N. VII.

Milano 29 aprile 1814.

REGNO D'ITALIA.

Milano 8 maggio 1814.

LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO

Al Sig. Conte Guicciardi.

La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo passato ed i relativi documenti.

Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di lei operato non aveva bisogno di giustificazione.

Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua stima, dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel diritto alla medesima, che le eminenti sue qualità personali ed i lunghi importanti servizi resi allo Stato le hanno da gran tempo meritamente acquistato.

La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza non sia menomamente lesa, non crede di aderire alla richiesta fatta per la stampa della memoria di cui si tratta, giacché con ciò si farebbe rivivere delle animosità che vogliono essere sopite, e si urterebbe col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le cose avvenute.

Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior considerazione e somma stima.

Per la Reggenza. FirmatoVerriPresidente.

Il Segretario generaleAntonioStrigelli.

Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere del Senato Consulente del Regno d'Italia

A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale Sommariva Commissario Imperiale.

Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria dal giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono d'Italia il principe Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto spedita una deputazione alle auguste potenze alleate, avevano sparso qualche allarme in Milano; quanto fosse ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno che si rassegnano.

Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una folla di persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere siffatte voci, recossi al palazzo del Senato, impedí la regolare unione de' senatori, ed estorse dal presidente la qui unita dichiarazione. Persuasa poscia la stessa folla che ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo ricercò invano per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte gli effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa del detto Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti, che l'onore nazionale vorrebbe coperti di perpetua obblivione.

In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si credette di nominare un governo provvisorio della città edi unire i Collegi elettorali. Tutto derivava dalla lodevole intenzione di ristabilire la quiete. Le savie misure del governo provvisorio, l'imponente attitudine della guardia civica, l'ottima direzione del generale comandante in capo, ottennero l'intento piú presto di quello che si fosse potuto sperare.

Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali, esclusi però tutti i membri di que' dipartimenti che erano occupati dalle armate alleate (quantunque un rispettabile numero di essi si trovasse in Milano), o dimenticati i dotti e i commercianti degli altri dipartimenti. La prima operazione dei Collegi fu quella di confermare il governo provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto dipartimenti non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi altri individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando ogni confine costituzionale, abolirono e modificarono imposte, annullarono o restrinsero leggi amministrative e giudiziarie, e dichiararono aboliti i primari corpi dello Stato, e fra questi quello del Senato, alla conservazione delli di cui diritti è diretta la presente nota.

A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi per tale operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni costituzionali e di quelle del Senato. L'unito allegato ne presenta l'analisi.

Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo stesso loro nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione di candidati. I Collegi, o sono generali o sono dipartimentali. I primi devono unirsi in tre camere separate di possidenti, di dotti e de' commercianti, e ciascuna camera nella città destinata dalla costituzione. I secondi si uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera.

Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni, che ambedue i Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti nelle forme e nei luoghi costituzionali, non hanno alcundiritto di abolire altri corpi dello Stato voluti dalla stessa costituzione, per la quale essi esistono, e tanto meno poi il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto costituzionale giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi elettorali.

Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare tutti gli elettori del Regno, uniti legalmente nel numero di 1153, avrà potuto fare una frazione de' medesimi, che non oltrepassò mai il numero di 170? Nel qual proposito è da rimarcarsi che per la validità degli atti de' Collegi si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la maggior parte de' senatori furono nominati sulle proposizioni de' Collegi generali di tutto il Regno, e quindi al Regno intiero, e non ad una sola frazione appartiene il Senato. Né deve tacersi che la carica di senatore non si perde, se non per quelle cause per le quali si perde il diritto di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta l'ingiustizia della pretesa abolizione.

Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione, ne emerge il seguente dilemma. O esiste costituzione, e deve esistere il Senato, che è il primo corpo permanente dalla medesima voluto, ed è solo autorizzato dall'articolo XVIII del sesto statuto costituzionale a far conoscere al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste costituzione, e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali, onde nulla e viziosa sarebbe la loro unione.

Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla Francia, e non ai popoli, ed hanno altamente proclamato colla pace del mondo l'indipendenza delle nazioni; in tutti i paesi occupati dalle loro armi vittoriose, hanno provvisoriamente conservate tutte le leggi fondamentali e le autorità nazionali sin tanto che nella maturità de' loro consigli determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde,che nel Regno d'Italia le rappresenta, come appare dagli articoli IV e V della convenzione 23 aprile, e dal relativo proclama di S. E. il tenente Maresciallo generale Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale giustizia ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude la presente nota con le seguenti riflessioni:

Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione de' 17 aprile altro non vi propose che di venerare gli alti principi delle AA. PP. AA., inviando alle medesime rispettosi omaggi e suppliche per la finale cessazione delle ostilità e per l'indipendenza del Regno.

Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno d'Italia, se con i Collegi elettorali non esiste anche il Senato.

Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta nella magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni stipulate e ne' proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti, anteriori in data e in promulgazione all'incostituzionale abolizione pronunziata da una sola frazione de' Collegi elettorali, la quale nemmeno fu fino al giorno d'oggi legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se non per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27 aprile 1814.

Milano, li 29 aprile 1814.

FirmatoVeneri,Presidente.Guicciardi,Cancelliere.

La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti conti Senatori,

IlSaint-Edme, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di questa operetta, vi aggiunse alcuneNotes du traducteur, delle quali per piú rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno riferirle o riassumerle, con richiamo ai luoghi stessi cui il traduttore le appose. Nella nota (28) ho, naturalmente, corretti i molti errori nei quali ilSaint-Edmecadde pei cognomi italiani, e v'ho aggiunto molte altre indicazioni di uffici e personaggi notabili del Regno italico.

27.«Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur qu'il traduit. Ayant fait de vaines démarches pour parvenir à me satisfaire, j'ai dû chercher dans l'ouvrage même quelque indice qui pût m'éclairer. Après un mûr examen, j'ai été porté à croire que M. le comte Guicciardi, chancellier du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait être attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les motifs sur lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, che ho riferiti nella prefazione, dai quali appare manifesto che qui ov'è detto doversi tribuire lo scritto a unennemidel Guicciardi si ha senza dubbio un errore di stampa, poiché ilSaint-Edmeaveva certo il pensiero a unamidell'ex-cancelliere.

27.«Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur qu'il traduit. Ayant fait de vaines démarches pour parvenir à me satisfaire, j'ai dû chercher dans l'ouvrage même quelque indice qui pût m'éclairer. Après un mûr examen, j'ai été porté à croire que M. le comte Guicciardi, chancellier du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait être attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les motifs sur lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, che ho riferiti nella prefazione, dai quali appare manifesto che qui ov'è detto doversi tribuire lo scritto a unennemidel Guicciardi si ha senza dubbio un errore di stampa, poiché ilSaint-Edmeaveva certo il pensiero a unamidell'ex-cancelliere.

28.«Afin — scriveva ilSaint-Edme— de faciliter au public la lecture de cette traduction, je crois devoir lui donner ici le nom des différentes personnes qui occupaient les hauts emplois du royaume d'Italie»; e ciò ch'egli credeva già utile nel 1822, è oggi assolutamente necessario, poiché gli uomini e le cose del Regno italico sono ormai cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A ravvivarla nella memoria degli studiosi potranno giovare le indicazioni seguenti, le quali si danno rettificando e allargando quelle del traduttore francese e per le quali si è seguito l'Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII, che fu l'ultimo pubblicato di una serie oramai irreperibile.GRANDI UFFICIALI DEL REGNO:Grandi ufficiali della Corona:Melzi d'ÉrilFrancesco di Milano, Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli.CodronchiAntonio di Imola, Arcivescovo di Ravenna, Grande elemosiniere.FenaroliGiuseppe di Brescia, Gran maggiordomo maggiore.LittaAntonio di Milano, Gran ciambellano.CapraraCarlo di Bologna, Grande scudiere.AldiniAntonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814].LuosiGiuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia [1805-1814].MarescalchiFerdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri [1802-1814].VaccariLuigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814].FontanelliAchille di Modena, Ministro della guerra e marina [1811-1814].PrinaGiuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814].VeneriAntonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814].. . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era stato, 1802-1812,BovaraGiovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 fuGiudiciGaetano].. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante].BonsignoriStefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia.Codronchi, predetto, Arcivescovo di Ravenna.. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolareOpizzoniCarlo, non riconosciuto].FavaPaolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara.PinoDomenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della Guardia reale.Costabili-ContainiGio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei beni della Corona.MéjanStefano francese, Segretario degli ordini del Viceré.SENATO CONSULENTE:I Principi della Casa Reale.I Grandi ufficiali della Corona.Fava, predetto, Arcivescovo di Ferrara.Bonsignori, predetto, Patriarca di Venezia.MoscatiPietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809.ParadisiGiovanni di Reggio, id.Costabili-Containi, predetto, id.GuicciardiDiego di Lugano, id.GiustinianiLeonardo di Venezia, id.CarlottiAlessandro di Verona, id.MassariLuigi di Ferrara, id.VidoniGiuseppe di Cremona, id.Di BremeLuigi Giuseppe di Sartirana, id.PolcastroGirolamo di Padova, id.CastiglioniLuigi di Milano, id.BolognaSebastiano di Vicenza, id.LongoLucrezio di Brescia, id.AlessandriMarco di Bergamo, id.FeliciDaniele di Rimini, id.VoltaAlessandro di Como, id.CavrianiFederico di Mantova, id.TestiCarlo di Modena, id.LambertiGiacomo di Reggio, id.PeregalliFrancesco di Debbio in Valtellina, id.FrangipaneCinzio di Udine, id.ThieneLeonardo di Vicenza, id.BarisanGiovanni di Treviso, id.MengottiFrancesco di Belluno, id.BrutiAgostino dell'Istria, id.CamerataAntonio di Ancona, id.SgarigliaPietro di Fermo, id.ArmaroliLeopoldo di Macerata, id.Veneri, predetto, nominato 10 ottobre 1809.Prina, predetto, id.BerioliSpiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id.Melano PortulaVittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id.SerbelloniMarco di Milano, id.MocenigoAlvise di Venezia, id.MartinengoGiovanni Estore di Brescia, id.CondulmerTommaso Gaspare di Venezia, id.OrianiBarnaba di Milano, id.StraticoSimone di Zara, id.DandoloVincenzo di Venezia, id.FiorellaPasquale Antonio còrso, generale di divisione, id.VerriCarlo di Milano, id.Luosi, predetto, nominato 7 febbraio 1810.De MollSigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810.CONSIGLIO DI STATO:I.Consiglio legislativo:De BernardiStefano presidente —MaestriGiovanni —BazzettaGiovanni —SanfermoRocco —D'AddaFebo —BargnaniCesare —MéjanStefano —ParraviciniRaffaele —GuastavillaniGiovanni Battista —cossoniAntonio —bossiLuigi —PolfranceschiPietro —LuiniGiacomo —PedrazziniMichele —Quirini-StampaliaLuigi —ScopoliGiovanni —ColleFrancesco —GiovioLudovico.II.Consiglio degli uditori:PallaviciniGiuseppe presidente —AldiniGiovanni —SopransiLuigi —ValdrighiLuigi —BarbòFrancesco —RivaCristoforo —NaniTommaso —CompagnoniGiuseppe —BrunettiVincenzo —CaccíaGaudenzio —CasatiGiuseppe —TornielliGiuseppe —CustodiPietro —BurriGiovanni —BorghiCarlo Jacopo —BrebbiaGiuseppe —ReAntonio —FagnaniFederico.III.Consiglieri di Stato in servizio straordinario:GallinoTommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia —StrigelliAntonio, Segretario di Stato in Milano —AgucchiAlessando, prefetto del Passariano —GalvagnaFrancesco, prefetto dell'Adriatico —D'AllegrePaolo Lamberto, vescovo di Pavia —RonnaTommaso, vescovo di Crema —SmanciniAntonio, prefetto dell'Adige.IV.Consiglieri di Stato onorari:PedroliCarlo Antonio, primo presidente della Corte di cassazione —TavernaFrancesco, primo presidente della Corte d'appello di Milano —BeccalossiGiuseppe, primo presidente della Corte d'appello di Brescia —ErizzoGuido, dimorante in Venezia.CORTE DI CASSAZIONE:PedroliCarlo Antonio, primo presidente.NegriAntonio, presidente.De LorenziAntonio —TonniLuigi —SopransiFedele —PizzottiFrancesco —VillataGuido —SopransiLuigi —BazzettaGiovanni —RepossiFrancesco —RagazziGiuseppe —PelegattiCesare —CondulmerPietro Antonio —PredabissiFrancesco —CisottiGiovanni Battista —ScaccabarozziCesare —AunaGiovanni Vincenzo —LuiniGiuseppe, giudici.ValdrighiLuigi, Regio procuratore generale —BorsottiGiovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale.CORTE DEI CONTI:De BernardiStefano, primo presidente.SabattiAntonio —Sommaruga....., presidenti.PampuriGiacomo —BustiCristoforo —UngarelliPietro —TeuliéFilippo —PallaviciniGiulio —BeccariaGiulio —ArrigoniGaleazzo —SilvaBernardino, giudici.NogheraGiovanni Battista —SomagliaGaetano —SannerBaldassare —PecchioPietro, giudici per i conti arretrati.CrespiLuigi, Regio procuratore generale.SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI:Segreteria di Stato in Parigi:AldiniAntonio, predetto, Ministro Segretario di Stato —MarinoniFrancesco, segretario generale.Segreteria di Stato in Milano:StrigelliAntonio, Consigliere Segretario di Stato —NarducciGiampietro,AppianiGiuseppe,GermaniGiuseppe, capi di divisione.Ministero della giustizia:Luosi, predetto, Ministro —BiellaFelice, segretario generale —LuosiLuigi,StoppaniPietro,AlbertiFrancesco,PrandinaGaetano, capi di divisione.Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:Marescalchi, predetto, Ministro —Jacob, capo di divisione — Seconda divisione in Milano:TestiCarlo, incaricato del portafoglio del dipartimento degli affari esteri —BorghiCarlo Jacopo, capo di divisione.Ministero dell'interno:Vaccari, predetto, Ministro —De CapitaniPaolo, segretario generale —CerianiGiuseppe Cesare,BernardoniGiuseppe,CarmagnolaPaolo, capi di divisione.Ministero della guerra e marina:Fontanelli, predetto, Ministro —ZanoliAlessandro, segretario generale —AreseFrancesco colonnello,LocatelliLuigi Annibale ispettore alle rassegne, Patroni Giuseppe colonnello,CruvelierGiovanni Pietro, ispettore di marina, capi di divisione —CorteseFrancesco, direttore delle rassegne e della coscrizione.Ministero delle finanze:Prina, predetto, Ministro —CustodiPietro, segretario generale —SoldiniAndrea,PetracchiAngelo,AmanteGiovanni,ReinaGiuseppe,MarchiniBartolomeo, capi di divisione.Ministero del tesoro:Veneri, predetto, ministro —TarchiniGiovanni Battista, segretario generale —CarnaghiAmedeo, ispettore generale —TordoròLuigi, capo della contabilità —CorridoriGirolamo, cassiere generale del regno.Ministero del culto:GiudiciGaetano, segretario generale, ff. di ministro —FarinaModesto,CasnatiFilippo, capi di divisione.DIREZIONI GENERALI:Acque, strade e porti marittimi:CossoniAntonio, direttore generale —NegriGaetano, segretario generale —ArticoAngelo,AssaliniAntonio,MasettiAgostino,PareaCarlo, ispettori generali —BrunacciVincenzo,BonatiTeodoro,CossaliPietro, ispettori generali onorari.Polizia:LuiniGiacomo, direttore gen. —BrusaPaolo, segretario gen.Istruzione pubblica, stampa e libreria:ScopoliGiovanni, direttore gen. —PoggioliniGiovanni Luigi, segr. gen. —PiniErmenegildo,RossiLuigi, ispettori generali degli studi.Censo e imposizioni dirette:BrunettiVincenzo, direttore generale —LupiCarlo, segr. gen.Dogane:BargnaniCesare, dirett. gen.Privative e dazî di consumo:BarbòFrancesco, dirett. gen. —CaldariniGiovanni Battista, seg. gen.Monte Napoleone(col titolo diPrefettura del M. N. e della liquidazione del debito pubblico):MaestriGiovanni, prefetto —CalderaraGiuseppe, luogotenente prefetto —Negri, segretario gen.Poste:Darnay Antonio, direttore gen.Zecche e monete:IsimbardiInnocenzo, direttore gen. —PrinaLuigi, segr. gen.Lotto:SoldiniAmbrogio, direttore gen. —Palmierisegretario gen.ESERCITO E MARINA:Stato maggiore generale dell'esercito.Generali di divisione:PinoDomenico —LechiGiuseppe —SeveroliFilippo —FontanelliAchille —BonfantiAntonio —PeyriLuigi —FiorellaPasquale Antonio —PalombiniGiuseppe —ZucchiCarlo —FontaneGiacomo.Generali di brigata:PolfranceschiPietro —Bianchi d'AddaGiovanni Battista —LechiTeodoro —BalabioCarlo —MazzucchelliLuigi —BertolettiAntonio —VillataGiovanni —Renard BrizioGiovanni Battista —DembowskiGiovanni —BalathierCarlo —MartelFilippo Andrea —RougierGillo —SchiazzettiFortunato —Saint PaulVerbigier —MoroniPietro —JacquetGiuseppe —Sant'AndreaPietro —BellottiGaspare —JulhienGiovanni Francesco —CampagnolaLuigi —MilossewitzAndrea —BertolosiGiovanni Battista —GalimbertiLivio —RambourgtPietro Gabriele —PainiGiulio —PaolucciAmilcare —PeriBernardo.Aiutanti comandanti:LechiAngelo —CavedoniBartolomeo —MontebrunoAndrea —MazzucchelliGiovanni —RivairaLuigi —CasellaGiovanni Battista.Marina Reale.Commissario generale:MaillotStefano.Capitani di vascello:PasqualigoNicola —MiliusPier Bernardo.Capitani di fregata:CostanziGiovanni Battista —ArmeniAntonio —RodriguezFrancesco —BuratovichVincenzo —DandoloSilvestro —AycardRomano —Saint PriestFiliberto Luigi —TempièGiacomo.Direttore dell'artiglieria di marina:TrouchonDomenico.Direttore delle costruzioni navali italiane:SalviniAndrea.Comandante del porto di Venezia:Giaxich, capitano di fregata.DIPARTIMENTI:1.Adda, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, comuni 29:ReziaCarlo prefetto;Renardgenerale comandante.2.Adige, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4, cantoni 15, comuni 76:SmanciniAntonio prefetto;Milossewitzgenerale comandante.3.Adriatico, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, distretti 4, cantoni 10, comuni 38:GalvagnaFrancesco prefetto;Dauriergenerale francese comandante.4.Agogna, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti 5, cantoni 19, comuni 136:LuiniStefano prefetto;Bertolosigenerale comandante.5.Alto Adige, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti 5, cantoni 20, comuni 121:Dal FiumeFilippo prefetto;Milossewitzgenerale comandante.6.Alto Po, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti 4, cantoni 17, comuni 129:TicozziFrancesco prefetto;Balabiogenerale comandante.7.Bacchiglione, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, distretti 5, cantoni 14, comuni 99:MagentaPio prefetto.8.Basso Po, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti 3, cantoni 11, comuni 82:ZaccoCostantino prefetto.9.Brenta, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti 4, cantoni 12, comuni 85:PorroFerdinando prefetto.10.Crostolo, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti 2, cantoni 7, comuni 52:ZecchiniBonaventura prefetto.11.Lario, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, cantoni 23, comuni 168:TamassiaGiovanni prefetto;Renardgenerale comandante.12.Mella, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti 4, cantoni 18, comuni 127:SommenzariTeodoro prefetto;Fontanegenerale comandante.13.Metauro, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti 5, cantoni 16, comuni 76:GaspariGiacomo prefetto;Barbougenerale francese comandante.14.Mincio, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti 3, cantoni 15, comuni 51:VismaraMichele prefetto;Julhiengenerale comandante.15.Musone, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti 5, cantoni 13, comuni 48:VillataMichele prefetto.16.Olona, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti 4, cantoni 20, comuni 155:CaccíaGaudenzio prefetto;Bertolosigenerale comandante.17.Panaro, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti 2, cantoni 7, comuni 52:MinoiaGiovanni prefetto.18.Passariano, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti 4, cantoni 18, comuni 136:AgucchiAlessandro prefetto;Schiltgenerale francese comandante.19.Piave, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti 3, cantoni 11, comuni 67:FerriFrancesco prefetto.20.Reno, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti4, cantoni 12, comuni 76:Tadini OldofrediGirolamo prefetto;Roizegenerale francese comandante.21.Rubicone, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti 5, cantoni 14, comuni 41:FrosconiAlessandro prefetto;Villatagenerale comandante.22.Serio, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti 4, cantoni 18, comuni 145:CornaliaFrancesco prefetto.23.Tagliamento, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, distretti 5, cantoni 16, comuni 93:Del MainoCarlo prefetto.24.Tronto, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti 3, cantoni 10, comuni 72:StaurenghiLeopoldo prefetto.Riassunto:Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 cantoni, 2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie 84,043 miglia quadrate italiane.

28.«Afin — scriveva ilSaint-Edme— de faciliter au public la lecture de cette traduction, je crois devoir lui donner ici le nom des différentes personnes qui occupaient les hauts emplois du royaume d'Italie»; e ciò ch'egli credeva già utile nel 1822, è oggi assolutamente necessario, poiché gli uomini e le cose del Regno italico sono ormai cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A ravvivarla nella memoria degli studiosi potranno giovare le indicazioni seguenti, le quali si danno rettificando e allargando quelle del traduttore francese e per le quali si è seguito l'Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII, che fu l'ultimo pubblicato di una serie oramai irreperibile.

GRANDI UFFICIALI DEL REGNO:

Grandi ufficiali della Corona:

Melzi d'ÉrilFrancesco di Milano, Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli.

CodronchiAntonio di Imola, Arcivescovo di Ravenna, Grande elemosiniere.

FenaroliGiuseppe di Brescia, Gran maggiordomo maggiore.

LittaAntonio di Milano, Gran ciambellano.

CapraraCarlo di Bologna, Grande scudiere.

AldiniAntonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814].

LuosiGiuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia [1805-1814].

MarescalchiFerdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri [1802-1814].

VaccariLuigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814].

FontanelliAchille di Modena, Ministro della guerra e marina [1811-1814].

PrinaGiuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814].

VeneriAntonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814].

. . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era stato, 1802-1812,BovaraGiovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 fuGiudiciGaetano].

. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante].

BonsignoriStefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia.

Codronchi, predetto, Arcivescovo di Ravenna.

. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolareOpizzoniCarlo, non riconosciuto].

FavaPaolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara.

PinoDomenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della Guardia reale.

Costabili-ContainiGio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei beni della Corona.

MéjanStefano francese, Segretario degli ordini del Viceré.

SENATO CONSULENTE:

I Principi della Casa Reale.

I Grandi ufficiali della Corona.

Fava, predetto, Arcivescovo di Ferrara.

Bonsignori, predetto, Patriarca di Venezia.

MoscatiPietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809.

ParadisiGiovanni di Reggio, id.

Costabili-Containi, predetto, id.

GuicciardiDiego di Lugano, id.

GiustinianiLeonardo di Venezia, id.

CarlottiAlessandro di Verona, id.

MassariLuigi di Ferrara, id.

VidoniGiuseppe di Cremona, id.

Di BremeLuigi Giuseppe di Sartirana, id.

PolcastroGirolamo di Padova, id.

CastiglioniLuigi di Milano, id.

BolognaSebastiano di Vicenza, id.

LongoLucrezio di Brescia, id.

AlessandriMarco di Bergamo, id.

FeliciDaniele di Rimini, id.

VoltaAlessandro di Como, id.

CavrianiFederico di Mantova, id.

TestiCarlo di Modena, id.

LambertiGiacomo di Reggio, id.

PeregalliFrancesco di Debbio in Valtellina, id.

FrangipaneCinzio di Udine, id.

ThieneLeonardo di Vicenza, id.

BarisanGiovanni di Treviso, id.

MengottiFrancesco di Belluno, id.

BrutiAgostino dell'Istria, id.

CamerataAntonio di Ancona, id.

SgarigliaPietro di Fermo, id.

ArmaroliLeopoldo di Macerata, id.

Veneri, predetto, nominato 10 ottobre 1809.

Prina, predetto, id.

BerioliSpiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id.

Melano PortulaVittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id.

SerbelloniMarco di Milano, id.

MocenigoAlvise di Venezia, id.

MartinengoGiovanni Estore di Brescia, id.

CondulmerTommaso Gaspare di Venezia, id.

OrianiBarnaba di Milano, id.

StraticoSimone di Zara, id.

DandoloVincenzo di Venezia, id.

FiorellaPasquale Antonio còrso, generale di divisione, id.

VerriCarlo di Milano, id.

Luosi, predetto, nominato 7 febbraio 1810.

De MollSigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810.

CONSIGLIO DI STATO:

I.Consiglio legislativo:De BernardiStefano presidente —MaestriGiovanni —BazzettaGiovanni —SanfermoRocco —D'AddaFebo —BargnaniCesare —MéjanStefano —ParraviciniRaffaele —GuastavillaniGiovanni Battista —cossoniAntonio —bossiLuigi —PolfranceschiPietro —LuiniGiacomo —PedrazziniMichele —Quirini-StampaliaLuigi —ScopoliGiovanni —ColleFrancesco —GiovioLudovico.

II.Consiglio degli uditori:PallaviciniGiuseppe presidente —AldiniGiovanni —SopransiLuigi —ValdrighiLuigi —BarbòFrancesco —RivaCristoforo —NaniTommaso —CompagnoniGiuseppe —BrunettiVincenzo —CaccíaGaudenzio —CasatiGiuseppe —TornielliGiuseppe —CustodiPietro —BurriGiovanni —BorghiCarlo Jacopo —BrebbiaGiuseppe —ReAntonio —FagnaniFederico.

III.Consiglieri di Stato in servizio straordinario:GallinoTommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia —StrigelliAntonio, Segretario di Stato in Milano —AgucchiAlessando, prefetto del Passariano —GalvagnaFrancesco, prefetto dell'Adriatico —D'AllegrePaolo Lamberto, vescovo di Pavia —RonnaTommaso, vescovo di Crema —SmanciniAntonio, prefetto dell'Adige.

IV.Consiglieri di Stato onorari:PedroliCarlo Antonio, primo presidente della Corte di cassazione —TavernaFrancesco, primo presidente della Corte d'appello di Milano —BeccalossiGiuseppe, primo presidente della Corte d'appello di Brescia —ErizzoGuido, dimorante in Venezia.

CORTE DI CASSAZIONE:

PedroliCarlo Antonio, primo presidente.

NegriAntonio, presidente.

De LorenziAntonio —TonniLuigi —SopransiFedele —PizzottiFrancesco —VillataGuido —SopransiLuigi —BazzettaGiovanni —RepossiFrancesco —RagazziGiuseppe —PelegattiCesare —CondulmerPietro Antonio —PredabissiFrancesco —CisottiGiovanni Battista —ScaccabarozziCesare —AunaGiovanni Vincenzo —LuiniGiuseppe, giudici.

ValdrighiLuigi, Regio procuratore generale —BorsottiGiovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale.

CORTE DEI CONTI:

De BernardiStefano, primo presidente.

SabattiAntonio —Sommaruga....., presidenti.

PampuriGiacomo —BustiCristoforo —UngarelliPietro —TeuliéFilippo —PallaviciniGiulio —BeccariaGiulio —ArrigoniGaleazzo —SilvaBernardino, giudici.

NogheraGiovanni Battista —SomagliaGaetano —SannerBaldassare —PecchioPietro, giudici per i conti arretrati.

CrespiLuigi, Regio procuratore generale.

SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI:

Segreteria di Stato in Parigi:AldiniAntonio, predetto, Ministro Segretario di Stato —MarinoniFrancesco, segretario generale.

Segreteria di Stato in Milano:StrigelliAntonio, Consigliere Segretario di Stato —NarducciGiampietro,AppianiGiuseppe,GermaniGiuseppe, capi di divisione.

Ministero della giustizia:Luosi, predetto, Ministro —BiellaFelice, segretario generale —LuosiLuigi,StoppaniPietro,AlbertiFrancesco,PrandinaGaetano, capi di divisione.

Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:Marescalchi, predetto, Ministro —Jacob, capo di divisione — Seconda divisione in Milano:TestiCarlo, incaricato del portafoglio del dipartimento degli affari esteri —BorghiCarlo Jacopo, capo di divisione.

Ministero dell'interno:Vaccari, predetto, Ministro —De CapitaniPaolo, segretario generale —CerianiGiuseppe Cesare,BernardoniGiuseppe,CarmagnolaPaolo, capi di divisione.

Ministero della guerra e marina:Fontanelli, predetto, Ministro —ZanoliAlessandro, segretario generale —AreseFrancesco colonnello,LocatelliLuigi Annibale ispettore alle rassegne, Patroni Giuseppe colonnello,CruvelierGiovanni Pietro, ispettore di marina, capi di divisione —CorteseFrancesco, direttore delle rassegne e della coscrizione.

Ministero delle finanze:Prina, predetto, Ministro —CustodiPietro, segretario generale —SoldiniAndrea,PetracchiAngelo,AmanteGiovanni,ReinaGiuseppe,MarchiniBartolomeo, capi di divisione.

Ministero del tesoro:Veneri, predetto, ministro —TarchiniGiovanni Battista, segretario generale —CarnaghiAmedeo, ispettore generale —TordoròLuigi, capo della contabilità —CorridoriGirolamo, cassiere generale del regno.

Ministero del culto:GiudiciGaetano, segretario generale, ff. di ministro —FarinaModesto,CasnatiFilippo, capi di divisione.

DIREZIONI GENERALI:

Acque, strade e porti marittimi:CossoniAntonio, direttore generale —NegriGaetano, segretario generale —ArticoAngelo,AssaliniAntonio,MasettiAgostino,PareaCarlo, ispettori generali —BrunacciVincenzo,BonatiTeodoro,CossaliPietro, ispettori generali onorari.

Polizia:LuiniGiacomo, direttore gen. —BrusaPaolo, segretario gen.

Istruzione pubblica, stampa e libreria:ScopoliGiovanni, direttore gen. —PoggioliniGiovanni Luigi, segr. gen. —PiniErmenegildo,RossiLuigi, ispettori generali degli studi.

Censo e imposizioni dirette:BrunettiVincenzo, direttore generale —LupiCarlo, segr. gen.

Dogane:BargnaniCesare, dirett. gen.

Privative e dazî di consumo:BarbòFrancesco, dirett. gen. —CaldariniGiovanni Battista, seg. gen.

Monte Napoleone(col titolo diPrefettura del M. N. e della liquidazione del debito pubblico):MaestriGiovanni, prefetto —CalderaraGiuseppe, luogotenente prefetto —Negri, segretario gen.

Poste:Darnay Antonio, direttore gen.

Zecche e monete:IsimbardiInnocenzo, direttore gen. —PrinaLuigi, segr. gen.

Lotto:SoldiniAmbrogio, direttore gen. —Palmierisegretario gen.

ESERCITO E MARINA:

Stato maggiore generale dell'esercito.

Generali di divisione:PinoDomenico —LechiGiuseppe —SeveroliFilippo —FontanelliAchille —BonfantiAntonio —PeyriLuigi —FiorellaPasquale Antonio —PalombiniGiuseppe —ZucchiCarlo —FontaneGiacomo.

Generali di brigata:PolfranceschiPietro —Bianchi d'AddaGiovanni Battista —LechiTeodoro —BalabioCarlo —MazzucchelliLuigi —BertolettiAntonio —VillataGiovanni —Renard BrizioGiovanni Battista —DembowskiGiovanni —BalathierCarlo —MartelFilippo Andrea —RougierGillo —SchiazzettiFortunato —Saint PaulVerbigier —MoroniPietro —JacquetGiuseppe —Sant'AndreaPietro —BellottiGaspare —JulhienGiovanni Francesco —CampagnolaLuigi —MilossewitzAndrea —BertolosiGiovanni Battista —GalimbertiLivio —RambourgtPietro Gabriele —PainiGiulio —PaolucciAmilcare —PeriBernardo.

Aiutanti comandanti:LechiAngelo —CavedoniBartolomeo —MontebrunoAndrea —MazzucchelliGiovanni —RivairaLuigi —CasellaGiovanni Battista.

Marina Reale.

Commissario generale:MaillotStefano.

Capitani di vascello:PasqualigoNicola —MiliusPier Bernardo.

Capitani di fregata:CostanziGiovanni Battista —ArmeniAntonio —RodriguezFrancesco —BuratovichVincenzo —DandoloSilvestro —AycardRomano —Saint PriestFiliberto Luigi —TempièGiacomo.

Direttore dell'artiglieria di marina:TrouchonDomenico.

Direttore delle costruzioni navali italiane:SalviniAndrea.

Comandante del porto di Venezia:Giaxich, capitano di fregata.

DIPARTIMENTI:

1.Adda, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, comuni 29:ReziaCarlo prefetto;Renardgenerale comandante.

2.Adige, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4, cantoni 15, comuni 76:SmanciniAntonio prefetto;Milossewitzgenerale comandante.

3.Adriatico, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, distretti 4, cantoni 10, comuni 38:GalvagnaFrancesco prefetto;Dauriergenerale francese comandante.

4.Agogna, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti 5, cantoni 19, comuni 136:LuiniStefano prefetto;Bertolosigenerale comandante.

5.Alto Adige, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti 5, cantoni 20, comuni 121:Dal FiumeFilippo prefetto;Milossewitzgenerale comandante.

6.Alto Po, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti 4, cantoni 17, comuni 129:TicozziFrancesco prefetto;Balabiogenerale comandante.

7.Bacchiglione, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, distretti 5, cantoni 14, comuni 99:MagentaPio prefetto.

8.Basso Po, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti 3, cantoni 11, comuni 82:ZaccoCostantino prefetto.

9.Brenta, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti 4, cantoni 12, comuni 85:PorroFerdinando prefetto.

10.Crostolo, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti 2, cantoni 7, comuni 52:ZecchiniBonaventura prefetto.

11.Lario, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, cantoni 23, comuni 168:TamassiaGiovanni prefetto;Renardgenerale comandante.

12.Mella, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti 4, cantoni 18, comuni 127:SommenzariTeodoro prefetto;Fontanegenerale comandante.

13.Metauro, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti 5, cantoni 16, comuni 76:GaspariGiacomo prefetto;Barbougenerale francese comandante.

14.Mincio, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti 3, cantoni 15, comuni 51:VismaraMichele prefetto;Julhiengenerale comandante.

15.Musone, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti 5, cantoni 13, comuni 48:VillataMichele prefetto.

16.Olona, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti 4, cantoni 20, comuni 155:CaccíaGaudenzio prefetto;Bertolosigenerale comandante.

17.Panaro, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti 2, cantoni 7, comuni 52:MinoiaGiovanni prefetto.

18.Passariano, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti 4, cantoni 18, comuni 136:AgucchiAlessandro prefetto;Schiltgenerale francese comandante.

19.Piave, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti 3, cantoni 11, comuni 67:FerriFrancesco prefetto.

20.Reno, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti4, cantoni 12, comuni 76:Tadini OldofrediGirolamo prefetto;Roizegenerale francese comandante.

21.Rubicone, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti 5, cantoni 14, comuni 41:FrosconiAlessandro prefetto;Villatagenerale comandante.

22.Serio, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti 4, cantoni 18, comuni 145:CornaliaFrancesco prefetto.

23.Tagliamento, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, distretti 5, cantoni 16, comuni 93:Del MainoCarlo prefetto.

24.Tronto, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti 3, cantoni 10, comuni 72:StaurenghiLeopoldo prefetto.

Riassunto:Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 cantoni, 2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie 84,043 miglia quadrate italiane.

29.Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 aprile 1814 (vedasi anche nelFabi, pag. 102-108); 2º il proclama del principe Eugenio ai soldati francesi, Mantova, 17 aprile 1814 (inFabi, pag. 108-109); 3º l'indirizzo dell'armata francese al principe Eugenio, dello stesso giorno, firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, Marcognet, D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, Sainte-Laurent e Bode.

29.Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 aprile 1814 (vedasi anche nelFabi, pag. 102-108); 2º il proclama del principe Eugenio ai soldati francesi, Mantova, 17 aprile 1814 (inFabi, pag. 108-109); 3º l'indirizzo dell'armata francese al principe Eugenio, dello stesso giorno, firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, Marcognet, D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, Sainte-Laurent e Bode.

30.«Semblable en cela à tous les peuples et même à tous les hommes qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les Italiens crurent que les projets du roi Joachim tendaient à former un seul royaume de l'Italie, trompés par sa conduite envers son bienfaiteur, et par les bruits qu'il faisait courir à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient les Italiens, l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes, préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter sur le trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération des états et princes italiens, à laisser ce pays sous la domination de Napoléon ou de son fils adoptif.Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement leur raison, et excluaient tout jugement. Partout où un souverain marche en conquérant, il faut s'attendre à y retrouver longs-temps encore les empreintes de son pouvoir. Ainsi ils devaient d'autant moins douter des plans de l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et son petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, mais bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer ses anciennes possessions. Ils ne devaient donc aucunement compter sur Murat, qui appartenait d'ailleurs à une famille que les coalisées voulaient proscrire, et je n'examinerai pas ce poins délicat de leur politique.Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse pour leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans une des notes suivantes».

30.«Semblable en cela à tous les peuples et même à tous les hommes qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les Italiens crurent que les projets du roi Joachim tendaient à former un seul royaume de l'Italie, trompés par sa conduite envers son bienfaiteur, et par les bruits qu'il faisait courir à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient les Italiens, l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes, préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter sur le trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération des états et princes italiens, à laisser ce pays sous la domination de Napoléon ou de son fils adoptif.

Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement leur raison, et excluaient tout jugement. Partout où un souverain marche en conquérant, il faut s'attendre à y retrouver longs-temps encore les empreintes de son pouvoir. Ainsi ils devaient d'autant moins douter des plans de l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et son petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, mais bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer ses anciennes possessions. Ils ne devaient donc aucunement compter sur Murat, qui appartenait d'ailleurs à une famille que les coalisées voulaient proscrire, et je n'examinerai pas ce poins délicat de leur politique.

Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse pour leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans une des notes suivantes».

31.«Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient point eu connaissance le tous ces projets, que la craint des plus grands malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, à preparer dans le silence les moyens de les éviter. Je ne leur ferai pas l'injure de les supposer capables d'une indifférence odieuse de la part d'aussi grands magistrats, sur qui le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa tranquillité. Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, et ils ne pouvaient point l'ignorer, la conduite de l'Autriche était-elle de nature à leur inspirer quelque sécurité? Si je ne les comdanne point pour leur indifférence, je n'hésite point à les accuser d'un manque total de caractère; et les Italiens doivent les poursuivre de leur haine pour avoir,ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé le voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne partageassent pas ce voeu, ils devaient le connaitre: les grands corps d'un état n'existent que pour le bien de plus grand nombre, et ils auraient dû se soumettre. En supposant que l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas exactement démontré, ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle environnée des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les éclaircir? Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce que je vais faire le plus rapidement possible.» — E qui il Saint-Edme, esaminando la condotta politica dell'Austria verso Napoleone I dal 1812 al 1814, rileva come, dalla richiesta fatta nella conferenza di Praga per la cessione delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e dall'ultimatumpresentato al congresso di Châtillon che esigeva l'abbandono totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; e conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous ces faits, en tirer les conséquences naturelles que Napoléon serait écrasé, que l'Autriche menacerait l'existence du royaume, qui ne consentirait point à lui accorder son indépendance, et qu'il fallait employer des mesures énergiques. Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du peuple italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre l'abdication de Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer la consolidation du royaume, proclamer un chef, faire un appel au patriotisme du peuple, appeler tous les princes d'Italie à une confédération, mander a Milan les troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant à même de discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. N'eussent-ils fait autre chose que proclamer uneseconde fois la constitution de 1802, et nommer un président ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple de lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et qui sait si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque résultat avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien fait pour sauver la patrie.»

31.«Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient point eu connaissance le tous ces projets, que la craint des plus grands malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, à preparer dans le silence les moyens de les éviter. Je ne leur ferai pas l'injure de les supposer capables d'une indifférence odieuse de la part d'aussi grands magistrats, sur qui le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa tranquillité. Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, et ils ne pouvaient point l'ignorer, la conduite de l'Autriche était-elle de nature à leur inspirer quelque sécurité? Si je ne les comdanne point pour leur indifférence, je n'hésite point à les accuser d'un manque total de caractère; et les Italiens doivent les poursuivre de leur haine pour avoir,ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé le voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne partageassent pas ce voeu, ils devaient le connaitre: les grands corps d'un état n'existent que pour le bien de plus grand nombre, et ils auraient dû se soumettre. En supposant que l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas exactement démontré, ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle environnée des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les éclaircir? Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce que je vais faire le plus rapidement possible.» — E qui il Saint-Edme, esaminando la condotta politica dell'Austria verso Napoleone I dal 1812 al 1814, rileva come, dalla richiesta fatta nella conferenza di Praga per la cessione delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e dall'ultimatumpresentato al congresso di Châtillon che esigeva l'abbandono totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; e conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous ces faits, en tirer les conséquences naturelles que Napoléon serait écrasé, que l'Autriche menacerait l'existence du royaume, qui ne consentirait point à lui accorder son indépendance, et qu'il fallait employer des mesures énergiques. Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du peuple italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre l'abdication de Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer la consolidation du royaume, proclamer un chef, faire un appel au patriotisme du peuple, appeler tous les princes d'Italie à une confédération, mander a Milan les troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant à même de discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. N'eussent-ils fait autre chose que proclamer uneseconde fois la constitution de 1802, et nommer un président ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple de lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et qui sait si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque résultat avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien fait pour sauver la patrie.»

32.«Les Français étaient assez généralement aimés, et on les regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les Autrichiens ont toujours été détestés, qu'on les hait encore plus, et que le nom deTudesco(Tudesque, ou Allemand) donné à un Italien, est une injure des plus vives. Sous la domination des Français, les Italiens jouissaient des apparences de toutes leurs libertés; ils embellissaient leur pays; ils protégeaient les arts, l'industrie, le commerce; la presque totalité des emplois étaient occupés par des nationaux. Maintenant ils ne rencontrent que des entraves, et les Autrichiens gouvernent en conquérans».

32.«Les Français étaient assez généralement aimés, et on les regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les Autrichiens ont toujours été détestés, qu'on les hait encore plus, et que le nom deTudesco(Tudesque, ou Allemand) donné à un Italien, est une injure des plus vives. Sous la domination des Français, les Italiens jouissaient des apparences de toutes leurs libertés; ils embellissaient leur pays; ils protégeaient les arts, l'industrie, le commerce; la presque totalité des emplois étaient occupés par des nationaux. Maintenant ils ne rencontrent que des entraves, et les Autrichiens gouvernent en conquérans».

33.«Cette déclaration concorde parfaitement avec la note précédente».

33.«Cette déclaration concorde parfaitement avec la note précédente».

34.IlSaint-Edmeriporta qui, tradotta in francese, la Costituzione della Repubblica Italiana adottata nei Comizi di Lione il 26 gennaio 1802: il testo originale di essa si ha nelBollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Anno I,Milano, Veladini [1802], pp. 1-19.

34.IlSaint-Edmeriporta qui, tradotta in francese, la Costituzione della Repubblica Italiana adottata nei Comizi di Lione il 26 gennaio 1802: il testo originale di essa si ha nelBollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Anno I,Milano, Veladini [1802], pp. 1-19.

35.«Relatifs au système continental».

35.«Relatifs au système continental».

36.In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni del Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè:I. Statuto costituzionale, Parigi 17 marzo 1805, preceduto dal discorso di F. Melzi in nome della Deputazione della Repubblica Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi,Fenaroli, Costabili, Luosi e Guicciardi, membri della Consulta di Stato; Guastavillani, Lambertenghi, Carlotti, del Consiglio legislativo; Dabrowki generale di divisione; Rangone oratore del Corpo legislativo, Calepio membro del Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, del Collegio elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio elettorale dei commercianti; Negri, commissario presso il tribunale di cassazione; Sopransi, presidente del tribunale di revisione in Milano; Valdrighi, presidente del tribunale di revisione in Bologna], dall'atto della Deputazione stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara di accettare la corona italica; tutto ciò riferito dallaRaccolta de' fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al cangiamento della Repubblica Italiana in Regno d'Italia, Milano, Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo Statuto costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta di Stato, Parigi 19 marzo 1805, che si legge nelBollettino delle leggi del Regno d'Italia, Milano, Veladini [1805], PP. 33-43.II. Statuto costituzionale, Saint-Cloud 29 marzo 1805 [Reggenza — Grandi ufficiali del Regno — Giuramenti]; nellaRaccoltacit. pp. 98-112 e nelBollettinocit. pp. 54-63.III. Statuto costituzionale, Milano 6 giugno 1805 [Beni della Corona — Viceré — Collegi — Consiglio di Stato — Corpo legislativo — Ordine giudiziario — Diritto di far grazia — Ordine della Corona di ferro — Disposizioni generali] firmato dai membri della Consulta di Stato [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, Moscati, Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe Taverna, Giuseppe Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba Oriani, Fè Marcantonio, Brunetti Vincenzo, Vertova Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni Giambattista, CastiglioniLuigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, Salina Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari Luigi, Odescalchi, Bazzetta]: è nelBollettinocit. pp. 91-112.IV. Statuto costituzionale, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione del Viceré Eugenio]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1806], pp. 62-64.V. Statuto costituzionale, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione del Senato consulente]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1807], pp. 1120-1221.Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il Saint-Edme, il quale solamente accenna a un «sixième et dernier Statut constitutionnel» del 9 novembre 1809, sotto la qual data si ha invece ilRegolamento che stabilisce la natura e la forma delle relazioni del Senato col Governo(nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia, pp. 302-312). Invece gli altri, veri e propri Statuti, furono i seguenti:VI. Statuto costituzionale, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione del Senato — Attibuzioni — Dotazione — Disposizioni speciali]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1808], pp. 216-222.VII. Statuto costituzionale, Saint-Cloud 21 settembre 1808 [Titoli e maggioraschi del Regno]: è nelBollettinocit., pp. 824-847.VIII. Statuto costituzionale, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione della corona e appannaggi dei principi e delle principesse d'Italia]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1810], pp. 194-210.IX. Statuto costituzionale, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio del Principe Viceré d'Italia]: è nelBollettinocit., pp. 211-213.Finalmente ilSaint-Edme, dopo aver notato che gli elettori del Regno, i quali secondo la Costituzione di Lione erano 300 nel Collegio dei possidenti, 200 in quello dei Dotti e 200 in quello dei commercianti, erano poi cresciuti di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 luglio1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, dotti 329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: «Les électeurs aux colléges réunis à Milan en avril 1814, étaient au nombre de 170; et, conformément aux constitutions, ils ne pouvaient délibérer: si les sénateurs avaient eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége le ridicule dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils à leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que méritaient-ils de plus?»

36.In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni del Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè:

I. Statuto costituzionale, Parigi 17 marzo 1805, preceduto dal discorso di F. Melzi in nome della Deputazione della Repubblica Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi,Fenaroli, Costabili, Luosi e Guicciardi, membri della Consulta di Stato; Guastavillani, Lambertenghi, Carlotti, del Consiglio legislativo; Dabrowki generale di divisione; Rangone oratore del Corpo legislativo, Calepio membro del Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, del Collegio elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio elettorale dei commercianti; Negri, commissario presso il tribunale di cassazione; Sopransi, presidente del tribunale di revisione in Milano; Valdrighi, presidente del tribunale di revisione in Bologna], dall'atto della Deputazione stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara di accettare la corona italica; tutto ciò riferito dallaRaccolta de' fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al cangiamento della Repubblica Italiana in Regno d'Italia, Milano, Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo Statuto costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta di Stato, Parigi 19 marzo 1805, che si legge nelBollettino delle leggi del Regno d'Italia, Milano, Veladini [1805], PP. 33-43.

II. Statuto costituzionale, Saint-Cloud 29 marzo 1805 [Reggenza — Grandi ufficiali del Regno — Giuramenti]; nellaRaccoltacit. pp. 98-112 e nelBollettinocit. pp. 54-63.

III. Statuto costituzionale, Milano 6 giugno 1805 [Beni della Corona — Viceré — Collegi — Consiglio di Stato — Corpo legislativo — Ordine giudiziario — Diritto di far grazia — Ordine della Corona di ferro — Disposizioni generali] firmato dai membri della Consulta di Stato [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, Moscati, Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe Taverna, Giuseppe Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba Oriani, Fè Marcantonio, Brunetti Vincenzo, Vertova Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni Giambattista, CastiglioniLuigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, Salina Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari Luigi, Odescalchi, Bazzetta]: è nelBollettinocit. pp. 91-112.

IV. Statuto costituzionale, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione del Viceré Eugenio]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1806], pp. 62-64.

V. Statuto costituzionale, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione del Senato consulente]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1807], pp. 1120-1221.

Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il Saint-Edme, il quale solamente accenna a un «sixième et dernier Statut constitutionnel» del 9 novembre 1809, sotto la qual data si ha invece ilRegolamento che stabilisce la natura e la forma delle relazioni del Senato col Governo(nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia, pp. 302-312). Invece gli altri, veri e propri Statuti, furono i seguenti:

VI. Statuto costituzionale, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione del Senato — Attibuzioni — Dotazione — Disposizioni speciali]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1808], pp. 216-222.

VII. Statuto costituzionale, Saint-Cloud 21 settembre 1808 [Titoli e maggioraschi del Regno]: è nelBollettinocit., pp. 824-847.

VIII. Statuto costituzionale, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione della corona e appannaggi dei principi e delle principesse d'Italia]: è nelBollettinocit., Milano, R. Stamperia [1810], pp. 194-210.

IX. Statuto costituzionale, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio del Principe Viceré d'Italia]: è nelBollettinocit., pp. 211-213.

Finalmente ilSaint-Edme, dopo aver notato che gli elettori del Regno, i quali secondo la Costituzione di Lione erano 300 nel Collegio dei possidenti, 200 in quello dei Dotti e 200 in quello dei commercianti, erano poi cresciuti di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 luglio1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, dotti 329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: «Les électeurs aux colléges réunis à Milan en avril 1814, étaient au nombre de 170; et, conformément aux constitutions, ils ne pouvaient délibérer: si les sénateurs avaient eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége le ridicule dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils à leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que méritaient-ils de plus?»


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