79.Wattenbach,Deut. Geschichtsqu., I, 312. Mentre m'accordo con questa opinione, stimo debito di osservare che assai prima del Giesebrecht, la continuata esistenza delle scuole italiane era stata affermata e dimostrata dal Tiraboschi nella sua storia della letteratura. Vi accenna anche il Muratori nella Dissertazione XLIII delleAntiquitates. Su questo argomento l'Ozanam pubblicò un saggio eccellente intitolatoDes Écoles en Italie aux temps Barbares, nel quale anche tien conto, forse con favore alquanto soverchio, della esistenza delle scuole ecclesiastiche. Un lavoro del signor Salvioli sulla istruzione pubblica in Italia dall'ottavo al decimo secolo, è scritto con uno spirito meno comprensivo ma è pregevole per molte indicazioni che reca. Si consulti ancheA. Dresdner,Kultur und Sittengeschichte der italianischen Geistlichkeit in X und XI Jahrhunderten, Bresslau, Koelner, 1890.80.Liudprandi Episcopi Cremonensisopera omnia in usum scholarum ex Monumentis Germaniae historicis recusa. Editio altera. Recognovit Ernestus Dümmler. M. G. SS. III, 264-363. Hannoverae, 1877. Per quanto si riferisce alla vita di Liudprando mi appoggio molto alla bella e concisa prefazione del Dümmler il quale restringe con grande competenza i molti studî fatti nel corso di questo secolo intorno a Liudprando, di cui peraltro tende ad esaltare forse un po' troppo il valore. E vedansiWattenbach,Op. cit., I, 423;Koepke,De vita et scriptis Liudprandi, Berlino, 1842;Giesebrecht,Geschichte der deutschen Kaiserzeit, I, 779-81;Paolucci,Liutprando, Bari, 1883;Colini Baldeschi,Liudprando vescovo di Cremona, Giarre, Castorina, 1888;Hantsch,Ueber Liutprand von Cremona, Leoben, 1888.81.«Viro gravitate ornato et sapientia pleno.»82.«Joannes episcopus, servus servorum Dei, omnibus episcopis. Nos audivimus dicere quia vos vultis alium papam facere: si hoc facitis, excommunico vosdadeum omnipotentem, ut non habeatis licentiamnullumordinare, et missam celebrare.» È curioso che nella lettera diretta in risposta dal Concilio a Giovanni, gli si rimprovera anche l'errore di grammatica commesso scrivendonulluminvece diullum. Dell'idiotismoda deum, non è fatta parola.83.Historia Ottonis, 8-16.84.Gregorovius,Storia della città di Roma nel Medio Evo. Lib. VI, c. IV, § 1. Traduz. Manzato.85.L'idea imperiale risuscitata dagli Ottoni e sostenuta così caldamente in Italia da Liudprando, già prima della discesa di Ottone il Grande aveva trovato un campione nell'autore di unLibellus de imperatoria potestate in urbe Romache ha molto valore storico (Mon. Germ. Hist.SS. III, 719-722). Di questo scritto hanno discorso particolarmente lo Hirsch e lo Jung. IlLapôtrenel suo libroLe Pape Jean VIII, Parigi, 1895 dà ad esso grande importanza e lo attribuisce con molta verosimiglianza ad uno scrittore quasi contemporaneo di Giovanni VIII, d'origine longobarda e probabilmente nativo di Rieti. Quest'ultima asserzione non mi sembra abbastanza provata. L'opinione di chi vorrebbe attribuire ilLibellusa Benedetto di S. Andrea non mi pare in alcun modo accettabile. Del pari hanno valore storico e tendenze imperiali due poesie comparse nell'alta Italia nei primissimi anni del secoloXI. Una di queste poesie specialmente, in cui si rimpiange la morte immatura di Ottone III, contiene qualche strofa da fare impressione.86.Chronicon Benedicti de S. Andrea(Mon. Germ. Hist.SS. III). L'autore di questa cronaca è stato chiamato finora Benedetto delMonte Soratte, ma il Tomassetti nei suoi studi sulla Campagna Romana dimostra che Benedetto era monaco della Badia di S. Andreain flumineposta presso Ponzano ai piedi del Soratte. Anche la vita di San Nilo fondatore del monastero di Grottaferrata, scritta in greco da un suo discepolo, e le lettere del famoso Gerberto che fu poi papa col nome di Silvestro II, contengono dati storici contemporanei intorno al periodo degli Ottoni. Sono parimenti degne di attenzione due vite di sant'Adalberto e specialmente la più antica di esse, scritta in Roma daGiovanni Canaparioabbate del monastero di sant'Alessio sull'Aventino. «Das werk» osserva giustamente ilGiesebrechtnella suaGeschichte der deutschen Kaiserzeit, «schon dadurch interessant dass er das einzige namhafte litterarische Erzeugniss eines Römers iener zeit ist, gehört zu den wichtigsten Quellen der Zeitgeschichte.» Fu pubblicata dal Pertz (Mon. Germ. Hist.SS. IV, 615-618).87.«Ve Roma, quia tantis gentis oppressa et conculcata; qui etiam a Saxone rege appreensa fuisti et gladiati populi tui, et robor tua ad nichilum redacta est.... Celsa tuarum triumphasti gentibus, mundum calcasti, iugulasti regibus terre; sceptrum tenebat et potestas maxima; a Saxone rege expoliata et menstruata fortiter.... Nimium speciosa fuisti! Omnes tua moenia cum turris et pugnaculis sicuti modo repperitur. Turres tuarum tricenti octoginta una habuistis, turres castellis quadraginta sex, pugnaculi sex milia octocenties, portes tue quindecim. Ve civitas Leoniana! dudum capta fuistis, modo vero a Saxonicum rege relicta!»88.Cronache Veneziane antichissime(vol. I) pubblicate a cura diGiovanni Monticolodall'Istituto Storico Italiano tra leFonti della Storia d'Italia. Questo primo volume oltre laCronaca VenezianadiGiovanni Diaconoe alcune brevi scritture storiche aggiunte ad essa, contiene unaCronica de singulis patriarchis nove Aquileiee ilChronicon Gradense. IlPertzaveva pubblicato insieme la Cronaca Veneziana e quella di Grado intitolandoleJohannis DiaconiChronicon Venetum et Gradensema più moderni critici tornano alla sentenza del Foscarini e staccano la cronaca di Giovanni da quella di Grado. Assai notevole è anche ilChronicon Altinateche ci dà elementi antichissimi e pregevoli per la storia di Venezia. Ne ha dato una ottima edizione ilSimonsfeld, inMon. Germ. Hist. SS. XIV, e un'altra ne promette il Monticolo nel secondo volume delleCronache Veneziane antichissime. Veggansi intorno a tutte queste cronache il lavoro delSimonsfeldsulChronicon Altinatepubblicato anche in Italiano nell'Archivio Veneto, e gli studî delMonticolo,La Cronaca del Diacono Giovannie laStoria politica di Venezia sino al 1009, Pistoia, 1882, eI manoscritti e le fonti della cronaca del Diacono GiovanninelBullettino dell'Istituto storico italiano, n. 9.89.Il Regesto di Farfa, compilato daGregorio di Catinoe pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diI. GiorgieU. Balzani, Roma, 1879-1892. Vol. II-V. Il primo volume contenente le prefazioni e gli indici è in corso di stampa.Il solo regesto di una certa importanza che si conosca anteriore in parte alRegesto di Farfa, è quello del monastero di Subiaco. Esso per altro non è una compilazione unica e tutta di un tempo, ma opera di varî autori cominciata verso il principio dell'undecimo secolo e terminata verso il principio del decimoterzo. Contiene documenti antichissimi e ha molto valore per la storia locale di Roma, ma non così grande per la storia generale.Il Regesto Sublacense del secoloXI, pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diL. AllodieG. Levi. Roma, 1885.90.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 5.91.«Juxta meae scientiolae parvitatem.»92.Infatti nel Regesto s'incontrano qua e là lacune di qualche parola lasciata in bianco specialmente tra le sottoscrizioni.93.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 6.94.Rer. Ital. Script., vol. II, pag. 2. Una nuova edizione del Chronicon sta per essere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano tra leFonti per la storia d'Italia.95.Generalmente a Gregorio di Catino si attribuisce un altro scritto polemico intitolato:Orthodoxa Defensio Imperialis, inteso a sostenere i diritti dell'Imperatore contro le pretese papali. Mi astengo dal notarlo tra i suoi lavori perché inclino forte a credere che egli non ne sia l'autore.96.Vedasi il capitolo precedente.97.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino. Napoli, 1874.98.Specialmente iVersus de situ, constructione et renovatione coenobii casinensis, relativi alla riedificazione della Badia compiuta da Desiderio, hanno grande valore per la storia dell'arte al secoloXI, e vogliono essere paragonati con ciò che sullo stesso argomento scrisse Leone Ostiense nella storia di cui son per parlare. Li pubblicò primo l'Ozanam per intero neiDocuments inédits, pag. 261-268.99.L'ystoire de li Normant et la Chronique de Robert ViscartparAimémoine du Mont-Cassin, publiées par M. Champollion Figeac. Paris, 1835. Lo Champollion Figeac attribuì erroneamente ad Amato la cronaca di Roberto Guiscardo che è soltanto un riassunto di una cronaca di Goffredo Malaterra. La più recente edizione porta per titolo:Ystoire de li Normantpar Aimé évêque et moine du Mont-Cassin, publiée avec une introduction et des notes par l'abbé O. Delarc. Rouen, 1892. La introduzione e le note di questa edizione sono molto accurate e contengono notizie pregevolissime. Del valore storico di Amato si sono occupati in vario senso lo Hirsch, il Baist, lo Schipa e il Giesebrecht. NelBullettinodell'Istituto Storico Italiano il Gaudenzi ha pubblicato dei versi di Amato contenenti una vita di San Pietro nella quale egli crede vedere delle allusioni al contrasto tra il Papato e l'Impero.100.«Capuanae civitatis prudentissimum ac nobilem clericum et Richardi principis notarium.» Così Leone stesso nella sua cronaca, III, 24.101.Leonis MarsicanietPetri DiaconiChronicon Monasterii CasinensisediditW. WattenbachinMon. Germ. Hist., §VIIe cf. anche il Wattenbach,Op. cit., II, 234.102.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino, Napoli, 1874. Veggasi anche ciò che l'illustre monaco scrisse del tempo di Desiderio nella sua storia di quella Badia; e ilCaravitanel libro intitolato:I codici e le arti a Montecassino. E per citare altri giudizî, il Baronio chiamò il cronista Leone «scriptor sui temporis integerrimus,» il Muratori «magnae gravitatis et auctoritatis» e il Wattenbach che ne curò l'edizione peiMonumenta Germaniaegli dà gran fede.103.Mendacissimum Petrum Diaconum Casinensem, lo chiama ilBaronio, all'anno 1131, e vedasi anche quello che ne dice ilTostinella suaStoria della Badia di Montecassino, II, 67.104.Così scrivevo nella prima edizione di questo libro e mi è caro vedere il mio desiderio in via d'attuarsi. Col titolo diTabularium Casinensei monaci di Montecassino vengono ora pubblicando in una serie di codici diplomatici le carte più importanti del loro archivio. Finora ha veduto la luce ilCodex Diplomaticus Caietanus, raccolta pregevole di carte e diplomi che vanno dalla fine del secolo ottavo alla fine del decimoterzo.105.Un altro Regesto detto di San Placido, di minore importanza ma anch'esso pregevole, si conserva attualmente a Montecassino ed è opera di Pietro Diacono. Ivi si conservano anche due altri regesti pregevolissimi della stessa età e di monasteri connessi a Montecassino, quello di Sant'Angeloin formis, monastero del territorio di Capua, e l'altro del monastero di San Matteo, di cui avanzano le rovine in una montagna vicinissima alla madre Badia.106.Annales BarenseseAnnalesLupi ProtospatariiinMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. V;Anonymus BarensisinMuratori,Rer. Italic., Script., vol. V;Annales BeneventanieChronicon Ducum BeneventiinMon. Germ. Hist., Script., vol. III;Falconis BeneventaniChroniconinMuratori, Op. cit., vol. V e pressoDal Re,Cronisti e Scrittori Sincroni Napoletani, vol. I;Annales CavensesinMon. Germ. Hist., Script., vol. III, e più recentemente una edizione importante nelCodex Diplomaticus Cavensis, vol. V;Chronicon Nortmannicum BreveinMuratori,Op. cit., vol. V;Guillermi Apuliensis,Gesta Roberti WiscardiinMon. Germ. Hist., Script., vol. IX;Gaufredi Malaterra,Historia SiculainMuratori,Op. cit., vol. V; cfr. ancheHirsch,De Italiae inferioris annalibus saec. X et XI. Berlino, 1864.107.Edizioni complete delChronicon Novalicensefurono pubblicate dalMuratori,Rer. Ital., Script., vol. II, 2, dalTerraneo, e dalCombetti, ed una migliore dalBethmanninMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. VII. Ora ne porge un'altra e più perfetta edizione il conteCarlo Cipollanel secondo volume della importante pubblicazione intitolata:Monumenta Novaliciensiadata in luce dall'Istituto Storico Italiano nelleFonti per la Storia d'Italia. Oltre la molta cura con la quale ha pubblicato il testo, il Cipolla lo ha arricchito di note ed osservazioni molto pregevoli, rilevando anche la importanza storica delChronicon, ch'egli per molti rispetti crede degno di stare al paragone colRegestum Farfensedi Gregorio di Catino e colChronicon Vulturnense.108.La importanza di queste parole era stata già rilevata molto opportunamente dal Watterich nella prefazione alla sua raccolta sulle vite dei pontefici, lavoro di cui mi sono molto giovato nello scrivere questo capitolo.Pontificum Romanorum Vitae.... ab aequalibus conscriptae, ediditJ. M. Watterich, Lipsiae, 1862. Per questa seconda edizione mi giovo anche molto della introduzione, densa di notizie e di osservazioni originali, premessa dall'abate Duchesne al secondo volume del suoLiber Pontificalis.109.È da notare che molti annalisti tedeschi del secolo undecimo e del principio del dodicesimo hanno importanza per la storia del Papato, tanto strettamente congiunta in quel tempo colla storia di Germania. Non essendo del mio ufficio il prenderli specialmente in esame, io mi limito qui a menzionar di passaggio tra i più cospicui gli annalisti Bertoldo, Bernoldo di Costanza e Lamberto di Hersfeld, scrittori che meritano tutta l'attenzione di chi studia la storia d'Italia.110.Villemain,Histoire de Grégoire VII. Paris, Didier, 1872.111.Ap.Watterich,Vitae Pontificum, I, pag. 501 e segg. Paolo di Bernried ci ha anche lasciata una relazione della vita e miracoli della Beata Herluca, una santa visionaria morta nel 1142, alla quale egli era legato di stretta amicizia.112.NeiMonumenta Germaniae Historica, SS. vol. V, e ripubblicati dalWatterich, Op. cit. e dalDuchesne,Liber Pontificalis, II, pag. 329 e segg.113.«Haec sicuti passi sumus, et oculis nostris vidimus et auribus nostris audivimus, mera veritate perscripsimus.»114.Una parte di questa continuazione era stata attribuita, dietro la scorta del Giesebrecht e del Watterich, al cardinale Pietro da Pisa che fu uomo di gran valore ai suoi tempi e l'anima dello scisma contro Innocenzo. L'abbate Duchesne ha dimostrato che tutto questo gruppo di vite pontificie fino ad Onorio II deve attribuirsi al solo Pandolfo. Queste vite ci sono state conservate in una redazione delLiber Pontificaliscompilata da unPetrus Guillermusbibliotecario di un prioratoS. Egidii de Aceioin diocesi di Reims. Cf.Duchesne,Liber Pontificalis, II,XXIVe segg. e 199 e segg.115.Ai tempi di Pasquale II ebbe anche il comando di alcune milizie pontificie, e in genere si ferma sempre con molta compiacenza sulle frequenti fazioni combattute in quei tempi agitati delle quali fu spesso testimonio, e che descrisse con molta vivacità. Cf.Duchesne,Loc. cit.116.Secondo il Guglielmotti la lezione di questo passo è errata nel manoscritto che ce lo ha tramandato, e Gelasio non fu portato ad Ardea (ad castrum Sancti Pauli de Ardea) ma alla men lontana Isola Sacra sul Tevere.Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, I, 262, Firenze, 1871.117.Il lavoro di Bosone, ripubblicato dal Watterich nelleVitae Pontificum, e più di recente dal Duchesne, nelLiber Pontificalis, ci fu conservato da Cencio Camerario (più tardi papa col nome di Onorio III) il quale nel 1192 lo inserì nel suoLiber censuum Romanae Ecclesiae, compilazione indigesta ma di gran valore storico, ricavata dagli archivî per servire come registro di tutti i redditi della Chiesa. Circa le relazioni tra Bosone e Cencio Camerario cf.E. Stevenson,La Collectio Canonum di Deusdedit, inArchivio della R. Società romana di storia patria, VIII, 371, ePaul Fabre,Les vies des Papes dans les mss. du Liber Censuum in Mélanges de l'École de Rome, VI, 147.118.La pubblicò pel primo ilGiorginell'Archivio della R. Società romana di storia patria, vol. II, ed è stata ristampata a cura di L. Heinemann nella raccolta deiLibellidi cui si fa menzione più oltre.119.Benzonis Albensis,Ad Heinricum IV, libri VII, inMon. Germ. Hist., SS. vol. XI, e cf.Lehmgrübner,Benzo von Alba ein Verfechter der kaiserlichen Staatsidee. Berlin, Gaertner, 1887.120.Tranne quello di Benzone d'Alba, tutti questi scritti polemici ed altri di cui non tengo discorso, sono stati ripubblicati di recente peiMonumenta Germaniae Historica, nella raccolta in tre volumi intitolataLibelli de lite Imperatorum et Pontificum saeculis XI et XII conscripti. Hannoverae, 1891-97. Le prefazioni premesse a ciascuno scritto dagli editori sono spesso molto notevoli e riassumono gli studi che sono stati fatti intorno ai diversi scrittori. Due altri scritti notevoli, ripubblicati anch'essi nella stessa raccolta, sono quello del cardinaleUmberto,Contra Simoniacos, e quello del cardinaleDeusdedit,Libellus contra invasores et simoniacos et reliquos schismaticos. Il cardinale Deusdedit è anche autore di una specie di regesto in cui oltre una collezione di canoni sono raccolti diplomi imperiali e carte di grande antichità che si riferiscono alla Chiesa Romana. Fu pubblicato da monsignor Martinucci a Venezia nel 1869. Un lavoro molto pregevole sui polemisti del periodo Gregoriano è quello diC. Mirbt,Die Publizistik im Zeitalter Gregors VII. Leipzig, 1894.121.S. Petri Damiani,Opera, ed. Const. Caetani, 1783, in-4. È una raccolta in quattro volumi delle opere uscite dalla feconda penna di questo scrittore che in prosa o in verso trattò d'ogni materia nella sua corrispondenza, in vite di santi e in trattati di politica e di religione. Oltre le lettere sono notevoli e insieme assai strani i due scritti intitolati:Apologia e Liber Gomorrhianus. Altri due suoi scritti, ilLiber Gratissimuse laDisceptatio Synodalis, sono stati ripubblicati tra iLibelli de lite Imperatorum et Pontificum.122.Forma dispregiativa perBonizo. L'uso di alterare il nome degli avversarî per torcerlo a significato spregevole, frequente in questi scrittori polemici, è frequentissimo in Benzone. Così, oltre i nomi citati in questo passo, quello di Anselmo vescovo di Lucca, l'amico della contessa Matilde, divieneAsinelmus, quel d'Alessandro IIAsinandrum, e si potrebbero moltiplicar questi esempî di scurrile violenza, da cui anche gli scrittori di parte avversa non si astenevano.123.«Runcie deformis factus sine lumine dormis! Laudetur Deus quia vix potuit manus tuas evadere, qui iniuriis linguae ausus est te invadere. Auditum est in quattuor mundi plagis qualiter es ultus, formidanda potestas, super Runtio Cremonensi atque quibusdam aliis. Sed de Bonizello, Armanello, Morticiello, tribus daemonibus, quod non idem contigit improbat omnis populus.»124.Il Lehmbgrübner pone la data della sua morte al 14 luglio 1090.125.«Queris a me, unicum a tribulatione que circumdedit me presidium: Quid est quod hac tempestate mater ecclesia in terris posita gemens clamat ad Deum nec exauditur ad votum, premitur nec liberatur, filiique obedientie et pacis iacent prostrati, filii autem Belial exultant cum rege suo praesertim cum qui dispensat omnia, ipse sit qui iudicat aequitatem? Est et aliud, unde de veteribus sanctorum patrum exemplis a me petis auctoritatem: si licuit vel licet christiano pro dogmate armis decertare? Quibus tuae mentis fluctuationibus, si aurem sani cordis adhibueris, facile respondebitur, tum quia in promptu nobis est, tum quia hoc tempore mihi scribere hoc visum est pernecessarium. Igitur de Dei misericordia confisi, qui linguas infantum disertas facit, adoriamur sermonem.»Bonithonis Sutriensis,Liber ad Amicum, I, ap.Watterich,Op. cit., e neiLibelli de lite, vol. I ed.Dümmler. Oltre il Watterich e il Dümmler pubblicò una edizione di questo libro anche loJafféneiMonumenta Gregoriana.126.È quello medesimo che fece violenza al Papa in Santa Maria Maggiore.127.Vita Anselmi episcopi Lucensis, auctoreBardone, inMonun. Germ. Hist. SS., XII. Lo stesso Anselmo era autore di parecchi lavori, alcuni dei quali polemici, ma la maggior parte di essi è perduta.128.Domnizo,Vita Mathildis, ed. Bethmann,Mon. Germ. Hist. Script., XII.129.A. Ferretti, autore di un saggio piuttosto diligente intitolato:Canossa. Reggio Emilia, 1876.130.I versi seguenti che descrivono rincontro di Enrico IV con Gregorio VII, serviranno a dare un'idea del verseggiare di Bonizone il quale si trovava anch'egli in quel momento nel castello di Canossa.Ante dies septem quam finem Janus haberet,Ante suam faciem concessit Papa venireRegem cum plantis nudis a frigore captisIn cruce se iactans, Papae saepissime clamans:Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!131.Monumenta Gregoriana,ediditPh. Jaffé, Berolini, 1865. Alcune altre lettere sono state scoperte dipoi. Intorno a questo regesto, ilGiesebrechtpubblicò una importante dissertazione col titoloDe Gregorii VII registro emendando, Regiomonti, 1858. Secondo l'opinione del Pflugk-Harttung e di altri, il cardinale Deusdedit avrebbe adoperato per la suaCollectio Canonumun altro registro gregoriano, anteriore a quello pubblicato dallo Jaffé e più completo. Contraddice a questa opinione il Loewenfeld. Io qui mi limito a far cenno soltanto delle lettere di Gregorio, ma hanno pur grande valore quelle che ancora si trovano degli altri pontefici che gli furono vicini di tempo.132.Per questi scrittori del Mezzogiorno, oltre lo studio che sono venuto facendo sui testi, mi giovo grandemente dell'eccellente lavoro pubblicato dalCapassocol titolo:Le fonti della storia delle provincie napoletane, nell'Archivio storico delle provincie napoletane, an. 1876. Mi hanno pure molto giovato alcune pubblicazioni inserite nell'Archivio storico siciliano, e varie opere dei due storici siciliani, ilLa Lumiae l'Amari. Anzi al caro e venerato autore delVespro Sicilianoe dellaStoria dei Musulmani in Sicilia, debbo anche speciale gratitudine per alcune indicazioni verbali che mi riuscirono utilissime.133.Il nome di questo cronista era ignoto. Il prof. Gaudenzi lo ha trovato in un manoscritto della biblioteca nazionale di Napoli in cui questi Annali portano il titoloLandulphi abbatis S. Mariae de flumine apud Ceccanum Chronica. Il Gaudenzi dà questa notizia nella prefazione alla cronaca di S. Maria di Ferraria, ma non dà alcuna indicazione circa l'autorità e l'età del manoscritto.134.Il Siragusa, ultimo editore del Falcando, pur mentre ne loda i pregi letterari e la mirabile eloquenza, trova soverchio questo appellativo.135.«Falcandus has been styled the Tacitus of Sicily, and after a just but immense abatement, from the first to the twelfth century, from a senator to a monk, I would not strip him of his title; his narrative is rapid and perspicuous, his style bold and elegant, his observation keen: he had studied mankind and feels like a man.»Gibbon,Decline and Fall of the Roman Empire, cap.LVI.136.La Historia o Liber de Regno Sicilie e la Epistola ad Petrum Panormitane Ecclesie Thesaurarium diUgo Falcandoa curadiG. B. Siragusatra leFontipubblicate dall'Istituto Storico Italiano. Nella prefazione allaHistoria, il Siragusa riassume con molta diligenza e discute le varie opinioni e i molti studî compiuti intorno al Falcando massime dall'Hartwig, dall'Hillger e dallo Schröter. Anche un altro libro del Siragusa,Il regno di Guglielmo I in Sicilia, è da consultare per ciò che riguarda Ugo Falcando e Romualdo Salernitano.137.«Madet terra pulchro cruore diffuso, tabetque iuvenili sanguine cruentata, iacent veluti flos purpureus improvida falce succisus.»Sabae Malaspinae,Rerum Sicularum Historia, IV, 16.138.Giunto a questa età non è più possibile per me trattare neppur brevemente d'altre fonti storiche oltre i cronisti. Mi limito quindi a rammentar qui in nota le lettere di Pier della Vigna il Gran Cancelliere di Federico II. Il suo epistolario è uno dei più pregevoli monumenti letterarî di quel tempo, e ha valore storico inestimabile. Anche si conoscono altri epistolari contemporanei a quello, scritti da uomini che presero parte alla vita pubblica, ma i più sono inediti e meriterebbero d'essere pubblicati in tutto o in parte. È pure assai desiderabile una edizione completa e definitiva dell'epistolario di Pier della Vigna intorno al quale sono da consultare il saggio del napolitano De Blasiis, e l'altro dell'Huillard Bréholles,Pierre de la Vigne, sa vie et sa correspondance. Voglionsi menzionar di passaggio anche la grande raccolta fatta dall'Huillard Bréhollesin dieci volumi col titoloHistoria Diplomatica Friderici II, quella diBartolomeo Capasso,Historia Diplomatica Regni utrimque Siciliae ab an. 1250 ad an. 1266, e quella delWinkelmann,Acta Imperii inedita seculi XIII.139.Annales CasinensesinMon. Germ. Hist.SS. vol. XIX. —Chronicon Casauriense, inMuratori,Rer. Italic. Script., II, 2. —Alexandri abbatis Telesini lib. IV de rebus gestis Rogerii Siciliae regis 1127-1135inMuratori,Op. cit., V, e pressoDal Re,Cronisti Sincroni Napolitani, Napoli, 1845. —Chronicon S. Bartholomaei de Carpineto, inUghelli,Italia Sacra, vol. VII. —Romualdi Salernitani,Annales, Ibid. —Hugonis Falcandi,Hist. de rebus gestis in Siciliae regno, inMuratori,Op. cit., VII, e nella edizione già citata delSiragusa. —Petri de Ebulo,Carmen de bello inter Heinricum VI et Tancredum, ap.Dal Re,Cronisti sincroni napoletanie ed. Winkelmann, 1874. —Ricardi De Sancto Germano,Chronica, Mon. Germ. Hist., SS. XIX. —Nicolai de Jamsilla,De rebus gestis Friderici II,Muratori,Op. cit., VIII eDal Re,Op. cit.—Sabae Malaspinae,Res Siculae, Ibid., e meglio ap.Dal Re,Op. cit.—Nicolai Specialis,Hist. Sicula,Muratori,Op. cit., X. —Bartholomaei de Neocastro,Hist. Sicula, Ibid., XIII. Un'altra e più antica redazione della cronaca di Riccardo di San Germano è stata pubblicata neiMonumenti Storicidella Società napoletana di Storia patria dal prof. Gaudenzi, insieme ad una cronaca inedita di S. Maria di Ferraria che non è priva d'interesse.Ignoti Monachi Cisterciensis S. Mariae de Ferraria Chronica, etRyccardi de Sancto Germano,Chronica prioraed.A. Gaudenzi, Neapoli, 1888. — Degli scritti riconosciuti apocrifi come iDiurnalidiMatteo Spinelli, e tra le croniche romane quella delMonaldeschi, non tengo parola, nè tengo parola delRebellamentu de Sichilia, una specie di romanzo storico, come lo chiama l'Amari, dettato in Siciliano e che mi par dimostrato non essere contemporaneo del Vespro.140.Historia Pontificalised.Arndt, inMon. Germ. Hist., SS. XX.141.Questo scrittore è stato finora conosciuto sotto il nome di Niccolò da Curbio. Il Pagnotti in uno studio molto pregevole che precede una nuova edizione dellaVita d'Innocenzo IV, dimostrò ch'egli va chiamato Niccolò da Calvi.F. Pagnotti,Niccolò da Calvi e la sua Vita d'Innocenzo IV, con una breve introduzione sulla Istoriografia pontificia nei secoli XII e XIV, inArchivio della R. Società romana di storia patria, vol. XXI.142.Ptolemaei Lucensis,Historia Ecclesiastica, inMuratori,Rer. Italic. Script., vol. XI. — Tutte le altre vite pontificie Ibid., vol. III.143.Vita di Cola di Rienzo, Bracciano 1624 e 1631; ap.Muratori,Antiq. Ital., III, e con note diZefirino Re, Forlì 1828, ristampata a Firenze dal Le Monnier. Tutte edizioni imperfette e l'ultima più imperfetta delle altre. È debito ricordar qui che Cola di Rienzo fu benemerito degli studi storici, e iniziò in certo modo l'archeologia romana indagando negli storici antichi e nelle epigrafi, la storia di quei monumenti che gl'infiammavano l'anima. I quali fino ad allora ebbero per quasi unica illustrazione le leggende medioevali contenute nellaMirabilia, curioso e caratteristico libro di cui molto volentieri avrei parlato se non fosse stato il timore d'ecceder troppo i confini di questo lavoro. Oltre alleMirabiliaè notevole un libro di storie romane, che forse fu noto a Cola di Rienzo, e contiene storie o leggende dell'antica Roma. Se ne ha una traduzione in volgare romano che risale verso la metà del secolo decimoterzo. La R. Società romana di storia patria la pubblicherà tra breve col titolo diLyber hystoriarum Romanorum oStorie de Troia et de Romaa cura del professoreErnesto Monaciche già ne discorse ampiamente nel volume XII dell'Archiviodella Società stessa. Importantissima per la storia di Cola di Rienzo è la raccolta delle sue lettere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano a cura diA. Gabrielli, tra leFonti per la Storia d'Italia. Voglionsi anche menzionare alcuni annali relativi a Roma e a paesi prossimi a Roma, pubblicati nel volume XIX (SS.) deiMonumenta Germaniae Historica.144.Adolfo Bartoli,Storia della Letteratura Italiana, vol. I. Firenze, 1878.145.«Brevis est, grandia tamen in Mediolanensi urbe gesta continet, et rerum perturbationes memoria dignas; graphiceque exprimit, quid in animis hominum eorum temporum potuerit, semperque poterit, dominandi cupido. Neque intra pomoeria unius Mediolani consistit Landulphi narratio: multa etiam habet, quibus Italica eius aevi historia illustretur.»Muratori, in praef. adLandulph. R. I. S., vol. V.È bene notare che questi cronisti attinsero a più antiche fonti di storia milanese, molte delle quali ci rimangono, e saranno raccolte e date in luce dall'Istituto Storico Italiano, col titoloMonumenta Mediolanensia antiquissima. Veggansi intorno a queste fonti gli studi pubblicati dal prof.L. A. Ferrai, nelBullettino dell'Istituto Storico Italiano, e nell'Archivio Storico Lombardo.146.Questa cronaca è stata generalmente attribuita finora ad un Sire Raoul, di cui non si sapeva nulla oltre il nome, ma il signor Holder-Egger pubblicando peiMonumenta Germaniae Historicauna nuova edizione di questa cronaca, ha dimostrato in modo certo che il nome dell'autore è ignoto.Gesta Friderici I Imperatoris in Lombardia, auctore cive Mediolanensi, recognovitO. Holder-Egger.Hannoverae, 1892.147.Arnulphi,Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium, inMon. Germ. Hist. SS. VIII. —Landulphi,Historia Mediolanensis. Ibid. —Landulphi Junioris de S. Paulo,Historia Mediolanensis. Ibid. XX, eMuratori,Op. cit., vol. V. —Andreae,Vita S. ArialdiinActa Sanctorum(5 giugno). —Moysis Magistri Bergomensis,De Laudibus Bergomi.MuratoriR. I. S.vol. V. —Anonymi,Poema de bello et excidio urbis Comensis. Ibid. —RadulfisiveRaul,De rebus gestis Friderici I. Ibid., VI, eAnnales Mediolanenses, Mon. Germ. Hist.SS. XVIII, e nuova ediz. Holder-Egger già citata. —Boncompagni Magistri Florentini,De Obsidione Anconae,Murat.R. I. S.VI. — Un nuovo testo dell'Assedio d'Ancona, di Boncompagno, fu pubblicato daA. Gaudenzi, nel fasc. 15 delBullettino dell'Istituto Storico Italiano. —Otto Morena, Acerbus Morena, Anonymus,De rebus Laudensibus, inMon. Germ. Hist. SS. XVIII. Una traduzione dell'opera deiMorena, fu pubblicata nell'Archivio storico per la città e comune del circondario di Lodi. Anni II e III.
79.Wattenbach,Deut. Geschichtsqu., I, 312. Mentre m'accordo con questa opinione, stimo debito di osservare che assai prima del Giesebrecht, la continuata esistenza delle scuole italiane era stata affermata e dimostrata dal Tiraboschi nella sua storia della letteratura. Vi accenna anche il Muratori nella Dissertazione XLIII delleAntiquitates. Su questo argomento l'Ozanam pubblicò un saggio eccellente intitolatoDes Écoles en Italie aux temps Barbares, nel quale anche tien conto, forse con favore alquanto soverchio, della esistenza delle scuole ecclesiastiche. Un lavoro del signor Salvioli sulla istruzione pubblica in Italia dall'ottavo al decimo secolo, è scritto con uno spirito meno comprensivo ma è pregevole per molte indicazioni che reca. Si consulti ancheA. Dresdner,Kultur und Sittengeschichte der italianischen Geistlichkeit in X und XI Jahrhunderten, Bresslau, Koelner, 1890.
79.Wattenbach,Deut. Geschichtsqu., I, 312. Mentre m'accordo con questa opinione, stimo debito di osservare che assai prima del Giesebrecht, la continuata esistenza delle scuole italiane era stata affermata e dimostrata dal Tiraboschi nella sua storia della letteratura. Vi accenna anche il Muratori nella Dissertazione XLIII delleAntiquitates. Su questo argomento l'Ozanam pubblicò un saggio eccellente intitolatoDes Écoles en Italie aux temps Barbares, nel quale anche tien conto, forse con favore alquanto soverchio, della esistenza delle scuole ecclesiastiche. Un lavoro del signor Salvioli sulla istruzione pubblica in Italia dall'ottavo al decimo secolo, è scritto con uno spirito meno comprensivo ma è pregevole per molte indicazioni che reca. Si consulti ancheA. Dresdner,Kultur und Sittengeschichte der italianischen Geistlichkeit in X und XI Jahrhunderten, Bresslau, Koelner, 1890.
80.Liudprandi Episcopi Cremonensisopera omnia in usum scholarum ex Monumentis Germaniae historicis recusa. Editio altera. Recognovit Ernestus Dümmler. M. G. SS. III, 264-363. Hannoverae, 1877. Per quanto si riferisce alla vita di Liudprando mi appoggio molto alla bella e concisa prefazione del Dümmler il quale restringe con grande competenza i molti studî fatti nel corso di questo secolo intorno a Liudprando, di cui peraltro tende ad esaltare forse un po' troppo il valore. E vedansiWattenbach,Op. cit., I, 423;Koepke,De vita et scriptis Liudprandi, Berlino, 1842;Giesebrecht,Geschichte der deutschen Kaiserzeit, I, 779-81;Paolucci,Liutprando, Bari, 1883;Colini Baldeschi,Liudprando vescovo di Cremona, Giarre, Castorina, 1888;Hantsch,Ueber Liutprand von Cremona, Leoben, 1888.
80.Liudprandi Episcopi Cremonensisopera omnia in usum scholarum ex Monumentis Germaniae historicis recusa. Editio altera. Recognovit Ernestus Dümmler. M. G. SS. III, 264-363. Hannoverae, 1877. Per quanto si riferisce alla vita di Liudprando mi appoggio molto alla bella e concisa prefazione del Dümmler il quale restringe con grande competenza i molti studî fatti nel corso di questo secolo intorno a Liudprando, di cui peraltro tende ad esaltare forse un po' troppo il valore. E vedansiWattenbach,Op. cit., I, 423;Koepke,De vita et scriptis Liudprandi, Berlino, 1842;Giesebrecht,Geschichte der deutschen Kaiserzeit, I, 779-81;Paolucci,Liutprando, Bari, 1883;Colini Baldeschi,Liudprando vescovo di Cremona, Giarre, Castorina, 1888;Hantsch,Ueber Liutprand von Cremona, Leoben, 1888.
81.«Viro gravitate ornato et sapientia pleno.»
81.«Viro gravitate ornato et sapientia pleno.»
82.«Joannes episcopus, servus servorum Dei, omnibus episcopis. Nos audivimus dicere quia vos vultis alium papam facere: si hoc facitis, excommunico vosdadeum omnipotentem, ut non habeatis licentiamnullumordinare, et missam celebrare.» È curioso che nella lettera diretta in risposta dal Concilio a Giovanni, gli si rimprovera anche l'errore di grammatica commesso scrivendonulluminvece diullum. Dell'idiotismoda deum, non è fatta parola.
82.«Joannes episcopus, servus servorum Dei, omnibus episcopis. Nos audivimus dicere quia vos vultis alium papam facere: si hoc facitis, excommunico vosdadeum omnipotentem, ut non habeatis licentiamnullumordinare, et missam celebrare.» È curioso che nella lettera diretta in risposta dal Concilio a Giovanni, gli si rimprovera anche l'errore di grammatica commesso scrivendonulluminvece diullum. Dell'idiotismoda deum, non è fatta parola.
83.Historia Ottonis, 8-16.
83.Historia Ottonis, 8-16.
84.Gregorovius,Storia della città di Roma nel Medio Evo. Lib. VI, c. IV, § 1. Traduz. Manzato.
84.Gregorovius,Storia della città di Roma nel Medio Evo. Lib. VI, c. IV, § 1. Traduz. Manzato.
85.L'idea imperiale risuscitata dagli Ottoni e sostenuta così caldamente in Italia da Liudprando, già prima della discesa di Ottone il Grande aveva trovato un campione nell'autore di unLibellus de imperatoria potestate in urbe Romache ha molto valore storico (Mon. Germ. Hist.SS. III, 719-722). Di questo scritto hanno discorso particolarmente lo Hirsch e lo Jung. IlLapôtrenel suo libroLe Pape Jean VIII, Parigi, 1895 dà ad esso grande importanza e lo attribuisce con molta verosimiglianza ad uno scrittore quasi contemporaneo di Giovanni VIII, d'origine longobarda e probabilmente nativo di Rieti. Quest'ultima asserzione non mi sembra abbastanza provata. L'opinione di chi vorrebbe attribuire ilLibellusa Benedetto di S. Andrea non mi pare in alcun modo accettabile. Del pari hanno valore storico e tendenze imperiali due poesie comparse nell'alta Italia nei primissimi anni del secoloXI. Una di queste poesie specialmente, in cui si rimpiange la morte immatura di Ottone III, contiene qualche strofa da fare impressione.
85.L'idea imperiale risuscitata dagli Ottoni e sostenuta così caldamente in Italia da Liudprando, già prima della discesa di Ottone il Grande aveva trovato un campione nell'autore di unLibellus de imperatoria potestate in urbe Romache ha molto valore storico (Mon. Germ. Hist.SS. III, 719-722). Di questo scritto hanno discorso particolarmente lo Hirsch e lo Jung. IlLapôtrenel suo libroLe Pape Jean VIII, Parigi, 1895 dà ad esso grande importanza e lo attribuisce con molta verosimiglianza ad uno scrittore quasi contemporaneo di Giovanni VIII, d'origine longobarda e probabilmente nativo di Rieti. Quest'ultima asserzione non mi sembra abbastanza provata. L'opinione di chi vorrebbe attribuire ilLibellusa Benedetto di S. Andrea non mi pare in alcun modo accettabile. Del pari hanno valore storico e tendenze imperiali due poesie comparse nell'alta Italia nei primissimi anni del secoloXI. Una di queste poesie specialmente, in cui si rimpiange la morte immatura di Ottone III, contiene qualche strofa da fare impressione.
86.Chronicon Benedicti de S. Andrea(Mon. Germ. Hist.SS. III). L'autore di questa cronaca è stato chiamato finora Benedetto delMonte Soratte, ma il Tomassetti nei suoi studi sulla Campagna Romana dimostra che Benedetto era monaco della Badia di S. Andreain flumineposta presso Ponzano ai piedi del Soratte. Anche la vita di San Nilo fondatore del monastero di Grottaferrata, scritta in greco da un suo discepolo, e le lettere del famoso Gerberto che fu poi papa col nome di Silvestro II, contengono dati storici contemporanei intorno al periodo degli Ottoni. Sono parimenti degne di attenzione due vite di sant'Adalberto e specialmente la più antica di esse, scritta in Roma daGiovanni Canaparioabbate del monastero di sant'Alessio sull'Aventino. «Das werk» osserva giustamente ilGiesebrechtnella suaGeschichte der deutschen Kaiserzeit, «schon dadurch interessant dass er das einzige namhafte litterarische Erzeugniss eines Römers iener zeit ist, gehört zu den wichtigsten Quellen der Zeitgeschichte.» Fu pubblicata dal Pertz (Mon. Germ. Hist.SS. IV, 615-618).
86.Chronicon Benedicti de S. Andrea(Mon. Germ. Hist.SS. III). L'autore di questa cronaca è stato chiamato finora Benedetto delMonte Soratte, ma il Tomassetti nei suoi studi sulla Campagna Romana dimostra che Benedetto era monaco della Badia di S. Andreain flumineposta presso Ponzano ai piedi del Soratte. Anche la vita di San Nilo fondatore del monastero di Grottaferrata, scritta in greco da un suo discepolo, e le lettere del famoso Gerberto che fu poi papa col nome di Silvestro II, contengono dati storici contemporanei intorno al periodo degli Ottoni. Sono parimenti degne di attenzione due vite di sant'Adalberto e specialmente la più antica di esse, scritta in Roma daGiovanni Canaparioabbate del monastero di sant'Alessio sull'Aventino. «Das werk» osserva giustamente ilGiesebrechtnella suaGeschichte der deutschen Kaiserzeit, «schon dadurch interessant dass er das einzige namhafte litterarische Erzeugniss eines Römers iener zeit ist, gehört zu den wichtigsten Quellen der Zeitgeschichte.» Fu pubblicata dal Pertz (Mon. Germ. Hist.SS. IV, 615-618).
87.«Ve Roma, quia tantis gentis oppressa et conculcata; qui etiam a Saxone rege appreensa fuisti et gladiati populi tui, et robor tua ad nichilum redacta est.... Celsa tuarum triumphasti gentibus, mundum calcasti, iugulasti regibus terre; sceptrum tenebat et potestas maxima; a Saxone rege expoliata et menstruata fortiter.... Nimium speciosa fuisti! Omnes tua moenia cum turris et pugnaculis sicuti modo repperitur. Turres tuarum tricenti octoginta una habuistis, turres castellis quadraginta sex, pugnaculi sex milia octocenties, portes tue quindecim. Ve civitas Leoniana! dudum capta fuistis, modo vero a Saxonicum rege relicta!»
87.«Ve Roma, quia tantis gentis oppressa et conculcata; qui etiam a Saxone rege appreensa fuisti et gladiati populi tui, et robor tua ad nichilum redacta est.... Celsa tuarum triumphasti gentibus, mundum calcasti, iugulasti regibus terre; sceptrum tenebat et potestas maxima; a Saxone rege expoliata et menstruata fortiter.... Nimium speciosa fuisti! Omnes tua moenia cum turris et pugnaculis sicuti modo repperitur. Turres tuarum tricenti octoginta una habuistis, turres castellis quadraginta sex, pugnaculi sex milia octocenties, portes tue quindecim. Ve civitas Leoniana! dudum capta fuistis, modo vero a Saxonicum rege relicta!»
88.Cronache Veneziane antichissime(vol. I) pubblicate a cura diGiovanni Monticolodall'Istituto Storico Italiano tra leFonti della Storia d'Italia. Questo primo volume oltre laCronaca VenezianadiGiovanni Diaconoe alcune brevi scritture storiche aggiunte ad essa, contiene unaCronica de singulis patriarchis nove Aquileiee ilChronicon Gradense. IlPertzaveva pubblicato insieme la Cronaca Veneziana e quella di Grado intitolandoleJohannis DiaconiChronicon Venetum et Gradensema più moderni critici tornano alla sentenza del Foscarini e staccano la cronaca di Giovanni da quella di Grado. Assai notevole è anche ilChronicon Altinateche ci dà elementi antichissimi e pregevoli per la storia di Venezia. Ne ha dato una ottima edizione ilSimonsfeld, inMon. Germ. Hist. SS. XIV, e un'altra ne promette il Monticolo nel secondo volume delleCronache Veneziane antichissime. Veggansi intorno a tutte queste cronache il lavoro delSimonsfeldsulChronicon Altinatepubblicato anche in Italiano nell'Archivio Veneto, e gli studî delMonticolo,La Cronaca del Diacono Giovannie laStoria politica di Venezia sino al 1009, Pistoia, 1882, eI manoscritti e le fonti della cronaca del Diacono GiovanninelBullettino dell'Istituto storico italiano, n. 9.
88.Cronache Veneziane antichissime(vol. I) pubblicate a cura diGiovanni Monticolodall'Istituto Storico Italiano tra leFonti della Storia d'Italia. Questo primo volume oltre laCronaca VenezianadiGiovanni Diaconoe alcune brevi scritture storiche aggiunte ad essa, contiene unaCronica de singulis patriarchis nove Aquileiee ilChronicon Gradense. IlPertzaveva pubblicato insieme la Cronaca Veneziana e quella di Grado intitolandoleJohannis DiaconiChronicon Venetum et Gradensema più moderni critici tornano alla sentenza del Foscarini e staccano la cronaca di Giovanni da quella di Grado. Assai notevole è anche ilChronicon Altinateche ci dà elementi antichissimi e pregevoli per la storia di Venezia. Ne ha dato una ottima edizione ilSimonsfeld, inMon. Germ. Hist. SS. XIV, e un'altra ne promette il Monticolo nel secondo volume delleCronache Veneziane antichissime. Veggansi intorno a tutte queste cronache il lavoro delSimonsfeldsulChronicon Altinatepubblicato anche in Italiano nell'Archivio Veneto, e gli studî delMonticolo,La Cronaca del Diacono Giovannie laStoria politica di Venezia sino al 1009, Pistoia, 1882, eI manoscritti e le fonti della cronaca del Diacono GiovanninelBullettino dell'Istituto storico italiano, n. 9.
89.Il Regesto di Farfa, compilato daGregorio di Catinoe pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diI. GiorgieU. Balzani, Roma, 1879-1892. Vol. II-V. Il primo volume contenente le prefazioni e gli indici è in corso di stampa.Il solo regesto di una certa importanza che si conosca anteriore in parte alRegesto di Farfa, è quello del monastero di Subiaco. Esso per altro non è una compilazione unica e tutta di un tempo, ma opera di varî autori cominciata verso il principio dell'undecimo secolo e terminata verso il principio del decimoterzo. Contiene documenti antichissimi e ha molto valore per la storia locale di Roma, ma non così grande per la storia generale.Il Regesto Sublacense del secoloXI, pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diL. AllodieG. Levi. Roma, 1885.
89.Il Regesto di Farfa, compilato daGregorio di Catinoe pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diI. GiorgieU. Balzani, Roma, 1879-1892. Vol. II-V. Il primo volume contenente le prefazioni e gli indici è in corso di stampa.
Il solo regesto di una certa importanza che si conosca anteriore in parte alRegesto di Farfa, è quello del monastero di Subiaco. Esso per altro non è una compilazione unica e tutta di un tempo, ma opera di varî autori cominciata verso il principio dell'undecimo secolo e terminata verso il principio del decimoterzo. Contiene documenti antichissimi e ha molto valore per la storia locale di Roma, ma non così grande per la storia generale.Il Regesto Sublacense del secoloXI, pubblicato dallaReale Società romana di storia patria, a cura diL. AllodieG. Levi. Roma, 1885.
90.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 5.
90.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 5.
91.«Juxta meae scientiolae parvitatem.»
91.«Juxta meae scientiolae parvitatem.»
92.Infatti nel Regesto s'incontrano qua e là lacune di qualche parola lasciata in bianco specialmente tra le sottoscrizioni.
92.Infatti nel Regesto s'incontrano qua e là lacune di qualche parola lasciata in bianco specialmente tra le sottoscrizioni.
93.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 6.
93.Il Regesto di Farfa, vol. II, pag. 6.
94.Rer. Ital. Script., vol. II, pag. 2. Una nuova edizione del Chronicon sta per essere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano tra leFonti per la storia d'Italia.
94.Rer. Ital. Script., vol. II, pag. 2. Una nuova edizione del Chronicon sta per essere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano tra leFonti per la storia d'Italia.
95.Generalmente a Gregorio di Catino si attribuisce un altro scritto polemico intitolato:Orthodoxa Defensio Imperialis, inteso a sostenere i diritti dell'Imperatore contro le pretese papali. Mi astengo dal notarlo tra i suoi lavori perché inclino forte a credere che egli non ne sia l'autore.
95.Generalmente a Gregorio di Catino si attribuisce un altro scritto polemico intitolato:Orthodoxa Defensio Imperialis, inteso a sostenere i diritti dell'Imperatore contro le pretese papali. Mi astengo dal notarlo tra i suoi lavori perché inclino forte a credere che egli non ne sia l'autore.
96.Vedasi il capitolo precedente.
96.Vedasi il capitolo precedente.
97.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino. Napoli, 1874.
97.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino. Napoli, 1874.
98.Specialmente iVersus de situ, constructione et renovatione coenobii casinensis, relativi alla riedificazione della Badia compiuta da Desiderio, hanno grande valore per la storia dell'arte al secoloXI, e vogliono essere paragonati con ciò che sullo stesso argomento scrisse Leone Ostiense nella storia di cui son per parlare. Li pubblicò primo l'Ozanam per intero neiDocuments inédits, pag. 261-268.
98.Specialmente iVersus de situ, constructione et renovatione coenobii casinensis, relativi alla riedificazione della Badia compiuta da Desiderio, hanno grande valore per la storia dell'arte al secoloXI, e vogliono essere paragonati con ciò che sullo stesso argomento scrisse Leone Ostiense nella storia di cui son per parlare. Li pubblicò primo l'Ozanam per intero neiDocuments inédits, pag. 261-268.
99.L'ystoire de li Normant et la Chronique de Robert ViscartparAimémoine du Mont-Cassin, publiées par M. Champollion Figeac. Paris, 1835. Lo Champollion Figeac attribuì erroneamente ad Amato la cronaca di Roberto Guiscardo che è soltanto un riassunto di una cronaca di Goffredo Malaterra. La più recente edizione porta per titolo:Ystoire de li Normantpar Aimé évêque et moine du Mont-Cassin, publiée avec une introduction et des notes par l'abbé O. Delarc. Rouen, 1892. La introduzione e le note di questa edizione sono molto accurate e contengono notizie pregevolissime. Del valore storico di Amato si sono occupati in vario senso lo Hirsch, il Baist, lo Schipa e il Giesebrecht. NelBullettinodell'Istituto Storico Italiano il Gaudenzi ha pubblicato dei versi di Amato contenenti una vita di San Pietro nella quale egli crede vedere delle allusioni al contrasto tra il Papato e l'Impero.
99.L'ystoire de li Normant et la Chronique de Robert ViscartparAimémoine du Mont-Cassin, publiées par M. Champollion Figeac. Paris, 1835. Lo Champollion Figeac attribuì erroneamente ad Amato la cronaca di Roberto Guiscardo che è soltanto un riassunto di una cronaca di Goffredo Malaterra. La più recente edizione porta per titolo:Ystoire de li Normantpar Aimé évêque et moine du Mont-Cassin, publiée avec une introduction et des notes par l'abbé O. Delarc. Rouen, 1892. La introduzione e le note di questa edizione sono molto accurate e contengono notizie pregevolissime. Del valore storico di Amato si sono occupati in vario senso lo Hirsch, il Baist, lo Schipa e il Giesebrecht. NelBullettinodell'Istituto Storico Italiano il Gaudenzi ha pubblicato dei versi di Amato contenenti una vita di San Pietro nella quale egli crede vedere delle allusioni al contrasto tra il Papato e l'Impero.
100.«Capuanae civitatis prudentissimum ac nobilem clericum et Richardi principis notarium.» Così Leone stesso nella sua cronaca, III, 24.
100.«Capuanae civitatis prudentissimum ac nobilem clericum et Richardi principis notarium.» Così Leone stesso nella sua cronaca, III, 24.
101.Leonis MarsicanietPetri DiaconiChronicon Monasterii CasinensisediditW. WattenbachinMon. Germ. Hist., §VIIe cf. anche il Wattenbach,Op. cit., II, 234.
101.Leonis MarsicanietPetri DiaconiChronicon Monasterii CasinensisediditW. WattenbachinMon. Germ. Hist., §VIIe cf. anche il Wattenbach,Op. cit., II, 234.
102.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino, Napoli, 1874. Veggasi anche ciò che l'illustre monaco scrisse del tempo di Desiderio nella sua storia di quella Badia; e ilCaravitanel libro intitolato:I codici e le arti a Montecassino. E per citare altri giudizî, il Baronio chiamò il cronista Leone «scriptor sui temporis integerrimus,» il Muratori «magnae gravitatis et auctoritatis» e il Wattenbach che ne curò l'edizione peiMonumenta Germaniaegli dà gran fede.
102.L. Tosti,La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino, Napoli, 1874. Veggasi anche ciò che l'illustre monaco scrisse del tempo di Desiderio nella sua storia di quella Badia; e ilCaravitanel libro intitolato:I codici e le arti a Montecassino. E per citare altri giudizî, il Baronio chiamò il cronista Leone «scriptor sui temporis integerrimus,» il Muratori «magnae gravitatis et auctoritatis» e il Wattenbach che ne curò l'edizione peiMonumenta Germaniaegli dà gran fede.
103.Mendacissimum Petrum Diaconum Casinensem, lo chiama ilBaronio, all'anno 1131, e vedasi anche quello che ne dice ilTostinella suaStoria della Badia di Montecassino, II, 67.
103.Mendacissimum Petrum Diaconum Casinensem, lo chiama ilBaronio, all'anno 1131, e vedasi anche quello che ne dice ilTostinella suaStoria della Badia di Montecassino, II, 67.
104.Così scrivevo nella prima edizione di questo libro e mi è caro vedere il mio desiderio in via d'attuarsi. Col titolo diTabularium Casinensei monaci di Montecassino vengono ora pubblicando in una serie di codici diplomatici le carte più importanti del loro archivio. Finora ha veduto la luce ilCodex Diplomaticus Caietanus, raccolta pregevole di carte e diplomi che vanno dalla fine del secolo ottavo alla fine del decimoterzo.
104.Così scrivevo nella prima edizione di questo libro e mi è caro vedere il mio desiderio in via d'attuarsi. Col titolo diTabularium Casinensei monaci di Montecassino vengono ora pubblicando in una serie di codici diplomatici le carte più importanti del loro archivio. Finora ha veduto la luce ilCodex Diplomaticus Caietanus, raccolta pregevole di carte e diplomi che vanno dalla fine del secolo ottavo alla fine del decimoterzo.
105.Un altro Regesto detto di San Placido, di minore importanza ma anch'esso pregevole, si conserva attualmente a Montecassino ed è opera di Pietro Diacono. Ivi si conservano anche due altri regesti pregevolissimi della stessa età e di monasteri connessi a Montecassino, quello di Sant'Angeloin formis, monastero del territorio di Capua, e l'altro del monastero di San Matteo, di cui avanzano le rovine in una montagna vicinissima alla madre Badia.
105.Un altro Regesto detto di San Placido, di minore importanza ma anch'esso pregevole, si conserva attualmente a Montecassino ed è opera di Pietro Diacono. Ivi si conservano anche due altri regesti pregevolissimi della stessa età e di monasteri connessi a Montecassino, quello di Sant'Angeloin formis, monastero del territorio di Capua, e l'altro del monastero di San Matteo, di cui avanzano le rovine in una montagna vicinissima alla madre Badia.
106.Annales BarenseseAnnalesLupi ProtospatariiinMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. V;Anonymus BarensisinMuratori,Rer. Italic., Script., vol. V;Annales BeneventanieChronicon Ducum BeneventiinMon. Germ. Hist., Script., vol. III;Falconis BeneventaniChroniconinMuratori, Op. cit., vol. V e pressoDal Re,Cronisti e Scrittori Sincroni Napoletani, vol. I;Annales CavensesinMon. Germ. Hist., Script., vol. III, e più recentemente una edizione importante nelCodex Diplomaticus Cavensis, vol. V;Chronicon Nortmannicum BreveinMuratori,Op. cit., vol. V;Guillermi Apuliensis,Gesta Roberti WiscardiinMon. Germ. Hist., Script., vol. IX;Gaufredi Malaterra,Historia SiculainMuratori,Op. cit., vol. V; cfr. ancheHirsch,De Italiae inferioris annalibus saec. X et XI. Berlino, 1864.
106.Annales BarenseseAnnalesLupi ProtospatariiinMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. V;Anonymus BarensisinMuratori,Rer. Italic., Script., vol. V;Annales BeneventanieChronicon Ducum BeneventiinMon. Germ. Hist., Script., vol. III;Falconis BeneventaniChroniconinMuratori, Op. cit., vol. V e pressoDal Re,Cronisti e Scrittori Sincroni Napoletani, vol. I;Annales CavensesinMon. Germ. Hist., Script., vol. III, e più recentemente una edizione importante nelCodex Diplomaticus Cavensis, vol. V;Chronicon Nortmannicum BreveinMuratori,Op. cit., vol. V;Guillermi Apuliensis,Gesta Roberti WiscardiinMon. Germ. Hist., Script., vol. IX;Gaufredi Malaterra,Historia SiculainMuratori,Op. cit., vol. V; cfr. ancheHirsch,De Italiae inferioris annalibus saec. X et XI. Berlino, 1864.
107.Edizioni complete delChronicon Novalicensefurono pubblicate dalMuratori,Rer. Ital., Script., vol. II, 2, dalTerraneo, e dalCombetti, ed una migliore dalBethmanninMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. VII. Ora ne porge un'altra e più perfetta edizione il conteCarlo Cipollanel secondo volume della importante pubblicazione intitolata:Monumenta Novaliciensiadata in luce dall'Istituto Storico Italiano nelleFonti per la Storia d'Italia. Oltre la molta cura con la quale ha pubblicato il testo, il Cipolla lo ha arricchito di note ed osservazioni molto pregevoli, rilevando anche la importanza storica delChronicon, ch'egli per molti rispetti crede degno di stare al paragone colRegestum Farfensedi Gregorio di Catino e colChronicon Vulturnense.
107.Edizioni complete delChronicon Novalicensefurono pubblicate dalMuratori,Rer. Ital., Script., vol. II, 2, dalTerraneo, e dalCombetti, ed una migliore dalBethmanninMonumenta Germaniae Historica, Script., vol. VII. Ora ne porge un'altra e più perfetta edizione il conteCarlo Cipollanel secondo volume della importante pubblicazione intitolata:Monumenta Novaliciensiadata in luce dall'Istituto Storico Italiano nelleFonti per la Storia d'Italia. Oltre la molta cura con la quale ha pubblicato il testo, il Cipolla lo ha arricchito di note ed osservazioni molto pregevoli, rilevando anche la importanza storica delChronicon, ch'egli per molti rispetti crede degno di stare al paragone colRegestum Farfensedi Gregorio di Catino e colChronicon Vulturnense.
108.La importanza di queste parole era stata già rilevata molto opportunamente dal Watterich nella prefazione alla sua raccolta sulle vite dei pontefici, lavoro di cui mi sono molto giovato nello scrivere questo capitolo.Pontificum Romanorum Vitae.... ab aequalibus conscriptae, ediditJ. M. Watterich, Lipsiae, 1862. Per questa seconda edizione mi giovo anche molto della introduzione, densa di notizie e di osservazioni originali, premessa dall'abate Duchesne al secondo volume del suoLiber Pontificalis.
108.La importanza di queste parole era stata già rilevata molto opportunamente dal Watterich nella prefazione alla sua raccolta sulle vite dei pontefici, lavoro di cui mi sono molto giovato nello scrivere questo capitolo.Pontificum Romanorum Vitae.... ab aequalibus conscriptae, ediditJ. M. Watterich, Lipsiae, 1862. Per questa seconda edizione mi giovo anche molto della introduzione, densa di notizie e di osservazioni originali, premessa dall'abate Duchesne al secondo volume del suoLiber Pontificalis.
109.È da notare che molti annalisti tedeschi del secolo undecimo e del principio del dodicesimo hanno importanza per la storia del Papato, tanto strettamente congiunta in quel tempo colla storia di Germania. Non essendo del mio ufficio il prenderli specialmente in esame, io mi limito qui a menzionar di passaggio tra i più cospicui gli annalisti Bertoldo, Bernoldo di Costanza e Lamberto di Hersfeld, scrittori che meritano tutta l'attenzione di chi studia la storia d'Italia.
109.È da notare che molti annalisti tedeschi del secolo undecimo e del principio del dodicesimo hanno importanza per la storia del Papato, tanto strettamente congiunta in quel tempo colla storia di Germania. Non essendo del mio ufficio il prenderli specialmente in esame, io mi limito qui a menzionar di passaggio tra i più cospicui gli annalisti Bertoldo, Bernoldo di Costanza e Lamberto di Hersfeld, scrittori che meritano tutta l'attenzione di chi studia la storia d'Italia.
110.Villemain,Histoire de Grégoire VII. Paris, Didier, 1872.
110.Villemain,Histoire de Grégoire VII. Paris, Didier, 1872.
111.Ap.Watterich,Vitae Pontificum, I, pag. 501 e segg. Paolo di Bernried ci ha anche lasciata una relazione della vita e miracoli della Beata Herluca, una santa visionaria morta nel 1142, alla quale egli era legato di stretta amicizia.
111.Ap.Watterich,Vitae Pontificum, I, pag. 501 e segg. Paolo di Bernried ci ha anche lasciata una relazione della vita e miracoli della Beata Herluca, una santa visionaria morta nel 1142, alla quale egli era legato di stretta amicizia.
112.NeiMonumenta Germaniae Historica, SS. vol. V, e ripubblicati dalWatterich, Op. cit. e dalDuchesne,Liber Pontificalis, II, pag. 329 e segg.
112.NeiMonumenta Germaniae Historica, SS. vol. V, e ripubblicati dalWatterich, Op. cit. e dalDuchesne,Liber Pontificalis, II, pag. 329 e segg.
113.«Haec sicuti passi sumus, et oculis nostris vidimus et auribus nostris audivimus, mera veritate perscripsimus.»
113.«Haec sicuti passi sumus, et oculis nostris vidimus et auribus nostris audivimus, mera veritate perscripsimus.»
114.Una parte di questa continuazione era stata attribuita, dietro la scorta del Giesebrecht e del Watterich, al cardinale Pietro da Pisa che fu uomo di gran valore ai suoi tempi e l'anima dello scisma contro Innocenzo. L'abbate Duchesne ha dimostrato che tutto questo gruppo di vite pontificie fino ad Onorio II deve attribuirsi al solo Pandolfo. Queste vite ci sono state conservate in una redazione delLiber Pontificaliscompilata da unPetrus Guillermusbibliotecario di un prioratoS. Egidii de Aceioin diocesi di Reims. Cf.Duchesne,Liber Pontificalis, II,XXIVe segg. e 199 e segg.
114.Una parte di questa continuazione era stata attribuita, dietro la scorta del Giesebrecht e del Watterich, al cardinale Pietro da Pisa che fu uomo di gran valore ai suoi tempi e l'anima dello scisma contro Innocenzo. L'abbate Duchesne ha dimostrato che tutto questo gruppo di vite pontificie fino ad Onorio II deve attribuirsi al solo Pandolfo. Queste vite ci sono state conservate in una redazione delLiber Pontificaliscompilata da unPetrus Guillermusbibliotecario di un prioratoS. Egidii de Aceioin diocesi di Reims. Cf.Duchesne,Liber Pontificalis, II,XXIVe segg. e 199 e segg.
115.Ai tempi di Pasquale II ebbe anche il comando di alcune milizie pontificie, e in genere si ferma sempre con molta compiacenza sulle frequenti fazioni combattute in quei tempi agitati delle quali fu spesso testimonio, e che descrisse con molta vivacità. Cf.Duchesne,Loc. cit.
115.Ai tempi di Pasquale II ebbe anche il comando di alcune milizie pontificie, e in genere si ferma sempre con molta compiacenza sulle frequenti fazioni combattute in quei tempi agitati delle quali fu spesso testimonio, e che descrisse con molta vivacità. Cf.Duchesne,Loc. cit.
116.Secondo il Guglielmotti la lezione di questo passo è errata nel manoscritto che ce lo ha tramandato, e Gelasio non fu portato ad Ardea (ad castrum Sancti Pauli de Ardea) ma alla men lontana Isola Sacra sul Tevere.Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, I, 262, Firenze, 1871.
116.Secondo il Guglielmotti la lezione di questo passo è errata nel manoscritto che ce lo ha tramandato, e Gelasio non fu portato ad Ardea (ad castrum Sancti Pauli de Ardea) ma alla men lontana Isola Sacra sul Tevere.Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, I, 262, Firenze, 1871.
117.Il lavoro di Bosone, ripubblicato dal Watterich nelleVitae Pontificum, e più di recente dal Duchesne, nelLiber Pontificalis, ci fu conservato da Cencio Camerario (più tardi papa col nome di Onorio III) il quale nel 1192 lo inserì nel suoLiber censuum Romanae Ecclesiae, compilazione indigesta ma di gran valore storico, ricavata dagli archivî per servire come registro di tutti i redditi della Chiesa. Circa le relazioni tra Bosone e Cencio Camerario cf.E. Stevenson,La Collectio Canonum di Deusdedit, inArchivio della R. Società romana di storia patria, VIII, 371, ePaul Fabre,Les vies des Papes dans les mss. du Liber Censuum in Mélanges de l'École de Rome, VI, 147.
117.Il lavoro di Bosone, ripubblicato dal Watterich nelleVitae Pontificum, e più di recente dal Duchesne, nelLiber Pontificalis, ci fu conservato da Cencio Camerario (più tardi papa col nome di Onorio III) il quale nel 1192 lo inserì nel suoLiber censuum Romanae Ecclesiae, compilazione indigesta ma di gran valore storico, ricavata dagli archivî per servire come registro di tutti i redditi della Chiesa. Circa le relazioni tra Bosone e Cencio Camerario cf.E. Stevenson,La Collectio Canonum di Deusdedit, inArchivio della R. Società romana di storia patria, VIII, 371, ePaul Fabre,Les vies des Papes dans les mss. du Liber Censuum in Mélanges de l'École de Rome, VI, 147.
118.La pubblicò pel primo ilGiorginell'Archivio della R. Società romana di storia patria, vol. II, ed è stata ristampata a cura di L. Heinemann nella raccolta deiLibellidi cui si fa menzione più oltre.
118.La pubblicò pel primo ilGiorginell'Archivio della R. Società romana di storia patria, vol. II, ed è stata ristampata a cura di L. Heinemann nella raccolta deiLibellidi cui si fa menzione più oltre.
119.Benzonis Albensis,Ad Heinricum IV, libri VII, inMon. Germ. Hist., SS. vol. XI, e cf.Lehmgrübner,Benzo von Alba ein Verfechter der kaiserlichen Staatsidee. Berlin, Gaertner, 1887.
119.Benzonis Albensis,Ad Heinricum IV, libri VII, inMon. Germ. Hist., SS. vol. XI, e cf.Lehmgrübner,Benzo von Alba ein Verfechter der kaiserlichen Staatsidee. Berlin, Gaertner, 1887.
120.Tranne quello di Benzone d'Alba, tutti questi scritti polemici ed altri di cui non tengo discorso, sono stati ripubblicati di recente peiMonumenta Germaniae Historica, nella raccolta in tre volumi intitolataLibelli de lite Imperatorum et Pontificum saeculis XI et XII conscripti. Hannoverae, 1891-97. Le prefazioni premesse a ciascuno scritto dagli editori sono spesso molto notevoli e riassumono gli studi che sono stati fatti intorno ai diversi scrittori. Due altri scritti notevoli, ripubblicati anch'essi nella stessa raccolta, sono quello del cardinaleUmberto,Contra Simoniacos, e quello del cardinaleDeusdedit,Libellus contra invasores et simoniacos et reliquos schismaticos. Il cardinale Deusdedit è anche autore di una specie di regesto in cui oltre una collezione di canoni sono raccolti diplomi imperiali e carte di grande antichità che si riferiscono alla Chiesa Romana. Fu pubblicato da monsignor Martinucci a Venezia nel 1869. Un lavoro molto pregevole sui polemisti del periodo Gregoriano è quello diC. Mirbt,Die Publizistik im Zeitalter Gregors VII. Leipzig, 1894.
120.Tranne quello di Benzone d'Alba, tutti questi scritti polemici ed altri di cui non tengo discorso, sono stati ripubblicati di recente peiMonumenta Germaniae Historica, nella raccolta in tre volumi intitolataLibelli de lite Imperatorum et Pontificum saeculis XI et XII conscripti. Hannoverae, 1891-97. Le prefazioni premesse a ciascuno scritto dagli editori sono spesso molto notevoli e riassumono gli studi che sono stati fatti intorno ai diversi scrittori. Due altri scritti notevoli, ripubblicati anch'essi nella stessa raccolta, sono quello del cardinaleUmberto,Contra Simoniacos, e quello del cardinaleDeusdedit,Libellus contra invasores et simoniacos et reliquos schismaticos. Il cardinale Deusdedit è anche autore di una specie di regesto in cui oltre una collezione di canoni sono raccolti diplomi imperiali e carte di grande antichità che si riferiscono alla Chiesa Romana. Fu pubblicato da monsignor Martinucci a Venezia nel 1869. Un lavoro molto pregevole sui polemisti del periodo Gregoriano è quello diC. Mirbt,Die Publizistik im Zeitalter Gregors VII. Leipzig, 1894.
121.S. Petri Damiani,Opera, ed. Const. Caetani, 1783, in-4. È una raccolta in quattro volumi delle opere uscite dalla feconda penna di questo scrittore che in prosa o in verso trattò d'ogni materia nella sua corrispondenza, in vite di santi e in trattati di politica e di religione. Oltre le lettere sono notevoli e insieme assai strani i due scritti intitolati:Apologia e Liber Gomorrhianus. Altri due suoi scritti, ilLiber Gratissimuse laDisceptatio Synodalis, sono stati ripubblicati tra iLibelli de lite Imperatorum et Pontificum.
121.S. Petri Damiani,Opera, ed. Const. Caetani, 1783, in-4. È una raccolta in quattro volumi delle opere uscite dalla feconda penna di questo scrittore che in prosa o in verso trattò d'ogni materia nella sua corrispondenza, in vite di santi e in trattati di politica e di religione. Oltre le lettere sono notevoli e insieme assai strani i due scritti intitolati:Apologia e Liber Gomorrhianus. Altri due suoi scritti, ilLiber Gratissimuse laDisceptatio Synodalis, sono stati ripubblicati tra iLibelli de lite Imperatorum et Pontificum.
122.Forma dispregiativa perBonizo. L'uso di alterare il nome degli avversarî per torcerlo a significato spregevole, frequente in questi scrittori polemici, è frequentissimo in Benzone. Così, oltre i nomi citati in questo passo, quello di Anselmo vescovo di Lucca, l'amico della contessa Matilde, divieneAsinelmus, quel d'Alessandro IIAsinandrum, e si potrebbero moltiplicar questi esempî di scurrile violenza, da cui anche gli scrittori di parte avversa non si astenevano.
122.Forma dispregiativa perBonizo. L'uso di alterare il nome degli avversarî per torcerlo a significato spregevole, frequente in questi scrittori polemici, è frequentissimo in Benzone. Così, oltre i nomi citati in questo passo, quello di Anselmo vescovo di Lucca, l'amico della contessa Matilde, divieneAsinelmus, quel d'Alessandro IIAsinandrum, e si potrebbero moltiplicar questi esempî di scurrile violenza, da cui anche gli scrittori di parte avversa non si astenevano.
123.«Runcie deformis factus sine lumine dormis! Laudetur Deus quia vix potuit manus tuas evadere, qui iniuriis linguae ausus est te invadere. Auditum est in quattuor mundi plagis qualiter es ultus, formidanda potestas, super Runtio Cremonensi atque quibusdam aliis. Sed de Bonizello, Armanello, Morticiello, tribus daemonibus, quod non idem contigit improbat omnis populus.»
123.«Runcie deformis factus sine lumine dormis! Laudetur Deus quia vix potuit manus tuas evadere, qui iniuriis linguae ausus est te invadere. Auditum est in quattuor mundi plagis qualiter es ultus, formidanda potestas, super Runtio Cremonensi atque quibusdam aliis. Sed de Bonizello, Armanello, Morticiello, tribus daemonibus, quod non idem contigit improbat omnis populus.»
124.Il Lehmbgrübner pone la data della sua morte al 14 luglio 1090.
124.Il Lehmbgrübner pone la data della sua morte al 14 luglio 1090.
125.«Queris a me, unicum a tribulatione que circumdedit me presidium: Quid est quod hac tempestate mater ecclesia in terris posita gemens clamat ad Deum nec exauditur ad votum, premitur nec liberatur, filiique obedientie et pacis iacent prostrati, filii autem Belial exultant cum rege suo praesertim cum qui dispensat omnia, ipse sit qui iudicat aequitatem? Est et aliud, unde de veteribus sanctorum patrum exemplis a me petis auctoritatem: si licuit vel licet christiano pro dogmate armis decertare? Quibus tuae mentis fluctuationibus, si aurem sani cordis adhibueris, facile respondebitur, tum quia in promptu nobis est, tum quia hoc tempore mihi scribere hoc visum est pernecessarium. Igitur de Dei misericordia confisi, qui linguas infantum disertas facit, adoriamur sermonem.»Bonithonis Sutriensis,Liber ad Amicum, I, ap.Watterich,Op. cit., e neiLibelli de lite, vol. I ed.Dümmler. Oltre il Watterich e il Dümmler pubblicò una edizione di questo libro anche loJafféneiMonumenta Gregoriana.
125.«Queris a me, unicum a tribulatione que circumdedit me presidium: Quid est quod hac tempestate mater ecclesia in terris posita gemens clamat ad Deum nec exauditur ad votum, premitur nec liberatur, filiique obedientie et pacis iacent prostrati, filii autem Belial exultant cum rege suo praesertim cum qui dispensat omnia, ipse sit qui iudicat aequitatem? Est et aliud, unde de veteribus sanctorum patrum exemplis a me petis auctoritatem: si licuit vel licet christiano pro dogmate armis decertare? Quibus tuae mentis fluctuationibus, si aurem sani cordis adhibueris, facile respondebitur, tum quia in promptu nobis est, tum quia hoc tempore mihi scribere hoc visum est pernecessarium. Igitur de Dei misericordia confisi, qui linguas infantum disertas facit, adoriamur sermonem.»Bonithonis Sutriensis,Liber ad Amicum, I, ap.Watterich,Op. cit., e neiLibelli de lite, vol. I ed.Dümmler. Oltre il Watterich e il Dümmler pubblicò una edizione di questo libro anche loJafféneiMonumenta Gregoriana.
126.È quello medesimo che fece violenza al Papa in Santa Maria Maggiore.
126.È quello medesimo che fece violenza al Papa in Santa Maria Maggiore.
127.Vita Anselmi episcopi Lucensis, auctoreBardone, inMonun. Germ. Hist. SS., XII. Lo stesso Anselmo era autore di parecchi lavori, alcuni dei quali polemici, ma la maggior parte di essi è perduta.
127.Vita Anselmi episcopi Lucensis, auctoreBardone, inMonun. Germ. Hist. SS., XII. Lo stesso Anselmo era autore di parecchi lavori, alcuni dei quali polemici, ma la maggior parte di essi è perduta.
128.Domnizo,Vita Mathildis, ed. Bethmann,Mon. Germ. Hist. Script., XII.
128.Domnizo,Vita Mathildis, ed. Bethmann,Mon. Germ. Hist. Script., XII.
129.A. Ferretti, autore di un saggio piuttosto diligente intitolato:Canossa. Reggio Emilia, 1876.
129.A. Ferretti, autore di un saggio piuttosto diligente intitolato:Canossa. Reggio Emilia, 1876.
130.I versi seguenti che descrivono rincontro di Enrico IV con Gregorio VII, serviranno a dare un'idea del verseggiare di Bonizone il quale si trovava anch'egli in quel momento nel castello di Canossa.Ante dies septem quam finem Janus haberet,Ante suam faciem concessit Papa venireRegem cum plantis nudis a frigore captisIn cruce se iactans, Papae saepissime clamans:Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!
130.I versi seguenti che descrivono rincontro di Enrico IV con Gregorio VII, serviranno a dare un'idea del verseggiare di Bonizone il quale si trovava anch'egli in quel momento nel castello di Canossa.
Ante dies septem quam finem Janus haberet,Ante suam faciem concessit Papa venireRegem cum plantis nudis a frigore captisIn cruce se iactans, Papae saepissime clamans:Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!
Ante dies septem quam finem Janus haberet,Ante suam faciem concessit Papa venireRegem cum plantis nudis a frigore captisIn cruce se iactans, Papae saepissime clamans:Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!
Ante dies septem quam finem Janus haberet,
Ante suam faciem concessit Papa venire
Regem cum plantis nudis a frigore captis
In cruce se iactans, Papae saepissime clamans:
Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!
131.Monumenta Gregoriana,ediditPh. Jaffé, Berolini, 1865. Alcune altre lettere sono state scoperte dipoi. Intorno a questo regesto, ilGiesebrechtpubblicò una importante dissertazione col titoloDe Gregorii VII registro emendando, Regiomonti, 1858. Secondo l'opinione del Pflugk-Harttung e di altri, il cardinale Deusdedit avrebbe adoperato per la suaCollectio Canonumun altro registro gregoriano, anteriore a quello pubblicato dallo Jaffé e più completo. Contraddice a questa opinione il Loewenfeld. Io qui mi limito a far cenno soltanto delle lettere di Gregorio, ma hanno pur grande valore quelle che ancora si trovano degli altri pontefici che gli furono vicini di tempo.
131.Monumenta Gregoriana,ediditPh. Jaffé, Berolini, 1865. Alcune altre lettere sono state scoperte dipoi. Intorno a questo regesto, ilGiesebrechtpubblicò una importante dissertazione col titoloDe Gregorii VII registro emendando, Regiomonti, 1858. Secondo l'opinione del Pflugk-Harttung e di altri, il cardinale Deusdedit avrebbe adoperato per la suaCollectio Canonumun altro registro gregoriano, anteriore a quello pubblicato dallo Jaffé e più completo. Contraddice a questa opinione il Loewenfeld. Io qui mi limito a far cenno soltanto delle lettere di Gregorio, ma hanno pur grande valore quelle che ancora si trovano degli altri pontefici che gli furono vicini di tempo.
132.Per questi scrittori del Mezzogiorno, oltre lo studio che sono venuto facendo sui testi, mi giovo grandemente dell'eccellente lavoro pubblicato dalCapassocol titolo:Le fonti della storia delle provincie napoletane, nell'Archivio storico delle provincie napoletane, an. 1876. Mi hanno pure molto giovato alcune pubblicazioni inserite nell'Archivio storico siciliano, e varie opere dei due storici siciliani, ilLa Lumiae l'Amari. Anzi al caro e venerato autore delVespro Sicilianoe dellaStoria dei Musulmani in Sicilia, debbo anche speciale gratitudine per alcune indicazioni verbali che mi riuscirono utilissime.
132.Per questi scrittori del Mezzogiorno, oltre lo studio che sono venuto facendo sui testi, mi giovo grandemente dell'eccellente lavoro pubblicato dalCapassocol titolo:Le fonti della storia delle provincie napoletane, nell'Archivio storico delle provincie napoletane, an. 1876. Mi hanno pure molto giovato alcune pubblicazioni inserite nell'Archivio storico siciliano, e varie opere dei due storici siciliani, ilLa Lumiae l'Amari. Anzi al caro e venerato autore delVespro Sicilianoe dellaStoria dei Musulmani in Sicilia, debbo anche speciale gratitudine per alcune indicazioni verbali che mi riuscirono utilissime.
133.Il nome di questo cronista era ignoto. Il prof. Gaudenzi lo ha trovato in un manoscritto della biblioteca nazionale di Napoli in cui questi Annali portano il titoloLandulphi abbatis S. Mariae de flumine apud Ceccanum Chronica. Il Gaudenzi dà questa notizia nella prefazione alla cronaca di S. Maria di Ferraria, ma non dà alcuna indicazione circa l'autorità e l'età del manoscritto.
133.Il nome di questo cronista era ignoto. Il prof. Gaudenzi lo ha trovato in un manoscritto della biblioteca nazionale di Napoli in cui questi Annali portano il titoloLandulphi abbatis S. Mariae de flumine apud Ceccanum Chronica. Il Gaudenzi dà questa notizia nella prefazione alla cronaca di S. Maria di Ferraria, ma non dà alcuna indicazione circa l'autorità e l'età del manoscritto.
134.Il Siragusa, ultimo editore del Falcando, pur mentre ne loda i pregi letterari e la mirabile eloquenza, trova soverchio questo appellativo.
134.Il Siragusa, ultimo editore del Falcando, pur mentre ne loda i pregi letterari e la mirabile eloquenza, trova soverchio questo appellativo.
135.«Falcandus has been styled the Tacitus of Sicily, and after a just but immense abatement, from the first to the twelfth century, from a senator to a monk, I would not strip him of his title; his narrative is rapid and perspicuous, his style bold and elegant, his observation keen: he had studied mankind and feels like a man.»Gibbon,Decline and Fall of the Roman Empire, cap.LVI.
135.«Falcandus has been styled the Tacitus of Sicily, and after a just but immense abatement, from the first to the twelfth century, from a senator to a monk, I would not strip him of his title; his narrative is rapid and perspicuous, his style bold and elegant, his observation keen: he had studied mankind and feels like a man.»Gibbon,Decline and Fall of the Roman Empire, cap.LVI.
136.La Historia o Liber de Regno Sicilie e la Epistola ad Petrum Panormitane Ecclesie Thesaurarium diUgo Falcandoa curadiG. B. Siragusatra leFontipubblicate dall'Istituto Storico Italiano. Nella prefazione allaHistoria, il Siragusa riassume con molta diligenza e discute le varie opinioni e i molti studî compiuti intorno al Falcando massime dall'Hartwig, dall'Hillger e dallo Schröter. Anche un altro libro del Siragusa,Il regno di Guglielmo I in Sicilia, è da consultare per ciò che riguarda Ugo Falcando e Romualdo Salernitano.
136.La Historia o Liber de Regno Sicilie e la Epistola ad Petrum Panormitane Ecclesie Thesaurarium diUgo Falcandoa curadiG. B. Siragusatra leFontipubblicate dall'Istituto Storico Italiano. Nella prefazione allaHistoria, il Siragusa riassume con molta diligenza e discute le varie opinioni e i molti studî compiuti intorno al Falcando massime dall'Hartwig, dall'Hillger e dallo Schröter. Anche un altro libro del Siragusa,Il regno di Guglielmo I in Sicilia, è da consultare per ciò che riguarda Ugo Falcando e Romualdo Salernitano.
137.«Madet terra pulchro cruore diffuso, tabetque iuvenili sanguine cruentata, iacent veluti flos purpureus improvida falce succisus.»Sabae Malaspinae,Rerum Sicularum Historia, IV, 16.
137.«Madet terra pulchro cruore diffuso, tabetque iuvenili sanguine cruentata, iacent veluti flos purpureus improvida falce succisus.»Sabae Malaspinae,Rerum Sicularum Historia, IV, 16.
138.Giunto a questa età non è più possibile per me trattare neppur brevemente d'altre fonti storiche oltre i cronisti. Mi limito quindi a rammentar qui in nota le lettere di Pier della Vigna il Gran Cancelliere di Federico II. Il suo epistolario è uno dei più pregevoli monumenti letterarî di quel tempo, e ha valore storico inestimabile. Anche si conoscono altri epistolari contemporanei a quello, scritti da uomini che presero parte alla vita pubblica, ma i più sono inediti e meriterebbero d'essere pubblicati in tutto o in parte. È pure assai desiderabile una edizione completa e definitiva dell'epistolario di Pier della Vigna intorno al quale sono da consultare il saggio del napolitano De Blasiis, e l'altro dell'Huillard Bréholles,Pierre de la Vigne, sa vie et sa correspondance. Voglionsi menzionar di passaggio anche la grande raccolta fatta dall'Huillard Bréhollesin dieci volumi col titoloHistoria Diplomatica Friderici II, quella diBartolomeo Capasso,Historia Diplomatica Regni utrimque Siciliae ab an. 1250 ad an. 1266, e quella delWinkelmann,Acta Imperii inedita seculi XIII.
138.Giunto a questa età non è più possibile per me trattare neppur brevemente d'altre fonti storiche oltre i cronisti. Mi limito quindi a rammentar qui in nota le lettere di Pier della Vigna il Gran Cancelliere di Federico II. Il suo epistolario è uno dei più pregevoli monumenti letterarî di quel tempo, e ha valore storico inestimabile. Anche si conoscono altri epistolari contemporanei a quello, scritti da uomini che presero parte alla vita pubblica, ma i più sono inediti e meriterebbero d'essere pubblicati in tutto o in parte. È pure assai desiderabile una edizione completa e definitiva dell'epistolario di Pier della Vigna intorno al quale sono da consultare il saggio del napolitano De Blasiis, e l'altro dell'Huillard Bréholles,Pierre de la Vigne, sa vie et sa correspondance. Voglionsi menzionar di passaggio anche la grande raccolta fatta dall'Huillard Bréhollesin dieci volumi col titoloHistoria Diplomatica Friderici II, quella diBartolomeo Capasso,Historia Diplomatica Regni utrimque Siciliae ab an. 1250 ad an. 1266, e quella delWinkelmann,Acta Imperii inedita seculi XIII.
139.Annales CasinensesinMon. Germ. Hist.SS. vol. XIX. —Chronicon Casauriense, inMuratori,Rer. Italic. Script., II, 2. —Alexandri abbatis Telesini lib. IV de rebus gestis Rogerii Siciliae regis 1127-1135inMuratori,Op. cit., V, e pressoDal Re,Cronisti Sincroni Napolitani, Napoli, 1845. —Chronicon S. Bartholomaei de Carpineto, inUghelli,Italia Sacra, vol. VII. —Romualdi Salernitani,Annales, Ibid. —Hugonis Falcandi,Hist. de rebus gestis in Siciliae regno, inMuratori,Op. cit., VII, e nella edizione già citata delSiragusa. —Petri de Ebulo,Carmen de bello inter Heinricum VI et Tancredum, ap.Dal Re,Cronisti sincroni napoletanie ed. Winkelmann, 1874. —Ricardi De Sancto Germano,Chronica, Mon. Germ. Hist., SS. XIX. —Nicolai de Jamsilla,De rebus gestis Friderici II,Muratori,Op. cit., VIII eDal Re,Op. cit.—Sabae Malaspinae,Res Siculae, Ibid., e meglio ap.Dal Re,Op. cit.—Nicolai Specialis,Hist. Sicula,Muratori,Op. cit., X. —Bartholomaei de Neocastro,Hist. Sicula, Ibid., XIII. Un'altra e più antica redazione della cronaca di Riccardo di San Germano è stata pubblicata neiMonumenti Storicidella Società napoletana di Storia patria dal prof. Gaudenzi, insieme ad una cronaca inedita di S. Maria di Ferraria che non è priva d'interesse.Ignoti Monachi Cisterciensis S. Mariae de Ferraria Chronica, etRyccardi de Sancto Germano,Chronica prioraed.A. Gaudenzi, Neapoli, 1888. — Degli scritti riconosciuti apocrifi come iDiurnalidiMatteo Spinelli, e tra le croniche romane quella delMonaldeschi, non tengo parola, nè tengo parola delRebellamentu de Sichilia, una specie di romanzo storico, come lo chiama l'Amari, dettato in Siciliano e che mi par dimostrato non essere contemporaneo del Vespro.
139.Annales CasinensesinMon. Germ. Hist.SS. vol. XIX. —Chronicon Casauriense, inMuratori,Rer. Italic. Script., II, 2. —Alexandri abbatis Telesini lib. IV de rebus gestis Rogerii Siciliae regis 1127-1135inMuratori,Op. cit., V, e pressoDal Re,Cronisti Sincroni Napolitani, Napoli, 1845. —Chronicon S. Bartholomaei de Carpineto, inUghelli,Italia Sacra, vol. VII. —Romualdi Salernitani,Annales, Ibid. —Hugonis Falcandi,Hist. de rebus gestis in Siciliae regno, inMuratori,Op. cit., VII, e nella edizione già citata delSiragusa. —Petri de Ebulo,Carmen de bello inter Heinricum VI et Tancredum, ap.Dal Re,Cronisti sincroni napoletanie ed. Winkelmann, 1874. —Ricardi De Sancto Germano,Chronica, Mon. Germ. Hist., SS. XIX. —Nicolai de Jamsilla,De rebus gestis Friderici II,Muratori,Op. cit., VIII eDal Re,Op. cit.—Sabae Malaspinae,Res Siculae, Ibid., e meglio ap.Dal Re,Op. cit.—Nicolai Specialis,Hist. Sicula,Muratori,Op. cit., X. —Bartholomaei de Neocastro,Hist. Sicula, Ibid., XIII. Un'altra e più antica redazione della cronaca di Riccardo di San Germano è stata pubblicata neiMonumenti Storicidella Società napoletana di Storia patria dal prof. Gaudenzi, insieme ad una cronaca inedita di S. Maria di Ferraria che non è priva d'interesse.Ignoti Monachi Cisterciensis S. Mariae de Ferraria Chronica, etRyccardi de Sancto Germano,Chronica prioraed.A. Gaudenzi, Neapoli, 1888. — Degli scritti riconosciuti apocrifi come iDiurnalidiMatteo Spinelli, e tra le croniche romane quella delMonaldeschi, non tengo parola, nè tengo parola delRebellamentu de Sichilia, una specie di romanzo storico, come lo chiama l'Amari, dettato in Siciliano e che mi par dimostrato non essere contemporaneo del Vespro.
140.Historia Pontificalised.Arndt, inMon. Germ. Hist., SS. XX.
140.Historia Pontificalised.Arndt, inMon. Germ. Hist., SS. XX.
141.Questo scrittore è stato finora conosciuto sotto il nome di Niccolò da Curbio. Il Pagnotti in uno studio molto pregevole che precede una nuova edizione dellaVita d'Innocenzo IV, dimostrò ch'egli va chiamato Niccolò da Calvi.F. Pagnotti,Niccolò da Calvi e la sua Vita d'Innocenzo IV, con una breve introduzione sulla Istoriografia pontificia nei secoli XII e XIV, inArchivio della R. Società romana di storia patria, vol. XXI.
141.Questo scrittore è stato finora conosciuto sotto il nome di Niccolò da Curbio. Il Pagnotti in uno studio molto pregevole che precede una nuova edizione dellaVita d'Innocenzo IV, dimostrò ch'egli va chiamato Niccolò da Calvi.F. Pagnotti,Niccolò da Calvi e la sua Vita d'Innocenzo IV, con una breve introduzione sulla Istoriografia pontificia nei secoli XII e XIV, inArchivio della R. Società romana di storia patria, vol. XXI.
142.Ptolemaei Lucensis,Historia Ecclesiastica, inMuratori,Rer. Italic. Script., vol. XI. — Tutte le altre vite pontificie Ibid., vol. III.
142.Ptolemaei Lucensis,Historia Ecclesiastica, inMuratori,Rer. Italic. Script., vol. XI. — Tutte le altre vite pontificie Ibid., vol. III.
143.Vita di Cola di Rienzo, Bracciano 1624 e 1631; ap.Muratori,Antiq. Ital., III, e con note diZefirino Re, Forlì 1828, ristampata a Firenze dal Le Monnier. Tutte edizioni imperfette e l'ultima più imperfetta delle altre. È debito ricordar qui che Cola di Rienzo fu benemerito degli studi storici, e iniziò in certo modo l'archeologia romana indagando negli storici antichi e nelle epigrafi, la storia di quei monumenti che gl'infiammavano l'anima. I quali fino ad allora ebbero per quasi unica illustrazione le leggende medioevali contenute nellaMirabilia, curioso e caratteristico libro di cui molto volentieri avrei parlato se non fosse stato il timore d'ecceder troppo i confini di questo lavoro. Oltre alleMirabiliaè notevole un libro di storie romane, che forse fu noto a Cola di Rienzo, e contiene storie o leggende dell'antica Roma. Se ne ha una traduzione in volgare romano che risale verso la metà del secolo decimoterzo. La R. Società romana di storia patria la pubblicherà tra breve col titolo diLyber hystoriarum Romanorum oStorie de Troia et de Romaa cura del professoreErnesto Monaciche già ne discorse ampiamente nel volume XII dell'Archiviodella Società stessa. Importantissima per la storia di Cola di Rienzo è la raccolta delle sue lettere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano a cura diA. Gabrielli, tra leFonti per la Storia d'Italia. Voglionsi anche menzionare alcuni annali relativi a Roma e a paesi prossimi a Roma, pubblicati nel volume XIX (SS.) deiMonumenta Germaniae Historica.
143.Vita di Cola di Rienzo, Bracciano 1624 e 1631; ap.Muratori,Antiq. Ital., III, e con note diZefirino Re, Forlì 1828, ristampata a Firenze dal Le Monnier. Tutte edizioni imperfette e l'ultima più imperfetta delle altre. È debito ricordar qui che Cola di Rienzo fu benemerito degli studi storici, e iniziò in certo modo l'archeologia romana indagando negli storici antichi e nelle epigrafi, la storia di quei monumenti che gl'infiammavano l'anima. I quali fino ad allora ebbero per quasi unica illustrazione le leggende medioevali contenute nellaMirabilia, curioso e caratteristico libro di cui molto volentieri avrei parlato se non fosse stato il timore d'ecceder troppo i confini di questo lavoro. Oltre alleMirabiliaè notevole un libro di storie romane, che forse fu noto a Cola di Rienzo, e contiene storie o leggende dell'antica Roma. Se ne ha una traduzione in volgare romano che risale verso la metà del secolo decimoterzo. La R. Società romana di storia patria la pubblicherà tra breve col titolo diLyber hystoriarum Romanorum oStorie de Troia et de Romaa cura del professoreErnesto Monaciche già ne discorse ampiamente nel volume XII dell'Archiviodella Società stessa. Importantissima per la storia di Cola di Rienzo è la raccolta delle sue lettere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano a cura diA. Gabrielli, tra leFonti per la Storia d'Italia. Voglionsi anche menzionare alcuni annali relativi a Roma e a paesi prossimi a Roma, pubblicati nel volume XIX (SS.) deiMonumenta Germaniae Historica.
144.Adolfo Bartoli,Storia della Letteratura Italiana, vol. I. Firenze, 1878.
144.Adolfo Bartoli,Storia della Letteratura Italiana, vol. I. Firenze, 1878.
145.«Brevis est, grandia tamen in Mediolanensi urbe gesta continet, et rerum perturbationes memoria dignas; graphiceque exprimit, quid in animis hominum eorum temporum potuerit, semperque poterit, dominandi cupido. Neque intra pomoeria unius Mediolani consistit Landulphi narratio: multa etiam habet, quibus Italica eius aevi historia illustretur.»Muratori, in praef. adLandulph. R. I. S., vol. V.È bene notare che questi cronisti attinsero a più antiche fonti di storia milanese, molte delle quali ci rimangono, e saranno raccolte e date in luce dall'Istituto Storico Italiano, col titoloMonumenta Mediolanensia antiquissima. Veggansi intorno a queste fonti gli studi pubblicati dal prof.L. A. Ferrai, nelBullettino dell'Istituto Storico Italiano, e nell'Archivio Storico Lombardo.
145.«Brevis est, grandia tamen in Mediolanensi urbe gesta continet, et rerum perturbationes memoria dignas; graphiceque exprimit, quid in animis hominum eorum temporum potuerit, semperque poterit, dominandi cupido. Neque intra pomoeria unius Mediolani consistit Landulphi narratio: multa etiam habet, quibus Italica eius aevi historia illustretur.»Muratori, in praef. adLandulph. R. I. S., vol. V.
È bene notare che questi cronisti attinsero a più antiche fonti di storia milanese, molte delle quali ci rimangono, e saranno raccolte e date in luce dall'Istituto Storico Italiano, col titoloMonumenta Mediolanensia antiquissima. Veggansi intorno a queste fonti gli studi pubblicati dal prof.L. A. Ferrai, nelBullettino dell'Istituto Storico Italiano, e nell'Archivio Storico Lombardo.
146.Questa cronaca è stata generalmente attribuita finora ad un Sire Raoul, di cui non si sapeva nulla oltre il nome, ma il signor Holder-Egger pubblicando peiMonumenta Germaniae Historicauna nuova edizione di questa cronaca, ha dimostrato in modo certo che il nome dell'autore è ignoto.Gesta Friderici I Imperatoris in Lombardia, auctore cive Mediolanensi, recognovitO. Holder-Egger.Hannoverae, 1892.
146.Questa cronaca è stata generalmente attribuita finora ad un Sire Raoul, di cui non si sapeva nulla oltre il nome, ma il signor Holder-Egger pubblicando peiMonumenta Germaniae Historicauna nuova edizione di questa cronaca, ha dimostrato in modo certo che il nome dell'autore è ignoto.Gesta Friderici I Imperatoris in Lombardia, auctore cive Mediolanensi, recognovitO. Holder-Egger.Hannoverae, 1892.
147.Arnulphi,Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium, inMon. Germ. Hist. SS. VIII. —Landulphi,Historia Mediolanensis. Ibid. —Landulphi Junioris de S. Paulo,Historia Mediolanensis. Ibid. XX, eMuratori,Op. cit., vol. V. —Andreae,Vita S. ArialdiinActa Sanctorum(5 giugno). —Moysis Magistri Bergomensis,De Laudibus Bergomi.MuratoriR. I. S.vol. V. —Anonymi,Poema de bello et excidio urbis Comensis. Ibid. —RadulfisiveRaul,De rebus gestis Friderici I. Ibid., VI, eAnnales Mediolanenses, Mon. Germ. Hist.SS. XVIII, e nuova ediz. Holder-Egger già citata. —Boncompagni Magistri Florentini,De Obsidione Anconae,Murat.R. I. S.VI. — Un nuovo testo dell'Assedio d'Ancona, di Boncompagno, fu pubblicato daA. Gaudenzi, nel fasc. 15 delBullettino dell'Istituto Storico Italiano. —Otto Morena, Acerbus Morena, Anonymus,De rebus Laudensibus, inMon. Germ. Hist. SS. XVIII. Una traduzione dell'opera deiMorena, fu pubblicata nell'Archivio storico per la città e comune del circondario di Lodi. Anni II e III.
147.Arnulphi,Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium, inMon. Germ. Hist. SS. VIII. —Landulphi,Historia Mediolanensis. Ibid. —Landulphi Junioris de S. Paulo,Historia Mediolanensis. Ibid. XX, eMuratori,Op. cit., vol. V. —Andreae,Vita S. ArialdiinActa Sanctorum(5 giugno). —Moysis Magistri Bergomensis,De Laudibus Bergomi.MuratoriR. I. S.vol. V. —Anonymi,Poema de bello et excidio urbis Comensis. Ibid. —RadulfisiveRaul,De rebus gestis Friderici I. Ibid., VI, eAnnales Mediolanenses, Mon. Germ. Hist.SS. XVIII, e nuova ediz. Holder-Egger già citata. —Boncompagni Magistri Florentini,De Obsidione Anconae,Murat.R. I. S.VI. — Un nuovo testo dell'Assedio d'Ancona, di Boncompagno, fu pubblicato daA. Gaudenzi, nel fasc. 15 delBullettino dell'Istituto Storico Italiano. —Otto Morena, Acerbus Morena, Anonymus,De rebus Laudensibus, inMon. Germ. Hist. SS. XVIII. Una traduzione dell'opera deiMorena, fu pubblicata nell'Archivio storico per la città e comune del circondario di Lodi. Anni II e III.