«It's a long long way to Tipperary,«It's a long way to go...»
«It's a long long way to Tipperary,
«It's a long way to go...»
Il canto continua.
Chérie
aMary.
Che cosa sono quei canti?
Mary
Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio! Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e doni...
Chérie
Vanno in Francia?
Mary
abbracciandola.
E nel Belgio!
MaryeChériecorrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.
Anna
aMirella.
Vieni Mirella! Vieni anche tu.
Mirellasi lascia condurre in fondo al terrazzo — indi sta immobile come una statuetta guardando giù.
Mary, AnnaeChérielanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolatte e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s'ode il passo e il canto.
Voci di Soldati
«Good bye, Piccadilly,«Farewell, Leicester Square!«It's a long long way to Tipperary,«But my heart's right there.»
«Good bye, Piccadilly,
«Farewell, Leicester Square!
«It's a long long way to Tipperary,
«But my heart's right there.»
Anna
ridendo.
Guarda quel biondino!...
Lancia giù una scatola di sigarette.
Mary
gettando arance.
Addio! addio! felice ritorno!...
Chérie
sventolando il fazzoletto.
Buona fortuna!...
Si ode il «Piffero» trionfale degli Highlanders Scozzesi.
Chérie
Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la vittoria e la pace!
Anna
Arrivederci, Tommy!
Mary
col noto grido dei soldati inglesi.
«Siamo forse scoraggiati?»
Voci di Soldati
in coro tuonante.
«No!»
Mary
«Siamo forse tristi?»
Le Voci
«No!»
Anna
«Temiamo la morte?»
Le Voci
«No!...» Urrà!
Chérie
Se andate nel Belgio salutatemi Givray...
Le Voci
Urrà!
Il canto riprende e s'allontana.
Luisa
con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.
Luisa
Chérie!... Mirella!
Chérie
correndo a lei.
M'hai chiamato?
Luisa
Conduci qui Mirella.
Chérieva a prendere la fanciulla e la conduce daLuisa.
Chérie
aLuisa.
Esci? Dove vai?
Luisa
Te lo dirò.
Inginocchiata davanti aMirella.
Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!»
Piange nascondendo il viso nella veste della fanciulla.Mirellaimmobile la guarda senza espressione.
Chérie
Luisa, cara! Che cos'hai?
Luisa
aMirella, singhiozzando.
Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?
La bacia appassionatamente con tristezza.
AChérie.
Riconducila via! E poi — torna!
Chérieobbedisce. Indiritorna subito aLuisa.Mary,Annae la figuretta immobile diMirellarimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi escono andando nel giardino.
Chérie
aLuisa.
Luisa! Parlami.
Luisa
Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.
Chérie
tremante.
Di che cosa?
Luisa
quasi senza voce.
Di... quella sera...
Chérie
Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...
Luisa
Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un sogno?
Chérie
Non so... non so! Che cosa è accaduto?Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso....
Come forsennata, rivivendo la terribile ora.
Poi... poi hanno legato anche me!
piangendo.
Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...
.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...
con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.
una specie di ragnatela... che non posso strappare.
Luisa
Mia povera Chérie!
Chérie
cercando di ricordarsi.
Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... Ero io?
Aggrappandosi aLuisa.
Credi che ero io?
Luisa
rabbrividendo.
Ah!
Chérie
Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz — rideva!...
E poi, più niente!
Un silenzio.
Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.
Luisa
Povera, povera creatura!
Chérie
Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che eravamo come prima —
Luisa
prendendole la mano e parlandole da vicino.
Sei certa d'essere come prima?
Chériela guarda sbigottita senza comprendere.
Sei certa?
Un silenzio.
Ti senti— come prima?
Chérie
paurosa.
Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò tutto...
Luisa
esitante, turbata da ciò che deve dire.
Io... io — non sono come prima.
Chérie
agitata.
Perchè? Come? Cos'hai?
Luisa
Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.
Chérie
Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...
Luisa
Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!
Mentre essa parlaChérieè stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.
Ah! ancora!ancora!...
Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia aLuisa.
Che cos'ho?...
In un susurro.
Che cos'ho?!...
Luisa
Chérie!
Chérie
come rapita in un'esaltazione immensa.
Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa —vive— in me?!
Un lungo silenzio.
Luisa
piangendo.
Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.
Chérie
Che cos'è? Che cos'è?
Luisa
È la cosa terribile, Chérie!
Stringendola tra le braccia.
Chérie — tu sarai madre!
Chérie
quasi senza voce.
Madre!... Io!...
Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l'abbaglia.
Luisa
Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.
Abbassando la voce.
Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.
Chérie
sbigottita.
Non vedrà mai... la luce...
Luisa
No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino —
Chérie
afferrandole il braccio.
Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... in me... è —il mio bambino?
Pronuncia queste tre parole con una soavità indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.
Luisa
Calmati, Chérie, angelo innocente! Anchetu sarai salvata da quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità. Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze.
Chérie
Quale delitto?... Io non comprendo.
Luisa
inorridita.
Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della tua festa....
Chérie
vagamente colla mano sulla fronte.
Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più.
Luisa
Ma comprendi — comprendi —
additando ilDottoreche esce dalla casa seguito dal ReverendoFrank.
che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica fiammella di vita — egli la spegnerà.
Chérie
con un grido selvaggio.
No!
Un grande silenzio.
Luisa
quasi senza voce.
No?! Che cosa dici?
Chérie
No! Non voglio.
Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.
Luisa
Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?
Chérie
Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che sento....
Indietreggiando, grandiosa.
Ma so che qualche cosa di sacro è in me!
Luisa
Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa mostruosa ciò che tu porti in seno.
Chérie
stupita.
Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?
Guardando daLuisaalDottorecon occhi paurosi.
Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio.
Il Reverendo
posandole una mano sulla spalla.
Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il sacrosanto istinto della maternità!
AlDottore.
I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?
Un istante di silenzio.
Il Dottore
È arbitra lei dei suoi destini.
Luisa
Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...
Chérie
come in sogno.
Non lo ricordo.
Luisa
Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti prese e ti legò...
Chérie
Non ricordo.
Cogli occhi chiusi.
Non ricordo... non ricordo.
Luisa
Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?
Chérie
Immobile, con voce dolcissima, rapita da un'estasi quasi ultra-terrena.
Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!
Con un fremito immenso.
Ah! la mia creatura!...vive, vive!— Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!
Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.
CALA IL SIPARIO.