ATTO QVARTO
Appare il medesimo luogo, dopo il tramonto.
Appare il medesimo luogo, dopo il tramonto.
Entra per la porta sinistraBenedettarecando una lucerna accesa di più lucignoli.Gigliolaesce dalla cappella e passa tra i mausolei dell'arcata. Tutt'assorta nel suo pensiero terribile, spinta da una straordinaria forza di volontà finale, va per l'ombra dirittamente verso il cumulo delle carte ov'è celato il sacco degli aspidi. Scorgendo la donna nel chiarore vacillante, s'arresta di sùbito, con un grido soffocato.
Gigliola.Ah! Chi sei? chi sei?Benedetta.Io, io, Benedetta.Gigliola.Benedetta, sei tu? Che vuoi? Perchévieni?Benedetta.Ho portata la lucerna. È buio.Suona un'ora di notte.
Gigliola.
Gigliola.
Ah! Chi sei? chi sei?
Ah! Chi sei? chi sei?
Benedetta.
Benedetta.
Io, io, Benedetta.
Io, io, Benedetta.
Gigliola.
Gigliola.
Benedetta, sei tu? Che vuoi? Perchévieni?
Benedetta, sei tu? Che vuoi? Perché
vieni?
Benedetta.
Benedetta.
Ho portata la lucerna. È buio.Suona un'ora di notte.
Ho portata la lucerna. È buio.
Suona un'ora di notte.
La pone su la tavola ingombra.
La pone su la tavola ingombra.
Gigliola.E che mi dici? S'è acquetato?Benedetta.No.Smania ancóra. Oh che pena,che pena! Vuole te. Ti chiama sempre.La febbre sale.Gigliola.E l'hai lasciato solo?Benedetta.Annabella è rimasta al capezzale.
Gigliola.
Gigliola.
E che mi dici? S'è acquetato?
E che mi dici? S'è acquetato?
Benedetta.
Benedetta.
No.Smania ancóra. Oh che pena,che pena! Vuole te. Ti chiama sempre.La febbre sale.
No.
Smania ancóra. Oh che pena,
che pena! Vuole te. Ti chiama sempre.
La febbre sale.
Gigliola.
Gigliola.
E l'hai lasciato solo?
E l'hai lasciato solo?
Benedetta.
Benedetta.
Annabella è rimasta al capezzale.
Annabella è rimasta al capezzale.
Si accosta a Gigliola e la guarda.
Si accosta a Gigliola e la guarda.
Ma tu, ma tu stai peggiodel tuo fratello! Bruci.La febbre ti divoragli occhi.Gigliola.A quest'ora la casa era pienad'urli e di pianti. Ti ricordi?Benedetta.Figlia,mi fai paura. Scuòtiti.Gigliola.A quest'ora,una povera cosa straziataera là, sopra un letto bianco...Benedetta.Figlia,il castigo verrà. Non disperare.Gigliola.A quest'ora la boccapiù dolce che abbia maifatto udire, movendosiappena appena, le parole muteche nessuno sa come si sepàrinodal cuore, ti ricordi?era sformata, divenuta orribiledi strazio, mal fasciataperché non la guardassiio che vedevo soloquella nel mondo...Benedetta.Figlia,non ti fissare così! Tu mi faipaura.Gigliola.Ma mi chiama,mi chiama. Benedetta,anche tu le eri cara.Abbracciami per lei.Sii fedele a quel povero bambino...Benedetta.Va da lui, che ti vuole.Non star più qui. Se non vai, non s'acqueta.Gigliola.Andrò. Ma tu mi deviaiutare.Benedetta.Sì. Dimmi.Gigliola.Accendi là nella cappella tuttii candelabri, tuttele lampade. Ch'io trovi la gran lucequando ritorno. Va.Benedetta.Farò come tu vuoi.Troverai tutto acceso.L'anima santa ti protegga.Gigliola.Va.
Ma tu, ma tu stai peggiodel tuo fratello! Bruci.La febbre ti divoragli occhi.
Ma tu, ma tu stai peggio
del tuo fratello! Bruci.
La febbre ti divora
gli occhi.
Gigliola.
Gigliola.
A quest'ora la casa era pienad'urli e di pianti. Ti ricordi?
A quest'ora la casa era piena
d'urli e di pianti. Ti ricordi?
Benedetta.
Benedetta.
Figlia,mi fai paura. Scuòtiti.
Figlia,
mi fai paura. Scuòtiti.
Gigliola.
Gigliola.
A quest'ora,una povera cosa straziataera là, sopra un letto bianco...
A quest'ora,
una povera cosa straziata
era là, sopra un letto bianco...
Benedetta.
Benedetta.
Figlia,il castigo verrà. Non disperare.
Figlia,
il castigo verrà. Non disperare.
Gigliola.
Gigliola.
A quest'ora la boccapiù dolce che abbia maifatto udire, movendosiappena appena, le parole muteche nessuno sa come si sepàrinodal cuore, ti ricordi?era sformata, divenuta orribiledi strazio, mal fasciataperché non la guardassiio che vedevo soloquella nel mondo...
A quest'ora la bocca
più dolce che abbia mai
fatto udire, movendosi
appena appena, le parole mute
che nessuno sa come si sepàrino
dal cuore, ti ricordi?
era sformata, divenuta orribile
di strazio, mal fasciata
perché non la guardassi
io che vedevo solo
quella nel mondo...
Benedetta.
Benedetta.
Figlia,non ti fissare così! Tu mi faipaura.
Figlia,
non ti fissare così! Tu mi fai
paura.
Gigliola.
Gigliola.
Ma mi chiama,mi chiama. Benedetta,anche tu le eri cara.Abbracciami per lei.Sii fedele a quel povero bambino...
Ma mi chiama,
mi chiama. Benedetta,
anche tu le eri cara.
Abbracciami per lei.
Sii fedele a quel povero bambino...
Benedetta.
Benedetta.
Va da lui, che ti vuole.Non star più qui. Se non vai, non s'acqueta.
Va da lui, che ti vuole.
Non star più qui. Se non vai, non s'acqueta.
Gigliola.
Gigliola.
Andrò. Ma tu mi deviaiutare.
Andrò. Ma tu mi devi
aiutare.
Benedetta.
Benedetta.
Sì. Dimmi.
Sì. Dimmi.
Gigliola.
Gigliola.
Accendi là nella cappella tuttii candelabri, tuttele lampade. Ch'io trovi la gran lucequando ritorno. Va.
Accendi là nella cappella tutti
i candelabri, tutte
le lampade. Ch'io trovi la gran luce
quando ritorno. Va.
Benedetta.
Benedetta.
Farò come tu vuoi.Troverai tutto acceso.L'anima santa ti protegga.
Farò come tu vuoi.
Troverai tutto acceso.
L'anima santa ti protegga.
Gigliola.
Gigliola.
Va.
Va.
La sospinge verso la porta; si sofferma a guardarla. Poi, come la donna scompare, ella si volge; cammina verso il cumulo delle carte; s'inginocchia, brancola, ritrova il sacco letale, mentre parla sommessamente come chi prega ma con un fervore eroico che la irradia.
La sospinge verso la porta; si sofferma a guardarla. Poi, come la donna scompare, ella si volge; cammina verso il cumulo delle carte; s'inginocchia, brancola, ritrova il sacco letale, mentre parla sommessamente come chi prega ma con un fervore eroico che la irradia.
Madre, tutte le lampade,madre, tutte le fiaccolepel sacrifizio in questaora che non avràl'eguale! Ho conosciutoil deperire lento,granello per granello,respirando la polveredelle cose consunte.E lo sfacelo fuper un anno il mio padre.Il mio padre ebbe nomedissolvimento. E l'altronon fu più mio, lo sai;perché due sono, duefurono alla ferócia.E, da che tu sparisti,sola qui dentro ho uditonella notte e nel giornola parola del tarloper consolarmi, solaquella sillaba egualeempir l'immensitàdella malinconianel mio cuore e nel mondo.Madre, e dammi ora tula forza di venirea te placata, a tepacificata, a teche lasciasti nell'anima,mia la vocazionedella morte. Io la mortemi pongo alle calcagna,andando alla vendetta;ch'io non possa tornarené rivolgermi in dietroné soffermarmi. E, comeil tuo trapasso fuatroce, così voglioil mio, madre, per meche non ti vigilai,che scamparti non seppi.E quanto più selvaggiosarà questo suppliziotanto più mi parràesserti presso, in tericongiungermi, in teconfondermi, una solacosa ridivenirecon te, madre, comequando tu mi portavinel tuo silenzio santo.
Madre, tutte le lampade,madre, tutte le fiaccolepel sacrifizio in questaora che non avràl'eguale! Ho conosciutoil deperire lento,granello per granello,respirando la polveredelle cose consunte.E lo sfacelo fuper un anno il mio padre.Il mio padre ebbe nomedissolvimento. E l'altronon fu più mio, lo sai;perché due sono, duefurono alla ferócia.E, da che tu sparisti,sola qui dentro ho uditonella notte e nel giornola parola del tarloper consolarmi, solaquella sillaba egualeempir l'immensitàdella malinconianel mio cuore e nel mondo.Madre, e dammi ora tula forza di venirea te placata, a tepacificata, a teche lasciasti nell'anima,mia la vocazionedella morte. Io la mortemi pongo alle calcagna,andando alla vendetta;ch'io non possa tornarené rivolgermi in dietroné soffermarmi. E, comeil tuo trapasso fuatroce, così voglioil mio, madre, per meche non ti vigilai,che scamparti non seppi.E quanto più selvaggiosarà questo suppliziotanto più mi parràesserti presso, in tericongiungermi, in teconfondermi, una solacosa ridivenirecon te, madre, comequando tu mi portavinel tuo silenzio santo.
Madre, tutte le lampade,
madre, tutte le fiaccole
pel sacrifizio in questa
ora che non avrà
l'eguale! Ho conosciuto
il deperire lento,
granello per granello,
respirando la polvere
delle cose consunte.
E lo sfacelo fu
per un anno il mio padre.
Il mio padre ebbe nome
dissolvimento. E l'altro
non fu più mio, lo sai;
perché due sono, due
furono alla ferócia.
E, da che tu sparisti,
sola qui dentro ho udito
nella notte e nel giorno
la parola del tarlo
per consolarmi, sola
quella sillaba eguale
empir l'immensità
della malinconia
nel mio cuore e nel mondo.
Madre, e dammi ora tu
la forza di venire
a te placata, a te
pacificata, a te
che lasciasti nell'anima,
mia la vocazione
della morte. Io la morte
mi pongo alle calcagna,
andando alla vendetta;
ch'io non possa tornare
né rivolgermi in dietro
né soffermarmi. E, come
il tuo trapasso fu
atroce, così voglio
il mio, madre, per me
che non ti vigilai,
che scamparti non seppi.
E quanto più selvaggio
sarà questo supplizio
tanto più mi parrà
esserti presso, in te
ricongiungermi, in te
confondermi, una sola
cosa ridivenire
con te, madre, come
quando tu mi portavi
nel tuo silenzio santo.
Mezzo nascosta dal cumulo, quasi irrigidita dallo sforzo inumano per vincere il ribrezzo, ella scioglie la cordella verde, caccia ambe le mani nel sacco mortifero. L'orrore e lo spasimo le contraggono i muscoli del volto esangue; ma ella mozza coi denti il grido dell'istinto insorto.
Mezzo nascosta dal cumulo, quasi irrigidita dallo sforzo inumano per vincere il ribrezzo, ella scioglie la cordella verde, caccia ambe le mani nel sacco mortifero. L'orrore e lo spasimo le contraggono i muscoli del volto esangue; ma ella mozza coi denti il grido dell'istinto insorto.
È fatto.
È fatto.
È fatto.
Ella ha la forza di richiudere il sacco e di legarlo.
Ella ha la forza di richiudere il sacco e di legarlo.
Madre, tu m'hai dato l'animo.
Madre, tu m'hai dato l'animo.
Madre, tu m'hai dato l'animo.
Si alza, cammina; solleva per l'anello di bronzo il chiusino della fonte di Gioietta; caccia il sacco nel vano; lascia ricadere il disco di pietra. Si cerca il crinale nella veste.
Si alza, cammina; solleva per l'anello di bronzo il chiusino della fonte di Gioietta; caccia il sacco nel vano; lascia ricadere il disco di pietra. Si cerca il crinale nella veste.
Madre, assistimi ancóra!
Madre, assistimi ancóra!
Madre, assistimi ancóra!
S'ode dietro la porta sinistra la voce di Annabella.
S'ode dietro la porta sinistra la voce di Annabella.
La voce di Annabella.Benedetta!Benedetta!
La voce di Annabella.
La voce di Annabella.
Benedetta!Benedetta!
Benedetta!
Benedetta!
Risolutamente la moritura si lancia su per la scala buia, scompare.
Risolutamente la moritura si lancia su per la scala buia, scompare.
Annabellaentra per la porta sinistra.
Annabella.Non c'è nessuno! Dovesei, Benedetta?
Annabella.
Annabella.
Non c'è nessuno! Dovesei, Benedetta?
Non c'è nessuno! Dove
sei, Benedetta?
Benedetta accorre alla soglia della cappella illuminata.
Benedetta accorre alla soglia della cappella illuminata.
Benedetta.Eccomi. Sono qua.Chi mi vuole? Che vuoi?Annabella.Gigliola è dentro?Chiamala. Simonettonon fa che smaniare.Io non so più tenerlo.Benedetta.Ma è venuta. Or oraera qua; e m'ha dettoche accendessi le lampade;ed è venuta.Annabella.Vengoio dalla stanza e non l'ho vista.Benedetta.Come!Non l'hai scontrata già pel corridore?Annabella.No, ti dico. Oh che palpito!Possa venire l'albadi questa notte trista.Benedetta.E dove sarà, maiandata? Forse dalla vecchia.Annabella.Sonopassata dalla camera di DonnaAldegrina: e non c'era.C'era nel corridore Don Tibaldo,là davanti alla porta della madre,che m'ha fatto paura,là fermo, senza muoversi,senza parlare; e non entra. Non l'homai visto con quel viso...Benedetta.Oh destino, destino!Così finire questa casa grande!E non è grande assai per tanta doglia.E pare che non debba venir l'albamai più!Annabella.Non è tornato Don Bertrando.E non si sa perché. Un manovaledice d'averlo intraveduto làsotto i cipressi, a calata di sole,con quell'uomo di Luco,e che ai gesti pareva furiosocome se lo volessebattere... Sempre pronto a far la rissal'Acclozamòra. Ma la gente marsaè d'ossa dure. E chi sa che può essereaccaduto!Benedetta.Gran piantonon si farebbe per lui nella casadei Sangro.Annabella.Vedi, vedi: pel giardinole fiaccole.Benedetta.Che fanno?Annabella.Tra i cipressi:vedi? Forse lo cercanoi manovali.
Benedetta.
Benedetta.
Eccomi. Sono qua.Chi mi vuole? Che vuoi?
Eccomi. Sono qua.
Chi mi vuole? Che vuoi?
Annabella.
Annabella.
Gigliola è dentro?Chiamala. Simonettonon fa che smaniare.Io non so più tenerlo.
Gigliola è dentro?
Chiamala. Simonetto
non fa che smaniare.
Io non so più tenerlo.
Benedetta.
Benedetta.
Ma è venuta. Or oraera qua; e m'ha dettoche accendessi le lampade;ed è venuta.
Ma è venuta. Or ora
era qua; e m'ha detto
che accendessi le lampade;
ed è venuta.
Annabella.
Annabella.
Vengoio dalla stanza e non l'ho vista.
Vengo
io dalla stanza e non l'ho vista.
Benedetta.
Benedetta.
Come!Non l'hai scontrata già pel corridore?
Come!
Non l'hai scontrata già pel corridore?
Annabella.
Annabella.
No, ti dico. Oh che palpito!Possa venire l'albadi questa notte trista.
No, ti dico. Oh che palpito!
Possa venire l'alba
di questa notte trista.
Benedetta.
Benedetta.
E dove sarà, maiandata? Forse dalla vecchia.
E dove sarà, mai
andata? Forse dalla vecchia.
Annabella.
Annabella.
Sonopassata dalla camera di DonnaAldegrina: e non c'era.C'era nel corridore Don Tibaldo,là davanti alla porta della madre,che m'ha fatto paura,là fermo, senza muoversi,senza parlare; e non entra. Non l'homai visto con quel viso...
Sono
passata dalla camera di Donna
Aldegrina: e non c'era.
C'era nel corridore Don Tibaldo,
là davanti alla porta della madre,
che m'ha fatto paura,
là fermo, senza muoversi,
senza parlare; e non entra. Non l'ho
mai visto con quel viso...
Benedetta.
Benedetta.
Oh destino, destino!Così finire questa casa grande!E non è grande assai per tanta doglia.E pare che non debba venir l'albamai più!
Oh destino, destino!
Così finire questa casa grande!
E non è grande assai per tanta doglia.
E pare che non debba venir l'alba
mai più!
Annabella.
Annabella.
Non è tornato Don Bertrando.E non si sa perché. Un manovaledice d'averlo intraveduto làsotto i cipressi, a calata di sole,con quell'uomo di Luco,e che ai gesti pareva furiosocome se lo volessebattere... Sempre pronto a far la rissal'Acclozamòra. Ma la gente marsaè d'ossa dure. E chi sa che può essereaccaduto!
Non è tornato Don Bertrando.
E non si sa perché. Un manovale
dice d'averlo intraveduto là
sotto i cipressi, a calata di sole,
con quell'uomo di Luco,
e che ai gesti pareva furioso
come se lo volesse
battere... Sempre pronto a far la rissa
l'Acclozamòra. Ma la gente marsa
è d'ossa dure. E chi sa che può essere
accaduto!
Benedetta.
Benedetta.
Gran piantonon si farebbe per lui nella casadei Sangro.
Gran pianto
non si farebbe per lui nella casa
dei Sangro.
Annabella.
Annabella.
Vedi, vedi: pel giardinole fiaccole.
Vedi, vedi: pel giardino
le fiaccole.
Benedetta.
Benedetta.
Che fanno?
Che fanno?
Annabella.
Annabella.
Tra i cipressi:vedi? Forse lo cercanoi manovali.
Tra i cipressi:
vedi? Forse lo cercano
i manovali.
Si sofferma sotto l'arcata mediana, dinanzi al cancello; e guarda. Poi, ripresa dall'ansia, si volge.
Si sofferma sotto l'arcata mediana, dinanzi al cancello; e guarda. Poi, ripresa dall'ansia, si volge.
Ma Gigliola dovesarà mai? Ora salgo.Benedetta.Non hai sentito un grido?Annabella.No. Son gli uominiche si dànno la voce.Ascolta. Ora è silenzio.Odi il rombo del fiume?e la goccia che cadelà nella fontanella di Gioietta...È il primo quarto della luna nova.Malinconia! Malinconia!Benedetta.Mi tremail cuore dentro. Ho sempre negli orecchigrida.Annabella.Donna Giovanna... Ma di quinon s'ode.Benedetta.Se tu sali, io vado...Annabella.Taci!
Ma Gigliola dovesarà mai? Ora salgo.
Ma Gigliola dove
sarà mai? Ora salgo.
Benedetta.
Benedetta.
Non hai sentito un grido?
Non hai sentito un grido?
Annabella.
Annabella.
No. Son gli uominiche si dànno la voce.Ascolta. Ora è silenzio.Odi il rombo del fiume?e la goccia che cadelà nella fontanella di Gioietta...È il primo quarto della luna nova.Malinconia! Malinconia!
No. Son gli uomini
che si dànno la voce.
Ascolta. Ora è silenzio.
Odi il rombo del fiume?
e la goccia che cade
là nella fontanella di Gioietta...
È il primo quarto della luna nova.
Malinconia! Malinconia!
Benedetta.
Benedetta.
Mi tremail cuore dentro. Ho sempre negli orecchigrida.
Mi trema
il cuore dentro. Ho sempre negli orecchi
grida.
Annabella.
Annabella.
Donna Giovanna... Ma di quinon s'ode.
Donna Giovanna... Ma di qui
non s'ode.
Benedetta.
Benedetta.
Se tu sali, io vado...
Se tu sali, io vado...
Annabella.
Annabella.
Taci!
Taci!
Ella ha udito un fruscìo giù per le scale. Entrambe sobbalzano. Appare d'improvviso Gigliola, irriconoscibile. Le donne sbigottite gettano un grido.
Benedetta.Oh, figlia, e che hai fatto?Gigliola.Annabella, Annabella,dove hai lasciato Simonetto? dovel'hai tu lasciato?Annabella.Nella stanza.Gigliola.Quando?Annabella.Or ora. Son venuta per cercarti.Chiama; ti vuole.Gigliola.E non s'è mosso maidal suo letto?Annabella.No, mai.Finora sono stata al capezzale.E prima di me c'era Benedetta.Gigliola.E allora?Annabella.Figlia, figlia, ma che haifatto?Benedetta.Dio, Dio, le mani!Che t'hanno fatto alle mani?Gigliola.Dov'èmio padre? Chi l'ha uccisa? chi l'ha uccisa?Annabella.Di chi parli? Dell'animasanta?Gigliola.No: della femmina. È là morta.Benedetta.Ha la febbre. Delira!Gigliola.Io l'ho trovata morta sul suo letto.Annabella.Delira. E queste piaghesu le mani... Oh sciaguranostra!Gigliola.No, non deliro, non deliroancóra. Io l'ho trovata morta.
Benedetta.
Benedetta.
Oh, figlia, e che hai fatto?
Oh, figlia, e che hai fatto?
Gigliola.
Gigliola.
Annabella, Annabella,dove hai lasciato Simonetto? dovel'hai tu lasciato?
Annabella, Annabella,
dove hai lasciato Simonetto? dove
l'hai tu lasciato?
Annabella.
Annabella.
Nella stanza.
Nella stanza.
Gigliola.
Gigliola.
Quando?
Quando?
Annabella.
Annabella.
Or ora. Son venuta per cercarti.Chiama; ti vuole.
Or ora. Son venuta per cercarti.
Chiama; ti vuole.
Gigliola.
Gigliola.
E non s'è mosso maidal suo letto?
E non s'è mosso mai
dal suo letto?
Annabella.
Annabella.
No, mai.Finora sono stata al capezzale.E prima di me c'era Benedetta.
No, mai.
Finora sono stata al capezzale.
E prima di me c'era Benedetta.
Gigliola.
Gigliola.
E allora?
E allora?
Annabella.
Annabella.
Figlia, figlia, ma che haifatto?
Figlia, figlia, ma che hai
fatto?
Benedetta.
Benedetta.
Dio, Dio, le mani!Che t'hanno fatto alle mani?
Dio, Dio, le mani!
Che t'hanno fatto alle mani?
Gigliola.
Gigliola.
Dov'èmio padre? Chi l'ha uccisa? chi l'ha uccisa?
Dov'è
mio padre? Chi l'ha uccisa? chi l'ha uccisa?
Annabella.
Annabella.
Di chi parli? Dell'animasanta?
Di chi parli? Dell'anima
santa?
Gigliola.
Gigliola.
No: della femmina. È là morta.
No: della femmina. È là morta.
Benedetta.
Benedetta.
Ha la febbre. Delira!
Ha la febbre. Delira!
Gigliola.
Gigliola.
Io l'ho trovata morta sul suo letto.
Io l'ho trovata morta sul suo letto.
Annabella.
Annabella.
Delira. E queste piaghesu le mani... Oh sciaguranostra!
Delira. E queste piaghe
su le mani... Oh sciagura
nostra!
Gigliola.
Gigliola.
No, non deliro, non deliroancóra. Io l'ho trovata morta.
No, non deliro, non deliro
ancóra. Io l'ho trovata morta.
Il padre appare alla porta sinistra. Vedendolo, in un lampo ella comprende.
Il padre appare alla porta sinistra. Vedendolo, in un lampo ella comprende.
Tu!Il suo sangue è su te.
Tu!Il suo sangue è su te.
Tu!
Il suo sangue è su te.
Il padre è mortalmente pallido. La sua voce è sommessa ma ferma.
Il padre è mortalmente pallido. La sua voce è sommessa ma ferma.
Tibaldo.Io, sì, l'ho spenta.Il suo sangue è su me. T'ho vendicata.Gigliola.Tu non potevi, non potevi. Il vótoera mio solo. Vittima per vittima!Tu l'hai sottratta al mio diritto santo.Tibaldo.Perché la mano tuanon si contaminasse,figlia, io l'ho fatto.Gigliola.Ma la tua non erapura per questo sacrifizio.Tibaldo.In questosacrifizio ho lavatala mia vergogna.Gigliola.Hai suggellato il tuosegreto nella bocca accusatrice.Tibaldo.Quella bocca mentivain rigùrgito d'odioper ch'io fossi perduto anche nell'animatua...
Tibaldo.
Tibaldo.
Io, sì, l'ho spenta.Il suo sangue è su me. T'ho vendicata.
Io, sì, l'ho spenta.
Il suo sangue è su me. T'ho vendicata.
Gigliola.
Gigliola.
Tu non potevi, non potevi. Il vótoera mio solo. Vittima per vittima!Tu l'hai sottratta al mio diritto santo.
Tu non potevi, non potevi. Il vóto
era mio solo. Vittima per vittima!
Tu l'hai sottratta al mio diritto santo.
Tibaldo.
Tibaldo.
Perché la mano tuanon si contaminasse,figlia, io l'ho fatto.
Perché la mano tua
non si contaminasse,
figlia, io l'ho fatto.
Gigliola.
Gigliola.
Ma la tua non erapura per questo sacrifizio.
Ma la tua non era
pura per questo sacrifizio.
Tibaldo.
Tibaldo.
In questosacrifizio ho lavatala mia vergogna.
In questo
sacrifizio ho lavata
la mia vergogna.
Gigliola.
Gigliola.
Hai suggellato il tuosegreto nella bocca accusatrice.
Hai suggellato il tuo
segreto nella bocca accusatrice.
Tibaldo.
Tibaldo.
Quella bocca mentivain rigùrgito d'odioper ch'io fossi perduto anche nell'animatua...
Quella bocca mentiva
in rigùrgito d'odio
per ch'io fossi perduto anche nell'anima
tua...
Gigliola vacilla, vinta dal malore che la torce. Subitamente il suo volto si scompone come nel principio dell'agonia. Le donne la sorreggono.
Gigliola vacilla, vinta dal malore che la torce. Subitamente il suo volto si scompone come nel principio dell'agonia. Le donne la sorreggono.
Annabella.Dio, Dio, che è questo?Tibaldo.Gigliola!Benedetta.Dio! Le mani sono livide,s'annérano...Tibaldo.Gigliola!Annabella.Enfiati i polsi,le braccia... Che hai fatto?Parla!
Annabella.
Annabella.
Dio, Dio, che è questo?
Dio, Dio, che è questo?
Tibaldo.
Tibaldo.
Gigliola!
Gigliola!
Benedetta.
Benedetta.
Dio! Le mani sono livide,s'annérano...
Dio! Le mani sono livide,
s'annérano...
Tibaldo.
Tibaldo.
Gigliola!
Gigliola!
Annabella.
Annabella.
Enfiati i polsi,le braccia... Che hai fatto?Parla!
Enfiati i polsi,
le braccia... Che hai fatto?
Parla!
Gigliola si riscuote, vince lo spasimo; allontana da sé le due donne.
Gigliola si riscuote, vince lo spasimo; allontana da sé le due donne.
Gigliola.Non mi toccate!Benedetta.O sciagura, sciagura nostra!Annabella.Parla!Tibaldo.O figlia, abbi pietà!
Gigliola.
Gigliola.
Non mi toccate!
Non mi toccate!
Benedetta.
Benedetta.
O sciagura, sciagura nostra!
O sciagura, sciagura nostra!
Annabella.
Annabella.
Parla!
Parla!
Tibaldo.
Tibaldo.
O figlia, abbi pietà!
O figlia, abbi pietà!
Gigliola parla come chi entri nel delirio.
Gigliola parla come chi entri nel delirio.
Gigliola.Non mi toccate!Io lo so, io lo so.Non potete aiutarmi.Medicina non vale.Quando mi mossi, io vollinon più tornare in dietro.M'ha chiamata, mi chiama.Andare debbo. Ho il lettoper l'agonia: la pietrache fu chiusa da due...Tibaldo.Implacabile, ascoltami!Il mio cuore è schiantato.Anch'io non sopravvivo.Ti parlo già dall'ombra.Gigliola.Misera, che accendestile lampade, e ora spegnile!Fa l'ombra, tutta l'ombrasu chi non potè compiereil suo vóto.
Gigliola.
Gigliola.
Non mi toccate!Io lo so, io lo so.Non potete aiutarmi.Medicina non vale.Quando mi mossi, io vollinon più tornare in dietro.M'ha chiamata, mi chiama.Andare debbo. Ho il lettoper l'agonia: la pietrache fu chiusa da due...
Non mi toccate!
Io lo so, io lo so.
Non potete aiutarmi.
Medicina non vale.
Quando mi mossi, io volli
non più tornare in dietro.
M'ha chiamata, mi chiama.
Andare debbo. Ho il letto
per l'agonia: la pietra
che fu chiusa da due...
Tibaldo.
Tibaldo.
Implacabile, ascoltami!Il mio cuore è schiantato.Anch'io non sopravvivo.Ti parlo già dall'ombra.
Implacabile, ascoltami!
Il mio cuore è schiantato.
Anch'io non sopravvivo.
Ti parlo già dall'ombra.
Gigliola.
Gigliola.
Misera, che accendestile lampade, e ora spegnile!Fa l'ombra, tutta l'ombrasu chi non potè compiereil suo vóto.
Misera, che accendesti
le lampade, e ora spegnile!
Fa l'ombra, tutta l'ombra
su chi non potè compiere
il suo vóto.
Si volge verso il cancello, dietro a cui si vedono rosseggiare le fiaccole dei manovali.
Si volge verso il cancello, dietro a cui si vedono rosseggiare le fiaccole dei manovali.
Spegnetele fiaccole, volgetele,spegnetele nell'erba,o uomini. Agitarela mia nel mio pugnonon potei. Tutto fuin vano.
Spegnetele fiaccole, volgetele,spegnetele nell'erba,o uomini. Agitarela mia nel mio pugnonon potei. Tutto fuin vano.
Spegnete
le fiaccole, volgetele,
spegnetele nell'erba,
o uomini. Agitare
la mia nel mio pugno
non potei. Tutto fu
in vano.
Cammina verso la cappella.
Cammina verso la cappella.
Addio, addio.
Addio, addio.
Addio, addio.
Il padre le attraversa il passo, barcollando come chi sia sul punto di stramazzare.
Il padre le attraversa il passo, barcollando come chi sia sul punto di stramazzare.
Tibaldo.Gigliola!
Tibaldo.
Tibaldo.
Gigliola!
Gigliola!
La figlia si sofferma, per non abbattersi in lui.
La figlia si sofferma, per non abbattersi in lui.
Gigliola.No. Nessunomi segua. Addio.
Gigliola.
Gigliola.
No. Nessunomi segua. Addio.
No. Nessuno
mi segua. Addio.
Tibaldo, cadendo a terra di schianto.
Tibaldo, cadendo a terra di schianto.
Passa, passa su me!
Passa, passa su me!
Passa, passa su me!