DAL 1497 AL 1527.
Archivio Buonarroti.Di Roma, del marzo 1497.
Prudente giovane Buonarroto di Lodovico Bonarroti in Firenze.
A nome di Dio. A dì di marzo 1497.
Caro fratello; che così ti stimo etc. Da Michelagnolo tuo ò auto una lettera tua, della quale ne ò preso grandissimo conforto; masime intendendo de' casi di frate Jeronimo vostro sarafico, el quale fa dire di lui per tuto Roma, e dicesi ched è eretico marcio; tanto che bisognia che venga in ogni modo a profetezare un poco a Roma, e poi sarà calonizato; sichè istiàno di bona voglia tuti e' sua.
Fratello, io t'ò molto bene a mente, sichè sta' di buona voglia e atendi a imparare, come tu fai. Al Frizi[51]ò detto tuto e à inteso bene ogni cosa. Frate Mariano[52]dice di molto male del vostro Profeta. Non altro. Per quest'altra ti raguaglierò meglio, perchè adesso ò fretta. Non c'è nuove, se none ieri fu fatto 7 vescovi di cartagine,[53]e 5 ne fu impicati per la stroza. Racomandami a tutti voi, e massime a Lodovico mio padre, che così lo stimo; e quando tu scrivi qua, raccomandami a Michelangniolo. Non altro. Fatta al buio.[54]
TuoPieroin Roma.
Archivio Buonarroti.Di Roma, (del marzo 1497).
Buonarroto di Lodovico Bonarroti in Firenze.
Sappi Bonarroto, come i' ò dati qua dua ducati a Baldassarre[55]che te gli facci dare costà da Francesco Strozi: sichè, come tu ài la lettera, va' e tròvalo, e lui te gli darà. Attendi a 'mparare, come io ti dissi.[56]Raguaglia Lodovico, come io ti dissi, e così consiglio. Non altro. Idio t'aiuti.
Michelagnioloin Roma.
Museo Britannico.Di Bologna, 19 di dicembre (1506).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ò ricevuto oggi questo di diciannove di dicembre una tua, per la quale mi raccomandi Pietro Orlandini[58]e che io lo serva di quello che lui mi domanda. Sappi che lui mi scrive che io gli facci fare una lama d'una daga e che io facci che la sia una cosa mirabile. Per tanto io non so com'io me lo potrò servire presto e bene: l'una si è, perchè e' non è mia professione; l'altra, perchè io non ò tempo da potervi attendere. Pure m'ingiegnierò infra uno mese che ei sia servito el meglio che io saperò.
De' fatti vostri e massimo di Giovansimone, ò inteso il tutto. Piacemi che lui si ripari a bottega tua e che egli abbi voglia di far bene, perchè io ò voglia d'aiutar lui come voi altri; e se Dio m'aiuta, come à fatto sempre, io ispero in questa quaresima avere fatto quello che io ò a fare qua, e tornerò costà e farò a ogni modo quello che io v'ò promesso. De' danari che tu mi scrivi che Giovansimone vuole porre in sur una bottega, a me parrebbe che gli indugiassi ancora quattro mesi e fare lo scoppio e il baleno a un tratto. So che tu m'intendi, e basta. Digli da mia parte che attenda a far bene, e se pure ei volessi e' danari che tu mi scrivi, bisognierebbe tôrre di cotesti costà, perchè di qua non ò ancora da mandarli, perchè ò picolo prezo di quello che io fo e anche è cosa dubbia, e potrebbemi avenire cosa che mi disfarebbe del mondo. Per tanto vi conforto a star pazienti questi pochi mesi, tanto che io torni costà.
De' casi del venire qua Giovansimone, non ne lo consiglio ancora, perchè son qua in una cattiva stanza, e ò comprato un letto solo, nel quale stiàno quattropersone, e non àrei el modo accettarlo come si richiede. Ma se lui ci vuole pur venire, aspetti che io abbi gittata la figura che io fo[59]e rimanderònne Lapo e Lodovico che m'aiutano, e manderògli un cavallo, acciò che ei venga e non com'una bestia. Non altro. Pregate Idio per me e che le cose vadino bene.
Michelagnioloscultore in Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 22 di gennaio 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, dirimpetto allo speziale della Palla, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ebbi una tua lettera più giorni fà, per la quale intesi come Lodovico aveva mercatato con Francesco il podere di mona Zanobia; e di Giovansimone ancora m'avisasti come si riparava in bottega dove tu stai, e come aveva disidèro di venire infino qua a Bolognia. Non t'ò risposto prima, perchè non ò avuto tempo, se non oggi.
De' casi del podere sopra ditto tu mi di' che Lodovico l'à mercatato e che lui m'aviserà. Sappi che se lui me n'à scritto niente, che io non ò mai avuto lettera, che ne parli: però sappigniene dire, acciò che e' none pigliassi amirazione non avendo risposta, se m'à scritto.
Di Giovansimone io ti dirò il parer mio, acciò che tu gniene dica da mia parte; e questo è, che a me non piace che e' venga qua innanzi che io gitti questa figura che io fo; e questo fo per bon rispetto: non volere intendere il perchè: basta, che subito che io l'àrò gittata, che io lo farò venire qua a ogni modo e sarà con manco noia, perchè m'àrò levato da dosso queste spese che io ò ora.
Io credo intorno a mezza quaresima avere a ordine da gittare la mia figura; sì che pregate Idio ch'ella mi venga bene; perchè se mi viene bene, spero avere buona sorte con questo Papa: sua grazia: e se io la gitto a mezza quaresima e la venga bene, spero in queste feste di Pasqua essere costà, e quello che io v'ò promesso, farò a ogni modo, se voi attenderete a fare bene.
Di'a Piero Aldobrandini che io ò fatto fare la sua lama al migliore maestro che sia qua di simil cose, e che di questa settimana che viene m'à detto che iol'àrò. Avuta che io l'ò, se mi parrà cosa buona, io gniene manderò; se non, la farò rifare: e digli non si maravigli se non lo servo presto come conviensi, perchè ò tanta carestia di tempo, che io non posso fare altro.
A dì venti dua di gennaio 1506.
Michelagniolo di Lodovico Buonarrotiscultore in Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 1 di febbraio 1507.
A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze. Data nella bottega degli Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — I' ò inteso per una tua come è ita intorno a' casi di quel poderino: ònne avuto grandissima consolazione e piacemi assai, purchè la cosa sia ben sicura.
De' casi di Baronciello io mi sono informato assai bene, e per quello che io ò inteso, è molto più grave cosa che voi non la fate; e io per me, non sendo cosa gusta, non la domanderei. No' siàno obrigati tutti noi fare assai per Baronciello, e così faremo e massimamente di quelle cose che sono in nostro potere.
Sappi come venerdì[61]sera a ventuna ora papa Julio venne a casa mia dov'io lavoro, e stette circa a una meza ora a vedere, parte[62]ch'io lavoravo; poi mi dètte la benedizione, e andòssene: e à dimostrato contentarsi di quello che io fo. Per tanto mi pare che noi abbiàno sommamente da ringraziare Idio: e così vi prego faciate e pregiate per me.
Avisoti ancora, come venerdì mattina ne mandai Lapo e Lodovico che stavano qua meco; Lapo cacciai via, perchè egli è uno mal fagnione e cattivo, e non faceva el bisonio mio. Lodovico pure è meglio, e àre'lo tenuto ancora dua mesi; ma Lapo, per non essere vituperato solo, lo sobillò in modo, che amendua ne son venuti. Io t'iscrivo questo, non perchè io facci conto di loro, che e' non vagliono tre quatrini fra amendua, ma perchè se e' venissino a parlare a Lodovico, che e' non ne pigliassi ammirazione; e digli che non presti loro orechi per niente: e se tu ti vuoi informare de' casi loro, va' a messere Agniolo Araldo della Signoria, che a lui ò scritto ogni cosa: e lui per sua umanità ti raguaglierà.
Di Giovansimone ò inteso: piacemi e' si ripari a bottega de' tua maestri e ch'egli attenda a far bene; e così lo conforta: perchè, se questa cosa viene bene, i' ò speranza di mettervi in buono grado, se voi sarete savi. De' casi di quell'altre terre che sono a canto a quelle di mona Zanobia, se a Lodovico piace, digli che v'attenda e che m'avisi. Credo, anzi si dice qua, che 'l Papa si partirà di qua intorno a carnovale.
A dì primo di febraio 1506.
Michelagniolo di Lodovico di Buonarrota Simoniscultore in Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 1 di febbraio 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi in Porta Rossa, Arte di lana.
Buonarroto. — I' ò inteso per una tua lettera come avete fatto fatti intorno a' casi del podere di mona Zanobia; è cosa che mi piace assai, pur che sia sicura. Voràssi attendere a quel resto, quando fia tempo.
[63]De' casi del Baronciello io mi sono informato assai bene, e per quello che m'è detto, la cosa è molto più grave che voi non la fate: per tanto io non sono per domandarla, perchè se non la ottenessi, ne sarei malcontento, e se io la ottenessi, mi fare' danno grandissimo e ancora alla casa. Credi che io non àrei aspettato le seconde lettere, se questa cosa fussi possibile a me; perchè e' non è cosa nessuna che io non facessi per Baronciello.
El Papa fu venerdì a ventuna ora a casa mia dov'io lavoro, e mostrò che la cosa gli piacessi: però pregate Dio ch'ella venga bene: che se così fia, spero riacquistar buona grazia seco. Credo che in questo carnovale si partirà di qua, secondo che si dice, infra la plebe però.
La lama di Piero, come esco fuora cercherò d'uno fidato per mandargniene. Se Lapo che stava qua meco o Lodovico[64]venissino a parlare costà a Lodovico nostro, digli che non presti orechi alle loro parole, e massimamente di Lapo e none pigli amirazione, che più per agio aviserò del tutto. Di Giovansimone ò inteso: ò caro attenda a fare bene e così lo conforta, perchè presto spero, se sare' savi, mettervi in buon grado.
A dì primo di febraio 1506.
Michelagniolo di Buonarrota Simoniin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 13 di febbraio 1507.
A Buonarroto di Lodovico Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Questa fia per coverta di dua lettere; una che va a Piero Aldobrandini e l'altra va a Roma a Giovanni Balducci. Questa fa' che tu la dìa a Bonifazio Fazi che la mandi, e l'altra dà' al detto Piero.
Del fatto di que' dua tristi, io non ò tempo da scrivere interamente le loro ribalderie, e priegovi tutti voi, e così fa' che dica a Lodovico, che voi non parliate de' casi loro i' modo nessuno, perchè 'l fatto nostro non va con loro: e basta. A dì tredici di febraio 1506.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 24 di febbraio (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io mandai cierti danari costà a Lodovico con cierta comessione già quindici dì sono e mai non ò avuto risposta. Somi molto maravigliato: però di' a Lodovico, che m'avisi se gli à ricevuti, e se à fatto quello gli comessi: m'avisi a ogni modo, perchè ne sto di mala voglia e maravigliomi della sua poca discrezione: è uomo da commettergli un'altra volta una cosa che importi! crederrei avessi scritto cento lettere, perch'io n'avessi almanco una. Fa' che lui mi avisi a ogni modo di quello che à fatto e condanni la lettera, i' modo ch'ella mi sia data.
Della daga di Piero, io vi mandai ieri a vedere s'ell'era fatta; l'aveva ancora a dorare: àmi dileggiato uno mese, ma in vero non à potuto fare altro, perchè in su questa partita della Corte à avuto a servire d'arme tutti e' cortigiani e à avuto grandissima faccienda: però m'à prolungato tanto. Di' a Piero che non dubiti; che in fra pochi giorni l'àrà a ogni modo. El Papa si partì lunedì mattina a sedici ore:[65]e se tu vuoi saper l'ordine che gli à lasciato della cosa mia, va' all'Araldo, e lui ti raguaglierà. Non ò tempo da scrivere. A dì ventiquatro febraio.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 6 di marzo 1507.
A Buonarroto di Lodovico Buonarroti in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io non ò risposto prima alla tua e a quella di Piero Aldobrandini, perchè io avevo disposto non iscrivere, se prima non avevo la daga del detto Piero. Egli è dua mesi che io la dètti a fare a uno che à nome di essere el migliore maestro che ci sia di simile arte, e benchè lui m'abbi straziato insino a ora, non ò po' voluto farla fare a altri, nè anche tôrre cosà fatta. Per tanto, se Piero sopra detto si tiene straziato da me, à ragione; ma io non ò potuto fare altro.
Ora ò riscossa o vero avuta la detta daga pure stamani, e con gran fatica, i' modo che Piero mio fu per batterla in sulla testa al maestro, tanto ve l'à fatto tornare. E sappi che l'aportatore di questa sarà el Chiaro di Bartolomeo battiloro, el quale àrà la detta daga. Fa' pagare al detto Chiaro la vettura, quello che se ne viene, e dàlla a Piero. E se la non gli piacessi, digli che m'avisi, che io gniene farò rifare un'altra; e digli che qua, poi che ci venne la Corte, ogni artefice e ogni arte è salito in gran pregio e condizione; però non si deba maravigliare, se io ò tardato tanto a mandargniene, perchè così sono stato straziato ancora io: chè questo maestro solo (à) avuta tanta faccienda poi che ci fu la Corte, che innanzi non ebbe mai tanta tutta Bolognia. Non ò tempo da scrivere. Iscrissi a Lodovico com'io avevo avute le sua lettere e com'io ero stato gabato, come lui àrà inteso. A dì 6 di marzo 1506.
Michelagniolo di Lodovico Buonarrotiin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 26 di marzo (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Bonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ebi più giorni fà una tua, per la quale intesi il tutto della daga e di Piero Aldobrandini. Io ti fo avisato, che se non fussi stato per tuo amore, che io lo lasciavo cicalare quanto voleva. Sappi che la lama che io ò mandata e che tu ài ricievuta, è fatta in sulla misura sua, ciò è del detto Piero; perchè lui me ne mandò una di carta in una lettera e scrissemi che io la facessi fare apunto a quel modo: e così feci: e però se lui voleva una daga, non mi doveva mandare la misura d'uno stoco: ma io ti voglio iscrivere per questa, quello che io non ò più voluto scrivere; e questo è, che tu non pratichi con lui, perchè non è pratica da te: e basta. E se lui venissi da te per la sopra detta lama, non gniene dare per niente; fagli buon viso, e digli che io l'ò donata ad uno mio amico: e basta. Sapi che la mi costò qua diciannove carlini e tredici quatrini della gabella.
Le cose mia di qua vanno bene, grazia di Dio, e spero infra uno mese gittare la mia figura: però pregate Idio che la cosa abbi buon fine, acciò che io torni presto costà, perchè sono disposto di fare quello che v'ò promesso. Conforta Giovansimone e digli che mi scriva qualche volta, e di' a Lodovico com'io sto bene e che inanzi che io gitti la mia figura, che lo saprà a ogni modo. Racomandami al Granaccio, quando lo vedi. Non ò da dirti altro. Qua comincia la moria ed è della cattiva, perchè non lascia persona dov'ella entra, benchè per ancora non cie n'è molta; forse quaranta case, secondo che m'è detto. A dì ventisei di marzo.
Michelagnioloscultore in Bolognia.
Se tu avessi data la daga a Piero, non gli dire altro; ma se non gniene ài data, non gniene dare per niente.
Museo Britannico.Di Bologna, 29 di marzo 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa, o all'Araldo nel Palazzo de' Signori in Firenze.
Buonarroto. — Questa perchè io (ò scritto) a messere Agniolo: la quale lettera sarà con questa: dàlla subito, perchè è cosa che importa. Non ò da dirti altro. Io t'avisai pochi giorni fà pel Riccione orafo. Credo l'àrai avuta. Le cose di qua vanno bene. Di' a Lodovico che quando fia tempo da gittare la mia figura, che io l'aviserò.
A dì venti nove di marzo 1506.[67]
Michelagnioloscultore in Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 31 di marzo 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — I' ò ricievuta oggi una tua lettera con una di Lodovico: non fo risposta a quella di Lodovico, perchè non ò tempo; ma tu intenderai com'io sto per questa, e così lo informerai: e basta.
Sappi com'io sto bene e ancora come la cosa mia va bene, Dio grazia. Vero è che ci va uno mese di tempo più che io non estimavo, e però non ò ancora scritto a Lodovico el tempo che io la gitto, overo che io la voglio gittare, perchè non è ancora venuto: però none pigli amirazione, che quando sarà il tempo, l'aviserò; che stimo sarà per di qui a uno mese vel circa.
De' fatti dell'aviarvi a bottega, overo del fare compagnia, io voglio farlo a ogni modo, ma bisognia abbiate pazienza tanto che io torni costà.
Tu mi avisi come Piero non à voluto la daga. Io l'ò avuto molto caro che e' non l'abbi voluta e che la non gli sia piaciuta, perchè forse la sua sorte non era che lui la portassi a cintola e massimamente sendotella istata domandata da altr'uomini che non è lui, ciò è da Filippo Strozi. Però se tu vedi che la gli piaccia, va' e fagniene un presente come da te e non gli dire niente quello che la costa. Sapi che la lama io non l'ò vista: però se la non fussi recipiente, non gniene dare: chè tu non paressi una bestia: perchè a lui si convene altra cosa, che a Piero. Con questa sarà una che va a Roma al Sangallo. Ingiègniati di mandargniene. Credo se tu la déssi a Baccio d'Agniolo,[68]la manderebe bene; e a lui mi racomanda. A dì ultimo di marzo 1507.
Michelagniolo Buonarrotiscultore in Bolognia.
(Dietro, di mano di Buonarroto.)1507, da Bologna, a dì 14 d'aprile: de l'utimo di marzo.
(Dietro, di mano di Buonarroto.)
1507, da Bologna, a dì 14 d'aprile: de l'utimo di marzo.
Museo Britannico.Di Bologna, 14 d'aprile (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Questa per coverta d'una che va a messere Agniolo; fa' che tu la dia a lui súbito. Non ò tempo da scrivere altro, nè da rispondere a Giovansimone. Io sto bene, e la cosa mia va bene, grazia di Dio. Più per agio vi scriverò: e basta.
A dì quatordici d'aprile.
Michelagnioloscultore in Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 20 aprile (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa in Firenze.
Buonarroto. — Io ò oggi una tua dei diciassette d'aprile, per la quale ò inteso il viaggio grande che fanno le mie lettere a venire costà. Non posso fare altro, perchè ci è cattivo ordine intorno a ciò. Io ò inteso per la tua più cose, alle quali non rispondo, perchè non accade. Duolmi tu (ti) sia portato di sì piccola cosa sì pidochiosamente con Filippo Strozi: ma poichè è fatto, non può tornare a dietro.
De' casi mia io scrivo a Giovansimone e lui t'aviserà come io la fo, e così avisate Lodovico.
Vorrei che tu andassi all'Araldo e che gli dicessi che io non avendo mai avuto risposta da lui de' casi di maestro Bernardino,[70]ò stimato che il detto maestro Bernardino non sia per venire qua, per amore della peste: onde io ò tolto uno francioso in quello scambio, il quale mi servirà bene: e questo ò fatto, perchè non potevo più aspettare. Fagniene a sapere, ciò è a messere Agniolo e racomandami a lui e digli che mi racomandi alla signoria del Gonfaloniere.[71]Racomandami a Giovanni da Ricasoli quando lo vedi.
A dì venti d'aprile.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 26 di maggio (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa in Firenze.
Buonarroto. — Io ebbi una tua per maestro Bernardino, il quale è venuto qua: per la quale ò inteso come siate tutti sani, salvo Giovansimone che ancora non è guarito; n'ò dispiacere assai e duolmi non lo potere aiutare. Ma presto spero essere di costà e farò cosa che gli piacerà a lui e a voi altri. Però cònfortalo e di' che stia di buona voglia. Ancora di' a Lodovico che a mezzo quest'altro mese io credo gittare la mia figura a ogni modo; però se vuole far fare orazione o altro, acciò che la venga bene, fàccialo a quel tempo, e digli che io ne lo prego.
Non ò tempo da scriverti altrimenti. Le cose vanno bene.
A dì venti sei di maggio.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 20 di giugno (1507).
A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.
Buonarroto. — Io non t'ò scritto più giorni sono, perchè non volevo scrivere, se prima non avevo gittata la mia figura, credendo gittarla più presto che non m'è riuscito.
Sappi come ancora non è gettata, e sabato che viene a ogni modo la gettiamo; e in fra pochi dì credo essere di costà, se la viene bene, com'io stimo.
Non ò da dirti altro. Sono sano e sto bene, e così stimo di voi tutti.
A dì venti gunio.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 1 di luglio (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Istrozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Noi abiàno gittata la mia figura, ed è venuta i' modo che io credo afermativo averla a rifare. Io non ti scrivo particularmente il tutto, perchè ò altro da pensare: basta che la cosa è venuta male. Ringràzione Dio, perchè stimo ogni cosa pel meglio. Io saperò infra pochi dì quello che io abia a fare e aviseroti. Avisane Lodovico: e state di buona voglia. E se aviene che io l'abbi a rifare, e che io non possa tornare costà, io piglierò partito di fare a ogni modo quello che io v'ò promesso, in quel modo che meglio potrò.
A dì primo di luglio.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 6 di luglio (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Sappi come noi abbiamo gittata la mia figura, nella quale non ò avuta troppa buona sorte; e questo è stato che maestro Bernardino o per ignoranza o per disgrazia non à ben fonduto la materia; il come sarebbe lungo a scrivere: basta che la mia figura è venuta insino alla cintola; il resto della materia, cioè mezzo il metallo, s'è restato nel forno, che non era fonduto; in modo che a cavarnelo mi bisognia far disfare il forno: e così fo, e faròllo rifare ancora di questa settimana; di quest'altra rigitterò di sopra, e finirò d'empire la forma e credo che la cosa del male anderà assai bene, ma non sanza grandissima passione e fatica e spesa. Àrei creduto che maestro Bernardino avessi fonduto sanza fuoco, tanta fede avevo in lui; non di manco non è che lui non sia buon maestro e che egli non abbi fatto con amore. Ma chi fa, falla. E lui ha ben fallito a mio danno e anche a suo, perchè s'è vituperato in modo, che egli non può più alzar gli ochi per Bolognia.
Se tu vedessi Baccio d'Agniolo, leggigli la lettera e pregalo che n'avisi il San Gallo a Roma e racomandami a lui, e a Giovanni da Ricasoli e al Granaccio mi racomanda. Io credo, se la cosa va bene, in fra quindici o venti dì esser fuora di questa cosa e tornare di costà. Se non andassi bene, l'àrei forse a rifare: di tutto t'aviserò.
Avisami come sta Giovansimone.
Ai dì sei di luglio.[74]
Con questa sarà una che va a Roma a Giuliano da San Gallo. Màndala bene e presto quanto tu puoi: e se lui fussi in Firenze, dagniene.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 10 di luglio (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Fiorenza. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ò inteso per una tua come siate sani e state bene. Mi piace assai. La cosa mia di qua credo che del male anderà assai bene, benchè per ancora none so niente. Noi abbiàno rigittato di sopra quello che mancava, com'io ti scrissi e non ò ancora potuto vedere come la cosa si stia, perchè è calda la terra i' modo, che ancora non si può scuoprire. Di quest'altra settimana sarò chiaro e aviserotti. Maestro Bernardino si partire[75]ieri di qua. Quando lui ti facessi motto, fa'gli buon viso: e basta.
A dì dieci di luglio.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, (18? di luglio 1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa. Firenze.
Buonarroto. — La cosa mia poteva venire molto meglio e ancora molto peggio: tant'è ch'ella è venuta tutta, per quello che io posso comprendere; chè ancora non l'ò scoperta tutta. Stimo ci sarà qualche mese di tempo a rinettarla, perchè è venuta mal netta: oh pure bisognia ringraziare Idio! perchè, come dico, poteva venire peggio. Quando ti fussi ditto niente da Salvestro del[76]Pollaiolo o da altri, di' loro che io non ò bisognio de persona, a ciò che qua non s'aviassi qualcuno sopra le spalle mia; perche i' ò speso tanto, che e' non mi resta apena da poterci stare io, non che tenere altri. Di quest'altra settimana t'aviserò; chè io àrò scoperta tutta la figura.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 2 d'agosto 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io non t'ò iscritto questa settimana passata per non avere potuto. Sapi come la figura mia quant'e' più l'ò scoperta, ò trovato che meglio è venuta e vego che e' fia manco male che io non estimavo, e parmi averne buona derrata, a rispetto di quello che poteva avenire: però abiàno da ringraziare Idio. Io per quello che mi pare, credo a ogni modo averci uno mese e mezo di faccenda a rinettarla; sì che poi che avete avuta tanta pazienza, bisognia che abiate questa poca ancora. Conforta Giovansimone per mia parte e avisami come egli sta e gli altri ancora. Raguaglia Lodovico del tutto. Racomandami agli amici, ciò è a Giovanni da Ricasoli, al Granaccio e a messere Agniolo.
A dì secondo d'agosto 1507.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 3 d'agosto (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Questa sarà per coverta d'una che va a Roma a Giuliano da Sangallo. Prègoti la mandi per buona via, perchè è cosa che importa assai. Non ti scrivo altro, perchè pure stamani t'ò mandato un'altra lettera, per la quale intenderai come la cosa va bene. A dì tre d'agosto.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 10 d'agosto (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Istrozi, Arte di lana, in Porta Rossa. Firenze.
Buonarroto. — Io ò ricievuta oggi una tua, per la quale intendo come siate tutti sani: n'ò piacere assai: similmente ancora io sono sano, e stimo la cosa mia anderà bene: vero è che e' c'è delle fatiche assai; pure io sono sicuro che io non ò a correre più pericoli, nè a avere più troppe grande ispese, perchè non sono obrigato se non a darla finita dove ella è. Al Sangallo ò risposto a una sua lettera; e la lettera sarà con questa: dagniene. Vorrei che tu trovassi messere Agniolo Araudo, e gli dicessi che io non gli ò ancora risposto per non aver potuto, e che la cosa va bene; e racomandami a lui e a Tomaso comandatore.[77]Tu mi scrivi del caldo che è costà e del caro: ancora sappi che qua è stato quel medesimo, perchè poi che io ci sono, non ci è mai piovuto, altro che una volta, e ècci istati caldi che mai più credo che al mondo fussino. El vino ci è caro come costà, ma tristo quant'e' può, e similmente ogni altra cosa, i' modo che e' c'è un cativo essere, e a me par mille anni di venirne.
A dì dieci d'agosto.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, 29 di settembre (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Fiorenza. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io non ò avuto tuo' lettere già più d'un mese fà: non so la cagione: però prègovi mi scriviate qualche cosa o tu o Giovansimone, e avisatemi come la fate. Io non vi scrivo spesso, perchè non ò tempo, perchè nella opera mia è cresciuta tuttavia la faccenda i' modo, che se e' non fussi la gran sollecitudine, io ci sarei ancora per sei mesi: pure stimo a Ognissanti averla finita, o poco mancherà, sollecitando com'io fo; che apena posso pigliare tempo da mangiare. State di buona voglia e abiate pazienza questo tempo, perchè la cosa anderà bene. Avisatemi come la fate. Fa' mia scusa con Sangallo del non gli scrivere e con l'Araudo, quando gli vedi. Non altro.
A dì ventino(ve) di settembre.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, (16) di ottobre 1507.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io non ò tempo da rispondere all'ultima tua come si converrebbe; ma sapi com'io sono sano e àrò finito presto, e stimo avere grandissimo onore: tutta grazia di Dio: e subito finito che àrò, tornerò costì e acconcierò tutte le cose di che tu mi scrivi, in forma che voi sarete contenti, e similmente Lodovico e Giovansimone. Prègoti vadi a trovare l'Araldo e Tomaso comandatore: di' loro, che per questo non ò tempo da scrivere loro, o vero da rispondere alle loro lettere a me gratissime; ma per quest'altro gli aviserò a ogni modo di qualche cosa per risposta delle loro. Ancora ti prego che vadi a trovare el San Gallo e dicagli, che io stimo avere finito presto; e intenda come egli sta, e che per quest'altra ancora scriverrò a lui come la cosa va. Non altro.
A dì.... d'ottobre.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, (19 di ottobre 1507).[79]
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ò ricievuto una tua, per la quale ò inteso come sta el San Gallo. Non farò altra risposta alla tua, perchè non acade: basta che io sono a buon porto della opera mia, sì che state di buona voglia. Con questa saranno cierte lettere: dàlle bene e presto. Non so a quanti dì noi ci siamo, ma ieri fu Santo Luca. Cièrcane da te.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 10 di novembre (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io mi maraviglio che tu mi scriva tanto di rado. Credo pur che tu abbi più tempo da scrivere a me, che io a te: però avisami spesso come la fate.
Io ò inteso per l'ultima tua come per buona cagione desideravi che io tornassi presto: la qual cosa m'à fatto stare con sospetto parecchi dì: però quando mi scrivi, scrivimi risoluto e chiarisci le cose bene, acciò che io intenda: e basta.
Sappi che io desidero molto più che non fate voi di tornare presto,[81]perchè sto qua con grandissimo disagio e con fatiche istreme e non attendo a altro che a lavorare e el dì e la notte, e ò durata tanta fatica e duro, che se io n'avessi a rifare un'altra, non crederrei che la vita mi bastassi, perchè è stato una grandissima opera; e se la fussi stata alle mani d'un altro, ci sarebbe capitato male dentro. Ma io stimo gli orazioni di qualche persona m'abbino aiutato e tenuto sano, perchè era contro l'opinione di tutta Bolognia che io la conducessi mai: poichè la fu gittata, e prima ancora, non era chi credessi che io la gittassi mai. Basta che io l'ò condotta a buon termine, ma non l'àrò finita per tutto questo mese, come stimavo; ma di quest'altro a ogni modo sarà finita, e tornerò. Però state tutti di buona voglia, perchè io farò ciò che io v'ò promesso a ogni modo. Conforta Lodovico e Giovansimone da mia parte e scrivimi come la fa Giovansimone, e attendete a imparare e a stare a bottega, acciò che voi sapiate fare quando vi bisognierà; chè sarà presto. A dì dieci di novembre.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, 21 di dicembre (1507).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ti mando una lettera in questa, la quale è d'importanza assai, e va al cardinale di Pavia[83]a Roma: però subito che l'ài ricevuta, va' a trovare el San Gallo, e vedi se lui à modo di mandarla ch'ella vadi bene; e se San Gallo non è in Firenze, o non la può mandare, falle una coverta e mandala a Giovanni Balducci e prègalo per mia parte che la mandi a Pavia, ciò è al detto Cardinale, e scrivi a Giovanni che in questa quaresima io sarò a Roma e racomandami a lui. Racomandami ancora al San Gallo e digli, che i' ò a mente la sua faccienda e che presto io sarò costà. Manda la detta lettera a ogni modo, perchè non posso partire di qua, se non ò risposta.
A dì ventuno di dicembre.
Michelagnioloin Bolognia.
Museo Britannico.Di Bologna, (5 di gennaio 1508).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — I' ò inteso per l'ultima tua come ài fatto buon servigio della lettera di Pavia. L'ò avuto caro, perchè stimo sarà andata bene. Duolmi assai che tu abbi male, come scrivi, pure abbi pazienza e sta' di buona voglia, perchè di corto sarò costà e faròvi fare quello che voi vorrete o con Lorenzo[84]o da voi, come vi parrà più utile e sicuro. Io non vi dico l'apunto quando mi partirò di qua, perchè io non lo so ancora; ma io credo a ogni modo infra quindici dì partire, overo essere a ordine da partire: e parmi mille anni, perchè istò qua i' modo che se tu 'l sapessi, te ne increscierebe. Non altro. Non mi scriver più a Bolognia, se non è cosa che importi, perchè delle lettere n'è fatto cattivo servigio. Conforta tutti gli altri per mia parte. Non so a quanti dì noi ci siamo, ma so che domani è Befania.
Michelagnioloin Bolognia.
Archivio Buonarroti.Di Bologna, (18 di febbraio 1508).
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Egli è già quindici dì che io credetti essere costà, perchè io stimavo súbito finita la mia figura, che costoro la mettessino in opera. Ora costoro mi dòndolano e non ne fanno niente: e io ò comessione dal Papa non mi partire, s'ella non è in opera: i' modo, che e' mi pare essere impacciato. Starò a vedere ancora tutta questa settimana: e se e' non dànno altro ordine, io me ne verrò a ogni modo,[85]sanza osservare la comessione.
In questa sarà una che va al cardinale di Pavia, nella quale gli replico questa cosa, acciò che e' non si possa dolere. Però fa'gli una coverta e dirizala a Giuliano da Sangallo per mia parte, e prègalo che la dia in propria mano.[86]