INDICEAlla memoria di Teresa George CibrarioPag.291CapitoloI—Dal Monginevra a Susa»297»II—Susa e suoi dintorni»324»III—Da Susa al Pirchiriano»355»IV—Dal Pirchiriano a Torino»389»V—Torino»461Cantica a Dante»536NOTE:[1]Raccolta degli Atti concernenti l'enfiteusi perpetua delle decime del Brianzone, diG. Brunet; 1754, pag. 17.[2]Ulciensis Ecclesiæ Chartarium.—Torino, 1753.[3]Cibrario—Storia di Torino, lib. 2, c. 2.[4]Botta, lib. 45,Storia d'Italia.[5]Denina,delle Rivoluzioni d'Italia, lib. 24, cap. 1.[6]Cenni sopra l'insigne miracolo dell'Ostia Eucaristica, avvenuto li 6 di giugno 1453.Torino 1837, dalla tip. Botta.[7]Panorama militare delle Alpi piemontesi viste da Superga.—Cesare Balbo.[8]Botta,Storia d'Italia, lib. 45.[9]S. E. il Conte Luigi Cibrario, nella sua preziosa collezione delle incisioni d'intagliatori piemontesi al servizio della R. Casa di Savoia, mi mostrò quella assai rara che riproduce l'accennata battaglia, lavoro del La Pegna.[10]L'Assietta, del Cavaliere Agostino Lostia. Torino 1825.L'Assiette, poème de M. Le Ch. Lostia, traduit de l'italien par le GlM.rC.teDe Locke. Chambéry 1828.[11]In morte di Ugo Basville.—Canto quarto.[12]Chi amasse di leggere per intero la canzone del Michelin, raccolta da Norberto Rosa dal labbro del popolo, vegga il giornale ilCimento, vol.VI, luglio 1855, pag. 145.[13]Il Romito del Cenisio, romanza diG. Berchet.[14]Estratto dalla vita manoscritta, conservata nell'Archivio Generale del Regno.[15]Per sovrano decreto del 6 dicembre del 1835, la cassa coi quadri venne affidata alla chiesa parrocchiale della Novalesa.[16]Botta,St. d'It., lib. 41.[17]Museo scientifico, letterario ed artistico.—Torino: anno V, p. 259.[18]Ariosto,Orl. Fur., C. XXIII, st. 108.[19]Io deggio la conoscenza d'un tale documento alla operosa benevolenza dell'erudito cav. Jacopo Bernardi, che me ne scrisse ne' termini seguenti:«Nel codice diplomatico del capitolo di Cremona, raccolto e conservato con diligente affetto dal benemerito primicerio Antonio Dragoni, trovasi un documento dell'anno 773. È una carta con la quale donasi al clero della chiesa di Santa Maria di Cremona una casacum viridario et omnia adjacentes(non era molto addentro nel conoscimento della sintassi latina: che ne direbbe il tuo Gando?)ut ipsa vestra canonica(parla al clero)et casa mea melius abitare habeatis. E il donatore era il diacono Martino, che insegnò a Carlo Magno la via delle Alpi. Ecco le parole del documento:Dum in Dei nomine ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennate, divina gratia diaconus, jussu sanctissimi in Christo patre Leone archiepiscopo ravennate difficile et longum iter suscepessem, et ad fines Francorum fuemus(l'indole della lingua non muta),regemque eorum Charolum regem gloriosissimum adlocussem, et in regressu meo Cremona patria mea advenissem, mihi paruit esse gratum Deo..E qui parla della donazione che fa al clero della chiesa cremonese, cui appartenne. L'atto si fece nella canonica di Cremona il giorno di mercoledì 28 aprile, l'indizione undecima, e la soscrizione è la seguente:Ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennates diaconus cardinalis in ac donacione a me facta et manu mea scripta subscripsi et firmavi, ad gloriam Dei et remissione peccatorum meorum.Il documento stampavasi per cura di Federico Odorici nellaNuova Serie dell'Archivio Storico Italiano, tom. II. part. 1.ª—Firenze, 1855.[20]Della Storia d'Italia dalle origini fino all'anno1814.SommariodiCesare Balbo, lib.IV, § 19.[21]Dante,Div. Comm., Par., c.vi.[22]Arte e Inspirazione—Studi diNiccolò Tommaseo, 1858. Edizione Le-Monnier, pag. 389.[23]Storia dell'Abbazia di S. Michele della Chiusa, dell'AbateGustavode' ContiAvogadro di Valdengo.—Novara, Tip. Ibertis, 1837.[24]Novelle diCesare Balbo—La Bella Alda.—Firenze, Felice Le Monnier, 1831.[25]La Sagra di S. Micheledisegnata e descritta dalCav. Massimo D'Azeglio.—Torino, 1829.[26]Gioventù—Racconti diDomenico Carutti.—Firenze, Felice Le Monnier, 1861.[27]Giaveno, Coazze e Valgioie—Cenni storici perGaudenzio Claretta.—Torino, Tip. Favale, 1859.[28]Études d'Histoire religieuseparErnest Renan, pag. 317.—Paris, Lévy Frères, 1864.[29]Della imitazione di Cristo: Libri quattro del ven.Giovanni Gersen, secondo il Codice De Advocatis, pag. 319. Torino, Tip. Chirio e Mina, 1846.[30]L'Autore prega i lettori a non tener conto dell'ultima linea di testo della pag. 379, e della nota corrispondente ivi stampata.[31]Equivalgono a L. 3181. 44 italiane oggidì in corso.—VediCibrario,Economia Politica del Medio Evo; quinta edizione, tomo II, pag. 199.[32]L'idrofanaè una specie di quarzo, e più esattamente, una varietà di opale che ha la proprietà di diventare trasparente nell'acqua.[33]Gazzetta di Torino, 14 agosto 1865.[34]Il Real Castello del Valentino, Monografia storica diGiovanni Vico—Torino, Stamperia Reale, 1858.[35]Vanno annessi all'Università i seguenti stabilimenti scientifici: il Museo egizio e d'antichità, il Museo di zoologia e di anatomia comparata, il Museo di geologia e di mineralogia esistenti nel palazzo delle Scienze, i Laboratorii di chimica generale, di chimica farmaceutica e di fisiologia nel palazzo di San Francesco da Paola, l'Orto botanico al Valentino, il Gabinetto di fisica nel palazzo universitario, l'Istituto anatomico e le cliniche mediche e chirurgiche nell'Ospedale Maggiore di San Giovanni, la clinica ostetrica alla Maternità, ed altre cliniche speciali presso altri ospedali (la sifilitica, la oculistica e quella delle malattie mentali).V'ha pure un edifizio idraulico speciale detto della Parella, che ora è addetto alla Scuola d'applicazione degli ingegneri, presso la quale sono eziandio preziose collezioni di mineralogia e geologia (dono del prof. Quintino Sella), di meccanica, di macchine e di disegni.[36]L'Istruzione popolare in Torino—Monografia del Teol. coll. Pietro Baricco.—Torino, Tip. Eredi Botta, 1865.[37]Persona autorevole mi diede la seguente nota, che volentieri pubblico:«Il numero di coloro che ricevono istruzione in Torino, non comprendendo gli studenti delle scuole universitarie, della regia militare Accademia, nè i giovani ammaestrati entro le pareti domestiche, tra maschi e femmine è di 30,531.La popolazione di Torino essendo di 204,715 abitanti, ne risulta che circa1/7frequenta le scuole.In una sua circolare del 3 gennaio 1865 il Ministro dell'istruzione pubblica si compiacque dichiarare che nel fondare, nel migliorare scuole per l'istruzione popolare, e nel vegliare affinchè questa sia largamente diffusa, il Municipio torinese occupa in Italia il primo posto d'onore. Risulta dagli archivi della Città di Torino che nel 1596, mentre la popolazione era di 32,000 anime, il Municipio spese per l'istruzione L. 683, e che aumentando quella, la spesa per l'istruzione fu sempre accresciuta in proporzione maggiore che l'aumento degli abitanti. Nel bilancio del Municipio per il 1865 la somma stanziata per l'istruzione sale a L. 619,241,10».[38]Gazzetta Piemontese, Giornale ufficiale del Regno, N. 47, anno 1854.—Appendice diJ. Bernardi—Asili e Scuole d'infanzia.[39]Discorso funebre detto dal Cav. TeologoPagnonenella chiesa di S. Francesco di Paola, il giorno 2 maggio 1862, nei solenni funerali dei defunti Benefattori degli Asili infantili.[40]Nuovi studi su DantediNiccolò Tommaseo, pag. prima.—Torino, 1865, Tip. del Collegio degli Artigianelli.[41]Jacopo Bernardi:Il R. Ospizio di Carità in Torino.—Torino, Tip. Speirani, 1857.[42]Pietro Baricco, L'Istruzione Popolare in Torino, pag. 188.—Tip. degli Eredi Botta, 1865.[43]Nelle esequie celebrate al Sacerdote Teologo Canonico D. Giuseppe Cottolengo—Elogio storico di Lorenzo Renaldi, Vescovo di Pinerolo—Torino, Tip. Marietti, 1863.[44]Luigi Lanzi,Storia Pittorica, lib.V.[45]Discorso letto dal MarcheseDi Breme, Direttore Generale della Reale Accademia Albertina, nella riapertura delle scuole il 15 di novembre 1856, pag. 12.—Torino, Tip. Zecchi e Bona, 1856.[46]Vedi l'Opinione(giornale) annoXVI, N.º 33—Monumenti in Torino.[47]Marco Minghettiai suoi Elettori, pag. 6.—Bologna, Tipografia di G. Monti, 1865.[48]Dante,Div. Comm., Purg., C.VI.[49]Inchiesta amministrativa dei fatti accaduti in Torino nei giorni 21 e 22 settembre 1864, dalla Giunta municipale affidata all'avv.Casimiro Ara.—Tip. Botta, Torino, 1864.[50]L'Opinione(giornale), Torino, 26 luglio 1862.[51]Il Conte Camillo Cavour, Documenti editi ed inediti, perNicomede Bianchi, Torino, 1863, Unione Tipografica Editrice.[52]L'Istitutore, foglio ebdomadario d'Istruzione e degli Atti ufficiali di essa. Torino, 23 novembre 1861, pag. 746.[53]La citata Inchiesta amministrativa del deputato Ara, pag. 29.[54]Discorso del Professore Domenico Berti pronunziato alla Camera dei Deputati nella tornata del 14 novembre 1864.[55]Le edizioni dei tipografi Chirio e Mina furono eziandio premiate nelle mondiali esposizioni di Londra 1851, New-York 1853 e Parigi 1855.[56]Relazione fatta dal Sindaco Marchese E. Lucerna di Rorà al Consiglio Comunale nell'aprire la sessione ordinaria di primavera 1865.—Torino, Tip. Botta, pag. 15.[57]Nel secoloXIIitalianamente poetarono nella Sarda Corte d'Arborea, Bruno de Thoro, di Cagliari, e Lanfranco de Bolasco, di Genova; e in Toscana poetarono il Folcacchiero e l'Aldobrando, ambidue di Siena.
INDICEAlla memoria di Teresa George CibrarioPag.291CapitoloI—Dal Monginevra a Susa»297»II—Susa e suoi dintorni»324»III—Da Susa al Pirchiriano»355»IV—Dal Pirchiriano a Torino»389»V—Torino»461Cantica a Dante»536
NOTE:[1]Raccolta degli Atti concernenti l'enfiteusi perpetua delle decime del Brianzone, diG. Brunet; 1754, pag. 17.[2]Ulciensis Ecclesiæ Chartarium.—Torino, 1753.[3]Cibrario—Storia di Torino, lib. 2, c. 2.[4]Botta, lib. 45,Storia d'Italia.[5]Denina,delle Rivoluzioni d'Italia, lib. 24, cap. 1.[6]Cenni sopra l'insigne miracolo dell'Ostia Eucaristica, avvenuto li 6 di giugno 1453.Torino 1837, dalla tip. Botta.[7]Panorama militare delle Alpi piemontesi viste da Superga.—Cesare Balbo.[8]Botta,Storia d'Italia, lib. 45.[9]S. E. il Conte Luigi Cibrario, nella sua preziosa collezione delle incisioni d'intagliatori piemontesi al servizio della R. Casa di Savoia, mi mostrò quella assai rara che riproduce l'accennata battaglia, lavoro del La Pegna.[10]L'Assietta, del Cavaliere Agostino Lostia. Torino 1825.L'Assiette, poème de M. Le Ch. Lostia, traduit de l'italien par le GlM.rC.teDe Locke. Chambéry 1828.[11]In morte di Ugo Basville.—Canto quarto.[12]Chi amasse di leggere per intero la canzone del Michelin, raccolta da Norberto Rosa dal labbro del popolo, vegga il giornale ilCimento, vol.VI, luglio 1855, pag. 145.[13]Il Romito del Cenisio, romanza diG. Berchet.[14]Estratto dalla vita manoscritta, conservata nell'Archivio Generale del Regno.[15]Per sovrano decreto del 6 dicembre del 1835, la cassa coi quadri venne affidata alla chiesa parrocchiale della Novalesa.[16]Botta,St. d'It., lib. 41.[17]Museo scientifico, letterario ed artistico.—Torino: anno V, p. 259.[18]Ariosto,Orl. Fur., C. XXIII, st. 108.[19]Io deggio la conoscenza d'un tale documento alla operosa benevolenza dell'erudito cav. Jacopo Bernardi, che me ne scrisse ne' termini seguenti:«Nel codice diplomatico del capitolo di Cremona, raccolto e conservato con diligente affetto dal benemerito primicerio Antonio Dragoni, trovasi un documento dell'anno 773. È una carta con la quale donasi al clero della chiesa di Santa Maria di Cremona una casacum viridario et omnia adjacentes(non era molto addentro nel conoscimento della sintassi latina: che ne direbbe il tuo Gando?)ut ipsa vestra canonica(parla al clero)et casa mea melius abitare habeatis. E il donatore era il diacono Martino, che insegnò a Carlo Magno la via delle Alpi. Ecco le parole del documento:Dum in Dei nomine ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennate, divina gratia diaconus, jussu sanctissimi in Christo patre Leone archiepiscopo ravennate difficile et longum iter suscepessem, et ad fines Francorum fuemus(l'indole della lingua non muta),regemque eorum Charolum regem gloriosissimum adlocussem, et in regressu meo Cremona patria mea advenissem, mihi paruit esse gratum Deo..E qui parla della donazione che fa al clero della chiesa cremonese, cui appartenne. L'atto si fece nella canonica di Cremona il giorno di mercoledì 28 aprile, l'indizione undecima, e la soscrizione è la seguente:Ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennates diaconus cardinalis in ac donacione a me facta et manu mea scripta subscripsi et firmavi, ad gloriam Dei et remissione peccatorum meorum.Il documento stampavasi per cura di Federico Odorici nellaNuova Serie dell'Archivio Storico Italiano, tom. II. part. 1.ª—Firenze, 1855.[20]Della Storia d'Italia dalle origini fino all'anno1814.SommariodiCesare Balbo, lib.IV, § 19.[21]Dante,Div. Comm., Par., c.vi.[22]Arte e Inspirazione—Studi diNiccolò Tommaseo, 1858. Edizione Le-Monnier, pag. 389.[23]Storia dell'Abbazia di S. Michele della Chiusa, dell'AbateGustavode' ContiAvogadro di Valdengo.—Novara, Tip. Ibertis, 1837.[24]Novelle diCesare Balbo—La Bella Alda.—Firenze, Felice Le Monnier, 1831.[25]La Sagra di S. Micheledisegnata e descritta dalCav. Massimo D'Azeglio.—Torino, 1829.[26]Gioventù—Racconti diDomenico Carutti.—Firenze, Felice Le Monnier, 1861.[27]Giaveno, Coazze e Valgioie—Cenni storici perGaudenzio Claretta.—Torino, Tip. Favale, 1859.[28]Études d'Histoire religieuseparErnest Renan, pag. 317.—Paris, Lévy Frères, 1864.[29]Della imitazione di Cristo: Libri quattro del ven.Giovanni Gersen, secondo il Codice De Advocatis, pag. 319. Torino, Tip. Chirio e Mina, 1846.[30]L'Autore prega i lettori a non tener conto dell'ultima linea di testo della pag. 379, e della nota corrispondente ivi stampata.[31]Equivalgono a L. 3181. 44 italiane oggidì in corso.—VediCibrario,Economia Politica del Medio Evo; quinta edizione, tomo II, pag. 199.[32]L'idrofanaè una specie di quarzo, e più esattamente, una varietà di opale che ha la proprietà di diventare trasparente nell'acqua.[33]Gazzetta di Torino, 14 agosto 1865.[34]Il Real Castello del Valentino, Monografia storica diGiovanni Vico—Torino, Stamperia Reale, 1858.[35]Vanno annessi all'Università i seguenti stabilimenti scientifici: il Museo egizio e d'antichità, il Museo di zoologia e di anatomia comparata, il Museo di geologia e di mineralogia esistenti nel palazzo delle Scienze, i Laboratorii di chimica generale, di chimica farmaceutica e di fisiologia nel palazzo di San Francesco da Paola, l'Orto botanico al Valentino, il Gabinetto di fisica nel palazzo universitario, l'Istituto anatomico e le cliniche mediche e chirurgiche nell'Ospedale Maggiore di San Giovanni, la clinica ostetrica alla Maternità, ed altre cliniche speciali presso altri ospedali (la sifilitica, la oculistica e quella delle malattie mentali).V'ha pure un edifizio idraulico speciale detto della Parella, che ora è addetto alla Scuola d'applicazione degli ingegneri, presso la quale sono eziandio preziose collezioni di mineralogia e geologia (dono del prof. Quintino Sella), di meccanica, di macchine e di disegni.[36]L'Istruzione popolare in Torino—Monografia del Teol. coll. Pietro Baricco.—Torino, Tip. Eredi Botta, 1865.[37]Persona autorevole mi diede la seguente nota, che volentieri pubblico:«Il numero di coloro che ricevono istruzione in Torino, non comprendendo gli studenti delle scuole universitarie, della regia militare Accademia, nè i giovani ammaestrati entro le pareti domestiche, tra maschi e femmine è di 30,531.La popolazione di Torino essendo di 204,715 abitanti, ne risulta che circa1/7frequenta le scuole.In una sua circolare del 3 gennaio 1865 il Ministro dell'istruzione pubblica si compiacque dichiarare che nel fondare, nel migliorare scuole per l'istruzione popolare, e nel vegliare affinchè questa sia largamente diffusa, il Municipio torinese occupa in Italia il primo posto d'onore. Risulta dagli archivi della Città di Torino che nel 1596, mentre la popolazione era di 32,000 anime, il Municipio spese per l'istruzione L. 683, e che aumentando quella, la spesa per l'istruzione fu sempre accresciuta in proporzione maggiore che l'aumento degli abitanti. Nel bilancio del Municipio per il 1865 la somma stanziata per l'istruzione sale a L. 619,241,10».[38]Gazzetta Piemontese, Giornale ufficiale del Regno, N. 47, anno 1854.—Appendice diJ. Bernardi—Asili e Scuole d'infanzia.[39]Discorso funebre detto dal Cav. TeologoPagnonenella chiesa di S. Francesco di Paola, il giorno 2 maggio 1862, nei solenni funerali dei defunti Benefattori degli Asili infantili.[40]Nuovi studi su DantediNiccolò Tommaseo, pag. prima.—Torino, 1865, Tip. del Collegio degli Artigianelli.[41]Jacopo Bernardi:Il R. Ospizio di Carità in Torino.—Torino, Tip. Speirani, 1857.[42]Pietro Baricco, L'Istruzione Popolare in Torino, pag. 188.—Tip. degli Eredi Botta, 1865.[43]Nelle esequie celebrate al Sacerdote Teologo Canonico D. Giuseppe Cottolengo—Elogio storico di Lorenzo Renaldi, Vescovo di Pinerolo—Torino, Tip. Marietti, 1863.[44]Luigi Lanzi,Storia Pittorica, lib.V.[45]Discorso letto dal MarcheseDi Breme, Direttore Generale della Reale Accademia Albertina, nella riapertura delle scuole il 15 di novembre 1856, pag. 12.—Torino, Tip. Zecchi e Bona, 1856.[46]Vedi l'Opinione(giornale) annoXVI, N.º 33—Monumenti in Torino.[47]Marco Minghettiai suoi Elettori, pag. 6.—Bologna, Tipografia di G. Monti, 1865.[48]Dante,Div. Comm., Purg., C.VI.[49]Inchiesta amministrativa dei fatti accaduti in Torino nei giorni 21 e 22 settembre 1864, dalla Giunta municipale affidata all'avv.Casimiro Ara.—Tip. Botta, Torino, 1864.[50]L'Opinione(giornale), Torino, 26 luglio 1862.[51]Il Conte Camillo Cavour, Documenti editi ed inediti, perNicomede Bianchi, Torino, 1863, Unione Tipografica Editrice.[52]L'Istitutore, foglio ebdomadario d'Istruzione e degli Atti ufficiali di essa. Torino, 23 novembre 1861, pag. 746.[53]La citata Inchiesta amministrativa del deputato Ara, pag. 29.[54]Discorso del Professore Domenico Berti pronunziato alla Camera dei Deputati nella tornata del 14 novembre 1864.[55]Le edizioni dei tipografi Chirio e Mina furono eziandio premiate nelle mondiali esposizioni di Londra 1851, New-York 1853 e Parigi 1855.[56]Relazione fatta dal Sindaco Marchese E. Lucerna di Rorà al Consiglio Comunale nell'aprire la sessione ordinaria di primavera 1865.—Torino, Tip. Botta, pag. 15.[57]Nel secoloXIIitalianamente poetarono nella Sarda Corte d'Arborea, Bruno de Thoro, di Cagliari, e Lanfranco de Bolasco, di Genova; e in Toscana poetarono il Folcacchiero e l'Aldobrando, ambidue di Siena.
NOTE:
L'Assiette, poème de M. Le Ch. Lostia, traduit de l'italien par le GlM.rC.teDe Locke. Chambéry 1828.
«Nel codice diplomatico del capitolo di Cremona, raccolto e conservato con diligente affetto dal benemerito primicerio Antonio Dragoni, trovasi un documento dell'anno 773. È una carta con la quale donasi al clero della chiesa di Santa Maria di Cremona una casacum viridario et omnia adjacentes(non era molto addentro nel conoscimento della sintassi latina: che ne direbbe il tuo Gando?)ut ipsa vestra canonica(parla al clero)et casa mea melius abitare habeatis. E il donatore era il diacono Martino, che insegnò a Carlo Magno la via delle Alpi. Ecco le parole del documento:Dum in Dei nomine ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennate, divina gratia diaconus, jussu sanctissimi in Christo patre Leone archiepiscopo ravennate difficile et longum iter suscepessem, et ad fines Francorum fuemus(l'indole della lingua non muta),regemque eorum Charolum regem gloriosissimum adlocussem, et in regressu meo Cremona patria mea advenissem, mihi paruit esse gratum Deo..E qui parla della donazione che fa al clero della chiesa cremonese, cui appartenne. L'atto si fece nella canonica di Cremona il giorno di mercoledì 28 aprile, l'indizione undecima, e la soscrizione è la seguente:Ego Martinus cremonensis sancte catholice ecclesie ravennates diaconus cardinalis in ac donacione a me facta et manu mea scripta subscripsi et firmavi, ad gloriam Dei et remissione peccatorum meorum.Il documento stampavasi per cura di Federico Odorici nellaNuova Serie dell'Archivio Storico Italiano, tom. II. part. 1.ª—Firenze, 1855.
V'ha pure un edifizio idraulico speciale detto della Parella, che ora è addetto alla Scuola d'applicazione degli ingegneri, presso la quale sono eziandio preziose collezioni di mineralogia e geologia (dono del prof. Quintino Sella), di meccanica, di macchine e di disegni.
«Il numero di coloro che ricevono istruzione in Torino, non comprendendo gli studenti delle scuole universitarie, della regia militare Accademia, nè i giovani ammaestrati entro le pareti domestiche, tra maschi e femmine è di 30,531.La popolazione di Torino essendo di 204,715 abitanti, ne risulta che circa1/7frequenta le scuole.In una sua circolare del 3 gennaio 1865 il Ministro dell'istruzione pubblica si compiacque dichiarare che nel fondare, nel migliorare scuole per l'istruzione popolare, e nel vegliare affinchè questa sia largamente diffusa, il Municipio torinese occupa in Italia il primo posto d'onore. Risulta dagli archivi della Città di Torino che nel 1596, mentre la popolazione era di 32,000 anime, il Municipio spese per l'istruzione L. 683, e che aumentando quella, la spesa per l'istruzione fu sempre accresciuta in proporzione maggiore che l'aumento degli abitanti. Nel bilancio del Municipio per il 1865 la somma stanziata per l'istruzione sale a L. 619,241,10».