IL LUSSO DELLA DONNAUna questione sociale della massima importanza sta dibattendosi in Europa e in altre parti del mondo incivilito.Già da tempo i fogli francesi annunziarono istituita a Marsiglia una società di giovani scapoli, la quale si proporrebbe di correggere il soverchio lusso delle donne colla minaccia di chiudere ad esse ogni probabilità dimatrimonio. QuestaSocietà, da quanto riferiscono i giornali, avrebbe trovato numerosi proseliti in Francia e in Inghilterra, ma in nessun luogo essa ha preso a svilupparsi più rapidamente e in proporzioni così vaste come in America.—Se dobbiamo credere ad una corrispondenza da Nuova York pubblicata dalTimes, in quella città l’attitudine deiCelibi–massonisarebbe tale da produrre un vero allarme nella gentile falange delle fanciulle da marito.QuestiCelibi–massoni, così tenacemente risoluti ad astenersi dalledolcezzematrimoniali fino a quando le donne non abbiano dato prova di rinunziare al loro lusso smodato, nella sola città di Nuova York già sommano a trentacinquemila. E pare che facciano davvero; poichè nello scorso mese questa vasta e popolosa città non ha veduto celebrarsi che sessantaquattro matrimoni.Che il lusso della donna sia fomite di corruzione, causa efficientissima di squilibri economici nelle famiglie e incentivo al delitto, questa è tale verità su cui non può cadere alcun dubbio. Tutte le statistiche criminali danno ragione all’arguzia strategica di quel celebre poliziotto francese, che ad ogni annunzio di crimine, soleva esclamare:cherchêz la femme!—Dietro un furto, dietro un falso di cambiali, dietro un assassinio, dietro un suicidio, è ben raro che non si celi una donna, una giovine e capricciosa donna, avida dimoire, di gioielli, di equipaggi e fors’anche dibordeaux, dichampagnee pasticci di Strasburgo.La statistica accusa la donna inesorabilmente, e a ciò vuolsi attribuire questa singolare cospirazione del sesso forte contro il sesso debole, che ha dato origine alla setta deiCelibi–massoni.Riconoscendo, come non si può a meno di riconoscere, il grave danno che deriva alla società dal lusso sfrenato della donna, è da approvarsi neiCelibe–massonila moralità dello scopo, sebbene rimanga ancora discutibile la idoneità dei mezzi ch’essi prescelgono a conseguirlo.V’è una quistione che innanzi tutto vuol essere risolta—sapere se la donna sia sola colpevole del suo lusso, ovvero se l’uomo, se il marito in ispecie, non sia la causa prima di quegli eccessi cui si vorrebbe por freno.Prima di entrare per nostro conto in un dibattimento di tale natura, vediamo come altri lo abbia iniziato e con quale effetto. Trasportiamoci a Nuova York, e prendiamo parte all’ultimomeetingdeiCelibi–massoni, dove un individuo del sesso accusatore (il signor Gozléz di Salamba, presidente della nuova società), e un individuo del sesso accusato (miss ConninghsHevers) gettano i preliminari di questa polemica che interessa tutto il mondo.Il discorso del signor Gozléz di Salamba di tal modo viene riassunto dai giornali americani:«Signori(volgendosi alle tribune esclusivamente occupate dai membri della società):«Tutti i documenti che ci eravamo prefissi di raccogliere, per dimostrare le calamità provenienti dal lusso smodato delle donne, sono raccolti e fra poco verranno pubblicati. La infernale civetteria delle donne è divenuta il flagello della umanità.«Oggimai non è più possibile ammogliarsi ad un giovane onesto e regolato nel vivere(sensasione).«A vent’anni le giovinette esigono tal lusso, quali le madri non avrebbero mai sognato(verissimo!)Il cervello vuoto delle giovani non si nutre che di futilità dispendiose. Esse voglionoad ogni costo brillare, ignorano che la modestia è il più bel ornamento di una giovane(bravo!)e la sfacciataggiene sovviene in esse al difetto d’istruzione, che più non si curano di acquistare(approvazione). In tali condizioni, signori, qual giovine, che non possegga se non che mediocri mezzi per vivere, può avventurarsi in buona fede a prender moglie? S’egli si imbatte in una giovane fedele ai suo doveri(rara avis!)è ben certo di renderla infelice non soddisfacendo ai suoi dispendiosi gusti.»Se s’imbatte in una donna meno scrupolosa—ed è il caso più probabile—che addiviene del suo onore? A qual prezzo viene acquistato il lusso con cui si abbiglia la sua consorte?... Il marito deve intraprendere delle speculazioni superiori alle sue forze per accontentare la civetteria sempre insaziabile della sua sposa, e la sua probità finisce per naufragare. Quantiesempi non ne vediamo ogni giorno! In altri tempi vi erano delle donne che si occupavano delle cose domestiche; ve n’erano anche di quelle, che, in caso di bisogno, avrebbero prestato mano al capo di famiglia in ciò che il loro sesso comportava. Oggi avviene forse lo stesso?(no!)Le nostre donne non vogliono prendersi cura dell’andamento domestico, e preferiscono di vivere in locande o in pensioni ove la loro civetteria e la loro infingardaggine si sviluppano a tutto bell’agio e dove coll’ozio ad esse sopraggiungono i cattivi pensieri.»Il povero marito è occupato de’ suoi affari; la moglie va girovagando pei negozi, sen va a passeggiare nel Parco o nel Broadway, e non avendo nulla a fare in casa, ha mille volte il tempo e la facilità di aumentare il suo lussoquocumque modo. Quanto a lavorare a punta di dita in caso di sventura, era una cosa buona per lematrone del tempo passato. Una donna che lavora, foss’anche per nutrire i figli, non è più una lady; essa crederebbesi abbassata al livello de’ suoi domestici.»I nostri antenati si ammogliavano per avere un focolare, una famiglia, dei figli. Chi si ammoglia ai giorni nostri rischia di non avere nè l’una cosa nè l’altra. Non un focolare, perchè le nostre signorine preferiscono la vita dei corsi alla vita domestica; non una famiglia, perchè le nostre mogli non hanno nè lo spirito, nè lo istinto dell’ordine, e ve ne sono di quelle che sacrificherebbero padre e madre ad un gioiello, ad un merletto, ad un cappello, ad uncachemire; e a più forte ragione sacrificherebbero un povero diavolo di marito(risa).»Non figli, o almeno un numero limitato, perchè l’allevarli è dispendioso, perchè una signora coperta di raso e di merletti non vuol esporsi atenere un bambino sulle ginocchia, nè a lei parrebbe decente il trattare le fasce e i pannolini sudici colla mano infiorata di polvere di riso(benissimo).»Innanzi a tali fatti, di cui niuno potrebbe negare la triste realtà, non è egli conveniente, o signori, per salvare la morale e sopratutto noi stessi, di fondare un’associazione che, pel suo numero, per la solidità de’ suoi principi, dia una lezione alle nostre giovani donne di Nuova York?(sì, bravo!)Questa associazione già esiste, noi ne formiamo l’anima, ma bisogna propagarla ed estenderla. È duopo mettere le signorine stravaganti in quarantena(sì! sì!)È mestieri pertanto proclamare che noi amiamo se non altro la semplicità; che non c’è bisogno, per piacerci, di spendere per un vestito la rendita di un mese ed anche di un anno!(bravo!)Rimanendo celibi, signori, noi ci guarentiamo da un flagello cento volte più a temersi delcolera e della peste. E voi vedrete che colla nostra risoluzione costringeremo le giovani a ravvedersi. Noi possiamo fare a meno di esse, elleno non potrebbero fare a meno di noi.»Il giorno in cui il loro cuore si aprirà ai sentimenti del vero affetto, in cui il dollaro non sarà più il loro Dio; quando il buon senso sarà rientrato nel loro cervello, allora soltanto noi consentiremo a infrangere i nostri voti per immolarci nuovamente sull’altare dell’imene. Per ora, il nostro giuramento sia quello del perpetuo celibato. Morte al lusso! Viva le semplicità e l’economia! Non più matrimonio! Ecco la nostra parola d’ordine.(Applausi prolungati; tutti si precipitano in folla per congratularsi coll’oratore).A questo discorso dell’onorevole presidente delmeeting, altri ne seguirono più concitati e più violenti. Tutti i membri della società vollero prenderela parola per lanciare una rampogna, un crudele sarcasmo contro il sesso incriminato.Noi non riporteremo quelle invettive, le quali, per essere più spietate, danno una maggior evidenza ai fatti ed alle argomentazioni dell’onorevole Gozléz di Salamba.Ma perchè la questione sia posata dinanzi ai nostri lettori in guisa da escludere per parte nostra qualsivoglia sospetto di parzialità, non indugieremo a riprodurre le vivaci proteste del sesso accusato, quali pel labbro di una avvenente donna vennero formulate in una breve arringa.Miss Conninghs Hewers fu l’ultima a prendere la parola nel famosomeetingdi Nuova York e—affrettiamoci a dirlo—i maggiori applausi furono per lei. Tutta l’indignazione di un sesso calunniato trabordava dal suo volto, dai suoi sguardi, dalla sua eloquenza fulminea. La leonessa feritaruggì terribilmente, e tutta l’assemblea mascolina n’ebbe terrore.Alla fine del suo discorso, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo dalle fanciulle intervenute all’adunanza—e i molti giovani appartenenti alla setta deiCelibi–massonisi ritrassero col pentimento nel cuore.Per parte nostra non ci lasceremo influenzare da questo trionfo dell’eloquenza femminile. Riconoscendo una parte di vero nelle parole proferite dalla giovane americana in difesa del proprio sesso e in accusa del nostro, attenderemo che i nostri spiriti si ricompongano a perfetta calma per proferire un giudizio definitivo.Frattanto eccovi il discorso di miss Hewers:»Di chi è la colpa, o signori?—ecco la questione—di chi è la colpa, domanderò io colla mia debole voce di donna—poichè voi, nell’impeto cieco dei vostri risentimenti, aveteobliato che questa dovrebbe essere la prima questione!—Avete raccolto dei documenti per dimostrare le calamità provenienti dal nostro lusso—e fu inutile fatica, o signori, perchè noi siamo le prime a convenire di questa deplorabile verità.»Chi ha creato a noi donne la necessità del lusso, chi ha fomentato nei nostri cuori le ambizioni smodate? chi ci ha sospinte in questo vortice fatale che inghiotte tante vittime umane?—Voi...(tumulti e segni negativi dalle tribune massoniche). Voi... lo ripeto con tutta la mia voce, rinvigorita in questo momento dalla più ferma convinzione!.... Sì! il nostro lusso non è che una conseguenza inesorabile dei vostri disordini, delle vostre follìe—e poichè tutto si ha da dire—della vostra brutalità(sensazione).»Voi avete torto di accusare le nostre esigenze giovanili. A sedicianni non vi è fanciulla che domandi di soffocare sotto gli ornamenti artificiali le rose seducenti della sua primavera. Le fanciulle amano la semplicità—si sentono troppo forti delle loro attrattive naturali per invocare il soccorso delle stoffe e dei metalli. Una mussola di venti lire, un nastro di pochi soldi, un cappellino di paglia, due fiori—ecco ciò che domandano le fanciulle!—Tale è l’istinto di di questi giovani cuori pieni di poesia, che vi fanno l’onore—o bruti della specie mascolina—di credervi animali ragionevoli, dotati di qualche istinto gentile!»Orbene: ditemi un poco, o grossi orangotani col cappello a cilindro—qual è di voi che riveli tanto buon gusto da apprezzare il semplice e modesto abbigliamento di una giovinetta?»Le rose naturali di un freschissimo volto non hanno attrattive pervoi. Voi disdegnate i puri contorni, le forme palpitanti che si esprimono attraverso una gonnella di mussola e di lino.»Voi correte all’artificiale ed al falso. Un volto di quarant’anni ingrommato di polvere di riso e di belletto, due sopracciglia affumicate, un cumulo di capelli che non osate chiamare parrucca, una crinolina vaporosa... ecco ciò che vi attrae, ciò che voi preferite.—Voi volgete le spalle alle vergini figlie della natura, e cadete in ginocchio davanti ad una guardaroba che vuol essere una donna!—Ci rimproverate il nostro lusso, e poi andate in estasi per una stoffa di broccato, e correte a baciare dei volti che ogni mattina si fabbricano una epidermide al prezzo di venti franchi(applausi).»E quando noi diventiamo vostre mogli? È triste cosa per una donna quale io mi sono, dover rivelare certimisteri dinanzi ad un’assemblea così numerosa. Ma io lo farò, perchè l’onore del mio sesso lo esige.»Dopo aver consumato la vostra prima giovinezza nel libertinaggio e nelle crapule, corrosi dalle malattie, estenuati, qualche volta ributtanti per cicatrici ingloriose, voi ci elevate agli onori del vostro talamo glaciale, promettendoci delle dolcezze, che dopo un mese non sarete in grado di mantenerci(sensazione).»L’onorevole presidente di questa assemblea ha osato accusare la nostra sterilità. Io lo pregherei di cercare nel suo sesso le origini di questo fenomeno, d’altronde naturalissimo!(Alcuni membri dell’assemblea abbassano la testa). Quei nostri antenati che si ammogliavano per averedei figli, recavano alle loro donne dei mezzi abbastanza idonei allo scopo, non erano tanto stolti da esigere che tutto si facesse da noi.(Applausi prolungati dai banchi delle signore).»Unfocolare... unafamiglia!—Siamo noi che vi ricusiamo le intime gioie del focolare domestico? Noi che passiamo nelle case la massima parte delle giornate—noi che nei primi mesi di matrimonio vi attendiamo alla notte colla trepidazione nel cuore, che corriamo all’uscio per ogni menomo rumore nella speranza di vedervi sopraggiungere—che vegliamo spesse volte infino all’alba colle pupille lacrimose, mentre voi gozzovigliate alla bettola per rientrare briachi a infastidirci di un amplesso impotente!(Il presidente dell’assemblea nasconde la faccia sotto il banco).»E cosa venite a dirci? Qual è il conforto che voi recate al nostro amore? «Com’era bella questa sera la moglie dell’ambasciatore brasiliano col suo fulgido diadema di brillanti!... Com’era seducente la prima donna dell’opera italiana con quella suabernousetempestata di fiori d’oro!» Eosate perfino... osate rammentarci le mantenute, le cortigiane, tutta la mandra che si prostituisce... E vantando la loro civetteria, quasi ci animate a prenderne esempio!«Vi rovinate per noi! Ciò può avvenire qualche volta, ma noi viroviniamoper compiacervi. L’istigazione è partita da voi. La nostra semplicità, il nostro amore vi trova indifferenti—noi procuriamo di sedurvi, di tenervi legati a noi colle attrattive degli adornamenti, con quell’orpello che il vostro gusto pervertito apprezza più dell’oro.»Che dirò poi dei fatui mariti, dei mariti capponi, dei mariti nati cervi, i quali non d’altro si compiacciono che di esporre le loro mogli all’ammirazione del pubblico, e vogliono dire ad ogni costo: mia moglie era la meglio abbigliata alla festa—la mia signora attirava tutti gli sguardi col prestigio della suatoilette—lamia signora era l’idolo di tutti!—E poi si lagnano del lusso! E poi dicono che noi... siamo causa della loro rovina!...»Poveri cervelli vuoti che non potete riconoscere la vostra insensatezza! Noi vi rechiamo una moglie, e i vostri pensieri, le vostre sollecitudini son tutti rivolti a farne una meretrice!(Sensazione profonda).»Orbene, poichè siamo giunti a discutere le nostre ragioni ed i nostri torti, si sospendano pure le nostre relazioni.»Le fanciulle di Nuova York si associno al vostro grido:non più matrimonio!E quanti sono in America e nelle altre parti del mondo cuori di donna che sentono la propria dignità, faranno eco al nostro voto!»Rimaniamo pulzelle!—Se infino ad oggi abbiamo potuto transigere colla brutalità dei mariti nella illusione di poter incivilire questa razza—ora,dacchè essi ingratamente e stolidamente ci accusano dei loro torti, non è più lecito verun accomodamento fra i due sessi.»Vergini di Nuova York: la vostra linea è tracciata—abbominio a questi mostri che ci pervertono e ci accusano! abbominio ai mariti!»Come abbiamo detto, alla fine della arringa, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo per le strade principali di Nuova York.FINE DEL LIBRO SEGRETO.
IL LUSSO DELLA DONNAUna questione sociale della massima importanza sta dibattendosi in Europa e in altre parti del mondo incivilito.Già da tempo i fogli francesi annunziarono istituita a Marsiglia una società di giovani scapoli, la quale si proporrebbe di correggere il soverchio lusso delle donne colla minaccia di chiudere ad esse ogni probabilità dimatrimonio. QuestaSocietà, da quanto riferiscono i giornali, avrebbe trovato numerosi proseliti in Francia e in Inghilterra, ma in nessun luogo essa ha preso a svilupparsi più rapidamente e in proporzioni così vaste come in America.—Se dobbiamo credere ad una corrispondenza da Nuova York pubblicata dalTimes, in quella città l’attitudine deiCelibi–massonisarebbe tale da produrre un vero allarme nella gentile falange delle fanciulle da marito.QuestiCelibi–massoni, così tenacemente risoluti ad astenersi dalledolcezzematrimoniali fino a quando le donne non abbiano dato prova di rinunziare al loro lusso smodato, nella sola città di Nuova York già sommano a trentacinquemila. E pare che facciano davvero; poichè nello scorso mese questa vasta e popolosa città non ha veduto celebrarsi che sessantaquattro matrimoni.Che il lusso della donna sia fomite di corruzione, causa efficientissima di squilibri economici nelle famiglie e incentivo al delitto, questa è tale verità su cui non può cadere alcun dubbio. Tutte le statistiche criminali danno ragione all’arguzia strategica di quel celebre poliziotto francese, che ad ogni annunzio di crimine, soleva esclamare:cherchêz la femme!—Dietro un furto, dietro un falso di cambiali, dietro un assassinio, dietro un suicidio, è ben raro che non si celi una donna, una giovine e capricciosa donna, avida dimoire, di gioielli, di equipaggi e fors’anche dibordeaux, dichampagnee pasticci di Strasburgo.La statistica accusa la donna inesorabilmente, e a ciò vuolsi attribuire questa singolare cospirazione del sesso forte contro il sesso debole, che ha dato origine alla setta deiCelibi–massoni.Riconoscendo, come non si può a meno di riconoscere, il grave danno che deriva alla società dal lusso sfrenato della donna, è da approvarsi neiCelibe–massonila moralità dello scopo, sebbene rimanga ancora discutibile la idoneità dei mezzi ch’essi prescelgono a conseguirlo.V’è una quistione che innanzi tutto vuol essere risolta—sapere se la donna sia sola colpevole del suo lusso, ovvero se l’uomo, se il marito in ispecie, non sia la causa prima di quegli eccessi cui si vorrebbe por freno.Prima di entrare per nostro conto in un dibattimento di tale natura, vediamo come altri lo abbia iniziato e con quale effetto. Trasportiamoci a Nuova York, e prendiamo parte all’ultimomeetingdeiCelibi–massoni, dove un individuo del sesso accusatore (il signor Gozléz di Salamba, presidente della nuova società), e un individuo del sesso accusato (miss ConninghsHevers) gettano i preliminari di questa polemica che interessa tutto il mondo.Il discorso del signor Gozléz di Salamba di tal modo viene riassunto dai giornali americani:«Signori(volgendosi alle tribune esclusivamente occupate dai membri della società):«Tutti i documenti che ci eravamo prefissi di raccogliere, per dimostrare le calamità provenienti dal lusso smodato delle donne, sono raccolti e fra poco verranno pubblicati. La infernale civetteria delle donne è divenuta il flagello della umanità.«Oggimai non è più possibile ammogliarsi ad un giovane onesto e regolato nel vivere(sensasione).«A vent’anni le giovinette esigono tal lusso, quali le madri non avrebbero mai sognato(verissimo!)Il cervello vuoto delle giovani non si nutre che di futilità dispendiose. Esse voglionoad ogni costo brillare, ignorano che la modestia è il più bel ornamento di una giovane(bravo!)e la sfacciataggiene sovviene in esse al difetto d’istruzione, che più non si curano di acquistare(approvazione). In tali condizioni, signori, qual giovine, che non possegga se non che mediocri mezzi per vivere, può avventurarsi in buona fede a prender moglie? S’egli si imbatte in una giovane fedele ai suo doveri(rara avis!)è ben certo di renderla infelice non soddisfacendo ai suoi dispendiosi gusti.»Se s’imbatte in una donna meno scrupolosa—ed è il caso più probabile—che addiviene del suo onore? A qual prezzo viene acquistato il lusso con cui si abbiglia la sua consorte?... Il marito deve intraprendere delle speculazioni superiori alle sue forze per accontentare la civetteria sempre insaziabile della sua sposa, e la sua probità finisce per naufragare. Quantiesempi non ne vediamo ogni giorno! In altri tempi vi erano delle donne che si occupavano delle cose domestiche; ve n’erano anche di quelle, che, in caso di bisogno, avrebbero prestato mano al capo di famiglia in ciò che il loro sesso comportava. Oggi avviene forse lo stesso?(no!)Le nostre donne non vogliono prendersi cura dell’andamento domestico, e preferiscono di vivere in locande o in pensioni ove la loro civetteria e la loro infingardaggine si sviluppano a tutto bell’agio e dove coll’ozio ad esse sopraggiungono i cattivi pensieri.»Il povero marito è occupato de’ suoi affari; la moglie va girovagando pei negozi, sen va a passeggiare nel Parco o nel Broadway, e non avendo nulla a fare in casa, ha mille volte il tempo e la facilità di aumentare il suo lussoquocumque modo. Quanto a lavorare a punta di dita in caso di sventura, era una cosa buona per lematrone del tempo passato. Una donna che lavora, foss’anche per nutrire i figli, non è più una lady; essa crederebbesi abbassata al livello de’ suoi domestici.»I nostri antenati si ammogliavano per avere un focolare, una famiglia, dei figli. Chi si ammoglia ai giorni nostri rischia di non avere nè l’una cosa nè l’altra. Non un focolare, perchè le nostre signorine preferiscono la vita dei corsi alla vita domestica; non una famiglia, perchè le nostre mogli non hanno nè lo spirito, nè lo istinto dell’ordine, e ve ne sono di quelle che sacrificherebbero padre e madre ad un gioiello, ad un merletto, ad un cappello, ad uncachemire; e a più forte ragione sacrificherebbero un povero diavolo di marito(risa).»Non figli, o almeno un numero limitato, perchè l’allevarli è dispendioso, perchè una signora coperta di raso e di merletti non vuol esporsi atenere un bambino sulle ginocchia, nè a lei parrebbe decente il trattare le fasce e i pannolini sudici colla mano infiorata di polvere di riso(benissimo).»Innanzi a tali fatti, di cui niuno potrebbe negare la triste realtà, non è egli conveniente, o signori, per salvare la morale e sopratutto noi stessi, di fondare un’associazione che, pel suo numero, per la solidità de’ suoi principi, dia una lezione alle nostre giovani donne di Nuova York?(sì, bravo!)Questa associazione già esiste, noi ne formiamo l’anima, ma bisogna propagarla ed estenderla. È duopo mettere le signorine stravaganti in quarantena(sì! sì!)È mestieri pertanto proclamare che noi amiamo se non altro la semplicità; che non c’è bisogno, per piacerci, di spendere per un vestito la rendita di un mese ed anche di un anno!(bravo!)Rimanendo celibi, signori, noi ci guarentiamo da un flagello cento volte più a temersi delcolera e della peste. E voi vedrete che colla nostra risoluzione costringeremo le giovani a ravvedersi. Noi possiamo fare a meno di esse, elleno non potrebbero fare a meno di noi.»Il giorno in cui il loro cuore si aprirà ai sentimenti del vero affetto, in cui il dollaro non sarà più il loro Dio; quando il buon senso sarà rientrato nel loro cervello, allora soltanto noi consentiremo a infrangere i nostri voti per immolarci nuovamente sull’altare dell’imene. Per ora, il nostro giuramento sia quello del perpetuo celibato. Morte al lusso! Viva le semplicità e l’economia! Non più matrimonio! Ecco la nostra parola d’ordine.(Applausi prolungati; tutti si precipitano in folla per congratularsi coll’oratore).A questo discorso dell’onorevole presidente delmeeting, altri ne seguirono più concitati e più violenti. Tutti i membri della società vollero prenderela parola per lanciare una rampogna, un crudele sarcasmo contro il sesso incriminato.Noi non riporteremo quelle invettive, le quali, per essere più spietate, danno una maggior evidenza ai fatti ed alle argomentazioni dell’onorevole Gozléz di Salamba.Ma perchè la questione sia posata dinanzi ai nostri lettori in guisa da escludere per parte nostra qualsivoglia sospetto di parzialità, non indugieremo a riprodurre le vivaci proteste del sesso accusato, quali pel labbro di una avvenente donna vennero formulate in una breve arringa.Miss Conninghs Hewers fu l’ultima a prendere la parola nel famosomeetingdi Nuova York e—affrettiamoci a dirlo—i maggiori applausi furono per lei. Tutta l’indignazione di un sesso calunniato trabordava dal suo volto, dai suoi sguardi, dalla sua eloquenza fulminea. La leonessa feritaruggì terribilmente, e tutta l’assemblea mascolina n’ebbe terrore.Alla fine del suo discorso, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo dalle fanciulle intervenute all’adunanza—e i molti giovani appartenenti alla setta deiCelibi–massonisi ritrassero col pentimento nel cuore.Per parte nostra non ci lasceremo influenzare da questo trionfo dell’eloquenza femminile. Riconoscendo una parte di vero nelle parole proferite dalla giovane americana in difesa del proprio sesso e in accusa del nostro, attenderemo che i nostri spiriti si ricompongano a perfetta calma per proferire un giudizio definitivo.Frattanto eccovi il discorso di miss Hewers:»Di chi è la colpa, o signori?—ecco la questione—di chi è la colpa, domanderò io colla mia debole voce di donna—poichè voi, nell’impeto cieco dei vostri risentimenti, aveteobliato che questa dovrebbe essere la prima questione!—Avete raccolto dei documenti per dimostrare le calamità provenienti dal nostro lusso—e fu inutile fatica, o signori, perchè noi siamo le prime a convenire di questa deplorabile verità.»Chi ha creato a noi donne la necessità del lusso, chi ha fomentato nei nostri cuori le ambizioni smodate? chi ci ha sospinte in questo vortice fatale che inghiotte tante vittime umane?—Voi...(tumulti e segni negativi dalle tribune massoniche). Voi... lo ripeto con tutta la mia voce, rinvigorita in questo momento dalla più ferma convinzione!.... Sì! il nostro lusso non è che una conseguenza inesorabile dei vostri disordini, delle vostre follìe—e poichè tutto si ha da dire—della vostra brutalità(sensazione).»Voi avete torto di accusare le nostre esigenze giovanili. A sedicianni non vi è fanciulla che domandi di soffocare sotto gli ornamenti artificiali le rose seducenti della sua primavera. Le fanciulle amano la semplicità—si sentono troppo forti delle loro attrattive naturali per invocare il soccorso delle stoffe e dei metalli. Una mussola di venti lire, un nastro di pochi soldi, un cappellino di paglia, due fiori—ecco ciò che domandano le fanciulle!—Tale è l’istinto di di questi giovani cuori pieni di poesia, che vi fanno l’onore—o bruti della specie mascolina—di credervi animali ragionevoli, dotati di qualche istinto gentile!»Orbene: ditemi un poco, o grossi orangotani col cappello a cilindro—qual è di voi che riveli tanto buon gusto da apprezzare il semplice e modesto abbigliamento di una giovinetta?»Le rose naturali di un freschissimo volto non hanno attrattive pervoi. Voi disdegnate i puri contorni, le forme palpitanti che si esprimono attraverso una gonnella di mussola e di lino.»Voi correte all’artificiale ed al falso. Un volto di quarant’anni ingrommato di polvere di riso e di belletto, due sopracciglia affumicate, un cumulo di capelli che non osate chiamare parrucca, una crinolina vaporosa... ecco ciò che vi attrae, ciò che voi preferite.—Voi volgete le spalle alle vergini figlie della natura, e cadete in ginocchio davanti ad una guardaroba che vuol essere una donna!—Ci rimproverate il nostro lusso, e poi andate in estasi per una stoffa di broccato, e correte a baciare dei volti che ogni mattina si fabbricano una epidermide al prezzo di venti franchi(applausi).»E quando noi diventiamo vostre mogli? È triste cosa per una donna quale io mi sono, dover rivelare certimisteri dinanzi ad un’assemblea così numerosa. Ma io lo farò, perchè l’onore del mio sesso lo esige.»Dopo aver consumato la vostra prima giovinezza nel libertinaggio e nelle crapule, corrosi dalle malattie, estenuati, qualche volta ributtanti per cicatrici ingloriose, voi ci elevate agli onori del vostro talamo glaciale, promettendoci delle dolcezze, che dopo un mese non sarete in grado di mantenerci(sensazione).»L’onorevole presidente di questa assemblea ha osato accusare la nostra sterilità. Io lo pregherei di cercare nel suo sesso le origini di questo fenomeno, d’altronde naturalissimo!(Alcuni membri dell’assemblea abbassano la testa). Quei nostri antenati che si ammogliavano per averedei figli, recavano alle loro donne dei mezzi abbastanza idonei allo scopo, non erano tanto stolti da esigere che tutto si facesse da noi.(Applausi prolungati dai banchi delle signore).»Unfocolare... unafamiglia!—Siamo noi che vi ricusiamo le intime gioie del focolare domestico? Noi che passiamo nelle case la massima parte delle giornate—noi che nei primi mesi di matrimonio vi attendiamo alla notte colla trepidazione nel cuore, che corriamo all’uscio per ogni menomo rumore nella speranza di vedervi sopraggiungere—che vegliamo spesse volte infino all’alba colle pupille lacrimose, mentre voi gozzovigliate alla bettola per rientrare briachi a infastidirci di un amplesso impotente!(Il presidente dell’assemblea nasconde la faccia sotto il banco).»E cosa venite a dirci? Qual è il conforto che voi recate al nostro amore? «Com’era bella questa sera la moglie dell’ambasciatore brasiliano col suo fulgido diadema di brillanti!... Com’era seducente la prima donna dell’opera italiana con quella suabernousetempestata di fiori d’oro!» Eosate perfino... osate rammentarci le mantenute, le cortigiane, tutta la mandra che si prostituisce... E vantando la loro civetteria, quasi ci animate a prenderne esempio!«Vi rovinate per noi! Ciò può avvenire qualche volta, ma noi viroviniamoper compiacervi. L’istigazione è partita da voi. La nostra semplicità, il nostro amore vi trova indifferenti—noi procuriamo di sedurvi, di tenervi legati a noi colle attrattive degli adornamenti, con quell’orpello che il vostro gusto pervertito apprezza più dell’oro.»Che dirò poi dei fatui mariti, dei mariti capponi, dei mariti nati cervi, i quali non d’altro si compiacciono che di esporre le loro mogli all’ammirazione del pubblico, e vogliono dire ad ogni costo: mia moglie era la meglio abbigliata alla festa—la mia signora attirava tutti gli sguardi col prestigio della suatoilette—lamia signora era l’idolo di tutti!—E poi si lagnano del lusso! E poi dicono che noi... siamo causa della loro rovina!...»Poveri cervelli vuoti che non potete riconoscere la vostra insensatezza! Noi vi rechiamo una moglie, e i vostri pensieri, le vostre sollecitudini son tutti rivolti a farne una meretrice!(Sensazione profonda).»Orbene, poichè siamo giunti a discutere le nostre ragioni ed i nostri torti, si sospendano pure le nostre relazioni.»Le fanciulle di Nuova York si associno al vostro grido:non più matrimonio!E quanti sono in America e nelle altre parti del mondo cuori di donna che sentono la propria dignità, faranno eco al nostro voto!»Rimaniamo pulzelle!—Se infino ad oggi abbiamo potuto transigere colla brutalità dei mariti nella illusione di poter incivilire questa razza—ora,dacchè essi ingratamente e stolidamente ci accusano dei loro torti, non è più lecito verun accomodamento fra i due sessi.»Vergini di Nuova York: la vostra linea è tracciata—abbominio a questi mostri che ci pervertono e ci accusano! abbominio ai mariti!»Come abbiamo detto, alla fine della arringa, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo per le strade principali di Nuova York.FINE DEL LIBRO SEGRETO.
Una questione sociale della massima importanza sta dibattendosi in Europa e in altre parti del mondo incivilito.
Già da tempo i fogli francesi annunziarono istituita a Marsiglia una società di giovani scapoli, la quale si proporrebbe di correggere il soverchio lusso delle donne colla minaccia di chiudere ad esse ogni probabilità dimatrimonio. QuestaSocietà, da quanto riferiscono i giornali, avrebbe trovato numerosi proseliti in Francia e in Inghilterra, ma in nessun luogo essa ha preso a svilupparsi più rapidamente e in proporzioni così vaste come in America.—Se dobbiamo credere ad una corrispondenza da Nuova York pubblicata dalTimes, in quella città l’attitudine deiCelibi–massonisarebbe tale da produrre un vero allarme nella gentile falange delle fanciulle da marito.
QuestiCelibi–massoni, così tenacemente risoluti ad astenersi dalledolcezzematrimoniali fino a quando le donne non abbiano dato prova di rinunziare al loro lusso smodato, nella sola città di Nuova York già sommano a trentacinquemila. E pare che facciano davvero; poichè nello scorso mese questa vasta e popolosa città non ha veduto celebrarsi che sessantaquattro matrimoni.
Che il lusso della donna sia fomite di corruzione, causa efficientissima di squilibri economici nelle famiglie e incentivo al delitto, questa è tale verità su cui non può cadere alcun dubbio. Tutte le statistiche criminali danno ragione all’arguzia strategica di quel celebre poliziotto francese, che ad ogni annunzio di crimine, soleva esclamare:cherchêz la femme!—Dietro un furto, dietro un falso di cambiali, dietro un assassinio, dietro un suicidio, è ben raro che non si celi una donna, una giovine e capricciosa donna, avida dimoire, di gioielli, di equipaggi e fors’anche dibordeaux, dichampagnee pasticci di Strasburgo.
La statistica accusa la donna inesorabilmente, e a ciò vuolsi attribuire questa singolare cospirazione del sesso forte contro il sesso debole, che ha dato origine alla setta deiCelibi–massoni.
Riconoscendo, come non si può a meno di riconoscere, il grave danno che deriva alla società dal lusso sfrenato della donna, è da approvarsi neiCelibe–massonila moralità dello scopo, sebbene rimanga ancora discutibile la idoneità dei mezzi ch’essi prescelgono a conseguirlo.
V’è una quistione che innanzi tutto vuol essere risolta—sapere se la donna sia sola colpevole del suo lusso, ovvero se l’uomo, se il marito in ispecie, non sia la causa prima di quegli eccessi cui si vorrebbe por freno.
Prima di entrare per nostro conto in un dibattimento di tale natura, vediamo come altri lo abbia iniziato e con quale effetto. Trasportiamoci a Nuova York, e prendiamo parte all’ultimomeetingdeiCelibi–massoni, dove un individuo del sesso accusatore (il signor Gozléz di Salamba, presidente della nuova società), e un individuo del sesso accusato (miss ConninghsHevers) gettano i preliminari di questa polemica che interessa tutto il mondo.
Il discorso del signor Gozléz di Salamba di tal modo viene riassunto dai giornali americani:
«Signori(volgendosi alle tribune esclusivamente occupate dai membri della società):
«Tutti i documenti che ci eravamo prefissi di raccogliere, per dimostrare le calamità provenienti dal lusso smodato delle donne, sono raccolti e fra poco verranno pubblicati. La infernale civetteria delle donne è divenuta il flagello della umanità.
«Oggimai non è più possibile ammogliarsi ad un giovane onesto e regolato nel vivere(sensasione).
«A vent’anni le giovinette esigono tal lusso, quali le madri non avrebbero mai sognato(verissimo!)Il cervello vuoto delle giovani non si nutre che di futilità dispendiose. Esse voglionoad ogni costo brillare, ignorano che la modestia è il più bel ornamento di una giovane(bravo!)e la sfacciataggiene sovviene in esse al difetto d’istruzione, che più non si curano di acquistare(approvazione). In tali condizioni, signori, qual giovine, che non possegga se non che mediocri mezzi per vivere, può avventurarsi in buona fede a prender moglie? S’egli si imbatte in una giovane fedele ai suo doveri(rara avis!)è ben certo di renderla infelice non soddisfacendo ai suoi dispendiosi gusti.
»Se s’imbatte in una donna meno scrupolosa—ed è il caso più probabile—che addiviene del suo onore? A qual prezzo viene acquistato il lusso con cui si abbiglia la sua consorte?... Il marito deve intraprendere delle speculazioni superiori alle sue forze per accontentare la civetteria sempre insaziabile della sua sposa, e la sua probità finisce per naufragare. Quantiesempi non ne vediamo ogni giorno! In altri tempi vi erano delle donne che si occupavano delle cose domestiche; ve n’erano anche di quelle, che, in caso di bisogno, avrebbero prestato mano al capo di famiglia in ciò che il loro sesso comportava. Oggi avviene forse lo stesso?(no!)Le nostre donne non vogliono prendersi cura dell’andamento domestico, e preferiscono di vivere in locande o in pensioni ove la loro civetteria e la loro infingardaggine si sviluppano a tutto bell’agio e dove coll’ozio ad esse sopraggiungono i cattivi pensieri.
»Il povero marito è occupato de’ suoi affari; la moglie va girovagando pei negozi, sen va a passeggiare nel Parco o nel Broadway, e non avendo nulla a fare in casa, ha mille volte il tempo e la facilità di aumentare il suo lussoquocumque modo. Quanto a lavorare a punta di dita in caso di sventura, era una cosa buona per lematrone del tempo passato. Una donna che lavora, foss’anche per nutrire i figli, non è più una lady; essa crederebbesi abbassata al livello de’ suoi domestici.
»I nostri antenati si ammogliavano per avere un focolare, una famiglia, dei figli. Chi si ammoglia ai giorni nostri rischia di non avere nè l’una cosa nè l’altra. Non un focolare, perchè le nostre signorine preferiscono la vita dei corsi alla vita domestica; non una famiglia, perchè le nostre mogli non hanno nè lo spirito, nè lo istinto dell’ordine, e ve ne sono di quelle che sacrificherebbero padre e madre ad un gioiello, ad un merletto, ad un cappello, ad uncachemire; e a più forte ragione sacrificherebbero un povero diavolo di marito(risa).
»Non figli, o almeno un numero limitato, perchè l’allevarli è dispendioso, perchè una signora coperta di raso e di merletti non vuol esporsi atenere un bambino sulle ginocchia, nè a lei parrebbe decente il trattare le fasce e i pannolini sudici colla mano infiorata di polvere di riso(benissimo).
»Innanzi a tali fatti, di cui niuno potrebbe negare la triste realtà, non è egli conveniente, o signori, per salvare la morale e sopratutto noi stessi, di fondare un’associazione che, pel suo numero, per la solidità de’ suoi principi, dia una lezione alle nostre giovani donne di Nuova York?(sì, bravo!)Questa associazione già esiste, noi ne formiamo l’anima, ma bisogna propagarla ed estenderla. È duopo mettere le signorine stravaganti in quarantena(sì! sì!)È mestieri pertanto proclamare che noi amiamo se non altro la semplicità; che non c’è bisogno, per piacerci, di spendere per un vestito la rendita di un mese ed anche di un anno!(bravo!)Rimanendo celibi, signori, noi ci guarentiamo da un flagello cento volte più a temersi delcolera e della peste. E voi vedrete che colla nostra risoluzione costringeremo le giovani a ravvedersi. Noi possiamo fare a meno di esse, elleno non potrebbero fare a meno di noi.
»Il giorno in cui il loro cuore si aprirà ai sentimenti del vero affetto, in cui il dollaro non sarà più il loro Dio; quando il buon senso sarà rientrato nel loro cervello, allora soltanto noi consentiremo a infrangere i nostri voti per immolarci nuovamente sull’altare dell’imene. Per ora, il nostro giuramento sia quello del perpetuo celibato. Morte al lusso! Viva le semplicità e l’economia! Non più matrimonio! Ecco la nostra parola d’ordine.(Applausi prolungati; tutti si precipitano in folla per congratularsi coll’oratore).
A questo discorso dell’onorevole presidente delmeeting, altri ne seguirono più concitati e più violenti. Tutti i membri della società vollero prenderela parola per lanciare una rampogna, un crudele sarcasmo contro il sesso incriminato.
Noi non riporteremo quelle invettive, le quali, per essere più spietate, danno una maggior evidenza ai fatti ed alle argomentazioni dell’onorevole Gozléz di Salamba.
Ma perchè la questione sia posata dinanzi ai nostri lettori in guisa da escludere per parte nostra qualsivoglia sospetto di parzialità, non indugieremo a riprodurre le vivaci proteste del sesso accusato, quali pel labbro di una avvenente donna vennero formulate in una breve arringa.
Miss Conninghs Hewers fu l’ultima a prendere la parola nel famosomeetingdi Nuova York e—affrettiamoci a dirlo—i maggiori applausi furono per lei. Tutta l’indignazione di un sesso calunniato trabordava dal suo volto, dai suoi sguardi, dalla sua eloquenza fulminea. La leonessa feritaruggì terribilmente, e tutta l’assemblea mascolina n’ebbe terrore.
Alla fine del suo discorso, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo dalle fanciulle intervenute all’adunanza—e i molti giovani appartenenti alla setta deiCelibi–massonisi ritrassero col pentimento nel cuore.
Per parte nostra non ci lasceremo influenzare da questo trionfo dell’eloquenza femminile. Riconoscendo una parte di vero nelle parole proferite dalla giovane americana in difesa del proprio sesso e in accusa del nostro, attenderemo che i nostri spiriti si ricompongano a perfetta calma per proferire un giudizio definitivo.
Frattanto eccovi il discorso di miss Hewers:
»Di chi è la colpa, o signori?—ecco la questione—di chi è la colpa, domanderò io colla mia debole voce di donna—poichè voi, nell’impeto cieco dei vostri risentimenti, aveteobliato che questa dovrebbe essere la prima questione!—Avete raccolto dei documenti per dimostrare le calamità provenienti dal nostro lusso—e fu inutile fatica, o signori, perchè noi siamo le prime a convenire di questa deplorabile verità.
»Chi ha creato a noi donne la necessità del lusso, chi ha fomentato nei nostri cuori le ambizioni smodate? chi ci ha sospinte in questo vortice fatale che inghiotte tante vittime umane?—Voi...(tumulti e segni negativi dalle tribune massoniche). Voi... lo ripeto con tutta la mia voce, rinvigorita in questo momento dalla più ferma convinzione!.... Sì! il nostro lusso non è che una conseguenza inesorabile dei vostri disordini, delle vostre follìe—e poichè tutto si ha da dire—della vostra brutalità(sensazione).
»Voi avete torto di accusare le nostre esigenze giovanili. A sedicianni non vi è fanciulla che domandi di soffocare sotto gli ornamenti artificiali le rose seducenti della sua primavera. Le fanciulle amano la semplicità—si sentono troppo forti delle loro attrattive naturali per invocare il soccorso delle stoffe e dei metalli. Una mussola di venti lire, un nastro di pochi soldi, un cappellino di paglia, due fiori—ecco ciò che domandano le fanciulle!—Tale è l’istinto di di questi giovani cuori pieni di poesia, che vi fanno l’onore—o bruti della specie mascolina—di credervi animali ragionevoli, dotati di qualche istinto gentile!
»Orbene: ditemi un poco, o grossi orangotani col cappello a cilindro—qual è di voi che riveli tanto buon gusto da apprezzare il semplice e modesto abbigliamento di una giovinetta?
»Le rose naturali di un freschissimo volto non hanno attrattive pervoi. Voi disdegnate i puri contorni, le forme palpitanti che si esprimono attraverso una gonnella di mussola e di lino.
»Voi correte all’artificiale ed al falso. Un volto di quarant’anni ingrommato di polvere di riso e di belletto, due sopracciglia affumicate, un cumulo di capelli che non osate chiamare parrucca, una crinolina vaporosa... ecco ciò che vi attrae, ciò che voi preferite.—Voi volgete le spalle alle vergini figlie della natura, e cadete in ginocchio davanti ad una guardaroba che vuol essere una donna!—Ci rimproverate il nostro lusso, e poi andate in estasi per una stoffa di broccato, e correte a baciare dei volti che ogni mattina si fabbricano una epidermide al prezzo di venti franchi(applausi).
»E quando noi diventiamo vostre mogli? È triste cosa per una donna quale io mi sono, dover rivelare certimisteri dinanzi ad un’assemblea così numerosa. Ma io lo farò, perchè l’onore del mio sesso lo esige.
»Dopo aver consumato la vostra prima giovinezza nel libertinaggio e nelle crapule, corrosi dalle malattie, estenuati, qualche volta ributtanti per cicatrici ingloriose, voi ci elevate agli onori del vostro talamo glaciale, promettendoci delle dolcezze, che dopo un mese non sarete in grado di mantenerci(sensazione).
»L’onorevole presidente di questa assemblea ha osato accusare la nostra sterilità. Io lo pregherei di cercare nel suo sesso le origini di questo fenomeno, d’altronde naturalissimo!(Alcuni membri dell’assemblea abbassano la testa). Quei nostri antenati che si ammogliavano per averedei figli, recavano alle loro donne dei mezzi abbastanza idonei allo scopo, non erano tanto stolti da esigere che tutto si facesse da noi.(Applausi prolungati dai banchi delle signore).
»Unfocolare... unafamiglia!—Siamo noi che vi ricusiamo le intime gioie del focolare domestico? Noi che passiamo nelle case la massima parte delle giornate—noi che nei primi mesi di matrimonio vi attendiamo alla notte colla trepidazione nel cuore, che corriamo all’uscio per ogni menomo rumore nella speranza di vedervi sopraggiungere—che vegliamo spesse volte infino all’alba colle pupille lacrimose, mentre voi gozzovigliate alla bettola per rientrare briachi a infastidirci di un amplesso impotente!(Il presidente dell’assemblea nasconde la faccia sotto il banco).
»E cosa venite a dirci? Qual è il conforto che voi recate al nostro amore? «Com’era bella questa sera la moglie dell’ambasciatore brasiliano col suo fulgido diadema di brillanti!... Com’era seducente la prima donna dell’opera italiana con quella suabernousetempestata di fiori d’oro!» Eosate perfino... osate rammentarci le mantenute, le cortigiane, tutta la mandra che si prostituisce... E vantando la loro civetteria, quasi ci animate a prenderne esempio!
«Vi rovinate per noi! Ciò può avvenire qualche volta, ma noi viroviniamoper compiacervi. L’istigazione è partita da voi. La nostra semplicità, il nostro amore vi trova indifferenti—noi procuriamo di sedurvi, di tenervi legati a noi colle attrattive degli adornamenti, con quell’orpello che il vostro gusto pervertito apprezza più dell’oro.
»Che dirò poi dei fatui mariti, dei mariti capponi, dei mariti nati cervi, i quali non d’altro si compiacciono che di esporre le loro mogli all’ammirazione del pubblico, e vogliono dire ad ogni costo: mia moglie era la meglio abbigliata alla festa—la mia signora attirava tutti gli sguardi col prestigio della suatoilette—lamia signora era l’idolo di tutti!—E poi si lagnano del lusso! E poi dicono che noi... siamo causa della loro rovina!...
»Poveri cervelli vuoti che non potete riconoscere la vostra insensatezza! Noi vi rechiamo una moglie, e i vostri pensieri, le vostre sollecitudini son tutti rivolti a farne una meretrice!(Sensazione profonda).
»Orbene, poichè siamo giunti a discutere le nostre ragioni ed i nostri torti, si sospendano pure le nostre relazioni.
»Le fanciulle di Nuova York si associno al vostro grido:non più matrimonio!E quanti sono in America e nelle altre parti del mondo cuori di donna che sentono la propria dignità, faranno eco al nostro voto!
»Rimaniamo pulzelle!—Se infino ad oggi abbiamo potuto transigere colla brutalità dei mariti nella illusione di poter incivilire questa razza—ora,dacchè essi ingratamente e stolidamente ci accusano dei loro torti, non è più lecito verun accomodamento fra i due sessi.
»Vergini di Nuova York: la vostra linea è tracciata—abbominio a questi mostri che ci pervertono e ci accusano! abbominio ai mariti!»
Come abbiamo detto, alla fine della arringa, miss Conninghs Hewers fu portata in trionfo per le strade principali di Nuova York.
FINE DEL LIBRO SEGRETO.