Chapter 11

ATTO III.

ATTO III.

Luisa

Chi è?

Una voce di donna risponde.Luisaapre la porta.

EntraJane, infermiera della Croce Rossa americana. Veste l'uniforme grigia e rossa, colla croce rossa sul braccio.

Porta in mano una scodellina di latte e un piccolo pacco.

Jane

Eccomi.

Luisa

con un dito sul labbro per imporle silenzio.

Un momento, cara Jane.

Va in punta de' piedi a chiudere la porta drappeggiata della camera a destra.

Jane

Dorme?

Si toglie il lungo mantello.

Luisa

Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s'è sentito un respiro.

Jane

Bene. Ecco il latte...

Depone la scodella.

... e guardate cos'ho qui!

Luisa

Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto?

Jane

ridendo.

Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi...

Luisa

Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ciò che volete.

Jane

È vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me — la più umile rappresentante degli Stati Uniti — si dimostra una benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete una lettera!

Luisa

Pensate, pensate! Da mio marito...

Bacia appassionatamente il foglio.

Jane

Ma come avete fatto a riceverla?

Luisa

a bassa voce.

Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un uomo che pareva un contadino — sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta — e appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio — così — ed è fuggito.

Jane

È strano. — Sulla busta non c'è niente?

Luisa

Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: «Sto bene. Vi rivedrò. Vi abbraccio.»

Jane

Ma come vi spiegate —

Luisa

Non so! Non capisco.

Jane

Non importa capire. Aspettate e confidate.

Versa il latte in una casseruoletta e s'avvicina al fuoco.

Luisa

Sì — aspetto e confido.

Piega il foglio e se lo cela in petto.

Jane

accennando alla porta drappeggiata.

E Chérie? Si è alzata oggi?

Luisa

Sì.

Jane

È uscita!

Luisa

chinando il capo.

Sì.

Jane

impetuosa.

Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio...

Luisa

amaramente.

Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha viste nascere — ah! che Via Crucis è stata per noi!

Jane

Vi hanno detto qualche cosa?

Luisa

Niente — niente! Nessuno ci ha detto niente.

Si copre il viso colle mani.

Non fatemelo ricordare — non fatemelo ricordare!

Jane

dopo un breve silenzio.

Ma nessuno vi ha salutato?

Luisa

Nessuno.

Jane

Povera Chérie...

Sospira.

Devo far bollire questo latte perchè trovi pronta la cena quando si sveglia.

China sul fuoco vi mette a scaldare il latte.

Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...

Luisa

Che notizie?

Jane

misteriosa.

Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa.

Luisa

balzando in piedi.

Che cosa?!

Jane

Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non so — non so. Sento che grandi eventi si preparano.

Luisa

Ah! tutto, tutto mi fa paura.

Jane

Paura?

Luisa

Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata qui. Questo paese, che da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere scherno e dileggio di quanti ci conobbero — e per di più, sentirsi alla mercè delle belve che ci hanno conquistato.

Jane

Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito tornerà...

Luisa

scoraggiata.

Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto può averlo scritto dei mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero.

Jane

Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Tornerà. E troverà sua moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese —

abbassa la voce.

— spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libertà!

Luisa

agitata.

Jane, che cosa vi fa dir questo?

Jane

col dito sulle labbra.

Zitta!

Guardandosi attorno.

So quel che so — ma non posso parlare. So che la salvezza è alle porte.

Luisa

Che cosa dite!

Jane

sottovoce.

Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra!

Luisa

con angoscia.

Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà Mirella, la sua bambina — muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro. Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse.

Jane

Ma Mirella guarirà.

Luisa

incredula e mesta.

Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai...

Jane

Perchè la lasciate ancora da madame Doré? Ora potrebbe venir qui. Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chérie è guarita...

pausa.

... ora che... l'evento è compiuto —

Luisa

Jane — io tremo — io tremo di lasciarla entrare in questa casa.

Jane

sorpresa.

Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie?

Luisa

Agitata.

Non è questo.

Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, in questa stanza stessa — che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà quando per la prima volta essa entrerà qui — quando rivedrà quella ringhiera a cuiquei mostri l'hanno legata!... quando rivedrà — quella porta! Ah! quella porta!...

Addita la porta drappeggiata della camera diChérie.

Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di terrore!

Un silenzio.

Jane

Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa d'estranei.

Una pausa.

E se...

Le afferra la mano.

... e se...

Luisa

Se cosa?

Jane

Se questa emozione — Luisa! non so — quasi non oso dirlo...

Luisa

Parlate!

Jane

Non potrebbe darsi che — come il trauma psichico le ha tolto la favella — il rinnovarsi della scossa morale...

Luisa

colpita.

Ah, cosa dite! cosa dite!

Si guardano a lungo.

La voce di Chérie

nella stanza vicina.

Luisa!

Luisa

Vengo, cara! vengo!

Va alla porta a destra e l'apre.

È qui la cara Jane...

Torna indietro, guardaJaneun istante con occhio trasognato, indi esce rapidamente dal fondo.

Jane

parlando aChérieche ancora non è apparsa.

Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di leggenda.

Versa il latte caldo nella tazza e mette il panino su un piatto.

Luisa

che è andata a prendere un mantello ed ora l'indossa rapidamente.

State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito.

Jane

E dove andate a quest'ora?

Luisa

soffocata dall'ansia e insieme dalla speranza.

Vado — a prendere Mirella!

Le due donne si guardano per un istante con intensa commozione — poiLuisaesce rapidamente.

Chériepallidissima appare nel vano della porta. Indossa una vestaglia bianca ma si ravvolge tutta, freddolosamente, in uno scialle scuro.

Chérie

parlando con voce debole e spenta.

Buona Jane!

Jane

Vieni, vieni vicino al fuoco.

Chérie

venendo avanti lenta, e lasciandosi cadere nella poltrona cheJanele ha spinto accanto al fuoco.

Dov'è Luisa?

Jane

portandole il latte.

Torna subito. Adesso bevi — e mangia. Guarda cos'hai qui!

Chérie

Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia! Ma Luisa dov'è andata?

Jane

inginocchiata presso a lei regge la tazza di latte e le dà da mangiare come a un bambino.

È andata — a prendere Mirella!

Chérie

Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verrà qui!

Jane

Ma sì. Non vuoi mica che stia eternamente lontana quella povera creatura.

Chérie

Ma allora...

Jane

Allora? Allora Mirella starà qui, ecco tutto.

Le mette il cucchiaio alla bocca.

Mangia.

Chérie

Ma io dove mi nascondo?

Jane

Che idea! Perchè vuoi nasconderti?

Chérie

Ma — il bambino!... Cosa dirà Mirella?

Jane

Ah...

Con enfasi malinconica.

... non dirà nulla, povera Mirella!

Chériechina il capo e si copre gli occhi colla mano.

Jane

Mangia.

Chérie

Ho finito. Aspetta!

S'alza, va alla porta drappeggiata e sta un istante in ascolto.

Jane

Cosa c'è?

Chérie

volgendosi col viso illuminato da un sorriso raggiante.

Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora o due sarà savio come un cherubino!

Ride.

Janenon risponde.

Un silenzio.

Chérie

mettendo una mano sulla mano diJane.

Jane! Come è triste e terribile.

Jane

Che cosa?

Chérie

Tutto. Ma più di tutto...

Jane

Più di tutto?

Chérie

Il silenzio. Il silenzio che c'è intorno... a quella povera culla.

Janenon risponde.

Altre mamme parlano tutto il giorno dei loro bambini. Anch'io potrei parlarne — ma quando ne parlo... nessuno risponde.

Un silenzio.

Neppure tu.

Jane

Ma sì... rispondo...

Chérie

Con altre mamme si fanno tanti discorsi...si vuol sapere il bambino come sta... come dorme, come cresce... Poi lo si guarda,

con un singhiozzo.

... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa, della cuffietta che gli va a sghembo, delle fossette che ha nei gomiti... si ride!...

Un silenzio.

Del mio nessuno ride.

Jane

fredda.

Ma sì. Perchè dici questo?

Chérie

amaramente.

È vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto che si ride. Oh Dio!

Si copre il viso.

Con disprezzo, con ischerno si ride — di lui e di me! Ah, Jane, perchè non mi hai lasciata morire? Perchè non ci hai lasciati morire tutt'e due, quando io ero così vicina alla morte e lui — lui — non era ancora entrato nella vita?

Jane

Chérie! Non piangere così.

Chérie

Sono uscita oggi portandolo in braccio. Mi sono detta che bisognava pure un giorno o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Conquale odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano, ridevano!... Gli altri distoglievano lo sguardo come se passasse una cosa orribile, che a guardarla portasse sventura.

Scoppiando in pianto.

Oh, Jane, Jane! non è tanto per me che mi dispero, come per lui, per questo povero essere che entra nella vita credendo di essere come gli altri bambini! credendo che tutti lo ameranno... Non sa lui, non sa che è odiato, disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere uno sventurato che porta sventura.

Jane

Non dir questo.

Chérie

A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso, un augurio, una benedizione. Neppure tu che sei tanto buona! neppure Luisa!... No! no!... è il mostro lui! è l'essere abbominato, detestato, di cui ci si vergogna come di una piaga, come di una deformità.

Si accascia singhiozzando.

Jane

Non pensare a tristezze.

Chérie

Ah! come passeremo nella vita lui ed io — tra le beffe, il dileggio, il disprezzo di tutti!Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere, doversi sempre vergognare — sempre cercare di farsi scusare, lui ed io! Io che non volevo far nulla di male! Lui — lui che non sa di aver commesso — nascendo — un imperdonabile delitto!

Jane

Se piangi così farai male a te e a lui.

Chérie

Farò male — a lui? Non piangerò — non piangerò!

Si asciuga gli occhi.

D'improvviso sorge in ascolto.

Chi è? Vien su qualcuno! Chi sarà! chi sarà!

Spaventata.

Sarà Mirella che arriva?

Jane

Vado a guardare.

Chériesi appiatta contro la parete chiudendosi nello scialle come per rimpicciolirsi e sparire.

Jane

Apre l'uscio d'entrata esce sul pianerottolo e guarda giù. Volgendosi aChérie.

È un uomo... un contadino.

Parlando a qualcuno di fuori.

Oh! Chi cercate?

Non si ode la risposta.

Avete sbagliato porta? Allora state più attento un'altra volta. — Come dite? Dei feriti? No, no. Non ci sono feriti qui. — Dei malati?... Sì, malati sì. — E che cosa vi riguarda chi è malato in questa casa? — Andate via subito o vi faccio arrestare.

Rientra e chiude la porta.

Che tipo! Una giubba di vecchio contadino... un cappellaccio... e, sotto, due occhi fiammeggianti e una faccia di... di...

Chérie

Di che cosa?

Jane

come colpita da un'idea repentina.

Di soldato! Che fosse — che fosse uno dei vostri?!

Corre alla porta e la riapre.

È partito.

Resta un istante in ascolto poi si volge e dice rapidamente aChérie.

Chérie — tua cognata è qui. Viene su per le scale.

Chérie

spaurita.

Con Mirella?

Jane

Sì.

Chérie

Ah — non voglio — non voglio che mi veda!

Jane

È già qui.

Per entrare nella camera a destraChériedovrebbe passare davanti alla porta d'entrata. Dopo un istante d'incertezza ella fugge via a sinistra.

Una pausa.

Janetiene fissi gli occhi sulla porta dalla quale deve entrareLuisa.

Luisaappare sulla soglia — indi lentamente entraMirella.

Le due donne tengono gli occhi fissi sul volto della fanciulla con disperata angoscia d'attesa.

Mirellaentra lentissimamente ad occhi bassi. Sul limitare si ferma e gira intorno gli occhi trasognati che sembrano non veder nulla, non riconoscere nulla. Indi s'avanza rigida come un automa nella stanza.

Luisa

che ha seguito tremando ogni mossa di sua figlia.

Mirella!

Con un singhiozzo disperato.

Mirella!

Mirellavolge gli occhi alla madre che si trova ritta sullo sfondo della porta drappeggiata e chiusa.Mirellafissa lo sguardo sul volto materno — poi, poco a poco i suoi occhi si dilatano; essa vede — dietro alla siloetta diLuisa— la porta fatale.

Senza volgere il capoMirellagira intorno lo sguardo pauroso che sempre è ripreso e fermato dalla terribile porta.

Lentamente, cogli occhi sempre più terrorizzati essa indietreggia come per sfuggire ad un orrore che la minaccia.

LuisaeJanela guardano tremanti — e la vedono finalmente volgere il capo e guardarsi intorno per tutta la stanza.

Jane

trattenendo ancoraLuisache sta per lanciarsi versoMirella.

Aspettate!... Forse penetra il ricordo in lei!...

Ma dopo un istante, cogli occhi ripresi dalla porta drappeggiata,Mirellalascia lentamente ricadere le braccia e rimane immobile nella posad'annichilimento che le è abituale.

Luisa

con un singhiozzo, aJane.

Nulla!... nulla!...

Jane

confortandola.

È tardi. Sarà stanca. Chissà... forse domani...

Luisa

Ah!

Luisascuote tristemente il capo.

Jane

Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato?

Luisa

Sì, disopra, nella mia camera.

Jane

Ah — bene! E riposerete finalmente anche voi, dopo tante notti che non dormite. Ormai non avete più bisogno di vegliare Chérie.

Luisa

Povera Chérie.

guardandoMirella.

La mia grande sventura me l'ha fatta per un istante scordare.

Jane

Ah! Invero povera Chérie! Che rovina la sua vita! Che tragico problema che non ha scioglimento.

Luisa

cupa.

Fuorchè nella morte.

Jane

Che cosa vuol dire?

Luisa

appassionata.

Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono uscita oggi con lei — quando ho visto la gente che la guardava — lei e quella sua creatura di maleficio — ah!

rabbrividisce.

... io mi sono detta che al posto suo...

Chérieappare in fondo alla scena, e ascolta addossata al muro, ancora ravvolta nel suo scialle.

Jane

Che cosa?

Luisa

Al posto suo io mi ricorderei...

scandendo le parole.

... che a quattro passi c'è il fiume.

Jane

Cosa dite?

Luisa

C'è il fiume — per lei — e per lui!

Prende per manoMirellae sale lentamente le scale.

Jane

rimane un istante immobile, colpita dalle parole diLuisa.

Indi con un sospiro prende il suo mantello e lo indossa per partire.

Volgendosi vedeChérie.

Chérie! Ascoltavi!

Chérie

come in un sogno.

A quattro passi... c'è il fiume...

pausa.

Come ha detto? A quattro passi c'è il fiume...

lunga pausa.

... per lui... e per me...

Jane

sconvolta.

Che cosa dici — dimentica quelle parole.

Chérie

lentamente con soavità.

No. Non le voglio dimenticare. Come mainon l'ho pensato anch'io? È un grande conforto!

ripete come in sogno.

A quattro passi... c'è il fiume. Per lui — e per me.

Un silenzio.

La porta d'entrata, lasciata socchiusa, ora si spalanca violentemente.Florian Audet, vestito da contadino, entra impetuoso.

Florian

scorgendo dapprima l'infermiera e volgendosi a lei con veemenza.

Signora, avete detto che in questa casa vi sono dei malati. Ditemi, devo saperlo — chi — chi è ammalato qui?

Jane

Con quale diritto —?

Florian

ScorgendoChérie.

Chérie!

Chérie

cogli occhi stralunati.

Florian!...

Florian

Sì — sì — Florian.

Getta giù il largo cappello, si toglie la giubba di contadino e apparevestito in una lacera uniforme belga.

Sei tu, ammalata? Sei tu?

Chérie

senza voce, indietreggiando da lui.

Sì.

Florian

Che cos'hai?

Jane

aChérie.

Ha il diritto costui di interrogarti?

Chérie

piano.

Sì.

Jane

È un amico?

Chérie

Sì.

Jane

abbracciandoChérie.

Senti, cara — io dovrei lasciarti e tornare all'ospedale. È già tanto tardi. Posso lasciarti?

Chérie

Sì. Puoi lasciarmi.

I suoi occhi esterrefatti sono fissi suFlorian.

Florian

aJane.

Ma se è ammalata non rimanete qui? Non la curate?

Volgendosi aChérie.

Chi sta con te?

Chérie

senza voce.

Luisa.

Florian

Ah, Luisa è qui! Sia lodato Iddio.

Jane

Buona notte Chérie!

sulla soglia, aFlorian.

Non l'agitate. È ancora tanto debole.

Esce.

Florian

Chérie! Chérie!

Le prende ambo le mani.

Cos'hai avuto?

Essa non risponde.

Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento.

Chérie

con un filo di voce.

Sono stata ammalata.

Florian

Ma guarisci! — Guarirai?

Chérie

cupa.

Sì! — Sì! Guarirò.

Florian

Chérie — mia piccola Chérie! Ti sei ricordata di me?

Chérie

Sì.

Florian

Sempre?

Chérie

Sempre.

Florian

Dimmi degli altri — Luisa? Mirella?

Chérie

Sono entrambe qui.

Una pausa.

Mirella... non parla più...

Florian

stupito.

Non — parla più?!

Chérie

No. È muta.

Florian

Oh! per Dio! — Ma cosa vuol dire?

Chérie

sempre con un filo di voce debolissima.

S'è spaventata... la sera... quella sera... della mia festa...

Florian

Ma come? — In che modo?

Chérie

Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso qualche cosa in lei. La sua anima.... non c'è più.

Florian

preso da un brivido presciente.

E — a te? — a te? cos'hanno fatto?

Chérie

dopo un istante di silenzio.

Peggio — che a lei.

Florian

fuori di sè.

No! Chérie! Dimmi che non è vero. Mio Dio! Mio Dio!

Si accascia su una seggiola e nasconde il volto tra le mani.

Dopo un silenzio.

Ma parla, in nome del cielo, parla!

Chérie

con infinita stanchezza.

T'ho detto.

Florian

Tutto — dimmi tutto!

Feroce e forsennato.

M'hai detto tutto?

Chérie

No.

Florian

Parla — per Dio — parla!

Chérie

Come dirlo. Come dirlo?...

Tendendo la mano verso la porta drappeggiata.

Là dentro...

cade in ginocchio ai piedi diFlorian.

... c'è una culla!

Scoppia in pianto.

Florian

balzando in piedi.

Cosa?

Indietreggiando con orrore da lei.

Tu... oh! tu — hai un figlio...

Chérie

disperata.

Abbi pietà! — pietà!...

Florian

forsennato.

Un figlio — d'un nemico? Ah....

Alza il braccio con gesto d'anatema.

Chérie

afferrandogli il braccio.

No! Non maledirlo — non maledirlo — anche tu! Quel bambino — che nessuno mai ha benedetto!

Un istante di silenzio.

Florian

stupefatto e inorridito.

È questo — ciò che tu mi dici? Questo — il tuo primo pensiero?... Una preghiera per lui! Una difesa di lui — dell'essere immondo a cui tu, tu disgraziata! hai dato la vita!

Chériepiange disperatamente gettata in terra ai suoi piedi.

Florian

Afferrandola per i polsi e forzandola a sollevarsi e a guardarlo in faccia. Con un ruggito.

Parla, parla ti dico!

Voglio sapere!... come — quando —!

Chérie

Non ricordo — non so più!

Florian

Non ricordi? Menti — menti!

Chérie

disperata.

No! non ricordo — non ricordo! So che deliravo... mi avevano ubbriacata...

Florian

con orrore.

Ah!... Ti avevano ubbriacata. — Avanti. — Parla!

Chérie

come ipnotizzata, ansante.

Erano qui... qui... in questa stanza... hanno preso Mirella — l'hanno legata — lì — a quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva... mi diceva...

Florian

ruggendo.

Cosa — ti diceva?!

Chérie

sempre come allucinata.

«Tanto andava lo stesso — a finire così! Tanto andava lo stesso a finire così!...»

Piange disperatamente in terra davanti a lui.

Florian

E poi...

Chérie

E poi... e poi...

Stralunata guardando la porta drappeggiata.

... aspetta — aspetta!

con un grido.

Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo.

Florian

coi denti stretti.

Disgraziata, parla!

Chérie

con uno scoppio d'angoscia.

Forzata! legata! percossa!... Colla violenza, coi pugni nella gola, mentre invocavo la morte con urli e strilli... Stritolandomi, morsicandomi le carni, rantolandomi sulla faccia delle bestemmie... così — così, ho conosciuto l'amore! Così — così mi è stata data la maternità!

Cade prona col volto tra le mani.

Un lungo silenzio.

Florian

chino su di lei, quasi afono.

Perchè, perchè hai messo al mondo questa creatura? Perchè — non l'hai ucciso prima che nascesse?

Chérie

Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosain me che non lo poteva fare. Qualche cosa di più forte della mia vergogna, di più forte del mio dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta, dell'orrore... vi era qualche cosa — di divino!

Florian

sdegnato.

Cosa dici?

Chérie

Ah, tu non lo capirai mai — tu sei un uomo! — Non lo puoi capire. Ma io — io ho sentito in me quel portento — il brivido di una vita creata da me! Ed era come se una voce — la voce stessa di Dio! — mi gridasse: «Tu non ucciderai!»

Un lungo silenzio.

Florian

Chérie! Che rovina la nostra vita!... Che rovina.

Chérie

Lo so.

Una pausa.

Florian

Ascoltami, Chérie, ascoltami. Quello sciagurato essere è un predestinato al dolore e alla delinquenza — è vero? è vero?

Chérie

con profonda amarezza.

Sì — sì — sarà vero. Tutti lo dicono! Tutti!

Florian

E lo senti anche tu — lo senti.

Chérie

Sì — sì! Qualche volta, colla chiaroveggenza del delirio, io vedo l'avvenire quale sarà per me e per lui... Sento che questa creatura mi schianterà il cuore, mi strazierà, mi dilanierà come quella belva — suo padre! — che in quella notte mi ha cacciato i pugni nella gola... Qualche volta ho spavento di lui... ho spavento già adesso... Quando lo nutro credo che mi morderà... Quando grida odo già nella sua voce la minaccia... Quando mi chino su di lui mi mette le piccole mani negli occhi come se cercasse di strapparmeli!... Allora mi sembra che sia un demente — e che io pure di tenermelo stretto al cuore — pazza — sono pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza di amarlo come l'amo — più della vita mia!

Piange.

Florian

Chérie, Chérie! Tu devi allontanarlo da te — allontanarlo!... Hai capito?

Con uno sforzo.

Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io — tu ed io, insieme — cercheremo — di scordarlo!

Chérie

Dopo un istante di silenzio, calma e grave.

No.

Florian

No? Perchè no? Se ti dico che lo dimenticherò — che cercherò di dimenticarlo.

Chérie

con fermezza.

Non io.

Florian

Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa creatura malefica ti separi per sempre dall'amore, dalla speranza, da altre maternità pure e gioconde...

Chérie

Finchè vivo, io non lo abbandonerò.

Florian

Ma folle, folle che sei — che cosa vuoi fare? Che cosa sarà di te?

Chérie

affranta.

Non lo so. So che dandogli la vita gli ho dato anche la vita mia.

Florian

con subitanea decisione.

Ebbene sia — sia!

colla mano sulla fronte.

Non si ragiona contro questo primitivo,portentoso istinto... Chérie — Chérie!... Io ti amo — ti amo come allora — come sempre...

Si odono dei lontani clamori. Indi lontanissimo uno squillo di tromba e la trionfale musica dellaMarseillaise.

Chérie! Senti!... senti! questa è la liberazione. Le nostre armate vittoriose si avanzano come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri...

spalanca le finestre.

Chérie!...

in un delirio di gioia.

Chérie, scordiamo tutto — tutto — e siamo felici!

Chérie

rapida.

Florian — non è possibile — non è possibile. Io non ti amo più e tu non puoi più amarmi. Anche se in quest'ora lo credi — tutto è mutato, e tu non puoi amarmi più. Tu m'amavi perchè ero pura, lieta, gioconda — non sono più nulla di tutto ciò. Non vi è più nulla in me della Chérie che amavi. Tu devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte.

Florian

No! Tu sarai mia. E un giorno — tutto questo ci sembrerà un sogno. Avrai altri figli,figli che potrai amare, figli che ameremo entrambi senza rossore —

Chérie

selvaggiamente.

E questo! questo sarà il paria esecrato, sarà lo spettro che s'aggirerà vergognoso e umiliato tra quelli più fortunati di lui!...

No mai! mai! — Sappi che questo essere abborrito e maledetto mi sta nelle viscere profondamente come prima di nascere... mi sta nel cuore, mi sta nell'anima, mi sta nel sangue — più di te!

Florian

Più di me!

Chérie

Sì, più di te. Parti Florian, parti — godi della nostra vittoria. Va — e scordami!

La musica trionfante e i clamori di gioia s'avvicinano sempre più.

Florian

Chérie, Chérie — pensa a ciò che fai.

Chérie

Nulla, nulla di ciò che puoi dirmi può mutare la decisione che ho preso. La mia strada è chiara davanti a me.

Florian

Chérie ti supplico, ti supplico!

Chérie

Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi addio e va.

Florian

Ebbene — sia come tu vuoi. Se per te io non sono più nulla — vi è ancora chi mi chiama ed ha bisogno di me.

Chérie

Ah — lo so! lo so!

S'ode fuori l'Inno nazionale del Belgio.

Senti laBrabançonne!il grido del Belgio!.. La nostra patria ti chiama. Va, Florian, va. Da' la tua vita a lei.

Florian

afferrandole le mani.

Sì! Sì! a lei! Hai ragione. Non è questa l'ora dei rimpianti — non è questa l'ora degli amori! È l'ora santa e terribile della rivendicazione. Ora di sangue e di gloria!... Addio Chérie! addio.

Chérie

piangendo.

Addio.

Florian

Penserai a me?

Chérie

Sempre!

Florian

Anch'io. Sempre. — Come finiva la tua canzone della principessa prigioniera?

Chérie

con un singhiozzo.

«Io vi voglio adorar fino alla morte».

Florian

«Io vi voglio adorar fino alla morte».

La bacia in fronte ed esce.

Chérieresta immobile, impietrita.

Dopo un silenzio — lentamente come parlando in sogno.

Chérie

A quattro passi c'è il fiume...

Si avvia verso la porta drappeggiata.

... per lui — e per me.

Apre la porta. Un raggio lunare dalla finestra tonda la illumina tutta. Entra e chiude la porta dietro a sè.

Passa qualche momento. La lampada sulla tavola ondeggia e quasi si spegne e la stanza è immersa nell'ombra.

In cima agli scalini appare la figuretta diMirella. Come un'allucinata essa si guarda intorno e i ricordi terribili l'afferrano, agghiacciandola d'orrore. Lenta trasognata soffermando lo sguardo su ogni oggetto noto si avanza silenziosa. Nei suoi occhi tremola il ricordo delle subíte atrocità.

Sempre come una sonnambula scende i tre gradini e giunta all'ultimo il suo occhio si fissa sulla porta drappeggiata in faccia a lei. Un'onda di orrore la invade; essa indietreggia; ed ora sta rigida colle spalle alla ringhiera nell'atteggiamento identico del suo passato martirio. — Colle braccia dietro a sè, come legata alla ringhiera, fissa lo sguardo di demente sulla terribile porta.

E questa lentamente si muove — si apre. Il terrore diMirellas'accresce fino al parossismo, mentre guarda lenta aprirsi quella porta fatale...

Ed ecco nel vano della porta, illuminata tutta dai raggi lunari che dalla finestra tonda le circondano il capo come diuna perfetta aureola — appareChériecol bambino tra le braccia. Indossa ancora la sua bianca veste, ma un lungo velo azzurro le cinge la testa.

VedeMirellae s'arresta — immobile come una visione.

Mirella

Vedendo l'apparizione, che le sembra divina, cade in ginocchio con un grido.

Ah!

Fa il segno della croce e congiungendo le mani pronuncia con voce estatica:

«Ti saluto, o Maria, piena di grazia...»

Chérie

Scossa da un brivido immenso.

Mirella! — Sono io!

con un grido.

Luisa!... Luisa!...

ALuisache appare sugli scalini.

Mirella —ha parlato!...

Luisa

precipitandosi.

Mirella! Mirella!

Singhiozzando bacia levesti e le mani della sua bambina.

Mirella

Come svegliata da un sogno.

M'era parso...

Guarda con estatico sorrisoChériecol bimbo tra le braccia.

... m'era parso...

Luisa

alzando il braccio con gesto solenne e grandioso versoChérie.

Ah! sii benedetta — tu! — E il tuo bambino!

CALA IL SIPARIO.


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