VUOI CHIAMARMI GIOIA....
Vuoi chiamarmi Gioia,poi che non sai il mio nome.E io ti rispondo come ti rispose quel fanciulloa cui lodasti i lucenti occhilaggiù nel paese caldo e colorato,ti rispondo che sei tu ad aver nel forte cuorela virtù della gioia,tu ad investirne il cuor mio.Tanto sei forte e signoreche di me cogli solo ciò che t'incanta,e mi ravvivi il sorriso,e fai che a me stessa il mio nome più non importi— per un attimo? —il mio nome che non è Gioia,fai che ogni oscura imminenza della mia sorteio alteramente allontani— per un attimo? —ogni necessità della forse invincibile sorte— che ne sai tu, che ne sai? —E a fior del tuo il mio sorriso ravvivi.Ravvivi il mio canto,ed è come se laggiù chiusa nella tua manotu mi portassi, nel paese caldo e dorato,in una avvampante aurora,là dove ogni cosa si chiama Gioia.
Vuoi chiamarmi Gioia,poi che non sai il mio nome.E io ti rispondo come ti rispose quel fanciulloa cui lodasti i lucenti occhilaggiù nel paese caldo e colorato,ti rispondo che sei tu ad aver nel forte cuorela virtù della gioia,tu ad investirne il cuor mio.Tanto sei forte e signoreche di me cogli solo ciò che t'incanta,e mi ravvivi il sorriso,e fai che a me stessa il mio nome più non importi— per un attimo? —il mio nome che non è Gioia,fai che ogni oscura imminenza della mia sorteio alteramente allontani— per un attimo? —ogni necessità della forse invincibile sorte— che ne sai tu, che ne sai? —E a fior del tuo il mio sorriso ravvivi.Ravvivi il mio canto,ed è come se laggiù chiusa nella tua manotu mi portassi, nel paese caldo e dorato,in una avvampante aurora,là dove ogni cosa si chiama Gioia.
Vuoi chiamarmi Gioia,
poi che non sai il mio nome.
E io ti rispondo come ti rispose quel fanciullo
a cui lodasti i lucenti occhi
laggiù nel paese caldo e colorato,
ti rispondo che sei tu ad aver nel forte cuore
la virtù della gioia,
tu ad investirne il cuor mio.
Tanto sei forte e signore
che di me cogli solo ciò che t'incanta,
e mi ravvivi il sorriso,
e fai che a me stessa il mio nome più non importi
— per un attimo? —
il mio nome che non è Gioia,
fai che ogni oscura imminenza della mia sorte
io alteramente allontani
— per un attimo? —
ogni necessità della forse invincibile sorte
— che ne sai tu, che ne sai? —
E a fior del tuo il mio sorriso ravvivi.
Ravvivi il mio canto,
ed è come se laggiù chiusa nella tua mano
tu mi portassi, nel paese caldo e dorato,
in una avvampante aurora,
là dove ogni cosa si chiama Gioia.
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