713.Ciò è detto implicitamente nella legge del marzo (Cod. th.6, 21, 1 —C. I.12, 15, 1). Per la emendazione dei passi corrotti di questo testo, ho seguito le ipotesi delGothofredus, accolte anche dalMommsen, nella sua edizione delCodex Theodosianus.714.Hertzberg,Gesch. Griechenlands unter d. Herrschaft d. Römer, III, 272 —Guldenpenning,o. c.275 —Buty,A history of later roman Empire from Arcadius to Irene, London, 1889, I, 128. IlGregorovius(o. c.120-121) oscilla fra le due opinioni.715.Simon,Hist. de l’école d’Alexandrie, Paris, 1845, II, 371 sgg. —Vacherot,Hist. critique de l’école d’Alexandrie, Paris, 1846, II, 192 sgg. —Petit de Julleville,o. c.pp. 129 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 805 sgg.716.Guldenpenning, o. c. 278.717.Gregor. Turon.Mirac.1praef.—Ennod.CDXXXVIII, 10 (p. 301-302), ed.Vogel; cfr.Guldenpenning,o. c.277-278.718.Si desume, confrontando ilCod. th.6, 21, 1 con ilCod. th.14, 9, 3.719.Tale infatti fu Elladio, un dotto, che aveva risieduto in Alessandria fino al 381, ove, per giunta, era stato sacerdote di Giove (Socrat.H. E.5, 16a).720.Harrent,o. c.234-235; 240 sgg. e fonti ivi cit.721.Cfr.Preller,Die Regionen d. Stadt Rom, p. 170, n. *.722.Cfr.Savigny,Storia del diritto rom. nel M. E.(trad. it.), Torino, 1854, I, 262, n.c.; 263, n.i.723.CIL.6, 9858, illustrata inBoll. crist.1863, p. 14. Sul retore privilegiato nel VI. secolo, cfr.Jahn, inBerichte über die Verhandlungen d. Königlich-Sächsischen Gesellschaft d. Wissenschaft zu Leipzig, Phil.-hist. Classe, 1851, pp. 351-352.724.Cfr. il Cap. IX. del pres. scritto.725.Cod. th.13, 3, 18 (=C. I.12, 40, 8).726.Cuq,Institutions, II, 777, n. 2.727.Cfr.Savigny,o. c.I, 20 sgg. —Gibbon,o. c.VIII, 1 sgg. —Cuq,o. c.II, 777 sgg.728.Su questi due codici, cfr.Karlowa, o. c. I, 941 sgg. —Krüger,Hist. des sources du droit romain, trad. fr., Paris, 1894, pp. 381 sgg. —Costa,Storia delle fonti del diritto romano, Torino, 1909, pp. 114-116 e la bibliografia ivi citata.729.Amm. Marc.30, 4, 3 sgg.; 11:iuris professi scientiam repugnantium sibi legum abolevere discidia.730.Paneg. lat.11, 20.731.Amm. Marc.30, 40, 8 sgg.732.(Digest.)Const. Omnem, 1 sgg.733.Nov. Theod.1, 1 sgg.734.Su l’opera giuridica di Teodosio II., cfr.Karlowa,o. c.I, 943 sgg.735.Cod. th.1, 1, 5.736.Cod. th.1, 1, 6.737.Nov. Theod.1; cfr.Karlowa,o. c.1, 943 sgg.738.Si tratta di una curiosa tradizione, che vale proprio la pena di riferire.Pietro Alcionio, un letterato della prima metà del sec. XVI., fa, in un suo scritto (De exilio, Lipsiae, 1707, pp. 213-214), raccontare dal cardinal Giovanni de’ Medici, che, nella di lui biblioteca, era un libro di autore grecode rebus a Gothis in Italia gestis, in cui si diceva che Attila, allorquando ebbe invaso l’Italia, ordinò che niuno adoperasse più il latino e chiamò anzi dal suo paese maestri perchè insegnassero il gotico agli Italiani. IlTiraboschi(o. c.II, 587-588) obbietta che Attila non poteva considerare l’Italia come cosa sua, e, quindi, legiferare secondo l’Alcionioriferirebbe. In verità, l’obbiezione non è insuperabile. Piuttosto, si potrebbe notare la stranezza del fatto che Attila avrebbe imposto il gotico, anzichè l’unno, come lingua ufficiale. Ma ne anche a questa seconda obbiezione è impossibile replicare.739.Const. Omnem7 —Cod. iust.1, 17, 1, 10.740.Ha dato di ciò una magistrale dimostrazione il Krumbacher,Gesch. d. byzant. Litteratur, München, 1897, 2ª ed.,Einl.1 sgg. Sui problemi di classificazione cronologica dell’antichità e del Medio Evo, discussi in questo breve paragrafo, cfr.Gutschmid,Die Grenze zwischen Altertum u. Mittelalter, inKleine Schriften, Leipzig, 1894, V., 393 sgg.741.Usener,Anecdota Holderi, Bonn, 1877, p. 67 —Mommsen,Prooemium alle VariaediCassiod., senat.p. VIII.742.Usener,o. c.68 sgg. —Mommsen,o. c.IX sgg.743.Var.9, 24, 8.744.Var.2, 3, 1 sgg.; 15, 4. 3, 33, 1 sgg. 10, 7, 2 sgg. etc.745.La fonte èProcopio(De bello goth.1, 2), il quale però non riferisce la cosa come un fatto, della cui constatazione egli assuma la responsabilità, ma come un argomento dei nazionalisti Goti contro la figlia di Teodorico, Amalasunta.746.Cfr.Cassiod.Var.1, 24.747.Cassiod.Var.10, 4, 6.748.Procop.de bello goth.1, 3.749.Cassiod.Variae1, 39, 4, 6 e, fors’anche, 2, 22. Cfr.Mauso,Gesch. d. öst-gothischen Reiches in Italien, Breslau, 1824, p. 132, n. v.750.Cassiod.Var.5, 22. 4, 6.751.inNov. App.7, 22.752.Cassiod.Var.2, 35.753.Idem,Var.1, 25.754.Cassiod.Chron. ad a.500.755.Idem,Var.1, 25; 28. 2, 7; 34; 39. 3, 29, 31. 4, 51. 7, 15.756.Cassiod.Var.7, 13.757.Ennod.Paneg. Theod.56 e CDXXXVIII; cfr.Mauso,o. c.124 sgg.; 136 sgg.758.Cassiod.Var.8, 29; 30, 10, 30.759.Cassiod.Var.9, 24, 11.760.Cassiod.Var.8, 12, 8.761.Cassiod.Var.8, 18, 4.762.Procop.de b. g.1, 2; cfr.Hodgkin,Italy and her invaders, Oxford, 1885, III, 585 sgg.763.Debbono essere gli impiegati dell’officium a rationibus, cui spettava la cura suprema delfiscus; cfr.Rostowzew,FiscusinDe Ruggiero,Diz. ep.III, 133 sgg. —Hirschfeld,Untersuchungenetc., pp. 29 sgg.764.Cassiod.Var.9, 21.765.Ennod.CDLII, 18, sgg. Fra i personaggi più colti dell’aristocrazia romana del tempo erano anche delle donne.766.Ennod.Paneg. Theod.2; 76 —Cassiod.De inst. dir. praef.767.Tiraboschi,o. c.III, 51 sgg.768.Idem,o. c.III, 35 sgg. —Montalembert,Les moines d’Occident, Paris, 1860, II, 79-81.769.Agath.(5, 14) si esprime testualmente: «Di quanti regnarono in Costantinopoli egli fu il primo sovrano assoluto, così di fatto, come di nome».770.Sulla politica religiosa di Giustiniano, cfr.Lasaulx,o. c.144 sgg. —Schultze,o. c.I, 437 sgg. —Diehl,Justinien et la civilisation byzantine au VI. siècle, Paris, 1901, 552 sgg.771.Cod. iust.1, 5, 18, 4.772.Cod. iust., 1, 11, 10, 2-3.773.Zosim.5, 5.774.Malal.18,O187d-e.775.Su questo particolare, cfr.Gregorovius,Gesch. d. Stadt d. Athen, I, 55-56 e 56, n. 1. Non mi è stato possibile avere tra mano ilPaperregopulos(Ἱστορία τοῦ Ἔλλ. ἔθνους, 1887), ove, secondo trovo indicato, si nega la realtà delle soppressioni avvenute nel 529, tesi questa, che però non è stata accolta dai più recenti storiografi di quell’età.776.Agath.2, 30 —Mal.18,O237-238.777.Agath.2, 28; 30-31. Sulla fine della Università ateniese, cfr. ancheZumpt,o. c.59 sgg.778.Zumpt,o. c.63 —Zeller,o. c.III4, 2, 917, n. 1.779.Malal.18,O187d-e.Il cronista fa tale divieto contemporaneo all’altro dell’insegnamento della filosofia. Ma questo è impossibile. Nel 529 Giustiniano aveva già riconosciuto quelle scuole (Malal.18,O183). L’ordine della chiusura della facoltà di giurisprudenza deve essere quindi contemporaneo alla pubblicazione delDigesto(Const. Omnem7).780.Iulian.Or.3, p. 153.781.Cramer,Anecd. graeca e Codd. Paris.IV, 315.782.Procop.H. A.26 (=P.74c-d).783.Su Procopio, quale fonte della storia di Giustiniano, cfr.Haury,Zur Beurtheilung d. Geschichtsschreibers Procopius, Munich, 1896 —Brückner,Zur Beurtheil. Procopius, Ansbach, 1896,Croiset,o. c.V, 1018-1019 —Krumbacher,o. c.I2, 230-237 —Bury,o. c.I, 359 —Diehl,o. c.XII sgg.784.Krumbacher,o. c.I2, 373.785.Zonar.14, 6, 31-32 (=P.2. II. 63, b.)786.inNov. App.7, 22.787.Cod. iust.2, 7, 22, 4-5; 24, 4-5.788.Cod. iust.2, 7, 11, 1 sgg.789.Sull’opera giuridica di Giustiniano, cfr.Gibbon,o. c.VIII, 30 sgg. —Karlowa,o. c.I, 1003 sgg. —Kruger,o. c.p. 431 sgg. —Diehl,o. c.250 sgg. —Costa,o. c.130 sgg., ove, assai più del testo è pregevole il copioso apparato bibliografico.790.Const. Deo auctore5.791.Const. Tanta, 11.792.Const. Tanta 13.793.Const. Imper. maiest.,praef.; cfr.De Iust. cod. conf. praef.794.Const. Imper. maiest.3.795.Ibid.7.796.Const. Imper. maiest.3.797.Const. Omnem7. Giustiniano (ibid.) soggiunge che tale investitura ufficiale fu, dai suoi predecessori, data anche a Berito, a Roma e a Costantinopoli,ma non ad altri luoghi.Egli dimentica però lecostituzioniimperiali, cui si riferisce un passo delDigesto(27, 1, 6, 12), secondo cui i principi riconoscono l’insegnamento della giurisprudenzanelle province, pur non onorandone i maestri delle consuete immunità: «qui ius civile docent in provincia vacationem non habent, Romae docentes habent.»798.Cotali sedi di scuole giuridiche non dovevano essere poche; cfr.Dig.27, 1, 6, 12 eBremer,Rechtslehrer u. Rechtsschulen, 71 sgg.799.Const. Omnem7.800.Cfr. il § IX. del pres. capitolo.801.Cfr.Savigny,o. c.I, 263 n.a.—Karlowa,o. c.I, 1023. A Berito dovevano esservene certamente più di due. Durante i lunghi anni di compilazione dellePandette, noi troviamo nella Commissione due professori di Berito, i quali, naturalmente, erano costretti a soggiornare a Costantinopoli. Se a Berito non ve ne fossero stati altri, quella gloriosa facoltà giuridica sarebbe rimasta senza maestri.802.Per la compilazione della prima edizione delCodicev’è solo un professore di Costantinopoli; per la seconda, solo uno di Berito; per lePandette, due di Costantinopoli e due di Berito; per leIstituzioni, uno di Costantinopoli e uno di Berito.803.SignificavaDupondiistudenti da due dramme? E in che modo a codesto nome si convenivano le critiche imperiali? Cfr., su codesta oscura, questione,Pernice,Miscellanea, I, 107 sgg. —Rudorff, inZeitschrift f. Rechtsgeschichte, III, 38.804.Const. Omnem1.805.Const. Omnem7.806.Const. Omnem5.807.Const. Omnem9-10.808.Const. Omnem10. Non è inopportuno rilevare l’analogia di queste disposizioni con quelle che regolano le Università medievali, di cui fu modello Bologna (Savigny,o. c.I, 556-557).809.Il testo, come in altri punti dellacostituzione, haleges, ma sul significato della parola, cfr.Krüger,o. c.468, n. 1.810.Giustiniano dicepartes legum, ma cfr.Kruger,l. c.—Karlowa,o. c.I, 1026.811.Const. Omnem, 1; 4.812.Ibid.1; 5.813.Const. Omnem1.814.Sul probabile valore simbolico di questa, come di parecchie altre cifre, contenute in questi programmi, cfr.Bury,o. c.I, 368-369.815.Const. Omnem2 sgg.816.Ioann. Lydus,De magistr.3, 29.817.Hase,Commentarius de Ioanne Laurentio Lydo, p. IX, nell’edizione Bonnense delle opere di Lido.818.l. c.L’Haserimane incerto fra la lingua greca e la latina, ma il testo del decreto fa propendere per quest’ultima: Giustiniano lo lodava per la sua perizia nella ρωμαίων φωονὴ (Lyd.De magistr.3, 29).819.Cfr.Aur. Vict.Caes.10, 1.820.Cic.De rep.4, 3, 3.821.Cfr.Barbagallo,Scuola, Stato e politica in Roma repubblicana, inRiv. di filol. class., 1910, fasc. 4º.822.Δημηγωρία etc. (inThemist.Orationes, ed.Dindorf) p. 21b-c.823.Symmach.Ep.1, 79.824.Const. Omnem, 7.825.Const. Omnem10.826.Cfr.Harrent,o. c.227 e sgg. —Grupp,Kulturgesch. d. Kaiserzeit, Stuttgart, 1903, I, 141.827.Cfr.Petit.o. c.84.828.C. I.10, 53, 2.829.È tipica la legge delCod. th.13, 3, 1.830.Cfr.Cod. th.12, 2, 1 (=C. I.10, 37 (36)).831.Const. Omnem7.832.CIL.8, 20.684.833.Cfr.Cagnat,ProcuratorinDaremberg et Saglio,Dict. d’ant. class.4, 1, p. 662.834.CIL.10, 1739.835.Cfr. in ispecie ilCIL.10, 7580; 14, 2916.836.CIL.6, 2132.837.Così hanno opinato, contro ilMommsen(inHarnack u. Gebhardt,Texte u. Unters.etc. 1903, 111-112), l’Hirschfeld,o. c.305 nota e ilLangie,o. c.140-141. Ma, fuori di Roma, gli imperatori avevano certamente biblioteche private — ne è prova quella greco-latina, collocata da Adriano nella sua villa a Tivoli —, e, se questo accadeva fuori di Roma, dovevaa potioriavvenire in Roma e in Costantinopoli.838.CIL.6, 4233; 5188; 5190; 5884; 8679; 8743 —Cod. th.14, 9, 2.839.Cod. th.15, 1, 14. 16, 10, 15 ( =C. I.1, 11, 3); 10, 18 etc. Circa la sorveglianza delpraefectus urbisui monumenti pubblici, cfr.Vigneaux,o. c.323 sgg.840.Cod. th.6, 21, 1; cfr.Liban.1, pp. 27; 51-52, ed.Reiske.841.Cfr. ancheSymm.1, 79.842.Cfr.Dio Cass.53, 30.843.CIL.6, 9888.844.Cod. th.15, 1, 19.845.Cassiod.Variae, 9, 21, 9.846.Philostr.V. S.2, 12, 4; 30, 1-2.847.Traiano e Adriano dànno al sofista Polemone e ai suoi successori la facoltà di viaggiare in franchigia, il diritto di portare lapraetexta, il privilegio del ιερασθαι (Phil.1, 25, 5. 2, 25, 5); Marco Aurelio dà al sofista Adriano, oltre a doni ricchissimi, mensa quotidiana a spese dello Stato, un posto riservato in pubblico, il privilegio del ιερασθαι e tutti gli onori, cui può ambirsi da un libero (Philostr.2, 10, 7). Cfr. su ciò ancheWeber,o. c.21 sgg.848.Philostr.V. S.2, 25, 5.849.Philostr.V. S.2, 20, 2; 30, 1.850.H. A. Hadr.16. 11.851.CIL.6, 1704 eMommsen, inN. Memorie dell’Istit. di corr. arch., 1865, pp. 328-329.852.Hirschfeld,o. c.p. 334.853.Mommsen, inN. Memorie, 1865, p. 329, inHarnack u. Gebhardt,o. c.1903(9) 3, p. 112.854.Zonar.14, 6, 31-32 (=P. II63b).
713.Ciò è detto implicitamente nella legge del marzo (Cod. th.6, 21, 1 —C. I.12, 15, 1). Per la emendazione dei passi corrotti di questo testo, ho seguito le ipotesi delGothofredus, accolte anche dalMommsen, nella sua edizione delCodex Theodosianus.
713.Ciò è detto implicitamente nella legge del marzo (Cod. th.6, 21, 1 —C. I.12, 15, 1). Per la emendazione dei passi corrotti di questo testo, ho seguito le ipotesi delGothofredus, accolte anche dalMommsen, nella sua edizione delCodex Theodosianus.
714.Hertzberg,Gesch. Griechenlands unter d. Herrschaft d. Römer, III, 272 —Guldenpenning,o. c.275 —Buty,A history of later roman Empire from Arcadius to Irene, London, 1889, I, 128. IlGregorovius(o. c.120-121) oscilla fra le due opinioni.
714.Hertzberg,Gesch. Griechenlands unter d. Herrschaft d. Römer, III, 272 —Guldenpenning,o. c.275 —Buty,A history of later roman Empire from Arcadius to Irene, London, 1889, I, 128. IlGregorovius(o. c.120-121) oscilla fra le due opinioni.
715.Simon,Hist. de l’école d’Alexandrie, Paris, 1845, II, 371 sgg. —Vacherot,Hist. critique de l’école d’Alexandrie, Paris, 1846, II, 192 sgg. —Petit de Julleville,o. c.pp. 129 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 805 sgg.
715.Simon,Hist. de l’école d’Alexandrie, Paris, 1845, II, 371 sgg. —Vacherot,Hist. critique de l’école d’Alexandrie, Paris, 1846, II, 192 sgg. —Petit de Julleville,o. c.pp. 129 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 805 sgg.
716.Guldenpenning, o. c. 278.
716.Guldenpenning, o. c. 278.
717.Gregor. Turon.Mirac.1praef.—Ennod.CDXXXVIII, 10 (p. 301-302), ed.Vogel; cfr.Guldenpenning,o. c.277-278.
717.Gregor. Turon.Mirac.1praef.—Ennod.CDXXXVIII, 10 (p. 301-302), ed.Vogel; cfr.Guldenpenning,o. c.277-278.
718.Si desume, confrontando ilCod. th.6, 21, 1 con ilCod. th.14, 9, 3.
718.Si desume, confrontando ilCod. th.6, 21, 1 con ilCod. th.14, 9, 3.
719.Tale infatti fu Elladio, un dotto, che aveva risieduto in Alessandria fino al 381, ove, per giunta, era stato sacerdote di Giove (Socrat.H. E.5, 16a).
719.Tale infatti fu Elladio, un dotto, che aveva risieduto in Alessandria fino al 381, ove, per giunta, era stato sacerdote di Giove (Socrat.H. E.5, 16a).
720.Harrent,o. c.234-235; 240 sgg. e fonti ivi cit.
720.Harrent,o. c.234-235; 240 sgg. e fonti ivi cit.
721.Cfr.Preller,Die Regionen d. Stadt Rom, p. 170, n. *.
721.Cfr.Preller,Die Regionen d. Stadt Rom, p. 170, n. *.
722.Cfr.Savigny,Storia del diritto rom. nel M. E.(trad. it.), Torino, 1854, I, 262, n.c.; 263, n.i.
722.Cfr.Savigny,Storia del diritto rom. nel M. E.(trad. it.), Torino, 1854, I, 262, n.c.; 263, n.i.
723.CIL.6, 9858, illustrata inBoll. crist.1863, p. 14. Sul retore privilegiato nel VI. secolo, cfr.Jahn, inBerichte über die Verhandlungen d. Königlich-Sächsischen Gesellschaft d. Wissenschaft zu Leipzig, Phil.-hist. Classe, 1851, pp. 351-352.
723.CIL.6, 9858, illustrata inBoll. crist.1863, p. 14. Sul retore privilegiato nel VI. secolo, cfr.Jahn, inBerichte über die Verhandlungen d. Königlich-Sächsischen Gesellschaft d. Wissenschaft zu Leipzig, Phil.-hist. Classe, 1851, pp. 351-352.
724.Cfr. il Cap. IX. del pres. scritto.
724.Cfr. il Cap. IX. del pres. scritto.
725.Cod. th.13, 3, 18 (=C. I.12, 40, 8).
725.Cod. th.13, 3, 18 (=C. I.12, 40, 8).
726.Cuq,Institutions, II, 777, n. 2.
726.Cuq,Institutions, II, 777, n. 2.
727.Cfr.Savigny,o. c.I, 20 sgg. —Gibbon,o. c.VIII, 1 sgg. —Cuq,o. c.II, 777 sgg.
727.Cfr.Savigny,o. c.I, 20 sgg. —Gibbon,o. c.VIII, 1 sgg. —Cuq,o. c.II, 777 sgg.
728.Su questi due codici, cfr.Karlowa, o. c. I, 941 sgg. —Krüger,Hist. des sources du droit romain, trad. fr., Paris, 1894, pp. 381 sgg. —Costa,Storia delle fonti del diritto romano, Torino, 1909, pp. 114-116 e la bibliografia ivi citata.
728.Su questi due codici, cfr.Karlowa, o. c. I, 941 sgg. —Krüger,Hist. des sources du droit romain, trad. fr., Paris, 1894, pp. 381 sgg. —Costa,Storia delle fonti del diritto romano, Torino, 1909, pp. 114-116 e la bibliografia ivi citata.
729.Amm. Marc.30, 4, 3 sgg.; 11:iuris professi scientiam repugnantium sibi legum abolevere discidia.
729.Amm. Marc.30, 4, 3 sgg.; 11:iuris professi scientiam repugnantium sibi legum abolevere discidia.
730.Paneg. lat.11, 20.
730.Paneg. lat.11, 20.
731.Amm. Marc.30, 40, 8 sgg.
731.Amm. Marc.30, 40, 8 sgg.
732.(Digest.)Const. Omnem, 1 sgg.
732.(Digest.)Const. Omnem, 1 sgg.
733.Nov. Theod.1, 1 sgg.
733.Nov. Theod.1, 1 sgg.
734.Su l’opera giuridica di Teodosio II., cfr.Karlowa,o. c.I, 943 sgg.
734.Su l’opera giuridica di Teodosio II., cfr.Karlowa,o. c.I, 943 sgg.
735.Cod. th.1, 1, 5.
735.Cod. th.1, 1, 5.
736.Cod. th.1, 1, 6.
736.Cod. th.1, 1, 6.
737.Nov. Theod.1; cfr.Karlowa,o. c.1, 943 sgg.
737.Nov. Theod.1; cfr.Karlowa,o. c.1, 943 sgg.
738.Si tratta di una curiosa tradizione, che vale proprio la pena di riferire.Pietro Alcionio, un letterato della prima metà del sec. XVI., fa, in un suo scritto (De exilio, Lipsiae, 1707, pp. 213-214), raccontare dal cardinal Giovanni de’ Medici, che, nella di lui biblioteca, era un libro di autore grecode rebus a Gothis in Italia gestis, in cui si diceva che Attila, allorquando ebbe invaso l’Italia, ordinò che niuno adoperasse più il latino e chiamò anzi dal suo paese maestri perchè insegnassero il gotico agli Italiani. IlTiraboschi(o. c.II, 587-588) obbietta che Attila non poteva considerare l’Italia come cosa sua, e, quindi, legiferare secondo l’Alcionioriferirebbe. In verità, l’obbiezione non è insuperabile. Piuttosto, si potrebbe notare la stranezza del fatto che Attila avrebbe imposto il gotico, anzichè l’unno, come lingua ufficiale. Ma ne anche a questa seconda obbiezione è impossibile replicare.
738.Si tratta di una curiosa tradizione, che vale proprio la pena di riferire.Pietro Alcionio, un letterato della prima metà del sec. XVI., fa, in un suo scritto (De exilio, Lipsiae, 1707, pp. 213-214), raccontare dal cardinal Giovanni de’ Medici, che, nella di lui biblioteca, era un libro di autore grecode rebus a Gothis in Italia gestis, in cui si diceva che Attila, allorquando ebbe invaso l’Italia, ordinò che niuno adoperasse più il latino e chiamò anzi dal suo paese maestri perchè insegnassero il gotico agli Italiani. IlTiraboschi(o. c.II, 587-588) obbietta che Attila non poteva considerare l’Italia come cosa sua, e, quindi, legiferare secondo l’Alcionioriferirebbe. In verità, l’obbiezione non è insuperabile. Piuttosto, si potrebbe notare la stranezza del fatto che Attila avrebbe imposto il gotico, anzichè l’unno, come lingua ufficiale. Ma ne anche a questa seconda obbiezione è impossibile replicare.
739.Const. Omnem7 —Cod. iust.1, 17, 1, 10.
739.Const. Omnem7 —Cod. iust.1, 17, 1, 10.
740.Ha dato di ciò una magistrale dimostrazione il Krumbacher,Gesch. d. byzant. Litteratur, München, 1897, 2ª ed.,Einl.1 sgg. Sui problemi di classificazione cronologica dell’antichità e del Medio Evo, discussi in questo breve paragrafo, cfr.Gutschmid,Die Grenze zwischen Altertum u. Mittelalter, inKleine Schriften, Leipzig, 1894, V., 393 sgg.
740.Ha dato di ciò una magistrale dimostrazione il Krumbacher,Gesch. d. byzant. Litteratur, München, 1897, 2ª ed.,Einl.1 sgg. Sui problemi di classificazione cronologica dell’antichità e del Medio Evo, discussi in questo breve paragrafo, cfr.Gutschmid,Die Grenze zwischen Altertum u. Mittelalter, inKleine Schriften, Leipzig, 1894, V., 393 sgg.
741.Usener,Anecdota Holderi, Bonn, 1877, p. 67 —Mommsen,Prooemium alle VariaediCassiod., senat.p. VIII.
741.Usener,Anecdota Holderi, Bonn, 1877, p. 67 —Mommsen,Prooemium alle VariaediCassiod., senat.p. VIII.
742.Usener,o. c.68 sgg. —Mommsen,o. c.IX sgg.
742.Usener,o. c.68 sgg. —Mommsen,o. c.IX sgg.
743.Var.9, 24, 8.
743.Var.9, 24, 8.
744.Var.2, 3, 1 sgg.; 15, 4. 3, 33, 1 sgg. 10, 7, 2 sgg. etc.
744.Var.2, 3, 1 sgg.; 15, 4. 3, 33, 1 sgg. 10, 7, 2 sgg. etc.
745.La fonte èProcopio(De bello goth.1, 2), il quale però non riferisce la cosa come un fatto, della cui constatazione egli assuma la responsabilità, ma come un argomento dei nazionalisti Goti contro la figlia di Teodorico, Amalasunta.
745.La fonte èProcopio(De bello goth.1, 2), il quale però non riferisce la cosa come un fatto, della cui constatazione egli assuma la responsabilità, ma come un argomento dei nazionalisti Goti contro la figlia di Teodorico, Amalasunta.
746.Cfr.Cassiod.Var.1, 24.
746.Cfr.Cassiod.Var.1, 24.
747.Cassiod.Var.10, 4, 6.
747.Cassiod.Var.10, 4, 6.
748.Procop.de bello goth.1, 3.
748.Procop.de bello goth.1, 3.
749.Cassiod.Variae1, 39, 4, 6 e, fors’anche, 2, 22. Cfr.Mauso,Gesch. d. öst-gothischen Reiches in Italien, Breslau, 1824, p. 132, n. v.
749.Cassiod.Variae1, 39, 4, 6 e, fors’anche, 2, 22. Cfr.Mauso,Gesch. d. öst-gothischen Reiches in Italien, Breslau, 1824, p. 132, n. v.
750.Cassiod.Var.5, 22. 4, 6.
750.Cassiod.Var.5, 22. 4, 6.
751.inNov. App.7, 22.
751.inNov. App.7, 22.
752.Cassiod.Var.2, 35.
752.Cassiod.Var.2, 35.
753.Idem,Var.1, 25.
753.Idem,Var.1, 25.
754.Cassiod.Chron. ad a.500.
754.Cassiod.Chron. ad a.500.
755.Idem,Var.1, 25; 28. 2, 7; 34; 39. 3, 29, 31. 4, 51. 7, 15.
755.Idem,Var.1, 25; 28. 2, 7; 34; 39. 3, 29, 31. 4, 51. 7, 15.
756.Cassiod.Var.7, 13.
756.Cassiod.Var.7, 13.
757.Ennod.Paneg. Theod.56 e CDXXXVIII; cfr.Mauso,o. c.124 sgg.; 136 sgg.
757.Ennod.Paneg. Theod.56 e CDXXXVIII; cfr.Mauso,o. c.124 sgg.; 136 sgg.
758.Cassiod.Var.8, 29; 30, 10, 30.
758.Cassiod.Var.8, 29; 30, 10, 30.
759.Cassiod.Var.9, 24, 11.
759.Cassiod.Var.9, 24, 11.
760.Cassiod.Var.8, 12, 8.
760.Cassiod.Var.8, 12, 8.
761.Cassiod.Var.8, 18, 4.
761.Cassiod.Var.8, 18, 4.
762.Procop.de b. g.1, 2; cfr.Hodgkin,Italy and her invaders, Oxford, 1885, III, 585 sgg.
762.Procop.de b. g.1, 2; cfr.Hodgkin,Italy and her invaders, Oxford, 1885, III, 585 sgg.
763.Debbono essere gli impiegati dell’officium a rationibus, cui spettava la cura suprema delfiscus; cfr.Rostowzew,FiscusinDe Ruggiero,Diz. ep.III, 133 sgg. —Hirschfeld,Untersuchungenetc., pp. 29 sgg.
763.Debbono essere gli impiegati dell’officium a rationibus, cui spettava la cura suprema delfiscus; cfr.Rostowzew,FiscusinDe Ruggiero,Diz. ep.III, 133 sgg. —Hirschfeld,Untersuchungenetc., pp. 29 sgg.
764.Cassiod.Var.9, 21.
764.Cassiod.Var.9, 21.
765.Ennod.CDLII, 18, sgg. Fra i personaggi più colti dell’aristocrazia romana del tempo erano anche delle donne.
765.Ennod.CDLII, 18, sgg. Fra i personaggi più colti dell’aristocrazia romana del tempo erano anche delle donne.
766.Ennod.Paneg. Theod.2; 76 —Cassiod.De inst. dir. praef.
766.Ennod.Paneg. Theod.2; 76 —Cassiod.De inst. dir. praef.
767.Tiraboschi,o. c.III, 51 sgg.
767.Tiraboschi,o. c.III, 51 sgg.
768.Idem,o. c.III, 35 sgg. —Montalembert,Les moines d’Occident, Paris, 1860, II, 79-81.
768.Idem,o. c.III, 35 sgg. —Montalembert,Les moines d’Occident, Paris, 1860, II, 79-81.
769.Agath.(5, 14) si esprime testualmente: «Di quanti regnarono in Costantinopoli egli fu il primo sovrano assoluto, così di fatto, come di nome».
769.Agath.(5, 14) si esprime testualmente: «Di quanti regnarono in Costantinopoli egli fu il primo sovrano assoluto, così di fatto, come di nome».
770.Sulla politica religiosa di Giustiniano, cfr.Lasaulx,o. c.144 sgg. —Schultze,o. c.I, 437 sgg. —Diehl,Justinien et la civilisation byzantine au VI. siècle, Paris, 1901, 552 sgg.
770.Sulla politica religiosa di Giustiniano, cfr.Lasaulx,o. c.144 sgg. —Schultze,o. c.I, 437 sgg. —Diehl,Justinien et la civilisation byzantine au VI. siècle, Paris, 1901, 552 sgg.
771.Cod. iust.1, 5, 18, 4.
771.Cod. iust.1, 5, 18, 4.
772.Cod. iust., 1, 11, 10, 2-3.
772.Cod. iust., 1, 11, 10, 2-3.
773.Zosim.5, 5.
773.Zosim.5, 5.
774.Malal.18,O187d-e.
774.Malal.18,O187d-e.
775.Su questo particolare, cfr.Gregorovius,Gesch. d. Stadt d. Athen, I, 55-56 e 56, n. 1. Non mi è stato possibile avere tra mano ilPaperregopulos(Ἱστορία τοῦ Ἔλλ. ἔθνους, 1887), ove, secondo trovo indicato, si nega la realtà delle soppressioni avvenute nel 529, tesi questa, che però non è stata accolta dai più recenti storiografi di quell’età.
775.Su questo particolare, cfr.Gregorovius,Gesch. d. Stadt d. Athen, I, 55-56 e 56, n. 1. Non mi è stato possibile avere tra mano ilPaperregopulos(Ἱστορία τοῦ Ἔλλ. ἔθνους, 1887), ove, secondo trovo indicato, si nega la realtà delle soppressioni avvenute nel 529, tesi questa, che però non è stata accolta dai più recenti storiografi di quell’età.
776.Agath.2, 30 —Mal.18,O237-238.
776.Agath.2, 30 —Mal.18,O237-238.
777.Agath.2, 28; 30-31. Sulla fine della Università ateniese, cfr. ancheZumpt,o. c.59 sgg.
777.Agath.2, 28; 30-31. Sulla fine della Università ateniese, cfr. ancheZumpt,o. c.59 sgg.
778.Zumpt,o. c.63 —Zeller,o. c.III4, 2, 917, n. 1.
778.Zumpt,o. c.63 —Zeller,o. c.III4, 2, 917, n. 1.
779.Malal.18,O187d-e.Il cronista fa tale divieto contemporaneo all’altro dell’insegnamento della filosofia. Ma questo è impossibile. Nel 529 Giustiniano aveva già riconosciuto quelle scuole (Malal.18,O183). L’ordine della chiusura della facoltà di giurisprudenza deve essere quindi contemporaneo alla pubblicazione delDigesto(Const. Omnem7).
779.Malal.18,O187d-e.Il cronista fa tale divieto contemporaneo all’altro dell’insegnamento della filosofia. Ma questo è impossibile. Nel 529 Giustiniano aveva già riconosciuto quelle scuole (Malal.18,O183). L’ordine della chiusura della facoltà di giurisprudenza deve essere quindi contemporaneo alla pubblicazione delDigesto(Const. Omnem7).
780.Iulian.Or.3, p. 153.
780.Iulian.Or.3, p. 153.
781.Cramer,Anecd. graeca e Codd. Paris.IV, 315.
781.Cramer,Anecd. graeca e Codd. Paris.IV, 315.
782.Procop.H. A.26 (=P.74c-d).
782.Procop.H. A.26 (=P.74c-d).
783.Su Procopio, quale fonte della storia di Giustiniano, cfr.Haury,Zur Beurtheilung d. Geschichtsschreibers Procopius, Munich, 1896 —Brückner,Zur Beurtheil. Procopius, Ansbach, 1896,Croiset,o. c.V, 1018-1019 —Krumbacher,o. c.I2, 230-237 —Bury,o. c.I, 359 —Diehl,o. c.XII sgg.
783.Su Procopio, quale fonte della storia di Giustiniano, cfr.Haury,Zur Beurtheilung d. Geschichtsschreibers Procopius, Munich, 1896 —Brückner,Zur Beurtheil. Procopius, Ansbach, 1896,Croiset,o. c.V, 1018-1019 —Krumbacher,o. c.I2, 230-237 —Bury,o. c.I, 359 —Diehl,o. c.XII sgg.
784.Krumbacher,o. c.I2, 373.
784.Krumbacher,o. c.I2, 373.
785.Zonar.14, 6, 31-32 (=P.2. II. 63, b.)
785.Zonar.14, 6, 31-32 (=P.2. II. 63, b.)
786.inNov. App.7, 22.
786.inNov. App.7, 22.
787.Cod. iust.2, 7, 22, 4-5; 24, 4-5.
787.Cod. iust.2, 7, 22, 4-5; 24, 4-5.
788.Cod. iust.2, 7, 11, 1 sgg.
788.Cod. iust.2, 7, 11, 1 sgg.
789.Sull’opera giuridica di Giustiniano, cfr.Gibbon,o. c.VIII, 30 sgg. —Karlowa,o. c.I, 1003 sgg. —Kruger,o. c.p. 431 sgg. —Diehl,o. c.250 sgg. —Costa,o. c.130 sgg., ove, assai più del testo è pregevole il copioso apparato bibliografico.
789.Sull’opera giuridica di Giustiniano, cfr.Gibbon,o. c.VIII, 30 sgg. —Karlowa,o. c.I, 1003 sgg. —Kruger,o. c.p. 431 sgg. —Diehl,o. c.250 sgg. —Costa,o. c.130 sgg., ove, assai più del testo è pregevole il copioso apparato bibliografico.
790.Const. Deo auctore5.
790.Const. Deo auctore5.
791.Const. Tanta, 11.
791.Const. Tanta, 11.
792.Const. Tanta 13.
792.Const. Tanta 13.
793.Const. Imper. maiest.,praef.; cfr.De Iust. cod. conf. praef.
793.Const. Imper. maiest.,praef.; cfr.De Iust. cod. conf. praef.
794.Const. Imper. maiest.3.
794.Const. Imper. maiest.3.
795.Ibid.7.
795.Ibid.7.
796.Const. Imper. maiest.3.
796.Const. Imper. maiest.3.
797.Const. Omnem7. Giustiniano (ibid.) soggiunge che tale investitura ufficiale fu, dai suoi predecessori, data anche a Berito, a Roma e a Costantinopoli,ma non ad altri luoghi.Egli dimentica però lecostituzioniimperiali, cui si riferisce un passo delDigesto(27, 1, 6, 12), secondo cui i principi riconoscono l’insegnamento della giurisprudenzanelle province, pur non onorandone i maestri delle consuete immunità: «qui ius civile docent in provincia vacationem non habent, Romae docentes habent.»
797.Const. Omnem7. Giustiniano (ibid.) soggiunge che tale investitura ufficiale fu, dai suoi predecessori, data anche a Berito, a Roma e a Costantinopoli,ma non ad altri luoghi.Egli dimentica però lecostituzioniimperiali, cui si riferisce un passo delDigesto(27, 1, 6, 12), secondo cui i principi riconoscono l’insegnamento della giurisprudenzanelle province, pur non onorandone i maestri delle consuete immunità: «qui ius civile docent in provincia vacationem non habent, Romae docentes habent.»
798.Cotali sedi di scuole giuridiche non dovevano essere poche; cfr.Dig.27, 1, 6, 12 eBremer,Rechtslehrer u. Rechtsschulen, 71 sgg.
798.Cotali sedi di scuole giuridiche non dovevano essere poche; cfr.Dig.27, 1, 6, 12 eBremer,Rechtslehrer u. Rechtsschulen, 71 sgg.
799.Const. Omnem7.
799.Const. Omnem7.
800.Cfr. il § IX. del pres. capitolo.
800.Cfr. il § IX. del pres. capitolo.
801.Cfr.Savigny,o. c.I, 263 n.a.—Karlowa,o. c.I, 1023. A Berito dovevano esservene certamente più di due. Durante i lunghi anni di compilazione dellePandette, noi troviamo nella Commissione due professori di Berito, i quali, naturalmente, erano costretti a soggiornare a Costantinopoli. Se a Berito non ve ne fossero stati altri, quella gloriosa facoltà giuridica sarebbe rimasta senza maestri.
801.Cfr.Savigny,o. c.I, 263 n.a.—Karlowa,o. c.I, 1023. A Berito dovevano esservene certamente più di due. Durante i lunghi anni di compilazione dellePandette, noi troviamo nella Commissione due professori di Berito, i quali, naturalmente, erano costretti a soggiornare a Costantinopoli. Se a Berito non ve ne fossero stati altri, quella gloriosa facoltà giuridica sarebbe rimasta senza maestri.
802.Per la compilazione della prima edizione delCodicev’è solo un professore di Costantinopoli; per la seconda, solo uno di Berito; per lePandette, due di Costantinopoli e due di Berito; per leIstituzioni, uno di Costantinopoli e uno di Berito.
802.Per la compilazione della prima edizione delCodicev’è solo un professore di Costantinopoli; per la seconda, solo uno di Berito; per lePandette, due di Costantinopoli e due di Berito; per leIstituzioni, uno di Costantinopoli e uno di Berito.
803.SignificavaDupondiistudenti da due dramme? E in che modo a codesto nome si convenivano le critiche imperiali? Cfr., su codesta oscura, questione,Pernice,Miscellanea, I, 107 sgg. —Rudorff, inZeitschrift f. Rechtsgeschichte, III, 38.
803.SignificavaDupondiistudenti da due dramme? E in che modo a codesto nome si convenivano le critiche imperiali? Cfr., su codesta oscura, questione,Pernice,Miscellanea, I, 107 sgg. —Rudorff, inZeitschrift f. Rechtsgeschichte, III, 38.
804.Const. Omnem1.
804.Const. Omnem1.
805.Const. Omnem7.
805.Const. Omnem7.
806.Const. Omnem5.
806.Const. Omnem5.
807.Const. Omnem9-10.
807.Const. Omnem9-10.
808.Const. Omnem10. Non è inopportuno rilevare l’analogia di queste disposizioni con quelle che regolano le Università medievali, di cui fu modello Bologna (Savigny,o. c.I, 556-557).
808.Const. Omnem10. Non è inopportuno rilevare l’analogia di queste disposizioni con quelle che regolano le Università medievali, di cui fu modello Bologna (Savigny,o. c.I, 556-557).
809.Il testo, come in altri punti dellacostituzione, haleges, ma sul significato della parola, cfr.Krüger,o. c.468, n. 1.
809.Il testo, come in altri punti dellacostituzione, haleges, ma sul significato della parola, cfr.Krüger,o. c.468, n. 1.
810.Giustiniano dicepartes legum, ma cfr.Kruger,l. c.—Karlowa,o. c.I, 1026.
810.Giustiniano dicepartes legum, ma cfr.Kruger,l. c.—Karlowa,o. c.I, 1026.
811.Const. Omnem, 1; 4.
811.Const. Omnem, 1; 4.
812.Ibid.1; 5.
812.Ibid.1; 5.
813.Const. Omnem1.
813.Const. Omnem1.
814.Sul probabile valore simbolico di questa, come di parecchie altre cifre, contenute in questi programmi, cfr.Bury,o. c.I, 368-369.
814.Sul probabile valore simbolico di questa, come di parecchie altre cifre, contenute in questi programmi, cfr.Bury,o. c.I, 368-369.
815.Const. Omnem2 sgg.
815.Const. Omnem2 sgg.
816.Ioann. Lydus,De magistr.3, 29.
816.Ioann. Lydus,De magistr.3, 29.
817.Hase,Commentarius de Ioanne Laurentio Lydo, p. IX, nell’edizione Bonnense delle opere di Lido.
817.Hase,Commentarius de Ioanne Laurentio Lydo, p. IX, nell’edizione Bonnense delle opere di Lido.
818.l. c.L’Haserimane incerto fra la lingua greca e la latina, ma il testo del decreto fa propendere per quest’ultima: Giustiniano lo lodava per la sua perizia nella ρωμαίων φωονὴ (Lyd.De magistr.3, 29).
818.l. c.L’Haserimane incerto fra la lingua greca e la latina, ma il testo del decreto fa propendere per quest’ultima: Giustiniano lo lodava per la sua perizia nella ρωμαίων φωονὴ (Lyd.De magistr.3, 29).
819.Cfr.Aur. Vict.Caes.10, 1.
819.Cfr.Aur. Vict.Caes.10, 1.
820.Cic.De rep.4, 3, 3.
820.Cic.De rep.4, 3, 3.
821.Cfr.Barbagallo,Scuola, Stato e politica in Roma repubblicana, inRiv. di filol. class., 1910, fasc. 4º.
821.Cfr.Barbagallo,Scuola, Stato e politica in Roma repubblicana, inRiv. di filol. class., 1910, fasc. 4º.
822.Δημηγωρία etc. (inThemist.Orationes, ed.Dindorf) p. 21b-c.
822.Δημηγωρία etc. (inThemist.Orationes, ed.Dindorf) p. 21b-c.
823.Symmach.Ep.1, 79.
823.Symmach.Ep.1, 79.
824.Const. Omnem, 7.
824.Const. Omnem, 7.
825.Const. Omnem10.
825.Const. Omnem10.
826.Cfr.Harrent,o. c.227 e sgg. —Grupp,Kulturgesch. d. Kaiserzeit, Stuttgart, 1903, I, 141.
826.Cfr.Harrent,o. c.227 e sgg. —Grupp,Kulturgesch. d. Kaiserzeit, Stuttgart, 1903, I, 141.
827.Cfr.Petit.o. c.84.
827.Cfr.Petit.o. c.84.
828.C. I.10, 53, 2.
828.C. I.10, 53, 2.
829.È tipica la legge delCod. th.13, 3, 1.
829.È tipica la legge delCod. th.13, 3, 1.
830.Cfr.Cod. th.12, 2, 1 (=C. I.10, 37 (36)).
830.Cfr.Cod. th.12, 2, 1 (=C. I.10, 37 (36)).
831.Const. Omnem7.
831.Const. Omnem7.
832.CIL.8, 20.684.
832.CIL.8, 20.684.
833.Cfr.Cagnat,ProcuratorinDaremberg et Saglio,Dict. d’ant. class.4, 1, p. 662.
833.Cfr.Cagnat,ProcuratorinDaremberg et Saglio,Dict. d’ant. class.4, 1, p. 662.
834.CIL.10, 1739.
834.CIL.10, 1739.
835.Cfr. in ispecie ilCIL.10, 7580; 14, 2916.
835.Cfr. in ispecie ilCIL.10, 7580; 14, 2916.
836.CIL.6, 2132.
836.CIL.6, 2132.
837.Così hanno opinato, contro ilMommsen(inHarnack u. Gebhardt,Texte u. Unters.etc. 1903, 111-112), l’Hirschfeld,o. c.305 nota e ilLangie,o. c.140-141. Ma, fuori di Roma, gli imperatori avevano certamente biblioteche private — ne è prova quella greco-latina, collocata da Adriano nella sua villa a Tivoli —, e, se questo accadeva fuori di Roma, dovevaa potioriavvenire in Roma e in Costantinopoli.
837.Così hanno opinato, contro ilMommsen(inHarnack u. Gebhardt,Texte u. Unters.etc. 1903, 111-112), l’Hirschfeld,o. c.305 nota e ilLangie,o. c.140-141. Ma, fuori di Roma, gli imperatori avevano certamente biblioteche private — ne è prova quella greco-latina, collocata da Adriano nella sua villa a Tivoli —, e, se questo accadeva fuori di Roma, dovevaa potioriavvenire in Roma e in Costantinopoli.
838.CIL.6, 4233; 5188; 5190; 5884; 8679; 8743 —Cod. th.14, 9, 2.
838.CIL.6, 4233; 5188; 5190; 5884; 8679; 8743 —Cod. th.14, 9, 2.
839.Cod. th.15, 1, 14. 16, 10, 15 ( =C. I.1, 11, 3); 10, 18 etc. Circa la sorveglianza delpraefectus urbisui monumenti pubblici, cfr.Vigneaux,o. c.323 sgg.
839.Cod. th.15, 1, 14. 16, 10, 15 ( =C. I.1, 11, 3); 10, 18 etc. Circa la sorveglianza delpraefectus urbisui monumenti pubblici, cfr.Vigneaux,o. c.323 sgg.
840.Cod. th.6, 21, 1; cfr.Liban.1, pp. 27; 51-52, ed.Reiske.
840.Cod. th.6, 21, 1; cfr.Liban.1, pp. 27; 51-52, ed.Reiske.
841.Cfr. ancheSymm.1, 79.
841.Cfr. ancheSymm.1, 79.
842.Cfr.Dio Cass.53, 30.
842.Cfr.Dio Cass.53, 30.
843.CIL.6, 9888.
843.CIL.6, 9888.
844.Cod. th.15, 1, 19.
844.Cod. th.15, 1, 19.
845.Cassiod.Variae, 9, 21, 9.
845.Cassiod.Variae, 9, 21, 9.
846.Philostr.V. S.2, 12, 4; 30, 1-2.
846.Philostr.V. S.2, 12, 4; 30, 1-2.
847.Traiano e Adriano dànno al sofista Polemone e ai suoi successori la facoltà di viaggiare in franchigia, il diritto di portare lapraetexta, il privilegio del ιερασθαι (Phil.1, 25, 5. 2, 25, 5); Marco Aurelio dà al sofista Adriano, oltre a doni ricchissimi, mensa quotidiana a spese dello Stato, un posto riservato in pubblico, il privilegio del ιερασθαι e tutti gli onori, cui può ambirsi da un libero (Philostr.2, 10, 7). Cfr. su ciò ancheWeber,o. c.21 sgg.
847.Traiano e Adriano dànno al sofista Polemone e ai suoi successori la facoltà di viaggiare in franchigia, il diritto di portare lapraetexta, il privilegio del ιερασθαι (Phil.1, 25, 5. 2, 25, 5); Marco Aurelio dà al sofista Adriano, oltre a doni ricchissimi, mensa quotidiana a spese dello Stato, un posto riservato in pubblico, il privilegio del ιερασθαι e tutti gli onori, cui può ambirsi da un libero (Philostr.2, 10, 7). Cfr. su ciò ancheWeber,o. c.21 sgg.
848.Philostr.V. S.2, 25, 5.
848.Philostr.V. S.2, 25, 5.
849.Philostr.V. S.2, 20, 2; 30, 1.
849.Philostr.V. S.2, 20, 2; 30, 1.
850.H. A. Hadr.16. 11.
850.H. A. Hadr.16. 11.
851.CIL.6, 1704 eMommsen, inN. Memorie dell’Istit. di corr. arch., 1865, pp. 328-329.
851.CIL.6, 1704 eMommsen, inN. Memorie dell’Istit. di corr. arch., 1865, pp. 328-329.
852.Hirschfeld,o. c.p. 334.
852.Hirschfeld,o. c.p. 334.
853.Mommsen, inN. Memorie, 1865, p. 329, inHarnack u. Gebhardt,o. c.1903(9) 3, p. 112.
853.Mommsen, inN. Memorie, 1865, p. 329, inHarnack u. Gebhardt,o. c.1903(9) 3, p. 112.
854.Zonar.14, 6, 31-32 (=P. II63b).
854.Zonar.14, 6, 31-32 (=P. II63b).