ATTO SECONDO

Salotto ricchissimo in casa di Vittorio. Al fondo una grande apertura dalla quale si scorge una specie di andito fiorito o serra. Divani, grandi tavole coperte di libri e di riviste. Una parte del salotto è arredata ad uso di studio da pittore: un elegante cavalletto, scatole di colori, ecc. Porte ai lati.

Salotto ricchissimo in casa di Vittorio. Al fondo una grande apertura dalla quale si scorge una specie di andito fiorito o serra. Divani, grandi tavole coperte di libri e di riviste. Una parte del salotto è arredata ad uso di studio da pittore: un elegante cavalletto, scatole di colori, ecc. Porte ai lati.

Vittorio, Cantoni, poiDario.

VITTORIO(sdrajato su una poltrona, legge. Entra Cantoni dal fondo)

CANTONI

Ciao, Vittorio.

VITTORIO

Come? Sei già qui?

CANTONI

Sì. Ò pensato di venire un'ora prima per chiacchierare un poco... Tanto, non so come ammazzare il tempo in questa Milano. Non conosco più nessuno!

VITTORIO

Ma... come sei entrato?

CANTONI

Bravo, per la porta!

VITTORIO

Grazie tante! Ma non ài trovato Domenico in anticamera? Il mio domestico?

CANTONI

No.

VITTORIO

Perchè...

CANTONI

Disturbo?

VITTORIO

No, ti pare? Ma siccome gli avevo detto che non c'ero per nessuno sino alle sei, così mi stupivo che ti avesse lasciato passare...

CANTONI

Ò capito; decisamente, disturbo...

VITTORIO

Ma no, ti ripeto...

CANTONI

Ài qualche beltà che viene a prendere illunchin questo salottino che è davvero un amore?! Dimmi la verità... me ne vado... e torno pel pranzo... A che ora è il pranzo?

VITTORIO

Alle 6½. Ma rimani, ti prego...

CANTONI

Ah, no! Dev'essere qualcosa, cioè qualcuno di molto importante, di molto riservato, se l'attendi anche oggi che ài un invito... E che invito, di'?

VITTORIO

Ebbene sì... attendevo qualcuno...

CANTONI

E per che ora?

VITTORIO

Per le cinque.

CANTONI

E alle sei, naturalmente, questo qualcuno si congederà... Ài dei convegni molto spicci!

VITTORIO

No, vedi... adesso ti spiego...

DARIO(di dentro)

Ma come? Ma come? Se sono invitato a pranzo... Vittorio, Vittorio... (Entra).

Vittorio, Dario, Cantoni.

VITTORIO

(E va benone! anche lui, adesso!)

DARIO

Che faccenda è questa? Domenico non voleva lasciarmi passare a nessun costo.

VITTORIO

Eseguisce i miei ordini.

DARIO

I tuoi ordini?

VITTORIO

Già: vi ò invitato per le 6½: che venite a farci qui, alle 5?

CANTONI(ridendo, a Dario)

Siamo capitati male. À un appuntamento.

DARIO

Un appuntamento?

VITTORIO

Affè d'Iddio che siete nojosi! (Comico) Bisogna rivelarvi i miei piccoli misteri. Ninì... mi aveva promesso di anticipare la sua venuta...

CANTONI

Ninì? Si tratta di lei? (Ride) Là là, allora non ò rimorsi. (Siede su una poltrona e accende un sigaro) La riceveremo insieme.

VITTORIO

Converrai... che non è l'istessa cosa...

CANTONI

Infine, senti, non mi farai mica andare a spasso per un'oretta...

DARIO(accanto alla finestra)

Come nevica!

CANTONI

Nevica, figurati! Vorrei andarmi a pigliar dell'umido! Qui si sta così bene! (Crogiolandosi nella poltrona) Una delizia! Di' Dario, noi, a Berlino, di questi lussi, non ce li siamo neppur sognati mai.

DARIO(siede e accende una sigaretta)

VITTORIO(dopo averli osservati)

E fate pure! Mettete di essere in casa vostra.

CANTONI

Oh Dio! si capisce: noi ti disturbiamo, ma non ne avevamo l'intenzione. Vuol dire che per oggi rinunzierai alle recondite gioje di un tête à tête con Ninì.

VITTORIO(sfiduciato, comicamente)

Per questo, vi giuro che non rinuncio a nulla...

CANTONI

Oh! oh!

VITTORIO

Gli è che Ninì, se verrà, chiederà a Domenico se c'è qualcuno: e quando saprà che ci siete voi tornerà indietro.

CANTONI

Falle dire da Domenico che non c'è nessuno.

VITTORIO

Bravo! per avere una scena dopo... per sentirmi dire che la comprometto e che... «badi a quello che faccio...»

CANTONI

Ah! dice così?

VITTORIO

Sicuro! (Suona).

DARIO

D'altronde io ò bisogno di parlarti, Vittorio.

CANTONI

Oh! adesso vi disturbo tutti e due?

DARIO

No, no! al nostro colloquio amo, anzi, che tu sia presente, da quel buono e vecchio amico che mi sei.

(Entra Domenico).

VITTORIO(a Domenico)

Se viene quella signora, quella signorina...

DOMENICO

Ò capito...

CANTONI

(À una bella intelligenza!)

VITTORIO

Dille che son solo, ma corri innanzi ad avvertirmi.

DOMENICO

Sissignore. (Esce).

CANTONI

Ebbene, ti giuro, Vittorio, tutto questo è curiosissimo.

VITTORIO

Meno di voi, che venite a...

CANTONI

D'accordo! E dimmi un po': se verrà, io e Dario che faremo?

VITTORIO

Uscirete per di lì: c'è la biblioteca, poi il bigliardo, poi il fumoir... Infine, ò un appartamento di quindici camere compresi la cucina e i ripostigli: ve ne metto 14 a disposizione: se vi compiacete di lasciarmene una... in casa mia!

CANTONI(ride)

Povera vittima! Di' Dario!...

DARIO(stava leggendo un giornale illustrato)

Che?

CANTONI

Oh! miracolo! Nelle nuvole, sempre! (A Vittorio) Dimmi: è la prima volta che ci viene, la Ninì?

VITTORIO

Ufficialmente sì.

CANTONI

E... officiosamente?

VITTORIO

No...

CANTONI(si alza)

Briccone! E jeri, jer sera, facendomi la fisiologia di Ninì e delle sue sorelle, osavi affermare che...

VITTORIO

Perfettamente!

CANTONI

Oh qui, che ci viene a fare?

VITTORIO

Se lo dico che non ài capito niente! Non sei ancora entrato nello spirito del tipo. Tu credi la Ninì e le sue sorelle... ciò che assolutamente non sono.

CANTONI(ridendo)

Viene qui a... parlar di politica? Dimmi, si arrischia sino a... prendere un thè e due tartine?

VITTORIO

Poco di più. È tanto compiacente da farmi da modella...

CANTONI

Oh! oh!

VITTORIO

Per la testa! Tutt'al più un pezzo di braccio...

CANTONI

E poi?

VITTORIO

E poi che?

CANTONI

«Arrivederla, torni presto...?»

VITTORIO

«Arrivederci, torna presto!»

CANTONI

Ah! le dài del tu...

VITTORIO

Officiosamente...

CANTONI

E perchè ci viene?

VITTORIO

Perchè sua madre la lascia andar attorno sola: perchè alla lezione si secca: perchè qui si trova bene un'oretta: perchè le preparo sempre qualche piccolo regalo: infine, perchè non à senso morale... Vieni qui... (Lo prende per la mano e lo conduce alla porta di sinistra e la apre). Guarda...

CANTONI(dopo aver guardato)

La tua stanza da letto... (Si scostano)

VITTORIO

Ebbene: questa soglia, è la colonna d'Ercole di Ninì.

CANTONI

Ma allora, tu sei un amante affatto platonico...

VITTORIO(comico)

Per forza!

CANTONI

Ma allora la Ninì che cosa vuole? A che cosa tende?

VITTORIO

A formarsi una posizione, ad assicurarsi un avvenire. I fiori d'arancio per lei non sono il retaggio di una esistenza illibata... non sono il gran tesoro che ogni fanciulla inconsciamente possiede e che porta in dono all'uomo che ama e che le dà il suo nome. Per la Ninì e per la Selene sono unicamente un valore, che esse sanno perfettamente apprezzare. I fiori d'arancio, che ànno sacrosantamente il diritto di portare, rappresentano in esse l'apice della corruzione più sopraffina: e non li lascieranno cogliere che da un innamorato cretino che le sposi, o da un botanico... ricchissimo che ami adornar le sue serre dei fiori più rari e costosi...

CANTONI

Ci sono! Ora ò capito! Ora ti sei spiegato bene!

VITTORIO

Ah, ma ce n'è volute delle spiegazioni! (Guarda l'orologio) Cinque ore e mezza Scommetto che à visto entrare uno di voi ed è tornata indietro... Tra mezz'ora sarà qui la madre...

CANTONI

Ah, che amore quella madre che si piglia le sue tre figliole a braccetto e va a pranzarein casa d'un giovinotto... Che tipo!... Di', di', e quel marchese... altro tipo! L'ài invitato anche lui?

VITTORIO

Per forza; me lo à imposto la Selene...

CANTONI

È il suo adoratore?

VITTORIO

Sì, come io lo sono della Ninì. Però, vedi, la Selene s'è imbattuta meglio della Ninì...

CANTONI

Perchè?

VITTORIO

Perchè quel marchese lì, mezzo rimbambolato, raccoglie le due qualità di ricco e di cretino...

CANTONI

È un botanico...?!

VITTORIO

Sì: ma se la Selene à giudizio, riesce a farsi sposare. (Guarda l'orologio): Cinque e trentacinque!

CANTONI

Sei sulle spine!... Non sei mica innamorato?...

VITTORIO

Ah no! Ma via, è carina! Non è vero che è carina?

DARIO

Quando avrete finito i vostri discorsi fisiologici e psicologici mi avvertirete, e parlerò io.

VITTORIO

Ma parla pure, cugino.

DARIO(si alza. A Vittorio)

In queste pitture così efficaci che fai di quelle ragazze, non ci metti in mezzo anche la Paolina, nevvero?

VITTORIO

No, no. Perchè me ne avresti chiesto ragione sul terreno?!

DARIO

Ti prego di non scherzare, perchè io parlo seriamente, così seriamente come se si trattasse di prendere una decisione importantissima nella mia vita.

VITTORIO

(Ci siamo! È matto!)

DARIO

E forse si tratta appunto di ciò.

VITTORIO(siede)

Sapevamcelo.

CANTONI

Ripigli il discorso d'jeri?!

DARIO

Sì, e per esaurirlo... Ò riflettuto a lungo e sono deciso a sposare la Paolina... cioè a chiederle se vuol essere mia moglie.

CANTONI

Che fa lo stesso. Perchè se credi che si farà pregare....

DARIO

Forse sì. Ò già accennato a questa mia idea ed ella à sempre cercato di cambiar discorso. Eppure sono certo che m'ama. Anzi, perchè mi ama, poveretta, non vuole assolutamente ch'io trovi in lei un incoraggiamento a compiere questo passo che il mondo potrà giudicare una pazzia! Che delicatezza di sentimento è in quella ragazza!

VITTORIO

E che cieco innamorato tu sei!

DARIO

Oh infine! Sua madre è una donna volgare: le sue sorelle, non so che cosa sieno, ma fossero tutto quello che di peggio si può immaginare, non è men vero che Paolina è una buona e saggia creatura. Vittorio à potuto constatarlo: pratica quella casa da sei mesi: à conosciuta la Paolina e à visto la vita che conduce, pura, illibata. Anche quando ancora non sapeva che io esistessi ella si comportava come adesso; non potete credere dunque che finga ora per me. Infine, l'amo: perchè non posso sposarla?

VITTORIO

Perchè forse non è necessario.

DARIO

Ah, la bella ragione! Farne la mia amante, dici tu. Sì: dato l'ambiente in cui vive, la sua famiglia disgraziata, e poichè mi ama, potrebbe darsi che acconsentisse a diventarla. E perchè accetterei questo sacrificio? E perchè compirei questo vero delitto, di abusare delle condizioni in cui la Paolina si trova non per colpa sua? «Ma il mondo riderà!» direte voi. Ebbene, io rido del mondo!

VITTORIO

E sposala! E che il Signore Iddio vi benedica, e figli maschi!... Già, senti, sei libero, sei padrone di te: non ài più, disgraziatamente, e come me, nè babbo nè mamma che ti debbano dare il consenso. Contento tu, contenti tutti. Io farò forse delle pazzie per la Ninì: e tu fanne una per la Paolina: e che Dio ce la mandi buona...

DOMENICO(di dentro)

Sissignora, sissignora. (Entra affrettato e fa dei segni d'intelligenza a Vittorio).

VITTORIO(lestissimo, piglia Dario e Cantoni per un braccio e li spinge a corsa fuori della porta di destra, dicendo piano)

Giungendo, tra una mezz'ora, non m'avete ancora veduto, oggi... (Cantoni e Dario escono dalla destra).

Vittorio, Ninì.

VITTORIO(correndo incontro alla Ninì che entra dal fondo)

Piccina, è un'ora che ti attendo.

NINÌ

Sì, è vero, sono in ritardo... ma ò avute tante cose da fare...

VITTORIO(cerca di abbracciarla e darle un bacio)

Giù le mani. Ò da parlarvi di una cosa importantissima...

VITTORIO

Ò da parlarvi?!

NINÌ

Sì: sul serio: mi rivolgo al signor Vittorio Olgiati, mio mecenate e protettore...

VITTORIO

Eccomi a' suoi ordini, signorina...

NINÌ

Il cappello mi annoja... Già, alla mamma diremo che sono appena giunta...

VITTORIO

E pur troppo sarà qui a minuti: sono quasi le sei...

NINÌ(si toglie il cappello)

Dunque... io ò presa una risoluzione...

VITTORIO

Meno male!

NINÌ

E ò deciso di confidarla a voi in gran segreto, perchè mi ajutiate a mandarla ad effetto...

VITTORIO

Sentiamo.

NINÌ

Voglio cantar l'operetta.

VITTORIO

L'operetta?!

NINÌ

Sì, scritturarmi in una compagnia. Sono stata adesso dall'agente. Tomba mi accetta. Sei lire al giorno, viaggi pagati, due beneficiate effettive ogni anno e due di nome. Mezzo soprano leggiero, debutto in Claretta di Madama Angot!...

VITTORIO

Un momento, un momento! Mi confondi!

NINÌ

Oh! la ribalta, la ribalta è sempre stata il mio sogno! (Cantando)De Madame Angot je suis la fille, je suis la fille...

VITTORIO

E vostra madre?

NINÌ

Mia madre à una gran fede nelle mie corde vocali e vede in me una futura Patti... Ma io mi conosco: non vedo in me che un mezzo soprano leggiero...

VITTORIO

Oh! leggiero sì!

NINÌ

In casa mi annojo. Che avvenire ò? Che cosa posso sperare? Non mi faccio le illusioni di Selene che spera di trovar marito. Al giornod'oggi, senza dote non ci si sposa. È vero o no? Dunque! Bisogna che pensi a formarmi una posizione...

VITTORIO

Questi sentimenti vi onorano! Ma la mamma non permetterà...

NINÌ

D'accordo; ma io non le dirò nulla.

VITTORIO

Una fuga?

NINÌ

No. Non le dirò nulla per ora: ma tra quindici giorni (perchè dovrei trovarmi alla piazza, a Napoli, il 1º febbraio), quando avrò preparati i costumi, cinque!, e avrò la mia scrittura in mano, con una penale di 1000 lire da pagare se manco, e che le dirò: «Mamma mia, ormai è fatta, addio, ti manderò i giornali...» Dovrà acconsentire per forza.

VITTORIO

Siete... un genio!

NINÌ

Ma bisogna ajutarmi. I costumi costeranno un migliaio di lire. Se mi fate garanzia dal Zamperoni...

VITTORIO

Ma che garanzia! Mi permetterete di offrirveli... Lasciatemi cooperare alla formazione di questa diva che va a sorgere sull'orizzonte dell'arte...

NINÌ

Bè, sentite: io vi rimborserò a poco poco, col frutto delle beneficiate.

VITTORIO

E, dite: così giovane, volete viaggiar sola, vivere sola attorno pel mondo?...

NINÌ

Oh! non ò paura...

VITTORIO

Mi permetterete di accompagnarvi a Napoli...

NINÌ

Siete matto?! Si potrebbe credere chissà che cosa!... (S'ode di dentro la voce di Delfina e Selene che entrano) Oh! la mamma; mi raccomando: acqua in bocca... con tutti, anche con vostro cugino...

VITTORIO

Lo giuro! (Andando incontro a Delfina) Avanti, avanti...

Delfina, Paolina, Selene, Ninì, VittoriopoiDarioeCantoni.

DELFINA

Eccoci qua, eccoci qua. È l'ora giusta?

VITTORIO

Ma perfettamente. Come va? (Le stringe la mano, poi va a stringerla a Paolina e Selene che rimangono un po' più al fondo, e le ajuta a togliersi il cappello e il mantello).

DELFINA(vien vicino a Ninì e le dice piano)

Ti avevo detto di attendermi abbasso, alle sei, per salire insieme. Così che figura ài fatto a salir sola?

NINÌ(facendo spallucce)

Sì, col freddo che fa volevo proprio star giù ferma per rovinarmi la voce. Del resto sono arrivata in questo momento.

DELFINA

Dove sei stata?

NINÌ

Alla lezione. (Si allontana).

DELFINA(si guarda attorno)

Che bella casa!

SELENE(a Vittorio, scendendo insieme la scena)

Il marchese non è ancora venuto?

VITTORIO

No. Ma vi preme proprio, immensamente? Siete pratica, voi, nelle vostre simpatie. Niente fumi per la testa. Badate al sodo, voi... Brava!

DELFINA(a Vittorio)

È davvero una bellezza la sua casa, signor Olgiati. Quanta bella roba!...

VITTORIO

Ora, ora, le mostrerò tutto il mio appartamento, intanto che si aspetta il pranzo.

DARIOeCANTONI(entrano dalla destra, salutano tutti, ecc.)

DARIO(prende Paolina in disparte)

Vi ringrazio di essere venuta. Permettetemi di vedere in ciò una prova di stima e d'affetto per me. Avevo una gran paura che non verreste.

PAOLINA

Glielo avevo promesso...

DARIO

E se aveste mancato non avrei avuto mezzo di vedervi oggi, e, credetemi, è ormai una gran pena per me il rimanere un giorno senza vedervi... (Continuano a parlare tra loro)

DELFINA(a Vittorio, col quale à fatto un giro per la sala, tornando alla ribalta)

Deve pagar molto di quest'alloggio!

NINÌ(al fondo mentre osserva i ninnoli, ecc.)

«De madame Angot, je suis la fille, je suis la fille...»

CANTONI(che si è messo a parlar con Selene)

E come va la pittura?

SELENE

Così, così...

CANTONI

O ditemi: poichè Vittorio dipinge così bene, è un vero artista, perchè non prendete lezione da lui?

SELENE

Vi pare? Sarebbe un maestro troppo giovane, compromettente...

CANTONI

Ah!

VITTORIO

Non manca più che il marchese... Ma non sono che le sei...

DELFINA(piano a Vittorio trascinandolo in un angolo)

A proposito: volevo chiederle una cosa.

VITTORIO

Dica.

DELFINA

Che persona è il signor Marchese?

VITTORIO

Oh, un'aurea persona...

DELFINA

Molto ricco, nevvero?

VITTORIO

Ricchissimo: un antico viveur...

DELFINA

Perchè, le dirò, io ne ò fatta la conoscenza in una maniera un po' strana. Per una quindicinadi giorni di seguito, ogni mattina, mi arrivò in casa un mazzo di fiori, diretto alla Selene.

VITTORIO

Lo mandava lui!

DELFINA

Già: aveva veduta Selene in teatro, credo, e...

VITTORIO

E gli aveva fatto colpo. À buon gusto...

DELFINA

Bontà sua, signor Olgiati. Poi, due giorni fa, accanto al mazzo di fiori ò trovato la carta da visita, e un anellino di brillanti.

VITTORIO

Oh!

DELFINA

Questo signore si sbaglia, ò pensato io; nevvero?

VITTORIO

Naturalmente!

DELFINA

E ò rimandato subito l'anello.

VITTORIO

Benone!

DELFINA

Le pare? Dei fiori, passi, ma dei brillanti?! E allora, lo stesso giorno, me lo vedo arrivare in casa. Veniva a farmi un milione di scuse... che non aveva avuto intenzione di offendere, ecc. ecc. Capirà, a chi fa delle scuse!... Non c'era una ragione di maltrattarlo. E così abbiam fatto amicizia.

VITTORIO

È un buon acquisto!

DELFINA

Cioè: abbiam fatto conoscenza. Ma pare che proprio abbia una gran simpatia per la Selene... Veramente è un po' innanzi in età, ma alla fin fine sarebbe un buon partito, nevvero? Lei che ne dice?

VITTORIO

A me pare di sì...

DELFINA

Soltanto, a me preme che si spieghi presto... perchè... Bisognerebbe forse che gli parlassi io...

VITTORIO

Provi...

DELFINA

Si presenterebbe una buona occasione, oggi.... Perchè verrà qui, nevvero?

VITTORIO

Io l'ò invitato....

DELFINA

Ma temo mi mancherà il coraggio.... È una persona di riguardo....

DOMENICO(annunciando)

Il marchese Zoppi....

Delfina, Paolina, Selene, Ninì, Dario, Vittorio, Marchese, Cantoni.

VITTORIO

Marchese, buona sera....

MARCHESE

Buona sera mio simpatico anfitrione.... (À in mano quattro mazzolini di fiori. Cerca cogli occhi Delfina, le va incontro e le porge uno dei mazzolini) Signora, i miei omaggi....

DELFINA(s'inchina goffamente, poi a parte)

(Che persona compita!)

MARCHESE(si dirige a Paolina e le porge un altro mazzolino)

Signorina....

PAOLINA(prende il mazzolino, e saluta il Marchese)

CANTONI(a Vittorio, piano)

(È un amore!)

VITTORIO(piano al Cantoni)

(Proprio un cavaliere antiquo!)

MARCHESE(porgendo il terzo mazzolino alla Ninì)

Piccina bella....

NINÌ

Oh marchese, come sta? (Gli stringe fortemente la mano dandogli una scossa, e si pone il fiore nei capelli).

MARCHESE(si dirige a Selene che è in disparte e le porge, con un sorriso, l'ultimo mazzetto)

SELENE

(Ah, per me l'ultimo!)

MARCHESE

(Ma con esso è il mio cuore!)

SELENE

(Davvero?)

MARCHESE

(Ah sì... ma senza speranza!)

SELENE

(Perchè? Bisogna sempre sperare).

MARCHESE(le sorride con grande amore, comicamente, poi si volge agli altri)

Dunque, dunque, giovinotti, ci ripromettiamo una allegra serata!

NINÌ

Altrochè! (Piano a Vittorio) (Dobbiamo cercare di farlo ubbriacare quel vecchio scimunito.)

VITTORIO(piano alla Ninì)

(Oh! oh! non ditene male. È il fidanzato di vostra sorella!)

(Ninì dà in una risata)

DELFINA(a Vittorio)

(Sarebbe proprio il momento buono! E, dica, scusi... a tavola lo metta vicino alla Selene il marchese...)

VITTORIO(a Delfina)

(Non dubiti). (Delfina si allontana).

CANTONI(a Vittorio piano)

(Dimmi: pensavo adesso che l'unico che ci fa una figura barbina sono io, qui: tu ti dedichi alla Ninì: Dario alla Paolina: il marchese alla Selene. Ed io?)

VITTORIO

(Bravo! tu piglia la vecchia!) (Cantoni fa una smorfia e si allontana).

MARCHESE(a Vittorio, piano)

(Sa, ò riflettuto su quello che mi à detto jersera).

VITTORIO(piano al marchese)

(Ah sì? E allora?)

MARCHESE(c. s.)

(Le dirò: un matrimonio alla mia età...)

VITTORIO(c. s.)

(Non è mai troppo tardi per acquistare la felicità...)

MARCHESE(c. s.)

(Sì sì, ma se si potesse evitarlo!... Decisamente, bisogna che studi la madre!)

VITTORIO(c. s.)

(La studï, la studï!)

DELFINA(dall'altro lato della scena, vicino alla Paolina, piano)

(Infine, neppur oggi non sei allegra: ma che cos'ài sempre, sempre, santo cielo?)

PAOLINA

Ma nulla, mamma....

DELFINA

(Come, nulla? Sei sempre così seria, così malinconica! Mi metti persin soggezione!)

VITTORIO

Signori e signore: se vogliono onorare d'una visita il mio appartamento....

NINÌ

Sì, sì, sì, andiamo a vedere....

VITTORIO

Ecco, qua, la biblioteca.... (si avvia verso la destra).

MARCHESE(a parte, trattenendosi)

(Se la vecchia rimanesse... io comincerei i miei studï....)

DELFINA(a parte, indugiandosi)

(Sarebbe il momento di tastar terreno...)

(tutti escono salvo Delfina, e il Marchese).

Delfina, Marchese.

MARCHESE(si versa da bere da una fiala di cognac ch'è sul tavolino, e siede, fingendo di non veder Delfina)

DELFINA

Signor Marchese, anche lei, come me, preferisce una buona poltrona...

MARCHESE(s'è alzato subito)

Oh pardon! non l'avevo veduta. Già, una buona poltrona...

DELFINA

I giovinotti, si sa, non starebbero mai fermi...

MARCHESE

Come sono carine quelle sue figliole; simpaticissime, proprio, allegre...

DELFINA

Fuorchè la Paolina. Quella è sempre taciturna, quieta, tranquilla.... Ma Selene e Ninì ànno un carattere vivace...

MARCHESE

Eh, lo vedo, lo vedo.... E studiano?

DELFINA

La Selene studia un pò la pittura...

MARCHESE

Ah! vuol farne un'artista...

DELFINA

Ma riesce poco...

MARCHESE

Peccato!

DELFINA

E la Ninì studia il canto.

MARCHESE

Ah, il canto!

DELFINA

À la passione! Che cosa vuol che le dica? À la passione! Io non volevo, sa? Perchè se riescirà bene vorrà andare sul teatro e quell'idea lì mi spaventa...

MARCHESE

Le dirò: è più pericoloso il ballo...

DELFINA(con orrore)

Oh, il ballo poi non l'avrei permesso mai. Le pare, una signorina per bene non può far la ballerina!

MARCHESE

(Ne capisco sempre meno!) Appunto, è quello che dicevo. E prendono le loro lezioni in casa?

DELFINA

No: vanno dal maestro.

MARCHESE(con affettata indifferenza)

Ce le accompagna lei, già....

DELFINA

Eh! no: che cosa vuole, signor Marchese, io non sono ricca, non ò un domestico per farle accompagnare: quando posso vado io: ma, santo cielo, come si fa? non tutti i momenti si può uscire, nevvero? L'una va fuori a un'ora, l'altra va fuori a un'altra, magari due tre volte al giorno. Ò dovuto decidermi a lasciarle andar sole. Oh! ma sono sicura. Vanno, vengono, diritte per la loro strada, senza fermarsi, senza guardarsi attorno.

MARCHESE

Allora!

DELFINA

Sì, sì, posso vivere tranquilla....

MARCHESE

E lei riceve spesso in casa? Perdoni, non domando per curiosità, ma perchè spero vorrà onorarmi dei suoi inviti....

(Intanto rientrano tutti gli altri dalla destra, passano chiacchierando ed escono dal fondo. Vittorio sbircia Delfina, e il marchese fa un gesto significativo).

DELFINA

O santo cielo: inviti non ne faccio. Chi mi vuol onorare mi fa un piacere, ecco. Io ricevo nel mio piccolo: una tazza di thè, quattro salti qualche volta... Sa bene, noi mamme cerchiamo di aver qualcuno per casa per farle vedere 'ste figliuole... altrimenti come si fa a maritarle? Se sapesse che pensiero... Non le auguro d'essere mamma! Così è quando accetto qualche invito; c'è forse chi me ne fa carico: ma, santo cielo, quando si va in casa di persone ammodo, compite, come giusto qui dal sig. Olgiati... le pare? È come se m'invitasse lei, signor Marchese... dico bene? Quando si presenta l'occasione...

MARCHESE

Oh! ma fa benone.... (Rientrano, cianciando e ridendo, tutti gli altri).

Delfina, Paolina, Selene, Ninì, Vittorio, Dario, Cantoni, Marchese.

NINÌ

Mammà vieni sulla torre?

DELFINA

Sulla torre?!

NINÌ

Ma sicuro! Olgiati à anche una torre da cui si vede tutta Milano...

VITTORIO

O quasi...

DELFINA

Ma sei matta? Sulla torre, adesso che è già bujo!

NINÌ

Appunto! E nevica! Vedremo tutta Milano bianca, sotto la luna! Una bellezza. Andiamo, andiamo tutti...

DELFINA(piano alla Ninì)

(Ma dico, e non si pranza?)

NINÌ

(Eh, diavolo! alle sei e mezzo!) Facciamo la salita dunque. In dieci minuti si va e si torna...

DELFINA

Ma fa freddo...

NINÌ

No, no: ci imbacucchiamo bene... Vedrai che appetito, dopo...

DELFINA

O che pazzerella sei! (Piano a Vittorio) (Ò parlato col Marchese... ma non si decide...)

VITTORIO(piano a Delfina)

(Un pò di pazienza, diamine!)

CANTONI

Dunque si va?

NINÌ

Sì, tutti. Anche il Marchese...

MARCHESE(a parte)

(Ah! la torre poi!)

SELENE(piano al Marchese, con civetteria)

(Anche lei, nevvero?)

MARCHESE

(Veramente...)

SELENE

(Vorrebbe fare l'invalido?)

MARCHESE

Ah! l'invalido no... Avanti, avanti! (Piano a Vittorio) (Ò parlato colla madre... non ne capisco niente!)

VITTORIO(piano al Marchese)

(Ma creda a me, si decida: la sposi!...)

MARCHESE(c. s.)

(La madre?!)

VITTORIO(c. s.)

(Ah! no, la ragazza, diavolo!)

SELENE

Per dove si sale, dunque?

VITTORIO

Con me, con me: vi faccio da guida.

(Intanto la Ninì à avvoltolata Delfina in un pajo di mantelli. Tutti si coprono ed escono, fuorchè Paolina e Dario).

Dario, PaolinapoiNinì.

PAOLINA(si lascia cadere su una sedia, come disgustata, stanca)

DARIO(in fondo alla scena, si ferma la osserva, poi viene a lei)

Paolina....

PAOLINA(si alza, stupita)

Come, è rimasto?

DARIO

Sì... poichè siete rimasta voi... (La fissa) Siete triste? (Con interesse) Non state bene?...

PAOLINA

No... sto bene... Ma ò fatto male di venir qui...

DARIO

Mi rimproverate di avervi pregata di venirci?

PAOLINA

Oh! no...

DARIO

Dovreste considerarvi come in casa mia... E in questo pensiero... io mi lusingavo doveste acquietare la vostra coscienza... Mi sono dunque ingannato... Io sono proprio un estraneo per voi? Mi considerate come tutti gli altri...

PAOLINA

Oh! no, signor Dario... Anzi cercherò di essere allegra... Tanto... (commovendosi) potrebbe crederla una finzione questa mia tristezza.

DARIO

E potete supporlo! Vi ò dato ragione di supporlo, dopo un mese che vi dimostro tutto il mio rispetto, e che oso parlarvi d'amore come solo permetterei se ne parlasse ad una mia sorella? Mi avevate data una gran consolazione, jersera: quando accennai ad un mio disegno... mi parve di essere stato compreso finalmente... Mi sembravate così allegra, così contenta: mi pareva, lasciandovi, che desideraste di rivedermi presto, e di ripigliare il nostro discorso interrotto...

PAOLINA(dominandosi a stento)

No, no, signor Dario, ò capito poi che questo è impossibile...

DARIO

Impossibile?... Ma... via, venite qui. (Siedono) Credete che io voglia scherzare, Paolina? Vi pare che questo sia del mio carattere? Ebbene, voglio essere franco. Quando mi sono sentito nascere in cuore dell'affetto per voi, ò cercato di vincerlo: non perchè io vi temessi, ma perchè la mia natura un po' selvaggia mi spingeva a fuggire ogni legame. Non ci sono riuscito. Il mio affetto si è ingigantito, si è mutato in passione. E allora ò pensato di soddisfare questa passione nel modo più puro, più giusto, nell'unico modo che ò stimato degno di voi e del mio amore: ò pensato che avrei potuto fare di voi, buona, saggia creatura, la compagna di tutta la mia vita. E quando ò potuto lusingarmi che il mio affetto fosse un po' corrisposto, vi ò parlato subito, sinceramente, del mio disegno. E jersera....

PAOLINA

Oh jeri sera! Ero così commossa, così lusingata dalle sue parole! Era la prima volta che mi sentivo parlare seriamente, che udivo pronunciare delle parole buone per me... delle parole oneste... Non ò riflettuto lì per lì, ò creduto di sognare... Ma ò riflettuto poi... ò capito che era proprio un sogno!...

DARIO(circondandola)

Ma no, poichè io sono qui per realizzarlo questo sogno, se voi lo vorrete...

PAOLINA

Non è possibile, non è possibile...

DARIO

Ma perchè?

PAOLINA(imbarazzata, commossa, cercando allontanarsi da Dario)

Io non sono più tanto giovane... sono povera... non ò nulla...

DARIO

Una quistione di denaro, Paolina?!

PAOLINA(svincolandosi, alzandosi)

E poi... tante altre cose... No... no...

DARIO(alzandosi)

Tante altre cose!... Ma che dunque?

PAOLINA(con disgusto)

Sì... la mia famiglia... mia madre... le mie sorelle... No, no, signor Dario, la scongiuro... non me ne parli più... mi fa soffrire... mi obbliga a dir cose di cui arrossisco...

DARIO

E credete che non abbia pensato a tutto questo? Credete che non sappia, e che moltinon si sieno dati la cura d'informarmi? Ebbene? Vedete, io sono qui, ciò malgrado, accanto a voi, e ò fede in voi. Che m'importa della vostra casa, di vostra madre? (Con crescente passione, circondandola) Io sposo te, io amo te, mi basta che tu sii degna di me e del mio amore... (la trascina, siedono assieme sul divano, egli l'abbraccia) Noi lasceremo Milano, lasceremo l'Italia... Io ti dò il mio nome, tutto il passato scomparisce, tu devi rivivere una vita nuova, con me, solo con me che ti adoro... Ma vedi, vedi come è facile tutto questo, se mi ami, se vuoi essere mia!...

PAOLINA(trascinata, come in estasi)

È possibile, è possibile, questo che mi dici Dario?... Non è un sogno, dimmi, non è un sogno?...

DARIO(con grande e crescente passione)

Ma no, non mi vedi qui, vicino a te, non odi le mie parole?... Ti adoro...

NINÌ(di dentro)

Presto, presto... io sono già abbasso! (Si affaccia alla porta del fondo e si ferma subito vedendo Dario e Paolina abbracciati) Oh! ò disturbato un idillio! Pardon! se avessi saputo! (Dà una risata e sparisce).

PAOLINA(indignata, alzandosi, con grande orgasmo)

Lo vedete, lo vedete, Dario, è un sogno, è un sogno!

DARIO(si alza un pò contrariato, ma rifacendosi subito)

E se malgrado ciò io ti sposo, gli è che ti amo, gli è che senza di te non posso più vivere...

PAOLINA

Ma è una catena questa, orribile, che non potrò mai spezzare!...

DARIO(circondandola, con passione)

Sì, sì, se tu mi ami.

PAOLINA(involontariamente, trascinata)

Se ti amo, Dario!...

DARIO

E allora dunque è deciso, sei mia, sei la mia sposa adorata... Non sfuggirmi... non sfuggirmi... Dimmi che vuoi essere mia, e in questo momento si decide della nostra vita... Dimmelo, dimmelo... (Come in estasi, egli posa le sue labbra sulle labbra di lei e la bacia, lungamente, poi si scioglie raggiante) Ah sì... sei mia. (Voci lontane) E non dir nulla, adesso, è il nostro piccolo segreto... (le bacia le mani, quasi con rispetto, si dirige al fondo, ed esce).

PAOLINA

(rimane un momento come trasognata, tramortita: poi si orizzonta, vorrebbe gridare, richiamarlo, ma appena riesce a pronunciare con voce fioca:) Dario, no... Dario!... (e ricade spossata sulla poltrona).


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