Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Ranieri Zeno quartarolo.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 4.
Moneta. Lorenzo Tiepolo grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Lorenzo Tiepolo piccolo.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 3.
Moneta. Lorenzo Tiepolo bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Lorenzo Tiepolo doppio quartarolo.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Lorenzo Tiepolo quartarolo.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Jacopo Contarini grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Jacopo Contarini piccolo.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Jacopo Contarini bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Jacopo Contarini doppio quartarolo.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Jacopo Contarini quartarolo.
Rarità. R6.
Prezzo in Lire italiane. 40.
Moneta. Giovanni Dandolo ducato.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Giovanni Dandolo grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 3.
Moneta. Giovanni Dandolo piccolo.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Giovanni Dandolo bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Giovanni Dandolo doppio quartarolo.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Giovanni Dandolo quartarolo.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Pietro Gradenigo ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Pietro Gradenigo grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 3.
Moneta. Pietro Gradenigo piccolo.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 10.
Moneta. Pietro Gradenigo bianco.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Pietro Gradenigo doppio quartarolo.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Pietro Gradenigo quartarolo (1).
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Marino Zorzi ducato.
Rarità. R6.
Prezzo in Lire italiane. 400.
Moneta. Marino Zorzi grosso.
Rarità. R5.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Marino Zorzi quartarolo.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Giovanni Soranzo ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Giovanni Soranzo grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 2.
Moneta. Giovanni Soranzo piccolo.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Giovanni Soranzo bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Giovanni Soranzo quartarolo.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Francesco Dandolo ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Francesco Dandolo grosso.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 4.
Moneta. Francesco Dandolo mezzanino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Francesco Dandolo soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Francesco Dandolo piccolo.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 10.
Moneta. Francesco Dandolo bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Bartolomeo Gradenigo ducato.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Bartolomeo Gradenigo grosso.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 6.
Moneta. Bartolomeo Gradenigo soldino.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Bartolomeo Gradenigo piccolo.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Andrea Dandolo ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Andrea Dandolo grosso.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 6.
Moneta. Andrea Dandolo mezzanino nuovo tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Andrea Dandolo soldino vecchio tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Andrea Dandolo soldino nuovo tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Andrea Dandolo piccolo.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 10.
Moneta. Andrea Dandolo bianco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Andrea Dandolo tornesello.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Marino Falier ducato.
Rarità. R6.
Prezzo in Lire italiane. 400.
Moneta. Marino Falier soldino.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Marino Falier tornesello.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Giovanni Gradenigo ducato.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 30.
Moneta. Giovanni Gradenigo grosso.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 150.
Moneta. Giovanni Gradenigo soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Giovanni Gradenigo piccolo.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Giovanni Gradenigo tornesello.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Giovanni Dolfin ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Giovanni Dolfin soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Giovanni Dolfin piccolo.
Rarità. R5.
Prezzo in Lire italiane. 30.
Moneta. Giovanni Dolfin tornesello.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Lorenzo Celsi ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Lorenzo Celsi soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Lorenzo Celsi piccolo.
Rarità. R5.
Prezzo in Lire italiane. 30.
Moneta. Lorenzo Celsi tornesello.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Marco Corner ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Marco Corner soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Marco Corner piccolo.
Rarità. R6.
Prezzo in Lire italiane. 40.
Moneta. Marco Corner tornesello.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Andrea Contarini ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Andrea Contarini grosso secondo tipo.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Andrea Contarini soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Andrea Contarini simile nuovo tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Andrea Contarini tornesello.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Michele Morosini ducato.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 150.
Moneta. Michele Morosini grosso.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 200.
Moneta. Michele Morosini soldino.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Michele Morosini tornesello.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Antonio Venier ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Antonio Venier grosso secondo tipo.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Antonio Venier simile terzo tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 2.
Moneta. Antonio Venier soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Antonio Venier piccolo.
Rarità. R5.
Prezzo in Lire italiane. 30.
Moneta. Antonio Venier tornesello.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Michele Steno ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Michele Steno grosso.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 2.
Moneta. Michele Steno soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Michele Steno piccolo.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Michele Steno mezzanino (soldo per Verona).
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 4.
Moneta. Michele Steno piccolo per Verona e Vicenza.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 8.
Moneta. Michele Steno tornesello.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Tomaso Mocenigo ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 18.
Moneta. Tomaso Mocenigo grosso.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 4.
Moneta. Tomaso Mocenigo soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 1.
Moneta. Tomaso Mocenigo piccolo.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Tomaso Mocenigo simile per Verona e Vicenza.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 20.
Moneta. Tomaso Mocenigo piccolo col busto di San Marco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Tomaso Mocenigo tornesello.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Francesco Foscari ducato.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Francesco Foscari grossone da 8 soldi.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. 2.
Moneta. Francesco Foscari simile, varietà.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 150.
Moneta. Francesco Foscari grosso, o grossetto.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Francesco Foscari mezzo grosso.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 3.
Moneta. Francesco Foscari soldino.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Francesco Foscari piccolo, o denaro.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 10.
Moneta. Francesco Foscari simile di nuovo tipo.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Francesco Foscari quattrino per la terraferma.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Francesco Foscari simile, varietà.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Francesco Foscari quattrino per Ravenna.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Francesco Foscari mezzo quattrino per Ravenna.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino per Brescia.
Rarità. C.
Prezzo in Lire italiane. C.
Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino per Verona e Vicenza.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino colla testa di SanMarco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Francesco Foscari tornesello.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Pasquale Malipiero ducato.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Pasquale Malipiero grosso, o grossetto.
Rarità. R3.
Prezzo in Lire italiane. 15.
Moneta. Pasquale Malipiero soldino.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Pasquale Malipiero quattrino, o duino.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Pasquale Malipiero picoclo colla testa di San Marco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Cristoforo Moro ducato.
Rarità. R.
Prezzo in Lire italiane. 25.
Moneta. Cristoforo Moro grosso.
Rarità. R5.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Cristoforo Moro soldino.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Cristoforo Moro piccolo di rame col busto del doge.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 80.
Moneta. Cristoforo Moro piccolo di rame col busto del doge senza iscrizione.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 60.
Moneta. Cristoforo Moro piccolo copoluto.
Rarità. R2.
Prezzo in Lire italiane. 5.
Moneta. Cristoforo Moro piccolo colla testa di San Marco.
Rarità. R8.
Prezzo in Lire italiane. 100.
Moneta. Cristoforo Moro tornesello.
Rarità. R7.
Prezzo in Lire italiane. 50.
Moneta. Moneta anonima per la Dalmazia.
Rarità. R4.
Prezzo in Lire italiane. 30.
Moneta. Moneta anonima per la Dalmazia. Varietà.
Rarità. R6.
Prezzo in Lire italiane. 50.
[Nuova pagina]
(1) Un più accurato esame dell'esemplare, esistente nel Museo civico di Trieste, dimostra che esso è un doppio quartarolo sciupato. Nelle schede manoscritte di C. Kunz è notato come esistente presso la Collegiata di Cividale il quartarolo di Pietro Gradenigo. Recatomi appositamente a Cividale, non trovai la moneta, e non potei averne alcuna notizia.
[Nuova pagina]
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Aggiustare. — Termine tecnico di zecca, che indica quell'operazione, con cui si tagliano gli angoli dei quadrelli di metallo per farne i dischi, sui quali dev'essere improntata la moneta. In venezianozustar.
Anonime. — Monete senza nome di doge. Sono raccolte in un capitolo speciale.
Aspri per la Tana ordinati nel 1461. Non si conosce se sono stati coniati.
Aureola. — Moneta che dovrebbe chiamarsi in tal modo dal nome del dogeOrio od Aurio. Non ha mai esistito.
Bagattino. — Nome dato ai piccoli o denari in Lombardia e nelle città del Veneto. A Venezia per la prima volta usato in pubblici documenti nel 1442. — Bagattini per Brescia, Bergamo, Verona e Vicenza, Padova, Treviso e Friuli. VediPiccoli.
Bianco. — Moneta veneziana, frazione e probabilmente metà del danaro.— Ultima menzione del bianco ai tempi di Andrea Dandolo.
Bolle ducali. — Secondo l'uso comune nei bassi tempi i dogi usavano il sigillo di piombo detto bolla, perché fatto da una sfera di piombo che compressa da due conî si trasformava in un disco colla impronta da entrambi i lati. In rarissimi casi si usavano le bolle d'oro e d'argento. Ho riprodotto alcune delle bolle ducali, perché meglio delle monete rappresentano le successive trasformazioni del costume del doge: Bolla in piombo di Orio Malipiero, — di Enrico Dandolo, — di Jacopo Tiepolo, — di Ranieri Zeno, — di Giovanni Soranzo, — di Marin Falier. — Bolla in oro di Michele Steno, — in piombo di Francesco Foscari, — di Cristoforo Moro.
Bollo di San Marco posto sui lavori di orificeria, quale prova di essere stati saggiati e trovati di giusta lega. — Bollo con cui si controllavano le bilancie ed i pesi dai cambiadori.
Brescia. — Grossi di Brescia, fatti ad imitazione dei veneziani, proibiti. —Piccoliobagattiniper Brescia —Quattriniper la terraferma, a Brescia valevano 2 piccoli e si chiamavanoquattrini duini. — Piccoli di Brescia, sono in parte ritirati o fusi par farne quattrini duini.
Campanella. — L'oro e l'argento condotto a Venezia doveva vendersi all'incanto a Rialto, ciocché si dicevaa campanellaodalla campanella. — Si abolisce. — Si ripristina. — I tedeschi pagavano un grosso ad ogni marca d'oro perno dar campanella, ossia per essere liberati da tale obbligo.
Capitolare. — Libro ove erano scritti i doveri ed i diritti dei Magistrati. Prima notizia dei Massari sorveglianti la zecca e del loro Capitolare. —Capitolare dei massari della moneta, compilato nel 1278, conservato all'Archivio di Stato. — Documento IV. — Abolito. —Capitolare delle brocche, codice membranaceo del secolo XIV esistente nel Regio Archivio di Stato, dove, oltre i decreti, sono ricordati gli ordini verbali e le memorie relative alla zecca. —Capitolare dei massari all'oro, codice membranaceo del secolo XIV, esistente nella Biblioteca Papadopoli. —Capitolare dei massari all'argento, compilato nell'anno 1691, esistente nella biblioteca Papadopoli.
CARLO MAGNO. — Durante il regno di Carlo Magno, a Venezia non fu coniata moneta. —Lira carolingiaistituita da Carlo Magno.
Carrarini, coniati a Padova, sono banditi.
Cattaro. — Città venuta in possesso dei veneziani nel 1420, ebbe prima e conservò il diritto di zecca, coniando monete secondo il sistema monetario locale.
CELSI LORENZO, LVIII doge. — Facilitazioni ai mercanti tedeschi che portano oro alla zecca. — Descrizione delle monete di Lorenzo Celsi. — Bibliografia.
CONTARINI ANDREA, LX doge. — Guerra contro i genovesi ed assedio di Chioggia. — Provvedimenti finanziari ed economici. — Diminuzione del peso dei soldini e mutazioni nel conio. — Annullamento dell'antico Capitolare dei massari alla moneta. —Grosso del secondo tipominore di peso e di titolo dell'antico. — Prezzi dei generi di necessità durante la guerra di Chioggia. — Valore del ducato. — Carrarini, coniati a Padova, sono banditi. — Ducati veneziani, imitati a Teologo od Altoluogo (Efeso). — Descrizione delle monete di Andrea Contarini. — Bibliografia.
CONTARINI JACOPO, XLVII doge. — Nella promissione ducale, il doge deve giurare di mantenere intatta la moneta e di punire i falsificatori. — Capitolare dei massari alla moneta. — Descrizione delle monete di Jacopo Contarini. — Bibliografia.
CORNER MARCO, LIX doge. — Provvedimenti contro i ducati fabbricati all'estero ad imitazione dei veneziani. — Descrizione delle monete di Marco Corner. — Bibliografia.
Corone e Modone. — Castelli della Morea, ove un decreto del MaggiorConsiglio ordinava di aprire una zecca.
CORRADO I, imperatore e re d'Italia, II come re di Germania. —Descrizione del denaro di Corrado. — Bibliografia.
Dalmazia. — Moneta coniata per Zara e la Dalmazia, — è il soldo della lira dalmata. — Descrizione e bibliografia.
DANDOLO ANDREA, LIV doge. — Saggio o campione dei ducati. — Ultima deliberazione che riguarda i bianchi. — Ducati bollati. — Valore del grosso elevato a 4 soldi. — Nuovomezzaninoe nuovosoldino. — Origine e diffusione deltornese. —Torneselloveneziano. — Descrizione delle monete di Andrea Dandolo. — Bibliografia.
DANDOLO ENRICO, XLI doge. —Grosso, nuova moneta, — epoca della sua istituzione. — Nomi, valore, peso ed intrinseco del grosso. —Quartarolo, altra nuova moneta di quel tempo. — Descrizione delle monete di Enrico Dandolo. — Bibliografia.
DANDOLO FRANCESCO, LII doge. — Saggio e bollo sui lavori degli orrefici. — Nuove monete d'argento, una dettamezzaninodel valore di mezzo grosso, l'altrasoldinodel valore di 12 danari. — Lagni dei Trevisani per le nuove monete. — Imitazione di monete veneziane in Slavonia (Veglia). — Descrizione delle monete di Francesco Dandolo. — Bibliografia.
DANDOLO GIOVANNI, XLVIII doge. — Il valore del grosso è portato a 32 piccoli. — Nuova lega del piccolo diminuito. — Creazione delducato d'oro. — Tipo del ducato. — Bontà, peso e valore del ducato. —Lira di piccoli. —Lira di grossi. — Lira di grossia oro. — Lira di piccoliad parvos. — Lira di piccoliadgrossos. — Il Maggior Consiglio delega i suoi poteri al doge, ai consiglieri ed alla Quarantìa per le faccende della zecca. — Nomina dei massari all'oro ed alla moneta. — Descrizione delle monete di Giovanni Dandolo. — Bibliografia.
Denaro. — Dodicesima parte del soldo e quindi la duecentoquarantesima parte delle lire. — Sola moneta coniata dagli imperatori ed a Venezia fino a tutto il XII secolo. — Suo peso ed intrinseco durante i sovrani Carolingi. — Denaro di Lodovico I imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro col nome di Lotario I, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro con XPE SALVA VENECIAS, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro con CRISTVS IMPERAT, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Corrado I imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Enrico II imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Enrico III e IV colla il protome di San Marco, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro opiccoloveneziano, — suo peso ed intrinseco al tempo di Sebastiano Ziani, — sospesa la coniazione durante i dogi P. Ziani, J. Tiepolo, M. Morosini, e R. Zeno, — si ricominciano a coniare i denari. — Dettobagattino. — Vedipiccoloebagattino. —Denaro grosso.
Dodesino. — Nome dato al soldino.
DOLFIN GIOVANNI, LVII doge. — Proibizione agli ufficiali della zecca di negoziare nelle materie preziose. — Nuove e più gravi pene a coloro che danneggiano le monete. — Descrizione delle monete di Giovanni Dolfin. — Bibliografia.
Ducato. — Nome dato anticamente al grosso.
Ducato d'oro. — Creato col decreto 31 ottobre 1284. — Tipo del ducato, — bontà, peso e valore. — Ragguaglio fra l'oro e l'argento. — Valutato 40 soldiad grossos. — Il prezzo del ducato è portato a 24 grossi d'argento. — Saggio o campione dei ducati. — Ducati bollati. — Valore del ducato durante il principato di Andrea Contarini. — Nel 1407 il ducato valeva 93 soldi, mentre nel 1417 valeva 100 soldi. — Si ordina il taglio delle monete d'argento nel 1429, in modo che il ducato equivalga a 104 soldi. —Ducativenezianiimitati all'estero, — in levante, — a Mitilene e Foglie, — a Teologo od Altoluogo, — a Rodi, — ed oltre a ciò a Chiarenza, a Scio ed a Pera.
ENRICO II, imperatore e re d'Italia, III come re di Germania. —Descrizione dei denari di Enrico II. — Bibliografia.
ENRICO III e IV, imperatori e re d'Italia, IV e V come re di Germania. — Descrizione dei ducati di Enrico III e di Enrico IV colla protome di San Marco. — Bibliografia.
FALIER MARINO, LV doge. — Proibizione di monete false coi tipi dei carrarini, frisachesi e denari a XXII. — Descrizione delle monete di Marino Falier. — Bibliografia.
Falsificatori delle monete puniti dalle leggi. — Nella promissione ducale il doge deve giurare di perseguitare e punire i falsificatori di monete. — Provvedimenti contro i falsari e danneggiatori delle monete. — Pene stabilite per i falsificatori, estese ai forestieri, — ed a coloro che introducono monete false nello Stato.
Falsificazioni delle monete, proibite. — Le monete false che venissero alle casse pubbliche sieno tagliate in quattro pezzi. — Piccoli pessimi e rei forestieri banditi e distrutti. — In causa delle falsificazioni si cambia il modello dei piccoli. — Si invitano i cittadini a presentare i piccoli alle autorità per distruggere i falsi e cambiare i vecchi. — Pene estese a chi introduce monete false nello Stato. — Preoccupazioni e progetti di riforma monetaria in causa delle falsificazioni. — Provvedimenti per distruggere i bagattini falsi e sostituirli con buoni, differenti di tipo dagli antichi.
Fiaoni o Fiadoni, in latinoflaones. — Dischi di metallo a cui, dopo le operazioni dettezustar,pesaremendar, non mancava che l'impronta o stampa per diventare moneta. — L'operaio che improntava il conio si dicevastampidor.
FOSCARI FRANCESCO, LXV doge. — Scarsezza dell'oro. — Ordine di coniaregrossonida 8 soldi, emezzi grossida 2 soldi, oltre ai grossi per l'Oriente con una proporzione di peso inferiore a quanto si faceva fino allora. — Monete di bassa lega, coniate per lucro diminuendo il fino. —Piccoliper Venezia, Padova e Treviso, — per Verona e Vicenza, — per Brescia. —Bagattini, —quattriniemezzi quattriniper Ravenna. — Nuovopiccoloper Venezia. —Quattrinoper la terraferma. —Quattrino-duino. — Piccolo colla testa di San Marco. — Provvedimenti contro le falsificazioni. — Pene contro chi introduce nello Stato moneta falsa. — Gli intagliatori della zecca devono essere cittadini veneziani. — Disagio per la troppa abbondanza di moneta bassa. — Il Maggior Consiglio proibisce di coniare quattrini e piccoli senza la sua autorizzazione. — Descrizione delle monete di Francesco Foscari. — Bibliografia.
Ginocchiello. — Nome dato al soldino.
Goti. — Durante la dominazione dei Goti in Italia, non si coniarono monete a Venezia.
GRADENIGO BARTOLOMEO, LIII doge. — Descrizione delle monete diBartolomeo Gradenigo. — Bibliografia.
GRADENIGO GIOVANNI, LVI doge. — Pene dei falsificatori inasprite ed estese ai forestieri. — Descrizione delle monete di Giovanni Gradenigo. — Bibliografia.
GRADENIGO PIETRO, XLIX doge. — Decreto che ordina di coniare monete in Corone e Modone. — Opinione del dottor Cumano sulle monete che possono essere state coniate in quelle zecche. — Proibizione ed ordine di distruzione dei grossi di Rascia e Brescia. — Descrizione delle monete di Pietro Gradenigo. — Bibliografia.
Greco impero. — VediImpero d'Oriente.
Grosso. — Moneta per la prima volta coniata da Enrico Dandolo. — Nomi e tipo. — Valore originario di 26 piccoli. — Peso e bontà del grosso. — Il valore del grosso è portato a 28 piccoli. — Nel 1282 è elevato a 32 piccoli. — Il valore del grosso è ragguagliato a 4 soldi. — Sospesa la coniazione del grosso. —Secondo tipodel grosso diminuito di peso e peggiorato nel titolo. —Terzo tipocon diminuzione di peso. — Nuova diminuzione ai tempi di Michele Steno, — ed a quelli di Tomaso Mocenigo. — Diminuzione di peso e di fino nei nuovi grossi colle iniziali dei massari. — Diminuzione ulteriore di peso al tempo di F. Foscari. — Dopo la coniazione deiGrossonida 8 soldi, i grossi furono volgarmente dettigrossetti. —Lira di grossielira ad grossos(Vedilira). — Grossi imitati in Italia ed in Levante, — nel regno di Rascia, — a Brescia. —Grossi d'oro, ossia monete col tipo del grosso battute in oro sono fuse, e quindi devono ritenersi fabbricazione dolosa del secolo scorso. Così quello di J. Tiepolo, esistente nel Museo di San Marco, come quelli di G. Soranzo e di F. Foscari.
Grossone da 8 soldi. — Moneta decretata nel 1429. — Varietà esistente al Museo Correr.
Imitazione di monete veneziane in Italia ed in Levante. — Grossi imitati nel regno di Rascia, — a Brescia. — Soldini imitati in Slavonia. — Ducati imitati all'estero, — in Levante, — a Mitilene e Foglie, — a Teologo od Altoluogo, — a Rodi, — ed oltre a ciò a Chiarenza, Scio e Pera.
Impero d'occidente. — Relazioni dei Veneziani coll'Occidente. — Trattato d'Aquisgrana. — Politica veneziana fra i due Imperi. — Quando Venezia riconobbe la suprema autorità dell'Impero d'occidente. — Primo tentativo d'indipendenza. — Pericoli della Repubblica. — Savia politica di Pietro Orseolo II. — Nuova moneta autonoma di Venezia. — Indipendenza di Venezia. — Monete col nome dei dogi.
Impero d'oriente. — Relazioni dei Veneziani cogli Imperatori greci. —Finché i Veneziani si consideravano parte dell'Impero orientalenon coniarono moneta. — Trattato d'Aquisgrana. — Epoca in cuiVenezia riconobbe la supremazia degli Imperatori latini.
Intagliatori della zecca veneta. — Antonio delle Forbici, Bernardo Sesto, padre di Lorenzo e Marco. — Gerolamo Sesto. — Devono essere cittadini veneziani. — Antonello della Moneta.
Lira. — Unità monetaria istituita da Carlo Magno, divisa in 20soldida 12denaril'uno. — Peso e valore dellalira carolingia. — Diminuì d'intrinseco durante gli Imperatori germanici. —Lira di denari veneziani, primi documenti che ne parlano. — Considerata metà della lira imperiale. — Di uguale valore dellalira veronese. — Chiamatalira di piccoli. — Valore della lira di piccoli. — Modo di contare la lira di piccoliad grossosead parvos. —Lira di grossi, ossia lira di denari grossi. — Valore della lira di grossi. — Elevato il ducato a 24 grossi, il valore della lira di grossi è uguale a 10 ducati. — Lira di grossi aoro. —Lira di VeronaeVicenzanel secolo XV, maggiore di un terzo della lira veneziana. —Lira di Bresciadoppia della veneziana. —Lira dalmatadue terzi della lira di piccoli.
LODOVICO I IL PIO, imperatore. — Denari di Lodovico col nome di Venezia. — Opinione di Giulio di San Quintino che tali monete siano coniate a Pavia, — combattuta da Carlo Brambilla. — Parere dell'autore. — Descrizione delle monete di Lodovico I. — Bibliografia.
Longobardi. — Durante il regno dei Longobardi, Venezia non coniò moneta.
LOTARIO I, imperatore. — Denari di Lotario col nome di Venezia. —Opinione di Giulio di San Quintino che tali monete sieno coniate aPavia, — combattuta da Carlo Brambilla. — Parere dell'autoreDescrizione delle monete di Lotario I — Bibliografia.
LOTARIO II, re d'Italia, a cui si deve attribuire il trattato coiVeneziani, considerato sin qui stipulato con Lotario I.
MALIPIERO ORIO, XL doge. — Moneta chiamataAureola, dal nome del principe, non ha mai esistito. — Descrizione delle monete di Orio Malipiero. — Bibliografia.
MALIPIERO PASQUALE, LXVI doge. — Si ritirano in parte i piccoli di Brescia per farne quattrini duini. — Proibizione di pagarein scartociis. — Provvedimenti contro i quattrini falsi. — Ordine di coniareaspriper la Tana. — Descrizione delle monete di Pasquale Malipiero. — Bibliografia.
Massari alla moneta. — Magistrati che sorvegliavano la zecca ed eseguivano gli ordini del doge e della Signoria, primo documento che ne parla. — Segni dei massari sui grossi. — Nomina dei massari. — Chiamati più tardimassari all'argento. — Iniziale del nome di battesimo del massaro, posta sulle monete d'argento. — Riforme nella nomina dei massari all'argento. — Appendice II.
Massari all'oro, per la prima volta istituiti nei 1285. — Nominati dal doge unitamente ai consiglieri della Quarantìa, più tardi ad una mano dal doge, consiglieri e capi, ed a due mani dal Maggior Consiglio. — Appendice II.
Matapan. — Nome dato al grosso.
Mendare (emendare). — Operazione con cui si correggevano i difetti dei dischi di metallo destinati a diventare moneta: gli operai occupati in tale lavoro si chiamavanomendadori.
Mezzanino. — Moneta d'argento del valore di mezzo grosso, ossia 16 piccoli, coniata al tempo di Francesco Dandolo. — Mezzanino d'argento fino e dinuovo tipo, del valore di 16 piccoli, coniato da Andrea Dandolo. — Coniato nuovamente ai tempi di Michele Steno, per farne il soldo della lira usata a Verona e Vicenza, che, essendo un terzo più del veneziano, equivaleva a 16 piccoli. —Da 2 soldi, o mezzo grosso, coniato ai tempi di F. Foscari sul tipo del mezzanino di F. Dandolo.
MICHIEL VITALE II, doge XXXVIII. — Prima moneta veneziana col nome del principe. —Bianco. — Descrizione della moneta. — Bibliografia.
Mitilene e Foglie. — Zecche dove fu imitato il ducato veneziano. — I Veneziani se ne lamentano al Senato di Genova, che ne fa rimostranza a Francesco Gattilusio, signore di Mitilene.
Moneta veneziana. — Primo documento che parla di moneta veneziana. — Altri antichissimi documenti che parlano di moneta veneziana. — Considerata metà della imperiale (pavese o milanese). — Derivata dalla moneta carolingia ed eguale alla veronese. — Valore della moneta veneziana.
Monete antiche rifuse.
Monete false. — VediFalsificazioni.
Monete stronzate. — VediStronzate.
Monete tosate. — VediTosate.
MOCENIGO TOMASO, LXIV doge. — Riforme e provvedimenti, relativi alla zecca. — Diminuzione del peso dei grossi e dei soldini. — Nuova diminuzione di peso e di titolo. —Piccolo colla testa di San Marco, coniato forse per il Friuli. — Lagni dei Veneziani per le imitazioni dei ducati fatta in Rodi. — Descrizione delle monete di Tomaso Mocenigo. — Bibliografia.
MORO CRISTOFORO, LXVII doge. — Studi per riformare la moneta. — Ordine di distruggere le stampe preparate e di continuare la battitura di grossi. — Provvedimenti contro le falsificazioni dei piccoli e proibizione di darliin scarnutiis. — Respinta la proposta di coniare monetine da 2 o 3 per soldo, si ordina la coniazione dipiccoli copulutie si nega di fare piccoli di puro rame. — Altra simile proposta è nuovamente respinta dai Senato. — A Venezia si devono attribuire le più antiche monete di rame puro. — Ordine di coniare tornesi per il Levante. — Il Senato ordina di sospendere ogni discussione sulla riforma monetaria. — Descrizione delle monete di Cristoforo Moro. — Bibliografia.
MOROSINI MARINO, XLIV doge. — Nella promissione ducale è imposto al doge di perseguitare e punire i falsificatori delle monete. — Descrizione delle monete di Marino Morosini. — Bibliografia.
MOROSINI MICHELE, LXI doge. — Descrizione delle monete di MicheleMorosini — Bibliografia.
Origini della zecca veneta. — Opinioni degli storici sulle origini e sulla antichità della zecca veneta. — Parere dell'autore.
Parva. — Moneta parva, ominuta, erano i piccoli, i bianchi ed i quartaroli. — Il doge deve giurare di mantenere intattamonetam magnam et parvam.
Pesatori. — Funzionari che erano incaricati della delicata operazione di pesare la moneta. Erano nominati nello stesso modo dei massari e con essi si chiamavanoufficiali alla moneta.
Piccolo. — Nome dato al denaro per la sua esiguità. — Sospesa la coniazione durante i principati di P. Ziani, J. Tiepolo, M. Morosini e R. Zeno. — Si ricominciano a coniare i piccoli diminuiti di peso al tempo di L. Tiepolo. — Il pregio del piccolo è ancora diminuito nel 1282. — Nuova lega del piccolo. — Elevato il valore del grosso a 4 soldi, l'intrinseco del piccolo è nuovamente diminuito. — Lega e peso del piccolo nel 1379 e 1390. —Piccolo per Verona e Vicenza. —Piccolo o bagattino colla testadi San Marco, coniato per la prima volta ai tempi di T. Mocenigo, forse per il Friuli. — Ai tempi di F. Foscari. — Col nome di P. Malipiero. — L'argento contenuto nei piccoli è ridotto ad un diciottesimo del peso. —Piccolo o bagattino per Brescia. — Abolizione dei piccoli scodellati e sostituzione d'altro tipo. —Piccoli grandidi puro rame col busto del doge, ordinati alla zecca per mostra da Triadan Gritti. — Proposta di coniare piccoli di rame respinta dal Senato — Nuova ripulsa della stessa proposta presentata l'anno dopo. —Piccoli copolutiordinati nel 1483.
Punti segreti di zecca, ossia segni dei Massari della moneta. —Sostituiti dalle iniziali.
Quarto. — VediQuinto.
Quartarolo. — Moneta di valore di un quarto di denaro, coniata per la prima volta ai tempi di Enrico Dandolo.
Quartarolo doppio. — Moneta dello stesso tipo del quartarolo, ma di doppio peso, coniata dai dogi L. Tiepolo, — J. Contarini, — G. Dandolo, — P. Gradenigo.
Quattrino. — Moneta ordinata nel 1453, per comodo della terraferma, valeva 4 piccoli a Padova e Treviso, 3 piccoli della lira usata a Verona e Vicenza, e 2 piccoli della lira di Brescia. — Quattrino e mezzo quattrino per Ravenna.
Quattrino duino si diceva a Brescia il quattrino che valeva 2 denari o piccoli di quella lira — Ritirati e fusi in parte i piccoli di Brescia per farne quattrini duini.
Quinto. — Una quinta parte dell'argento condotto a Venezia, doveva essere consegnata alla zecca, la quale ne coniava monete che erano date ai mercanti in pagamento del quinto dell'argento ricevuto. — Abolizione del sistema dei quinti. — Si ordina che una quarta parte dell'argento portato a Venezia sia coniata, dando al mercante altrettanto peso di monete quanto aveva consegnato d'argento.
Rascia o Serbia. — Grossi, imitati sul modello veneziano, sono proibiti e tagliati. — Urosio, re di Rascia, è dannato da Dante per avere falsificato la moneta di Venezia.
Ravenna. —Quattrinoemezzo quattrinoconiati per Ravenna.
Rodi. — Veneziani muovono lamento al gran maestro dei Cavalieri per i ducati coniati a Rodi ad imitazione dei veneziani.
Saggio o campione dei ducati.
Scarnutiis. — E proibito tenere i piccoliin scarnutiis, sistema simile a quello, pure vietato, di darliin scartociis.
Scartociis. — Nel medio evo, quando abbondava la moneta minuta, era uso di chiuderla in borse o cartocci, su cui era scritto il numero dei pezzi contenuti: in seguito ad abusi, tale consuetudine fu vietata.
Scutari. — Città dell'Albania ceduta a Venezia da Giorgio Balsa, aveva zecca, dove i Veneziani continuarono a battere moneta.
Sigillo di Giovanni Gradenigo, — di Pasquale Malipiero.
Slavonia. — Soldini contrafatti a Veglia, proibiti a Venezia.
Soldo. — Ventesima parte della lira, pari a 12 denari, non fu coniato ai tempi dei sovrani carolingi. — Per la prima volta a Venezia coniato in argento, ai tempi di Francesco Dandolo. —Soldino nuovodi argento fino, coniato da Andrea Dandolo. — Nuovo tipo del soldino col leone alato. — Diminuito di peso ai tempi di Andrea Venier, — nel 1407, — e nel 1417. — Nel 1420 peggiorato il titolo e scemato il peso del soldino colle iniziali dei massari. —Soldo per Verona e Vicenza, coniato col tipo del mezzanino, che valeva a Venezia 16 piccoli. —Soldo della lira dalmata. — Soldini veneziani imitati in Slavonia. —Soldo di grossi.
SORANZO GIOVANNI, LI doge. — Provvedimenti contro la diffusione delle monete false e contro i falsificatori e danneggiatori delle monete. — Incisione dei ducati meno accurata. — Descrizione delle monete di Giovanni Soranzo. — Bibliografia.
STENO MICHELE, LXIII doge. — Altra diminuzione del grosso. — Provvedimenti per le monete di Verona e Vicenza. —Mezzanino, ovverosoldo veroneseepiccoloper Verona e Vicenza. —Monetaper Zara e Dalmazia. — Zecche di Scutari e Cattaro. — Descrizione delle monete di Michele Steno. — Bibliografia.
Stronzate. — Monete stronzate, tosate o danneggiate col ferro o col fuoco, devono tagliarsi per mezzo.
Stronzatori, o maliziatori di monete, puniti. — Si ripetono le minacce di pene gravi contro gli stronzatori e maliziatori di monete.
Surian. — Stemma della famiglia patrizia Surian sulle monete anonime per la Dalmazia.
Tana. — Ordine di coniare aspri per la Tana.
Teologo od Altoluogo di Turchia si chiamava nel medio evo l'anticaEfeso, dove i Sultani di Aidin tenevano la loro residenza. —Promessa di quel Sultano di non più imitare il ducato veneziano.
TIEPOLO JACOPO, XLIII doge. — Nell'ordinamento delle leggi sono puniti i falsificatori delle monete. — Il grosso in oro, che esiste nel museo di San Marco, è falso. — Punti o segni dei massari alla moneta. — Descrizione delle monete di Jacopo Tiepolo. — Bibliografia.
TIEPOLO LORENZO, XLVI doge. — Si riprende la coniazione del piccolo portando il valore del grosso a 28 piccoli e diminuendo in proporzione il peso del denaro. — Documento padovano sul valore del grosso. — Apertura d'un ufficio a Rialto per fondere e affinare i metalli. — Descrizione delle monete di Lorenzo Tiepolo. — Bibliografia.
Titolo dell'argento e della moneta veneziana (grosso) peggio 40 carati sino al 1379. — Dal 1379 sino al 1421, peggio 55. — Dal 6 febbraio 1420-21, sono tollerate le pezze sino a carati 60 di peggio, titolo che rimane normale nella zecca veneziana. — Titolodell'oro, che dovrebbe essere senza lega e ne contiene solo una minima frazione per le imperfezioni dei sistemi di affinamento.
Tornese, ossia denaro di Tours, ebbe favore in Oriente. — Fu coniato nel principato di Acaja, dalla metà del secolo XIII in poi.
Tornesello coniato a Venezia per sostituire i tornesi, dopo la metà del secolo XIV. — Abbondante coniazione di torneselli ai tempi di Antonio Venier.
Tosate. — Monete tosate, stronzate o danneggiate col ferro o col fuoco, devono tagliarsi per mezzo. — Gli ufficiali sopra i grossi tosati (grossis tonsis) devono invigilare presso i cambisti e loro servi.
Trattati di Venezia cogli imperatori d'Occidente. — Trattati con Lotario I. — Il più antico impugnato da San Quintino, — difeso da Romanin, — da me attribuito a Lotario II. — Trattato con Berengario II. — Trattato con Rodolfo di Provenza, nel quale si riconosce a Venezia il diritto di zecca. — Documento I. — Trattato con Ugo di Provenza, nel quale si riconosce a Venezia il diritto di zecca. — Documento Il.
Trattato di Aquisgrana, fra l'impero d'Oriente e quello d'Occidente.
Urosio, re di Rascia, falsificatore del grosso di Venezia.
Valore della moneta veneziana considerata metà della imperiale. —Uguale alla veronese. — Appendice I.
Valore attuale delle monete antiche di Venezia, Appendice III.
Veglia. — Isola che i Frangipani tenevano in feudo da Venezia. —Soldini coniati a Veglia, ad imitazione di quelli veneziani.
VENIER ANTONIO, LXII doge. — Provvedimenti per l'amministrazione della zecca, — per il diligente affinamento dei metalli, — per la nomina dei massari, — contro le monete false e stronzate. — Diminuzione del peso del soldino. —Terzo tipodel grosso. — Regolamento sul peso ed intrinseco del piccolo. — Stipendi degli intagliatori della zecca. — Descrizione delle monete di Antonio Venier. — Bibliografia.
Verona aveva la moneta di uguale valore della veneziana nei secoli XII e XIII. — Allorché Verona e Vicenza furono occupate dai Veneziani, nel 1404, la lira usata in quei territori era maggiore di un terzo della lira veneziana. — Ordine di coniare a Veneziasoldiepiccoliper Verona e Vicenza.
Vicenza usava la stessa moneta di Verona.
Zara. — Moneta coniata per Zara e la Dalmazia.
Zecca. — Opinioni dei diversi storici sulle origini e sull'antichità della zecca veneziana. — Parere dell'autore. — Separazione della zecca dell'oro da quella dell'argento.
ZENO RANIERI, XLV doge. — Descrizione delle monete di Ranieri Zeno. —Bibliografia.
ZIANI PIETRO, LXII doge. — Diffusione del grosso in Oriente ed inItalia. — Prima notizia intorno ai massari delle monete. —Descrizione delle monete di Pietro Ziani. — Bibliografia.
ZIANI SEBASTIANO, XXXIX doge. —Denaroopiccolodi questo principe, primo conosciuto, base del sistema monetario veneziano, uguale al veronese. — Deriva da quello di Carlo Magno. — Valore della lira di Carlo Magno. — Decaduta di peso e di valore. — Descrizione delle monete di Sebastiano Ziani. — Bibliografia.
ZORZI MARINO, L doge. — Descrizione delle monete di Marino Zorzi. —Bibliografia.
Zustar, era quell'operazione con cui si tagliavano gli angoli dei quadrelli di metallo e si dava la rotondità voluta ai dischi destinati a diventar moneta;zustadorisi chiamavano gli operai occupati in tale lavoro.
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