(Dietro.)✠ Allogatione del quadro della sepoltura di papa Iulio aFrancesco da Urbinoet a maestroGiovanniscarpellino.
(Dietro.)
✠ Allogatione del quadro della sepoltura di papa Iulio aFrancesco da Urbinoet a maestroGiovanniscarpellino.
Biblioteca Nazionale di Firenze.Roma, 1 di giugno 1542.
Nuova allogazione a maestroGiovanni de' Marchesie all'Urbinodel lavoro del quadro della sepoltura di papa Giulio II.
Avendo messerMichelagnolo Buonarrotisino addì 16 di maggio proximo passato allogato et dato a fare il resto del quadro della sepoltura di papa Iulio in San Pietro in Vincola a maestroGiovanni di Marchesi, scarpellino, abitante in piaza di Branca, et aFrancescodiBernardinod'Amadoreda Urbino, con più patti e convenzione, come per una scritta fatta fra loro sopto ditto dì largamente appare; et essendo venuti detto maestroGiovannietFrancescoa rottura et a più differenzie insieme, per il che l'opera ne pativa; et desiderando messerMichelagnoloporre fine a tali lite, acciò che detta opera abbi più presto possibile la sua perfezione: di consenso di tutti a dua e' sopradetti maestroGiovannietFrancescosi ripiglia in sè la detta opera, ciedendo ciascuno di loro per la presente a tutte le iurisdictioni et ragioni, che per vigore della sopra allegata scripta o in qualunque altro modo ci potesino aver sopra, rendendola in tutto et per tutto liberamente al detto messerMichelagnolo, il quale, acciò che detta opera si fornisca, di nuovo la rialluoga come a piè:
In prima detto messerMichelagnoloalluoga la sopradetta opera aFrancescodiBernardinod'Amadoreda Urbino, et a maestroGiovanni Marchesiscarpellino, per il medeximo prezo et a pagarsi ne' medesimi tempi et modi come nell'altra convenzione dichiarati, nella quale li abbino a fare buoni scudi 100, di giuli X per scudo, che hebbano in principio de l'opera, in diminuzione della somma di scudi 700 simili, che hanno havere di tutta l'opera, con patti che il dettoFrancescoda Urbino habbia ad attendere di continuo alla detta opera et esercitarsi in essa con ogni sua forza et ingegno, non attendendo ad altro, et habbia lui a provedere a tutti li garzoni bisognassino, et pagarli della compagnia, et a tôrre e' marmi mancassino per fornire l'opera, quali sieno buoni et recipienti per il lavoro; secondo la forma dell'altra convenzione, et habbia a sollecitar l'opera in modo che sia fornita a Natale proximo: in sino al qual tempo duri la provisione et non più: et durando più che detto tempo, in ogni modo sia tenuto a sollecitare come prima, senza provisione, et solo i marmi si habbino a comprare di comune consenso et della bontà secondo la forma della prima scritta, a iuditio di detto messerMichelagnolo; ma possa detto maestroGiovannia suo piacere attendere alla sua bottega et alli altri lavori che alla giornata li accadessino. Et perchè dettoFrancescoda Urbino per seguitare questa opera ha lasciato altri lavori et facciende, per le quali aveva buona provisione, sono d'acordo che durante l'opera habbia scudi 6, di giuli X per scudo, il mese, cominciando addì 1 di giugno presente et cosìsuccessive: quali scudi sei si habbino a porre a conto della compagnia: et il detto maestroGiovanniper essere libero della persona sua, non abbia avere cosa alcuna, ma possa a suo piacer andare a veder lavorare, acciò che li ordini che darà dettoUrbinosieno idonei per l'opera.
Ancor vogliamo che alla fine del presente mese di giugno, detto maestroGiovannietFrancescoda Urbino habbino a far conto di tutti e' marmi messi et lavorati, pagati per detta opera sino a quel dì, presenteMichelagnolo; et che detto maestroGiovannihabbia a produrree' conti fatti altra volta con dettoFrancesco, et abbino a saldare ogni cosa sino a quel giorno: et nasciendo fra loro diferenzia alcuna ne sia iudice messerMichelagnolo, alla semplice parola del quale ciascuno di essi ne abbia a star, sotto pena di scudi 100 di pagarsi per chi contrafacessi subito al Governatore et Fiscale di Roma: et in oltre quello che recalcitrassi, s'intenda subito et sia fuori dell'opera, et non abbia più che fare in essa.
E di più sono d'accordo che di poi ogni mese dettoFrancescoabbia a fare conto con maestroGiovannisopradetto, presente messerMichelagnolo, quale habbia a essere iudice di tutte le loro diferenzie sotto le pene sopradette contro a chi non stéssi a quanto lui dicessi.
Sono ancora d'accordo che tutti i marmi di detta opera si abbino a lavorare secondo il disegno dato loro (da) detto messerMichelagnolo, et nel modo parrà a lui, et alla fine dell'opera; la quale abbia a essere da lui aprovata se starà bene o no, et lui abbia a pagare loro quello restassino avere di scudi 700, di giuli X per scudo; et se l'opra fussi costata più, loro habbino a rifare lui, senza replica alcuna.
Convengono ancora che in fine di detta opera detto maestroGiovannietFrancescoabino a far conto insieme di tutto quello sarà costa, et essendovi utile, partecipino per metà, et similmente essendovi danno, che ciascuno concorra per metà et rifaccia detto messerMichelagnolodella sua rata; et nascendo tanto ne' conti quanto in ogni altra cosa diferenzia fra li dettiFrancescoet maestroGiovanni, se ne rimettino et ne voglino stare alla semplice dichiarazione di detto messerMichelagnolo, sotto le pene che di sopra è detto senza alcuna replica.
Biblioteca Nazionale di Firenze.Roma, 8 di luglio 1542.
Lodo de' maestri chiamati a giudicare il lavoro di quadro fatto da sopraddettiGiovanni e Francesco.[619]
A dì 8 luio 1542.
Faciamo fede noi eletti camatti, cioè io maestroIuliano, camatto daMichelangello Bonarota, e maestroBernardino da Marco, camato da magistroIovane da Sattri, e 'l ditoIulianoeBernardinoàno camato per terzoAndreia Bevelacquascarpellino, a stimare e vedere uno lavoro che aveva a fare l'Orbino, e maestroGovane da Sattrea conpania; li sopra scritti maistri áno visto e misurato dito lavoro, trovano che dal dito lavoro n'è fato dali sete parte l'una, stimato ditto lavoro con consintimento dali sopra scrite partie, e noi d'acordo avemo stimati insieme.[620]
Biblioteca Nazionale di Firenze.Roma, 20 d'agosto 1542.
Ultima convenzione traMichelangeloe gli agenti del duca d'Urbino per la sepoltura di papa Giulio II.
A dì XX agosto 1542.
In nomine Domini, Amen. Conciosia cosa che avendo messerMichelangelo Buonarrotipiù tempo fa preso a fabricare et costruere la sepoltura della felice remembranza di Iulio papa II con più et diversi patti et convenzioni, come per diversi contratti sopra di ciò fatti appare, li quali furono cassati et annullati per uno contratto fatto dinanti alla bona memoria di Clemente VII co' lo illustrissimo signor duca d'Urbino sotto dì XXVIIII di aprile MDXXXII con nove convenzioni: li quali il prefato messerMichelagnoloper iusti et legitimi impedimenti fin qui non ha possuto adimpire, nè dal fine a detta sepoltura secondo detto ultimo contratto,presertimper esser stato occupato in dipingere la capella di Sixto in el Palazzo apostolico; et non possendo il medesimo messerMichelagnoloancor per l'avenire attendere a detta opera della sepoltura per essere costretto dalla Santità di nostro signor Paulo papa III, a dipingere la sua nuova capella, et per la ettà non potria resistere nella pittura et sculptura; desiderando levarsi et liberarsi in tutto del carigo, obligo et convenzione, che in el ditto contratto de' XXVIIII d'aprile 1532 si contengono; et per questo essendo ultimamente venuto a nuove convenzioni con la excellenzia del prefato signor duca d'Urbino, come per una sua lettera de' VI di marzo 1542 diretta al prefato messerMichelagnolo, dove si vede; finalmente per mezanità di sua Beatitudine oggi, questo giorno soprascritto, davanti a sua Santità et di suo consenso et volontà il prefato messerMichelagnoloconstituto in presentia etc. di nuovo è convenuto e conviene con il prenominato illustrissimo signor Duca, e per sua Eccellenzia con il magnifico signor Girolamo Tiranno, suo oratore, presente, e per ditta sua Excellenzia stipulante, alle infrascritte convenzioni et patti:
Inprimis di comune consenso et volontà li prefati signori Ambasciatori et messerMichelagnolocassorono, annullorno et invalidorno, et per cassi, annullati et invalidati ebbero et hanno il contratto sotto dì XXVIIII d'aprile 1532, quanto ogni altro contratto et scripture per conto di detta sepoltura fatte inanti et poi ditto contratto: et così il medesimo oratore messer Girolamo in nome di sua Excellenzia et per lei liberò et absolvì, et libera et absolve il medesimo messerMichelagnolo, presente et acceptante per sè et suoi eredi, da ogni obligo et promessa et anco convenzione, che il detto messerMichelagnoloper scripture publice e private, o in qual si voglia altro modo avesse fatto, per conto di detta sepoltura fin' a questo dì, come mai se ne fusse impacciato. Et questo ha fatto e fa detto oratore, però che messerMichelagnolopredetto ha già depositato in sul banco di messer Silvestro da Montauto et compagni di Roma, in nome et ad istanzia di sua Eccellenzia et per complemento et fine della sepoltura et opera, scudi 1400 di moneta, et ad commodo et pericolo di sua Excellenzia, talchè di detto deposito non abbia più a fare esso messerMichelagnolo; et detti scudi 1400 in modo alcuno non possa toccare o rimovere, se non per spendere giornalmente per finire dettaopera, cioè scudi 800 che ha de avereFrancesco d'Urbino, che già si crede n'abbia auto 300; et questi scudi 800 sono per la monta dell'opera della parte di sopra del quadro, cioè ornamento che ci resta a fare per detta sepoltura, allogatoli per prezzo di scudi 800, il quale piglierà alla giornata secondo che lavorerà; et scudi 550 che ha d'avereRaphaello da Montelupo, scultore, de' quali già si dice ha auto 105. Quali 550 sono per fornitura di cinque statue, allogateli a finire per detto prezzo: le quali statue sono una Nostra Donna con il Putto in braccio, quale di già in tutto è finita; una Sibilla, uno Profeta, una Vita attiva et una Vita contemplativa, bozzate et quasi finite di mano di detto messerMichelagnolo. Quali statue maestroRaphaelloanderà alla giornata forniendo, et di più scudi 50 che si àranno a dare aFrancesco d'Urbinoper condurre le dette statue a San Pietro in Vincula, dove è cominciata detta sepoltura, et metterle in opera; et la statua delMoises, che va in questa opera, detto messerMichelagnolola darà finita et condutta a l'opera a sue spese et per detti scudi 1400, come di sopra depositati di ordine et consenso del prefato signor ambasciatore. Esso signor ambasciatore quieta, libera et absolve detto messerMichelagnolopresente etc. della opera predetta et sepoltura, et di tutti li denari che detto messerMichelagnolohavesse avuti da qual si voglia persona per conto di detta sepoltura fino al dì presente, lasciando libera et espedita al detto messerMichelagnoloet per sua la casa, della quale si dice in ditto strumento di 29 aprile 1532, promettendo che mai per conto di detta opera et fabrica di sepoltura di Iulio papa II, nè per conto de' denari che messerMichelagnolohabbia avuti, nè per conto di detta casa, per tempo alcuno dalla excellenzia del prefato signor Duca, nè da altri in suo nome, o da altri sotto qual si voglia quesito colore di eredità, parentado, amicizia, execuzione di testamento o scripture publice o private sopra ciò fatte, o protestietiamsecretamente fatti, il detto messerMichelagnolo, per quanto sua Excellenzia puotrà, non sarà molestato: dechiarando, che per questo contratto si ponga silenzio perpetuo a questo negocio di sepoltura per conto di detto messerMichelagnolo. Et per maggiore et più valida fermezza di tutte le soprascritte cose, il prefato messer Girolamo, oratore, in nome della excellenzia del duca di Urbino prenominato, et per lui promettendode ratoin forma valida si obliga,videlicet, che sua Excellenzia ratificarà per publico instrumento questo contratto et tutto quello che in esso si contiene, et per lettera che sua Excellenzia scriverà a messerMichelagnoloin fra XV dì da oggi: il quale contratto et lettera sua Excellenzia, subito che saran qui venuti fra detto tempo, farà recognoscere fra XV dì da poi da tre persone degne di fede. E di presenzia, consenso et volontà di sua Beatitudine ambedui le parti, come di sopra, in detti nomi si obligorno in forma della Camera Apostolica da extendersi a longo con le submissioni, renunziazioni et constituzioni de' procuratori et con tutte le altre clausole necessarie et consuete, non mutata la substanzia delle cose predette, et giurorno etc. Quibus omnibus et singulis premissis coram sua Sanctitate, sic ut prefertur lectis et stipulatis, etiam de illis idem prelibatus sanctissimus Dominus Noster plene informatus, salva etiam latissima et amplissima confirmatione etc. etc.
Acta fuerunt hec Rome in palatio Sancti Marci in camera sue Sanctitatis, presentibus ibidem Reverendis patribus domino Alexandro episcopo Adiacensi, sue Sanctitatis magistro domus, et Nicolao Ardinghello episcopo Forosemproniensi, eiusdem domini nostri Pape datario, D. Bernardino Helvino, thesaurario generali Sedis Apostolice, ac dominio Cortesio et aliis testibus etc.
(Firmato):Bartholomeus Cappellus, notarius rogatus.
MaestroRaffaello da Montelupoavere alli 21 d'agosto scudi 445, avuti da messer Hieronimo Tiranno, oratore del signor duca d'Urbino, per mano di messerMichelangelo Buonarroti.
Archivio Buonarroti.Roma, 21 d'agosto 1542.
Girolamo Tiranno, oratore del duca d'Urbino, alloga aRaffaello da Montelupoa finire cinque statue di marmo, e aFrancescodettol'Urbinoa fare il resto del lavoro di quadro della sepoltura di papa Giulio II.
In nomine Domine, Amen. Per hoc presens publicum instrumentum cunctis pateat evidenter et sit notum, quod anno ab eiusdem Domini nativitate millesimi quingentesimi quadragesimi secundi, indictione quintadecima, die vero vigesima prima augusti, Pontificatus sanctissimi in Christo patris et domini nostri, domini Pauli divina providentia pape iij, anno octavo, in mei notarii publici testiumque infrascriptorum ad hec specialiter vocatorum, personaliter constitutus:
Il magnifico messer Hieronimo Tiranno, oratore dell'illustrissimo signor duca di Urbino, in nome di sua Excellentia, di messerMichelangelo Buonarruoti, et de l'opera della sepoltura della felice recordazione di Iulio papa ij incominciata in la chiesa di San Pietro ad Vincula di Roma; acciochè la detta opera abbia il suo debito fine, in ogni miglior modo che possa et debba, allogò et dètte a maestroRaphaello da Montelupo, scultore fiorentino, a finire cinque statue di marmo che vanno in detta sepoltura et che erano prima sbozzate et quasi finite dal prefato messerMichelangelo Bonarruoti: le quali sonno,videlicet, una Nostra Donna con il Putto in braccio, una Sibilla, un Propheta, una Vita activa et una Vita contemplativa: et tutto per prezzo di scudi cinque cento cinquanta di moneta, a iuli x per scudo: le quali statue esso maestroRaphaelloha da dar finite del tutto nella stanza dove sono in casa del prefato messerMichelangelo Bonarruoti, nel modo et secondo che giornalmente li ordinarà et commetterà il detto messerMichelangelo, a cui obedienza ha da stare, et questo in tempo di xx mesi proximi, cominciati questo dì: de' quali scudi cento cinquanta detto maestroRaphaello, quivi presente, confessò avere avuto scudi cento cinque per mano del medesimo messerMichelangelo Bonarruotiin più partite fino a questo dì ventuno di agosto, et il resto, che sono scudi quattrocento quaranta cinque simili, ha avuto una cedula del banco di Silvestro da Montauto et compagni, per averli alla giornata; secondo andarà lavorando et di ordine et per poliza del predetto messerMichelangelo, sottoscritta di mano del prefato magnifico signore imbasciatore; et messer Luigi de Riccio:nome propriopromesse et promette che il prefato maestroRaphaellofinirà per il detto prezzo le dette cinque statue in detto tempo, salvo iusto et legitimo impedimento; il qual cessante, sia in ogni modo tenuto a finirle.
Item il detto signor imbasciatore, in nome come di sopra, similmente allogò aFrancescod'Amadoreda Urbino,etiampresente, tutto il resto del quadro, cioè de l'ornamento di detta sepoltura, cominciata, come è detto di sopra, in San Pietro ad Vincula, con tutto il fontespitio (sic) et candellieri; il qual quadro, ornamento et opera ha da fare di ordine et comandamento del detto messerMichelangelo, et come a lui parrà et secondo il disegno che ha mandato detto messerMichelangeloa sua Excellentia, dove di sua mano è notata l'altezza et larghezza: et questo, dettoFrancescoha da fare per prezzo di scudi ottocento di moneta, a iuli x per scudo: la qual'opera dettoFrancescopromesse aver finita in dieci mesi proximi, similmente cominciati questo dì: de' quali scudi ottocento di moneta, dettoFrancescoconfessò avere avutotrecento in più partite per mano del medesimo messerMichelangelo, et il resto ha ricevuto in una poliza over cedula del bancho di messer Silvestro da Montauto et compagni, per averli alla giornata, secondo andrà lavorando, di ordine et per poliza del detto messerMichelagnoloet sottoscritta di mano del prefato signor imbasciadore. Et più il dettoFrancescosi obligò et promesse che detto messerMichelagnoloritoccherà la faccia della statua di papa Iulio che è in su l'opera et quella de' Termini, secondo che ad esso messerMichelangeloparrà stia bene. Et ancho dettoFrancescoda Urbino si obligò condurre et far condurre a sue proprie spese le cinque statue che vanno in detta sepoltura, da casa del detto messerMichelangelodove sonno, in su detta opera, dove hanno a stare, per prezzo di scudi cinquanta simili di moneta, quali dicano già essere depositati come di sopra, per averli dettoFrancescoquando egli arrà condotte e poste dette statue a luogo loro. Li quali maestroRaphaello, messer Luigi etFrancescopresenti per observatione di tutto quello che di sopra è detto et scritto, si obligorno et ciaschun si obligò in forma amplissima della Camera Apostolica, da extendersi con tutte le clausule, cautele et promissioni solite et opportune; et giurornoad sancta Dei evangelia. Le quali cose furon fatte come di sopra, in Roma, nel Consolato de' Fiorentini, presenti messer Giovanni Pandolfini cittadin fiorentino, et Giovanni Bancozzo clerico fesulano, testimoni.
Et ego Bartholomeus Cappellus de Montepolitiano, Camere Apostolice notarius et nationis florentine de Urbe cancellarius, de premissis ut supra gestis rogatus, hoc presens publicum instrumentum aliena manu fideliter scriptum, subscripsi et publicavi meis nomine et signo consuetis in fidem premissorum muniendo, requisitus.
Biblioteca Nazionale di Firenze.Roma, 6 di febbraio 1543.
BattistadiDonato Bentiprende a fare dall'Urbinoun'arme di marmo per la sepoltura di papa Giulio II.[621]
Sia noto a chi vedrà la presente, comeFrancesco da Madore(sic) da Urbino à alogato et dato a fare aBatistadaPietra Santa[622]una arme di papa Iulio II, di marmo d'un pezo, secondo il modello auto da messerMichelagnolo Buonarroti, a tutta sua spesa della fattura: solo dettoFrancescoda Urbino li à a dare il marmo et fargnene portare a casa sua vicino a Camposanto, et di lì, fatta che la sarà, levarla et condurla a San Pietro in Vincula a spese sua, per prezzo di scudi 36, di giuli x per scudo, di moneta vechia; dettoPietra Santapromette averla di tutto finita per tutto marzo proximo 1543.
6 febbraio 1543, in Roma.
Archivio Buonarroti.Firenze, 14 di maggio 1548.
Fede di Bernardo Bini di aver pagato, in nome del cardinale Aginense, aMichelangelo3000 ducati per conto della sepoltura di papa Giulio II.
In Dei nomine, Amen. Universis et singulis presentis publici instrumenti seriem inspecturis pateat evidenter et notum sit, quod anno Incarnationis Dominice millesimo quingentesimo quadragesimo octavo, indictione sexta, die vero xiiij mensis maii, Pontificatus sanctissimi in Christo patris et domini nostri, domini Pauli divina providentia pape Tertii, anno quartodecimo, in mei notarii publici, testiumque infrascriptorum presentia, personaliter constitutus spectabilis vir Bernardus de Binis, civis florentinus, requisitus pro parte eximii viriMichelangeli de Bonarrotis, civis et scultoris florentini, volens veritatem manifestare, suo medio iuramento in manibus mei notarii prestito, dixit et testificatus est, qualiter in principio pontificatus domini Leonis pape Decimi in circa, ut vult recordari, ipse testis ad requisitionem et instantiam reverendissimi Cardinalis Agennensis, prout similiter vult recordari, solvit et numeravit sopradictoMichelangeloducatos triamilia in circa occasione et causa et pro parte sepulchri seu sepulture felicis recordationis domini Iulii pape Secundi, quam dictusMichelangelussculpebat; de quo fecit memoriam super libris dicti testis, quos non habet penes se; et quod fuit in urbe Rome, et quod predicta dixit pro veritate tantum. Super quibus rogavit me, ut publicum conficerem instrumentum.
Acta fuerunt hec omnia Florentie in domo dicti Bernardi, presentibus ibidem venerabilibus viris ser Iohanne Francisco Antonii Fattucci cappellano cathedralis Ecclesie florentine, et ser Matheo Maganzi presbitero florentino, testibus ad premessa vocatis, habitis et rogatis.
Et quia ego Scipio ser Alexandri de Braccesis Apostolica et imperiali auctoritatibus notarius et civis florentinus premissis omnibus dum sic agebatur, cum prenominatis testibus interfui et ex sic fieri vidi, et audivi, et in notam sumpsi ex qua hoc presens publicum instrumentum confeci et publicavi; ideo in fidem premissorum me subscripsi et signum meum apposui consuetum, rogatus et requisitus.
(Dietro è scritto.)Confesso della ricevuta di scudi 3000 per conto della sepoltura di Iulio ij.
(Dietro è scritto.)
Confesso della ricevuta di scudi 3000 per conto della sepoltura di Iulio ij.
FINE DE' CONTRATTI E DEL VOLUME.
INDICE DEL VOLUME.PrefazionePag. vLettere alla Famiglia.A Lodovico suo padre(dal 1497 al 1523)3A Buonarroto suo fratello(dal 1497 al 1527)59A Giovan Simone suo fratello(dal 1507 al 1546)147A Gismondo suo fratello(dal 1540 al 1542)159A Lionardo suo nipote(dal 1540 al 1563)161Lettere a diversi(dal 1496 al 1561)375Ricordi di Michelangelo Buonarroti(dal 1505 al 1563)563Contratti artistici di Michelangelo Buonarroti(dal 1498 al 1548)613