MOTORI LEGGERI PER AREONAUTICA

MOTORI LEGGERI PER AREONAUTICAÈ noto ormai alla generalità, che per la soluzione del problema della navigazione aerea sia col più pesante che col più leggero dell'aria, si richiedono motori potenti di piccolissimo peso e nei quali le trepidazioni siano ridotte al minimo; se oggi si può dire che gli esperimenti del dirigibile Lebaudy (1905), dell'areoplano dei fratelli Wright e dell'elicoptero dei Dufaux sono riusciti, ciò è dovuto al grande perfezionamento portato nei motori a scoppio e al progresso in genere delle industrie metallurgiche e meccaniche.Mi pare quindi non del tutto privo d'interesse che io descriva succintamente alcunitipi di motori che per il piccolo peso per ogni cavallo di potenza costituiscono un vero miracolo meccanico.Fig. 109.Motore per l'elicoptero dei fratelli Dufaux.— Il compianto colonnello francese Renard, in un comunicato all'Accademia delle Scienze di Parigi il 23 marzo 1903, affermava e stabiliva, col calcolo, cheil peso utileche si poteva sostenere in aria con un elicoptero usando motori a scoppio e una data specie di eliche da lui provate e facilmente costruibili, cresceva in proporzioni enormi col diminuire del peso specifico del motore. I fratelli Dufaux di Ginevra riuscirono a costruire un elicoptero con eliche di peso minimo e con un motore di 3 HP e1⁄10che pesava 4 Kg. e mezzo. Il detto motore rappresentato nelle fig. 109 e 110 insieme all'elicoptero è a due cilindri sovraposti a doppio effetto a quattro accensioni distinte.Il raffreddamento è ad alette. Carburatore speciale in alluminio e rame. Accensione con bobina. Il ventilatore è a due ali formate di leggera armatura in legno ricoperta di seta. Valvole comandate, lubrificazione automatica del motore utilizzando la depressione precedente ciascuna esplosione. Serbatoio d'essenza formato da due calotte emisferiche saldate, in alluminio; 1800 giri al minuto.Fig. 110. — Elicoptero dei fratelli Dufaux.Nel peso di 4 Kg.1⁄2è compreso il carburatore, il serbatoio d'essenza, le tubature, il volante, ecc., ecc.Si comprende che per ottenere questo risultato molti artifizi si sono usati; le valvole e le aste di comando e tutte le parti vuotate, o scavate convenientemente e costruite con ottimo materiale.Si dice che i Dufaux abbiano in cantiere un motore di 100 HP che dovrebbe pesare molto meno di 1 Kg. per cavallo.Motore Buchet della potenza di 30 HP.— Competitore fortunato dei Dufaux il Buchet, specialista in motori per apparecchi destinati alla navigazione aerea, ha presentato alSalon1905 un motore a scoppio a 4 tempi della potenza di 30 HP e del peso di 45 Kg. compresi gli accumulatori, bobine, carburatore.Fig. 111. — Motore Buchet della potenza di 30 HP e del peso di 45 kg.Il motore è ad 8 cilindri calettati a V a 90° come il primo tipo di motore del Levassor, l'alesaggio è di 75 mm., la corsa di 100 mm. (fig. 111 e 112).Fig. 112.I cilindri perchè risultino molto leggeri sono fatti di acciaio molto resistente (al nikelio)e ottenuti per trapanazione[20]. I detti cilindri con bulloni sono riuniti alcarterdi lamiera di acciaio al nichelio di cui le unioni sono fatte con saldatura autogena. I supporti dell'albero fissati alcartersono 3. Gli stantuffi sono di acciaio stampato e portano 3 anelli di bronzo per la tenuta.Le valvole di ammissione sono automatiche e quelle di scappamento comandatecol solito sistema ad aste mosse dagli eccentrici dell'albero di distribuzione.Le culatte pure di acciaio molto resistente portano da una stessa parte le valvole e le candele.Sopra le valvole di ammissione sono fissate delle specie di pipe di alluminio.L'accensione è ad accumulatori e bobine con distributore.Fig. 113. — Motore da 22 HP del peso di 62 kg.Le bielle e l'albero del motore sono di acciaio al nichelio. La leggerezza anche in questi motori è conseguita coll'artifizio di vuotare e scavare tutte le parti, conservando però loro la sezione di forma più convenienteper resistere agli sforzi a cui sono sottoposte. Per ottenere un sufficiente raffreddamento senza la circolazione d'acqua, si ha un ventilatore in alluminio montato sull'albero del motore, il quale invia l'aria per appositi tubi sopra i gruppi delle valvole.Speciale dispositivo impedisce la dispersione dei prodotti della combustione e una tela metallica avvolge tutto all'intorno il motore.Altra ditta specialista per motori adatti alla navigazione aerea è la “Levavasseur„ la quale ha in costruzione un motore di 40 HP per il dirigibile del Conte da Schio; detto motore non dovrà pesare completo più di 2 Kg. per HP.Pare che la “Buchet„ intenda costruire un motore da 100 HP che pesi 1 Kg. per ogni cavallo di potenza. Questo motore, pure ad 8 cilindri disposti a V, avrà un diametro di 140 mm., una corsa di 150 mm. e il numero dei giri 1300 ed il raffreddamento ad aria.La Levavasseur ha costruito per l'areostave Bertelli, un motore di 22 HP del peso di 62 Kg., che rappresentiamo nella Fig. 113.

È noto ormai alla generalità, che per la soluzione del problema della navigazione aerea sia col più pesante che col più leggero dell'aria, si richiedono motori potenti di piccolissimo peso e nei quali le trepidazioni siano ridotte al minimo; se oggi si può dire che gli esperimenti del dirigibile Lebaudy (1905), dell'areoplano dei fratelli Wright e dell'elicoptero dei Dufaux sono riusciti, ciò è dovuto al grande perfezionamento portato nei motori a scoppio e al progresso in genere delle industrie metallurgiche e meccaniche.

Mi pare quindi non del tutto privo d'interesse che io descriva succintamente alcunitipi di motori che per il piccolo peso per ogni cavallo di potenza costituiscono un vero miracolo meccanico.

Fig. 109.

Fig. 109.

Motore per l'elicoptero dei fratelli Dufaux.— Il compianto colonnello francese Renard, in un comunicato all'Accademia delle Scienze di Parigi il 23 marzo 1903, affermava e stabiliva, col calcolo, cheil peso utileche si poteva sostenere in aria con un elicoptero usando motori a scoppio e una data specie di eliche da lui provate e facilmente costruibili, cresceva in proporzioni enormi col diminuire del peso specifico del motore. I fratelli Dufaux di Ginevra riuscirono a costruire un elicoptero con eliche di peso minimo e con un motore di 3 HP e1⁄10che pesava 4 Kg. e mezzo. Il detto motore rappresentato nelle fig. 109 e 110 insieme all'elicoptero è a due cilindri sovraposti a doppio effetto a quattro accensioni distinte.

Il raffreddamento è ad alette. Carburatore speciale in alluminio e rame. Accensione con bobina. Il ventilatore è a due ali formate di leggera armatura in legno ricoperta di seta. Valvole comandate, lubrificazione automatica del motore utilizzando la depressione precedente ciascuna esplosione. Serbatoio d'essenza formato da due calotte emisferiche saldate, in alluminio; 1800 giri al minuto.

Fig. 110. — Elicoptero dei fratelli Dufaux.

Fig. 110. — Elicoptero dei fratelli Dufaux.

Nel peso di 4 Kg.1⁄2è compreso il carburatore, il serbatoio d'essenza, le tubature, il volante, ecc., ecc.

Si comprende che per ottenere questo risultato molti artifizi si sono usati; le valvole e le aste di comando e tutte le parti vuotate, o scavate convenientemente e costruite con ottimo materiale.

Si dice che i Dufaux abbiano in cantiere un motore di 100 HP che dovrebbe pesare molto meno di 1 Kg. per cavallo.

Motore Buchet della potenza di 30 HP.— Competitore fortunato dei Dufaux il Buchet, specialista in motori per apparecchi destinati alla navigazione aerea, ha presentato alSalon1905 un motore a scoppio a 4 tempi della potenza di 30 HP e del peso di 45 Kg. compresi gli accumulatori, bobine, carburatore.

Fig. 111. — Motore Buchet della potenza di 30 HP e del peso di 45 kg.

Fig. 111. — Motore Buchet della potenza di 30 HP e del peso di 45 kg.

Il motore è ad 8 cilindri calettati a V a 90° come il primo tipo di motore del Levassor, l'alesaggio è di 75 mm., la corsa di 100 mm. (fig. 111 e 112).

Fig. 112.

Fig. 112.

I cilindri perchè risultino molto leggeri sono fatti di acciaio molto resistente (al nikelio)e ottenuti per trapanazione[20]. I detti cilindri con bulloni sono riuniti alcarterdi lamiera di acciaio al nichelio di cui le unioni sono fatte con saldatura autogena. I supporti dell'albero fissati alcartersono 3. Gli stantuffi sono di acciaio stampato e portano 3 anelli di bronzo per la tenuta.

Le valvole di ammissione sono automatiche e quelle di scappamento comandatecol solito sistema ad aste mosse dagli eccentrici dell'albero di distribuzione.

Le culatte pure di acciaio molto resistente portano da una stessa parte le valvole e le candele.

Sopra le valvole di ammissione sono fissate delle specie di pipe di alluminio.

L'accensione è ad accumulatori e bobine con distributore.

Fig. 113. — Motore da 22 HP del peso di 62 kg.

Fig. 113. — Motore da 22 HP del peso di 62 kg.

Le bielle e l'albero del motore sono di acciaio al nichelio. La leggerezza anche in questi motori è conseguita coll'artifizio di vuotare e scavare tutte le parti, conservando però loro la sezione di forma più convenienteper resistere agli sforzi a cui sono sottoposte. Per ottenere un sufficiente raffreddamento senza la circolazione d'acqua, si ha un ventilatore in alluminio montato sull'albero del motore, il quale invia l'aria per appositi tubi sopra i gruppi delle valvole.

Speciale dispositivo impedisce la dispersione dei prodotti della combustione e una tela metallica avvolge tutto all'intorno il motore.

Altra ditta specialista per motori adatti alla navigazione aerea è la “Levavasseur„ la quale ha in costruzione un motore di 40 HP per il dirigibile del Conte da Schio; detto motore non dovrà pesare completo più di 2 Kg. per HP.

Pare che la “Buchet„ intenda costruire un motore da 100 HP che pesi 1 Kg. per ogni cavallo di potenza. Questo motore, pure ad 8 cilindri disposti a V, avrà un diametro di 140 mm., una corsa di 150 mm. e il numero dei giri 1300 ed il raffreddamento ad aria.

La Levavasseur ha costruito per l'areostave Bertelli, un motore di 22 HP del peso di 62 Kg., che rappresentiamo nella Fig. 113.


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