CONSIDERAZIONI SULL'ACCENSIONEQualunque sia il sistema di accensione adoperato, è necessario di poter, coll'aumentare della velocità del motore, aumentare pure l'anticipo nell'accensione. Molti costruttori lasciano all'arbitrio del conduttore la modificazione dell'anticipo (od avanzo); altri invece affidano ad un regolatore speciale tale mansione, sicchè il conduttore non ha a preoccuparsene.Giova osservare che sarebbe conveniente ottenere che anche coll'avanzo si avesse sempre la stessa intensità di scintilla.Fra le fabbriche che hanno l'avanzo automatico ricorderò laJuniorcon regolatore a forza centrifuga e sistema di leve che agisce sugli organi di rottura.LaFiatgià da tempo fa uso di un sistema (Enrico) di avanzo automatico con scintilla sempre della stessa intensità. L'accensione è a rottura con magnete Bosch.Crediamo di far cosa utile riportare integralmente dal Marchesi l'anticipazione all'accensione:“L'anticipazione automatica della accensione proporzionale al numero dei giri delmotore, forma oggetto di uno dei brevetti più importanti e più caratteristici dellaFiatsulle cui macchine fu applicata fino dal 1903„.Come si vede nella fig. 40, l'albero della distribuzionecche porta gli eccentrici di aspirazione, è cavo; nell'interno di esso vi è un altro albero D, al quale sono solidali gli eccentrici dell'accensione mediante le coppiglie E (fig. 23) e P (fig. 40); siccome sull'albero cavo C sono praticate delle finestre di una certa ampiezza, l'albero D può ruotare di un certo angolo rispetto all'albero C.Fig. 40.L'albero C è solidale all'ingranaggio di distribuzione A che ingrana col pignone posto sull'albero a gomito ed ha quindi una posizione fissa rispetto all'asse motore; l'albero D è solidale all'ingranaggio di distribuzione A che ingrana col pignone posto sull'albero agomito ed ha quindi una posizione fissa rispetto all'asse motore; l'albero D è solidale all'ingranaggio B che ingrana solo col magnete.Tra la ruota A e la ruota B esiste un collegamento così costituito: la ruota A porta i perni fissiaa'(fig. 40) sui quali sono imperniate le massecc'che hanno la forma di una leva a squadra alla cui estremitàee'sono attaccati dei biscottiniff', alla loro volta uniti alle mollemm'fisse ad un punto della stessa ruota A; la ruota B porta dei pernidd'infilati nei biscottiniff'. Allorquando il sistema gira con piccola velocità, le masse stanno raccolte nella posizione che vedesi punteggiata in figura, ma quando la velocità aumenta, esse, per la forza centrifuga, si allontanano dal centro di rotazione, le loro estremitàee'descrivono un certo arco, e il biscottinof, che da una parte è fisso ade, e dall'altra ad, obbliga la ruota B a ruotare di un certo angolo rispetto ad A; quindi gli eccentrici di accensione ad essa solidali sono costretti a fare un certo angolo di anticipazione rispetto agli altri eccentrici della distribuzione spostando in anticipazione anche la parte rotante dell'elettro-magnete, che ingrana con B in modo che, corrispondentemente alla fase di accensione, si sviluppa sempre il massimo potenziale del magnete stesso.Ciò costituisce la particolarità più saliente di questo apparecchio. Le molle sono calcolatein modo che l'allontanamento delle masse sia proporzionale alla velocità del motore D.Prima di por termine a questo argomento importantissimo, dirò che molte Case costruttrici hanno un avanzo costante, si contentano dell'effetto prodotto dall'aumento di f. e. m. del magnete coll'aumentare della velocità, e stabiliscono un avanzo medio per tutte le velocità; solamente hanno un dispositivo per produrre un leggero ritardo per la messa in moto. In vetture di ragguardevole potenza questa manovra si fa contemporaneamente a quella del decompressore.La Brasier ha avanzo meccanicamente fisso ed ha il dispositivo per l'avviamento.Prima di lasciare questo argomento riteniamo utile accennare al sistema diaccensione spontanea.Fig. 41.Consiste in generale in una camera fusa insieme al cilindro motore in corrispondenza della camera di scoppio (fig. 41). La parete di questa camera viene portata, prima di avviare, all'incandescenza mediante fiamma esterna come negli ordinaribruleurs. Una volta avviato il motore, la fiamma esterna viene spenta. Durante la compressione penetra dentro la camera una piccola parte di miscela gassosache al contatto delle pareti molto calde della camera A e così compressa si accende. Il calore poi dello scoppio è sufficiente a sopperire alle perdite e mantiene le pareti sempre calde a sufficienza per produrre gli scoppi successivi. Il funzionamento è regolare in marcia; presenta però l'inconveniente che non si può sopprimere l'accensione, quando lo si desideri; occorrono inoltre dispositivi molto complessi per renderlo atto a produrre l'avanzo o il ritardo dell'accensione; con esso poi si ha sempre bisogno di una fiamma, la quale costituisce un pericolo d'incendio.
Qualunque sia il sistema di accensione adoperato, è necessario di poter, coll'aumentare della velocità del motore, aumentare pure l'anticipo nell'accensione. Molti costruttori lasciano all'arbitrio del conduttore la modificazione dell'anticipo (od avanzo); altri invece affidano ad un regolatore speciale tale mansione, sicchè il conduttore non ha a preoccuparsene.
Giova osservare che sarebbe conveniente ottenere che anche coll'avanzo si avesse sempre la stessa intensità di scintilla.
Fra le fabbriche che hanno l'avanzo automatico ricorderò laJuniorcon regolatore a forza centrifuga e sistema di leve che agisce sugli organi di rottura.
LaFiatgià da tempo fa uso di un sistema (Enrico) di avanzo automatico con scintilla sempre della stessa intensità. L'accensione è a rottura con magnete Bosch.
Crediamo di far cosa utile riportare integralmente dal Marchesi l'anticipazione all'accensione:
“L'anticipazione automatica della accensione proporzionale al numero dei giri delmotore, forma oggetto di uno dei brevetti più importanti e più caratteristici dellaFiatsulle cui macchine fu applicata fino dal 1903„.
Come si vede nella fig. 40, l'albero della distribuzionecche porta gli eccentrici di aspirazione, è cavo; nell'interno di esso vi è un altro albero D, al quale sono solidali gli eccentrici dell'accensione mediante le coppiglie E (fig. 23) e P (fig. 40); siccome sull'albero cavo C sono praticate delle finestre di una certa ampiezza, l'albero D può ruotare di un certo angolo rispetto all'albero C.
Fig. 40.
Fig. 40.
L'albero C è solidale all'ingranaggio di distribuzione A che ingrana col pignone posto sull'albero a gomito ed ha quindi una posizione fissa rispetto all'asse motore; l'albero D è solidale all'ingranaggio di distribuzione A che ingrana col pignone posto sull'albero agomito ed ha quindi una posizione fissa rispetto all'asse motore; l'albero D è solidale all'ingranaggio B che ingrana solo col magnete.
Tra la ruota A e la ruota B esiste un collegamento così costituito: la ruota A porta i perni fissiaa'(fig. 40) sui quali sono imperniate le massecc'che hanno la forma di una leva a squadra alla cui estremitàee'sono attaccati dei biscottiniff', alla loro volta uniti alle mollemm'fisse ad un punto della stessa ruota A; la ruota B porta dei pernidd'infilati nei biscottiniff'. Allorquando il sistema gira con piccola velocità, le masse stanno raccolte nella posizione che vedesi punteggiata in figura, ma quando la velocità aumenta, esse, per la forza centrifuga, si allontanano dal centro di rotazione, le loro estremitàee'descrivono un certo arco, e il biscottinof, che da una parte è fisso ade, e dall'altra ad, obbliga la ruota B a ruotare di un certo angolo rispetto ad A; quindi gli eccentrici di accensione ad essa solidali sono costretti a fare un certo angolo di anticipazione rispetto agli altri eccentrici della distribuzione spostando in anticipazione anche la parte rotante dell'elettro-magnete, che ingrana con B in modo che, corrispondentemente alla fase di accensione, si sviluppa sempre il massimo potenziale del magnete stesso.
Ciò costituisce la particolarità più saliente di questo apparecchio. Le molle sono calcolatein modo che l'allontanamento delle masse sia proporzionale alla velocità del motore D.
Prima di por termine a questo argomento importantissimo, dirò che molte Case costruttrici hanno un avanzo costante, si contentano dell'effetto prodotto dall'aumento di f. e. m. del magnete coll'aumentare della velocità, e stabiliscono un avanzo medio per tutte le velocità; solamente hanno un dispositivo per produrre un leggero ritardo per la messa in moto. In vetture di ragguardevole potenza questa manovra si fa contemporaneamente a quella del decompressore.
La Brasier ha avanzo meccanicamente fisso ed ha il dispositivo per l'avviamento.
Prima di lasciare questo argomento riteniamo utile accennare al sistema diaccensione spontanea.
Fig. 41.
Fig. 41.
Consiste in generale in una camera fusa insieme al cilindro motore in corrispondenza della camera di scoppio (fig. 41). La parete di questa camera viene portata, prima di avviare, all'incandescenza mediante fiamma esterna come negli ordinaribruleurs. Una volta avviato il motore, la fiamma esterna viene spenta. Durante la compressione penetra dentro la camera una piccola parte di miscela gassosache al contatto delle pareti molto calde della camera A e così compressa si accende. Il calore poi dello scoppio è sufficiente a sopperire alle perdite e mantiene le pareti sempre calde a sufficienza per produrre gli scoppi successivi. Il funzionamento è regolare in marcia; presenta però l'inconveniente che non si può sopprimere l'accensione, quando lo si desideri; occorrono inoltre dispositivi molto complessi per renderlo atto a produrre l'avanzo o il ritardo dell'accensione; con esso poi si ha sempre bisogno di una fiamma, la quale costituisce un pericolo d'incendio.