Chapter 12

Si sentono i passi pesanti di Bistone. Leopoldo libera Oliva che fugge verso la cameretta dov'è Riga.

Si sentono i passi pesanti di Bistone. Leopoldo libera Oliva che fugge verso la cameretta dov'è Riga.

OLIVA

(con forzata calma)

Mamma... s'è addormito?

Mentre Leopoldo si lascia cadere seduto, con la testa sopra la palma destra e il gomito sulla tavola, entra Bistone con in collo la capretta.

RIGA, LEOPOLDO, OLIVA, BISTONE, poiGIGI.

BISTONE

(fermandosi appena entrato)

O Oliva?... O Riga?... O che v'hanno piantato qui solo?... Avevo voglia d'aspettare! chepensiero, eh? ch'ell'hanno per le bestie, queste donne?! Se non ci fossi io! C'è poco da dire! Eccola qua (posando la capretta sul paglione): Questa poteva morire a comodo suo.

LEOPOLDO

(ricomponendosi un po' distrattamente)

Sta molto male, eh?...

BISTONE

(come rammentandosi)

Ho pensato anche a voi, non credete! Ho dato la voce a «Dente di legno» che passi di qua, così vi carica sur un mulo... in un par d'ore vi trovate giù alle Quattro strade...

LEOPOLDO

Ma... con quest'acqua...

BISTONE

(ridendo)

To'! Oh! che avete fatto fino a ora?! Non l'avete visto lo stellato! Venite a vedere quante ce n'è... E ancora non è notte!

LEOPOLDO

Per Dio! (si leva e va fuor della porta seguito da Bistone).

BISTONE

Se vi regalassero tante pecore per quante stelle sono in cielo ora... gioco il capo che fareste anche il pastore!

LEOPOLDO

Che bellezza! E che bel vento fresco!... (rimane a guardare l'orizzonte intorno mentre Bistone va brontolando alla porticina di destra).

BISTONE

(gridando)

O Oliva! Per diana!...

RIGA

(d. d. con voce soffocata e rabbiosa)

Accidempoli al vostro vociare!... Mi s'era addormito proprio ora! Vai, Oliva!

Oliva dopo un istante esce ancora tutta confusa e come sfuggendo lo sguardo del padre si siede presso la capretta.

Oliva dopo un istante esce ancora tutta confusa e come sfuggendo lo sguardo del padre si siede presso la capretta.

BISTONE

(venendo a prendere il lume a olio sulla tavola e portandolo vicino al paglione)

Avevo voglia a aspettare, eh? Oliva?! Non te n'importa più nemmeno a te, di queste povere bestiole? Vedi come la sta'... non si move... l'ha cert'occhi rossi!... e poi la brucia come se fosse cotta! O che dici tu ch'ell'abbia?...

OLIVA

(mormorando)

Ma!... (continua a carezzare la capretta).

RIGA

(rientrando)

Bene... Vediamo un poco... vediamo... è 'lla morta, ancora?! (ironica).

LEOPOLDO

(rientra — Il desiderio di qualche porto lontano gli ha già trasfigurato il viso: si avvicina a Oliva mentr'essa sospende per un istante il suo esame, senza però alzare gli occhi)

Dunque?... è un male grosso davvero... povera bestiola!...

BISTONE

Che volete! Oliva lo dovrebbe capire! l'altra volta alla «Rosa» gli dette a bere cert'acqua fatta da lei... c'è poco da dire!... ritornò più bella di prima! Ma oggi... mi par mezza imbambolata... che so io?... la dovrebbe avere qualche pensiero per il capo!...

RIGA

Dunque, Oliva! E s'aspetta che tu dica qualche cosa: che... se' mutolita!...

OLIVA

Ma... la sta male, sì... ma io, non glielo so trovare... il male!...

RIGA

(ridendo)

La sarà innamorata, allora!

Si odono dei passi strascicanti. Leopoldo solo si volge: è Gigi che rientra. Vede tutti guardare sul suo paglione: guarda anch'egli. Visto di che si tratta, sempre senza parlare va verso il camino dove la legna arde ancora e si siede sulla pietra più comodamente che può.

Si odono dei passi strascicanti. Leopoldo solo si volge: è Gigi che rientra. Vede tutti guardare sul suo paglione: guarda anch'egli. Visto di che si tratta, sempre senza parlare va verso il camino dove la legna arde ancora e si siede sulla pietra più comodamente che può.

BISTONE

Guarda bene... via, Oliva... non mi sembra possibile! eppure questa volta non n'hai voglia di guarirla! Guardagli dentro l'orecchie: prova a dargli bere... e vedi come l'ingolla... C'è poco da dire... a guardarla solamente...

LEOPOLDO

(prende una catinella — la riempie alla mezzina poi la porge a Oliva)

Tenete, Oliva: provate se il male fosse nella gola...

Oliva con la massima confusione prende la catinella e vi immerge il muso della capra mentre i tre si chinano per veder questa prova (pausa).

Oliva con la massima confusione prende la catinella e vi immerge il muso della capra mentre i tre si chinano per veder questa prova (pausa).

RIGA

(gridando)

O se la ingolla veramente bene! Ve lo dicevo io! l'è innamorata!... Lasciatela dormire in pace: domani la ruzza!... Ite piuttosto a mungere... è un'ora di notte... (va al camino, ordina in fretta i secchi, mentre Bistone va, imbronciato, a vuotare la catinella nell'acquaio).

LEOPOLDO

Un'ora di notte?! sarebbero le otto! Per Dio! Com'è passato presto il tempo!... (come sopra pensiero) E domani sera... a quest'ora... sul mare... un'altra volta.

OLIVA

(con voce straziante)

Sul mare...?! domani sera...!?

Leopoldo intanto guarda distrattamente Riga e Bistone, cosicchè Oliva può fissare lungamente gli occhi disperati di fanciulla sopra il suo volto ruvido e bello. In questo momento tra l'ebetismo di Gigi, l'egoismo inconscio di Leopoldo e la semplicità dei vecchi, si compie nella piccola anima di Oliva un tacito dramma.

Leopoldo intanto guarda distrattamente Riga e Bistone, cosicchè Oliva può fissare lungamente gli occhi disperati di fanciulla sopra il suo volto ruvido e bello. In questo momento tra l'ebetismo di Gigi, l'egoismo inconscio di Leopoldo e la semplicità dei vecchi, si compie nella piccola anima di Oliva un tacito dramma.

RIGA

(andando all'acquaio e trascinando per la giacchetta Bistone)

Lasciate fare Oliva; tanto voi non ci capitenulla. Pigliate questi secchi; lo vedete come lustrano! (glie ne mette due per mano) O Gigi! Che dormi anche costì? Mamma mia, salvatelo!... Tieni i secchi!

BISTONE

(riposando i due secchi in terra)

Aspetta, voglio scaldarmi un po' le mani... mi fa freddo stasera!... saranno gli anni che passano!... (Gigi, che s'era mezzo levato, si riaccomoda subito sulla pietra. Leopoldo, appoggiato allo stipite dell'uscio, si volge a guardare Oliva, che abbassa tristemente il capo).

LEOPOLDO

(dopo una pausa — piano ad Oliva)

Oliva... (un po' più forte) Oliva... perchè non mi guardate più?... (prendendo di sopra la mensola il cestino) Siete voi che fate questo bel cestino?...

OLIVA

(alza gli occhi in fretta: un breve risorgere di speranze la fa quasi sorridere)

Sì... l'ho fatto io!... ma non l'ho potuto finire... perchè ho perduto il coltello...

LEOPOLDO

Povera Oliva!... Pigliatevi questo (levando di tasca il coltello catalano) Guardate com'è bello!l'ho comprato in America... Chi l'avrebbe detto che lo compravo per voi!... Così vi ricorderete di me... (l'apre: i tre scatti fanno rivoltare ad un tempo Bistone e Riga)

BISTONE

Che fate costì... me la volete sgozzare?!...

RIGA

Dio ci liberi!...

LEOPOLDO

(ai vecchi)

No, no... non ve la tocco la vostra capretta; facevo vedere a Oliva come son fatti i coltelli catalani.

RIGA

Ah!...

LEOPOLDO

(a Oliva)

E così si chiude (lo chiude).

OLIVA

(guarda con una infinita disperazione il coltello).

Non mi potreste dare un'altra cosa per memoria... meno bella... che costi meno...

LEOPOLDO

Non lo dite, Oliva mia: perchè dite così?... Se sapeste quanto mi fa piacere di pensare che questo coltellaccio mio sta nelle vostre manine! e che ci lavorate le vostre canne, in pace... su per queste montagne... e pensate a me, ogni volta che l'adoperate!... Ora, vien l'inverno!... son brutti tempi per il mare!... ne more molti di marinari!... (si avvicina un campanaccio come il primo, da carbonaio).

BISTONE, LEOPOLDO, RIGA, GIGI, OLIVA, DENTE DI LEGNO.

DENTE DI LEGNO

(d. f.)

Ieee!... (Il campanaccio si ferma). O Bistone, ci sono...

BISTONE

(al suono del campano s'è levato d'accosto al fuoco — Ha preso i quattro secchi con la sinistra):

Dente di legno! (al carbonaio che entra) Eccolo qui il signore! ma ci hai pensato a lisciargli la bardella meglio?

DENTE DI LEGNO

Diavolaccio birbone!... O per chi m'hai preso!?... E gli ci ho anche messo sopra una balla nova.

LEOPOLDO

(andando a riprendere il berretto sotto il camino)

Bravo! Ma ci saremo alle dieci alle Quattro strade?

DENTE DI LEGNO

Se si parte subito...

LEOPOLDO

Allora, volete assicurare quella valigetta, intanto?

DENTE DI LEGNO

Subito (prende la valigetta e fa per uscire).

LEOPOLDO

(al carbonaio)

Non si deve scender mai da cavallo, eh? Posso far a meno di mettermi le scarpe?

DENTE DI LEGNO

Ah! mai! Lei sale qui e discende alle Quattro strade (via).

LEOPOLDO

(a Bistone)

Allora quelle scarpe, ve le metterete voi, eh? Bistone?

BISTONE

Ma come!... Ma vi pare?!... Un par di scarpe nôve! non le voglio!... Vi potrebbero far comodo.

RIGA

Se il signor Leopoldo non se ne fa niente...

LEOPOLDO

Sì... sì... tenetele... mi fate un piacere se le tenete per ricordo mio...

BISTONE

Davvero?... questo poi... è troppo...

RIGA

Dunque, ve ne ritornate a viaggiare, signor Leopoldo, a viaggiare per il mare, eh? Noi chi sa quanti anni ci si ricorderà di voi... e voi... invece... fra due o tre giorni, di noi ve ne sarete bell'e dimenticato!

LEOPOLDO

Perchè vi dovrei dimenticare? Se noi marinai non si ricordasse, come si potrebbe vivere? Si morirebbe di noia!

RIGA

Oliva! (Oliva accarezza convulsamente la capretta). Non ti levi a salutare! O che hai perduto il capo anche te, con codesta bestiola? Vieni a salutare il signor Leopoldo! (Oliva carezza ancora la capra — Poi si leva confusa — Senza levar gli occhi si avvicina a Riga).

LEOPOLDO

Addio, Oliva... Dio vi mandi tutto quel che desiderate, e vi faccia esser felice!

RIGA

Ringrazia... no? O che lavoro è questo?... ti s'è attaccato il mal della capra?...

OLIVA

(con infinita tristezza)

Grazie!

BISTONE

E non ci ritornate più, sapete, per questi postacci! Non son fatti per voi.

DENTE DI LEGNO

(rientrando)

Siamo pronti, padrone.

LEOPOLDO

Addio, Bistone... state bene, e grazie. Addio Gigi.

RIGA

(a Gigi)

Senti, oh, bestia! dice a te! Vieni avanti!

GIGI

(si fa avanti due o tre passi coi due secchi nelle mani mormorando)

Arrivederci. (Oliva lo guarda stranamente).

RIGA

Che arrivederci d'Egitto! Pare che faccia il carbonaio, come Pippo, il signor Leopoldo, che quando ha scaricato, ritorna? Digli «addio» no?

BISTONE

Buona fortuna, e vita lunga!

RIGA

Salute, e quattrini! (tutti si avviano fuor della porta meno Oliva che sembra impietrita — Pausa, mentre Leopoldo, che non si vede, monta a cavallo).

BISTONE

(sulla porta)

Ci state bene su codesta bardella?

LEOPOLDO

(d. f.)

Benone!

DENTE DI LEGNO

(d. f.)

Allora, avanti! (gridando forte) Aiuuu... Furia... (il campano si incammina).

RIGA

Via, gente, spicciatevi, ite a mungere.

BISTONE

(a Riga)

Spengi il foco, sai. Riga? E va a letto, chè domattina ci s'ha a levare un'ora prima, (a Gigi) Ovvia móviti, (s'avviano — Gigi passa dietro la finestrella; Bistone si ferma dietro la finestra, e volgendosi dalle parte d'onde è partito Leopoldo, grida) Addiooo!...

LEOPOLDO

(in lontananza)

Addioooo!...

RIGA

(rientra in fretta e va verso il focolare, dicendo come fra sè) Spegnamo il foco, allora!... (Vuota la mezzina sui tizzoni, che friggendo e fumando si spengono. In questo momento Oliva lascia lo stipite della porta di dove guardava allontanarsi l'ospite e si getta sul paglione, accanto alla sua capretta, e scoppia in un pianto disperato e dirottissimo. Riga, rivoltandosi sorpresa e spaventata) O questa?!...

(Sipario).

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«ROMANTICA»·· OGNI FASCICOLO UN ROMANZO ··OGNI ROMANZO UN AUTORE CELEBRESono usciti:M. PRAGA: I tre Maurizî.R. CALZINI: Il profeta e la peccatrice.S. GOTTA: Eresia rossa.M. MARIANI: Eredità dispersa.A. VARALDO: La Marsigliese.C. G. CONTRI: La notte nuziale.S. ZAMBALDI: La ventata.U. TEGANI: Il sole spento.M. PUCCINI: Socialisti.M. SAPONARO: Il Giardino delle Espèridi.V. BUCCI: La ghirlanda.E. BERRETTA: L'incorruttibile.G. DI BELSITO: L'ora della felicità.A. FRANCHI: La giustizia si diverte.E. ROGGERO: Il Fauno e le sue notti.ALFIO BERRETTA: L'eredità.M. DE UNAMUNO: Questo è veramente un uomo!Compariranno prossimamente:L. ZUCCOLI: Magda, la sorella.L. PIRANDELLO: Pena di vivere così.G. ROCCA: Volersi bene.TERESAH: La morte della bambola.A. BELTRAMELLI: Ahi, Giacometta la tua ghirlandella!OGNI FASCICOLO CON UNA COPERTINA A COLORI L. 1,50, IN ITALIA ED IN COLONIAAbbonamento a 12 numeri L. 15, —Abbonamento con «raccontanovelle» » 30, —Inviare le prenotazioni alla nostra Amministrazione:14, VIA DURINI — MILANO — VIA DURINI, 14

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Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

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