Chapter 9

«It's a long long way to Tipperary,«It's a long way to go...»

«It's a long long way to Tipperary,

«It's a long way to go...»

Il canto continua.

Chérie

aMary.

Che cosa sono quei canti?

Mary

Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio! Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e doni...

Chérie

Vanno in Francia?

Mary

abbracciandola.

E nel Belgio!

MaryeChériecorrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.

Anna

aMirella.

Vieni Mirella! Vieni anche tu.

Mirellasi lascia condurre in fondo al terrazzo — indi sta immobile come una statuetta guardando giù.

Mary, AnnaeChérielanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolatte e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s'ode il passo e il canto.

Voci di Soldati

«Good bye, Piccadilly,«Farewell, Leicester Square!«It's a long long way to Tipperary,«But my heart's right there.»

«Good bye, Piccadilly,

«Farewell, Leicester Square!

«It's a long long way to Tipperary,

«But my heart's right there.»

Anna

ridendo.

Guarda quel biondino!...

Lancia giù una scatola di sigarette.

Mary

gettando arance.

Addio! addio! felice ritorno!...

Chérie

sventolando il fazzoletto.

Buona fortuna!...

Si ode il «Piffero» trionfale degli Highlanders Scozzesi.

Chérie

Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la vittoria e la pace!

Anna

Arrivederci, Tommy!

Mary

col noto grido dei soldati inglesi.

«Siamo forse scoraggiati?»

Voci di Soldati

in coro tuonante.

«No!»

Mary

«Siamo forse tristi?»

Le Voci

«No!»

Anna

«Temiamo la morte?»

Le Voci

«No!...» Urrà!

Chérie

Se andate nel Belgio salutatemi Givray...

Le Voci

Urrà!

Il canto riprende e s'allontana.

Luisa

con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.

Luisa

Chérie!... Mirella!

Chérie

correndo a lei.

M'hai chiamato?

Luisa

Conduci qui Mirella.

Chérieva a prendere la fanciulla e la conduce daLuisa.

Chérie

aLuisa.

Esci? Dove vai?

Luisa

Te lo dirò.

Inginocchiata davanti aMirella.

Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!»

Piange nascondendo il viso nella veste della fanciulla.Mirellaimmobile la guarda senza espressione.

Chérie

Luisa, cara! Che cos'hai?

Luisa

aMirella, singhiozzando.

Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?

La bacia appassionatamente con tristezza.

AChérie.

Riconducila via! E poi — torna!

Chérieobbedisce. Indiritorna subito aLuisa.Mary,Annae la figuretta immobile diMirellarimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi escono andando nel giardino.

Chérie

aLuisa.

Luisa! Parlami.

Luisa

Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.

Chérie

tremante.

Di che cosa?

Luisa

quasi senza voce.

Di... quella sera...

Chérie

Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...

Luisa

Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un sogno?

Chérie

Non so... non so! Che cosa è accaduto?Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso....

Come forsennata, rivivendo la terribile ora.

Poi... poi hanno legato anche me!

piangendo.

Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...

.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...

con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.

una specie di ragnatela... che non posso strappare.

Luisa

Mia povera Chérie!

Chérie

cercando di ricordarsi.

Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... Ero io?

Aggrappandosi aLuisa.

Credi che ero io?

Luisa

rabbrividendo.

Ah!

Chérie

Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz — rideva!...

E poi, più niente!

Un silenzio.

Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.

Luisa

Povera, povera creatura!

Chérie

Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che eravamo come prima —

Luisa

prendendole la mano e parlandole da vicino.

Sei certa d'essere come prima?

Chériela guarda sbigottita senza comprendere.

Sei certa?

Un silenzio.

Ti senti— come prima?

Chérie

paurosa.

Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò tutto...

Luisa

esitante, turbata da ciò che deve dire.

Io... io — non sono come prima.

Chérie

agitata.

Perchè? Come? Cos'hai?

Luisa

Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.

Chérie

Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...

Luisa

Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!

Mentre essa parlaChérieè stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.

Ah! ancora!ancora!...

Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia aLuisa.

Che cos'ho?...

In un susurro.

Che cos'ho?!...

Luisa

Chérie!

Chérie

come rapita in un'esaltazione immensa.

Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa —vive— in me?!

Un lungo silenzio.

Luisa

piangendo.

Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.

Chérie

Che cos'è? Che cos'è?

Luisa

È la cosa terribile, Chérie!

Stringendola tra le braccia.

Chérie — tu sarai madre!

Chérie

quasi senza voce.

Madre!... Io!...

Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l'abbaglia.

Luisa

Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.

Abbassando la voce.

Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.

Chérie

sbigottita.

Non vedrà mai... la luce...

Luisa

No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino —

Chérie

afferrandole il braccio.

Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... in me... è —il mio bambino?

Pronuncia queste tre parole con una soavità indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.

Luisa

Calmati, Chérie, angelo innocente! Anchetu sarai salvata da quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità. Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze.

Chérie

Quale delitto?... Io non comprendo.

Luisa

inorridita.

Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della tua festa....

Chérie

vagamente colla mano sulla fronte.

Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più.

Luisa

Ma comprendi — comprendi —

additando ilDottoreche esce dalla casa seguito dal ReverendoFrank.

che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica fiammella di vita — egli la spegnerà.

Chérie

con un grido selvaggio.

No!

Un grande silenzio.

Luisa

quasi senza voce.

No?! Che cosa dici?

Chérie

No! Non voglio.

Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.

Luisa

Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?

Chérie

Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che sento....

Indietreggiando, grandiosa.

Ma so che qualche cosa di sacro è in me!

Luisa

Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa mostruosa ciò che tu porti in seno.

Chérie

stupita.

Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?

Guardando daLuisaalDottorecon occhi paurosi.

Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio.

Il Reverendo

posandole una mano sulla spalla.

Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il sacrosanto istinto della maternità!

AlDottore.

I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?

Un istante di silenzio.

Il Dottore

È arbitra lei dei suoi destini.

Luisa

Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...

Chérie

come in sogno.

Non lo ricordo.

Luisa

Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti prese e ti legò...

Chérie

Non ricordo.

Cogli occhi chiusi.

Non ricordo... non ricordo.

Luisa

Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?

Chérie

Immobile, con voce dolcissima, rapita da un'estasi quasi ultra-terrena.

Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!

Con un fremito immenso.

Ah! la mia creatura!...vive, vive!— Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!

Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.

CALA IL SIPARIO.


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