Sala terrena nella villa della marchesa Fulvia. Molte piante, molti fiori. In fondo il giardino. Porte laterali con portiere. La comune nel fondo.
Un cameriere precede un servitore che porta il vassoio del caffè. Il servitore dietro le indicazioni del cameriere depone il vassoio sopra un tavolino in mezzo alla sala, vicino al sofà. Quando tutto è pronto il servitore resta dietro il tavolino e il cameriere si avvicina ad una porta di sinistra, ne alza la portiera e la tiene alzata per un momento finchè entrano i signori.
La piccolaAdele, dai 10 ai 12 anni, corre in fondo alla scena dove c'è un tavolo con una grande bomboniera. La marchesaFulvia,Dorina,Luigi,Niccolino, poi il maestroEdoardo Costantini.
NICCOLINO
(parla con grande vivacità con Dorina).
MARCHESA
(a Luigi) Ho ordinato di portarlo qui il caffè: è più allegro!
LUIGI
Benissimo, sempre, zia.
MARCHESA
(vedendo l'Adelina che prende i dolci) Basta, Adelina! Hai capito?... Basta! (l'Adele si avvia per uscire) Non voglio... — Oh sì!... Va come il vento!
LUIGI
Ha più coraggio di noi.
MARCHESA
L'Adele mi diverte e voi no, l'Adele è carina, e voi...
LUIGI
E noi, no!
DORINA
(aiutata da Niccolino mette lo zucchero nelle tazze, ecc).
NICCOLINO
Che importa! Non ho più paura della mamma!
(Niccolino porta la tazza alla marchesa che risponde ringraziando con un cenno del capo. Dorina porta il caffè a Don Luigi).
LUIGI
Oh, tante grazie, signorina Dori!
DORINA
(mettendo due palle di zucchero in una tazza e mostrandola al Costantini) Così, va bene?
COSTANTINI
Si figuri... (è impacciato, vorrebbe versare il caffè nel piattello, ma poi vede che gli altri lo bevono dalla tazza, fa lo stesso e si scotta).
DORINA
(offrendo la tazza a Niccolino) È in collera?
NICCOLINO
(con ira gelosa) Quell'imbecille è innamorato di lei!
DORINA
(ridendo) Oh povero signor Edoardo!
MARCHESA
(a Costantini, forte) Il maestro Costantini non è di Milano, mi pare?
COSTANTINI
(vorrebbe rispondere, ma per la confusione il caffè gli va in gola di traverso e risponde tossendo, con cenni del capo). Di... di... Livorno!
LUIGI
(alla Marchesa sedendosi vicino sul canapè) Maestro... di che cosa?
MARCHESA
(forte, come presentando il Costantini a Luigi) Di pianoforte: il maestro Edoardo Costantini: sostituisce il Bazzaro che è ammalato.
LUIGI
(come per ricordarsi) Costantini... Costantini... Ci deve essere un altro Costantini, ma molto più vecchio di lei?
COSTANTINI
(subito) Sissignore: maestro di canto: è mio zio. Oh era un famoso tenore, — ha cantato anchealla Scala... (con grande naturalezza ed ingenuità) ma poi, perduta la voce, si diede all'insegnamento e tiene pensione per lirici e... affini!
LUIGI
(al Costantini che gli è rimasto dinanzi sorridendo un po' goffamente) Bravo! Bisogna diventare celebre come lo zio!
COSTANTINI
Sono fallito nel cantino!... Vorrei avere il talento e la voce della signorina! (parla di Dorina con entusiasmo e la guarda con passione).
LUIGI
(sorridendo) Per fare anche lei la prima donna? (prende la tazza vuota della Marchesa e la porta verso il tavolino del caffè).
(Il cameriere gli va incontro per prenderla. Cameriere e servitore raccolgono le tazze — portano via il servizio del caffè. — Intanto il maestro Costantini gira intorno alla Dorina guardandola come un innamorato).
NICCOLINO
(a Dorina) Quello sciocco mi urta i nervi. Ho sentito, sa, che cosa le ha detto a colazione.
DORINA
(sorridendo) Davvero?
NICCOLINO
(rifacendo comicamente il Costantini) Verrà con noi fino alla stazione di Oldrate? Venga, signorina Dori! (con forza) Lei non ci andrà, la prego.
DORINA
(con dolore — vivamente) Oh sì, mi lasci accompagnare la mamma!
NICCOLINO
Faccia questo sacrificio; sarà la prova che non le sono antipatico!
MARCHESA
Signorina Dori, badi che l'Adele non prenda troppo sole! (al Costantini) È l'ora della lezione? (guardando l'orologio) Manca mezz'ora. (Costantini fa un cenno affermativo).
DORINA
(fa per uscire. Niccolino siede sul sofà in faccia alla Marchesa).
MARCHESA
(a Dorina) La signora Teresa ha proprio fissato di ritornare oggi a Lugano?
DORINA
Partirebbe col signor Edoardo, si fermerebbe stasera a Milano, e domattina...
COSTANTINI
(interrompendola) L'accompagno io fino a Chiasso.
DORINA
Sono più contenta, così la mamma non fa tutto il viaggio sola, alla sua età...
MARCHESA
È una brava persona questo nostro caro maestro!
DORINA
Allora permette che faccia venire la mamma? Vorrebbe ringraziarla.
MARCHESA
Sì, ma c'è tempo!... Adesso la signora Teresa non avrà ancora finito di fare colazione. Verrà con suo comodo. — E se vuol andare lei fino ad Oldrate ad accompagnarla...
NICCOLINO
(sta attento a Dorina).
DORINA
(un po' titubante) Ma... oggi... viene don Filippo per la lezione di Storia...
NICCOLINO
(sorride con soddisfazione).
MARCHESA
Oh, povera Adele! (a Luigi) È piena di talento quella bimba!
COSTANTINI
(umilissimo) Domando il permesso...
MARCHESA
(gli fa un cenno di commiato. Il Costantini inchinandosi anche dinanzi a Luigi e a Niccolino, esce dietro alla Dorina).
MARCHESA
(cercando nel cestino dove prende un piccolo giubboncino che lavora all'uncinetto: a Niccolino) Non vai fuori oggi coi cavalli?
NICCOLINO
(svogliatamente, sdraiandosi sul canapè) Oggi no: mando Francesco solo.
LUIGI
(seduto accanto alla Marchesa, guardando il suolavoro) È un giubboncino per la bambola dell'Adele?
MARCHESA
Oh che!... È per i miei poveri!
LUIGI
(spiegandolo) Avara di una zia! Ti sei tenuta i poveri più piccoli!
MARCHESA
(ridendo e percuotendolo sulle mani coll'uncinetto) Dio, la gente di spirito! (volgendosi a Niccolino) Animo!... fa qualche cosa; va a dire a Don Filippo che si ricordi di venire per la lezione e che oggi si fermerà a pranzo! (a Luigi) Lo invito per te, sai, pessimo soggetto, per il tuo trionfo. Che puzzo, quel sant'uomo! (a Niccolino) Lo farai mettere a tavola vicino al signor Giuseppe.
NICCOLINO
(mette il giornale, che aveva in mano, sul tavolo, stira le braccia, sbadigliando, ma non si alza).
MARCHESA
Su, coraggio!... Uno... due...
NICCOLINO
(Si alza).
MARCHESA
Oh... e tre! (vedendo Niccolino che si avvia per una porta di fianco) Dove vai?
NICCOLINO
A prendere le sigarette. (va via).
LaMarchesae don Luigi, poiDorinae l'Adeleche passano in fondo al giardino infineCostantini.
MARCHESA
Mi urta i nervi a vederlo così svogliato, così cascante. Nessuna vita, nessuna passione.
LUIGI
Nemmeno per la signorina Dori?
MARCHESA
(vivamente) Sei matto, Luigi? — Non dirle nemmeno certe cose!
LUIGI
È carina, sai; molto carina! Troppo carina per essere una... un pedagogo!
MARCHESA
Niccolino, ancora, non pensa altro che al sarto! Tutto il suo studio è di fare il falso inglese a piedi e a cavallo! — Ma ho un'idea per metterlo a posto e volevo parlartene.
LUIGI
Sentiamo, zia.
MARCHESA
(lo guarda, poi ad un tratto) Dargli moglie.
LUIGI
Può essere un'occupazione come un'altra, ma se si annoia facilmente, una moglie sola mi pare un po' poco per distrarlo!
MARCHESA
Non dire sciocchezze.
LUIGI
La sposa, è bellina?
MARCHESA
Non è una gran bellezza, ma come moglie può passare.
LUIGI
Mi spaventi! — Chi è?
MARCHESA
Indovina.
LUIGI
(pensando) Di bruttine ce ne sono parecchie.
MARCHESA
Un bellissimo nome e una grande fortuna (Luigi non indovina) La Giulia Monleone!
LUIGI
(vivamente) Oh no, no, povero Niccolino!
MARCHESA
È un gran nome... due milioni, e infine è anche di una bontà straordinaria, e tutto ciò rimane, mentre la bellezza è come un buon odore: o svanisce o se ne fa l'abitudine.
LUIGI
Si fa l'abitudine al buon odore, ma non al cattivo, zia! (Dorina coll'Adele che le si appoggia al braccio attraversano il giardino. La Marchesa e Luigi non le vedono perchè seduti in modo da voltare le spalle alla comune.)
LUIGI
(continuando) Per il gran nome, Niccolino ha il suo; e danari pure.
MARCHESA
Non tanto quanto si crede. I possidenti sono i poveri d'Italia; pagano per tutti! — Ricordalo, tu che fra quindici giorni sarai deputato.
LUIGI
Accetto l'augurio! — Al povero Niccolino resteranno sempre settanta od ottanta mila lire di rendita: abbastanza per tirare innanzi, finchè trova un impiego. E il tuo? non lo conti, avaraccia d'una zia?
MARCHESA
Io devo pensare all'Adele: è figlia della mia povera figliuola, e non è ricca.
LUIGI
Questa non è una buona ragione per sacrificare Niccolino.
MARCHESA
Sacrificare!... Sei un osservatore superficiale. Alle corte: tu non ti senti di dare la notizia a Niccolino e di prepararmi il terreno?
(Costantini entra dal giardino camminando in punta di piedi).
COSTANTINI
Con...per...messo... prendo la musica
MARCHESA
Faccia pure, maestro. (a Luigi) No?.. Non ti senti di parlarne a Niccolino?
(Costantini, sempre camminando in punta di piedi, prende la musica e va via).
LUIGI
(impacciato) Non posso fermarmi. Ho il consiglio provinciale, poi una seduta... importantissima. — Poi domani è anche l'onomastico di Donna Maria. Infine ho i miei elettori da... sbalordire!
MARCHESA
(cerca e fruga in un cestino).
LUIGI
Che cerchi, zia?
MARCHESA
Un altrocrochet; me lo aveva portato ieri il signor Giuseppe. (Luigi si mette a cercare. La Marchesa ad un tratto gli batte sopra una spalla) Ohi, Gigino! Sai che cosa mi ha detto il signor Giuseppe?
LUIGI
(la guarda inquieto).
MARCHESA
La frazione di Oldrate è ricalcitrante!
LUIGI
(vivamente) Come mai?! Se è in mano tua!
MARCHESA
La candidatura Guglielmi guadagna terreno.
LUIGI
(vivamente irritato) Perchè il signor Giuseppe è un ingenuo che non sa fare, che non sa muoversi, che... (si ferma, guarda la Marchesa e dà in una risata) Ah, zia zia, perfida zia! (la Marchesa ride) Oldrate è una minaccia, un compromesso: tu porti la mia candidatura aOldrate, ma io dovrei portare Niccolino alla Giulia?
MARCHESA
(con finto stupore) Mi crederesti capace di corruzione elettorale?
LUIGI
(contento) Il fine giustifica i mezzi. (serio, sospira) Dunque... povero Niccolino?
MARCHESA
Ma è un matrimonio da accettare a braccia aperte!
LUIGI
Direi piuttosto... ad occhi chiusi!
MARCHESA
Senza tanti discorsi, vuoi parlarne a Niccolino sì o no? Gli amici, sai bene, hanno sempre più influenza delle mamme.
LUIGI
Proverò, con tutta la mia eloquenza.
MARCHESA
No, per carità! Dirai soltanto a Niccolino che la Monleone a te piace, che ti piace molto.
LUIGI
Zia... non si devono dire altro che le bugie credibili!
MARCHESA
È ciò che più preme. Se Niccolino si convince che la Monleone piace a te, piace subito anche a lui.
LUIGI
(con rassegnazione) Allora... la troverò... piccante!
Teresa(è una bella e simpatica vecchierella vestita di nero, ma poveramente, e quasi come una contadina) eDETTI.
TERESA
Si può?
MARCHESA
Avanti, avanti, signora Teresa!
TERESA
Vengo per ringraziarla di tutto l'incomodo.
MARCHESA
Vuol proprio andare?
TERESA
Ho abusato anche troppo della sua bontà: lo dicevo adesso con la mia Dorina. E poi oggi ho la compagnia del signor maestro e così non viaggio sola. (a Luigi sorridendo) La mia Dorina ha sempre paura che qualche bel giovinotto le rubi la mamma!
LUIGI
(continuando lo scherzo) E col maestro Costantini c'è poi da fidarsi?
TERESA
(sempre sorridendo) Oh, altro. (alla Marchesa) È allegro il signore; mi piace. Chi è allegro, vuol dire che è buono.
MARCHESA
(per tagliar corto) Ha veduto il signor Giuseppe?
TERESA
(più piano alla marchesa) Tante grazie, signora marchesa. (a Luigi, forte) Mi ha fatto anticipare un semestre!
LUIGI
(alla marchesa) Brava! (comicamente) Bel cuore!
TERESA
(alla marchesa, indicando Luigi) È un suo parente?
MARCHESA
Mio nipote, Don Luigi.
TERESA
Si vede, ha una bella faccia, geniale.
LUIGI
Grazie, signora Teresa!
TERESA
(a Luigi confidenzialmente) Io adesso non ho più bisogno di danari.
LUIGI
(si diverte) No? Beata lei!... Potessi dire altrettanto!
TERESA
Ha conosciuto, lei, i signori Muller di Lugano?
LUIGI
No, e ne sono spiacentissimo.
TERESA
Oh, gran brave persone! (alla marchesa) Domandavo, alle volte... Avevano un bellissimo albergo, (a Luigi) uno dei primi alberghi di Lugano. Mio marito era il direttore e oltre allo stipendio fisso, aveva un per cento sugli utili.
MARCHESA
(un po' seccata) Sì: me lo ha detto ancora, signora Teresa.
TERESA
(tranquillamente) L'ho detto a lei — ma al signor Don Luigi, no!
LUIGI
A me no: dica, dica, m'interessa moltissimo.
TERESA
(a Luigi, commovendosi) Il mio Guglielmo... improvvisamente... (fa capire che è morto) in pochi giorni: al 3 di febbraio di quest'anno... (si asciuga gli occhi).
LUIGI
Oh, povero signor Guglielmo!
TERESA
Alla mia Dorina, non faccio per dire, avevamo procurato una grande istruzione, sperando... (sospira) invece... Ma il Signore è buono, e in mezzo alle nostre disgrazie, abbiamo avuto (indicando la marchesa) una grande provvidenza! — È stato monsignor Comboni, un vero sant'uomo, che ha raccomandata la mia Dorina alla signora Marchesa.
LUIGI
(amabilmente, prendendola in giro) Scusi... e il per cento sugli utili?
TERESA
Settemila e novecento franchi sul libretto della Cassa di risparmio di Milano! La mia Dorina dice che sono avara... Sì, voglio bene a questodenaro... povero Guglielmo!... è il frutto delle sue fatiche, destinato al frutto delle mie viscere.
LUIGI
(è rimasto un po' sorpreso e un po' commosso) Sì... vero.
MARCHESA
(ridendo, per andarsene) Venga con me: lei si mette in viaggio, e la sera comincia ad essere freschino. Io avrei un mio vecchio paltò da darle, se le va bene.
TERESA
(confusa) Signora Marchesa, quanta bontà e... (a Luigi) Scusi, sa...
LUIGI
Faccia pure.
TERESA
(avvicinandosi alla marchesa, piano) È sempre contenta, non è vero?
DORINA
(attraversa il giardino lentamente; ha un ombrellino aperto, e un libro in mano. Finge di leggere, ma poi guarda verso la sala e veduta la Marchesa si dilegua. Gli altri non la vedono).
MARCHESA
Basta che il maestro Costantini, e anzi glielo dica, non le faccia perdere il capo, col talento e colla bella voce.
TERESA
(vivamente: contenta) Anche al maestro ha fatto impressione? Tutti quanti ne restano incantati!
MARCHESA
E va bene, ma una cosa o l'altra. — O fa l'istitutrice o si dedica alla musica. — Io ho creduto bene di avvertirla, perchè da qualche tempo mi sembra un po' distratta.
TERESA
Non dubiti, signora Marchesa. Anche poco fa mi diceva che è tanto contenta, tanto felice di trovarsi in casa sua e che vuol tanto bene alla signorina Adele. Se è distratta un pochino, in questi giorni, la compatisca: ha qui la sua mamma, la sua vecchietta; ma io me ne vado (si commuove), anche per ciò è meglio che me ne vada, e la mia Dorina non avrà più distrazioni e tornerà buona come prima.
Niccolino, rientra dalla porta per la quale era uscito e si avvia verso la comune, eDETTI.
MARCHESA
(a Niccolino) Si ferma dunque a pranzo?
NICCOLINO
Chi?
MARCHESA
(vivamente) Don Filippo!
NICCOLINO
Ah, me n'ero dimenticato! (per uscire) Vado subito!
MARCHESA
(c. s.) Adesso mando io. (frenandosi, con comicità) Non voglio affaticarti troppo! (lo prende per una mano e lo fa sedere sul canapè) Bravo: così. (gli asciuga la fronte col fazzoletto) Hai tanto bisogno di riposo! (guarda Luigi con intenzione, per fargli capire di parlare subito a Niccolino — poi a Teresa). Venga con me, signora Teresa. (La Marchesa e Teresa v. v.)
LuigieNiccolino, poiDorina.
NICCOLINO
(uscita la Marchesa, si alza per correr fuori: Luigi lo ferma).
LUIGI
Devi uscire? Ti accompagno.
NICCOLINO
(vivamente) Non importa. Volevo vedere Francesco: il morello è un po' riscaldato.
LUIGI
Tua madre, mi ha fatto un certo discorso...
NICCOLINO
Oh, oh! La genitrice? affari seri?
LUIGI
No, niente di serio. Tua madre, sicuro (cercando le parole), è una bravissima donna che... che ti vuol molto bene ed ha un solo pensiero, (lo accarezza) la tua felicità!
NICCOLINO
Avanti!
LUIGI
Dunque la zia avrebbe pensato, e ottimamente... (cambiando tono, confidenzialmente ed affettuosamente) Ti piacciono i milioni?
NICCOLINO
No.
LUIGI
(respingendolo) Va via!
NICCOLINO
Perchè mi fai questa domanda?
LUIGI
Perchè tua madre ne ha due, a tua disposizione. (Niccolino e Luigi si guardano e sorridono).
NICCOLINO
Un matrimonio?
LUIGI
Un gran matrimonio.
NICCOLINO
(crollando il capo) Niente!
LUIGI
Come? Niente!?
NICCOLINO
(canterellando) Non ne facciamo niente!
LUIGI
Ma non sai ancora di chi si tratta.
NICCOLINO
In proposito ho altre idee.
LUIGI
Tu?
NICCOLINO
Sì, e volevo anzi parlartene, perchè mi devi preparare il terreno con mia madre.
LUIGI
Preparare il terreno? Anche a te? — Senti, invece, io ti darò un consiglio.
NICCOLINO
Troppo tardi. (guarda verso il giardino).
LUIGI
(un po' inquieto) Troppo tardi?
NICCOLINO
La mia risoluzione è irrevocabile.
LUIGI
(contento) Ah non si tratta altro che di una risoluzione?
NICCOLINO
Ir-re-vo-ca-bi-le!
LUIGI
E tua madre che ti credeva ancora... Ma cosa vai a pensare?
NICCOLINO
Se ci pensa la mamma a darmi moglie, posso averci pensato anch'io!
LUIGI
La zia è una donna di testa. Essa provvede alla tua felicità vera e duratura.
NICCOLINO
Io sono un uomo di cuore e la mia felicità la voglio a modo mio.
LUIGI
Pensa, un matrimonio quasi principesco!
NICCOLINO
Peggio! Io non sono fatto per le rappresentanze ufficiali!
LUIGI
Due milioni, Niccolino!
NICCOLINO
(prendendolo sotto braccio confidenzialmente) Dueocchi... e un tesoro di bontà, di bellezza: tutte le soddisfazioni della mente e del cuore.
LUIGI
Magre soddisfazioni! — Ma già, alla tua età... Sei ancora un ragazzo!
NICCOLINO
(vivamente) Non seccarmi col ragazzo! — Che importa a me dei milioni e del matrimonio principesco? Ma non sai che si vive una volta sola? Ma non sai che tutto ciò non è altro che una grande seccatura? Io voglio vivere in campagna; a Milano mi annoio. Non voglio saperne di rumore, di gente, dibataclan! Io amo la quiete, il riposo, e non ho ambizioni! Mi piace vivere con tutti i miei comodi; i miei cavalli, un buon cuoco e infischiarmene del mondo intero! Guarda gl'inglesi: quella è gente che sa vivere.
LUIGI
Sicuro, e per questo apprezzano molto il vile metallo.
NICCOLINO
Per i miei desiderï sono ricco abbastanza.
LUIGI
Oggi, forse, ma domani? Eh caro mio, bisogna avere studiato come me le piaghe del nostro paese; le misere condizioni dell'agricoltura...
NICCOLINO
Io ho studiato la mia condizione, e la mia agricoltura: non ci sono poi tante piaghe! Del resto, teniamo la buona occasione in famiglia: cedo a te i due milioni e il matrimonio principesco.
LUIGI
(vivamente) No!
NICCOLINO
Tu pure sei un povero d'Italia, come dice la mamma.
LUIGI
(cambiando tono di voce) Sì, ma io non sono un bel ragazzo, e non sono amato.
NICCOLINO
(con meraviglia) Amato?
LUIGI
Alla follia!
NICCOLINO
(a poco a poco prendendovi interesse) Una che mi ama?... alla follia? e senza che io lo sappia? (Dorina intanto torna a girare nel giardino guardando verso Niccolino, guardandosi attorno, coll'aria di chi ha un appuntamento).
LUIGI
Una passione segreta, romantica, ma ardentissima!
NICCOLINO
Chi è? Viene dalla mamma?
LUIGI
Non credo.
NICCOLINO
Mi vede sovente? Dove?
LUIGI
Ti ha veduto tre volte: è bastato. Alla prima rimase subito colpita: le altre due... (sospirando) povera ragazza!
NICCOLINO
Che sciocchezze! Ma dimmi chi è? (lusingato)
LUIGI
Indovina.
NICCOLINO
(si ficca la lente negli occhi, e alza il capo per pensare. Pausa: domandando) Bionda?
LUIGI
A' peu-près.
NICCOLINO
Bruna?
LUIGI
À peu-près.
NICCOLINO
Bella?
LUIGI
In questo, sai... i gusti. (subito) Bella! Bel tipo!
NICCOLINO
A te piace?
LUIGI
Io?... la trovo piccante!
NICCOLINO
Insomma dimmi chi è: tanto, lo devo sapere!
LUIGI
Buona, intelligentissima; conosciuta da vicino, poi, guadagna immensamente: è la Giu...lietta Monleone!
NICCOLINO
La Monleone? Scherzi?
LUIGI
Se scherzo io, non scherza la mamma.
NICCOLINO
(rimane un istante colpito, poi a mano a mano con furore crescente) E tu, per fare la corte alla mamma, hai potuto accettare un incarico simile?
LUIGI
Anzi, me ne tengo onoratissimo!
NICCOLINO
E hai il coraggio di trovare piccante quella...
LUIGI
Niccolino!
NICCOLINO
Ipocrita!
LUIGI
Niccolino!
NICCOLINO
Falso amico!
LUIGI
Ho parlato per il tuo bene!
NICCOLINO
Per il mio? — Per il tuo! — Per avere l'appoggio della mamma nelle elezioni!... Oh, ma invece ti servirò io per domenica! (sottovoce) Dirò io a tutti, il bel mestiere che fai.
LUIGI
(spaventato) Andiamo, via!
NICCOLINO
Non ti basta dunque che don Filippo, il farmacista, il brigadiere, il sacrista, il segretario comunale e perfino il signor Giuseppe vadano in giro per il collegio a importi. (forte) E i cinque franchi? E l'omnibus? E la colazione?
LUIGI
Non seccare, e non gridar tanto. C'è la signorina Dori che può sentire!
NICCOLINO
La Dori! (chiamandola) Signorina Dori! Signorina Dori!
LUIGI
(fermandolo per un braccio) Perchè la chiami? abbiamo ancora da discorrere!
NICCOLINO
Perchè? perchè mi hai rivoltato; e lo dirai a mia madre. Voglio essere padrone di me! (va sulla comune, chiamandola) Signorina Dori! (ritornando) Ah, sposare io quella... — Va via! Io voglio bene alla Dori e sarà mia moglie.
LUIGI
(spaventato) Sei matto da legare!
DorinaeDETTI; poi laMarchesa.
DORINA
Mi ha chiamato, marchesino?
LUIGI
(per farla andar via) No, no, signorina.
NICCOLINO
(allontanando Luigi e prendendo affettuosamente le mani di Dorina: a Luigi) Tu e mia madre mi credete sempre un ragazzo, ma non lo sono più!... So benissimo quello che dico e so benissimo quello che voglio!... Mentre tu e mia madre volevate darmi moglie... io ottenevo finalmente un colloquio dalla signorina.
DORINA
(spaventata) No... non è vero, mio Dio!
LUIGI
(guarda tutti e due con grande stupore).
NICCOLINO
E sai che le volevo dire? (a Dorina) Le volevo dire tutto ciò che, del resto, essa deve aver capito da molto tempo... da tanto tempo!
DORINA
Ma, signorino, si calmi, rifletta un po': che cosa dovrà pensare Don Luigi?
LUIGI
(a Dorina) Che è matto: matto da legare!
DORINA
(a Niccolino) Ma che cosa è successo?
NICCOLINO
Che cosa è successo? (ride con amarezza, guardando Dorina: poi a Don Luigi esaltandosi sempre di più) Io ti sono riconoscente di avermi spinto alla ribellione! Sei tu, che mi dai la forza di parlare. Oh, mia madre deve essere molto soddisfatta del suo... agente matrimoniale!
LUIGI
Niccolino!
NICCOLINO
Ebbene, va, va e di' a mia madre che le obbedirò e prenderò moglie... ma, eccola! l'ho scelta io, secondo la mia inclinazione.
DORINA
Signorino!
LUIGI
Non dico di no! (con galanteria, a Dorina) Sarebbe anche la mia inclinazione.
NICCOLINO
(a Dorina con slancio) Sì, io sono innamorato di Lei: le voglio molto bene, le voglio tutto il bene che ella si merita, e sarà mia moglie!
LUIGI
(vivamente) Se continui mando a chiamare tua madre.
DORINA
Dio mio, la signora Marchesa!
LUIGI
(a Dorina) Lei, signorina Dori, che merita davverotutto ciò che le ha offerto mio cugino, capirà, perchè sia degno di Lei, deve esser offerto da chi ha la testa a posto, ed è padrone delle proprie azioni.
DORINA
(a Niccolino) Sì... Don Luigi parla benissimo.
LUIGI
Precisamente! E tu la comprometti in faccia alla zia, a tutti!
DORINA
(con un grido) La signora Marchesa, Dio! sapesse, se potesse credere che ho abusato della sua fiducia, della sua bontà!
LUIGI
Le faresti perdere il posto.
NICCOLINO
Vorrei vedere!
DORINA
E la mamma? la mia povera mamma?!
LUIGI
Ecco a che cosa puoi esporre la signorina co' tuoi impeti e colle tue smanie.
NICCOLINO
Anche lei dunque, signorina Dori, non mi crede? Anche lei non crede al mio coraggio? Anche lei mi crede ancora un ragazzo?
LUIGI
Ma pensa prima di parlare, insensato!
NICCOLINO
Insensato, sfido io! (a Dorina) Sa che mi vorrebbero far sposare la Monleone?... quella che chiamano il dromedario?
DORINA
(con dolore, subito represso) Ma non sarà, anzi... certo non è... che una semplice proposta (balbettando). La signora Marchesa le vuol tanto bene: è la sua mamma.
NICCOLINO
Mia madre?... lei non la conosce. (a Luigi) Non è vero che è una testa dura?
LUIGI
E... è... savojarda!
DORINA
Ad ogni modo non si deve fare nè oggi nè domani
NICCOLINO
Oh per questo non si farà mai!
DORINA
(con molta dolcezza) No: non dica così... e vedrà... col tempo... tutto dipenderà ancora da lei. Ma intanto, marchesino... Don Luigi, la supplico che nessuno possa mai supporre che io abbia avuto in animo di meditare un intrigo per raggiungere una posizione troppo al di sopra del mio stato. Creda, ciò che io provo, oltre allo stupore, alla maraviglia, è un senso di sgomento. Io ero tanto felice, e adesso...
LUIGI
Sicuro che... è una condizione un po' difficile!
DORINA
Ella mi obbliga a lasciare la sua casa, dove ho trovata tanta bontà.
NICCOLINO
(vivamente) Lei resterà qui, come prima. Si ricordiche lo voglio! Non le parlerò più di... niente. Soltanto non dimentichi mai, come non dimenticherò io, quanto le ho detto e promesso.
LUIGI
Ma...
DORINA
(timorosa) Io...
NICCOLINO
È un impegno reciproco, finchè mia madre potrà ancora opporsi legalmente alla mia volontà. — Soltanto restiamo intesi: (a Luigi) della Monleone non voglio più sentirne parlare. — Lo farai capire alla mamma esplicitamente. Anzi le parlerò io, e subito! Giuseppe! Giuseppe!
LUIGI
Che vuoi?
DORINA
Cosa fa? Marchesino!?
NICCOLINO
Voglio sapere dov'è la mamma: le voglio parlare sul momento!
MARCHESA
(entrando dalla porta di fianco) Eccomi, Niccolino, che c'è?
La MarchesaeDETTI.
(Luigi e Dorina rimangono sorpresi e inquieti. Niccolino si allontana intimidito e senza parlare).
MARCHESA
(Si avanza lentamente: guarda Luigi - guarda Niccolino, Dorina, e si ferma fissandola).
MARCHESA
(a Dorina) Scusi, ma lei dove ha lasciato l'Adelina?!
DORINA
(confusa, tremante, s'inchina per andarsene).
NICCOLINO
(sforzandosi per essere forte). L'ho chiamata io!
MARCHESA
(a Niccolino) Non volevi parlarmi sul momento?
NICCOLINO
Voglio dichiararti... siccome Luigi mi ha detto tutto della Monleone, così... ti rispondo che io... — No, no, e poi no! (pesta i piedi, e si butta, piangendo di dolore e di rabbia, sul canapè).
MARCHESA
(guarda Luigi che fa un gesto - breve pausa - poi a Luigi) Va un momento, a cercarmi la signora Teresa. È andata a prepararsi per partire. Che non parta prima di venire da me.
LUIGI
(avviandosi per uscire, guarda Dorina e fa capire che gli piace) Non c'è che dire: è una bella inclinazione!
MARCHESA
(a Dorina) Scusi, signorina. (Dorina si ferma - Luigi va via) (a Niccolino) Sei stato da don Filippo? — Ho dimenticato di mandare.
NICCOLINO
Lo dirò a Giuseppe.
MARCHESA
Ha da fare, adesso: ti prego, vai tu. In quanto poi al discorso che ti ha fatto Don Luigi, ne riparleremo più tardi. (Con violenza, spingendo Niccolino come un ragazzo) Va, va da don Filippo!
NICCOLINO
(con significazione per Dorina) Vado, e torno.
MARCHESA
Bravo!
MarchesaeDorina.
MARCHESA
Mi dica, signorina, mio figlio avrebbe qualche volta mancato di riguardo verso di lei?
DORINA
Signora marchesa...
MARCHESA
Lo dica francamente, perchè, in tal caso, saprei tenerlo a dovere! — Ha visto, anche un momento fa? Pestava i piedi, s'infuriava... — Non vorrei alle volte che approfittando della mia (sorride) cecità materna, le avesse tenuto qualche discorso da sventato!
DORINA
No, mai, signora Marchesa!
MARCHESA
Non lo difenda: è inutile. È meglio anche per lei che mi dica tutto. — Sa che Don Luigi gli doveva fare un discorso molto serio per conto mio. — Lo sa?
DORINA
No... non saprei...
MARCHESA
Si tratta del suo matrimonio.
DORINA
(fa un movimento).
MARCHESA
Che io voglio si faccia per il suo bene e che si farà. Mio figlio, fino ai venticinque anni, per ammogliarsi deve dipendere da me. La legge in questo provvede ottimamente. Ma scusi, come mai non ne sapeva nulla, se era qui, e discorrevano insieme? Anzi, vorrebbe spiegarmi come mai lei si trovava qui?
DORINA
Passavo, per caso e... mi hanno chiamata.
MARCHESA
L'ha chiamata Niccolino, sfogandosi contro di me?
DORINA
Era un po' inquieto, esaltato...
MARCHESA
E lei che cosa gli ha detto per calmarlo?
DORINA
Gli ho detto... che la signora marchesa, tanto buona, non... non avrebbe mai voluto renderlo infelice.
MARCHESA
Benissimo! Ma da quando è cominciata tutta questa grande amicizia tra lei e mio figlio? Perchè anche lei mi pareva agitata, commossa, e lo è ancora?
DORINA
Non è vero, no! ma la signora marchesa mi parla in un certo modo... si direbbe quasi che ella dubita di me, mentre io sono pronta a giurare, sul mio onore...
MARCHESA
(interrompendola, sorridendo) Che non ha mai accettato le dichiarazioni di Niccolino? D'accordo (ridendo) e ha fatto bene (seria). Offendevano la sua serietà e la sua onoratezza. Ha fatto male, invece, a non aver confidenza in me; a non dirmi tutto, subito. Io avrei fatto una buona lavata di capo a mio figlio, oppure, lo avrei mandato a viaggiare per qualche mese.
DORINA
Il signor Marchesino ha sempre avuto tutto il rispetto...
MARCHESA
Oh, nelle forme, non ne dubito. — Me lo diceva anche Don Luigi, del resto, che Niccolino aveva una grande simpatia per lei, e non può negarlo.
DORINA
Ha sempre avuto, molta bontà...
MARCHESA
Oh per bontà, è buonissimo: ma è ancora un ragazzo! Per questo s'è messo a farle la corte: — no? I fiori?... qualche poesia:
DORINA
Mai...
MARCHESA
Ah già, i versi, anche brutti, costano fatica! — Ma, mi promette di dirmelo, se indovino? Scommetto che le ha parlato di qualche suo progetto di matrimonio per quando sarà libero dalla mia autorità?
DORINA
(Smarrita, vinta, tremante, vuol balbettare qualche parola, ma non sa dir nulla, le lacrime le chiudono la gola).
MARCHESA
Ha fatto male a non dirmi tutto.
DORINA
È... stato... sol... tanto (dà in uno scoppio di lacrime e si lascia cadere sopra una seggiola vicino al tavolino: piange dirottamente singhiozzando - pausa).
MARCHESA
(fa qualche passo lentamente per la scena, poi si ferma dinanzi a Dorina) Capirà, signorina Dori, oramai è necessario che lei ritorni a Lugano con sua madre.
DORINA
(alzandosi vivamente) Mi manda via?! Ah la mamma!... Dio mio!... Povera mamma!... Ma creda, signora Marchesa... non ho proprio nessuna colpa...
MARCHESA
Lo credo, lo credo, signorina, e anzi troveremo il modo di salvare le apparenze e di risparmiare questo gran dolore alla signora Teresa. — Appunto, il suo bel talento; la sua inclinazione per la musica. La vita dell'istitutrice le pesa troppo. La sua passione è invincibile: vuol mettersi a studiare ed io non troverò ragione per contrariarla. La facciamo chiamare?
DORINA
No, no, mi perdoni, signora Marchesa! Non dirò più una parola. Non mi mandi via così: perdono!... perdono!
MARCHESA
Io non la mando via: è lei che vuol andarsene, che trova conveniente, che trova necessario di andarsene. Rincresce anche a me di perderla, perchè mi è simpatica e cominciavo a volerle bene, ma capirà, fra lei e mio figlio non posso esitare, e devo dunque separarmi da lei. Vuol aspettarmi qui? Andrò io stessa a cercare sua madre e a parlarle. Oh, ma eccola appunto, eccola qui, con Don Luigi, la nostra cara signora Teresa!
Teresa,LuigieDETTI.
TERESA
(entra sorridendo e contenta per il paltò nuovo regalatole dalla Marchesa) (alla Marchesa). Guardi come mi sta bene! Sembro anch'io una signora! — Dorina, ringrazia la Marchesa, tanto buona. Cos'hai?... piangi?... Dio mio, cos'è successo?
DORINA
(si butta nelle braccia di Teresa) Mamma... mamma... andiamo via!...
TERESA
Andar via?... Dorina?... ma che cosa è successo?
MARCHESA
È una risoluzione improvvisa da parte della signorina, e che non la deve maravigliare.
TERESA
Io invece le dirò, che mi meraviglio moltissimo! Per niente non si piange... — e cosa c'è da piangere?
MARCHESA
È un po' commossa per dover lasciare l'Adelina, alla quale è tanto affezionata. Essa insomma non si sente più di fare l'istitutrice; la sua vocazione è più forte di lei: il maestro Costantini ha vinto. — Che cosa le dicevo poco fa? (a Dorina) Non è vero?
DORINA
(con un filo di voce) Sì...
TERESA
Ma poco fa, Dorina diceva a me che era felicissima di stare nella sua casa e che avrebbe voluto restare qui tutta la vita! (a Luigi) Si figuri, non aveva tempo nemmeno di accompagnarmi alla stazione! — Ma Dorina! (alla Marchesa) Signora Marchesa, non mi lasci in pena, mi dica tutto! — Infine, ho il dovere, ho il diritto di saper tutto! (vedendo che la Marchesa e Dorina continuano a tacere, domanda alla Marchesa risolutamente) Perchè ha licenziato mia figlia?
LUIGI
(si mostrerà molto sollecito, molto premuroso per Dorina e le sta sempre vicino) Si calmi! (alla Marchesa) Zia, non bisogna agire... con troppa precipitazione.
TERESA
Dorina — guardami, Dorina: guarda la tua mamma! (si guardano, si abbracciano) (alla Marchesa, cambiando tono) Resta inteso che me la porto via; me la porto via subito e volentieri. Ma voglio sapere prima in che cosa mia figlia ha mancato. Voglio saperlo!
MARCHESA
Le ripeto che non sono io: è sua figlia che trova conveniente e necessario di andarsene. Le dichiaro che conserverò sempre molta stima e molta affezione per la signorina Dori, la cui condotta, mandi pure per le informazioni chelo dirò a tutti, è sempre stata ottima sotto ogni rapporto. Soltanto, come mi faceva notare Don Luigi...
LUIGI
Io?!
MARCHESA
(continuando) essa è troppo giovane e troppo bella, e Niccolino è troppo un ragazzo senza testa. Prima non ci avevo pensato; ho dovuto pensarci adesso. (a Teresa, sorridendo) Sciocchezze senza nessuna importanza. Sua figlia è un tesoro: la tenga molto da conto.
TERESA
(a Luigi) Lei almeno, che è tanto buono, mi dica...
LUIGI
Le dirò anch'io come la zia: la sua figliuola è un vero tesoro!