Tutti tre li sui ambassadori andavano in Collegio a consultar zerca questa materia, et fo consultado in Pregadi, et scritto a l'ambassador era a Milano la opinione dil Senato.
Ancora è da saper che el conte Caiazo, habuto in Reame dal Re el suo stado, havendo lettere da Milano dovesse partirsi, tolse licentia di ritornar a Milano, la qual ge fu data dal Re;tamenlassò in Reame soa moglie, et partì a dì 8 April di Napoli, zonse a Roma a dì 16, et a dì 21 de lì se dispartì, et venne di longo a Milano con 100 cavalli lizieri et zonse a Milano a dì....Tamen, zonto che fo a Roma, el Pontifice molto lo exhortò che dovesse remagner ivi, et lui mai vi volse restar.
È da saper che in questa terra a dì 28 Marzo zonse una caravella di Puia con stera 1800 di formento di raxon dil re Ferendo, et l'orator suo Spinelli, inteso questo, andò da la Signoria dicendo voleva tal formenti.EtiamMons. di Arzenton orator franzese li voleva, dicendo che el suo Re, havendo el Reame tutto, etmaximetutta la Puia, però che a dì 21 ditto venne tutto sotto el suo dominio, eccetto Brandizo, a Soa Majestà apparteneva. Et, attento che ditta caravella era partita dal cargador X zorni avanti che 'l Re de Frenza intrasse in Napoli, et per questo fo judicato ditti formenti aspettar a l'orator di re Ferando. Il qual formento li fece bon servitio, perchè za li era mancato danari, etamenstava con la fameglia et in reputatione come orator dil Re, et Mons. di Arzenton have pacentia di questo.
Clarissimo equiti Hyeronimo Georgio reipublicæ Venetæ Oratori facundissimo apud Alexandrum VI Romanum Pontificem Marinus Sanutus Leonardi filius patricius venetus salutem.
Clarissimo equiti Hyeronimo Georgio reipublicæ Venetæ Oratori facundissimo apud Alexandrum VI Romanum Pontificem Marinus Sanutus Leonardi filius patricius venetus salutem.
Niuna cosa ho extimato esser più degna nè di mazor laude, Magnifico Orator, che lassar qualche memoria di fatti loro, a ciò ne li posteri seculi, ben siamo polve, lo nome vi si oda et rimanga. Et questo cadauno desiderar dovrebbe, et sforzarsi con ogni sua possa di exercitarsi in tal operatione, che il nome loro non vadino in oblivione, et quelli, sì come sono dediti et nati sotto varie constellatione et pianeti, secondo la varietà di cieli dovrebbeno in quello che si poneno a seguitare fare tale operatione, che, da poi separata l'anima dil corpo, mediante la fama restassino immortali. Perchè, se vogliamo leggere le antique historie, se trova in ogni arte homeni excellenti sono stati, di li qual parlerassi fino el mondo dura. Io veramente, seguendo questa mia opinione, in ogni età datomi a studii et a prendere qualche dottrina, sempre ho voluto exercitarmi in quello chefortasseda huomini più maturi sarebbe stato bisogno: come di qualche particella Toa Magnificentia ne è vero testimonio; et già di la città nostra veneta alcuna cosa degna di memoria, mentre eri a la legatione gallica, a Toa Magnificentia dedicai. Al presente io già di età trigenario essendo, ho voluto non senza fatica grandissima descrivere quello che Carlo re de Franza in Italia in questi doy anni operò. Questo perchèomni eventusi veda et intenda come passono questi tempi, et le mutatione di stadi; opera assà grande et partita in cinque libri. Et havendosi Toa Magnificentiasapientissimeoperato in questa legatione al Summo Pontifice non manco utile che necessaria, come quelli lezendo questa potranno chiaramente comprendere il tutto, etetiamper le affinità et amore quella mi porta et ha sempre portato, mi ha parso cosa condecente uno de questi libri a Toa Magnificentia dedicarlo; non potendo con altro dimostrare al presente, amo, honoro et magnifacio quella, etnon solumio, maetiamtutti nostri patricii tesono grandemente ubligati, perchè in questa età tua già sexagenariaet ultra, passato le Alpe, econtinueesser a presso di la Santità dil Nostro Signor, et in colloqui con Rev.miCardinali et oratori de diverse parte, et haversi ritrovato ivi in tante ardue et importante materie, per le novità di quelui, al qual già è diece anni che Toa Magnificentia vi fu ambassadore et ricevette da Soa Majestà benemerito la militia.
Ergo, concludendo, la Republica nostra ti debbono essere summamente ubligata, perchè queloro che senza alcuna utilità si fatica per quella,non solummerita laude,licetsia sua patria, ma ancora la gratia del Senato, la qualsine dubioper toi degnissimi portamenti son certo l'hai acquistata. Et che sia vero, la experientia ne dimostra che volendo a li zorni passati Toa Magnificentia repatriar,sæpiusexhortando el Senato de haver licentia, et fusse eletto el tuo successore,undenostri per haver non manco de bisogno de haver tal huomo ivi a Roma, che dil suo consiglio quivi, hanno voluto Toa Magnificentia ancora resti in tal legatione, per la pratica presa, la benivolentia acquistata col Summo Pontifice et Cardinali, le saggie et accostumate risposte, le parole exquisitissime, et,conclusive, li toi boni portamenti; etcontinuetenir advisata la Republica di ogni successo,maximein queste ultime turbatione ha Ferdinando re ancora con quelli Franzesi restò in Reame, le qual,ut spero, haverà bon exito.
Adoncha, Clarissimo equite, ti degnerai de lezer quello che el tuo Sanuto, affine, non inmemore di Toa Magnificentia, in questi anni ha scritto, etdemumreduta al modo vi è, a tempo di la mia egritudine, et cognoscerai che più presto non ho voluto lassare queste vigilie senza ponervi la mano,licetfebrato fusse, che atender a la curatione dil male havia; però che nel componere vi bisognava ponervi il senso, el qualfortasseè stato causa di la longezza di quella, et vedrai che ho desiato più presto la perpetua fama,licetpoca habbia essere, cha il viver presente, et se ben biasemato fusse, come son certo sarò da alcuni dil vulgo ignorante che si doleno de non far loro tale operatione, pur qui lezendo Toa Magnificentia che se ha ritrovato ne le cosse, vederà se ho scritto la vera verità, et se in alcuna cosa harò mancato, se degnerà de correggere, et cognoscerai quanto Marino tuo è a Toa Magnificentia dedicato.Vale, Clarissime Eques, et me, ut soles, ama. Ex Urbe Veneta, ultimo Xmbris1495.