NOTE:[1]V. il mio libroVigilie Italiche.[2]Non ignoro, non dispregio, ma neppure accolgo i dettami assiomatici della filosofia che oggi impera in Italia. Ciò valga anche per quanto dico piú oltre delle scienze fisiche, che io non identifico davvero con la scienza filosofica, ma che pregio su ogni altra scienza, e reputo debbano formare la base ineliminabile d'ogni sana filosofia. Anche di questo parlerò piú lungamente altrove.[3]Vedi il bellissimo articolo di Giulio Cantalamessa:I pregiudizi della critica nelle arti figurative(Nuova Antologia 1915); dove sono poi eccellenti osservazioni sulla indole e sull'attuale super valutazione della critica.[4]Vedi il mio volumeVigilie Italiche(Breviarî intellettuali, N. 99), e specialmente il capitolo:I sassolini, pubblicato circa venti anni fa, e nel quale si contiene il nucleo fondamentale diMinerva e lo Scimmione.[5]Cosí scrivevo lo scorso inverno. E mi sembra inutile mutare. La storia, e specie la storia greca, va oggi soggetta a troppo rapide metamorfosi.[6]Gli Avvenimenti, Anno 1915, N. 4, 8, 11, 15 — Anno 1916, N. 5, 6, 25, 46, 49.[7]Qui un filologhetto italiano presume d'avermi colto in fallo, perché in seguito io elogio studiosi tedeschi di dopo il '70 e ne biasimo altri anteriori. Si potrebbe essere piú tedescamente consequenziarî? Ma non c'è costrutto ad ascoltare questi innocenti.[8]Bollettino ufficiale della Pubblica Istruzione, 5 novembre 1914.[9]Aischylos Agamemnon griechisch und deutsch, pag. 291; Iedenfalls ist die Symmetrie dieser wie ein Pelotonfeuer durch die Chorreihen hin und wieder laufenden unwilligen Äusserungen eine so vollständige, dass nicht nur die strophische Einteilung der Epodos als bewiesen gelten darf sondern hinfort auch nicht mehr gezweifelt werden kann, dass die Zahl der Choreuten in dieser Tragödie zwölf betrug, wie sich dies Resultat uns auch schon oben aus der Betrachtung der Parodos ergab. — Riferisco nel testo le piú amene di questeteorie, non per fare il tedesco, ma perché il lettore, sorpreso della loro enormità, non creda che io nella versione calchi maliziosamente la mano.[10]Die Eumeniden des Aischylos, erklärende Ausgabe von Friedrich Blass, pag. 14: das Blut ist natürlich nicht das der Mutter, sondern das des von Apollon geschlachteten Sühnopfers, cfr. v. 282 f.[11]Profetica anima mia! Un piccolo filologo ha infatti scritto e stampato che per lui l'opinione del Blass è sostenibilissima.[12]Vedi il mio volumePindaro, Firenze, Casa editrice italiana, 1909.[13]Rivista, di Filologia e d'Istruzione classica, Anno XLIV, Fasc. I. Vedi anche l'altro mio scritto:Il contenuto degli scoli laurenziani di Eschilo, in Atti dell'Istituto Veneto, Tomo LXXV, pag. 849 sg.[14]Aischylos Interpretationen, pag. 172: Zufällig kann ich aus dem Canti popolari toscani (Rispetti 348) ein Liebesliedchen mitteilen, das sich mit der Rede Klytaimestras berührt. Ich glaube gern, dass griechische Skolien oder sonstige Volkslieder Ähnliches boten: dass lässt sich nicht nachweisen, aber ans welcher Sphäre der Dichter die Farben für die Heuchelei nahm, illustriert doch das Liebeslied.[15]Interpretationen, pag. 173. Es ist ein Schweigen, wie es Aristophanes an Niobe und Achilleus bewundert, wie wir es auch im Prometheus gefunden haben. Dann fällt ihr Auge auf den ἀγυιεύς, den Steinkegel des Apollon, der eigentlich nur der Prellstein ist, der vor jedem Hause steht, wie uns das gewöhnliche μὰ τὸν Ἀπόλλω τουτονί bei Menander von neuem gelehrt hat. Sie beginnt mit Klagerufen. u. s. w.[16]Alfred Gercke,Die Entstehung der Aeneis(1913) pag. 7:Das Seziermesser muss von der Hand des philologischen Interpreten zum Zwecke TRANSZENDENTALER Untersuchungen OHNE RÜCKSICHT AUF SENTIMENTALE EMPFINDUNGEN scharf und sicher geführt werden.— Ancora una gemma. Le analisuccie che egli fa dell'andamento dei pensieri dell'Eneide, per trarne le piú illogiche ed arbitrarie conclusioni, le chiama:das Fortschreiten von rein philologischer Betrachtung zu historischer Auffassung, von den Realer zum TRANSZENDENTALEN.— Si dica se si potrebbe usare un gergo piústoltamenteciarlatanesco. E tutto il libro è di questa forza. Solenne monumento della odierna bestialità filologica tedesca, proporrei fosse tradotto e proposto alla contemplazione dei nostri giovanetti, come gli iloti ubbriachi a quelli di Sparta.[17]P. Richter,Die Dramaturgie des Aischylus. — Es war kaum möglich den gewaltigen Stoff einseitiger und äusserlicher behandeln — Del resto questo e simili giudizî sono una bazzecola di fronte alla disperata nullaggine di tutto il libro.[18]Pindar war ein Böoter; der Ausdruck in der konventionellen Sprache ward ihm schwer; die Rede zu gliedern, die Gedankenverbindungen durch die reichen Partikeln der griechischen Sprache klar zu machen, gelang ihm nicht. Die konventionellen Umschreibungen klangen oft ziemlich schlotterig. Auch seine Verse erreichen kaum je den schmeichelnden Wohlklang des Bakchylides; für manche sonst allgemein anerkannte Wohllautsregeln scheint er gar kein Ohr gehabt zu haben. —Griechische Literaturgeschichte, pag. 52. E ce n'è dell'altro, ma mi par che basti. Qualcuna di queste osservazioni è fondata su fatti esistenti: per esempio quello circa l'uso delle particelle. Ma sono peculiarità ben coscienti, dello stile pindarico (intorno a questo si possono vedere gli acutissimi studî del Fraccaroli); e non è che il poeta piú popolare della Grecia non sapesse quello che assai probabilmente sapevano gli scolaretti.[19]Emilio Teza, introduzione alla sua versione della 1.ª Pitia.[20]Traduco alla lettera, dal testo pubblicato ed integrato dal Wilamowitz,Berliner Klassikertexte, Heft V,Zweite Hälfte(1907), pag. 32 sg.[21]Il testo è qui troppo lacunoso, e però abbandono il Wilamowitz.[22]«Das Erzählen ist seine starke Seite nicht; die direkten Reden charakteristisch abzutönen, hat er wohl nicht angestrebt».Griechische Literatur, pag. 52.[23]Berliner Klassikertexte, pag. 55: «Da haben wir ein Gegenstück zu dem jonischen Epos, besser zu seiner gesungenen Vorstufe. Das Epos, schon rezitativ, als er herüberkam, hat diese Poesie zurückgedrängt, so dass sie bei den Frauen Zuflucht fand,deren Erzeugnisse uns sehr viel besser behagen als die ausgeleierten(propriamente: spanate: mi sembra che il mio «sganasciate» lo renda assai bene, per quanto non alla lettera)Rhapsoden Werke, die unter die Namen Homer und Hesiod treten».[24]Ha fatto scuola. Si leggano le seguenti parole di Giuseppe Fraccaroli (Nuova Rivista Storica, Anno I, fasc. III, pag. 523): «Nell'Enciclopedia di Pauly-Wissowa, nell'ultimo fascicolo che è giunto in Italia, sotto la voceIliasc'è un articolo non ancora finito, che si può credere del Mülder, dal quale si impara, che Omero c'è stato veramente e chefu imitatore d'Archiloco, che però ha fatto un poema sgangherato. La critica tedesca aveva per tutto un secolo cercato di rabberciarglielo, e non v'era riuscita: qual miglior prova che quello era un guazzabuglio? Il suo autore infatti non ha nemmeno saputo trar partito dalla materia che trattava «Che tema pieno di effetto», dice, tra le altre a pag. 1024 «sarebbe stata una riconciliazione tra Achille ed Agamennone! Ma niente di tal fatta c'è nell'Iliade». Oh che bell'effetto, oh che bell'effetto! direbbe Cretinelli». — Sí, è da Cretinelli, caro Fraccaroli. Ma di certo se fai leggere il brano ad un filologo benpensante, ti risponderà che codesta è sostenibilissima opinione, come quella del sangue di porco. Arri là,scienziati! Fino a quando vorrà durare questa sadica passione degli ottusi per i grandi antichi? E saremo esagerati noi che invochiamo il ferro e il fuoco?[25]Questa guerra ha fatto brillare al mio spirito, sicura come un istinto, la verità che nella religione cattolica risieda l'unica salute, ideale e pratica, delle stirpi latine: e che con l'illanguidire di quella procederebbe inesorabilmente la decadenza di queste.[26]Mi permetto di rimandare il lettore ad un mio scritto in cui svolgo queste idee, nel volume:Musica e Poesia nell'antica Grecia(Bari, Laterza) pag. 333 sg.[27]Giordani,Opere(Lemonnier, 1857) I, 325. Tutto lo scritto da cui è tolta questa osservazione contiene assennatissime riflessioni intorno agli studî classici e massime intorno all'insegnamento del latino. Credo che non lo conoscano neppure di vista tanti filologi che vanno cercando riparo alla spaventevole decadenza degli studî latini in Italia coi pannicelli caldi dei manualetti tedeschi.[28]Proemio agliStudi filologicidi Giacomo Leopardi, XXI.[29]Anni or sono, nel corso d'un'aspra polemica, mi lasciai sfuggire qualche espressione meno riverente verso il De Sanctis, pur protestando la mia ammirazione per la sua grandezza. Se non che un piú profondo studio dell'opera sua m'ha convinto che il De Sanctis non deve essere solamente ammirato, bensí venerato. Faccio qui pubblica ammenda, e prego gli uomini di buona volontà di accettarla con la medesima schiettezza onde la esprimo.[30]Qualche anno dopo, però, in un articolo della «Nuova Antologia» (La scioperataggine letteraria in Italia), Arturo Graf protestava vivamente contro l'abuso del metodo storico-positivo.[31]Contro il Boni venne esercitata da allora, movendo specialmente da salotti romani, covi di germanofilia, una pettegola guerricciola. Vedi il mio articoloTroppi fioriin «Cronache Letterarie», anno I, n. 9.[32]Rimando il lettore ad un libro bellissimo e rimasto quasi inosservato, del General Filareti:La conflagrazione europea e l'Italia(ed. Carabba). General Filareti vi sa di pseudonimo? Anche a me: ma ne so quanto voi.[33]Rivista delle nazioni latine, Anno I, N. 5, pag. 123 e sg.[34]Rimando il lettore alle osservazioni di Ugo Foscolo intorno al modo di tradurre il cenno di Giove in Omero. Cosí s'intende un poeta: e non già travestendolo in un altro dialetto e facendogli addosso computi sballati d'anatomia microscopica.[35]A suo tempo aveva già fatto tale rilievo Ugo Foscolo (InAntiquarî e critici); il quale, del resto, su molte delle questioni che abbiamo discusse, ha osservazioni profonde e geniali.[36]I pericoli e le vittime della cultura tedesca nel campo ginecologico, inGinecologia moderna, 1915.[37]Civiltà latina e civiltà germanica, nella rivista:La riforma sociale, novembre 1915.[38]Monitore Zoologico italiano, anno XXIII, n. 9-10.[39]Pazzia d'imperatore o aberrazione nazionale? Rivista di Patologia nervosa e mentale, anno XX, fasc. 7. —Henri Fabre, id., fasc. 12. — Cfr. fasc. 10, e anno XXI, fasc. 1-2. Nella medesima rivista si è finito di pubblicare in questi giorni un altro suo lavoro importantissimo:Lapsichiatriatedesca nella storia e nell'attualità.[40]VediCalò, nelMarzocco, 27 maggio. — «Il meglio che si possa ragionevolmente pretendere è che gli autori siano letti in iscuola, largamente, con intelligenza aperta e con conoscenza profonda della lingua, dell'antichità, dell'autore». Andiamo pienamente d'accordo. Ma faccio osservare alCalòche, secondo i criterî della scuola che egli difende, codesto sarebbe una specie di svago, e la dignità «scientifica» rimarrebbe sempre ascritta alla manipolazione dei testi. Ma non vuol dire. Siamo d'accordo. Segnamo questo punto all'attivo del nostro bilancio.[41]Giovanni CalònelMarzocco29 aprile: — «Sarà bene che editori e commentatori si preoccupino di completare la pubblicazione delle opere delle quali sian pubblicate soltanto alcune parti, anche per dare agl'insegnanti la possibilità di servirsene con agio e con libertà, senza limiti di scelta, nella scuola».Felice RamorinonelGiornale d'Italia23 maggio: — «Soprattutto e prima di tutto i testi classici vogliono essere curati. Una Raccoltasenza pretesema fatta con diligenza e buon metodo, che esibisse nel testo ora ritenuto migliore le opere dei principali poeti, storici, oratori, filosofi greci e latini, con sobrii prolegomeni e note, raccolta a cui potessero ricorrere con fiducia gli studiosi, corrisponderebbe a un vero bisogno del nostro paese, perché ora, se si deve consultare Erodoto o Tucidide o Polibio o Plutarco o Cicerone stesso o Cesare o Livio, non si può a meno di ricorrere a edizioni forestiere». — Come si vede, tantoCalòquantoRamorinoripetono fedelmente quello che ho detto io. Ma è altrettanto vero che nei tre convegni dell'Atene e Romanon si parlò mai di siffatta edizione, e in articolucci volanti e nelle solite polemichette e «lettere ai Direttori» cosí care ai filologhi occulti, si lasciò quasi intendere che una simile impresa sarebbe stata futile e quasi disonesta. Basta, segnamo all'attivo anche quest'altra nota concorde, e dimentichiamo che se l'Italia si trova a questo punto la colpa è appunto del «metodo scientifico».[42]Giovanni Calòid. id.: — «È utile che i commenti, quando presentino pregi veramente notevoli, siano tenuti nel debito conto in qualsiasi concorso, anche universitario, insieme coi lavori strettamente filologici (vorrei sapere perché i commenti non siano lavori strettamente filologici; quando si dice i dirizzoni!) — Ché un commento può appunto rivelare tali doti d'acume, di conoscenza profonda della lingua, di gusto, d'abilità didattica, quali non si possono generalmente riscontrare se non in coloro appunto che son degni di salire all'insegnamento superiore». — È una pura e semplice parafrasi di quello che dico io. Ma gli uomini appunto di cuiCalòsi fa paladino sogliono dichiarare lavoro di terz'ordine qualsiasi commento in genere; e, nel caso speciale, quelli dell'Ubaldi. Registro questo terzo punto di concordia, che con l'altro fondamentale, rilevato nella prefazione, cominciano a costituire un bel nucleo.
NOTE:
[1]V. il mio libroVigilie Italiche.
[1]V. il mio libroVigilie Italiche.
[2]Non ignoro, non dispregio, ma neppure accolgo i dettami assiomatici della filosofia che oggi impera in Italia. Ciò valga anche per quanto dico piú oltre delle scienze fisiche, che io non identifico davvero con la scienza filosofica, ma che pregio su ogni altra scienza, e reputo debbano formare la base ineliminabile d'ogni sana filosofia. Anche di questo parlerò piú lungamente altrove.
[2]Non ignoro, non dispregio, ma neppure accolgo i dettami assiomatici della filosofia che oggi impera in Italia. Ciò valga anche per quanto dico piú oltre delle scienze fisiche, che io non identifico davvero con la scienza filosofica, ma che pregio su ogni altra scienza, e reputo debbano formare la base ineliminabile d'ogni sana filosofia. Anche di questo parlerò piú lungamente altrove.
[3]Vedi il bellissimo articolo di Giulio Cantalamessa:I pregiudizi della critica nelle arti figurative(Nuova Antologia 1915); dove sono poi eccellenti osservazioni sulla indole e sull'attuale super valutazione della critica.
[3]Vedi il bellissimo articolo di Giulio Cantalamessa:I pregiudizi della critica nelle arti figurative(Nuova Antologia 1915); dove sono poi eccellenti osservazioni sulla indole e sull'attuale super valutazione della critica.
[4]Vedi il mio volumeVigilie Italiche(Breviarî intellettuali, N. 99), e specialmente il capitolo:I sassolini, pubblicato circa venti anni fa, e nel quale si contiene il nucleo fondamentale diMinerva e lo Scimmione.
[4]Vedi il mio volumeVigilie Italiche(Breviarî intellettuali, N. 99), e specialmente il capitolo:I sassolini, pubblicato circa venti anni fa, e nel quale si contiene il nucleo fondamentale diMinerva e lo Scimmione.
[5]Cosí scrivevo lo scorso inverno. E mi sembra inutile mutare. La storia, e specie la storia greca, va oggi soggetta a troppo rapide metamorfosi.
[5]Cosí scrivevo lo scorso inverno. E mi sembra inutile mutare. La storia, e specie la storia greca, va oggi soggetta a troppo rapide metamorfosi.
[6]Gli Avvenimenti, Anno 1915, N. 4, 8, 11, 15 — Anno 1916, N. 5, 6, 25, 46, 49.
[6]Gli Avvenimenti, Anno 1915, N. 4, 8, 11, 15 — Anno 1916, N. 5, 6, 25, 46, 49.
[7]Qui un filologhetto italiano presume d'avermi colto in fallo, perché in seguito io elogio studiosi tedeschi di dopo il '70 e ne biasimo altri anteriori. Si potrebbe essere piú tedescamente consequenziarî? Ma non c'è costrutto ad ascoltare questi innocenti.
[7]Qui un filologhetto italiano presume d'avermi colto in fallo, perché in seguito io elogio studiosi tedeschi di dopo il '70 e ne biasimo altri anteriori. Si potrebbe essere piú tedescamente consequenziarî? Ma non c'è costrutto ad ascoltare questi innocenti.
[8]Bollettino ufficiale della Pubblica Istruzione, 5 novembre 1914.
[8]Bollettino ufficiale della Pubblica Istruzione, 5 novembre 1914.
[9]Aischylos Agamemnon griechisch und deutsch, pag. 291; Iedenfalls ist die Symmetrie dieser wie ein Pelotonfeuer durch die Chorreihen hin und wieder laufenden unwilligen Äusserungen eine so vollständige, dass nicht nur die strophische Einteilung der Epodos als bewiesen gelten darf sondern hinfort auch nicht mehr gezweifelt werden kann, dass die Zahl der Choreuten in dieser Tragödie zwölf betrug, wie sich dies Resultat uns auch schon oben aus der Betrachtung der Parodos ergab. — Riferisco nel testo le piú amene di questeteorie, non per fare il tedesco, ma perché il lettore, sorpreso della loro enormità, non creda che io nella versione calchi maliziosamente la mano.
[9]Aischylos Agamemnon griechisch und deutsch, pag. 291; Iedenfalls ist die Symmetrie dieser wie ein Pelotonfeuer durch die Chorreihen hin und wieder laufenden unwilligen Äusserungen eine so vollständige, dass nicht nur die strophische Einteilung der Epodos als bewiesen gelten darf sondern hinfort auch nicht mehr gezweifelt werden kann, dass die Zahl der Choreuten in dieser Tragödie zwölf betrug, wie sich dies Resultat uns auch schon oben aus der Betrachtung der Parodos ergab. — Riferisco nel testo le piú amene di questeteorie, non per fare il tedesco, ma perché il lettore, sorpreso della loro enormità, non creda che io nella versione calchi maliziosamente la mano.
[10]Die Eumeniden des Aischylos, erklärende Ausgabe von Friedrich Blass, pag. 14: das Blut ist natürlich nicht das der Mutter, sondern das des von Apollon geschlachteten Sühnopfers, cfr. v. 282 f.
[10]Die Eumeniden des Aischylos, erklärende Ausgabe von Friedrich Blass, pag. 14: das Blut ist natürlich nicht das der Mutter, sondern das des von Apollon geschlachteten Sühnopfers, cfr. v. 282 f.
[11]Profetica anima mia! Un piccolo filologo ha infatti scritto e stampato che per lui l'opinione del Blass è sostenibilissima.
[11]Profetica anima mia! Un piccolo filologo ha infatti scritto e stampato che per lui l'opinione del Blass è sostenibilissima.
[12]Vedi il mio volumePindaro, Firenze, Casa editrice italiana, 1909.
[12]Vedi il mio volumePindaro, Firenze, Casa editrice italiana, 1909.
[13]Rivista, di Filologia e d'Istruzione classica, Anno XLIV, Fasc. I. Vedi anche l'altro mio scritto:Il contenuto degli scoli laurenziani di Eschilo, in Atti dell'Istituto Veneto, Tomo LXXV, pag. 849 sg.
[13]Rivista, di Filologia e d'Istruzione classica, Anno XLIV, Fasc. I. Vedi anche l'altro mio scritto:Il contenuto degli scoli laurenziani di Eschilo, in Atti dell'Istituto Veneto, Tomo LXXV, pag. 849 sg.
[14]Aischylos Interpretationen, pag. 172: Zufällig kann ich aus dem Canti popolari toscani (Rispetti 348) ein Liebesliedchen mitteilen, das sich mit der Rede Klytaimestras berührt. Ich glaube gern, dass griechische Skolien oder sonstige Volkslieder Ähnliches boten: dass lässt sich nicht nachweisen, aber ans welcher Sphäre der Dichter die Farben für die Heuchelei nahm, illustriert doch das Liebeslied.
[14]Aischylos Interpretationen, pag. 172: Zufällig kann ich aus dem Canti popolari toscani (Rispetti 348) ein Liebesliedchen mitteilen, das sich mit der Rede Klytaimestras berührt. Ich glaube gern, dass griechische Skolien oder sonstige Volkslieder Ähnliches boten: dass lässt sich nicht nachweisen, aber ans welcher Sphäre der Dichter die Farben für die Heuchelei nahm, illustriert doch das Liebeslied.
[15]Interpretationen, pag. 173. Es ist ein Schweigen, wie es Aristophanes an Niobe und Achilleus bewundert, wie wir es auch im Prometheus gefunden haben. Dann fällt ihr Auge auf den ἀγυιεύς, den Steinkegel des Apollon, der eigentlich nur der Prellstein ist, der vor jedem Hause steht, wie uns das gewöhnliche μὰ τὸν Ἀπόλλω τουτονί bei Menander von neuem gelehrt hat. Sie beginnt mit Klagerufen. u. s. w.
[15]Interpretationen, pag. 173. Es ist ein Schweigen, wie es Aristophanes an Niobe und Achilleus bewundert, wie wir es auch im Prometheus gefunden haben. Dann fällt ihr Auge auf den ἀγυιεύς, den Steinkegel des Apollon, der eigentlich nur der Prellstein ist, der vor jedem Hause steht, wie uns das gewöhnliche μὰ τὸν Ἀπόλλω τουτονί bei Menander von neuem gelehrt hat. Sie beginnt mit Klagerufen. u. s. w.
[16]Alfred Gercke,Die Entstehung der Aeneis(1913) pag. 7:Das Seziermesser muss von der Hand des philologischen Interpreten zum Zwecke TRANSZENDENTALER Untersuchungen OHNE RÜCKSICHT AUF SENTIMENTALE EMPFINDUNGEN scharf und sicher geführt werden.— Ancora una gemma. Le analisuccie che egli fa dell'andamento dei pensieri dell'Eneide, per trarne le piú illogiche ed arbitrarie conclusioni, le chiama:das Fortschreiten von rein philologischer Betrachtung zu historischer Auffassung, von den Realer zum TRANSZENDENTALEN.— Si dica se si potrebbe usare un gergo piústoltamenteciarlatanesco. E tutto il libro è di questa forza. Solenne monumento della odierna bestialità filologica tedesca, proporrei fosse tradotto e proposto alla contemplazione dei nostri giovanetti, come gli iloti ubbriachi a quelli di Sparta.
[16]Alfred Gercke,Die Entstehung der Aeneis(1913) pag. 7:Das Seziermesser muss von der Hand des philologischen Interpreten zum Zwecke TRANSZENDENTALER Untersuchungen OHNE RÜCKSICHT AUF SENTIMENTALE EMPFINDUNGEN scharf und sicher geführt werden.— Ancora una gemma. Le analisuccie che egli fa dell'andamento dei pensieri dell'Eneide, per trarne le piú illogiche ed arbitrarie conclusioni, le chiama:das Fortschreiten von rein philologischer Betrachtung zu historischer Auffassung, von den Realer zum TRANSZENDENTALEN.— Si dica se si potrebbe usare un gergo piústoltamenteciarlatanesco. E tutto il libro è di questa forza. Solenne monumento della odierna bestialità filologica tedesca, proporrei fosse tradotto e proposto alla contemplazione dei nostri giovanetti, come gli iloti ubbriachi a quelli di Sparta.
[17]P. Richter,Die Dramaturgie des Aischylus. — Es war kaum möglich den gewaltigen Stoff einseitiger und äusserlicher behandeln — Del resto questo e simili giudizî sono una bazzecola di fronte alla disperata nullaggine di tutto il libro.
[17]P. Richter,Die Dramaturgie des Aischylus. — Es war kaum möglich den gewaltigen Stoff einseitiger und äusserlicher behandeln — Del resto questo e simili giudizî sono una bazzecola di fronte alla disperata nullaggine di tutto il libro.
[18]Pindar war ein Böoter; der Ausdruck in der konventionellen Sprache ward ihm schwer; die Rede zu gliedern, die Gedankenverbindungen durch die reichen Partikeln der griechischen Sprache klar zu machen, gelang ihm nicht. Die konventionellen Umschreibungen klangen oft ziemlich schlotterig. Auch seine Verse erreichen kaum je den schmeichelnden Wohlklang des Bakchylides; für manche sonst allgemein anerkannte Wohllautsregeln scheint er gar kein Ohr gehabt zu haben. —Griechische Literaturgeschichte, pag. 52. E ce n'è dell'altro, ma mi par che basti. Qualcuna di queste osservazioni è fondata su fatti esistenti: per esempio quello circa l'uso delle particelle. Ma sono peculiarità ben coscienti, dello stile pindarico (intorno a questo si possono vedere gli acutissimi studî del Fraccaroli); e non è che il poeta piú popolare della Grecia non sapesse quello che assai probabilmente sapevano gli scolaretti.
[18]Pindar war ein Böoter; der Ausdruck in der konventionellen Sprache ward ihm schwer; die Rede zu gliedern, die Gedankenverbindungen durch die reichen Partikeln der griechischen Sprache klar zu machen, gelang ihm nicht. Die konventionellen Umschreibungen klangen oft ziemlich schlotterig. Auch seine Verse erreichen kaum je den schmeichelnden Wohlklang des Bakchylides; für manche sonst allgemein anerkannte Wohllautsregeln scheint er gar kein Ohr gehabt zu haben. —Griechische Literaturgeschichte, pag. 52. E ce n'è dell'altro, ma mi par che basti. Qualcuna di queste osservazioni è fondata su fatti esistenti: per esempio quello circa l'uso delle particelle. Ma sono peculiarità ben coscienti, dello stile pindarico (intorno a questo si possono vedere gli acutissimi studî del Fraccaroli); e non è che il poeta piú popolare della Grecia non sapesse quello che assai probabilmente sapevano gli scolaretti.
[19]Emilio Teza, introduzione alla sua versione della 1.ª Pitia.
[19]Emilio Teza, introduzione alla sua versione della 1.ª Pitia.
[20]Traduco alla lettera, dal testo pubblicato ed integrato dal Wilamowitz,Berliner Klassikertexte, Heft V,Zweite Hälfte(1907), pag. 32 sg.
[20]Traduco alla lettera, dal testo pubblicato ed integrato dal Wilamowitz,Berliner Klassikertexte, Heft V,Zweite Hälfte(1907), pag. 32 sg.
[21]Il testo è qui troppo lacunoso, e però abbandono il Wilamowitz.
[21]Il testo è qui troppo lacunoso, e però abbandono il Wilamowitz.
[22]«Das Erzählen ist seine starke Seite nicht; die direkten Reden charakteristisch abzutönen, hat er wohl nicht angestrebt».Griechische Literatur, pag. 52.
[22]«Das Erzählen ist seine starke Seite nicht; die direkten Reden charakteristisch abzutönen, hat er wohl nicht angestrebt».Griechische Literatur, pag. 52.
[23]Berliner Klassikertexte, pag. 55: «Da haben wir ein Gegenstück zu dem jonischen Epos, besser zu seiner gesungenen Vorstufe. Das Epos, schon rezitativ, als er herüberkam, hat diese Poesie zurückgedrängt, so dass sie bei den Frauen Zuflucht fand,deren Erzeugnisse uns sehr viel besser behagen als die ausgeleierten(propriamente: spanate: mi sembra che il mio «sganasciate» lo renda assai bene, per quanto non alla lettera)Rhapsoden Werke, die unter die Namen Homer und Hesiod treten».
[23]Berliner Klassikertexte, pag. 55: «Da haben wir ein Gegenstück zu dem jonischen Epos, besser zu seiner gesungenen Vorstufe. Das Epos, schon rezitativ, als er herüberkam, hat diese Poesie zurückgedrängt, so dass sie bei den Frauen Zuflucht fand,deren Erzeugnisse uns sehr viel besser behagen als die ausgeleierten(propriamente: spanate: mi sembra che il mio «sganasciate» lo renda assai bene, per quanto non alla lettera)Rhapsoden Werke, die unter die Namen Homer und Hesiod treten».
[24]Ha fatto scuola. Si leggano le seguenti parole di Giuseppe Fraccaroli (Nuova Rivista Storica, Anno I, fasc. III, pag. 523): «Nell'Enciclopedia di Pauly-Wissowa, nell'ultimo fascicolo che è giunto in Italia, sotto la voceIliasc'è un articolo non ancora finito, che si può credere del Mülder, dal quale si impara, che Omero c'è stato veramente e chefu imitatore d'Archiloco, che però ha fatto un poema sgangherato. La critica tedesca aveva per tutto un secolo cercato di rabberciarglielo, e non v'era riuscita: qual miglior prova che quello era un guazzabuglio? Il suo autore infatti non ha nemmeno saputo trar partito dalla materia che trattava «Che tema pieno di effetto», dice, tra le altre a pag. 1024 «sarebbe stata una riconciliazione tra Achille ed Agamennone! Ma niente di tal fatta c'è nell'Iliade». Oh che bell'effetto, oh che bell'effetto! direbbe Cretinelli». — Sí, è da Cretinelli, caro Fraccaroli. Ma di certo se fai leggere il brano ad un filologo benpensante, ti risponderà che codesta è sostenibilissima opinione, come quella del sangue di porco. Arri là,scienziati! Fino a quando vorrà durare questa sadica passione degli ottusi per i grandi antichi? E saremo esagerati noi che invochiamo il ferro e il fuoco?
[24]Ha fatto scuola. Si leggano le seguenti parole di Giuseppe Fraccaroli (Nuova Rivista Storica, Anno I, fasc. III, pag. 523): «Nell'Enciclopedia di Pauly-Wissowa, nell'ultimo fascicolo che è giunto in Italia, sotto la voceIliasc'è un articolo non ancora finito, che si può credere del Mülder, dal quale si impara, che Omero c'è stato veramente e chefu imitatore d'Archiloco, che però ha fatto un poema sgangherato. La critica tedesca aveva per tutto un secolo cercato di rabberciarglielo, e non v'era riuscita: qual miglior prova che quello era un guazzabuglio? Il suo autore infatti non ha nemmeno saputo trar partito dalla materia che trattava «Che tema pieno di effetto», dice, tra le altre a pag. 1024 «sarebbe stata una riconciliazione tra Achille ed Agamennone! Ma niente di tal fatta c'è nell'Iliade». Oh che bell'effetto, oh che bell'effetto! direbbe Cretinelli». — Sí, è da Cretinelli, caro Fraccaroli. Ma di certo se fai leggere il brano ad un filologo benpensante, ti risponderà che codesta è sostenibilissima opinione, come quella del sangue di porco. Arri là,scienziati! Fino a quando vorrà durare questa sadica passione degli ottusi per i grandi antichi? E saremo esagerati noi che invochiamo il ferro e il fuoco?
[25]Questa guerra ha fatto brillare al mio spirito, sicura come un istinto, la verità che nella religione cattolica risieda l'unica salute, ideale e pratica, delle stirpi latine: e che con l'illanguidire di quella procederebbe inesorabilmente la decadenza di queste.
[25]Questa guerra ha fatto brillare al mio spirito, sicura come un istinto, la verità che nella religione cattolica risieda l'unica salute, ideale e pratica, delle stirpi latine: e che con l'illanguidire di quella procederebbe inesorabilmente la decadenza di queste.
[26]Mi permetto di rimandare il lettore ad un mio scritto in cui svolgo queste idee, nel volume:Musica e Poesia nell'antica Grecia(Bari, Laterza) pag. 333 sg.
[26]Mi permetto di rimandare il lettore ad un mio scritto in cui svolgo queste idee, nel volume:Musica e Poesia nell'antica Grecia(Bari, Laterza) pag. 333 sg.
[27]Giordani,Opere(Lemonnier, 1857) I, 325. Tutto lo scritto da cui è tolta questa osservazione contiene assennatissime riflessioni intorno agli studî classici e massime intorno all'insegnamento del latino. Credo che non lo conoscano neppure di vista tanti filologi che vanno cercando riparo alla spaventevole decadenza degli studî latini in Italia coi pannicelli caldi dei manualetti tedeschi.
[27]Giordani,Opere(Lemonnier, 1857) I, 325. Tutto lo scritto da cui è tolta questa osservazione contiene assennatissime riflessioni intorno agli studî classici e massime intorno all'insegnamento del latino. Credo che non lo conoscano neppure di vista tanti filologi che vanno cercando riparo alla spaventevole decadenza degli studî latini in Italia coi pannicelli caldi dei manualetti tedeschi.
[28]Proemio agliStudi filologicidi Giacomo Leopardi, XXI.
[28]Proemio agliStudi filologicidi Giacomo Leopardi, XXI.
[29]Anni or sono, nel corso d'un'aspra polemica, mi lasciai sfuggire qualche espressione meno riverente verso il De Sanctis, pur protestando la mia ammirazione per la sua grandezza. Se non che un piú profondo studio dell'opera sua m'ha convinto che il De Sanctis non deve essere solamente ammirato, bensí venerato. Faccio qui pubblica ammenda, e prego gli uomini di buona volontà di accettarla con la medesima schiettezza onde la esprimo.
[29]Anni or sono, nel corso d'un'aspra polemica, mi lasciai sfuggire qualche espressione meno riverente verso il De Sanctis, pur protestando la mia ammirazione per la sua grandezza. Se non che un piú profondo studio dell'opera sua m'ha convinto che il De Sanctis non deve essere solamente ammirato, bensí venerato. Faccio qui pubblica ammenda, e prego gli uomini di buona volontà di accettarla con la medesima schiettezza onde la esprimo.
[30]Qualche anno dopo, però, in un articolo della «Nuova Antologia» (La scioperataggine letteraria in Italia), Arturo Graf protestava vivamente contro l'abuso del metodo storico-positivo.
[30]Qualche anno dopo, però, in un articolo della «Nuova Antologia» (La scioperataggine letteraria in Italia), Arturo Graf protestava vivamente contro l'abuso del metodo storico-positivo.
[31]Contro il Boni venne esercitata da allora, movendo specialmente da salotti romani, covi di germanofilia, una pettegola guerricciola. Vedi il mio articoloTroppi fioriin «Cronache Letterarie», anno I, n. 9.
[31]Contro il Boni venne esercitata da allora, movendo specialmente da salotti romani, covi di germanofilia, una pettegola guerricciola. Vedi il mio articoloTroppi fioriin «Cronache Letterarie», anno I, n. 9.
[32]Rimando il lettore ad un libro bellissimo e rimasto quasi inosservato, del General Filareti:La conflagrazione europea e l'Italia(ed. Carabba). General Filareti vi sa di pseudonimo? Anche a me: ma ne so quanto voi.
[32]Rimando il lettore ad un libro bellissimo e rimasto quasi inosservato, del General Filareti:La conflagrazione europea e l'Italia(ed. Carabba). General Filareti vi sa di pseudonimo? Anche a me: ma ne so quanto voi.
[33]Rivista delle nazioni latine, Anno I, N. 5, pag. 123 e sg.
[33]Rivista delle nazioni latine, Anno I, N. 5, pag. 123 e sg.
[34]Rimando il lettore alle osservazioni di Ugo Foscolo intorno al modo di tradurre il cenno di Giove in Omero. Cosí s'intende un poeta: e non già travestendolo in un altro dialetto e facendogli addosso computi sballati d'anatomia microscopica.
[34]Rimando il lettore alle osservazioni di Ugo Foscolo intorno al modo di tradurre il cenno di Giove in Omero. Cosí s'intende un poeta: e non già travestendolo in un altro dialetto e facendogli addosso computi sballati d'anatomia microscopica.
[35]A suo tempo aveva già fatto tale rilievo Ugo Foscolo (InAntiquarî e critici); il quale, del resto, su molte delle questioni che abbiamo discusse, ha osservazioni profonde e geniali.
[35]A suo tempo aveva già fatto tale rilievo Ugo Foscolo (InAntiquarî e critici); il quale, del resto, su molte delle questioni che abbiamo discusse, ha osservazioni profonde e geniali.
[36]I pericoli e le vittime della cultura tedesca nel campo ginecologico, inGinecologia moderna, 1915.
[36]I pericoli e le vittime della cultura tedesca nel campo ginecologico, inGinecologia moderna, 1915.
[37]Civiltà latina e civiltà germanica, nella rivista:La riforma sociale, novembre 1915.
[37]Civiltà latina e civiltà germanica, nella rivista:La riforma sociale, novembre 1915.
[38]Monitore Zoologico italiano, anno XXIII, n. 9-10.
[38]Monitore Zoologico italiano, anno XXIII, n. 9-10.
[39]Pazzia d'imperatore o aberrazione nazionale? Rivista di Patologia nervosa e mentale, anno XX, fasc. 7. —Henri Fabre, id., fasc. 12. — Cfr. fasc. 10, e anno XXI, fasc. 1-2. Nella medesima rivista si è finito di pubblicare in questi giorni un altro suo lavoro importantissimo:Lapsichiatriatedesca nella storia e nell'attualità.
[39]Pazzia d'imperatore o aberrazione nazionale? Rivista di Patologia nervosa e mentale, anno XX, fasc. 7. —Henri Fabre, id., fasc. 12. — Cfr. fasc. 10, e anno XXI, fasc. 1-2. Nella medesima rivista si è finito di pubblicare in questi giorni un altro suo lavoro importantissimo:Lapsichiatriatedesca nella storia e nell'attualità.
[40]VediCalò, nelMarzocco, 27 maggio. — «Il meglio che si possa ragionevolmente pretendere è che gli autori siano letti in iscuola, largamente, con intelligenza aperta e con conoscenza profonda della lingua, dell'antichità, dell'autore». Andiamo pienamente d'accordo. Ma faccio osservare alCalòche, secondo i criterî della scuola che egli difende, codesto sarebbe una specie di svago, e la dignità «scientifica» rimarrebbe sempre ascritta alla manipolazione dei testi. Ma non vuol dire. Siamo d'accordo. Segnamo questo punto all'attivo del nostro bilancio.
[40]VediCalò, nelMarzocco, 27 maggio. — «Il meglio che si possa ragionevolmente pretendere è che gli autori siano letti in iscuola, largamente, con intelligenza aperta e con conoscenza profonda della lingua, dell'antichità, dell'autore». Andiamo pienamente d'accordo. Ma faccio osservare alCalòche, secondo i criterî della scuola che egli difende, codesto sarebbe una specie di svago, e la dignità «scientifica» rimarrebbe sempre ascritta alla manipolazione dei testi. Ma non vuol dire. Siamo d'accordo. Segnamo questo punto all'attivo del nostro bilancio.
[41]Giovanni CalònelMarzocco29 aprile: — «Sarà bene che editori e commentatori si preoccupino di completare la pubblicazione delle opere delle quali sian pubblicate soltanto alcune parti, anche per dare agl'insegnanti la possibilità di servirsene con agio e con libertà, senza limiti di scelta, nella scuola».Felice RamorinonelGiornale d'Italia23 maggio: — «Soprattutto e prima di tutto i testi classici vogliono essere curati. Una Raccoltasenza pretesema fatta con diligenza e buon metodo, che esibisse nel testo ora ritenuto migliore le opere dei principali poeti, storici, oratori, filosofi greci e latini, con sobrii prolegomeni e note, raccolta a cui potessero ricorrere con fiducia gli studiosi, corrisponderebbe a un vero bisogno del nostro paese, perché ora, se si deve consultare Erodoto o Tucidide o Polibio o Plutarco o Cicerone stesso o Cesare o Livio, non si può a meno di ricorrere a edizioni forestiere». — Come si vede, tantoCalòquantoRamorinoripetono fedelmente quello che ho detto io. Ma è altrettanto vero che nei tre convegni dell'Atene e Romanon si parlò mai di siffatta edizione, e in articolucci volanti e nelle solite polemichette e «lettere ai Direttori» cosí care ai filologhi occulti, si lasciò quasi intendere che una simile impresa sarebbe stata futile e quasi disonesta. Basta, segnamo all'attivo anche quest'altra nota concorde, e dimentichiamo che se l'Italia si trova a questo punto la colpa è appunto del «metodo scientifico».
[41]Giovanni CalònelMarzocco29 aprile: — «Sarà bene che editori e commentatori si preoccupino di completare la pubblicazione delle opere delle quali sian pubblicate soltanto alcune parti, anche per dare agl'insegnanti la possibilità di servirsene con agio e con libertà, senza limiti di scelta, nella scuola».
Felice RamorinonelGiornale d'Italia23 maggio: — «Soprattutto e prima di tutto i testi classici vogliono essere curati. Una Raccoltasenza pretesema fatta con diligenza e buon metodo, che esibisse nel testo ora ritenuto migliore le opere dei principali poeti, storici, oratori, filosofi greci e latini, con sobrii prolegomeni e note, raccolta a cui potessero ricorrere con fiducia gli studiosi, corrisponderebbe a un vero bisogno del nostro paese, perché ora, se si deve consultare Erodoto o Tucidide o Polibio o Plutarco o Cicerone stesso o Cesare o Livio, non si può a meno di ricorrere a edizioni forestiere». — Come si vede, tantoCalòquantoRamorinoripetono fedelmente quello che ho detto io. Ma è altrettanto vero che nei tre convegni dell'Atene e Romanon si parlò mai di siffatta edizione, e in articolucci volanti e nelle solite polemichette e «lettere ai Direttori» cosí care ai filologhi occulti, si lasciò quasi intendere che una simile impresa sarebbe stata futile e quasi disonesta. Basta, segnamo all'attivo anche quest'altra nota concorde, e dimentichiamo che se l'Italia si trova a questo punto la colpa è appunto del «metodo scientifico».
[42]Giovanni Calòid. id.: — «È utile che i commenti, quando presentino pregi veramente notevoli, siano tenuti nel debito conto in qualsiasi concorso, anche universitario, insieme coi lavori strettamente filologici (vorrei sapere perché i commenti non siano lavori strettamente filologici; quando si dice i dirizzoni!) — Ché un commento può appunto rivelare tali doti d'acume, di conoscenza profonda della lingua, di gusto, d'abilità didattica, quali non si possono generalmente riscontrare se non in coloro appunto che son degni di salire all'insegnamento superiore». — È una pura e semplice parafrasi di quello che dico io. Ma gli uomini appunto di cuiCalòsi fa paladino sogliono dichiarare lavoro di terz'ordine qualsiasi commento in genere; e, nel caso speciale, quelli dell'Ubaldi. Registro questo terzo punto di concordia, che con l'altro fondamentale, rilevato nella prefazione, cominciano a costituire un bel nucleo.
[42]Giovanni Calòid. id.: — «È utile che i commenti, quando presentino pregi veramente notevoli, siano tenuti nel debito conto in qualsiasi concorso, anche universitario, insieme coi lavori strettamente filologici (vorrei sapere perché i commenti non siano lavori strettamente filologici; quando si dice i dirizzoni!) — Ché un commento può appunto rivelare tali doti d'acume, di conoscenza profonda della lingua, di gusto, d'abilità didattica, quali non si possono generalmente riscontrare se non in coloro appunto che son degni di salire all'insegnamento superiore». — È una pura e semplice parafrasi di quello che dico io. Ma gli uomini appunto di cuiCalòsi fa paladino sogliono dichiarare lavoro di terz'ordine qualsiasi commento in genere; e, nel caso speciale, quelli dell'Ubaldi. Registro questo terzo punto di concordia, che con l'altro fondamentale, rilevato nella prefazione, cominciano a costituire un bel nucleo.
CASA EDITRICE NICOLA ZANICHELLI — BOLOGNAADOLFO ALBERTAZZI —L'Ave.Nuova edizione emendata e preceduta da giudizi diE. De Amicis,G. Finali,L. Capuanaecc.Con elegantissima copertina di A. Majani.L. 2,50GIUSEPPE ALBINI —Il Leopardi cento anni fa.L. 1,—GIOVANNI BERTACCHI —Un maestro di vita.Saggio leopardiano. Parte prima: il Poeta e la naturaL. 2,50ALFREDO GALLETTI —Saggi e StudiL. 5,—I.Manzoni, Shakespeare e Bossuet— II.Dante Gabriele Rossetti e il romanticismo preraffaellita— III.Algernon Carlo Swinburne— IV.Rudyard Kipling— V.La letteratura di un grande regno.ALESSANDRO LEVI —La filosofia politica di Giuseppe Mazzini.Con lettere mazziniane inedite ed un fac-simile.L. 6,—Indice:Mazzini e la filosofia — Mazzini, la religione e le religioni — Umanità e progresso — Dovere e diritto — Sovranità, governo, democrazia — La questione sociale ed il socialismo — Nazionalità e nazionalismo — Politica internazionale.GIUSEPPE LIPPARINI —Le foglie dell'alloro.Poesie (1898-1913)L. 5,—LORENZO STECCHETTI — (Mercutio — Sbolenfi — Bepi)Ricordi autobiograficicon pagine critiche ed aneddoticheA. Albertazzi, A. Bacchi Della Lega, G. Bersani, G. Lipparini, A. Majani, G. Padovani, A. Pezzoli, L. Rava, C. Ricci, A. Sorbelli, A. Testoni, O. Trebbi, R. Viti, Prefazione diF. Martini.Con 100 illustrazioni, un fac-simile a coloriL. 4,—
CASA EDITRICE NICOLA ZANICHELLI — BOLOGNA
Nota del trascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi l'originale):Pag.xv—ed equivoci si susseguirono monotonamente [monotamente]"9—colle sue alate indipendenze [indipendanze]"13—dominio intellettuale tedesco [tedessco]"52—E accanto all'opera loro si svolge, non meno [mene]"72—è proprio [propro] finita"94—con codeste sigle misteriose [misteriore]"117—nella quale sono perfettamente [perfettamento] fusi"129—doti native di intelligenza artistica non ne avete punto [punte]"207—avec ces gravures le [les] plus beau DécameronNota16—un gergo piú stoltamente [stoltamennte] ciarlatanesco"39—La psichiatria [pischiatria] tedesca nella storia e nell'attualitàGrafie alternative mantenute:Aischylos / Aischylusasfissia / asfissíaAsopo / Àsopocompito / cómpitofascino / fàscinogiudizi / giudizîmania / maníaniente / nïentepoté / pote'rimedi / rimedîseguito / séguitosì / sítemi / tèmitesi / tèsitossici / tòssicivari / varîVergilio / Virgilio
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