XX.

XX.E tornavo a Vanni Fucci, che più d’ogni altro peccatore di Malebolge fa pensare all’invidia con quel sinistro vaticinio, che fa solo perchè Dante doler sen debbia. Nel fatto, anche dopo che Dante se ne sarà doluto, che ne viene al ladro di quel dolore? Così l’invidia si strugge sempre in un lavorìo vano; chè l’abbassamento altrui non limiterà mai il suo timore di perdere quello che ha, di podere, di grazia, d’onore, di fama. Ma Vanni Fucci si vergogna d’esser colto nella miseria, dove Dante lo vede, egli che si professa con orgoglio bestia e d’aver amato vita bestiale e non umana. E nè anche Dante avrebbe pensato di vederlo in giù messo tanto, perchè il peccato, che Vanni sconta, falsamente già fu apposto altrui ed esso Dante vide lui uomo di sangue e di crucci, ciò è, come spiega l’antico, uomo di brighe e d’omicidi. Or dove Dante si sarebbe aspettato di vedere questo peccatore? dove appunto il peccatore vorrebbe dare a credere di meritare d’essere messo: dove si espia la ‛morte per forza e le ferute dogliose che nel prossimo si danno,’ nel ‛La riviera del sangue, in la qual bolle Qual che per violenza in altrui noccia’. Il che non solo Dante ha accennato chiaramente dicendo d’averlo veduto uomo di sangue e di crucci, ma egli stessoha più chiaramente espresso professando: Vita bestial mi piacque e non umana. Di fatti tra la malizia con forza e quella con frode, quella è meno punita perchè non dell’uom proprio male, come la frode, essendo comune con le bestie. Onde il ladro che dalle parole e dal tono di esse parrebbe tutt’altro che ipocrita e sembra più tosto voler accrescere che diminuire la sua colpa, in verità si trova che con quelle parole stesse attenua la sua malizia, come quello che afferma di non aver posto in essa la intelligenza: il che non era. Tuttavia quando ancor dopo scoperto per quello che è, grida: ‛Togli, Dio, chè a te le squadro’, si comprende bene che il ladro vuol continuare il suo gioco di passare per quello che non è, mostrando di meritare pena diversa da quella che ha avuta dalla Giustizia di Dio, ma non si comprende bene se egli ora pretenda di meritare più grave o più leggera la pena e di essere meglio violento o superbo, violento come Capaneo o superbo come Lucifero; sì che Dante stesso, che con la distinzione Aristotelica delle disposizioni mostra di non ritrovar più la divisione cristiana, soggiunge:Per tutti i cerchi dell’inferno oscuriNon vidi spirto in Dio tanto superbo,Non quel che cadde a Tebe giù da’ muri.[42]E in verità Vanni Fucci è acerbo, come Capaneonon è maturato dalla pioggia di fuoco. Ma Capaneo giace dispettoso e torto, e il ladro fugge senza parlare più verbo, quando è rilegato dalle serpi, simboli di frode. Ora nè Capaneo è reo veramente di quella superbia che Virgilio suppone in lui dicendo, ‛in ciò che non s’ammorza La tua superbia se’ tu più punito’, nè Vanni Fucci è quello spirto in Dio tanto superbo che pare a Dante; perchè la superbia è con intelletto e Capaneo è violento e nella violenza intelletto non ha luogo, e Vanni Fucci alla sua volta non riesce con la sua bestemmia che a farsi simigliante a Capaneo e a confermarsi bestia, ciò è tale da commettere un peccato bestiale e non umano. Ora quale è questo peccato?

E tornavo a Vanni Fucci, che più d’ogni altro peccatore di Malebolge fa pensare all’invidia con quel sinistro vaticinio, che fa solo perchè Dante doler sen debbia. Nel fatto, anche dopo che Dante se ne sarà doluto, che ne viene al ladro di quel dolore? Così l’invidia si strugge sempre in un lavorìo vano; chè l’abbassamento altrui non limiterà mai il suo timore di perdere quello che ha, di podere, di grazia, d’onore, di fama. Ma Vanni Fucci si vergogna d’esser colto nella miseria, dove Dante lo vede, egli che si professa con orgoglio bestia e d’aver amato vita bestiale e non umana. E nè anche Dante avrebbe pensato di vederlo in giù messo tanto, perchè il peccato, che Vanni sconta, falsamente già fu apposto altrui ed esso Dante vide lui uomo di sangue e di crucci, ciò è, come spiega l’antico, uomo di brighe e d’omicidi. Or dove Dante si sarebbe aspettato di vedere questo peccatore? dove appunto il peccatore vorrebbe dare a credere di meritare d’essere messo: dove si espia la ‛morte per forza e le ferute dogliose che nel prossimo si danno,’ nel ‛La riviera del sangue, in la qual bolle Qual che per violenza in altrui noccia’. Il che non solo Dante ha accennato chiaramente dicendo d’averlo veduto uomo di sangue e di crucci, ma egli stessoha più chiaramente espresso professando: Vita bestial mi piacque e non umana. Di fatti tra la malizia con forza e quella con frode, quella è meno punita perchè non dell’uom proprio male, come la frode, essendo comune con le bestie. Onde il ladro che dalle parole e dal tono di esse parrebbe tutt’altro che ipocrita e sembra più tosto voler accrescere che diminuire la sua colpa, in verità si trova che con quelle parole stesse attenua la sua malizia, come quello che afferma di non aver posto in essa la intelligenza: il che non era. Tuttavia quando ancor dopo scoperto per quello che è, grida: ‛Togli, Dio, chè a te le squadro’, si comprende bene che il ladro vuol continuare il suo gioco di passare per quello che non è, mostrando di meritare pena diversa da quella che ha avuta dalla Giustizia di Dio, ma non si comprende bene se egli ora pretenda di meritare più grave o più leggera la pena e di essere meglio violento o superbo, violento come Capaneo o superbo come Lucifero; sì che Dante stesso, che con la distinzione Aristotelica delle disposizioni mostra di non ritrovar più la divisione cristiana, soggiunge:

Per tutti i cerchi dell’inferno oscuriNon vidi spirto in Dio tanto superbo,Non quel che cadde a Tebe giù da’ muri.[42]

Per tutti i cerchi dell’inferno oscuri

Non vidi spirto in Dio tanto superbo,

Non quel che cadde a Tebe giù da’ muri.[42]

E in verità Vanni Fucci è acerbo, come Capaneonon è maturato dalla pioggia di fuoco. Ma Capaneo giace dispettoso e torto, e il ladro fugge senza parlare più verbo, quando è rilegato dalle serpi, simboli di frode. Ora nè Capaneo è reo veramente di quella superbia che Virgilio suppone in lui dicendo, ‛in ciò che non s’ammorza La tua superbia se’ tu più punito’, nè Vanni Fucci è quello spirto in Dio tanto superbo che pare a Dante; perchè la superbia è con intelletto e Capaneo è violento e nella violenza intelletto non ha luogo, e Vanni Fucci alla sua volta non riesce con la sua bestemmia che a farsi simigliante a Capaneo e a confermarsi bestia, ciò è tale da commettere un peccato bestiale e non umano. Ora quale è questo peccato?


Back to IndexNext