IL PONTE D'AVIGLIO.

I.Dimmi,dimmi, o trovatore,Tu che canti sul lïuto,Bello e bruno e pien d'amoreDalla valle in su venuto,Non ti fermi sull' alturaPer mostrar la tua bravura?Non mi canti sul burroneQualche lieta tua canzone?II.—Zingarella, in sulla seraCanta bene il rosignolo,Piange e canta in sua preghieraSalutando un dolce suolo.Ma il lïuto al mio toccarePianger sa, non sa pregare ...Deh! che vuoi col tuo sorriso,Tu che sai di paradiso?III.—Vò sentire in tuo linguaggioCome è fatto un uom fedele,Se l'amor lo fa selvaggio,Se il destin lo fa crudele.Parla schietto; son profanaMa ben leggo l'alma umana.Parla pur dei tuoi vïaggiNei deserti e nei villaggi.IV.—Canterotti, o zingarella,Qualche allegra mia ballata,Qualche estatica novellaD' una dama innamorata ...—Dimmi tutto!—CanterottiD' Ungheria le meste notti.D' Ungheria?—Del Bosco SantoDove nacque il gran Sorranto.V.Sappi in breve, son marcheseCastellano e cantatore,Cattivai con questo arneseD'una maga un dì l'amore.—D' una maga?—Si, di quelleChe san legger nelle stelle.—E fu bella?—Non v' è guariDama, oh no, che le sia pari.VI.Come parca in fra le ditaEssa tenne il mio destino,Fu la sfinge di mia vitaCol sorriso suo divino.Avea biondi i suoi capelli,Occhi neri e molto belli,Braccia e collo in puritadeCome neve quando cade.VII.—Taci, taci, o castellano;Qui convien pregar per essa.—Io l'amai d'amor sovrano!Pronta fu la sua promessa.L' aspettai; mi fu cortese,Ma fuggì dal mio paëse,Travestita un dì di MaggioCome biondo e giovin paggio.VIII.Oh, giammai non fu sognataCosa uguale per bellezzaChi la vide incoronataSorridea per tenerezza.Chi la vide di mattinaLa credeva una regina,Qualche sogno di poeta,Qualche incanto di profeta!IX.—Traditor! col tuo lïutoTu l' hai fatto innamorare!—Io giurai per San BernutoE pel Cristo in sull' altare,Per Giuseppe e per MariaChe farei la vita pia.—E il facesti?—I sacri votiRicantai dei sacredoti.X.—Or m'ascolta, o trovatore,Or rispondi, e dimmi il vero:Hai veduto il mesto fioreChe si coglie in cimitero?Hai veduto i fior di roseChe s'intreccian per le spose,Quando cantan desolatiGli usignoli abbandonati?XI.Crolli il capo; impallidisci;Stendi a me la bianca mano;Non rispondi; e forse ambisciDella sposa ormai l'arcano?Qui morì la Gilda, magaSotto il nome di Menzaga;Quì morì, nel suo pallore,Per l'amor d'un trovatore!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .XII.Stravolto l'amante s'inchina;Ei mira la mesta donzella.Velata è la maga, ma bella,Coll'occhio che pianger non sa.—O donna, l'amor t'indovina ...Tu, Gilda, t'ascondi colà!XIII.Nel mondo non v' è la sembianzaDi tale e di tanta beltade!Non cresce per queste contradeNè giglio nè spirto d'amor.Tu sola tu sei la SperanzaChe tenni qua stretta sul cor.XIV.Tu sola tu sei la mia dama,La gioja e l'onor della vita;Tu sola, donzella romita,Del mondo la diva sei tu.L'amor ti conosce, e la fama;Nè manca l'antica virtù.XV.Ma dove è la fé del passatoChe tanto brillò nella festa?L'amore, l'onore, le gestaD'un tempo che presto fuggì?Fu vero? L'ho forse sognato?Tu pur l'hai sognato così!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .XVI.La maga intenta ascolta il suo galante;Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.Rossa diventa e bianca in uno istante,E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.Corre nei bracci suoi lo fido amante;E favellar vorria nel suo gioïre ...XVII.—Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque è doglia.Gilda son io. Ti bacio e son contenta.Pianger non so se non per pazza vogliaCome la strega allor che si lamenta ...XVIII.Cosa vuoi tu? Che vuoi che si mi guardi?Diva non son, ma donna; e fui crudele.—Baciami in bocca. O Dio! mi stringi ed ardiTanto d' amore e piangi e sei fedele?XIX.—Ugo! M' ascolta, io son la tua meschina,Forte ben si, ma doma in questi agoni;Sono la schiava tua, la tua regina,Quel che tu vuoi purché non m'abbandoni!XX.—O cara, o casta, o bella, o tu che bramo,Dammi la morte unita a un tuo sorriso.Eva sarai per me. Son io l'Adamo;E quivi in terra avrassi il paradiso!

I.

Dimmi,dimmi, o trovatore,Tu che canti sul lïuto,Bello e bruno e pien d'amoreDalla valle in su venuto,Non ti fermi sull' alturaPer mostrar la tua bravura?Non mi canti sul burroneQualche lieta tua canzone?

Dimmi,dimmi, o trovatore,Tu che canti sul lïuto,Bello e bruno e pien d'amoreDalla valle in su venuto,Non ti fermi sull' alturaPer mostrar la tua bravura?Non mi canti sul burroneQualche lieta tua canzone?

Dimmi,dimmi, o trovatore,

Tu che canti sul lïuto,

Bello e bruno e pien d'amore

Dalla valle in su venuto,

Non ti fermi sull' altura

Per mostrar la tua bravura?

Non mi canti sul burrone

Qualche lieta tua canzone?

II.

—Zingarella, in sulla seraCanta bene il rosignolo,Piange e canta in sua preghieraSalutando un dolce suolo.Ma il lïuto al mio toccarePianger sa, non sa pregare ...Deh! che vuoi col tuo sorriso,Tu che sai di paradiso?

—Zingarella, in sulla seraCanta bene il rosignolo,Piange e canta in sua preghieraSalutando un dolce suolo.Ma il lïuto al mio toccarePianger sa, non sa pregare ...Deh! che vuoi col tuo sorriso,Tu che sai di paradiso?

—Zingarella, in sulla sera

Canta bene il rosignolo,

Piange e canta in sua preghiera

Salutando un dolce suolo.

Ma il lïuto al mio toccare

Pianger sa, non sa pregare ...

Deh! che vuoi col tuo sorriso,

Tu che sai di paradiso?

III.

—Vò sentire in tuo linguaggioCome è fatto un uom fedele,Se l'amor lo fa selvaggio,Se il destin lo fa crudele.Parla schietto; son profanaMa ben leggo l'alma umana.Parla pur dei tuoi vïaggiNei deserti e nei villaggi.

—Vò sentire in tuo linguaggioCome è fatto un uom fedele,Se l'amor lo fa selvaggio,Se il destin lo fa crudele.Parla schietto; son profanaMa ben leggo l'alma umana.Parla pur dei tuoi vïaggiNei deserti e nei villaggi.

—Vò sentire in tuo linguaggio

Come è fatto un uom fedele,

Se l'amor lo fa selvaggio,

Se il destin lo fa crudele.

Parla schietto; son profana

Ma ben leggo l'alma umana.

Parla pur dei tuoi vïaggi

Nei deserti e nei villaggi.

IV.

—Canterotti, o zingarella,Qualche allegra mia ballata,Qualche estatica novellaD' una dama innamorata ...—Dimmi tutto!—CanterottiD' Ungheria le meste notti.D' Ungheria?—Del Bosco SantoDove nacque il gran Sorranto.

—Canterotti, o zingarella,Qualche allegra mia ballata,Qualche estatica novellaD' una dama innamorata ...—Dimmi tutto!—CanterottiD' Ungheria le meste notti.D' Ungheria?—Del Bosco SantoDove nacque il gran Sorranto.

—Canterotti, o zingarella,

Qualche allegra mia ballata,

Qualche estatica novella

D' una dama innamorata ...

—Dimmi tutto!—Canterotti

D' Ungheria le meste notti.

D' Ungheria?—Del Bosco Santo

Dove nacque il gran Sorranto.

V.

Sappi in breve, son marcheseCastellano e cantatore,Cattivai con questo arneseD'una maga un dì l'amore.—D' una maga?—Si, di quelleChe san legger nelle stelle.—E fu bella?—Non v' è guariDama, oh no, che le sia pari.

Sappi in breve, son marcheseCastellano e cantatore,Cattivai con questo arneseD'una maga un dì l'amore.—D' una maga?—Si, di quelleChe san legger nelle stelle.—E fu bella?—Non v' è guariDama, oh no, che le sia pari.

Sappi in breve, son marchese

Castellano e cantatore,

Cattivai con questo arnese

D'una maga un dì l'amore.

—D' una maga?—Si, di quelle

Che san legger nelle stelle.

—E fu bella?—Non v' è guari

Dama, oh no, che le sia pari.

VI.

Come parca in fra le ditaEssa tenne il mio destino,Fu la sfinge di mia vitaCol sorriso suo divino.Avea biondi i suoi capelli,Occhi neri e molto belli,Braccia e collo in puritadeCome neve quando cade.

Come parca in fra le ditaEssa tenne il mio destino,Fu la sfinge di mia vitaCol sorriso suo divino.Avea biondi i suoi capelli,Occhi neri e molto belli,Braccia e collo in puritadeCome neve quando cade.

Come parca in fra le dita

Essa tenne il mio destino,

Fu la sfinge di mia vita

Col sorriso suo divino.

Avea biondi i suoi capelli,

Occhi neri e molto belli,

Braccia e collo in puritade

Come neve quando cade.

VII.

—Taci, taci, o castellano;Qui convien pregar per essa.—Io l'amai d'amor sovrano!Pronta fu la sua promessa.L' aspettai; mi fu cortese,Ma fuggì dal mio paëse,Travestita un dì di MaggioCome biondo e giovin paggio.

—Taci, taci, o castellano;Qui convien pregar per essa.—Io l'amai d'amor sovrano!Pronta fu la sua promessa.L' aspettai; mi fu cortese,Ma fuggì dal mio paëse,Travestita un dì di MaggioCome biondo e giovin paggio.

—Taci, taci, o castellano;

Qui convien pregar per essa.

—Io l'amai d'amor sovrano!

Pronta fu la sua promessa.

L' aspettai; mi fu cortese,

Ma fuggì dal mio paëse,

Travestita un dì di Maggio

Come biondo e giovin paggio.

VIII.

Oh, giammai non fu sognataCosa uguale per bellezzaChi la vide incoronataSorridea per tenerezza.Chi la vide di mattinaLa credeva una regina,Qualche sogno di poeta,Qualche incanto di profeta!

Oh, giammai non fu sognataCosa uguale per bellezzaChi la vide incoronataSorridea per tenerezza.Chi la vide di mattinaLa credeva una regina,Qualche sogno di poeta,Qualche incanto di profeta!

Oh, giammai non fu sognata

Cosa uguale per bellezza

Chi la vide incoronata

Sorridea per tenerezza.

Chi la vide di mattina

La credeva una regina,

Qualche sogno di poeta,

Qualche incanto di profeta!

IX.

—Traditor! col tuo lïutoTu l' hai fatto innamorare!—Io giurai per San BernutoE pel Cristo in sull' altare,Per Giuseppe e per MariaChe farei la vita pia.—E il facesti?—I sacri votiRicantai dei sacredoti.

—Traditor! col tuo lïutoTu l' hai fatto innamorare!—Io giurai per San BernutoE pel Cristo in sull' altare,Per Giuseppe e per MariaChe farei la vita pia.—E il facesti?—I sacri votiRicantai dei sacredoti.

—Traditor! col tuo lïuto

Tu l' hai fatto innamorare!

—Io giurai per San Bernuto

E pel Cristo in sull' altare,

Per Giuseppe e per Maria

Che farei la vita pia.

—E il facesti?—I sacri voti

Ricantai dei sacredoti.

X.

—Or m'ascolta, o trovatore,Or rispondi, e dimmi il vero:Hai veduto il mesto fioreChe si coglie in cimitero?Hai veduto i fior di roseChe s'intreccian per le spose,Quando cantan desolatiGli usignoli abbandonati?

—Or m'ascolta, o trovatore,Or rispondi, e dimmi il vero:Hai veduto il mesto fioreChe si coglie in cimitero?Hai veduto i fior di roseChe s'intreccian per le spose,Quando cantan desolatiGli usignoli abbandonati?

—Or m'ascolta, o trovatore,

Or rispondi, e dimmi il vero:

Hai veduto il mesto fiore

Che si coglie in cimitero?

Hai veduto i fior di rose

Che s'intreccian per le spose,

Quando cantan desolati

Gli usignoli abbandonati?

XI.

Crolli il capo; impallidisci;Stendi a me la bianca mano;Non rispondi; e forse ambisciDella sposa ormai l'arcano?Qui morì la Gilda, magaSotto il nome di Menzaga;Quì morì, nel suo pallore,Per l'amor d'un trovatore!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Crolli il capo; impallidisci;Stendi a me la bianca mano;Non rispondi; e forse ambisciDella sposa ormai l'arcano?Qui morì la Gilda, magaSotto il nome di Menzaga;Quì morì, nel suo pallore,Per l'amor d'un trovatore!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Crolli il capo; impallidisci;

Stendi a me la bianca mano;

Non rispondi; e forse ambisci

Della sposa ormai l'arcano?

Qui morì la Gilda, maga

Sotto il nome di Menzaga;

Quì morì, nel suo pallore,

Per l'amor d'un trovatore!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

XII.

Stravolto l'amante s'inchina;Ei mira la mesta donzella.Velata è la maga, ma bella,Coll'occhio che pianger non sa.—O donna, l'amor t'indovina ...Tu, Gilda, t'ascondi colà!

Stravolto l'amante s'inchina;Ei mira la mesta donzella.Velata è la maga, ma bella,Coll'occhio che pianger non sa.—O donna, l'amor t'indovina ...Tu, Gilda, t'ascondi colà!

Stravolto l'amante s'inchina;

Ei mira la mesta donzella.

Velata è la maga, ma bella,

Coll'occhio che pianger non sa.

—O donna, l'amor t'indovina ...

Tu, Gilda, t'ascondi colà!

XIII.

Nel mondo non v' è la sembianzaDi tale e di tanta beltade!Non cresce per queste contradeNè giglio nè spirto d'amor.Tu sola tu sei la SperanzaChe tenni qua stretta sul cor.

Nel mondo non v' è la sembianzaDi tale e di tanta beltade!Non cresce per queste contradeNè giglio nè spirto d'amor.Tu sola tu sei la SperanzaChe tenni qua stretta sul cor.

Nel mondo non v' è la sembianza

Di tale e di tanta beltade!

Non cresce per queste contrade

Nè giglio nè spirto d'amor.

Tu sola tu sei la Speranza

Che tenni qua stretta sul cor.

XIV.

Tu sola tu sei la mia dama,La gioja e l'onor della vita;Tu sola, donzella romita,Del mondo la diva sei tu.L'amor ti conosce, e la fama;Nè manca l'antica virtù.

Tu sola tu sei la mia dama,La gioja e l'onor della vita;Tu sola, donzella romita,Del mondo la diva sei tu.L'amor ti conosce, e la fama;Nè manca l'antica virtù.

Tu sola tu sei la mia dama,

La gioja e l'onor della vita;

Tu sola, donzella romita,

Del mondo la diva sei tu.

L'amor ti conosce, e la fama;

Nè manca l'antica virtù.

XV.

Ma dove è la fé del passatoChe tanto brillò nella festa?L'amore, l'onore, le gestaD'un tempo che presto fuggì?Fu vero? L'ho forse sognato?Tu pur l'hai sognato così!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Ma dove è la fé del passatoChe tanto brillò nella festa?L'amore, l'onore, le gestaD'un tempo che presto fuggì?Fu vero? L'ho forse sognato?Tu pur l'hai sognato così!. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Ma dove è la fé del passato

Che tanto brillò nella festa?

L'amore, l'onore, le gesta

D'un tempo che presto fuggì?

Fu vero? L'ho forse sognato?

Tu pur l'hai sognato così!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

XVI.

La maga intenta ascolta il suo galante;Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.Rossa diventa e bianca in uno istante,E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.Corre nei bracci suoi lo fido amante;E favellar vorria nel suo gioïre ...

La maga intenta ascolta il suo galante;Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.Rossa diventa e bianca in uno istante,E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.Corre nei bracci suoi lo fido amante;E favellar vorria nel suo gioïre ...

La maga intenta ascolta il suo galante;

Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.

Rossa diventa e bianca in uno istante,

E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.

Corre nei bracci suoi lo fido amante;

E favellar vorria nel suo gioïre ...

XVII.

—Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque è doglia.Gilda son io. Ti bacio e son contenta.Pianger non so se non per pazza vogliaCome la strega allor che si lamenta ...

—Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque è doglia.Gilda son io. Ti bacio e son contenta.Pianger non so se non per pazza vogliaCome la strega allor che si lamenta ...

—Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque è doglia.

Gilda son io. Ti bacio e son contenta.

Pianger non so se non per pazza voglia

Come la strega allor che si lamenta ...

XVIII.

Cosa vuoi tu? Che vuoi che si mi guardi?Diva non son, ma donna; e fui crudele.—Baciami in bocca. O Dio! mi stringi ed ardiTanto d' amore e piangi e sei fedele?

Cosa vuoi tu? Che vuoi che si mi guardi?Diva non son, ma donna; e fui crudele.—Baciami in bocca. O Dio! mi stringi ed ardiTanto d' amore e piangi e sei fedele?

Cosa vuoi tu? Che vuoi che si mi guardi?

Diva non son, ma donna; e fui crudele.

—Baciami in bocca. O Dio! mi stringi ed ardi

Tanto d' amore e piangi e sei fedele?

XIX.

—Ugo! M' ascolta, io son la tua meschina,Forte ben si, ma doma in questi agoni;Sono la schiava tua, la tua regina,Quel che tu vuoi purché non m'abbandoni!

—Ugo! M' ascolta, io son la tua meschina,Forte ben si, ma doma in questi agoni;Sono la schiava tua, la tua regina,Quel che tu vuoi purché non m'abbandoni!

—Ugo! M' ascolta, io son la tua meschina,

Forte ben si, ma doma in questi agoni;

Sono la schiava tua, la tua regina,

Quel che tu vuoi purché non m'abbandoni!

XX.

—O cara, o casta, o bella, o tu che bramo,Dammi la morte unita a un tuo sorriso.Eva sarai per me. Son io l'Adamo;E quivi in terra avrassi il paradiso!

—O cara, o casta, o bella, o tu che bramo,Dammi la morte unita a un tuo sorriso.Eva sarai per me. Son io l'Adamo;E quivi in terra avrassi il paradiso!

—O cara, o casta, o bella, o tu che bramo,

Dammi la morte unita a un tuo sorriso.

Eva sarai per me. Son io l'Adamo;

E quivi in terra avrassi il paradiso!

I.O mestobambino col capo chinato,Rispondi; rispondi. Che fece Renato?Fu vinto Morello? Fu salvo Lindoro?Rispondi; rispondi!—Son padre di loro.II.Non veggo tornare dal Ponte d'AviglioRenato superbo del vinto periglio.L' han forse promosso? Risorge la guerra?Rispondi; rispondi!—L' han messo sotterra.III.O ciel! tu lo senti, tu vedi l'oltraggio;Renato fu prence del nostro villaggio!...Ma dimmi, piccino. Che fece Morello?Rispondi; rispondi!—Lo chiude l' avello.IV.Ahi, crudo destino! Si grande, si forte,Morello nasceva per vincer la morte.Ma l' altro? Che fece sul campo serrato?Rispondi; rispondi!—Morì da soldato.V.Gran Dio! che mi narri! Pur desso m' é tolto?Renato m' é morto? Morello sepolto?E piangi, ... tu pure? Gentile bambino!Che dici? Rispondi!—Vi resta Giannino.VI.Oh si, del figliuolo l'ignoto tesoro,L'incognito figlio del biondo Lindoro.Ma dove trovarlo nel nome di Dio?Rispondi; rispondi!—Buon padre, son io.

I.

O mestobambino col capo chinato,Rispondi; rispondi. Che fece Renato?Fu vinto Morello? Fu salvo Lindoro?Rispondi; rispondi!—Son padre di loro.

O mestobambino col capo chinato,Rispondi; rispondi. Che fece Renato?Fu vinto Morello? Fu salvo Lindoro?Rispondi; rispondi!—Son padre di loro.

O mestobambino col capo chinato,

Rispondi; rispondi. Che fece Renato?

Fu vinto Morello? Fu salvo Lindoro?

Rispondi; rispondi!—Son padre di loro.

II.

Non veggo tornare dal Ponte d'AviglioRenato superbo del vinto periglio.L' han forse promosso? Risorge la guerra?Rispondi; rispondi!—L' han messo sotterra.

Non veggo tornare dal Ponte d'AviglioRenato superbo del vinto periglio.L' han forse promosso? Risorge la guerra?Rispondi; rispondi!—L' han messo sotterra.

Non veggo tornare dal Ponte d'Aviglio

Renato superbo del vinto periglio.

L' han forse promosso? Risorge la guerra?

Rispondi; rispondi!—L' han messo sotterra.

III.

O ciel! tu lo senti, tu vedi l'oltraggio;Renato fu prence del nostro villaggio!...Ma dimmi, piccino. Che fece Morello?Rispondi; rispondi!—Lo chiude l' avello.

O ciel! tu lo senti, tu vedi l'oltraggio;Renato fu prence del nostro villaggio!...Ma dimmi, piccino. Che fece Morello?Rispondi; rispondi!—Lo chiude l' avello.

O ciel! tu lo senti, tu vedi l'oltraggio;

Renato fu prence del nostro villaggio!...

Ma dimmi, piccino. Che fece Morello?

Rispondi; rispondi!—Lo chiude l' avello.

IV.

Ahi, crudo destino! Si grande, si forte,Morello nasceva per vincer la morte.Ma l' altro? Che fece sul campo serrato?Rispondi; rispondi!—Morì da soldato.

Ahi, crudo destino! Si grande, si forte,Morello nasceva per vincer la morte.Ma l' altro? Che fece sul campo serrato?Rispondi; rispondi!—Morì da soldato.

Ahi, crudo destino! Si grande, si forte,

Morello nasceva per vincer la morte.

Ma l' altro? Che fece sul campo serrato?

Rispondi; rispondi!—Morì da soldato.

V.

Gran Dio! che mi narri! Pur desso m' é tolto?Renato m' é morto? Morello sepolto?E piangi, ... tu pure? Gentile bambino!Che dici? Rispondi!—Vi resta Giannino.

Gran Dio! che mi narri! Pur desso m' é tolto?Renato m' é morto? Morello sepolto?E piangi, ... tu pure? Gentile bambino!Che dici? Rispondi!—Vi resta Giannino.

Gran Dio! che mi narri! Pur desso m' é tolto?

Renato m' é morto? Morello sepolto?

E piangi, ... tu pure? Gentile bambino!

Che dici? Rispondi!—Vi resta Giannino.

VI.

Oh si, del figliuolo l'ignoto tesoro,L'incognito figlio del biondo Lindoro.Ma dove trovarlo nel nome di Dio?Rispondi; rispondi!—Buon padre, son io.

Oh si, del figliuolo l'ignoto tesoro,L'incognito figlio del biondo Lindoro.Ma dove trovarlo nel nome di Dio?Rispondi; rispondi!—Buon padre, son io.

Oh si, del figliuolo l'ignoto tesoro,

L'incognito figlio del biondo Lindoro.

Ma dove trovarlo nel nome di Dio?

Rispondi; rispondi!—Buon padre, son io.

I.Tisaluto, MargheritaFior di vita, ... ti saluto!Sei la speme del mattino,Sei la gioja del giardino.II.Ti saluto, RosignoloNel tuo duolo, ... ti saluto!Sei l' amante della rosaChe morendo si fa sposa.III.Ti saluto, Sol di MaggioCol tuo raggio, ... ti saluto!Sei l' Apollo del passato,Sei l' amore incoronato.IV.Ti saluto, Donna mia,Casta e pia, ... ti saluto!Sei la diva dei desiri,Sei la Santa dei Sospiri.

I.

Tisaluto, MargheritaFior di vita, ... ti saluto!Sei la speme del mattino,Sei la gioja del giardino.

Tisaluto, MargheritaFior di vita, ... ti saluto!Sei la speme del mattino,Sei la gioja del giardino.

Tisaluto, Margherita

Fior di vita, ... ti saluto!

Sei la speme del mattino,

Sei la gioja del giardino.

II.

Ti saluto, RosignoloNel tuo duolo, ... ti saluto!Sei l' amante della rosaChe morendo si fa sposa.

Ti saluto, RosignoloNel tuo duolo, ... ti saluto!Sei l' amante della rosaChe morendo si fa sposa.

Ti saluto, Rosignolo

Nel tuo duolo, ... ti saluto!

Sei l' amante della rosa

Che morendo si fa sposa.

III.

Ti saluto, Sol di MaggioCol tuo raggio, ... ti saluto!Sei l' Apollo del passato,Sei l' amore incoronato.

Ti saluto, Sol di MaggioCol tuo raggio, ... ti saluto!Sei l' Apollo del passato,Sei l' amore incoronato.

Ti saluto, Sol di Maggio

Col tuo raggio, ... ti saluto!

Sei l' Apollo del passato,

Sei l' amore incoronato.

IV.

Ti saluto, Donna mia,Casta e pia, ... ti saluto!Sei la diva dei desiri,Sei la Santa dei Sospiri.

Ti saluto, Donna mia,Casta e pia, ... ti saluto!Sei la diva dei desiri,Sei la Santa dei Sospiri.

Ti saluto, Donna mia,

Casta e pia, ... ti saluto!

Sei la diva dei desiri,

Sei la Santa dei Sospiri.

Transcriber's NotesWords used interchangeably in this book:aneara-nearseawardsea-wardPage xvi(influence felt.)Changed iufluence to influence.Page 99(Where Neptune dwelt,)Changed Nepture to Neptune.

Words used interchangeably in this book:

Page xvi

(influence felt.)

Changed iufluence to influence.

Page 99

(Where Neptune dwelt,)

Changed Nepture to Neptune.


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