A LUIGI LUZZATTI
Onorarsi ed amarsi, anco se combattendo in campi contrarii, parve fiore di gentilezza agli antichi. Diomede e Glauco insegnino, dei quali racconta Omero, nel VI dell’Iliade, il generoso colloquio:
«... Or nella pugna«Evitiamci l’un l’altro....«... Di nostr’armi il cambio«Mostri intanto a costor che l’uno e l’altro«Siam ospiti paterni. Così detto,«Dal cocchio entrambi dismontâr d’un salto;«Strinser le destre e si dier mutua fede.«Ma nel cambio dell’armi a Glauco tolse«Giove lo senno. Aveale Glauco d’oro,«Diomede di bronzo; eran di quelle«Cento tauri il valor, nove di queste».
«... Or nella pugna«Evitiamci l’un l’altro....«... Di nostr’armi il cambio«Mostri intanto a costor che l’uno e l’altro«Siam ospiti paterni. Così detto,«Dal cocchio entrambi dismontâr d’un salto;«Strinser le destre e si dier mutua fede.«Ma nel cambio dell’armi a Glauco tolse«Giove lo senno. Aveale Glauco d’oro,«Diomede di bronzo; eran di quelle«Cento tauri il valor, nove di queste».
«... Or nella pugna
«Evitiamci l’un l’altro....
«... Di nostr’armi il cambio
«Mostri intanto a costor che l’uno e l’altro
«Siam ospiti paterni. Così detto,
«Dal cocchio entrambi dismontâr d’un salto;
«Strinser le destre e si dier mutua fede.
«Ma nel cambio dell’armi a Glauco tolse
«Giove lo senno. Aveale Glauco d’oro,
«Diomede di bronzo; eran di quelle
«Cento tauri il valor, nove di queste».
A te il mio libro e l’affetto; a me la tua grazia costante. Son Diomede in cotesto, che troppo più ci guadagno nel cambio.
Di Genova, il 30 Aprile del 1873.
ANTON GIULIO BARRILI.