IL NOME DI MARIA

Madre de’[1212]Santi; immagineDella città superna;Del Sangue incorruttibileConservatrice eterna;Tu che, da tanti secoli,[1213]Soffri, combatti e preghi;[1214]Che le tue tende spieghiDall’uno all’altro mar;t)Campo di quei che sperano;[1215]Chiesa del Dio vivente;Dov’eri mai? qual angoloTi raccogliea nascente,Quando il tuo Re, dai perfidiTratto a morir sul colle,Imporporò le zolleDel suo sublime altar?u)E allor che dalle tenebreLa diva spoglia uscita,Mise il potente anelitoDella seconda vita;E quando, in man recandosiIl prezzo del perdono,Da questa polve al tronoDel Genitor salì;Compagna del suo gemito,Conscia de’ suoi misteri,Tu,[1216]della sua vittoriaFiglia immortal, dov’eri?In tuo terror sol vigile,Sol nell’obblio secura,Stavi in riposte mura,Fino a quel sacro dì,Quando su te lo SpiritoRinnovator discese,E l’inconsunta fiaccolaNella tua destra accese;Quando, segnal de’[1217]popoli,Ti collocò sul monte,[1218]v)E ne’ tuoi labbri il fonteDella parola aprì.Come la luce rapidaPiove di cosa in cosa,E i color vari[1219]suscita[1220]Dovunque si riposa;Tal risonò moltipliceLa voce dello Spiro:L’Arabo, il Parto, il SiroIn suo sermon l’udì.Adorator degl’idoli,Sparso per ogni lido,[1221]Volgi lo sguardo a Solima,Odi quel santo grido:Stanca del vile ossequio,La terra a LUI ritorni:E voi che aprite i giorniDi più felice età,Spose che[1222]desta il subitoBalzar del pondo ascoso;[1223]Voi già vicine a sciogliereIl grembo doloroso;Alla bugiarda pronubaNon sollevate il canto:Cresce serbato al SantoQuel che nel sen vi sta.Perchè, baciando i pargoli,La schiava ancor sospira?E il sen che nutre i liberiInvidiando mira?Non sa che al regno i miseriSeco il Signor solleva?Che a tutti i figli d’EvaNel suo dolor pensò?Nova franchigia annunzianoI cieli, e genti nove;Nove conquiste, e gloriaVinta in più belle prove;Nova, ai terrori immobileE alle lusinghe infide,Pace, che il mondo irride,Ma che rapir non può.O Spirto! supplichevoliA’[1224]tuoi solenni altari;Soli per selve inospite;Vaghi in deserti mari;Dall’Ande algenti al Libano,D’Erina[1225]all’irta Haiti,Sparsi per tutti i liti,Uni per Te di cor,[1226]Noi T’imploriam![1227]PlacabileSpirto discendi ancora,A’[1228]tuoi cultor propizio,Propizio a chi T’ignora;[1229]Scendi e ricrea; rianimaI cor nel dubbio estinti;E sia divina ai vintiMercede il vincitor.[1230]Discendi Amor; negli animiL’ire superbe attuta:Dona i pensier[1231]che il memoreUltimo dì non muta:I doni tuoi beneficaNutra la tua virtude;[1232]Siccome il sol che schiudeDal pigro germe il fior;Che lento poi sull’umili[1233]Erbe morrà non colto,Nè sorgerà coi fulgidiColor del lembo sciolto,Se fuso a lui nell’etereNon tornerà quel miteLume, dator di vite,E infaticato altor.Noi T’imploriam![1234]Ne’[1235]languidiPensier dell’infelice[1236]Scendi piacevol alito,Aura consolatrice:Scendi bufera ai tumidiPensier del violento;Vi spira uno sgomentoChe insegni la pietà.Per Te sollevi il poveroz)Al ciel, ch’è suo, le ciglia,[1237]Volga i lamenti in giubilo,Pensando a Cui somiglia:Cui fu donato in copia,[1238]Doni con volto amico,Con quel tacer pudico,Che accetto il don ti fa.Spira de’[1239]nostri bamboliNell’ineffabil riso;Spargi la casta porporaAlle donzelle in viso;Manda alle ascose verginiLe pure gioie[1240]ascose;Consacra delle sposeIl verecondo amor.Tempra de’[1241]baldi giovaniIl confidente ingegno;Reggi il viril propositoAd infallibil segno;Adorna la canizieDi liete voglie sante;Brilla nel guardo erranteDi chi sperando muor.

Madre de’[1212]Santi; immagineDella città superna;Del Sangue incorruttibileConservatrice eterna;Tu che, da tanti secoli,[1213]Soffri, combatti e preghi;[1214]Che le tue tende spieghiDall’uno all’altro mar;t)Campo di quei che sperano;[1215]Chiesa del Dio vivente;Dov’eri mai? qual angoloTi raccogliea nascente,Quando il tuo Re, dai perfidiTratto a morir sul colle,Imporporò le zolleDel suo sublime altar?u)E allor che dalle tenebreLa diva spoglia uscita,Mise il potente anelitoDella seconda vita;E quando, in man recandosiIl prezzo del perdono,Da questa polve al tronoDel Genitor salì;Compagna del suo gemito,Conscia de’ suoi misteri,Tu,[1216]della sua vittoriaFiglia immortal, dov’eri?In tuo terror sol vigile,Sol nell’obblio secura,Stavi in riposte mura,Fino a quel sacro dì,Quando su te lo SpiritoRinnovator discese,E l’inconsunta fiaccolaNella tua destra accese;Quando, segnal de’[1217]popoli,Ti collocò sul monte,[1218]v)E ne’ tuoi labbri il fonteDella parola aprì.Come la luce rapidaPiove di cosa in cosa,E i color vari[1219]suscita[1220]Dovunque si riposa;Tal risonò moltipliceLa voce dello Spiro:L’Arabo, il Parto, il SiroIn suo sermon l’udì.Adorator degl’idoli,Sparso per ogni lido,[1221]Volgi lo sguardo a Solima,Odi quel santo grido:Stanca del vile ossequio,La terra a LUI ritorni:E voi che aprite i giorniDi più felice età,Spose che[1222]desta il subitoBalzar del pondo ascoso;[1223]Voi già vicine a sciogliereIl grembo doloroso;Alla bugiarda pronubaNon sollevate il canto:Cresce serbato al SantoQuel che nel sen vi sta.Perchè, baciando i pargoli,La schiava ancor sospira?E il sen che nutre i liberiInvidiando mira?Non sa che al regno i miseriSeco il Signor solleva?Che a tutti i figli d’EvaNel suo dolor pensò?Nova franchigia annunzianoI cieli, e genti nove;Nove conquiste, e gloriaVinta in più belle prove;Nova, ai terrori immobileE alle lusinghe infide,Pace, che il mondo irride,Ma che rapir non può.O Spirto! supplichevoliA’[1224]tuoi solenni altari;Soli per selve inospite;Vaghi in deserti mari;Dall’Ande algenti al Libano,D’Erina[1225]all’irta Haiti,Sparsi per tutti i liti,Uni per Te di cor,[1226]Noi T’imploriam![1227]PlacabileSpirto discendi ancora,A’[1228]tuoi cultor propizio,Propizio a chi T’ignora;[1229]Scendi e ricrea; rianimaI cor nel dubbio estinti;E sia divina ai vintiMercede il vincitor.[1230]Discendi Amor; negli animiL’ire superbe attuta:Dona i pensier[1231]che il memoreUltimo dì non muta:I doni tuoi beneficaNutra la tua virtude;[1232]Siccome il sol che schiudeDal pigro germe il fior;Che lento poi sull’umili[1233]Erbe morrà non colto,Nè sorgerà coi fulgidiColor del lembo sciolto,Se fuso a lui nell’etereNon tornerà quel miteLume, dator di vite,E infaticato altor.Noi T’imploriam![1234]Ne’[1235]languidiPensier dell’infelice[1236]Scendi piacevol alito,Aura consolatrice:Scendi bufera ai tumidiPensier del violento;Vi spira uno sgomentoChe insegni la pietà.Per Te sollevi il poveroz)Al ciel, ch’è suo, le ciglia,[1237]Volga i lamenti in giubilo,Pensando a Cui somiglia:Cui fu donato in copia,[1238]Doni con volto amico,Con quel tacer pudico,Che accetto il don ti fa.Spira de’[1239]nostri bamboliNell’ineffabil riso;Spargi la casta porporaAlle donzelle in viso;Manda alle ascose verginiLe pure gioie[1240]ascose;Consacra delle sposeIl verecondo amor.Tempra de’[1241]baldi giovaniIl confidente ingegno;Reggi il viril propositoAd infallibil segno;Adorna la canizieDi liete voglie sante;Brilla nel guardo erranteDi chi sperando muor.

Madre de’[1212]Santi; immagineDella città superna;Del Sangue incorruttibileConservatrice eterna;Tu che, da tanti secoli,[1213]Soffri, combatti e preghi;[1214]Che le tue tende spieghiDall’uno all’altro mar;t)

Madre de’[1212]Santi; immagine

Della città superna;

Del Sangue incorruttibile

Conservatrice eterna;

Tu che, da tanti secoli,[1213]

Soffri, combatti e preghi;[1214]

Che le tue tende spieghi

Dall’uno all’altro mar;t)

Campo di quei che sperano;[1215]Chiesa del Dio vivente;Dov’eri mai? qual angoloTi raccogliea nascente,Quando il tuo Re, dai perfidiTratto a morir sul colle,Imporporò le zolleDel suo sublime altar?u)

Campo di quei che sperano;[1215]

Chiesa del Dio vivente;

Dov’eri mai? qual angolo

Ti raccogliea nascente,

Quando il tuo Re, dai perfidi

Tratto a morir sul colle,

Imporporò le zolle

Del suo sublime altar?u)

E allor che dalle tenebreLa diva spoglia uscita,Mise il potente anelitoDella seconda vita;E quando, in man recandosiIl prezzo del perdono,Da questa polve al tronoDel Genitor salì;

E allor che dalle tenebre

La diva spoglia uscita,

Mise il potente anelito

Della seconda vita;

E quando, in man recandosi

Il prezzo del perdono,

Da questa polve al trono

Del Genitor salì;

Compagna del suo gemito,Conscia de’ suoi misteri,Tu,[1216]della sua vittoriaFiglia immortal, dov’eri?In tuo terror sol vigile,Sol nell’obblio secura,Stavi in riposte mura,Fino a quel sacro dì,

Compagna del suo gemito,

Conscia de’ suoi misteri,

Tu,[1216]della sua vittoria

Figlia immortal, dov’eri?

In tuo terror sol vigile,

Sol nell’obblio secura,

Stavi in riposte mura,

Fino a quel sacro dì,

Quando su te lo SpiritoRinnovator discese,E l’inconsunta fiaccolaNella tua destra accese;Quando, segnal de’[1217]popoli,Ti collocò sul monte,[1218]v)E ne’ tuoi labbri il fonteDella parola aprì.

Quando su te lo Spirito

Rinnovator discese,

E l’inconsunta fiaccola

Nella tua destra accese;

Quando, segnal de’[1217]popoli,

Ti collocò sul monte,[1218]v)

E ne’ tuoi labbri il fonte

Della parola aprì.

Come la luce rapidaPiove di cosa in cosa,E i color vari[1219]suscita[1220]Dovunque si riposa;Tal risonò moltipliceLa voce dello Spiro:L’Arabo, il Parto, il SiroIn suo sermon l’udì.

Come la luce rapida

Piove di cosa in cosa,

E i color vari[1219]suscita[1220]

Dovunque si riposa;

Tal risonò moltiplice

La voce dello Spiro:

L’Arabo, il Parto, il Siro

In suo sermon l’udì.

Adorator degl’idoli,Sparso per ogni lido,[1221]Volgi lo sguardo a Solima,Odi quel santo grido:Stanca del vile ossequio,La terra a LUI ritorni:E voi che aprite i giorniDi più felice età,

Adorator degl’idoli,

Sparso per ogni lido,[1221]

Volgi lo sguardo a Solima,

Odi quel santo grido:

Stanca del vile ossequio,

La terra a LUI ritorni:

E voi che aprite i giorni

Di più felice età,

Spose che[1222]desta il subitoBalzar del pondo ascoso;[1223]Voi già vicine a sciogliereIl grembo doloroso;Alla bugiarda pronubaNon sollevate il canto:Cresce serbato al SantoQuel che nel sen vi sta.

Spose che[1222]desta il subito

Balzar del pondo ascoso;[1223]

Voi già vicine a sciogliere

Il grembo doloroso;

Alla bugiarda pronuba

Non sollevate il canto:

Cresce serbato al Santo

Quel che nel sen vi sta.

Perchè, baciando i pargoli,La schiava ancor sospira?E il sen che nutre i liberiInvidiando mira?Non sa che al regno i miseriSeco il Signor solleva?Che a tutti i figli d’EvaNel suo dolor pensò?

Perchè, baciando i pargoli,

La schiava ancor sospira?

E il sen che nutre i liberi

Invidiando mira?

Non sa che al regno i miseri

Seco il Signor solleva?

Che a tutti i figli d’Eva

Nel suo dolor pensò?

Nova franchigia annunzianoI cieli, e genti nove;Nove conquiste, e gloriaVinta in più belle prove;Nova, ai terrori immobileE alle lusinghe infide,Pace, che il mondo irride,Ma che rapir non può.

Nova franchigia annunziano

I cieli, e genti nove;

Nove conquiste, e gloria

Vinta in più belle prove;

Nova, ai terrori immobile

E alle lusinghe infide,

Pace, che il mondo irride,

Ma che rapir non può.

O Spirto! supplichevoliA’[1224]tuoi solenni altari;Soli per selve inospite;Vaghi in deserti mari;Dall’Ande algenti al Libano,D’Erina[1225]all’irta Haiti,Sparsi per tutti i liti,Uni per Te di cor,[1226]

O Spirto! supplichevoli

A’[1224]tuoi solenni altari;

Soli per selve inospite;

Vaghi in deserti mari;

Dall’Ande algenti al Libano,

D’Erina[1225]all’irta Haiti,

Sparsi per tutti i liti,

Uni per Te di cor,[1226]

Noi T’imploriam![1227]PlacabileSpirto discendi ancora,A’[1228]tuoi cultor propizio,Propizio a chi T’ignora;[1229]Scendi e ricrea; rianimaI cor nel dubbio estinti;E sia divina ai vintiMercede il vincitor.[1230]

Noi T’imploriam![1227]Placabile

Spirto discendi ancora,

A’[1228]tuoi cultor propizio,

Propizio a chi T’ignora;[1229]

Scendi e ricrea; rianima

I cor nel dubbio estinti;

E sia divina ai vinti

Mercede il vincitor.[1230]

Discendi Amor; negli animiL’ire superbe attuta:Dona i pensier[1231]che il memoreUltimo dì non muta:I doni tuoi beneficaNutra la tua virtude;[1232]Siccome il sol che schiudeDal pigro germe il fior;

Discendi Amor; negli animi

L’ire superbe attuta:

Dona i pensier[1231]che il memore

Ultimo dì non muta:

I doni tuoi benefica

Nutra la tua virtude;[1232]

Siccome il sol che schiude

Dal pigro germe il fior;

Che lento poi sull’umili[1233]Erbe morrà non colto,Nè sorgerà coi fulgidiColor del lembo sciolto,Se fuso a lui nell’etereNon tornerà quel miteLume, dator di vite,E infaticato altor.

Che lento poi sull’umili[1233]

Erbe morrà non colto,

Nè sorgerà coi fulgidi

Color del lembo sciolto,

Se fuso a lui nell’etere

Non tornerà quel mite

Lume, dator di vite,

E infaticato altor.

Noi T’imploriam![1234]Ne’[1235]languidiPensier dell’infelice[1236]Scendi piacevol alito,Aura consolatrice:Scendi bufera ai tumidiPensier del violento;Vi spira uno sgomentoChe insegni la pietà.

Noi T’imploriam![1234]Ne’[1235]languidi

Pensier dell’infelice[1236]

Scendi piacevol alito,

Aura consolatrice:

Scendi bufera ai tumidi

Pensier del violento;

Vi spira uno sgomento

Che insegni la pietà.

Per Te sollevi il poveroz)Al ciel, ch’è suo, le ciglia,[1237]Volga i lamenti in giubilo,Pensando a Cui somiglia:Cui fu donato in copia,[1238]Doni con volto amico,Con quel tacer pudico,Che accetto il don ti fa.

Per Te sollevi il poveroz)

Al ciel, ch’è suo, le ciglia,[1237]

Volga i lamenti in giubilo,

Pensando a Cui somiglia:

Cui fu donato in copia,[1238]

Doni con volto amico,

Con quel tacer pudico,

Che accetto il don ti fa.

Spira de’[1239]nostri bamboliNell’ineffabil riso;Spargi la casta porporaAlle donzelle in viso;Manda alle ascose verginiLe pure gioie[1240]ascose;Consacra delle sposeIl verecondo amor.

Spira de’[1239]nostri bamboli

Nell’ineffabil riso;

Spargi la casta porpora

Alle donzelle in viso;

Manda alle ascose vergini

Le pure gioie[1240]ascose;

Consacra delle spose

Il verecondo amor.

Tempra de’[1241]baldi giovaniIl confidente ingegno;Reggi il viril propositoAd infallibil segno;Adorna la canizieDi liete voglie sante;Brilla nel guardo erranteDi chi sperando muor.

Tempra de’[1241]baldi giovani

Il confidente ingegno;

Reggi il viril proposito

Ad infallibil segno;

Adorna la canizie

Di liete voglie sante;

Brilla nel guardo errante

Di chi sperando muor.

[1212]dei[1213]senza le virgole.[1214]preghi,[1215]sperano.[1216]Tu[1217]dei[1218]monte;[1219]varii[1220]suscita,[1221]lido;[1222]Spose, cui[1223]ascoso,[1224]Ai[1225]D’Ibernia[1226]Ma d’un cor solo in Te,[1227]t’imploriam![1228]Ai[1229]t’ignora:[1230]Il Vincitor mercè.[1231]pensier,[1232]virtude:[1233]su le umili[1234]t’imploriam![1235]Nei[1236]infelice,[1237]ciglia;[1238]copia[1239]dei[1240]gioje[1241]dei

[1212]dei

[1212]dei

[1213]senza le virgole.

[1213]senza le virgole.

[1214]preghi,

[1214]preghi,

[1215]sperano.

[1215]sperano.

[1216]Tu

[1216]Tu

[1217]dei

[1217]dei

[1218]monte;

[1218]monte;

[1219]varii

[1219]varii

[1220]suscita,

[1220]suscita,

[1221]lido;

[1221]lido;

[1222]Spose, cui

[1222]Spose, cui

[1223]ascoso,

[1223]ascoso,

[1224]Ai

[1224]Ai

[1225]D’Ibernia

[1225]D’Ibernia

[1226]Ma d’un cor solo in Te,

[1226]Ma d’un cor solo in Te,

[1227]t’imploriam!

[1227]t’imploriam!

[1228]Ai

[1228]Ai

[1229]t’ignora:

[1229]t’ignora:

[1230]Il Vincitor mercè.

[1230]Il Vincitor mercè.

[1231]pensier,

[1231]pensier,

[1232]virtude:

[1232]virtude:

[1233]su le umili

[1233]su le umili

[1234]t’imploriam!

[1234]t’imploriam!

[1235]Nei

[1235]Nei

[1236]infelice,

[1236]infelice,

[1237]ciglia;

[1237]ciglia;

[1238]copia

[1238]copia

[1239]dei

[1239]dei

[1240]gioje

[1240]gioje

[1241]dei

[1241]dei

Tacita un giorno a non so qual pendiceA)Salia d’un fabbro nazaren la sposa;Salia non vista alla[1242]magion feliceD’una pregnante annosa;E detto salve a lei, che in reverentiAccoglienze onorò l’inaspettata,Dio lodando,[1243]sclamò: Tutte le gentiMi chiameran beata.B)Deh! con che scherno udito avria i lontaniPresagi allor l’età superba! Oh tardoNostro consiglio! oh degl’intenti[1244]umaniAntiveder bugiardo!Noi testimoni che alla[1245]tua parolaUbbidiente[1246]l’avvenir rispose,Noi serbati all’amor,[1247]nati alla[1248]scolaDelle[1249]celesti cose,Noi sappiamo, o Maria, ch’Ei solo attenneL’alta promessa che da Te s’udìa,Ei che in cor la ti pose: a noi solenneÈ il nome tuo, Maria.A noi Madre di Dio quel nome sona:[1250]Salve beata![1251]che s’agguagli ad essoQual fu mai nome di mortal persona,O che gli[1252]vegna appresso?Salve beata![1253]in quale età scorteseQuel sì caro a ridir nome si tacque?In qual dal padre il figlio non l’apprese?Quai monti mai, quali acqueNon l’udiro invocar? La terra anticaNon porta sola i templi tuoi, ma quellaChe il Genovese divinò, nutricaI tuoi cultori anch’ella.In che lande selvagge, oltre quai mariDi sì barbaro nome fior si coglie,Che non conosca de’ tuoi miti altariLe benedette soglie?O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,Che bei nomi ti serba ogni loquela!Più d’un popol superbo esser si vantaIn tua gentil tutela.Te,[1254]quando sorge, e quando cade il die,E quando il sole a mezzo corso il parte,Saluta il bronzo[1255]che le turbe pieInvita ad onorarte.Nelle[1256]paure della[1257]veglia bruna,Te noma il fanciulletto; a Te,[1258]tremante,Quando ingrossa ruggendo la fortuna,Ricorre il navigante.La femminetta nel tuo sen regaleLa sua spregiata lacrima[1259]depone,E a Te[1260]beata, della[1261]sua immortaleAlma gli affanni espone;A Te[1262]che i preghi ascolti e le querele,Non come suole il mondo, nè degl’imi[1263]E de’[1264]grandi il dolor col suo crudeleDiscernimento estimi.Tu pur, beata, un dì provasti il pianto;Né il di verrà che d’oblianza[1265]il copra:Anco ogni giorno se ne parla; e tantoSecol vi corse sopra.Anco ogni giorno se ne parla e ploraIn mille parti; d’ogni tuo contentoTeco la terra si rallegra ancora,Come di fresco evento.Tanto d’ogni laudato esser la primaDi Dio la Madre ancor quaggiù dovea;Tanto piacque al Signor di porre in cimaQuesta fanciulla ebrea.O prole d’Israello, o nell’estremo[1266]Caduta, o da sì lunga ira contrita,Non è Costei che in onor tanto avemo,Di vostra fede uscita?Non è Davidde il ceppo suo? Con[1267]LeiEra il pensier de’ vostri antiqui vati,[1268]Quando annunziaro i verginal trofeiC)Sopra[1269]l’inferno alzati.Deh![1270]a Lei volgete finalmente i preghi,Ch’Ella vi salvi, Ella che salva i suoi;E non sia gente nè tribù che neghiLieta cantar con noi:Salve, o degnata del secondo nome,O Rosa, o Stella ai periglianti scampo;Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.D)

Tacita un giorno a non so qual pendiceA)Salia d’un fabbro nazaren la sposa;Salia non vista alla[1242]magion feliceD’una pregnante annosa;E detto salve a lei, che in reverentiAccoglienze onorò l’inaspettata,Dio lodando,[1243]sclamò: Tutte le gentiMi chiameran beata.B)Deh! con che scherno udito avria i lontaniPresagi allor l’età superba! Oh tardoNostro consiglio! oh degl’intenti[1244]umaniAntiveder bugiardo!Noi testimoni che alla[1245]tua parolaUbbidiente[1246]l’avvenir rispose,Noi serbati all’amor,[1247]nati alla[1248]scolaDelle[1249]celesti cose,Noi sappiamo, o Maria, ch’Ei solo attenneL’alta promessa che da Te s’udìa,Ei che in cor la ti pose: a noi solenneÈ il nome tuo, Maria.A noi Madre di Dio quel nome sona:[1250]Salve beata![1251]che s’agguagli ad essoQual fu mai nome di mortal persona,O che gli[1252]vegna appresso?Salve beata![1253]in quale età scorteseQuel sì caro a ridir nome si tacque?In qual dal padre il figlio non l’apprese?Quai monti mai, quali acqueNon l’udiro invocar? La terra anticaNon porta sola i templi tuoi, ma quellaChe il Genovese divinò, nutricaI tuoi cultori anch’ella.In che lande selvagge, oltre quai mariDi sì barbaro nome fior si coglie,Che non conosca de’ tuoi miti altariLe benedette soglie?O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,Che bei nomi ti serba ogni loquela!Più d’un popol superbo esser si vantaIn tua gentil tutela.Te,[1254]quando sorge, e quando cade il die,E quando il sole a mezzo corso il parte,Saluta il bronzo[1255]che le turbe pieInvita ad onorarte.Nelle[1256]paure della[1257]veglia bruna,Te noma il fanciulletto; a Te,[1258]tremante,Quando ingrossa ruggendo la fortuna,Ricorre il navigante.La femminetta nel tuo sen regaleLa sua spregiata lacrima[1259]depone,E a Te[1260]beata, della[1261]sua immortaleAlma gli affanni espone;A Te[1262]che i preghi ascolti e le querele,Non come suole il mondo, nè degl’imi[1263]E de’[1264]grandi il dolor col suo crudeleDiscernimento estimi.Tu pur, beata, un dì provasti il pianto;Né il di verrà che d’oblianza[1265]il copra:Anco ogni giorno se ne parla; e tantoSecol vi corse sopra.Anco ogni giorno se ne parla e ploraIn mille parti; d’ogni tuo contentoTeco la terra si rallegra ancora,Come di fresco evento.Tanto d’ogni laudato esser la primaDi Dio la Madre ancor quaggiù dovea;Tanto piacque al Signor di porre in cimaQuesta fanciulla ebrea.O prole d’Israello, o nell’estremo[1266]Caduta, o da sì lunga ira contrita,Non è Costei che in onor tanto avemo,Di vostra fede uscita?Non è Davidde il ceppo suo? Con[1267]LeiEra il pensier de’ vostri antiqui vati,[1268]Quando annunziaro i verginal trofeiC)Sopra[1269]l’inferno alzati.Deh![1270]a Lei volgete finalmente i preghi,Ch’Ella vi salvi, Ella che salva i suoi;E non sia gente nè tribù che neghiLieta cantar con noi:Salve, o degnata del secondo nome,O Rosa, o Stella ai periglianti scampo;Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.D)

Tacita un giorno a non so qual pendiceA)Salia d’un fabbro nazaren la sposa;Salia non vista alla[1242]magion feliceD’una pregnante annosa;

Tacita un giorno a non so qual pendiceA)

Salia d’un fabbro nazaren la sposa;

Salia non vista alla[1242]magion felice

D’una pregnante annosa;

E detto salve a lei, che in reverentiAccoglienze onorò l’inaspettata,Dio lodando,[1243]sclamò: Tutte le gentiMi chiameran beata.B)

E detto salve a lei, che in reverenti

Accoglienze onorò l’inaspettata,

Dio lodando,[1243]sclamò: Tutte le genti

Mi chiameran beata.B)

Deh! con che scherno udito avria i lontaniPresagi allor l’età superba! Oh tardoNostro consiglio! oh degl’intenti[1244]umaniAntiveder bugiardo!

Deh! con che scherno udito avria i lontani

Presagi allor l’età superba! Oh tardo

Nostro consiglio! oh degl’intenti[1244]umani

Antiveder bugiardo!

Noi testimoni che alla[1245]tua parolaUbbidiente[1246]l’avvenir rispose,Noi serbati all’amor,[1247]nati alla[1248]scolaDelle[1249]celesti cose,

Noi testimoni che alla[1245]tua parola

Ubbidiente[1246]l’avvenir rispose,

Noi serbati all’amor,[1247]nati alla[1248]scola

Delle[1249]celesti cose,

Noi sappiamo, o Maria, ch’Ei solo attenneL’alta promessa che da Te s’udìa,Ei che in cor la ti pose: a noi solenneÈ il nome tuo, Maria.

Noi sappiamo, o Maria, ch’Ei solo attenne

L’alta promessa che da Te s’udìa,

Ei che in cor la ti pose: a noi solenne

È il nome tuo, Maria.

A noi Madre di Dio quel nome sona:[1250]Salve beata![1251]che s’agguagli ad essoQual fu mai nome di mortal persona,O che gli[1252]vegna appresso?

A noi Madre di Dio quel nome sona:[1250]

Salve beata![1251]che s’agguagli ad esso

Qual fu mai nome di mortal persona,

O che gli[1252]vegna appresso?

Salve beata![1253]in quale età scorteseQuel sì caro a ridir nome si tacque?In qual dal padre il figlio non l’apprese?Quai monti mai, quali acque

Salve beata![1253]in quale età scortese

Quel sì caro a ridir nome si tacque?

In qual dal padre il figlio non l’apprese?

Quai monti mai, quali acque

Non l’udiro invocar? La terra anticaNon porta sola i templi tuoi, ma quellaChe il Genovese divinò, nutricaI tuoi cultori anch’ella.

Non l’udiro invocar? La terra antica

Non porta sola i templi tuoi, ma quella

Che il Genovese divinò, nutrica

I tuoi cultori anch’ella.

In che lande selvagge, oltre quai mariDi sì barbaro nome fior si coglie,Che non conosca de’ tuoi miti altariLe benedette soglie?

In che lande selvagge, oltre quai mari

Di sì barbaro nome fior si coglie,

Che non conosca de’ tuoi miti altari

Le benedette soglie?

O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,Che bei nomi ti serba ogni loquela!Più d’un popol superbo esser si vantaIn tua gentil tutela.

O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,

Che bei nomi ti serba ogni loquela!

Più d’un popol superbo esser si vanta

In tua gentil tutela.

Te,[1254]quando sorge, e quando cade il die,E quando il sole a mezzo corso il parte,Saluta il bronzo[1255]che le turbe pieInvita ad onorarte.

Te,[1254]quando sorge, e quando cade il die,

E quando il sole a mezzo corso il parte,

Saluta il bronzo[1255]che le turbe pie

Invita ad onorarte.

Nelle[1256]paure della[1257]veglia bruna,Te noma il fanciulletto; a Te,[1258]tremante,Quando ingrossa ruggendo la fortuna,Ricorre il navigante.

Nelle[1256]paure della[1257]veglia bruna,

Te noma il fanciulletto; a Te,[1258]tremante,

Quando ingrossa ruggendo la fortuna,

Ricorre il navigante.

La femminetta nel tuo sen regaleLa sua spregiata lacrima[1259]depone,E a Te[1260]beata, della[1261]sua immortaleAlma gli affanni espone;

La femminetta nel tuo sen regale

La sua spregiata lacrima[1259]depone,

E a Te[1260]beata, della[1261]sua immortale

Alma gli affanni espone;

A Te[1262]che i preghi ascolti e le querele,Non come suole il mondo, nè degl’imi[1263]E de’[1264]grandi il dolor col suo crudeleDiscernimento estimi.

A Te[1262]che i preghi ascolti e le querele,

Non come suole il mondo, nè degl’imi[1263]

E de’[1264]grandi il dolor col suo crudele

Discernimento estimi.

Tu pur, beata, un dì provasti il pianto;Né il di verrà che d’oblianza[1265]il copra:Anco ogni giorno se ne parla; e tantoSecol vi corse sopra.

Tu pur, beata, un dì provasti il pianto;

Né il di verrà che d’oblianza[1265]il copra:

Anco ogni giorno se ne parla; e tanto

Secol vi corse sopra.

Anco ogni giorno se ne parla e ploraIn mille parti; d’ogni tuo contentoTeco la terra si rallegra ancora,Come di fresco evento.

Anco ogni giorno se ne parla e plora

In mille parti; d’ogni tuo contento

Teco la terra si rallegra ancora,

Come di fresco evento.

Tanto d’ogni laudato esser la primaDi Dio la Madre ancor quaggiù dovea;Tanto piacque al Signor di porre in cimaQuesta fanciulla ebrea.

Tanto d’ogni laudato esser la prima

Di Dio la Madre ancor quaggiù dovea;

Tanto piacque al Signor di porre in cima

Questa fanciulla ebrea.

O prole d’Israello, o nell’estremo[1266]Caduta, o da sì lunga ira contrita,Non è Costei che in onor tanto avemo,Di vostra fede uscita?

O prole d’Israello, o nell’estremo[1266]

Caduta, o da sì lunga ira contrita,

Non è Costei che in onor tanto avemo,

Di vostra fede uscita?

Non è Davidde il ceppo suo? Con[1267]LeiEra il pensier de’ vostri antiqui vati,[1268]Quando annunziaro i verginal trofeiC)Sopra[1269]l’inferno alzati.

Non è Davidde il ceppo suo? Con[1267]Lei

Era il pensier de’ vostri antiqui vati,[1268]

Quando annunziaro i verginal trofeiC)

Sopra[1269]l’inferno alzati.

Deh![1270]a Lei volgete finalmente i preghi,Ch’Ella vi salvi, Ella che salva i suoi;E non sia gente nè tribù che neghiLieta cantar con noi:

Deh![1270]a Lei volgete finalmente i preghi,

Ch’Ella vi salvi, Ella che salva i suoi;

E non sia gente nè tribù che neghi

Lieta cantar con noi:

Salve, o degnata del secondo nome,O Rosa, o Stella ai periglianti scampo;Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.D)

Salve, o degnata del secondo nome,

O Rosa, o Stella ai periglianti scampo;

Inclita come il sol, terribil come

Oste schierata in campo.D)

[1242]a la[1243]lodando[1244]de gl’intenti[1245]a la[1246]Obbediente[1247]a l’amor[1248]a la[1249]De le[1250]suona[1251]beata:[1252]li[1253]beata:[1254]Te[1255]bronzo,[1256]Ne le[1257]de la[1258]a Te[1259]lagrima[1260]te[1261]de la[1262]Te,[1263]de gl’imi[1264]dei[1265]obblianza[1266]ne l’estremo[1267]con[1268]Vati[1269]Sovra[1270]Nella prima stampa, invece delle due ultime strofe, ve n’è una sola; ch’è questa:Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.

[1242]a la

[1242]a la

[1243]lodando

[1243]lodando

[1244]de gl’intenti

[1244]de gl’intenti

[1245]a la

[1245]a la

[1246]Obbediente

[1246]Obbediente

[1247]a l’amor

[1247]a l’amor

[1248]a la

[1248]a la

[1249]De le

[1249]De le

[1250]suona

[1250]suona

[1251]beata:

[1251]beata:

[1252]li

[1252]li

[1253]beata:

[1253]beata:

[1254]Te

[1254]Te

[1255]bronzo,

[1255]bronzo,

[1256]Ne le

[1256]Ne le

[1257]de la

[1257]de la

[1258]a Te

[1258]a Te

[1259]lagrima

[1259]lagrima

[1260]te

[1260]te

[1261]de la

[1261]de la

[1262]Te,

[1262]Te,

[1263]de gl’imi

[1263]de gl’imi

[1264]dei

[1264]dei

[1265]obblianza

[1265]obblianza

[1266]ne l’estremo

[1266]ne l’estremo

[1267]con

[1267]con

[1268]Vati

[1268]Vati

[1269]Sovra

[1269]Sovra

[1270]Nella prima stampa, invece delle due ultime strofe, ve n’è una sola; ch’è questa:Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.

[1270]Nella prima stampa, invece delle due ultime strofe, ve n’è una sola; ch’è questa:

Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.

Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.

Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,Inclita come il sol, terribil comeOste schierata in campo.

Deh! alfin nosco invocate il suo gran nome,

Salve, dicendo, o de gli afflitti scampo,

Inclita come il sol, terribil come

Oste schierata in campo.

Sì, Tu scendi ancor dal cielo;Sì, Tu vivi ancor tra noi;Solo appar, non è, quel velo:Tu l’hai detto; il credo, il so;Come so che tutto puoi,Che ami ognora i tuoi redenti,Che s’addicono i portentiA un amor che tutto può.

Sì, Tu scendi ancor dal cielo;Sì, Tu vivi ancor tra noi;Solo appar, non è, quel velo:Tu l’hai detto; il credo, il so;Come so che tutto puoi,Che ami ognora i tuoi redenti,Che s’addicono i portentiA un amor che tutto può.

Sì, Tu scendi ancor dal cielo;Sì, Tu vivi ancor tra noi;Solo appar, non è, quel velo:Tu l’hai detto; il credo, il so;Come so che tutto puoi,Che ami ognora i tuoi redenti,Che s’addicono i portentiA un amor che tutto può.

Sì, Tu scendi ancor dal cielo;

Sì, Tu vivi ancor tra noi;

Solo appar, non è, quel velo:

Tu l’hai detto; il credo, il so;

Come so che tutto puoi,

Che ami ognora i tuoi redenti,

Che s’addicono i portenti

A un amor che tutto può.

Chi dell’erbe lo stelo compose?Chi ne trasse la spiga fiorita?Chi nel tralcio fe’ scorrer la vita?Chi v’ascose—dell’uve il tesor?Tu, quel Grande, quel Santo, quel Bono,Che or qual dono—il tuo dono riprendi;Tu, che in cambio, qual cambio! ci rendiIl tuo Corpo, il tuo Sangue, o Signor.Anche i cor che T’offriamo son tuoi:Ah! il tuo dono fu guasto da noi;Ma quell’alta Bontà che li fea,Li riceva quai sono, a mercè;E vi spiri, col soffio che crea,Quella fede che passa ogni velo,Quella speme che more nel cielo,Quell’amor che s’eterna con Te.

Chi dell’erbe lo stelo compose?Chi ne trasse la spiga fiorita?Chi nel tralcio fe’ scorrer la vita?Chi v’ascose—dell’uve il tesor?Tu, quel Grande, quel Santo, quel Bono,Che or qual dono—il tuo dono riprendi;Tu, che in cambio, qual cambio! ci rendiIl tuo Corpo, il tuo Sangue, o Signor.Anche i cor che T’offriamo son tuoi:Ah! il tuo dono fu guasto da noi;Ma quell’alta Bontà che li fea,Li riceva quai sono, a mercè;E vi spiri, col soffio che crea,Quella fede che passa ogni velo,Quella speme che more nel cielo,Quell’amor che s’eterna con Te.

Chi dell’erbe lo stelo compose?Chi ne trasse la spiga fiorita?Chi nel tralcio fe’ scorrer la vita?Chi v’ascose—dell’uve il tesor?Tu, quel Grande, quel Santo, quel Bono,Che or qual dono—il tuo dono riprendi;Tu, che in cambio, qual cambio! ci rendiIl tuo Corpo, il tuo Sangue, o Signor.

Chi dell’erbe lo stelo compose?

Chi ne trasse la spiga fiorita?

Chi nel tralcio fe’ scorrer la vita?

Chi v’ascose—dell’uve il tesor?

Tu, quel Grande, quel Santo, quel Bono,

Che or qual dono—il tuo dono riprendi;

Tu, che in cambio, qual cambio! ci rendi

Il tuo Corpo, il tuo Sangue, o Signor.

Anche i cor che T’offriamo son tuoi:Ah! il tuo dono fu guasto da noi;Ma quell’alta Bontà che li fea,Li riceva quai sono, a mercè;E vi spiri, col soffio che crea,Quella fede che passa ogni velo,Quella speme che more nel cielo,Quell’amor che s’eterna con Te.

Anche i cor che T’offriamo son tuoi:

Ah! il tuo dono fu guasto da noi;

Ma quell’alta Bontà che li fea,

Li riceva quai sono, a mercè;

E vi spiri, col soffio che crea,

Quella fede che passa ogni velo,

Quella speme che more nel cielo,

Quell’amor che s’eterna con Te.

Ostia umìl, Sangue innocente;Dio presente,—Dio nascoso;Figlio d’Eva, eterno Re!China il guardo, Iddio pietoso,A una polve che Ti sente,Che si perde innanzi a Te.

Ostia umìl, Sangue innocente;Dio presente,—Dio nascoso;Figlio d’Eva, eterno Re!China il guardo, Iddio pietoso,A una polve che Ti sente,Che si perde innanzi a Te.

Ostia umìl, Sangue innocente;Dio presente,—Dio nascoso;Figlio d’Eva, eterno Re!China il guardo, Iddio pietoso,A una polve che Ti sente,Che si perde innanzi a Te.

Ostia umìl, Sangue innocente;

Dio presente,—Dio nascoso;

Figlio d’Eva, eterno Re!

China il guardo, Iddio pietoso,

A una polve che Ti sente,

Che si perde innanzi a Te.

Questo terror divino,Questo segreto ardor,È che mi sei vicino,È l’aura tua, Signor!Sospir dell’alma mia,Sposo, Signor, che fiaNel tuo superno amplesso!Quando di Te Tu stessoMi parlerai nel cor!

Questo terror divino,Questo segreto ardor,È che mi sei vicino,È l’aura tua, Signor!Sospir dell’alma mia,Sposo, Signor, che fiaNel tuo superno amplesso!Quando di Te Tu stessoMi parlerai nel cor!

Questo terror divino,Questo segreto ardor,È che mi sei vicino,È l’aura tua, Signor!Sospir dell’alma mia,Sposo, Signor, che fiaNel tuo superno amplesso!Quando di Te Tu stessoMi parlerai nel cor!

Questo terror divino,

Questo segreto ardor,

È che mi sei vicino,

È l’aura tua, Signor!

Sospir dell’alma mia,

Sposo, Signor, che fia

Nel tuo superno amplesso!

Quando di Te Tu stesso

Mi parlerai nel cor!

Con che fidente affettoVengo al tuo santo trono,M’atterro al tuo cospetto,Mio Giudice, mio Re!Con che ineffabil gaudioTremo dinanzi a Te!Cenere e colpa io sono:Ma vedi chi T’implora,Chi vuole il tuo perdono,Chi merita, Chi adora,Chi rende grazie in me.

Con che fidente affettoVengo al tuo santo trono,M’atterro al tuo cospetto,Mio Giudice, mio Re!Con che ineffabil gaudioTremo dinanzi a Te!Cenere e colpa io sono:Ma vedi chi T’implora,Chi vuole il tuo perdono,Chi merita, Chi adora,Chi rende grazie in me.

Con che fidente affettoVengo al tuo santo trono,M’atterro al tuo cospetto,Mio Giudice, mio Re!Con che ineffabil gaudioTremo dinanzi a Te!Cenere e colpa io sono:Ma vedi chi T’implora,Chi vuole il tuo perdono,Chi merita, Chi adora,Chi rende grazie in me.

Con che fidente affetto

Vengo al tuo santo trono,

M’atterro al tuo cospetto,

Mio Giudice, mio Re!

Con che ineffabil gaudio

Tremo dinanzi a Te!

Cenere e colpa io sono:

Ma vedi chi T’implora,

Chi vuole il tuo perdono,

Chi merita, Chi adora,

Chi rende grazie in me.

Sei mio; con Te respiro:Vivo di Te, gran Dio!Confuso a Te col mioOffro il tuo stesso amor.Empi ogni mio desiro;Parla, chè tutto intende;Dona, chè tutto attende,Quando T’alberga, un cor.

Sei mio; con Te respiro:Vivo di Te, gran Dio!Confuso a Te col mioOffro il tuo stesso amor.Empi ogni mio desiro;Parla, chè tutto intende;Dona, chè tutto attende,Quando T’alberga, un cor.

Sei mio; con Te respiro:Vivo di Te, gran Dio!Confuso a Te col mioOffro il tuo stesso amor.Empi ogni mio desiro;Parla, chè tutto intende;Dona, chè tutto attende,Quando T’alberga, un cor.

Sei mio; con Te respiro:

Vivo di Te, gran Dio!

Confuso a Te col mio

Offro il tuo stesso amor.

Empi ogni mio desiro;

Parla, chè tutto intende;

Dona, chè tutto attende,

Quando T’alberga, un cor.

a)Parvulus enim natus est nobis, et Filius datus est nobis.Is. IX, 6.

b)Et fons de domo Domini egredietur, et irrigabit torrentem spinarum.Ioel. III, 18.

c)Filius meus es tu, ego hodie genui te.Psalm. II, 7.

d)Et tu, Bethlehem Ephrata, parvulus es in millibus Iuda: ex te mihi egredietur qui sit dominator in Israel, et egressus eius ab initio, a diebus æternitatis.Mich. V, 2.

e)Et pannis eum involvit, et reclinavit eum in præsepio.Luc. II, 7.

f)Et pastores erant in regione eadem vigilantes... Et ecce angelus Domini stetit iuxta illos, et claritas Dei circumfulsit illos... Et subito facta est cum angelo multitudo militiæ cælestis laudantium Deum, et dicentium: Gloria in altissimis Deo...Luc. II, 8, 9, 13, 14.

g)Et ascendet sicut virgultum coram eo, et sicut radix de terra sitienti... Despectum et novissimum vivorum, virum dolorum, et scientem infirmitatem; et quasi absconditus vultus eius... et nos putavimus eum quasi leprosum et percussum a Deo.Is. LIII, 2, 3, 4.

h)Posuit Dominus in eo iniquitatem omnium nostrum.Is. LIII, 6.

i)Peccavi, tradens sanguinem iustum.Matth. XXVII, 4.

j)Sanguis eius super nos et super filios nostros.Matth. XXVII, 25.

k)Omnes nos quasi oves erravimus.Is. LIII, 6.

l)Qui suscitavit eum a mortuis.Paul. ad Galat. I, 1.

m)Et excitatus est tanquam dormiens Dominus, tanquam potens crapulatus a vino.Psalm. LXXVII, 65.

n)Et orietur vobis timentibus nomen meum Sol iustitiæ.Malach. IV, 2.

o)Et veniet Desideratus cunctis gentibus.Agg. II, 8.

p)Ab exitu sermonis, ut iterum ædificetur Ierusalem, usque ad Christum ducem, hebdomades septem, et hebdomades sexaginta duæ erunt.... Et post hebdomades sexaginta duas occidetur Christus, et non erit eius populus qui eum negaturus est.Dan. XI, 25, 26.

q)Vespere autem sabbati, quæ lucescit in prima sabbati, venit Maria Magdalene et altera Maria videre sepulchrum.—Et ecce terræmotus factus est magnus. Angelus enim Domini descendit de cœlo: et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum.—Erat autem aspectus eius sicut fulgur, et vestimentum eius sicut nix.—Præ timore autem eius exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui.—Respondens autem angelus dixit mulieribus:...—Non est hic; surrexit enim.Matth. XXVIII, 1-6.

r)Christus Dominus surrexit.La Chiesa.

s)Regina cœli lætare, quia quem meruisti portare, resurrexit sicut dixit: ora pro nobis Deum.La Chiesa.

t)Et dominabitur a mari usque ad mare.Ps. LXXI, 8.—[Cfr. nelCinque maggio: «Scoppiò da Scilla al Tanai, Dall’uno all’altro mar».—Sch.]

u)Altare de terra facietis mihi.Exod. XX, 24.

v)Non potest civitas abscondi supra montem posita.Matth. V, 14.

z)Beati pauperes, quia vestrum est regnum Dei.Luc. VI, 20.

A)Exurgens autem Maria in diebus illis abiit in montana... Et intravit in domum Zachariæ, et salutavit Elisabeth.Luc. I, 39, 40.

B)Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.Luc. I, 48.

C)Ecce virgo concipiet, et pariet Filium.Is. VII, 14.—Ipsa conteret caput tuum.Gen. III, 15.

D)Electa ut sol, terribilis ut castrorum acies ordinata.Cantic. VI, 9.

Nel manoscritto (cfr.Opere Inedite o rare di A. M. pubblicate daR. Bonghi; vol. I, p. 173 ss.) v’è, in principio, la data:13 luglio 1813: in fine,29 settembre 1813, e tra molti sgorbi e svolazzi:Explicit infeliciter.

Tra le molte strofe rifatte e rifiutate, credo che metta conto di riferire solo le quattro che, nel primo getto, tenevan luogo delle due:L’Angel del cielo.....eE intorno a lui.....Eccole:


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