LA PELLEGRINA

(A romeira)

(A romeira)[59]

Una giovine romeaper quei verdi poggi va:altra mai sí casta e bellanon fu vista viaggiar.Le scendea lunga la gonnasovra l'erbe della via;giú calato un cappellinoi begli occhi le copría.Lei seguiva un cavaliere,la seguiva a fin di mal;ma per quanto si affrettasse,non potevala arrivar.A un olivo, presso un eremo,dopo tanto la fermò:essa allora a quella piantabenedetta si appoggiò.

“Io ti prego, o cavaliero,per Dio santo e per Maria,che mi lasci col mi' onoreseguitar la strada mia:„

Ma quel tristo Iddio non teme,né ragion vuole ascoltar;ben si appresta, imbestialito,le sue brame a soddisfar.Lottan essi braccio a braccio,ed è lunga lotta e dura,fin che al suol casca la debolee innocente creatura.Ma un pugnal videgli al fianco,nel cadere: lo strappòvia di forza l'animosa,e nel cor glielo piantò.[60]Nero il sangue dalla piaga,nero e molto giú piovea:

“Per Dio santo e per la Vergineio ti supplico, o romea,quando a casa tornerai,tua vendetta non vantar;non dir nulla dell'oltraggio,ch'io ti volli dianzi far.„

“Co' tuoi, sí, brutto ribaldo,e co' miei mi vanterò;come uccisi un vil furfantecol pugnale suo dirò.„

Indi corre alla campana,e a sonar forte si dà:

“Buon romito, ve ne pregoper Iddio, venite qua.Raccomando a voi quest'animapeccatrice: nel sacratosotterriamo intanto il morto:e Dio l'abbia perdonato!„

[59]Bellermann, p. 168-70.“O romance da Romeirinha, un d'aquelles que tiveram origem nos perigos que corriam os romeiros, e sobretudo as romeiras em suas peregrinações, é conhecido em Trás-os-Montes e no Minho.Almeida-Garrett, Rom., III, p. 9-14, traz uma lição apurada pelas duas versões d'estas provincias, e pouco differente da versão de Trás-os-Montes.„Hardung, I, p. 118, in nota. Di questa bella romanza ilBragadà un testo che offre qualche piccola diversità: la mia traduzione è condotta su quello dell'Almeida-Garrett. Il lettore cortese mi scuserà se non reggo alla tentazione di riferire parte di una stupenda lettera diGiovanni da Catignano, detto ancora il beato Giovanni dalle Celle, dove una pia monaca, certa Domitilla, è da lui sconsigliata di mettersia cammino del santo Sepolcro: “Ho udito come tu, con molte vergini e donne oneste et altri giovani, volete andare oltre a mare. Piatoso desiderio è quello nella corteccia. Ma nella midolla è piú crudele che ogni crudeltà; nimico d'ogni onestà; porta di perdizione e dispersione di tutte le virtudi; perdizione d'ogni innocenza e puritade.... Forse dirai:—Io voglio andare per lo perdono.—O perché vogli andare a rischio d'essere cibo dei pesci del mare? et a rischio di perdere la onestade.... quando tu puoi avere il perdono nel paese tuo?.... E forse pensi andare con tanta agevolezza col corpo in Gerusalemme, con quanta agevolezza tu vai con lo spirito? Ma e' non sarà cosí; anzi ti voglio contare parte de' pericoli che potrai trovare. In prima, entrerai nel mare. Nel quale infermerai; e non potrai mangiare nulla, anzi vomicherai ciò che tu arai dentro. Nella qual nave sarai messa nel fondo cogli uomini mescolatamente; e non veggono né lume né luce. E dove tu prima fuggivi la veduta degli uomini, allora ti converrà stare stretta con loro. E per li disagi farai faccia di meretrice; e non ti cureraipiú d'onestade. Uscirai fuori del mare; andrai fuori negli alberghi: et arai una camera ove alberga soldati masnadieri et ogni mala gente. Et in queste mescolanze potrai diventare sepolcro d'ogni immondizia.... Dico adunque che il diavolo non udí mai predica che piú gli piaccia, che questa del passaggio. Perocché migliaja di donne onestissime farà meretrici; e migliaja di giovani che portano il fiore di verginitade, la lasceranno tra via. Mento, se queste cose non intervennono, quando s'andò a Roma per lo cinquantesimo [il giubileo del 1350]; e s'io non udi' da uno masnadiere:—Noi facemmo quello strazio delle belle donne, che se elle fossono state pecore.... E gli occhi tuoi onestissimi perderanno il loro timore. Perderai l'umile tuo digiuno e le genove [genuflessioni, prostrazioni], che tu suoi fare. Affaticherai il corpo, senza divozione. Spegnerai lo spirito tuo.... Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero che mi sia stato detto per darmi fatica, non poco utile a molti semprici giovani e purelle di Cristo, le quali vogliono volare senz'alie, nella fine ed ultime parti del mondo; essendo di ciò confortati dal diavolo, e non da Dio. Il quale ama piú l'anime pure, che terra di repromissione o che la pietra del sepolcro suo ecc.„ Questo furore dei perdoni e dei pellegrinaggi pare invadesse, piú che altro, le donne inglesi; di cui molte, giovani e belloccie, incorsero nei pericoli sopraccennati, e se ne tornarono a casa tutt'altro chepurelle di Cristo.“V'è un capitolare di Carlomagno indirizzato contro i penitenti vagabondi, i quali probabilmente consideravano la catena di ferro che portavano al collo, espiatoria dei peccati futuri al pari che dei passati.„Hallam,L'Europa nel M. E.(traduz. di G. Carraro), Firenze, 1874, p. 271.“Braga a rappelé dans les notes de sonCancioneiro popularl'histoire de dona Ximena, qui, prise par un More, feint de céder à son amour, l'embrasse et l'entraîne avec elle dans la mer. On a attribué au mari de cette autre Lucrèce, Mendo Vasquez de Britteiros, des vers où il est fait allusion à cette mort, et qui se trouvent dans l'Histoire chronologique et critique de l'abbaye royale d'Alcobaça, par Fortunato de Sam Boaventura.Outre ce romance de laPèlerine, les Portugais ont sur le même sujet deux imitations du romance castillanRico Franco.„Puymaigre,Romanceiro, p. 216.“O romance de Dom Franco, recolhido pela primeira vez, por Th. Braga, é conhecido na Hespanha sob o titulo do Rico-Franco (Duran, Romancero General, t. I. p. 160). N'uma das versões da Ilha de S. Jorge, Dom Franco é substituido pelo Duque da Turquia, o que justifica a classificação do romance como romance mourisco.„Hardung, II, p. 61, in nota.[60]Invenzione delle meglio accètte ai poeti popolari è quella di una giovine che, o per vendetta o per salvar l'onestà, uccide un uomo con l'armi sue proprie: le canzoni italiane di siffatto argomento sono parecchie. Questa (di Alessandria), tutta forza e rapidità, è nelMarcoaldi, raccolta cit., p. 166-67:LA VENDICATRICE.“Oh, varda ben, Munfren-na,oh, varda quel casté:i è trentatré fanten-ni,ch a j'ho menaji me.I m'a negà l'amure,la testa a j'ho tajé.„“Ch'u' m digga lü, sior conte;ch'u 'm lassa la so' spà.„“Oh, dimi ti, Monfren-na;cosa ch'a 't na voi fa'?„“A voi tajé 'na frascaper ombra al me' cavà.„Lesta con la spaden-naal cor a j'ha passà.“Va là, va là, sior conte;va là 'nte quei boscon;le spen-ni e li serpentisaran toi compagnon.„Ha riscontro in altra piemontese edita dalFerraro(Canti Monferrini, p. 4):LA LIBERATRICE.“Vostu viní, Gianfleisa,vostu viní cum mi?„“O si vurrei ca vena,pruntème d'un cavà.„“Cavà l'è bela prunt;t'j manche anma che ti.„Sa l'è muntà a cavà,singsent mija senza parlée.“O varda là Gianfleisa,'r casté ca ti voi minée;tanti ca j' ho minajei'n sun pí riturnée.„“Sa te digo ti, Gilardu,prestme ra to spà.„“Csa vosti fé, Gianfleisa,dra me spadin-ha d'or?„“Avôi tajée ina ramada fé umbra ar me cavà.„Quindi r'ha aví ra spà an man,ant ir cor a i r'ha piantà.“Stà lí, sta lí, Gilardu,a ra fresca rusà;e mi ca sun Gianfleisa,purtrò ra nova a cà.„Cfr.Nigra,Canzoniecc., fasc. V. p. 153 (Monferrina). Tolgo la seguente dalBernoni, racc. cit., punt. IX, p. 2:LA INCONTAMINATA.“O Betina de l'aqua fresca,me daressi un po' da bevare?„“Va da basso a le fontanele,che de l'aqua ghe ne sarà.„“Toca, toca gli spironi,bela; in Franza te vôi menar.„Quando in Franza fu rivata,la mia bela trà un sospir.“Ma perché sospiri, bela?tanto tempo che moro per ti!„“Me xe morta la mia mama;me convien morir 'nca mi.„“Non pensar piú a la tua mama;pensa a mi che so el tuo amor.„“Maledeto sia 'l sartoreche m'à fato questo busto:'l me l'à fato gnente giusto,che no posso respirar.Cavalier, dame la spada,ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„El ghe dà la spada in mano,e nel cuor se la impiantò.“Me xe morta la mia bela;me convien morir 'nca mi.„Cfr.Ferraro,La Monferrina incontaminata;Nigra, fasc. V, serie 2,Il Corsaro.“Gerard de Nerval raconte dans laBohême galanteque la fille d'un pâtissier, ayant porté des gateaux chez son seigneur, fut forcée de passer la nuit dans le château de celui-ci. Elle lui demanda son poignard pour couper le noeud d'un lacet, et s'en perça le coeur.„Puymaigre,Chantsecc., I, p. 139. Dubita l'egregio uomo che da questo fatto abbia avuto origine la canzoneLa fille du pâtissier(ivi, p. 137-38). Altre canzoni che piú o meno si accostano alla romanza portoghese ed a quelle italiane dianzi citate, sono inPuymaigre, stessa racc., I, p. 140;De la Villemarqué,Barzaz-Breiz, I, p. 354; lo stesso, ivi, p. 305,Les trois moines rouges;La filleule de du Guesclin;Bujeaud,Chants et Chansons popul. des provinces de l'Ouest, Paris, 1866, II, p. 177,La fille des Sables;Luzel,Gwerziou Breiz-Izel, ed. cit., I, p. 319, 325,Rolzmel chon, Jeanne le Roux;Beaurepaire,Etudesecc. pag. 56, ecc. In altre canzoni italiane e straniere incontriamo ragazze, che dando spesa al cervello, sanno uscire d'impaccio senza ricorrere al sangue. Vedasi, p. es.,La fuga e il pentimentoinMarcoaldi, p. 162;Puymaigre,Chants, ecc.,Les damoiselles du Château de Bonfort, I,p. 131 e 134;Arbaud, op. cit.,Les tres capitanis, I, p. 143;ChampfleuryetWekerlin, op. cit. p. 95,La jolie fille de la Gardeecc. ecc.][61]Metto le paroledel bustodentro parentesi, perché la lezione è visibilmente sbagliata.

[59]Bellermann, p. 168-70.“O romance da Romeirinha, un d'aquelles que tiveram origem nos perigos que corriam os romeiros, e sobretudo as romeiras em suas peregrinações, é conhecido em Trás-os-Montes e no Minho.Almeida-Garrett, Rom., III, p. 9-14, traz uma lição apurada pelas duas versões d'estas provincias, e pouco differente da versão de Trás-os-Montes.„Hardung, I, p. 118, in nota. Di questa bella romanza ilBragadà un testo che offre qualche piccola diversità: la mia traduzione è condotta su quello dell'Almeida-Garrett. Il lettore cortese mi scuserà se non reggo alla tentazione di riferire parte di una stupenda lettera diGiovanni da Catignano, detto ancora il beato Giovanni dalle Celle, dove una pia monaca, certa Domitilla, è da lui sconsigliata di mettersia cammino del santo Sepolcro: “Ho udito come tu, con molte vergini e donne oneste et altri giovani, volete andare oltre a mare. Piatoso desiderio è quello nella corteccia. Ma nella midolla è piú crudele che ogni crudeltà; nimico d'ogni onestà; porta di perdizione e dispersione di tutte le virtudi; perdizione d'ogni innocenza e puritade.... Forse dirai:—Io voglio andare per lo perdono.—O perché vogli andare a rischio d'essere cibo dei pesci del mare? et a rischio di perdere la onestade.... quando tu puoi avere il perdono nel paese tuo?.... E forse pensi andare con tanta agevolezza col corpo in Gerusalemme, con quanta agevolezza tu vai con lo spirito? Ma e' non sarà cosí; anzi ti voglio contare parte de' pericoli che potrai trovare. In prima, entrerai nel mare. Nel quale infermerai; e non potrai mangiare nulla, anzi vomicherai ciò che tu arai dentro. Nella qual nave sarai messa nel fondo cogli uomini mescolatamente; e non veggono né lume né luce. E dove tu prima fuggivi la veduta degli uomini, allora ti converrà stare stretta con loro. E per li disagi farai faccia di meretrice; e non ti cureraipiú d'onestade. Uscirai fuori del mare; andrai fuori negli alberghi: et arai una camera ove alberga soldati masnadieri et ogni mala gente. Et in queste mescolanze potrai diventare sepolcro d'ogni immondizia.... Dico adunque che il diavolo non udí mai predica che piú gli piaccia, che questa del passaggio. Perocché migliaja di donne onestissime farà meretrici; e migliaja di giovani che portano il fiore di verginitade, la lasceranno tra via. Mento, se queste cose non intervennono, quando s'andò a Roma per lo cinquantesimo [il giubileo del 1350]; e s'io non udi' da uno masnadiere:—Noi facemmo quello strazio delle belle donne, che se elle fossono state pecore.... E gli occhi tuoi onestissimi perderanno il loro timore. Perderai l'umile tuo digiuno e le genove [genuflessioni, prostrazioni], che tu suoi fare. Affaticherai il corpo, senza divozione. Spegnerai lo spirito tuo.... Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero che mi sia stato detto per darmi fatica, non poco utile a molti semprici giovani e purelle di Cristo, le quali vogliono volare senz'alie, nella fine ed ultime parti del mondo; essendo di ciò confortati dal diavolo, e non da Dio. Il quale ama piú l'anime pure, che terra di repromissione o che la pietra del sepolcro suo ecc.„ Questo furore dei perdoni e dei pellegrinaggi pare invadesse, piú che altro, le donne inglesi; di cui molte, giovani e belloccie, incorsero nei pericoli sopraccennati, e se ne tornarono a casa tutt'altro chepurelle di Cristo.“V'è un capitolare di Carlomagno indirizzato contro i penitenti vagabondi, i quali probabilmente consideravano la catena di ferro che portavano al collo, espiatoria dei peccati futuri al pari che dei passati.„Hallam,L'Europa nel M. E.(traduz. di G. Carraro), Firenze, 1874, p. 271.“Braga a rappelé dans les notes de sonCancioneiro popularl'histoire de dona Ximena, qui, prise par un More, feint de céder à son amour, l'embrasse et l'entraîne avec elle dans la mer. On a attribué au mari de cette autre Lucrèce, Mendo Vasquez de Britteiros, des vers où il est fait allusion à cette mort, et qui se trouvent dans l'Histoire chronologique et critique de l'abbaye royale d'Alcobaça, par Fortunato de Sam Boaventura.Outre ce romance de laPèlerine, les Portugais ont sur le même sujet deux imitations du romance castillanRico Franco.„Puymaigre,Romanceiro, p. 216.“O romance de Dom Franco, recolhido pela primeira vez, por Th. Braga, é conhecido na Hespanha sob o titulo do Rico-Franco (Duran, Romancero General, t. I. p. 160). N'uma das versões da Ilha de S. Jorge, Dom Franco é substituido pelo Duque da Turquia, o que justifica a classificação do romance como romance mourisco.„Hardung, II, p. 61, in nota.

[59]Bellermann, p. 168-70.

“O romance da Romeirinha, un d'aquelles que tiveram origem nos perigos que corriam os romeiros, e sobretudo as romeiras em suas peregrinações, é conhecido em Trás-os-Montes e no Minho.Almeida-Garrett, Rom., III, p. 9-14, traz uma lição apurada pelas duas versões d'estas provincias, e pouco differente da versão de Trás-os-Montes.„Hardung, I, p. 118, in nota. Di questa bella romanza ilBragadà un testo che offre qualche piccola diversità: la mia traduzione è condotta su quello dell'Almeida-Garrett. Il lettore cortese mi scuserà se non reggo alla tentazione di riferire parte di una stupenda lettera diGiovanni da Catignano, detto ancora il beato Giovanni dalle Celle, dove una pia monaca, certa Domitilla, è da lui sconsigliata di mettersia cammino del santo Sepolcro: “Ho udito come tu, con molte vergini e donne oneste et altri giovani, volete andare oltre a mare. Piatoso desiderio è quello nella corteccia. Ma nella midolla è piú crudele che ogni crudeltà; nimico d'ogni onestà; porta di perdizione e dispersione di tutte le virtudi; perdizione d'ogni innocenza e puritade.... Forse dirai:—Io voglio andare per lo perdono.—O perché vogli andare a rischio d'essere cibo dei pesci del mare? et a rischio di perdere la onestade.... quando tu puoi avere il perdono nel paese tuo?.... E forse pensi andare con tanta agevolezza col corpo in Gerusalemme, con quanta agevolezza tu vai con lo spirito? Ma e' non sarà cosí; anzi ti voglio contare parte de' pericoli che potrai trovare. In prima, entrerai nel mare. Nel quale infermerai; e non potrai mangiare nulla, anzi vomicherai ciò che tu arai dentro. Nella qual nave sarai messa nel fondo cogli uomini mescolatamente; e non veggono né lume né luce. E dove tu prima fuggivi la veduta degli uomini, allora ti converrà stare stretta con loro. E per li disagi farai faccia di meretrice; e non ti cureraipiú d'onestade. Uscirai fuori del mare; andrai fuori negli alberghi: et arai una camera ove alberga soldati masnadieri et ogni mala gente. Et in queste mescolanze potrai diventare sepolcro d'ogni immondizia.... Dico adunque che il diavolo non udí mai predica che piú gli piaccia, che questa del passaggio. Perocché migliaja di donne onestissime farà meretrici; e migliaja di giovani che portano il fiore di verginitade, la lasceranno tra via. Mento, se queste cose non intervennono, quando s'andò a Roma per lo cinquantesimo [il giubileo del 1350]; e s'io non udi' da uno masnadiere:—Noi facemmo quello strazio delle belle donne, che se elle fossono state pecore.... E gli occhi tuoi onestissimi perderanno il loro timore. Perderai l'umile tuo digiuno e le genove [genuflessioni, prostrazioni], che tu suoi fare. Affaticherai il corpo, senza divozione. Spegnerai lo spirito tuo.... Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero che mi sia stato detto per darmi fatica, non poco utile a molti semprici giovani e purelle di Cristo, le quali vogliono volare senz'alie, nella fine ed ultime parti del mondo; essendo di ciò confortati dal diavolo, e non da Dio. Il quale ama piú l'anime pure, che terra di repromissione o che la pietra del sepolcro suo ecc.„ Questo furore dei perdoni e dei pellegrinaggi pare invadesse, piú che altro, le donne inglesi; di cui molte, giovani e belloccie, incorsero nei pericoli sopraccennati, e se ne tornarono a casa tutt'altro chepurelle di Cristo.

“V'è un capitolare di Carlomagno indirizzato contro i penitenti vagabondi, i quali probabilmente consideravano la catena di ferro che portavano al collo, espiatoria dei peccati futuri al pari che dei passati.„Hallam,L'Europa nel M. E.(traduz. di G. Carraro), Firenze, 1874, p. 271.

“Braga a rappelé dans les notes de sonCancioneiro popularl'histoire de dona Ximena, qui, prise par un More, feint de céder à son amour, l'embrasse et l'entraîne avec elle dans la mer. On a attribué au mari de cette autre Lucrèce, Mendo Vasquez de Britteiros, des vers où il est fait allusion à cette mort, et qui se trouvent dans l'Histoire chronologique et critique de l'abbaye royale d'Alcobaça, par Fortunato de Sam Boaventura.

Outre ce romance de laPèlerine, les Portugais ont sur le même sujet deux imitations du romance castillanRico Franco.„Puymaigre,Romanceiro, p. 216.

“O romance de Dom Franco, recolhido pela primeira vez, por Th. Braga, é conhecido na Hespanha sob o titulo do Rico-Franco (Duran, Romancero General, t. I. p. 160). N'uma das versões da Ilha de S. Jorge, Dom Franco é substituido pelo Duque da Turquia, o que justifica a classificação do romance como romance mourisco.„Hardung, II, p. 61, in nota.

[60]Invenzione delle meglio accètte ai poeti popolari è quella di una giovine che, o per vendetta o per salvar l'onestà, uccide un uomo con l'armi sue proprie: le canzoni italiane di siffatto argomento sono parecchie. Questa (di Alessandria), tutta forza e rapidità, è nelMarcoaldi, raccolta cit., p. 166-67:LA VENDICATRICE.“Oh, varda ben, Munfren-na,oh, varda quel casté:i è trentatré fanten-ni,ch a j'ho menaji me.I m'a negà l'amure,la testa a j'ho tajé.„“Ch'u' m digga lü, sior conte;ch'u 'm lassa la so' spà.„“Oh, dimi ti, Monfren-na;cosa ch'a 't na voi fa'?„“A voi tajé 'na frascaper ombra al me' cavà.„Lesta con la spaden-naal cor a j'ha passà.“Va là, va là, sior conte;va là 'nte quei boscon;le spen-ni e li serpentisaran toi compagnon.„Ha riscontro in altra piemontese edita dalFerraro(Canti Monferrini, p. 4):LA LIBERATRICE.“Vostu viní, Gianfleisa,vostu viní cum mi?„“O si vurrei ca vena,pruntème d'un cavà.„“Cavà l'è bela prunt;t'j manche anma che ti.„Sa l'è muntà a cavà,singsent mija senza parlée.“O varda là Gianfleisa,'r casté ca ti voi minée;tanti ca j' ho minajei'n sun pí riturnée.„“Sa te digo ti, Gilardu,prestme ra to spà.„“Csa vosti fé, Gianfleisa,dra me spadin-ha d'or?„“Avôi tajée ina ramada fé umbra ar me cavà.„Quindi r'ha aví ra spà an man,ant ir cor a i r'ha piantà.“Stà lí, sta lí, Gilardu,a ra fresca rusà;e mi ca sun Gianfleisa,purtrò ra nova a cà.„Cfr.Nigra,Canzoniecc., fasc. V. p. 153 (Monferrina). Tolgo la seguente dalBernoni, racc. cit., punt. IX, p. 2:LA INCONTAMINATA.“O Betina de l'aqua fresca,me daressi un po' da bevare?„“Va da basso a le fontanele,che de l'aqua ghe ne sarà.„“Toca, toca gli spironi,bela; in Franza te vôi menar.„Quando in Franza fu rivata,la mia bela trà un sospir.“Ma perché sospiri, bela?tanto tempo che moro per ti!„“Me xe morta la mia mama;me convien morir 'nca mi.„“Non pensar piú a la tua mama;pensa a mi che so el tuo amor.„“Maledeto sia 'l sartoreche m'à fato questo busto:'l me l'à fato gnente giusto,che no posso respirar.Cavalier, dame la spada,ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„El ghe dà la spada in mano,e nel cuor se la impiantò.“Me xe morta la mia bela;me convien morir 'nca mi.„Cfr.Ferraro,La Monferrina incontaminata;Nigra, fasc. V, serie 2,Il Corsaro.“Gerard de Nerval raconte dans laBohême galanteque la fille d'un pâtissier, ayant porté des gateaux chez son seigneur, fut forcée de passer la nuit dans le château de celui-ci. Elle lui demanda son poignard pour couper le noeud d'un lacet, et s'en perça le coeur.„Puymaigre,Chantsecc., I, p. 139. Dubita l'egregio uomo che da questo fatto abbia avuto origine la canzoneLa fille du pâtissier(ivi, p. 137-38). Altre canzoni che piú o meno si accostano alla romanza portoghese ed a quelle italiane dianzi citate, sono inPuymaigre, stessa racc., I, p. 140;De la Villemarqué,Barzaz-Breiz, I, p. 354; lo stesso, ivi, p. 305,Les trois moines rouges;La filleule de du Guesclin;Bujeaud,Chants et Chansons popul. des provinces de l'Ouest, Paris, 1866, II, p. 177,La fille des Sables;Luzel,Gwerziou Breiz-Izel, ed. cit., I, p. 319, 325,Rolzmel chon, Jeanne le Roux;Beaurepaire,Etudesecc. pag. 56, ecc. In altre canzoni italiane e straniere incontriamo ragazze, che dando spesa al cervello, sanno uscire d'impaccio senza ricorrere al sangue. Vedasi, p. es.,La fuga e il pentimentoinMarcoaldi, p. 162;Puymaigre,Chants, ecc.,Les damoiselles du Château de Bonfort, I,p. 131 e 134;Arbaud, op. cit.,Les tres capitanis, I, p. 143;ChampfleuryetWekerlin, op. cit. p. 95,La jolie fille de la Gardeecc. ecc.]

[60]Invenzione delle meglio accètte ai poeti popolari è quella di una giovine che, o per vendetta o per salvar l'onestà, uccide un uomo con l'armi sue proprie: le canzoni italiane di siffatto argomento sono parecchie. Questa (di Alessandria), tutta forza e rapidità, è nelMarcoaldi, raccolta cit., p. 166-67:

LA VENDICATRICE.“Oh, varda ben, Munfren-na,oh, varda quel casté:i è trentatré fanten-ni,ch a j'ho menaji me.I m'a negà l'amure,la testa a j'ho tajé.„“Ch'u' m digga lü, sior conte;ch'u 'm lassa la so' spà.„“Oh, dimi ti, Monfren-na;cosa ch'a 't na voi fa'?„“A voi tajé 'na frascaper ombra al me' cavà.„Lesta con la spaden-naal cor a j'ha passà.“Va là, va là, sior conte;va là 'nte quei boscon;le spen-ni e li serpentisaran toi compagnon.„

LA VENDICATRICE.

“Oh, varda ben, Munfren-na,oh, varda quel casté:i è trentatré fanten-ni,ch a j'ho menaji me.I m'a negà l'amure,la testa a j'ho tajé.„

“Ch'u' m digga lü, sior conte;ch'u 'm lassa la so' spà.„

“Oh, dimi ti, Monfren-na;cosa ch'a 't na voi fa'?„

“A voi tajé 'na frascaper ombra al me' cavà.„

Lesta con la spaden-naal cor a j'ha passà.

“Va là, va là, sior conte;va là 'nte quei boscon;le spen-ni e li serpentisaran toi compagnon.„

Ha riscontro in altra piemontese edita dalFerraro(Canti Monferrini, p. 4):

LA LIBERATRICE.“Vostu viní, Gianfleisa,vostu viní cum mi?„“O si vurrei ca vena,pruntème d'un cavà.„“Cavà l'è bela prunt;t'j manche anma che ti.„Sa l'è muntà a cavà,singsent mija senza parlée.“O varda là Gianfleisa,'r casté ca ti voi minée;tanti ca j' ho minajei'n sun pí riturnée.„“Sa te digo ti, Gilardu,prestme ra to spà.„“Csa vosti fé, Gianfleisa,dra me spadin-ha d'or?„“Avôi tajée ina ramada fé umbra ar me cavà.„Quindi r'ha aví ra spà an man,ant ir cor a i r'ha piantà.“Stà lí, sta lí, Gilardu,a ra fresca rusà;e mi ca sun Gianfleisa,purtrò ra nova a cà.„

LA LIBERATRICE.

“Vostu viní, Gianfleisa,vostu viní cum mi?„

“O si vurrei ca vena,pruntème d'un cavà.„

“Cavà l'è bela prunt;t'j manche anma che ti.„

Sa l'è muntà a cavà,singsent mija senza parlée.

“O varda là Gianfleisa,'r casté ca ti voi minée;tanti ca j' ho minajei'n sun pí riturnée.„

“Sa te digo ti, Gilardu,prestme ra to spà.„

“Csa vosti fé, Gianfleisa,dra me spadin-ha d'or?„

“Avôi tajée ina ramada fé umbra ar me cavà.„

Quindi r'ha aví ra spà an man,ant ir cor a i r'ha piantà.

“Stà lí, sta lí, Gilardu,a ra fresca rusà;e mi ca sun Gianfleisa,purtrò ra nova a cà.„

Cfr.Nigra,Canzoniecc., fasc. V. p. 153 (Monferrina). Tolgo la seguente dalBernoni, racc. cit., punt. IX, p. 2:

LA INCONTAMINATA.“O Betina de l'aqua fresca,me daressi un po' da bevare?„“Va da basso a le fontanele,che de l'aqua ghe ne sarà.„“Toca, toca gli spironi,bela; in Franza te vôi menar.„Quando in Franza fu rivata,la mia bela trà un sospir.“Ma perché sospiri, bela?tanto tempo che moro per ti!„“Me xe morta la mia mama;me convien morir 'nca mi.„“Non pensar piú a la tua mama;pensa a mi che so el tuo amor.„“Maledeto sia 'l sartoreche m'à fato questo busto:'l me l'à fato gnente giusto,che no posso respirar.Cavalier, dame la spada,ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„El ghe dà la spada in mano,e nel cuor se la impiantò.“Me xe morta la mia bela;me convien morir 'nca mi.„

LA INCONTAMINATA.

“O Betina de l'aqua fresca,me daressi un po' da bevare?„

“Va da basso a le fontanele,che de l'aqua ghe ne sarà.„

“Toca, toca gli spironi,bela; in Franza te vôi menar.„

Quando in Franza fu rivata,la mia bela trà un sospir.

“Ma perché sospiri, bela?tanto tempo che moro per ti!„

“Me xe morta la mia mama;me convien morir 'nca mi.„

“Non pensar piú a la tua mama;pensa a mi che so el tuo amor.„

“Maledeto sia 'l sartoreche m'à fato questo busto:'l me l'à fato gnente giusto,che no posso respirar.Cavalier, dame la spada,ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„

El ghe dà la spada in mano,e nel cuor se la impiantò.

“Me xe morta la mia bela;me convien morir 'nca mi.„

Cfr.Ferraro,La Monferrina incontaminata;Nigra, fasc. V, serie 2,Il Corsaro.

“Gerard de Nerval raconte dans laBohême galanteque la fille d'un pâtissier, ayant porté des gateaux chez son seigneur, fut forcée de passer la nuit dans le château de celui-ci. Elle lui demanda son poignard pour couper le noeud d'un lacet, et s'en perça le coeur.„Puymaigre,Chantsecc., I, p. 139. Dubita l'egregio uomo che da questo fatto abbia avuto origine la canzoneLa fille du pâtissier(ivi, p. 137-38). Altre canzoni che piú o meno si accostano alla romanza portoghese ed a quelle italiane dianzi citate, sono inPuymaigre, stessa racc., I, p. 140;De la Villemarqué,Barzaz-Breiz, I, p. 354; lo stesso, ivi, p. 305,Les trois moines rouges;La filleule de du Guesclin;Bujeaud,Chants et Chansons popul. des provinces de l'Ouest, Paris, 1866, II, p. 177,La fille des Sables;Luzel,Gwerziou Breiz-Izel, ed. cit., I, p. 319, 325,Rolzmel chon, Jeanne le Roux;Beaurepaire,Etudesecc. pag. 56, ecc. In altre canzoni italiane e straniere incontriamo ragazze, che dando spesa al cervello, sanno uscire d'impaccio senza ricorrere al sangue. Vedasi, p. es.,La fuga e il pentimentoinMarcoaldi, p. 162;Puymaigre,Chants, ecc.,Les damoiselles du Château de Bonfort, I,p. 131 e 134;Arbaud, op. cit.,Les tres capitanis, I, p. 143;ChampfleuryetWekerlin, op. cit. p. 95,La jolie fille de la Gardeecc. ecc.]

[61]Metto le paroledel bustodentro parentesi, perché la lezione è visibilmente sbagliata.

[61]Metto le paroledel bustodentro parentesi, perché la lezione è visibilmente sbagliata.

(A noiva)

(A noiva)[62]

“Dio vi salvi, cara zia,che ritrovo qui a filar!„

“Ben venuto, o cavaliere;è cortese il tuo parlar.„

“In mal punto ebbi a partire,in mal punto a ritornar:me nessuno riconosce;un altr'uomo ho da sembrar.Meglio morto là tra' Moriche un sì fatto rimpatriar!„

“Ah nepote del mio core,ti conosco ora al parlar!Io son cieca, non mi vedi?dal continuo lacrimar.„

“Babbo, mamma dove sono?io vo' andarli ad abbracciar.„

“Ah il tuo babbo e la tua mammagli ho veduti sotterrar!„

“Che ne fu del mio naviglio,che mandai qui ad ancorar?„

“Ordinava il comandanteche prendesse tosto il mar.„

“E de' miei cavalli bianchi,ch'io dovetti qui lasciar?„

“Caro, i tuoi cavalli bianchili mandava il re a pigliar.„

“Che ne fu della mia bella,ch'io lasciavo a sospirar?„

“Oggi, o caro, si fa sposa,e domani va all'altar.„

“Dove sono i fidanzati?li vo' andare un po' a trovar.„

“Figliol mio, non te lo dico;ti potrebbero ammazzar.„

“Non temete, zia, di nulla;son discreto e so parlar:ma se cortesia non basta,questa spada supplirà.„

“Dio vi salvi, miei signori,che possiate in gioja star!„

“Oh ben venga il cavaliere!via, sedetevi a pranzar.„

“Io non son qui per le nozze,né qui sono per pranzar:vo' veder la fidanzata,ch'è cugina mia carnal.„

Essa viene da una stanza,e fa tutto un lacrimar:come vede il cavaliere,allibbisce, è per mancar.

“Se tu piangi per vedermi,me ne vo' senz'altro andar;se tu piangi per le donora,te le posso anche pagar.„

“Con la vita la pagassechi mi seppe raggirar!chi mi disse ch'eri morto,caro, in terra d'oltremar!Gli altri restino a far festa,gli altri restino a pranzar;l'amor mio primo, nessunopotrà farmelo lasciar!„

“Vengan pur giudici ed alcadi[63]di Castiglia e Portogal:se poi qui non c'è giustizia,questa spada l'ha da far!„

[62]Bellermann, p. 172-76.Il vero titolo di questa romanza èA noiva arraiana. La voce soppressa mal si tradurrebbe in italiano.“Garrett tem esta xacara por bem antiga e originaria do Algarve.—O fronteiro que mandou ao mar a armada do cavalleiro ausente, faz pensar que isto seja coisa do tempo das nossas emprezas de Africa. O logar da scena é inquestionavelmente na raia. Mas aqui ha mar, e armadas que vão ao mar: não pòde pois ser outra a raia senão a do Algarve.„Hardung, II, p. 97, in nota.“Almeida-Garrett déclare qu'il ne connaît qu'une version de ce romance. [Un'altra fu poi raccolta nell'Algarvia; onde apparisce manifesto ch'egli aveva dato nel segno. VediHardung, t. cit., p. 99, in nota.] .... On en retrouve quelque chose dans un romance catalan,D. Luis, mais la fin est différente; elle rappelle celle du comte Nillo, dont elle reproduit aussi vaguement quelques détails. Les poésies populaires où un mari, un amant, arrivent au moment où ils vont être sacrifiés à un successeur, sont en nombre tel que nous renonçons à les indiquer.„Puymaigre,Romanceiro, p. 205.[63]Giova sperare che i giudici e gli alcadi invocati dal nostro bravo giovinotto, non sieno della stessa risma di quelli che a detta di Sancio Panza andavano sí facilmentea risico di ragliare. VediDon Quijote, parte II, cap. 27.

[62]Bellermann, p. 172-76.Il vero titolo di questa romanza èA noiva arraiana. La voce soppressa mal si tradurrebbe in italiano.“Garrett tem esta xacara por bem antiga e originaria do Algarve.—O fronteiro que mandou ao mar a armada do cavalleiro ausente, faz pensar que isto seja coisa do tempo das nossas emprezas de Africa. O logar da scena é inquestionavelmente na raia. Mas aqui ha mar, e armadas que vão ao mar: não pòde pois ser outra a raia senão a do Algarve.„Hardung, II, p. 97, in nota.“Almeida-Garrett déclare qu'il ne connaît qu'une version de ce romance. [Un'altra fu poi raccolta nell'Algarvia; onde apparisce manifesto ch'egli aveva dato nel segno. VediHardung, t. cit., p. 99, in nota.] .... On en retrouve quelque chose dans un romance catalan,D. Luis, mais la fin est différente; elle rappelle celle du comte Nillo, dont elle reproduit aussi vaguement quelques détails. Les poésies populaires où un mari, un amant, arrivent au moment où ils vont être sacrifiés à un successeur, sont en nombre tel que nous renonçons à les indiquer.„Puymaigre,Romanceiro, p. 205.

[62]Bellermann, p. 172-76.

Il vero titolo di questa romanza èA noiva arraiana. La voce soppressa mal si tradurrebbe in italiano.

“Garrett tem esta xacara por bem antiga e originaria do Algarve.—O fronteiro que mandou ao mar a armada do cavalleiro ausente, faz pensar que isto seja coisa do tempo das nossas emprezas de Africa. O logar da scena é inquestionavelmente na raia. Mas aqui ha mar, e armadas que vão ao mar: não pòde pois ser outra a raia senão a do Algarve.„Hardung, II, p. 97, in nota.

“Almeida-Garrett déclare qu'il ne connaît qu'une version de ce romance. [Un'altra fu poi raccolta nell'Algarvia; onde apparisce manifesto ch'egli aveva dato nel segno. VediHardung, t. cit., p. 99, in nota.] .... On en retrouve quelque chose dans un romance catalan,D. Luis, mais la fin est différente; elle rappelle celle du comte Nillo, dont elle reproduit aussi vaguement quelques détails. Les poésies populaires où un mari, un amant, arrivent au moment où ils vont être sacrifiés à un successeur, sont en nombre tel que nous renonçons à les indiquer.„Puymaigre,Romanceiro, p. 205.

[63]Giova sperare che i giudici e gli alcadi invocati dal nostro bravo giovinotto, non sieno della stessa risma di quelli che a detta di Sancio Panza andavano sí facilmentea risico di ragliare. VediDon Quijote, parte II, cap. 27.

[63]Giova sperare che i giudici e gli alcadi invocati dal nostro bravo giovinotto, non sieno della stessa risma di quelli che a detta di Sancio Panza andavano sí facilmentea risico di ragliare. VediDon Quijote, parte II, cap. 27.

(Joãosinho)

(Joãosinho)[64]

Giovannino fu a giocareuna notte di Natal;vinse cento doppie d'orogià coniate o da coniar:[65]anche uccise un sacerdote,che dicea messa all'altar;ingannò sette fanciullein età da maritar,e usurpò sette castelli,tutti regia proprietà.Quando il padre seppe questo,lo volea fare ammazzar;ma la povera sua madrecominciava a singhiozzar:

“Risparmiate il sangue nostro;se ci costa Iddio lo sa:deh vi basti di cacciarlodalla terra sua natal!„

Va il meschin peregrinando,e si mette a dimandar:

“C'è qui pane, che ne possaanche un povero comprar?„

“Non c'è pane in queste parti,né chi pane sappia far.„

Va il meschino un po' piú avantie si mette a dimandar:

“C'è qui vino, che ne possaanche un povero comprar?„

“Non c'è vino in queste parti;non usiam viti piantar.„

Va il meschino anche piú oltre,e si mette a dimandar:

“C'è un po' d'acqua, che ne possaanche un povero comprar?„

“Non c'è acqua in queste parti;non ne vuole Iddio mandar.„

Va il meschino avanti avanti,e si mette a dimandar:

“C'è qui erba, che ne possaanche un povero comprar?„

“Non c'è erba in queste parti;qui non s'usa seminar.„

Diventò santo di colpo,tale angoscia ebbe a provar.

[64]Hardung, I, p. 243-45.“Este romance muito interessante foi recolhido em duas diversas variantes por Th. Braga.—É unico documento da poesia popular portugueza em que encontramos a antiga tradição germanica do banido, tantas vezes empregada na penalidade feraleira.—„ Ivi, p. 243, in nota.L'altra variante, meno bella, va col titolo diFlores e Ventos(ivi, p. 245-46), e comincia:“Caminhou Flores e Ventosuma noite de natal;deshonrou sete donzellastodas de sangue real;arrasou sete citadesque o pae tinha p 'ra lhe dar:matou seis padres de missa,revestidos no altar;jogou cem dobrões de ouromarcados e por marcar.Sua mãi, quando tal soube,logo ao rei foi fallar ecc.„E finisce cosí:“Sete annos andou em sella,outros sete andou em pé;foi acabar sanctamenteno adro de Nazareth.„[65]“Nous ne savons trop ce qu'on entendait par là; mais nous remarquons, que, dans une chanson du Canada (Chansons pop. duCanada, publ. par Ernest Gagnon, p. 47) il est question desous marqués.„Puymaigre,Romanceiro, p. 240.—Io, dalla mia parte, mi contenterò di osservare che soltanto in Francia, e piú specialmente nel secolo di Luigi XIV, corse, tra l'altre, la moda di voler trovare in tutto e per tuttode la raison, e che i poeti popolari non ebbero né avranno mai conoscenza di questo avvertimento del Boileau: “Il faut,même en chansons, du bon sens....„

[64]Hardung, I, p. 243-45.“Este romance muito interessante foi recolhido em duas diversas variantes por Th. Braga.—É unico documento da poesia popular portugueza em que encontramos a antiga tradição germanica do banido, tantas vezes empregada na penalidade feraleira.—„ Ivi, p. 243, in nota.L'altra variante, meno bella, va col titolo diFlores e Ventos(ivi, p. 245-46), e comincia:“Caminhou Flores e Ventosuma noite de natal;deshonrou sete donzellastodas de sangue real;arrasou sete citadesque o pae tinha p 'ra lhe dar:matou seis padres de missa,revestidos no altar;jogou cem dobrões de ouromarcados e por marcar.Sua mãi, quando tal soube,logo ao rei foi fallar ecc.„E finisce cosí:“Sete annos andou em sella,outros sete andou em pé;foi acabar sanctamenteno adro de Nazareth.„

[64]Hardung, I, p. 243-45.

“Este romance muito interessante foi recolhido em duas diversas variantes por Th. Braga.—É unico documento da poesia popular portugueza em que encontramos a antiga tradição germanica do banido, tantas vezes empregada na penalidade feraleira.—„ Ivi, p. 243, in nota.

L'altra variante, meno bella, va col titolo diFlores e Ventos(ivi, p. 245-46), e comincia:

“Caminhou Flores e Ventosuma noite de natal;deshonrou sete donzellastodas de sangue real;arrasou sete citadesque o pae tinha p 'ra lhe dar:matou seis padres de missa,revestidos no altar;jogou cem dobrões de ouromarcados e por marcar.Sua mãi, quando tal soube,logo ao rei foi fallar ecc.„

“Caminhou Flores e Ventosuma noite de natal;deshonrou sete donzellastodas de sangue real;arrasou sete citadesque o pae tinha p 'ra lhe dar:matou seis padres de missa,revestidos no altar;jogou cem dobrões de ouromarcados e por marcar.Sua mãi, quando tal soube,logo ao rei foi fallar ecc.„

E finisce cosí:

“Sete annos andou em sella,outros sete andou em pé;foi acabar sanctamenteno adro de Nazareth.„

“Sete annos andou em sella,outros sete andou em pé;foi acabar sanctamenteno adro de Nazareth.„

[65]“Nous ne savons trop ce qu'on entendait par là; mais nous remarquons, que, dans une chanson du Canada (Chansons pop. duCanada, publ. par Ernest Gagnon, p. 47) il est question desous marqués.„Puymaigre,Romanceiro, p. 240.—Io, dalla mia parte, mi contenterò di osservare che soltanto in Francia, e piú specialmente nel secolo di Luigi XIV, corse, tra l'altre, la moda di voler trovare in tutto e per tuttode la raison, e che i poeti popolari non ebbero né avranno mai conoscenza di questo avvertimento del Boileau: “Il faut,même en chansons, du bon sens....„

[65]“Nous ne savons trop ce qu'on entendait par là; mais nous remarquons, que, dans une chanson du Canada (Chansons pop. duCanada, publ. par Ernest Gagnon, p. 47) il est question desous marqués.„Puymaigre,Romanceiro, p. 240.—Io, dalla mia parte, mi contenterò di osservare che soltanto in Francia, e piú specialmente nel secolo di Luigi XIV, corse, tra l'altre, la moda di voler trovare in tutto e per tuttode la raison, e che i poeti popolari non ebbero né avranno mai conoscenza di questo avvertimento del Boileau: “Il faut,même en chansons, du bon sens....„

(O captivo)

(O captivo)[66]

Io venía dal mar di Amburgosu una bella caravella,quando i Mori ecco ci preseropur cosí tra pace e guerra.Nelle lor terre, per vendermi,mi portarono, a Salè;ma non fu Moro né Morache un quattrin desse di me.Finalmente un can d'Ebreomi degnava comperar:negra vita era la mia;mi trattava come un can.Pestar sempre il dí lo sparto,e la notte la cannella;una sbarra qui alla bocca,non gli avessi a mangiar quella.Manco mal che la mia buonapadroncina mi donavatutti i giorni del pan bianco,di quel pan ch'essa mangiava.Dava a me quant'io chiedessi,e piú ancor che non chiedea:le piangeva io nelle braccia,ma non già per lei piangea.

Mi diceva essa: “Non piangere:vuoi, cristiano, rimpatriar?„

“Ah signora! come andarmene,se mi manca da pagar?„

“Se hai bisogno d'un cavallo,ti darò, caro, una bellacavallina; se di nave,ti darò una caravella.„

“Del cavallo, o mia signora,non saprei che me ne far;troppo è lunge di qui Cëutadi Castiglia e Mazagan.E né pur voglio la nave,ché tant'è, non fuggirei;di quel poco che tuo padremi pagò, lo froderei.„

“Prendi allora questa borsaqui di seta gialla; to':è un ricordo che mia madremoribonda mi lasciò.Vanne; paga il tuo riscatto;e alle donne di laggiúdi' se quello d'un'Ebrea,o l'amor loro val piú.„

Non avea finito ancora,e il padrone ecco arrivato:

“In buon punto voi veniste,che il Signore sia lodato:sento adesso che i denaridel riscatto mi han mandato.„

“Ma ci voglionocrociate[67]molte, amico; ci hai pensato?chi ti diè tanta monetache il riscatto sia pagato?„

“Parte già ne avevo; il restole mie due sorelle han dato;me 'l portava dianzi un angiolodal Signore Iddio mandato.„

“Dimmi, orsú, cristiano, dimmi,vuoi tu farti rinnegato?ti darò la mia figliola,ti darò tutto il mio stato.„[68]

“Io non voglio esser giudeo,non io turco rinnegato;io non voglio che sia dettoche mi hai messo nel tuo stato:porto Cristo crocifissoio nel core qui stampato.„

“Che cos'hai, buona Rachele?dimmi, via, figliola amata,se per colpa di quel caneveggo te sí addolorata.„

“Lascia stare quel cristiano,che di nulla è debitor:volontaria glie l'ho dato,s'ei mi deve il mio bel fior.„

Tosto il padre in una torretutta pietra l'ha serrata:ché quei Mori non dicessero:“È l'Ebrea disonorata.„

“O mandola, o mia mandola,sta' qui al muro a infracidar:se n'è ito l'amor mio,se n'è ito via pe 'l mar.„

[66]Bellermann, p. 184-90.“O romance do Captivo de Argel é um typo dos mui populares contos de captivos que relatam a salvação de prisioneiros christãos da mão dos mouros. Foi derivado o romance do Captivo de Argel da Hespanha. (Duran,Romancero General, N. 258). Th. Braga o obteve do Porto, escripto em uma letra que denuncia o seculo XVII. Garrett conhecia variantes de Lisboa, Ribatejo e Extremadura; Estacio da Veiga o encontrou em Tavia; e nos Cant. pop. do Archip. Açor. (p. 323-325) Braga publica duas versões da Ilha de S. Jorge.„Hardung, II, p. 46, in nota.Le lezione manoscritta del sec. XVII comincia:“Mi madre era de Hamburgo,mi padre de l'Antequera ecc.„Quella dell'Algarvia:“O meu pae era de Hamburgo,minha mãi de Hamburgo era:„e cosí una dell'isola di San Giorgio, salvo una differenza da nulla.“Braga remarque que Camoens, dans lesDisparates da India, a terminé une strophe par deux vers de la version castillane:Mi padre era de Ronda,y mi madre de Antequera.D'après la manière dont Ceuta est mentionnée ici, le romance daterait de l'époque où cette ville était devenue espagnole, et ne serait pas plus ancien que le XVII siècle, à en croire ce passage;mais dans d'autres leçons, Ceuta n'est pas nommée, et peut-être y a-t-il eu ici interpolation moderne.„Puymaigre,Romanceiro, p. 171.[67]Sorta di moneta.[68]Orig.estado. In italiano,stato, persostanze,patrimonio, ha parecchi esempi di scrittori autorevolissimi. A me non è parso far male, conservando nella mia traduzione una voce di significato comune alla lingua nostra ed a quella del testo.

[66]Bellermann, p. 184-90.“O romance do Captivo de Argel é um typo dos mui populares contos de captivos que relatam a salvação de prisioneiros christãos da mão dos mouros. Foi derivado o romance do Captivo de Argel da Hespanha. (Duran,Romancero General, N. 258). Th. Braga o obteve do Porto, escripto em uma letra que denuncia o seculo XVII. Garrett conhecia variantes de Lisboa, Ribatejo e Extremadura; Estacio da Veiga o encontrou em Tavia; e nos Cant. pop. do Archip. Açor. (p. 323-325) Braga publica duas versões da Ilha de S. Jorge.„Hardung, II, p. 46, in nota.Le lezione manoscritta del sec. XVII comincia:“Mi madre era de Hamburgo,mi padre de l'Antequera ecc.„Quella dell'Algarvia:“O meu pae era de Hamburgo,minha mãi de Hamburgo era:„e cosí una dell'isola di San Giorgio, salvo una differenza da nulla.“Braga remarque que Camoens, dans lesDisparates da India, a terminé une strophe par deux vers de la version castillane:Mi padre era de Ronda,y mi madre de Antequera.D'après la manière dont Ceuta est mentionnée ici, le romance daterait de l'époque où cette ville était devenue espagnole, et ne serait pas plus ancien que le XVII siècle, à en croire ce passage;mais dans d'autres leçons, Ceuta n'est pas nommée, et peut-être y a-t-il eu ici interpolation moderne.„Puymaigre,Romanceiro, p. 171.

[66]Bellermann, p. 184-90.

“O romance do Captivo de Argel é um typo dos mui populares contos de captivos que relatam a salvação de prisioneiros christãos da mão dos mouros. Foi derivado o romance do Captivo de Argel da Hespanha. (Duran,Romancero General, N. 258). Th. Braga o obteve do Porto, escripto em uma letra que denuncia o seculo XVII. Garrett conhecia variantes de Lisboa, Ribatejo e Extremadura; Estacio da Veiga o encontrou em Tavia; e nos Cant. pop. do Archip. Açor. (p. 323-325) Braga publica duas versões da Ilha de S. Jorge.„Hardung, II, p. 46, in nota.

Le lezione manoscritta del sec. XVII comincia:

“Mi madre era de Hamburgo,mi padre de l'Antequera ecc.„

“Mi madre era de Hamburgo,mi padre de l'Antequera ecc.„

Quella dell'Algarvia:

“O meu pae era de Hamburgo,minha mãi de Hamburgo era:„

“O meu pae era de Hamburgo,minha mãi de Hamburgo era:„

e cosí una dell'isola di San Giorgio, salvo una differenza da nulla.

“Braga remarque que Camoens, dans lesDisparates da India, a terminé une strophe par deux vers de la version castillane:

Mi padre era de Ronda,y mi madre de Antequera.

Mi padre era de Ronda,y mi madre de Antequera.

D'après la manière dont Ceuta est mentionnée ici, le romance daterait de l'époque où cette ville était devenue espagnole, et ne serait pas plus ancien que le XVII siècle, à en croire ce passage;mais dans d'autres leçons, Ceuta n'est pas nommée, et peut-être y a-t-il eu ici interpolation moderne.„Puymaigre,Romanceiro, p. 171.

[67]Sorta di moneta.

[67]Sorta di moneta.

[68]Orig.estado. In italiano,stato, persostanze,patrimonio, ha parecchi esempi di scrittori autorevolissimi. A me non è parso far male, conservando nella mia traduzione una voce di significato comune alla lingua nostra ed a quella del testo.

[68]Orig.estado. In italiano,stato, persostanze,patrimonio, ha parecchi esempi di scrittori autorevolissimi. A me non è parso far male, conservando nella mia traduzione una voce di significato comune alla lingua nostra ed a quella del testo.

(O cego)

(O cego)[69]

“Annetta, la porta deh m'apri adagíno:son tutto ferito; non reggo al cammino.„

“Se t'hanno ferito, da' retta, o meschino,andarne puoi tosto per altro cammino.„

“Deh m'apri la porta, me l'apri adagíno:son privo degli occhi; non vedo il cammino!„

“No, porta o portello non t'apro, carino:via, dico, in malora per tristo cammino!„

“Ah il povero cieco va solo e tapino,cantando, accattando, per questo cammino!„

“Qua, mamma, qua, mamma; sentite un pochinocantare quel cieco che ha perso il cammino.„

“Se canta ed accatta, pan diamogli e vino;è un povero cieco che fa suo cammino.„

“Non vo' del tuo pane, non vo' del tuo vino;vo' solo che Annetta m'insegni il cammino.„

“To', Anna, la rócca; su mettivi 'l lino;col povero cieco va' giú pe 'l cammino.„

“È vuota la rócca, finito è il mio lino;conosce il buon cieco, conosce il cammino.„

“Deh ancor mi accompagna, di grazia, un pochino:son privo degli occhi, non vedo il cammino.„

“Oh quanti mai, quanti dal colle vicinosignori a cavallo per questo cammino!„

“Venuti son tardi, mio dolce visino;gli aspetto che è tanto su questo cammino!„

“Ve', calan giú tutti pianino pianino:il cieco, il mio cieco, lo vede il cammino!

Mi assetta amoroso su vispo ronzino:un cieco mi porta, ma vedo il cammino.

[69]Bellermann, p. 192-94.“Almeida-Garrett, baseandose sobra o facto de que o mesmo assumpto é tractado n'uma ballada escoceza (Percy's,Reliques of Ancient English Poetry, Series II, book I, 10), suppõe que os mercantes portuguezes trouxessem de Glasgow ou Aberdeen esta historia, e de Vianna ou do Porto se internasse pelo Minho onde ella é mais vulgar.„Hardung, II, p. 105, in nota. Si conoscono di questo canto altre due lezioni, delle quali una dell'isola di San Giorgio.“Le romance est obscur. Le pauvre aveugle est un amant. Anna ne le reconnaît-t-elle pas d'abord? Pourquoi l'accueille-t-elle si mal, elle qui paraît se prêter ensuite à un enlevement?.... Braga rapproche ce chant d'un romance castillan:Yo me era Mora moraina.Il y a quelque analogie entre ce romance et celui de Sainte Iria.„Puymaigre,Romanceiro, p. 242. La conformità con la nostra romanza, se altri voglia proprio trovarcela, è solo un po' nel motivo, e né pure in tutte le lezioni.

[69]Bellermann, p. 192-94.“Almeida-Garrett, baseandose sobra o facto de que o mesmo assumpto é tractado n'uma ballada escoceza (Percy's,Reliques of Ancient English Poetry, Series II, book I, 10), suppõe que os mercantes portuguezes trouxessem de Glasgow ou Aberdeen esta historia, e de Vianna ou do Porto se internasse pelo Minho onde ella é mais vulgar.„Hardung, II, p. 105, in nota. Si conoscono di questo canto altre due lezioni, delle quali una dell'isola di San Giorgio.“Le romance est obscur. Le pauvre aveugle est un amant. Anna ne le reconnaît-t-elle pas d'abord? Pourquoi l'accueille-t-elle si mal, elle qui paraît se prêter ensuite à un enlevement?.... Braga rapproche ce chant d'un romance castillan:Yo me era Mora moraina.Il y a quelque analogie entre ce romance et celui de Sainte Iria.„Puymaigre,Romanceiro, p. 242. La conformità con la nostra romanza, se altri voglia proprio trovarcela, è solo un po' nel motivo, e né pure in tutte le lezioni.

[69]Bellermann, p. 192-94.

“Almeida-Garrett, baseandose sobra o facto de que o mesmo assumpto é tractado n'uma ballada escoceza (Percy's,Reliques of Ancient English Poetry, Series II, book I, 10), suppõe que os mercantes portuguezes trouxessem de Glasgow ou Aberdeen esta historia, e de Vianna ou do Porto se internasse pelo Minho onde ella é mais vulgar.„Hardung, II, p. 105, in nota. Si conoscono di questo canto altre due lezioni, delle quali una dell'isola di San Giorgio.

“Le romance est obscur. Le pauvre aveugle est un amant. Anna ne le reconnaît-t-elle pas d'abord? Pourquoi l'accueille-t-elle si mal, elle qui paraît se prêter ensuite à un enlevement?.... Braga rapproche ce chant d'un romance castillan:

Yo me era Mora moraina.

Yo me era Mora moraina.

Il y a quelque analogie entre ce romance et celui de Sainte Iria.„Puymaigre,Romanceiro, p. 242. La conformità con la nostra romanza, se altri voglia proprio trovarcela, è solo un po' nel motivo, e né pure in tutte le lezioni.

(A pastorinha)

(A pastorinha)[70]

“Buon giorno e buon anno, Rosetta;[71]che fate?„“Le pecore cerco qui attorno sbrancate.„

“Per Bacco! pastora sí amabil donzella?„“Fu questa e non altra la sorte mia bella.„

“Fra' monti la strada sicura non è;vorreste, carina, venire con me?„

“Voi buon consigliere non siete di certo;lasciar la mia greggia per questo deserto!„

“Non vo' che la greggia si perda, o Rosetta,ma teco in riposo qui starmi un'oretta.„

“No; questo è un discorso che zoppica assai:se vede il padrone ch'io tardo, son guai.„

“Cagion del ritardo puoi dirgli ch'è statoun forte acquazzone che ha tutto allagato.„

“Ma ciò non è vero; mentire io non so:ci ha colpa un galante, piuttosto dirò.„

“Attenta, carina; non odi belare?„“Sarà la mia greggia; mi dà pur da fare!„

“Io volo a cercarla: che importa se straccifarò del vestito per questi sassacci?„

“Ma come! calzato di seta per balzesí aspre e scoscese? ahi povere calze!„

“Eh vada il vestito le calze e ogni cosa,per farti servizio, bellissima Rosa!„

“Son tutte, son tutte, lodato sia Dio!„“Lo vedi? era scritto; tuo servo son io.„

“Lasciatemi 'n pace, signore: oh che pena!or ora il padrone vien qui con la cena.„

“Se viene il padrone, sia 'l ben arrivato:diremo che adesso qui son capitato.„

“Ma andate, ma andate; se no, mi dispero:non vo' piú vedervi, né pur col pensiero.„

“Addio; queste roccie tu goditi, o Rosa:va' a pascer la greggia, mia bella scontrosa.„[72]

“No, via, non fuggite: signore! o signore!ah cieco è l'amore; m'arrendo all'amore!„

Sedettero all'ombra, ché ardente era il sole:fanciulla ritrosa, ritrosa a parole.[73]

[70]Bellermann, p. 196-98.“A xacara da Linda Pastorinha, que não desdiz dos mais bellos idyllios ou pastourellas de genero provençal, é sabida e cantada por todo o reino, apparecendo numerosas variantes. Th. Braga julga a mais verdadeira aquella “que vem precedida de um preambulo em prosa, contando como um irmão chegado do Brazil á sua terra, antes de se dar a conhecer á sua irmã, começou a fallar-lhe de amores, por aposta contra os que lhe diziam ser ella a mais esquiva de todas as raparigas do lugar.„Hardung, II, p, 71, in nota.“Cette petite pièce, célèbre dans la poésie populaire portugaise, rappelle tout à fait lespastourellesqui furent en si grande vogue chez les Provençaux comme chez les Français, qu'essayerent aussi les Espagnols, témoin la jolieserranilladu marquis de Santillane,la vachère de la Finojosa, et dont on retrouve de nombreuses dégénérescences parmi les chansons rustiques de nos diverses provinces... Cette production est très répandue dans tout le Portugal, et Almeida-Garrett en a donné de nombreuses variantes. De son côté, Braga a publié deux versions deLinda Pastora[titolo dato dall'Almeida-Garrett a questa poesia, che appunto fu da esso raccolta dalla bocca di una lavandaia in un villaggio, portante, non so perché, quel nome curioso]. Toutes deux ont un dénouement qu'Almeida a aussi rencontré. Le galant chevalier n'y est autre que le frère de la bergère; il veut éprouver la vertu de sa soeur. C'est là sans doute une interpolation.[?] Telle, toutefois, n'est pas l'opinion de Braga, et nous devons le reconnaître, cette donnée se retrouve dans un certain nombre de chants populaires de divers pays et offrant de très grandes ressemblances avec la pastourelle portugaise.„Puymaigre,Romanceiro, p. 210-11.“Scorrendo le moltissime pastorelle raccolte dal Bartsch [Altfranzösische Romanzen und Pastourellen, Leipzig, 1870], sotto delle piccole e insignificanti varietà si trova costantemente lo stesso fondo: un contrasto tra un cavaliere uscito a diporto e una fanciulla dei campi, incontrata a caso; un capriccio d'un quarto d'ora, uno scherzo, che rimane scherzo anche quando finisce sul serio.„Bartoli,Storia della letter. ital., Firenze, 1879, t. III, p. 184.Gentili composizioni che richiamano strettamente le Pastorelle di Provenza e di Francia, vantano ancora gli antichi poeti d'arte portoghesi: due, per esempio, s'incontrano nel canzoniere del re don Dionigi molto affettuose e delicate, in particolar modo quella che comincia:“Hunha pastor ben talhadacuydava en seu amigo ecc.„Di questa ho dinanzi una fedele e spontanea versione metrica, condotta dal sig.Annibale Gabriellisul testo messo a stampa dal chiaro prof. Monaci (Halle, 1875), e pubblicata nellaRassegna italianadel 15 giugno 1886. Circa poi al maggiore o minore influsso che nella lirica portoghese ebbe quella dei Provenzali, intorbidando alquanto co' suoi colori artificiati le limpide fonti paesane, è questione assai dibattuta, e che qui, anche volendo, non potrei né meno sfiorare. Vedi, tra quelli che ne scrissero con piú o meno competenza e larghezza,Diez,Ueber die erste portugiesische Kunst und Hofpoesie, Bonn, 1863, p. 30-34 e 72-95;Baret,Les troubadoursecc., p. 186-228;Monaci,Canti antichi portoghesi tratti dal Cod. Vat. 4803, Imola, 1873 (prefaz.); lo stesso,Il Canzoniere portog. della Vaticana, ediz. di Halle su cit.;Meyer, inRomania, N. 6, p. 265;Braga,Cancioneiro portuguez da Vaticana, Lisboa, 1878 (introduz.); lo stesso,Theoria da historiaecc., ediz. cit., p. 88-92;Renier,Il tipo estetico della donna nel Medio Evo, Ancona, 1885, p. 45-46;Loiseau,Histoireecc., p. 8-22 ecc.Alle due lezioni diLinda Pastoraedite dalBragasi rannodano, quanto alla circostanza principale, alcune canzoni italiane, comeL'onestà alla prova(Bernoni, punt. XI, p. 1-2);La prova d'un rapimento(Marcoaldi, p. 161);Il finto fratello(Ferraro, p. 90) ecc.; avvertendo bensí che tra la prima e l'ultime due c'è quel divario che passa tra la verità e l'inganno, come, senza bisogno d'altro, mostra il titolo della ballata raccolta dalFerraro. Tra i canti francesi, cfr.:Arbaud,L'enlèvement, II, p. 113;Puymaigre,Chants, ecc., t. I,L'épreuve, p. 97;La bergère rusée, p. 160,Même sujet, p. 162,La bergère mouqueuse, pag. 164,Chanson nouvelle sur l'entretien d'un Seigneur et d'une Bergère, pag. 166;Bladé,La pastouro alecado, III, p. 202;Fleury,Le passant et la bergère, p. 282,Même sujet, p. 284,La brebis perdue, p. 287 ecc. Di questi, parte riconnettonsi piú specialmente alla lezione da me tradotta, parte a quella delBraga.—In un bel canto svedese, una onesta giovine, tentata in modo consimile dal fratello, sconosciuto, risponde:“Je suis née pendant que le coq chantait.Ma mère mourut au lever du soleil.On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„Marmier,Chants du Nord, p. 175-76.Non occorre qui rammentare come anco la romanza portogheseA infeitiçada, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturianaDon Bueso, nell'altra romanza catalanaLa cativa, in una canzone tedesca (Annelein) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vediWolffundHoffmann,Primaveraecc., II, p. 58).LaxacaradellaPastorinha, o, se vi piace meglio,Linda pastora, è conosciuta in Gallizia. (Romania, 1877, p. 53.)[71]Orig.,Rosa. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo:Rosa fresca aulentissima, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [Canti pop. siciliani, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci (Intorno ad alcune rime dei secoliXIII e XIV, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287:Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore. È notissima la ballata del Cavalcanti:Fresca rosa novella. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima:Rosa, quanti ti vedon...] Una canzone francese antica nel Paris,Chansons du XV s.(Paris, Didot, 1875, p. 56):Royne des fleurs que j'ai tant desirée. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nellaRiv. di Fil. Rom., p. 180, e nellaRiv. Europeadi rimatori italiani antichi.„D'Ancona,Studj su la letter. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [Sa facete vermeillete come rosser floris.V. Bartsch, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne ilfresco colore di rosa... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:Oirosaencolaria del parais,....[La Chiesa:Rosa mistica; ilManzoni(Il nome di Maria):O rosa, ecc.]In una raccolta veneziana si legge:Chi vo veder tre roze in t'una rama,vada a la porta de la Casa Nova;che ghe xe tre putele co la mama,che le se chiama tre in t'una rama.In una raccolta napoletana:Russa la facce toa comu' narosa....quannu nascisti tu,rosa marina,fici gran festa lu suli e la luna.E altrove:rosa bianca,rosa rossa,rosa di giardino, e via discorrendo.„Bartoli, op. e t. cit., p. 146-48.Similmente una delle piú antiche e graziose romanze spagnole (Cancionero general, ediz. del 1535, p. 107), che riferisco nella mia traduzione:“Rosafresca,rosafresca,tutta bella e tutta amor,quand'io v'ebbi nelle braccia,voi servir non seppi, no:or io ben vi servirei,ma non posso avervi, no.„“Vostra, amico, fu la colpa;non fu mia di certo, no.Ambasciata mi mandasteper un vostro servitor;ma saluti e' non mi fece,ben diverso mi parlò:che avevate donna, amico,laggiú in terra di Leon;che avevate donna bellae figliuoli come un fior.„“Chi vi disse ciò, signora,verità non disse, no:in Castiglia non fui mai,né là in terra di Leon,se non quando ero tant'altoe non conoscevo amor.„Fa meraviglia che un uomo della levatura e della dottrina delTiknor(Hist de la littér. esp., traduite de l'anglais par I.-G. Magnabal, Paris, 1864, t. I, p. 117) abbia potuto scrivere a proposito di questa romanza:Rosa était le nom de la dame aimée. Anche gli Ungheresi ed i Turchi diconorosal'amata; comebasilicoè detta per vezzo nei canti popolari slavi e greci moderni; come nei rispetti e negli stornelli toscani, ora il damoè giglio valoroso, orafior di resta, orapalma d'argento, spiga di grano lavorato, stella brillantina, specchio rilucente, mandorlo fiorito, e cosí via.Rosa, d'uomo giovinetto, nella ballata storicaI Reali di Napoli alla rotta di Montecatini; dove dice Maria, madre di re Roberto e di Piero, morto in cotesta battaglia:“Ov'è il mio giglio e la miarosae il fiore?„[72]Il cit. canto normannoLe passant et la bergère:“Adieu, ingrate bergère:puisque rien ne t'attendrit,je m'en vais dessous ces chênespleurer le jour et la nuit.„“Oui, va t'en dessous un chênepleurer le jour et la nuit:et moi j'irai dans la plainechanter et me divertir.„Quanto meno selvatica la ragazza guascone della pur citata canzonettaLa pastouro alecado!“Un moussou que passauol'a toucat lou mentoun.La pastouro fierrotoa troubat acò boun.„Nella canzone normannaLa brebis perdue, è curioso a vedere come la brava foresotta s'ingegna di salvar capra e cavoli. Con uno dei consueti artifizi di chi, mostrando contentarsi di poco, mira ad ottenere pienissimo l'intento suo, dice il giovine tentatore:“Laiss'-moi prendre sur ta boucheseulement un doux baiser,Ne sois point assez faroucheque de me le refuser.„A cui la fanciulla:“Prenez-le, si vous voulez,mais tout de suite partez;car je saurais me défendreet faire ce que je doi.Vous n'avez rien à prétendre;partez, monsieur, laissez-moi.„Cfr.Cavalcanti, ballataIn un boschettoecc.:“Merzé le chiesi sol che di basciaree d'abbracciare le fosse 'n volere.„Anche ilSeigneurd'uno dei canti della raccolta del Puymaigre si contenterebbe d'un bacio e d'un abbraccio; ma, come diciamo qui in Toscana, ci trova la sua. Non badino, prego, i lettori al soverchio naturalismo del penultimo verso:Rustica progenies(è antico dettato)nescit habere modos:“Embrasse-moi, je te prie;pour mon amour c'est un petit salaire.Embrasse-moi, je te prie;un seul baiser me doit être permis.„“Allez, monsieur; vous me mettez en colere;ou je vous ferai, sans beaucoup de train,baiser le dos de ma main,et vous verrez que c'est la même chair;baiser le cul de mon chien.Rien n'est pour vous et tout est pour Colin.„Cfr. la ballata diV. Goethe,Der Edelknabe und die Müllerin.Edelknabe.“Ruhst du in meinen Armen aus?„Müllerin.“Mit nichten!Denn wer die artige Müllerin küsst,auf der Stelle verrathen ist.Euer schönes dunkles Kleidthät' mir leidso weiss zu färben.Gleich und Gleich! so allein ist's recht!Darauf will ich leben und sterben.Ich liebe mir den Müllerknecht;an dem ist nichts zu verderben.„[73]“.... tutte quante [le ragazze] chiudono gli occhi e si arrendono: l'amore è cieco, e comanda.„Shakspeare,Re Arrigo V, atto V, sc. II.Ahimè! volle il destino che l'ultimo verso dell'ultima di queste romanze, come pure l'ultima di queste annotazioni, fossero per l'appunto una sconcia impertinenza, una goffa e rancida calunnia contro al bel sesso. Male, mio povero libro, male; non troverai grazia presso le anime gentili.

[70]Bellermann, p. 196-98.“A xacara da Linda Pastorinha, que não desdiz dos mais bellos idyllios ou pastourellas de genero provençal, é sabida e cantada por todo o reino, apparecendo numerosas variantes. Th. Braga julga a mais verdadeira aquella “que vem precedida de um preambulo em prosa, contando como um irmão chegado do Brazil á sua terra, antes de se dar a conhecer á sua irmã, começou a fallar-lhe de amores, por aposta contra os que lhe diziam ser ella a mais esquiva de todas as raparigas do lugar.„Hardung, II, p, 71, in nota.“Cette petite pièce, célèbre dans la poésie populaire portugaise, rappelle tout à fait lespastourellesqui furent en si grande vogue chez les Provençaux comme chez les Français, qu'essayerent aussi les Espagnols, témoin la jolieserranilladu marquis de Santillane,la vachère de la Finojosa, et dont on retrouve de nombreuses dégénérescences parmi les chansons rustiques de nos diverses provinces... Cette production est très répandue dans tout le Portugal, et Almeida-Garrett en a donné de nombreuses variantes. De son côté, Braga a publié deux versions deLinda Pastora[titolo dato dall'Almeida-Garrett a questa poesia, che appunto fu da esso raccolta dalla bocca di una lavandaia in un villaggio, portante, non so perché, quel nome curioso]. Toutes deux ont un dénouement qu'Almeida a aussi rencontré. Le galant chevalier n'y est autre que le frère de la bergère; il veut éprouver la vertu de sa soeur. C'est là sans doute une interpolation.[?] Telle, toutefois, n'est pas l'opinion de Braga, et nous devons le reconnaître, cette donnée se retrouve dans un certain nombre de chants populaires de divers pays et offrant de très grandes ressemblances avec la pastourelle portugaise.„Puymaigre,Romanceiro, p. 210-11.“Scorrendo le moltissime pastorelle raccolte dal Bartsch [Altfranzösische Romanzen und Pastourellen, Leipzig, 1870], sotto delle piccole e insignificanti varietà si trova costantemente lo stesso fondo: un contrasto tra un cavaliere uscito a diporto e una fanciulla dei campi, incontrata a caso; un capriccio d'un quarto d'ora, uno scherzo, che rimane scherzo anche quando finisce sul serio.„Bartoli,Storia della letter. ital., Firenze, 1879, t. III, p. 184.Gentili composizioni che richiamano strettamente le Pastorelle di Provenza e di Francia, vantano ancora gli antichi poeti d'arte portoghesi: due, per esempio, s'incontrano nel canzoniere del re don Dionigi molto affettuose e delicate, in particolar modo quella che comincia:“Hunha pastor ben talhadacuydava en seu amigo ecc.„Di questa ho dinanzi una fedele e spontanea versione metrica, condotta dal sig.Annibale Gabriellisul testo messo a stampa dal chiaro prof. Monaci (Halle, 1875), e pubblicata nellaRassegna italianadel 15 giugno 1886. Circa poi al maggiore o minore influsso che nella lirica portoghese ebbe quella dei Provenzali, intorbidando alquanto co' suoi colori artificiati le limpide fonti paesane, è questione assai dibattuta, e che qui, anche volendo, non potrei né meno sfiorare. Vedi, tra quelli che ne scrissero con piú o meno competenza e larghezza,Diez,Ueber die erste portugiesische Kunst und Hofpoesie, Bonn, 1863, p. 30-34 e 72-95;Baret,Les troubadoursecc., p. 186-228;Monaci,Canti antichi portoghesi tratti dal Cod. Vat. 4803, Imola, 1873 (prefaz.); lo stesso,Il Canzoniere portog. della Vaticana, ediz. di Halle su cit.;Meyer, inRomania, N. 6, p. 265;Braga,Cancioneiro portuguez da Vaticana, Lisboa, 1878 (introduz.); lo stesso,Theoria da historiaecc., ediz. cit., p. 88-92;Renier,Il tipo estetico della donna nel Medio Evo, Ancona, 1885, p. 45-46;Loiseau,Histoireecc., p. 8-22 ecc.Alle due lezioni diLinda Pastoraedite dalBragasi rannodano, quanto alla circostanza principale, alcune canzoni italiane, comeL'onestà alla prova(Bernoni, punt. XI, p. 1-2);La prova d'un rapimento(Marcoaldi, p. 161);Il finto fratello(Ferraro, p. 90) ecc.; avvertendo bensí che tra la prima e l'ultime due c'è quel divario che passa tra la verità e l'inganno, come, senza bisogno d'altro, mostra il titolo della ballata raccolta dalFerraro. Tra i canti francesi, cfr.:Arbaud,L'enlèvement, II, p. 113;Puymaigre,Chants, ecc., t. I,L'épreuve, p. 97;La bergère rusée, p. 160,Même sujet, p. 162,La bergère mouqueuse, pag. 164,Chanson nouvelle sur l'entretien d'un Seigneur et d'une Bergère, pag. 166;Bladé,La pastouro alecado, III, p. 202;Fleury,Le passant et la bergère, p. 282,Même sujet, p. 284,La brebis perdue, p. 287 ecc. Di questi, parte riconnettonsi piú specialmente alla lezione da me tradotta, parte a quella delBraga.—In un bel canto svedese, una onesta giovine, tentata in modo consimile dal fratello, sconosciuto, risponde:“Je suis née pendant que le coq chantait.Ma mère mourut au lever du soleil.On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„Marmier,Chants du Nord, p. 175-76.Non occorre qui rammentare come anco la romanza portogheseA infeitiçada, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturianaDon Bueso, nell'altra romanza catalanaLa cativa, in una canzone tedesca (Annelein) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vediWolffundHoffmann,Primaveraecc., II, p. 58).LaxacaradellaPastorinha, o, se vi piace meglio,Linda pastora, è conosciuta in Gallizia. (Romania, 1877, p. 53.)

[70]Bellermann, p. 196-98.

“A xacara da Linda Pastorinha, que não desdiz dos mais bellos idyllios ou pastourellas de genero provençal, é sabida e cantada por todo o reino, apparecendo numerosas variantes. Th. Braga julga a mais verdadeira aquella “que vem precedida de um preambulo em prosa, contando como um irmão chegado do Brazil á sua terra, antes de se dar a conhecer á sua irmã, começou a fallar-lhe de amores, por aposta contra os que lhe diziam ser ella a mais esquiva de todas as raparigas do lugar.„Hardung, II, p, 71, in nota.

“Cette petite pièce, célèbre dans la poésie populaire portugaise, rappelle tout à fait lespastourellesqui furent en si grande vogue chez les Provençaux comme chez les Français, qu'essayerent aussi les Espagnols, témoin la jolieserranilladu marquis de Santillane,la vachère de la Finojosa, et dont on retrouve de nombreuses dégénérescences parmi les chansons rustiques de nos diverses provinces... Cette production est très répandue dans tout le Portugal, et Almeida-Garrett en a donné de nombreuses variantes. De son côté, Braga a publié deux versions deLinda Pastora[titolo dato dall'Almeida-Garrett a questa poesia, che appunto fu da esso raccolta dalla bocca di una lavandaia in un villaggio, portante, non so perché, quel nome curioso]. Toutes deux ont un dénouement qu'Almeida a aussi rencontré. Le galant chevalier n'y est autre que le frère de la bergère; il veut éprouver la vertu de sa soeur. C'est là sans doute une interpolation.[?] Telle, toutefois, n'est pas l'opinion de Braga, et nous devons le reconnaître, cette donnée se retrouve dans un certain nombre de chants populaires de divers pays et offrant de très grandes ressemblances avec la pastourelle portugaise.„Puymaigre,Romanceiro, p. 210-11.

“Scorrendo le moltissime pastorelle raccolte dal Bartsch [Altfranzösische Romanzen und Pastourellen, Leipzig, 1870], sotto delle piccole e insignificanti varietà si trova costantemente lo stesso fondo: un contrasto tra un cavaliere uscito a diporto e una fanciulla dei campi, incontrata a caso; un capriccio d'un quarto d'ora, uno scherzo, che rimane scherzo anche quando finisce sul serio.„Bartoli,Storia della letter. ital., Firenze, 1879, t. III, p. 184.

Gentili composizioni che richiamano strettamente le Pastorelle di Provenza e di Francia, vantano ancora gli antichi poeti d'arte portoghesi: due, per esempio, s'incontrano nel canzoniere del re don Dionigi molto affettuose e delicate, in particolar modo quella che comincia:

“Hunha pastor ben talhadacuydava en seu amigo ecc.„

“Hunha pastor ben talhadacuydava en seu amigo ecc.„

Di questa ho dinanzi una fedele e spontanea versione metrica, condotta dal sig.Annibale Gabriellisul testo messo a stampa dal chiaro prof. Monaci (Halle, 1875), e pubblicata nellaRassegna italianadel 15 giugno 1886. Circa poi al maggiore o minore influsso che nella lirica portoghese ebbe quella dei Provenzali, intorbidando alquanto co' suoi colori artificiati le limpide fonti paesane, è questione assai dibattuta, e che qui, anche volendo, non potrei né meno sfiorare. Vedi, tra quelli che ne scrissero con piú o meno competenza e larghezza,Diez,Ueber die erste portugiesische Kunst und Hofpoesie, Bonn, 1863, p. 30-34 e 72-95;Baret,Les troubadoursecc., p. 186-228;Monaci,Canti antichi portoghesi tratti dal Cod. Vat. 4803, Imola, 1873 (prefaz.); lo stesso,Il Canzoniere portog. della Vaticana, ediz. di Halle su cit.;Meyer, inRomania, N. 6, p. 265;Braga,Cancioneiro portuguez da Vaticana, Lisboa, 1878 (introduz.); lo stesso,Theoria da historiaecc., ediz. cit., p. 88-92;Renier,Il tipo estetico della donna nel Medio Evo, Ancona, 1885, p. 45-46;Loiseau,Histoireecc., p. 8-22 ecc.

Alle due lezioni diLinda Pastoraedite dalBragasi rannodano, quanto alla circostanza principale, alcune canzoni italiane, comeL'onestà alla prova(Bernoni, punt. XI, p. 1-2);La prova d'un rapimento(Marcoaldi, p. 161);Il finto fratello(Ferraro, p. 90) ecc.; avvertendo bensí che tra la prima e l'ultime due c'è quel divario che passa tra la verità e l'inganno, come, senza bisogno d'altro, mostra il titolo della ballata raccolta dalFerraro. Tra i canti francesi, cfr.:Arbaud,L'enlèvement, II, p. 113;Puymaigre,Chants, ecc., t. I,L'épreuve, p. 97;La bergère rusée, p. 160,Même sujet, p. 162,La bergère mouqueuse, pag. 164,Chanson nouvelle sur l'entretien d'un Seigneur et d'une Bergère, pag. 166;Bladé,La pastouro alecado, III, p. 202;Fleury,Le passant et la bergère, p. 282,Même sujet, p. 284,La brebis perdue, p. 287 ecc. Di questi, parte riconnettonsi piú specialmente alla lezione da me tradotta, parte a quella delBraga.—In un bel canto svedese, una onesta giovine, tentata in modo consimile dal fratello, sconosciuto, risponde:

“Je suis née pendant que le coq chantait.Ma mère mourut au lever du soleil.On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„Marmier,Chants du Nord, p. 175-76.

“Je suis née pendant que le coq chantait.

Ma mère mourut au lever du soleil.

On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.

On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.

On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.

Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;

tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.

Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.

Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.

Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„Marmier,Chants du Nord, p. 175-76.

Non occorre qui rammentare come anco la romanza portogheseA infeitiçada, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturianaDon Bueso, nell'altra romanza catalanaLa cativa, in una canzone tedesca (Annelein) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vediWolffundHoffmann,Primaveraecc., II, p. 58).

LaxacaradellaPastorinha, o, se vi piace meglio,Linda pastora, è conosciuta in Gallizia. (Romania, 1877, p. 53.)

[71]Orig.,Rosa. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo:Rosa fresca aulentissima, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [Canti pop. siciliani, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci (Intorno ad alcune rime dei secoliXIII e XIV, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287:Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore. È notissima la ballata del Cavalcanti:Fresca rosa novella. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima:Rosa, quanti ti vedon...] Una canzone francese antica nel Paris,Chansons du XV s.(Paris, Didot, 1875, p. 56):Royne des fleurs que j'ai tant desirée. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nellaRiv. di Fil. Rom., p. 180, e nellaRiv. Europeadi rimatori italiani antichi.„D'Ancona,Studj su la letter. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [Sa facete vermeillete come rosser floris.V. Bartsch, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne ilfresco colore di rosa... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:Oirosaencolaria del parais,....[La Chiesa:Rosa mistica; ilManzoni(Il nome di Maria):O rosa, ecc.]In una raccolta veneziana si legge:Chi vo veder tre roze in t'una rama,vada a la porta de la Casa Nova;che ghe xe tre putele co la mama,che le se chiama tre in t'una rama.In una raccolta napoletana:Russa la facce toa comu' narosa....quannu nascisti tu,rosa marina,fici gran festa lu suli e la luna.E altrove:rosa bianca,rosa rossa,rosa di giardino, e via discorrendo.„Bartoli, op. e t. cit., p. 146-48.Similmente una delle piú antiche e graziose romanze spagnole (Cancionero general, ediz. del 1535, p. 107), che riferisco nella mia traduzione:“Rosafresca,rosafresca,tutta bella e tutta amor,quand'io v'ebbi nelle braccia,voi servir non seppi, no:or io ben vi servirei,ma non posso avervi, no.„“Vostra, amico, fu la colpa;non fu mia di certo, no.Ambasciata mi mandasteper un vostro servitor;ma saluti e' non mi fece,ben diverso mi parlò:che avevate donna, amico,laggiú in terra di Leon;che avevate donna bellae figliuoli come un fior.„“Chi vi disse ciò, signora,verità non disse, no:in Castiglia non fui mai,né là in terra di Leon,se non quando ero tant'altoe non conoscevo amor.„Fa meraviglia che un uomo della levatura e della dottrina delTiknor(Hist de la littér. esp., traduite de l'anglais par I.-G. Magnabal, Paris, 1864, t. I, p. 117) abbia potuto scrivere a proposito di questa romanza:Rosa était le nom de la dame aimée. Anche gli Ungheresi ed i Turchi diconorosal'amata; comebasilicoè detta per vezzo nei canti popolari slavi e greci moderni; come nei rispetti e negli stornelli toscani, ora il damoè giglio valoroso, orafior di resta, orapalma d'argento, spiga di grano lavorato, stella brillantina, specchio rilucente, mandorlo fiorito, e cosí via.Rosa, d'uomo giovinetto, nella ballata storicaI Reali di Napoli alla rotta di Montecatini; dove dice Maria, madre di re Roberto e di Piero, morto in cotesta battaglia:“Ov'è il mio giglio e la miarosae il fiore?„

[71]Orig.,Rosa. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo:Rosa fresca aulentissima, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [Canti pop. siciliani, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci (Intorno ad alcune rime dei secoliXIII e XIV, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287:Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore. È notissima la ballata del Cavalcanti:Fresca rosa novella. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima:Rosa, quanti ti vedon...] Una canzone francese antica nel Paris,Chansons du XV s.(Paris, Didot, 1875, p. 56):Royne des fleurs que j'ai tant desirée. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nellaRiv. di Fil. Rom., p. 180, e nellaRiv. Europeadi rimatori italiani antichi.„D'Ancona,Studj su la letter. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [Sa facete vermeillete come rosser floris.V. Bartsch, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne ilfresco colore di rosa... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:

Oirosaencolaria del parais,....

Oirosaencolaria del parais,....

[La Chiesa:Rosa mistica; ilManzoni(Il nome di Maria):O rosa, ecc.]

In una raccolta veneziana si legge:

Chi vo veder tre roze in t'una rama,vada a la porta de la Casa Nova;che ghe xe tre putele co la mama,che le se chiama tre in t'una rama.

Chi vo veder tre roze in t'una rama,vada a la porta de la Casa Nova;che ghe xe tre putele co la mama,che le se chiama tre in t'una rama.

In una raccolta napoletana:

Russa la facce toa comu' narosa....quannu nascisti tu,rosa marina,fici gran festa lu suli e la luna.

Russa la facce toa comu' narosa....quannu nascisti tu,rosa marina,fici gran festa lu suli e la luna.

E altrove:rosa bianca,rosa rossa,rosa di giardino, e via discorrendo.„Bartoli, op. e t. cit., p. 146-48.

Similmente una delle piú antiche e graziose romanze spagnole (Cancionero general, ediz. del 1535, p. 107), che riferisco nella mia traduzione:

“Rosafresca,rosafresca,tutta bella e tutta amor,quand'io v'ebbi nelle braccia,voi servir non seppi, no:or io ben vi servirei,ma non posso avervi, no.„“Vostra, amico, fu la colpa;non fu mia di certo, no.Ambasciata mi mandasteper un vostro servitor;ma saluti e' non mi fece,ben diverso mi parlò:che avevate donna, amico,laggiú in terra di Leon;che avevate donna bellae figliuoli come un fior.„“Chi vi disse ciò, signora,verità non disse, no:in Castiglia non fui mai,né là in terra di Leon,se non quando ero tant'altoe non conoscevo amor.„

“Rosafresca,rosafresca,tutta bella e tutta amor,quand'io v'ebbi nelle braccia,voi servir non seppi, no:or io ben vi servirei,ma non posso avervi, no.„

“Vostra, amico, fu la colpa;non fu mia di certo, no.Ambasciata mi mandasteper un vostro servitor;ma saluti e' non mi fece,ben diverso mi parlò:che avevate donna, amico,laggiú in terra di Leon;che avevate donna bellae figliuoli come un fior.„

“Chi vi disse ciò, signora,verità non disse, no:in Castiglia non fui mai,né là in terra di Leon,se non quando ero tant'altoe non conoscevo amor.„

Fa meraviglia che un uomo della levatura e della dottrina delTiknor(Hist de la littér. esp., traduite de l'anglais par I.-G. Magnabal, Paris, 1864, t. I, p. 117) abbia potuto scrivere a proposito di questa romanza:Rosa était le nom de la dame aimée. Anche gli Ungheresi ed i Turchi diconorosal'amata; comebasilicoè detta per vezzo nei canti popolari slavi e greci moderni; come nei rispetti e negli stornelli toscani, ora il damoè giglio valoroso, orafior di resta, orapalma d'argento, spiga di grano lavorato, stella brillantina, specchio rilucente, mandorlo fiorito, e cosí via.Rosa, d'uomo giovinetto, nella ballata storicaI Reali di Napoli alla rotta di Montecatini; dove dice Maria, madre di re Roberto e di Piero, morto in cotesta battaglia:

“Ov'è il mio giglio e la miarosae il fiore?„

“Ov'è il mio giglio e la miarosae il fiore?„

[72]Il cit. canto normannoLe passant et la bergère:“Adieu, ingrate bergère:puisque rien ne t'attendrit,je m'en vais dessous ces chênespleurer le jour et la nuit.„“Oui, va t'en dessous un chênepleurer le jour et la nuit:et moi j'irai dans la plainechanter et me divertir.„Quanto meno selvatica la ragazza guascone della pur citata canzonettaLa pastouro alecado!“Un moussou que passauol'a toucat lou mentoun.La pastouro fierrotoa troubat acò boun.„Nella canzone normannaLa brebis perdue, è curioso a vedere come la brava foresotta s'ingegna di salvar capra e cavoli. Con uno dei consueti artifizi di chi, mostrando contentarsi di poco, mira ad ottenere pienissimo l'intento suo, dice il giovine tentatore:“Laiss'-moi prendre sur ta boucheseulement un doux baiser,Ne sois point assez faroucheque de me le refuser.„A cui la fanciulla:“Prenez-le, si vous voulez,mais tout de suite partez;car je saurais me défendreet faire ce que je doi.Vous n'avez rien à prétendre;partez, monsieur, laissez-moi.„Cfr.Cavalcanti, ballataIn un boschettoecc.:“Merzé le chiesi sol che di basciaree d'abbracciare le fosse 'n volere.„Anche ilSeigneurd'uno dei canti della raccolta del Puymaigre si contenterebbe d'un bacio e d'un abbraccio; ma, come diciamo qui in Toscana, ci trova la sua. Non badino, prego, i lettori al soverchio naturalismo del penultimo verso:Rustica progenies(è antico dettato)nescit habere modos:“Embrasse-moi, je te prie;pour mon amour c'est un petit salaire.Embrasse-moi, je te prie;un seul baiser me doit être permis.„“Allez, monsieur; vous me mettez en colere;ou je vous ferai, sans beaucoup de train,baiser le dos de ma main,et vous verrez que c'est la même chair;baiser le cul de mon chien.Rien n'est pour vous et tout est pour Colin.„Cfr. la ballata diV. Goethe,Der Edelknabe und die Müllerin.Edelknabe.“Ruhst du in meinen Armen aus?„Müllerin.“Mit nichten!Denn wer die artige Müllerin küsst,auf der Stelle verrathen ist.Euer schönes dunkles Kleidthät' mir leidso weiss zu färben.Gleich und Gleich! so allein ist's recht!Darauf will ich leben und sterben.Ich liebe mir den Müllerknecht;an dem ist nichts zu verderben.„

[72]Il cit. canto normannoLe passant et la bergère:

“Adieu, ingrate bergère:puisque rien ne t'attendrit,je m'en vais dessous ces chênespleurer le jour et la nuit.„“Oui, va t'en dessous un chênepleurer le jour et la nuit:et moi j'irai dans la plainechanter et me divertir.„

“Adieu, ingrate bergère:puisque rien ne t'attendrit,je m'en vais dessous ces chênespleurer le jour et la nuit.„

“Oui, va t'en dessous un chênepleurer le jour et la nuit:et moi j'irai dans la plainechanter et me divertir.„

Quanto meno selvatica la ragazza guascone della pur citata canzonettaLa pastouro alecado!

“Un moussou que passauol'a toucat lou mentoun.La pastouro fierrotoa troubat acò boun.„

“Un moussou que passauol'a toucat lou mentoun.La pastouro fierrotoa troubat acò boun.„

Nella canzone normannaLa brebis perdue, è curioso a vedere come la brava foresotta s'ingegna di salvar capra e cavoli. Con uno dei consueti artifizi di chi, mostrando contentarsi di poco, mira ad ottenere pienissimo l'intento suo, dice il giovine tentatore:

“Laiss'-moi prendre sur ta boucheseulement un doux baiser,Ne sois point assez faroucheque de me le refuser.„

“Laiss'-moi prendre sur ta boucheseulement un doux baiser,Ne sois point assez faroucheque de me le refuser.„

A cui la fanciulla:

“Prenez-le, si vous voulez,mais tout de suite partez;car je saurais me défendreet faire ce que je doi.Vous n'avez rien à prétendre;partez, monsieur, laissez-moi.„

“Prenez-le, si vous voulez,mais tout de suite partez;car je saurais me défendreet faire ce que je doi.Vous n'avez rien à prétendre;partez, monsieur, laissez-moi.„

Cfr.Cavalcanti, ballataIn un boschettoecc.:

“Merzé le chiesi sol che di basciaree d'abbracciare le fosse 'n volere.„

“Merzé le chiesi sol che di basciaree d'abbracciare le fosse 'n volere.„

Anche ilSeigneurd'uno dei canti della raccolta del Puymaigre si contenterebbe d'un bacio e d'un abbraccio; ma, come diciamo qui in Toscana, ci trova la sua. Non badino, prego, i lettori al soverchio naturalismo del penultimo verso:Rustica progenies(è antico dettato)nescit habere modos:

“Embrasse-moi, je te prie;pour mon amour c'est un petit salaire.Embrasse-moi, je te prie;un seul baiser me doit être permis.„“Allez, monsieur; vous me mettez en colere;ou je vous ferai, sans beaucoup de train,baiser le dos de ma main,et vous verrez que c'est la même chair;baiser le cul de mon chien.Rien n'est pour vous et tout est pour Colin.„

“Embrasse-moi, je te prie;pour mon amour c'est un petit salaire.Embrasse-moi, je te prie;un seul baiser me doit être permis.„

“Allez, monsieur; vous me mettez en colere;ou je vous ferai, sans beaucoup de train,baiser le dos de ma main,et vous verrez que c'est la même chair;baiser le cul de mon chien.Rien n'est pour vous et tout est pour Colin.„

Cfr. la ballata diV. Goethe,Der Edelknabe und die Müllerin.

Edelknabe.“Ruhst du in meinen Armen aus?„Müllerin.“Mit nichten!Denn wer die artige Müllerin küsst,auf der Stelle verrathen ist.Euer schönes dunkles Kleidthät' mir leidso weiss zu färben.Gleich und Gleich! so allein ist's recht!Darauf will ich leben und sterben.Ich liebe mir den Müllerknecht;an dem ist nichts zu verderben.„

Edelknabe.

“Ruhst du in meinen Armen aus?„

Müllerin.

“Mit nichten!Denn wer die artige Müllerin küsst,auf der Stelle verrathen ist.Euer schönes dunkles Kleidthät' mir leidso weiss zu färben.Gleich und Gleich! so allein ist's recht!Darauf will ich leben und sterben.Ich liebe mir den Müllerknecht;an dem ist nichts zu verderben.„

[73]“.... tutte quante [le ragazze] chiudono gli occhi e si arrendono: l'amore è cieco, e comanda.„Shakspeare,Re Arrigo V, atto V, sc. II.Ahimè! volle il destino che l'ultimo verso dell'ultima di queste romanze, come pure l'ultima di queste annotazioni, fossero per l'appunto una sconcia impertinenza, una goffa e rancida calunnia contro al bel sesso. Male, mio povero libro, male; non troverai grazia presso le anime gentili.

[73]“.... tutte quante [le ragazze] chiudono gli occhi e si arrendono: l'amore è cieco, e comanda.„Shakspeare,Re Arrigo V, atto V, sc. II.

Ahimè! volle il destino che l'ultimo verso dell'ultima di queste romanze, come pure l'ultima di queste annotazioni, fossero per l'appunto una sconcia impertinenza, una goffa e rancida calunnia contro al bel sesso. Male, mio povero libro, male; non troverai grazia presso le anime gentili.

Decorazione del libro


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