una carità
T'ostinasti a picchiare alle mie portecon il tuo cuor nella tua mano a guisadi pietra e a lungo mi chiamasti forte.E m'ostentavi la tua faccia intrisadi pianto, come un mendicante astuto,per più carpir dalla pietà improvvisa.Se a qualche carità, pregando aiuto,tu mi forzasti, non imaginarech'io n'abbia al par di te molto goduto.Labbra pietose si fan spesso amare,più amare quando vinsero un ritegnoper addolcire il cuore di chi apparedopo, ma tardi, d'ogni dono indegno.
T'ostinasti a picchiare alle mie portecon il tuo cuor nella tua mano a guisadi pietra e a lungo mi chiamasti forte.
T'ostinasti a picchiare alle mie porte
con il tuo cuor nella tua mano a guisa
di pietra e a lungo mi chiamasti forte.
E m'ostentavi la tua faccia intrisadi pianto, come un mendicante astuto,per più carpir dalla pietà improvvisa.
E m'ostentavi la tua faccia intrisa
di pianto, come un mendicante astuto,
per più carpir dalla pietà improvvisa.
Se a qualche carità, pregando aiuto,tu mi forzasti, non imaginarech'io n'abbia al par di te molto goduto.
Se a qualche carità, pregando aiuto,
tu mi forzasti, non imaginare
ch'io n'abbia al par di te molto goduto.
Labbra pietose si fan spesso amare,più amare quando vinsero un ritegnoper addolcire il cuore di chi appare
Labbra pietose si fan spesso amare,
più amare quando vinsero un ritegno
per addolcire il cuore di chi appare
dopo, ma tardi, d'ogni dono indegno.
dopo, ma tardi, d'ogni dono indegno.