Malattie
In generale, le malattie che affliggono i polli, i tacchini od altri volatili sono più numerose e con caratteri più gravi che non nei palmipedi; per preservarneli, un'alimentazione sana, ed animalizzata con verdura in abbondanza, acqua spesso rinnovata in abbeveratoi tenuti puliti, locale con giaciglio cambiato appena incomincia ad essere un po' sudicio, forma un insieme di cure sufficienti. E se un'epidemia scoppia dove c'è agglomerazione di volatili d'ogni sorta, le anatre saranno delle ultime a risentirsene, per quanto, essendo di carne anch'esse possano soccombere; ciò che hanno da temere è il contatto, chè vivendo sole, per poco che l'igiene sia osservata nel locale dove dormono, specialmente, sarà ben difficile che cadano ammalate.
Non mi soffermo a parlare di quel catastrofico flagello che è il colera, il quale dove fa la sua apparizione tutto distrugge e le anatre sono travolte nel turbine come tutto il resto. Questo succede negli allevamenti di campagna dove l'igiene non si sa neppure che cosa sia, ma l'allevatore per poco curante dei propri interessi non ne permetterà l'invasione e nella peggiore delle ipotesi non mancherà di prendere quei provvedimenti perchè il colèra non si diffonda, che i trattati di avicoltura come quello del Pascal suggeriscono; nel suo importante lavoro[3]ilnostro popolare autore ha trattato con quell'erudizione che gli è propria il penoso argomento ed ha indicato i mezzi ed i rimedi per sanare una piaga così allarmante o almeno alleviarla nella misura del possibile.
Ma vi sono altre malattie contagiose anch'esse, non della gravità tuttavia del colèra e che pure danno dei grattacapi ai pollicoltori, il cui impianto è difettoso o che sono negligenti; una delle più frequenti è la:
Difterite.Questa malattia nella maggior parte dei casi si manifesta nell'interno della bocca, invade la lingua, la gola e scende fino alla trachea ed ai bronchi; anche gli occhi e le narici sono quasi sempre attaccati in pari tempo. Dalla gola sale un'onda di fetore ripugnante quando già il male è avanzato; gli occhi lagrimano e dalle narici si vede colare un liquido purulento che tramanda cattivo odore.
Non appena si scorgono i primi sintomi della malattia, lagrimazione e scolo, bisogna correr subito ai ripari; se aprendo il becco dell'ammalata si scorgono delle bolle o false membrane al palato od alla gola, il primo provvedimento da prendere è di segregar subito l'individuo, perchè il male è contagioso quindi disinfettare radicalmente tutti i locali, quello dove dormono gli animali compreso, ed i vari accessori.
Ogni individuo colpito va dunque portato in qualche luogo riparato, uso infermeria, dove possa venir curato a dovere. Occhi e narici andranno bagnati con un tampone d'ovatta intriso in una soluzione d'acido borico, poscia si faranno delle pennellature con liquido detto di Benion (miele rosato gr. 30, acido cloridrico gr. 8 acqua distillata gr. 150); servono purele pennellature a base di tintura di iodio. I tumori della bocca e della gola si curano con pennellature di una composizione, la cui formula è: tintura di ratamia 10 gr.; tintura di benzoino gr. 10; di aloe gr. 5. Se però il male ha invaso i bronchi di dove facilmente si diffonde fino agl'intestini è quasi impossibile guarirlo; attaccato alla sua radice e cioè ai primi sintomi esteriori e trattato energicamente, anche col petrolio come ho visto usare con efficacia, per quanto il rimedio sia brutale, il male può esser guarito, ma non bisogna trascurarlo, si deve osservare sempre, continuamente gli animali, isolare i colpiti fin dal primo stadio della malattia. Chi non li sorveglia attentamente è inutile che si lamenti se si ammalano e l'uno comunica il malanno all'altro; chi non si sente di far un impianto in regola, di badare alla pulizia ed all'igiene dei suoi alati farebbe meglio a non incominciar neppure; il più delle volte la causa di ogni guaio, delle catastrofi è l'avicultore stesso e allora.... addosso a quella birbonata di pollicoltura!
Corizza.— È una forma attenuata di difterite, con gli stessi sintomi cioè della lagrimazione degli occhi e dello scolo dalle narici, ma la bocca e la gola non sono attaccati. Ad ogni modo, infermeria anche in questo caso e pennellature di una soluzione di solfato di rame al 5‰; alimentazione tonica, con introduzione di scarti di carne od altro genere consimile.
Dissenteria.— La difterite e la corizza sono provocate dal locale umido, dai bruschi cambiamenti di temperatura, da correnti d'aria, dal passaggio dallaatmosfera calda del dormitorio all'aria libera molto fredda; la dissenteria è prodotta invece da un'alimentazione troppo acquosa, quantunque talvolta venga in conseguenza della difterite, nel qual caso non v'è rimedio. Ma se la colpa è di un nutrimento tale da produrre la diarrea semplice questa si guarisce dando agli ammalati dei pastoni di crusca o di farina d'orzo oppure del riso bollito con un po' di carbonato di ferro; la farina di ghiande invece del carbonato serve come astringente, e, così ancora l'aggiunta di carbone di legno polverizzato nei pastoni giova al caso attuale.
Pipita.— Ne è causa generalmente il locale umido o malsano e si guarisce con qualche pennellatura di tintura di iodio sul palato o sulla lingua dove si scorgono le membrane ulcerose; i casi sono del resto piuttosto rari.
Capogiro.— Come l'oca, l'anatra va soggetta alle vertigini, prodotte per lo più da un'alimentazione troppo riscaldante; ciò provoca un afflusso del sangue al cervello, quindi la congestione, l'animale sembra ubbriaco, gira su se medesimo e barcolla. In questo caso, conviene una cura rinfrescante con grande abbondanza di verdura e crusca bagnata, tranquillità in luogo appartato, piuttosto buio; nell'acqua da bere si introdurrà un po' di solfato di soda.
Apoplessìa.— Ha pressochè gli stessi caratteri del precedente, ma può esser causata da colpi di sole; è assai raro nell'anatra, mentre è più frequente nell'oca che gironza tutto il giorno nei campi; i forti calori tuttavia possono produrre uguali effetti dell'insolazione. Un'estrazione di sangue mediante il tagliodell'unghia alla sua base in entrambe le zampe si renderà necessaria efficace anzi; quindi regime rinfrescante e relegazione.
Anemia.— Il dimagramento generale, il pallore dei tarsi e del becco ne sono gli effetti; non c'è che amministrare alimenti animalizzati e fortificanti.
Avvelenamento.-Le anatre che abbiano la possibilità di pascolare nei prati, come le oche, ingoiano talvolta fra le erbe buone anche qualcuna nociva, tali la cicuta, il giusquiamo, la belladonna, i sintomi dell'avvelenamento si presentano ancora come quelli che si osservano nei casi di vertigini e di apoplessia. Il rimedio consiste in latte caldo dato in abbondanza e fatto ingoiare forzatamente, al primo accenno del male; quindi si tratta il volatile col regime indicato più sopra del capogiro.
Reumatismo.— L'animale comincia per star malfermo sulle zampe, poi cammina zoppicando, le articolazioni e le zampe si gonfiano, finchè finisce per non potersi più muovere. La causa di questo va ricercata nel locale d'abitazione umido ed il rimedio è ovvio: risanamento, in pari tempo si fanno dei bagni caldi senapati alle zampe tenendovi l'inferma per dieci minuti ogni volta e poi si praticano frizioni d'olio canforato o d'olio di trementina. Per gli anatrotti colpiti basta tuffar le zampine nella feccia di vino riscaldata.
INDICEI.L'anatra prototipo dei volatili per industriaPag. 1II.Caratteri generali dell'anatra5III.Le principali razze da prodotto9L'anatra di Rouen11L'anatra di Duclair18L'anatra di Aylesbury20L'anatra di Pechino27L'anatra Orpington31L'anatra Corritrice Indiana35L'anatra Muschiata38L'anatra di Merchtem43L'anatra Svedese45L'anatra Cayuga46IV.L'alloggio dell'anatra47V.L'alimentazione51VI.Come si allevano gli anatrotti61VII.Un esempio di allevamento ristretto69VIII.Come e dove s'industrializza l'allevamento dell'anatra74IX.L'ingrassamento dell'anatra83X.La piuma89XI.Malattie95
NOTE:1.Pascal. Manuale teorico pratico d'avicoltura F. Battiato Editore Catania — 1915.2.Le mie galline— Francesco Battiato Editore, Catania.3.Teodoro Pascal. Manuale teorico pratico di pollicoltura con considerazioni su tutti i volatili da cortile.
1.Pascal. Manuale teorico pratico d'avicoltura F. Battiato Editore Catania — 1915.
1.Pascal. Manuale teorico pratico d'avicoltura F. Battiato Editore Catania — 1915.
2.Le mie galline— Francesco Battiato Editore, Catania.
2.Le mie galline— Francesco Battiato Editore, Catania.
3.Teodoro Pascal. Manuale teorico pratico di pollicoltura con considerazioni su tutti i volatili da cortile.
3.Teodoro Pascal. Manuale teorico pratico di pollicoltura con considerazioni su tutti i volatili da cortile.
Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
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