asprezze
Aspra son io come quel vento vivodi marzo, il quale par crudo di gelima discioglie la neve su pel clivo.Vento di marzo che agita gli stelipigri, scopre vïole in mezzo all'erba,scompiglia erranti nuvole pei cieli.Asprigna io sono e rido un poco acerba.Mordere più che accarezzar mi piaceed apparir più che non sia superba.Come il vento di marzo io non dò pace.Godo sferzare ogni anima sopita,e trarne l'ire a un impeto vivaceper sentirla vibrar fra le mie dita.
Aspra son io come quel vento vivodi marzo, il quale par crudo di gelima discioglie la neve su pel clivo.
Aspra son io come quel vento vivo
di marzo, il quale par crudo di geli
ma discioglie la neve su pel clivo.
Vento di marzo che agita gli stelipigri, scopre vïole in mezzo all'erba,scompiglia erranti nuvole pei cieli.
Vento di marzo che agita gli steli
pigri, scopre vïole in mezzo all'erba,
scompiglia erranti nuvole pei cieli.
Asprigna io sono e rido un poco acerba.Mordere più che accarezzar mi piaceed apparir più che non sia superba.
Asprigna io sono e rido un poco acerba.
Mordere più che accarezzar mi piace
ed apparir più che non sia superba.
Come il vento di marzo io non dò pace.Godo sferzare ogni anima sopita,e trarne l'ire a un impeto vivace
Come il vento di marzo io non dò pace.
Godo sferzare ogni anima sopita,
e trarne l'ire a un impeto vivace
per sentirla vibrar fra le mie dita.
per sentirla vibrar fra le mie dita.