Nicoletta, Piero, Raimondo.
Ah! sei qui, Raimondo. Ti ho cercato….
Con uno sforzo si mostra calmo, quasi gaio.
Son qui…. e come vedi, sano e salvo! Quell'altro se l'è cavata con una lieve ferita al braccio. Ci siamo stretta la mano, e non se ne parla più.
Vi siete stretta la mano?
Ma sì, poichè le cose stavano com'io supponevo e come te le ho dette. Non era proprio il caso di ammazzarlo.
Stupito, guarda un po' lui, Un po' NICOLETTA, pare li interroghi entrambi con gli occhi.
È inutile che tu mi guardi e guardiNicoletta con quegli occhi stralunati.La verità è una sola, e non sicambia.
La verità?…
La verità, sì. Oh non chiederla a tua moglie. Quella è una certa testolina! Non ti ha negato il suo fallo, nevvero? C'è da ringraziare Iddio che non lo abbia ingrandito, così, per…. non si sa perchè. Accusata e sospettata, ha sdegnato di difendersi. Doveva essere il ricordo di qualche romanzo, o di qualche commedia. Ma non l'ha negata a me la verità, dianzi, prima che tu entrassi, quando si è convinta che la conoscevo intera.
PIERO prorompendo.
La verità, la verità?! Quale, dunque,Nicoletta?
Fa un passo verso di lei. Ella rimane immobile, ritta, con gli occhi fissi che non guardano.
Intervenendo e mettendosi in mezzo, con naturalezza,
Ella ha commessa una stupida leggerezza che le ripugnava di confessare. È fatta così! Che vuoi! Un grosso fallo forse, lo avrebbe confessato. Una leggerezza, che aveva apparenze grosse, no. Si è recata in casa di quell'uomo. Ed è tutto.
Dolorosamente, incredulo.
Oh!
Con un ultimo sforzo disperato, lo prende per un braccio e lo spinge un poco più lontano da NICOLETTA. Poi, concitato, affrettato, come se gli premesse di finire.
Quando la sua ferita fu fasciata, il duello avrebbe potuto continuare. Egli mi fece dire che desiderava parlarmi. Mi accostai. "Mi son battuto, mi disse, e son pronto a continuare. Prima però, ed ora che non può più sembrare una vigliaccheria, voglio darle la mia parola d'onore, che non fui l'amante di quella signora." Ho ripetuto queste parole a tua moglie, e mi ha confessato che è la verità. Ella non sa mentire.
Questo fu detto in tono di voce più bassa, ma non tanto che NICOLETTA non potesse udire. E l'ha udito. PIERO, affranto, si è lasciato cadere su una poltrona, e si nasconde il volto con le mani. Un silenzio. RAIMONDO è a disagio. Si ritrae verso il fondo. La sua faccia dinota lo spasimo d'un uomo d'onore che ha dovuto mentire. Ma tosto si riprende e si ricompone. Si riavvicina a PIERO, ponendogli una mano sulla spalla.
Piero, non sono io, lo comprendo, che può convincerti e ridarti la fede. È tua moglie.
Guardando NICOLETTA.
E saprà farlo, e le sarà tanto facile il farlo. Vedrai, è questione di tempo, la pace e l'amore torneranno a regnare qui dentro, e nei vostri cuori…. E ora ti lascio….
Afferrandogli la mano.
Ah, no, Raimondo, non lasciarmi in questo momento, te ne scongiuro!
Sforzandosi d'essere disinvolto.
Ma, mio caro, ho i miei padrini che mi aspettano. Li ho invitati a colazione, ed è il meno che si può fare in queste circostanze. Poi, alle quattro parto….
PIERO alzandosi.
Parti?
Sì. Non te lo avevo detto…. eh, sfido, con questo po' po' di roba…. Vado a Torino. Ebbi un telegramma da un inglese, mio amico, col quale ho viaggiato nel Congo. Viene da Londra ed ha bisogno urgente di parlarmi. Si tratta di un disegno di cui mi parlava laggiù, un'impresa alla quale voleva che mi associassi…. A Londra doveva raccogliere certe adesioni. La cosa m'interessa abbastanza e voglio andare.
Starai molto?
Non so. Dipende…. tre o quattro giorni, forse una settimana….
Va a NICOLETTA e le porge la mano.
Arrivederci, Nicoletta.
Ella gli dà la mano macchinalmente.
RAIMONDO s'avvia, accompagnato da PIERO.
Sempre con gli occhi fissi,imbambolati, susurra.
Che vita sarà questa? Che vita?Che pena, che tormento?
I due, che erano giunti al fondo, odono il susurro delle parole di NICOLETTA, senza distinguerle; si fermano, si volgono. NICOLETTA si volge anche lei verso di loro, li fissa per un istante; poi prorompe.
No, Raimondo, no! La verità, la verità!
Accorre a lei per interromperla, mentre PIERO rimane al fondo, allibito.
Nicoletta?!
La verità, lasciamela dire! Non è orgoglio, no, è bisogno prepotente dell'anima, è desiderio di bene. Dopo, dopo, sarà quello che Dio vorrà! ma non più la menzogna. Piero, Raimondo ha mentito, per amor tuo, e per amor mio. Sono stata l'amante di quell'uomo…. Ma non lo amavo, non l'ho amato, no, te lo giuro. E ieri era la fine, ieri, quando Raimondo mi ha veduta. Egli mi ha reso le mie lettere; eccole!
Fa un passo per afferrarle, ma RAIMONDO le ghermisce e se le pone in tasca.
Ti ho detto tutto, adesso, tutto, tutta la verità, perchè dovevo dirtela, perchè ho capito che non avevamo il diritto di mentire e d'ingannarti; te l'ho detta perchè…. ti voglio bene, e non ne ho voluto che a te, e non mai come oggi ho sentito di volertene…. e che te ne vorrò sempre e che ti sarò fedele, e che sarò tua checchè tu faccia di me, in qualunque modo tu voglia punirmi. Te l'ho detta perchè ho mentito con te per la prima volta in vita mia, e non potevo più durare nella menzogna, e non avrei potuto viverci…. Ero già disillusa e pentita…. e avrei taciuto per amor tuo, se ti avessi creduto ignaro e fidente…. ma poichè tu dubitavi, io non avrei potuto più vivere così, sospettata da te…. Ora, ora fa' ciò che vuoi, puniscimi come vuoi…. sarà sempre meglio di ciò che Raimondo voleva….
Esausta, cade sul divano come morta. PIERO, che ha ascoltato allibendo, ma insieme agitato da una commozione profonda, ora ha un impeto selvaggio di disperazione, e scoppia in un pianto muto e convulso. RAIMONDO lo sorregge e lo circonda, lasciando che si sfoghi. Poi gli afferra le mani, con cui egli si copriva il volto, lo costringe a guardarlo.
Piero, Piero! Guardami, e ascoltami bene. Quella donna tu la possiedi oggi intera per la prima volta. Finora ne hai posseduto il corpo; oggi ne possiedi anche l'anima e il cuore. Oggi soltanto ella è veramente tua moglie…. Non dir nulla, adesso. Tu le perdonerai, e dimenticherai. E sarà nobile e giusto.
Lo lascia e si avvicina adagio, aNICOLETTA, che è immobile, come svenuta.La osserva un momento, poi:
Piero, guarda.
Si curva, e posa le labbra sui capelli di NICOLETTA. Poi torna vicino a PIERO, gli prende la testa tra le mani e lo bacia e ribacia teneramente sui capelli e sugli occhi, come un padre. Ha le lagrime negli occhi. Cerca il suo cappello, e lo trova su una sedia.
Ora me ne vado tranquillo. Prima no. E non parto, sai? Era una frottola anche l'inglese del Congo. Ora posso rimanere. Sarò qui, sempre, con voi due, e tra voi due. A fra poco….
Esce dal fondo.
PIERO, che ha accompagnato RAIMONDO, strascinandosi appena sino sulla soglia della sala da pranzo, rimane a fissar NICOLETTA che è sempre immobile, stesa sul divano. Poi, a passi lenti, discende verso di lei. Prende una sediolina bassa, la pone a lato del divano, dov'ella ha il capo. Vi si siede, curvo verso di lei, muto, in attesa, come una madre che vegli il suo bambino ammalato. Sipario.