Opera serio-buffa in tre atti
BARITONO I.—Tiranno di un paese qualunque, personaggio nervoso eatrabiliare.
PRIMADONNA.—Moglie di Baritono, donna di carattere indipendente esoggetta a frequenti deliquii.
TENORE.—Giovane di oscuri natali, di temperamento epatico, affettodi itterizia, e di idropisia cronica.
COMPRIMARIA.—Damigella di confidenza e amica inseparabile diPrimadonna; fanciulla tra i venti e i cinquant'anni, di indolemaligna e sospettosa.
COMPRIMARIO.—Amico intimo di Tenore; personaggio poco influente eirresoluto.
PROFONDO.—Frate di un ordine qualunque; zio di Primadonna, amico di Baritono, mecenate di Tenore, ecc., ecc., uomo di solida costituzione e di molta autorità, con tendenza pronunziatissima alle stonazioni.
_che mutano nome e condizione a comodo del poeta e del maestro, conservando sempre nel viso e nel portamento il tipo cretino. I Coristi, al primo apparire sulla scena, rivelano i loro istinti di ordine, schierandosi in semicircolo e ostentando la maggior parsimonia nei gesti.
La scena ha luogo in un paese non ancora conosciuto, i cui abitanti, invece di parlare, cantano o solfeggiano con accompagnamento di orchestra._
Epoca: a piacere del vestiarista.
Sala, bosco, o piazza, a comodo dello scenografo. All'alzarsi del sipario echeggia da lungi il seguente
Al cominciar dell'opera,Siccome è nostra usanza,Una preghiera o un brindisiCantiamo in lontananza….
E perchè il dotto pubblicoAlla canzon plaudisca,Facciam ch'ei non capiscaQuello che noi cantiam.Dunque…. preghiam!Dunque…. beviam!Poi tutti, senza muoverci…. fuggiam!
(Le voci poco a poco si vanno ammorzando—da ultimo non si ode che la battuta del maestro dei cori, il quale sporge il naso da una quinta per consultare la bacchetta del direttore d'orchestra).
Tenore—Comprimario.
TENORE (uscendo da un muro o da una pianta e arrestandosi in fondo alla scena)
Quai voci!…. Son pur dessi…. io li conosco….(a Comprimario) Li vedi tu?….
COMPRIMARIO (guardando fissamente il suggeritore)
Li vedo…. in fondo al boscoSi ritraggon i vili…. e qui tu puoiCantar liberamenteLa cavatina tua….
TENORE (afferrando Comprimario per un braccio e conducendolo sul davanti della scena)
Sì: mio fedele!….Altra ragion qui non mi trasse—e certoVenuto non sarei,Se il maestro, cedendo ai voti miei,La cavatina non mi avesse scritto….
COM. Siete primo tenor—ne avete il dritto.
TEN. Or va, diletto mio—veglia da lunge….Esplora il bosco, la vallata, il colle….Mentre io canto l'adagioinmi-bemolle.
(Comprimario si allontana alzando il braccio destro e si ferma, dietro una quinta, a conversare con una corista).
TENORE (impiombandosi presso la buca del suggeritore)
Per quel destin che a gemereCondanna ogni tenore,La moglie del BaritonoAmo di immenso amore….E questo ardente affettoCui nulla estinguer può,Nel prossimo duettoA tutti…. e a lei dirò.
COMPRIMARIO (entrando in scena agitatissimo, e accostandosi aTenore gli canta con voce fioca nell'orecchio)
Or che l'adagioHai terminato;Tenor carissimo,Son qui tornato.Per darti il tempoDi riposar.
TENORE (dirigendosi con Comprim. verso il fondo della scena).
Oh! mille grazie!Ben obbligato….Andiam là…. in fondo….A passeggiar….
(Squillo di trombe nell'orchestra. Dopo aver respinto Comprimario nel vanodi due quinte, Tenore si slancia di nuovo verso la ribalta, gridando a tutta voce):
Nuovi prodigi il pubblicoDalla mia gola aspetta….Ei vuol la cabaletta….La cabaletta avrà.E griderò sì forte:Guerra, sterminio e morte!Che di mie note al turbineLa vôlta crollerà.
COMPRIM. (avanzandosi timidamente, alle ultime cadenze).
Qualcun potria sorprenderci….Prudenza! usciam di qua!
(si allontanano a passo di carica per vie diverse e senza salutarsi).
__Primadonna__,che si avanza a passo di carica e si arresta dopo quattro passi.
PRIM. Dove mi inoltro?…. il sol tramonta….
(la scena si oscura improvvisamente).
È notte….(la campana suona dodici tocchi)
Gran Dio…, la mezzanotte!….Come volan gli istanti!… Uscii di casaA mezzogiorno, e dopo venti passi,Eccomi…. nelle tenebre sepolta….Uscirò più a buon'ora un'altra volta….E il mio Tenore!… Egli verrà!… Mel diceQuesta di flauto melodia soaveChe nell'aria si spande…. (trillo di flauto nell'orchestra).Oh! rimembranza!….È omai tempo ch'io canti una romanza.(con passione) Alla mia voce, o flauti,Il dolce suon sposate,Gemendo a lui recateL'eco del mio dolor….Ditegli che l'aspettoPel solito duetto….Che moglie di un baritonoSempre amerò i tenor.(guardando verso le quinte)Egli verrà…. non tarderà…. Lo veggoRitto al piè di una quinta…. Egli misuraIl tempo colla man… si inchina a bereUn sorso d'acqua e zucchero…. tossisce….Si slancia alfine…
(correndo incontro a Tenore e abbracciandolo col più vivo trasporto)
Il cielo a me ti unisce!
__Tenore e detta.__
A DUE VOCI. O gioia inesprimibile!…
PRIMADONNA. Sei tu?…
TENORE. Son io….
PRIMADONNA. Tel credo….
TENORE. Dici tu il ver?
PRIMADONNA. Le tenebreSon folte…. eppur ti vedo….
A DUE VOCI. La luce del proscenioIrradia i cori amanti….Non perdansi gli istanti….Dell'ora approffittiam!
PRIMADONNA. Dunque…. risolvi…. affrettati….(con impazienza)TENORE. Che vorrà mai?….(da sè, ritraendosi)
PRIMADONNA. Cantiam!
(Mentre Primadonna si avanza verso la ribalta per cantare l'a solo del duetto, Tenore entra in un albero).
PRIMADONNA(con passione, volgendo gli occhi tratto tratto versoun palco di terza fila)
Fino dal dì che al cembaloLe prove incominciai,Senza timori o scrupoliD'amore io ti parlai….Lo sposo mio baritono,Che sempre era presente,Facea l'indifferente….Fingea di non capir….Ma questa sera…. ahi miseri!Dovrem per lui…. morir
(si inchina al pubblico che l'applaude e volgendo le spalle al Tenore entra in una colonna).
TENORE (fissando il lampadario con occhi appassionati)
Non iscordar, bell'angelo,Che prima donna sei;Poichè il libretto è serio,Morir con me tu dei….In barba al re baritono,Al basso e ad altri ancora,Infino all'ultim'oraNoi canteremo insiem.Ed i maggiori applausiPer certo coglierem (rullo di timpani).
PRIMADONNA. O mio spavento!
TENORE. I timpani!….
PRIMADONNA. Tu pure udisti?….
TENORE. Ho udito….
PRIMADONNA. Sempre quel suon funereo….Precede mio marito….
TENORE (trascinando Primadonna per un braccio)
Propizie a noi le tenebreSaran….
(improvvisamente la scena si rischiara)
PRIMADONNA. Già sorto è il dì (arretrando)
TENORE. Qual contrattempo!….
Baritono (che si slancia sulla scena colla spada sguainata) e detti.
BARITONO. Perfidi!
PRIMADONNA. Cielo!…. il mio sposo!….
BARITONO. È qui!
(Baritono getta in un bacino di acqua stagnante il cappello e il mantello, che tosto vengono raccolti da mano ignota. Primadonna e Tenore si collocano ai lati del proscenio).
BARITONO(colla spada alzata)
Coppia infame; e spenti al suoloIn vedermi non cadeste?Se il rossetto non avesteVoi dovreste impallidir….
(gettando la spada in un fosso)
Oh furore! e non mi è datoPunir tosto il reo misfatto!….Ma vi aspetto all'ultim'atto….Dove tutti han da morir.
TENORE(correndo ad abbracciare Primadonna,e guardandoBaritono con feroce ironia).
Or che il brando egli ha gettato,Vien…. mi abbraccia al suo cospetto….Fino all'ultimo quartettoNon poss'io…. non puoi morir.Nè può il vil, se anco il volesse,Punir tosto il reo misfatto,Chè, noi morti nel prim'atto,Dovria l'opera finir.
PRIMADONNA (gettandosi ai piedi di Baritono e cantando conaccento supplichevole)
Per l'effetto della scena,A' tuoi piè, signor, mi getto….Deh! non volgermi la schiena….Ti commova il mio dolor….Innocente fu il duetto…Son qual ero, onesta e pura….Ci batteva la misuraDell'orchestra il direttor….
BARITONO(afferrando Primadonna per un braccio e scuotendola conviolenza)E osi tanto?…
PRIMADONNA (da sè) Osai più ancora…. L'altra sera… incamerino….
BARITONO (a Tenore) E tu l'ami?…
TENORE (rialzando Primadonna e abbracciandola con trasporto)
È mio destino…
BARITONO (tornando presso Primadonna dopo aver percorsa la scena in varie direzioni)
E innocenza vanti ancor?….
PRIM. Attestar che il vero ho dettoPuò l'orchestra tutta quantaLà si suona…. e qui si canta….
BARITONO. O mio scorno! o mio furor!
(Lanciandosi coi pugni stretti verso la ribalta e urlando a tutta gola)
Fino all'ultimo quartettoVoi vivrete, o scellerati,Maledetti, disperati,Rintronati—dal mio sol!
TENORE (col massimo furore)
Suscitare un grande effettoSperi invan colla tua nota…Perchè il pubblico si scuotaCi vuol proprio un si-bemol!
PRIMADONNA (strappandosi i capelli)
Urliam tutti e avrem l'effetto….Par che il pubblico si scuota….
(a Tenore)
Arrestiamci sulla nota….Calca…. sforza il si-bemol.
BARITONO (volgendosi a destra e a sinistra come un maniaco)
Vieni!…
PRIMADONNA. Dove?…
BARITONO. Il saprai….
TENORE (tentando trattenere Primadonna).
Ferma….
PRIMADONNA (a Tenore) Ti scosta!…
TENORE. Io per l'Africa parto…. Addio.
PRIMADONNA. No…. resta….
(Si ode un fischio dall'interno del palcoscenico che annuncia la prossima calata del sipario. Tutti alzano gli occhi sbigottiti).
TUTTI. Su…. presto…. terminiamo….Pria che il sipario non ci cada in testa!
(Baritono, Tenore e Primadonna si lanciano per l'ultima volta verso il proscenio raddoppiando le grida).
TUTTI. Alla fine del terzettoPerchè il pubblico si scuotaArrestiamci sulla nota…Rinforziamo il si-bemol!…
(Baritono trascina lentamente Primadonna, che tratto tratto volge indietro lo sguardo, mentre due servitori in livrea vengono in scena a raccogliere la spada ed altri oggetti smarriti dai cantanti).
Sala senza porte.—Un tavolo e due scranne servibili.—Altri tavoli e sedili dipinti sul muro.
Baritono—alcune guardie.
BARIT. (alle guardie)La regina vedeste? (breve pausa)Una rispostaNon mi attendo da voi—sietecomparse…E unacomparsanon parlò giammai…Ite!… Solo esser voglio….
(le guardie volgono la faccia verso le quinte, aspettando un cenno del direttore di scena).
Ah! no…. attendete….
(le guardie partono, urtandosi e spingendosi l'una contro l'altra).
Dove vanno, perdio, questi balordi?…Io muti li credea—sono anche sordi!…
Frate Profondo e Detti.
FRATE. Signor….
BARIT. Che vuoi?…
FRATE. Di favellarvi chiedePrimadonna… ma pria…. con vostra pace…Io pur vorrei….
BARIT. Che cosa?….
FRATE. IntrattenermiUn istante con voi….Quattro minuti almen….
BARIT. Parla: che vuoi?…
FRATE. Ch'io sono il basso—non ignorate….È necessario che m'ascoltiate….Lo vuol…. lo esige…. l'onor dell'arte….Fui scritturato qual prima parte….E senza un'aria…. senza un duetto….Bella figura farei davver!So che a Milano qualcuno ha dettoChe da gran tempo non ho più voce….Che fu menzogna, calunnia atroce,Al dotto pubblico farò saper!…
BARIT. (da sè, reprimendosi)Destino avverso! tremenda sorte!Soffrir gli scandali d'una consorte….Vederla fremere d'iniquo amore….Andare in estasi per un tenore….Son cose orribili…. cose nefande….Cui non può reggere l'uman pensier….Pure un supplizio—v'è ancor più grande,Udir di un basso le stonazioni….E dover fingere per più ragioniChe le sue note vi fan piacer!
FRATE (scostandosi da Baritono e muovendo per partire)
Risolvi, o principe!
BARITONO. Ho risoluto….
FRATE. Sai per qual scopo son qui venuto…
BARITONO. Chiaro parlasti….
FRATE. Cantar non vuoiLa cabaletta?
BARITONO. Da bravo! a noi!….
A DUE VOCI. Le trombe squillano—dietro la scena….
Un sorso d'acqua corriamo a ber
(si dividono ed entrano nei panneggiamenti delle quinte, quindi ricompariscono colle spade sguainate, urlando a tutta gola):
Ignoti nemiciGià invadon le porte;Di stragi, di morteL'istante è vicin!
(inginocchiandosi e moderando la voce)
Gran Dio, benediciLe nostre bandiere;
(alzandosi impetuosamente e raddoppiando le grida)
Le barbare schiereRespingi al confini
(rumori diversi dietro scena)
FRATE. Udisti?
BARITONO. Udii….
FRATE. Quale fragor?….
BARITONO (tendendo l'orecchio)È un carroChe nella via trapassa
FRATE. Ti inganni…. è la gran cassa….Che del cannone il tuon da lungi imita….
BARITONO. La guerra cominciò….
Primadonna e detti.
PRIMADONNA. Vili…. è finita!
(Tutti si arrestano, guardandosi l'un l'altro col massimo stupore. Dalla gran cassa che va allontanandosi partono ancora dei colpi quasi impercettibili—mentre l'orchestra a mezzo dei violini fa sentire il gemito dei feriti e dei morenti)
BARITONO (avvicinandosi ad una finestra)
Sì…. la guerra è finita… Le mie truppeSon tutte là…
FRATE. Nessuno è morto?….
BARITONO. Io credoChe nessun prese parte alla battaglia….Eppure…. oh! gioia! la vittoria è nostra….
PRIMADONNA (chinandosi verso l'orchestra)
Gemito di morenti…. udir mi parve….Laggiù….
FRATE. Preghiam per essi—vi prostrate….
BARITONOePRIMADONNA (inginocchiandosi con visibile ripugnanza)
Sempre così…. quando c'è in scena un frate!
FRATE (in piedi, alzando le braccia al cielo)
Deh non andare in collera,Signor, se tu mi vedi,Mentre costor si prostrano,Far l'orazione in piedi.Finchè un basso profondoSorviverà nel mondo,Questo costume pioCangiarsi non potrà….Tu lo sopporta, o Dio….Grande è la tua bontà!
BARITONO—PRIMADONNA (sottovoce)
Se buono è Iddio, del pubblicoPiù grande è la bontà!
BARITONO (alzandosi)
D'inutili duetti e cavatineGià troppo si abusò…. Tutti mostrammo,Qual nel primiero e qual nel second'atto,Chi siam, perchè cantiamo,La specie e il rango che ciascun teniamo.Nella più vasta e ricca galleriaDel palazzo regal si aduni alfineL'intera compagnia….Il popolo vuo' dire, i senatori,I militi ed il clero,La Banca, il Parlamento, il Ministero,Il Consiglio di Stato….E tutti quanti han dritto a figurareIn un grande finale concertato.
(Volgendosi a frate profondo)
Venite voi?
FRATE. Vi pareChe senza me si possa?….
BARITONO. Ebben, vi attendo….
(a Primadonna)
Dell'abito più splendido e sfarzosoVanne e ti adorna…. Al fianco del tuo sposoTu salirai sul trono….
PRIMADONNA. Un bel vestitoDi seta e d'oro io sfoggierò…. Di gemmeSfavilleran la mia corona…. e il petto….Metterò un braccialetto….(Che mi diè in dono il marchesin Sanvito)E quattro o cinque anelli in ogni dito….
FRATE. Tante ricchezze…. possedete? A Dio,Al dator d'ogni beneL'inno di grazia ora innalzar dovete….
(Mentre Primadonna fa per inginocchiarsi, Baritono la afferra per un braccio e la trascina fuori della scena)
Sta a veder che costui,Perchè è basso profondo,Mi intuona adesso un'altra litania!
PRIMADONNA. Questa ci mancherebbe!
BARITONO. Andiamo via…
(escono).
FRATE (avanzandosi verso la ribalta colle mani alzate, come al solito)
Non c'è più religione a questo mondo!….
(esce a passo lento).
Grande sala. Tre lampadarii che pendono dalla vôlta con moccoli fiammanti.—Altrettanti lampadarii dipinti sulle tappezzerie. Due domestici in livrea collocano un trono alla destra dello spettatore sul davanti della scena. Nel resto della sala i mobili brillano per la loro assenza.
Comprimario—Comprimaria.
COMPRIMARIO (dalla porta a destra).Nessuno ancor….
COMPRIMARIA (dalla porta a sinistra).Nessuno.
COMPRIMARIO (vedendo Comprimaria).Qualcuno è là….
COMPRIMARIA (vedendo Comprimario).Qualcuno!
COMPRIMARIO (avanzandosi).Qual buon vento vi porta?
COMPRIMARIA. E voi perchè accorreste?
COMPRIMARIO. Degli abiti di gala Baritono si veste….
COMPRIMARIA. Anche la Primadonna deve cambiar vestito….Bisogna darle tempo….
COMPRIMARIO. Benissimo! ho capito….Ci vorrà molto ancora?…
COMPRIMARIA. Passai dal camerinoMentre stava indossando il manto d'ermellino….
COMPRIMARIO. Poi, si sa bene, a prendere un più vivace aspetto,Convien di tempo in tempo rinfrescare il belletto….
COMPRIMARIA. Il pubblico frattanto, che nulla ci comprende,Crede che noi cantiamo e con pazienza attende….
COMPRIMARIO. Tieni bassa la voce….
COMPRIMARIA. A gridar non mi arrischio….Lasciam fare all'orchestra….
COMPRIMARIO (voltandosi con vivacità).Credo udir qualche fischio….
COMPRIMARIA. Un fischio!… un altro ancora mi par d'averne udito….
COMPRIMARIO. Che pubblico imbecille!…
COMPRIMARIA (osservando verso la scena).Baritono è vestito….
COMPRIMARIO. Egli con Primadonna si avanza…
COMPRIMARIA (parlando verso le quinte).Presto!… fuori!…Venisse un colpo secco a tutti i fischiatori!
COMPRIMARIO (inchinandosi verso la quinta)Avanzatevi, o prence…. (sottovoce) (Il pubblico è fremente).
COMPRIMARIA. Regina, a voi mi prostro….(sottovoce) Vi pigli un accidente!
Baritono—Primadonna—Frate profondo
indi Coristi, Coriste e Comparse in costumi di tutte le epoche.
CORO. Olà…. tutti accorriamo!Il trono circondiamo….Cantiamo, urliam, gridiamo….Senza saper perchè….Evviva il nostro principe!Evviva il nostro Re!…(sottovoce, con mistero).Egli è là….Che vorrà?…Che dirà?…Che farà?…Parlerà?…Tacerà?Mettiamci tutti in giro…. e si vedrà!…
BARITONO(in piedi sui gradini del trono).
Nessun mancò—Qual gaudio il cor mi inondaNel vedere che il mio popolo intero,L'esercito ed il clero,In un dì, come questo, di gran gala,Possan tutti adunarsi in una sala!Godo ancor che nell'ultima battagliaNon un perì de' prodi miei soldati….Partiron trenta…. e trenta son tornati.È pur gioconda la vittoria, quandoNessuno in campo muore….Nè ferito riman….
FRATE (levando al cielo le mani).
Gloria al Signore!
BAR. L'alta ragion che in così fausto giornoTutti quanti vi appella a me d'intornoNota forse vi è già….
CORO. L'indoviniamo….
BAR. Un grandioso final cantar dobbiamo….
CORO. Un final! come si fa?Il tenore non è qua….
PRIMADONNA (da sè, stralunando gli occhi).
A suo tempo egli verrà….
BAR. Qual fragor! che mai sarà?…
PRIMADONNA (accorrendo verso una quinta).
È ben desso!…
BAR. (balzando dal trono). Guardie…. olà!
FRATE (trattenendo Baritono che porta la mano alla spada).
Ferma…. arresta…. per pietà!
Tenore e Detti.
PRIMADONNA (correndo sul davanti della scena abbracciata a Tenore).
Sei tu, mio bene?…
TENORE. Sì….
TUTTI. Desso!…
BAR. (arretrando colla mano sull'elsa della spada)
Oh furore!…
TUTTI. Lui solo aspettavam!…
FRATE (levando le braccia al cielo).
Gloria al Signore!
(rullo di timpani—i cantanti primarii si schierano sul davanti del proscenio,—Breve silenzio).
TENORE (fissando torvamente lo sguardo nel Baritono).
Sì…. tornai…. Senza il tenoreNon si canta un gran finale—Son partito col vapore….Venni qui…. d'amor sull'ale….Ma in un pezzo concertatoIo sprecar non voglio il fiato….E finito questoa solo,Più un sospir non metterò.
Dell'orchestra nel fragore….Non si intendon le parole,Al baritono, al tenoreSi può dir ciò che si vuole….Ma in un pezzo concertatoIo sprecar non voglio il fiato….Per morir nell'ultim'attoLa mia voce io serberò.
BAR. (portando la mano al pugnale).
Di trafiggere il tenoreSaria comodo il momento….La mia rabbia, il mio furoreIn vederlo io freno a stento….Ma sa ben lo scelleratoChe in un pezzo concertatoSe anche il fulmine cadesseUn tenor morir non può.
Per accrescere il fragoreDarò fiato a' miei polmoni,L'anatema del SignoreTempo è omai che qui risuoni….D'esser frate alfin mi scordo….E se Iddio fa spesso il sordo,Col cannon della mia voceSordo appien lo renderò.
Della musica il successoTempo è omai che si decida,Dal maestro fu promessoUn regalo a chi più grida….Se passasse inosservatoIl gran pezzo concertatoSaria caso qual la storiaForse mai non registrò.
BARITONO (volgendosi con vivacità).
Qual grido!…
TUTTI. Chi s'avanza?…
Comprimario e Detti.
COMPRIMARIO (a Baritono) Signor….
BARITONO. Che vuoi da me?…
COMPRIMARIO. Qualcun domandaL'ingresso….
TUTTI. Chi sarà?… Gran Dio! la banda?….
(All'improvviso si vedono spuntare dalla muraglia diversi istromenti colla grancassa in testa.—I suonatori, vestiti di costumi bizzarri, si spingono innanzi urtando le coriste.—Agitazione generale. Gli attori principali estraggono le spade, minacciandosi senza ferirsi.—L'orchestra e la banda gareggiano di fragore).
TUTTI. Giorno d'orrore….Giorno d'amore….Giorno di giubilo….Giorno di duol.Al mio contento….Al mio spavento….Gli astri sorridono….S'oscura il sol….
(silenzio generale).
TENORE (accostandosi a Primadonna).
A mezzanotte….
PRIMADONNA. Dove?…
TENORE. Nol so….
TUTTI. A mezzanotte!…
TENORE (a Primadonna). Verrai?…
PRIMADONNA. Verrò….
TUTTI (colla massima forza, slanciandosi verso la ribalta collespade sguainate)
Giorno d'orrore….Giorno d'amore….Giorno di giubilo….Giorno di duol.Al mio contento….Al mio sgomento….Gli astri sorridono,S'oscura il sol.
(Tenore getta la spada ai piedi di Baritono.—Questi vorrebbe avventarsi a Tenore, ma viene trattenuto da Frate Profondo.—Primadonna sviene nelle braccia di Comprimaria. Comprimario corre dietro a Tenore.—I coristi e la banda entrano nelle muraglie e nelle tappezzerie col massimo disordine).
Luogo solitario.—Nel mezzo della scena un sasso di legno.—A sinistra una grotta.
Tenore solo.
Ecco il luogo…. ecco il bosco….Io ben lo riconoscoPer questo sasso che non manca maiDove una Primadonna ed un TenoreSono chiamati a sospirar d'amore….(guardando verso il fondo della scena)Che veggo? Oh ciel! quale splender sinistroDi faci?—Ho ben inteso?… A me sul ventoUn eco giunge di feral lamento….
Sancte MichaelSancte GabrielSancte AndreaIntercedite pro ea!
TEN. È dessa! è dessa…. non mi inganna il core….A salvarla corriamo…. Empi…. fermate!…Baritono tiranno:Pria di compir l'atroce tua vendettaDammi tempo a cantar la cabaletta….
(Si vede sfilare in lontananza una processione di frati con torcie accese.—Primadonna, con un velo nero sulla testa, fa parte del corteggio. L'orchestra suona una marcia funebre, mentre il coro ripete:)
Sancte MichaelSancte RaphaelSancte AndreaIntercedite pro ea.
TENORE (sguainando la spada).Quei sciagurati a sperdereBasta il mio brando solo….Corro…. mi slancio…. volo….Nulla arrestar mi può….Ed ogni indugio a togliere,Onde accorciar la via,La cabaletta miaDue volte canterò.
(Ripete due volte il canto, arrestandosi alcuni minuti sull'ultima nota, quindi si allontana agitando la spada).
Sotterraneo nel palazzo di Baritono.
Primadonna sola.
L'ora è suonata alfin….
(cava dal seno una boccetta)
No…. non godrannoDel mio supplizio i vili…. Ecco un velenoChe non fallisce mai….So che TenoreQui muove per salvarmi….Affrettiamci a morir…. (beve il veleno)
(accorrendo verso la porta)
Qual fragor d'armi!…È desso…. è desso!—schiudonsi le porte….
Tenore—Baritono colla spada sguainata. Frate Profondo.
Frati, Popolo, Guardie.
PRIMADONNA (slanciandosi fra le braccia di Tenore).
Tenore…. anima mia….
TEN. (fa alcuni passi barcollando, indi cade).
Ferito…. a morte….
PRIMADONNA (cadendo presso il Tenore).
In sen la morte io pure….
BARITONO (arretrando inorridito).
Orribil vista!…
(squillo di campane che suonano l'agonia).
TUTTI. Qual suon lugubre!…
FRATE (sottovoce). Chi avvertì il sacrista?
(Breve silenzio.—Primadonna e Tenore si sorreggono a vicenda).
PRIMADONNA (con voce morente).Tenore…. ascoltami…. questo duettoPur troppo è l'ultimo che insiem cantiam….Con due magnifiche note di pettoSi avverta il pubblico che noi moriam….
TENORE (alzandosi con uno sforzo supremo).Addio bell'angelo—suldodi pettoTi ferma….
PRIMADONNA. Ah…. basti!…
TENORE. Basti…. cadiam!
BARITONO (accostandosi a Primadonna).
Ahi! Primadonna è spenta!…
FRATE. È spento anche il Tenor!…
BAR. (arretrando). Gran Dio!…
CORO (con gioia). Finita è l'opera….
FRATE (alzando le braccia al cielo).Sia lode al crëator!
(Gran quadro.—Il sipario cala lentamente, in guisa che gli spettatori possano vedere i due morti levarsi in piedi e correre allegramente fra le quinte).
Nel luglio e nell'agosto provo un delizioso refrigerio nuotando nel lago o nel mare, ma anche nel più rigido inverno nuoterei volentieri nelle ricchezze.
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Vorrei essere una ghitarra od anche un contrabasso senza corde, piuttosto che un istromento dei partiti.
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I cavalli meglio pasciuti son quelli che più presto divorano la via.
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Dopo un buono e lauto pranzo, reca poco fastidio l'esser digiuno di scienza.
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Le università aprono ai giovani la carriera medica, la carriera matematica, la carriera legale e la carriera del vizio.
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Di tutti gli istrumenti a corda credo che il meno dilettevole debba esser la forca.
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Ad un uomo acceso dell'amore più ardente può accadere in gennaio di gelare dal freddo.
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Più presto degli altri arriva alla meta un uomo spedito, a patto che non lo sia dai medici.
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La persona più debole e infermiccia può portare sulle spalle un gran carico…. di debiti.
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Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi e nelle pianure del novarese.
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Trista cosa, ma vera; nel così detto gran mondo, un uomo che abbia una macchia sui calzoni fa più orrore di quegli che ne abbia dieci sulla coscienza.
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Cento idee luminose rischiarano meno di una candela.
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Quand'uno non ha bevuto, è naturale che faccia dei discorsi senza sugo.
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Fra i molti motivi che mi inducono a fuggire dal teatro vi è pur quello di non trovarne mai nelle opere moderne.
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A certe epoche dell'anno i pittori espongono dei quadri; le ballerine espongono tutte le sere dei rotondi.
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Il luogo dove si sciupano le voci e si guastano i criteri artistici si chiamaconservatorio, e si intitolacasa di saluteun luogo pieno di malati.
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Nel buio più denso della notte un uomo dotato di buona vista può ancora osservare…. il silenzio.
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Lo scioglimento delle nevi gonfia i torrenti; quello della camera gonfia la vanità dei candidati e gli organi degli elettori.
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Dire che ho commesse tante azioni buone e cattive, eppure non ho verun titolo per chiamarmi azionista!
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La missione di un prete è quella di convertire i peccatori in uomini onesti e gli introiti della parocchia in commestibili.
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Curiosa davvero, che a distanza di venti miglia due coniugi possan vedere i corni di Canzo, e non quelli ch'essi portano in testa!
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Se è vero che tutti gli uomini alto locati sono degni di omaggio, convien far di cappello a quanti pendono dalla forca.
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Quantunque le pareti della mia camera sieno tappezzate di rosso, mi è forza convenire di essere al verde!
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Il bollore della giovinezza non mi ha procacciato che disinganni e fastidi; quello della pentola mi ha dato talvolta dell'alesso eccellente.
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Non capisco perchè si chiami cornucopia un vaso da mensa destinato a portare le frutta; non potrebbe usarsi un tal nome a significare il matrimonio?
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Non si può dire che l'Italia sia in preda alle lotte intestine, ma vi hanno, sopratutto nella classe degli impiegati, delle serie lotte intestinali.
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A chi non ha i mezzi per recarsi ai bagni si può suggerire di immergersi ogni giorno nel vizio.
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Preferisco dormire nel letto di una bella donna piuttosto che in quello di un fiume.
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Un furbo che si fa portare sulle spalle da quattrocento minchioni—ecco il sistema elettorale.
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Per arte aristocratica si intende forse arte cretina?
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Dai sessant'anni agli ottanta diverrò forse imbecille e venerando.
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A quei tempi la musica usciva stampata assai peggio, ma era buona musica.
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Quante vecchie frasi occorrono per fare un nuovo programma elettorale?
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Divorare la polpa e gettare le ossa ai cani—ecco la moderna arte di governare.
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Osan dire che in Italia vi è libertà di stampa, e rischia la galera chi stampa un miserabilecavourino!
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Per ottenere che un asino prenda le apparenze di un cavallo, ritengo non vi abbia altro mezzo che coprirlo di insegneequestri.
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La più parte degli odierni maestri, se cessassero di scrivere, potrebbero vantarsi di aver fatto un'opera buona.
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Pei così dettiavveniristinon dev'essere una gran gioia pensare che il pubblico dal quale essi attendono la glorificazione è tutto chiuso nello scroto dei contemporanei.
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Un filo di speranza non vale nè anche ad attaccare un bottone.
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Chi dorme non piglia pesci, ma chi veglia piglia ad ogni tratto dei gamberi.
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Il caso può dissipare tutti i calcoli umani, meno quelli che si formano nella vescica.
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Preferirei di avere un buon cavallo, piuttosto che quattro diplomi da cavaliere.
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Se è vero che l'amore è il sole dell'anima, Dio ci guardi dall'amare nel mese di luglio!
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Un sorbetto è una illusione commestibile che si dilegua nella bocca.
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Quand'uno vuol disfarsi di un cane, gli leva il collare; quando un Re vuol disfarsi di un ministro, gli dà il collare della Annunziata.
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Anni sono, si trinciava colla sinistra e si mangiava colla destra; poi si usò trinciare colla destra e mangiare colla sinistra; oggi si trincia e si mangia con ambedue.
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È proprio necessario ubbriacarsi di vino o di assenzio, per scrivere dei buoni libri?
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Ad ogni mutamento di ministero si produce in Italia una straordinaria eruzione di vespe, di commendatori e di cavallette.
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Non vi è uomo tanto perverso, il quale non abbia in sè qualche cosa di retto; non foss'altro, l'intestino.
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Darei la testa nel muro al pensare che la prima donna da me amata era una seconda donna!
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Invertirei di tal guisa una sentenza di Foscolo:
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Dà, chi sol lascia eredità di affetti, Poca gioia…. agli eredi.
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In teatro si chiamanoleggeridei tenori che pesano novanta chili!
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I grandi caratteri onorano l'umanità, e servono a stampare gli avvisi.
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Vi sono dei cantanti che non sanno scrivere, e nullameno vantano delle magnifiche scritture.
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Non sarebbe economico che a quello della candela si potesse supplire col lume della ragione?
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Adoro i capelli biondi, ma non vorrei trovarne uno nella minestra.
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Anche ad un poeta mediocre può avvenire di esser tradotto…. in carcere.
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Conosco una vecchia di novant'anni che conserva ancora i capelli biondi…. di Salvatore Farina.
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Mescere il vinoè un'assurda frase dei poeti e un sacrilego atto dei cantinieri.
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Il luogo dove si chiudono i bricconi vivi si chiama galera, quello dove si chiudono i bricconi morti si chiama camposanto.
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Quand'anche il vento mi portasse via la tettoia, la mia casa sarebbe abbastanza coperta…. di ipoteche.
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Tutte le professioni posson fornire all'uomo di che vivere, meno le professioni…. di fede.
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Certi avvocati, che si dicono fiumi di eloquenza, sono spesso all'asciutto…. di denaro.
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La vista della luna piena deve ispirare delle singolari idee a quei parecchi milioni di infelici che debbono coricarsi ogni sera a ventre vuoto.
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Se in faccia alla legge tutti gli uomini sono eguali, Dio ci scampi dal trovarci mai in faccia alla legge!
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Dicono che mi sono mangiato tutto il mio patrimonio; non sanno gli stolti quanto ne ho bevuto!
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Non ho mai augurato, nè sarò mai per augurare alcun male ai miei nemici; sarei anzi lietissimo che passassero da questa a miglior vita.
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Una lettera raccomandata quasi sempre ci reca denaro; alle persone raccomandate il più delle volte convien darne.
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Alle molte lingue che ancora si parlano preferisco le lingue morte, e fra le morte prediligo quelle di Zurigo.
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Assistendo alla rappresentazione di certe opere moderne, si direbbe che i direttori di orchestra battono il tempo perchè non posson battere il maestro.
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Tutte le note della musica possono esprimere delle idee gaie; quelle dei creditori non danno che sensazioni melanconiche.
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I ricchi guadagnano il loro pane col sudore degli…. altri; i generali d'armata col valore degli altri vincono le battaglie.
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Talvolta basta ricevere un vaglia postale perchè il mondo vi creda un uomo di vaglia.
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Ingiuste ripartizioni della Provvidenza! In fatto di capitali, Dio non mi ha dato che i sette peccati!
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La carriera delle lettere è molto proficua…. alla posta.
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Ogni spada, o tosto o tardi, esce dal fodero, meno quella della giustizia.
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Può essere una ubbìa, ma ritengo che quasi tutti i moderni cantanti potrebbero ballare stupendamente ilcan-can.
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Chi ha denaro di sopravanzo può portarlo alla cassa di risparmio; chi non ha un soldo, può far risparmio della cassa.
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Per un maestro di scuola dev'essere una gran malinconia dover fare la lezione dei riempitivi a pancia vuota.
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Sono sempre disposto ad assolvere i peccati di adulterio, meno quelli degli osti che mi adulterano il vino.
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Un ammogliato in filo di vita può consolarsi al pensare che morendo tornerà celibe.
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Quand'anche illeterato, un uomo panciuto ha sempre dinanzi un gran volume.
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Malgrado i miei principi democratici, preferirei la croce di cavaliere a quella del matrimonio.
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Pochi alpinisti posson vantarsi di aver fatto tante escursioni almontecome il mio orologio.
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Dicono che questo è un portamonete: come avviene che io non ce ne trovo mai una?
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Ad un uomo onesto ogni cosa sordida e vile fa stomaco; ad una donna magra può far stomaco il cotone o la stoppa.
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Nessun uomo, nel più rigido verno, si lagnerebbe del freddo, se bastasse a schermirsene il mantello della…. ipocrisia.
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Delle elemosine raccolte per le anime purganti i preti dovrebbero far larga parte ai mariti.
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I grandi signori ristorano la loro salute tuffandosi nelle terme; il più miserabile proletario può ottenere il medesimo effetto tuffandosi…. nei debiti.
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Una bella donna e una bella fetta di manzo possono suscitare degli irresistibili appetiti carnali.
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Amo le belle lettere, e mi paiono tutte bellissime quelle che contengono dei vaglia.
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Un'oncia di olio di ricino produce quasi sempre una crisi di gabinetto.
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Spendo la metà delle mie rendite in vino ed osan dire che sono un scialaquatore!
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Piuttosto che una punta di pugnale vorrei nello stomaco riceverne una di vitello.
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I miei mezzi di esistenza li vuoto ogni sera all'osteria dell'Aquila.
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Meglio vivere due giorni in questa valle di lacrime che due secoli nella memoria dei posteri.