FOOTNOTES:

FOOTNOTES:[1]Quelle pochissime volte che abbiamo creduto necessario esporre insieme passi di eguale argomento, sebbene nel testo separati, lo abbiamo singolarmente avvertito.[2]Memorie postume, pag. 220.[3]Lenormant,Les Origines de lʼHistoire, chap.ii,ix.[4]Hosea,vi, 7.[5]Isaia,xliii, 27.[6]Lenormant, op. cit., chap.viii.[7]Talmud Bab. Sanhedrin, f. 56aeb. Abbiamo riportato intorno ai sette precetti dei Noachidi lʼopinione più comunemente accettata; ma in questo luogo del Talmud si possono vedere le varie opinioni sullʼenumerazione di questi precetti. Altri vi aggiungono anche la proibizione di nutrirsi del sangue, altri quella della castrazione, e altri anche della stregoneria. Finalmente ad opinione di altri, si mantiene il numero di sette; ma allʼobbligo di osservare le leggi civili, e alla proibizione di bestemmiare Iddio si sostituisce la proibizione della castrazione e del promiscuamente delle specie. Secondo altri libri tradizionali i precetti dei Noachidi sarebbero stati soltanto sei, non computando quello che qui abbiamo registrato per ultimo (V.Bereshith Rabbà, § 16,Debarim Rabbà, § 2).[8]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 18.[9]V.Hirschfeld,Geist der talmudischen Auslegung.[10]Talmud Bab., Jomà, 28b,Qiddushin, 82a.[11]V.Talmud Bab. Sanhedrin, 56b,Mechiltà,Sez. Vaissà,i,Rashìin locum,Seder ‛Olam Rabbà, cap. 5.[12]Vedi,Midrash TanḣumàeRashìin locum.[13]V.Politecnico, Parte letterario–scientifica, luglio 1866, pag. 25–42.[14]Denoto per brevità con questa sigla le leggi quali ora le abbiamo nei tre libri dellʼEsodo,Levitico,Numeri; ma sʼintenda bene da ora, per evitare ogni equivoco, che non le attribuisco ad un solo autore.[15]V. Kuenen,Histoire critique, I, pag. 370.[16]Ḣolin, 115b. NellaMechiltàpoi (Esodo,xxiii, 19) sono riportate altre spiegazioni che possono essere molto adatte come un saggio delle rabbini eh e sottigliezze. Rabbì Shimʼon vuole nelle tre ripetizioni trovare allusione al patto tre volte sancito fra Dio e il popolo, una nellʼHoreb, lʼaltra nelle pianure di Moab, la terza nel monte Gherizim e nel monte Ebal; Rabbì Jonathan vuole dedurne la proibizione per i quadrupedi domestici, per i selvatici, e per i volatili, Rabbì Elʼazar per i bovini, per le capre e per le pecore, Rabbì Shimʼon figlio dʼElʼazar per i bovini, per gli ovini, e per gli animali selvatici; unʼaltra opinione si conforma a quella del Talmud; una ultima finalmente ne deduce la proibizione in qualunque tempo e in qualunque luogo, così fuori della terra promessa, come nella terra promessa, tanto durante resistenza del tempio, quanto prima che fosse eretto o dopo distrutto.[17]Rashìin locum; cfr.Sanhedrin, 4b.[18]Sanhedrin, 86a;Mechiltà,Esodo,xx, 15.[19]VediSifrà,Levitico,xix, 11. Questo modo dʼinterpetrazione è poi frequentissimo in tutto il Talmud e nei commenti talmudici al Pentateuco; dimodochè vi si trova proprio ad ogni piè sospinto.[20]Il testo ebraico dice veramente «in qualunque luogo farò rammentare il mio nome»; ed essendo Dio che parla, si è voluto intendere che il permesso di costruire lʼaltare fosse conceduto solo per il luogo designato come centro del culto. (V. Keilin locum). Ma è da dubitarsi in prima che la lezione del testo masoretico sia corretta: anzi probabilmente invece diAzchir, farò rammentare, la lezione primitiva sarà stata,Tazchir, rammenterai. (V. Geiger,Nachgelassen Schriften, IV, pag. 56;Merx,Nachwort im Genesis Tuchʼs, pag.cxvi;Iona ibn Ganach,Sefer harikma); e la correzione sarà stata fatta appunto per tentare una conciliazione fra questa legge che ammette la libertà di culto, e le altre che ne impongono al contrario lʼassoluto accentramento. Ad ogni modo però, anche accettando la lezione, quale ora lʼabbiamo, le parole «in qualunque luogo farò rammentare» significanodove darò occasione che si rammenti, dove sarò rammentato, e così spiegano i più ragionevoli commentatori (Rosenmüller,Knobel,Reuss,Ewald,Alterthümer3aediz., p. 162.De Wette,Opuscula Theologica, pag. 164). I talmudisti traggono da questo passo tuttʼaltro significato: vi hanno voluto trovare la proibizione di proferire il tetragramma fuori del tempio, perchè al verborammentaredanno il significato dimenzionare, quindiproferire, e il nome divino è per loro soltanto il nome per eccellenza, il tetragramma. (Mechiltà,Jtrò, § 11;Sotà, 38a). Ognuno vede quanto questa interpretazione sia arbitraria e priva di ogni fondamento.[21]Per meglio dimostrare quanto asseriamo gioverà riportare tradotto il commento tradizionale ebraico. «Sino che non fu eretto il tabernacolo erano permessi gli altari, e il culto [era ministrato] dai primogeniti; da che fu eretto il tabernacolo, furono proibiti gli altari, e il culto fu ministrato dai sacerdoti; sino che non arrivarono a Shilò, furono permessi [di nuovo] gli altari; da che vennero a Shilò, furono proibiti; giunsero a Nob e a Ghibʼon, furono di nuovo permessi; vennero a Gerusalemme, gli altari furono proibiti, e più non furono permessi». (Sifré,ii, § 65, cfr.Zebaḣim, 112b).[22]I commenti rabbinici tentano conciliare questa contraddizione, interpetrando che gli animali bovini potevano immolarsi non per il sacrifizio pasquale propriamente detto, ma per i conviti festivi chiamati nel TalmudḢaghighà, dei quali però il testo biblico non parla per nulla. (VediSifré,ii, § 129,Mechiltà,Bo, § 4,Pesaḣim, 70b.) Altra conciliazione anche più sofistica o proposta nellaMishnà(Menaḣoth, 82a).[23]VediSifràin locum,Menaḣoth45b. Questa stessa conciliazione è proposta anche dal Delitzsch (Genesis, 4aediz., pag. 43).[24]Sifré,i, § 118;Mechiltà, Bo, § 18;Bechoroth, 5b.[25]Sifré,i, § 62,Ḣolin, 24a.[26]Secondo il Talmud, oltre queste rendite i sacerdoti ne avrebbero avuta unʼaltra chiamataterumà ghedolà(offerta maggiore), tolta da qualunque prodotto, e che non avrebbe potuto essere meno di un 60o(Mishnà,Terumoth,IV, 3).[27]Dal censimento del Numeri (ii, 32) resulterebbe che le altre tribù tutte insieme davano poco più di 600,000 uomini al di sopra di 20 anni, mentre la tribù di Levi (ivi,iii, 43) avrebbe dato poco più di 22,000 maschi al di sopra di un mese. Approssimativamente dunque si può calcolare che essa fosse un cinquantesimo di tutto il popolo (cfr.Reuss,Geschichte der heiligen Schriften, § 294).[28]V. Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 67.[29]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine,Qiddushin, 15a.[30]Sifrà,xx, 21,Jebamoth, 55a.[31]Ewald,G. d. V. J., 3aediz., I, pag. 111.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 112.[32]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 3;Tuch,Die Genesis, pag.xl.[33]Lenormant,La Genèse, pag.xv.[34]Schrader, nellʼEinleitungdel De Wette, 8aediz., pag. 274.[35]Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,Jahrbücher für deutsche Theologie, XXI, pag. 392, XXII, pag. 407.[36]Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 231. Il Wellhausen (op. cit., XXII, pag. 407 e seg.) distingue il codice sacerdotale nella forma presente dal primitivo scritto dei Quattro Patti.[37]Dillmann,Die Genesis, 3aediz., pag.x.[38]Schrader, l. c.[39]Bleek,Einleitung, 4aediz. § 42 e seg.Tuch, op. cit., pag.li.[40]Ewald, op. cit., pag. 148, 156.[41]Schultz.[42]Dillmann, op. cit., pag.xii.[43]Ewald, op. cit., pag. 144.[44]Knobel,Numeri, Deuteronomium und Josua, pag. 532. Questa critico ammette come uno dei documenti originali anche un altro scritto che sarebbe stato ilLibro delle guerre di Jahveh(cfr.Numeri,xxi, 14).[45]Schrader, l. c.[46]Schultz.[47]Dillmann, op. cit., pag.xi.[48]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 392.[49]De Wette, Ewald, Bleek, Nöldeke e altri.[50]Graf, Reuss, Wellhausen, Kuenen nei più recenti suoi scritti.[51]Elohimè il nome generale di Dio: dicendo a Mosè cheè Jahveh, vuole rivelargli il proprio nome come Dio nazionale degli Ebrei; ma fino allora, secondo la tradizione accolta da questo scrittore, il nome col quale si era rivelato ai patriarchi eraEl Shaddai, cioèDio potentissimo.[52]Tutto il passo che si trova qui nel testo è altra interpolazione che interrompe il discorso fra Jahveh e Mosè (Reuss;Kayser,Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 38 e seg.).[53]Die sieben Gruppen mosaicher Gesetze, pag.VII.[54]IlChethibhnel Deuteronomio hasuo comando.[55]D.osserva.[56]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[57]D. aggiunge:e il tuo bove, e il tuo asino, e tutto eco.[58]D. aggiunge:acciocchè riposi il tuo servo e la tua serva come te.[59]A tutto questo versetto D. sostituisce:e rammenterai che servo fosti nella terra dʼEgitto, e ti fece escire Jahveh tuo Dio di colà, con mano forte, e con braccio teso, per ciò Jahveh tuo Dio ti comandò di fare il giorno del sabato.[60]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[61]D. aggiunge:e acciocchè sia bene a te.[62]In D. invece cheShaqerè il sinonimoShav.[63]D.:la moglie.[64]D. non ripete lo stesso verbo, ne sostituisce un altro che ha significato affine,tithavvèinvece chethaḣmod.[65]D.:la casa.[66]D. aggiunge:il suo campo.[67]Macchoth, 24a.[68]Sefer hammizvoth, parte I, § 1, parte II, §§ 1–5.[69]LʼAbrabanel si è studiato di togliere questa difficoltà, distinguendo fracomandamentiesentenze, e dicendo che queste sono dieci, quantunque alcuna di esse contenga più comandamenti.[70]Questa opinione è in sostanza ammessa da alcuni critici fra i più indipendenti e arditi.V. Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 66, II, pag. 55, n. 4.[71]LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 66;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 77.[72]Kuenen,The Religion of Israel;Reuss,Histoire des Israélites, pag. 12–14.LʼHistoire Sainte et la Loi, pag. 87, n. 2;Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., §§ 73, 77, 139;Tiele,Histoire comparée des anciennes religions, lib. 3o, capp.x,xi,xii.[73]Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 17–22;Reuss,Hist. des Israélites, pag. 32.[74]Rosh Hasshanà, 29a. I dottori del Talmud hanno prevenuto lʼobbiezione e hanno creduto di rispondervi, dicendo che gli Ebrei guarivano dai morsi velenosi, quando innalzavano i loro occhi e la. loro mente al cielo, cosa che veniva fatta, guardando lʼimmagine del serpe posta sopra un alto stendardo.[75]È stato proposto ancora di togliere del tutto questʼultimo comando dalla originale composizione del Decalogo, e allora per compire il numero di dieci si tiene come terzo comando la proibizione di farsi immagini per adorarle. (V. Meier,Geschichte der poetischen national Literatur der Hebräer, pag. 43).[76]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 19;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 183 seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 290.[77]Graf, op. cit., p. 8;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, Jahrb. f. d. Theol., XXII, pag. 464.[78]Op. cit., l. c.[79]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 559.[80]EinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 188.[81]Il Dillmann invece tiene per la maggior parte i primi 19 versi del 2oElohista con interpolazioni jehovistiche, e il frammento 20–25 del Jehovista. Cfr.Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, pag. 556 e seg.[82]Molti tentativi sono stati fatti dai critici, fra i quali designarne principalmente quelli del Wellhausen (op. cit, pag. 556) e del Bruston (Les quatre sources des lois de lʼExode, Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, juillet 1883). Questʼultimo, come indica il titolo del suo scritto, vuole dividere in quattro gli scritti originali, che cronologicamente si sarebbero succeduti nel seguente ordine: 1. il 1oJehovista; 2. il 1oElohista; 3. il 2oJehovista; 4. il 2oElohista. Dovremo più innanzi esaminare meglio questa ipotesi in alcuni dei suoi particolari.[83]LʼIsaacita per conciliare per quanto è possibile tante ascensioni, fa che anche questa sia avvenuta prima della promulgazione del Decalogo. Cfr.Talmud B. Shabbath, 88a.[84]Popoli abitatori della terra promessa.[85]Imagini della dea Asherà, rappresentata in origine da un semplice palo o da una colonna di legno posta presso lʼaltare di Baal, di cui era il principio femminino. (Merx,Asherà,Bibel–LexikondiSchenkel;Baudissin,Studien zur semitischen Religionsgeschichte, II, pag. 218 e seg.).[86]Qui pare si debba intendere che i primogeniti dovevano offrirsi, o in natura o mediante il riscatto, in quelle tre feste annuali (v. 23), nelle quali gli uomini si recavano in alcuni dei luoghi consacrati al culto.[87]Secondo lʼinterpretazione talmudica la proibizione è estesa a qualunque specie di carne con qualunque specie di latte (Ḣolin, 103b, 133), e in egual modo intendeva questo passo il Michaelis (Mosaiches Recht, § 205). Ma è certo che il significato letterale del precetto è ben diverso. Probabilmente si voleva con esso proibire soltanto un uso crudele, quale sarebbe stato quello di cuocere un tenero animale con lo stesso latte che per legge di natura dovrebbe servirgli di nutrimento. (Cfr.Saalschütz,Das mosaiche Recht, cap.xvii, § 5;Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,ix, 1). Altri hanno supposto che questo fosse un uso superstizioso di popoli idolatri, dal quale il legislatore voleva tener lontani glʼIsraeliti (Maimonide,Guide des Egarés, parte terza,xlviii).[88]Il primo a proporre questa ipotesi fu il Göthe (Zwo wichtige bisher unerörterte biblische Fragen). Lʼadottarono poi molti altri, come lʼHitzig (Ostern und Pfingsten im zweiten Decalog), lʼEwald (Geschichte d. V. I., II, pag. 238), il Reuss (LʼHistoire Sainte et la Loi, II, pag. 94 e seg.), il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 28), il Wellhausen (op. cit., xxi, pag. 455), il Vernes (Rev. de lʼHistoire des Religions, 1883, pag. 68).[89]Op. cit., XXI, pag. 554.[90]Che ilxxxiv, 10–26 sia tolto dalxxiiie non viceversa è opinione anche del Geiger (Nackgelassene Schriften, IV, pag. 247), del Maybaum (Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19, n. 1) e del Bruston (Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, 1883, pag. 348, 361).[91]Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 184.[92]Bertheau,Die sieben Gruppen der mosaischer Gesetze, pag. 21–76;Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 348–352;Ewald,Geschichte d. V. I., II, pag. 224–239.[93]Quando esporremo questa parte della legislazione del Levitico esamineremo i diversi modi in cui è stata intesa dal Talmud e dai critici.[94]Per quanto il Talmud non conceda ai creditori diritto sulla persona del debitore (Maimonide,Dei Servi,i, 1), due passi biblici provano il contrario (2oRe,iv, 1,Nehemia, v, 5).[95]Era questo il segno che portavano i servi in molti paesi dellʼOriente, come si sa anche da scrittori classici (Petronius Arbiter,Satirarum Reliquiae, Berlino, 1862, § 102, pag. 59;Juvenalis,Satirae,I, v. 104.)[96]Senza pagare alcun riscatto.r97[97]Sʼintende che lo dovesse condurre in uno dei luoghi sacri al culto, nei quali risiedevano i magistrati per rendere giustizia.[98]Maimonide,Dei Servi,I, 3.[99]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 17.[100]Qiddushin, 14b.[101]Ibidem, 17b.[102]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[103]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 22. Vedremo a suo luogo quando spiegheremo il testo del Levitico,xxv, 41, che la stessa mitissima e umana interpretazione è stata data dal Talmud rispetto ai figliuoli dello schiavo.[104]Qiddushin, 14b.[105]Ibidem, 20a.[106]Mechiltà, ivi, § 2,Qiddushin, 15a.[107]Così a ragione intende anche il Saalschütz (Das Mosaische Recht, cap. 101, nota 901) contro lʼopinione del Bertheau (Sieben Gruppen Mosaïscher Gesetze, pag. 22) e del Salvador (Institutions de Moïse,VII, 5), i quali vorrebbero che la donna ebrea fatta dal padrone sposare al servo compisse i suoi sette anni di servitù, e poi escisse libera con i figli. Ma questo non appare dal testo; è anzi contraddetto dal v. 6.[108]Mechiltà, ivi;Qiddushin, ivi. Che in tal modo fosse interpretata la legge da un certo tempo in poi si vede anche da Giuseppe Flavio (Ant., iv, 8).[109]Maimonide,Degli Schiavi, cap.ii, § 2, 3.[110]Qiddushin, 17b.[111]Mechiltà,Neziqin, § 2;Qiddushin, 22a.[112]IlKerìha il pronome dativo come noi traduciamo, ilChethibha invece la particela negativa non, e allora bisognerebbe tradurre:in guisa che non la destini a sè, come traducono il Rosenmüller, il Luzzatto e il Bunsen. I codici deilxxdanno anchʼessi varie lezioni. Delle altre antiche traduzioni, solo la caldaica haa lui, le altre hannonon. Nel contesto certo si adatta meglio la lezione da noi preferita (cfr.Geiger,Urschrift, pag. 187–190).[113]Percarnesʼintende il nutrimento, usata quella parola in senso generale di cibo.[114]Così intende Samuele ben Meir: invece il Talmud e i più dei commentatori si antichi che moderni intendono il concubito; ma a lato del nutrimento e del vestire sembra più ragionevole che la legge abbia parlato anche della abitazione.[115]Il Saalschütz (op. cit., cap. 101, § 11) a torto sostiene lʼipotesi tutta sua che nel Deuteronomio si parli soltanto di donne già serve vendute dal primo padrone ad un altro. Se la legge avesse trattato solo di questo caso, avrebbe dovuto farlo intendere, mentre dice in generale senzʼalcuna distinzione: «Quando si vendesse a te il tuo fratello ebreo, o lʼebrea».[116]LʼIsaacita, Samuele ben Meir, Aben Ezra, Rosenmüller, Reuss, Knobel, Bunsen, Luzzatto, Reggio. Il Nachmanide le riferisce al padre.[117]Vedi lʼIsaacita e gli altri interpetri.[118]Mechiltà,Neziqin, § 3;Sotà, 23.[119]Mechiltà, ivi;Sotà, ivi.[120]Maimonide,Dei Servi,IV, 2.[121]Mechiltà, ivi. Questa interpretazione talmudica si appalesa in contraddizione col passo di Nehemia (v, 5), ove si parla di aver venduto per povertà i figli di ambedue i sessi.[122]Mechiltà, ivi.Qiddushin, 14b.[123]Qiddushin, 17.[124]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[125]Secondo il concetto religioso, tutto accade per volere di Dio; è quindi la Provvidenza, per suoi fini segreti, la quale fa si che casualmente un uomo sia ucciso dallʼaltro.[126]Macchoth, 12a.[127]Sanhedrin, 40b, 41a.[128]Ibidem, 81b.[129]Ibidem, 76b.[130]Cfr.Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,vii, 3.[131]Mechiltà,Neziqin, § 95;Sanhedrin, 84b;Babà Qamà, 86a.[132]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 66a;Shebuòth, 35.[133]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[134]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 84b.[135]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 53a. È opportuno avvertire che per i talmudisti lʼesecuzione della pena capitale si faceva in quattro modi, cioè la lapidazione, il bruciamento, il taglio del capo, e la strangolazione (vediSanhedrin, 49b). Lʼordine con cui sono enunciati rappresenta per essi la maggiore o minore gravità del modo di esecuzione, procedendo dal massimo al minimo. Per cui quando il testo non specifica il modo, si doveva applicare la strangolazione. Ma talvolta anche quando il testo non specifica, come nel caso di chi maledice i genitori, i talmudisti, con sottili argomentazioni e tutte proprie a loro, spiegano perchè si dovesse preferire lʼuna specie di esecuzione allʼaltra. Nel Levitico (xx, 9), per il bestemmiatore dei genitori, dopo la sanzione della pena di morte, è scritto:il suo sangue sia sopra di lui, perchè egli stesso col delitto è cagione della propria morte. Ora, siccome questa frase è usata anche per i fattucchieri, contro ai quali chiaramente il testo stabilisce che si debba applicare la lapidazione (ivi, 27), i talmudisti ne hanno concluso che lo stesso modo di esecuzione è da usarsi per tutti quei colpevoli rispetto ai quali si trova una frase eguale. Ma forse i talmudisti con tale sottigliezza volevano soltanto trovare una origine scritturale a un uso già invalso nella esecuzione della giustizia.[136]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[137]Babà Qamà, 83b.[138]Ibidem.[139]Maimonide.Haḣobel vehammeziq,Della lesione e del danno,ii, 10.[140]Babà Qamà, 86.[141]Mechiltà,Neziqin, § 6;Sanhedrin, 78.[142]Mechiltà, ivi;Isaacitain locum.[143]Ibidem.[144]Mechiltà, ivi, § 7; cfr.Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2.[145]Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2;Mayer,Die Rechte der Israeliten, Athener und Römer, § 132. Così era anche presso gli Egiziani (Diodoro Siculo,i, 77). Il Diodati però e con lui il Michaelis (Mosaiches Recht, § 126) e alcuni dei moderni interpetri (Knobel, Keil, Rosenmüller, Reuss, ecc.) intendono differentemente, e vogliono che la pena secondo la diversità delle circostanze fosse determinata dalla potestà giudiziaria (cfr.Dillmannin locum). LʼEwald si restringe a osservare che nel testo la pena non è specificata (Alterthümer d. V. I., 3aediz., p. 282). Il Salvador (op. cit.,vii, 5) traduce:il est puní de mort. Questo è fare troppo a confidenza con i testi.[146]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 52b. Concordano in questa interpretazione la maggior parte dei commentatori ebrei, anche i più indipendenti dalla esegesi tradizionale, come lʼAben Ezra fra gli antichi, il Reggio e il Luzzatto fra i moderni.[147]Mechiltà, ivi;Maimonide,Dellʼ Omicida,ii, 10–12.[148]Così intendono Giuseppe Flavio (Ant.,iv, 8), laMechiltà, la Vulgata, Samuele ben Meir, lʼAben Ezra, il Reggio e il Luzzatto. Altri non credono che la parolaAsondel testo significhi morte, ma danno in genere, e spiegano il v. 22 nel senso che non si cagionasse danno nè alla donna nè al feto (Keilin locum). Ma questa interpretazione è da rigettarsi, perchè se danno alcuno non fosse cagionato, a quale multa potrebbe giustamente essere condannato il percussore? Nè più accettabile e la interpretazione di alcuni commentatori (Knobel;Evald,Altherthümer, pag. 234, n. 4;Dillmann), che staccano del tutto il v. 23 dal precedente, come se quello considerasse non più il singolo caso della donna incinta, ma le lesioni in genere cagionate in rissa. Chi legge però con attenzione il testo vede che i due versetti costituiscono fra loro due proposizioni alterne che considerano i due casi, o di aver prodotto colla percossa la morte, o di non averla prodotta. E se poi nei versi seguenti si parla della legge del taglione, ciò si spiega, perchè lo scrittore, invece di seguire un ordine dʼidee rigorosamente logico e dominato da un concetto regolatore, fa come tutti i Semiti, che si lasciano troppo spesso trascinare dalla associazione delle idee. LʼEwald e chi lo ha seguito hanno voluto nella mente di uno scrittore semita portare le regole con cui compongono gli Ariani; e però non hanno rettamente inteso.[149]Maimonide,Della lesione e del danno,iv.[150]Mechiltà, ivi, § 8;Sanhedrin, 79;Chethuboth, 35.[151]Maimonide,Dellʼ Omicida,iv.[152]VediGiuseppe Flavio,Ant., iv, 8. Sappiamo che lo stesso accadde presso i Romani (Institut.,iv, c. 4, § 7). Cfr.Michaelis, op. cit., v, § 240;Saalschütz, op. cit., cap. 57.[153]Così intende anche il Diodati (Commenti in questo luogo), e pare che di eguale avviso fosse il Salvador (Loi de Moïse, 1repartie, liv.iv, chap.ii, §v).[154]Mechiltà,Neziqin, § 8;Babà Qamà, 83b, 84a. Non fu però questa interpretazione accettata senza una penosa e sottile discussione, come può vedersi nel luogo citato del Talmud. E pare che Rabbì Eliezer opinasse per la pena del taglione nel caso della lesione dolosa, per la multa in quello della lesione involontaria. Cfr. le note del Weiss nel citato luogo dellaMechiltà.[155]Maimonide,Dei Servi,i, 1.[156]Mechiltà, ivi, § 9;Qiddushin, 20a.[157]Aben Ezra;Rosenmüller;Saalschütz, op. cit., cap. 76, § 3.[158]Mechiltà, ivi,Qiddushin, 16a, 24 e seg.[159]Un siclo è da valutarsi poco più che tre delle nostre lire. (Munk,Palestine), pag. 403.[160]È stranissima in questo punto lʼinterpretazione rabbinica che vuole con le parolefiglioofigliasiano compresi nella legge anche i fanciulli, quasi potesse supporsi che nelle parole uomo o donna non si comprendessero i danni recati ai minorenni. (Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 43b).[161]Mechiltà, ivi, § 10;Babà Qamà, 54b.[162]Babà Qamà, 33a.[163]Mechiltà, ivi, § 10,Babà Qamà, 27a40a,Macchoth, 2. I dottori del Talmud hanno disputato (ivi) se la multa dovesse valutarsi secondo il valore dellʼoffensore o dellʼoffeso. La disputa in questo caso non è priva dʼimportanza; perchè, secondo la prima opinione, sarebbe un vero riscatto che lʼuccisore pagherebbe per redimere la propria persona dalla morte, secondo lʼaltra opinione, la multa si ridurrebbe a una indennità. Nel Talmud si vuole però dimostrare che ad avviso di tutti si tratta di riscatto valutato soltanto in modo diverso.[164]LʼIsaacita, lʼAben Ezra, Rosenmüller, Reggio, Luzzatto.[165]Babà Qamà, 49b.[166]Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 10b.[167]Luzzatto, Commento in questo luogo.[168]Mechiltà, ivi, § 12.Babà Qamà, 79b. È troppo puerile la ragione addotta da altro dottore nel Talmud che la pena sarebbe stata minore nel furto del bestiame minuto, perchè il ladro dura fatica a caricarlo addosso. E quale criterio giuridico sarebbe questo di misurare la pena a seconda del disagio patito dal reo nel commettere il delitto?[169]Aben Ezra, Samuele Ben Meir, Diodati, Reggio, Rosenmüller, Luzzatto, Dillmann, Keil, Reuss.[170]In questo senso metaforico i talmudisti interpretano la frase del testo:se è sorto il sole.[171]Mechiltà, ivi, § 13,Sanhedrin, 72;Maimonide,Del furto, cap.ix.[172]Qiddushin, 18a.[173]Maimonide,Del Furto,iii, § 12.[174]Sotà, 23.[175]Mechiltà,Neziqin, § 4, 5, 6, 14;Sanhedrin, 85b.[176]Qiddushin, 18a.Maimonide,Del Furto,iii, 14.[177]Qiddushin, ibidem.Maimonide, ibidem.[178]Mechiltà,Neziqin, § 12;Babà Qamà, 62b.[179]Babà Qamà, 2b, 3a.[180]Samuele Ben Meir, Luzzatto, Dillmann.[181]Mechiltà, ivi, § 14;Babà Qamà, 6b, 7a.[182]Maimonide,Dei danni pecuniarii,viii, 10.[183]Queste sono le parole di più che contiene la versione alessandrina dopo quelle del testo ebraico:campo altrui:ἀποτίσει ἐκ τοῡ ἀγροῡ κατὰ τὸ γέννημα ἀυτοῡ, ἐὰν δὲ πάντα τὸν ἀγρὸν καταβοσκήση. Egualmente suona lʼaggiunta della versione samaritana.[184]Cioè il depositario.[185]Vedi sopra, la nota97, pag. 90.[186]Così intendono ilxx, la Vulgata, lʼIsaacita, lʼAben Ezra, il Rosenmüller, Dillmann, il Keil e altri; ma il Luzzatto interpreta invece che lʼinnocenza del depositario doveva farsi chiara per ricerche giuridiche del tribunale.[187]La giustizia tenuta come divina per il luogo dove si amministrava.[188]Mechiltà,Neziqin, § 16;Babà Meziȁ, 94b.[189]Ibidem.[190]Mechiltà, l. c.[191]Nel Talmud con ispirito quasi di critica moderna fu proposta anche lʼipotesi che questo verso sia fuori del suo luogo. Ipotesi del resto fatta dagli antichi dottori ebrei anche per altri passi della Scrittura (Babà Qamà, 107;Sanhedrin, 2).[192]Mechiltà, ivi, § 15;Babà Qamà, 107;Babà Meziȁ, 3;Shebùoth, 42;Chethuboth, 18.[193]Maimonide,Dellʼattore e del convenuto, I, § 2.[194]Questo principio fu prima oggetto di discussione fra due dottori, volendo invece Rabbì Meir che chi paga il nolo fosse esente da ogni indennità in qualunque caso (Babà Meziȁ, 80b), ma fu deciso come lʼopinione contraria di Rabbì Jehudah (vediBabà Meziȁ, 93a). La Mishnà in una forma breve ha espresso le esposte distinzioni. Non dispiacerà forse vederla nella traduzione latina pubblicata dal Surenhusio: «Quatuor custodum genera sunt, custos gratuitus, qui mutuo petit, qui mercedem recipit, et qui conducit; custos gratuitus jurabit pro omnibus; qui mutuo petit, solvet omnia; qui mercedem recipit, et qui conducit, jurabunt pro pecude confracta, et pro mortua, et solvent rem amissam vel furto ablatam».[195]Altri ha creduto di dover annoverare questa legge fra quelle concernenti la proprietà (vediDillmann), perchè la figlia non maritata è come proprietà del padre. Ma lʼobbligo che si vuole imporre al seduttore di sposarla, quando il padre acconsenta, cʼinduce a porre questa legge piuttosto fra quelle che concernono la morale.[196]Mechiltà,Neziqin, § 17;Chethuboth, 10a.[197]Mechiltà, ivi;Chethuboth, 39b;Qiddushin, 46a.[198]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 67.[199]Lascio qui, come altrove, il trapasso dal singolare al plurale, idiotismo proprio dellʼebraico, come il trapasso dallʼuna allʼaltra persona.[200]Mechiltà, ivi, § 19.[201]Babà Meziȁ, ivi.[202]Maimonide,Dei Sinedrii,xix, § 4.[203]Il testo direbbe alla letterala tua pienezza,e la tua lagrima, intendendo forse dʼincludere in queste frasi i prodotti solidi come tutti i cereali e le frutta, e quelli liquidi, come il vino e lʼolio. È impossibile in questo caso una traduzione letterale, che non darebbe senso. Il pseudo Jonathan traduce: «Le primizie dei tuoi frutti, e le primizie del vino del tuo tino»; e ilxx:ἀπαρχὰς ἄλωνος καὶ ληνοῦ σου, cogliendo in questa maniera il vero significato. La Vulgata poco diversamente traduce: «Decimas tuas et primitias tuas».[204]Del passo del Leviticoxxvi, 29, che da alcuno è stato inteso come se permettesse i sacrifizii umani, parleremo più innanzi a suo luogo.[205]Mechiltà, ivi, § 20;Sanhedrin, 2a.[206]Intendi: il primo moto dellʼanimo tuo, il sentimento istintivo, ti porterebbe a non soccorrerlo.[207]VediHupfeld,De primitiva et vera temporum et feriatorum apud Hebraeos ratione festorum, III, pag. 10 e seg.;Graf,Die geschichtlichen Bücher des Alten Testaments, pag. 79;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 119;Bunsen,Bibelwerk, nella traduzione;Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, pag. 277;Horst,Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 64;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 176, II, pag. 64.[208]Lo schiavo: bellissima frase, e in tutto rispondente a quella italiana:respirare,prender fiato.[209]Nel presentarsi a celebrare la festa nei luoghi santificati al culto si dovevano portare dei sacrifizi, non doveva andarvisi a mani vuote.[210]Die Composition des Hexateuchs,xxipag. 556 e seg.[211]Geshichte d. V. J., I, 3aediz., pag. 103–111.[212]Op. cit.,xxi, pag. 559.[213]Les quatre Sources des Lois de lʼExode nella Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne 1883, n. 4.[214]Vernes,Les debuts de la nation juivenellaRevue de lʼHistoire des Religions, tom. VII, N. 3, mars–juin 1883.[215]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 94.Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 195,Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxi, pag. 392.Kayser,das Vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 112.[216]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 50;Kayser, op. cit., pag. 54.Wellhausen, op. cit.,xxi, pag. 550.[217]I versi 11–13 sono frammento della legge jehovistica inserito dallʼultimo compilatore in quella elohistica. Ciò apparisce principalmente dal ritornare una seconda volta sul comando di tingere di sangue gli stipiti, dandone una ragione troppo antropomorfica, aliena dal concetto dello scrittore elohista, e dal formare questi tre versi una interruzione fra il 10 e il 14; perchè in quello è compiuto logicamente quanto concerne il sacrifizio pasquale, e in questo si comincia a dire della festa delle azzime: cfr.Kayser, op. cit., pag. 45 e seg.[218]Reuss, op. cit.,i, pag. 199, 267,Die Geschichte d. h. Schriften A. T., § 213–216:Kayser, op. cit., pag. 197.[219]Zum Gesetz und zum Zeugniss, pag. 11.[220]Hupfeld,Osterprogramm, 1858, pag. 9;Ewald,Geschichte d. V. I., 3a, I, pag. 104.[221]Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 341 e seg.;Fürst,Geschichte der biblischen Literatur, I, pag. 288 e seg.[222]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 29;Reuss,Geschichte der heiligen Schriften A. T., § 200;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19–20.[223]Cfr.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 248 e seg.[224]Kuenen,The Religion of Israel, I, pag. 132.[225]Nel passo di Samuele 1o,xiv, 3, le parolesacerdote di Jahveh in Shilòsono apposizione di Elì, ultimo nominato, non di Aḣijjà sacerdote contemporaneo di Saul; e però non se ne potrebbe argomentare lʼesistenza tuttora in Shilò di un luogo di culto. (Cfr.Thenius, commento in questo luogo.)[226]Il luogo parallelo del 2olibro delle Croniche (i, 3) aggiunge che in Ghibʼonera il tabernacolo di Dio edificato da Mosè servo di Jahveh nel deserto, e che Salomone offrì i suoi sacrifizi sullo stesso altare di rame che era stato costruito da Bezalel. Ma lʼautore più antico del libro dei Re non sa nulla di tutto ciò, e chiamaBamàil luogo consacrato al culto di Ghibʼon, mentre tal nome non avrebbe potuto darsi allʼofficiale e ritualmente comandato tabernacolo. È chiaro pertanto che lʼaggiunta delle Croniche fu posta dallʼautore per adattare i fatti al concetto sacerdotale già prevalso, che sino dai tempi mosaici fosse imposta dal rito lʼunità del culto. Lo stesso cronichista è obbligato a riconoscere che lʼarca non si trovava in questo immaginario tabernacolo. E come, si domanda, avrebbe potuto non trovarcisi se questo fosse esistito? VediReuss,Cronique ecclésiastique de Jérusalem, pag. 124.[227]Cfr.Stähelin,Versuch einer Geschichte der Verhältnisse des Stammes Levi. ZDMG, 1855, pag. 704–730.[228]Sembra essere provenuta da solo errore grafico la lezione masoretica del Deuteronomio (v. 13)Raʼahinvece cheDaʼah, come leggesi nel Levitico, tanto più che le due lettereD Rhanno tanto nel carattere samaritano quanto in quello ebraico forma molto simile e da potersi facilissimamente scambiare.[229]Tacitus,Historiae, v, 3;Justinus,xxxvi, 2. Giuseppe Flavio riporta la stessa cosa nel trattato contro Appione,i, 34, come una favola di scrittori malevoli.[230]Vedi il fatto di Mirjam punita da Dio con la lebbra (Num.,xii, e seg.), e lʼaltro di Gheḣazi servo del profeta Eliseo punito nello stesso modo (2oRe, v. 27). Cfr. ilMidrash Vaiqrà Rabbà, Sez. 16.[231]Cfr.Kleinert,Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, 2teUntersuchung, pag. 77 e seg.[232]Mosaisches Recht, § 211.[233]Rosenmüller,Scholia in Leviticum,xiii, 47;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 138, n. 5.[234]Vedi i citati autori.[235]Zur Charakteristik und Geschichte des Priestercodex und Heiligkeitsgesetzes. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1884, pag. 129 e seg.[236]Sifré, I, § 25,Nazir5a.[237]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 75–83;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 250 e seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 369.[238]Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, 265 e seg.;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 77; anche il Nöldeke (Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 63 e seg.) ammette che lʼautore di quello che per lui è ilGrundschriftsi sia qui valso di una antica raccolta di leggi.[239]A suo luogo esamineremo il significato di questa frase.[240]Secondo lʼopinione delKayser(Das vorexilische Buchecc., pag. 69) sarebbe interpolato anche il verso 5; ma non ci sembra ciò necessario, perchè in questo verso non si accenna a nessun rito particolare.[241]Peah, ossia,De Angulo Agri.[242]Seguo lʼinterpretazione del Bartenora; il Maimonide, e Abraham Ben David intendono che sia il sommacco, ma questa pianta non produce frutto mangereccio.[243]V.Sifrà,Qedoshim, I,Peah, I, 4, 5.[244]Peah, ivi, 2.[245]Peah,vii, 4, 7,Sifrà,Qedoshim, 3;Maimonide,Dei Doni ai Poveri,iv, 21.[246]Sifrà,Qedoshim, § 2;Sanhedrin, 86.[247]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 27b.[248]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 105b.[249]Sifrà, l. c., secondo il commento di Abraham Ben David;Babà Qamà, 105b.[250]Sifrà, l. c.[251]Sifrà, l. c.,Babà Meziȁ, 111a.[252]Babà Qamà79b, secondo lʼinterpretazione del Maimonide nel cap. i, § 3,Del Furto.[253]Sifrà, l. c.[254]Sifrà,Pesaḣim, 22,ʼAbodà Zarà, 6.[255]Sifrà, l. c.,Chethuboth, 46a,Babà Qamà99b,Sanhedrin31a.[256]Sifrà, l. c.;Sanhedrin, 73.[257]Sifrà, l. c.;ʼErachin16b.[258]Sifrà, l. c.;ʼErachin, l. c.[259]Sifrà, l. c.;T. G. Nedarim, cap. 9.[260]La parola del testoShaʼatnezè oscura, e dʼincerta derivazione. Il Deuteronomista nel luogo a questo parallelo (xxii, 11) lʼha spiegata in parole ebraiche, come noi qui traduciamo. La spiegazione parve vera allʼEwald, che credè averne trovata la derivazione in due parole copte. (Altherthümer, pag. 215).[261]Pei versi 20–22 vedi più sotto.[262]Che i vv. 21, 22 siano posteriore aggiunta del compilatore lo ammettono il Kayser (op. cit., pag. 69) e il Wellhausen (Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427), e che non appartenessero originariamente al nostro capitolo lo dice anche il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 78 in nota).[263]Sifrà, l. c.,Cherithot, 11a.[264]Sifrà, l. c.;Ghitin, 41b,Cherithot, 11a.[265]Chilaim, oDe Heterogeneis;ʼOrlà, oDe Arborum Praeputiis.[266]La diversità di lezione è facilmente spiegabile, perchè la medesima preposizione può significaresopraecon, e frahaddam,il sangue, eharim,montinella scrittura ebraica lʼequivoco è facile.[267]Sifrà, ivi, § 3;Sanhedrin, 63a.[268]Sifrà, l. c.;Nazir, 40b,Qiddushin, 35b,Macchoth, 21a.[269]Cfr.Dillmann, commento in questo luogo.[270]Caro,Shulhan ‛Aruch, II, § 340.[271]Sifrà,Shemini;Moʼed Qatan, 24a.[272]Genesi,xxvii, 34; 2oSamuel,i, 11; 1oRe,xxi, 27; 2oRe,ii, 12;v, 7;vi, 30;xix, 1;xxii, 11;Ezra,ix, 3, 5.Ester,iv, 1.[273]Sifrà, l. c.,Jebamoth, 6a,Babà Meziȁ, 32.[274]Misura dei solidi, in ispecie dei frumenti.[275]Misura dei liquidi.[276]Sifrà, l. c.;Babà Meziȁ, 58.[277]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427.[278]Sifrà, l. c. § 1;Vaiqrà Rabbà, § 24.[279]Cfr.Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,xxii, pag. 428. Questo autore però, mentre riconosce essere una glossa i vv. 4 e 5, propende piuttosto a tenere come aggiunta del compilatore tutta la prima parte del capitolo, cioè i vv. 1–9.[280]Vedi lʼIsaacita sul Genesixviie sul Talmud Bab.Cherithoth, 7aeShabbath, 25b. In questʼultimo luogo vedi anche i Tosafisti.[281]Sanhedrin, 52a.[282]Ubi supra, 84b.[283]Ubi supra, 53a.[284]Sifrà,Qedoshim, § 10;Sanhedrin, 54a.[285]Cherithothin principio; cfr. ivi il commento dellʼIsaacita.[286]Shabbath, 64b.[287]Op. cit., pag. 47.[288]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, pag. 78.[289]Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 69.[290]Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 292.[291]Nome di un luogo, dove aveva speciale culto il Dio dei Moabiti Peʼor.[292]Da non confondersi colla cittadella di Gerusalemme, che esattamente trascrivendo dallʼebraico dovrebbe dirsi Zijjon piuttosto che Sion, come volgarmente dicesi.[293]Nome di un colle.—Si osservi che se quanto precede nel Deuteronomio fosse dello stesso autore, non vi sarebbe stata ragione di ripetere qui brevemente ciò che con estensione aveva sopra narrato (ii, 31–iii, 11).[294]La parola ebraicaTotafoth, che abbiamo tradottobende, è dʼincerta interpretazione, tanto più che si trova soltanto in questo e negli altri luoghi paralleli (Esodo,xiii, 16;Deut.,xi, 18). Vero è che in altro luogo parallelo anchʼesso (Esodo, ivi, 9) trovasi invece una parola che senzʼalcun dubbio significaricordo, ma nulla permette di dare aTotafothlo stesso significato. I più dei lessicografi la fanno derivare dallʼaraboTâfa, circondare; ma il Delitzsch la vuole simile allʼassiroTatâpuche avrebbe lo stesso significato. (The hebrew language viewed in the light of assyrian research, pag. 20.)[295]Sifrè,Deut., § 34;Berachoth, 2a, 10b.[296]Sifrè, l. c., § 35;Mechiltà,Bo, § 17, 18;Berachoth, 14b.[297]Sifrè, l. c., § 136;Menaḣoth, 28ae seg.;Shabbath, 32b.[298]Degli animali uccisi non per sacrifizio si dava il permesso di mangiarne senza osservare le leggi di purità, come mangiavansi i caprioli e i cervi, animali non atti a sacrificarsi.[299]Sanhedrin, 84b.[300]Sifrè, l. c. § 93–95;Sanhedrin, 16b, 111b, e seg.Babà Qamà, 82b. Secondo poi una tradizione talmudica, il fatto di una intiera città condannata per politeismo o idolatria non sarebbe mai avvenuto, nè potrebbe avvenire (Sanh., 71a).[301]De primitiva et vera temporum festorum et feriatorum apud Hebraeos ratione, III, pag. 21 e seg.[302]Nelle note in questo luogo.[303]Sifré, l. c., § 112–117;Shebiʼith,l.[304]Ghitin, 18a.[305]Sifré,Shebiʼithubi supra.[306]Questa costituzione dʼHillel è detta nel TalmudProzbol(vediSifrèeShebiʼith, l. c.), voce del cui significato si disputa fra glʼinterpreti. Probabilmente è corruzione del grecoπροσβολή,aggiunta, quasi voglia dire aggiunta fatta alla legge.[307]Shebiʼith,x, 9.[308]Sanhedrin,I, § 6,x, § 2, e f. 88b.[309]Ḣaghighà, 16.[310]Maimonide,De Synedriis,i, 3.[311]Sanhedrin,iii, § 1.[312]Ibidem,iv, § 2.[313]Sifré,ii, § 153.[314]Sanhedrin, f. 17a.[315]Ibidem, 36b.[316]Ibidem.[317]Ibidem, 24be seg.[318]Ibidem, 27 e seg.[319]Ibidem.[320]Ibidem, 88b.[321]Sanhedrin, 13b.[322]Sanhedrin,i, 1;Maimonide,De Synedriis,v.[323]Ibidem, f. 3a.[324]Sifré,ii, § 205; Ibidem, 2ae 14a, secondo lʼopinione di R. Jehudah prevalente contro lʼopinione contraria di R. Simeone, che sosteneva essere sufficienti anche soli tre.[325]Ibidem, 2ae 10b.[326]Ibidem, f. 36b.[327]Cfr.Saalschütz,Das mosaische Recht, pag. 58–64.[328]V. sopra, pag. 81.[329]Sanhedrin, 40 e 41.[330]Cfr.Knobel, commento su questo luogo;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 463.[331]Anche nella tradizione rabbinica alcuni opinarono che ai trattasse solo del Deuteronomio (Sifré,ii, § 160), sebbene poi prevalesse lʼopinione contraria che si trattasse di tutta la legge.[332]Antichità,iv, 8, 17.[333]Sanhedrin, 20b.[334]Sifré,ii, § 157;Maimonide,De Synedriis, v. 1;De Regibus,i, 3.[335]Sifré, ibidem.[336]Sifré, ibidem;Jebamoth, 45b. A tale proposito si narra nel Talmud che il re Agrippa, leggendo pubblicamente questo paragrafo della Scrittura, si dette a piangere, pensando che egli non era di origine ebrea, ma i dottori lo confortarono, esclamando ad alta voce: «nostro fratello tu sei» (Sifré, l. c.;Sotà, 41a). Non è ben certo poi se questo Agrippa fosse il primo o il secondo di tal nome. (Cfr.Derenbourg,Essai sur lʼHistoire et la Géographie de la Palestine, pag. 216, n. 4.)[337]Qiddushin, 82a.[338]Maimonide,De Regibus,i, 8, 9.[339]Horajoth, 11b.[340]Sifré,ii, § 157;Sanhedrin, 22a.[341]Maimonide,De Regibus,iii, 8, 9.[342]Sanhedrin, 21b.[343]Sanhedrin, ibidem.[344]Maimonide,De Regibus,iii, 2, 3, 4,De Synedriis,xix, 3.[345]Sanhedrin, 19a.[346]Maimonide,De Regibus,iii, 10.[347]Maimonide,De Regibus,iv;Sanhedrin, 20b.[348]Più innanzi, nella esposizione del codice sacerdotale, si vedrà in quale diverso modo fu inteso questo luogo dai talmudisti.[349]Questa pare la più probabile interpretazione da darsi al difficile v. 8. V.Aben Ezra,Reggio,Rosenmüller,Bunsen,Knobel,Herxheimer,Reussnei commenti su questo luogo.[350]Della Profezia nella Bibbia, Firenze, 1882.[351]Sifré,ii, § 170;Shabbath, 75a;Rosh–hasshanà, 24b;ʼAbodà Zarà, 18a, 43b;Sanhedrin, 68b.[352]Sifré, ivi, 175. Ammisero però che anche fra le altre nazioni furono alcuni profeti,Babà Bathrà15b.[353]Sifré,ii, § 177;Sanhedrin, 89a.[354]Sifré, ivi, § 175;Sanhedrin, 89b;Jebamoth, 90b.[355]È patente la contraddizione di questo passo con quello delIV, 41–43, ove si dice che Mosè aveva già destinato le tre città dʼasilo nel paese alla destra del Giordano. La interpretazione rabbinica, che nel cap.xixsi parli di tre città da destinarsi nella regione alla sinistra del Giordano, in aggiunta alle tre già destinate da Mosè, non resulta in alcun modo dalla piana intelligenza del testo. I rabbini poi erano così impacciati nella interpretazione conciliativa dei due testi, che alcuni vollero le città di rifugio dovessero essere in tutto nove, altri dodici, e altri quindici. (VediSifré,ii, § 185.Talmud Ger. Maccoth,ii, § 3,Tosaftà,Maccoth,ii.) Nè meglio quadra lʼinterpretazione di altri, i quali per le prime tre città indicate in questo luogo del Deuteronomio intendono quelle allʼoriente del Giordano, e per le seconde tre, quelle allʼoccidente. Imperocchè il legislatore non potrebbe imporre di fare una cosa che già da Mosè era stata fatta. Di necessità dunque bisogna concludere che il passoiv, 41–43, è di autore diverso da quello della parte legislativa del Deuteronomio. Tutto questo argomento poi delle città dʼasilo sarà esposto più estesamente quando esamineremo il cap.xxxvdel Numeri.[356]Sebbene questa legge non segua nel testo immediatamente dopo quella dellʼasilo e dellʼomicidio, le abbiamo riunite per non interrompere due argomenti così affini.[357]Sifré,ii, § 205;Sotà, 44, 45.[358]Sifré, ivi, § 205, 206;Sotà, ivi.[359]Sifré, ivi, § 205;Sotà, 47.[360]Sifré,i, § 161;Sotà, 47.[361]Babà Qamà, 88a;Sifré,ii, § 190;Shebuʼoth, 30a.[362]Ghitin, 23.[363]Sanhedrin, 24b, 25, 26, 27. Cfr. ivi il commento delRashì;Babà Qamà, 72b.[364]Qiddushin, 40b.[365]Sanhedrin, 27be seg.[366]Babà Qamà, 42be seg.[367]Questa interpretazione è del Maimonide,Della testimonianza,ix, 2. NelSifré,ii, § 190, e nel Talmud (Shebuʼoth, 30a) si deduce la stessa conseguenza da altra interpretazione dello stesso genere.[368]Maimonide, op. cit.,x.[369]Sanhedrin, 26b.[370]Babà Qamà, 56.[371]Maimonide, op. cit.,iii, 4–6.[372]Vedi per tutte queste disposizioniMacchoth, cap.i.[373]Maimonide, op. cit.,xviii, 6.[374]Macchoth, 4b.[375]Sanhedrin, 29a.[376]In un luogo del Talmud Gerosolimitano (Shebiʼith,vi, 1) si dice che anche ai popoli della Palestina Giosuè, prima di entrare nei loro confini, mandasse pubbliche lettere, per avvertirli che chi voleva emigrare, emigrasse, chi far pace, la facesse, chi guerreggiare, guerreggiasse. Ora è certo che a questo luogo non si può dar valore se non come leggenda; ma anche come tale è contrario a tutto ciò che nella Scrittura viene insegnato intorno alla condotta da tenersi verso questi popoli. Però ci apparisce soltanto come singola opinione di qualche dottore, tanto più che nel Talmud babilonese non si contiene nulla di simile. È da meravigliare quindi che il Maimonide lʼabbia adottata come principio di diritto (V.Dei Re e delle loro guerre,vi, 5).[377]Dei Re e delle loro guerre,vii, 15.[378]Sifré,ii, § 191–198;Sotà, 42–44.[379]Secondo il Maimonide (op. cit.,vi, 7) il diritto tradizionale rabbinico avrebbe imposto che assediando le città nemiche si lasciasse una parte libera per quelli che volevano fuggire; e pare che desuma questo insegnamento da un passo delSifré,I, § 157, ove dicesi che gli Ebrei si contennero in tal modo militando contro i Madianiti (cfr. il pseudo Jonathan). Ma da un solo fatto, il quale poi è leggendario, non si può dedurre una regola generale di diritto, da applicarsi in ogni caso.[380]Abbiamo già sopra notato come i vv. 1–9 del cap.XXIsiano una interruzione in questo argomento, e da riportarsi logicamente nel cap.xix, ove si parla dei delitti di sangue.[381]Ḣolin, 17a. Cfr.Maimonide,Dei Re e delle loro guerre,viii, 1.[382]Qiddushin, 21b.[383]Sifré,ii, § 212, 213;Jebamoth, 48.[384]Maimonide, l. c., § 7.[385]Presso la porta, come luogo di più facile convegno, perchè comunicazione fra la città e la campagna, si radunava il magistrato per rendere giustizia.[386]Sifré,II, § 218–220;Sanhedrin, 68b–72a, 88b.[387]Sanhedrin, 49b.[388]Ibidem, 52b.[389]Ibidem, 45.[390]Das Mosaische Recht, pag. 457–460.[391]Mosaisches Recht, § 235.[392]Sanhedrin, 45b.[393]Babà Meziȁ, 21–28.[394]Maimonide,Del furto e delle cose smarrite,xiii, 10.[395]Babà Meziȁ, 23a.[396]Ibidem, 28b.[397]Ibidem, 21a–24.[398]Nazir, 59a. È noto che uno dei capi dʼaccusa contro Giovanna dʼArco fu di avere indossato abiti ed armature virili.[399]Sifré,ii, § 229.[400]Questo precetto poteva essere ispirato da un sentimento di compassione per lʼanimale più debole, costretto a faticare più che le sue forze non consentirebbero, se appajato a uno più forte.[401]Sifré,ii, § 231;Mishnah,Chilaim,viii, 2.[402]Babà Qamà, 54b.[403]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 92;Saalschütz,Das Mosaiche Recht, pag. 564;Luzzatto, commento in locum.[404]Sifré,ii, § 237;Chethuboth, 46.[405]Sifré,ii, § 240;Chethuboth, ubi supra;Sanhedrin, 50b.[406]Sifré,ii, § 238;Chethuboth, ubi supra.[407]Lʼantico commento tradizionale Sifré intende a ragione che tanto in campagna quanto in città sia condannata la donna, se si prova che avesse mezzo di chiamare gente in suo ajuto, e al contrario assolta, anche se in città non potesse esser da nessuno udita. Non trovo però che questa ragionevole interpretazione sia stata adottata come decisione legislativa.[408]Maimonide,Leggi matrimoniali,i, 3.[409]Qiddushin, 2a.[410]Ibidem, 12b.[411]Jebamoth, 96b, 112b.[412]Qiddushin, 41a.[413]Jebamoth, 107a.[414]Qiddushin, 79a.[415]Jebamoth, 20a.[416]Caro,Eben haʼezer,xv, 1.[417]Chethuboth, 7a.[418]Caro, op. cit.,lxi, 1.[419]Caro, op. cit.xciii, 1.[420]Chethuboth, 72a, 101.[421]Isaacita, inJebamoth, 66a.[422]Chethuboth, 46, 47, 52.[423]Chethuboth, 46b, 65b.[424]Cioè, non faccia parte del popolo, della cittadinanza, mediante il matrimonio legittimo.[425]Pare più ragionevole di intendere la parola del testo nel significato più ristretto che abbiamo sopra accennato, e che è conforme alla interpretazione rabbinica (V.Sifré,ii, 248;Jebamoth, 49), che non qualunque nato da unione non legittima.[426]Questo scrittore aveva innanzi a sè le narrazioni del Jehovista nel Numeri (xxii–xxiv), ma non quella del proemio del Deuteronomio (ii, 29), dalla quale anzi resulterebbe il contrario. È da supporsi ancora che i vv. 5–8 siano posteriore aggiunta, e non appartengano veramente al legislatore deuteronomista. Se il non avere usato cortesia verso gli Ebrei esciti dallʼEgitto era ragione sufficiente per proibire ogni unione in perpetuo con gli Ammoniti e con i Moabiti, non doveva esserlo ancora per glʼIdumei, che secondo il narratore jehovista gli avevano trattati con eguale durezza? (Numeri,xx, 14–21). Ma è più probabile che le unioni matrimoniali con quei due popoli fossero proibite, perchè lʼantica leggenda (Genesi,xix, 30–38) gli faceva derivare dallʼunione incestuosa di Lot con le figliuole.[427]Sifré,ii, § 249;Jebamoth, 76b.[428]Avvertimento opportuno a frenare la licenza dei costumi militari.[429]Ghitin, 45a. Cfr.Maimonide,Degli Schiavi,viii, 10.[430]Jebamoth, 93b.[431]Non vi è dubbio che tale è il significato della parola ebraica del testo, che letteralmente significa cane. Questa interpretazione, già sostenuta da molti commentatori, è stata confermata dal Derenbourg col confronto di tale nome dato ai cinedi per dispregio presso i Fenicii (Revue des Études juives, 1881, pag. 123–127).[432]Sifré,ii, § 266, 267;Babà Meziȁ, 87, 91, 92.[433]Matth.,xii, 1;Luc.,vi, 1.[434]Questa è lʼinterpretazione di molti commentatori. V.Rosenmüller,Reggio,Knobel,Reuss,Herxheimer, i quali tutti tengono i primi tre versi come la protasi, e il 4ocome lʼapodosi di un solo periodo. Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 119;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 799.[435]Sifré,ii, § 269;Ghitin, 90.[436]Ibidem, eSanhedrin, 22a.[437]Caro,Eben haʼezer,CXIX, 3.[438]Ibidem, 4.[439]Qiddushin, 66a.[440]Chethuboth, 101a.[441]Isserles,Eben haʼezer,cxix, 6.[442]Caro, op. cit.,i, 10.[443]Chethuboth, 107a.[444]Caro, op. cit.,cliv, 6, 7.[445]Jebamoth, 64a.[446]Babà Meziȁ, 115a.[447]Narrasi nel Numeri (xii) che Mirjam fu castigata con una lebbra che durò soli sette giorni, per avere sparlato di suo fratello Mosè. Qui il legislatore vuole indirettamente far intendere che questa gravissima malattia era per lo più una punizione provvidenziale. Così lʼintesero anche i rabbini (Sifré,ii, § 275).[448]Amos,ii, 5–8,iii, 9,v, 11, 12,viii, 4–6;Isaia,iii, 14,15, x, 2,xxxii, 7;Michà,iii, 1–4;Ezechiele,xxii, 29;Zacharia,vii, 10;Salmi,x, 2, 8, 9,xii, 6,xxxv, 10,xxxvii, 14,cix, 16.[449]Sifrè,ii, § 280;Sanhedrin, 27b.[450]La condizione della vedova in un popolo, nel quale essa non aveva diritto se non che agli alimenti, doveva essere in generale meschina; quindi si spiega facilmente questo maggiore riguardo usatole dalla legge. I rabbini però lo estesero alle vedove di qualunque condizione, e, anche se ricche, proibirono che a carico loro si facesse qualunque pignoramento (Babà Meziȁ, 115a).[451]Sifré,ii, § 286;Macchoth, 13, 15b, 16, 17, 20.[452]Maimonide,De Synedriis,xvi, 4, 6.[453]Sifré, l. c.;Macchoth, 22a; cfr. 2Corinth.,xi, 24.[454]Macchoth, l. c.;Sanhedrin, 10.[455]Sanhedrin, 46a.[456]Cfr. lʼIsaacitainḢolin, 141b, e gli Scolii sullʼIsaacita nel Deuteronomio,xxv. Altri autori opinano ancora che per la continuata e ripetuta prevaricazione della legge si sarebbe potuto fustigare il pervicace peccatore, fino che si pentisse, o, se non volesse pentirsi, fino a farlo morire (Bartenora, eJom Tob Levitasul cap. 4odiNazir, § 3).[457]Sanhedrin, 81b.[458]1oRe,xxii, 27;Geremia,xxxii, 2 e seg.,xxxvii, 4, 15, 18.[459]Sifré,ii, § 287;Babà Qamà, 54b.[460]Cfr.Babà Meziȁ, 32b,Shabbath, 154b.[461]Michaelis,Mosaisches Recht, § 98;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 757;Rosenmüller,Diodati,Luzzatto,Knobel,Reuss.[462]Sifré,II, 288;Jebamoth, 17.[463]V.Matth.,xxii, 24 e seg.;Marc.,xii, 19 e seg.;Luc.,xx, 28 e seg.[464]Babà Bathrà, 109a.[465]Jebamoth, 22.[466]Ibidem, 43 e seg.[467]Ibidem, in principio.[468]Ibidem, 39.[469]Maimonide,Del Levirato,ii, 10. Questʼautore avrebbe ancora concesso alla donna, quando il maggiore dei cognati rinunziasse al suo diritto, di preferire quello tra gli altri, col quale potesse avere una reciproca propensione (ivi, 12); ma altri autori non la intendevano a questo modo, e si mostrarono verso la donna più rigorosi, volendola sottoposta al diritto che per ragione di anzianità avevano su lei i cognati. Cfr. ivi il commentoMagghid.[470]Jebamoth, 4a,Chethuboth, 77a.[471]Jebamoth, 39b.Jaʼaqob ben Asher,Tur Eben haʼeser, § 165.[472]Sifré,ii, § 290.[473]Jebamoth, 106.[474]V. i Tosafisti inJebamoth, 39b.[475]Jebamoth, 40a.[476]Sifré,II, § 291;Jebamoth, 106b.[477]Sifré,ii, § 293;Babà Qamà, 28a.[478]Sifré,ii, § 292,Babà Qamà, ivi.[479]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 8;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 208 e seg. Il Wellhausen, che vuol trovare nel Deuteronomio tre codici diversi per letteraria composizione, ammette che il capitoloxxviisia stato aggiunto nel secondo, e non formasse parte del terzo, nel quale entrò il cap.xxviii. (Die Composition des Exateuchs. Jahrb. f. D. Theol.,xxii, pag. 464). Il Kayser tiene come interpolazione tutto il capitolo eccetto i vv. 1–3 e 8–10, che a lui sembrano transizione fra ilxxvie ilxxviii(Das vorexilische Buch, pag. 101). Ma a chi bene osserva, questa transizione non è punto necessaria, anzi sarebbe una vera interruzione nei corso dei concetti che così naturalmente si seguono. Con molta ragione dice il Reuss: «Ce serait la seule fois dans tout le code que le rédacteur aurait changé la forme de son discours. Partout ailleurs cʼest Moïse qui parle, et au v. 9 le rédacteur aurait trouvé convenable de le dire explicitement?»[480]Questa è lʼopinione prevalente omai fra i critici, che in un punto cosi conosciuto, è inutile nominatamente citare.[481]Zeitschrift für Völkerpsycologie und Sprachwissenschaft1880, pag. 1–28.[482]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker. Questo autore, contro lʼopinione più comunemente accettata, vuol riportare la composizione della legge deuteronomica sul finire dellʼetà dei Giudici (ivi, pag. 137 e seg.).[483]SchradernellʼEinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 191;Kayser,Das vorexilische Buch, pag. 102.[484]Wellhausen, op. cit., xxii, p. 464;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, 210.[485]Sotà, 41a.[486]I libri rabbinici non sono concordi nel determinare in quali parti veramente consisteva la lettura. Secondo ilSifré(II, § 160), una delle più antiche fonti del rituale ebraico (Geiger,Urschrift, p. 434, 436) pare che si sarebbe dovuto leggere tutto il Deuteronomio. LaMishnah, secondo il testo gerosolimitano (Sotà,vii, 8), la restringe ai seguenti passi:i–vi, 8;xi, 13–21;xiv, 22–29;xxvi, 12–15;xxviii; mentre secondo il testo babilonese si sarebbe letto anche ilxvii, 14–20; e si deve pur dire che questa è lezione più corretta, perchè è innegabile da tutto il contesto che si dovesse leggere anche questʼultimo passo, che concerne il diritto monarchico. Pare inoltre che il Maimonide avesse una lezione differente da tutte e due, perchè egli dice che si faceva lettura continuata dalxiv, 22 a tutto ilxxviii(Ḣaghighà,iii, 3).[487]La Profezia nella Bibbia, capp.v,vi.[488]Per quanto nelle parole del testo sia non poca oscurità, pare questo il modo più probabile dʼintendere siffatta cerimonia di consacrazione dellʼaltare.Delitzsch,Smendnei commenti su questo luogo.[489]LʼIsaacita ha creduto di trovare per lo meno una allusione alla Pentecoste nella lezione del testo masoretico (v. 21) che relativamente alla Pasqua haShebuʼoth jamim=settimane di giorni, in plurale, invece cheShibàt jamim=sette giorni. Ed il Wellhausen opina che questa sia una correzione introdotta a bella posta dai Masoreti con tale intendimento (Geschichte Israels, I, pag. 110). A me non pare che possa accettarsi nè lʼuna nè lʼaltra opinione. Anche nel testo masoretico come ora lʼabbiamo è chiaro che si parla soltanto della pasqua delle azzime. Del restosette giorni, e nonsettimane di giorni, danno concordemente le antiche versioni deilxx, di Jonathan, la Peshito, e la Vulgata.[490]Così intendo questo passo con lʼIsaacita, il Qimḣi, il Rosenmüller e lʼEwald. Altri, fra i quali il Reuss e lo Smend, opinano che anche nelle feste il principe avesse ingresso speciale per la porta dʼoriente, e che Ezechiele, dicendo che doveva escireinsiemecon gli altri abbia volato dire per identità di tempo, non per eguaglianza di luogo. Ma la parola del testobethocham=in mezzo a loro, non può intendersi se non relativamente al luogo; questa espressione dice in modo troppo chiaro che nelle feste il principe doveva essere confuso con gli altri.In mezzo a loronon è lo stesso cheinsieme con loro, la quale espressione avrebbe potuto interpretarsi anche in relazione solo del tempo. Inoltre poi in tutto il contesto si capisce troppo chiaro che il privilegio di entrare per la porta dʼoriente era concesso al principe solo nel sabato, nei novilunii, e quando offriva volontarii sacrifici privati. Resterà a noi oscura la ragione, perchè nelle festa non si accordasse al principe questo privilegio, ma ciò non deve indurci a interpretare il testo diversamente da quanto resulta dal chiaro senso letterale.[491]La parolaDerordel nostro testo va intesa nello stesso significato in cui la troviamo usata da Geremia (xxxiv, 8, 15), cioè per lʼanno settimo, in cui gli schiavi riacquistavano la libertà, non per lʼanno del Giubileo, che, secondo ogni probabilità, al tempo di Ezechiele non era stato ancora istituito. Cfr.Smend;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 123;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 43.[492]Popper,Die biblische Bericht über die Stiftshütte, p. 84–104.[493]Jomà, 14a.[494]Dalla lezione deilxx(Levit.,xxi, 13) resulterebbe che avrebbe dovuto essere della stessa tribù sacerdotale:οὺτος γυναῖκα παρθένον ἐκ τοῦ γίνους αὑτοῡ λήψεται. Filone, secondo il suo costume di attenersi alla versione alessandrina, accetta anche lui questa restrizione maggiore nel rito del massimo sacerdote (De Monarchia,ii, 11). La tradizione talmudica è conforme al testo ebraico; soltanto da un passo del Talmud (Jomà, 13a) parrebbe resultare che il sommo sacerdote non fosse di solito poligamo.[495]Maimonide,Degli arredi del Tempio, IV, 20.[496]Taànith, 26, 27.[497]Sifrà,xxi, 2.Jebamoth, 22b.[498]Sifrà;Qiddushin, 77.[499]Sifrà;Jebamoth, 61.[500]Vedi sopra, pag. 197, come i talmudisti intesero questo modo di condanna.[501]Sifrà;Sanhedrin, 51b.[502]Il Talmud invece chegobbiegraciliinterpetra le parole del testo come se significassero un difetto nelle palpebre, o una macchia nellʼocchio. (Rashì;Pseudo Jonathan). Ilxxinvece digracilehannoἔφηλος,lentigginoso; la Vulgata halippus. Il Talmud inoltre ha enumerato molti altri difetti che rendevano i sacerdoti inetti al culto, come può vedersi nel trattatoBechoroth,vi, 6, e presso il Maimonide,Dellʼammissione al santuario,vi–ix.[503]Sanhedrin, 83a.[504]Ibidem, 81b.[505]I tentativi di alcuni interpetri per conciliare questa contraddizione non hanno fondamento, e bisogna pur dire che lʼautore delle Croniche ha attinto qui come altrove a fonti diverse, che ha procurato di far concordare, senza però riuscirvi. (Bertheau,Die Bücher der Chronik, 2aediz., pag. 196;Reuss,Chronique ecclésiastique de Jérusalem, p. 107.)[506]Ḣolin, 24a.[507]Ibidem, 24b.[508]T. G. Sheqalim, v, 12;T. B. Horajoth, 13a.[509]Cfr.Sifrà, in questo luogo;Ḣolin, 133b.[510]Zebaḣim,v, § 6, 7.[511]Sifrè,ii, § 165;Ḣolin, 130.[512]De Premiis sacerdotum, § 3.[513]Antiq.,iv, 5.[514]Cfr.Reuss, eKnobel, sul Deuteronomio.[515]Intorno alla consacrazione delle primizie e dei primogeniti è stata sopra (pag. 44 e seg.) notata la contraddizione fra le diverse leggi, ed esposta ancora la insussistente conciliazione dei talmudisti.[516]Sifré,ii, § 297;Bicchurim,i, 3.[517]Sifré,i, § 110,Mishnah,Ḣallàh,ii, 5.[518]Reuss,Knobel,Gesenius.[519]Sifrà, sul luogo citato del Levitico,ʼArachin, 28b.[520]Delle Stime e deglʼInterdetti,vi, 1.[521]Sifré,i, 110,Rashì, sul Deut.xviii, 4.[522]Sanhedrin, 33a, cfr.Maimonide,Dei Cibi proibiti,x, 20.[523]Terumoth,iv, 3;Ḣolin, 137b.[524]Questa è la spiegazione dei due versi 4 e 5, intorno ai quali tanto hanno fantasticato quegli interpetri, cui sembrava che fossero in contraddizione; perchè il verso 4 parla di un subborgo di mille cubiti e il verso cinque dice di misurare un lato di due mila. (Rosenmüller,Excursus,ii, in Num.;Knobel;Reuss). La conciliazione proposta in un luogo del Talmud che mille braccia dovessero servire per vero e proprio subborgo, e altre duemila braccia per campagna come campo e vigneti (Sotà, 27b), estenderebbe troppo il terreno assegnato ai leviti, già abbastanza vasto, e si oppone alla piana intelligenza del testo. Per queste stesse ragioni non è da accettarsi neppure ciò che resulterebbe da altro luogo talmudico (ʼErubin, 56b), che, restringendo lʼestensione a duemila cubiti, li vuole divisi in eguale maniera.[525]Zebaḣim, 56b.[526]Sifré,ii, § 105–110;Rosh Hasshanà, 12b.[527]Sotà, 48a,Jomà, 9a,Babà Meziȁ, 90a.[528]Questa etimologia del Mussafia non è accettata dal Levy che deriva la parolaDemaidallʼaramaicoDema,essere eguale,ambiguo,incerto.Chaldäisches Wörterbuch, sub voce.[529]Bechoroth, 30b.Tosaftà,Demai,ii.[530]Berachoth, 47b.[531]Sifrà,Emor, § 2;Jomà, 18a,Horajoth, 9a,Ḣolin, 134b.[532]Jomà, 73a,Horajoth, 12b.[533]Maimonide,Della Preghiera,i.[534]Maimonide,Delle Benedizioni,i.[535]Berachoth, 26b.[536]Nel Talmud prevalse lʼopinione che si trattasse soltanto di animali offerti in sacrificio, e non di quelli uccisi per gli usi della vita. (Sifrà,Aḣarè Moth, cap. 9;Zebaḣim106), sebbene Rabbì Ismaele volesse dare alla Scrittura il suo letterale significato. (Ḣolin, 17a). E difatti chi legge senza preconcetto vede che si è voluto intendere anche degli animali uccisi a solo scopo di cibarsene. (V.Luzzatto,Rosenmüller,Diodati,Dillmann,Reuss,Bunsen).[537]Degli animali ruminanti oltre gli ovini e bovini permessi come cibo è data la lista nel Deut.xiv.[538]Ḣolin, 27a, 32a.[539]Cherithoth, 6.[540]Vedi sopra (pag. 44) la contraddizione fra questo luogo del Numeri e il Leviticoxxiii, 18, 19; imperocchè, secondo questʼultimo passo, il sacrifizio nella Pentecoste sarebbe stato differente.[541]Zebaḣim, v, 3.[542]Dillmann,Exodus u. Leviticus, 1880, pag. 528 e seg.;Baudissin,Studien zur Semitischen Religionsgeschichte, I, pag. 140.[543]Sifrè,i, § 111;Horajoth, 9.[544]Horajoth, 4be seg.[545]Maimonide,Dei Sicli,i, 1.[546]Mechiltà, sullʼEsodo,xxiii, 15;Ḣaghighà, 6be seg.[547]Sifré,i, § 112;Horajoth, 7a.[548]Cherithoth, 8b.[549]È da notarsi che la proibizione della Scrittura di offrire animali difettosi negli organi genitali fu intesa dai talmudisti nel significato molto più ampio dʼinibire la castrazione degli animali e molto più dellʼuomo (Sifrà,Emor, § 7;Shabbath, 111a). È da domandarsi però se nellʼallevamento del grosso bestiame lʼosservanza di un tal rito è possibile.[550]Mishnah,Parài, 2–4.[551]Ḣolin, 13b,Temurà, 7a.[552]Cfr.Rosenmüller,Dillmann.[553]Geschichte Israels, I, pag. 390.[554]Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 450 e seg.[555]Sifrà,Zav, Sez. 10;Cherithoth, 2a, 4a.[556]Mechiltà,Bò, § 8;Pesaḣim, 21b.[557]Mechiltà,Bò, § 15;Pesaḣim, 96a.[558]Jebamoth, 64b.[559]Pesaḣim, 95.[560]Rosh Hasshanà, 2 e seg.[561]Ibidem, 16 e seg.;Pesiktà Rabbati, Vienna, 1880, pag. 166.[562]Sifrà, Aḣarè Moth, Sez. 5,Emor, cap. 14;Jomà, 73be seg.[563]Sifrà,Emor, cap.xvii;Succhà, 11b.[564]Shabbath, 21b.[565]Rosh Hasshanà, 18b;Taʼanith, 26. Fra questi due luoghi talmudici vi è un dissenso in quanto allʼapertura della breccia, il primo di essi dicendola avvenuta nel 9 invece che nel 17. È poi questo dissenso conciliato (Taʼanith, 28b), con la distinzione che nel 9 avvenne lʼapertura della breccia nelle guerre babilonesi, e nel 17 nelle guerre romane. Sarebbe però in ogni modo ad esaminarsi se la conciliazione è fondata sopra la verità dei fatti. Restò poi nel rito fissato il digiuno nel 17.[566]Taʼanith, 10, 19.[567]Babà Meziȁ, 53be seg.[568]Sifrà,xxvii, 21b,ʼArachin, 25b, secondo lʼopinione di Rabbì Jehudah, che è tenuta la prevalente, contro lʼopinione opposta di Rabbì Shimʼon (cfr.ʼErubin, 46b).[569]ʼArachin, 28b.[570]Luzzatto, commento in questo luogo;Knobel–Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 633 e seg.;Saalschütz,Das Mosaische Recht, cap. 44, § 2.[571]Sifrà,xxvii, 29;ʼArachin, 6.[572]Sifrà, ivi, 28,ʼArachin, 28a;Ghitin, 38b.[573]Sifrà,xxvii, 28;ʼArachin, 28a.[574]Sifré, e lʼIsaacita,Num.,xxx, 4.[575]Nedarim, 22b;Bechoroth, 36b, e seg.[576]Quella che si teneva in un vasto recipiente allʼingresso del tempio per le abluzioni dei sacerdoti (Sifré,I, 10;Sotà, 82,Rosenmüller,Diodati,Knobel, e altri).[577]Rosenmüller,Reuss;Michaelis,Mosaisches Recht, V, pag. 191;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 572.[578]Sotà, 2 e seg.[579]Sifré,I, § 21;Sotà, 28a.[580]Sotà, 47a.[581]Ibidem, 24a.[582]Ibidem, 27.[583]Ibidem, 23b, 26b, 27.[584]Cfr.Sifré,i, § 115;Menaḣoth, 43b;Sotà, 17a;Ḣolin, 89a.[585]Caro,Beth Joseph,i, 11;Buxtorfius,Synagoga Judaica, cap.ix.[586]Caro,Shulḣan ‛Aruch,I. § 24;Buxtorfius, op. cit., l. c.[587]Sifrà, in questo luogo;Sanhedrin, 55be seg.[588]Ricordiamo che nel primo del mese settimo ricorreva il capo dʼanno (v. pag. 363 e seg.), dimodochè dieci giorni dopo, si bandiva solennemente a suon di tromba, lʼanno del Giubileo.[589]Il nomeGiubileo, è derivato dallʼebraicoJobel, in varii modi interpretato; ma più probabilmente significail suono della tuba, un suono di giubilo, con cui lʼanno cinquantesimo veniva bandito.[590]Questi tre versi che abbiamo rinchiuso fra parentesi sono da tenersi una interpolazione fatta quando si volle tenere anche il cinquantesimo anno come sabbatico per cessare da ogni lavoro agricolo. Pare impossibile che a una prescrizione di difficilissima pratica, quale è quella di non coltivare le terre ogni settimo anno, si aggiungesse questo sommo assurdo di stare due anni di seguito senza coltivarle come si vorrebbe imporre nei versi 11, 12. A tale assurdo non si può esser giunti, se non per gradi. Si noti poi che il verso 13 è ripetizione di ciò che è già detto nel verso 10, e si vede essere stato aggiunto per riprendere lʼinterrotto filo dei concetti. Mentre i versi 14–16, 23 sono la continuazione immediata del verso 10, spiegando la pratica applicazione di ciò che ivi è enunciato come principio generale. Perciò anche i versi 17–22 sono da tenersi interpolazione aggiunta, quando si avvertì lʼassurdo della prescrizione dellʼanno sabbatico raddoppiato per peggio ogni cinquantʼanni col riposo anche nellʼanno del Giubileo, e si volle ovviarvi, ricorrendo, come si dice nel v. 21, alla miracolosa assistenza divina. Lʼipotesi che in questa legge del Giubileo vi sia la mano di più autori è di parecchi critici, e fra gli altri del Kayser (Das vorexilische Buch, pag. 75–77), e dellʼHorst (Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 27–30), ma differiscono in alcuni particolari. Non vediamo poi veruna ragione di supporre anche due autori diversi per questa e per la legge dellʼanno sabbatico, che sono fra loro così intimamente connesse.[591]Farete in modo che le terre vendute si possano riscattare anche prima del Giubileo, come si spiega nel passo seguente.[592]Sembra necessario di dover qui eseguire la lezione della Vulgata:si redemptae non fuerint, a preferenza di quella del testo ebraico, che non ha la negazione prima del verbo siriscatta, imperocchè questa lezione non da significato accettabile. Come potrebbe dirsi che escirebbe nel Giubileo ciò che già sarebbe riscattato? Per quanto antichi e moderni commentatori abbiamo tentato di dare un senso anche al testo ebraico, si cadrebbe sempre in sottigliezze poco sostenibili. Cfr.Ewald,Altherthümer, 3aediz., pag. 498.Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 613 e seg.Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 172, n. 4.[593]Sifrà, in questo luogo.[594]A noi sembra che le parolepellegrino, edabitante, si riferiscano altuo fratello, e significhino non solo quello della tua città, ma anche quello che venisse di fuori come straniero o come abitante, giacchè è facile che il povero, il quale ha venduto la casa e la terra, vada ramingo a cercare di che vivere. I talmudisti hanno voluto intendere che il precetto di carità fosse esteso allo straniero, ancorchè non Israelita per nascita, ma divenuto proselita (Gher), o semplice abitante (Tosḣab), colla condizione di osservare i precetti noachidi di (v.Sifrà). Ma le due parole ebraiche ora citate hanno acquistato tale significato nella legislazione talmudica, non lʼavevano in quella scritturale.[595]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Mechiltà,Neziqin, § 1.[596]Das Mosaische Recht, cap. 101, § 8.[597]Mosaisches Recht, § 123.[598]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine;Qiddushin, 15 e seg.[599]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Qiddushin, 22a.[600]Sifràivi;Qiddushin, ivi.[601]Sifrà,Beḣuqqotai, cap. 7;Isaacita, sul Levitico,XXVI, 35. Cfr. 2oCronache,xxxvi, 21.[602]Del passo dello stesso Ezechielexlvi, 17, già abbiamo sopra (pag. 321) parlato. Intorno alvii, 12, 13, dove alcuni vogliono vedere unʼallusione al Giubileo, è da riflettersi che, se fosse così, il non potere il venditore ritornare in possesso della cosa venduta non dovrebbe essere per lui ragione di non rattristarsi per aver venduto, come si farebbe dire al profeta, ma anzi cagione di maggior duolo. Dunque il profeta volle dire che il venditore non si dolesse di aver venduto, perchè non tornerebbe più nella terra dove erano i suoi possessi andati in mani di altri; ma resterebbe esule nel paese dove era stato deportato. (Cfr.Smend, 2aediz., pag. 43).[603]Sifrà,Behar Sinai, cap. 2;ʼArachin, 32b.[604]Secondo una opinione registrata nel Talmud (Taànith30b,Babà Bathrà, 121a), questa proibizione avrebbe dovuto valere soltanto per la prima partizione della terra promessa; ma quindʼinnanzi anche le figlie eredi avrebbero potuto contrarre matrimonio con uomini di differente tribù. È chiaro per sè stesso che questʼopinione è contraria non meno alla lettera che allo spirito della legge scritturale.[605]Maimonide,Della eredità,i, § 5.[606]Sifré,i, § 134,Babà Bathrà, 108, 110, 115.[607]Babà Bathrà, 139b.[608]Chethuboth, 50, 52b, 68.[609]Babà Bathrà, 111b.[610]Chethuboth, 52b, 103a.[611]Babà Bathrà, 126, 130.[612]Ibidem,Maimonide,Della eredità,vi, § 2.[613]Babà Bathrà, 131a.[614]LʼAlfasi, il Maimonide, lʼAsher, il Caro.[615]Gans,Das Erbrecht in welt geschichtlicher Entwickelung, I, pag. 149–151, 170–175;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 826 e seg., e nota 1059.[616]Babà Bathrà, 146b, 151b;Ghitin, 65be seg.[617]Babà Bathrà, 146b.[618]Rashbame iTosafistiinBabà Bathrà, 135b; lʼIsaacitainBabà Meziȁ19a,Mendelssohn,Ritualgesetze der Juden, 3aediz., pag. 48, 49, 53;Thiel,Principia Jurisprudentiae judaicae per Germaniam communis, § 214.[619]Babà Bathrà, 147b.[620]De testamentifactione jure germanico.[621]Sifré,i, § 160;Sanhedrin, 45b.[622]Macchoth, 10a.[623]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 423.[624]Nel rito posteriore dellʼEbraismo si perdè lʼindole rurale della Pentecoste, che divenne una solennità del tutto teologica, perchè in essa si commemora la rivelazione del Decalogo, avvenuta in quel giorno secondo il Talmud (Shabbath, 86b;Mechiltà,Itrò, § 3).[625]Hupfeld,De primitiva et vera Festorum apud Hebraeos ratione, II, pag. 3, 6, 7;Wellhausen, op. cit, pag. 432–435.[626]Shabbath, 13b,Ḣaghigà, 12a,Menaḣoth,45a.[627]Ne riferiremo una sola per saggio. Se nel Pentateuco si prescrivono per il sacrifizio del novilunio due tori e sette agnelli, e presso Ezechiele invece un solo toro e sei agnelli, i talmudisti non si peritano ad insegnare con la maggiore serietà che il profeta ha voluto soltanto dire che, non potendo adempiere in tutto la prescrizione della legge, sarebbe stato accetto il sacrifizio anche adempiendola in parte (Menaḣoth, l. c.).[628]Commento in Ezechiele,xlv, 22.[629]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 231–233;Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 71–75;Wellhausen,Geschichte Israels, pag. 421;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 241;Die Geschichte d. heiligen Schriften A. T., § 378–380.[630]Sanhedrin, 21b.[631]Trattato Teologico–Politico, cap.viii.[632]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 45–49;Reuss,Die Geschichte d. heiligen Schriften, § 383–386;Smend,Ueber die Genesis des Judenthum. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1882, pag. 94–151.

FOOTNOTES:[1]Quelle pochissime volte che abbiamo creduto necessario esporre insieme passi di eguale argomento, sebbene nel testo separati, lo abbiamo singolarmente avvertito.[2]Memorie postume, pag. 220.[3]Lenormant,Les Origines de lʼHistoire, chap.ii,ix.[4]Hosea,vi, 7.[5]Isaia,xliii, 27.[6]Lenormant, op. cit., chap.viii.[7]Talmud Bab. Sanhedrin, f. 56aeb. Abbiamo riportato intorno ai sette precetti dei Noachidi lʼopinione più comunemente accettata; ma in questo luogo del Talmud si possono vedere le varie opinioni sullʼenumerazione di questi precetti. Altri vi aggiungono anche la proibizione di nutrirsi del sangue, altri quella della castrazione, e altri anche della stregoneria. Finalmente ad opinione di altri, si mantiene il numero di sette; ma allʼobbligo di osservare le leggi civili, e alla proibizione di bestemmiare Iddio si sostituisce la proibizione della castrazione e del promiscuamente delle specie. Secondo altri libri tradizionali i precetti dei Noachidi sarebbero stati soltanto sei, non computando quello che qui abbiamo registrato per ultimo (V.Bereshith Rabbà, § 16,Debarim Rabbà, § 2).[8]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 18.[9]V.Hirschfeld,Geist der talmudischen Auslegung.[10]Talmud Bab., Jomà, 28b,Qiddushin, 82a.[11]V.Talmud Bab. Sanhedrin, 56b,Mechiltà,Sez. Vaissà,i,Rashìin locum,Seder ‛Olam Rabbà, cap. 5.[12]Vedi,Midrash TanḣumàeRashìin locum.[13]V.Politecnico, Parte letterario–scientifica, luglio 1866, pag. 25–42.[14]Denoto per brevità con questa sigla le leggi quali ora le abbiamo nei tre libri dellʼEsodo,Levitico,Numeri; ma sʼintenda bene da ora, per evitare ogni equivoco, che non le attribuisco ad un solo autore.[15]V. Kuenen,Histoire critique, I, pag. 370.[16]Ḣolin, 115b. NellaMechiltàpoi (Esodo,xxiii, 19) sono riportate altre spiegazioni che possono essere molto adatte come un saggio delle rabbini eh e sottigliezze. Rabbì Shimʼon vuole nelle tre ripetizioni trovare allusione al patto tre volte sancito fra Dio e il popolo, una nellʼHoreb, lʼaltra nelle pianure di Moab, la terza nel monte Gherizim e nel monte Ebal; Rabbì Jonathan vuole dedurne la proibizione per i quadrupedi domestici, per i selvatici, e per i volatili, Rabbì Elʼazar per i bovini, per le capre e per le pecore, Rabbì Shimʼon figlio dʼElʼazar per i bovini, per gli ovini, e per gli animali selvatici; unʼaltra opinione si conforma a quella del Talmud; una ultima finalmente ne deduce la proibizione in qualunque tempo e in qualunque luogo, così fuori della terra promessa, come nella terra promessa, tanto durante resistenza del tempio, quanto prima che fosse eretto o dopo distrutto.[17]Rashìin locum; cfr.Sanhedrin, 4b.[18]Sanhedrin, 86a;Mechiltà,Esodo,xx, 15.[19]VediSifrà,Levitico,xix, 11. Questo modo dʼinterpetrazione è poi frequentissimo in tutto il Talmud e nei commenti talmudici al Pentateuco; dimodochè vi si trova proprio ad ogni piè sospinto.[20]Il testo ebraico dice veramente «in qualunque luogo farò rammentare il mio nome»; ed essendo Dio che parla, si è voluto intendere che il permesso di costruire lʼaltare fosse conceduto solo per il luogo designato come centro del culto. (V. Keilin locum). Ma è da dubitarsi in prima che la lezione del testo masoretico sia corretta: anzi probabilmente invece diAzchir, farò rammentare, la lezione primitiva sarà stata,Tazchir, rammenterai. (V. Geiger,Nachgelassen Schriften, IV, pag. 56;Merx,Nachwort im Genesis Tuchʼs, pag.cxvi;Iona ibn Ganach,Sefer harikma); e la correzione sarà stata fatta appunto per tentare una conciliazione fra questa legge che ammette la libertà di culto, e le altre che ne impongono al contrario lʼassoluto accentramento. Ad ogni modo però, anche accettando la lezione, quale ora lʼabbiamo, le parole «in qualunque luogo farò rammentare» significanodove darò occasione che si rammenti, dove sarò rammentato, e così spiegano i più ragionevoli commentatori (Rosenmüller,Knobel,Reuss,Ewald,Alterthümer3aediz., p. 162.De Wette,Opuscula Theologica, pag. 164). I talmudisti traggono da questo passo tuttʼaltro significato: vi hanno voluto trovare la proibizione di proferire il tetragramma fuori del tempio, perchè al verborammentaredanno il significato dimenzionare, quindiproferire, e il nome divino è per loro soltanto il nome per eccellenza, il tetragramma. (Mechiltà,Jtrò, § 11;Sotà, 38a). Ognuno vede quanto questa interpretazione sia arbitraria e priva di ogni fondamento.[21]Per meglio dimostrare quanto asseriamo gioverà riportare tradotto il commento tradizionale ebraico. «Sino che non fu eretto il tabernacolo erano permessi gli altari, e il culto [era ministrato] dai primogeniti; da che fu eretto il tabernacolo, furono proibiti gli altari, e il culto fu ministrato dai sacerdoti; sino che non arrivarono a Shilò, furono permessi [di nuovo] gli altari; da che vennero a Shilò, furono proibiti; giunsero a Nob e a Ghibʼon, furono di nuovo permessi; vennero a Gerusalemme, gli altari furono proibiti, e più non furono permessi». (Sifré,ii, § 65, cfr.Zebaḣim, 112b).[22]I commenti rabbinici tentano conciliare questa contraddizione, interpetrando che gli animali bovini potevano immolarsi non per il sacrifizio pasquale propriamente detto, ma per i conviti festivi chiamati nel TalmudḢaghighà, dei quali però il testo biblico non parla per nulla. (VediSifré,ii, § 129,Mechiltà,Bo, § 4,Pesaḣim, 70b.) Altra conciliazione anche più sofistica o proposta nellaMishnà(Menaḣoth, 82a).[23]VediSifràin locum,Menaḣoth45b. Questa stessa conciliazione è proposta anche dal Delitzsch (Genesis, 4aediz., pag. 43).[24]Sifré,i, § 118;Mechiltà, Bo, § 18;Bechoroth, 5b.[25]Sifré,i, § 62,Ḣolin, 24a.[26]Secondo il Talmud, oltre queste rendite i sacerdoti ne avrebbero avuta unʼaltra chiamataterumà ghedolà(offerta maggiore), tolta da qualunque prodotto, e che non avrebbe potuto essere meno di un 60o(Mishnà,Terumoth,IV, 3).[27]Dal censimento del Numeri (ii, 32) resulterebbe che le altre tribù tutte insieme davano poco più di 600,000 uomini al di sopra di 20 anni, mentre la tribù di Levi (ivi,iii, 43) avrebbe dato poco più di 22,000 maschi al di sopra di un mese. Approssimativamente dunque si può calcolare che essa fosse un cinquantesimo di tutto il popolo (cfr.Reuss,Geschichte der heiligen Schriften, § 294).[28]V. Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 67.[29]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine,Qiddushin, 15a.[30]Sifrà,xx, 21,Jebamoth, 55a.[31]Ewald,G. d. V. J., 3aediz., I, pag. 111.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 112.[32]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 3;Tuch,Die Genesis, pag.xl.[33]Lenormant,La Genèse, pag.xv.[34]Schrader, nellʼEinleitungdel De Wette, 8aediz., pag. 274.[35]Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,Jahrbücher für deutsche Theologie, XXI, pag. 392, XXII, pag. 407.[36]Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 231. Il Wellhausen (op. cit., XXII, pag. 407 e seg.) distingue il codice sacerdotale nella forma presente dal primitivo scritto dei Quattro Patti.[37]Dillmann,Die Genesis, 3aediz., pag.x.[38]Schrader, l. c.[39]Bleek,Einleitung, 4aediz. § 42 e seg.Tuch, op. cit., pag.li.[40]Ewald, op. cit., pag. 148, 156.[41]Schultz.[42]Dillmann, op. cit., pag.xii.[43]Ewald, op. cit., pag. 144.[44]Knobel,Numeri, Deuteronomium und Josua, pag. 532. Questa critico ammette come uno dei documenti originali anche un altro scritto che sarebbe stato ilLibro delle guerre di Jahveh(cfr.Numeri,xxi, 14).[45]Schrader, l. c.[46]Schultz.[47]Dillmann, op. cit., pag.xi.[48]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 392.[49]De Wette, Ewald, Bleek, Nöldeke e altri.[50]Graf, Reuss, Wellhausen, Kuenen nei più recenti suoi scritti.[51]Elohimè il nome generale di Dio: dicendo a Mosè cheè Jahveh, vuole rivelargli il proprio nome come Dio nazionale degli Ebrei; ma fino allora, secondo la tradizione accolta da questo scrittore, il nome col quale si era rivelato ai patriarchi eraEl Shaddai, cioèDio potentissimo.[52]Tutto il passo che si trova qui nel testo è altra interpolazione che interrompe il discorso fra Jahveh e Mosè (Reuss;Kayser,Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 38 e seg.).[53]Die sieben Gruppen mosaicher Gesetze, pag.VII.[54]IlChethibhnel Deuteronomio hasuo comando.[55]D.osserva.[56]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[57]D. aggiunge:e il tuo bove, e il tuo asino, e tutto eco.[58]D. aggiunge:acciocchè riposi il tuo servo e la tua serva come te.[59]A tutto questo versetto D. sostituisce:e rammenterai che servo fosti nella terra dʼEgitto, e ti fece escire Jahveh tuo Dio di colà, con mano forte, e con braccio teso, per ciò Jahveh tuo Dio ti comandò di fare il giorno del sabato.[60]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[61]D. aggiunge:e acciocchè sia bene a te.[62]In D. invece cheShaqerè il sinonimoShav.[63]D.:la moglie.[64]D. non ripete lo stesso verbo, ne sostituisce un altro che ha significato affine,tithavvèinvece chethaḣmod.[65]D.:la casa.[66]D. aggiunge:il suo campo.[67]Macchoth, 24a.[68]Sefer hammizvoth, parte I, § 1, parte II, §§ 1–5.[69]LʼAbrabanel si è studiato di togliere questa difficoltà, distinguendo fracomandamentiesentenze, e dicendo che queste sono dieci, quantunque alcuna di esse contenga più comandamenti.[70]Questa opinione è in sostanza ammessa da alcuni critici fra i più indipendenti e arditi.V. Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 66, II, pag. 55, n. 4.[71]LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 66;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 77.[72]Kuenen,The Religion of Israel;Reuss,Histoire des Israélites, pag. 12–14.LʼHistoire Sainte et la Loi, pag. 87, n. 2;Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., §§ 73, 77, 139;Tiele,Histoire comparée des anciennes religions, lib. 3o, capp.x,xi,xii.[73]Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 17–22;Reuss,Hist. des Israélites, pag. 32.[74]Rosh Hasshanà, 29a. I dottori del Talmud hanno prevenuto lʼobbiezione e hanno creduto di rispondervi, dicendo che gli Ebrei guarivano dai morsi velenosi, quando innalzavano i loro occhi e la. loro mente al cielo, cosa che veniva fatta, guardando lʼimmagine del serpe posta sopra un alto stendardo.[75]È stato proposto ancora di togliere del tutto questʼultimo comando dalla originale composizione del Decalogo, e allora per compire il numero di dieci si tiene come terzo comando la proibizione di farsi immagini per adorarle. (V. Meier,Geschichte der poetischen national Literatur der Hebräer, pag. 43).[76]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 19;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 183 seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 290.[77]Graf, op. cit., p. 8;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, Jahrb. f. d. Theol., XXII, pag. 464.[78]Op. cit., l. c.[79]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 559.[80]EinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 188.[81]Il Dillmann invece tiene per la maggior parte i primi 19 versi del 2oElohista con interpolazioni jehovistiche, e il frammento 20–25 del Jehovista. Cfr.Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, pag. 556 e seg.[82]Molti tentativi sono stati fatti dai critici, fra i quali designarne principalmente quelli del Wellhausen (op. cit, pag. 556) e del Bruston (Les quatre sources des lois de lʼExode, Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, juillet 1883). Questʼultimo, come indica il titolo del suo scritto, vuole dividere in quattro gli scritti originali, che cronologicamente si sarebbero succeduti nel seguente ordine: 1. il 1oJehovista; 2. il 1oElohista; 3. il 2oJehovista; 4. il 2oElohista. Dovremo più innanzi esaminare meglio questa ipotesi in alcuni dei suoi particolari.[83]LʼIsaacita per conciliare per quanto è possibile tante ascensioni, fa che anche questa sia avvenuta prima della promulgazione del Decalogo. Cfr.Talmud B. Shabbath, 88a.[84]Popoli abitatori della terra promessa.[85]Imagini della dea Asherà, rappresentata in origine da un semplice palo o da una colonna di legno posta presso lʼaltare di Baal, di cui era il principio femminino. (Merx,Asherà,Bibel–LexikondiSchenkel;Baudissin,Studien zur semitischen Religionsgeschichte, II, pag. 218 e seg.).[86]Qui pare si debba intendere che i primogeniti dovevano offrirsi, o in natura o mediante il riscatto, in quelle tre feste annuali (v. 23), nelle quali gli uomini si recavano in alcuni dei luoghi consacrati al culto.[87]Secondo lʼinterpretazione talmudica la proibizione è estesa a qualunque specie di carne con qualunque specie di latte (Ḣolin, 103b, 133), e in egual modo intendeva questo passo il Michaelis (Mosaiches Recht, § 205). Ma è certo che il significato letterale del precetto è ben diverso. Probabilmente si voleva con esso proibire soltanto un uso crudele, quale sarebbe stato quello di cuocere un tenero animale con lo stesso latte che per legge di natura dovrebbe servirgli di nutrimento. (Cfr.Saalschütz,Das mosaiche Recht, cap.xvii, § 5;Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,ix, 1). Altri hanno supposto che questo fosse un uso superstizioso di popoli idolatri, dal quale il legislatore voleva tener lontani glʼIsraeliti (Maimonide,Guide des Egarés, parte terza,xlviii).[88]Il primo a proporre questa ipotesi fu il Göthe (Zwo wichtige bisher unerörterte biblische Fragen). Lʼadottarono poi molti altri, come lʼHitzig (Ostern und Pfingsten im zweiten Decalog), lʼEwald (Geschichte d. V. I., II, pag. 238), il Reuss (LʼHistoire Sainte et la Loi, II, pag. 94 e seg.), il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 28), il Wellhausen (op. cit., xxi, pag. 455), il Vernes (Rev. de lʼHistoire des Religions, 1883, pag. 68).[89]Op. cit., XXI, pag. 554.[90]Che ilxxxiv, 10–26 sia tolto dalxxiiie non viceversa è opinione anche del Geiger (Nackgelassene Schriften, IV, pag. 247), del Maybaum (Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19, n. 1) e del Bruston (Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, 1883, pag. 348, 361).[91]Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 184.[92]Bertheau,Die sieben Gruppen der mosaischer Gesetze, pag. 21–76;Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 348–352;Ewald,Geschichte d. V. I., II, pag. 224–239.[93]Quando esporremo questa parte della legislazione del Levitico esamineremo i diversi modi in cui è stata intesa dal Talmud e dai critici.[94]Per quanto il Talmud non conceda ai creditori diritto sulla persona del debitore (Maimonide,Dei Servi,i, 1), due passi biblici provano il contrario (2oRe,iv, 1,Nehemia, v, 5).[95]Era questo il segno che portavano i servi in molti paesi dellʼOriente, come si sa anche da scrittori classici (Petronius Arbiter,Satirarum Reliquiae, Berlino, 1862, § 102, pag. 59;Juvenalis,Satirae,I, v. 104.)[96]Senza pagare alcun riscatto.r97[97]Sʼintende che lo dovesse condurre in uno dei luoghi sacri al culto, nei quali risiedevano i magistrati per rendere giustizia.[98]Maimonide,Dei Servi,I, 3.[99]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 17.[100]Qiddushin, 14b.[101]Ibidem, 17b.[102]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[103]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 22. Vedremo a suo luogo quando spiegheremo il testo del Levitico,xxv, 41, che la stessa mitissima e umana interpretazione è stata data dal Talmud rispetto ai figliuoli dello schiavo.[104]Qiddushin, 14b.[105]Ibidem, 20a.[106]Mechiltà, ivi, § 2,Qiddushin, 15a.[107]Così a ragione intende anche il Saalschütz (Das Mosaische Recht, cap. 101, nota 901) contro lʼopinione del Bertheau (Sieben Gruppen Mosaïscher Gesetze, pag. 22) e del Salvador (Institutions de Moïse,VII, 5), i quali vorrebbero che la donna ebrea fatta dal padrone sposare al servo compisse i suoi sette anni di servitù, e poi escisse libera con i figli. Ma questo non appare dal testo; è anzi contraddetto dal v. 6.[108]Mechiltà, ivi;Qiddushin, ivi. Che in tal modo fosse interpretata la legge da un certo tempo in poi si vede anche da Giuseppe Flavio (Ant., iv, 8).[109]Maimonide,Degli Schiavi, cap.ii, § 2, 3.[110]Qiddushin, 17b.[111]Mechiltà,Neziqin, § 2;Qiddushin, 22a.[112]IlKerìha il pronome dativo come noi traduciamo, ilChethibha invece la particela negativa non, e allora bisognerebbe tradurre:in guisa che non la destini a sè, come traducono il Rosenmüller, il Luzzatto e il Bunsen. I codici deilxxdanno anchʼessi varie lezioni. Delle altre antiche traduzioni, solo la caldaica haa lui, le altre hannonon. Nel contesto certo si adatta meglio la lezione da noi preferita (cfr.Geiger,Urschrift, pag. 187–190).[113]Percarnesʼintende il nutrimento, usata quella parola in senso generale di cibo.[114]Così intende Samuele ben Meir: invece il Talmud e i più dei commentatori si antichi che moderni intendono il concubito; ma a lato del nutrimento e del vestire sembra più ragionevole che la legge abbia parlato anche della abitazione.[115]Il Saalschütz (op. cit., cap. 101, § 11) a torto sostiene lʼipotesi tutta sua che nel Deuteronomio si parli soltanto di donne già serve vendute dal primo padrone ad un altro. Se la legge avesse trattato solo di questo caso, avrebbe dovuto farlo intendere, mentre dice in generale senzʼalcuna distinzione: «Quando si vendesse a te il tuo fratello ebreo, o lʼebrea».[116]LʼIsaacita, Samuele ben Meir, Aben Ezra, Rosenmüller, Reuss, Knobel, Bunsen, Luzzatto, Reggio. Il Nachmanide le riferisce al padre.[117]Vedi lʼIsaacita e gli altri interpetri.[118]Mechiltà,Neziqin, § 3;Sotà, 23.[119]Mechiltà, ivi;Sotà, ivi.[120]Maimonide,Dei Servi,IV, 2.[121]Mechiltà, ivi. Questa interpretazione talmudica si appalesa in contraddizione col passo di Nehemia (v, 5), ove si parla di aver venduto per povertà i figli di ambedue i sessi.[122]Mechiltà, ivi.Qiddushin, 14b.[123]Qiddushin, 17.[124]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[125]Secondo il concetto religioso, tutto accade per volere di Dio; è quindi la Provvidenza, per suoi fini segreti, la quale fa si che casualmente un uomo sia ucciso dallʼaltro.[126]Macchoth, 12a.[127]Sanhedrin, 40b, 41a.[128]Ibidem, 81b.[129]Ibidem, 76b.[130]Cfr.Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,vii, 3.[131]Mechiltà,Neziqin, § 95;Sanhedrin, 84b;Babà Qamà, 86a.[132]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 66a;Shebuòth, 35.[133]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[134]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 84b.[135]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 53a. È opportuno avvertire che per i talmudisti lʼesecuzione della pena capitale si faceva in quattro modi, cioè la lapidazione, il bruciamento, il taglio del capo, e la strangolazione (vediSanhedrin, 49b). Lʼordine con cui sono enunciati rappresenta per essi la maggiore o minore gravità del modo di esecuzione, procedendo dal massimo al minimo. Per cui quando il testo non specifica il modo, si doveva applicare la strangolazione. Ma talvolta anche quando il testo non specifica, come nel caso di chi maledice i genitori, i talmudisti, con sottili argomentazioni e tutte proprie a loro, spiegano perchè si dovesse preferire lʼuna specie di esecuzione allʼaltra. Nel Levitico (xx, 9), per il bestemmiatore dei genitori, dopo la sanzione della pena di morte, è scritto:il suo sangue sia sopra di lui, perchè egli stesso col delitto è cagione della propria morte. Ora, siccome questa frase è usata anche per i fattucchieri, contro ai quali chiaramente il testo stabilisce che si debba applicare la lapidazione (ivi, 27), i talmudisti ne hanno concluso che lo stesso modo di esecuzione è da usarsi per tutti quei colpevoli rispetto ai quali si trova una frase eguale. Ma forse i talmudisti con tale sottigliezza volevano soltanto trovare una origine scritturale a un uso già invalso nella esecuzione della giustizia.[136]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[137]Babà Qamà, 83b.[138]Ibidem.[139]Maimonide.Haḣobel vehammeziq,Della lesione e del danno,ii, 10.[140]Babà Qamà, 86.[141]Mechiltà,Neziqin, § 6;Sanhedrin, 78.[142]Mechiltà, ivi;Isaacitain locum.[143]Ibidem.[144]Mechiltà, ivi, § 7; cfr.Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2.[145]Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2;Mayer,Die Rechte der Israeliten, Athener und Römer, § 132. Così era anche presso gli Egiziani (Diodoro Siculo,i, 77). Il Diodati però e con lui il Michaelis (Mosaiches Recht, § 126) e alcuni dei moderni interpetri (Knobel, Keil, Rosenmüller, Reuss, ecc.) intendono differentemente, e vogliono che la pena secondo la diversità delle circostanze fosse determinata dalla potestà giudiziaria (cfr.Dillmannin locum). LʼEwald si restringe a osservare che nel testo la pena non è specificata (Alterthümer d. V. I., 3aediz., p. 282). Il Salvador (op. cit.,vii, 5) traduce:il est puní de mort. Questo è fare troppo a confidenza con i testi.[146]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 52b. Concordano in questa interpretazione la maggior parte dei commentatori ebrei, anche i più indipendenti dalla esegesi tradizionale, come lʼAben Ezra fra gli antichi, il Reggio e il Luzzatto fra i moderni.[147]Mechiltà, ivi;Maimonide,Dellʼ Omicida,ii, 10–12.[148]Così intendono Giuseppe Flavio (Ant.,iv, 8), laMechiltà, la Vulgata, Samuele ben Meir, lʼAben Ezra, il Reggio e il Luzzatto. Altri non credono che la parolaAsondel testo significhi morte, ma danno in genere, e spiegano il v. 22 nel senso che non si cagionasse danno nè alla donna nè al feto (Keilin locum). Ma questa interpretazione è da rigettarsi, perchè se danno alcuno non fosse cagionato, a quale multa potrebbe giustamente essere condannato il percussore? Nè più accettabile e la interpretazione di alcuni commentatori (Knobel;Evald,Altherthümer, pag. 234, n. 4;Dillmann), che staccano del tutto il v. 23 dal precedente, come se quello considerasse non più il singolo caso della donna incinta, ma le lesioni in genere cagionate in rissa. Chi legge però con attenzione il testo vede che i due versetti costituiscono fra loro due proposizioni alterne che considerano i due casi, o di aver prodotto colla percossa la morte, o di non averla prodotta. E se poi nei versi seguenti si parla della legge del taglione, ciò si spiega, perchè lo scrittore, invece di seguire un ordine dʼidee rigorosamente logico e dominato da un concetto regolatore, fa come tutti i Semiti, che si lasciano troppo spesso trascinare dalla associazione delle idee. LʼEwald e chi lo ha seguito hanno voluto nella mente di uno scrittore semita portare le regole con cui compongono gli Ariani; e però non hanno rettamente inteso.[149]Maimonide,Della lesione e del danno,iv.[150]Mechiltà, ivi, § 8;Sanhedrin, 79;Chethuboth, 35.[151]Maimonide,Dellʼ Omicida,iv.[152]VediGiuseppe Flavio,Ant., iv, 8. Sappiamo che lo stesso accadde presso i Romani (Institut.,iv, c. 4, § 7). Cfr.Michaelis, op. cit., v, § 240;Saalschütz, op. cit., cap. 57.[153]Così intende anche il Diodati (Commenti in questo luogo), e pare che di eguale avviso fosse il Salvador (Loi de Moïse, 1repartie, liv.iv, chap.ii, §v).[154]Mechiltà,Neziqin, § 8;Babà Qamà, 83b, 84a. Non fu però questa interpretazione accettata senza una penosa e sottile discussione, come può vedersi nel luogo citato del Talmud. E pare che Rabbì Eliezer opinasse per la pena del taglione nel caso della lesione dolosa, per la multa in quello della lesione involontaria. Cfr. le note del Weiss nel citato luogo dellaMechiltà.[155]Maimonide,Dei Servi,i, 1.[156]Mechiltà, ivi, § 9;Qiddushin, 20a.[157]Aben Ezra;Rosenmüller;Saalschütz, op. cit., cap. 76, § 3.[158]Mechiltà, ivi,Qiddushin, 16a, 24 e seg.[159]Un siclo è da valutarsi poco più che tre delle nostre lire. (Munk,Palestine), pag. 403.[160]È stranissima in questo punto lʼinterpretazione rabbinica che vuole con le parolefiglioofigliasiano compresi nella legge anche i fanciulli, quasi potesse supporsi che nelle parole uomo o donna non si comprendessero i danni recati ai minorenni. (Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 43b).[161]Mechiltà, ivi, § 10;Babà Qamà, 54b.[162]Babà Qamà, 33a.[163]Mechiltà, ivi, § 10,Babà Qamà, 27a40a,Macchoth, 2. I dottori del Talmud hanno disputato (ivi) se la multa dovesse valutarsi secondo il valore dellʼoffensore o dellʼoffeso. La disputa in questo caso non è priva dʼimportanza; perchè, secondo la prima opinione, sarebbe un vero riscatto che lʼuccisore pagherebbe per redimere la propria persona dalla morte, secondo lʼaltra opinione, la multa si ridurrebbe a una indennità. Nel Talmud si vuole però dimostrare che ad avviso di tutti si tratta di riscatto valutato soltanto in modo diverso.[164]LʼIsaacita, lʼAben Ezra, Rosenmüller, Reggio, Luzzatto.[165]Babà Qamà, 49b.[166]Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 10b.[167]Luzzatto, Commento in questo luogo.[168]Mechiltà, ivi, § 12.Babà Qamà, 79b. È troppo puerile la ragione addotta da altro dottore nel Talmud che la pena sarebbe stata minore nel furto del bestiame minuto, perchè il ladro dura fatica a caricarlo addosso. E quale criterio giuridico sarebbe questo di misurare la pena a seconda del disagio patito dal reo nel commettere il delitto?[169]Aben Ezra, Samuele Ben Meir, Diodati, Reggio, Rosenmüller, Luzzatto, Dillmann, Keil, Reuss.[170]In questo senso metaforico i talmudisti interpretano la frase del testo:se è sorto il sole.[171]Mechiltà, ivi, § 13,Sanhedrin, 72;Maimonide,Del furto, cap.ix.[172]Qiddushin, 18a.[173]Maimonide,Del Furto,iii, § 12.[174]Sotà, 23.[175]Mechiltà,Neziqin, § 4, 5, 6, 14;Sanhedrin, 85b.[176]Qiddushin, 18a.Maimonide,Del Furto,iii, 14.[177]Qiddushin, ibidem.Maimonide, ibidem.[178]Mechiltà,Neziqin, § 12;Babà Qamà, 62b.[179]Babà Qamà, 2b, 3a.[180]Samuele Ben Meir, Luzzatto, Dillmann.[181]Mechiltà, ivi, § 14;Babà Qamà, 6b, 7a.[182]Maimonide,Dei danni pecuniarii,viii, 10.[183]Queste sono le parole di più che contiene la versione alessandrina dopo quelle del testo ebraico:campo altrui:ἀποτίσει ἐκ τοῡ ἀγροῡ κατὰ τὸ γέννημα ἀυτοῡ, ἐὰν δὲ πάντα τὸν ἀγρὸν καταβοσκήση. Egualmente suona lʼaggiunta della versione samaritana.[184]Cioè il depositario.[185]Vedi sopra, la nota97, pag. 90.[186]Così intendono ilxx, la Vulgata, lʼIsaacita, lʼAben Ezra, il Rosenmüller, Dillmann, il Keil e altri; ma il Luzzatto interpreta invece che lʼinnocenza del depositario doveva farsi chiara per ricerche giuridiche del tribunale.[187]La giustizia tenuta come divina per il luogo dove si amministrava.[188]Mechiltà,Neziqin, § 16;Babà Meziȁ, 94b.[189]Ibidem.[190]Mechiltà, l. c.[191]Nel Talmud con ispirito quasi di critica moderna fu proposta anche lʼipotesi che questo verso sia fuori del suo luogo. Ipotesi del resto fatta dagli antichi dottori ebrei anche per altri passi della Scrittura (Babà Qamà, 107;Sanhedrin, 2).[192]Mechiltà, ivi, § 15;Babà Qamà, 107;Babà Meziȁ, 3;Shebùoth, 42;Chethuboth, 18.[193]Maimonide,Dellʼattore e del convenuto, I, § 2.[194]Questo principio fu prima oggetto di discussione fra due dottori, volendo invece Rabbì Meir che chi paga il nolo fosse esente da ogni indennità in qualunque caso (Babà Meziȁ, 80b), ma fu deciso come lʼopinione contraria di Rabbì Jehudah (vediBabà Meziȁ, 93a). La Mishnà in una forma breve ha espresso le esposte distinzioni. Non dispiacerà forse vederla nella traduzione latina pubblicata dal Surenhusio: «Quatuor custodum genera sunt, custos gratuitus, qui mutuo petit, qui mercedem recipit, et qui conducit; custos gratuitus jurabit pro omnibus; qui mutuo petit, solvet omnia; qui mercedem recipit, et qui conducit, jurabunt pro pecude confracta, et pro mortua, et solvent rem amissam vel furto ablatam».[195]Altri ha creduto di dover annoverare questa legge fra quelle concernenti la proprietà (vediDillmann), perchè la figlia non maritata è come proprietà del padre. Ma lʼobbligo che si vuole imporre al seduttore di sposarla, quando il padre acconsenta, cʼinduce a porre questa legge piuttosto fra quelle che concernono la morale.[196]Mechiltà,Neziqin, § 17;Chethuboth, 10a.[197]Mechiltà, ivi;Chethuboth, 39b;Qiddushin, 46a.[198]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 67.[199]Lascio qui, come altrove, il trapasso dal singolare al plurale, idiotismo proprio dellʼebraico, come il trapasso dallʼuna allʼaltra persona.[200]Mechiltà, ivi, § 19.[201]Babà Meziȁ, ivi.[202]Maimonide,Dei Sinedrii,xix, § 4.[203]Il testo direbbe alla letterala tua pienezza,e la tua lagrima, intendendo forse dʼincludere in queste frasi i prodotti solidi come tutti i cereali e le frutta, e quelli liquidi, come il vino e lʼolio. È impossibile in questo caso una traduzione letterale, che non darebbe senso. Il pseudo Jonathan traduce: «Le primizie dei tuoi frutti, e le primizie del vino del tuo tino»; e ilxx:ἀπαρχὰς ἄλωνος καὶ ληνοῦ σου, cogliendo in questa maniera il vero significato. La Vulgata poco diversamente traduce: «Decimas tuas et primitias tuas».[204]Del passo del Leviticoxxvi, 29, che da alcuno è stato inteso come se permettesse i sacrifizii umani, parleremo più innanzi a suo luogo.[205]Mechiltà, ivi, § 20;Sanhedrin, 2a.[206]Intendi: il primo moto dellʼanimo tuo, il sentimento istintivo, ti porterebbe a non soccorrerlo.[207]VediHupfeld,De primitiva et vera temporum et feriatorum apud Hebraeos ratione festorum, III, pag. 10 e seg.;Graf,Die geschichtlichen Bücher des Alten Testaments, pag. 79;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 119;Bunsen,Bibelwerk, nella traduzione;Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, pag. 277;Horst,Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 64;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 176, II, pag. 64.[208]Lo schiavo: bellissima frase, e in tutto rispondente a quella italiana:respirare,prender fiato.[209]Nel presentarsi a celebrare la festa nei luoghi santificati al culto si dovevano portare dei sacrifizi, non doveva andarvisi a mani vuote.[210]Die Composition des Hexateuchs,xxipag. 556 e seg.[211]Geshichte d. V. J., I, 3aediz., pag. 103–111.[212]Op. cit.,xxi, pag. 559.[213]Les quatre Sources des Lois de lʼExode nella Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne 1883, n. 4.[214]Vernes,Les debuts de la nation juivenellaRevue de lʼHistoire des Religions, tom. VII, N. 3, mars–juin 1883.[215]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 94.Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 195,Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxi, pag. 392.Kayser,das Vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 112.[216]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 50;Kayser, op. cit., pag. 54.Wellhausen, op. cit.,xxi, pag. 550.[217]I versi 11–13 sono frammento della legge jehovistica inserito dallʼultimo compilatore in quella elohistica. Ciò apparisce principalmente dal ritornare una seconda volta sul comando di tingere di sangue gli stipiti, dandone una ragione troppo antropomorfica, aliena dal concetto dello scrittore elohista, e dal formare questi tre versi una interruzione fra il 10 e il 14; perchè in quello è compiuto logicamente quanto concerne il sacrifizio pasquale, e in questo si comincia a dire della festa delle azzime: cfr.Kayser, op. cit., pag. 45 e seg.[218]Reuss, op. cit.,i, pag. 199, 267,Die Geschichte d. h. Schriften A. T., § 213–216:Kayser, op. cit., pag. 197.[219]Zum Gesetz und zum Zeugniss, pag. 11.[220]Hupfeld,Osterprogramm, 1858, pag. 9;Ewald,Geschichte d. V. I., 3a, I, pag. 104.[221]Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 341 e seg.;Fürst,Geschichte der biblischen Literatur, I, pag. 288 e seg.[222]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 29;Reuss,Geschichte der heiligen Schriften A. T., § 200;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19–20.[223]Cfr.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 248 e seg.[224]Kuenen,The Religion of Israel, I, pag. 132.[225]Nel passo di Samuele 1o,xiv, 3, le parolesacerdote di Jahveh in Shilòsono apposizione di Elì, ultimo nominato, non di Aḣijjà sacerdote contemporaneo di Saul; e però non se ne potrebbe argomentare lʼesistenza tuttora in Shilò di un luogo di culto. (Cfr.Thenius, commento in questo luogo.)[226]Il luogo parallelo del 2olibro delle Croniche (i, 3) aggiunge che in Ghibʼonera il tabernacolo di Dio edificato da Mosè servo di Jahveh nel deserto, e che Salomone offrì i suoi sacrifizi sullo stesso altare di rame che era stato costruito da Bezalel. Ma lʼautore più antico del libro dei Re non sa nulla di tutto ciò, e chiamaBamàil luogo consacrato al culto di Ghibʼon, mentre tal nome non avrebbe potuto darsi allʼofficiale e ritualmente comandato tabernacolo. È chiaro pertanto che lʼaggiunta delle Croniche fu posta dallʼautore per adattare i fatti al concetto sacerdotale già prevalso, che sino dai tempi mosaici fosse imposta dal rito lʼunità del culto. Lo stesso cronichista è obbligato a riconoscere che lʼarca non si trovava in questo immaginario tabernacolo. E come, si domanda, avrebbe potuto non trovarcisi se questo fosse esistito? VediReuss,Cronique ecclésiastique de Jérusalem, pag. 124.[227]Cfr.Stähelin,Versuch einer Geschichte der Verhältnisse des Stammes Levi. ZDMG, 1855, pag. 704–730.[228]Sembra essere provenuta da solo errore grafico la lezione masoretica del Deuteronomio (v. 13)Raʼahinvece cheDaʼah, come leggesi nel Levitico, tanto più che le due lettereD Rhanno tanto nel carattere samaritano quanto in quello ebraico forma molto simile e da potersi facilissimamente scambiare.[229]Tacitus,Historiae, v, 3;Justinus,xxxvi, 2. Giuseppe Flavio riporta la stessa cosa nel trattato contro Appione,i, 34, come una favola di scrittori malevoli.[230]Vedi il fatto di Mirjam punita da Dio con la lebbra (Num.,xii, e seg.), e lʼaltro di Gheḣazi servo del profeta Eliseo punito nello stesso modo (2oRe, v. 27). Cfr. ilMidrash Vaiqrà Rabbà, Sez. 16.[231]Cfr.Kleinert,Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, 2teUntersuchung, pag. 77 e seg.[232]Mosaisches Recht, § 211.[233]Rosenmüller,Scholia in Leviticum,xiii, 47;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 138, n. 5.[234]Vedi i citati autori.[235]Zur Charakteristik und Geschichte des Priestercodex und Heiligkeitsgesetzes. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1884, pag. 129 e seg.[236]Sifré, I, § 25,Nazir5a.[237]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 75–83;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 250 e seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 369.[238]Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, 265 e seg.;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 77; anche il Nöldeke (Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 63 e seg.) ammette che lʼautore di quello che per lui è ilGrundschriftsi sia qui valso di una antica raccolta di leggi.[239]A suo luogo esamineremo il significato di questa frase.[240]Secondo lʼopinione delKayser(Das vorexilische Buchecc., pag. 69) sarebbe interpolato anche il verso 5; ma non ci sembra ciò necessario, perchè in questo verso non si accenna a nessun rito particolare.[241]Peah, ossia,De Angulo Agri.[242]Seguo lʼinterpretazione del Bartenora; il Maimonide, e Abraham Ben David intendono che sia il sommacco, ma questa pianta non produce frutto mangereccio.[243]V.Sifrà,Qedoshim, I,Peah, I, 4, 5.[244]Peah, ivi, 2.[245]Peah,vii, 4, 7,Sifrà,Qedoshim, 3;Maimonide,Dei Doni ai Poveri,iv, 21.[246]Sifrà,Qedoshim, § 2;Sanhedrin, 86.[247]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 27b.[248]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 105b.[249]Sifrà, l. c., secondo il commento di Abraham Ben David;Babà Qamà, 105b.[250]Sifrà, l. c.[251]Sifrà, l. c.,Babà Meziȁ, 111a.[252]Babà Qamà79b, secondo lʼinterpretazione del Maimonide nel cap. i, § 3,Del Furto.[253]Sifrà, l. c.[254]Sifrà,Pesaḣim, 22,ʼAbodà Zarà, 6.[255]Sifrà, l. c.,Chethuboth, 46a,Babà Qamà99b,Sanhedrin31a.[256]Sifrà, l. c.;Sanhedrin, 73.[257]Sifrà, l. c.;ʼErachin16b.[258]Sifrà, l. c.;ʼErachin, l. c.[259]Sifrà, l. c.;T. G. Nedarim, cap. 9.[260]La parola del testoShaʼatnezè oscura, e dʼincerta derivazione. Il Deuteronomista nel luogo a questo parallelo (xxii, 11) lʼha spiegata in parole ebraiche, come noi qui traduciamo. La spiegazione parve vera allʼEwald, che credè averne trovata la derivazione in due parole copte. (Altherthümer, pag. 215).[261]Pei versi 20–22 vedi più sotto.[262]Che i vv. 21, 22 siano posteriore aggiunta del compilatore lo ammettono il Kayser (op. cit., pag. 69) e il Wellhausen (Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427), e che non appartenessero originariamente al nostro capitolo lo dice anche il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 78 in nota).[263]Sifrà, l. c.,Cherithot, 11a.[264]Sifrà, l. c.;Ghitin, 41b,Cherithot, 11a.[265]Chilaim, oDe Heterogeneis;ʼOrlà, oDe Arborum Praeputiis.[266]La diversità di lezione è facilmente spiegabile, perchè la medesima preposizione può significaresopraecon, e frahaddam,il sangue, eharim,montinella scrittura ebraica lʼequivoco è facile.[267]Sifrà, ivi, § 3;Sanhedrin, 63a.[268]Sifrà, l. c.;Nazir, 40b,Qiddushin, 35b,Macchoth, 21a.[269]Cfr.Dillmann, commento in questo luogo.[270]Caro,Shulhan ‛Aruch, II, § 340.[271]Sifrà,Shemini;Moʼed Qatan, 24a.[272]Genesi,xxvii, 34; 2oSamuel,i, 11; 1oRe,xxi, 27; 2oRe,ii, 12;v, 7;vi, 30;xix, 1;xxii, 11;Ezra,ix, 3, 5.Ester,iv, 1.[273]Sifrà, l. c.,Jebamoth, 6a,Babà Meziȁ, 32.[274]Misura dei solidi, in ispecie dei frumenti.[275]Misura dei liquidi.[276]Sifrà, l. c.;Babà Meziȁ, 58.[277]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427.[278]Sifrà, l. c. § 1;Vaiqrà Rabbà, § 24.[279]Cfr.Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,xxii, pag. 428. Questo autore però, mentre riconosce essere una glossa i vv. 4 e 5, propende piuttosto a tenere come aggiunta del compilatore tutta la prima parte del capitolo, cioè i vv. 1–9.[280]Vedi lʼIsaacita sul Genesixviie sul Talmud Bab.Cherithoth, 7aeShabbath, 25b. In questʼultimo luogo vedi anche i Tosafisti.[281]Sanhedrin, 52a.[282]Ubi supra, 84b.[283]Ubi supra, 53a.[284]Sifrà,Qedoshim, § 10;Sanhedrin, 54a.[285]Cherithothin principio; cfr. ivi il commento dellʼIsaacita.[286]Shabbath, 64b.[287]Op. cit., pag. 47.[288]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, pag. 78.[289]Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 69.[290]Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 292.[291]Nome di un luogo, dove aveva speciale culto il Dio dei Moabiti Peʼor.[292]Da non confondersi colla cittadella di Gerusalemme, che esattamente trascrivendo dallʼebraico dovrebbe dirsi Zijjon piuttosto che Sion, come volgarmente dicesi.[293]Nome di un colle.—Si osservi che se quanto precede nel Deuteronomio fosse dello stesso autore, non vi sarebbe stata ragione di ripetere qui brevemente ciò che con estensione aveva sopra narrato (ii, 31–iii, 11).[294]La parola ebraicaTotafoth, che abbiamo tradottobende, è dʼincerta interpretazione, tanto più che si trova soltanto in questo e negli altri luoghi paralleli (Esodo,xiii, 16;Deut.,xi, 18). Vero è che in altro luogo parallelo anchʼesso (Esodo, ivi, 9) trovasi invece una parola che senzʼalcun dubbio significaricordo, ma nulla permette di dare aTotafothlo stesso significato. I più dei lessicografi la fanno derivare dallʼaraboTâfa, circondare; ma il Delitzsch la vuole simile allʼassiroTatâpuche avrebbe lo stesso significato. (The hebrew language viewed in the light of assyrian research, pag. 20.)[295]Sifrè,Deut., § 34;Berachoth, 2a, 10b.[296]Sifrè, l. c., § 35;Mechiltà,Bo, § 17, 18;Berachoth, 14b.[297]Sifrè, l. c., § 136;Menaḣoth, 28ae seg.;Shabbath, 32b.[298]Degli animali uccisi non per sacrifizio si dava il permesso di mangiarne senza osservare le leggi di purità, come mangiavansi i caprioli e i cervi, animali non atti a sacrificarsi.[299]Sanhedrin, 84b.[300]Sifrè, l. c. § 93–95;Sanhedrin, 16b, 111b, e seg.Babà Qamà, 82b. Secondo poi una tradizione talmudica, il fatto di una intiera città condannata per politeismo o idolatria non sarebbe mai avvenuto, nè potrebbe avvenire (Sanh., 71a).[301]De primitiva et vera temporum festorum et feriatorum apud Hebraeos ratione, III, pag. 21 e seg.[302]Nelle note in questo luogo.[303]Sifré, l. c., § 112–117;Shebiʼith,l.[304]Ghitin, 18a.[305]Sifré,Shebiʼithubi supra.[306]Questa costituzione dʼHillel è detta nel TalmudProzbol(vediSifrèeShebiʼith, l. c.), voce del cui significato si disputa fra glʼinterpreti. Probabilmente è corruzione del grecoπροσβολή,aggiunta, quasi voglia dire aggiunta fatta alla legge.[307]Shebiʼith,x, 9.[308]Sanhedrin,I, § 6,x, § 2, e f. 88b.[309]Ḣaghighà, 16.[310]Maimonide,De Synedriis,i, 3.[311]Sanhedrin,iii, § 1.[312]Ibidem,iv, § 2.[313]Sifré,ii, § 153.[314]Sanhedrin, f. 17a.[315]Ibidem, 36b.[316]Ibidem.[317]Ibidem, 24be seg.[318]Ibidem, 27 e seg.[319]Ibidem.[320]Ibidem, 88b.[321]Sanhedrin, 13b.[322]Sanhedrin,i, 1;Maimonide,De Synedriis,v.[323]Ibidem, f. 3a.[324]Sifré,ii, § 205; Ibidem, 2ae 14a, secondo lʼopinione di R. Jehudah prevalente contro lʼopinione contraria di R. Simeone, che sosteneva essere sufficienti anche soli tre.[325]Ibidem, 2ae 10b.[326]Ibidem, f. 36b.[327]Cfr.Saalschütz,Das mosaische Recht, pag. 58–64.[328]V. sopra, pag. 81.[329]Sanhedrin, 40 e 41.[330]Cfr.Knobel, commento su questo luogo;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 463.[331]Anche nella tradizione rabbinica alcuni opinarono che ai trattasse solo del Deuteronomio (Sifré,ii, § 160), sebbene poi prevalesse lʼopinione contraria che si trattasse di tutta la legge.[332]Antichità,iv, 8, 17.[333]Sanhedrin, 20b.[334]Sifré,ii, § 157;Maimonide,De Synedriis, v. 1;De Regibus,i, 3.[335]Sifré, ibidem.[336]Sifré, ibidem;Jebamoth, 45b. A tale proposito si narra nel Talmud che il re Agrippa, leggendo pubblicamente questo paragrafo della Scrittura, si dette a piangere, pensando che egli non era di origine ebrea, ma i dottori lo confortarono, esclamando ad alta voce: «nostro fratello tu sei» (Sifré, l. c.;Sotà, 41a). Non è ben certo poi se questo Agrippa fosse il primo o il secondo di tal nome. (Cfr.Derenbourg,Essai sur lʼHistoire et la Géographie de la Palestine, pag. 216, n. 4.)[337]Qiddushin, 82a.[338]Maimonide,De Regibus,i, 8, 9.[339]Horajoth, 11b.[340]Sifré,ii, § 157;Sanhedrin, 22a.[341]Maimonide,De Regibus,iii, 8, 9.[342]Sanhedrin, 21b.[343]Sanhedrin, ibidem.[344]Maimonide,De Regibus,iii, 2, 3, 4,De Synedriis,xix, 3.[345]Sanhedrin, 19a.[346]Maimonide,De Regibus,iii, 10.[347]Maimonide,De Regibus,iv;Sanhedrin, 20b.[348]Più innanzi, nella esposizione del codice sacerdotale, si vedrà in quale diverso modo fu inteso questo luogo dai talmudisti.[349]Questa pare la più probabile interpretazione da darsi al difficile v. 8. V.Aben Ezra,Reggio,Rosenmüller,Bunsen,Knobel,Herxheimer,Reussnei commenti su questo luogo.[350]Della Profezia nella Bibbia, Firenze, 1882.[351]Sifré,ii, § 170;Shabbath, 75a;Rosh–hasshanà, 24b;ʼAbodà Zarà, 18a, 43b;Sanhedrin, 68b.[352]Sifré, ivi, 175. Ammisero però che anche fra le altre nazioni furono alcuni profeti,Babà Bathrà15b.[353]Sifré,ii, § 177;Sanhedrin, 89a.[354]Sifré, ivi, § 175;Sanhedrin, 89b;Jebamoth, 90b.[355]È patente la contraddizione di questo passo con quello delIV, 41–43, ove si dice che Mosè aveva già destinato le tre città dʼasilo nel paese alla destra del Giordano. La interpretazione rabbinica, che nel cap.xixsi parli di tre città da destinarsi nella regione alla sinistra del Giordano, in aggiunta alle tre già destinate da Mosè, non resulta in alcun modo dalla piana intelligenza del testo. I rabbini poi erano così impacciati nella interpretazione conciliativa dei due testi, che alcuni vollero le città di rifugio dovessero essere in tutto nove, altri dodici, e altri quindici. (VediSifré,ii, § 185.Talmud Ger. Maccoth,ii, § 3,Tosaftà,Maccoth,ii.) Nè meglio quadra lʼinterpretazione di altri, i quali per le prime tre città indicate in questo luogo del Deuteronomio intendono quelle allʼoriente del Giordano, e per le seconde tre, quelle allʼoccidente. Imperocchè il legislatore non potrebbe imporre di fare una cosa che già da Mosè era stata fatta. Di necessità dunque bisogna concludere che il passoiv, 41–43, è di autore diverso da quello della parte legislativa del Deuteronomio. Tutto questo argomento poi delle città dʼasilo sarà esposto più estesamente quando esamineremo il cap.xxxvdel Numeri.[356]Sebbene questa legge non segua nel testo immediatamente dopo quella dellʼasilo e dellʼomicidio, le abbiamo riunite per non interrompere due argomenti così affini.[357]Sifré,ii, § 205;Sotà, 44, 45.[358]Sifré, ivi, § 205, 206;Sotà, ivi.[359]Sifré, ivi, § 205;Sotà, 47.[360]Sifré,i, § 161;Sotà, 47.[361]Babà Qamà, 88a;Sifré,ii, § 190;Shebuʼoth, 30a.[362]Ghitin, 23.[363]Sanhedrin, 24b, 25, 26, 27. Cfr. ivi il commento delRashì;Babà Qamà, 72b.[364]Qiddushin, 40b.[365]Sanhedrin, 27be seg.[366]Babà Qamà, 42be seg.[367]Questa interpretazione è del Maimonide,Della testimonianza,ix, 2. NelSifré,ii, § 190, e nel Talmud (Shebuʼoth, 30a) si deduce la stessa conseguenza da altra interpretazione dello stesso genere.[368]Maimonide, op. cit.,x.[369]Sanhedrin, 26b.[370]Babà Qamà, 56.[371]Maimonide, op. cit.,iii, 4–6.[372]Vedi per tutte queste disposizioniMacchoth, cap.i.[373]Maimonide, op. cit.,xviii, 6.[374]Macchoth, 4b.[375]Sanhedrin, 29a.[376]In un luogo del Talmud Gerosolimitano (Shebiʼith,vi, 1) si dice che anche ai popoli della Palestina Giosuè, prima di entrare nei loro confini, mandasse pubbliche lettere, per avvertirli che chi voleva emigrare, emigrasse, chi far pace, la facesse, chi guerreggiare, guerreggiasse. Ora è certo che a questo luogo non si può dar valore se non come leggenda; ma anche come tale è contrario a tutto ciò che nella Scrittura viene insegnato intorno alla condotta da tenersi verso questi popoli. Però ci apparisce soltanto come singola opinione di qualche dottore, tanto più che nel Talmud babilonese non si contiene nulla di simile. È da meravigliare quindi che il Maimonide lʼabbia adottata come principio di diritto (V.Dei Re e delle loro guerre,vi, 5).[377]Dei Re e delle loro guerre,vii, 15.[378]Sifré,ii, § 191–198;Sotà, 42–44.[379]Secondo il Maimonide (op. cit.,vi, 7) il diritto tradizionale rabbinico avrebbe imposto che assediando le città nemiche si lasciasse una parte libera per quelli che volevano fuggire; e pare che desuma questo insegnamento da un passo delSifré,I, § 157, ove dicesi che gli Ebrei si contennero in tal modo militando contro i Madianiti (cfr. il pseudo Jonathan). Ma da un solo fatto, il quale poi è leggendario, non si può dedurre una regola generale di diritto, da applicarsi in ogni caso.[380]Abbiamo già sopra notato come i vv. 1–9 del cap.XXIsiano una interruzione in questo argomento, e da riportarsi logicamente nel cap.xix, ove si parla dei delitti di sangue.[381]Ḣolin, 17a. Cfr.Maimonide,Dei Re e delle loro guerre,viii, 1.[382]Qiddushin, 21b.[383]Sifré,ii, § 212, 213;Jebamoth, 48.[384]Maimonide, l. c., § 7.[385]Presso la porta, come luogo di più facile convegno, perchè comunicazione fra la città e la campagna, si radunava il magistrato per rendere giustizia.[386]Sifré,II, § 218–220;Sanhedrin, 68b–72a, 88b.[387]Sanhedrin, 49b.[388]Ibidem, 52b.[389]Ibidem, 45.[390]Das Mosaische Recht, pag. 457–460.[391]Mosaisches Recht, § 235.[392]Sanhedrin, 45b.[393]Babà Meziȁ, 21–28.[394]Maimonide,Del furto e delle cose smarrite,xiii, 10.[395]Babà Meziȁ, 23a.[396]Ibidem, 28b.[397]Ibidem, 21a–24.[398]Nazir, 59a. È noto che uno dei capi dʼaccusa contro Giovanna dʼArco fu di avere indossato abiti ed armature virili.[399]Sifré,ii, § 229.[400]Questo precetto poteva essere ispirato da un sentimento di compassione per lʼanimale più debole, costretto a faticare più che le sue forze non consentirebbero, se appajato a uno più forte.[401]Sifré,ii, § 231;Mishnah,Chilaim,viii, 2.[402]Babà Qamà, 54b.[403]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 92;Saalschütz,Das Mosaiche Recht, pag. 564;Luzzatto, commento in locum.[404]Sifré,ii, § 237;Chethuboth, 46.[405]Sifré,ii, § 240;Chethuboth, ubi supra;Sanhedrin, 50b.[406]Sifré,ii, § 238;Chethuboth, ubi supra.[407]Lʼantico commento tradizionale Sifré intende a ragione che tanto in campagna quanto in città sia condannata la donna, se si prova che avesse mezzo di chiamare gente in suo ajuto, e al contrario assolta, anche se in città non potesse esser da nessuno udita. Non trovo però che questa ragionevole interpretazione sia stata adottata come decisione legislativa.[408]Maimonide,Leggi matrimoniali,i, 3.[409]Qiddushin, 2a.[410]Ibidem, 12b.[411]Jebamoth, 96b, 112b.[412]Qiddushin, 41a.[413]Jebamoth, 107a.[414]Qiddushin, 79a.[415]Jebamoth, 20a.[416]Caro,Eben haʼezer,xv, 1.[417]Chethuboth, 7a.[418]Caro, op. cit.,lxi, 1.[419]Caro, op. cit.xciii, 1.[420]Chethuboth, 72a, 101.[421]Isaacita, inJebamoth, 66a.[422]Chethuboth, 46, 47, 52.[423]Chethuboth, 46b, 65b.[424]Cioè, non faccia parte del popolo, della cittadinanza, mediante il matrimonio legittimo.[425]Pare più ragionevole di intendere la parola del testo nel significato più ristretto che abbiamo sopra accennato, e che è conforme alla interpretazione rabbinica (V.Sifré,ii, 248;Jebamoth, 49), che non qualunque nato da unione non legittima.[426]Questo scrittore aveva innanzi a sè le narrazioni del Jehovista nel Numeri (xxii–xxiv), ma non quella del proemio del Deuteronomio (ii, 29), dalla quale anzi resulterebbe il contrario. È da supporsi ancora che i vv. 5–8 siano posteriore aggiunta, e non appartengano veramente al legislatore deuteronomista. Se il non avere usato cortesia verso gli Ebrei esciti dallʼEgitto era ragione sufficiente per proibire ogni unione in perpetuo con gli Ammoniti e con i Moabiti, non doveva esserlo ancora per glʼIdumei, che secondo il narratore jehovista gli avevano trattati con eguale durezza? (Numeri,xx, 14–21). Ma è più probabile che le unioni matrimoniali con quei due popoli fossero proibite, perchè lʼantica leggenda (Genesi,xix, 30–38) gli faceva derivare dallʼunione incestuosa di Lot con le figliuole.[427]Sifré,ii, § 249;Jebamoth, 76b.[428]Avvertimento opportuno a frenare la licenza dei costumi militari.[429]Ghitin, 45a. Cfr.Maimonide,Degli Schiavi,viii, 10.[430]Jebamoth, 93b.[431]Non vi è dubbio che tale è il significato della parola ebraica del testo, che letteralmente significa cane. Questa interpretazione, già sostenuta da molti commentatori, è stata confermata dal Derenbourg col confronto di tale nome dato ai cinedi per dispregio presso i Fenicii (Revue des Études juives, 1881, pag. 123–127).[432]Sifré,ii, § 266, 267;Babà Meziȁ, 87, 91, 92.[433]Matth.,xii, 1;Luc.,vi, 1.[434]Questa è lʼinterpretazione di molti commentatori. V.Rosenmüller,Reggio,Knobel,Reuss,Herxheimer, i quali tutti tengono i primi tre versi come la protasi, e il 4ocome lʼapodosi di un solo periodo. Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 119;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 799.[435]Sifré,ii, § 269;Ghitin, 90.[436]Ibidem, eSanhedrin, 22a.[437]Caro,Eben haʼezer,CXIX, 3.[438]Ibidem, 4.[439]Qiddushin, 66a.[440]Chethuboth, 101a.[441]Isserles,Eben haʼezer,cxix, 6.[442]Caro, op. cit.,i, 10.[443]Chethuboth, 107a.[444]Caro, op. cit.,cliv, 6, 7.[445]Jebamoth, 64a.[446]Babà Meziȁ, 115a.[447]Narrasi nel Numeri (xii) che Mirjam fu castigata con una lebbra che durò soli sette giorni, per avere sparlato di suo fratello Mosè. Qui il legislatore vuole indirettamente far intendere che questa gravissima malattia era per lo più una punizione provvidenziale. Così lʼintesero anche i rabbini (Sifré,ii, § 275).[448]Amos,ii, 5–8,iii, 9,v, 11, 12,viii, 4–6;Isaia,iii, 14,15, x, 2,xxxii, 7;Michà,iii, 1–4;Ezechiele,xxii, 29;Zacharia,vii, 10;Salmi,x, 2, 8, 9,xii, 6,xxxv, 10,xxxvii, 14,cix, 16.[449]Sifrè,ii, § 280;Sanhedrin, 27b.[450]La condizione della vedova in un popolo, nel quale essa non aveva diritto se non che agli alimenti, doveva essere in generale meschina; quindi si spiega facilmente questo maggiore riguardo usatole dalla legge. I rabbini però lo estesero alle vedove di qualunque condizione, e, anche se ricche, proibirono che a carico loro si facesse qualunque pignoramento (Babà Meziȁ, 115a).[451]Sifré,ii, § 286;Macchoth, 13, 15b, 16, 17, 20.[452]Maimonide,De Synedriis,xvi, 4, 6.[453]Sifré, l. c.;Macchoth, 22a; cfr. 2Corinth.,xi, 24.[454]Macchoth, l. c.;Sanhedrin, 10.[455]Sanhedrin, 46a.[456]Cfr. lʼIsaacitainḢolin, 141b, e gli Scolii sullʼIsaacita nel Deuteronomio,xxv. Altri autori opinano ancora che per la continuata e ripetuta prevaricazione della legge si sarebbe potuto fustigare il pervicace peccatore, fino che si pentisse, o, se non volesse pentirsi, fino a farlo morire (Bartenora, eJom Tob Levitasul cap. 4odiNazir, § 3).[457]Sanhedrin, 81b.[458]1oRe,xxii, 27;Geremia,xxxii, 2 e seg.,xxxvii, 4, 15, 18.[459]Sifré,ii, § 287;Babà Qamà, 54b.[460]Cfr.Babà Meziȁ, 32b,Shabbath, 154b.[461]Michaelis,Mosaisches Recht, § 98;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 757;Rosenmüller,Diodati,Luzzatto,Knobel,Reuss.[462]Sifré,II, 288;Jebamoth, 17.[463]V.Matth.,xxii, 24 e seg.;Marc.,xii, 19 e seg.;Luc.,xx, 28 e seg.[464]Babà Bathrà, 109a.[465]Jebamoth, 22.[466]Ibidem, 43 e seg.[467]Ibidem, in principio.[468]Ibidem, 39.[469]Maimonide,Del Levirato,ii, 10. Questʼautore avrebbe ancora concesso alla donna, quando il maggiore dei cognati rinunziasse al suo diritto, di preferire quello tra gli altri, col quale potesse avere una reciproca propensione (ivi, 12); ma altri autori non la intendevano a questo modo, e si mostrarono verso la donna più rigorosi, volendola sottoposta al diritto che per ragione di anzianità avevano su lei i cognati. Cfr. ivi il commentoMagghid.[470]Jebamoth, 4a,Chethuboth, 77a.[471]Jebamoth, 39b.Jaʼaqob ben Asher,Tur Eben haʼeser, § 165.[472]Sifré,ii, § 290.[473]Jebamoth, 106.[474]V. i Tosafisti inJebamoth, 39b.[475]Jebamoth, 40a.[476]Sifré,II, § 291;Jebamoth, 106b.[477]Sifré,ii, § 293;Babà Qamà, 28a.[478]Sifré,ii, § 292,Babà Qamà, ivi.[479]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 8;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 208 e seg. Il Wellhausen, che vuol trovare nel Deuteronomio tre codici diversi per letteraria composizione, ammette che il capitoloxxviisia stato aggiunto nel secondo, e non formasse parte del terzo, nel quale entrò il cap.xxviii. (Die Composition des Exateuchs. Jahrb. f. D. Theol.,xxii, pag. 464). Il Kayser tiene come interpolazione tutto il capitolo eccetto i vv. 1–3 e 8–10, che a lui sembrano transizione fra ilxxvie ilxxviii(Das vorexilische Buch, pag. 101). Ma a chi bene osserva, questa transizione non è punto necessaria, anzi sarebbe una vera interruzione nei corso dei concetti che così naturalmente si seguono. Con molta ragione dice il Reuss: «Ce serait la seule fois dans tout le code que le rédacteur aurait changé la forme de son discours. Partout ailleurs cʼest Moïse qui parle, et au v. 9 le rédacteur aurait trouvé convenable de le dire explicitement?»[480]Questa è lʼopinione prevalente omai fra i critici, che in un punto cosi conosciuto, è inutile nominatamente citare.[481]Zeitschrift für Völkerpsycologie und Sprachwissenschaft1880, pag. 1–28.[482]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker. Questo autore, contro lʼopinione più comunemente accettata, vuol riportare la composizione della legge deuteronomica sul finire dellʼetà dei Giudici (ivi, pag. 137 e seg.).[483]SchradernellʼEinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 191;Kayser,Das vorexilische Buch, pag. 102.[484]Wellhausen, op. cit., xxii, p. 464;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, 210.[485]Sotà, 41a.[486]I libri rabbinici non sono concordi nel determinare in quali parti veramente consisteva la lettura. Secondo ilSifré(II, § 160), una delle più antiche fonti del rituale ebraico (Geiger,Urschrift, p. 434, 436) pare che si sarebbe dovuto leggere tutto il Deuteronomio. LaMishnah, secondo il testo gerosolimitano (Sotà,vii, 8), la restringe ai seguenti passi:i–vi, 8;xi, 13–21;xiv, 22–29;xxvi, 12–15;xxviii; mentre secondo il testo babilonese si sarebbe letto anche ilxvii, 14–20; e si deve pur dire che questa è lezione più corretta, perchè è innegabile da tutto il contesto che si dovesse leggere anche questʼultimo passo, che concerne il diritto monarchico. Pare inoltre che il Maimonide avesse una lezione differente da tutte e due, perchè egli dice che si faceva lettura continuata dalxiv, 22 a tutto ilxxviii(Ḣaghighà,iii, 3).[487]La Profezia nella Bibbia, capp.v,vi.[488]Per quanto nelle parole del testo sia non poca oscurità, pare questo il modo più probabile dʼintendere siffatta cerimonia di consacrazione dellʼaltare.Delitzsch,Smendnei commenti su questo luogo.[489]LʼIsaacita ha creduto di trovare per lo meno una allusione alla Pentecoste nella lezione del testo masoretico (v. 21) che relativamente alla Pasqua haShebuʼoth jamim=settimane di giorni, in plurale, invece cheShibàt jamim=sette giorni. Ed il Wellhausen opina che questa sia una correzione introdotta a bella posta dai Masoreti con tale intendimento (Geschichte Israels, I, pag. 110). A me non pare che possa accettarsi nè lʼuna nè lʼaltra opinione. Anche nel testo masoretico come ora lʼabbiamo è chiaro che si parla soltanto della pasqua delle azzime. Del restosette giorni, e nonsettimane di giorni, danno concordemente le antiche versioni deilxx, di Jonathan, la Peshito, e la Vulgata.[490]Così intendo questo passo con lʼIsaacita, il Qimḣi, il Rosenmüller e lʼEwald. Altri, fra i quali il Reuss e lo Smend, opinano che anche nelle feste il principe avesse ingresso speciale per la porta dʼoriente, e che Ezechiele, dicendo che doveva escireinsiemecon gli altri abbia volato dire per identità di tempo, non per eguaglianza di luogo. Ma la parola del testobethocham=in mezzo a loro, non può intendersi se non relativamente al luogo; questa espressione dice in modo troppo chiaro che nelle feste il principe doveva essere confuso con gli altri.In mezzo a loronon è lo stesso cheinsieme con loro, la quale espressione avrebbe potuto interpretarsi anche in relazione solo del tempo. Inoltre poi in tutto il contesto si capisce troppo chiaro che il privilegio di entrare per la porta dʼoriente era concesso al principe solo nel sabato, nei novilunii, e quando offriva volontarii sacrifici privati. Resterà a noi oscura la ragione, perchè nelle festa non si accordasse al principe questo privilegio, ma ciò non deve indurci a interpretare il testo diversamente da quanto resulta dal chiaro senso letterale.[491]La parolaDerordel nostro testo va intesa nello stesso significato in cui la troviamo usata da Geremia (xxxiv, 8, 15), cioè per lʼanno settimo, in cui gli schiavi riacquistavano la libertà, non per lʼanno del Giubileo, che, secondo ogni probabilità, al tempo di Ezechiele non era stato ancora istituito. Cfr.Smend;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 123;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 43.[492]Popper,Die biblische Bericht über die Stiftshütte, p. 84–104.[493]Jomà, 14a.[494]Dalla lezione deilxx(Levit.,xxi, 13) resulterebbe che avrebbe dovuto essere della stessa tribù sacerdotale:οὺτος γυναῖκα παρθένον ἐκ τοῦ γίνους αὑτοῡ λήψεται. Filone, secondo il suo costume di attenersi alla versione alessandrina, accetta anche lui questa restrizione maggiore nel rito del massimo sacerdote (De Monarchia,ii, 11). La tradizione talmudica è conforme al testo ebraico; soltanto da un passo del Talmud (Jomà, 13a) parrebbe resultare che il sommo sacerdote non fosse di solito poligamo.[495]Maimonide,Degli arredi del Tempio, IV, 20.[496]Taànith, 26, 27.[497]Sifrà,xxi, 2.Jebamoth, 22b.[498]Sifrà;Qiddushin, 77.[499]Sifrà;Jebamoth, 61.[500]Vedi sopra, pag. 197, come i talmudisti intesero questo modo di condanna.[501]Sifrà;Sanhedrin, 51b.[502]Il Talmud invece chegobbiegraciliinterpetra le parole del testo come se significassero un difetto nelle palpebre, o una macchia nellʼocchio. (Rashì;Pseudo Jonathan). Ilxxinvece digracilehannoἔφηλος,lentigginoso; la Vulgata halippus. Il Talmud inoltre ha enumerato molti altri difetti che rendevano i sacerdoti inetti al culto, come può vedersi nel trattatoBechoroth,vi, 6, e presso il Maimonide,Dellʼammissione al santuario,vi–ix.[503]Sanhedrin, 83a.[504]Ibidem, 81b.[505]I tentativi di alcuni interpetri per conciliare questa contraddizione non hanno fondamento, e bisogna pur dire che lʼautore delle Croniche ha attinto qui come altrove a fonti diverse, che ha procurato di far concordare, senza però riuscirvi. (Bertheau,Die Bücher der Chronik, 2aediz., pag. 196;Reuss,Chronique ecclésiastique de Jérusalem, p. 107.)[506]Ḣolin, 24a.[507]Ibidem, 24b.[508]T. G. Sheqalim, v, 12;T. B. Horajoth, 13a.[509]Cfr.Sifrà, in questo luogo;Ḣolin, 133b.[510]Zebaḣim,v, § 6, 7.[511]Sifrè,ii, § 165;Ḣolin, 130.[512]De Premiis sacerdotum, § 3.[513]Antiq.,iv, 5.[514]Cfr.Reuss, eKnobel, sul Deuteronomio.[515]Intorno alla consacrazione delle primizie e dei primogeniti è stata sopra (pag. 44 e seg.) notata la contraddizione fra le diverse leggi, ed esposta ancora la insussistente conciliazione dei talmudisti.[516]Sifré,ii, § 297;Bicchurim,i, 3.[517]Sifré,i, § 110,Mishnah,Ḣallàh,ii, 5.[518]Reuss,Knobel,Gesenius.[519]Sifrà, sul luogo citato del Levitico,ʼArachin, 28b.[520]Delle Stime e deglʼInterdetti,vi, 1.[521]Sifré,i, 110,Rashì, sul Deut.xviii, 4.[522]Sanhedrin, 33a, cfr.Maimonide,Dei Cibi proibiti,x, 20.[523]Terumoth,iv, 3;Ḣolin, 137b.[524]Questa è la spiegazione dei due versi 4 e 5, intorno ai quali tanto hanno fantasticato quegli interpetri, cui sembrava che fossero in contraddizione; perchè il verso 4 parla di un subborgo di mille cubiti e il verso cinque dice di misurare un lato di due mila. (Rosenmüller,Excursus,ii, in Num.;Knobel;Reuss). La conciliazione proposta in un luogo del Talmud che mille braccia dovessero servire per vero e proprio subborgo, e altre duemila braccia per campagna come campo e vigneti (Sotà, 27b), estenderebbe troppo il terreno assegnato ai leviti, già abbastanza vasto, e si oppone alla piana intelligenza del testo. Per queste stesse ragioni non è da accettarsi neppure ciò che resulterebbe da altro luogo talmudico (ʼErubin, 56b), che, restringendo lʼestensione a duemila cubiti, li vuole divisi in eguale maniera.[525]Zebaḣim, 56b.[526]Sifré,ii, § 105–110;Rosh Hasshanà, 12b.[527]Sotà, 48a,Jomà, 9a,Babà Meziȁ, 90a.[528]Questa etimologia del Mussafia non è accettata dal Levy che deriva la parolaDemaidallʼaramaicoDema,essere eguale,ambiguo,incerto.Chaldäisches Wörterbuch, sub voce.[529]Bechoroth, 30b.Tosaftà,Demai,ii.[530]Berachoth, 47b.[531]Sifrà,Emor, § 2;Jomà, 18a,Horajoth, 9a,Ḣolin, 134b.[532]Jomà, 73a,Horajoth, 12b.[533]Maimonide,Della Preghiera,i.[534]Maimonide,Delle Benedizioni,i.[535]Berachoth, 26b.[536]Nel Talmud prevalse lʼopinione che si trattasse soltanto di animali offerti in sacrificio, e non di quelli uccisi per gli usi della vita. (Sifrà,Aḣarè Moth, cap. 9;Zebaḣim106), sebbene Rabbì Ismaele volesse dare alla Scrittura il suo letterale significato. (Ḣolin, 17a). E difatti chi legge senza preconcetto vede che si è voluto intendere anche degli animali uccisi a solo scopo di cibarsene. (V.Luzzatto,Rosenmüller,Diodati,Dillmann,Reuss,Bunsen).[537]Degli animali ruminanti oltre gli ovini e bovini permessi come cibo è data la lista nel Deut.xiv.[538]Ḣolin, 27a, 32a.[539]Cherithoth, 6.[540]Vedi sopra (pag. 44) la contraddizione fra questo luogo del Numeri e il Leviticoxxiii, 18, 19; imperocchè, secondo questʼultimo passo, il sacrifizio nella Pentecoste sarebbe stato differente.[541]Zebaḣim, v, 3.[542]Dillmann,Exodus u. Leviticus, 1880, pag. 528 e seg.;Baudissin,Studien zur Semitischen Religionsgeschichte, I, pag. 140.[543]Sifrè,i, § 111;Horajoth, 9.[544]Horajoth, 4be seg.[545]Maimonide,Dei Sicli,i, 1.[546]Mechiltà, sullʼEsodo,xxiii, 15;Ḣaghighà, 6be seg.[547]Sifré,i, § 112;Horajoth, 7a.[548]Cherithoth, 8b.[549]È da notarsi che la proibizione della Scrittura di offrire animali difettosi negli organi genitali fu intesa dai talmudisti nel significato molto più ampio dʼinibire la castrazione degli animali e molto più dellʼuomo (Sifrà,Emor, § 7;Shabbath, 111a). È da domandarsi però se nellʼallevamento del grosso bestiame lʼosservanza di un tal rito è possibile.[550]Mishnah,Parài, 2–4.[551]Ḣolin, 13b,Temurà, 7a.[552]Cfr.Rosenmüller,Dillmann.[553]Geschichte Israels, I, pag. 390.[554]Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 450 e seg.[555]Sifrà,Zav, Sez. 10;Cherithoth, 2a, 4a.[556]Mechiltà,Bò, § 8;Pesaḣim, 21b.[557]Mechiltà,Bò, § 15;Pesaḣim, 96a.[558]Jebamoth, 64b.[559]Pesaḣim, 95.[560]Rosh Hasshanà, 2 e seg.[561]Ibidem, 16 e seg.;Pesiktà Rabbati, Vienna, 1880, pag. 166.[562]Sifrà, Aḣarè Moth, Sez. 5,Emor, cap. 14;Jomà, 73be seg.[563]Sifrà,Emor, cap.xvii;Succhà, 11b.[564]Shabbath, 21b.[565]Rosh Hasshanà, 18b;Taʼanith, 26. Fra questi due luoghi talmudici vi è un dissenso in quanto allʼapertura della breccia, il primo di essi dicendola avvenuta nel 9 invece che nel 17. È poi questo dissenso conciliato (Taʼanith, 28b), con la distinzione che nel 9 avvenne lʼapertura della breccia nelle guerre babilonesi, e nel 17 nelle guerre romane. Sarebbe però in ogni modo ad esaminarsi se la conciliazione è fondata sopra la verità dei fatti. Restò poi nel rito fissato il digiuno nel 17.[566]Taʼanith, 10, 19.[567]Babà Meziȁ, 53be seg.[568]Sifrà,xxvii, 21b,ʼArachin, 25b, secondo lʼopinione di Rabbì Jehudah, che è tenuta la prevalente, contro lʼopinione opposta di Rabbì Shimʼon (cfr.ʼErubin, 46b).[569]ʼArachin, 28b.[570]Luzzatto, commento in questo luogo;Knobel–Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 633 e seg.;Saalschütz,Das Mosaische Recht, cap. 44, § 2.[571]Sifrà,xxvii, 29;ʼArachin, 6.[572]Sifrà, ivi, 28,ʼArachin, 28a;Ghitin, 38b.[573]Sifrà,xxvii, 28;ʼArachin, 28a.[574]Sifré, e lʼIsaacita,Num.,xxx, 4.[575]Nedarim, 22b;Bechoroth, 36b, e seg.[576]Quella che si teneva in un vasto recipiente allʼingresso del tempio per le abluzioni dei sacerdoti (Sifré,I, 10;Sotà, 82,Rosenmüller,Diodati,Knobel, e altri).[577]Rosenmüller,Reuss;Michaelis,Mosaisches Recht, V, pag. 191;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 572.[578]Sotà, 2 e seg.[579]Sifré,I, § 21;Sotà, 28a.[580]Sotà, 47a.[581]Ibidem, 24a.[582]Ibidem, 27.[583]Ibidem, 23b, 26b, 27.[584]Cfr.Sifré,i, § 115;Menaḣoth, 43b;Sotà, 17a;Ḣolin, 89a.[585]Caro,Beth Joseph,i, 11;Buxtorfius,Synagoga Judaica, cap.ix.[586]Caro,Shulḣan ‛Aruch,I. § 24;Buxtorfius, op. cit., l. c.[587]Sifrà, in questo luogo;Sanhedrin, 55be seg.[588]Ricordiamo che nel primo del mese settimo ricorreva il capo dʼanno (v. pag. 363 e seg.), dimodochè dieci giorni dopo, si bandiva solennemente a suon di tromba, lʼanno del Giubileo.[589]Il nomeGiubileo, è derivato dallʼebraicoJobel, in varii modi interpretato; ma più probabilmente significail suono della tuba, un suono di giubilo, con cui lʼanno cinquantesimo veniva bandito.[590]Questi tre versi che abbiamo rinchiuso fra parentesi sono da tenersi una interpolazione fatta quando si volle tenere anche il cinquantesimo anno come sabbatico per cessare da ogni lavoro agricolo. Pare impossibile che a una prescrizione di difficilissima pratica, quale è quella di non coltivare le terre ogni settimo anno, si aggiungesse questo sommo assurdo di stare due anni di seguito senza coltivarle come si vorrebbe imporre nei versi 11, 12. A tale assurdo non si può esser giunti, se non per gradi. Si noti poi che il verso 13 è ripetizione di ciò che è già detto nel verso 10, e si vede essere stato aggiunto per riprendere lʼinterrotto filo dei concetti. Mentre i versi 14–16, 23 sono la continuazione immediata del verso 10, spiegando la pratica applicazione di ciò che ivi è enunciato come principio generale. Perciò anche i versi 17–22 sono da tenersi interpolazione aggiunta, quando si avvertì lʼassurdo della prescrizione dellʼanno sabbatico raddoppiato per peggio ogni cinquantʼanni col riposo anche nellʼanno del Giubileo, e si volle ovviarvi, ricorrendo, come si dice nel v. 21, alla miracolosa assistenza divina. Lʼipotesi che in questa legge del Giubileo vi sia la mano di più autori è di parecchi critici, e fra gli altri del Kayser (Das vorexilische Buch, pag. 75–77), e dellʼHorst (Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 27–30), ma differiscono in alcuni particolari. Non vediamo poi veruna ragione di supporre anche due autori diversi per questa e per la legge dellʼanno sabbatico, che sono fra loro così intimamente connesse.[591]Farete in modo che le terre vendute si possano riscattare anche prima del Giubileo, come si spiega nel passo seguente.[592]Sembra necessario di dover qui eseguire la lezione della Vulgata:si redemptae non fuerint, a preferenza di quella del testo ebraico, che non ha la negazione prima del verbo siriscatta, imperocchè questa lezione non da significato accettabile. Come potrebbe dirsi che escirebbe nel Giubileo ciò che già sarebbe riscattato? Per quanto antichi e moderni commentatori abbiamo tentato di dare un senso anche al testo ebraico, si cadrebbe sempre in sottigliezze poco sostenibili. Cfr.Ewald,Altherthümer, 3aediz., pag. 498.Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 613 e seg.Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 172, n. 4.[593]Sifrà, in questo luogo.[594]A noi sembra che le parolepellegrino, edabitante, si riferiscano altuo fratello, e significhino non solo quello della tua città, ma anche quello che venisse di fuori come straniero o come abitante, giacchè è facile che il povero, il quale ha venduto la casa e la terra, vada ramingo a cercare di che vivere. I talmudisti hanno voluto intendere che il precetto di carità fosse esteso allo straniero, ancorchè non Israelita per nascita, ma divenuto proselita (Gher), o semplice abitante (Tosḣab), colla condizione di osservare i precetti noachidi di (v.Sifrà). Ma le due parole ebraiche ora citate hanno acquistato tale significato nella legislazione talmudica, non lʼavevano in quella scritturale.[595]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Mechiltà,Neziqin, § 1.[596]Das Mosaische Recht, cap. 101, § 8.[597]Mosaisches Recht, § 123.[598]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine;Qiddushin, 15 e seg.[599]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Qiddushin, 22a.[600]Sifràivi;Qiddushin, ivi.[601]Sifrà,Beḣuqqotai, cap. 7;Isaacita, sul Levitico,XXVI, 35. Cfr. 2oCronache,xxxvi, 21.[602]Del passo dello stesso Ezechielexlvi, 17, già abbiamo sopra (pag. 321) parlato. Intorno alvii, 12, 13, dove alcuni vogliono vedere unʼallusione al Giubileo, è da riflettersi che, se fosse così, il non potere il venditore ritornare in possesso della cosa venduta non dovrebbe essere per lui ragione di non rattristarsi per aver venduto, come si farebbe dire al profeta, ma anzi cagione di maggior duolo. Dunque il profeta volle dire che il venditore non si dolesse di aver venduto, perchè non tornerebbe più nella terra dove erano i suoi possessi andati in mani di altri; ma resterebbe esule nel paese dove era stato deportato. (Cfr.Smend, 2aediz., pag. 43).[603]Sifrà,Behar Sinai, cap. 2;ʼArachin, 32b.[604]Secondo una opinione registrata nel Talmud (Taànith30b,Babà Bathrà, 121a), questa proibizione avrebbe dovuto valere soltanto per la prima partizione della terra promessa; ma quindʼinnanzi anche le figlie eredi avrebbero potuto contrarre matrimonio con uomini di differente tribù. È chiaro per sè stesso che questʼopinione è contraria non meno alla lettera che allo spirito della legge scritturale.[605]Maimonide,Della eredità,i, § 5.[606]Sifré,i, § 134,Babà Bathrà, 108, 110, 115.[607]Babà Bathrà, 139b.[608]Chethuboth, 50, 52b, 68.[609]Babà Bathrà, 111b.[610]Chethuboth, 52b, 103a.[611]Babà Bathrà, 126, 130.[612]Ibidem,Maimonide,Della eredità,vi, § 2.[613]Babà Bathrà, 131a.[614]LʼAlfasi, il Maimonide, lʼAsher, il Caro.[615]Gans,Das Erbrecht in welt geschichtlicher Entwickelung, I, pag. 149–151, 170–175;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 826 e seg., e nota 1059.[616]Babà Bathrà, 146b, 151b;Ghitin, 65be seg.[617]Babà Bathrà, 146b.[618]Rashbame iTosafistiinBabà Bathrà, 135b; lʼIsaacitainBabà Meziȁ19a,Mendelssohn,Ritualgesetze der Juden, 3aediz., pag. 48, 49, 53;Thiel,Principia Jurisprudentiae judaicae per Germaniam communis, § 214.[619]Babà Bathrà, 147b.[620]De testamentifactione jure germanico.[621]Sifré,i, § 160;Sanhedrin, 45b.[622]Macchoth, 10a.[623]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 423.[624]Nel rito posteriore dellʼEbraismo si perdè lʼindole rurale della Pentecoste, che divenne una solennità del tutto teologica, perchè in essa si commemora la rivelazione del Decalogo, avvenuta in quel giorno secondo il Talmud (Shabbath, 86b;Mechiltà,Itrò, § 3).[625]Hupfeld,De primitiva et vera Festorum apud Hebraeos ratione, II, pag. 3, 6, 7;Wellhausen, op. cit, pag. 432–435.[626]Shabbath, 13b,Ḣaghigà, 12a,Menaḣoth,45a.[627]Ne riferiremo una sola per saggio. Se nel Pentateuco si prescrivono per il sacrifizio del novilunio due tori e sette agnelli, e presso Ezechiele invece un solo toro e sei agnelli, i talmudisti non si peritano ad insegnare con la maggiore serietà che il profeta ha voluto soltanto dire che, non potendo adempiere in tutto la prescrizione della legge, sarebbe stato accetto il sacrifizio anche adempiendola in parte (Menaḣoth, l. c.).[628]Commento in Ezechiele,xlv, 22.[629]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 231–233;Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 71–75;Wellhausen,Geschichte Israels, pag. 421;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 241;Die Geschichte d. heiligen Schriften A. T., § 378–380.[630]Sanhedrin, 21b.[631]Trattato Teologico–Politico, cap.viii.[632]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 45–49;Reuss,Die Geschichte d. heiligen Schriften, § 383–386;Smend,Ueber die Genesis des Judenthum. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1882, pag. 94–151.

FOOTNOTES:[1]Quelle pochissime volte che abbiamo creduto necessario esporre insieme passi di eguale argomento, sebbene nel testo separati, lo abbiamo singolarmente avvertito.[2]Memorie postume, pag. 220.[3]Lenormant,Les Origines de lʼHistoire, chap.ii,ix.[4]Hosea,vi, 7.[5]Isaia,xliii, 27.[6]Lenormant, op. cit., chap.viii.[7]Talmud Bab. Sanhedrin, f. 56aeb. Abbiamo riportato intorno ai sette precetti dei Noachidi lʼopinione più comunemente accettata; ma in questo luogo del Talmud si possono vedere le varie opinioni sullʼenumerazione di questi precetti. Altri vi aggiungono anche la proibizione di nutrirsi del sangue, altri quella della castrazione, e altri anche della stregoneria. Finalmente ad opinione di altri, si mantiene il numero di sette; ma allʼobbligo di osservare le leggi civili, e alla proibizione di bestemmiare Iddio si sostituisce la proibizione della castrazione e del promiscuamente delle specie. Secondo altri libri tradizionali i precetti dei Noachidi sarebbero stati soltanto sei, non computando quello che qui abbiamo registrato per ultimo (V.Bereshith Rabbà, § 16,Debarim Rabbà, § 2).[8]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 18.[9]V.Hirschfeld,Geist der talmudischen Auslegung.[10]Talmud Bab., Jomà, 28b,Qiddushin, 82a.[11]V.Talmud Bab. Sanhedrin, 56b,Mechiltà,Sez. Vaissà,i,Rashìin locum,Seder ‛Olam Rabbà, cap. 5.[12]Vedi,Midrash TanḣumàeRashìin locum.[13]V.Politecnico, Parte letterario–scientifica, luglio 1866, pag. 25–42.[14]Denoto per brevità con questa sigla le leggi quali ora le abbiamo nei tre libri dellʼEsodo,Levitico,Numeri; ma sʼintenda bene da ora, per evitare ogni equivoco, che non le attribuisco ad un solo autore.[15]V. Kuenen,Histoire critique, I, pag. 370.[16]Ḣolin, 115b. NellaMechiltàpoi (Esodo,xxiii, 19) sono riportate altre spiegazioni che possono essere molto adatte come un saggio delle rabbini eh e sottigliezze. Rabbì Shimʼon vuole nelle tre ripetizioni trovare allusione al patto tre volte sancito fra Dio e il popolo, una nellʼHoreb, lʼaltra nelle pianure di Moab, la terza nel monte Gherizim e nel monte Ebal; Rabbì Jonathan vuole dedurne la proibizione per i quadrupedi domestici, per i selvatici, e per i volatili, Rabbì Elʼazar per i bovini, per le capre e per le pecore, Rabbì Shimʼon figlio dʼElʼazar per i bovini, per gli ovini, e per gli animali selvatici; unʼaltra opinione si conforma a quella del Talmud; una ultima finalmente ne deduce la proibizione in qualunque tempo e in qualunque luogo, così fuori della terra promessa, come nella terra promessa, tanto durante resistenza del tempio, quanto prima che fosse eretto o dopo distrutto.[17]Rashìin locum; cfr.Sanhedrin, 4b.[18]Sanhedrin, 86a;Mechiltà,Esodo,xx, 15.[19]VediSifrà,Levitico,xix, 11. Questo modo dʼinterpetrazione è poi frequentissimo in tutto il Talmud e nei commenti talmudici al Pentateuco; dimodochè vi si trova proprio ad ogni piè sospinto.[20]Il testo ebraico dice veramente «in qualunque luogo farò rammentare il mio nome»; ed essendo Dio che parla, si è voluto intendere che il permesso di costruire lʼaltare fosse conceduto solo per il luogo designato come centro del culto. (V. Keilin locum). Ma è da dubitarsi in prima che la lezione del testo masoretico sia corretta: anzi probabilmente invece diAzchir, farò rammentare, la lezione primitiva sarà stata,Tazchir, rammenterai. (V. Geiger,Nachgelassen Schriften, IV, pag. 56;Merx,Nachwort im Genesis Tuchʼs, pag.cxvi;Iona ibn Ganach,Sefer harikma); e la correzione sarà stata fatta appunto per tentare una conciliazione fra questa legge che ammette la libertà di culto, e le altre che ne impongono al contrario lʼassoluto accentramento. Ad ogni modo però, anche accettando la lezione, quale ora lʼabbiamo, le parole «in qualunque luogo farò rammentare» significanodove darò occasione che si rammenti, dove sarò rammentato, e così spiegano i più ragionevoli commentatori (Rosenmüller,Knobel,Reuss,Ewald,Alterthümer3aediz., p. 162.De Wette,Opuscula Theologica, pag. 164). I talmudisti traggono da questo passo tuttʼaltro significato: vi hanno voluto trovare la proibizione di proferire il tetragramma fuori del tempio, perchè al verborammentaredanno il significato dimenzionare, quindiproferire, e il nome divino è per loro soltanto il nome per eccellenza, il tetragramma. (Mechiltà,Jtrò, § 11;Sotà, 38a). Ognuno vede quanto questa interpretazione sia arbitraria e priva di ogni fondamento.[21]Per meglio dimostrare quanto asseriamo gioverà riportare tradotto il commento tradizionale ebraico. «Sino che non fu eretto il tabernacolo erano permessi gli altari, e il culto [era ministrato] dai primogeniti; da che fu eretto il tabernacolo, furono proibiti gli altari, e il culto fu ministrato dai sacerdoti; sino che non arrivarono a Shilò, furono permessi [di nuovo] gli altari; da che vennero a Shilò, furono proibiti; giunsero a Nob e a Ghibʼon, furono di nuovo permessi; vennero a Gerusalemme, gli altari furono proibiti, e più non furono permessi». (Sifré,ii, § 65, cfr.Zebaḣim, 112b).[22]I commenti rabbinici tentano conciliare questa contraddizione, interpetrando che gli animali bovini potevano immolarsi non per il sacrifizio pasquale propriamente detto, ma per i conviti festivi chiamati nel TalmudḢaghighà, dei quali però il testo biblico non parla per nulla. (VediSifré,ii, § 129,Mechiltà,Bo, § 4,Pesaḣim, 70b.) Altra conciliazione anche più sofistica o proposta nellaMishnà(Menaḣoth, 82a).[23]VediSifràin locum,Menaḣoth45b. Questa stessa conciliazione è proposta anche dal Delitzsch (Genesis, 4aediz., pag. 43).[24]Sifré,i, § 118;Mechiltà, Bo, § 18;Bechoroth, 5b.[25]Sifré,i, § 62,Ḣolin, 24a.[26]Secondo il Talmud, oltre queste rendite i sacerdoti ne avrebbero avuta unʼaltra chiamataterumà ghedolà(offerta maggiore), tolta da qualunque prodotto, e che non avrebbe potuto essere meno di un 60o(Mishnà,Terumoth,IV, 3).[27]Dal censimento del Numeri (ii, 32) resulterebbe che le altre tribù tutte insieme davano poco più di 600,000 uomini al di sopra di 20 anni, mentre la tribù di Levi (ivi,iii, 43) avrebbe dato poco più di 22,000 maschi al di sopra di un mese. Approssimativamente dunque si può calcolare che essa fosse un cinquantesimo di tutto il popolo (cfr.Reuss,Geschichte der heiligen Schriften, § 294).[28]V. Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 67.[29]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine,Qiddushin, 15a.[30]Sifrà,xx, 21,Jebamoth, 55a.[31]Ewald,G. d. V. J., 3aediz., I, pag. 111.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 112.[32]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 3;Tuch,Die Genesis, pag.xl.[33]Lenormant,La Genèse, pag.xv.[34]Schrader, nellʼEinleitungdel De Wette, 8aediz., pag. 274.[35]Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,Jahrbücher für deutsche Theologie, XXI, pag. 392, XXII, pag. 407.[36]Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 231. Il Wellhausen (op. cit., XXII, pag. 407 e seg.) distingue il codice sacerdotale nella forma presente dal primitivo scritto dei Quattro Patti.[37]Dillmann,Die Genesis, 3aediz., pag.x.[38]Schrader, l. c.[39]Bleek,Einleitung, 4aediz. § 42 e seg.Tuch, op. cit., pag.li.[40]Ewald, op. cit., pag. 148, 156.[41]Schultz.[42]Dillmann, op. cit., pag.xii.[43]Ewald, op. cit., pag. 144.[44]Knobel,Numeri, Deuteronomium und Josua, pag. 532. Questa critico ammette come uno dei documenti originali anche un altro scritto che sarebbe stato ilLibro delle guerre di Jahveh(cfr.Numeri,xxi, 14).[45]Schrader, l. c.[46]Schultz.[47]Dillmann, op. cit., pag.xi.[48]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 392.[49]De Wette, Ewald, Bleek, Nöldeke e altri.[50]Graf, Reuss, Wellhausen, Kuenen nei più recenti suoi scritti.[51]Elohimè il nome generale di Dio: dicendo a Mosè cheè Jahveh, vuole rivelargli il proprio nome come Dio nazionale degli Ebrei; ma fino allora, secondo la tradizione accolta da questo scrittore, il nome col quale si era rivelato ai patriarchi eraEl Shaddai, cioèDio potentissimo.[52]Tutto il passo che si trova qui nel testo è altra interpolazione che interrompe il discorso fra Jahveh e Mosè (Reuss;Kayser,Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 38 e seg.).[53]Die sieben Gruppen mosaicher Gesetze, pag.VII.[54]IlChethibhnel Deuteronomio hasuo comando.[55]D.osserva.[56]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[57]D. aggiunge:e il tuo bove, e il tuo asino, e tutto eco.[58]D. aggiunge:acciocchè riposi il tuo servo e la tua serva come te.[59]A tutto questo versetto D. sostituisce:e rammenterai che servo fosti nella terra dʼEgitto, e ti fece escire Jahveh tuo Dio di colà, con mano forte, e con braccio teso, per ciò Jahveh tuo Dio ti comandò di fare il giorno del sabato.[60]D. aggiunge:come ti comandò Jahveh tuo Dio.[61]D. aggiunge:e acciocchè sia bene a te.[62]In D. invece cheShaqerè il sinonimoShav.[63]D.:la moglie.[64]D. non ripete lo stesso verbo, ne sostituisce un altro che ha significato affine,tithavvèinvece chethaḣmod.[65]D.:la casa.[66]D. aggiunge:il suo campo.[67]Macchoth, 24a.[68]Sefer hammizvoth, parte I, § 1, parte II, §§ 1–5.[69]LʼAbrabanel si è studiato di togliere questa difficoltà, distinguendo fracomandamentiesentenze, e dicendo che queste sono dieci, quantunque alcuna di esse contenga più comandamenti.[70]Questa opinione è in sostanza ammessa da alcuni critici fra i più indipendenti e arditi.V. Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 66, II, pag. 55, n. 4.[71]LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 66;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 77.[72]Kuenen,The Religion of Israel;Reuss,Histoire des Israélites, pag. 12–14.LʼHistoire Sainte et la Loi, pag. 87, n. 2;Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., §§ 73, 77, 139;Tiele,Histoire comparée des anciennes religions, lib. 3o, capp.x,xi,xii.[73]Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 17–22;Reuss,Hist. des Israélites, pag. 32.[74]Rosh Hasshanà, 29a. I dottori del Talmud hanno prevenuto lʼobbiezione e hanno creduto di rispondervi, dicendo che gli Ebrei guarivano dai morsi velenosi, quando innalzavano i loro occhi e la. loro mente al cielo, cosa che veniva fatta, guardando lʼimmagine del serpe posta sopra un alto stendardo.[75]È stato proposto ancora di togliere del tutto questʼultimo comando dalla originale composizione del Decalogo, e allora per compire il numero di dieci si tiene come terzo comando la proibizione di farsi immagini per adorarle. (V. Meier,Geschichte der poetischen national Literatur der Hebräer, pag. 43).[76]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 19;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, p. 183 seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 290.[77]Graf, op. cit., p. 8;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, Jahrb. f. d. Theol., XXII, pag. 464.[78]Op. cit., l. c.[79]Wellhausen, op. cit., XXI, pag. 559.[80]EinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 188.[81]Il Dillmann invece tiene per la maggior parte i primi 19 versi del 2oElohista con interpolazioni jehovistiche, e il frammento 20–25 del Jehovista. Cfr.Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs, pag. 556 e seg.[82]Molti tentativi sono stati fatti dai critici, fra i quali designarne principalmente quelli del Wellhausen (op. cit, pag. 556) e del Bruston (Les quatre sources des lois de lʼExode, Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, juillet 1883). Questʼultimo, come indica il titolo del suo scritto, vuole dividere in quattro gli scritti originali, che cronologicamente si sarebbero succeduti nel seguente ordine: 1. il 1oJehovista; 2. il 1oElohista; 3. il 2oJehovista; 4. il 2oElohista. Dovremo più innanzi esaminare meglio questa ipotesi in alcuni dei suoi particolari.[83]LʼIsaacita per conciliare per quanto è possibile tante ascensioni, fa che anche questa sia avvenuta prima della promulgazione del Decalogo. Cfr.Talmud B. Shabbath, 88a.[84]Popoli abitatori della terra promessa.[85]Imagini della dea Asherà, rappresentata in origine da un semplice palo o da una colonna di legno posta presso lʼaltare di Baal, di cui era il principio femminino. (Merx,Asherà,Bibel–LexikondiSchenkel;Baudissin,Studien zur semitischen Religionsgeschichte, II, pag. 218 e seg.).[86]Qui pare si debba intendere che i primogeniti dovevano offrirsi, o in natura o mediante il riscatto, in quelle tre feste annuali (v. 23), nelle quali gli uomini si recavano in alcuni dei luoghi consacrati al culto.[87]Secondo lʼinterpretazione talmudica la proibizione è estesa a qualunque specie di carne con qualunque specie di latte (Ḣolin, 103b, 133), e in egual modo intendeva questo passo il Michaelis (Mosaiches Recht, § 205). Ma è certo che il significato letterale del precetto è ben diverso. Probabilmente si voleva con esso proibire soltanto un uso crudele, quale sarebbe stato quello di cuocere un tenero animale con lo stesso latte che per legge di natura dovrebbe servirgli di nutrimento. (Cfr.Saalschütz,Das mosaiche Recht, cap.xvii, § 5;Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,ix, 1). Altri hanno supposto che questo fosse un uso superstizioso di popoli idolatri, dal quale il legislatore voleva tener lontani glʼIsraeliti (Maimonide,Guide des Egarés, parte terza,xlviii).[88]Il primo a proporre questa ipotesi fu il Göthe (Zwo wichtige bisher unerörterte biblische Fragen). Lʼadottarono poi molti altri, come lʼHitzig (Ostern und Pfingsten im zweiten Decalog), lʼEwald (Geschichte d. V. I., II, pag. 238), il Reuss (LʼHistoire Sainte et la Loi, II, pag. 94 e seg.), il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 28), il Wellhausen (op. cit., xxi, pag. 455), il Vernes (Rev. de lʼHistoire des Religions, 1883, pag. 68).[89]Op. cit., XXI, pag. 554.[90]Che ilxxxiv, 10–26 sia tolto dalxxiiie non viceversa è opinione anche del Geiger (Nackgelassene Schriften, IV, pag. 247), del Maybaum (Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19, n. 1) e del Bruston (Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne, 1883, pag. 348, 361).[91]Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 184.[92]Bertheau,Die sieben Gruppen der mosaischer Gesetze, pag. 21–76;Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 348–352;Ewald,Geschichte d. V. I., II, pag. 224–239.[93]Quando esporremo questa parte della legislazione del Levitico esamineremo i diversi modi in cui è stata intesa dal Talmud e dai critici.[94]Per quanto il Talmud non conceda ai creditori diritto sulla persona del debitore (Maimonide,Dei Servi,i, 1), due passi biblici provano il contrario (2oRe,iv, 1,Nehemia, v, 5).[95]Era questo il segno che portavano i servi in molti paesi dellʼOriente, come si sa anche da scrittori classici (Petronius Arbiter,Satirarum Reliquiae, Berlino, 1862, § 102, pag. 59;Juvenalis,Satirae,I, v. 104.)[96]Senza pagare alcun riscatto.r97[97]Sʼintende che lo dovesse condurre in uno dei luoghi sacri al culto, nei quali risiedevano i magistrati per rendere giustizia.[98]Maimonide,Dei Servi,I, 3.[99]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 17.[100]Qiddushin, 14b.[101]Ibidem, 17b.[102]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[103]Mechiltà,Neziqin, § 1;Qiddushin, 22. Vedremo a suo luogo quando spiegheremo il testo del Levitico,xxv, 41, che la stessa mitissima e umana interpretazione è stata data dal Talmud rispetto ai figliuoli dello schiavo.[104]Qiddushin, 14b.[105]Ibidem, 20a.[106]Mechiltà, ivi, § 2,Qiddushin, 15a.[107]Così a ragione intende anche il Saalschütz (Das Mosaische Recht, cap. 101, nota 901) contro lʼopinione del Bertheau (Sieben Gruppen Mosaïscher Gesetze, pag. 22) e del Salvador (Institutions de Moïse,VII, 5), i quali vorrebbero che la donna ebrea fatta dal padrone sposare al servo compisse i suoi sette anni di servitù, e poi escisse libera con i figli. Ma questo non appare dal testo; è anzi contraddetto dal v. 6.[108]Mechiltà, ivi;Qiddushin, ivi. Che in tal modo fosse interpretata la legge da un certo tempo in poi si vede anche da Giuseppe Flavio (Ant., iv, 8).[109]Maimonide,Degli Schiavi, cap.ii, § 2, 3.[110]Qiddushin, 17b.[111]Mechiltà,Neziqin, § 2;Qiddushin, 22a.[112]IlKerìha il pronome dativo come noi traduciamo, ilChethibha invece la particela negativa non, e allora bisognerebbe tradurre:in guisa che non la destini a sè, come traducono il Rosenmüller, il Luzzatto e il Bunsen. I codici deilxxdanno anchʼessi varie lezioni. Delle altre antiche traduzioni, solo la caldaica haa lui, le altre hannonon. Nel contesto certo si adatta meglio la lezione da noi preferita (cfr.Geiger,Urschrift, pag. 187–190).[113]Percarnesʼintende il nutrimento, usata quella parola in senso generale di cibo.[114]Così intende Samuele ben Meir: invece il Talmud e i più dei commentatori si antichi che moderni intendono il concubito; ma a lato del nutrimento e del vestire sembra più ragionevole che la legge abbia parlato anche della abitazione.[115]Il Saalschütz (op. cit., cap. 101, § 11) a torto sostiene lʼipotesi tutta sua che nel Deuteronomio si parli soltanto di donne già serve vendute dal primo padrone ad un altro. Se la legge avesse trattato solo di questo caso, avrebbe dovuto farlo intendere, mentre dice in generale senzʼalcuna distinzione: «Quando si vendesse a te il tuo fratello ebreo, o lʼebrea».[116]LʼIsaacita, Samuele ben Meir, Aben Ezra, Rosenmüller, Reuss, Knobel, Bunsen, Luzzatto, Reggio. Il Nachmanide le riferisce al padre.[117]Vedi lʼIsaacita e gli altri interpetri.[118]Mechiltà,Neziqin, § 3;Sotà, 23.[119]Mechiltà, ivi;Sotà, ivi.[120]Maimonide,Dei Servi,IV, 2.[121]Mechiltà, ivi. Questa interpretazione talmudica si appalesa in contraddizione col passo di Nehemia (v, 5), ove si parla di aver venduto per povertà i figli di ambedue i sessi.[122]Mechiltà, ivi.Qiddushin, 14b.[123]Qiddushin, 17.[124]Maimonide,Dei Servi,iv, 10.[125]Secondo il concetto religioso, tutto accade per volere di Dio; è quindi la Provvidenza, per suoi fini segreti, la quale fa si che casualmente un uomo sia ucciso dallʼaltro.[126]Macchoth, 12a.[127]Sanhedrin, 40b, 41a.[128]Ibidem, 81b.[129]Ibidem, 76b.[130]Cfr.Salvador,Histoire des Institutions de Moïse,vii, 3.[131]Mechiltà,Neziqin, § 95;Sanhedrin, 84b;Babà Qamà, 86a.[132]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 66a;Shebuòth, 35.[133]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[134]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 84b.[135]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 53a. È opportuno avvertire che per i talmudisti lʼesecuzione della pena capitale si faceva in quattro modi, cioè la lapidazione, il bruciamento, il taglio del capo, e la strangolazione (vediSanhedrin, 49b). Lʼordine con cui sono enunciati rappresenta per essi la maggiore o minore gravità del modo di esecuzione, procedendo dal massimo al minimo. Per cui quando il testo non specifica il modo, si doveva applicare la strangolazione. Ma talvolta anche quando il testo non specifica, come nel caso di chi maledice i genitori, i talmudisti, con sottili argomentazioni e tutte proprie a loro, spiegano perchè si dovesse preferire lʼuna specie di esecuzione allʼaltra. Nel Levitico (xx, 9), per il bestemmiatore dei genitori, dopo la sanzione della pena di morte, è scritto:il suo sangue sia sopra di lui, perchè egli stesso col delitto è cagione della propria morte. Ora, siccome questa frase è usata anche per i fattucchieri, contro ai quali chiaramente il testo stabilisce che si debba applicare la lapidazione (ivi, 27), i talmudisti ne hanno concluso che lo stesso modo di esecuzione è da usarsi per tutti quei colpevoli rispetto ai quali si trova una frase eguale. Ma forse i talmudisti con tale sottigliezza volevano soltanto trovare una origine scritturale a un uso già invalso nella esecuzione della giustizia.[136]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 85b.[137]Babà Qamà, 83b.[138]Ibidem.[139]Maimonide.Haḣobel vehammeziq,Della lesione e del danno,ii, 10.[140]Babà Qamà, 86.[141]Mechiltà,Neziqin, § 6;Sanhedrin, 78.[142]Mechiltà, ivi;Isaacitain locum.[143]Ibidem.[144]Mechiltà, ivi, § 7; cfr.Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2.[145]Saalschütz, op. cit., cap. 72, § 2;Mayer,Die Rechte der Israeliten, Athener und Römer, § 132. Così era anche presso gli Egiziani (Diodoro Siculo,i, 77). Il Diodati però e con lui il Michaelis (Mosaiches Recht, § 126) e alcuni dei moderni interpetri (Knobel, Keil, Rosenmüller, Reuss, ecc.) intendono differentemente, e vogliono che la pena secondo la diversità delle circostanze fosse determinata dalla potestà giudiziaria (cfr.Dillmannin locum). LʼEwald si restringe a osservare che nel testo la pena non è specificata (Alterthümer d. V. I., 3aediz., p. 282). Il Salvador (op. cit.,vii, 5) traduce:il est puní de mort. Questo è fare troppo a confidenza con i testi.[146]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 52b. Concordano in questa interpretazione la maggior parte dei commentatori ebrei, anche i più indipendenti dalla esegesi tradizionale, come lʼAben Ezra fra gli antichi, il Reggio e il Luzzatto fra i moderni.[147]Mechiltà, ivi;Maimonide,Dellʼ Omicida,ii, 10–12.[148]Così intendono Giuseppe Flavio (Ant.,iv, 8), laMechiltà, la Vulgata, Samuele ben Meir, lʼAben Ezra, il Reggio e il Luzzatto. Altri non credono che la parolaAsondel testo significhi morte, ma danno in genere, e spiegano il v. 22 nel senso che non si cagionasse danno nè alla donna nè al feto (Keilin locum). Ma questa interpretazione è da rigettarsi, perchè se danno alcuno non fosse cagionato, a quale multa potrebbe giustamente essere condannato il percussore? Nè più accettabile e la interpretazione di alcuni commentatori (Knobel;Evald,Altherthümer, pag. 234, n. 4;Dillmann), che staccano del tutto il v. 23 dal precedente, come se quello considerasse non più il singolo caso della donna incinta, ma le lesioni in genere cagionate in rissa. Chi legge però con attenzione il testo vede che i due versetti costituiscono fra loro due proposizioni alterne che considerano i due casi, o di aver prodotto colla percossa la morte, o di non averla prodotta. E se poi nei versi seguenti si parla della legge del taglione, ciò si spiega, perchè lo scrittore, invece di seguire un ordine dʼidee rigorosamente logico e dominato da un concetto regolatore, fa come tutti i Semiti, che si lasciano troppo spesso trascinare dalla associazione delle idee. LʼEwald e chi lo ha seguito hanno voluto nella mente di uno scrittore semita portare le regole con cui compongono gli Ariani; e però non hanno rettamente inteso.[149]Maimonide,Della lesione e del danno,iv.[150]Mechiltà, ivi, § 8;Sanhedrin, 79;Chethuboth, 35.[151]Maimonide,Dellʼ Omicida,iv.[152]VediGiuseppe Flavio,Ant., iv, 8. Sappiamo che lo stesso accadde presso i Romani (Institut.,iv, c. 4, § 7). Cfr.Michaelis, op. cit., v, § 240;Saalschütz, op. cit., cap. 57.[153]Così intende anche il Diodati (Commenti in questo luogo), e pare che di eguale avviso fosse il Salvador (Loi de Moïse, 1repartie, liv.iv, chap.ii, §v).[154]Mechiltà,Neziqin, § 8;Babà Qamà, 83b, 84a. Non fu però questa interpretazione accettata senza una penosa e sottile discussione, come può vedersi nel luogo citato del Talmud. E pare che Rabbì Eliezer opinasse per la pena del taglione nel caso della lesione dolosa, per la multa in quello della lesione involontaria. Cfr. le note del Weiss nel citato luogo dellaMechiltà.[155]Maimonide,Dei Servi,i, 1.[156]Mechiltà, ivi, § 9;Qiddushin, 20a.[157]Aben Ezra;Rosenmüller;Saalschütz, op. cit., cap. 76, § 3.[158]Mechiltà, ivi,Qiddushin, 16a, 24 e seg.[159]Un siclo è da valutarsi poco più che tre delle nostre lire. (Munk,Palestine), pag. 403.[160]È stranissima in questo punto lʼinterpretazione rabbinica che vuole con le parolefiglioofigliasiano compresi nella legge anche i fanciulli, quasi potesse supporsi che nelle parole uomo o donna non si comprendessero i danni recati ai minorenni. (Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 43b).[161]Mechiltà, ivi, § 10;Babà Qamà, 54b.[162]Babà Qamà, 33a.[163]Mechiltà, ivi, § 10,Babà Qamà, 27a40a,Macchoth, 2. I dottori del Talmud hanno disputato (ivi) se la multa dovesse valutarsi secondo il valore dellʼoffensore o dellʼoffeso. La disputa in questo caso non è priva dʼimportanza; perchè, secondo la prima opinione, sarebbe un vero riscatto che lʼuccisore pagherebbe per redimere la propria persona dalla morte, secondo lʼaltra opinione, la multa si ridurrebbe a una indennità. Nel Talmud si vuole però dimostrare che ad avviso di tutti si tratta di riscatto valutato soltanto in modo diverso.[164]LʼIsaacita, lʼAben Ezra, Rosenmüller, Reggio, Luzzatto.[165]Babà Qamà, 49b.[166]Mechiltà, ivi, § 11;Babà Qamà, 10b.[167]Luzzatto, Commento in questo luogo.[168]Mechiltà, ivi, § 12.Babà Qamà, 79b. È troppo puerile la ragione addotta da altro dottore nel Talmud che la pena sarebbe stata minore nel furto del bestiame minuto, perchè il ladro dura fatica a caricarlo addosso. E quale criterio giuridico sarebbe questo di misurare la pena a seconda del disagio patito dal reo nel commettere il delitto?[169]Aben Ezra, Samuele Ben Meir, Diodati, Reggio, Rosenmüller, Luzzatto, Dillmann, Keil, Reuss.[170]In questo senso metaforico i talmudisti interpretano la frase del testo:se è sorto il sole.[171]Mechiltà, ivi, § 13,Sanhedrin, 72;Maimonide,Del furto, cap.ix.[172]Qiddushin, 18a.[173]Maimonide,Del Furto,iii, § 12.[174]Sotà, 23.[175]Mechiltà,Neziqin, § 4, 5, 6, 14;Sanhedrin, 85b.[176]Qiddushin, 18a.Maimonide,Del Furto,iii, 14.[177]Qiddushin, ibidem.Maimonide, ibidem.[178]Mechiltà,Neziqin, § 12;Babà Qamà, 62b.[179]Babà Qamà, 2b, 3a.[180]Samuele Ben Meir, Luzzatto, Dillmann.[181]Mechiltà, ivi, § 14;Babà Qamà, 6b, 7a.[182]Maimonide,Dei danni pecuniarii,viii, 10.[183]Queste sono le parole di più che contiene la versione alessandrina dopo quelle del testo ebraico:campo altrui:ἀποτίσει ἐκ τοῡ ἀγροῡ κατὰ τὸ γέννημα ἀυτοῡ, ἐὰν δὲ πάντα τὸν ἀγρὸν καταβοσκήση. Egualmente suona lʼaggiunta della versione samaritana.[184]Cioè il depositario.[185]Vedi sopra, la nota97, pag. 90.[186]Così intendono ilxx, la Vulgata, lʼIsaacita, lʼAben Ezra, il Rosenmüller, Dillmann, il Keil e altri; ma il Luzzatto interpreta invece che lʼinnocenza del depositario doveva farsi chiara per ricerche giuridiche del tribunale.[187]La giustizia tenuta come divina per il luogo dove si amministrava.[188]Mechiltà,Neziqin, § 16;Babà Meziȁ, 94b.[189]Ibidem.[190]Mechiltà, l. c.[191]Nel Talmud con ispirito quasi di critica moderna fu proposta anche lʼipotesi che questo verso sia fuori del suo luogo. Ipotesi del resto fatta dagli antichi dottori ebrei anche per altri passi della Scrittura (Babà Qamà, 107;Sanhedrin, 2).[192]Mechiltà, ivi, § 15;Babà Qamà, 107;Babà Meziȁ, 3;Shebùoth, 42;Chethuboth, 18.[193]Maimonide,Dellʼattore e del convenuto, I, § 2.[194]Questo principio fu prima oggetto di discussione fra due dottori, volendo invece Rabbì Meir che chi paga il nolo fosse esente da ogni indennità in qualunque caso (Babà Meziȁ, 80b), ma fu deciso come lʼopinione contraria di Rabbì Jehudah (vediBabà Meziȁ, 93a). La Mishnà in una forma breve ha espresso le esposte distinzioni. Non dispiacerà forse vederla nella traduzione latina pubblicata dal Surenhusio: «Quatuor custodum genera sunt, custos gratuitus, qui mutuo petit, qui mercedem recipit, et qui conducit; custos gratuitus jurabit pro omnibus; qui mutuo petit, solvet omnia; qui mercedem recipit, et qui conducit, jurabunt pro pecude confracta, et pro mortua, et solvent rem amissam vel furto ablatam».[195]Altri ha creduto di dover annoverare questa legge fra quelle concernenti la proprietà (vediDillmann), perchè la figlia non maritata è come proprietà del padre. Ma lʼobbligo che si vuole imporre al seduttore di sposarla, quando il padre acconsenta, cʼinduce a porre questa legge piuttosto fra quelle che concernono la morale.[196]Mechiltà,Neziqin, § 17;Chethuboth, 10a.[197]Mechiltà, ivi;Chethuboth, 39b;Qiddushin, 46a.[198]Mechiltà, ivi;Sanhedrin, 67.[199]Lascio qui, come altrove, il trapasso dal singolare al plurale, idiotismo proprio dellʼebraico, come il trapasso dallʼuna allʼaltra persona.[200]Mechiltà, ivi, § 19.[201]Babà Meziȁ, ivi.[202]Maimonide,Dei Sinedrii,xix, § 4.[203]Il testo direbbe alla letterala tua pienezza,e la tua lagrima, intendendo forse dʼincludere in queste frasi i prodotti solidi come tutti i cereali e le frutta, e quelli liquidi, come il vino e lʼolio. È impossibile in questo caso una traduzione letterale, che non darebbe senso. Il pseudo Jonathan traduce: «Le primizie dei tuoi frutti, e le primizie del vino del tuo tino»; e ilxx:ἀπαρχὰς ἄλωνος καὶ ληνοῦ σου, cogliendo in questa maniera il vero significato. La Vulgata poco diversamente traduce: «Decimas tuas et primitias tuas».[204]Del passo del Leviticoxxvi, 29, che da alcuno è stato inteso come se permettesse i sacrifizii umani, parleremo più innanzi a suo luogo.[205]Mechiltà, ivi, § 20;Sanhedrin, 2a.[206]Intendi: il primo moto dellʼanimo tuo, il sentimento istintivo, ti porterebbe a non soccorrerlo.[207]VediHupfeld,De primitiva et vera temporum et feriatorum apud Hebraeos ratione festorum, III, pag. 10 e seg.;Graf,Die geschichtlichen Bücher des Alten Testaments, pag. 79;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 119;Bunsen,Bibelwerk, nella traduzione;Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, pag. 277;Horst,Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 64;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 176, II, pag. 64.[208]Lo schiavo: bellissima frase, e in tutto rispondente a quella italiana:respirare,prender fiato.[209]Nel presentarsi a celebrare la festa nei luoghi santificati al culto si dovevano portare dei sacrifizi, non doveva andarvisi a mani vuote.[210]Die Composition des Hexateuchs,xxipag. 556 e seg.[211]Geshichte d. V. J., I, 3aediz., pag. 103–111.[212]Op. cit.,xxi, pag. 559.[213]Les quatre Sources des Lois de lʼExode nella Revue de Théologie et de Philosophie, Lausanne 1883, n. 4.[214]Vernes,Les debuts de la nation juivenellaRevue de lʼHistoire des Religions, tom. VII, N. 3, mars–juin 1883.[215]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 94.Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 195,Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxi, pag. 392.Kayser,das Vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 112.[216]Nöldeke,Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 50;Kayser, op. cit., pag. 54.Wellhausen, op. cit.,xxi, pag. 550.[217]I versi 11–13 sono frammento della legge jehovistica inserito dallʼultimo compilatore in quella elohistica. Ciò apparisce principalmente dal ritornare una seconda volta sul comando di tingere di sangue gli stipiti, dandone una ragione troppo antropomorfica, aliena dal concetto dello scrittore elohista, e dal formare questi tre versi una interruzione fra il 10 e il 14; perchè in quello è compiuto logicamente quanto concerne il sacrifizio pasquale, e in questo si comincia a dire della festa delle azzime: cfr.Kayser, op. cit., pag. 45 e seg.[218]Reuss, op. cit.,i, pag. 199, 267,Die Geschichte d. h. Schriften A. T., § 213–216:Kayser, op. cit., pag. 197.[219]Zum Gesetz und zum Zeugniss, pag. 11.[220]Hupfeld,Osterprogramm, 1858, pag. 9;Ewald,Geschichte d. V. I., 3a, I, pag. 104.[221]Bunsen,Bibelwerk, V, pag. 341 e seg.;Fürst,Geschichte der biblischen Literatur, I, pag. 288 e seg.[222]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 29;Reuss,Geschichte der heiligen Schriften A. T., § 200;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 19–20.[223]Cfr.Kuenen,Histoire critique, I, pag. 248 e seg.[224]Kuenen,The Religion of Israel, I, pag. 132.[225]Nel passo di Samuele 1o,xiv, 3, le parolesacerdote di Jahveh in Shilòsono apposizione di Elì, ultimo nominato, non di Aḣijjà sacerdote contemporaneo di Saul; e però non se ne potrebbe argomentare lʼesistenza tuttora in Shilò di un luogo di culto. (Cfr.Thenius, commento in questo luogo.)[226]Il luogo parallelo del 2olibro delle Croniche (i, 3) aggiunge che in Ghibʼonera il tabernacolo di Dio edificato da Mosè servo di Jahveh nel deserto, e che Salomone offrì i suoi sacrifizi sullo stesso altare di rame che era stato costruito da Bezalel. Ma lʼautore più antico del libro dei Re non sa nulla di tutto ciò, e chiamaBamàil luogo consacrato al culto di Ghibʼon, mentre tal nome non avrebbe potuto darsi allʼofficiale e ritualmente comandato tabernacolo. È chiaro pertanto che lʼaggiunta delle Croniche fu posta dallʼautore per adattare i fatti al concetto sacerdotale già prevalso, che sino dai tempi mosaici fosse imposta dal rito lʼunità del culto. Lo stesso cronichista è obbligato a riconoscere che lʼarca non si trovava in questo immaginario tabernacolo. E come, si domanda, avrebbe potuto non trovarcisi se questo fosse esistito? VediReuss,Cronique ecclésiastique de Jérusalem, pag. 124.[227]Cfr.Stähelin,Versuch einer Geschichte der Verhältnisse des Stammes Levi. ZDMG, 1855, pag. 704–730.[228]Sembra essere provenuta da solo errore grafico la lezione masoretica del Deuteronomio (v. 13)Raʼahinvece cheDaʼah, come leggesi nel Levitico, tanto più che le due lettereD Rhanno tanto nel carattere samaritano quanto in quello ebraico forma molto simile e da potersi facilissimamente scambiare.[229]Tacitus,Historiae, v, 3;Justinus,xxxvi, 2. Giuseppe Flavio riporta la stessa cosa nel trattato contro Appione,i, 34, come una favola di scrittori malevoli.[230]Vedi il fatto di Mirjam punita da Dio con la lebbra (Num.,xii, e seg.), e lʼaltro di Gheḣazi servo del profeta Eliseo punito nello stesso modo (2oRe, v. 27). Cfr. ilMidrash Vaiqrà Rabbà, Sez. 16.[231]Cfr.Kleinert,Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, 2teUntersuchung, pag. 77 e seg.[232]Mosaisches Recht, § 211.[233]Rosenmüller,Scholia in Leviticum,xiii, 47;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 138, n. 5.[234]Vedi i citati autori.[235]Zur Charakteristik und Geschichte des Priestercodex und Heiligkeitsgesetzes. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1884, pag. 129 e seg.[236]Sifré, I, § 25,Nazir5a.[237]Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 75–83;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 250 e seg.;Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 369.[238]Geiger,Nachgelassene Schriften, IV, 265 e seg.;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 77; anche il Nöldeke (Untersuchungen zur Kritik d. A. T., pag. 63 e seg.) ammette che lʼautore di quello che per lui è ilGrundschriftsi sia qui valso di una antica raccolta di leggi.[239]A suo luogo esamineremo il significato di questa frase.[240]Secondo lʼopinione delKayser(Das vorexilische Buchecc., pag. 69) sarebbe interpolato anche il verso 5; ma non ci sembra ciò necessario, perchè in questo verso non si accenna a nessun rito particolare.[241]Peah, ossia,De Angulo Agri.[242]Seguo lʼinterpretazione del Bartenora; il Maimonide, e Abraham Ben David intendono che sia il sommacco, ma questa pianta non produce frutto mangereccio.[243]V.Sifrà,Qedoshim, I,Peah, I, 4, 5.[244]Peah, ivi, 2.[245]Peah,vii, 4, 7,Sifrà,Qedoshim, 3;Maimonide,Dei Doni ai Poveri,iv, 21.[246]Sifrà,Qedoshim, § 2;Sanhedrin, 86.[247]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 27b.[248]Sifrà, l. c.;Babà Qamà, 105b.[249]Sifrà, l. c., secondo il commento di Abraham Ben David;Babà Qamà, 105b.[250]Sifrà, l. c.[251]Sifrà, l. c.,Babà Meziȁ, 111a.[252]Babà Qamà79b, secondo lʼinterpretazione del Maimonide nel cap. i, § 3,Del Furto.[253]Sifrà, l. c.[254]Sifrà,Pesaḣim, 22,ʼAbodà Zarà, 6.[255]Sifrà, l. c.,Chethuboth, 46a,Babà Qamà99b,Sanhedrin31a.[256]Sifrà, l. c.;Sanhedrin, 73.[257]Sifrà, l. c.;ʼErachin16b.[258]Sifrà, l. c.;ʼErachin, l. c.[259]Sifrà, l. c.;T. G. Nedarim, cap. 9.[260]La parola del testoShaʼatnezè oscura, e dʼincerta derivazione. Il Deuteronomista nel luogo a questo parallelo (xxii, 11) lʼha spiegata in parole ebraiche, come noi qui traduciamo. La spiegazione parve vera allʼEwald, che credè averne trovata la derivazione in due parole copte. (Altherthümer, pag. 215).[261]Pei versi 20–22 vedi più sotto.[262]Che i vv. 21, 22 siano posteriore aggiunta del compilatore lo ammettono il Kayser (op. cit., pag. 69) e il Wellhausen (Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427), e che non appartenessero originariamente al nostro capitolo lo dice anche il Graf (Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 78 in nota).[263]Sifrà, l. c.,Cherithot, 11a.[264]Sifrà, l. c.;Ghitin, 41b,Cherithot, 11a.[265]Chilaim, oDe Heterogeneis;ʼOrlà, oDe Arborum Praeputiis.[266]La diversità di lezione è facilmente spiegabile, perchè la medesima preposizione può significaresopraecon, e frahaddam,il sangue, eharim,montinella scrittura ebraica lʼequivoco è facile.[267]Sifrà, ivi, § 3;Sanhedrin, 63a.[268]Sifrà, l. c.;Nazir, 40b,Qiddushin, 35b,Macchoth, 21a.[269]Cfr.Dillmann, commento in questo luogo.[270]Caro,Shulhan ‛Aruch, II, § 340.[271]Sifrà,Shemini;Moʼed Qatan, 24a.[272]Genesi,xxvii, 34; 2oSamuel,i, 11; 1oRe,xxi, 27; 2oRe,ii, 12;v, 7;vi, 30;xix, 1;xxii, 11;Ezra,ix, 3, 5.Ester,iv, 1.[273]Sifrà, l. c.,Jebamoth, 6a,Babà Meziȁ, 32.[274]Misura dei solidi, in ispecie dei frumenti.[275]Misura dei liquidi.[276]Sifrà, l. c.;Babà Meziȁ, 58.[277]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 427.[278]Sifrà, l. c. § 1;Vaiqrà Rabbà, § 24.[279]Cfr.Wellhausen,Die composition des Hexateuchs,xxii, pag. 428. Questo autore però, mentre riconosce essere una glossa i vv. 4 e 5, propende piuttosto a tenere come aggiunta del compilatore tutta la prima parte del capitolo, cioè i vv. 1–9.[280]Vedi lʼIsaacita sul Genesixviie sul Talmud Bab.Cherithoth, 7aeShabbath, 25b. In questʼultimo luogo vedi anche i Tosafisti.[281]Sanhedrin, 52a.[282]Ubi supra, 84b.[283]Ubi supra, 53a.[284]Sifrà,Qedoshim, § 10;Sanhedrin, 54a.[285]Cherithothin principio; cfr. ivi il commento dellʼIsaacita.[286]Shabbath, 64b.[287]Op. cit., pag. 47.[288]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker, pag. 78.[289]Das vorexilische Buch der Urgeschichte Israels, pag. 69.[290]Die Geschichte der heiligen Schriften d. A. T., § 292.[291]Nome di un luogo, dove aveva speciale culto il Dio dei Moabiti Peʼor.[292]Da non confondersi colla cittadella di Gerusalemme, che esattamente trascrivendo dallʼebraico dovrebbe dirsi Zijjon piuttosto che Sion, come volgarmente dicesi.[293]Nome di un colle.—Si osservi che se quanto precede nel Deuteronomio fosse dello stesso autore, non vi sarebbe stata ragione di ripetere qui brevemente ciò che con estensione aveva sopra narrato (ii, 31–iii, 11).[294]La parola ebraicaTotafoth, che abbiamo tradottobende, è dʼincerta interpretazione, tanto più che si trova soltanto in questo e negli altri luoghi paralleli (Esodo,xiii, 16;Deut.,xi, 18). Vero è che in altro luogo parallelo anchʼesso (Esodo, ivi, 9) trovasi invece una parola che senzʼalcun dubbio significaricordo, ma nulla permette di dare aTotafothlo stesso significato. I più dei lessicografi la fanno derivare dallʼaraboTâfa, circondare; ma il Delitzsch la vuole simile allʼassiroTatâpuche avrebbe lo stesso significato. (The hebrew language viewed in the light of assyrian research, pag. 20.)[295]Sifrè,Deut., § 34;Berachoth, 2a, 10b.[296]Sifrè, l. c., § 35;Mechiltà,Bo, § 17, 18;Berachoth, 14b.[297]Sifrè, l. c., § 136;Menaḣoth, 28ae seg.;Shabbath, 32b.[298]Degli animali uccisi non per sacrifizio si dava il permesso di mangiarne senza osservare le leggi di purità, come mangiavansi i caprioli e i cervi, animali non atti a sacrificarsi.[299]Sanhedrin, 84b.[300]Sifrè, l. c. § 93–95;Sanhedrin, 16b, 111b, e seg.Babà Qamà, 82b. Secondo poi una tradizione talmudica, il fatto di una intiera città condannata per politeismo o idolatria non sarebbe mai avvenuto, nè potrebbe avvenire (Sanh., 71a).[301]De primitiva et vera temporum festorum et feriatorum apud Hebraeos ratione, III, pag. 21 e seg.[302]Nelle note in questo luogo.[303]Sifré, l. c., § 112–117;Shebiʼith,l.[304]Ghitin, 18a.[305]Sifré,Shebiʼithubi supra.[306]Questa costituzione dʼHillel è detta nel TalmudProzbol(vediSifrèeShebiʼith, l. c.), voce del cui significato si disputa fra glʼinterpreti. Probabilmente è corruzione del grecoπροσβολή,aggiunta, quasi voglia dire aggiunta fatta alla legge.[307]Shebiʼith,x, 9.[308]Sanhedrin,I, § 6,x, § 2, e f. 88b.[309]Ḣaghighà, 16.[310]Maimonide,De Synedriis,i, 3.[311]Sanhedrin,iii, § 1.[312]Ibidem,iv, § 2.[313]Sifré,ii, § 153.[314]Sanhedrin, f. 17a.[315]Ibidem, 36b.[316]Ibidem.[317]Ibidem, 24be seg.[318]Ibidem, 27 e seg.[319]Ibidem.[320]Ibidem, 88b.[321]Sanhedrin, 13b.[322]Sanhedrin,i, 1;Maimonide,De Synedriis,v.[323]Ibidem, f. 3a.[324]Sifré,ii, § 205; Ibidem, 2ae 14a, secondo lʼopinione di R. Jehudah prevalente contro lʼopinione contraria di R. Simeone, che sosteneva essere sufficienti anche soli tre.[325]Ibidem, 2ae 10b.[326]Ibidem, f. 36b.[327]Cfr.Saalschütz,Das mosaische Recht, pag. 58–64.[328]V. sopra, pag. 81.[329]Sanhedrin, 40 e 41.[330]Cfr.Knobel, commento su questo luogo;Wellhausen,Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 463.[331]Anche nella tradizione rabbinica alcuni opinarono che ai trattasse solo del Deuteronomio (Sifré,ii, § 160), sebbene poi prevalesse lʼopinione contraria che si trattasse di tutta la legge.[332]Antichità,iv, 8, 17.[333]Sanhedrin, 20b.[334]Sifré,ii, § 157;Maimonide,De Synedriis, v. 1;De Regibus,i, 3.[335]Sifré, ibidem.[336]Sifré, ibidem;Jebamoth, 45b. A tale proposito si narra nel Talmud che il re Agrippa, leggendo pubblicamente questo paragrafo della Scrittura, si dette a piangere, pensando che egli non era di origine ebrea, ma i dottori lo confortarono, esclamando ad alta voce: «nostro fratello tu sei» (Sifré, l. c.;Sotà, 41a). Non è ben certo poi se questo Agrippa fosse il primo o il secondo di tal nome. (Cfr.Derenbourg,Essai sur lʼHistoire et la Géographie de la Palestine, pag. 216, n. 4.)[337]Qiddushin, 82a.[338]Maimonide,De Regibus,i, 8, 9.[339]Horajoth, 11b.[340]Sifré,ii, § 157;Sanhedrin, 22a.[341]Maimonide,De Regibus,iii, 8, 9.[342]Sanhedrin, 21b.[343]Sanhedrin, ibidem.[344]Maimonide,De Regibus,iii, 2, 3, 4,De Synedriis,xix, 3.[345]Sanhedrin, 19a.[346]Maimonide,De Regibus,iii, 10.[347]Maimonide,De Regibus,iv;Sanhedrin, 20b.[348]Più innanzi, nella esposizione del codice sacerdotale, si vedrà in quale diverso modo fu inteso questo luogo dai talmudisti.[349]Questa pare la più probabile interpretazione da darsi al difficile v. 8. V.Aben Ezra,Reggio,Rosenmüller,Bunsen,Knobel,Herxheimer,Reussnei commenti su questo luogo.[350]Della Profezia nella Bibbia, Firenze, 1882.[351]Sifré,ii, § 170;Shabbath, 75a;Rosh–hasshanà, 24b;ʼAbodà Zarà, 18a, 43b;Sanhedrin, 68b.[352]Sifré, ivi, 175. Ammisero però che anche fra le altre nazioni furono alcuni profeti,Babà Bathrà15b.[353]Sifré,ii, § 177;Sanhedrin, 89a.[354]Sifré, ivi, § 175;Sanhedrin, 89b;Jebamoth, 90b.[355]È patente la contraddizione di questo passo con quello delIV, 41–43, ove si dice che Mosè aveva già destinato le tre città dʼasilo nel paese alla destra del Giordano. La interpretazione rabbinica, che nel cap.xixsi parli di tre città da destinarsi nella regione alla sinistra del Giordano, in aggiunta alle tre già destinate da Mosè, non resulta in alcun modo dalla piana intelligenza del testo. I rabbini poi erano così impacciati nella interpretazione conciliativa dei due testi, che alcuni vollero le città di rifugio dovessero essere in tutto nove, altri dodici, e altri quindici. (VediSifré,ii, § 185.Talmud Ger. Maccoth,ii, § 3,Tosaftà,Maccoth,ii.) Nè meglio quadra lʼinterpretazione di altri, i quali per le prime tre città indicate in questo luogo del Deuteronomio intendono quelle allʼoriente del Giordano, e per le seconde tre, quelle allʼoccidente. Imperocchè il legislatore non potrebbe imporre di fare una cosa che già da Mosè era stata fatta. Di necessità dunque bisogna concludere che il passoiv, 41–43, è di autore diverso da quello della parte legislativa del Deuteronomio. Tutto questo argomento poi delle città dʼasilo sarà esposto più estesamente quando esamineremo il cap.xxxvdel Numeri.[356]Sebbene questa legge non segua nel testo immediatamente dopo quella dellʼasilo e dellʼomicidio, le abbiamo riunite per non interrompere due argomenti così affini.[357]Sifré,ii, § 205;Sotà, 44, 45.[358]Sifré, ivi, § 205, 206;Sotà, ivi.[359]Sifré, ivi, § 205;Sotà, 47.[360]Sifré,i, § 161;Sotà, 47.[361]Babà Qamà, 88a;Sifré,ii, § 190;Shebuʼoth, 30a.[362]Ghitin, 23.[363]Sanhedrin, 24b, 25, 26, 27. Cfr. ivi il commento delRashì;Babà Qamà, 72b.[364]Qiddushin, 40b.[365]Sanhedrin, 27be seg.[366]Babà Qamà, 42be seg.[367]Questa interpretazione è del Maimonide,Della testimonianza,ix, 2. NelSifré,ii, § 190, e nel Talmud (Shebuʼoth, 30a) si deduce la stessa conseguenza da altra interpretazione dello stesso genere.[368]Maimonide, op. cit.,x.[369]Sanhedrin, 26b.[370]Babà Qamà, 56.[371]Maimonide, op. cit.,iii, 4–6.[372]Vedi per tutte queste disposizioniMacchoth, cap.i.[373]Maimonide, op. cit.,xviii, 6.[374]Macchoth, 4b.[375]Sanhedrin, 29a.[376]In un luogo del Talmud Gerosolimitano (Shebiʼith,vi, 1) si dice che anche ai popoli della Palestina Giosuè, prima di entrare nei loro confini, mandasse pubbliche lettere, per avvertirli che chi voleva emigrare, emigrasse, chi far pace, la facesse, chi guerreggiare, guerreggiasse. Ora è certo che a questo luogo non si può dar valore se non come leggenda; ma anche come tale è contrario a tutto ciò che nella Scrittura viene insegnato intorno alla condotta da tenersi verso questi popoli. Però ci apparisce soltanto come singola opinione di qualche dottore, tanto più che nel Talmud babilonese non si contiene nulla di simile. È da meravigliare quindi che il Maimonide lʼabbia adottata come principio di diritto (V.Dei Re e delle loro guerre,vi, 5).[377]Dei Re e delle loro guerre,vii, 15.[378]Sifré,ii, § 191–198;Sotà, 42–44.[379]Secondo il Maimonide (op. cit.,vi, 7) il diritto tradizionale rabbinico avrebbe imposto che assediando le città nemiche si lasciasse una parte libera per quelli che volevano fuggire; e pare che desuma questo insegnamento da un passo delSifré,I, § 157, ove dicesi che gli Ebrei si contennero in tal modo militando contro i Madianiti (cfr. il pseudo Jonathan). Ma da un solo fatto, il quale poi è leggendario, non si può dedurre una regola generale di diritto, da applicarsi in ogni caso.[380]Abbiamo già sopra notato come i vv. 1–9 del cap.XXIsiano una interruzione in questo argomento, e da riportarsi logicamente nel cap.xix, ove si parla dei delitti di sangue.[381]Ḣolin, 17a. Cfr.Maimonide,Dei Re e delle loro guerre,viii, 1.[382]Qiddushin, 21b.[383]Sifré,ii, § 212, 213;Jebamoth, 48.[384]Maimonide, l. c., § 7.[385]Presso la porta, come luogo di più facile convegno, perchè comunicazione fra la città e la campagna, si radunava il magistrato per rendere giustizia.[386]Sifré,II, § 218–220;Sanhedrin, 68b–72a, 88b.[387]Sanhedrin, 49b.[388]Ibidem, 52b.[389]Ibidem, 45.[390]Das Mosaische Recht, pag. 457–460.[391]Mosaisches Recht, § 235.[392]Sanhedrin, 45b.[393]Babà Meziȁ, 21–28.[394]Maimonide,Del furto e delle cose smarrite,xiii, 10.[395]Babà Meziȁ, 23a.[396]Ibidem, 28b.[397]Ibidem, 21a–24.[398]Nazir, 59a. È noto che uno dei capi dʼaccusa contro Giovanna dʼArco fu di avere indossato abiti ed armature virili.[399]Sifré,ii, § 229.[400]Questo precetto poteva essere ispirato da un sentimento di compassione per lʼanimale più debole, costretto a faticare più che le sue forze non consentirebbero, se appajato a uno più forte.[401]Sifré,ii, § 231;Mishnah,Chilaim,viii, 2.[402]Babà Qamà, 54b.[403]Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 92;Saalschütz,Das Mosaiche Recht, pag. 564;Luzzatto, commento in locum.[404]Sifré,ii, § 237;Chethuboth, 46.[405]Sifré,ii, § 240;Chethuboth, ubi supra;Sanhedrin, 50b.[406]Sifré,ii, § 238;Chethuboth, ubi supra.[407]Lʼantico commento tradizionale Sifré intende a ragione che tanto in campagna quanto in città sia condannata la donna, se si prova che avesse mezzo di chiamare gente in suo ajuto, e al contrario assolta, anche se in città non potesse esser da nessuno udita. Non trovo però che questa ragionevole interpretazione sia stata adottata come decisione legislativa.[408]Maimonide,Leggi matrimoniali,i, 3.[409]Qiddushin, 2a.[410]Ibidem, 12b.[411]Jebamoth, 96b, 112b.[412]Qiddushin, 41a.[413]Jebamoth, 107a.[414]Qiddushin, 79a.[415]Jebamoth, 20a.[416]Caro,Eben haʼezer,xv, 1.[417]Chethuboth, 7a.[418]Caro, op. cit.,lxi, 1.[419]Caro, op. cit.xciii, 1.[420]Chethuboth, 72a, 101.[421]Isaacita, inJebamoth, 66a.[422]Chethuboth, 46, 47, 52.[423]Chethuboth, 46b, 65b.[424]Cioè, non faccia parte del popolo, della cittadinanza, mediante il matrimonio legittimo.[425]Pare più ragionevole di intendere la parola del testo nel significato più ristretto che abbiamo sopra accennato, e che è conforme alla interpretazione rabbinica (V.Sifré,ii, 248;Jebamoth, 49), che non qualunque nato da unione non legittima.[426]Questo scrittore aveva innanzi a sè le narrazioni del Jehovista nel Numeri (xxii–xxiv), ma non quella del proemio del Deuteronomio (ii, 29), dalla quale anzi resulterebbe il contrario. È da supporsi ancora che i vv. 5–8 siano posteriore aggiunta, e non appartengano veramente al legislatore deuteronomista. Se il non avere usato cortesia verso gli Ebrei esciti dallʼEgitto era ragione sufficiente per proibire ogni unione in perpetuo con gli Ammoniti e con i Moabiti, non doveva esserlo ancora per glʼIdumei, che secondo il narratore jehovista gli avevano trattati con eguale durezza? (Numeri,xx, 14–21). Ma è più probabile che le unioni matrimoniali con quei due popoli fossero proibite, perchè lʼantica leggenda (Genesi,xix, 30–38) gli faceva derivare dallʼunione incestuosa di Lot con le figliuole.[427]Sifré,ii, § 249;Jebamoth, 76b.[428]Avvertimento opportuno a frenare la licenza dei costumi militari.[429]Ghitin, 45a. Cfr.Maimonide,Degli Schiavi,viii, 10.[430]Jebamoth, 93b.[431]Non vi è dubbio che tale è il significato della parola ebraica del testo, che letteralmente significa cane. Questa interpretazione, già sostenuta da molti commentatori, è stata confermata dal Derenbourg col confronto di tale nome dato ai cinedi per dispregio presso i Fenicii (Revue des Études juives, 1881, pag. 123–127).[432]Sifré,ii, § 266, 267;Babà Meziȁ, 87, 91, 92.[433]Matth.,xii, 1;Luc.,vi, 1.[434]Questa è lʼinterpretazione di molti commentatori. V.Rosenmüller,Reggio,Knobel,Reuss,Herxheimer, i quali tutti tengono i primi tre versi come la protasi, e il 4ocome lʼapodosi di un solo periodo. Cfr.Michaelis,Mosaisches Recht, § 119;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 799.[435]Sifré,ii, § 269;Ghitin, 90.[436]Ibidem, eSanhedrin, 22a.[437]Caro,Eben haʼezer,CXIX, 3.[438]Ibidem, 4.[439]Qiddushin, 66a.[440]Chethuboth, 101a.[441]Isserles,Eben haʼezer,cxix, 6.[442]Caro, op. cit.,i, 10.[443]Chethuboth, 107a.[444]Caro, op. cit.,cliv, 6, 7.[445]Jebamoth, 64a.[446]Babà Meziȁ, 115a.[447]Narrasi nel Numeri (xii) che Mirjam fu castigata con una lebbra che durò soli sette giorni, per avere sparlato di suo fratello Mosè. Qui il legislatore vuole indirettamente far intendere che questa gravissima malattia era per lo più una punizione provvidenziale. Così lʼintesero anche i rabbini (Sifré,ii, § 275).[448]Amos,ii, 5–8,iii, 9,v, 11, 12,viii, 4–6;Isaia,iii, 14,15, x, 2,xxxii, 7;Michà,iii, 1–4;Ezechiele,xxii, 29;Zacharia,vii, 10;Salmi,x, 2, 8, 9,xii, 6,xxxv, 10,xxxvii, 14,cix, 16.[449]Sifrè,ii, § 280;Sanhedrin, 27b.[450]La condizione della vedova in un popolo, nel quale essa non aveva diritto se non che agli alimenti, doveva essere in generale meschina; quindi si spiega facilmente questo maggiore riguardo usatole dalla legge. I rabbini però lo estesero alle vedove di qualunque condizione, e, anche se ricche, proibirono che a carico loro si facesse qualunque pignoramento (Babà Meziȁ, 115a).[451]Sifré,ii, § 286;Macchoth, 13, 15b, 16, 17, 20.[452]Maimonide,De Synedriis,xvi, 4, 6.[453]Sifré, l. c.;Macchoth, 22a; cfr. 2Corinth.,xi, 24.[454]Macchoth, l. c.;Sanhedrin, 10.[455]Sanhedrin, 46a.[456]Cfr. lʼIsaacitainḢolin, 141b, e gli Scolii sullʼIsaacita nel Deuteronomio,xxv. Altri autori opinano ancora che per la continuata e ripetuta prevaricazione della legge si sarebbe potuto fustigare il pervicace peccatore, fino che si pentisse, o, se non volesse pentirsi, fino a farlo morire (Bartenora, eJom Tob Levitasul cap. 4odiNazir, § 3).[457]Sanhedrin, 81b.[458]1oRe,xxii, 27;Geremia,xxxii, 2 e seg.,xxxvii, 4, 15, 18.[459]Sifré,ii, § 287;Babà Qamà, 54b.[460]Cfr.Babà Meziȁ, 32b,Shabbath, 154b.[461]Michaelis,Mosaisches Recht, § 98;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 757;Rosenmüller,Diodati,Luzzatto,Knobel,Reuss.[462]Sifré,II, 288;Jebamoth, 17.[463]V.Matth.,xxii, 24 e seg.;Marc.,xii, 19 e seg.;Luc.,xx, 28 e seg.[464]Babà Bathrà, 109a.[465]Jebamoth, 22.[466]Ibidem, 43 e seg.[467]Ibidem, in principio.[468]Ibidem, 39.[469]Maimonide,Del Levirato,ii, 10. Questʼautore avrebbe ancora concesso alla donna, quando il maggiore dei cognati rinunziasse al suo diritto, di preferire quello tra gli altri, col quale potesse avere una reciproca propensione (ivi, 12); ma altri autori non la intendevano a questo modo, e si mostrarono verso la donna più rigorosi, volendola sottoposta al diritto che per ragione di anzianità avevano su lei i cognati. Cfr. ivi il commentoMagghid.[470]Jebamoth, 4a,Chethuboth, 77a.[471]Jebamoth, 39b.Jaʼaqob ben Asher,Tur Eben haʼeser, § 165.[472]Sifré,ii, § 290.[473]Jebamoth, 106.[474]V. i Tosafisti inJebamoth, 39b.[475]Jebamoth, 40a.[476]Sifré,II, § 291;Jebamoth, 106b.[477]Sifré,ii, § 293;Babà Qamà, 28a.[478]Sifré,ii, § 292,Babà Qamà, ivi.[479]Graf,Die geschichtlichen Bücher des A. T., pag. 8;Reuss,LʼHistoire Sainte et la Loi, I, pag. 208 e seg. Il Wellhausen, che vuol trovare nel Deuteronomio tre codici diversi per letteraria composizione, ammette che il capitoloxxviisia stato aggiunto nel secondo, e non formasse parte del terzo, nel quale entrò il cap.xxviii. (Die Composition des Exateuchs. Jahrb. f. D. Theol.,xxii, pag. 464). Il Kayser tiene come interpolazione tutto il capitolo eccetto i vv. 1–3 e 8–10, che a lui sembrano transizione fra ilxxvie ilxxviii(Das vorexilische Buch, pag. 101). Ma a chi bene osserva, questa transizione non è punto necessaria, anzi sarebbe una vera interruzione nei corso dei concetti che così naturalmente si seguono. Con molta ragione dice il Reuss: «Ce serait la seule fois dans tout le code que le rédacteur aurait changé la forme de son discours. Partout ailleurs cʼest Moïse qui parle, et au v. 9 le rédacteur aurait trouvé convenable de le dire explicitement?»[480]Questa è lʼopinione prevalente omai fra i critici, che in un punto cosi conosciuto, è inutile nominatamente citare.[481]Zeitschrift für Völkerpsycologie und Sprachwissenschaft1880, pag. 1–28.[482]Das Deuteronomium und der Deuteronomiker. Questo autore, contro lʼopinione più comunemente accettata, vuol riportare la composizione della legge deuteronomica sul finire dellʼetà dei Giudici (ivi, pag. 137 e seg.).[483]SchradernellʼEinleitungdelDe Wette, 8aediz., § 191;Kayser,Das vorexilische Buch, pag. 102.[484]Wellhausen, op. cit., xxii, p. 464;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, 210.[485]Sotà, 41a.[486]I libri rabbinici non sono concordi nel determinare in quali parti veramente consisteva la lettura. Secondo ilSifré(II, § 160), una delle più antiche fonti del rituale ebraico (Geiger,Urschrift, p. 434, 436) pare che si sarebbe dovuto leggere tutto il Deuteronomio. LaMishnah, secondo il testo gerosolimitano (Sotà,vii, 8), la restringe ai seguenti passi:i–vi, 8;xi, 13–21;xiv, 22–29;xxvi, 12–15;xxviii; mentre secondo il testo babilonese si sarebbe letto anche ilxvii, 14–20; e si deve pur dire che questa è lezione più corretta, perchè è innegabile da tutto il contesto che si dovesse leggere anche questʼultimo passo, che concerne il diritto monarchico. Pare inoltre che il Maimonide avesse una lezione differente da tutte e due, perchè egli dice che si faceva lettura continuata dalxiv, 22 a tutto ilxxviii(Ḣaghighà,iii, 3).[487]La Profezia nella Bibbia, capp.v,vi.[488]Per quanto nelle parole del testo sia non poca oscurità, pare questo il modo più probabile dʼintendere siffatta cerimonia di consacrazione dellʼaltare.Delitzsch,Smendnei commenti su questo luogo.[489]LʼIsaacita ha creduto di trovare per lo meno una allusione alla Pentecoste nella lezione del testo masoretico (v. 21) che relativamente alla Pasqua haShebuʼoth jamim=settimane di giorni, in plurale, invece cheShibàt jamim=sette giorni. Ed il Wellhausen opina che questa sia una correzione introdotta a bella posta dai Masoreti con tale intendimento (Geschichte Israels, I, pag. 110). A me non pare che possa accettarsi nè lʼuna nè lʼaltra opinione. Anche nel testo masoretico come ora lʼabbiamo è chiaro che si parla soltanto della pasqua delle azzime. Del restosette giorni, e nonsettimane di giorni, danno concordemente le antiche versioni deilxx, di Jonathan, la Peshito, e la Vulgata.[490]Così intendo questo passo con lʼIsaacita, il Qimḣi, il Rosenmüller e lʼEwald. Altri, fra i quali il Reuss e lo Smend, opinano che anche nelle feste il principe avesse ingresso speciale per la porta dʼoriente, e che Ezechiele, dicendo che doveva escireinsiemecon gli altri abbia volato dire per identità di tempo, non per eguaglianza di luogo. Ma la parola del testobethocham=in mezzo a loro, non può intendersi se non relativamente al luogo; questa espressione dice in modo troppo chiaro che nelle feste il principe doveva essere confuso con gli altri.In mezzo a loronon è lo stesso cheinsieme con loro, la quale espressione avrebbe potuto interpretarsi anche in relazione solo del tempo. Inoltre poi in tutto il contesto si capisce troppo chiaro che il privilegio di entrare per la porta dʼoriente era concesso al principe solo nel sabato, nei novilunii, e quando offriva volontarii sacrifici privati. Resterà a noi oscura la ragione, perchè nelle festa non si accordasse al principe questo privilegio, ma ciò non deve indurci a interpretare il testo diversamente da quanto resulta dal chiaro senso letterale.[491]La parolaDerordel nostro testo va intesa nello stesso significato in cui la troviamo usata da Geremia (xxxiv, 8, 15), cioè per lʼanno settimo, in cui gli schiavi riacquistavano la libertà, non per lʼanno del Giubileo, che, secondo ogni probabilità, al tempo di Ezechiele non era stato ancora istituito. Cfr.Smend;Wellhausen,Geschichte Israels, I, pag. 123;Maybaum,Die Entwickelung des altisraelitischen Priesterthums, pag. 43.[492]Popper,Die biblische Bericht über die Stiftshütte, p. 84–104.[493]Jomà, 14a.[494]Dalla lezione deilxx(Levit.,xxi, 13) resulterebbe che avrebbe dovuto essere della stessa tribù sacerdotale:οὺτος γυναῖκα παρθένον ἐκ τοῦ γίνους αὑτοῡ λήψεται. Filone, secondo il suo costume di attenersi alla versione alessandrina, accetta anche lui questa restrizione maggiore nel rito del massimo sacerdote (De Monarchia,ii, 11). La tradizione talmudica è conforme al testo ebraico; soltanto da un passo del Talmud (Jomà, 13a) parrebbe resultare che il sommo sacerdote non fosse di solito poligamo.[495]Maimonide,Degli arredi del Tempio, IV, 20.[496]Taànith, 26, 27.[497]Sifrà,xxi, 2.Jebamoth, 22b.[498]Sifrà;Qiddushin, 77.[499]Sifrà;Jebamoth, 61.[500]Vedi sopra, pag. 197, come i talmudisti intesero questo modo di condanna.[501]Sifrà;Sanhedrin, 51b.[502]Il Talmud invece chegobbiegraciliinterpetra le parole del testo come se significassero un difetto nelle palpebre, o una macchia nellʼocchio. (Rashì;Pseudo Jonathan). Ilxxinvece digracilehannoἔφηλος,lentigginoso; la Vulgata halippus. Il Talmud inoltre ha enumerato molti altri difetti che rendevano i sacerdoti inetti al culto, come può vedersi nel trattatoBechoroth,vi, 6, e presso il Maimonide,Dellʼammissione al santuario,vi–ix.[503]Sanhedrin, 83a.[504]Ibidem, 81b.[505]I tentativi di alcuni interpetri per conciliare questa contraddizione non hanno fondamento, e bisogna pur dire che lʼautore delle Croniche ha attinto qui come altrove a fonti diverse, che ha procurato di far concordare, senza però riuscirvi. (Bertheau,Die Bücher der Chronik, 2aediz., pag. 196;Reuss,Chronique ecclésiastique de Jérusalem, p. 107.)[506]Ḣolin, 24a.[507]Ibidem, 24b.[508]T. G. Sheqalim, v, 12;T. B. Horajoth, 13a.[509]Cfr.Sifrà, in questo luogo;Ḣolin, 133b.[510]Zebaḣim,v, § 6, 7.[511]Sifrè,ii, § 165;Ḣolin, 130.[512]De Premiis sacerdotum, § 3.[513]Antiq.,iv, 5.[514]Cfr.Reuss, eKnobel, sul Deuteronomio.[515]Intorno alla consacrazione delle primizie e dei primogeniti è stata sopra (pag. 44 e seg.) notata la contraddizione fra le diverse leggi, ed esposta ancora la insussistente conciliazione dei talmudisti.[516]Sifré,ii, § 297;Bicchurim,i, 3.[517]Sifré,i, § 110,Mishnah,Ḣallàh,ii, 5.[518]Reuss,Knobel,Gesenius.[519]Sifrà, sul luogo citato del Levitico,ʼArachin, 28b.[520]Delle Stime e deglʼInterdetti,vi, 1.[521]Sifré,i, 110,Rashì, sul Deut.xviii, 4.[522]Sanhedrin, 33a, cfr.Maimonide,Dei Cibi proibiti,x, 20.[523]Terumoth,iv, 3;Ḣolin, 137b.[524]Questa è la spiegazione dei due versi 4 e 5, intorno ai quali tanto hanno fantasticato quegli interpetri, cui sembrava che fossero in contraddizione; perchè il verso 4 parla di un subborgo di mille cubiti e il verso cinque dice di misurare un lato di due mila. (Rosenmüller,Excursus,ii, in Num.;Knobel;Reuss). La conciliazione proposta in un luogo del Talmud che mille braccia dovessero servire per vero e proprio subborgo, e altre duemila braccia per campagna come campo e vigneti (Sotà, 27b), estenderebbe troppo il terreno assegnato ai leviti, già abbastanza vasto, e si oppone alla piana intelligenza del testo. Per queste stesse ragioni non è da accettarsi neppure ciò che resulterebbe da altro luogo talmudico (ʼErubin, 56b), che, restringendo lʼestensione a duemila cubiti, li vuole divisi in eguale maniera.[525]Zebaḣim, 56b.[526]Sifré,ii, § 105–110;Rosh Hasshanà, 12b.[527]Sotà, 48a,Jomà, 9a,Babà Meziȁ, 90a.[528]Questa etimologia del Mussafia non è accettata dal Levy che deriva la parolaDemaidallʼaramaicoDema,essere eguale,ambiguo,incerto.Chaldäisches Wörterbuch, sub voce.[529]Bechoroth, 30b.Tosaftà,Demai,ii.[530]Berachoth, 47b.[531]Sifrà,Emor, § 2;Jomà, 18a,Horajoth, 9a,Ḣolin, 134b.[532]Jomà, 73a,Horajoth, 12b.[533]Maimonide,Della Preghiera,i.[534]Maimonide,Delle Benedizioni,i.[535]Berachoth, 26b.[536]Nel Talmud prevalse lʼopinione che si trattasse soltanto di animali offerti in sacrificio, e non di quelli uccisi per gli usi della vita. (Sifrà,Aḣarè Moth, cap. 9;Zebaḣim106), sebbene Rabbì Ismaele volesse dare alla Scrittura il suo letterale significato. (Ḣolin, 17a). E difatti chi legge senza preconcetto vede che si è voluto intendere anche degli animali uccisi a solo scopo di cibarsene. (V.Luzzatto,Rosenmüller,Diodati,Dillmann,Reuss,Bunsen).[537]Degli animali ruminanti oltre gli ovini e bovini permessi come cibo è data la lista nel Deut.xiv.[538]Ḣolin, 27a, 32a.[539]Cherithoth, 6.[540]Vedi sopra (pag. 44) la contraddizione fra questo luogo del Numeri e il Leviticoxxiii, 18, 19; imperocchè, secondo questʼultimo passo, il sacrifizio nella Pentecoste sarebbe stato differente.[541]Zebaḣim, v, 3.[542]Dillmann,Exodus u. Leviticus, 1880, pag. 528 e seg.;Baudissin,Studien zur Semitischen Religionsgeschichte, I, pag. 140.[543]Sifrè,i, § 111;Horajoth, 9.[544]Horajoth, 4be seg.[545]Maimonide,Dei Sicli,i, 1.[546]Mechiltà, sullʼEsodo,xxiii, 15;Ḣaghighà, 6be seg.[547]Sifré,i, § 112;Horajoth, 7a.[548]Cherithoth, 8b.[549]È da notarsi che la proibizione della Scrittura di offrire animali difettosi negli organi genitali fu intesa dai talmudisti nel significato molto più ampio dʼinibire la castrazione degli animali e molto più dellʼuomo (Sifrà,Emor, § 7;Shabbath, 111a). È da domandarsi però se nellʼallevamento del grosso bestiame lʼosservanza di un tal rito è possibile.[550]Mishnah,Parài, 2–4.[551]Ḣolin, 13b,Temurà, 7a.[552]Cfr.Rosenmüller,Dillmann.[553]Geschichte Israels, I, pag. 390.[554]Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 450 e seg.[555]Sifrà,Zav, Sez. 10;Cherithoth, 2a, 4a.[556]Mechiltà,Bò, § 8;Pesaḣim, 21b.[557]Mechiltà,Bò, § 15;Pesaḣim, 96a.[558]Jebamoth, 64b.[559]Pesaḣim, 95.[560]Rosh Hasshanà, 2 e seg.[561]Ibidem, 16 e seg.;Pesiktà Rabbati, Vienna, 1880, pag. 166.[562]Sifrà, Aḣarè Moth, Sez. 5,Emor, cap. 14;Jomà, 73be seg.[563]Sifrà,Emor, cap.xvii;Succhà, 11b.[564]Shabbath, 21b.[565]Rosh Hasshanà, 18b;Taʼanith, 26. Fra questi due luoghi talmudici vi è un dissenso in quanto allʼapertura della breccia, il primo di essi dicendola avvenuta nel 9 invece che nel 17. È poi questo dissenso conciliato (Taʼanith, 28b), con la distinzione che nel 9 avvenne lʼapertura della breccia nelle guerre babilonesi, e nel 17 nelle guerre romane. Sarebbe però in ogni modo ad esaminarsi se la conciliazione è fondata sopra la verità dei fatti. Restò poi nel rito fissato il digiuno nel 17.[566]Taʼanith, 10, 19.[567]Babà Meziȁ, 53be seg.[568]Sifrà,xxvii, 21b,ʼArachin, 25b, secondo lʼopinione di Rabbì Jehudah, che è tenuta la prevalente, contro lʼopinione opposta di Rabbì Shimʼon (cfr.ʼErubin, 46b).[569]ʼArachin, 28b.[570]Luzzatto, commento in questo luogo;Knobel–Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 633 e seg.;Saalschütz,Das Mosaische Recht, cap. 44, § 2.[571]Sifrà,xxvii, 29;ʼArachin, 6.[572]Sifrà, ivi, 28,ʼArachin, 28a;Ghitin, 38b.[573]Sifrà,xxvii, 28;ʼArachin, 28a.[574]Sifré, e lʼIsaacita,Num.,xxx, 4.[575]Nedarim, 22b;Bechoroth, 36b, e seg.[576]Quella che si teneva in un vasto recipiente allʼingresso del tempio per le abluzioni dei sacerdoti (Sifré,I, 10;Sotà, 82,Rosenmüller,Diodati,Knobel, e altri).[577]Rosenmüller,Reuss;Michaelis,Mosaisches Recht, V, pag. 191;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 572.[578]Sotà, 2 e seg.[579]Sifré,I, § 21;Sotà, 28a.[580]Sotà, 47a.[581]Ibidem, 24a.[582]Ibidem, 27.[583]Ibidem, 23b, 26b, 27.[584]Cfr.Sifré,i, § 115;Menaḣoth, 43b;Sotà, 17a;Ḣolin, 89a.[585]Caro,Beth Joseph,i, 11;Buxtorfius,Synagoga Judaica, cap.ix.[586]Caro,Shulḣan ‛Aruch,I. § 24;Buxtorfius, op. cit., l. c.[587]Sifrà, in questo luogo;Sanhedrin, 55be seg.[588]Ricordiamo che nel primo del mese settimo ricorreva il capo dʼanno (v. pag. 363 e seg.), dimodochè dieci giorni dopo, si bandiva solennemente a suon di tromba, lʼanno del Giubileo.[589]Il nomeGiubileo, è derivato dallʼebraicoJobel, in varii modi interpretato; ma più probabilmente significail suono della tuba, un suono di giubilo, con cui lʼanno cinquantesimo veniva bandito.[590]Questi tre versi che abbiamo rinchiuso fra parentesi sono da tenersi una interpolazione fatta quando si volle tenere anche il cinquantesimo anno come sabbatico per cessare da ogni lavoro agricolo. Pare impossibile che a una prescrizione di difficilissima pratica, quale è quella di non coltivare le terre ogni settimo anno, si aggiungesse questo sommo assurdo di stare due anni di seguito senza coltivarle come si vorrebbe imporre nei versi 11, 12. A tale assurdo non si può esser giunti, se non per gradi. Si noti poi che il verso 13 è ripetizione di ciò che è già detto nel verso 10, e si vede essere stato aggiunto per riprendere lʼinterrotto filo dei concetti. Mentre i versi 14–16, 23 sono la continuazione immediata del verso 10, spiegando la pratica applicazione di ciò che ivi è enunciato come principio generale. Perciò anche i versi 17–22 sono da tenersi interpolazione aggiunta, quando si avvertì lʼassurdo della prescrizione dellʼanno sabbatico raddoppiato per peggio ogni cinquantʼanni col riposo anche nellʼanno del Giubileo, e si volle ovviarvi, ricorrendo, come si dice nel v. 21, alla miracolosa assistenza divina. Lʼipotesi che in questa legge del Giubileo vi sia la mano di più autori è di parecchi critici, e fra gli altri del Kayser (Das vorexilische Buch, pag. 75–77), e dellʼHorst (Leviticus XVII–XXVI und Ezechiel, pag. 27–30), ma differiscono in alcuni particolari. Non vediamo poi veruna ragione di supporre anche due autori diversi per questa e per la legge dellʼanno sabbatico, che sono fra loro così intimamente connesse.[591]Farete in modo che le terre vendute si possano riscattare anche prima del Giubileo, come si spiega nel passo seguente.[592]Sembra necessario di dover qui eseguire la lezione della Vulgata:si redemptae non fuerint, a preferenza di quella del testo ebraico, che non ha la negazione prima del verbo siriscatta, imperocchè questa lezione non da significato accettabile. Come potrebbe dirsi che escirebbe nel Giubileo ciò che già sarebbe riscattato? Per quanto antichi e moderni commentatori abbiamo tentato di dare un senso anche al testo ebraico, si cadrebbe sempre in sottigliezze poco sostenibili. Cfr.Ewald,Altherthümer, 3aediz., pag. 498.Dillmann,Exodus und Leviticus, pag. 613 e seg.Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, II, pag. 172, n. 4.[593]Sifrà, in questo luogo.[594]A noi sembra che le parolepellegrino, edabitante, si riferiscano altuo fratello, e significhino non solo quello della tua città, ma anche quello che venisse di fuori come straniero o come abitante, giacchè è facile che il povero, il quale ha venduto la casa e la terra, vada ramingo a cercare di che vivere. I talmudisti hanno voluto intendere che il precetto di carità fosse esteso allo straniero, ancorchè non Israelita per nascita, ma divenuto proselita (Gher), o semplice abitante (Tosḣab), colla condizione di osservare i precetti noachidi di (v.Sifrà). Ma le due parole ebraiche ora citate hanno acquistato tale significato nella legislazione talmudica, non lʼavevano in quella scritturale.[595]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Mechiltà,Neziqin, § 1.[596]Das Mosaische Recht, cap. 101, § 8.[597]Mosaisches Recht, § 123.[598]Mechiltà,Mishpatim, § 2 in fine;Qiddushin, 15 e seg.[599]Sifrà,Behar Sinai, cap. 7;Qiddushin, 22a.[600]Sifràivi;Qiddushin, ivi.[601]Sifrà,Beḣuqqotai, cap. 7;Isaacita, sul Levitico,XXVI, 35. Cfr. 2oCronache,xxxvi, 21.[602]Del passo dello stesso Ezechielexlvi, 17, già abbiamo sopra (pag. 321) parlato. Intorno alvii, 12, 13, dove alcuni vogliono vedere unʼallusione al Giubileo, è da riflettersi che, se fosse così, il non potere il venditore ritornare in possesso della cosa venduta non dovrebbe essere per lui ragione di non rattristarsi per aver venduto, come si farebbe dire al profeta, ma anzi cagione di maggior duolo. Dunque il profeta volle dire che il venditore non si dolesse di aver venduto, perchè non tornerebbe più nella terra dove erano i suoi possessi andati in mani di altri; ma resterebbe esule nel paese dove era stato deportato. (Cfr.Smend, 2aediz., pag. 43).[603]Sifrà,Behar Sinai, cap. 2;ʼArachin, 32b.[604]Secondo una opinione registrata nel Talmud (Taànith30b,Babà Bathrà, 121a), questa proibizione avrebbe dovuto valere soltanto per la prima partizione della terra promessa; ma quindʼinnanzi anche le figlie eredi avrebbero potuto contrarre matrimonio con uomini di differente tribù. È chiaro per sè stesso che questʼopinione è contraria non meno alla lettera che allo spirito della legge scritturale.[605]Maimonide,Della eredità,i, § 5.[606]Sifré,i, § 134,Babà Bathrà, 108, 110, 115.[607]Babà Bathrà, 139b.[608]Chethuboth, 50, 52b, 68.[609]Babà Bathrà, 111b.[610]Chethuboth, 52b, 103a.[611]Babà Bathrà, 126, 130.[612]Ibidem,Maimonide,Della eredità,vi, § 2.[613]Babà Bathrà, 131a.[614]LʼAlfasi, il Maimonide, lʼAsher, il Caro.[615]Gans,Das Erbrecht in welt geschichtlicher Entwickelung, I, pag. 149–151, 170–175;Saalschütz,Das Mosaische Recht, pag. 826 e seg., e nota 1059.[616]Babà Bathrà, 146b, 151b;Ghitin, 65be seg.[617]Babà Bathrà, 146b.[618]Rashbame iTosafistiinBabà Bathrà, 135b; lʼIsaacitainBabà Meziȁ19a,Mendelssohn,Ritualgesetze der Juden, 3aediz., pag. 48, 49, 53;Thiel,Principia Jurisprudentiae judaicae per Germaniam communis, § 214.[619]Babà Bathrà, 147b.[620]De testamentifactione jure germanico.[621]Sifré,i, § 160;Sanhedrin, 45b.[622]Macchoth, 10a.[623]Die Composition des Hexateuchs,xxii, pag. 423.[624]Nel rito posteriore dellʼEbraismo si perdè lʼindole rurale della Pentecoste, che divenne una solennità del tutto teologica, perchè in essa si commemora la rivelazione del Decalogo, avvenuta in quel giorno secondo il Talmud (Shabbath, 86b;Mechiltà,Itrò, § 3).[625]Hupfeld,De primitiva et vera Festorum apud Hebraeos ratione, II, pag. 3, 6, 7;Wellhausen, op. cit, pag. 432–435.[626]Shabbath, 13b,Ḣaghigà, 12a,Menaḣoth,45a.[627]Ne riferiremo una sola per saggio. Se nel Pentateuco si prescrivono per il sacrifizio del novilunio due tori e sette agnelli, e presso Ezechiele invece un solo toro e sei agnelli, i talmudisti non si peritano ad insegnare con la maggiore serietà che il profeta ha voluto soltanto dire che, non potendo adempiere in tutto la prescrizione della legge, sarebbe stato accetto il sacrifizio anche adempiendola in parte (Menaḣoth, l. c.).[628]Commento in Ezechiele,xlv, 22.[629]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 231–233;Graf,Die geschichtlichen Bücher d. A. T., pag. 71–75;Wellhausen,Geschichte Israels, pag. 421;Reuss,LʼHistoire sainte et la Loi, I, pag. 241;Die Geschichte d. heiligen Schriften A. T., § 378–380.[630]Sanhedrin, 21b.[631]Trattato Teologico–Politico, cap.viii.[632]Kuenen,The Religion of Israel, II, pag. 45–49;Reuss,Die Geschichte d. heiligen Schriften, § 383–386;Smend,Ueber die Genesis des Judenthum. Zeitschrift f. d. alttestamentliche Wissenschaft, 1882, pag. 94–151.


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