Chapter 5

La vista di quel rivolo di sangue empì d'orrore e di spavento Matilde; essa mandò un grido, scavalcò il corpo del caduto, e, mezzo pazza, un tumulto nella testa, lo spasimo nel cuore, la soffocazione alla gola, corse e venne a cadere svenuta alla porta della villetta dove Cesare la raccolse.

* * *

Il servo di Emilio, tornato a casa dopo averne eseguiti gli ordini, trovò il padrone steso per terra e che pareva morto.

Gridò all'accorr'uomo, ma nessuno venne ad ajutarlo, onde egli, trascinato, come potè, il giacente fino al sofà del salotto medesimo, non sapendo che fare, corse nel villaggio a cercarvi il medico, senza pensare altrimenti a soccorrere il ferito, ch'egli ritenne d'altronde per bello e spacciato.

Spirato non era: una fiammella di vita guizzava ancora in quell'organismo, un barlume d'intelligenza rimaneva in quel cervello. Emilio non poteva parlare, nè far cenni, nè dar segno nessuno, ma viveva e sentiva di vivere, sentiva sè e il mondo intorno a sè: ma una voce piccola, piccola, intima, intima, gli diceva piano piano in fondo all'anima che quella era l'agonìa e che egli stava per morire.

Morire? Chi era che gli aveva richiamato poc'anzi quella brutta idea?… Ah! era Matilde: ecco che gli pareva d'udire ancora la voce di lei ripetergli: «Non sai che il pensiero del male che avrai commesso ti affannerà le ultime tue ore? che vedrai i fantasmi delle tue vittime apparirti ad imprecare e maledire?» Delle vittime egli ne aveva fatte parecchie: gli uccisi in duello.

…. Sì, ecco che venivano e lo guardavano con isdegno, sanguinosi il petto o la fronte; e muovevano le labbra. Egli non udiva quello che dicevano, ma erano certo parole di maledizione quelle che uscivano senza alito di vita. Ma di sue vittime ce n'erano pur altre, più lontane nel tempo, ma più vicine a lui nella vita. Chi? chi? chi? Sapeva che dovevano comparire e ne aveva paura, e non poteva dire chi fossero. Comparve una donnaccia vecchia, volgare, col faccione adiposo, rosso cupo per la congestione sanguigna, furibondi gli occhî stravolti, che con voce senza suono, ma ch'egli intese perfettamente, gli disse; «Assassino! Assassino!» E dietro lei un altro fantasma ancora più pauroso; un vecchio burbero, arcigno, colla collera e la minaccia negli occhî: suo padre, ch'egli avrebbe potuto salvare dall'apoplessia, e non volle, e che ora sapeva tutto, e gli diceva con quella voce di spettro: «Parricida!»

Emilio fece un moto, come per fuggire: ricadde: mandò un gemito.

Quando il medico venne condotto dal domestico, disse:

—Non c'è più nulla da fare, il signor Lograve è morto.

Fu letta la dichiarazione scritta da Emilio: si credette ad un suicidio, e non s'inquietò nessuno.

Matilde, guarita da una breve malattia, fu condotta in altro paese col babbo e i figli dal marito; e a quella villetta i Nori non vennero a scampagnare mai più.

NOTA di trascrizione: sono stati corretti i seguenti refusi:

quell'essere vicino ad estingersi. avevano luogo scene violenti, disgustose, vergognose a prendere da altrui idee, tendenze, abitutudini, a chiave. Emilio stette un momento esistante nuovo impeto il giovane. Dimmilo francamente, Quella sera, entrandon el salone di casa X…, da ottenere la stima a l'affetto di tutti.

End of Project Gutenberg's La testa della vipera, by Vittorio Bersezio


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