lettere rese
Anche talor si rendono i carteggia chi li scrisse. Partono copertidi baci e tornan crudi di motteggi.Sembran figliuoli prodighi, inesperti,che rifanno il cammin già un dì percorsoricchi d'oro e di gloria, oggi deserti.Tornano a chi da sè li svelse. E a sorsoa sorso, ancor l'amaro beveraggios'assapora, con brividi pel dorso.Si stupisce: — Ma è mio questo linguaggio?Non più nostre, non più, sembran le frasidi follia. Ora il cuor s'è fatto saggio,forse, e l'amore è già lontano, quasi.
Anche talor si rendono i carteggia chi li scrisse. Partono copertidi baci e tornan crudi di motteggi.
Anche talor si rendono i carteggi
a chi li scrisse. Partono coperti
di baci e tornan crudi di motteggi.
Sembran figliuoli prodighi, inesperti,che rifanno il cammin già un dì percorsoricchi d'oro e di gloria, oggi deserti.
Sembran figliuoli prodighi, inesperti,
che rifanno il cammin già un dì percorso
ricchi d'oro e di gloria, oggi deserti.
Tornano a chi da sè li svelse. E a sorsoa sorso, ancor l'amaro beveraggios'assapora, con brividi pel dorso.
Tornano a chi da sè li svelse. E a sorso
a sorso, ancor l'amaro beveraggio
s'assapora, con brividi pel dorso.
Si stupisce: — Ma è mio questo linguaggio?Non più nostre, non più, sembran le frasidi follia. Ora il cuor s'è fatto saggio,
Si stupisce: — Ma è mio questo linguaggio?
Non più nostre, non più, sembran le frasi
di follia. Ora il cuor s'è fatto saggio,
forse, e l'amore è già lontano, quasi.
forse, e l'amore è già lontano, quasi.