INDICE

Mi volgo ad esplorare il mare….Non si vedono fumi all'orizzonte,i cui grandi balconi invetriatitraboccano di luce.Il vento impulsivo e appassionatoche precipita il mio slancio,scatena ribellioni nei golfi, e nelle rade….Un folle desiderio mi spinge verso l'immensa battaglia;Ma il meccanismo superbodella mia nera volontà, attenderà, io lo voglio,ancora a lungolo scatto ideale.Nessuno m'ha scôrto. Posso scendere un poco….E' bello, è bello, il vasto fronte compatto e massicciodel nostro esercito regolare,che si spinge avanti con metodiche scosse,piastre d'acciaio offerte al laminatoio corrosivodelle batterie austriache!…Ma tuttavia la battaglia, strangolata,senza respiro,soffoca….nella tenaglia dei monti!…Non v'è modo di suddividere le nostre unità,o di adottare un ordine sparso!Come potremmo utilizzare le innumerevoliaccidentalità del terreno e tutti i ripari,per rannicchiarci o per sgattaiolare?…Ci si batte in uno spazio ristretto….Maledetto ingombro di gomiti e di fucili.S'impacciano l'un l'altro nel far fuoco….Chi si scopre è morto!… Tanto peggio!Tanto peggio!…Bisogna pur conquistare ad ogni costo le alture….e presto, e presto, per lasciar postoalle masse sbarcate, traboccante marea!…Bisogna assolutamente che i trasporti si vuotino!

__La fonderia bella battaglia.__

La battaglia mi suggerisce la visione d'una fonderia smisurata…. Quei villaggi fiammeggiano come alti forni! Quella cavalleria lanciata a corsa par che lavori come un'officina: le zampe hanno movimenti di ruote sotto gli ordini gridati, cinghie di trasmissione, fra tutti gli obici vomitati come volanti, dalla mischia fumante, grande caldaia!…

Nello stampo delle colline, i reggimenti arroventati si fondono e si sformano. Un battaglione si schiaccia come un pezzo di ghisa. Eccolo piatto sul suolo, e sussultante. Ad un tratto si spezza sotto i piloni invisibili degli shrapnels. Ed ecco la colata dei fuggiaschi fumanti, che si perdono là, nel ribollimento di quella cavalleria liquefatta!

E' dunque il sole, che esaspera la follia della battaglia? Poichè in quella fantastica fonderia di razze martellate, scoppia la ribellione! Tutte le macchine rivoltose sembran scagliarsi contro i macchinisti. Alcuni son presi fra i denti degl'ingranaggi di mitraglia, e sminuzzati, sparpagliati a ventaglio. I rimbalzi perduti dei martelli che sfuggono bastano a diroccare le case d'una città. Quel pesante cannone italiano, buon operaio, fabbro che sa il suo mestiere, con uno sbadiglio, o piuttosto soltanto con un buffetto, ha rovesciato già tre batterie nemiche, che gli parlavano altezzose, come padroni!…

Ad onta della valangae della cateratta di fuochi fitti,l'esercito rosso s'avanza,accanitamentepoichè vuole pel primo dar la scalataal palcoscenico di questo teatro di monti!Il suo fronte ha l'affannoso andirivienidi centomila telai tutti in fiamme.E' seta rossa che arde….Braccia intrise di porpora e gesticolanti!Gomitoli di soli turbinantientro spole agitate dalla morte!Tragico groviglio di tutti i filidelle vite tessute insieme!…

A colpi spessi, tre cannoni garibaldini sobbalzanti nella rossa pozzanghera agitata dei loro artiglieri sventrano l'anfiteatro dei monti, che lontano, là giù, crèpita, tuona come una cava rabbiosamente scavata in un torrido meriggio. Le volanti cartuccie del sole scoppiano da ogni parte. Esplosione d'un reggimento che cade a pezzi come un gran masso di marmo irritato di luci, congestionato di bianca follia!… Quelle truppe austriache ruzzolano giù pel declivio, come operai che corrano al riparo dopo aver posta la mina…. Ed ecco il vento che ci assale…. O maledetto vento austriaco, carico di polvere, sozzo di putredine e di salnitro! Vento abbaiante, ostile, credi tu forse di potere acciecare questi artiglieri amici del fuoco che senza fine lavorano, come macchinisti in fondo alle navi, per precisare la metodica spazzatura delle colline nemiche?…. Buffa pretesa, il volere arrestare il nostro grande esercito rosso! O fetido vento d'Austria che hai l'odore delle fabbriche di birra, ben vedi che più nulla resiste!… Tutti gli echi spaventati fracassati e pesti vanno a rintanarsi negli angoli delle montagne, coi denti alle ginocchia, come vili in un ultimo rifugio…. Credi forse d'atterrirmi, annunciandomi che dei rinforzi austriaci stanno per sopraggiungere? Lo prevedo, e per questo discendo a dominare la retroguardia italiana che potrebbe ad un tratto rallentare il suo slancio. O soldati d'Italia! non vi fermate sotto la pioggia dirotta e la grandine gemente dei proiettili!… Avanti dunque! Avanti, malgrado le volanti forbici della mitraglia e le tenaglie del sole, che alla nuca vi stringono!

Là, sulle alture austriache,i volontari, rossi di camicia e di cuore,non sono più che cenci insanguinati,stracci vermigli e viventi brandelliche soffocan la gola vorace dei cannoni!…Turano febbrilmente le falledella patria che potrebbe affondarelottando contro le fughe ruggenti della morte….Altri, forse stanchi, disperatidi non avere ancora saziate tante bocchesi scagliano come sublimi spine di pesce,nell'avida gola dei pezzi che si strozzano!…Quegli obici coscienti non sono rivomitati!…Ma la lugubre fame delle batteries'accanisce di nuovo sulla rossa macelleriadei Garibaldini,buona carne delle battaglie,pesto enorme di cadaveri eroicinel quale s'impantaneràla cavalleria austriaca….

Il mio volo planato mi trascina nel vallone insaziabile che già divorò la nostra rossa avanguardia. Tremila Garibaldini agonizzanti vi fanno risplendere, sempre più coi mantici dei loro polmoni, le leve del torace e i martelli del cuore il nome stridente e lacerante d'Italia, sempre più in alto, nel bel cielo della battaglia!…

__Il roseto garibaldino.__

Il cielo è divenuto la vivente fornace che formano, salendo, le fiamme dei loro occhi! Le mie ali s'abbandonano sulla marea dei loro rantoli…. Uno mi grida: «Abbiam dentro la gola una fucina ardente per far nuovi cannoni, e nei capaci serbatoi dei nostri polmoni abbiam di che gonfiare un dirigibile militare!»

O bel roseto garibaldino! Questa valanga di mitraglia e d'obici monotoni che instancabilmente ti graffia e ti gualcisce non potrà altro che ringiovanire le tue rose appassionate!… Ogni morente è un rosaio dai temerarî profumi, ogni morente sboccia per l'ultima volta nel suo letto spinoso d'angoscia e d'ironia…. Ogni morente scopre le sue piaghe brucianti sotto i lunghi getti parabolici di sangue che sprizzano dalle arterie recise…. Innumerevoli fontane dai getti intrecciati! Fontane imporporate da un tramonto dei tropici!…

O profondità del corpo umano, dove quel sangue eroico dai colori incendiarii piangeva un tempo malinconicamente come un'acqua prigioniera in oscuri canali! O sprizzanti arterie, inaffiatoi di follia e di vino inebbriante, spiegate il bel ventaglio dei vostri getti scarlatti sulla bocca contorta di quell'eroe che canta…. Canta la sua felicità di morire. Ascoltiamo. «Ne uccisi cinquanta in due ore! Cinquanta! Cinquanta grugni austriaci, fracassati da me!… Non dovevo pagare con la morte una sì grande fortuna?» O shrapnels austriaci, grandi uccelli esplosivi, io non temo le uova tonanti che su di me lasciate cadere nel darmi la caccia!… La vostra voce può, tutt'al più, suscitar la rivolta nel serraglio degli echi affamati che van moltiplicando ruggiti e barriti…. Tu guarda, Santo Padre, le belle goccie rosse che ornano la tua veste! fosti ribattezzato dal sangue degli eroi! Io ne son tutto grondante!… Le mie ali son tutte intrise di un'aurora perenne.

O mio bel monoplano che rùtili e crèpiti come un falò di gioia, affrèttati ad appiccare il fuoco del tuo coraggio alla seta rosea e triste di questo cielo passatista!…

O soldati d'Italia!Bisogna resistere per un'ora, ancora!…Fra poco apparirà la squadra!Io sono sopra di voi,come un faro,la cui lente sovranaraccoglie i minimi fuochi della paurae li trasmuta in grandi proiezionidi coraggio.Il prisma della mia elicae i due vastissimi raggi del mio monoplanofermeranno al passaggio quelli fra voiche l'angoscia addenta all'epigastro.Ho qui tra i piedi delle granate incendiarie….Prendete! Le semino sulle vostre calcagnaperchè mai non possiate indietreggiare!…Oh, il vostro stupore mi diverte….Non m'avevate dunque visto?…E che è mai questo pendolo? Lo saprete più tardi….Io sono il cuore battente e folgorante della patria!Impugnai tutti i vostri sussulti esitantiper disciplinarli e per renderli paralleli,così che ora riscoccano avanti!come frecce di luce!…Io sono il faro della patria!

Ma che succede? Il nostro esercito rossonon potrà dunque mai imporre il silenzioai cannoni austriaci?…Ecco moltiplicarsi ad un tratto, sui montile lingue di fuoco e i pennacchi bianchidelle nuove batterie!E questo lugubre angoscioso ritardo della squadra!M'involo più in alto, e salgo su, su, seguendole spirali d'un gran cirro color di rosa.A duemila metri trapassoun nuvolone di porpora….O buon vento d'Italia! Spazza via, tu, le nebbieche qua e là nascondono le insenaturedella spiaggia e le lontananze indecifrabili!…Sotto i miei piedi, le montagne che guardoverticalmente,con le lor cime granulose e grondantid'una poltiglia rossastra, sembranocolossali grumi di sangue staccati dal sole,fantastico gomitolo di cadaveriroteante nell'infinito….

Dove vai, nuvola occidentale, che porti a tracolla l'ultimo tuo raggio rosso, come un fucile insanguinato, e le tue colline purpuree, rigonfie come carnieri pieni di selvaggina?… Tu mi hai obbedito, buon vento d'Italia…. Urrà! Urrà! Le nebbie sono spazzate! Il mare, tutto il mare raggiante di gioia si slancia nei miei occhi e nella mia bocca con folli grida azzurre e sbattendomi sulle guancie le sue ali freschissime!…

Io salgo sempre più in alto, da gradino a gradino, come si sale una scala gigantesca. Non vedo più la linea tenue dell'orizzonte…. Il mar turchino s'è inalzato per unirsi al cielo turchino, formando il fondo d'un vaso immenso e liscio da cui lentamente io vaporo come un incenso.

__La squadra italiana.__

Che vedo? Centuplicate il vostro sforzo, occhi miei! Quel lungo e nero corteo di cavallette, giù nel cavo della sfera infinita, è la squadra! Oh! gioia! mia gioia infantile! A due mani dovrei imprigionare il mio cuore che adesso, lo giuro, ha soltanto dieci anni!… Odo alla mia sinistra, laggiù, le cannonate…. Forse è in Dalmazia, all'estremità di quelle coste i cui echi lontani balbettano desolanti e morenti grida d'allarme!… La nostra forte squadra mediterranea imbottiglia ledreadnoughtsaustriache entro il porto di Pola!… Il mare Adriatico, oltre Trieste, è chiuso dalla catena dei nostri sottomarini. Quella seconda squadra che s'avanza verso di noi, deve certo scortare trasporti pieni di truppe…. Ed ecco: tutto il cielo s'annebbia, s'annuvola dei loro fumi salenti…. Io ritorno alla spiaggia, e vedo a poco a poco il mare, tutto il mare che s'ingombra di ferro Stan lastricando d'oro e d'acciaio turchino l'Adriatico in tutta la sua larghezza?… Vedo le innumerevoli lastre metalliche ancora ritte….

Oh! strana fioritura di roteanti bandiere che coprono l'alberature di uno sfarfallìo multicolore! Mirabolante assalto di api mostruose che vorrebbero suggere fiori nei miracolosi giardini solari cullati dalle onde!… Quasi ne odo il ronzìo che s'allarga fra l'odio minaccioso e nero delle corazzate, concise, immote e contratte come scorpioni colossali e pasciuti….

Su! Riprendete fiato, soldati d'Italia! Nei vostri occhi infocati nevicano da lungi bandiere, segnali d'una freschezza rosea, azzurra, rossa, verde e dorata! Nei vostri orecchi assordati s'ingolfano clamori di speranza e di gioia che giungono dalle coffe della flotta, cariche di frutti umani. S'aprono questi entusiasticamente, sprizzando su noi il succo di queste grida vittoriose!… Sulle loro scìe lucenti, come rotaie, s'avanzano in fila le nostre corazzate, formando un inverosimile treno d'incubo…. Ogni vagone è lungo duecento metri, e trasporta a fasci fucili smisurati, gigantesche tenaglie e massi di ferro grandi come case….

Il formidabile treno delle corazzate si ferma con una detonazione, spaventevole laccio esattamente lanciato sulle alture coronate d'austriaci, per strangolare nel suo gran nodo sonoro il corpo intero del paesaggio che ha per cuore ribollente la battaglia!

Poi, dolorosamente, il laccio del frastuono s'allenta, e lascia libera quella preda che non si può sradicare…. La prima fila, formata di seidreadnoughts, diventa un arcipelago imprevisto di emergenti vulcani in eruzione! Tutta la squadra luccicante al sole cosparge lo spazio di terrore e di porpora. Io mi cullo a mille metri d'altezza sulla torre di prua della nave ammiraglia e sto al disopra della casamatta di un cannone da195. Ecco la squadra dei fucilieri e dei cannonieri comandata da un guardiamarina, Il caricatore apre il pezzo. Dietro di lui, i serventi allineati portano sulle braccia i bossoli di carica, fox-terriers indomabili, o monelli terribili! Sul ponte, altri bossoli ritti ed ansiosi sembra aspettino d'essere sollevati come fanciulli, sino alla calda finestra da cui si può forar lo spazio con uno sguardo violento!…

«Quartiermastro cannoniere, cannonieri brevettati, attenti al tornar delle fiamme!… Controllate il manometro! Prendete questo sacchetto di sabbia che vi getto…. Ho potuto segnar sul cartone l'alzo preciso dei pezzi….» Il mio sacchetto piomba nel gigantesco lampo dorato che rotola fra schianti d'aria formidabili…. Oh! gioia di fiutare il fumo asfissiante dei gas deleteri! Cari obici italiani, che sapete accartocciare il blindaggio delle navi da guerra, su, lacerate dunque la scintillante rilegatura di quei forti metallici, volumi tremendi! Urrà! Bene! Io esalto la vostra brutale destrezza di mano! E vedo già pendere, la,[**sic] sulle alture, mostruosi brandelli d'acciaio e bizzarri cartocci di rame gualcito.

La terra e le acque si sono avvolteinteramentein una grande nuvola azzurrinache a poco a poco s'annerisce e si lacera.Senza riposo, monotone,le detonazioni lontane dei cannonisono golosamente mangiatedalle più vicine, che aprono sotto di mevaste mascelle vibranti,d'una larghezza incalcolabile!…

O perchè mai, Santo Padre, ballonzoli così? Pover'uomo! Non devi già scacciare mosche! Suvvia! a pugni, a calci, scaccia lontano da te questi avvoltoi spennati e tragici che ti strigliano le guancie colle loro coscie granulose e col loro lungo collo rossastro e pelato!

Io filo via rapidissimamente e li supero…Tu devi ringraziarli. Ti hanno forse salvatoda un lungo sonno mortale, facendoti sostenerela parte passatista di Prometeo!…Oh! no! che seccatura!…Eccoti riaddormentato,colla tua solita smorfia di pauracretina che ti rimane scolpitasulla faccia gonfia…. Somiglia quegli scogli clericali accovacciati a fior d'acqua,la cui schiuma ha improvvisi spaventi bianchiad ogni obice sibilante….Suvvia, svegliati!… Ecco: l'ora è venutadi mostrarti al pubblico, o vecchio orsosozzo di sangue…. Un po' di pulizia!Spazzola la tua sottana…. Tira fuoriil tuo rosario; nascondi quel fazzoletto!Non pianger più! Cessa di lamentarti!So, so, che dei pruriti e dei formicoliiti irritano le gambe….Ma di ben altro si tratta! Riprendiil tuo aspetto di dolce beatitudine!Un po' di compunzione nel tuo sorriso…. Suvvia?Attento! Ora discendosu quelle alture che celano la ritiratadelle truppe austriache…. Vi giungeremoin tre minuti…. Presto!prepara i bei festoni di grassoche adornano il tuo mento!…Porta alta la tua pancia, come se fosseun ostensorio!Io ti farò passeggiare al disopra di quelle grandibandiere gialle.

Finalmente, ecco il forte sinistramente appiattato da cui risaliva poc'anzi, rinnovandosi sempre, l'albero insradicabile delle esplosioni che proiettava lontano i suoi fogliami di piombo. La sua cupola d'acciaio, poc'anzi, girava su sè stessa, lucendo come un astro sotto lo scivolìo accanito degli shrapnels…. Finalmente ecco il guscio della gran tartaruga di ferro bitorzoluta e tutta a squame turchine…. Il forte finge di dormire nel suo fossato profondo, buco scavato su misura nel fianco della montagna che da ogni parte arrotonda lunghe schiene scattanti di furibondi gattacci…. Scoscendimenti, fasciati di ferri puntuti e inghirlandati di cespugli di chiodi! Mucchi bizzarri d'istrici colossali!….

__L'esca aerea.__

Artiglieri austriaci e cattolici, so che i vostri cannoni hanno almeno la portata di ottomila metri, e che si posson puntare a un angolo qualsiasi! I loro shrapnels fanno piovere una grandine di proiettili, tremila almeno, disposti in un cono!… Non sparerete, spero, contro di noi…. Le vostre carezze potrebbero irritare il Pontefice!… Scavalco, a volo, rapidamente il vostro grande esercito in fuga…. File innumerevoli di schiene piegate, frustate dalla paura, arrestatevi!… Reprimi dunque più che puoi le nausee del tuo povero stomaco, e riprendi la tua aria d'uomo serio…. Guarda: tutto l'altipiano è selciato, bellamente, di faccie accalcate che contemplano il cielo.

Tutto l'esercito, a bocca aperta, aspetta il tuo sermone! Sermone della montagna, davvero! O fraudolento commissario di Cristo, dove hai lasciato la tua bella eloquenza? Su! bisogna parlare!… Ah! capisco! Quella messe di baionette non ti seduce! Come sono carini!… Spiegano sotto di noi, tese per le quattro cocche, le loro gialle bandiere, e ti pregano di lanciarti giù a capofitto! Non sono già un volontario dell'esercito rosso! Altro non sono che un uccello venuto dall'Italia, e porto nei miei artigli un corvo spaventato che nondimeno potrebbe servirvi da amuleto o da veneranda reliquia!…

Con la sua pancia pesante e le sue zampe ballanti lo scambierete senza dubbio, per un minuscolo elefante di pelle gonfiata…. E' il Papa, vedete?… E' il vostro Papa…. Tutti in ginocchio!… In ginocchio! In ginocchio!… Voi siete cattolici romani ed apostolici! Sua Santità, che io faccio dondolare sopra le vostre teste, vi darà fra poco la santa benedizione. Dalle sue mani, la vittoria pioverà sull'esercito! Scusami, Santo Padre…. La brezza ci scuote! Involontariamente beccheggio…. Immonda e livida razza, itterizia della terra!… Non osate tirare contro di me!… Potreste uccidere Dio! Avanti! Ma un po' in fretta, suvvia!… A passo di corsa!… Io volo! Arriveremo a Trieste, poichè voglio deporre Sua Santità sulla più alta torretta del castello di Miramare!

Accelerate ancora il vostro passo di corsa! L'esca val bene la vostra fatica! E' un papa, dopo tutto, che vien dal cielo e rappresenta Dio, Fra voi, vi sono alcune migliaia di bruti che lo scambiano semplicemente per una grossa salsiccia…. Saporita, comunque…. E mi vanto d'averla rubata io stesso nella dispensa fetida del Vaticano! Su! Fate presto…. Ben vedo che le raffiche della bora scuotono e torcono come uno straccio tutto l'esercito in marcia. Che importa? A passo di corsa! Se no, io me la svigno, e porterò a Dio il suo vecchio uomo d'affari. Voi gridate dalla disperazione, come ragazzi desolati d'aver lasciato fuggire un bel pallone rosso o un bel cervo volante?…

Sappiate che in questo momento l'esercito italiano sforza il valico che avete abbandonato e penetrano in Austria. Domani l'esercito rosso sarà a Vienna!… Voi rispondete annunciandomi con grandi grida di gioia: Trieste e Miramare!

Ebbene, no!… Preferisco far scavalcare al Pontefice la contorsione schiumante di questo golfo…. Voi avete nel porto sei buoni incrociatori, con le macchine sotto pressione. Imbarcatevi dunque!…

Preferisco portare sul mare il vostro Papa. Che farebbe, a Miramare? Non è già, ch'io mi sappia, un astrologo, nè un principe impotente! Il Santo Padre è piuttosto una specie di Dio, un Gèova, un Prometeo, che so io? Venite ad ammirarlo nel diabolico scompiglio della burrasca!

Voi mi avete obbedito. Il vostro torrente umanoha riempiti gl'incrociatoricome botti…. Si staccano l'un dopo l'altro,temerarî sfidandoil crollar della pioggia, del vento e della grandine,e le scosse di groppa delle centomila giraffecolossali e fosforose del mare….

Sulle scogliere, i violini arrabbiati del vento elettrizzano le budella miagolanti della foresta coprendo di note più alte l'orchestra formidabile del mare…. Il russare del mio motore si compiace a macinare questa lacerante polifonia, le cui cadenze fanno il massaggio ai miei muscoli, tonificano i miei nervi, e caricano di energia gli accumulatori del mio cuore dai lunghi fili….

Io vi compiango, ufficiali austriaci,e compiangoi vostri incrociatori torturatie squartati dai venti!Sto a piombo sul vostro triste beccheggionel rapido lustreggìo dei troppo lunghifulgidi coccodrilli del lampo!…Ah! non potete dunque star rittisulle vostre tolde oscillanti?…Vedo qua e là, sotto i capitomboli della folgore,grappoli di facce, dagli sguardi sprizzantiimporporati….Qua e là, in uno sbadiglio di luce totale,il ponte si copre tuttodi ardenti pupille che mi fissano….

Ma il gran Mal di mare, patrono delle vostredreadnoughts, ha imposto ai vostri stomachi un abbondante vomito, giù dai parapetti di bordo!… Onore a voi, grondaie medioevali, che trasformate gl'incrociatori in tante cattedrali sradicate nel gran vaglio agitato d'un terremoto! Tre volte, i lampi miniano le vetrate e le cupole delle vostre bandiere.[*dot added] La burrasca ha scolpiti i vostri lunghi alberi come sacri pinnacoli…. Una raffica di preghiere ha fatto mordere il suolo ai vostri cannoni umiliati, ed ha fiorito il bompresso d'una gran croce elettrica!…

Gradite dunque, ufficiali ed incrociatori, i miei complimenti, per tutti gli obici illuminanti che lanciate a cercarmi nella notte nera!… Non è troppo felice, il vostro tiro! Via! non così!… Tirate più basso!… Ah, ecco! Finalmente! Va già meglio! Quest'obice d'oro mi scoppia sul capo, e lentamente si scioglie inaffiando il cielo di stelle acciecanti….

Ufficiali austriaci, vomitanti grondaie,voi meritateche finalmente io lasci caderesu voi il Santo Padre,fetido sterco nero e greve,caldo uscito dal mio sfintere di grande uccello d'Italia!…Cercate di riceverne un po' in bocca…Potrete nutrirne l'anima vostrafino alla morteestremadella vostra razza!

Arrivederci, Santità! Finalmente spezzo le tue catene!… Ti ho regalato cielo e nuvole ed ora ti consacro imperatore dei pesci!… Attento! Ti lascio cadere…. Datti la pena di giunger le mani come dovessi pregare e fa un bel tuffo! Ahi! Che fracasso! Ti sei fatto male?… Certo la pancia ti s'è sgonfiata, come una seppia, annerendo le onde!

__I pescicani becchini.__

Eh, via! Possibile? Il mare rifiuta anch'essod'accoglierti nel suo seno?Eppure è qui, proprio in mezzoa questo gran lago italiano,Adriatico,che fu da tempi remoti predispostala grande tomba mobiledell'ultimo dei nostri Papi!…Ed ecco infatti i tuoi graziosi becchini:i pescicani! Accorrono a gara,Il più grande, solenne,entro la fossa fino a mezzo il corpoarrota, due, tre volte su un lampo violettola vecchia zappa intaccata del suo grugno motososospingendoti a colpi di codanel profondo terreno del mare!…

Sono leggiero, libero e possente!… Son un italiano liberato ad un tratto dalla sua zavorra cristiana e dai suoi pesanti ceppi cattolici! Avanti contro Vienna!… Avanti! Avanti!

Gli scoppi dei cannoni furibondi mi guidano. Fiamme, laggiù, lontano!… I nostri due eserciti s'avanzano scavando l'orizzonte notturno, sventrando le città che tremano smascherate dal gran gesto brutale dei nostri riflettori!

Esercito austriaco sconfitto, io ti sento con gioia fuggire spaventosamente in un ansare di rosse paure!…

E voi, Garibaldini, sappiate che vi portonel mio ventre,con una calda ebbrezza materna!…Io sento scricchiolare i vostri piedi possentiper i sentieri coperti delle mie viscere!…Distruggere! Bisogna distruggere!Distruggere senza fine!…

I tizzoni delle mie dita bruciano,palpitano, crepitano e fumanodalla punta,rapidamente!…Ho dappertutto, sulle tempie, in golai colpi reiterati d'un razzo meccanicoche darà fuoco, ben presto,all'obice del mio corpo!…

O padre mio, tu che sapesti così ben caricarmi d'eroismo e d'audacia temeraria, ora vedi come io soffro aspettando così, lungamente, lungamente, l'inebbriante esplosione del mio corpo!…

Le mie vene son strade ingombrate dalle grandi pariglie di duecento batterie che sboccano improvvisamente sulla mia bocca spalancata, sulle alture dei miei occhi, sull'arco orizzontale del mio petto…. Rapidamente puntate, esse sparano, sparano con furore…. sull'Austria vinta!…

Finito il 29 Novembre 1911 nelle trincee di Sidi Messri. Pubblicato in francese a Parigi (Sansot éditeur) 12 Gennaio 1912.

1.—Volando sulla Sicilia, nuovo cuore d'Italia2.—I consigli del Vulcano3.—Nei dominii di mio padre, il Vulcano4.—Le batterie dei soli5.—La pesca della Gran Foca verniciata6.—I mosconi politici7.—I sindacati pacifisti8.—Volando con la luna9.—L'esecrabile sonno10.—I collari del tempo e dello spazio11.—La battaglia di Monfalcone o la Tomba dei Papi

Edizioni futuriste di "POESIA"

__L'ESILIO__. Romanzo di __Paolo Buzzi__, vincitore del 1º Concorso di «Poesia»:

Parte Prima:Verso il baleno(copertina di Enrico Sacchetti)___Esaurito___

Parte Seconda:Su l'ali del nembo(copert. di Enrico Sacchetti)___Esaurito___

Parte Terza:Verso la folgore(copertina di Enrico Sacchetti)___Esaurito___

__L'INCUBO VELATO__. Versi di __Enrico Cavacchioli__, vincitore del 2º Concorso di «Poesia» (copertina di Remolo Romani) ___Esaurito___

__D'ANNUNZIO INTIMO__, di __F.T. Marinetti__ (traduzione dal francese di L. Perolti) ___Esaurito___

__LE RANOCCHIE TURCHINE__. Versi di __Enrico Cavacchioli__, vincitore del 2º Concorso di «Poesia» (copert. di Ugo Valeri) ___Esaurito___

__ENQUÊTE INTERNATIONALE SUR LE VERS LIBRE et MANIFESTE DU FUTURISME__, par __F.T. Marinetti__. ___Esaurito___

__AEROPLANI__. Versi liberi di __Paolo Buzzi__, colSecondo proclama futurista, di F.T. Marinetti ___Esaurito___

__L'INCENDIARIO__, Versi liberi di __Aldo Palazzeschi__, colRapporto sulla Vittoria futurista di Trieste___Esaurito___

__MAFARKA IL FUTURISTA__. Romanzo di __F.T. Marinetti__, tradotto da Decio Cinti (Processato e condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore) ___Sequestrato___

__DISTRUZIONE__. Poema futurista di __F.T. Marinetti__, colPrimo Processo di «Mafarka, il Futurista»___Esaurito___

__POESIE ELETTRICHE__. Versi liberi di __Corrado Govoni__. ___Esaurito___

__IL CODICE DI PERELÀ__. Romanzo futurista di __Aldo Palazzeschi__ ___Esaurito___

__LA BATTAGLIA DI TRIPOLI__ vissuta e cantata da __F.T. Marinetti__ ___Esaurito___

__LA BATAILLE DE TRIPOLI__ vécue et chantée par __F.T. Marinetti__ ___Esaurito___

__IL CANTO DEI MOTORI__. Versi liberi di __Luciano Folgore__ L. 3,50

__I POETI FUTURISTI__.—Rivista annuale del lirismo futurista. (Anno 1912-13) L. 2,—

__MUSICA FUTURISTA__, di __Balilla Pratella__ (Riduzione per pianoforte, coi treManifesti della Musica futurista. Copertina di Umberto Boccioni) L. 10,—

__ZANG-TUMB-TUMB__ (Adrianopoli-Ottobre 1912).—Parole in libertà di __F.T. Marinetti__ L. 3,—

__PITTURA SCULTURA FUTURISTE__, di __Boccioni__, con 51 riproduzioni di quadri e sculture di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, Soffici L. 4,—

__CAVALCANDO IL SOLE__, versi liberi di __E. Cavacchioli__ L. 3,—

__L'AEROPLANO DEL PAPA__, romanzo profetico in versi liberi di __F.T. Marinetti__ L. 3,50

__PONTI SULL'OCEANO__, versi liberi e parole in libertà di __Luciano Folgore__ L. 3,—

__L'ELLISSE E LA SPIRALE__ (Film + Parole in libertà) di __Paolo Buzzi__ L. 4,—

__GUERRAPITTURA__ (Futurismo politico—Dinamismo plastico—12 Disegni guerreschi—Parole in libertà) di __Carrà__ L. 3,—

__RAREFAZIONI e PAROLE IN LIBERTÀ__ di __Corrado Govoni__ L 3,—

__GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO__ di __F.T. Marinetti__ L. 2,—

__BAIONETTE__, versi liberi e parole in libertà di __Auro D'Alba__ L 3,—

Presso tutti i principali librai d'Italia e presso la __DIREZIONE DELMOVIMENTO FUTURISTA:__

__MILANO—Corso Venezia, 61__

End of Project Gutenberg's L'aeroplano del papa, by Filippo Tommaso Marinetti


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