Magnifico et sapientissimo Marco Sanuto Bergomi praetori justissimo, Marinus Sanutus Leonardi filius patricius venetus salutem.
Magnifico et sapientissimo Marco Sanuto Bergomi praetori justissimo, Marinus Sanutus Leonardi filius patricius venetus salutem.
Si l'amore et la benivolentia, oltra l'affinità, Pretore integerrimo, mi astringe de intitolarti alcuno de questi libri di la gallicha ystoria, non mancho mi exorta ogni tua conditione; perchè, volendo considerare fra me più fiate, a chi dovesse questo libro quinto dedicare, niuno a Toa Magnificentia trovai dover esser antiposto, sì per esser primario di la caxa nostra Sanuta,quamper la sapientia et,ut ita dicam, summe dote de' cieli, che in te sono. Aduncha, posto da canto ogni altro patricio che in questa guerra si habbia exercitato, ho voluto, etmerito, dedicarti parte dell'opra grande et faticosa, per mi con ogni verità descritta, et in quella de Toa Magnificentia non mi dimenticare, perchè niuna cossa debbe esser più extimata, quanto honorar il sangue et prole sua. Et quanto me ne glorii dil tuo dignissimo portamento in questa pretura bergomense, credo non sia celato a Toa Magnificentia; et però non son stato immemore delle fatiche,sinefarti participe. La qual opera, benchè vulgare sia, et non da le orecchie tue, immitatore di ogni philosophicha et astrologicha disciplina, pur, per la verità della materia et amore dil compositore, son certo ti piacerà talhora leggerla, quando harai otio,licetdi raro in questa pretura hai, per le frequente audientie et expeditione che fai cotidianamente;tamen, captato tempore,leggendo, prometto a Toa Magnificentia, non di ornato parlare, non di vocabuli exquisiti, non di nuove imaginatione, ma ben de verità et cosse ordinate a suo loco, vederai questa piena, et con summa diligentia descritta. Et niuna cossa tanto mi ho inzegnato di scrivere, quanto come sonoverepassate le cose di questo Re di Franza, et seguite in Italia et in varie parte dil mondo; opra, si non al presente,apud posteros, da esser laudata grandemente. Perchè, magnifico Marco affine mio, io volendo veder tutte ystoriea principio mundi usque in hodiernum diem, trovo questa venuta diCarlo re non esser mancho da farne memoria d'ogni altra seguita, si per la pocha... et grande animo, la fortuna prospera et poi contraria, la division de Italia, Veneti tacere et poi moversi a la liberatione di quella, già quasi in potere gallico venuta, mediante la qual Italia è liberata.Ergogrande ubligatione tutti Italiani debbeno haver a questa Republicha, come leggendo si vederà il tutto giorno per giorno. EtetiamToa Magnificentia zercha questo ha habuto qualche faticha in questa pretura, col magnifico collega tuo, in mandaresaepiusprovisionati, et tanti, in campo, adlozar zente d'arme, et altre provisionelibentissimemandate ad effetto per quella fidelissima comunità; le qual tutte.... qui scripte. Et sono certo non potrai star de laudar l'afine tuo di la faticha grandissima, che è stata talle, che talhor vorebbe mai haver principiato scriver alcuna cossa; ma poi che havia fatto assae, volsse con ogni inzegno venir al desiato fine, et cussì scritto ho fino dil primo di Gennaro; et più presto ho voluto dar materia a molti che mi apontano, che star taciturno, cossa che a Toa Magnificentia molto dispiace; etsaepiusquesta mi ha ditto: l'autorità digna di philosopho dover esser limitata, chefrustra est illa potentia, quae numquam reducitur ad actum; et per questo ho voluto tenir ascoso questa opera, come di qualche altra ho fatto, che Toa Magnificentia ne sa qual cossa. La qual reverisco et honoro come padre, possa che la fortuna mi privò dil carissimo genitore a la legatione romana, et dil patruo, padre tuo, et da me non manco extimato, in la castrense legatione de Ferrara.Unde, rimasto Toa Magnificentia,meritoti dobiamo l'amore paterno portare. Conosci adoncha quanto Marino è volonteroso di metter in eternità le cosse de la Republica et patria nostra; vedendo questa inculta opera, chiaro el conoscerai. El qual a Toa Magnificentia si ricomanda,quae diu felix valeat. Vale et me ama, tibique persuade a me plurimum amari.
Venetiis.