SCENA VI.

Eseguendo.

Eseguendo.

con la faccia nascosta sotto la tua giacca. E gli dico....

Giorgio

sorridendo.

sorridendo.

Che è per causa mia?

Laura

dopo una pausa, in ascolto sul petto di lui.

dopo una pausa, in ascolto sul petto di lui.

Aspetta!

Giorgio.

Che fai?

Laura.

Un bàttito forte, lento; un bàttito piccolo piccolo, lesto, èsile....

Giorgio.

Che dici?

Laura.

Il cuore e l’orologio!

Giorgio.

Bella scoperta!

Laura.

Possibile che misurino lo stesso tempo? Il mio cuore batte certo più del tuo! Oh! Dio, no! Che brutto cuore!

Giorgio

ridendo.

ridendo.

Brutto? Perchè?

Laura.

Non te l’avevo mai sentito battere, il cuore! Ma sai come ti batte placido, forte, lento....

Giorgio.

E come vuoi che batta?

Laura.

Come? Se io sapessi che tu ascolti il mio, sarebbe un precipizio! Mentre il tuo, niente: non si commuove!

Giorgio.

Sfido! Parli del medico che non vuoi vedere....

Laura.

No; invece parlavo del medico a cui volevo accusarti!

Giorgio.

Già! Ma con la faccia nascosta! Perchè tu sai bene che non sono io!

Non ha finito di proferir queste parole, che si turba vivamente, come se esse, rispetto al male di cui Laura soffre, d’improvviso abbiano acquistato un valore davanti a lui, altro da quello che egli intendeva dar loro.

Non ha finito di proferir queste parole, che si turba vivamente, come se esse, rispetto al male di cui Laura soffre, d’improvviso abbiano acquistato un valore davanti a lui, altro da quello che egli intendeva dar loro.

Laura.

Non sei tu? Come non sei tu?

Giorgio

con sempre crescente turbamento.

con sempre crescente turbamento.

No, io....

Laura

levandosi dalle ginocchia di lui.

levandosi dalle ginocchia di lui.

Giorgio, che pensi?

Giorgio

con sempre crescente turbamento, alzandosi.

con sempre crescente turbamento, alzandosi.

Oh Dio, nulla....

Poi, cupo.

Poi, cupo.

Tu credi che il dottor Romeri debba venire?

Laura.

Non so.... Ma perchè?...

Giorgio.

Perchè è bene che venga! Voglio che venga!

Laura.

Ma, Dio mio, Giorgio, io ho scherzato....

Giorgio.

Lo so, lo so!

Laura.

Vuoi che possa accusarti, se non per ischerzo?

Giorgio.

Ma no, Laura: non è per questo!

Laura.

E che cosa è allora?

Giorgio.

Ma.... se tu stai male....

Laura.

No! no! io non ho niente! io ho te! Ecco: te — e non ho niente altro, che non mi venga da te! Se godo, se soffro, se muojo — sei tu! Perchè io sono tutta così, come tu mi vuoi, come io mi voglio, tua. E basta! Tu lo vedi, tu lo sai!

Giorgio.

Sì, sì....

Laura.

E dunque — basta! Che male vuoi che abbia?

Si sente di nuovo vacillare.

Si sente di nuovo vacillare.

Dio.... vedi?

Giorgio.

Di nuovo?

Laura.

No.... È un po’ di stanchezza.... Sorreggimi....

Detti, Filippo,poiLa Signora Francesca,infineGiorgioeRomeri.

Filippo

di corsa, da destra.

di corsa, da destra.

Signora! signora! Viene la mamma con un altro signore!

Via.

Via.

Giorgio.

Ah! Ecco il medico.

Laura.

No, no! Giorgio! non voglio vederlo!

Giorgio.

E io voglio invece che tu lo veda!

Si avvia verso il fondo per andare incontro al dottore.

Si avvia verso il fondo per andare incontro al dottore.

Laura.

No.... no.... Vai, vai. Portalo su in villa, di là! Io non mi faccio vedere.

Francesca

entrando.

entrando.

Buon giorno, Giorgio.

Giorgio

per uscire in fretta.

per uscire in fretta.

Buon giorno. Il dottore?

Francesca.

Eccolo!

Laura.

No, per carità! Di là, Giorgio! Portatelo via di là!

Giorgio via.

Giorgio via.

LauraeFrancesca.

Francesca

stordita.

stordita.

Ma che cos’è?

Laura

eccitata.

eccitata.

Ah! non dovevi, mamma, non dovevi!

Francesca.

Che cosa?

Laura.

Portare quel medico! Hai fatto male, male! Un male incalcolabile, mamma!

Francesca.

Ma perchè? Mi hai telefonato, che t’eri sentita male....

Laura.

Io non ho nulla! non ho nulla!

Francesca.

Bene! tanto meglio!

Laura.

Ma che meglio! Che vuoi che intenda, che sappia, che rimedio vuoi che abbia, un medico, per quello che io sento, per quello che io soffro, e che non voglio, non voglio, capisci? che sia un male, e che con la presenza di quel medico che hai portato acquisti per lui un’immagine di male! Ancora di quel male, che mi fu fatto!

Francesca.

Non vuoi? Ma che forse...? Che dici, Laura? Oh Dio.... Che forse, tu?

Laura

convulsa, afferrando la madre.

convulsa, afferrando la madre.

Sì, sì, mamma! Sì!

Francesca.

Ah, Dio! E lui? tuo marito? lo sa?

Laura.

Ma è appunto questo il male che tu hai fatto, mamma!

Francesca.

Io?

Laura.

Sì! Ch’egli lo sappia, che egli lo pensi ora, come un male a cui si possa portar rimedio: un rimedio più odioso del male.

Francesca.

Ma se dici che è....

Laura.

Non è! non è! E io lo so bene che non è! Lo sento!

Francesca.

Come? Che senti? Io ho paura che tu, figliuola mia, sii troppo esaltata e che....

Laura.

Ti pare che vaneggi? No! Non posso spiegartelo con la ragione, ma l’ho saputo, qua, ora, mamma, che è così! E non può essere che così!

Francesca.

Che cosa, figlia mia? Io non ti capisco!

Laura.

Questo! Questo ch’io sento. La ragione non lo sa; forse non può ammetterlo. Ma lo sa la natura, che è così! Il corpo, lo sa! Una pianta — qua, una di queste piante! Sa che non potrebbeessere senza che ci sia amore! Me lo hanno spiegato or ora. Neanche una pianta potrebbe, se non è in amore; se non vuole il frutto che per sè non può dare! Vedi com’è? Non sono esaltata! No, mamma. Io so questo: che in me, in questo mio povero corpo — quando fu — in questa mia povera carne straziata, mamma, doveva esserci amore. E per chi? Se amore c’era, non poteva esserci che per lui, per mio marito.

Con gesto di vittoria, quasi allegra.

Con gesto di vittoria, quasi allegra.

E allora!

Francesca.

Che dici? Ah, questo è un nuovo martirio, figliuola mia! Ne sei certa? proprio certa?

Laura.

Sì. Ma è così! è così! È per forza così! Frutto dell’amore ch’era in me; nel mio corpo!

Francesca.

Ma lui, dimmi un po’, tuo marito, lo sa?

Laura.

Credo che già lo sappia. Ma ora, là, con quel medico.... Ah! proprio questo, vedi, non doveva avvenire! Che egli lo sapesse così!

Francesca.

Ma se già lo sa, figlia mia!

Laura.

Volevo che sentisse anche lui, naturalmente, quello che io sento! E che s’unisse a me, s’immedesimasse in me, fino a sentirlo, ecco, e volerlo in me, con me, quello che io sento e voglio!

Francesca.

Oh Dio! Ho paura, figliuola mia, che....

Laura

subito, interrompendo.

subito, interrompendo.

Zitta!... Eccoli.... Andiamo, andiamo su!

Si trascina via la madre.

Si trascina via la madre.

Non voglio farmi vedere, non voglio farmi vedere!

Giorgio

chiamando dal fondo.

chiamando dal fondo.

Laura.... Laura....

Laura.

No, Giorgio! T’ho detto no! Vieni, mamma!

Via con la madre.

Via con la madre.

GiorgioeIl Dottor Romeri.

Giorgio.

Venga, dottore.

Romeri.

Eccomi, eccomi.

Giorgio

seguitando con calma grave e contenuta il suo discorso col dottore.

seguitando con calma grave e contenuta il suo discorso col dottore.

Mi piegai allora; mi vinsi, come dovevo. Era una sciagura! Forse anche a lei, dottore, la mia violenza....

Romeri

interrompendo.

interrompendo.

No; io per me....

Giorgio.

Se non a lei, potè parer troppa ad altri, che non erano in grado di sentire in quel punto come me....

Romeri.

Ciascuno sente a suo modo!

Giorgio.

Ma fu, del resto, in quello stesso primo momento una violenza anche per me. Tanto vero, che appena la vidi, dottore, appena ella mi venne innanzi, la mia violenza cadde di colpo, e io la raccolsi tra le braccia, non per dovere di pietà, no, ma perchè dovevo, dovevo per il mio stesso amore fare così. E le giuro che non ci ho più pensato, nemmeno una volta. Siamo stati un mese qua, insieme, come due nuovi sposi.

Cambiando tono ed espressione.

Cambiando tono ed espressione.

Ma ora, ora, dottore, se è vero questo....

Romeri.

Eh, comprendo....

Giorgio.

Passar sopra a una sciagura, sì, l’ho fatto. Ma oltre, no!

Romeri.

Speriamo ancora che non sia!

Giorgio.

Non lo so. Ma lo temo! Se fosse.... lei mi comprende?

Romeri.

Comprendo, comprendo!

Giorgio.

E allora vada, la prego. E glielo dica, se mai:

Lento, spiccato, quasi sillabando.

Lento, spiccato, quasi sillabando.

io non potrei transigere. Vada. Aspetto qua.

TELA.


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