NOTE:1.Carlo Darwin — «La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali.» (Versione italiana di Giovanni Canestrini).2.Ecco come il Darwin pone questo suo principio: «In date condizioni dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date sensazioni, a dati desiderii, ecc... certe azioni complesse sono d'una utilità diretta o indiretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine a certi stati di animo sieno in parte repressi dalla volontà; in tali casi, i muscoli sopratutto quei meno soggetti alla diretta influenza della volontà, possono tuttavia contrarsi e produrre movimenti che ci paiono espressivi. Altra volta per reprimere un movimento abituale, altri leggieri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi.3.«Certe condizioni dell'animo, come abbiamo veduto nell'associazione delle abitudini utili, dànno luogo a certi movimenti abituali, che in origine furono realmente utili, e possono esserlo ancora; quando poi si produce uno stato d'animo affatto inverso, si manifesta una tendenza energica ed involontaria a movimenti inversi del pari, abbenchè non siano mai stati di utilità veruna.»È questo il concetto esposto dal Darwin epperò il principio dell'antitesi trova molti oppositori nello stesso campo dei darwinisti che lo trovano artefatto, inutile. I fenomeni di espressione possono spiegarsi ampiamente col 1º e col 3º principio del Darwin; tale è almeno l'opinione del Canestrini che in una sua nota dice: «Resta sempre indiscutibile il merito del Darwin di aver rilevato ed illustrato il fatto che sotto l'impero di contrari impulsi della volontà si compiono spesso atti di natura contraria.»4.Riepilogo. — (Darwin.Espressione dei sentimenti— traduz. italiana per G. Canestrini). — La fluttuante irradiazione della forza nervosa delle cellule che han ricevuta la prima impressione, — la lunga abitudine d'una lotta penosamente sostenuta per isfuggire alla causa del dolore, — e finalmente la coscienza che l'azione muscolare è un sollievo, — questi tre elementi probabilmente concorsero a produrre la tendenza ai movimenti violenti, quasi convulsivi, provocati da un violento dolore fin negli organi della voce e che ne sono (è universale il consenso) la più perfetta manifestazione espressiva.5.Carlo Darwin.La espressione dei sentimenti— traduz. italiana di G. Canestrini. — «Tutti questi sintomi del furore sono probabilmente dovuti in gran parte all'azione diretta del sensorio eccitato; taluni sembrano eziandio dipendere in modo esclusivo da quest'ultima causa. Tuttavia gli animali di ogni specie, e prima d'essi i loro progenitori, risposero alle minacce o all'attacco del nemico impiegando ogni loro energia per combattere e difendersi. Se un animale non si mette così in istato di piombar sul nemico, se non ne ha l'intenzione, o per lo meno il desiderio, non può dirsi, in verità, che sia furioso. Gli è così che un'abitudine ereditaria di sforzo muscolare ha dovuto associarsi al furore, e quest'abitudine agisce direttamente od indirettamente su parecchi organi, quasi nella stessa maniera con cui agisce un gran dolore fisico.»6.Loco citato — «La pelle impallidisce ed il sudore gronda. Le secrezioni del canale alimentare e dei reni sono aumentate, e, in seguito al rilassamento dei muscoli sfinteri, involontariamente espulse.»7.C. Darwin. —La espressione dei sentimenti— traduzione italiana di G. Canestrini. — «Egli è possibile che l'emissione dei suoni vocali non sia stata in principio che una involontaria ed inutile conseguenza della contrazione dei muscoli toracici e laringei, provocata dal dolore o dalla paura. Nullameno è un fatto che presentemente molti animali fanno uso della voce con iscopi ragionati e diversi, ed anche in alcune circostanze nelle quali sembra che l'abitudine abbia la prima parte. Gli animali che vivono in truppe o nei quali la voce costituisce un mezzo di reciproca comunicazione frequentemente impiegato, ne fanno uso in qualunque occasione, più volentieri di quelli che hanno differenti costumi. In virtù del principio di associazione, la voce, impiegata dapprima siccome un utile soccorso in diverse circostanze che eccitano nell'animale impressioni di piacere, di dolore, di rabbia, ecc., divenne più tardi di uso abituale, tutte le volte che queste stesse sensazioni od emozioni si sono riprodotte, sia ad un grado minore, sia in condizioni interamente diverse.»«Presso un gran numero di specie, durante la stagione degli amori, i sessi si chiamano continuamente l'un l'altro; nè avviene di rado che il maschio cerchi anche di allettare o di eccitare la femmina. Pertanto sembra essere stato questo il primitivo uso della voce e l'origine del suo sviluppo; l'impiego degli organi vocali sarebbe dunque stato sul principio associato al preludio del piacere più vivo che l'individuo sappia sentire.»«Negli animali, si può perfettamente comprendere che i maschi usino la voce per piacere alle femmine e che trovino pur essi diletto nei loro esercizi di musica; ma, sino al presente è impossibile spiegare perchè producano certi suoni determinati, e donde venga la soddisfazione che ne ritraggono.»8.«La erezione delle appendici cutanee è un atto riflesso, indipendente dalla volontà; quando esso si produce sotto l'influenza della collera o del terrore, bisogna considerarlo, non come un'attitudine acquistata per raggiungere qualche scopo, ma come un risultato collegato, almeno in gran parte, con un'affezione del sensorio. D'altra parte, moltissimi esempi tratti dalle classi più varie ci dimostrarono che l'erezione dei peli o delle penne è quasi sempre accompagnata da movimenti volontari diversi.»
1.Carlo Darwin — «La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali.» (Versione italiana di Giovanni Canestrini).
1.Carlo Darwin — «La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali.» (Versione italiana di Giovanni Canestrini).
2.Ecco come il Darwin pone questo suo principio: «In date condizioni dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date sensazioni, a dati desiderii, ecc... certe azioni complesse sono d'una utilità diretta o indiretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine a certi stati di animo sieno in parte repressi dalla volontà; in tali casi, i muscoli sopratutto quei meno soggetti alla diretta influenza della volontà, possono tuttavia contrarsi e produrre movimenti che ci paiono espressivi. Altra volta per reprimere un movimento abituale, altri leggieri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi.
2.Ecco come il Darwin pone questo suo principio: «In date condizioni dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date sensazioni, a dati desiderii, ecc... certe azioni complesse sono d'una utilità diretta o indiretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine a certi stati di animo sieno in parte repressi dalla volontà; in tali casi, i muscoli sopratutto quei meno soggetti alla diretta influenza della volontà, possono tuttavia contrarsi e produrre movimenti che ci paiono espressivi. Altra volta per reprimere un movimento abituale, altri leggieri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi.
3.«Certe condizioni dell'animo, come abbiamo veduto nell'associazione delle abitudini utili, dànno luogo a certi movimenti abituali, che in origine furono realmente utili, e possono esserlo ancora; quando poi si produce uno stato d'animo affatto inverso, si manifesta una tendenza energica ed involontaria a movimenti inversi del pari, abbenchè non siano mai stati di utilità veruna.»È questo il concetto esposto dal Darwin epperò il principio dell'antitesi trova molti oppositori nello stesso campo dei darwinisti che lo trovano artefatto, inutile. I fenomeni di espressione possono spiegarsi ampiamente col 1º e col 3º principio del Darwin; tale è almeno l'opinione del Canestrini che in una sua nota dice: «Resta sempre indiscutibile il merito del Darwin di aver rilevato ed illustrato il fatto che sotto l'impero di contrari impulsi della volontà si compiono spesso atti di natura contraria.»
3.«Certe condizioni dell'animo, come abbiamo veduto nell'associazione delle abitudini utili, dànno luogo a certi movimenti abituali, che in origine furono realmente utili, e possono esserlo ancora; quando poi si produce uno stato d'animo affatto inverso, si manifesta una tendenza energica ed involontaria a movimenti inversi del pari, abbenchè non siano mai stati di utilità veruna.»
È questo il concetto esposto dal Darwin epperò il principio dell'antitesi trova molti oppositori nello stesso campo dei darwinisti che lo trovano artefatto, inutile. I fenomeni di espressione possono spiegarsi ampiamente col 1º e col 3º principio del Darwin; tale è almeno l'opinione del Canestrini che in una sua nota dice: «Resta sempre indiscutibile il merito del Darwin di aver rilevato ed illustrato il fatto che sotto l'impero di contrari impulsi della volontà si compiono spesso atti di natura contraria.»
4.Riepilogo. — (Darwin.Espressione dei sentimenti— traduz. italiana per G. Canestrini). — La fluttuante irradiazione della forza nervosa delle cellule che han ricevuta la prima impressione, — la lunga abitudine d'una lotta penosamente sostenuta per isfuggire alla causa del dolore, — e finalmente la coscienza che l'azione muscolare è un sollievo, — questi tre elementi probabilmente concorsero a produrre la tendenza ai movimenti violenti, quasi convulsivi, provocati da un violento dolore fin negli organi della voce e che ne sono (è universale il consenso) la più perfetta manifestazione espressiva.
4.Riepilogo. — (Darwin.Espressione dei sentimenti— traduz. italiana per G. Canestrini). — La fluttuante irradiazione della forza nervosa delle cellule che han ricevuta la prima impressione, — la lunga abitudine d'una lotta penosamente sostenuta per isfuggire alla causa del dolore, — e finalmente la coscienza che l'azione muscolare è un sollievo, — questi tre elementi probabilmente concorsero a produrre la tendenza ai movimenti violenti, quasi convulsivi, provocati da un violento dolore fin negli organi della voce e che ne sono (è universale il consenso) la più perfetta manifestazione espressiva.
5.Carlo Darwin.La espressione dei sentimenti— traduz. italiana di G. Canestrini. — «Tutti questi sintomi del furore sono probabilmente dovuti in gran parte all'azione diretta del sensorio eccitato; taluni sembrano eziandio dipendere in modo esclusivo da quest'ultima causa. Tuttavia gli animali di ogni specie, e prima d'essi i loro progenitori, risposero alle minacce o all'attacco del nemico impiegando ogni loro energia per combattere e difendersi. Se un animale non si mette così in istato di piombar sul nemico, se non ne ha l'intenzione, o per lo meno il desiderio, non può dirsi, in verità, che sia furioso. Gli è così che un'abitudine ereditaria di sforzo muscolare ha dovuto associarsi al furore, e quest'abitudine agisce direttamente od indirettamente su parecchi organi, quasi nella stessa maniera con cui agisce un gran dolore fisico.»
5.Carlo Darwin.La espressione dei sentimenti— traduz. italiana di G. Canestrini. — «Tutti questi sintomi del furore sono probabilmente dovuti in gran parte all'azione diretta del sensorio eccitato; taluni sembrano eziandio dipendere in modo esclusivo da quest'ultima causa. Tuttavia gli animali di ogni specie, e prima d'essi i loro progenitori, risposero alle minacce o all'attacco del nemico impiegando ogni loro energia per combattere e difendersi. Se un animale non si mette così in istato di piombar sul nemico, se non ne ha l'intenzione, o per lo meno il desiderio, non può dirsi, in verità, che sia furioso. Gli è così che un'abitudine ereditaria di sforzo muscolare ha dovuto associarsi al furore, e quest'abitudine agisce direttamente od indirettamente su parecchi organi, quasi nella stessa maniera con cui agisce un gran dolore fisico.»
6.Loco citato — «La pelle impallidisce ed il sudore gronda. Le secrezioni del canale alimentare e dei reni sono aumentate, e, in seguito al rilassamento dei muscoli sfinteri, involontariamente espulse.»
6.Loco citato — «La pelle impallidisce ed il sudore gronda. Le secrezioni del canale alimentare e dei reni sono aumentate, e, in seguito al rilassamento dei muscoli sfinteri, involontariamente espulse.»
7.C. Darwin. —La espressione dei sentimenti— traduzione italiana di G. Canestrini. — «Egli è possibile che l'emissione dei suoni vocali non sia stata in principio che una involontaria ed inutile conseguenza della contrazione dei muscoli toracici e laringei, provocata dal dolore o dalla paura. Nullameno è un fatto che presentemente molti animali fanno uso della voce con iscopi ragionati e diversi, ed anche in alcune circostanze nelle quali sembra che l'abitudine abbia la prima parte. Gli animali che vivono in truppe o nei quali la voce costituisce un mezzo di reciproca comunicazione frequentemente impiegato, ne fanno uso in qualunque occasione, più volentieri di quelli che hanno differenti costumi. In virtù del principio di associazione, la voce, impiegata dapprima siccome un utile soccorso in diverse circostanze che eccitano nell'animale impressioni di piacere, di dolore, di rabbia, ecc., divenne più tardi di uso abituale, tutte le volte che queste stesse sensazioni od emozioni si sono riprodotte, sia ad un grado minore, sia in condizioni interamente diverse.»«Presso un gran numero di specie, durante la stagione degli amori, i sessi si chiamano continuamente l'un l'altro; nè avviene di rado che il maschio cerchi anche di allettare o di eccitare la femmina. Pertanto sembra essere stato questo il primitivo uso della voce e l'origine del suo sviluppo; l'impiego degli organi vocali sarebbe dunque stato sul principio associato al preludio del piacere più vivo che l'individuo sappia sentire.»«Negli animali, si può perfettamente comprendere che i maschi usino la voce per piacere alle femmine e che trovino pur essi diletto nei loro esercizi di musica; ma, sino al presente è impossibile spiegare perchè producano certi suoni determinati, e donde venga la soddisfazione che ne ritraggono.»
7.C. Darwin. —La espressione dei sentimenti— traduzione italiana di G. Canestrini. — «Egli è possibile che l'emissione dei suoni vocali non sia stata in principio che una involontaria ed inutile conseguenza della contrazione dei muscoli toracici e laringei, provocata dal dolore o dalla paura. Nullameno è un fatto che presentemente molti animali fanno uso della voce con iscopi ragionati e diversi, ed anche in alcune circostanze nelle quali sembra che l'abitudine abbia la prima parte. Gli animali che vivono in truppe o nei quali la voce costituisce un mezzo di reciproca comunicazione frequentemente impiegato, ne fanno uso in qualunque occasione, più volentieri di quelli che hanno differenti costumi. In virtù del principio di associazione, la voce, impiegata dapprima siccome un utile soccorso in diverse circostanze che eccitano nell'animale impressioni di piacere, di dolore, di rabbia, ecc., divenne più tardi di uso abituale, tutte le volte che queste stesse sensazioni od emozioni si sono riprodotte, sia ad un grado minore, sia in condizioni interamente diverse.»
«Presso un gran numero di specie, durante la stagione degli amori, i sessi si chiamano continuamente l'un l'altro; nè avviene di rado che il maschio cerchi anche di allettare o di eccitare la femmina. Pertanto sembra essere stato questo il primitivo uso della voce e l'origine del suo sviluppo; l'impiego degli organi vocali sarebbe dunque stato sul principio associato al preludio del piacere più vivo che l'individuo sappia sentire.»
«Negli animali, si può perfettamente comprendere che i maschi usino la voce per piacere alle femmine e che trovino pur essi diletto nei loro esercizi di musica; ma, sino al presente è impossibile spiegare perchè producano certi suoni determinati, e donde venga la soddisfazione che ne ritraggono.»
8.«La erezione delle appendici cutanee è un atto riflesso, indipendente dalla volontà; quando esso si produce sotto l'influenza della collera o del terrore, bisogna considerarlo, non come un'attitudine acquistata per raggiungere qualche scopo, ma come un risultato collegato, almeno in gran parte, con un'affezione del sensorio. D'altra parte, moltissimi esempi tratti dalle classi più varie ci dimostrarono che l'erezione dei peli o delle penne è quasi sempre accompagnata da movimenti volontari diversi.»
8.«La erezione delle appendici cutanee è un atto riflesso, indipendente dalla volontà; quando esso si produce sotto l'influenza della collera o del terrore, bisogna considerarlo, non come un'attitudine acquistata per raggiungere qualche scopo, ma come un risultato collegato, almeno in gran parte, con un'affezione del sensorio. D'altra parte, moltissimi esempi tratti dalle classi più varie ci dimostrarono che l'erezione dei peli o delle penne è quasi sempre accompagnata da movimenti volontari diversi.»
Opere complete di TEODORO PASCAL1.Le razze della gallina domestica. Monografia esauriente delle principali razze. Ediz. S. T. E. N.L. 3,502.Anatre ed Oche da prodotto. Classificazione ed origine. Allevamento e sfruttamento. Ediz. S. T. E. N.» 4,—3.Colombi commestibili e sportivi. Origine. Riproduzione. Abitazione. Nutrizione. Malattie. — Razze commestibili e razze sportive. Ediz. Battiato» 3,504.Faggiani, tacchini, faraone, pavoni, anatre, oche, cigni. Razze ed allevamento. 2ª. edizione rifatta. Ediz. Battiato» 2,505.Importanza e risultati degli incrociamenti in avicoltura. Ediz. Battiato» 0,506.Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto allo sport, alla produttività ed alla rusticità. Ediz. Battiato» 0,507.Le esigenze della gallina considerate in rapporto alle sue speciali caratteristiche di razza. Ediz. Battiato» 0,508.Il Mendelismo in rapporto all'Avicoltura. Ediz. Battiato» 0,509.La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici. Ediz. Battiato» 0,5010.Manuale teorico pratico d'Avicultura2ª edizione. Ediz. Battiato» 2,50Per ricevere franco a domicilio i superiori libri basta solo indicare il numero d'ordine inviando vaglia del relativo importo all'editore F. BATTIATO —Catania.
Opere complete di TEODORO PASCAL
1.Le razze della gallina domestica. Monografia esauriente delle principali razze. Ediz. S. T. E. N.L. 3,50
2.Anatre ed Oche da prodotto. Classificazione ed origine. Allevamento e sfruttamento. Ediz. S. T. E. N.» 4,—
3.Colombi commestibili e sportivi. Origine. Riproduzione. Abitazione. Nutrizione. Malattie. — Razze commestibili e razze sportive. Ediz. Battiato» 3,50
4.Faggiani, tacchini, faraone, pavoni, anatre, oche, cigni. Razze ed allevamento. 2ª. edizione rifatta. Ediz. Battiato» 2,50
5.Importanza e risultati degli incrociamenti in avicoltura. Ediz. Battiato» 0,50
6.Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto allo sport, alla produttività ed alla rusticità. Ediz. Battiato» 0,50
7.Le esigenze della gallina considerate in rapporto alle sue speciali caratteristiche di razza. Ediz. Battiato» 0,50
8.Il Mendelismo in rapporto all'Avicoltura. Ediz. Battiato» 0,50
9.La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici. Ediz. Battiato» 0,50
10.Manuale teorico pratico d'Avicultura2ª edizione. Ediz. Battiato» 2,50
Per ricevere franco a domicilio i superiori libri basta solo indicare il numero d'ordine inviando vaglia del relativo importo all'editore F. BATTIATO —Catania.
Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.