ATTO TERZO

ATTO TERZO

La stessa scena, la mattina dopo, nelle prime ore.Poco dopo levata la tela, apparirà sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni che darà passo alla signora Francesca Noretti arrivata or ora dalla stazione in un’ansia angosciosa e spaventata.

La stessa scena, la mattina dopo, nelle prime ore.Poco dopo levata la tela, apparirà sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni che darà passo alla signora Francesca Noretti arrivata or ora dalla stazione in un’ansia angosciosa e spaventata.

La stessa scena, la mattina dopo, nelle prime ore.

Poco dopo levata la tela, apparirà sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni che darà passo alla signora Francesca Noretti arrivata or ora dalla stazione in un’ansia angosciosa e spaventata.

Giovanni

Entri, entri, signora.

Francesca

Ma possibile che dorma?

Giovanni

Sarà ancora stanca del viaggio. Sono appena le sette, del resto.

Francesca

E dove dorme? Non lo sapete?

Giovanni

Jeri Elisabetta le preparava la stanza al piano di sopra.

Francesca

Non potete condurmi da lei?

Giovanni

Io su non salgo, signora. Ma ho fatto avvertire Elisabetta. E la padrona è già levata. L’ho vista quando ha aperto la finestra all’alba.

Francesca

Ma possibile che ancora non lo sappia? — È arrivata jeri sera?

Giovanni

Sissignora, jersera. La padrona è andata a prenderla alla stazione.

Francesca

E voi l’avete vista arrivare? — Piangeva?

Giovanni

Nossignora: non m’è parso.

Francesca

Che non gliel’abbiano ancora detto? — Se può dormire.... —

Giovanni

Probabile, signora, perchè — guardi queste piante: le ho portate io qua jeri sera.... — È come se non fosse morto per la padrona. — Non s’è mica vestita di nero.

Francesca

E per questo non ne ha fatto sapere niente a nessuno? — È morto da undici giorni?

Giovanni

Come stamattina.

Francesca

E l’ho saputo ora alla stazione, arrivando — come ho domandato di lui — dove stava —

Giovanni

Ecco la padrona.

Entrerà di fretta Donn’Anna. E Giovanni uscirà.

Entrerà di fretta Donn’Anna. E Giovanni uscirà.

Donn’Anna

Piano, piano per carità! — Lei è la mamma?

Francesca

Può immaginarsi in quale stato, signora! — Ho viaggiato come una disperata — Dov’è? dov’è? — Ancora non lo sa?

Donn’Anna

Piano, piano — non lo sa!

Francesca

Mi conduca da lei! La sveglierò io! glielo dirò io!

Donn’Anna

No, signora, per carità!

Francesca

Ma come? lei, — non avvertire nessuno, nemmeno me, della sciagura, per non farle commettere questa pazzia!

Donn’Anna

Non l’ha commessa per lui — no! — creda —

Francesca

Come non l’ha commessa per lui?

Donn’Anna

No, no. Le dirò —

Francesca

Io voglio vederla subito!

Donn’Anna

Ma giacchè sa, ormai, non abbia più timore, nè tutta quest’ansia, signora —

Francesca

— come vuole che non l’abbia? io —

Donn’Anna

— si calmi — mi lasci dire —

Francesca

— l’avrò finchè non me la sarò riportata via! — Mi son precipitata appena letto il biglietto che mi lasciò, là, per raccomandarmi i bambini. Ha due figli — lo sa lei? Ah Dio, come non sono morta, non lo so!

Donn’Anna

Piano — venga con me, la prego: — ella dorme di là!

Francesca

Ah, di là? Io vado subito —

Farà per lanciarsi verso l’uscio a destra.

Farà per lanciarsi verso l’uscio a destra.

Donn’Anna

parandosi di fronte a lei:

parandosi di fronte a lei:

No, signora! Lei non sa il male che le farebbe!

Dirà con tal tono questo ammonimento, che l’altra madre ne resterà, per un istante, sgomenta e come smarrita.

Dirà con tal tono questo ammonimento, che l’altra madre ne resterà, per un istante, sgomenta e come smarrita.

Francesca

Perchè?

Donn’Anna

subito, recisa:

subito, recisa:

Perchè non sa quello che io so! Il caso è molto più grave di quanto lei s’immagina!

Francesca

Più grave?

La guarderà spaventata.

La guarderà spaventata.

Donn’Anna

Sì! Me l’ha confessato lei stessa, arrivando!

Francesca

— che — che con lui? —

Donn’Anna

— sì — e ch’egli non è così morto, come a lei pare —

Francesca

balbettando, allibita:

balbettando, allibita:

— che vuol dire?

Donn’Anna

— se vive ora in lei, come l’amore d’un uomo può vivere, diventar vita in una donna — quando la fa madre — ha capito?

Francesca

raccapricciando:

raccapricciando:

Suo figlio? — Oh Dio! e come? — ma dunque — per questo? —

Donn’Anna

È arrivata in tale stato di disperazione, che non m’è stato ancora possibile «dirglielo». Le ho detto che era partito — per lei, per prudenza — per non comprometterla — e già è bastato questo, perchè si vedesse, si sentisse morta —

Francesca

— lei? —

Donn’Anna

— lei, sì certo — nel cuore di lui! — Com’è possibile, le domando io ora, farglielo morire?

Francesca

Ma prima, prima ch’ella si compromettesse venendo qua, lei avrebbe dovuto annunziare a me che era morto!

Donn’Anna

Signora, ringrazi il cielo che non ho questo rimorso! Credevo d’averlo; di dovermelo fare; ma ho potuto vedere che fui invece ispirata da Dio nel mandare alla sua figliuola la lettera lasciata da lui, terminata da me.

Francesca

inorridita:

inorridita:

Ma come, dopo? — dopo che era morto? —

Donn’Anna

Per lei non è «dopo»! — È stata una fortuna, le dico! Ispirazione di Dio! — Senza che ne sapessimo nulla nè io nè lei, nell’animo in cui si trovava là — se lui le fosse mancato — si sarebbe uccisa — creda!

Francesca

Ma lei, Dio mio, lei vuole tenere ancora la mia figliuola legata a un cadavere?

Donn’Anna

Che cadavere! La morte per lei è là, presso l’uomo a cui lei l’ha legata: quello, è un cadavere! — Ioho cominciato invece fin da jersera, mi sono provata fin da jersera a farle intendere —

Francesca

— che ha gli altri suoi figli — là —

Donn’Anna

— ma questo lo sa! Me n’ha parlato lei stessa con tanto strazio! Cose — m’ha detto — che fanno rabbrividire —

Francesca

— dei figli?

Donn’Anna

— sì: che se l’è fatti suoi, dopo — dopo che le erano nati — estranei! — Se li è dovuti far suoi con l’amore di mio figlio, intende? Hanno avuto bisogno dell’amore di lui, anche quelli, perchè diventassero vita per lei. — Eppure, ha visto? ha potuto lasciarli per venirsene qua.

Francesca

Ma se ora saprà che lui, qua, non c’è più —

Donn’Anna

E invece dev’esserci, se lei se la vuole riportare — là, al suo martirio — dev’esserci! E lei deve farle intendere, come mi sono provata io, in qual modo egli dev’essere vivo per lei d’ora in poi — solonel cuore — senza cercarlo più fuori — con la vita che lei gli darà. — Questo. — Ma prima prometterle che lo vedrà.... — Ha capito?

Francesca

sbalordita:

sbalordita:

Che lo vedrà?

Donn’Anna

Non qua! — «Qua» le diremo «lui non ritornerà, se non saprà che tu sei ripartita. Lo vedrai tra poco; perchè egli ritornerà a te, là». — Ecco, le dica così e forse riuscirà a riportarsela. — Pensi che è lì che lo aspetta — ha voluto dormire nel suo letto — forse lo sogna — appena si sveglierà, lo penserà vivo e che starà per ritornare.

Francesca

che sarà stata a mirarla, atterrita, col ribrezzo più vivo, che a poco a poco si sarà sciolto in un’infinita pietà:

che sarà stata a mirarla, atterrita, col ribrezzo più vivo, che a poco a poco si sarà sciolto in un’infinita pietà:

Oh Dio, signora, ma questa.... questa è una follia....

Si aprirà a questo punto l’uscio a destra e apparirà Lucia, la quale, scorgendo la madre in quell’atteggiamento, dopo la prima sorpresa si turberà, guardando l’altra madre e intuendo in un baleno la sciagura.

Si aprirà a questo punto l’uscio a destra e apparirà Lucia, la quale, scorgendo la madre in quell’atteggiamento, dopo la prima sorpresa si turberà, guardando l’altra madre e intuendo in un baleno la sciagura.

Lucia

Oh, mamma, tu?

Farà per accorrere a lei, ma si fermerà, guardando prima l’una e poi l’altra:

Farà per accorrere a lei, ma si fermerà, guardando prima l’una e poi l’altra:

Che cos’è?

Francesca

tremando, senza alcuna ansia; con tono che ajuterà la figlia a intendere:

tremando, senza alcuna ansia; con tono che ajuterà la figlia a intendere:

Figlia mia.... figlia mia....

Lucia

c. s.

c. s.

Ma com’è? — Che dicevate?

Donn’Anna

per riparare:

per riparare:

Niente. Vedi? è venuta — è venuta a cercare di te —

Lucia

Non è vero! Com’è che tu, mamma, non mi dici nulla? — Che cos’è?...

Gridando:

Gridando:

Ditemelo!

Francesca

accorrendo a lei per abbracciarla:

accorrendo a lei per abbracciarla:

Figlia mia —

Lucia

È morto? È morto?

Respingendo l’abbraccio della madre, per volgersi a Donna Anna.

Respingendo l’abbraccio della madre, per volgersi a Donna Anna.

No! — Morto? — È come? lei — No! Non è possibile! Oh Dio,

con le mani tra i capelli:

con le mani tra i capelli:

— il sogno che ho fatto!

Smarrendosi e guardandosi attorno:

Smarrendosi e guardandosi attorno:

Morto? — Ditemelo! Ditemelo!

Francesca

Sono già tanti giorni, figlia —

Lucia

Tanti giorni?

A Donn’Anna:

A Donn’Anna:

— che è morto? — E lei — come? — perchè non me l’ha detto? Com’è morto? come? — Ah Dio, là dove ho dormito? E mi ha fatto dormire là?

Donn’Anna è interita, come un’immagine sepolcrale.

Donn’Anna è interita, come un’immagine sepolcrale.

— L’ho voluto io; ma lei.... — come? — «I fiori» — «è partito» — «queste sono le sue stanze» — «non so dov’è» — E io l’ho sognato, che non poteva più ritornare, tanto lontano se n’era andato; — lovedevo, così lontano, con un viso da morto — il suo viso! il suo viso! — Ah Dio! ah Dio! —

E romperà in pianto, perdutamente:

E romperà in pianto, perdutamente:

Per non farmi più pensare che se non l’avevo trovato qua ad aspettarmi, come doveva — eh sì, questo soltanto poteva essere accaduto, che fosse morto! E non l’ho compreso, perchè lei —

Si rizzerà dal pianto, lo stupore vincendo ora il dolore:

Si rizzerà dal pianto, lo stupore vincendo ora il dolore:

— ma come ha fatto? com’ha potuto fare? — per me? — ed egli è morto anche a lei — è incredibile! — me n’ha parlato come se fosse vivo!

Donn’Anna

guardando lontano:

guardando lontano:

Lo vedo —

Lucia

stordita:

stordita:

— che è morto? — e non le è morto qua sotto gli occhi? —

Donn’Anna

— no: ora —

Lucia

— come, ora? —

Donn’Anna

— ora lo vedo morire.

Lucia

Come? Che dice?

Donn’Anna si coprirà il volto con le mani. E allora ella griderà:

Donn’Anna si coprirà il volto con le mani. E allora ella griderà:

Io lo sapevo, lo sapevo che sarebbe morto! Non avevo voluto crederci! Me lo disse lui stesso, quando partì, che sarebbe venuto qua a morire!

Donn’Anna

scoprendo il volto:

scoprendo il volto:

E io non lo vidi.

Lucia

Lo vidi io! Moriva, moriva, da anni; gli s’erano spenti gli occhi; era già come morto quando partì! così pallido lo vidi, così pallido, così misero lo vidi, che lo compresi subito che sarebbe morto!

Donn’Anna

Misero, sì — gli occhi spenti, sì — e diventato così — cangiato, cangiato così — ora lo vedo — per te, sì, figlia!

Attirandola a sè, come per uno spaventoso brivido, che di schianto la spetrerà.

Attirandola a sè, come per uno spaventoso brivido, che di schianto la spetrerà.

Oh figlia! — qua su la tua carne — ora sì — me lo vedo morire — ne sento il freddo ora qua, qua al caldo di queste tue lagrime! — Tu me lo fai vedere, come s’era ridotto ora! Non lo vedevo! Nonavevo potuto piangerlo, perchè non lo vedevo! — Ora lo vedo! ora lo vedo!

Lucia

che si sarà a poco a poco sciolta da lei, e rattratta, come raccapricciata, presso la madre:

che si sarà a poco a poco sciolta da lei, e rattratta, come raccapricciata, presso la madre:

Oh Dio, che dice? che dice?

Donn’Anna

sola:

sola:

Figlio mio! — le tue carni! — te ne sei andato così — misero, misero! E io.... io t’imbalsamavo — vivo! — vivo t’imbalsamavo — come non eri più, come non potevi più essere — con quei tuoi capelli e quegli occhi che avevi perduti, che non ti potevano più ridere! E perchè non ti potevano più ridere, non te li ho riconosciuti! — E come, allora? Fuori della tua vita ti volevo far vivere? fuori della vita che t’aveva consumato — povera, povera carne mia che non ho vista più! che non vedrò più! — Dove sei?

Si volgerà a cercare intorno:

Si volgerà a cercare intorno:

— dove sei?

Lucia

accorrendo:

accorrendo:

Qua, mamma!

Donn’Anna

restando un attimo:

restando un attimo:

— Tu?

Poi con un grido:

Poi con un grido:

— Ah, sì!

L’abbraccerà freneticamente:

L’abbraccerà freneticamente:

— Non te lo portar via! Non te n’andare! non te n’andare!

Lucia

No, non me n’andrò! non me n’andrò, mamma! non me n’andrò!

Francesca

Come non te n’andrai? Che dici? Tu te ne verrai via, subito, con me!

Donn’Anna

No! Me la lasci, signora! è mia! è mia! me la lasci! me la lasci!

Francesca

Ma lei è pazza, signora!

Donn’Anna

Pensi che è troppo, è troppo quello che m’ha fatto!

E subito, carezzevole a Lucia:

E subito, carezzevole a Lucia:

— No, no — sai? — non te ne fo colpa! — Sono la tua madre!

Francesca

Ma vuole che lasci me per lei? E i suoi figli?

A Lucia:

A Lucia:

— Hai i tuoi bambini! Li vuoi abbandonare, per restare qua con nessuno?

Donn’Anna

insorgendo:

insorgendo:

Ma ne avrà un altro qua, che non potrà dare là a chi non appartiene!

Francesca

violenta:

violenta:

Signora, ma si fa coscienza lei di quello che dice?

Lucia

E tu, di quello che io farei? ti fai coscienza?

Donn’Anna

subito abbattendosi:

subito abbattendosi:

No, no: tua madre ha ragione, figlia! Ha capito che io lo dico per me — per me — non per quello! — Divento misera, misera anch’io! — Ma è perchè muojo anch’io, ora, vedi? — Sì, appena ti nascerà questo che ti porti via lontano; appena gliela darai tu, di nuovo, la vita — là — fuori di te! — Vedi? Vedi? Sarai tu la madre allora; non più io! Non tornerà più nessuno a me qua! È finita! Lo riavraitu, là, mio figlio — piccolo com’era — mio — con quei suoi capelli d’oro e quegli occhi ridenti — com’era, — sarà tuo; non più mio! Tu, tu la madre, non più io! E io ora, muojo, muojo veramente qua. Oh Dio! oh Dio!

E piangerà, piangerà come non avrà mai pianto, tra l’accorato sbigottimento dell’altra madre e della figlia. A poco a poco si ripiglierà dal pianto, ma diventando man mano quasi opaca, quasi spenta infine:

E piangerà, piangerà come non avrà mai pianto, tra l’accorato sbigottimento dell’altra madre e della figlia. A poco a poco si ripiglierà dal pianto, ma diventando man mano quasi opaca, quasi spenta infine:

Ma sì, ma sì.... — Basta, basta. Se è per me, no! no! non voglio piangere! Basta!

Lunghissima pausa. Poi alzandosi, verrà a Lucia e carezzandola:

Lunghissima pausa. Poi alzandosi, verrà a Lucia e carezzandola:

Vai, vai, figlia, — vai nella tua vita — a consumare anche te — povera carne macerata anche tu. — La morte è ben questa. — E ormai basta. — Non ci pensiamo più. — Ecco, pensiamo — pensiamo, qua, ora, a tua madre piuttosto — che sarà stanca.

Francesca

No, no — io voglio subito, subito ripartire!

Donn’Anna

Eh, subito non potrà, signora. Si deve aspettare. Passa tardi di qua il treno di Pisa. Avrà, avrà tutto il tempo di riposarsi. — E tu, figliuola mia —

Lucia

No, no — io non partirò — non partirò — rimarrò qua con lei, io!

Francesca

Tu partirai! Te lo dice lei stessa!

Donn’Anna

Qua non c’è più nulla per te.

Francesca

E i tuoi bambini t’aspettano! E bisogna far presto!

Lucia

Ma là, io non torno! non torno, sai! — Non è più possibile per me! — Non posso! Non posso e non voglio! Come vuoi che faccia più, ormai?

Donn’Anna

E io, qua? — È ben questa la morte, figlia. — Cose da fare, si voglia o non si voglia — e cose da dire.... — Ora, un orario da consultare — poi, la vettura per la stazione — viaggiare.... — Siamo i poveri morti affaccendati. — Martoriarsi — consolarsi — quietarsi. — È ben questa la morte.

TELA

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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