NOTE:[1]Nell’atrio del palazzo municipale di Genova si legge la seguente iscrizione:affinchè non muoia l’esempiodi Maria e Caterina sorelle Avegnoche all’italiche schiereveleggianti alla tauridee sospesetra le vampe delCresuse gli abissi del pelagoremigarono soccorritricitra quelle diverse generazioni di morteil terzo congresso operaio1855.[2]Purgatorio, c. VIII.[3]Paradiso, c. II[4]B. Graser,De Re Navali veterum, Berlino 1864.[5]C. De Paenis.[6]Guglielmotti,Storia della marina pontificia, V. 1, pag. 350.[7]E l’Ariosto:Rimedio a questo il buon nocchiero trovaChe comandagittar per poppa spere.[8]Nautica mediterranea, Roma 1607.[9]L’Armata navale, Roma 1607.[10]Nautica rilucente, Venezia 1700.[11]Fincati,Dizionario di marina, pag. 25-26.[12]Costa.Colombo, Lib. VI.[13]Guglielmotti.La guerra dei Pirati, vol.i, pag. 169-80.[14]Sulle vocilandraebigotta, v. Guglielmotti—Delle due navi romaneecc. pag. 52.[15]...e sì pigiati ai legniChe si faccian da lor canale e stazzo.Eneid.lib. X.[16]E caluma le gomene e fa provaDi due terzi nel corso ritenere.Ariosto,Orlan. Fur.[17]Infer. c. XIV.—Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, v. 2, pag. 303-1.[18]Guglielmotti,Delle due navi romane ecc.pag. 55.[19]Id.Delle due navi romane ecc., pag. 96, in nota.[20]Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, vol. 1, pag. 223.[21]Voce dialettale che suona:lamento,protesta a bassa voce:borbottare.[22]Stimo prezzo dell’opera il qui riferire il programma di Concorso alLibro del Marinaio italiano.Il Comitato Ligure per l’educazione del popolo, che già fondava a beneficio della gente di mare unaBiblioteca Circolante marittima, nel raccogliere d’ogni parte le opere che avvisava più acconcie alla coltura di questa numerosa classe di cittadini, ha dovuto convincersi, che non pur l’italiana, ma non una delle moderne letterature europee possiede un manuale, che sia come il compendio delle glorie e dei costumi degli uomini di mare, non che delle cognizioni che tornano lor necessarie. A riempiere questa lacuna intende il libro di cui si apre ora il concorso. L’opera sarà divisa in tre parti, cioè laStoria,la Vita e la Scienzadel marinaio, che costituiscono tre diversi concorsi, con l’assegnazione di tre premî speciali.Parte I.La Storia.—Conterrà una serie di biografie de’ nostri più illustri navigatori, ordinate allo scopo di far conoscere ad un tempo la gloriosa partecipazione degli Italiani nelle più insigni scoperte e ne’ più memorandi fatti marittimi, e le virtù per cui salirono in onoranza e meritarono che la storia conservasse i nomi loro.Parte II.La Vita.—Questa seconda parte dell’opera ha per iscopo non solo la narrazione delle multiformi peregrinazioni e vicende del marinaio: ma intende anzitutto a dipingerlo quando reduce al natio focolare, stringe intorno a sè la sua famigliuola, e con le virtù proprie della sua professione ne cura l’educazione e il felice avvenire.Parte III.La Scienza.—Per questa terza parte la Società nostra fa speciale appello agli uomini tecnici, dovendosi in essa per sommi capi, con istile facile e piano e nelle forme le più popolari, accennare ai principali elementi di quelle cognizioni che son proprie delle classi marinaresche, e che riguardano nelle loro pratiche applicazioni la nautica, la meteorologia, la geografia, la costruzione, l’attrezzatura, le macchine a vapore, il linguaggio nautico, l’igiene navale e infine tutto ciò che s’attiene alle cose di mare.Genova 1 marzo 1870.Il PresidenteE. Celesia.Parecchi anni appresso, cioè nel 1879, il mio illustre amico comm. Daniele Morchio dava fuoriIl Marinaio Italiano, in cui mise in chiaro le glorie più belle della nostra marina.[23]Tempesta.[24]In portu naufragium facere.[25]Cioè: erra nel giudicare del fatto altrui, trovandovisi fuori. Ilradicadella Raccolta toscana è un errore massiccio. Vedi Pasqualigo:Proverbi veneti, pag. 141.[26]Senza senno e prudenza, le belle parole son fiato sprecato.—Auxilio, non verbis opus.[27]Dove va il più, può andare anche il meno.[28]Cioè; i mezzi ordinarî non giovano a un affare o ad uom rovinato.[29]Zavorra.[30]E Ovidio:Dum licet et spirant flamina, navis eat. Fast. IV.[31]Cioè, tirando a se.Tirar l’acqua al suo molino.[32]Trovo in Pier delle Vigne:Com’uom ch’è in mare ed ha speme di gireQuando vede lo tempo, ed ello spanna;cioè, spiega le vele.[33]Più vale un solo ad impedire un negozio, che molti a condurlo a buon fine.[34]Forse dal virgiliano—insula portum Efficit.[35]Cioè disoccupato.[36]Chiasso.[37]Chi scampa nel comun danno, si trova infine aver di peggio.[38]Purg.C. XXII.[39]Cave tibi ab aquis silentibus.[40]Togna: matassa di fili cui s’appendono gli ami.[41]Dicesi di cosa prematura.[42]Non lasciarsi scoraggiare dalla mala riuscita delle prime calate della rete.[43]Far del bene a un ingrato.[44]Non v’ha chi non erri, nè salvano dagli errori la destrezza o la forza.[45]Incappano nell’esca; per indicare chi giunge tardi, ma pure in tempo.[46]Quando abbonda il grano il pesce è caro: e viceversa.[47]Vale anche, per metafora, disturbare gli intrighi amorosi notturni.[48]Post tres sape dies piscis vilescit et hospes.[49]Malo in oppidulo esse primus, quam in civitale secundus; Giulio Cesare.[50]Oblata: nel dialetto genoveseêuggiâ: proverbio che s’usa per motteggiare alcuno che dia occhiate amorose e vivaci.[51]Spesso il male vien dall’alto.[52]In confronto della carne il pesce nutre assai poco.[53]Piscis nequam est nisi recens.[54]S’affretti a portarlo a casa, se no, comincia a puzzare.[55]E Marziale:Inter pisces rumbus, si quis me judice certet:Inter quadrupedes gloria prima lepus.[56]Vale: la tinca in estate: il luccio d’inverno.[57]Zampe.[58]Petrarca, Son. 35.[59]Felis amat pisces, sed aquas intrare recusat.[60]Vale anche: poche lagrime placano l’ira.[61]Græca fides.[62]Inferno, c. XXII.[63]Fonte, cioè il mare, serbatoio universale.[64]Mazoran, uccello acquatico.[65]Trovasi registrato con alcuni altri, di cui mi sono giovato, nella lodata opera del PasqualigoI proverbi veneti, a pag. 231; e vale che i flussi e riflussi son massimi nei plenilunî e novilunî, e minimi invece nelle quadrature, ossia nella maggior distanza della luna dal sole, come appunto avviene nei memorati sei giorni lunari.[66]Luna nata di mercoledì porta pioggia e tempesta.[67]Luna piena ha più rischi della nuova.[68]Per tema che il plenilunio, al 15.º giorno, non rechi burrasca.[69]Delphinum natare doces.[70]Duabus sedere sellis.Servire a due padroni.[71]Adigi ad triremes.Andare in galera.[72]Purg.XX.[73]De art. am.III.[74]Canto 19.[75]Contra torrentem niti.[76]Purg.XII.[77]Utrum panderem vela orationis.Tusc. IV, 5.[78]Voti contrahe vela tui.Ex Pont. Lib. I. ep. 8.[79]Purg.c. I.[80]Parad. c. XXIII. E Fazio degli Uberti nelDittamondo. Lib. I, c. 6:...pregiato è il nocchier che i suoi pileggiConosce, e i tempi, e sa fuggir l’inganno.[81]Nare sine cortice.[82]Cioè ridotto al verde.[83]Perdersi, morire; cavato dal fatto di qualche flotta perduta in quelle acque.[84]Vale passo cattivo, difficile.[85]Il bome, come lo definisce il Fincati pag. 90 del suoVocabolario Nautico, è una grossa asta orizzontale e girante intorno ad una delle sue estremità ch’è fissata alla faccia poppiera dell’albero di poppa, la quale serve a tener bordata la randa. Il bome è sostenuto dal basso all’alto da due mantigli.[86]Dante,Parad.c. XIII.
NOTE:[1]Nell’atrio del palazzo municipale di Genova si legge la seguente iscrizione:affinchè non muoia l’esempiodi Maria e Caterina sorelle Avegnoche all’italiche schiereveleggianti alla tauridee sospesetra le vampe delCresuse gli abissi del pelagoremigarono soccorritricitra quelle diverse generazioni di morteil terzo congresso operaio1855.[2]Purgatorio, c. VIII.[3]Paradiso, c. II[4]B. Graser,De Re Navali veterum, Berlino 1864.[5]C. De Paenis.[6]Guglielmotti,Storia della marina pontificia, V. 1, pag. 350.[7]E l’Ariosto:Rimedio a questo il buon nocchiero trovaChe comandagittar per poppa spere.[8]Nautica mediterranea, Roma 1607.[9]L’Armata navale, Roma 1607.[10]Nautica rilucente, Venezia 1700.[11]Fincati,Dizionario di marina, pag. 25-26.[12]Costa.Colombo, Lib. VI.[13]Guglielmotti.La guerra dei Pirati, vol.i, pag. 169-80.[14]Sulle vocilandraebigotta, v. Guglielmotti—Delle due navi romaneecc. pag. 52.[15]...e sì pigiati ai legniChe si faccian da lor canale e stazzo.Eneid.lib. X.[16]E caluma le gomene e fa provaDi due terzi nel corso ritenere.Ariosto,Orlan. Fur.[17]Infer. c. XIV.—Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, v. 2, pag. 303-1.[18]Guglielmotti,Delle due navi romane ecc.pag. 55.[19]Id.Delle due navi romane ecc., pag. 96, in nota.[20]Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, vol. 1, pag. 223.[21]Voce dialettale che suona:lamento,protesta a bassa voce:borbottare.[22]Stimo prezzo dell’opera il qui riferire il programma di Concorso alLibro del Marinaio italiano.Il Comitato Ligure per l’educazione del popolo, che già fondava a beneficio della gente di mare unaBiblioteca Circolante marittima, nel raccogliere d’ogni parte le opere che avvisava più acconcie alla coltura di questa numerosa classe di cittadini, ha dovuto convincersi, che non pur l’italiana, ma non una delle moderne letterature europee possiede un manuale, che sia come il compendio delle glorie e dei costumi degli uomini di mare, non che delle cognizioni che tornano lor necessarie. A riempiere questa lacuna intende il libro di cui si apre ora il concorso. L’opera sarà divisa in tre parti, cioè laStoria,la Vita e la Scienzadel marinaio, che costituiscono tre diversi concorsi, con l’assegnazione di tre premî speciali.Parte I.La Storia.—Conterrà una serie di biografie de’ nostri più illustri navigatori, ordinate allo scopo di far conoscere ad un tempo la gloriosa partecipazione degli Italiani nelle più insigni scoperte e ne’ più memorandi fatti marittimi, e le virtù per cui salirono in onoranza e meritarono che la storia conservasse i nomi loro.Parte II.La Vita.—Questa seconda parte dell’opera ha per iscopo non solo la narrazione delle multiformi peregrinazioni e vicende del marinaio: ma intende anzitutto a dipingerlo quando reduce al natio focolare, stringe intorno a sè la sua famigliuola, e con le virtù proprie della sua professione ne cura l’educazione e il felice avvenire.Parte III.La Scienza.—Per questa terza parte la Società nostra fa speciale appello agli uomini tecnici, dovendosi in essa per sommi capi, con istile facile e piano e nelle forme le più popolari, accennare ai principali elementi di quelle cognizioni che son proprie delle classi marinaresche, e che riguardano nelle loro pratiche applicazioni la nautica, la meteorologia, la geografia, la costruzione, l’attrezzatura, le macchine a vapore, il linguaggio nautico, l’igiene navale e infine tutto ciò che s’attiene alle cose di mare.Genova 1 marzo 1870.Il PresidenteE. Celesia.Parecchi anni appresso, cioè nel 1879, il mio illustre amico comm. Daniele Morchio dava fuoriIl Marinaio Italiano, in cui mise in chiaro le glorie più belle della nostra marina.[23]Tempesta.[24]In portu naufragium facere.[25]Cioè: erra nel giudicare del fatto altrui, trovandovisi fuori. Ilradicadella Raccolta toscana è un errore massiccio. Vedi Pasqualigo:Proverbi veneti, pag. 141.[26]Senza senno e prudenza, le belle parole son fiato sprecato.—Auxilio, non verbis opus.[27]Dove va il più, può andare anche il meno.[28]Cioè; i mezzi ordinarî non giovano a un affare o ad uom rovinato.[29]Zavorra.[30]E Ovidio:Dum licet et spirant flamina, navis eat. Fast. IV.[31]Cioè, tirando a se.Tirar l’acqua al suo molino.[32]Trovo in Pier delle Vigne:Com’uom ch’è in mare ed ha speme di gireQuando vede lo tempo, ed ello spanna;cioè, spiega le vele.[33]Più vale un solo ad impedire un negozio, che molti a condurlo a buon fine.[34]Forse dal virgiliano—insula portum Efficit.[35]Cioè disoccupato.[36]Chiasso.[37]Chi scampa nel comun danno, si trova infine aver di peggio.[38]Purg.C. XXII.[39]Cave tibi ab aquis silentibus.[40]Togna: matassa di fili cui s’appendono gli ami.[41]Dicesi di cosa prematura.[42]Non lasciarsi scoraggiare dalla mala riuscita delle prime calate della rete.[43]Far del bene a un ingrato.[44]Non v’ha chi non erri, nè salvano dagli errori la destrezza o la forza.[45]Incappano nell’esca; per indicare chi giunge tardi, ma pure in tempo.[46]Quando abbonda il grano il pesce è caro: e viceversa.[47]Vale anche, per metafora, disturbare gli intrighi amorosi notturni.[48]Post tres sape dies piscis vilescit et hospes.[49]Malo in oppidulo esse primus, quam in civitale secundus; Giulio Cesare.[50]Oblata: nel dialetto genoveseêuggiâ: proverbio che s’usa per motteggiare alcuno che dia occhiate amorose e vivaci.[51]Spesso il male vien dall’alto.[52]In confronto della carne il pesce nutre assai poco.[53]Piscis nequam est nisi recens.[54]S’affretti a portarlo a casa, se no, comincia a puzzare.[55]E Marziale:Inter pisces rumbus, si quis me judice certet:Inter quadrupedes gloria prima lepus.[56]Vale: la tinca in estate: il luccio d’inverno.[57]Zampe.[58]Petrarca, Son. 35.[59]Felis amat pisces, sed aquas intrare recusat.[60]Vale anche: poche lagrime placano l’ira.[61]Græca fides.[62]Inferno, c. XXII.[63]Fonte, cioè il mare, serbatoio universale.[64]Mazoran, uccello acquatico.[65]Trovasi registrato con alcuni altri, di cui mi sono giovato, nella lodata opera del PasqualigoI proverbi veneti, a pag. 231; e vale che i flussi e riflussi son massimi nei plenilunî e novilunî, e minimi invece nelle quadrature, ossia nella maggior distanza della luna dal sole, come appunto avviene nei memorati sei giorni lunari.[66]Luna nata di mercoledì porta pioggia e tempesta.[67]Luna piena ha più rischi della nuova.[68]Per tema che il plenilunio, al 15.º giorno, non rechi burrasca.[69]Delphinum natare doces.[70]Duabus sedere sellis.Servire a due padroni.[71]Adigi ad triremes.Andare in galera.[72]Purg.XX.[73]De art. am.III.[74]Canto 19.[75]Contra torrentem niti.[76]Purg.XII.[77]Utrum panderem vela orationis.Tusc. IV, 5.[78]Voti contrahe vela tui.Ex Pont. Lib. I. ep. 8.[79]Purg.c. I.[80]Parad. c. XXIII. E Fazio degli Uberti nelDittamondo. Lib. I, c. 6:...pregiato è il nocchier che i suoi pileggiConosce, e i tempi, e sa fuggir l’inganno.[81]Nare sine cortice.[82]Cioè ridotto al verde.[83]Perdersi, morire; cavato dal fatto di qualche flotta perduta in quelle acque.[84]Vale passo cattivo, difficile.[85]Il bome, come lo definisce il Fincati pag. 90 del suoVocabolario Nautico, è una grossa asta orizzontale e girante intorno ad una delle sue estremità ch’è fissata alla faccia poppiera dell’albero di poppa, la quale serve a tener bordata la randa. Il bome è sostenuto dal basso all’alto da due mantigli.[86]Dante,Parad.c. XIII.
[1]Nell’atrio del palazzo municipale di Genova si legge la seguente iscrizione:affinchè non muoia l’esempiodi Maria e Caterina sorelle Avegnoche all’italiche schiereveleggianti alla tauridee sospesetra le vampe delCresuse gli abissi del pelagoremigarono soccorritricitra quelle diverse generazioni di morteil terzo congresso operaio1855.[2]Purgatorio, c. VIII.[3]Paradiso, c. II[4]B. Graser,De Re Navali veterum, Berlino 1864.[5]C. De Paenis.[6]Guglielmotti,Storia della marina pontificia, V. 1, pag. 350.[7]E l’Ariosto:Rimedio a questo il buon nocchiero trovaChe comandagittar per poppa spere.[8]Nautica mediterranea, Roma 1607.[9]L’Armata navale, Roma 1607.[10]Nautica rilucente, Venezia 1700.[11]Fincati,Dizionario di marina, pag. 25-26.[12]Costa.Colombo, Lib. VI.[13]Guglielmotti.La guerra dei Pirati, vol.i, pag. 169-80.[14]Sulle vocilandraebigotta, v. Guglielmotti—Delle due navi romaneecc. pag. 52.[15]...e sì pigiati ai legniChe si faccian da lor canale e stazzo.Eneid.lib. X.[16]E caluma le gomene e fa provaDi due terzi nel corso ritenere.Ariosto,Orlan. Fur.[17]Infer. c. XIV.—Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, v. 2, pag. 303-1.[18]Guglielmotti,Delle due navi romane ecc.pag. 55.[19]Id.Delle due navi romane ecc., pag. 96, in nota.[20]Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, vol. 1, pag. 223.[21]Voce dialettale che suona:lamento,protesta a bassa voce:borbottare.[22]Stimo prezzo dell’opera il qui riferire il programma di Concorso alLibro del Marinaio italiano.Il Comitato Ligure per l’educazione del popolo, che già fondava a beneficio della gente di mare unaBiblioteca Circolante marittima, nel raccogliere d’ogni parte le opere che avvisava più acconcie alla coltura di questa numerosa classe di cittadini, ha dovuto convincersi, che non pur l’italiana, ma non una delle moderne letterature europee possiede un manuale, che sia come il compendio delle glorie e dei costumi degli uomini di mare, non che delle cognizioni che tornano lor necessarie. A riempiere questa lacuna intende il libro di cui si apre ora il concorso. L’opera sarà divisa in tre parti, cioè laStoria,la Vita e la Scienzadel marinaio, che costituiscono tre diversi concorsi, con l’assegnazione di tre premî speciali.Parte I.La Storia.—Conterrà una serie di biografie de’ nostri più illustri navigatori, ordinate allo scopo di far conoscere ad un tempo la gloriosa partecipazione degli Italiani nelle più insigni scoperte e ne’ più memorandi fatti marittimi, e le virtù per cui salirono in onoranza e meritarono che la storia conservasse i nomi loro.Parte II.La Vita.—Questa seconda parte dell’opera ha per iscopo non solo la narrazione delle multiformi peregrinazioni e vicende del marinaio: ma intende anzitutto a dipingerlo quando reduce al natio focolare, stringe intorno a sè la sua famigliuola, e con le virtù proprie della sua professione ne cura l’educazione e il felice avvenire.Parte III.La Scienza.—Per questa terza parte la Società nostra fa speciale appello agli uomini tecnici, dovendosi in essa per sommi capi, con istile facile e piano e nelle forme le più popolari, accennare ai principali elementi di quelle cognizioni che son proprie delle classi marinaresche, e che riguardano nelle loro pratiche applicazioni la nautica, la meteorologia, la geografia, la costruzione, l’attrezzatura, le macchine a vapore, il linguaggio nautico, l’igiene navale e infine tutto ciò che s’attiene alle cose di mare.Genova 1 marzo 1870.Il PresidenteE. Celesia.Parecchi anni appresso, cioè nel 1879, il mio illustre amico comm. Daniele Morchio dava fuoriIl Marinaio Italiano, in cui mise in chiaro le glorie più belle della nostra marina.[23]Tempesta.[24]In portu naufragium facere.[25]Cioè: erra nel giudicare del fatto altrui, trovandovisi fuori. Ilradicadella Raccolta toscana è un errore massiccio. Vedi Pasqualigo:Proverbi veneti, pag. 141.[26]Senza senno e prudenza, le belle parole son fiato sprecato.—Auxilio, non verbis opus.[27]Dove va il più, può andare anche il meno.[28]Cioè; i mezzi ordinarî non giovano a un affare o ad uom rovinato.[29]Zavorra.[30]E Ovidio:Dum licet et spirant flamina, navis eat. Fast. IV.[31]Cioè, tirando a se.Tirar l’acqua al suo molino.[32]Trovo in Pier delle Vigne:Com’uom ch’è in mare ed ha speme di gireQuando vede lo tempo, ed ello spanna;cioè, spiega le vele.[33]Più vale un solo ad impedire un negozio, che molti a condurlo a buon fine.[34]Forse dal virgiliano—insula portum Efficit.[35]Cioè disoccupato.[36]Chiasso.[37]Chi scampa nel comun danno, si trova infine aver di peggio.[38]Purg.C. XXII.[39]Cave tibi ab aquis silentibus.[40]Togna: matassa di fili cui s’appendono gli ami.[41]Dicesi di cosa prematura.[42]Non lasciarsi scoraggiare dalla mala riuscita delle prime calate della rete.[43]Far del bene a un ingrato.[44]Non v’ha chi non erri, nè salvano dagli errori la destrezza o la forza.[45]Incappano nell’esca; per indicare chi giunge tardi, ma pure in tempo.[46]Quando abbonda il grano il pesce è caro: e viceversa.[47]Vale anche, per metafora, disturbare gli intrighi amorosi notturni.[48]Post tres sape dies piscis vilescit et hospes.[49]Malo in oppidulo esse primus, quam in civitale secundus; Giulio Cesare.[50]Oblata: nel dialetto genoveseêuggiâ: proverbio che s’usa per motteggiare alcuno che dia occhiate amorose e vivaci.[51]Spesso il male vien dall’alto.[52]In confronto della carne il pesce nutre assai poco.[53]Piscis nequam est nisi recens.[54]S’affretti a portarlo a casa, se no, comincia a puzzare.[55]E Marziale:Inter pisces rumbus, si quis me judice certet:Inter quadrupedes gloria prima lepus.[56]Vale: la tinca in estate: il luccio d’inverno.[57]Zampe.[58]Petrarca, Son. 35.[59]Felis amat pisces, sed aquas intrare recusat.[60]Vale anche: poche lagrime placano l’ira.[61]Græca fides.[62]Inferno, c. XXII.[63]Fonte, cioè il mare, serbatoio universale.[64]Mazoran, uccello acquatico.[65]Trovasi registrato con alcuni altri, di cui mi sono giovato, nella lodata opera del PasqualigoI proverbi veneti, a pag. 231; e vale che i flussi e riflussi son massimi nei plenilunî e novilunî, e minimi invece nelle quadrature, ossia nella maggior distanza della luna dal sole, come appunto avviene nei memorati sei giorni lunari.[66]Luna nata di mercoledì porta pioggia e tempesta.[67]Luna piena ha più rischi della nuova.[68]Per tema che il plenilunio, al 15.º giorno, non rechi burrasca.[69]Delphinum natare doces.[70]Duabus sedere sellis.Servire a due padroni.[71]Adigi ad triremes.Andare in galera.[72]Purg.XX.[73]De art. am.III.[74]Canto 19.[75]Contra torrentem niti.[76]Purg.XII.[77]Utrum panderem vela orationis.Tusc. IV, 5.[78]Voti contrahe vela tui.Ex Pont. Lib. I. ep. 8.[79]Purg.c. I.[80]Parad. c. XXIII. E Fazio degli Uberti nelDittamondo. Lib. I, c. 6:...pregiato è il nocchier che i suoi pileggiConosce, e i tempi, e sa fuggir l’inganno.[81]Nare sine cortice.[82]Cioè ridotto al verde.[83]Perdersi, morire; cavato dal fatto di qualche flotta perduta in quelle acque.[84]Vale passo cattivo, difficile.[85]Il bome, come lo definisce il Fincati pag. 90 del suoVocabolario Nautico, è una grossa asta orizzontale e girante intorno ad una delle sue estremità ch’è fissata alla faccia poppiera dell’albero di poppa, la quale serve a tener bordata la randa. Il bome è sostenuto dal basso all’alto da due mantigli.[86]Dante,Parad.c. XIII.
[1]Nell’atrio del palazzo municipale di Genova si legge la seguente iscrizione:
affinchè non muoia l’esempiodi Maria e Caterina sorelle Avegnoche all’italiche schiereveleggianti alla tauridee sospesetra le vampe delCresuse gli abissi del pelagoremigarono soccorritricitra quelle diverse generazioni di morteil terzo congresso operaio1855.
[2]Purgatorio, c. VIII.
[3]Paradiso, c. II
[4]B. Graser,De Re Navali veterum, Berlino 1864.
[5]C. De Paenis.
[6]Guglielmotti,Storia della marina pontificia, V. 1, pag. 350.
[7]E l’Ariosto:
Rimedio a questo il buon nocchiero trovaChe comandagittar per poppa spere.
[8]Nautica mediterranea, Roma 1607.
[9]L’Armata navale, Roma 1607.
[10]Nautica rilucente, Venezia 1700.
[11]Fincati,Dizionario di marina, pag. 25-26.
[12]Costa.Colombo, Lib. VI.
[13]Guglielmotti.La guerra dei Pirati, vol.i, pag. 169-80.
[14]Sulle vocilandraebigotta, v. Guglielmotti—Delle due navi romaneecc. pag. 52.
[15]
...e sì pigiati ai legniChe si faccian da lor canale e stazzo.
Eneid.lib. X.
[16]
E caluma le gomene e fa provaDi due terzi nel corso ritenere.
Ariosto,Orlan. Fur.
[17]Infer. c. XIV.—Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, v. 2, pag. 303-1.
[18]Guglielmotti,Delle due navi romane ecc.pag. 55.
[19]Id.Delle due navi romane ecc., pag. 96, in nota.
[20]Guglielmotti,Storia della Marina Pontificia, vol. 1, pag. 223.
[21]Voce dialettale che suona:lamento,protesta a bassa voce:borbottare.
[22]Stimo prezzo dell’opera il qui riferire il programma di Concorso alLibro del Marinaio italiano.
Il Comitato Ligure per l’educazione del popolo, che già fondava a beneficio della gente di mare unaBiblioteca Circolante marittima, nel raccogliere d’ogni parte le opere che avvisava più acconcie alla coltura di questa numerosa classe di cittadini, ha dovuto convincersi, che non pur l’italiana, ma non una delle moderne letterature europee possiede un manuale, che sia come il compendio delle glorie e dei costumi degli uomini di mare, non che delle cognizioni che tornano lor necessarie. A riempiere questa lacuna intende il libro di cui si apre ora il concorso. L’opera sarà divisa in tre parti, cioè laStoria,la Vita e la Scienzadel marinaio, che costituiscono tre diversi concorsi, con l’assegnazione di tre premî speciali.
Parte I.La Storia.—Conterrà una serie di biografie de’ nostri più illustri navigatori, ordinate allo scopo di far conoscere ad un tempo la gloriosa partecipazione degli Italiani nelle più insigni scoperte e ne’ più memorandi fatti marittimi, e le virtù per cui salirono in onoranza e meritarono che la storia conservasse i nomi loro.
Parte II.La Vita.—Questa seconda parte dell’opera ha per iscopo non solo la narrazione delle multiformi peregrinazioni e vicende del marinaio: ma intende anzitutto a dipingerlo quando reduce al natio focolare, stringe intorno a sè la sua famigliuola, e con le virtù proprie della sua professione ne cura l’educazione e il felice avvenire.
Parte III.La Scienza.—Per questa terza parte la Società nostra fa speciale appello agli uomini tecnici, dovendosi in essa per sommi capi, con istile facile e piano e nelle forme le più popolari, accennare ai principali elementi di quelle cognizioni che son proprie delle classi marinaresche, e che riguardano nelle loro pratiche applicazioni la nautica, la meteorologia, la geografia, la costruzione, l’attrezzatura, le macchine a vapore, il linguaggio nautico, l’igiene navale e infine tutto ciò che s’attiene alle cose di mare.
Genova 1 marzo 1870.
Il Presidente
E. Celesia.
Parecchi anni appresso, cioè nel 1879, il mio illustre amico comm. Daniele Morchio dava fuoriIl Marinaio Italiano, in cui mise in chiaro le glorie più belle della nostra marina.
[23]Tempesta.
[24]In portu naufragium facere.
[25]Cioè: erra nel giudicare del fatto altrui, trovandovisi fuori. Ilradicadella Raccolta toscana è un errore massiccio. Vedi Pasqualigo:Proverbi veneti, pag. 141.
[26]Senza senno e prudenza, le belle parole son fiato sprecato.—Auxilio, non verbis opus.
[27]Dove va il più, può andare anche il meno.
[28]Cioè; i mezzi ordinarî non giovano a un affare o ad uom rovinato.
[29]Zavorra.
[30]E Ovidio:
Dum licet et spirant flamina, navis eat. Fast. IV.
[31]Cioè, tirando a se.Tirar l’acqua al suo molino.
[32]Trovo in Pier delle Vigne:
Com’uom ch’è in mare ed ha speme di gireQuando vede lo tempo, ed ello spanna;
cioè, spiega le vele.
[33]Più vale un solo ad impedire un negozio, che molti a condurlo a buon fine.
[34]Forse dal virgiliano—insula portum Efficit.
[35]Cioè disoccupato.
[36]Chiasso.
[37]Chi scampa nel comun danno, si trova infine aver di peggio.
[38]Purg.C. XXII.
[39]Cave tibi ab aquis silentibus.
[40]Togna: matassa di fili cui s’appendono gli ami.
[41]Dicesi di cosa prematura.
[42]Non lasciarsi scoraggiare dalla mala riuscita delle prime calate della rete.
[43]Far del bene a un ingrato.
[44]Non v’ha chi non erri, nè salvano dagli errori la destrezza o la forza.
[45]Incappano nell’esca; per indicare chi giunge tardi, ma pure in tempo.
[46]Quando abbonda il grano il pesce è caro: e viceversa.
[47]Vale anche, per metafora, disturbare gli intrighi amorosi notturni.
[48]Post tres sape dies piscis vilescit et hospes.
[49]Malo in oppidulo esse primus, quam in civitale secundus; Giulio Cesare.
[50]Oblata: nel dialetto genoveseêuggiâ: proverbio che s’usa per motteggiare alcuno che dia occhiate amorose e vivaci.
[51]Spesso il male vien dall’alto.
[52]In confronto della carne il pesce nutre assai poco.
[53]Piscis nequam est nisi recens.
[54]S’affretti a portarlo a casa, se no, comincia a puzzare.
[55]E Marziale:
Inter pisces rumbus, si quis me judice certet:Inter quadrupedes gloria prima lepus.
[56]Vale: la tinca in estate: il luccio d’inverno.
[57]Zampe.
[58]Petrarca, Son. 35.
[59]Felis amat pisces, sed aquas intrare recusat.
[60]Vale anche: poche lagrime placano l’ira.
[61]Græca fides.
[62]Inferno, c. XXII.
[63]Fonte, cioè il mare, serbatoio universale.
[64]Mazoran, uccello acquatico.
[65]Trovasi registrato con alcuni altri, di cui mi sono giovato, nella lodata opera del PasqualigoI proverbi veneti, a pag. 231; e vale che i flussi e riflussi son massimi nei plenilunî e novilunî, e minimi invece nelle quadrature, ossia nella maggior distanza della luna dal sole, come appunto avviene nei memorati sei giorni lunari.
[66]Luna nata di mercoledì porta pioggia e tempesta.
[67]Luna piena ha più rischi della nuova.
[68]Per tema che il plenilunio, al 15.º giorno, non rechi burrasca.
[69]Delphinum natare doces.
[70]Duabus sedere sellis.Servire a due padroni.
[71]Adigi ad triremes.Andare in galera.
[72]Purg.XX.
[73]De art. am.III.
[74]Canto 19.
[75]Contra torrentem niti.
[76]Purg.XII.
[77]Utrum panderem vela orationis.Tusc. IV, 5.
[78]Voti contrahe vela tui.Ex Pont. Lib. I. ep. 8.
[79]Purg.c. I.
[80]Parad. c. XXIII. E Fazio degli Uberti nelDittamondo. Lib. I, c. 6:
...pregiato è il nocchier che i suoi pileggiConosce, e i tempi, e sa fuggir l’inganno.
[81]Nare sine cortice.
[82]Cioè ridotto al verde.
[83]Perdersi, morire; cavato dal fatto di qualche flotta perduta in quelle acque.
[84]Vale passo cattivo, difficile.
[85]Il bome, come lo definisce il Fincati pag. 90 del suoVocabolario Nautico, è una grossa asta orizzontale e girante intorno ad una delle sue estremità ch’è fissata alla faccia poppiera dell’albero di poppa, la quale serve a tener bordata la randa. Il bome è sostenuto dal basso all’alto da due mantigli.
[86]Dante,Parad.c. XIII.