APPROVAZIONI.

APPROVAZIONI.

A dì 30 novembre 1905.

Noi appiè sottoscritti Censori, e Deputati, riveduta a forma detta Legge prescritta dalla Generate adunanza dell’Anno 1705 un’operetta del Signor Cavaliere Gabriele d’Annunzio, intitolataLa Vita di Cola di Rienzo,non abbiamo in essa osservati errori di lingua.

Attesa la sopraddetta relazione, si dà facoltà al Signor Cavaliere Gabriele d’Annunzio di potersi nominare nella pubblicazione di detta sua operetta Candidato perpetuo della Crusca e cognominare in conseguenza Lo Immaturo.

Il Sollecito Arciconsolo.

Il Signor Filippo Pieruzzi Canonico della Metropolitana Fiorentina si compiaccia di leggere con la sua solita attenzione la presente operetta intitolataVita di Cola di Rienzo descritta da Gabriele d’Annunzio ec.,e di riconoscere se in essa vi sia cosa alcuna repugnante alla Santa Fede Cattolica, ed a’ buoni costumi, e referisca.

Dat. il 7 novembre 1912.

Il Vicario Generale.

Di Commissione di Monsign. Illustrissimo Vicario Generale è stato da me infrascritto letto il libretto intitolatoVita di Cola di Rienzo descritta da Gabriele d’Annunzio ec.,nel quale nulla ho trovato, che alla nostra Santa Fede, o ai buoni costumi repugni; ma bensì sparta per tutto, ed unita alla sceltezza dell’erudizione, una mirabile vaghissima proprietà, e struttura di voci, che senza lasciar di esser prosa, non manca del brio, e della gentilezza delverso; onde parmi potersi dire con verità, non essere in questo componimento disgiunte in alcun modo le Grazie dalle Muse.

Di Casa, questo dì 15 novembre 1912.

CanonicoFilippo Pieruzzi.

Attesa la soprascritta relazione si stampi.

Il Vicario Generale.

il Nobile Sig. Telesforo Cerusichi, Consultore di questo S. Offizio, di Commissione del Padre Reverendissimo Inquisitore, si compiacerà con la sua solita attenzione rivedere la presente operetta intitolataLa Vita di Cola di Rienzo descritta da Gabriele d’Annunzio ec.,con riferire poi, se si possa permettere alle stampe.

Dat. dalla S. Inquisizione di Firenze il dì 28 novembre 1912.

Fr. Bartolommeo Nappa da PulicianoMinor ConventualeVic. Gener. del S. Ufizio di Firenze.

Reverendissimo Padre Inquisitore. In ubbidienza dell’ordine datomi dalla Paternità Vostra Reverendissima, ho letto con l’attenzione commessami la presente operetta intitolataLa Vita di Cola di Rienzo descritta da Gabriele d’Annunzio ec.,e non ho in essa trovata cosa veruna repugnante alla nostra Santa Fede, o a’ buoni costumi. Ma con somma mia consolazione ho ammirata l’eloquenza, l’erudizione, e la copia de’ vezzi e delle gentilezze della lingua in sovrano grado posseduta dal chiarissimo Maestro, già noto, e celebre per altre sue opere, applaudite da tutta la Repubblica Letteraria nell’Universo Mondo, avendo unito al dolce di perfetta Lingua Toscana, l’utile di singolarissimi insegnamenti; onde lo giudico degnissimo della pubblica luce della stampa, per comune ammaestramento.

Di Casa, 5 decembre 1912.

Telesforo Cerusichimano prop.

Stante la sopraddetta relazione si stampi.

Fra Bartolommeo Nappada PulicianoMin. Conv.Vic. Gen. del S. Offizio di Firenze.

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


Back to IndexNext