NINA — NANNA
Fuma presso la cesta una candelalercia di sego e sgocciola;fuori la notte sonnecchiando gelaravvolta nelle tenebre.È freddo: il vento dalla chiusa impostabrontola come un poveroed allo spento focolar s'accostasoffiando nella cenere,che s'alza: la candela alle paretisbatte l'ombre fantastiche,mentre i bambini dormono quïetinel cesto della paglia.Affagottati dentro una sottananon han più freddo, e ridonosognando chi sa cosa nell'arcanavacuïtà dell'anima.Ma la vecchia rimasta col corsettoe la corta camicia,strette le mani nello scarno pettoe il petto alle ginocchiainvano si rannicchia e sui piccinifisa l'occhio sonnambulo —È troppo freddo, i due biricchinihan spogliato la vecchia;e tepidi abbracciati in una gioiasenza pensier l'uccidono;ieri s'urlava in piazza: morte al boia...Ed i bambini ridono.È freddo, nina-nanna:per coperta non ho che la camiciae il letto m'è la scranna.Il vento come un canenelle gambe mi sfrega e si rannicchiacercando le sottane...O cane, va in malora:apposta per istrada la pellicciadi una vecchia signorae vi ti caccia, e s'ellanon ti vuol dispettosa, tu la morsicadi sotto la mammella.È freddo, nina-nanna;Il vento fischia e brontola lo stomaco,la fame non s'inganna.Nè pane, nè minestrada ieri; in casa una polenta candidadi neve alla finestra,che pare il primo fioredel grano — è stata l'ultima elemosina...anche Dio è un signore!Mezzanotte suonata.È tardi: quando l'alba strizza il ghiaccio,strizza, sarò ghiacciata.È freddo, nina — nanna:La mamma e il babbo sotto terra scordano,dormendo, la condanna.Che neve quella sera!Il sangue aveva macchiato giù la manica...babbo morì in galera.la mamma era di latte:portava le sottane alle ginocchia,battendo le ciabatte,che la gente guardava,e più d'un bel signor le diede un bacioAllora si mangiava...È freddo, nina — nannai baci sulla becca le marcirono,la vita di una spanna...è morta all'ospedale.Io v'ho raccolti e adesso manca l'olioal lume e manca il sale.Buona notte! persinomi son cavata la camicia e muoionuda come il mattino.Ma, bimba, tienti a menteche finirai come la mamma, marciadai baci della gente.e tu da galeotto...Per noi poveri in terra si sta peggiodi sopra che disotto.Si dorme almen, la nevefa da lenzuolo bianco che abbarbagliaal letto e non è breveche scappin fuori i piedi.Dormiamo in pace, i nostri conti tornano;ci penseran gli eredi.Siamo morti del maledi stomaco digiuno o del rimedio,galera ed ospedale:È freddo, nina — nanna;con Dio, col mondo ci rimane un credito,scontata la condanna...
Fuma presso la cesta una candelalercia di sego e sgocciola;fuori la notte sonnecchiando gelaravvolta nelle tenebre.
Fuma presso la cesta una candela
lercia di sego e sgocciola;
fuori la notte sonnecchiando gela
ravvolta nelle tenebre.
È freddo: il vento dalla chiusa impostabrontola come un poveroed allo spento focolar s'accostasoffiando nella cenere,
È freddo: il vento dalla chiusa imposta
brontola come un povero
ed allo spento focolar s'accosta
soffiando nella cenere,
che s'alza: la candela alle paretisbatte l'ombre fantastiche,mentre i bambini dormono quïetinel cesto della paglia.
che s'alza: la candela alle pareti
sbatte l'ombre fantastiche,
mentre i bambini dormono quïeti
nel cesto della paglia.
Affagottati dentro una sottananon han più freddo, e ridonosognando chi sa cosa nell'arcanavacuïtà dell'anima.
Affagottati dentro una sottana
non han più freddo, e ridono
sognando chi sa cosa nell'arcana
vacuïtà dell'anima.
Ma la vecchia rimasta col corsettoe la corta camicia,strette le mani nello scarno pettoe il petto alle ginocchia
Ma la vecchia rimasta col corsetto
e la corta camicia,
strette le mani nello scarno petto
e il petto alle ginocchia
invano si rannicchia e sui piccinifisa l'occhio sonnambulo —È troppo freddo, i due biricchinihan spogliato la vecchia;
invano si rannicchia e sui piccini
fisa l'occhio sonnambulo —
È troppo freddo, i due biricchini
han spogliato la vecchia;
e tepidi abbracciati in una gioiasenza pensier l'uccidono;ieri s'urlava in piazza: morte al boia...Ed i bambini ridono.
e tepidi abbracciati in una gioia
senza pensier l'uccidono;
ieri s'urlava in piazza: morte al boia...
Ed i bambini ridono.
È freddo, nina-nanna:per coperta non ho che la camiciae il letto m'è la scranna.
È freddo, nina-nanna:
per coperta non ho che la camicia
e il letto m'è la scranna.
Il vento come un canenelle gambe mi sfrega e si rannicchiacercando le sottane...
Il vento come un cane
nelle gambe mi sfrega e si rannicchia
cercando le sottane...
O cane, va in malora:apposta per istrada la pellicciadi una vecchia signora
O cane, va in malora:
apposta per istrada la pelliccia
di una vecchia signora
e vi ti caccia, e s'ellanon ti vuol dispettosa, tu la morsicadi sotto la mammella.
e vi ti caccia, e s'ella
non ti vuol dispettosa, tu la morsica
di sotto la mammella.
È freddo, nina-nanna;Il vento fischia e brontola lo stomaco,la fame non s'inganna.
È freddo, nina-nanna;
Il vento fischia e brontola lo stomaco,
la fame non s'inganna.
Nè pane, nè minestrada ieri; in casa una polenta candidadi neve alla finestra,
Nè pane, nè minestra
da ieri; in casa una polenta candida
di neve alla finestra,
che pare il primo fioredel grano — è stata l'ultima elemosina...anche Dio è un signore!
che pare il primo fiore
del grano — è stata l'ultima elemosina...
anche Dio è un signore!
Mezzanotte suonata.È tardi: quando l'alba strizza il ghiaccio,strizza, sarò ghiacciata.
Mezzanotte suonata.
È tardi: quando l'alba strizza il ghiaccio,
strizza, sarò ghiacciata.
È freddo, nina — nanna:La mamma e il babbo sotto terra scordano,dormendo, la condanna.
È freddo, nina — nanna:
La mamma e il babbo sotto terra scordano,
dormendo, la condanna.
Che neve quella sera!Il sangue aveva macchiato giù la manica...babbo morì in galera.
Che neve quella sera!
Il sangue aveva macchiato giù la manica...
babbo morì in galera.
la mamma era di latte:portava le sottane alle ginocchia,battendo le ciabatte,
la mamma era di latte:
portava le sottane alle ginocchia,
battendo le ciabatte,
che la gente guardava,e più d'un bel signor le diede un bacioAllora si mangiava...
che la gente guardava,
e più d'un bel signor le diede un bacio
Allora si mangiava...
È freddo, nina — nannai baci sulla becca le marcirono,la vita di una spanna...
È freddo, nina — nanna
i baci sulla becca le marcirono,
la vita di una spanna...
è morta all'ospedale.Io v'ho raccolti e adesso manca l'olioal lume e manca il sale.
è morta all'ospedale.
Io v'ho raccolti e adesso manca l'olio
al lume e manca il sale.
Buona notte! persinomi son cavata la camicia e muoionuda come il mattino.
Buona notte! persino
mi son cavata la camicia e muoio
nuda come il mattino.
Ma, bimba, tienti a menteche finirai come la mamma, marciadai baci della gente.
Ma, bimba, tienti a mente
che finirai come la mamma, marcia
dai baci della gente.
e tu da galeotto...Per noi poveri in terra si sta peggiodi sopra che disotto.
e tu da galeotto...
Per noi poveri in terra si sta peggio
di sopra che disotto.
Si dorme almen, la nevefa da lenzuolo bianco che abbarbagliaal letto e non è breve
Si dorme almen, la neve
fa da lenzuolo bianco che abbarbaglia
al letto e non è breve
che scappin fuori i piedi.Dormiamo in pace, i nostri conti tornano;ci penseran gli eredi.
che scappin fuori i piedi.
Dormiamo in pace, i nostri conti tornano;
ci penseran gli eredi.
Siamo morti del maledi stomaco digiuno o del rimedio,galera ed ospedale:
Siamo morti del male
di stomaco digiuno o del rimedio,
galera ed ospedale:
È freddo, nina — nanna;con Dio, col mondo ci rimane un credito,scontata la condanna...
È freddo, nina — nanna;
con Dio, col mondo ci rimane un credito,
scontata la condanna...
Casola Valsenio Novembre 1877.