L'alloggio dell'anatra

L'alloggio dell'anatra

Grazie alla robustezza della sua costituzione fisica l'anatra non ha bisogno, come alloggio notturno, di un locale con disposizioni complicate e si adatterà a quello qualunque che le verrà preparato pur che la condizione essenziale sia l'aereazione e dove trovi un giaciglio pulito; un ambiente senz'aria mal tenuto, infetto, è sempre la causa principale se non unica delle malattie alle quali, malgrado la sua vigoria, l'anatra può soggiacere.

Chi alleva diverse specie di volatili deve dare un alloggio separato ai palmipedi, i quali non possono appollaiarsi e dormendo in comune con galli, galline, tacchini ecc. ricevono nella nottata sul dorso e sulla testa i copiosi risultati della digestione dei sovrastanti pennuti. Questa promiscuità in uso nelle masserie non dov'essere praticata da quanti hanno a cuore di conservar puliti ed in buona salute i propri palmipedi, anatre ed oche; un'eccezione si puòfare per le muschiate le quali hanno l'abitudine di volare e dormir sui bastoni come i gallinacei.

La modesta abitazione dell'anatra consisterà in una specie di tettoia chiusa, formata mediante quattro telai in legno, di cui due di legno pieno e gli altri due saranno muniti di rete metallica a larga maglia, non troppo però ad evitare che animali da preda possano penetrar nel rinchiuso durante la notte. Questi quattro telai, congiungibili a mezzo di gangi ed appoggiati a regoli di legno infissi nel terreno formano un insieme che permette di smontare il piccolo edifizio e trasportarlo altrove ogni qualvolta ne sia sentito il bisogno; naturalmente, occorre anche un tettino, ed è perciò che i due telai laterali andranno foggiati a pendio, e quello anteriore un po' più basso del telaio di fondo per alcuni centimetri. Così, supponendo di dover dar alloggio a dodici individui, un metro e mezzo o due di lunghezza ed uno e settantacinque centimetri di profondità sono sufficienti; altezza del telaio davanti m. 0.75 e di quello di dietro m. 1.30. L'inclinazione del piccolo tetto è quella occorrente per lo scolo delle acque piovane, poichè per quanto sia un uccello acquatico l'anatra ha bisogno di un alloggio asciutto, l'umidità del dormitorio essendo assai pregiudizievole alla sua salute. Il tettino andrà ricoperto con cartone incatramato o con altro sistema che impedisca all'acqua di penetrare e sul suolo dell'asilo notturno si spanderà della paglia o della segatura di legno e meglio ancora, ove si possa averla, della polvere di torba, assorbente e disinfettante per eccellenza; lavallonea di cui si servono i conciatori di pelli può ancora servire benissimo.

Lo strato di paglia o di altro ingrediente andrà spesso rinnovato, perchè con le deiezioni liquide dei palmipedi in poco tempo viene a formare una materia vischiosa poco igienica. Negli angoli del casotto si dispongono dei nidi dove le femmine andranno a deporre.

Le indicazioni date sono per semplice norma di chi volendo impiantar un piccolo allevamento desidera un consiglio, una guida, chè, del resto, qualunque locale è buono, a condizione soltanto che sia sano, dove l'aria circoli liberamente, senza tuttavia dar luogo a correnti pericolose ed infine sia sempre tenuto ben pulito.

Per le anatrine allevate sia da madre naturale come artificialmente, occorre un casotto a parte, delle forme approssimativamente uguali a quelle descritte, ma di dimensioni proporzionate alla quantità degli allievi che vi si destinano e per questo, la pratica insegna; i telai pieni possono però esser tre invece di due soli. E così ancora, se nella stagione buona, si cambieranno i telai pieni con altrettanti a maglia di fil di ferro zincato, la salute dei ricoverati se ne avvantaggerà maggiormente.

Le anatre domestiche possono quasi completamente far a meno d'acqua per bagnarsi; i giovani destinati al precoce sacrifizio non devono averne che per bere, mentre ai riproduttori giovani od adulti la costruzione di un piccolo bacino è sempre consigliabile; i primi acquisteranno maggior vigorìa di muscoli ed uno sviluppo più rapido mentre le uova prodotteda femmine adulte che godono del benefizio dell'acqua conterranno dei germi più vigorosi e saranno più facilmente fecondate, l'atto d'accoppiamento facendosi meglio dai palmipedi sull'acqua che non sul suolo; gli anatrotti prodotti da germi robusti riusciranno conseguentemente meglio costituiti.

Il bacino scavato nel suolo andrà, ben inteso, cementato tanto nel fondo che sulle pareti ed in leggero pendìo, onde poter cambiare di frequente l'acqua e più agevolmente; esso dovrà aver i bordi a fior di terra perchè gli animali vi possano accedere facilmente e sortirne senza dover fare degli sforzi. Per dieci o dodici adulti un bacino largo un metro e venticinque centimetri e lungo altrettanto o poco più è sufficiente.

Il liquido elemento oltre a giovare alla salute offro loro il mezzo di tenersi più pulite e ciò conta anche per qualcosa. Chi poi ha la fortuna di poter mandare le sue anatre ad un ruscello od a qualche stagno vicino, avrà pure il vantaggio di una qualche economia nell'alimentazione, chè i suoi pensionati troveranno nel fondo del rivo o dell'acqua stagnante una infinità di animalucci e d'insetti che ne formano la microscopica popolazione.

Prima di terminar il capitolo riguardante l'abitazione mi cade in acconcio di dir due parole sugli escrementi che si raccolgono nell'abitazione stessa e sul loro valore, il quale non va esagerato ed è anzi per questo motivo che reputo inopportuno far materia d'un capitolo speciale l'argomento in questione.

Lo sterco delle anatre deposto durante la giornatasul suolo dei recinti dove stanno rinchiuse giova assai a concimarlo e facendo l'operazione di vangar il terreno, come consigliato, di tanto in tanto, questo conterrà ottimi elementi per la pronta e vigorosa vegetazione. Quello risultante dal soggiorno degli animali nella baracca o nel locale in cui dormono, e che, naturalmente, sarà in quantità minore dell'altro prodotto nel giorno, associato a dei buoni elementi come la vallonea e la torba in polvere produrrà un concime buonissimo. Secondo il Blanchon, il concio dell'anatra in confronto a quello del cavallo contiene una quantità assai maggiore di fosfato (14. contro 2.1), d'azoto (10. contro 4.5), di calce (17.5 invece di 5.7), di sodio (6.5 invece di 1.5) ed una maggioranza anche per gli altri principii quali la magnesia, la potassa; la proporzione dell'acqua è invece inferiore, 556 nelle deiezioni anatrine e settecentodieci in quelle equine.

In sostanza il concime prodotto dagli escrementi del nostro palmipede mescolati a qualche materia come quelle indicate, compreso il gesso e la sabbia, o la sansa, ha un certo valore e mal si agirebbe non apprezzandolo come merita; orticoltori, giardinieri, agricoltori lo stimano e se ne valgono; essi però si guardan bene dall'adoperarlo collo stato puro; ben sapendo come in tali condizioni, invece di fertilizzare il terreno, brucierebbe le piante.


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