VITA BREVE.
Sto bene, proprio bene! Ho un po di tosseChe passerà quando vien primavera.Vedessi poi che belle guance rosse!Fanno invidia alle bambole di cera.Ora la mamma non mi sgrida mai,E babbo poi! Mi bacia ogni momento.Mi guarda in faccia e dice: Come stai?E s'io non rido non è mai contento.Sono felice! Vivere è un incanto.Sai che domani compio i diciott'anni? —— Poveri morti! È triste il camposanto.Nevica!... Addio. Salutami Giovanni.
Sto bene, proprio bene! Ho un po di tosseChe passerà quando vien primavera.Vedessi poi che belle guance rosse!Fanno invidia alle bambole di cera.
Sto bene, proprio bene! Ho un po di tosse
Che passerà quando vien primavera.
Vedessi poi che belle guance rosse!
Fanno invidia alle bambole di cera.
Ora la mamma non mi sgrida mai,E babbo poi! Mi bacia ogni momento.Mi guarda in faccia e dice: Come stai?E s'io non rido non è mai contento.
Ora la mamma non mi sgrida mai,
E babbo poi! Mi bacia ogni momento.
Mi guarda in faccia e dice: Come stai?
E s'io non rido non è mai contento.
Sono felice! Vivere è un incanto.Sai che domani compio i diciott'anni? —— Poveri morti! È triste il camposanto.Nevica!... Addio. Salutami Giovanni.
Sono felice! Vivere è un incanto.
Sai che domani compio i diciott'anni? —
— Poveri morti! È triste il camposanto.
Nevica!... Addio. Salutami Giovanni.
Oggi sta meglio. Trepidante e lentaPar le torni la vita; il viso biancoA noi rivolge, e la pupilla spentaRifulge di chiarore incerto e stanco.Il suo passato le ritorna in mente.Ella si leva, frale e delicata,E s'asside fra noi tacitamente,Col suo blando sorriso d'ammalata.Noi carezziamo trepidi, rapiti,Il sottil viso e le dorate chiome;E la curiamo con parole mitiE tenerezze che non hanno nome.E noi sappiamo che non c'è speranza,Che nulla al mondo la potrà salvare!Ma quando torna alla sua cheta stanza,L'andiam con un sorriso a accompagnare.Chiusa la porta, ci guardiamo in facciaSenza parlare!... — E ancor ci sta sul viso— Spettro di gioia che il terrore agghiaccia —La tragica menzogna del sorriso!
Oggi sta meglio. Trepidante e lentaPar le torni la vita; il viso biancoA noi rivolge, e la pupilla spentaRifulge di chiarore incerto e stanco.
Oggi sta meglio. Trepidante e lenta
Par le torni la vita; il viso bianco
A noi rivolge, e la pupilla spenta
Rifulge di chiarore incerto e stanco.
Il suo passato le ritorna in mente.Ella si leva, frale e delicata,E s'asside fra noi tacitamente,Col suo blando sorriso d'ammalata.
Il suo passato le ritorna in mente.
Ella si leva, frale e delicata,
E s'asside fra noi tacitamente,
Col suo blando sorriso d'ammalata.
Noi carezziamo trepidi, rapiti,Il sottil viso e le dorate chiome;E la curiamo con parole mitiE tenerezze che non hanno nome.
Noi carezziamo trepidi, rapiti,
Il sottil viso e le dorate chiome;
E la curiamo con parole miti
E tenerezze che non hanno nome.
E noi sappiamo che non c'è speranza,Che nulla al mondo la potrà salvare!Ma quando torna alla sua cheta stanza,L'andiam con un sorriso a accompagnare.
E noi sappiamo che non c'è speranza,
Che nulla al mondo la potrà salvare!
Ma quando torna alla sua cheta stanza,
L'andiam con un sorriso a accompagnare.
Chiusa la porta, ci guardiamo in facciaSenza parlare!... — E ancor ci sta sul viso— Spettro di gioia che il terrore agghiaccia —La tragica menzogna del sorriso!
Chiusa la porta, ci guardiamo in faccia
Senza parlare!... — E ancor ci sta sul viso
— Spettro di gioia che il terrore agghiaccia —
La tragica menzogna del sorriso!