuratore generale, incaricato di controllare volta per volta ogni singola pubblicazione.
3. — Se non sia da chiedere al Parlamento che le accuse di reati commessi per mezzo della stampa siano in ogni tempo sottratte ai tribunali militari e sottoposte al giurì.
L’Associazione lombardae tutti i giornalisti onesti hanno risposto conformemente ai dettami dello Statuto e della giustizia, delle leggi e del buon senso; ma le Sentenze restano e le vittime nei reclusori d’Italia!
43.IlSecoloindodicianni ebbe in tutto dodici sequestri; e furono gli anni della reazione.
43.IlSecoloindodicianni ebbe in tutto dodici sequestri; e furono gli anni della reazione.
44.Gli Italiani immemori leggano i discorsi di Zanardelli in risposta alla interpellanza Nicotera in maggio 1878 sul permesso congresso repubblicano riunito al Teatro Argentina.
44.Gli Italiani immemori leggano i discorsi di Zanardelli in risposta alla interpellanza Nicotera in maggio 1878 sul permesso congresso repubblicano riunito al Teatro Argentina.
45.Discorso letto la sera del 7 Maggio 1880 nella sala dell’Associazione costituzionale di Bergamo.
45.Discorso letto la sera del 7 Maggio 1880 nella sala dell’Associazione costituzionale di Bergamo.
46.Sulla interpretazione ed applicazione dell’art. 122 dell’ordinamento giudiziario, che contiene le parole su riportate, si discusse in occasione delle sentenze dei Tribunali militari di Sicilia e di Lunigiana nel 1894. Gli avvocati Marcora e Majno ripresero splendidamente la discussione nel ricorso presentato alla Corte di Cassazione di Roma in difesa di Chiesi, Romussi, Valera, Koulichoff, ecc. La ripresero per dimostrare — e vi riuscirono luminosamente — che la Cassazione aveva il diritto o meglio il dovere d’interloquire sulla legalità dello Stato di assedio e dei Tribunali militari; su questa questione e sulle altre innumerevoli mostruosità e contraddizioni delle sentenze di cui qui si discute si possono leggere con grande profitto oltre la cennata memoria a firma Marcora e Majno, le altre d’Impallomeni, Escobedo, Orzi, Sacchi in difesa di molti condannati dai Tribunali militari del 1898.
46.Sulla interpretazione ed applicazione dell’art. 122 dell’ordinamento giudiziario, che contiene le parole su riportate, si discusse in occasione delle sentenze dei Tribunali militari di Sicilia e di Lunigiana nel 1894. Gli avvocati Marcora e Majno ripresero splendidamente la discussione nel ricorso presentato alla Corte di Cassazione di Roma in difesa di Chiesi, Romussi, Valera, Koulichoff, ecc. La ripresero per dimostrare — e vi riuscirono luminosamente — che la Cassazione aveva il diritto o meglio il dovere d’interloquire sulla legalità dello Stato di assedio e dei Tribunali militari; su questa questione e sulle altre innumerevoli mostruosità e contraddizioni delle sentenze di cui qui si discute si possono leggere con grande profitto oltre la cennata memoria a firma Marcora e Majno, le altre d’Impallomeni, Escobedo, Orzi, Sacchi in difesa di molti condannati dai Tribunali militari del 1898.
47.La stampa liberale a suo tempo (Settembre 1898) si scandalizzò della promozione accordata al consigliere Nazzari che era stato relatore in Cassazione contro i condannati di Milano. La stampa ebbe torto; c’erano i buoni precedenti nella brillante carriera del Tondi, uno dei giudici che condannarono Lobbia.
47.La stampa liberale a suo tempo (Settembre 1898) si scandalizzò della promozione accordata al consigliere Nazzari che era stato relatore in Cassazione contro i condannati di Milano. La stampa ebbe torto; c’erano i buoni precedenti nella brillante carriera del Tondi, uno dei giudici che condannarono Lobbia.
48.L’indole e la mole di questo scritto non mi permettono di entrare in considerazioni giuridiche sulla sentenza della Cassazione che respinse i ricorsi dei condannati dai Tribunali militari. Ne fece una critica dotta, seria, elevata il Prof. Luigi Majno (Rivista popolare, Anno IV, N. 7). Rilevo qui soltanto che la Cassazione di Roma ha osato completarein fattole sentenze del Tribunale di guerra, dicendo essa ciò che il Tribunale di guerra ebbe la onestà di non dire — e cioè che Chiesi, Romussi e gli altrivollero i tumulti. Il Tribunale disse esplicitamente chenon li vollero!I commenti su questa enormità sarebbero superflui.
48.L’indole e la mole di questo scritto non mi permettono di entrare in considerazioni giuridiche sulla sentenza della Cassazione che respinse i ricorsi dei condannati dai Tribunali militari. Ne fece una critica dotta, seria, elevata il Prof. Luigi Majno (Rivista popolare, Anno IV, N. 7). Rilevo qui soltanto che la Cassazione di Roma ha osato completarein fattole sentenze del Tribunale di guerra, dicendo essa ciò che il Tribunale di guerra ebbe la onestà di non dire — e cioè che Chiesi, Romussi e gli altrivollero i tumulti. Il Tribunale disse esplicitamente chenon li vollero!I commenti su questa enormità sarebbero superflui.
49.Leggo nelDon Chisciottedel 5 ottobre e riproduco integralmente:«Trascrivo dalMessaggerola notizia seguente mandata da Livorno:«Ieri il sostituto procuratore del re cav. Bertoli, il giudice d’istruzione avv. Sighieri e alcuni agenti di pubblica sicurezza si recarono alla sede dell’Associazione liberale monarchica e fecero una perquisizione che durò più di tre ore.«Nessun documento fu sequestrato.«Notate bene che da tre giorni il Consiglio della Monarchica era stato avvisato dalla autorità che i locali della società dovevano essere perquisiti.«Per conto mio non aggiungo nulla, neppure la conferma della notizia, che non posso dare. Ma è certo che così essa si presta a curiose osservazioni. E prima, anzi principale di tutte: — È vero che una perquisizione si è compiuta previo avviso di tre giorni?«Poi non posso a meno di notare: quell’associazione così stranamente perquisita era la fucina del crispismo per la provincia livornese».
49.Leggo nelDon Chisciottedel 5 ottobre e riproduco integralmente:
«Trascrivo dalMessaggerola notizia seguente mandata da Livorno:
«Ieri il sostituto procuratore del re cav. Bertoli, il giudice d’istruzione avv. Sighieri e alcuni agenti di pubblica sicurezza si recarono alla sede dell’Associazione liberale monarchica e fecero una perquisizione che durò più di tre ore.
«Nessun documento fu sequestrato.
«Notate bene che da tre giorni il Consiglio della Monarchica era stato avvisato dalla autorità che i locali della società dovevano essere perquisiti.
«Per conto mio non aggiungo nulla, neppure la conferma della notizia, che non posso dare. Ma è certo che così essa si presta a curiose osservazioni. E prima, anzi principale di tutte: — È vero che una perquisizione si è compiuta previo avviso di tre giorni?
«Poi non posso a meno di notare: quell’associazione così stranamente perquisita era la fucina del crispismo per la provincia livornese».
50.Questi due fatti di cronaca vengono riferiti daVambanelDon Chisciotte(1898 N. 248). Casi simili e più dolorosi sono a mia conoscenza personale. Della decadenza e corruzione della Magistratura italiana mi sono occupato in:Corruzione politica. Catania 1888;Banche e Parlamento. Milano 1898;Gli avvenimenti di SiciliaPalermo 1895. Ho riportato fatti numerosi e giudizi autorevoli di uomini appartenenti alle classi più elevate e più colte, che vivono al difuori della politica. I giudizî degli ex ministri Eula e Santa Maria Nicolini, gli articoli di Daneo e del prof. Mortara eliminarono il sospetto che il mio pessimismo, possa essere suggerito da passione di parte. Se qualche dubbio rimanesse ancora, si legga la relazione dell’ex ministro Costa sul processo Tanlongo e leingenuedichiarazioni dell’ex ministro Calenda dei Tavani nella Camera dei Deputati a proposito del processo Giolitti: suscitarono tale indignazione, che Villa, Presidente della Camera, gli tolse la parola e sospese la seduta.
50.Questi due fatti di cronaca vengono riferiti daVambanelDon Chisciotte(1898 N. 248). Casi simili e più dolorosi sono a mia conoscenza personale. Della decadenza e corruzione della Magistratura italiana mi sono occupato in:Corruzione politica. Catania 1888;Banche e Parlamento. Milano 1898;Gli avvenimenti di SiciliaPalermo 1895. Ho riportato fatti numerosi e giudizi autorevoli di uomini appartenenti alle classi più elevate e più colte, che vivono al difuori della politica. I giudizî degli ex ministri Eula e Santa Maria Nicolini, gli articoli di Daneo e del prof. Mortara eliminarono il sospetto che il mio pessimismo, possa essere suggerito da passione di parte. Se qualche dubbio rimanesse ancora, si legga la relazione dell’ex ministro Costa sul processo Tanlongo e leingenuedichiarazioni dell’ex ministro Calenda dei Tavani nella Camera dei Deputati a proposito del processo Giolitti: suscitarono tale indignazione, che Villa, Presidente della Camera, gli tolse la parola e sospese la seduta.
51.Mario Rapisardi:Giustizia. Versi. Catania 1892. N. Giannetti p. 5.
51.Mario Rapisardi:Giustizia. Versi. Catania 1892. N. Giannetti p. 5.
52.Rivista penale, Settembre 1898, p. 300.
52.Rivista penale, Settembre 1898, p. 300.
53.Questa giustificazione della legittima difesa fu accampata in Parlamento — pare impossibile! — da un giurista: dall’on. Villa. Ora l’omnes leges omniaque jura permittunt vim vi repellere, non può invocarsi che contro la aggressione presente, per respingere laviolenza attuale, così com’è detto nella parte generale del Codice penale. Ma con qual diritto la scusa della legittima difesa si può invocarla quando giudici militari e ministri hanno riconosciuto, che s’intendevano punire i pretesi colpevoli di violenze passate? Lalegittima difesapuò sinanco giustificare le cannonate; giammai i Tribunali di guerra!
53.Questa giustificazione della legittima difesa fu accampata in Parlamento — pare impossibile! — da un giurista: dall’on. Villa. Ora l’omnes leges omniaque jura permittunt vim vi repellere, non può invocarsi che contro la aggressione presente, per respingere laviolenza attuale, così com’è detto nella parte generale del Codice penale. Ma con qual diritto la scusa della legittima difesa si può invocarla quando giudici militari e ministri hanno riconosciuto, che s’intendevano punire i pretesi colpevoli di violenze passate? Lalegittima difesapuò sinanco giustificare le cannonate; giammai i Tribunali di guerra!
54.Giulio Fioretti:Pane, governo e tasse in Italia. Napoli, L. Pierro, 1898. L. 2,50, pag. 67. Il Fioretti è uno dei più colti e battaglieri conservatori del mezzogiorno. Mi riferirò spesso al suo pregevole libro limitandomi ad indicare l’autore.
54.Giulio Fioretti:Pane, governo e tasse in Italia. Napoli, L. Pierro, 1898. L. 2,50, pag. 67. Il Fioretti è uno dei più colti e battaglieri conservatori del mezzogiorno. Mi riferirò spesso al suo pregevole libro limitandomi ad indicare l’autore.
55.Rose:Rise of democracy. London 1898, p. 129.
55.Rose:Rise of democracy. London 1898, p. 129.
56.Feci questa osservazione sin dal 1892 attenendomi agli studi ed ai dati del Bodio, del Pantaleoni, del Delivet. Vedi:La difesa nazionale e le economie nelle spese militari, Catania, N. Giannotta, 1892, p. 10 e 11.
56.Feci questa osservazione sin dal 1892 attenendomi agli studi ed ai dati del Bodio, del Pantaleoni, del Delivet. Vedi:La difesa nazionale e le economie nelle spese militari, Catania, N. Giannotta, 1892, p. 10 e 11.
57.Giornale degli Economisti, Ottobre 1797.
57.Giornale degli Economisti, Ottobre 1797.
58.Discorso sull’Ordinamento dell’esercitodel 4 maggio 1897. Da parte mia ripetute volte, sino alla noia, ripetei prima e dopo di Giustino Fortunato le stesse cose nel Parlamento e fuori; più esplicitamente — ed era facilissimo farlo — in Die Zeit del 12 Febbraio 1898 e nellaRevue Socialistedell’Aprile 1898. Era tanto facile fare da profeta, che i tumulti predissero — pare impossibile! — i prefetti del regno d’Italia. Così almeno telegrafava alCorriere della Serail deputato Torraca nel Gennaio del 1898.
58.Discorso sull’Ordinamento dell’esercitodel 4 maggio 1897. Da parte mia ripetute volte, sino alla noia, ripetei prima e dopo di Giustino Fortunato le stesse cose nel Parlamento e fuori; più esplicitamente — ed era facilissimo farlo — in Die Zeit del 12 Febbraio 1898 e nellaRevue Socialistedell’Aprile 1898. Era tanto facile fare da profeta, che i tumulti predissero — pare impossibile! — i prefetti del regno d’Italia. Così almeno telegrafava alCorriere della Serail deputato Torraca nel Gennaio del 1898.
59.Il diritto del Principe in uno Stato libero. Nuova Antologia, 15 Dicembre 1893.
59.Il diritto del Principe in uno Stato libero. Nuova Antologia, 15 Dicembre 1893.
60.Nuova Antologia,30 Novembre 1897.
60.Nuova Antologia,30 Novembre 1897.
61.Nuova Antologia, 15 Gennaio 1898. Il corsivo nel brano riportato ce l’ha messo lo stesso onor. Saracco.
61.Nuova Antologia, 15 Gennaio 1898. Il corsivo nel brano riportato ce l’ha messo lo stesso onor. Saracco.
62.Questa corrispondenza viene bellamente illustrata dalle condizioni del bilancio e della prosperità economica dell’Inghilterra.
62.Questa corrispondenza viene bellamente illustrata dalle condizioni del bilancio e della prosperità economica dell’Inghilterra.
63.Queste cifreIl Commercio italianodi Roma (14 Agosto 1898) le ha tolte dall’ultimoAnnuario statistico.
63.Queste cifreIl Commercio italianodi Roma (14 Agosto 1898) le ha tolte dall’ultimoAnnuario statistico.
64.La finanza e la questione sociale. Torino, Fratelli Bocca 1897, p. 93, Nota 1. Pel Delivet il reddito annuo sarebbe maggiore di L. 223,11 per ogni abitante dedotte le spese militari, mentre sarebbe di L. 802 per un inglese. Calcolando che pel mantenimento normale occorre la metà del reddito dell’Inglese, l’Italiano per avere un mantenimento normale si trova con undeficitdi L. 97,75:deficitsuperato soltanto da quello dello Spagnuolo e del Russo.
64.La finanza e la questione sociale. Torino, Fratelli Bocca 1897, p. 93, Nota 1. Pel Delivet il reddito annuo sarebbe maggiore di L. 223,11 per ogni abitante dedotte le spese militari, mentre sarebbe di L. 802 per un inglese. Calcolando che pel mantenimento normale occorre la metà del reddito dell’Inglese, l’Italiano per avere un mantenimento normale si trova con undeficitdi L. 97,75:deficitsuperato soltanto da quello dello Spagnuolo e del Russo.
65.Cifre e confronti sono tolti dal libro di Fioretti:Pane, ecc.; dall’altro pregievolissimo di C. A. Conigliani:La riforma delle leggi sui tributi locali. Modena 1898; dalla prolusione al corso di Scienza della finanza sulNostro sistema tributarioletta nell’Università di Genova il 6 Dicembre 1897 e dall’articolo del De Viti De Marco:Le recenti sommosse in Italia — Cause e riforme(NelGiornale degli Economisti, Giugno 1898).
65.Cifre e confronti sono tolti dal libro di Fioretti:Pane, ecc.; dall’altro pregievolissimo di C. A. Conigliani:La riforma delle leggi sui tributi locali. Modena 1898; dalla prolusione al corso di Scienza della finanza sulNostro sistema tributarioletta nell’Università di Genova il 6 Dicembre 1897 e dall’articolo del De Viti De Marco:Le recenti sommosse in Italia — Cause e riforme(NelGiornale degli Economisti, Giugno 1898).
66.De Viti De Marco:Cronaca del Giornale degli Economisti. Maggio 1898.Conigliani: Op. cit., p. 7 e 72.
66.De Viti De Marco:Cronaca del Giornale degli Economisti. Maggio 1898.Conigliani: Op. cit., p. 7 e 72.
67.G. Colombo:Le industrie meccaniche italiane all’Esposizione di Torino, Nuova Antologia; 1.º Ottobre 1898. I fasti nefasti del fiscalismo italiano sono noti e superano quelli della decadenza dell’Impero Romano. Il deputato Farinet — un conservatore di quattro cotte — ne ha narrato alcuni edificanti nellaStampadi Torino. Come deputato ho avuto conoscenza di molti altri inauditi, e devo aggiungere che spesso una correzione totale o parziale di certe enormità la trovai nell’amministrazione centrale, che s’inspira ad una certa equità. La correzione non si ha, però, che coll’intervento di qualche deputato; ma si sa che i più miseri e i più sacrificati non sempre riescono ad ottenere l’appoggio di un deputato.
67.G. Colombo:Le industrie meccaniche italiane all’Esposizione di Torino, Nuova Antologia; 1.º Ottobre 1898. I fasti nefasti del fiscalismo italiano sono noti e superano quelli della decadenza dell’Impero Romano. Il deputato Farinet — un conservatore di quattro cotte — ne ha narrato alcuni edificanti nellaStampadi Torino. Come deputato ho avuto conoscenza di molti altri inauditi, e devo aggiungere che spesso una correzione totale o parziale di certe enormità la trovai nell’amministrazione centrale, che s’inspira ad una certa equità. La correzione non si ha, però, che coll’intervento di qualche deputato; ma si sa che i più miseri e i più sacrificati non sempre riescono ad ottenere l’appoggio di un deputato.
68.I dati su queste espropriazioni fanno lagrimare in Sardegna. Quelli sopra Fonni, Bolotana, Lei, Orani, Oniferi, Orotelli, Ottana, Sarulea (provincia di Sassari) fanno spavento. Si leggano nellaNuova Sardegnadi Sassari del 2 Luglio e 17 Agosto. NegliAvvenimenti di Siciliadimostrai che dove era stato minore il numero delle espropriazioni era stato mantenuto l’ordine nel 1893.
68.I dati su queste espropriazioni fanno lagrimare in Sardegna. Quelli sopra Fonni, Bolotana, Lei, Orani, Oniferi, Orotelli, Ottana, Sarulea (provincia di Sassari) fanno spavento. Si leggano nellaNuova Sardegnadi Sassari del 2 Luglio e 17 Agosto. NegliAvvenimenti di Siciliadimostrai che dove era stato minore il numero delle espropriazioni era stato mantenuto l’ordine nel 1893.
69.Larivista popolare(30 ottobre 1897) nell’articolo:Le proteste dei contribuentia proposito dei precedenti fatti di Piazza Navona in Roma, rilevò pure che i piccoli centri erano più gravati della ricchezza mobile che le grandi città; aggiunse che i piccoli centri non contano nella vita politica e subiscono le conseguenze delle follie deipoliticiansdelle grandi città.
69.Larivista popolare(30 ottobre 1897) nell’articolo:Le proteste dei contribuentia proposito dei precedenti fatti di Piazza Navona in Roma, rilevò pure che i piccoli centri erano più gravati della ricchezza mobile che le grandi città; aggiunse che i piccoli centri non contano nella vita politica e subiscono le conseguenze delle follie deipoliticiansdelle grandi città.
70.Il Fioretti afferma che il sistema tributario italiano s’inspira alle teorie di George; e tra queste e quelle di Sella trova molta analogia anche dal punto di vista teorico.
70.Il Fioretti afferma che il sistema tributario italiano s’inspira alle teorie di George; e tra queste e quelle di Sella trova molta analogia anche dal punto di vista teorico.
71.Le espropriazioni per cause d’imposta nel periodo 1884-1895 furono: 48, 47 per 100,000 abitanti nel mezzogiorno; 11,78 nell’Italia centrale; 6,90 nella settentrionale. Inversamente e logicamente al 31 Dicembre 1893 nell’Italia settentrionale con 13.630,904 abitanti c’era oraun miliardo quattrocento novantotto milioni di risparmio; nella meridionale con 11,668,273 abit. non arrivava che a L. 284,172,606! La Sicilia con 3,444,394 abitanti aveva risparmi per Lire 62,752,241; la Lombardia con 4,007,561 abitanti ne aveva persettecento settantuno milioni.
71.Le espropriazioni per cause d’imposta nel periodo 1884-1895 furono: 48, 47 per 100,000 abitanti nel mezzogiorno; 11,78 nell’Italia centrale; 6,90 nella settentrionale. Inversamente e logicamente al 31 Dicembre 1893 nell’Italia settentrionale con 13.630,904 abitanti c’era oraun miliardo quattrocento novantotto milioni di risparmio; nella meridionale con 11,668,273 abit. non arrivava che a L. 284,172,606! La Sicilia con 3,444,394 abitanti aveva risparmi per Lire 62,752,241; la Lombardia con 4,007,561 abitanti ne aveva persettecento settantuno milioni.
72.L’on. Colombo, nel citato articolo, riconosce questa maggiore prosperità del settentrione. Come non si avvede dunque, ch’è ingiusta la legge sulla perequazione fondiaria, che aggraverà ancora la mano sulle provincie del mezzogiorno?
72.L’on. Colombo, nel citato articolo, riconosce questa maggiore prosperità del settentrione. Come non si avvede dunque, ch’è ingiusta la legge sulla perequazione fondiaria, che aggraverà ancora la mano sulle provincie del mezzogiorno?
73.In pochi anni nella sola Basilicata dove i socialisti e i repubblicani si contano sulla punta delle dita vi furono cinque gravi sommosse con morti e feriti numerosi, con assalti in regola alla Caserma dei Carabinieri e alle case Municipali: a Bernalda nel 1888, a Forenza nel 1890, a Palazzo nel 1892, a Montescaglioso nel 1897 e a Picerno in Novembre 1898. Altre sommosse avvennero in giugno e luglio 1898 in alcuni comuni del Napoletano, non ostante la recentissima sanguinosa repressione generale.
73.In pochi anni nella sola Basilicata dove i socialisti e i repubblicani si contano sulla punta delle dita vi furono cinque gravi sommosse con morti e feriti numerosi, con assalti in regola alla Caserma dei Carabinieri e alle case Municipali: a Bernalda nel 1888, a Forenza nel 1890, a Palazzo nel 1892, a Montescaglioso nel 1897 e a Picerno in Novembre 1898. Altre sommosse avvennero in giugno e luglio 1898 in alcuni comuni del Napoletano, non ostante la recentissima sanguinosa repressione generale.
74.Una buona osservazione del Fioretti: L’antico mottodividi ed imperadalla fiscalità italiana si è tradotto nel principio:dividi e tassa. Si fanno approvare le tasse aristocratiche (le dirette) col concorso dei democratici; e si grava la mano sui poveri (imposte indirette) colla influenza degli aristocratici. Il Fisco accetta con uguale compiacimento le imposte aristocratiche e le democratiche e infin dei conti socialisti e conservatori restano ugualmente beffati.... e tassati (op. cit. p. 18). Il libro di Conigliani è tutta una tremenda requisitoria contro il nostro sistema tributario dal punto di vista economico, politico e morale.
74.Una buona osservazione del Fioretti: L’antico mottodividi ed imperadalla fiscalità italiana si è tradotto nel principio:dividi e tassa. Si fanno approvare le tasse aristocratiche (le dirette) col concorso dei democratici; e si grava la mano sui poveri (imposte indirette) colla influenza degli aristocratici. Il Fisco accetta con uguale compiacimento le imposte aristocratiche e le democratiche e infin dei conti socialisti e conservatori restano ugualmente beffati.... e tassati (op. cit. p. 18). Il libro di Conigliani è tutta una tremenda requisitoria contro il nostro sistema tributario dal punto di vista economico, politico e morale.
75.Osservatore Cattolicodel 6-7 Maggio 1898.
75.Osservatore Cattolicodel 6-7 Maggio 1898.
76.IlCorriere della Seradi Milano nel Numero del 19 Maggio 1898 commentando i discorsi e i voti cennati così li riassume: «In complesso gli oratori dellaCostituzionalehanno riconosciuto che i partiti dominanti, le classi dirigenti, hanno molta responsabilità ne’ disordini avvenuti in tante parti d’Italia. Nè fucili, nè cannoni, per quanto numerosi e pronti a sparare, potrebbero garantire l’ordine in avvenire, se quei partiti o quelle classi non avessero la coscienza di questa verità».
76.IlCorriere della Seradi Milano nel Numero del 19 Maggio 1898 commentando i discorsi e i voti cennati così li riassume: «In complesso gli oratori dellaCostituzionalehanno riconosciuto che i partiti dominanti, le classi dirigenti, hanno molta responsabilità ne’ disordini avvenuti in tante parti d’Italia. Nè fucili, nè cannoni, per quanto numerosi e pronti a sparare, potrebbero garantire l’ordine in avvenire, se quei partiti o quelle classi non avessero la coscienza di questa verità».
77.Loria:Les bases economiques de la costitution social. Paris; Lombroso e Laschi:Il delitto politico e le rivoluzioni. Torino. Fratelli Bocca 1890. Questi ultimi considerano le sommosse, le rivolte, ecc., come fenomeni patologici; la rivoluzione sarebbe una esplosione fisiologica. Ma siccome le prime prepararono sempre le rivoluzioni con queste analogie tra la storia e la biologia — si riesce a questa strana conclusione: le condizioni patologiche preparano la condizione fisiologica!
77.Loria:Les bases economiques de la costitution social. Paris; Lombroso e Laschi:Il delitto politico e le rivoluzioni. Torino. Fratelli Bocca 1890. Questi ultimi considerano le sommosse, le rivolte, ecc., come fenomeni patologici; la rivoluzione sarebbe una esplosione fisiologica. Ma siccome le prime prepararono sempre le rivoluzioni con queste analogie tra la storia e la biologia — si riesce a questa strana conclusione: le condizioni patologiche preparano la condizione fisiologica!
78.Un busto è stato inaugurato testè in Genova alla memoria dei fratelli Ruffini; lapidi e busti ricordano Vochieri ed altre vittime delle insurrezioni contro la dinastia dei Savoia. È tutta un’apoteosi della lotta contro Casa Savoja, la storia dettagliata e documentata che Giovanni Faldella, oggi senatore del Regno, ha consacrato allaGiovine Italiae ai fratelli Ruffini.
78.Un busto è stato inaugurato testè in Genova alla memoria dei fratelli Ruffini; lapidi e busti ricordano Vochieri ed altre vittime delle insurrezioni contro la dinastia dei Savoia. È tutta un’apoteosi della lotta contro Casa Savoja, la storia dettagliata e documentata che Giovanni Faldella, oggi senatore del Regno, ha consacrato allaGiovine Italiae ai fratelli Ruffini.
79.La sommossa di Milano, pag. 26 e 27. L’apologia della rivoluzione fatta da Crispi tante volte, fu rifatta in modo più solenne il 12 Gennaio 1898 in Palermo. L’on. Rosano, ex sottosegretario agli interni, glorificò nello stesso anno l’insurrezione del 15 Maggio 1848 in Napoli.
79.La sommossa di Milano, pag. 26 e 27. L’apologia della rivoluzione fatta da Crispi tante volte, fu rifatta in modo più solenne il 12 Gennaio 1898 in Palermo. L’on. Rosano, ex sottosegretario agli interni, glorificò nello stesso anno l’insurrezione del 15 Maggio 1848 in Napoli.
80.Un temperato e coltissimo scrittore, il Nitti, accennando alle lodi prodigate all’esercito in occasione delle ultime repressioni, esce in questa sanguinosa ed amara considerazione a proposito della circolare diramata dal Generale Afan de Rivera assumendo il portafoglio della guerra: «Adottare leggi di eccezione può essere una necessità che s’imponga a noi tutti in momenti dolorosi; ma non mai causa di allegrezza; nè i provvedimenti di rigore chiameremo mai atti di genialità. In altri tempi, quando l’onor. Afan de Rivera imparava nell’esercito borbonico i principî che ora esplica, un generale italiano, glorioso per battaglie vere, Enrico Cialdini, all’indomani di una vittoria contro le truppe del Borbone, invitava gli ufficiali ad una messa solenne: non già per rallegrarsi, egli diceva, poichè la vittoria era stata ottenuta contro altri italiani, ma per commemorare insieme i defunti d’ambo le parti». (Le sommosse dell’ieri e le repressioni dell’oggi. NellaRiforma Socialedi Torino. Giugno 1898).
80.Un temperato e coltissimo scrittore, il Nitti, accennando alle lodi prodigate all’esercito in occasione delle ultime repressioni, esce in questa sanguinosa ed amara considerazione a proposito della circolare diramata dal Generale Afan de Rivera assumendo il portafoglio della guerra: «Adottare leggi di eccezione può essere una necessità che s’imponga a noi tutti in momenti dolorosi; ma non mai causa di allegrezza; nè i provvedimenti di rigore chiameremo mai atti di genialità. In altri tempi, quando l’onor. Afan de Rivera imparava nell’esercito borbonico i principî che ora esplica, un generale italiano, glorioso per battaglie vere, Enrico Cialdini, all’indomani di una vittoria contro le truppe del Borbone, invitava gli ufficiali ad una messa solenne: non già per rallegrarsi, egli diceva, poichè la vittoria era stata ottenuta contro altri italiani, ma per commemorare insieme i defunti d’ambo le parti». (Le sommosse dell’ieri e le repressioni dell’oggi. NellaRiforma Socialedi Torino. Giugno 1898).
81.Sin dal 1883 nel libro sulleIstituzioni municipalidimostrai il grande marcio e i pericoli che si annidarono nei Comuni e nella Provincia; da allora ad oggi chi sa dire di quanto si siano aggravati i mali?
81.Sin dal 1883 nel libro sulleIstituzioni municipalidimostrai il grande marcio e i pericoli che si annidarono nei Comuni e nella Provincia; da allora ad oggi chi sa dire di quanto si siano aggravati i mali?
82.Per la parte che in Sicilia nel 1893-94 rappresentarono i partiti locali —apoliticibenchè mascherantisi da socialisti o altro — si legga il mio libro:Gli avvenimenti di Sicilia, ecc., e gli scritti del Deputato Di San Giuliano e del Senatore Pasquale Villari.
82.Per la parte che in Sicilia nel 1893-94 rappresentarono i partiti locali —apoliticibenchè mascherantisi da socialisti o altro — si legga il mio libro:Gli avvenimenti di Sicilia, ecc., e gli scritti del Deputato Di San Giuliano e del Senatore Pasquale Villari.
83.Anche ilCorriere della Serain una corrispondenza da Foggia (1898 — N. 121) lascia intendere chi furono i responsabili dei tumulti di Bari e di Foggia. Dettagli più sinistri, anche sulla complicità della autorità politica, pei gravissimi fatti di Minervino Murge si possono leggere in un opuscolo di A. Panarelli:Il primo Maggio 1898 a Minervino Murge. Canosa di Puglia 1898.
83.Anche ilCorriere della Serain una corrispondenza da Foggia (1898 — N. 121) lascia intendere chi furono i responsabili dei tumulti di Bari e di Foggia. Dettagli più sinistri, anche sulla complicità della autorità politica, pei gravissimi fatti di Minervino Murge si possono leggere in un opuscolo di A. Panarelli:Il primo Maggio 1898 a Minervino Murge. Canosa di Puglia 1898.
84.Il citato corrispondente da Foggia alCorriere della Serascriveva: «Un tumulto, quando è solo un tumulto, è cosa dolorosa, ma passeggera; la gravità di quanto è avvenuto sta più che altro nel contegno delle autorità:il quale dimostra qual misera cosa sia presso di noi l’organizzazione governativa».
84.Il citato corrispondente da Foggia alCorriere della Serascriveva: «Un tumulto, quando è solo un tumulto, è cosa dolorosa, ma passeggera; la gravità di quanto è avvenuto sta più che altro nel contegno delle autorità:il quale dimostra qual misera cosa sia presso di noi l’organizzazione governativa».
85.Enrico Panzacchi, che ci tiene ad essere considerato conservatore, scrisse sulla politica ecclesiastica queste parole:«Dall’ambigua formula cavouriana abbiamo stillato tutto il succo deleterio che poteva contenere e ce ne siamo fatto un sonnifero. Davanti al problema — così singolarmente grave per il nuovo regno che ha Roma capitale — noi abbiamo riposta tutta la nostra gloria nell’essere astensionisti, reticenti, evadenti; ossia nell’essere nulla.«Non uno Stato confessionale — co’ suoi doveri, ma anche co’ suoi diritti; non uno Stato laico — nel senso veramente logico e moderno della parola. Con un po’ di buon volere avremmo potuto avere amico e pacifico il basso clero cattolico; e con la incuria, le tirchierie, i mali garbi e le ingiustizie palesi, ce lo siamo inimicato per modo che il meglio che possiamo aspettarci da lui è d’averlo neutrale. La storia racconterà poi, a edificazione dei posteri, le incertezze, le incongruenze d’ogni genere, le provocazioni e le remissioni infelici nelle quali cademmo, abbozzando trattative emodus vivendiche l’alta gerarchia ecclesiastica non volle accettare.«Intanto tutte le nostre leggi sono riuscite a vuoto. Abolimmo i conventi e l’Italia è piena di frati; incamerammo l’asse ecclesiastico e lo vedemmo sfumare, non si sa bene il come e il dove, tranne l’arricchimento dei pubblicani benemeriti; volemmo comprimere con la libertà il clericalismo, ed esso, con l’aiuto della libertà, risorse d’ogni lato e minaccia di montarci sul capo, ricco, prospero, provocante». —Corriere della Sera, 1898, N. 133.
85.Enrico Panzacchi, che ci tiene ad essere considerato conservatore, scrisse sulla politica ecclesiastica queste parole:
«Dall’ambigua formula cavouriana abbiamo stillato tutto il succo deleterio che poteva contenere e ce ne siamo fatto un sonnifero. Davanti al problema — così singolarmente grave per il nuovo regno che ha Roma capitale — noi abbiamo riposta tutta la nostra gloria nell’essere astensionisti, reticenti, evadenti; ossia nell’essere nulla.
«Non uno Stato confessionale — co’ suoi doveri, ma anche co’ suoi diritti; non uno Stato laico — nel senso veramente logico e moderno della parola. Con un po’ di buon volere avremmo potuto avere amico e pacifico il basso clero cattolico; e con la incuria, le tirchierie, i mali garbi e le ingiustizie palesi, ce lo siamo inimicato per modo che il meglio che possiamo aspettarci da lui è d’averlo neutrale. La storia racconterà poi, a edificazione dei posteri, le incertezze, le incongruenze d’ogni genere, le provocazioni e le remissioni infelici nelle quali cademmo, abbozzando trattative emodus vivendiche l’alta gerarchia ecclesiastica non volle accettare.
«Intanto tutte le nostre leggi sono riuscite a vuoto. Abolimmo i conventi e l’Italia è piena di frati; incamerammo l’asse ecclesiastico e lo vedemmo sfumare, non si sa bene il come e il dove, tranne l’arricchimento dei pubblicani benemeriti; volemmo comprimere con la libertà il clericalismo, ed esso, con l’aiuto della libertà, risorse d’ogni lato e minaccia di montarci sul capo, ricco, prospero, provocante». —Corriere della Sera, 1898, N. 133.
86.Un tempo passavano per nemici della patria coloro che colla cifra in mano ciò affermavano. L’indignazione sollevata in Europa dall’assassinio dell’Imperatrice d’Europa costrinse anche ipatriotia confessare la verità. Si legga, ad esempio, l’articolo di Scarfoglio:Il nostro primato!—Mattinodi Napoli, 1898, N. 177.
86.Un tempo passavano per nemici della patria coloro che colla cifra in mano ciò affermavano. L’indignazione sollevata in Europa dall’assassinio dell’Imperatrice d’Europa costrinse anche ipatriotia confessare la verità. Si legga, ad esempio, l’articolo di Scarfoglio:Il nostro primato!—Mattinodi Napoli, 1898, N. 177.
87.Per tutto ciò che riguarda molte manifestazioni della nostra degenerazione morale si leggano i due miei scritti:Corruzione politica— Catania 1888, II ediz. — eBanche e Parlamento— Milano 1893. — La documentazione di ciò che ho scritto esige non una breve pagina, ma qualche volume in folio. Tutte le riviste e tutti i giornali negli ultimi tempi ne hanno dato saggi edificanti. I fenomeni morbosi sono stati anche ufficialmente constatati nelle associazioni costituzionali del regno. Tipica la dichiarazione del Senatore Negri. Questi, nella riunione della Costituzionale di Milano, tra le cose erronee, dimostrate tali dai processi, disse questa preziosa verità:I tumulti avvennero perchè in tutta l’azione del governo e del paese, mancò la coscienza del dovere.... Ciò che avvenne si deve al difettodi una politica morale. E cercano i sobillatori! Un altro tratto: Giulio Prinetti, nel Parlamento e nel paese vi godeva di grandissime antipatie — che per parte mia non divisi mai. Bastò che egli mostrasse alquanta energia — non tutta quella ch’era necessaria — verso alcuni grandi ladri, perchè le antipatie si tramutassero in una corrente di calda simpatia e di sincera ammirazione. Tanto sentito è il bisogno di moralità, e tanto eccezionale è il caso di un ministro che se ne faccia paladino!
87.Per tutto ciò che riguarda molte manifestazioni della nostra degenerazione morale si leggano i due miei scritti:Corruzione politica— Catania 1888, II ediz. — eBanche e Parlamento— Milano 1893. — La documentazione di ciò che ho scritto esige non una breve pagina, ma qualche volume in folio. Tutte le riviste e tutti i giornali negli ultimi tempi ne hanno dato saggi edificanti. I fenomeni morbosi sono stati anche ufficialmente constatati nelle associazioni costituzionali del regno. Tipica la dichiarazione del Senatore Negri. Questi, nella riunione della Costituzionale di Milano, tra le cose erronee, dimostrate tali dai processi, disse questa preziosa verità:I tumulti avvennero perchè in tutta l’azione del governo e del paese, mancò la coscienza del dovere.... Ciò che avvenne si deve al difettodi una politica morale. E cercano i sobillatori! Un altro tratto: Giulio Prinetti, nel Parlamento e nel paese vi godeva di grandissime antipatie — che per parte mia non divisi mai. Bastò che egli mostrasse alquanta energia — non tutta quella ch’era necessaria — verso alcuni grandi ladri, perchè le antipatie si tramutassero in una corrente di calda simpatia e di sincera ammirazione. Tanto sentito è il bisogno di moralità, e tanto eccezionale è il caso di un ministro che se ne faccia paladino!
88.XX Settembre— Nuova Antologia. 15 Settembre 1895.
88.XX Settembre— Nuova Antologia. 15 Settembre 1895.
89.Sono due articoli pubblicati ad un anno di distanza nellaNuova Antologiadel 15 Gennaio e del 15 Dicem. 1893.
89.Sono due articoli pubblicati ad un anno di distanza nellaNuova Antologiadel 15 Gennaio e del 15 Dicem. 1893.
90.Discorso nelCircolo popolaredi Milano nella seduta del 20 Maggio 1898.
90.Discorso nelCircolo popolaredi Milano nella seduta del 20 Maggio 1898.
91.Sulla denegata giustizia abituale in Italia e sulle disastrose conseguenze sue, ha parole roventi la scrittrice ingleseOuida(An impeachement of modern Italy.NellaReview of Reviews— 15 Settembre).
91.Sulla denegata giustizia abituale in Italia e sulle disastrose conseguenze sue, ha parole roventi la scrittrice ingleseOuida(An impeachement of modern Italy.NellaReview of Reviews— 15 Settembre).
92.Avevo intenzione di riprodurre i più caratteristici giudizi sintetici emessi da uomini politici, da riviste e da giornali di parte monarchica in occasione degli ultimi tumulti. Vi sono confessioni preziosissime sulle cause vere di detti tumulti e sulla enorme, se non esclusiva, responsabilità degli uomini succedentisi al governo da quarant’anni e sulle classi dirigenti italiane. Ho dovuto rinunziare a questa riproduzione perchè sarebbe stato necessario ad essa sola consacrare un lunghissimo capitolo. Se qualche lettore volesse prendere il lavoro separatamente, farebbe opera utilissima. Io gli vengo sin da ora in aiuto con una lista — incompletissima, badiamo — di riviste e di giornali che enumero senza rispettare nè l’ordine cronologico, nè quello della loro importanza. Eccola qua.Perseveranza, Corriere della Sera, Lombardia, ecc., di Milano coi discorsi dei membri della Costituzionale e del Circolo popolare dei giorni 17 e 20 Maggio, e 7 Giugno 1898;Mattinodi Napoli;Corriere della Sera, con articolo di Panzacchi (N. 133), dei giorni 25, 26 e 27, 28 Luglio con articoli di Torraca e della Direzione;La Lombardiacon articoli del Prof. Ercole Vidari;Rivista penaledel Giugno colla cronaca del Deputato Lucchini, Consigliere della Cassazione;Corriere di Napolidel 4 e 8 Maggio; intera collezione del settimanaleEconomistadi Firenze da Maggio 1898 in poi;Don Chisciottedel 4, 5 e 6 Maggio;Don Marziodel 5 Maggio;Tribunacon articolo diRastignacdel 7 Maggio;Nuova Antologiadel 1 Maggio, del 15 Giugno, del 15 Agosto con articolo di Maggiorino Ferraris, di Ugo Pisa, di Ercole Vidari;Giornale degli Economistidi Maggio, Giugno, Luglio e Agosto con articoli di De Viti De Marco; di Racioppi, ecc.;Riforma Socialedi Maggio e Giugno con articoli di Nitti;Idea liberaledel 15 e 30 Giugno e del 15 Settembre con articoli di Borelli, Massuero, Vidari;Vita internazionaledel 20 Giugno con articolo di Massara;Rivista politica e letterariadi Luglio con articolo di Beroaldo. Tutto il libro del Fioretti è anche da leggere per la parte politica.
92.Avevo intenzione di riprodurre i più caratteristici giudizi sintetici emessi da uomini politici, da riviste e da giornali di parte monarchica in occasione degli ultimi tumulti. Vi sono confessioni preziosissime sulle cause vere di detti tumulti e sulla enorme, se non esclusiva, responsabilità degli uomini succedentisi al governo da quarant’anni e sulle classi dirigenti italiane. Ho dovuto rinunziare a questa riproduzione perchè sarebbe stato necessario ad essa sola consacrare un lunghissimo capitolo. Se qualche lettore volesse prendere il lavoro separatamente, farebbe opera utilissima. Io gli vengo sin da ora in aiuto con una lista — incompletissima, badiamo — di riviste e di giornali che enumero senza rispettare nè l’ordine cronologico, nè quello della loro importanza. Eccola qua.Perseveranza, Corriere della Sera, Lombardia, ecc., di Milano coi discorsi dei membri della Costituzionale e del Circolo popolare dei giorni 17 e 20 Maggio, e 7 Giugno 1898;Mattinodi Napoli;Corriere della Sera, con articolo di Panzacchi (N. 133), dei giorni 25, 26 e 27, 28 Luglio con articoli di Torraca e della Direzione;La Lombardiacon articoli del Prof. Ercole Vidari;Rivista penaledel Giugno colla cronaca del Deputato Lucchini, Consigliere della Cassazione;Corriere di Napolidel 4 e 8 Maggio; intera collezione del settimanaleEconomistadi Firenze da Maggio 1898 in poi;Don Chisciottedel 4, 5 e 6 Maggio;Don Marziodel 5 Maggio;Tribunacon articolo diRastignacdel 7 Maggio;Nuova Antologiadel 1 Maggio, del 15 Giugno, del 15 Agosto con articolo di Maggiorino Ferraris, di Ugo Pisa, di Ercole Vidari;Giornale degli Economistidi Maggio, Giugno, Luglio e Agosto con articoli di De Viti De Marco; di Racioppi, ecc.;Riforma Socialedi Maggio e Giugno con articoli di Nitti;Idea liberaledel 15 e 30 Giugno e del 15 Settembre con articoli di Borelli, Massuero, Vidari;Vita internazionaledel 20 Giugno con articolo di Massara;Rivista politica e letterariadi Luglio con articolo di Beroaldo. Tutto il libro del Fioretti è anche da leggere per la parte politica.
93.XX Settembre.In Nuova Antologia del 15 Settembre 1895. I bigotti dell’unità e della monarchia quando affermai alla Camera che il sentimento unitario era in ribasso urlarono. Ora il fatto è riconosciuto da tutti coloro cui la passione e l’ignoranza non fa velo alla mente. Coloro che vogliono saperne di più leggano: Colajanni e Ciccotti:Settentrionali e Meridionali, Biblioteca dellaRivista popolareRoma. Remo Sandron. Palermo-Milano 1898.
93.XX Settembre.In Nuova Antologia del 15 Settembre 1895. I bigotti dell’unità e della monarchia quando affermai alla Camera che il sentimento unitario era in ribasso urlarono. Ora il fatto è riconosciuto da tutti coloro cui la passione e l’ignoranza non fa velo alla mente. Coloro che vogliono saperne di più leggano: Colajanni e Ciccotti:Settentrionali e Meridionali, Biblioteca dellaRivista popolareRoma. Remo Sandron. Palermo-Milano 1898.
94.G. Saracco:Siamo poveri o non siamo?Il Borelli sotto il muso del Regio Commissario Bava Beccaris, nell’Idea liberaledel 15 Giugno, constatava che «nella massa che mormora sottovoce e pare prostrata mentre osserva ed aspettanon c’è quasi più un barlume di fede;ove fede è, non rassomiglia più certamente alla nostra....»
94.G. Saracco:Siamo poveri o non siamo?Il Borelli sotto il muso del Regio Commissario Bava Beccaris, nell’Idea liberaledel 15 Giugno, constatava che «nella massa che mormora sottovoce e pare prostrata mentre osserva ed aspettanon c’è quasi più un barlume di fede;ove fede è, non rassomiglia più certamente alla nostra....»
95.«Le istituzioni sono sovvertite e coloro che le sovvertono sono precisamente coloro che governano e amministrano; cioè, per dir meglio, che dovrebbero governare e amministrare». Ho raccolto questa gemma preziosa nel Corriere della Sera del 25-26 Luglio 1898.
95.«Le istituzioni sono sovvertite e coloro che le sovvertono sono precisamente coloro che governano e amministrano; cioè, per dir meglio, che dovrebbero governare e amministrare». Ho raccolto questa gemma preziosa nel Corriere della Sera del 25-26 Luglio 1898.
96.D. Napoleone Colajanni:Settentrionali e meridionali. Agli italiani del mezzogiorno.Prof. Ettore Ciccotti:Mezzogiorno e settentrione.Roma-Palermo-Milano, 1898, Prezzo L. 1. Presso laRivista Popolaree presso Remo Sandron.
96.D. Napoleone Colajanni:Settentrionali e meridionali. Agli italiani del mezzogiorno.Prof. Ettore Ciccotti:Mezzogiorno e settentrione.Roma-Palermo-Milano, 1898, Prezzo L. 1. Presso laRivista Popolaree presso Remo Sandron.
97.I capisala hanno L. 4,20 al giorno; i garzoni L. 1; gli operai dalle L. 2 alle 3. Per operai intellettuali e che aspirano ad un elevato tenore di vita sono abbastanza meschini.
97.I capisala hanno L. 4,20 al giorno; i garzoni L. 1; gli operai dalle L. 2 alle 3. Per operai intellettuali e che aspirano ad un elevato tenore di vita sono abbastanza meschini.
98.Vale la pena di riferire testualmente le sue parole togliendole dal N. 127:«Abbiamo stamani interpellato i principali stabilimenti sulla ripresa del lavoro ed ecco le risposte che ne abbiamo avute:Banfi: amido e ciprie. Quasi tutti gli operai, meno alcune donne dimoranti fuor di Milano.Bassolini: vernici. Tutti.Fratelli Branca; liquori. Quasi tutti.Binda: bottoni. Su quattrocento operai ne mancano ottanta, per lo più del contado.Binda: carta. Tutti.Bertarelli Giov. P. G.: arredi sacri. Tutti.Besana: stabilimento meccanico. Tutti.Buselli: candele. Tutti.Bertelli: medicinali. Tutti.Breda ing. Ernesto: stabilimento meccanico. Su 1200 mancavano 200.Union des Gaz. Tutti.Fonderia milanese acciaio. Tutti.Carlo Erba: medicinali. Tutti.Blumenthal: conceria. Tutti.Brunt: apparecchi a gas. Tutti.Stabilimento De Angeli: Quasi tutti: mancano alcuni operai del contado.Manifattura dei tabacchi: Tutti.Stabilimento Pirelli: Tutti.Camona e C. Quasi tutti.Richard-Ginori: Tutti.Tutti gli stabilimenti ci assicurano che regna perfetta calma nel ceto operaio. Alcuni stabilimenti, quali il Centenari e Zinelli e altri che impiegano specialmente donne, hanno rimandata l’apertura a domattina. Altri come il Suffert e lo Stigler, non aprirono perchè ignoravano l’ordine del Comando generale. Gli operai però si presentarono ugualmente al lavoro, ma dovettero esser rimandati.
98.Vale la pena di riferire testualmente le sue parole togliendole dal N. 127:
«Abbiamo stamani interpellato i principali stabilimenti sulla ripresa del lavoro ed ecco le risposte che ne abbiamo avute:
Tutti gli stabilimenti ci assicurano che regna perfetta calma nel ceto operaio. Alcuni stabilimenti, quali il Centenari e Zinelli e altri che impiegano specialmente donne, hanno rimandata l’apertura a domattina. Altri come il Suffert e lo Stigler, non aprirono perchè ignoravano l’ordine del Comando generale. Gli operai però si presentarono ugualmente al lavoro, ma dovettero esser rimandati.
99.Per l’aumentato desiderio di miglioramenti già conseguiti vedi lo Spencer:Problèmes de morale et de sociologie.Guillaumin et C. Paris 1894De la liberté à la servitude(pagina 80 a 82). Lombroso scultoriamente sempre: «È stato osservato che, perchè un popolo si sollevi, è necessario che si trovi in uno stato relativo di benessere, perchè nell’eccesso di prostrazione, il popolo come l’uomo non ha abbastanza energia per reagire; sicchè il massimo della sventura umana, almeno quanto alle rivolte, ha quasi un’influenza inibitrice che non il massimo della felicità. È perciò che nel medio evo scoppiarono sommosse in numero maggiore nelle città rette a comuni che nei paesi dove vigeva il sistema feudale, nei quali la plebe era stretta dalla più dura miseria..... Quando le forze del popolo sono consunte dalla fame, esso è men disposto ad usare dell’energia che gli rimane in tumulti sanguinosi, che d’altronde non farebbero che aggravare il suo stato, diminuendogli ancora il lavoro e quindi le fonti della sussistenza. Noi ne abbiamo un esempio sott’occhio in Italia in cui le condizioni del contadino, miserabilissime, non diedero luogo a nessuna sommossa neppure in Lombardia, dove migliaia vivono di una sostanza putrefatta, che li avvelena.» (Il delitto politico, ecc., p. 84 e 85). Forse il Lombroso generalizza troppo la rassegnazione sotto il regime feudale. Il Puviani questi principi di psicologia collettiva li ha applicati al limite di tolleranza delle imposte (Illusione finanziaria mediante associazione delle pene delle imposte fra loro e con altre pene.NelGiornale degli EconomistiAgosto 1898).
99.Per l’aumentato desiderio di miglioramenti già conseguiti vedi lo Spencer:Problèmes de morale et de sociologie.Guillaumin et C. Paris 1894De la liberté à la servitude(pagina 80 a 82). Lombroso scultoriamente sempre: «È stato osservato che, perchè un popolo si sollevi, è necessario che si trovi in uno stato relativo di benessere, perchè nell’eccesso di prostrazione, il popolo come l’uomo non ha abbastanza energia per reagire; sicchè il massimo della sventura umana, almeno quanto alle rivolte, ha quasi un’influenza inibitrice che non il massimo della felicità. È perciò che nel medio evo scoppiarono sommosse in numero maggiore nelle città rette a comuni che nei paesi dove vigeva il sistema feudale, nei quali la plebe era stretta dalla più dura miseria..... Quando le forze del popolo sono consunte dalla fame, esso è men disposto ad usare dell’energia che gli rimane in tumulti sanguinosi, che d’altronde non farebbero che aggravare il suo stato, diminuendogli ancora il lavoro e quindi le fonti della sussistenza. Noi ne abbiamo un esempio sott’occhio in Italia in cui le condizioni del contadino, miserabilissime, non diedero luogo a nessuna sommossa neppure in Lombardia, dove migliaia vivono di una sostanza putrefatta, che li avvelena.» (Il delitto politico, ecc., p. 84 e 85). Forse il Lombroso generalizza troppo la rassegnazione sotto il regime feudale. Il Puviani questi principi di psicologia collettiva li ha applicati al limite di tolleranza delle imposte (Illusione finanziaria mediante associazione delle pene delle imposte fra loro e con altre pene.NelGiornale degli EconomistiAgosto 1898).
100.Avverto il lettore che ho sostenuto e documentato l’influenza del passaggio rapido dal benessere al malessere economico nella manifestazione individuale nellaSociologia Criminale. Catania, 1889. Volumi due, L. 13.
100.Avverto il lettore che ho sostenuto e documentato l’influenza del passaggio rapido dal benessere al malessere economico nella manifestazione individuale nellaSociologia Criminale. Catania, 1889. Volumi due, L. 13.
101.Il frumento nostrano ebbe un prezzo massimo di L. 23.75 dal 29 Aprile al 1 Maggio 1897, raggiunse quello di 34,25 dal 28 al 30 Aprile 1898. Il prezzo della farina e del frumento risentirono meno l’aumento. Ringrazio vivamente la Camera di Commercio e il Dott. Clerici segretario del Comune di Milano, che pregati mi fornirono tutte le notizie, che furono in condizione di darmi.
101.Il frumento nostrano ebbe un prezzo massimo di L. 23.75 dal 29 Aprile al 1 Maggio 1897, raggiunse quello di 34,25 dal 28 al 30 Aprile 1898. Il prezzo della farina e del frumento risentirono meno l’aumento. Ringrazio vivamente la Camera di Commercio e il Dott. Clerici segretario del Comune di Milano, che pregati mi fornirono tutte le notizie, che furono in condizione di darmi.
102.Qualche confronto tra Napoli e Milano feci nelSecolonel luglio 1897. Li ampliai in due articoli —Paralleli igienici e sociali— nelMedico delle famigliedi Boston. (Gennaio e Febbraio 1898).
102.Qualche confronto tra Napoli e Milano feci nelSecolonel luglio 1897. Li ampliai in due articoli —Paralleli igienici e sociali— nelMedico delle famigliedi Boston. (Gennaio e Febbraio 1898).
103.Il Consolato operaio fa fondato dai moderati nel 1860 per avere il monopolio delle dimostrazioni patriottiche. A poco a poco si trasformò in senso radicale per opera di Romussi, Prada e Valera. Vi fu un tempo in cui era il centro di tutto il lavoro utile per la redenzione politica e sociale delle classi lavoratrici. Le elezioni del 1882 e del 1886 segnarono il suo apogeo. Penetratavi la corrente socialista, nacquero nel suo seno vivaci discussioni che lo indebolirono. Il 21 Ottobre 1892 il Consolato — 16 Società contro 11 — decretò la fusione col partito dei lavoratori e accettò la lotta di classe. Le altre 11 società fondarono ilTribunato.
103.Il Consolato operaio fa fondato dai moderati nel 1860 per avere il monopolio delle dimostrazioni patriottiche. A poco a poco si trasformò in senso radicale per opera di Romussi, Prada e Valera. Vi fu un tempo in cui era il centro di tutto il lavoro utile per la redenzione politica e sociale delle classi lavoratrici. Le elezioni del 1882 e del 1886 segnarono il suo apogeo. Penetratavi la corrente socialista, nacquero nel suo seno vivaci discussioni che lo indebolirono. Il 21 Ottobre 1892 il Consolato — 16 Società contro 11 — decretò la fusione col partito dei lavoratori e accettò la lotta di classe. Le altre 11 società fondarono ilTribunato.
104.Per conoscere meglio la formazione dell’ambiente politico di Milano mi sembra opportunissimo questo brano della relazione del Senatore Piolti de’ Bianchi sul tentativo insurrezionale del 6 Febbraio 1853 che si riferisce per lo appunto all’assassinio del Vandoni: «Milano, città pacifica e umana fra tutte, Milano che il suo poeta sferzava perchè troppo tollerante e troppo molle, Milano che aveva tenuto per mesi fra l’ugne l’aborrito Bolza senza torcergli un capello, Milano in quel dì, ad un ignaro, sarebbe parsa una città di cannibali, tanto gongolava di gioia per un assassinio. Ma il bastone e la verga e la forca avevano trovato degna risposta nel pugnale; ma la ferocia del tiranno muta la natura dei popoli più miti, quando sentono la dignità di sè stessi».
104.Per conoscere meglio la formazione dell’ambiente politico di Milano mi sembra opportunissimo questo brano della relazione del Senatore Piolti de’ Bianchi sul tentativo insurrezionale del 6 Febbraio 1853 che si riferisce per lo appunto all’assassinio del Vandoni: «Milano, città pacifica e umana fra tutte, Milano che il suo poeta sferzava perchè troppo tollerante e troppo molle, Milano che aveva tenuto per mesi fra l’ugne l’aborrito Bolza senza torcergli un capello, Milano in quel dì, ad un ignaro, sarebbe parsa una città di cannibali, tanto gongolava di gioia per un assassinio. Ma il bastone e la verga e la forca avevano trovato degna risposta nel pugnale; ma la ferocia del tiranno muta la natura dei popoli più miti, quando sentono la dignità di sè stessi».
105.In queste dimostrazioni per Lobbia la polizia agì, come sempre, austriacamente; suscitarono indignazione i maltrattamenti fatti subire al maggiore garibaldino Liborio Chiesa, mutilato di una gamba.
105.In queste dimostrazioni per Lobbia la polizia agì, come sempre, austriacamente; suscitarono indignazione i maltrattamenti fatti subire al maggiore garibaldino Liborio Chiesa, mutilato di una gamba.
106.In occasione della commemorazione delle cinque giornate, la polizia, per sequestrare la bandiera dellaFratellanza repubblicana, eseguì una vera feroce agressione contro la popolazione inerme, che venne paragonata a quella dell’8 Settembre 1847 ed organizzata dal Bolza all’arrivo dell’arcivescovo Romelli. Nel processo, il Generale Fumel — quello del brigantaggio — ebbe parole asprissime contro le autorità politiche e militari, che la prepararono ed eseguirono. Era prefetto il Gravina, questore Amour, comandante dei soldati il Maggiore Chiala.
106.In occasione della commemorazione delle cinque giornate, la polizia, per sequestrare la bandiera dellaFratellanza repubblicana, eseguì una vera feroce agressione contro la popolazione inerme, che venne paragonata a quella dell’8 Settembre 1847 ed organizzata dal Bolza all’arrivo dell’arcivescovo Romelli. Nel processo, il Generale Fumel — quello del brigantaggio — ebbe parole asprissime contro le autorità politiche e militari, che la prepararono ed eseguirono. Era prefetto il Gravina, questore Amour, comandante dei soldati il Maggiore Chiala.
107.L’influenza della tendenza federalista constatata dalDaily Chroniclee da altri giornali viene esplicitamente ammessa da un conservatore lombardo, il Siliprandi ex deputato. Questi, da avversario leale, fa buona testimonianza delle qualità della parte repubblicana e scrive:«Una parte notevolissima della borghesia lombarda è repubblicana e, mi affretto a dirlo, e con piacere lo affermo, trattandosi dei nostri immediati avversari politici, essa è tanto moralmente rispettabile, intellettualmente colta, e socialmente elevata quanto la borghesia monarchica. Essa vanta tradizioni patriottiche indiscutibili, tenacia di opinioni, attività costante di propaganda, abilità grandissima di procedimenti. La utopia mazziniana è quasi spenta nelle nostre provincie, ma il positivo pensiero di Carlo Cattaneo vive robusto e spontaneo tanto che molti lo nutrono inconsciamente. Esso è magnifica pianta che facilmente obliqua e cresce rigogliosa sul campo lombardo». — «Tradizione monarchica razionale in queste provincie non vi fu mai; sede recente di una repubblica rivoluzionaria e guerriera; vissuta poi per cinquant’anni in ribellione perenne; fornitrici di presocchè intieri i repubblicaneggianti eserciti volontari, durante la guerra del risorgimento italiano, lo spirito di resistenza è cosa facilissima a destarsi in esse». Dott.Siliprandi:Capitoli Teorico-Pratici di politica sperimentale.Mantova 1898. Vol. III, p. 224, nota e seg.
107.L’influenza della tendenza federalista constatata dalDaily Chroniclee da altri giornali viene esplicitamente ammessa da un conservatore lombardo, il Siliprandi ex deputato. Questi, da avversario leale, fa buona testimonianza delle qualità della parte repubblicana e scrive:
«Una parte notevolissima della borghesia lombarda è repubblicana e, mi affretto a dirlo, e con piacere lo affermo, trattandosi dei nostri immediati avversari politici, essa è tanto moralmente rispettabile, intellettualmente colta, e socialmente elevata quanto la borghesia monarchica. Essa vanta tradizioni patriottiche indiscutibili, tenacia di opinioni, attività costante di propaganda, abilità grandissima di procedimenti. La utopia mazziniana è quasi spenta nelle nostre provincie, ma il positivo pensiero di Carlo Cattaneo vive robusto e spontaneo tanto che molti lo nutrono inconsciamente. Esso è magnifica pianta che facilmente obliqua e cresce rigogliosa sul campo lombardo». — «Tradizione monarchica razionale in queste provincie non vi fu mai; sede recente di una repubblica rivoluzionaria e guerriera; vissuta poi per cinquant’anni in ribellione perenne; fornitrici di presocchè intieri i repubblicaneggianti eserciti volontari, durante la guerra del risorgimento italiano, lo spirito di resistenza è cosa facilissima a destarsi in esse». Dott.Siliprandi:Capitoli Teorico-Pratici di politica sperimentale.Mantova 1898. Vol. III, p. 224, nota e seg.
108.Si sa che le epidemie vengono favorite dalle tristi condizioni igieniche e biologiche di una popolazione; ma, una volta sviluppate, non risparmiano gli organismi sani e vigorosi che vivono anche nelle migliori condizioni. Ciò che si dice delle malattie trova riscontro esatto nelle epidemie psichiche.
108.Si sa che le epidemie vengono favorite dalle tristi condizioni igieniche e biologiche di una popolazione; ma, una volta sviluppate, non risparmiano gli organismi sani e vigorosi che vivono anche nelle migliori condizioni. Ciò che si dice delle malattie trova riscontro esatto nelle epidemie psichiche.
109.I malviventi nella sommossa di Milano ebbero parte molto minore di quella che in casi analoghi sogliono avere come risulta dalla lettura degli stessi processi. Mancarono i reati comuni caratteristici, che sogliono accompagnare tutti gli sconvolgimenti politici. Con più ragione potrebbe darsi che le dimostrazioni di Napoli furono suscitate dallacamorra: ivi l’obbiettivo principale dei dimostranti per molte ore fu la liberazione dei delinquenti comuni rinchiusi nelle carceri di S. Francesco. Tra i pochissimi giornali d’Italia che hanno visto giusto nei movimenti di Milano, va segnalato ilDon Chisciotte.«Che cosa era quello strano, inaudito fenomeno, il quale certo non poteva chiamarsi nè una rivoluzione, nè una sommossa? Adesso si dice: era un movimento teppistico. Ed è una sciocchezza: perchè i teppisti non sfidano le fucilate senza una ragione qualsiasi e una città intera non tollera che per colpa loro, essa sia trasformata in uno spettacolo sanguinoso». Così Luigi Lodi nell’articolo sullaLiberazione di Milano,(1893 — N. 244)
109.I malviventi nella sommossa di Milano ebbero parte molto minore di quella che in casi analoghi sogliono avere come risulta dalla lettura degli stessi processi. Mancarono i reati comuni caratteristici, che sogliono accompagnare tutti gli sconvolgimenti politici. Con più ragione potrebbe darsi che le dimostrazioni di Napoli furono suscitate dallacamorra: ivi l’obbiettivo principale dei dimostranti per molte ore fu la liberazione dei delinquenti comuni rinchiusi nelle carceri di S. Francesco. Tra i pochissimi giornali d’Italia che hanno visto giusto nei movimenti di Milano, va segnalato ilDon Chisciotte.«Che cosa era quello strano, inaudito fenomeno, il quale certo non poteva chiamarsi nè una rivoluzione, nè una sommossa? Adesso si dice: era un movimento teppistico. Ed è una sciocchezza: perchè i teppisti non sfidano le fucilate senza una ragione qualsiasi e una città intera non tollera che per colpa loro, essa sia trasformata in uno spettacolo sanguinoso». Così Luigi Lodi nell’articolo sullaLiberazione di Milano,(1893 — N. 244)
110.Intervista con un redattore dellaGazzetta del Popolodi Torino.
110.Intervista con un redattore dellaGazzetta del Popolodi Torino.
111.Il Ciccotti fa eccellenti considerazioni sull’azione della propaganda antirivoluzionaria socialista, e dimostra, che non poteva essere completa. Si contraddice, però, manifestando il proprio rammarico per la dimostrataimpotenza ed inettitudinedel partito repubblicano (pag. 23). Non è chiaro che l’impotenza e la inettitudinesono dovute per lo appunto alla efficace propaganda socialista? Con leggerezza poi afferma che i socialisti non ebbero parte nei tumulti. Tutti i processi lo smentiscono. Nè questo torna a loro disdoro; anzi!
111.Il Ciccotti fa eccellenti considerazioni sull’azione della propaganda antirivoluzionaria socialista, e dimostra, che non poteva essere completa. Si contraddice, però, manifestando il proprio rammarico per la dimostrataimpotenza ed inettitudinedel partito repubblicano (pag. 23). Non è chiaro che l’impotenza e la inettitudinesono dovute per lo appunto alla efficace propaganda socialista? Con leggerezza poi afferma che i socialisti non ebbero parte nei tumulti. Tutti i processi lo smentiscono. Nè questo torna a loro disdoro; anzi!
112.Quel miserabile Stillman, ex corrispondente delTimes, che fu sempre agliordinise non aglistipendidi Crispi, così scrisse in una lettera al direttore delBoston Evening Transcriptdel 13 Ottobre 1898. Gli rispose onestamente e fieramente Fidelia Dinsmore, la buona e gentile compagna di Dario Papa.
112.Quel miserabile Stillman, ex corrispondente delTimes, che fu sempre agliordinise non aglistipendidi Crispi, così scrisse in una lettera al direttore delBoston Evening Transcriptdel 13 Ottobre 1898. Gli rispose onestamente e fieramente Fidelia Dinsmore, la buona e gentile compagna di Dario Papa.
113.In risposta alla conferenza antianarchica promossa dall’Italia, laFrankfurter Zeitungfece tale formale proposta ch’era venuta già da alcuni giornali della Svizzera. IlJournal de Généve, l’Independence Belgee altri autorevoli giornali francesi, svizzeri e tedeschi furono di accordo collaFrankfurter Zeitung. Sulla produzione anarchica poi, l’Economistdi Londra (22 Ottobre 1898) scrisse a nostra vergogna:«Abbiamo detto che l’anarchico è, a nostro giudizio, ordinariamente un criminale o un pazzo, ma nella produzione sia del criminale che del pazzo non devesi ignorare la parte esercitata dallo Stato e dalla società. Lo Stato è, senza dubbio, oggi responsabile di usare mezzi immorali emacchiavellici, educando così i proprii cittadini in idee immorali. Esso è responsabile, in tutti i grandi Stati continentali, di impedire quella libertà di parlare, di scrivere e di associarsi che forma una valvola di sicurezza nel malcontento popolare.«Il paese, nel quale la politica è nelle mani di.... e le prigioni sono piene di..... è un paese che merita di avere degli anarchici, perchè fa del suo meglio per produrli. Il paese, che sperpera il suo danaro in armamenti oltre i suoi mezzi, nel mentre lascia i suoi poveri morire di fame e porta il peso di una imposta schiacciante, soffrirà dell’anarchismo, e nessuna misura di polizia, per perfetta che sia, ne lo potrà liberare.«La società, la quale cerca di far moneta in qualsiasi modo, senza riguardo alle leggi della moralità, coltiverà gli anarchici così sicuramente, come lo stagno coltiva i bacilli.«Non vi è scampo da questa legge, ed è bene per la società umana che nessun scampo vi sia. Se, adunque, le Potenze continentali pensano che riuscirà loro di abbattere l’anarchismo e di eliminarlo con qualche provvedimento di polizia, esse si illudono.«Si faccia energicamente giustizia contro i criminali, con tutti i mezzi, ma non si dimentichi che l’ingiustizia sociale ed il sistema vizioso di spese pubbliche aiutano a creare l’anarchismo, e che è di gran lunga meglio prendersi un po’ di pena per colpire alle sue cause, che usare tutti i nostri sforzi nell’agire contro i suoi sciagurati effetti».
113.In risposta alla conferenza antianarchica promossa dall’Italia, laFrankfurter Zeitungfece tale formale proposta ch’era venuta già da alcuni giornali della Svizzera. IlJournal de Généve, l’Independence Belgee altri autorevoli giornali francesi, svizzeri e tedeschi furono di accordo collaFrankfurter Zeitung. Sulla produzione anarchica poi, l’Economistdi Londra (22 Ottobre 1898) scrisse a nostra vergogna:
«Abbiamo detto che l’anarchico è, a nostro giudizio, ordinariamente un criminale o un pazzo, ma nella produzione sia del criminale che del pazzo non devesi ignorare la parte esercitata dallo Stato e dalla società. Lo Stato è, senza dubbio, oggi responsabile di usare mezzi immorali emacchiavellici, educando così i proprii cittadini in idee immorali. Esso è responsabile, in tutti i grandi Stati continentali, di impedire quella libertà di parlare, di scrivere e di associarsi che forma una valvola di sicurezza nel malcontento popolare.
«Il paese, nel quale la politica è nelle mani di.... e le prigioni sono piene di..... è un paese che merita di avere degli anarchici, perchè fa del suo meglio per produrli. Il paese, che sperpera il suo danaro in armamenti oltre i suoi mezzi, nel mentre lascia i suoi poveri morire di fame e porta il peso di una imposta schiacciante, soffrirà dell’anarchismo, e nessuna misura di polizia, per perfetta che sia, ne lo potrà liberare.
«La società, la quale cerca di far moneta in qualsiasi modo, senza riguardo alle leggi della moralità, coltiverà gli anarchici così sicuramente, come lo stagno coltiva i bacilli.
«Non vi è scampo da questa legge, ed è bene per la società umana che nessun scampo vi sia. Se, adunque, le Potenze continentali pensano che riuscirà loro di abbattere l’anarchismo e di eliminarlo con qualche provvedimento di polizia, esse si illudono.
«Si faccia energicamente giustizia contro i criminali, con tutti i mezzi, ma non si dimentichi che l’ingiustizia sociale ed il sistema vizioso di spese pubbliche aiutano a creare l’anarchismo, e che è di gran lunga meglio prendersi un po’ di pena per colpire alle sue cause, che usare tutti i nostri sforzi nell’agire contro i suoi sciagurati effetti».
114.Si sa che nella Norvegia il partito radicale discute e propone in parlamento il distacco della Svezia; la necessità di una separazione completa della Norvegia dalla Svezia venne affermata testè dal Congresso dei socialisti norvegesi. Björnson ha messo sulle sceneIl Re, di cui Ferdinando Fontana fece una bellissima traduzione edita dallaSocietà Editrice Lombardadi Milano, per dimostrarne il danno o l’inutilità. In uno dei tanti processi svolti innanzi al Tribunale militare di Firenze, il Presidente Colonnello Roggero apostrofò l’ufficiale difensore, che ricordò ilcaso Dreyfusper dimostrare ch’era possibile un errore da parte dei giudici militari, e gli ricordò con burlesco orgoglio che in Italia ilcaso Dreyfusnon era possibile! Ciò che non è possibile in Italia è che si trovi una Cassazione, che al pari della francese faccia giustizia, come neicasi Dreyfus e Picquart, e non renda servizi....
114.Si sa che nella Norvegia il partito radicale discute e propone in parlamento il distacco della Svezia; la necessità di una separazione completa della Norvegia dalla Svezia venne affermata testè dal Congresso dei socialisti norvegesi. Björnson ha messo sulle sceneIl Re, di cui Ferdinando Fontana fece una bellissima traduzione edita dallaSocietà Editrice Lombardadi Milano, per dimostrarne il danno o l’inutilità. In uno dei tanti processi svolti innanzi al Tribunale militare di Firenze, il Presidente Colonnello Roggero apostrofò l’ufficiale difensore, che ricordò ilcaso Dreyfusper dimostrare ch’era possibile un errore da parte dei giudici militari, e gli ricordò con burlesco orgoglio che in Italia ilcaso Dreyfusnon era possibile! Ciò che non è possibile in Italia è che si trovi una Cassazione, che al pari della francese faccia giustizia, come neicasi Dreyfus e Picquart, e non renda servizi....
115.A questi chiari di luna, in Italia oggi nessuno ripete che il nostro paese ha poco da invidiare all’Inghilterra. Queste sciocchezze, però, si ha il coraggio di affermarle ancora da qualche italiano che vive al di là della Manica. Un signor Dalla Vecchia, rispondendo ad un articolo onesto e coraggioso diOuida, ha osato scrivere che l’Italia è ancora il paese che viene immediatamente dopo dell’Inghilterra in quanto alla influenza della pubblica opinione, (It is not to describe Italy as a land where liberty is banished and tiranny rules. All adverse criticism notwithstanding, Italy, as a nation where public opinion rules supreme, comes next only to England). Review of Reviews. Ottobre 1898. pag. 362.
115.A questi chiari di luna, in Italia oggi nessuno ripete che il nostro paese ha poco da invidiare all’Inghilterra. Queste sciocchezze, però, si ha il coraggio di affermarle ancora da qualche italiano che vive al di là della Manica. Un signor Dalla Vecchia, rispondendo ad un articolo onesto e coraggioso diOuida, ha osato scrivere che l’Italia è ancora il paese che viene immediatamente dopo dell’Inghilterra in quanto alla influenza della pubblica opinione, (It is not to describe Italy as a land where liberty is banished and tiranny rules. All adverse criticism notwithstanding, Italy, as a nation where public opinion rules supreme, comes next only to England). Review of Reviews. Ottobre 1898. pag. 362.
116.Ferdinando Lassalle, in uno dei suoi più argutipamphlets — Uber Verfassungwesena— a dimostrare che tutti gli articoli delle costituzioni liberali sono una lustra inutile quando c’è un forte esercito permanente agli ordini del capo dello Stato, domandava: se nel vostro giardino avete un melo e vi appendete una tavoletta sulla quale scrivete ch’esso è un fico, per questo l’albero è divenuto davvero un fico? No; e quando voi assicurerete a tutti che quello è un fico, l’albero resterà quello che era e pel prossimo anno produrrà mele e non fichi.
116.Ferdinando Lassalle, in uno dei suoi più argutipamphlets — Uber Verfassungwesena— a dimostrare che tutti gli articoli delle costituzioni liberali sono una lustra inutile quando c’è un forte esercito permanente agli ordini del capo dello Stato, domandava: se nel vostro giardino avete un melo e vi appendete una tavoletta sulla quale scrivete ch’esso è un fico, per questo l’albero è divenuto davvero un fico? No; e quando voi assicurerete a tutti che quello è un fico, l’albero resterà quello che era e pel prossimo anno produrrà mele e non fichi.
117.Citato dall’onor. Mirabelli in un magnifico discorso parlamentare sulla libertà della stampa.
117.Citato dall’onor. Mirabelli in un magnifico discorso parlamentare sulla libertà della stampa.
118.Proemio di F. Turati all’Insurrezione cartista in Inghilterradi Paolo Valera. Milano 1895, p. 5. Ne raccomandiamo la lettura a tutti gl’Italiani fiacchi e smemorati.
118.Proemio di F. Turati all’Insurrezione cartista in Inghilterradi Paolo Valera. Milano 1895, p. 5. Ne raccomandiamo la lettura a tutti gl’Italiani fiacchi e smemorati.
119.La longanimità notissima della polizia e il rarissimo intervento delle truppe sono la precipua ragione per cui oggi le dimostrazioni non terminano più in massacri nella Gran Brettagna, nemmeno in Irlanda, che per tanti anni fa trattata da vero paese di conquista e sottoposta spesso alle leggi eccezionali. Ultimamente, in Belfast, in un conflitto colla popolazione, la polizia ebbe 106 feriti. In Italia, per punire i rivoltosi armati, si sarebbe proclamato lo stato di assedio e mobilizzato un corpo di esercito; niente di tutto ciò oltre la Manica!
119.La longanimità notissima della polizia e il rarissimo intervento delle truppe sono la precipua ragione per cui oggi le dimostrazioni non terminano più in massacri nella Gran Brettagna, nemmeno in Irlanda, che per tanti anni fa trattata da vero paese di conquista e sottoposta spesso alle leggi eccezionali. Ultimamente, in Belfast, in un conflitto colla popolazione, la polizia ebbe 106 feriti. In Italia, per punire i rivoltosi armati, si sarebbe proclamato lo stato di assedio e mobilizzato un corpo di esercito; niente di tutto ciò oltre la Manica!
120.La Belgique en 1886, Bruxelles, Vol. 1.
120.La Belgique en 1886, Bruxelles, Vol. 1.
121.Vedi inRivista popolare(Anno 3, N. 3) l’articolo:Le roi s’amuse. È bene avvertire che di questa estrema libertà possono godere i cittadini belgi. Si è severi contro gli stranieri. Così fu soppresso il giornaleLe nationalper un articolo intitolatoSaligand IIin cui si parlava di certi fatti scandalosi avvenuti in Londra. Il direttore del giornale era francese e venne espulso.
121.Vedi inRivista popolare(Anno 3, N. 3) l’articolo:Le roi s’amuse. È bene avvertire che di questa estrema libertà possono godere i cittadini belgi. Si è severi contro gli stranieri. Così fu soppresso il giornaleLe nationalper un articolo intitolatoSaligand IIin cui si parlava di certi fatti scandalosi avvenuti in Londra. Il direttore del giornale era francese e venne espulso.
122.L. Bertrand:La Belgique en 1886; I. Destrèe et E. Vandervelde:Le socialisque en Belgique. Paris. Giard et Briere 1893.
122.L. Bertrand:La Belgique en 1886; I. Destrèe et E. Vandervelde:Le socialisque en Belgique. Paris. Giard et Briere 1893.
123.Don Chisciotte. N. 239 del 1898.
123.Don Chisciotte. N. 239 del 1898.
124.Lo ha compreso benissimo chi dirige lo stessoDon Chisciotte, che col suo fine intuito politico ha ricordato in numeri immediatamente successivi l’umiliazione che dovremmo provare nel vedere ricordato ed applicato in Inghilterra al governo italiano il giudizio dato da Gladstone sul governo borbonico. (Dal tempo di Gladstone. N. 240Pei condannati politici. N. 246). Ai bigotti sabaudi che si scandalizzano di questi confronti, Giustino Fortunato — onore del mezzogiorno e della Camera italiana, di sentimenti, purtroppo! fanaticamente unitari e monarchici — inaugurando il 20 Settembre 1898 in Potenza una lapide alle vittime del governo borbonico, ha risposto in questi termini:«Abbiamo tanto patito, atteso, sperato, e dover poi confessare alle nuove generazioni, che valeva meglio non farne nulla! Abbiamo tanto magnificata l’opera nostra, e date assicurazioni al mondo di costanza e di virtù, perchè poi il mondo meravigliasse nell’udire da noi stessi, che lo scopo è fallito, che le aspettative sono deluse! Abbiamo, insomma, offerto per tanti anni tanta decima di sangue e di danaro, ed essere costretti a conchiudere, che ci siamo solennemente ingannati, perchè la patria è una astrazione e la libertà una menzogna! E questa l’Italia che apparve già meritevole della aspettazione della storia?»Più tardi lo stesso Fortunato, parlando ai suoi elettori di Palazzo San Gervasio, completava il proprio pensiero con quest’altro periodo, che si raccomanda ai suddetti bigotti sabaudi:«Il cinquantesimo anniversario dello Statuto non ha significato, in sostanza, se non una cosa: un immenso lutto, l’ora più tragica, il maggior pericolo che l’Italia abbia corso dacchè è surta a dignità di nazione. L’unità, l’indipendenza, il regime libero, il passaggio, insomma da una semplice espressione geografica ad una grande potenza, tutto non era stato se non un miracolo di un pugno di uomini e della buona fortuna. La immane opera affannatamente, affrettatamente compiuta, poteva aver chiesto un dispendio eccessivo, forse anche deprimente, di energie economiche. Nel fatto, la misura era colma e traboccò. La scuola del dolore dovrebbe quindi ammonirci, che un qualsiasi altro disperdimento di forze sarebbe, ormai, criminoso, perchè l’incendio, che cova sotto le ceneri, potrebbe, nuovamente, divampare. E invece...»
124.Lo ha compreso benissimo chi dirige lo stessoDon Chisciotte, che col suo fine intuito politico ha ricordato in numeri immediatamente successivi l’umiliazione che dovremmo provare nel vedere ricordato ed applicato in Inghilterra al governo italiano il giudizio dato da Gladstone sul governo borbonico. (Dal tempo di Gladstone. N. 240Pei condannati politici. N. 246). Ai bigotti sabaudi che si scandalizzano di questi confronti, Giustino Fortunato — onore del mezzogiorno e della Camera italiana, di sentimenti, purtroppo! fanaticamente unitari e monarchici — inaugurando il 20 Settembre 1898 in Potenza una lapide alle vittime del governo borbonico, ha risposto in questi termini:
«Abbiamo tanto patito, atteso, sperato, e dover poi confessare alle nuove generazioni, che valeva meglio non farne nulla! Abbiamo tanto magnificata l’opera nostra, e date assicurazioni al mondo di costanza e di virtù, perchè poi il mondo meravigliasse nell’udire da noi stessi, che lo scopo è fallito, che le aspettative sono deluse! Abbiamo, insomma, offerto per tanti anni tanta decima di sangue e di danaro, ed essere costretti a conchiudere, che ci siamo solennemente ingannati, perchè la patria è una astrazione e la libertà una menzogna! E questa l’Italia che apparve già meritevole della aspettazione della storia?»
Più tardi lo stesso Fortunato, parlando ai suoi elettori di Palazzo San Gervasio, completava il proprio pensiero con quest’altro periodo, che si raccomanda ai suddetti bigotti sabaudi:
«Il cinquantesimo anniversario dello Statuto non ha significato, in sostanza, se non una cosa: un immenso lutto, l’ora più tragica, il maggior pericolo che l’Italia abbia corso dacchè è surta a dignità di nazione. L’unità, l’indipendenza, il regime libero, il passaggio, insomma da una semplice espressione geografica ad una grande potenza, tutto non era stato se non un miracolo di un pugno di uomini e della buona fortuna. La immane opera affannatamente, affrettatamente compiuta, poteva aver chiesto un dispendio eccessivo, forse anche deprimente, di energie economiche. Nel fatto, la misura era colma e traboccò. La scuola del dolore dovrebbe quindi ammonirci, che un qualsiasi altro disperdimento di forze sarebbe, ormai, criminoso, perchè l’incendio, che cova sotto le ceneri, potrebbe, nuovamente, divampare. E invece...»
125.Gliatti di accusae laGazzetta Ufficialedel tempo sono preziosi. Si riscontrino il:Ferdinando IIdi Mariano D’Ayala;Gli ultimi trentasei anni del Regime di Napolidi Nisco; e sopratutto per lo insieme laStoria critica del risorgimento italianodi Carlo Tivaroni, opera di lunga lena, di grande pregio e molto imparziale. Editori Roux di Torino.
125.Gliatti di accusae laGazzetta Ufficialedel tempo sono preziosi. Si riscontrino il:Ferdinando IIdi Mariano D’Ayala;Gli ultimi trentasei anni del Regime di Napolidi Nisco; e sopratutto per lo insieme laStoria critica del risorgimento italianodi Carlo Tivaroni, opera di lunga lena, di grande pregio e molto imparziale. Editori Roux di Torino.
126.Ho dato la cifra dei fucilati e la versione su quel fatto, che corre tra i nemici più fieri del governo borbonico.Molti negano che il Conte d’Aquila ordinasse la fucilazione; altri affermano che si trovasse soltanto presente. Ciò che il Conte d’Aquila smentì sempre. Gli storici borbonici assicurano che i fucilati in Castelnuovo nel primo furono soltanto 5 o 6 e che le fucilazioni cessarono appena sopraggiunse il generale Luigi Cosenz.
126.Ho dato la cifra dei fucilati e la versione su quel fatto, che corre tra i nemici più fieri del governo borbonico.
Molti negano che il Conte d’Aquila ordinasse la fucilazione; altri affermano che si trovasse soltanto presente. Ciò che il Conte d’Aquila smentì sempre. Gli storici borbonici assicurano che i fucilati in Castelnuovo nel primo furono soltanto 5 o 6 e che le fucilazioni cessarono appena sopraggiunse il generale Luigi Cosenz.
127.Il Generale Pelloux, rispondendo all’on. Bissolati nella Camera dei Deputati in Dicembre 1898, smentì recisamente sul suo onore che il Colonnello Crotti di Costigliole fosse stato punito per aver rifiutato la medaglia al valore militare per la repressione di Milano. Benchè questa circostanza venga riconfermata dalla monarchicaProvincia di Como, che per la prima la dette, sono disposto a credere al Generale Pelloux. Sarebbe doloroso, però, il constatare che nell’esercito italiano non ci siano stati ufficiali, che abbiano imitato De Sanget e Bellelli.
127.Il Generale Pelloux, rispondendo all’on. Bissolati nella Camera dei Deputati in Dicembre 1898, smentì recisamente sul suo onore che il Colonnello Crotti di Costigliole fosse stato punito per aver rifiutato la medaglia al valore militare per la repressione di Milano. Benchè questa circostanza venga riconfermata dalla monarchicaProvincia di Como, che per la prima la dette, sono disposto a credere al Generale Pelloux. Sarebbe doloroso, però, il constatare che nell’esercito italiano non ci siano stati ufficiali, che abbiano imitato De Sanget e Bellelli.
128.Sotto il Papa, nel processo innanzi ad un Tribunale militare, l’avv. Palomba difese gli accusati.
128.Sotto il Papa, nel processo innanzi ad un Tribunale militare, l’avv. Palomba difese gli accusati.
129.Benedetto Croce, nipote a Silvio Spaventa, di cui ha cominciato ad illustrare l’opera, così scrive a Vilfredo Pareto: «Lasciando ai competenti il confronto fra i sistemi penitenziarii applicati ora ai condannati politici con quello dei Borboni, e lasciando agli incompetenti che hanno un po’ di cuore e di sentimento giudicare il triste spettacolo che offre ora l’Italia libera, a me pare che il punto sul quale il confronto s’impone irresistibile è sull’indole e sul modo con cui sono stati condotti i processi politici. Perchè si sono spese tante parole e tanti colori rettorici per proclamareiniquoil processo, per esempio, fatto dopo il 1848 a Silvio Spaventa? Cito questo che ho avuto occasione di studiare da vicino. Non certo perchè lo Spaventa non fosse liberale, nazionalista, anzi unitario: in ciò i giudici borbonici non sbagliavano, come non sbagliano quelli di Milano nel giudicare socialisti il Turati e compagni. Ma fu un processo iniquo, perchè, mancando la prova di reati determinati, si volle tuttavia condannare nello Spaventa il liberale e l’unitario, ossia le convinzioni e le opinioni che apparivano certe e non sconfessate. È vero — si potrebbe dire — che i Borboni provvidero a fornire delle prove di reato, stipendiando dei falsi testimoni. Ma ciò prova che il senso giuridico non si era del tutto smarrito! Si riconosceva almeno la necessità delle prove di fatto e dei reati di azione. I giudici di Milano non hanno sentito questo bisogno.... — Vilfredo Pareto —La Liberté Économique— pag. 99-100.RastignacnelMattinodi Napoli ha esplicitamente riconosciuto che in Italia,come sotto i borboni, i processi si fanno alle idee.
129.Benedetto Croce, nipote a Silvio Spaventa, di cui ha cominciato ad illustrare l’opera, così scrive a Vilfredo Pareto: «Lasciando ai competenti il confronto fra i sistemi penitenziarii applicati ora ai condannati politici con quello dei Borboni, e lasciando agli incompetenti che hanno un po’ di cuore e di sentimento giudicare il triste spettacolo che offre ora l’Italia libera, a me pare che il punto sul quale il confronto s’impone irresistibile è sull’indole e sul modo con cui sono stati condotti i processi politici. Perchè si sono spese tante parole e tanti colori rettorici per proclamareiniquoil processo, per esempio, fatto dopo il 1848 a Silvio Spaventa? Cito questo che ho avuto occasione di studiare da vicino. Non certo perchè lo Spaventa non fosse liberale, nazionalista, anzi unitario: in ciò i giudici borbonici non sbagliavano, come non sbagliano quelli di Milano nel giudicare socialisti il Turati e compagni. Ma fu un processo iniquo, perchè, mancando la prova di reati determinati, si volle tuttavia condannare nello Spaventa il liberale e l’unitario, ossia le convinzioni e le opinioni che apparivano certe e non sconfessate. È vero — si potrebbe dire — che i Borboni provvidero a fornire delle prove di reato, stipendiando dei falsi testimoni. Ma ciò prova che il senso giuridico non si era del tutto smarrito! Si riconosceva almeno la necessità delle prove di fatto e dei reati di azione. I giudici di Milano non hanno sentito questo bisogno.... — Vilfredo Pareto —La Liberté Économique— pag. 99-100.RastignacnelMattinodi Napoli ha esplicitamente riconosciuto che in Italia,come sotto i borboni, i processi si fanno alle idee.
130.Gladstone, nelle famose lettere a lord Aberdeen nel 1851, affermò che i detenuti politici erano nelle provincie napoletane da15a30 mila. Il governo borbonico, in risposta, fece pubblicare una statistica dalla quale risulterebbe che nel 1851 gl’imputati politici, in giudizio, in carcere e in custodia erano in tutto2024.
130.Gladstone, nelle famose lettere a lord Aberdeen nel 1851, affermò che i detenuti politici erano nelle provincie napoletane da15a30 mila. Il governo borbonico, in risposta, fece pubblicare una statistica dalla quale risulterebbe che nel 1851 gl’imputati politici, in giudizio, in carcere e in custodia erano in tutto2024.
131.L’associazione Lombarda dei Giornalistiha pubblicato un’eloquente memoria nella quale è esposto il trattamento cui sono sottopostiGiornalisti e condannati politici in Italia e all’estero. Il paragone riesce, come sempre, disonorevole per l’Italia! Non parliamo dei modi civili adoperati dal governo del Granduca di Toscana, che permetteva a La Cecilia, ed a Guerrazzi di scrivere leMemorieeL’Asinonelle sue prigioni di Stato. Ma è caratteristica la lettera che il dott. Giuseppe Canella indirizzò al giornaleIl Secolosul trattamento dei detenuti politici inAustria. Eccola:«Italiano e non altro che italiano, dal 1848 in poi il mio pensiero e la mia opera furono sempre per l’Italia. Ho provato le prigioni politiche dell’Austria, dalla Torre Wanga di Trento a quelle d’Innsbruck, al Castello di Kufstein, a Rattemberg, Capodistria, Gradisca, Lubiana e Gratz.«Non appartenni, nè voglio appartenere a niun altro partito se non a quello che tende a «fare l’Italia». Qui soffersi molti disinganni ed amarezze, e non ultima quella di vedere, sotto molti riguardi, fatti paragoni tutt’altro che lusinghieri per l’Italia in confronto dell’Austria.«Leggendo ora sui giornali come sono trattati i prigionieri, severamente condannati dai tribunali militari, ad onta della mia ripugnanza, devo convenire che l’Austria, più avveduta nel reprimere e nel prevenire, si è fatta più ragionevole e più umana nel castigare».Il podestà di Riva di Trento riassume poscia il regolamento 28 ottobre 1849, firmato dal ministro della Giustizia, Schmerling, che disciplina, anche attualmente, il trattamento dei condannati politici.Risulta da esso che, per i crimini politici, i condannati sonocustoditiin un riparto particolare della prigione, e devesi avere riguardo tantoal loro grado di colturaquanto alla loro età ed alloro anteriore metodo di vita.Ai condannati è concesso l’uso del proprio letto; possono leggere, scrivere e ricevere visite di parenti, previo il permesso del preposto dello stabilimento.La spesa per il vitto, che lo Stato sopporta per ogni condannato politico è di 28 soldi al giorno, compresa la razione di pane. Ma i detenuti politici possono però provvedersi una maggior quantità di vitto, spendendo del proprio sino ad un fiorino al giorno, e quindi complessivamente hanno alimenti giornalieri per una somma corrispondente a circa due lire e mezza italiane.L’onor. Ettore Sacchi, infine, in una importante lettera allo stessoSecolo(N. 11643), dimostra che nè dal punto di vista giuridico nè da quello militare, si possono trattare come delinquenti comuni i condannati italiani dei Tribunali di guerra. Ma il governo italiano, in questo come in tutto il resto, continua nellanobilemissione di riabilitare il Papa, l’Austria e i Borboni. Tutte le premure, tutte le gentilezze il governo italiano le riserba pei delinquenti comuni, si chiamino Tanlongo o Costella.
131.L’associazione Lombarda dei Giornalistiha pubblicato un’eloquente memoria nella quale è esposto il trattamento cui sono sottopostiGiornalisti e condannati politici in Italia e all’estero. Il paragone riesce, come sempre, disonorevole per l’Italia! Non parliamo dei modi civili adoperati dal governo del Granduca di Toscana, che permetteva a La Cecilia, ed a Guerrazzi di scrivere leMemorieeL’Asinonelle sue prigioni di Stato. Ma è caratteristica la lettera che il dott. Giuseppe Canella indirizzò al giornaleIl Secolosul trattamento dei detenuti politici inAustria. Eccola:
«Italiano e non altro che italiano, dal 1848 in poi il mio pensiero e la mia opera furono sempre per l’Italia. Ho provato le prigioni politiche dell’Austria, dalla Torre Wanga di Trento a quelle d’Innsbruck, al Castello di Kufstein, a Rattemberg, Capodistria, Gradisca, Lubiana e Gratz.
«Non appartenni, nè voglio appartenere a niun altro partito se non a quello che tende a «fare l’Italia». Qui soffersi molti disinganni ed amarezze, e non ultima quella di vedere, sotto molti riguardi, fatti paragoni tutt’altro che lusinghieri per l’Italia in confronto dell’Austria.
«Leggendo ora sui giornali come sono trattati i prigionieri, severamente condannati dai tribunali militari, ad onta della mia ripugnanza, devo convenire che l’Austria, più avveduta nel reprimere e nel prevenire, si è fatta più ragionevole e più umana nel castigare».
Il podestà di Riva di Trento riassume poscia il regolamento 28 ottobre 1849, firmato dal ministro della Giustizia, Schmerling, che disciplina, anche attualmente, il trattamento dei condannati politici.
Risulta da esso che, per i crimini politici, i condannati sonocustoditiin un riparto particolare della prigione, e devesi avere riguardo tantoal loro grado di colturaquanto alla loro età ed alloro anteriore metodo di vita.
Ai condannati è concesso l’uso del proprio letto; possono leggere, scrivere e ricevere visite di parenti, previo il permesso del preposto dello stabilimento.
La spesa per il vitto, che lo Stato sopporta per ogni condannato politico è di 28 soldi al giorno, compresa la razione di pane. Ma i detenuti politici possono però provvedersi una maggior quantità di vitto, spendendo del proprio sino ad un fiorino al giorno, e quindi complessivamente hanno alimenti giornalieri per una somma corrispondente a circa due lire e mezza italiane.
L’onor. Ettore Sacchi, infine, in una importante lettera allo stessoSecolo(N. 11643), dimostra che nè dal punto di vista giuridico nè da quello militare, si possono trattare come delinquenti comuni i condannati italiani dei Tribunali di guerra. Ma il governo italiano, in questo come in tutto il resto, continua nellanobilemissione di riabilitare il Papa, l’Austria e i Borboni. Tutte le premure, tutte le gentilezze il governo italiano le riserba pei delinquenti comuni, si chiamino Tanlongo o Costella.
132.Georg Brandes, che ama e conosce l’Italia e che è uno dei più illustri scrittori scandinavi, visitando nella primavera del 1898 il nostro paese, rimase scandalizzato dalla cieca e furiosa reazione cui si abbandonavano i nostri governanti.
132.Georg Brandes, che ama e conosce l’Italia e che è uno dei più illustri scrittori scandinavi, visitando nella primavera del 1898 il nostro paese, rimase scandalizzato dalla cieca e furiosa reazione cui si abbandonavano i nostri governanti.