INDICE DELLE LETTURE.

INDICE DELLE LETTURE.DedicaPag.IIntroduzione1LetturaI.Il Dio e gli Dei21»II.Il Cielo37»III.L'Aurora55»IV.Il Sole73»V.La Luna93»VI.Il Fuoco109»VII.L'Acqua125»VIII.Il Vento143»IX.Tvashtar il fabbro degli Dei161»X.Indra183»XI.Gli Açvin205»XII.Il Dio Yama233»XIII.I Demonii249»XIV.Prag'âpati e Purusha269»XV.Brahman, Skambha, Br'ihaspati e Brahmanaspati285»XVI.Vishnu299»XVII.Rudra-Çiva313»XVIII.Conclusione327Indice alfabetico de' Nomi e delle Cose337

NOTE:1.Cfr. nel Dizionario petropolitano le voci:açan, açani, açva.2.Veggasi, tra gli altri scritti sull'argomento, l'erudito lavoro pubblicato dal prof. Weber nella sua preziosa raccolta degliIndische Studien, sotto il titolo:Zur Kenntniss des vedischen Opferrituals.3.Cfr. intorno al valore del cielo medio la discussione sul nome d'Indra, nella decima lettura di questo volume.4.Uno de' suoi nomi è purego(=gam, propriamentel'andante, la larga, la vasta), a proposito del quale gioverà allo studioso conoscere il seguente riscontro del Muir,Sanskrit Texts, V, pag. 33-34: «The wordPrithivî, which in most parts of the Rig-Veda is used for Earth, has no connection with any Greek word of the same meaning. It seems however originally to have been merely an epithet, meaningbroad; and may have supplanted the older wordgauwhich (withgmâandg'mâ) stands at the head of the earliest Indian vocabulary, the Nighantu, as one of the synonyms ofPrithivî(earth) and which closely resembles the Greek Γαῐα or Γἤ. In this way, Gaur Mâtar may possibly have once corresponded to the Γἤ μήτηρ or Δημήτηρ of the Greeks.» Ma qui si deve ancora aggiungere come la vedica go è molto più spesso rappresentata in cielo che in terra.5.Cfr.The hymns of the Gaupâyanâs and the legend of King Asamâtiby prof. Max Müller. Il Müller tuttavia traduce egli pure: «Thy soul which went far away to heaven and to the earth, we turn it back, here to dwell and to live.»6.Il prof. Max Müller: «to the onward rays.»7.Cfr. il primo volume, 1º e 2º cap. della miaMitologia zoologica(London, Trübner, 1872, ediz. originale; Leipzig, Grünow, 1873, traduzione tedesca del signor Hartmann; Paris, Durand Pedone Lauriel, 1874, traduzione francese del signor Regnaud, con introduzione di Fr. Baudry).8.Mi discosto qui evidentemente da' dotti interpreti miei predecessori:Çravasyunon può qui valer altro chedesideroso di scorrere, ossiascorrevole, oscorrente,corrente,fiume;come i fiumi si precipitano al mareè una similitudine facile ed ovvia, mentre il tradurre con Sâyana, Wilson, Muir, Benfey «desirous of wealth, wealth seekers» parmi imbrogliare e forzare alquanto il senso.9.Mi discosto qui ancora da tutte le interpretazioni precedenti, sebbene nessun Dizionario ci offra la vocedhâcome appellativo divacca, ma il senso disucchiareche hanno le radici vediche dhâ, dhe (onde le paroledhenaacqua da bere, edhenuvacca da mungere), l'analogia della similitudine che si trova nel passo citato dall'inno 92º, e lo sforzo che bisogna fare per ammettere che in quella strofa sia nominato un sapiente di nome Nodhas, mi obbligano a sottoporre, con animo riverente, la mia interpretazione alla critica de' dotti Vedisti.10.Anche il vedicosvasarasya putrî, dell'inno 61º del libro III, sembra un errore di amanuense, da correggersi insûryasya putrî; come l'inno 75º del libro VII chiama l'aurorasûryasya yoshâodonna del sole.11.Sûryasahasranâma.12.Cfr. Muir,Sanscrit Texts, vol. V, sect. V.13.Per tutti gli altri appellativi diPûshan, confrontisi la citata opera del Muir, che, nel capitolo relativo aPûshan, ha raccolto e tradotto tutti i brani notevoli delRigvedache si riferiscono a quella divinità solare.14.Cfr. IX, 96, 2, dove se non si tratta dei cavalli diPûshanin particolare, si parla tuttavia de' cavalli solari.15.È da riscontrarsi con questo carattere diPûshanil nome dibrâhmanânâm râg'â, ossiaRe de' pregantidato al DioSoma. — Così Soma guida il viandante nelle strade, comePûshan. Il sole moribondo e la luna nascente confondono i loro ufficii.16.Ho tentato d'illustrare di proposito l'uso dell'Albero di Natale, con riscontri relativi, in un articolo che s'è pubblicato nellaRivista Europeadel gennaio 1871, pag. 292-300, al quale ardisco rimandare lo studioso, finchè io non possa porgli sott'occhi completo il mioDizionario comparato di Mitologia botanica, sopra il quale intentamente lavoro.17.Mi discosto alquanto nell'interpretazione di questo passo vedico, da quella che ne diede il dotto Muir: «a living being, should spring out of dry wood.» Il senso di tutta la strofa parmi questo: «tutti gli Dei si rallegrano dell'opera tua, poichè, o Dio, sei nato vivente dal legno secco.»18.Il prof. G. B. Giuliani mi fa noto che sopra la Montagna pistoiese suolsi dire che il fuoco nasce dalla punta degli alberi.19.Richiamo qui ancora il detto pistoiese, poco innanzi citato, intorno all'origine del fuoco.20.Tali raffronti parranno per ora, talvolta, arditi, poichè non ci siamo ancora avvezzati a studiare criticamente la mitologia biblica, come andiamo studiando l'ariana. Ma verrà tempo, io spero, in cui ci persuaderemo com'anche la Bibbia possa offrire materiali preziosi agli studii di mitologia comparata. Intanto ci rallegriamo nel vedere come i bei lavori del Lenormant sopra l'intermedia mitologia assira e caldea incomincino a diminuire considerevolmente le distanze che separano il mondo mitico ariano dal mondo mitico de' Semiti.21.Cfr. l'importante studio di F. Lenormant sopra la leggenda babilonese del Diluvio nel II volume della sua opera:Les premières civilisations(Paris, Maisonneuve, 1874).22.Citato dal Muir.23.Si potrebbe qui domandare se nella concordia delle cosmogonie nel far nascere il mondo dalle acque, oltre alle ragioni mitiche non vi sia pure stata negli antichi una reminiscenza ereditaria del carattere primitivo della creazione, secondo che le scienze naturali lo vengono oggi dimostrando, presentandoci la fauna marina come la prima delle creature animali che apparvero alla vita. Cfr. la bell'opera del Haeckel, con la prefazione di Charles Martins, nella traduzione francese, fattane dal dottor Letourneau:Histoire de la création des êtres organisés d'après les lois naturelles(Paris, Reinwald, 1874). Quanto alla leggenda del Diluvio, essa è per me semplicemente una variante cosmogonica dell'uovo uscito dalle acque; invece dell'uovo di Brahman, ci si presenta Brahman in forma di pesce, che salva, ossia trae fuori dalle acque. Cfr. la Lettura decima.24.Indische Studien, XIII, 138, 139, ed il capitolo relativo alla formica, nella miaMitologia zoologica, edizioni tedesca e francese.25.Tradurrei perlampoilketus(del 3º inno delRigveda), pel qualeSarasvatî svolge il gran torrente e illumina tutti. Essa è pure chiamatapâvîravî kanyâ, ossiafiglia del fulmine.26.Anch'essa,Vac'(la parola sacra), fu poi comeSarasvatîconsiderata quale generatrice. È sorprendente l'analogia di questa concezione vedica brâhmanica con la biblico-evangelica: la Bibbia ci dà le acque generatrici dello spirito divino; il Vangelo ci presenta come variante:In principio erat Verbum. LaVac'indiana e ilVerbumoLogoshanno la stessa funzione e lo stesso carattere di produzione immediatamente secondaria a quella che si fa per mezzo delle acque.27.Indische Studien, XIII, 135, 136.28.Veggasi nella miaMitologia zoologicail capitolo consacrato all'asinogardabha; la parolagardabhavaleasinoeprofumo, per l'equivoco avvenuto tra le parolegandhaegardabha.29.Cfr. Weber,Indische Studien, XIII, 133-138.30.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, V, 430.31.Presso il primo libro delMahâbhâratatroviamo unagandharvîfiglia di Surabhi, ossiail profumoemadre de' cavalli. L'arvaè il cavallo comel'andante. Questa nozione leggendaria si fonda certamente sopra la etimologia della parola, e conferma intanto l'etimologia da noi proposta, ondegandharvavarrebbeandante ne' profumi, come l'apsarâsua sposa valel'andante nelle acque.32.Anno 1858.33.Cigni che diventano fanciulle, e fanciulle che diventano cigni troviamo spesso nelle novelline popolari: cfr. la miaMitologia zoologica.34.Sanskrit Text, V, 403-406.35.Così, alla radicevar, «coprire, impedire,» corrisponde con lo stesso duplice valore una radice sanscritadvar: cfr. il latinoin-duere.36.Cfr. Weber,Indische Studien, V.37.Cfr. Martigny,Dictionnaire des antiquités chrétiennes, sotto l'articoloJoseph: «Il est d'un âge mûr, tantôt chauve, tantôt la tête couverte d'une épaisse chevelure; il est ordinairement vêtu de la tunique et depallium; mais s'il est figuré avec quelqu'un des attributs de sa profession, qui, selon l'opinion commune, était celle de charpentier, par exemple, avec la scie, comme dans un diptyque de la Cathédrale de Milan, ou avec la hache, comme sur le sarcophage de Saint Celse de la même ville, alors il porte le costume des travailleurs, cheveux courts, tunique à une seule manche.»38.Così il creduto sciocco nelle novelline popolari, non veduto dal padre e dalla madre, discende nella cantina per berne il vino, e fa scorrere invece il vino per tutta la cantina, onde, tornando la madre a casa, si sdegna.39.Ho già riscontrato, nella miaMitologia zoologica, la leggenda indiana di Trita chiuso nel pozzo da' suoi due fratelli Ekata e Dvita, con le novelline numerose, ove il giovine fratello che ha compiuto un atto eroico, discendendo nel pozzo, ov'è il drago, viene chiuso nel pozzo dai fratelli invidiosi.40.Cfr. quello che s'è osservato nella seconda Lettura, pag. 40, intorno al Dio Parganya.41.Cfr. la citata preziosa opera del Muir, ove il paragrafo riferente i passi vedici risguardanti Indra si può quasi considerare completo, ed è, in ogni modo, ricchissimo.42.Sulla leggenda di Prometeo (dal vedicoPramanthaillustrato dal Kuhn e dal Baudry, al dramma di Eschilo, al poema di Lucrezio, al poema drammatico di Shelley) il professor Trezza faceva nella sera del 19 marzo 1874 una splendida ed eloquente conferenza nel Circolo Filologico di Firenze. Colgo pure l'occasione per raccomandare la lettura di due bei capitoli intitolatiLa critica della NaturaedI miti, nell'opera recentissima dello stesso critico, intitolataLa Critica moderna, ove si riassumono, in una forma, spesso, luminosa e scultoria, i principali veri scoperti dai moderni mitologi.43.Nel mio Saggio intitolato:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.44.Cosìindrya«il senso intimo» spiegherei ancora perantarya(odantariya), che vale, per l'appunto,intimo, interno. Una leggenda cosmogonica delÇatapatha Brâhmanasembra conservare alcuna reminiscenza della etimologia che io propongo per la parolaIndra(daAndra, Antara), quando ci dice: l'alito nel mezzo èIndra; egli per la sua forzaindrijaca(o mediana) produce nel mezzo gli spiriti (le anime interiori, gli spiriti mediani, i sensi):Sayo 'yan madhye pranah esha evêndrah tân esha prânân madhyatah indriyena indha.45.Cfr. la prima Lettura, pag. 31.46.Cfr. il mio libretto:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.47.Pubblicato nello scorso anno dal dotto bibliotecario Ceriani, coi relativi antichi disegni.48.Scompongo: nonupa mâ matir, maupa mâ (a)matir.Induche scorre versoIndra, abbiamo nel noto inno degli amori di Indra ed Apatâ; così più sotto leggo:hridâ (a)matime nonhridâ matim.49.Fin dall'anno 1867, ne' miei studiiSulle Fonti vediche dell'EpopeaeSull'Epopea indianaho tentato dimostrare, con gli esempi indiani, come le origini dell'epopea siano da ricercarsi nel cielo mitico.50.Cfr. il bel Saggio di Michele Bréal:Sul mito di Ercole e Caco.51.Cfr. il secondo capitolo del primo libro della miaZoological Mythology.52.Interpreto qui evidentemente il fine del disputato passo di Yâska, in modo diverso da quello seguìto dagli altri dotti interpreti miei predecessori. Il passo di Yâska suona così:Tayoh kâlah ûrdhvarâtrât prakâçibhâvasya anavisht'ambham anu; tamobhâgo hi madhyamo g'yotirbhâgah âdityah; tayoh kâlah sûryodayaparyantah. — Il Muir interpreta: «Their time is subsequent to midnight, whilst the manifestation of light is delayed (and ends with the rising of the sun). The dark portion (of this time) denotes the intermediate (god Indra?), the light portion Aditya (the Sun).» — E il prof. Goldstucker: «Their time is after the (latter) half of the night when the (space's) becoming light is resisted (by darkness); for the middlemost Açvin (between darkness and light) shares in darkness, whilst (the other) who is of a solar nature (âditya) shares in light.»53.Ricuso evidentemente la sforzata interpretazione di Sâyana citata dalDizionario Petropolitano.54.Qui ancora mi allontano dall'interpretazione delDizionario Petropolitano, per attenermi strettamente all'etimologia e all'analogia che vi dev'essere fra il moncherino e la mano d'oro; mentre non parmi naturale e logico che gli Açvin avessero a dare un figliodalle mani d'oroad una moglie, il cui marito è un eunuco impotente.55.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, IV e V vol.56.Deposto nel ricchissimo suo lavoro, intitolato:Les premières civilisations, études d'histoire et d'archéologie, par François Lenormant, II vol. Paris, Maisonneuve, 1874. — Cfr. ancora dello stesso AutoreLa Magie chez les Chaldéens et les origines accadiennes: Paris, Maisonneuve, 1874, ove, ragionandosi ampiamente del DioEaaccadico e del DioNuahcaldeo-babilonese, si descrive l'acqua come fonte di tutta la generazione.57.Cfr. la miaZoological Mythology.58.Nel secondo libro dellaVita di Mosè.59.«Delphinis tam acutus est visus, ut piscem etiam in caverna abditum cernant:Oppian. tanta celeritas ut plenam velo ventisque secundis iniectam navim, velocitate ab iis victam,Belloniidederit observatio. Causam quidam in pinnas conjiciunt in pondus corporum nonnulli. Membrana inter cornua extensa velorum loco uti, Clariss. Baudartius existimat.» Joh. Johnstoni,Thaumatographia naturalis. Amstelodami, 1660, pag. 442.60.Cfr. intorno al mito del cervo la miaZoological mythology. London, Trübner, 1872.61.Tugraè il nome di un demonio vedico combattuto da Indra; il padre Tugra precipita il figlio Bhug'yu nelle acque, e gli Açvin lo salvano. Nelle novelline russe il mostro-serpente piglia talora il nome diTugarin. Non mi sembra improbabile che i due nomi, come le due figure mitiche, si corrispondano. — Nel trattato De Magia di Francesco Torreblanca da Cordova, Lione, 1678, pag. 341, leggo: «Legimus piscis hepar super prunas assum fugasse Asmodaeum, qui septem viros, Sarrae necarat, Tob. c. 6:Cordis eius particulam si super carbones imponas, fumus eius extricat omne genus daemoniorum.» Cristo, comepiscis assus, fa lo stesso miracolo, ossia fuga il demonio, ossia fa il miracolo che il sole rinnova ogni mattina ed ogni primavera.62.Zoological Mythology. London, Trübner, 1872.63.Dubito che il latinoFidius, figlio di Giove, sia pure da richiamarsi qui etimologicamente. Varrone, presso Nonio, ci dice: «Domi ritus nostri, qui per Deum Fidium iurare vult prodire solet in compluvium.»Bhug'yuappare una forma equivalente dibhag'ya; Bhaga è il sole.Cfr. il capitolo sopra i pesci nella miaZoological Mythology.64.Il Goethe espresse la credenza ionica e socratica in una bella strofa che l'Aufrecht ed il Muir hanno raccolta dalla suaFarbenlehre:«Wär' nicht das Auge sonnenhaft,Wie könnten wir das Licht erblicken?Lebt'nicht in uns des Gottes eigne KraftWie könnt' uns Göttliches entzücken?»65.Così nell'inno 68º del IX libro delRigvedaè detto che iPitarashanno adornato il cielo di stelle (nakshatrebhih pitaro dyâm apin'çan).66.Perciò dicevasi già sul fine del periodo vedico cheogni uomo nasce in quel mondo ch'egli stesso s'è fatto: cfr. Muir, op. cit., pag. 317, in nota.67.Per le credenze popolari germaniche sopra le ossa, veggasi nel primo volume dell'opera di Rochholtz:Deutscher Glaube und Brauch im Spiegel der heidnischen Vorzeit(Berlin, 1867), l'intero libro consacrato alKnochencultus(pag. 217-297).68.Secondo ilNiruktaseguìto dal Benfey e dal Muir,bakurasarebbeil fulmine; ilDizionario Petropolitanoriconoscerebbe piuttosto nelbakurauno strumento da fiato guerresco.69.Secondo una variante leggendaria dello stesso Veda, Indra, in forma di sciacallo, ottiene dagli Asuri tanta terra quanta ne può misurare con tre passi. Indra, anticipando il miracolo del nano gigante Vishnu, con soli tre piedi misura tutta la terra.70.Cfr. Muir,Original Sanskrit Texts, vol. IV. London, 1873, pag. 59 e seg.71.Il Muir e ilDizionario Petropolitanospieganoûshaspersaline earth, salzige erde, interpretazione, che in questo passo mi parrebbe meno conveniente; l'aurora ricca e datrice di ricchezza è una nozione vedica famigliare, mentre la terra salina indica piuttosto un luogo sterile; quando non voglia intendersi nella terra salina un luogo che brilla, un monte che s'accresce, ma che poi non riesce in alcuna maniera fecondo.72.«Per un punto Martin perdette l'Asino.» Veggasi sul carattere demoniaco dell'Asino mitico il capitolo relativo nella miaMitologia zoologica.73.Cfr. in proposito laStoria dell'antica letteratura indianadel prof. Max Müller, ove, per la prima volta, s'io non erro, fu osservato lo strano equivoco.74.Pel cielo Dyu creatore oPrag'âpatipotremmo ripetere la stessa osservazione che abbiamo già fatta pel solePrag'âpati; nell'antico periodo vedico ilPrag'âpatiera l'attributo di un essere intieramente fisico; col tempo, la persona fisica primitiva scomparve, l'antico attributo divenne un'astrazione, un Dio universale, al quale poi s'immagina pure una nuova persona mostruosa corrispondente. E in tal modo sono nati tutti i Padri Eterni.75.AnchePrag'âpatiè detto nell'XI libro dell'Atharvavedaessere stato generato dalBrahmac'ârino penitente dedito alla preghiera. L'intiero inno si trova tradotto nel V volume deiSanskrit Textsdel Muir.76.Cfr. Weber,Indische Studien, IX, 477, e Muir,Sanskrit Texts, V, 392.77.Ag'am: in un altro passo delÇatapatha Brâhmana, Prag'âpaticrea dalla sua bocca nonAg'a, «la capra,» maAgni, «il fuoco.»78.Cfr. la leggenda riferita nel capitolo precedente intorno alla verità e alla menzogna degli Dei e de' Demonii.79.Guhyaè chiamatoPrag'âpati, in un inno dell'Atharvaveda, ove sembra celebrarsi pel suo merito d'avere conosciuto, ossia trovato (veda) l'uovo cosmico che errava nelle acque, e dal quale, secondo un'altra abbastanza frequente nozione, egli stesso sarebbe uscito.80.Tutte le altre questioni sono secondarie: per esempio, quella di sapere sePrag'âpatiabbia creato l'uovo, o viceversa; ossia chi sia venuto prima, l'uovo o la gallina. Chi desideri trovarsi pienamente istrutto su questo argomento, ricorra al quarto volume deiSanskrit Textsdel Muir, che fornisce tutta la serie delle relative leggende cosmogoniche vedico-brâhmaniche.81.Nelle edizioni francese e tedesca di quest'opera, per un lieve e facilissimo equivoco d'interpretazione della voce ambigua ingleseturtle(che significatortoraetestuggine), presso l'Introduzione, i due egregi traduttori s'accordarono a tradurre pertortora, mentre invece vi si tratta dellatortoiseotestuggine. Colgo quest'occasione per rettificare questo curioso e naturalissimo sbaglio occorso in traduzioni che si raccomandano, del resto, entrambe per fedeltà ed eleganza.82.Debbo tuttavia soggiungere come contro uno de' miei argomenti parziali, per identificare le paroleKaçyapaeKac'ch'apa, mi oppose ragioni di grave peso il professor Ascoli nellaRevue de Linguistiquedell'Hovelacque (ottobre 1873); esse non infirmano la interpretazione generale, ma di certo, in parte, la danneggiano; tutti sanno oramai come gli argomenti linguistici del professor Ascoli, per la sicurezza del suo genio analitico, siano pressapoco invincibili.83.Qui si riconferma con un altro testo evidente la mia identificazione della testuggine fallica che sostiene il mondo col fallico bastone, e si giustificherebbe per analogia l'ipotesi da me avanzata di una relazione intima supposta in antico fra le paroleKaçyapaeKac'chapa.84.Sanskrit Texts, V, 388.85.Prag'âpati e Brahman e Brahmanaspati e Br'ihaspati s'identificano; laPrithivîceleste dicemmo essere, per lo più, ora il cielo, ora l'aurora; dicemmo che la figlia di Prag'âpati fu spiegata dai commentatori indiani ora comecielo, ora comeaurora. IlBr'ihaspatiosposo della largaequivale perfettamente al Prag'âpati che s'unisce con la figlia e versa il seme, ossia pioggia o rugiada, sulla terra.86.Il dottor Muir ha raccolte le nozioni delRigvedaintorno agli attributi diBr'ihaspatie diBrahmanaspati, in un paragrafo del quinto volume deiSanscrit Texts; credo opportuno il riprodurre l'intiero paragrafo, a persuadere lo studioso intorno alla loro duplice identità col Brahman creatore supremo e supremo penitente, e, in ispecie, con l'Indra tonante signore del cielo: «Brahmanaspati, or Br'ihaspati, appears to be described in VII, 97, 8, as the offspring of the two worlds, who magnified him by their power: whilst in II, 23, 17, he is said to have been generated by Tvashtr'i. He is called a priest X, 141, 3; is associated with the Rikvans or singers (VII, 10, 4; X, 14, 3; compare X, 36, 5; X, 64, 4); is denominated an Angirasa (IV, 40, 1; VI, 73, 1; X, 47, 6); is the generator, the utterer, the lord, the inspirer of prayer (I, 40, 5; II, 23, 1, 2; X, 98, 7), who by prayer accomplishes his designs (II, 24, 3), and mounting the shining and awful chariot of the ceremonial, proceeds to conquer the enemies of prayer and of the gods (II, 23, 3-8). He is the guide, patron and protector of the pious, who are saved by him with wealth and prosperity (Ib., 9). He is styled the father of the gods (II, 26, 3); is said to have blown forth the births of the gods like a blacksmith; to be possessed of all divine attributes,viçvadevyaorviçvadeva(III, 62, 4; IV, 50, 6); bright,çuc'i(III, 62, 5; VII, 97, 7); pure,çundhyu(VII, 97, 7); omniforn,viçvarûpa(III, 62, 6); possessed of all desirable things,viçvavâra(VII, 10, 4; VII, 97, 4); to have a hundred wings,çatapatra(VII, 97, 7); to carry a golden spear,hiranyavaçi(ib.; compare II, 24, 8, where a bow and arrows are assigned to him); to be a devourer of enemies;vr'îtrakhâda(X, 65, 10; compare VI, 73, 3); a leader of armies along with Indra etc. (X, 103, 8) and armed with an iron axe, which Tvashtr'i sharpens (X, 53, 9); clearvoiced (VII, 97, 5); a prolonger of life (X, 100, 5); a remover of disease (I, 18, 2); opulent; an increaser of the means of subsistence (I, 18, 2). Plants are said to spring from him (X, 97, 15). He is said to have heard the cries of Trita who had been thrown into a well and was calling on the gods, and to have rescued him from his perilous position (I, 105, 7). He is further described as holding asunder the ends of the earth.»87.Sanskrit Texts, III, 230.88.Sanskrit Texts, IV, 56.89.Nell'Atharvavedasi dice esplicitamente che il sole ha natura di Fuoco (o d'Agni), la luna d'Ambrosia (o di Soma).90.Tutti i testi indiani di qualche importanza intorno a Rudra furono diligentemente raccolti dal Muir nel IV volume de' suoi preziosiSanskrit Texts.91.In Toscana ed in altre provincie italiane si dice del cane ululante ch'esso fa il lupo; egli è secondo la superstizione toscana nunzio di morte; pare che la stessa superstizione esistesse già nell'India vedica. —AbhibhâdalDizionario Petropolitanoe dal Muir s'interpreta come sostantivo:malaugurio; io lo interpreterei qui come aggettivo.92.Il Muirsahasrena pratihitâbhih«with a thousand arrows on the string;» nelÇatapatha,Rudraè rappresentato con centoishudhiche sarebberocento turcassi, ma qui ancora si potrebbe forse interpretare concento braccia, ocon cento mani, siccome quelle che tengono, che lanciano l'ishu.

1.Cfr. nel Dizionario petropolitano le voci:açan, açani, açva.

1.Cfr. nel Dizionario petropolitano le voci:açan, açani, açva.

2.Veggasi, tra gli altri scritti sull'argomento, l'erudito lavoro pubblicato dal prof. Weber nella sua preziosa raccolta degliIndische Studien, sotto il titolo:Zur Kenntniss des vedischen Opferrituals.

2.Veggasi, tra gli altri scritti sull'argomento, l'erudito lavoro pubblicato dal prof. Weber nella sua preziosa raccolta degliIndische Studien, sotto il titolo:Zur Kenntniss des vedischen Opferrituals.

3.Cfr. intorno al valore del cielo medio la discussione sul nome d'Indra, nella decima lettura di questo volume.

3.Cfr. intorno al valore del cielo medio la discussione sul nome d'Indra, nella decima lettura di questo volume.

4.Uno de' suoi nomi è purego(=gam, propriamentel'andante, la larga, la vasta), a proposito del quale gioverà allo studioso conoscere il seguente riscontro del Muir,Sanskrit Texts, V, pag. 33-34: «The wordPrithivî, which in most parts of the Rig-Veda is used for Earth, has no connection with any Greek word of the same meaning. It seems however originally to have been merely an epithet, meaningbroad; and may have supplanted the older wordgauwhich (withgmâandg'mâ) stands at the head of the earliest Indian vocabulary, the Nighantu, as one of the synonyms ofPrithivî(earth) and which closely resembles the Greek Γαῐα or Γἤ. In this way, Gaur Mâtar may possibly have once corresponded to the Γἤ μήτηρ or Δημήτηρ of the Greeks.» Ma qui si deve ancora aggiungere come la vedica go è molto più spesso rappresentata in cielo che in terra.

4.Uno de' suoi nomi è purego(=gam, propriamentel'andante, la larga, la vasta), a proposito del quale gioverà allo studioso conoscere il seguente riscontro del Muir,Sanskrit Texts, V, pag. 33-34: «The wordPrithivî, which in most parts of the Rig-Veda is used for Earth, has no connection with any Greek word of the same meaning. It seems however originally to have been merely an epithet, meaningbroad; and may have supplanted the older wordgauwhich (withgmâandg'mâ) stands at the head of the earliest Indian vocabulary, the Nighantu, as one of the synonyms ofPrithivî(earth) and which closely resembles the Greek Γαῐα or Γἤ. In this way, Gaur Mâtar may possibly have once corresponded to the Γἤ μήτηρ or Δημήτηρ of the Greeks.» Ma qui si deve ancora aggiungere come la vedica go è molto più spesso rappresentata in cielo che in terra.

5.Cfr.The hymns of the Gaupâyanâs and the legend of King Asamâtiby prof. Max Müller. Il Müller tuttavia traduce egli pure: «Thy soul which went far away to heaven and to the earth, we turn it back, here to dwell and to live.»

5.Cfr.The hymns of the Gaupâyanâs and the legend of King Asamâtiby prof. Max Müller. Il Müller tuttavia traduce egli pure: «Thy soul which went far away to heaven and to the earth, we turn it back, here to dwell and to live.»

6.Il prof. Max Müller: «to the onward rays.»

6.Il prof. Max Müller: «to the onward rays.»

7.Cfr. il primo volume, 1º e 2º cap. della miaMitologia zoologica(London, Trübner, 1872, ediz. originale; Leipzig, Grünow, 1873, traduzione tedesca del signor Hartmann; Paris, Durand Pedone Lauriel, 1874, traduzione francese del signor Regnaud, con introduzione di Fr. Baudry).

7.Cfr. il primo volume, 1º e 2º cap. della miaMitologia zoologica(London, Trübner, 1872, ediz. originale; Leipzig, Grünow, 1873, traduzione tedesca del signor Hartmann; Paris, Durand Pedone Lauriel, 1874, traduzione francese del signor Regnaud, con introduzione di Fr. Baudry).

8.Mi discosto qui evidentemente da' dotti interpreti miei predecessori:Çravasyunon può qui valer altro chedesideroso di scorrere, ossiascorrevole, oscorrente,corrente,fiume;come i fiumi si precipitano al mareè una similitudine facile ed ovvia, mentre il tradurre con Sâyana, Wilson, Muir, Benfey «desirous of wealth, wealth seekers» parmi imbrogliare e forzare alquanto il senso.

8.Mi discosto qui evidentemente da' dotti interpreti miei predecessori:Çravasyunon può qui valer altro chedesideroso di scorrere, ossiascorrevole, oscorrente,corrente,fiume;come i fiumi si precipitano al mareè una similitudine facile ed ovvia, mentre il tradurre con Sâyana, Wilson, Muir, Benfey «desirous of wealth, wealth seekers» parmi imbrogliare e forzare alquanto il senso.

9.Mi discosto qui ancora da tutte le interpretazioni precedenti, sebbene nessun Dizionario ci offra la vocedhâcome appellativo divacca, ma il senso disucchiareche hanno le radici vediche dhâ, dhe (onde le paroledhenaacqua da bere, edhenuvacca da mungere), l'analogia della similitudine che si trova nel passo citato dall'inno 92º, e lo sforzo che bisogna fare per ammettere che in quella strofa sia nominato un sapiente di nome Nodhas, mi obbligano a sottoporre, con animo riverente, la mia interpretazione alla critica de' dotti Vedisti.

9.Mi discosto qui ancora da tutte le interpretazioni precedenti, sebbene nessun Dizionario ci offra la vocedhâcome appellativo divacca, ma il senso disucchiareche hanno le radici vediche dhâ, dhe (onde le paroledhenaacqua da bere, edhenuvacca da mungere), l'analogia della similitudine che si trova nel passo citato dall'inno 92º, e lo sforzo che bisogna fare per ammettere che in quella strofa sia nominato un sapiente di nome Nodhas, mi obbligano a sottoporre, con animo riverente, la mia interpretazione alla critica de' dotti Vedisti.

10.Anche il vedicosvasarasya putrî, dell'inno 61º del libro III, sembra un errore di amanuense, da correggersi insûryasya putrî; come l'inno 75º del libro VII chiama l'aurorasûryasya yoshâodonna del sole.

10.Anche il vedicosvasarasya putrî, dell'inno 61º del libro III, sembra un errore di amanuense, da correggersi insûryasya putrî; come l'inno 75º del libro VII chiama l'aurorasûryasya yoshâodonna del sole.

11.Sûryasahasranâma.

11.Sûryasahasranâma.

12.Cfr. Muir,Sanscrit Texts, vol. V, sect. V.

12.Cfr. Muir,Sanscrit Texts, vol. V, sect. V.

13.Per tutti gli altri appellativi diPûshan, confrontisi la citata opera del Muir, che, nel capitolo relativo aPûshan, ha raccolto e tradotto tutti i brani notevoli delRigvedache si riferiscono a quella divinità solare.

13.Per tutti gli altri appellativi diPûshan, confrontisi la citata opera del Muir, che, nel capitolo relativo aPûshan, ha raccolto e tradotto tutti i brani notevoli delRigvedache si riferiscono a quella divinità solare.

14.Cfr. IX, 96, 2, dove se non si tratta dei cavalli diPûshanin particolare, si parla tuttavia de' cavalli solari.

14.Cfr. IX, 96, 2, dove se non si tratta dei cavalli diPûshanin particolare, si parla tuttavia de' cavalli solari.

15.È da riscontrarsi con questo carattere diPûshanil nome dibrâhmanânâm râg'â, ossiaRe de' pregantidato al DioSoma. — Così Soma guida il viandante nelle strade, comePûshan. Il sole moribondo e la luna nascente confondono i loro ufficii.

15.È da riscontrarsi con questo carattere diPûshanil nome dibrâhmanânâm râg'â, ossiaRe de' pregantidato al DioSoma. — Così Soma guida il viandante nelle strade, comePûshan. Il sole moribondo e la luna nascente confondono i loro ufficii.

16.Ho tentato d'illustrare di proposito l'uso dell'Albero di Natale, con riscontri relativi, in un articolo che s'è pubblicato nellaRivista Europeadel gennaio 1871, pag. 292-300, al quale ardisco rimandare lo studioso, finchè io non possa porgli sott'occhi completo il mioDizionario comparato di Mitologia botanica, sopra il quale intentamente lavoro.

16.Ho tentato d'illustrare di proposito l'uso dell'Albero di Natale, con riscontri relativi, in un articolo che s'è pubblicato nellaRivista Europeadel gennaio 1871, pag. 292-300, al quale ardisco rimandare lo studioso, finchè io non possa porgli sott'occhi completo il mioDizionario comparato di Mitologia botanica, sopra il quale intentamente lavoro.

17.Mi discosto alquanto nell'interpretazione di questo passo vedico, da quella che ne diede il dotto Muir: «a living being, should spring out of dry wood.» Il senso di tutta la strofa parmi questo: «tutti gli Dei si rallegrano dell'opera tua, poichè, o Dio, sei nato vivente dal legno secco.»

17.Mi discosto alquanto nell'interpretazione di questo passo vedico, da quella che ne diede il dotto Muir: «a living being, should spring out of dry wood.» Il senso di tutta la strofa parmi questo: «tutti gli Dei si rallegrano dell'opera tua, poichè, o Dio, sei nato vivente dal legno secco.»

18.Il prof. G. B. Giuliani mi fa noto che sopra la Montagna pistoiese suolsi dire che il fuoco nasce dalla punta degli alberi.

18.Il prof. G. B. Giuliani mi fa noto che sopra la Montagna pistoiese suolsi dire che il fuoco nasce dalla punta degli alberi.

19.Richiamo qui ancora il detto pistoiese, poco innanzi citato, intorno all'origine del fuoco.

19.Richiamo qui ancora il detto pistoiese, poco innanzi citato, intorno all'origine del fuoco.

20.Tali raffronti parranno per ora, talvolta, arditi, poichè non ci siamo ancora avvezzati a studiare criticamente la mitologia biblica, come andiamo studiando l'ariana. Ma verrà tempo, io spero, in cui ci persuaderemo com'anche la Bibbia possa offrire materiali preziosi agli studii di mitologia comparata. Intanto ci rallegriamo nel vedere come i bei lavori del Lenormant sopra l'intermedia mitologia assira e caldea incomincino a diminuire considerevolmente le distanze che separano il mondo mitico ariano dal mondo mitico de' Semiti.

20.Tali raffronti parranno per ora, talvolta, arditi, poichè non ci siamo ancora avvezzati a studiare criticamente la mitologia biblica, come andiamo studiando l'ariana. Ma verrà tempo, io spero, in cui ci persuaderemo com'anche la Bibbia possa offrire materiali preziosi agli studii di mitologia comparata. Intanto ci rallegriamo nel vedere come i bei lavori del Lenormant sopra l'intermedia mitologia assira e caldea incomincino a diminuire considerevolmente le distanze che separano il mondo mitico ariano dal mondo mitico de' Semiti.

21.Cfr. l'importante studio di F. Lenormant sopra la leggenda babilonese del Diluvio nel II volume della sua opera:Les premières civilisations(Paris, Maisonneuve, 1874).

21.Cfr. l'importante studio di F. Lenormant sopra la leggenda babilonese del Diluvio nel II volume della sua opera:Les premières civilisations(Paris, Maisonneuve, 1874).

22.Citato dal Muir.

22.Citato dal Muir.

23.Si potrebbe qui domandare se nella concordia delle cosmogonie nel far nascere il mondo dalle acque, oltre alle ragioni mitiche non vi sia pure stata negli antichi una reminiscenza ereditaria del carattere primitivo della creazione, secondo che le scienze naturali lo vengono oggi dimostrando, presentandoci la fauna marina come la prima delle creature animali che apparvero alla vita. Cfr. la bell'opera del Haeckel, con la prefazione di Charles Martins, nella traduzione francese, fattane dal dottor Letourneau:Histoire de la création des êtres organisés d'après les lois naturelles(Paris, Reinwald, 1874). Quanto alla leggenda del Diluvio, essa è per me semplicemente una variante cosmogonica dell'uovo uscito dalle acque; invece dell'uovo di Brahman, ci si presenta Brahman in forma di pesce, che salva, ossia trae fuori dalle acque. Cfr. la Lettura decima.

23.Si potrebbe qui domandare se nella concordia delle cosmogonie nel far nascere il mondo dalle acque, oltre alle ragioni mitiche non vi sia pure stata negli antichi una reminiscenza ereditaria del carattere primitivo della creazione, secondo che le scienze naturali lo vengono oggi dimostrando, presentandoci la fauna marina come la prima delle creature animali che apparvero alla vita. Cfr. la bell'opera del Haeckel, con la prefazione di Charles Martins, nella traduzione francese, fattane dal dottor Letourneau:Histoire de la création des êtres organisés d'après les lois naturelles(Paris, Reinwald, 1874). Quanto alla leggenda del Diluvio, essa è per me semplicemente una variante cosmogonica dell'uovo uscito dalle acque; invece dell'uovo di Brahman, ci si presenta Brahman in forma di pesce, che salva, ossia trae fuori dalle acque. Cfr. la Lettura decima.

24.Indische Studien, XIII, 138, 139, ed il capitolo relativo alla formica, nella miaMitologia zoologica, edizioni tedesca e francese.

24.Indische Studien, XIII, 138, 139, ed il capitolo relativo alla formica, nella miaMitologia zoologica, edizioni tedesca e francese.

25.Tradurrei perlampoilketus(del 3º inno delRigveda), pel qualeSarasvatî svolge il gran torrente e illumina tutti. Essa è pure chiamatapâvîravî kanyâ, ossiafiglia del fulmine.

25.Tradurrei perlampoilketus(del 3º inno delRigveda), pel qualeSarasvatî svolge il gran torrente e illumina tutti. Essa è pure chiamatapâvîravî kanyâ, ossiafiglia del fulmine.

26.Anch'essa,Vac'(la parola sacra), fu poi comeSarasvatîconsiderata quale generatrice. È sorprendente l'analogia di questa concezione vedica brâhmanica con la biblico-evangelica: la Bibbia ci dà le acque generatrici dello spirito divino; il Vangelo ci presenta come variante:In principio erat Verbum. LaVac'indiana e ilVerbumoLogoshanno la stessa funzione e lo stesso carattere di produzione immediatamente secondaria a quella che si fa per mezzo delle acque.

26.Anch'essa,Vac'(la parola sacra), fu poi comeSarasvatîconsiderata quale generatrice. È sorprendente l'analogia di questa concezione vedica brâhmanica con la biblico-evangelica: la Bibbia ci dà le acque generatrici dello spirito divino; il Vangelo ci presenta come variante:In principio erat Verbum. LaVac'indiana e ilVerbumoLogoshanno la stessa funzione e lo stesso carattere di produzione immediatamente secondaria a quella che si fa per mezzo delle acque.

27.Indische Studien, XIII, 135, 136.

27.Indische Studien, XIII, 135, 136.

28.Veggasi nella miaMitologia zoologicail capitolo consacrato all'asinogardabha; la parolagardabhavaleasinoeprofumo, per l'equivoco avvenuto tra le parolegandhaegardabha.

28.Veggasi nella miaMitologia zoologicail capitolo consacrato all'asinogardabha; la parolagardabhavaleasinoeprofumo, per l'equivoco avvenuto tra le parolegandhaegardabha.

29.Cfr. Weber,Indische Studien, XIII, 133-138.

29.Cfr. Weber,Indische Studien, XIII, 133-138.

30.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, V, 430.

30.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, V, 430.

31.Presso il primo libro delMahâbhâratatroviamo unagandharvîfiglia di Surabhi, ossiail profumoemadre de' cavalli. L'arvaè il cavallo comel'andante. Questa nozione leggendaria si fonda certamente sopra la etimologia della parola, e conferma intanto l'etimologia da noi proposta, ondegandharvavarrebbeandante ne' profumi, come l'apsarâsua sposa valel'andante nelle acque.

31.Presso il primo libro delMahâbhâratatroviamo unagandharvîfiglia di Surabhi, ossiail profumoemadre de' cavalli. L'arvaè il cavallo comel'andante. Questa nozione leggendaria si fonda certamente sopra la etimologia della parola, e conferma intanto l'etimologia da noi proposta, ondegandharvavarrebbeandante ne' profumi, come l'apsarâsua sposa valel'andante nelle acque.

32.Anno 1858.

32.Anno 1858.

33.Cigni che diventano fanciulle, e fanciulle che diventano cigni troviamo spesso nelle novelline popolari: cfr. la miaMitologia zoologica.

33.Cigni che diventano fanciulle, e fanciulle che diventano cigni troviamo spesso nelle novelline popolari: cfr. la miaMitologia zoologica.

34.Sanskrit Text, V, 403-406.

34.Sanskrit Text, V, 403-406.

35.Così, alla radicevar, «coprire, impedire,» corrisponde con lo stesso duplice valore una radice sanscritadvar: cfr. il latinoin-duere.

35.Così, alla radicevar, «coprire, impedire,» corrisponde con lo stesso duplice valore una radice sanscritadvar: cfr. il latinoin-duere.

36.Cfr. Weber,Indische Studien, V.

36.Cfr. Weber,Indische Studien, V.

37.Cfr. Martigny,Dictionnaire des antiquités chrétiennes, sotto l'articoloJoseph: «Il est d'un âge mûr, tantôt chauve, tantôt la tête couverte d'une épaisse chevelure; il est ordinairement vêtu de la tunique et depallium; mais s'il est figuré avec quelqu'un des attributs de sa profession, qui, selon l'opinion commune, était celle de charpentier, par exemple, avec la scie, comme dans un diptyque de la Cathédrale de Milan, ou avec la hache, comme sur le sarcophage de Saint Celse de la même ville, alors il porte le costume des travailleurs, cheveux courts, tunique à une seule manche.»

37.Cfr. Martigny,Dictionnaire des antiquités chrétiennes, sotto l'articoloJoseph: «Il est d'un âge mûr, tantôt chauve, tantôt la tête couverte d'une épaisse chevelure; il est ordinairement vêtu de la tunique et depallium; mais s'il est figuré avec quelqu'un des attributs de sa profession, qui, selon l'opinion commune, était celle de charpentier, par exemple, avec la scie, comme dans un diptyque de la Cathédrale de Milan, ou avec la hache, comme sur le sarcophage de Saint Celse de la même ville, alors il porte le costume des travailleurs, cheveux courts, tunique à une seule manche.»

38.Così il creduto sciocco nelle novelline popolari, non veduto dal padre e dalla madre, discende nella cantina per berne il vino, e fa scorrere invece il vino per tutta la cantina, onde, tornando la madre a casa, si sdegna.

38.Così il creduto sciocco nelle novelline popolari, non veduto dal padre e dalla madre, discende nella cantina per berne il vino, e fa scorrere invece il vino per tutta la cantina, onde, tornando la madre a casa, si sdegna.

39.Ho già riscontrato, nella miaMitologia zoologica, la leggenda indiana di Trita chiuso nel pozzo da' suoi due fratelli Ekata e Dvita, con le novelline numerose, ove il giovine fratello che ha compiuto un atto eroico, discendendo nel pozzo, ov'è il drago, viene chiuso nel pozzo dai fratelli invidiosi.

39.Ho già riscontrato, nella miaMitologia zoologica, la leggenda indiana di Trita chiuso nel pozzo da' suoi due fratelli Ekata e Dvita, con le novelline numerose, ove il giovine fratello che ha compiuto un atto eroico, discendendo nel pozzo, ov'è il drago, viene chiuso nel pozzo dai fratelli invidiosi.

40.Cfr. quello che s'è osservato nella seconda Lettura, pag. 40, intorno al Dio Parganya.

40.Cfr. quello che s'è osservato nella seconda Lettura, pag. 40, intorno al Dio Parganya.

41.Cfr. la citata preziosa opera del Muir, ove il paragrafo riferente i passi vedici risguardanti Indra si può quasi considerare completo, ed è, in ogni modo, ricchissimo.

41.Cfr. la citata preziosa opera del Muir, ove il paragrafo riferente i passi vedici risguardanti Indra si può quasi considerare completo, ed è, in ogni modo, ricchissimo.

42.Sulla leggenda di Prometeo (dal vedicoPramanthaillustrato dal Kuhn e dal Baudry, al dramma di Eschilo, al poema di Lucrezio, al poema drammatico di Shelley) il professor Trezza faceva nella sera del 19 marzo 1874 una splendida ed eloquente conferenza nel Circolo Filologico di Firenze. Colgo pure l'occasione per raccomandare la lettura di due bei capitoli intitolatiLa critica della NaturaedI miti, nell'opera recentissima dello stesso critico, intitolataLa Critica moderna, ove si riassumono, in una forma, spesso, luminosa e scultoria, i principali veri scoperti dai moderni mitologi.

42.Sulla leggenda di Prometeo (dal vedicoPramanthaillustrato dal Kuhn e dal Baudry, al dramma di Eschilo, al poema di Lucrezio, al poema drammatico di Shelley) il professor Trezza faceva nella sera del 19 marzo 1874 una splendida ed eloquente conferenza nel Circolo Filologico di Firenze. Colgo pure l'occasione per raccomandare la lettura di due bei capitoli intitolatiLa critica della NaturaedI miti, nell'opera recentissima dello stesso critico, intitolataLa Critica moderna, ove si riassumono, in una forma, spesso, luminosa e scultoria, i principali veri scoperti dai moderni mitologi.

43.Nel mio Saggio intitolato:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.

43.Nel mio Saggio intitolato:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.

44.Cosìindrya«il senso intimo» spiegherei ancora perantarya(odantariya), che vale, per l'appunto,intimo, interno. Una leggenda cosmogonica delÇatapatha Brâhmanasembra conservare alcuna reminiscenza della etimologia che io propongo per la parolaIndra(daAndra, Antara), quando ci dice: l'alito nel mezzo èIndra; egli per la sua forzaindrijaca(o mediana) produce nel mezzo gli spiriti (le anime interiori, gli spiriti mediani, i sensi):Sayo 'yan madhye pranah esha evêndrah tân esha prânân madhyatah indriyena indha.

44.Cosìindrya«il senso intimo» spiegherei ancora perantarya(odantariya), che vale, per l'appunto,intimo, interno. Una leggenda cosmogonica delÇatapatha Brâhmanasembra conservare alcuna reminiscenza della etimologia che io propongo per la parolaIndra(daAndra, Antara), quando ci dice: l'alito nel mezzo èIndra; egli per la sua forzaindrijaca(o mediana) produce nel mezzo gli spiriti (le anime interiori, gli spiriti mediani, i sensi):Sayo 'yan madhye pranah esha evêndrah tân esha prânân madhyatah indriyena indha.

45.Cfr. la prima Lettura, pag. 31.

45.Cfr. la prima Lettura, pag. 31.

46.Cfr. il mio libretto:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.

46.Cfr. il mio libretto:La vita ed i miracoli del Dio Indra nelRigveda. Firenze, 1866.

47.Pubblicato nello scorso anno dal dotto bibliotecario Ceriani, coi relativi antichi disegni.

47.Pubblicato nello scorso anno dal dotto bibliotecario Ceriani, coi relativi antichi disegni.

48.Scompongo: nonupa mâ matir, maupa mâ (a)matir.Induche scorre versoIndra, abbiamo nel noto inno degli amori di Indra ed Apatâ; così più sotto leggo:hridâ (a)matime nonhridâ matim.

48.Scompongo: nonupa mâ matir, maupa mâ (a)matir.Induche scorre versoIndra, abbiamo nel noto inno degli amori di Indra ed Apatâ; così più sotto leggo:hridâ (a)matime nonhridâ matim.

49.Fin dall'anno 1867, ne' miei studiiSulle Fonti vediche dell'EpopeaeSull'Epopea indianaho tentato dimostrare, con gli esempi indiani, come le origini dell'epopea siano da ricercarsi nel cielo mitico.

49.Fin dall'anno 1867, ne' miei studiiSulle Fonti vediche dell'EpopeaeSull'Epopea indianaho tentato dimostrare, con gli esempi indiani, come le origini dell'epopea siano da ricercarsi nel cielo mitico.

50.Cfr. il bel Saggio di Michele Bréal:Sul mito di Ercole e Caco.

50.Cfr. il bel Saggio di Michele Bréal:Sul mito di Ercole e Caco.

51.Cfr. il secondo capitolo del primo libro della miaZoological Mythology.

51.Cfr. il secondo capitolo del primo libro della miaZoological Mythology.

52.Interpreto qui evidentemente il fine del disputato passo di Yâska, in modo diverso da quello seguìto dagli altri dotti interpreti miei predecessori. Il passo di Yâska suona così:Tayoh kâlah ûrdhvarâtrât prakâçibhâvasya anavisht'ambham anu; tamobhâgo hi madhyamo g'yotirbhâgah âdityah; tayoh kâlah sûryodayaparyantah. — Il Muir interpreta: «Their time is subsequent to midnight, whilst the manifestation of light is delayed (and ends with the rising of the sun). The dark portion (of this time) denotes the intermediate (god Indra?), the light portion Aditya (the Sun).» — E il prof. Goldstucker: «Their time is after the (latter) half of the night when the (space's) becoming light is resisted (by darkness); for the middlemost Açvin (between darkness and light) shares in darkness, whilst (the other) who is of a solar nature (âditya) shares in light.»

52.Interpreto qui evidentemente il fine del disputato passo di Yâska, in modo diverso da quello seguìto dagli altri dotti interpreti miei predecessori. Il passo di Yâska suona così:Tayoh kâlah ûrdhvarâtrât prakâçibhâvasya anavisht'ambham anu; tamobhâgo hi madhyamo g'yotirbhâgah âdityah; tayoh kâlah sûryodayaparyantah. — Il Muir interpreta: «Their time is subsequent to midnight, whilst the manifestation of light is delayed (and ends with the rising of the sun). The dark portion (of this time) denotes the intermediate (god Indra?), the light portion Aditya (the Sun).» — E il prof. Goldstucker: «Their time is after the (latter) half of the night when the (space's) becoming light is resisted (by darkness); for the middlemost Açvin (between darkness and light) shares in darkness, whilst (the other) who is of a solar nature (âditya) shares in light.»

53.Ricuso evidentemente la sforzata interpretazione di Sâyana citata dalDizionario Petropolitano.

53.Ricuso evidentemente la sforzata interpretazione di Sâyana citata dalDizionario Petropolitano.

54.Qui ancora mi allontano dall'interpretazione delDizionario Petropolitano, per attenermi strettamente all'etimologia e all'analogia che vi dev'essere fra il moncherino e la mano d'oro; mentre non parmi naturale e logico che gli Açvin avessero a dare un figliodalle mani d'oroad una moglie, il cui marito è un eunuco impotente.

54.Qui ancora mi allontano dall'interpretazione delDizionario Petropolitano, per attenermi strettamente all'etimologia e all'analogia che vi dev'essere fra il moncherino e la mano d'oro; mentre non parmi naturale e logico che gli Açvin avessero a dare un figliodalle mani d'oroad una moglie, il cui marito è un eunuco impotente.

55.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, IV e V vol.

55.Cfr. Muir,Sanskrit Texts, IV e V vol.

56.Deposto nel ricchissimo suo lavoro, intitolato:Les premières civilisations, études d'histoire et d'archéologie, par François Lenormant, II vol. Paris, Maisonneuve, 1874. — Cfr. ancora dello stesso AutoreLa Magie chez les Chaldéens et les origines accadiennes: Paris, Maisonneuve, 1874, ove, ragionandosi ampiamente del DioEaaccadico e del DioNuahcaldeo-babilonese, si descrive l'acqua come fonte di tutta la generazione.

56.Deposto nel ricchissimo suo lavoro, intitolato:Les premières civilisations, études d'histoire et d'archéologie, par François Lenormant, II vol. Paris, Maisonneuve, 1874. — Cfr. ancora dello stesso AutoreLa Magie chez les Chaldéens et les origines accadiennes: Paris, Maisonneuve, 1874, ove, ragionandosi ampiamente del DioEaaccadico e del DioNuahcaldeo-babilonese, si descrive l'acqua come fonte di tutta la generazione.

57.Cfr. la miaZoological Mythology.

57.Cfr. la miaZoological Mythology.

58.Nel secondo libro dellaVita di Mosè.

58.Nel secondo libro dellaVita di Mosè.

59.«Delphinis tam acutus est visus, ut piscem etiam in caverna abditum cernant:Oppian. tanta celeritas ut plenam velo ventisque secundis iniectam navim, velocitate ab iis victam,Belloniidederit observatio. Causam quidam in pinnas conjiciunt in pondus corporum nonnulli. Membrana inter cornua extensa velorum loco uti, Clariss. Baudartius existimat.» Joh. Johnstoni,Thaumatographia naturalis. Amstelodami, 1660, pag. 442.

59.«Delphinis tam acutus est visus, ut piscem etiam in caverna abditum cernant:Oppian. tanta celeritas ut plenam velo ventisque secundis iniectam navim, velocitate ab iis victam,Belloniidederit observatio. Causam quidam in pinnas conjiciunt in pondus corporum nonnulli. Membrana inter cornua extensa velorum loco uti, Clariss. Baudartius existimat.» Joh. Johnstoni,Thaumatographia naturalis. Amstelodami, 1660, pag. 442.

60.Cfr. intorno al mito del cervo la miaZoological mythology. London, Trübner, 1872.

60.Cfr. intorno al mito del cervo la miaZoological mythology. London, Trübner, 1872.

61.Tugraè il nome di un demonio vedico combattuto da Indra; il padre Tugra precipita il figlio Bhug'yu nelle acque, e gli Açvin lo salvano. Nelle novelline russe il mostro-serpente piglia talora il nome diTugarin. Non mi sembra improbabile che i due nomi, come le due figure mitiche, si corrispondano. — Nel trattato De Magia di Francesco Torreblanca da Cordova, Lione, 1678, pag. 341, leggo: «Legimus piscis hepar super prunas assum fugasse Asmodaeum, qui septem viros, Sarrae necarat, Tob. c. 6:Cordis eius particulam si super carbones imponas, fumus eius extricat omne genus daemoniorum.» Cristo, comepiscis assus, fa lo stesso miracolo, ossia fuga il demonio, ossia fa il miracolo che il sole rinnova ogni mattina ed ogni primavera.

61.Tugraè il nome di un demonio vedico combattuto da Indra; il padre Tugra precipita il figlio Bhug'yu nelle acque, e gli Açvin lo salvano. Nelle novelline russe il mostro-serpente piglia talora il nome diTugarin. Non mi sembra improbabile che i due nomi, come le due figure mitiche, si corrispondano. — Nel trattato De Magia di Francesco Torreblanca da Cordova, Lione, 1678, pag. 341, leggo: «Legimus piscis hepar super prunas assum fugasse Asmodaeum, qui septem viros, Sarrae necarat, Tob. c. 6:Cordis eius particulam si super carbones imponas, fumus eius extricat omne genus daemoniorum.» Cristo, comepiscis assus, fa lo stesso miracolo, ossia fuga il demonio, ossia fa il miracolo che il sole rinnova ogni mattina ed ogni primavera.

62.Zoological Mythology. London, Trübner, 1872.

62.Zoological Mythology. London, Trübner, 1872.

63.Dubito che il latinoFidius, figlio di Giove, sia pure da richiamarsi qui etimologicamente. Varrone, presso Nonio, ci dice: «Domi ritus nostri, qui per Deum Fidium iurare vult prodire solet in compluvium.»Bhug'yuappare una forma equivalente dibhag'ya; Bhaga è il sole.Cfr. il capitolo sopra i pesci nella miaZoological Mythology.

63.Dubito che il latinoFidius, figlio di Giove, sia pure da richiamarsi qui etimologicamente. Varrone, presso Nonio, ci dice: «Domi ritus nostri, qui per Deum Fidium iurare vult prodire solet in compluvium.»Bhug'yuappare una forma equivalente dibhag'ya; Bhaga è il sole.

Cfr. il capitolo sopra i pesci nella miaZoological Mythology.

64.Il Goethe espresse la credenza ionica e socratica in una bella strofa che l'Aufrecht ed il Muir hanno raccolta dalla suaFarbenlehre:«Wär' nicht das Auge sonnenhaft,Wie könnten wir das Licht erblicken?Lebt'nicht in uns des Gottes eigne KraftWie könnt' uns Göttliches entzücken?»

64.Il Goethe espresse la credenza ionica e socratica in una bella strofa che l'Aufrecht ed il Muir hanno raccolta dalla suaFarbenlehre:

«Wär' nicht das Auge sonnenhaft,Wie könnten wir das Licht erblicken?Lebt'nicht in uns des Gottes eigne KraftWie könnt' uns Göttliches entzücken?»

«Wär' nicht das Auge sonnenhaft,

Wie könnten wir das Licht erblicken?

Lebt'nicht in uns des Gottes eigne Kraft

Wie könnt' uns Göttliches entzücken?»

65.Così nell'inno 68º del IX libro delRigvedaè detto che iPitarashanno adornato il cielo di stelle (nakshatrebhih pitaro dyâm apin'çan).

65.Così nell'inno 68º del IX libro delRigvedaè detto che iPitarashanno adornato il cielo di stelle (nakshatrebhih pitaro dyâm apin'çan).

66.Perciò dicevasi già sul fine del periodo vedico cheogni uomo nasce in quel mondo ch'egli stesso s'è fatto: cfr. Muir, op. cit., pag. 317, in nota.

66.Perciò dicevasi già sul fine del periodo vedico cheogni uomo nasce in quel mondo ch'egli stesso s'è fatto: cfr. Muir, op. cit., pag. 317, in nota.

67.Per le credenze popolari germaniche sopra le ossa, veggasi nel primo volume dell'opera di Rochholtz:Deutscher Glaube und Brauch im Spiegel der heidnischen Vorzeit(Berlin, 1867), l'intero libro consacrato alKnochencultus(pag. 217-297).

67.Per le credenze popolari germaniche sopra le ossa, veggasi nel primo volume dell'opera di Rochholtz:Deutscher Glaube und Brauch im Spiegel der heidnischen Vorzeit(Berlin, 1867), l'intero libro consacrato alKnochencultus(pag. 217-297).

68.Secondo ilNiruktaseguìto dal Benfey e dal Muir,bakurasarebbeil fulmine; ilDizionario Petropolitanoriconoscerebbe piuttosto nelbakurauno strumento da fiato guerresco.

68.Secondo ilNiruktaseguìto dal Benfey e dal Muir,bakurasarebbeil fulmine; ilDizionario Petropolitanoriconoscerebbe piuttosto nelbakurauno strumento da fiato guerresco.

69.Secondo una variante leggendaria dello stesso Veda, Indra, in forma di sciacallo, ottiene dagli Asuri tanta terra quanta ne può misurare con tre passi. Indra, anticipando il miracolo del nano gigante Vishnu, con soli tre piedi misura tutta la terra.

69.Secondo una variante leggendaria dello stesso Veda, Indra, in forma di sciacallo, ottiene dagli Asuri tanta terra quanta ne può misurare con tre passi. Indra, anticipando il miracolo del nano gigante Vishnu, con soli tre piedi misura tutta la terra.

70.Cfr. Muir,Original Sanskrit Texts, vol. IV. London, 1873, pag. 59 e seg.

70.Cfr. Muir,Original Sanskrit Texts, vol. IV. London, 1873, pag. 59 e seg.

71.Il Muir e ilDizionario Petropolitanospieganoûshaspersaline earth, salzige erde, interpretazione, che in questo passo mi parrebbe meno conveniente; l'aurora ricca e datrice di ricchezza è una nozione vedica famigliare, mentre la terra salina indica piuttosto un luogo sterile; quando non voglia intendersi nella terra salina un luogo che brilla, un monte che s'accresce, ma che poi non riesce in alcuna maniera fecondo.

71.Il Muir e ilDizionario Petropolitanospieganoûshaspersaline earth, salzige erde, interpretazione, che in questo passo mi parrebbe meno conveniente; l'aurora ricca e datrice di ricchezza è una nozione vedica famigliare, mentre la terra salina indica piuttosto un luogo sterile; quando non voglia intendersi nella terra salina un luogo che brilla, un monte che s'accresce, ma che poi non riesce in alcuna maniera fecondo.

72.«Per un punto Martin perdette l'Asino.» Veggasi sul carattere demoniaco dell'Asino mitico il capitolo relativo nella miaMitologia zoologica.

72.«Per un punto Martin perdette l'Asino.» Veggasi sul carattere demoniaco dell'Asino mitico il capitolo relativo nella miaMitologia zoologica.

73.Cfr. in proposito laStoria dell'antica letteratura indianadel prof. Max Müller, ove, per la prima volta, s'io non erro, fu osservato lo strano equivoco.

73.Cfr. in proposito laStoria dell'antica letteratura indianadel prof. Max Müller, ove, per la prima volta, s'io non erro, fu osservato lo strano equivoco.

74.Pel cielo Dyu creatore oPrag'âpatipotremmo ripetere la stessa osservazione che abbiamo già fatta pel solePrag'âpati; nell'antico periodo vedico ilPrag'âpatiera l'attributo di un essere intieramente fisico; col tempo, la persona fisica primitiva scomparve, l'antico attributo divenne un'astrazione, un Dio universale, al quale poi s'immagina pure una nuova persona mostruosa corrispondente. E in tal modo sono nati tutti i Padri Eterni.

74.Pel cielo Dyu creatore oPrag'âpatipotremmo ripetere la stessa osservazione che abbiamo già fatta pel solePrag'âpati; nell'antico periodo vedico ilPrag'âpatiera l'attributo di un essere intieramente fisico; col tempo, la persona fisica primitiva scomparve, l'antico attributo divenne un'astrazione, un Dio universale, al quale poi s'immagina pure una nuova persona mostruosa corrispondente. E in tal modo sono nati tutti i Padri Eterni.

75.AnchePrag'âpatiè detto nell'XI libro dell'Atharvavedaessere stato generato dalBrahmac'ârino penitente dedito alla preghiera. L'intiero inno si trova tradotto nel V volume deiSanskrit Textsdel Muir.

75.AnchePrag'âpatiè detto nell'XI libro dell'Atharvavedaessere stato generato dalBrahmac'ârino penitente dedito alla preghiera. L'intiero inno si trova tradotto nel V volume deiSanskrit Textsdel Muir.

76.Cfr. Weber,Indische Studien, IX, 477, e Muir,Sanskrit Texts, V, 392.

76.Cfr. Weber,Indische Studien, IX, 477, e Muir,Sanskrit Texts, V, 392.

77.Ag'am: in un altro passo delÇatapatha Brâhmana, Prag'âpaticrea dalla sua bocca nonAg'a, «la capra,» maAgni, «il fuoco.»

77.Ag'am: in un altro passo delÇatapatha Brâhmana, Prag'âpaticrea dalla sua bocca nonAg'a, «la capra,» maAgni, «il fuoco.»

78.Cfr. la leggenda riferita nel capitolo precedente intorno alla verità e alla menzogna degli Dei e de' Demonii.

78.Cfr. la leggenda riferita nel capitolo precedente intorno alla verità e alla menzogna degli Dei e de' Demonii.

79.Guhyaè chiamatoPrag'âpati, in un inno dell'Atharvaveda, ove sembra celebrarsi pel suo merito d'avere conosciuto, ossia trovato (veda) l'uovo cosmico che errava nelle acque, e dal quale, secondo un'altra abbastanza frequente nozione, egli stesso sarebbe uscito.

79.Guhyaè chiamatoPrag'âpati, in un inno dell'Atharvaveda, ove sembra celebrarsi pel suo merito d'avere conosciuto, ossia trovato (veda) l'uovo cosmico che errava nelle acque, e dal quale, secondo un'altra abbastanza frequente nozione, egli stesso sarebbe uscito.

80.Tutte le altre questioni sono secondarie: per esempio, quella di sapere sePrag'âpatiabbia creato l'uovo, o viceversa; ossia chi sia venuto prima, l'uovo o la gallina. Chi desideri trovarsi pienamente istrutto su questo argomento, ricorra al quarto volume deiSanskrit Textsdel Muir, che fornisce tutta la serie delle relative leggende cosmogoniche vedico-brâhmaniche.

80.Tutte le altre questioni sono secondarie: per esempio, quella di sapere sePrag'âpatiabbia creato l'uovo, o viceversa; ossia chi sia venuto prima, l'uovo o la gallina. Chi desideri trovarsi pienamente istrutto su questo argomento, ricorra al quarto volume deiSanskrit Textsdel Muir, che fornisce tutta la serie delle relative leggende cosmogoniche vedico-brâhmaniche.

81.Nelle edizioni francese e tedesca di quest'opera, per un lieve e facilissimo equivoco d'interpretazione della voce ambigua ingleseturtle(che significatortoraetestuggine), presso l'Introduzione, i due egregi traduttori s'accordarono a tradurre pertortora, mentre invece vi si tratta dellatortoiseotestuggine. Colgo quest'occasione per rettificare questo curioso e naturalissimo sbaglio occorso in traduzioni che si raccomandano, del resto, entrambe per fedeltà ed eleganza.

81.Nelle edizioni francese e tedesca di quest'opera, per un lieve e facilissimo equivoco d'interpretazione della voce ambigua ingleseturtle(che significatortoraetestuggine), presso l'Introduzione, i due egregi traduttori s'accordarono a tradurre pertortora, mentre invece vi si tratta dellatortoiseotestuggine. Colgo quest'occasione per rettificare questo curioso e naturalissimo sbaglio occorso in traduzioni che si raccomandano, del resto, entrambe per fedeltà ed eleganza.

82.Debbo tuttavia soggiungere come contro uno de' miei argomenti parziali, per identificare le paroleKaçyapaeKac'ch'apa, mi oppose ragioni di grave peso il professor Ascoli nellaRevue de Linguistiquedell'Hovelacque (ottobre 1873); esse non infirmano la interpretazione generale, ma di certo, in parte, la danneggiano; tutti sanno oramai come gli argomenti linguistici del professor Ascoli, per la sicurezza del suo genio analitico, siano pressapoco invincibili.

82.Debbo tuttavia soggiungere come contro uno de' miei argomenti parziali, per identificare le paroleKaçyapaeKac'ch'apa, mi oppose ragioni di grave peso il professor Ascoli nellaRevue de Linguistiquedell'Hovelacque (ottobre 1873); esse non infirmano la interpretazione generale, ma di certo, in parte, la danneggiano; tutti sanno oramai come gli argomenti linguistici del professor Ascoli, per la sicurezza del suo genio analitico, siano pressapoco invincibili.

83.Qui si riconferma con un altro testo evidente la mia identificazione della testuggine fallica che sostiene il mondo col fallico bastone, e si giustificherebbe per analogia l'ipotesi da me avanzata di una relazione intima supposta in antico fra le paroleKaçyapaeKac'chapa.

83.Qui si riconferma con un altro testo evidente la mia identificazione della testuggine fallica che sostiene il mondo col fallico bastone, e si giustificherebbe per analogia l'ipotesi da me avanzata di una relazione intima supposta in antico fra le paroleKaçyapaeKac'chapa.

84.Sanskrit Texts, V, 388.

84.Sanskrit Texts, V, 388.

85.Prag'âpati e Brahman e Brahmanaspati e Br'ihaspati s'identificano; laPrithivîceleste dicemmo essere, per lo più, ora il cielo, ora l'aurora; dicemmo che la figlia di Prag'âpati fu spiegata dai commentatori indiani ora comecielo, ora comeaurora. IlBr'ihaspatiosposo della largaequivale perfettamente al Prag'âpati che s'unisce con la figlia e versa il seme, ossia pioggia o rugiada, sulla terra.

85.Prag'âpati e Brahman e Brahmanaspati e Br'ihaspati s'identificano; laPrithivîceleste dicemmo essere, per lo più, ora il cielo, ora l'aurora; dicemmo che la figlia di Prag'âpati fu spiegata dai commentatori indiani ora comecielo, ora comeaurora. IlBr'ihaspatiosposo della largaequivale perfettamente al Prag'âpati che s'unisce con la figlia e versa il seme, ossia pioggia o rugiada, sulla terra.

86.Il dottor Muir ha raccolte le nozioni delRigvedaintorno agli attributi diBr'ihaspatie diBrahmanaspati, in un paragrafo del quinto volume deiSanscrit Texts; credo opportuno il riprodurre l'intiero paragrafo, a persuadere lo studioso intorno alla loro duplice identità col Brahman creatore supremo e supremo penitente, e, in ispecie, con l'Indra tonante signore del cielo: «Brahmanaspati, or Br'ihaspati, appears to be described in VII, 97, 8, as the offspring of the two worlds, who magnified him by their power: whilst in II, 23, 17, he is said to have been generated by Tvashtr'i. He is called a priest X, 141, 3; is associated with the Rikvans or singers (VII, 10, 4; X, 14, 3; compare X, 36, 5; X, 64, 4); is denominated an Angirasa (IV, 40, 1; VI, 73, 1; X, 47, 6); is the generator, the utterer, the lord, the inspirer of prayer (I, 40, 5; II, 23, 1, 2; X, 98, 7), who by prayer accomplishes his designs (II, 24, 3), and mounting the shining and awful chariot of the ceremonial, proceeds to conquer the enemies of prayer and of the gods (II, 23, 3-8). He is the guide, patron and protector of the pious, who are saved by him with wealth and prosperity (Ib., 9). He is styled the father of the gods (II, 26, 3); is said to have blown forth the births of the gods like a blacksmith; to be possessed of all divine attributes,viçvadevyaorviçvadeva(III, 62, 4; IV, 50, 6); bright,çuc'i(III, 62, 5; VII, 97, 7); pure,çundhyu(VII, 97, 7); omniforn,viçvarûpa(III, 62, 6); possessed of all desirable things,viçvavâra(VII, 10, 4; VII, 97, 4); to have a hundred wings,çatapatra(VII, 97, 7); to carry a golden spear,hiranyavaçi(ib.; compare II, 24, 8, where a bow and arrows are assigned to him); to be a devourer of enemies;vr'îtrakhâda(X, 65, 10; compare VI, 73, 3); a leader of armies along with Indra etc. (X, 103, 8) and armed with an iron axe, which Tvashtr'i sharpens (X, 53, 9); clearvoiced (VII, 97, 5); a prolonger of life (X, 100, 5); a remover of disease (I, 18, 2); opulent; an increaser of the means of subsistence (I, 18, 2). Plants are said to spring from him (X, 97, 15). He is said to have heard the cries of Trita who had been thrown into a well and was calling on the gods, and to have rescued him from his perilous position (I, 105, 7). He is further described as holding asunder the ends of the earth.»

86.Il dottor Muir ha raccolte le nozioni delRigvedaintorno agli attributi diBr'ihaspatie diBrahmanaspati, in un paragrafo del quinto volume deiSanscrit Texts; credo opportuno il riprodurre l'intiero paragrafo, a persuadere lo studioso intorno alla loro duplice identità col Brahman creatore supremo e supremo penitente, e, in ispecie, con l'Indra tonante signore del cielo: «Brahmanaspati, or Br'ihaspati, appears to be described in VII, 97, 8, as the offspring of the two worlds, who magnified him by their power: whilst in II, 23, 17, he is said to have been generated by Tvashtr'i. He is called a priest X, 141, 3; is associated with the Rikvans or singers (VII, 10, 4; X, 14, 3; compare X, 36, 5; X, 64, 4); is denominated an Angirasa (IV, 40, 1; VI, 73, 1; X, 47, 6); is the generator, the utterer, the lord, the inspirer of prayer (I, 40, 5; II, 23, 1, 2; X, 98, 7), who by prayer accomplishes his designs (II, 24, 3), and mounting the shining and awful chariot of the ceremonial, proceeds to conquer the enemies of prayer and of the gods (II, 23, 3-8). He is the guide, patron and protector of the pious, who are saved by him with wealth and prosperity (Ib., 9). He is styled the father of the gods (II, 26, 3); is said to have blown forth the births of the gods like a blacksmith; to be possessed of all divine attributes,viçvadevyaorviçvadeva(III, 62, 4; IV, 50, 6); bright,çuc'i(III, 62, 5; VII, 97, 7); pure,çundhyu(VII, 97, 7); omniforn,viçvarûpa(III, 62, 6); possessed of all desirable things,viçvavâra(VII, 10, 4; VII, 97, 4); to have a hundred wings,çatapatra(VII, 97, 7); to carry a golden spear,hiranyavaçi(ib.; compare II, 24, 8, where a bow and arrows are assigned to him); to be a devourer of enemies;vr'îtrakhâda(X, 65, 10; compare VI, 73, 3); a leader of armies along with Indra etc. (X, 103, 8) and armed with an iron axe, which Tvashtr'i sharpens (X, 53, 9); clearvoiced (VII, 97, 5); a prolonger of life (X, 100, 5); a remover of disease (I, 18, 2); opulent; an increaser of the means of subsistence (I, 18, 2). Plants are said to spring from him (X, 97, 15). He is said to have heard the cries of Trita who had been thrown into a well and was calling on the gods, and to have rescued him from his perilous position (I, 105, 7). He is further described as holding asunder the ends of the earth.»

87.Sanskrit Texts, III, 230.

87.Sanskrit Texts, III, 230.

88.Sanskrit Texts, IV, 56.

88.Sanskrit Texts, IV, 56.

89.Nell'Atharvavedasi dice esplicitamente che il sole ha natura di Fuoco (o d'Agni), la luna d'Ambrosia (o di Soma).

89.Nell'Atharvavedasi dice esplicitamente che il sole ha natura di Fuoco (o d'Agni), la luna d'Ambrosia (o di Soma).

90.Tutti i testi indiani di qualche importanza intorno a Rudra furono diligentemente raccolti dal Muir nel IV volume de' suoi preziosiSanskrit Texts.

90.Tutti i testi indiani di qualche importanza intorno a Rudra furono diligentemente raccolti dal Muir nel IV volume de' suoi preziosiSanskrit Texts.

91.In Toscana ed in altre provincie italiane si dice del cane ululante ch'esso fa il lupo; egli è secondo la superstizione toscana nunzio di morte; pare che la stessa superstizione esistesse già nell'India vedica. —AbhibhâdalDizionario Petropolitanoe dal Muir s'interpreta come sostantivo:malaugurio; io lo interpreterei qui come aggettivo.

91.In Toscana ed in altre provincie italiane si dice del cane ululante ch'esso fa il lupo; egli è secondo la superstizione toscana nunzio di morte; pare che la stessa superstizione esistesse già nell'India vedica. —AbhibhâdalDizionario Petropolitanoe dal Muir s'interpreta come sostantivo:malaugurio; io lo interpreterei qui come aggettivo.

92.Il Muirsahasrena pratihitâbhih«with a thousand arrows on the string;» nelÇatapatha,Rudraè rappresentato con centoishudhiche sarebberocento turcassi, ma qui ancora si potrebbe forse interpretare concento braccia, ocon cento mani, siccome quelle che tengono, che lanciano l'ishu.

92.Il Muirsahasrena pratihitâbhih«with a thousand arrows on the string;» nelÇatapatha,Rudraè rappresentato con centoishudhiche sarebberocento turcassi, ma qui ancora si potrebbe forse interpretare concento braccia, ocon cento mani, siccome quelle che tengono, che lanciano l'ishu.

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le numerose grafie alternative, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Le correzioni contenute nell'Indice alfabetico sono state riportate nel testo.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le numerose grafie alternative, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Le correzioni contenute nell'Indice alfabetico sono state riportate nel testo.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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